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Siria: Unicef, “ricevuto solo 25% fondi necessari per assistere 9 milioni di bambini”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 13:10

La guerra in Siria è diventata la più grande crisi umanitaria e di sfollati nel mondo dalla Seconda Guerra Mondiale: 6 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza, mentre oltre 2,5 milioni vivono come rifugiati al di fuori dei confini del Paese. Ma i programmi supportati dall’Unicef sono a rischio a causa di una grave mancanza di fondi di circa 220 milioni di dollari. “Questa è la più grande mancanza di fondi che l’Unicef sta affrontando da quando abbiamo cominciato ad intervenire per la crisi in Siria – ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa -. I bisogni umanitari continuano a crescere giorno dopo giorno in Siria e nei Paesi limitrofi, mentre la pressione sulle generose comunità ospitanti sta mettendo seriamente a repentaglio la loro capacità di arrivare a fine mese”. Se l’Unicef non riceverà nuovi fondi, alcune attività salvavita rischiano seriamente di essere interrotte, con gravi conseguenze per i bambini siriani e per le comunità ospitanti. Attività come acqua potabile e servizi igienico-sanitari per 1,2 milioni di bambini, accesso all’assistenza sanitaria e a cure di base per la nutrizione per circa 5,4 milioni di bambini, contributi in denaro per mandare a scuola i bambini, vestiti e coperte. “Mentre le risorse finanziarie si stanno esaurendo, le famiglie in Siria e nei Paesi confinanti sono diventate sempre più dipendenti dagli aiuti internazionali. La mancanza di fondi le costringerà a ricorrere a misure per la sopravvivenza pericolose per i loro bambini, come il lavoro minorile, il reclutamento nei combattimenti e il matrimonio precoce. I progressi fatti per evitare che un’intera generazione venga perduta potrebbero andare perduti”, ha continuato Cappelaere. L’Unicef chiede di “porre fine alla guerra in Siria”, “dare priorità alla protezione dei civili e dei diritti dei bambini”, “migliorare la fornitura di servizi e infrastrutture come assistenza sanitaria, istruzione e acqua”. L’Unicef ha richiesto per le operazioni di emergenza nel 2017 in Siria e in Libano, Giordania, Turchia, Iraq ed Egitto 1,4 miliardi di dollari. Ad oggi, ha ricevuto meno del 25% dei fondi richiesti.

Santa Sede: Dicastero per il servizio dello sviluppo, il nuovo segretario è mons. Bruno Marie Duffé

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 12:57

Il Papa ha nominato segretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale mons. Bruno Marie Duffé, dell’arcidiocesi di Lione, cofondatore e direttore dell’Istituto dei diritti umani dell’Università Cattolica di Lione, docente di etica sociale e sanitaria presso il Centro regionale di lotta contro il cancro Léon Bérard di Lione. Mons. Duffé è nato a Lione Francia), il 21 agosto 1951. Nel giugno del 1981 è stato ordinato sacerdote per l’arcidiocesi di Lyon ed ha esercitato il ministero di vicario parrocchiale e quindi di parroco. Ha conseguito il dottorato in filosofia del diritto ed etica sociale (1996). Dal 1982 ha svolto l’incarico di docente in teologia morale e dottrina sociale della Chiesa presso la facoltà di teologia dell’Università Cattolica di Lione e il Centro Gesuita di Baume les Aix. Attualmente è consigliere spirituale regionale degli imprenditori e dirigenti cristiani (Edc), cappellano nazionale del Comité catholique contre la faim et pour le développement (Ccfd ‑ Terre solidaire), membro del Consiglio Giustizia e Pace ‑ Francia e direttore del Certificat universitaire della pastorale sanitaria, presso l’Università Cattolica di Lione, per la formazione dei cappellani d’ospedale e dei responsabili della pastorale sanitaria. Autore di pubblicazioni sul tema dei diritti umani, ha partecipato, in qualità di esperto in tale ambito, a diverse missioni internazionali con il mandato degli Alti Commissariati delle Nazioni Unite per i diritti dell’uomo ‑ Hcdh e per i rifugiati ‑ Hcr, in collaborazione con varie Ong, fra le quali: Caritas, Terre des Hommes, Medici senza frontiere. Di lingua madre francese, conosce l’inglese, lo spagnolo e l’italiano.

