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Trattati di Roma: Insieme per l’Europa, una preghiera ecumenica venerdì sera nella basilica dei XII Apostoli

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 15:44

In occasione del 60 ° anniversario dei Trattati di Roma, si svolgerà nella capitale una preghiera ecumenica e internazionale venerdì 24 marzo, alle 19.30, nella basilica dei XII Apostoli nel centro della città. A promuoverla è la rete ecumenica “Insieme per l’Europa” che raccoglie più di 300 comunità e movimenti cristiani per esprimere a Roma oggi come allora e “nonostante tutte le sfide, un sì all’Europa”. Rappresentanti della Chiesa e della politica hanno già confermato la loro presenza, tra gli altri, il card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Conferenza episcopale italiana, mons. Siluan, metropolita della Chiesa rumena-ortodossa in Italia, Heiner Bludau, decano della Chiesa evangelica luterana in Italia, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Gerhard Pross, moderatore di “Insieme per l’Europa”, Markku Markkula, presidente del Comitato europeo delle regioni, insieme ad una delegazione. “L’avventura Europa – si legge in un comunicato diffuso oggi – è ufficialmente iniziata 60 anni fa con il Trattato di Roma”. “Oggi, come allora” si incontreranno i capi di Stato dell’Europa “per dare un segno di unità e per rafforzare anche in tal modo il continente, che è in crisi permanente”. “È urgente – scrive “Insieme per l’Europa” – una dinamica costante di rinnovamento per risolvere i principali problemi comuni (ad esempio, il flusso di rifugiati verso l’Europa, i cambiamenti demografici, la Brexit, le differenze storico-culturali ed economiche tra l’Europa orientale e occidentale, le diverse concezioni della democrazia, ecc)”. Alla preghiera ecumenica di Roma si uniranno in questi giorni con altrettante iniziative altre 50 città europee (da Lisbona a Szeged, da Bruxelles a Matera, da Parigi a Lubiana). L’obiettivo della catena europea di preghiere sta nel far vedere al mondo che la fraternità e l’unità – nonostante le differenze culturali e confessionali – sono possibili”.

 

Hannukkà, otto candele per ricordare la fedeltà di Dio

Evangelici.net - Wed, 2017-03-22 13:32
MILANO - La sera di sabato 24 dicembre prende il via la festa ebraica di Hanukkà, detta anche Festa della dedicazione o delle luci. Per otto giorni nelle case degli ebrei osservanti verranno accese le candele di hannukkia, in ricordo di un miracolo avvenuto nel II secolo avanti Cristo.

Giornata mondiale acqua: Unicef, “entro il 2040 quasi 600 milioni di bambini vivranno in aree con limitate risorse idriche”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 13:30

“Quasi 600 milioni di bambini – 1 su 4 nel mondo – entro il 2040 vivranno in aree con risorse idriche estremamente limitate”. È l’allarme lanciato oggi dall’Unicef in occasione della Giornata mondiale dell’acqua. Dal rapporto “Thirsting for a future: water and children in a changing climate” emerge che “circa 663 milioni di persone nel mondo non hanno accesso a fonti adeguate di acqua e 946 milioni di persone defecano all’aperto, oltre 800 bambini sotto i 5 anni muoiono ogni giorno per diarrea causata da acqua e servizi igienico-sanitari non adeguati”. Inoltre “le donne e le bambine impiegano globalmente 200 milioni di ore ogni giorno per raccogliere acqua”. “L’acqua è fondamentale, senza acqua niente può crescere”, dichiara Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef, secondo cui “nel mondo, milioni di bambini non hanno accesso ad acqua sicura” e “questo mette a rischio a le loro vite, minaccia la loro salute e mette a repentaglio il loro futuro. Se non agiremo subito, questa crisi continuerà ad acuirsi”. Secondo il rapporto dell’Unicef, “36 Paesi stanno attualmente affrontando alti livelli di stress idrico” per via di temperature più calde, innalzamento dei livelli del mare, inondazioni sempre più frequenti, siccità e scioglimento dei ghiacci oltreché per la crescita della popolazione. Ma per l’Unicef, “le conseguenze dei cambiamenti climatici sulle fonti d’acqua non sono inevitabili”. Per questo, nei prossimi anni “i Governi devono pianificare interventi di modifica relativi alla disponibilità e alla richiesta d’acqua”, “gli investimenti dovrebbero essere mirati alle popolazioni a più alto rischio”, “le aziende devono lavorare con le comunità per prevenire contaminazioni ed esaurimento delle fonti d’acqua sicura” mentre “le comunità dovrebbero trovare nuovi modi per diversificare le fonti d’acqua e ampliare la capacità di reperire acqua in sicurezza”.

Papa a Milano: card. Scola, “la città è in un momento di rinascita”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 13:09

“Milano è indiscutibilmente in un momento di rinascita”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, card. Angelo Scola, ospite del programma “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000 in merito alla visita di Papa Francesco a Milano il prossimo 25 marzo. “Anche dal punto di vista artistico – ha sottolineato il card. Scola – i visitatori sono enormemente aumentati, stiamo raggiungendo Roma e Firenze. Sta tornando la grande tradizione milanese: ‘Milano con il cuore in mano’. Sta crescendo qualcosa soprattutto nelle parrocchie, nelle associazioni e nei movimenti che sta rendendo attuale in una forma nuova questa attitudine che è propria della ‘Milano città di mezzo’. E un ruolo importante lo detiene il volontariato non solo quello cattolico. Pisapia mi disse che senza il volontariato non sarebbero riusciti a garantire neanche il minimo welfare ai cittadini. C’è un insieme di energie positive. Mi sembra che stia maturando un’ attitudine molto significativa a capire che siamo in una società plurale ma con un grande desiderio di confronto con l’altro”. “Dentro la grande tentazione che noi europei viviamo come l’individualismo narcisista – ha proseguito il card. Scola – vedo rinascere delle usanze che erano scomparse. Mi ricordo che quando ero studente universitario la piazza del Duomo verso le 18 era piena di capannelli di gente che discuteva del più e del meno. Con il terrorismo tutto questo era sparito ma oggi ho visto che questa tradizione sta tornando”. “Il mio sogno per Milano – ha concluso il card. Scola – è quello di non aver più vergogna di esporci come soggetti, sia a livello personale e comunitario”.

Collezionismo: Pozzuoli, dal 31 marzo “Napoli Map Fair” con un’antica e rara mappa di Gerusalemme

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 12:57

Ci sarà una antica mappa della città santa di Gerusalemme, risalente al 1590 e realizzata dal cartografo Christian Adrichom tra le rarità esposte nella prima edizione di “Napoli Map Fair”, la mostra mercato specializzata, dedicata alla cartografia, agli atlanti, ai libri di viaggio ed alla vedutistica nella stampa antica. La mappa di Adrichom è rimasta un punto di riferimento urbanistico e di fede, per i tanti pellegrini, per quasi tre secoli, fino alle scoperte archeologiche del XIX secolo. Uno dei contributi più importanti del grande foglio cartografico, infatti, è l’identificazione dei luoghi di quattordici siti della via Crucis, che sono accettati ancora oggi. All’interno della mostra mercato (ingresso libero), che aprirà i battenti a Pozzuoli (Villa Avellino) dal 31 marzo al 2 aprile, anche una sezione dedicata al Regno della Due Sicilie. L’organizzazione si deve allo Studio Bibliografico Morghen – operativo a livello internazionale con le sue sedi tra Roma e Salerno – guidato da Gabriele Barbone che spiega così le ragioni che hanno portato ad organizzare la fiera: “La mostra nasce per rimediare ad un vuoto da sempre presente, in ambito meridionale, sul mercato del collezionismo. Mi riferisco proprio alla cartografia ed alla vedutistica. Puntiamo a creare un polo di settore, come a Milano”. A giudicare dalle richieste, sia in riferimento agli espositori che per quanto riguarda il grande pubblico dei collezionisti, si prevede un grande afflusso. “Ci sono tutte le premesse – prosegue l’organizzatore – per andare in questa direzione e puntare a far diventare l’appuntamento un evento fisso, annuale”. La fiera è lieta di avere come sponsor ufficiale AbeBooks.it, il marketplace di riferimento per gli appassionati di libri e collezionismo cartaceo, come mappe, stampe, vedute e rarità bibliografiche.