Acli: don Giovanni Nicolini è il nuovo assistente nazionale

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 12:47

Don Giovanni Nicolini è il nuovo assistente spirituale delle Acli nazionali. La Cei gli ha conferito il mandato a decorrere dal 19 giugno prossimo. “Un rappresentante della Bologna dedita agli ultimi, ai poveri, ai carcerati, ai bisognosi alla guida del percorso di fede delle Acli nazionali ci riempie di soddisfazione” ha dichiarato il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco. “La realtà di impegno associativo che da sempre caratterizza la nostra città e il suo welfare di eccellenza, che passa anche dal l’impegno sussidiario di associazioni e Chiesa di Bologna, guadagnano oggi una posizione di estrema importanza – prosegue Diaco -. A don Giovanni Nicolini i nostri migliori auguri di buon lavoro: siamo certi che saprà trasmettere sul piano nazionale il valore dell’impegno profuso in questi anni nella nostra città”.

Corpus Domini: Enzo Bianchi, “l’offerta eucaristica della vita di un cristiano avviene nella polis”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 12:30

“Se i cristiani saranno uomini e donne eucaristici, capaci di intercessione e di ringraziamento-eucaristia, allora la città ne trarrà pace e bene”. È quanto afferma Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, in una nota pubblicata oggi dal Sir in occasione della solennità del Corpus Domini. “Per la mia generazione la processione del Corpus Domini, con ostensorio e baldacchino che attraversano le vie della città, ha costituito a lungo l’immagine simbolica più pregnante di un tipo di presenza della Chiesa nella società”, osserva Bianchi, rilevando come “ora che alcuni vorrebbero forzare la laicità dello Stato, fino a escludere qualunque manifestazione pubblica di culto, diviene necessario riscoprire le modalità in cui la fede possa essere testimoniata comunitariamente anche nello spazio pubblico per eccellenza, la città”. “Se infatti la celebrazione eucaristica avviene come mistero della fede nella comunità rigorosamente delimitata – spiega Bianchi – la vita eucaristica, l’offerta eucaristica della vita di un cristiano avviene nella polis, nella compagnia degli uomini” dove “l’unica eucaristia è narrata, mostrata e vissuta”. “La celebrazione dell’eucaristia – aggiunge – avviene nello spazio santo della Chiesa ma in funzione di una vita nella polis in cui l’eucaristia dà il suo frutto”. Per Bianchi, “oggi che le nostre città non sono più interamente cristiane (ammesso che lo siano mai state), possono sembrare due realtà lontane, senza possibilità di interazione, dobbiamo discernere atteggiamenti e parole che rendano la comunicazione non solo possibile, ma operante in profondità, segretamente, senza appariscenza né ostentazione”.

EU: EU Commission’s funding of “Future for Religious Heritage”, to promote the religious heritage

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 12:09

 

 

16 June 2017 @ 12:09

 

(Brussels) The European network in charge of preserving and promoting the religious heritage of the continent, “Future for Religious Heritage” (Frh), has been chosen as the recipient of EU funds, as part of the “Creative Europe” programme, for its “Frh Connect” project. “Frh is extremely honoured for the recognition that this support implies and sees the funding of 250 thousand euros a year for the next four years as a meaningful way to mobilise our resources to the benefit of the religious heritage and the expansion of its network”, the Frh newsletter says. Now, the network looks to 2018, which the European Commission decided to appoint “European Year of Cultural Heritage”. However, the efforts that the network has been carrying out for some time, such as the mobile app Religiana, which provides all sorts of information about religious sites of historical and cultural significance, EU-wide lobbying, and awareness-rising campaigns about the conservation of the religious heritage, will not be reduced. With 56 members and 88 partners in 38 countries across the world, Frh wants to “strengthen its role as a platform for its members, by trying to develop cooperation and effective synergisms”. Membership meetings and online training sessions are expected to take place in the next few months and in 2018. In addition, the website http://www.frh-europe.org will be renewed.