Povertà: Fondazione Zancan, necessarie “scelte coraggiose e di riconversione della spesa assistenziale”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 12:33

Servono “scelte coraggiose e di riconversione della spesa assistenziale” trasformando “una parte di essa ‘da trasferimenti a servizi’ per le persone e le famiglie”. È la strategia proposta in “Poveri e così non sia” (Il Mulino), il rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, redatto dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. Si tratta di cambiare logica, passando “da costo a investimento” per “ottenere rendimento delle risorse a disposizione, in ‘concorso al risultato’ per poter misurare l’impatto sociale”. Serve- secondo la Fondazione Zancan “una riallocazione di parte di questi fondi, senza togliere diritti, ma riconoscendo la possibilità di esercitarli in modo solidale”, che può essere attuata “dando di più ai poveri e di meno ai ricchi”, “prevedendo forme di riconversione di parte dell’attuale spesa per trasferimenti in servizi agli aventi diritto, con modalità analoghe a quelle utilizzate negli accordi di welfare aziendale”, costituendo “un ‘fondo prima infanzia’ solidale che permetterebbe di gestire 200mila nuovi posti nido, dando lavoro a circa 40mila donne, con l’effetto di calmierare anche i costi di accesso al servizio” e passando “da tante misure che a volte si sovrappongono a una misura unica, governabile, tracciabile, trasparente”. Per la Fondazione Zancan, “con queste premesse almeno la metà dell’attuale spesa per l’assistenza sociale – circa 25 miliardi – potrebbe essere gradualmente trasformata in spesa capace di rendimento e rigenerazione, valorizzando l’incontro tra diritti e doveri”.

Povertà: Fondazione Zancan, “le politiche sociali hanno evidenziato una fragilità strutturale”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 12:33

“Se quando si trattava di costruire opere e strutture la programmazione e gli interventi pubblici sono serviti e hanno portato frutti, nel cambio di marcia che ha investito la società tutta, e italiana nello specifico, con un aumento progressivo della povertà e delle classi di povertà e la necessità di investire sempre di più sulla persona, le politiche sociali hanno evidenziato una fragilità strutturale, prediligendo la formula dei trasferimenti di denaro a quella dell’erogazione servizi”. Questo, in sintesi, il contenuto di “Poveri e così non sia” (Il Mulino), il rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, redatto dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. Sono “quattro le risorse che attualmente, secondo gli studi della Zancan, remunerano diritti discutibili: assegni familiari (circa 6 miliardi di euro); una parte delle pensioni/assegni sociali e delle integrazioni al minimo delle pensioni di vecchiaia (quasi 10 miliardi di euro in tutto, di cui circa due miliardi dati a ‘pensionati ricchi’), le indennità di accompagnamento (circa 11 miliardi), i trasferimenti a pioggia motivati in diversi modi (circa 19 miliardi negli ultimi 15 anni)”. Per la Fondazione Zancan, serve una riallocazione di una parte di queste risorse, ma “per attuare un serio ed efficace piano di lotta alla povertà, che prevede anche un sostanziale cambiamento culturale e di mentalità va considerata una pianificazione di almeno dieci anni, per passare dall’ideazione alla modellizzazione delle soluzioni, all’implementazione vera e propria”.