Ue: finanziamento della Commissione a “Future for Religious Heritage” per valorizzare il patrimonio religioso

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 12:09

(Bruxelles) La rete europea che si occupa di custodire e valorizzare il patrimonio religioso del continente, “Future for Religious Heritage” (Frh), è stata scelta come destinataria di un finanziamento dell’Ue nel quadro del programma “Europa creativa” per il suo progetto “Frh Connect”. “Frh è estremamente onorata per il riconoscimento che questo sostegno implica e vede il finanziamento di 250mila euro l’anno per i prossimi quattro anni come un modo significativo per mobilitare le nostre risorse a beneficio del settore del patrimonio religioso e della crescita della sua rete”, si legge nella newsletter della Frh. La Rete guarda ora al 2018, che la Commissione europea ha deciso di nominare “Anno europeo per il patrimonio culturale”. Non saranno comunque ridotti gli impegni che la Rete porta avanti da tempo, come l’app mobile Religiana, che offre informazioni di vario tipo sui siti religiosi di interesse storico e culturale, l’azione di lobby a livello Ue e l’azione di sensibilizzazione sul problema della conservazione del patrimonio religioso. Frh, che ha 56 membri e 88 partner in 38 Paesi del mondo, vuole “rafforzare il suo ruolo di piattaforma per i propri membri, mirando a sviluppare cooperazione e sinergie efficaci”. Si prevede che nei prossimi mesi e nel 2018 ci saranno incontri tra i membri e sessioni di formazione on-line. Sarà inoltre rinnovato il sito web http://www.frh-europe.org.

Anglicani: Chiesa d’Inghilterra, cresce il numero dei seminaristi. Vescovo Watson, “uomini e donne che mettono in gioco la loro fede”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 11:49

È cresciuto del 14% il numero di persone che da settembre frequenteranno i seminari della Chiesa d’Inghilterra per prepararsi al ministero sacerdotale. Lo riferisce un comunicato stampa diffuso dall’Ufficio comunicazioni della Church of England, che parla di 543 candidati (tra uomini e donne) che hanno manifestato il desiderio di dedicarsi a questo cammino. Il 25% di loro ha meno di 32 anni; il numero di donne è cresciuto del 17%. “Questo aumento nel numero di persone che si presentano per la formazione al ministero è frutto del programma Rinnovamento e Riforma”, iniziativa lanciata nel 2005 che mira a “portare nuova vita nella Chiesa attraverso crescenti vocazioni laicali e ordinate, maggiore flessibilità nei finanziamenti e una riduzione della burocrazia per consentire alle Chiese locali di servire meglio le loro comunità”, spiega la nota della Chiesa d’Inghilterra. “Sono contento per i numeri e la tipologia di persone che Dio chiama al ministero ordinato”, ha dichiarato il vescovo anglicano di Guilford Andrew Watson. Si tratta di “uomini e donne che scelgono di mettere in gioco la loro fede, per portare speranza e nutrimento spirituale agli individui e alle persone. In un mondo sempre più insicuro, non c’è privilegio più grande che camminare con le persone nelle loro gioie e dolori, dalla nascita alla morte”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “siamo vulnerabili, è la potenza di Dio che ci salva e mette in piedi”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 11:32

Siamo “creta, deboli, peccatori” e senza la potenza di Dio non possiamo “andare avanti” perché è “la potenza di Dio, la forza di Dio che salva, che guarisce, che mette in piedi”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. Nessuno di noi “può salvare se stesso”, abbiamo bisogno “della potenza di Dio” per essere salvati, ha osservato il Papa, sottolineando che “tutti noi siamo vulnerabili, fragili, deboli, e abbiamo bisogno di essere guariti”. “Una delle cose più difficili nella vita è riconoscere la propria vulnerabilità”, ha proseguito, rilevando che “alle volte, cerchiamo di coprire la vulnerabilità, che non si veda; o truccarla, perché non si veda; o dissimulare”. Ma “le dissimulazioni sono vergognose, sempre. Sono ipocrite”. Oltre all’“ipocrisia verso gli altri”, ha proseguito Francesco, c’è anche quella del “confronto con noi stessi”, cioè quando crediamo di “essere un’altra cosa”, pensando “di non avere bisogno di guarigione” e “sostegno”. Quando diciamo “non sono fatto di creta”, ho “un tesoro mio”. “Questo – ha ammonito – è il cammino verso la vanità, la superbia, l’autoreferenzialità di quelli che non sentendosi creta, cercano la salvezza, la pienezza da se stessi. Ma la potenza di Dio, è quella che ci salva”. C’è un dialogo “tra il tesoro e la creta” che continuamente dobbiamo fare, “per essere onesti”. Nella confessione, ha aggiunto, “diciamo i peccati come se fossero una lista di prezzi al mercato”, pensando di “imbiancare un po’ la creta” per essere più forti. Bisogna invece accettare debolezza e vulnerabilità, anche se risulta “difficile” farlo. Qui entra in gioco “la vergogna, quella che allarga il cuore perché entri la potenza di Dio, la forza di Dio”. “La vergogna di essere creta e non essere un vaso d’argento o d’oro. E se noi arriviamo a questo punto, saremo felici”.