Povertà: Fondazione Zancan, “il problema non è la mancanza di fondi per il sostegno sociale, ma la loro forma di utilizzo”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 12:32

“Il problema sostanzialmente non è la mancanza di fondi per il sostegno sociale, ma la loro forma di utilizzo”. È quanto emerge da “Poveri e così non sia” (Il Mulino), il rapporto 2017 sulla lotta alla povertà, redatto dalla Fondazione Emanuela Zancan onlus di Padova. “Ogni anno in Italia si impegnano circa 50 miliardi di euro per misure strutturali come pensioni assistenziali, assegni familiari, interventi socio assistenziali a livello locale a cui vanno aggiunti i fondi messi a disposizione per interventi a tempo o sperimentali”, si legge in una nota, facendo riferimento a quei sostegni “che nell’ultimo ventennio hanno preso vari nomi, tra cui: reddito minimo di inserimento; bonus straordinario per famiglie, lavoratori, pensionati e non autosufficienti; carta acquisti (social card); nuova social card sperimentale; Sia; bonus bebé; bonus famiglie numerose, bonus elettrico e bonus gas; assegno di disoccupazione involontaria; bonus 80 euro”. “A fronte quindi di un panorama in cui le risorse ci sono – spiega la Fondazione Zancan – la questione va posta sulla modalità di erogazione delle risorse e sulla verifica e valutazione delle risposte messe in essere, nell’ottica del welfare generativo”.

Papa a Milano: fino al 2 aprile a Monza la mostra fotografica “Papi in soggettiva”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 12:04

In occasione della visita di Papa Francesco a Milano, verrà inaugurata oggi, martedì 22 marzo, alle 19 presso il Palazzo dell’Arengario di Monza, la mostra fotografica “Papi in soggettiva. I pontefici, il cinema, l’immaginario” promossa da Comune di Monza e arcidiocesi di Milano in collaborazione con la Fondazione Ente dello Spettacolo. Inserita all’interno dell’evento della Triplae “M’illumino d’immenso”, la mostra – si legge in una nota – “ricostruisce attraverso un duplice percorso di immagini esclusive e riflessioni il modo in cui la cinematografia italiana e mondiale ha raccontato lungo i decenni le figure dei Pontefici”. Si va “dai pronunciamenti di Pio XII al Pastor Angelicus, dalla disinvoltura mediatica di Bergoglio al The Young Pope sorrentiniano”. A conclusione del percorso trova spazio una postazione dedicata a “La Rivista del Cinematografo” e i Papi dove vengono presentate alcune delle pagine più significative che il periodico di cinema più antico ha dedicato ai Papi nel corso della sua storia. La mostra, ad ingresso libero, è visitabile dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 19 fino al 2 aprile.

Trattati di Roma: card. Marx (Comece) sulle radici cristiani dell’Europa, “le nostre società sono diventate oggi plurali”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:57

“Naturalmente l’Europa ha forti radici cristiane. Ma questo non deve far dimenticare il fatto che le nostre società sono diventate oggi plurali”. Lo dice il cardinale Reinhard Marx, presidente della Comece, in un’intervista rilasciata al Sir alla vigilia della commemorazione dei 60 anni dei Trattati di Roma. Venerdì 24 marzo i presidenti delle istituzioni europee e i leader europei saranno ricevuti in udienza privata da Papa Francesco. “Una cosa rimane importante – osserva il cardinale -: l’Europa non può bastare a se stessa. Vale a dire: la fede cristiana è una parte dell’anima dell’Europa. Anche nella crisi, l’Europa non può ruotare solo attorno a se stessa. Con le sue culture e tradizioni filosofiche e religiose, l’Europa deve portare un contributo specifico nel mondo. Pertanto l’Ue deve trovare una maggiore capacità politica, per essere in grado di contribuire positivamente allo sviluppo complessivo del mondo. E questo corrisponde esattamente alla fedeltà alle radici cristiane dell’Europa”. E nel tracciare una via di uscita dalla crisi in cui negli ultimi anni è caduta l’Europa, il cardinale afferma: “Gli europei, nonostante tutte le crisi, devono avere davanti agli occhi il reale stato dell’Europa. Donald Tusk ce lo ha ricordato recentemente: ‘L’Europa è il miglior posto del mondo’. Molti europei hanno dimenticato che l’Europa è nel mondo un luogo desiderato da molte persone, e questo per la situazione economica, per la libertà e per i diritti che qui sono garantiti”. Anche Papa Francesco nel suo discorso al Parlamento europeo del novembre 2014, ha parlato dell’Europa come un “prezioso punto di riferimento per tutta l’umanità” e “ha chiamato l’Europa – ricorda Marx – a riconoscere e vivere la sua missione. Vale a dire: cercare ciò che ci unisce e servire la pace e uno sviluppo positivo. Questo obiettivo ha trovato fin dall’inizio l’appoggio della Chiesa. E richiama la Chiesa ancora oggi”.

Trattati di Roma: card. Marx (Comece) su migrazioni, “aiutare i più deboli deve essere sempre la nostra priorità”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:54

“Sappiamo naturalmente che le nostre possibilità sono limitate. Ma aiutare i più deboli deve essere sempre la nostra priorità. E qui, sarà sempre più richiesto il contributo della Chiesa”. Risponde così il cardinale Reinhard Marx, presidente della Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali della comunità europea, alla domanda sulla sfida dei flussi migratori che dall’Africa soprattutto giungono in Europa. In un’intervista esclusiva al Sir, il cardinale osserva: “Il dissenso degli Stati membri dell’Unione europea su come gestire i rifugiati, che sono arrivati in Europa, ha messo in evidenza spaccature profonde nel Continente. E questo non riguarda solo l’ambito politico, ma anche le società dei diversi Stati. Pure la Chiesa ha dovuto sperimentare che nei vari Stati ci sono opinioni divergenti circa l’accoglienza dei rifugiati. Questo è ancor più deplorevole in quanto l’atteggiamento del Papa è del tutto inequivocabile. La diminuzione del numero di rifugiati grazie alle diverse iniziative politiche ha calmato considerevolmente il dibattito. Ma rimane l’irritazione per il dissenso profondo. E, da ultimo ma non meno importante, l’attuale momento relativamente calmo non deve far dimenticare il fatto che abbiamo di fronte a noi ancora grandi movimenti migratori, che richiedono soluzioni politiche a lungo termine in vista del prosieguo dell’integrazione europea”.

Trattati di Roma: card. Marx (Comece), “la strada comune è la migliore” e i populismi conducono a un “vicolo cieco”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:52

“È bene che gli Stati e i popoli europei sappiano che fondamentalmente la strada comune è la migliore. Ma occorre anche verificare concretamente se gli Stati siano anche pronti a trarne le conseguenze”. In un’intervista esclusiva al Sir il cardinale Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga, presidente della Conferenza episcopale tedesca e presidente della Comece, la Commissione delle Conferenze episcopali della Comunità europea, traccia le “ragioni” per credere ancora oggi nel progetto europeo e rafforzarlo. Partendo dalla constatazione che a 60 anni dai Trattati di Roma, “l’Unione europea si trova in una crisi profonda”, il cardinale osserva: “La Brexit pone l’Unione europea di fronte a una domanda esistenziale e invita tutti a rispondere: perché c’è bisogno dell’integrazione politica del continente?”. A questa domanda stanno rispondendo in maniera convincente solo le forze populiste in Europa che “hanno un’agenda non solo politico-economica, ma anche di politica estera, di sicurezza e di politica migratoria, che punta piuttosto alla preclusione e al protezionismo. Esse sono più propense, in tutti i settori, a soluzioni più nazionali”, osserva il cardinale che subito dopo avverte: “Una tale politica conduce in un vicolo cieco, quello dal quale Konrad Adenauer, Alcide De Gasperi e gli altri padri fondatori dell’Europa hanno tirato fuori il nostro continente dopo la guerra”. Da qui il cardinale presidente della Comece delinea tutte le “ragioni” per credere ancora nella Ue. La prima risale alla “fondazione pacifica dell’Europa”. “L’escalation militare in Crimea e nell’Ucraina orientale – osserva Marx – ha fatto crescere l’incertezza nell’Europa orientale. L’Europa unita è ancora oggi una garanzia di pace”. La seconda ragione è il benessere delle nazioni: “L’Unione europea – dice l’arcivescovo – offre il miglior spazio per affrontare le sfide economiche e sociali della globalizzazione. A volte l’opinione pubblica punta il dito contro le distorsioni sociali della politica europea, che però sono molto più effetti della globalizzazione”. Infine, c’è il ruolo che l’Europa può e deve giocare nel mondo. “L’Unione europea è un mezzo con il quale gli europei possono ancora influenzare gli eventi economici mondiali e – questo spero come uomo di Chiesa – possono contribuire a definirli nello spirito della dottrina sociale della Chiesa”.