Poland: 5th Congress for Large Families in Nysa. Minister Rafalska among the attendees

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 11:20

More than 200 families from across Poland with over 800 children will be meeting in Nysa from today for three days to participate in the 5th Congress for Large Families organised to “integrate people, support pro-family initiatives, and boost the image of large families in society”. The initiative by the Association “Tre+” (standing for a family with more than one child), which also includes families with over ten children, accompanies parents in finding solutions to daily problems and children in their learning and playing. On Saturday, the Congress will feature an open debate on issues related to family policies and state subsidies to large families. The Minister for the Family, Employment and Social Policies, Elzbieta Rafalska, author of the support programme for families with more than one child “500+”, will also contribute to the debate. The programme, which has been in force for over one year now, provides substantial financial assistance (namely 500 Polish Zloty) for each child after the first. According to the minister, “500+” has helped in countering the democratic decline in Poland, where 100,000 children were born in the first quarter of this year alone, without women having to largely stay away from work, who, according to the critics of the programme, would have preferred staying home to look after their children rather than going to work.

Polonia: a Nysa il quinto Congresso delle famiglie numerose. Fra i presenti la ministra Rafalska

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 11:20

Oltre 200 famiglie da tutta la Polonia con oltre 800 bambini da oggi e per tre giorni animeranno a Nysa il quinto Congresso delle famiglie numerose organizzato “per integrare le persone, sostenere le iniziative a favore delle famiglie, e influire positivamente sull’immagine della famiglia numerosa nella società”. L’iniziativa dell’Associazione Tre+ (che sta per famiglia con più di un bambino) alla quale appartengono nuclei con anche più di dieci figli, accompagna i genitori nella soluzione dei problemi quotidiani e i piccoli nell’apprendimento e nel gioco. Sabato, nell’ambito del Congresso è prevista una discussione aperta a tutti sulle tematiche relative alle politiche famigliari e agevolazioni concesse dallo Stato alle famiglie numerose. Al dibattito prenderà parte il ministro per la famiglia, il lavoro e le politiche sociali Elzbieta Rafalska, autrice fra gli altri del programma di sostegno ai nuclei con più di un figlio “500+”. Il programma in vigore da oltre un anno prevede un sostegno finanziario considerevole (500 zloty polacchi appunto) per ciascun figlio oltre il primo. Il ministro sottolinea che “500+” ha contribuito a frenare il calo demografico in Polonia dove, solo nel primo trimestre di quest’anno, sono nati 100mila bambini, senza portare a un rilevante allontanamento dal lavoro delle donne, che, come sostengono i critici del programma, avrebbero preferito stare a casa e occuparsi dei figli che non impegnarsi nel campo lavorativo.

Diocesi: Agrigento, sul sito diocesano un contatore misura il tempo trascorso dalla chiusura al culto della Cattedrale

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 10:54

Sono passati più di 6 anni e 3 mesi dalla chiusura al culto della Cattedrale di Agrigento. A dare un’entità precisa del tempo trascorso da quel 25 febbraio 2011 è un contatore pubblicato sulla home page del sito dell’arcidiocesi di Agrigento (www.diocesiag.it).

È il frutto di un’iniziativa congiunta dei direttori del Centro per la cultura e la comunicazione, Carmelo Petrone, e dell’Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici, Giuseppe Pintillo, dell’arcidiocesi “per tenere viva – si legge in una nota – l’attenzione su un bene culturale e della fede”. “È un contatore che da solo è segno eloquente e non necessita di ulteriori commenti – prosegue la nota – perché inchioda alle proprie responsabilità quanti devono intervenire e ancora non lo fanno, tra promesse non mantenute, tavoli tecnici e patti, solennemente siglati”. “Mentre si attendono i tempi della burocrazia (nazionale, regionale e intermedia) per dare compimento fattivo alle promesse e i tecnici acquisiscono dati, il Colle continua la sua lenta ma inesorabile discesa a valle e col colle un pezzo di storia, quasi millenaria, della città e della chiesa agrigentina”, affermano i promotori, che ammoniscono: “si pongano in atto, senza ulteriori rinvii e con maggiore determinazione, le azioni per intervenire e curare la frattura che rischia di tirare giù la Cattedrale e probabilmente con essa tutti gli altri beni che insistono sul Colle, dallo Steri Chiaramontano del Seminario al Palazzo Vescovile fino alla Biblioteca Lucchesiana e il convento dei padri Liguorini, con la Chiesa S. Alfonso e i resti del Castello Arabo”.