Papa Francesco: appello a “vivere con fede” le “24 Ore per il Signore”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:45

“Invito tutte le comunità a vivere con fede l’appuntamento del 23 e 24 marzo per riscoprire il sacramento della riconciliazione: ’24 ore per il Signore'”. È l’appello pronunciato dal Papa, prima dei saluti ai fedeli in lingua italiana che come di consueto concludono l’appuntamento del mercoledì con i fedeli in piazza San Pietro. “Auspico che anche quest’anno tale momento privilegiato del cammino quaresimale sia vissuto in tante chiese per sperimentare l’incontro gioioso con la misericordia del Padre, che tutti accoglie e perdona”, l’augurio di Francesco per il successo dell’iniziativa promossa in tutto il mondo dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, e che ha avuto un prologo venerdì scorso, nella basilica di San Pietro, con la celebrazione penitenziale presieduta dal Papa, che si è inginocchiato per confessarsi e a sua volta è diventato confessore per quasi un’ora.

Papa Francesco: udienza, “imparate a chiamare bianco il bianco, e nero il nero”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:38

“La Quaresima ci chiama alla conversione e alla penitenza; ci indica il digiuno, la preghiera e l’elemosina come via di trasformazione; ci incoraggia all’esame di coscienza con l’umile ammissione delle colpe e la confessione dei peccati”. Lo ha detto il Papa, salutando i pellegrini polacchi presenti all’udienza di oggi, ai quali ha citato una frase di san Giovanni PAolo II, rivolta nel 1981 agli universitari: “Imparate a chiamare bianco il bianco, e nero il nero, male il male, e bene il bene. Imparate a chiamare peccato il peccato, e non chiamatelo liberazione e progresso”.

 

Papa Francesco: udienza, “tutelare l’acqua come bene di tutti”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:33

“Tutelare l’acqua come bene di tutti”. È l’invito rivolto dal Papa, che durante i saluti ai fedeli di lingua inglese, dopo la catechesi dell’udienza generale di oggi, si è rivolto in particolare ai partecipanti al convegno “Watershed: Replenishing Water Values for a Thirsty World”, promosso dal Pontificio Consiglio per la cultura e dal Capitolo argentino del Club di Roma. “Proprio oggi si celebra la Giornata mondiale dell’acqua, istituita 25 anni fa dalle Nazioni Unite, mentre ieri ricorreva la Giornata internazionale delle foreste”, ha ricordato Francesco: “Mi rallegro di questo incontro, che segna una nuova tappa nell’impegno congiunto di varie istituzioni per sensibilizzare alla necessità di tutelare l’acqua come bene di tutti, valorizzando anche i suoi significati culturali e religiosi”. “Incoraggio in particolare il vostro sforzo nel campo educativo, con proposte rivolte ai bambini e ai giovani”, l’altro invito del Papa.