Ritrovata reliquia don Bosco: don Artime (rettore salesiani), “notizia che ci riempie di gioia, ringraziamo Dio e coloro che ci hanno aiutato e sostenuto”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 10:48

“È una notizia che ci riempie di gioia”. Così il rettor maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, commenta il ritrovamento della reliquia di don Giovanni Bosco trafugata dalla Basilica di Castelnuovo don Bosco (At) lo scorso 2 giugno. “Siamo profondamente rallegrati per il ritrovamento della reliquia”, afferma don Artime: “Ringraziamo Dio per la rapida e felice conclusione della vicenda, insieme a tutti coloro che ci hanno aiutato e sostenuto in questi giorni: i carabinieri di Asti, tutte le autorità che hanno collaborato e più in generale le migliaia e migliaia di persone che in questi giorni hanno pregato e ci hanno fatto sentire la loro vicinanza. Davvero grazie”. “Anche se la casa di don Bosco oggi è in tanti oratori e periferie di tutto il mondo – osserva il rettor maggiore – il posto di quella reliquia è la Basilica del Colle don Bosco, nel medesimo luogo fisico dove sappiamo che è nato don Bosco – la cascina Biglione – e dove può essere venerata da tanti devoti provenienti da tutto il mondo che ancora oggi trovano ispirazione dalla vita e dal sistema preventivo di don Bosco”.

Incidenti a Torino: mons. Nosiglia (vescovo), “la morte di Erika pesa sulla nostra coscienza”

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 10:20

La morte di Erika Pioletti, la donna di Domodossola travolta dalla folla in piazza San Carlo lo scorso 3 giugno 2017 in occasione della finale di Champions League, “resterà come un marchio che pesa sulla nostra coscienza di cittadini”. Ad affermarlo è l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, in una nota diffusa nella tarda serata di ieri. “È con grande dolore che ho appreso la morte di Erika dopo lunghi giorni di agonia in seguito alle conseguenze tragiche della sera di sabato 3 giugno”, scrive l’arcivescovo, aggiungendo che “prego perché il Signore l’accolga nel suo regno di pace e di amore e prego per i suoi cari affinché siano sostenuti dalla materna tenerezza della Madonna Consolata di cui stiamo celebrando la Novena”. Per mons. Nosiglia, “la morte di Erika aggrava ancora più profondamente lo scoramento del nostro animo, ma anche il giudizio già severo formulato dopo quanto è accaduto in piazza San Carlo”. “La ferita al cuore stesso della città resterà come un marchio che pesa sulla nostra coscienza di cittadini e su quanti sono stati la causa diretta o indiretta degli assurdi incidenti capitati in quello che doveva essere un sereno e gioioso incontro di tifosi”, prosegue l’arcivescovo. “Oggi comunque non è tempo di sterili polemiche o accuse o promesse che la cosa non accadrà più”, ammonisce mons. Nosiglia. “Ora – conclude – è il momento della solidarietà di tutta la città che è chiamata a stringersi attorno alla famiglia di Erika per un abbraccio fraterno a lei e ai suoi cari, insieme alla preghiera e al ricordo incancellabile che porteremo nel nostro cuore per sempre”.

Azione cattolica: Milano, modulo formativo adulti all’eremo San Salvatore di Erba

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 10:01

Si terrà dal 23 al 25 giugno all’eremo San Salvatore di Erba, in provincia di Como, il modulo formativo per i responsabili dell’Azione cattolica ambrosiana. L’evento, che come da tradizione si svolge nell’antico eremo situato sopra l’abitato di Crevenna nell’ultimo week-end di giugno e l’ultimo week-end di agosto, sarà dedicato al tema “Saper parlare all’uomo di oggi”. L’obiettivo – spiega l’associazione in una nota – è di “comunicare un’Azione cattolica disposta a rispondere anche a questo tempo, carica dei suoi 150 anni di storia che non la appesantiscono, anzi le mettono le ali ai piedi, perché sia libera e spedita sulle strade del mondo, pronta al nuovo come non mai. È infatti segno di responsabilità e fedeltà alla nostra missione essere capaci di adeguarci a ciò che colpisce davvero il cuore delle donne e degli uomini di oggi. Un’occasione particolare per invitare i membri neo-eletti dei consigli parrocchiali, dinamica associativa sulla quale abbiamo puntato molto, segno sul territorio di una realtà che sa condividere, che si apre al dialogo intergenerazionale, che progetta, si confronta e verifica in un gruppo di lavoro che impara a mettersi al servizio con intelligenza e amore”. Per iscriversi all’evento c’è tempo fino al 17 giugno, con un contributo spese per l’intero modulo di 60 euro per ogni socio e di 90 euro per i non soci. Per maggiori informazioni e iscrizioni si può scrivere una mail a: segreteria@azionecattolicamilano.it.

Paesi Bassi: “Open doors”, notte di preghiera per i cristiani perseguitati in 300 località del Paese

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 09:30

Una notte di preghiera per i cristiani perseguitati si svolgerà in 300 località nei Paesi Bassi tra oggi e domani, sabato 17 giugno. L’iniziativa è promossa dall’associazione “Open doors” (Porte aperte) che lavora per sostenere i cristiani perseguitati e oppressi per la fede. Durante questa notte, tra le 19 e le 2, “si ascolteranno storie di cristiani perseguitati e li si sosterrà nella preghiera”. “L’aperta violenza contro i cristiani è in aumento; la vostra preghiera farà la differenza per i fratelli e le sorelle perseguitate”, spiega l’invito dell’associazione, anche se “non ci è dato di immaginare quali potranno essere i frutti di questa preghiera nelle nostre comunità locali”. Ad organizzare la notte di preghiera sono comunità, ma anche singole persone che decidono di aprire la propria casa a un gruppo di persone per la preghiera. A chi ha dato disponibilità ad organizzare una veglia, l’associazione ha messo a disposizione le tracce per la preghiera e documentari sulla persecuzione dei cristiani. “Open doors” è nata nel 1955 su iniziativa di una ventisettenne, Anne van der Bijl preoccupata di offrire sostegno e aiuto ai cristiani perseguitati nei Paesi comunisti e poi in Cina, Medio oriente, America Centrale.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Europa, nuova tranche di aiuti alla Grecia. Sciopero dei trasporti: oggi venerdì nero

Agensir.it - Fri, 2017-06-16 09:00

Grecia: Eurogruppo dà il via libera a una nuova tranche di aiuti. Ma i fondi per la ripresa sono minimi

L’Eurogruppo, riunione dei ministri economici e finanziari dell’area euro, ha deciso di concedere una nuova tranche di aiuti da 8,5 miliardi alla Grecia. La riunione di ieri si è conclusa in serata con una notizia molto attesa ad Atene. Anche se il governo ellenico aveva fino all’ultimo sperato in un taglio parziale del debito, vera chiave di volta per alleggerire le finanze nazionali e consentire riforme e investimenti per la ripresa economica. I fondi concessi consentiranno ad Atene di onorare il debito pregresso con Fmi e Banca centrale europea per un totale di 6,5 miliardi. La parte rimanente del prestito dovrebbe essere usata per rimborsare parte degli arretrati dello Stato con le aziende private: solo quest’ultima parte dei fondi, dunque, sarà di reale aiuto all’economia greca. Chiaro il commento del direttore del Fondo monetario internazionale, Christine Lagarde: “Penso che molti di noi siano convinti che la soluzione migliore sarebbe stata l’approvazione finale del taglio del debito”. La soluzione adottata dall’Eurogruppo è quindi da ritenersi un scelta di second’ordine. La stessa Lagarde, come i ministri europei, chiedono ancora alla Grecia un piano di riduzione di lungo termine del debito pubblico e riforme per stabilizzare finanze ed economia nazionali. Il ministro delle finanze greco, Euclides Tsakalotos, ha dichiarato: “Dati i sacrifici del nostro governo, l’accettazione generale dell’estensione del nostro programma di riforme, il forte calo di stipendi e pensioni del popolo greco, pensavamo di meritare qualcosa in più. Ma è andata così. Comunque vediamo una luce in fondo al tunnel”

Venezuela: ennesima vittima negli scontri di piazza. Le proteste anti-Maduro proseguono da aprile

“Maduro si oppone alla Costituzione che è stata fondata dal presidente Hugo Chavez nel 1999 e che godeva del consenso assoluto dei venezuelani. L’unico modo in cui il presidente Maduro, senza legittimazione, può mantenere il potere nel Paese, è attraverso un’Assemblea costituente, non con un referendum”. Nicmer Evans, politologo, è uno dei più noti dissidenti del chavismo: commenta la situazione creatasi nel Paese, che non accenna a calmarsi: è di ieri la notizia dell’ennesimo manifestante rimasto ucciso negli scontri di piazza. Si tratta di un 19enne, colpito al volto da un proiettile. Salgono a oltre 70 le vittime degli scontri tra manifestanti e forze dell’ordine da quando sono iniziate le proteste anti-Maduro a inizio aprile.