Papa Francesco: udienza, nella Chiesa non c’è “serie A” e “serie B”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:26

La Chiesa “non è una comunità in cui alcuni sono di ‘serie A’, cioè i forti, e altri di ‘serie B’, cioè i deboli”. A puntualizzarlo è stato il Papa, che nell’udienza di oggi ha spiegato come la speranza cristiana “si traduce concretamente in condivisione, in servizio reciproco”: “Perché anche chi è ‘forte’ si trova prima o poi a sperimentare la fragilità e ad avere bisogno del conforto degli altri; e viceversa nella debolezza si può sempre offrire un sorriso o una mano al fratello in difficoltà”. “Ma tutto questo è possibile se si mette al centro Cristo e la sua Parola”, l’invito di Francesco: “Perché lui è il forte, è quello che ci da la fortezza, ci dà la pazienza, ci dà la speranza, ci da la consolazione”, ha detto a braccio. “Lui è il ‘fratello forte’ che si prende cura di ognuno di noi”, ha proseguito: “Tutti abbiamo bisogno di essere caricati sulle spalle dal Buon Pastore e di sentirci avvolti dal suo sguardo tenero e premuroso”. “Non ringrazieremo mai abbastanza Dio per il dono della sua Parola, che si rende presente nelle Scritture”, ha concluso il Papa: “È lì che il Padre del Signore nostro Gesù Cristo si rivela come Dio della perseveranza e della consolazione. Ed è lì che diventiamo consapevoli di come la nostra speranza non si fondi sulle nostre capacità e sulle nostre forze, ma sul sostegno di Dio e sulla fedeltà del suo amore”. “Cioè sulla forza di Dio e la consolazione di Dio”, l’ultima aggiunta a braccio.

Papa Francesco: udienza, “seminare speranza ci vuole oggi, non è facile!”. Siamo “forti” se stiamo “vicini ai più deboli”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:20

“Seminare speranza ci vuole oggi, non è facile!”. Lo ha detto, a braccio, il Papa, commentando l’affermazione di san Paolo contenuta all’inizio della lettera ai Romani: “Noi, che siamo i forti, abbiamo il dovere di portare le infermità dei deboli, senza compiacere noi stessi”. “Questa espressione ‘noi che siamo i forti’ – ha spiegato Francesco agli 11mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro – potrebbe sembrare presuntuosa, ma nella logica del Vangelo sappiamo che non è così, anzi, è proprio il contrario perché la nostra forza non viene da noi, ma dal Signore”. “Chi sperimenta nella propria vita l’amore fedele di Dio e la sua consolazione è in grado, anzi, in dovere di stare vicino ai fratelli più deboli e farsi carico delle loro fragilità”, ha ammonito il Papa: “Se noi stiamo vicino al Signore, avremo quella fortezza per essere vicini ai più deboli, ai più bisognosi, di consolare loro e di dare forza a loro. Questo è quello che significa”, ha aggiunto ancora fuori testo. “E questo noi possiamo farlo senza autocompiacimento, ma sentendosi semplicemente come un ‘canale’ che trasmette i doni del Signore; e così diventa concretamente un ‘seminatore’ di speranza”, la ricetta di Francesco. “È questo che il Signore ci chiede – ha concluso a braccio – con quella fortezza e quella capacità di consolare, di essere seminatori di speranza”.

Papa Francesco: udienza, “la perseveranza è pazienza”. Dio “non si stanca di amarci”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:14

La perseveranza è “pazienza”: “è la capacità di sopportare, portare sopra le spalle, di rimanere fedeli, anche quando il peso sembra diventare troppo grande, insostenibile, e saremmo tentati di giudicare negativamente e di abbandonare tutto e tutti”. Lo ha spiegato il Papa, che nella catechesi dell’udienza generale di oggi, sulla scorta della lettera di san Paolo ai Romani, ha declinato la speranza a partire da due parole: “perseveranza” e “consolazione”. “La consolazione – ha spiegato Francesco – è la grazia di saper cogliere e mostrare in ogni situazione, anche in quelle maggiormente segnate dalla delusione e dalla sofferenza, la presenza e l’azione compassionevole di Dio”. San Paolo “ci ricorda che la perseveranza e la consolazione ci vengono trasmesse in modo particolare dalle Scritture, cioè dalla Bibbia”, ha ricordato il Papa, sottolineando che “la Parola di Dio, in primo luogo, ci porta a volgere lo sguardo a Gesù, a conoscerlo meglio e a conformarci a Lui, ad assomigliare sempre di più a Lui”. “Il Signore è davvero ‘il Dio della perseveranza e della consolazione’ – ha assicurato Francesco a partire dal testo biblico – che rimane sempre fedele al suo amore per noi “. “Cioè che è perseverante nell’amore con noi, non si stanca di amarci, è perseverante, sempre ci ama,  si prende cura di noi – ha aggiunto a braccio – ricoprendo le nostre ferite con la carezza della sua bontà e della sua misericordia, cioè ci consola, non si stanca di consolarci”.