Cina: pesante bilancio dell’esplosione davanti a un asilo a Fengxian. Le autorità indagano sulle cause

Si contano almeno 7 morti e decine di feriti (alcuni gravi) a causa dell’esplosione avvenuta ieri pomeriggio davanti a un asilo a Fengxian, nella provincia dello Jiangsu nell’est del Paese. Le autorità cinesi hanno aperto un’inchiesta per determinare le cause della deflagrazione. Secondo alcuni testimoni l’incidente sarebbe però stato causato dall’esplosione di una bombola di gas che alimentava una bancarella per strada.

Stati Uniti: “Washington Post” insiste, “Trump indagato”. La Casa Bianca risponde: è una caccia alle streghe

Ostruzione della giustizia: è l’ipotesi di reato che graverebbe sul presidente statunitense Donald Trump, al centro di una serie di pressioni giornalistiche del quotidiano “Washington Post”. L’accusa, secondo il Post, sarebbe legata all’indagine sul Russiagate condotta dal procuratore speciale Robert Muller. L’imbarazzo politico si respira alla Casa Bianca: mentre sale l’attenzione mediatica, in casa dei Repubblicani si cercano risposte chiare dallo stesso Trump; i Democratici dal canto loro attaccano esplicitamente il presidente. Il quale consegna ai social una prima risposta difensiva: “È una caccia alle streghe. Hanno inventato una storia falsa, non hanno nessuna prova, mi indagano per ostruzione alla giustizia sulla base di una storia falsa”.

Trasporti: oggi sciopero generale. Fermi, o “a singhiozzo”, treni, aerei, bus e metropolitane

Giornata nera per i trasporti, in tutta Italia. Da ieri sera, e fino a domani, con orari diversi, si fermano treni, aerei, bus e metropolitane urbane. Lo sciopero di un’intera giornata lavorativa è indetto da alcuni sindacati autonomi e di base “a difesa del diritto di sciopero e contro le privatizzazioni e liberalizzazioni del settore”. Su 620 voli giornalieri, Alitalia potrebbe cancellarne “solo 160”. Anche le società ferroviarie e dei trasporti urbani cercano di assicurare almeno una parte dei collegamenti. Per il ministro dei Trasporti Graziano Delrio “purtroppo sarà un venerdì nero. Noi abbiamo cercato di far ragionare, ma ci saranno difficoltà”. Lo sciopero dei treni, iniziato ieri sera, durerà fino alle 21 di questa sera. I treni regionali dovrebbero viaggiare durante le ore dei pendolari. Aerei: il sito dell’Enac pubblica l’elenco dei voli garantiti. Disagi, infine, per la circolazione di metro, autobus e tram, su orari e modalità diverse da città a città.

Legge sulla cittadinanza: bagarre in Senato. La Caritas: la legge sullo Ius soli “temperato” è un passo avanti

Il dibattito sulla legge riguardante lo Ius soli si trasforma in bagarre parlamentare, sviando il dibattito politico dal merito della normativa alle reciproche accuse tra le forze politiche. A Roma è in discussione la legge che intende facilitare il percorso per la cittadinanza ai figli di immigrati. Ma ieri alcuni senatori della Lega hanno provato a occupare i banchi del governo. La ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli è infine dovuta ricorrere all’infermeria. Attualmente la cittadinanza si ottiene solo se si hanno genitori italiani, oppure ai 18 anni di età dopo aver dimostrato di essersi integrati. Lo ius soli “temperato” prevede invece che possa avere la cittadinanza chi è nato nel territorio della Repubblica da genitori stranieri, di cui almeno uno sia titolare del diritto di soggiorno permanente, oppure il minore straniero nato in Italia o che vi ha fatto ingresso entro il dodicesimo anno di età e che abbia frequentato la scuola per almeno cinque anni. Sono circa 800mila i ragazzi in Italia in questa condizione. Oliviero Forti, responsabile immigrazione della Caritas, ha dichiarato a Radio vaticana: “Oggi non possiamo dire, purtroppo in molti casi, che chi nascerà in Italia automaticamente sarà – se la legge verrà approvata – cittadino italiano; lo sarà a certe condizioni, ma questo per noi è già un grande passo verso una prospettiva che deve prendere definitivamente consapevolezza del fatto che la nostra è una società multiculturale e lo sarà sempre di più”.