Diocesi: Faenza-Modigliana, dal 24 marzo incontri su “L’arte e la fede cristiana”

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 11:01

Prenderà il via venerdì 24 marzo, a Faenza, il ciclo di incontri dedicati al “L’arte e la fede cristiana”. La rassegna introduttiva, promossa dalla diocesi di Faenza-Modigliana, sarà ospitata a partire dalle 17.45 presso la sala San Carlo in piazza XI Febbraio 4 (vecchio seminario). Ad aprire il ciclo sarà la conferenza “Lo spazio liturgico. Uno sguardo sull’architettura delle chiese dalle origini ad oggi” alla quale interverrà Giorgio Gualdrini, architetto e saggista, “al quale – si legge in una nota – si deve anche il recente adeguamento liturgico della Cattedrale di Faenza”. Introdurrà l’incontro don Michele Morandi, vicario generale della diocesi. Venerdì 31 marzo, sarà Natalino Valentini, filosofo e profondo conoscitore della teologia dell’oriente cristiano, a parlare di “Arte, bellezza, liturgia”. Nell’occasione sarà anche presentato il libro di Pavel A. Florenskij, presbitero ortodosso e martire, “La filosofia del culto” (Edizioni San Paolo), curato dallo stesso Valentini. Introdurrà l’incontro don Ugo Facchni, teologo e liturgista nonché parroco della Cattedrale di Faenza. A concludere il ciclo sarà mons. Timothy Verdon, storico dell’arte statunitense, direttore del Museo dell’Opera del Duomo di Firenze e docente alla Standfor University, che giovedì 6 aprile rifletterà su “L’arte cristiana. Sguardi fra storia e contemporaneità”. Introdurrà l’incontro mons. Mariano Faccani Pignatelli, direttore dell’Ufficio arte sacra e beni culturali della diocesi di Faenza-Modigliana.

Papa Francesco: udienza, fa salire sulla jeep cinque ragazzi. Anche un gruppo di cinesi tra gli 11mila fedeli

Agensir.it - Wed, 2017-03-22 10:51

Il Papa è arrivato oggi un paio di minuti dopo le 9.30 in piazza San Pietro, e subito ha fatto fermare la “papamobile” per far salire a bordo insieme con lui cinque ragazzi – tre maschi, con cappellino giallo, e due femmine dai lunghi capelli – sulla jeep bianca scoperta. Durante la sua prima sosta, davanti alla transenna prospiciente al sagrato, Francesco è stato festosamente salutato anche da alcuni fedeli cinesi, con le loro bandierine rosse. 11mila, oggi, secondo la Prefettura della Casa Pontificia, le persone presenti all’appuntamento del mercoledì in piazza San Pietro. Molti i bimbi che Francesco ha baciato e accarezzato, tra cui una bimba in tutù bianco. Variopinti anche gli striscioni, uno dei quali violetto con la scritta “Unidos per la Fe'”, proveniente dal Perù. Molto nutrito il gruppo degli studenti, riconoscibili dai cappellini colorati. Prima di compiere l’ultimo tratto a piedi, verso la sua postazione al centro del sagrato, il Papa è sceso dalla jeep bianca scoperta congedandosi, con un bacio, dai suoi piccoli passeggeri. Ultimissima sosta, quella con un gruppo di studenti – dai cappellini gialli come i suoi tre passeggeri maschi – che lo acclamavano a gran voce per un “bagno di folla” personalizzato.

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