Torino: è morta la donna colpita da infarto da schiacciamento nella calca di piazza San Carlo

È morta ieri sera Erika Pioletti, la 38enne di Domodossola ricoverata all’ospedale San Giovanni Bosco di Torino dallo scorso 3 giugno, quando era stata colta da infarto da schiacciamento nella calca di piazza San Carlo durante la finale di Champions. I genitori hanno espresso la volontà di donare gli organi. Lo ha reso noto l’Ospedale San Giovanni Bosco, precisando che “poiché sono in corso indagini da parte della Procura della Repubblica non può rilasciare nessuna dichiarazione”. La Procura di Torino, che indaga sui fatti di piazza San Carlo, valuterà nelle prossime ore la riqualificazione del reato al momento ipotizzato contro ignoti da lesioni colpose a omicidio colposo.

Ritrovata reliquia don Bosco: mons. Nosiglia (Torino), “nessuno, per quanto ladro e brigante, avrebbe potuto resistere alla preghiera e alla condanna”

Agensir.it - Thu, 2017-06-15 20:30

“È con grande gioia e riconoscenza al Signore che ho appreso la notizia del ritrovamento della reliquia di San Giovanni Bosco. Ero certo che saremmo arrivati a questo risultato perché la figura del Santo dei Giovani è così amata e onorata in tutto il mondo che nessuno, per quanto ladro e brigante, avrebbe potuto resistere alla corale preghiera e forte condanna da parte di chi ha appreso la notizia e ha pregato perché la reliquia fosse recuperata al più presto”. Lo dichiara mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, a seguito del ritrovamento del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco, che era stato rubato nel pomeriggio di venerdì 2 giugno a Colle don Bosco (At). “Un grazie particolare desidero rivolgere alle Forze dell’Ordine che hanno lavorato indefessamente e con grande professionalità per ritrovare la reliquia e assicurare alla giustizia il responsabile del furto. Voglia San Giovanni Bosco perdonare questa persona e infondere il pentimento necessario per ritrovare pace e serenità nel cuore – prosegue il vescovo – oltre che la volontà di non commettere più gesti simili. I fedeli e tanti giovani amici del Santo potranno ora continuare a pregarlo davanti alla sua reliquia chiedendogli di seguirne l’esempio di misericordia e di bontà che lui ha avuto sempre verso coloro che pure aveva commesso azioni malvagie, vincendo così il male con il bene come ci ha insegnato Gesù”.

++ Ritrovata reliquia don Bosco: don Cereda (salesiani), “nulla è stato toccato, l’ampolla e la ceralacca sono intatte”. Grati ai Carabinieri ++

Agensir.it - Thu, 2017-06-15 20:18

“Quando il comandante dei Carabinieri di Asti ha avvisato il rettor maggiore, dicendo che la reliquia era stata ritrovata, abbiamo tirato un sospiro di sollievo”. Don Francesco Cereda, vicario del rettor maggiore dei Salesiani, commenta al Sir il ritrovamento del reliquiario contenente il cervello di san Giovanni Bosco, che era stato rubato nel pomeriggio di venerdì 2 giugno a Colle don Bosco (At). “L’ampolla di vetro in cui è contenuta la reliquia e la ceralacca sono intatte. Nulla è stato toccato”, rivela don Cereda. “Siamo riconoscenti ai Carabinieri, che hanno condotto un’operazione rapida ed efficiente. Ma soprattutto siamo riconoscenti a Dio, perché l’affetto che nutriamo verso Don Bosco è rappresentato anche dalla cura con cui conserviamo le sue reliquie. Quando è avvenuto il furto, abbiamo ricevuto migliaia di messaggi da tutto il mondo. Nessuno di noi, però, ha mai disperato”.

Notizie Sir del giorno: Papa su piaga corruzione, domani inaugurazione Centro di comunità a Norcia, 312 imam austriaci contro il terrorismo

Agensir.it - Thu, 2017-06-15 19:30

Papa Francesco: “la corruzione è la peggiore piaga sociale”

“La corruzione rivela una condotta anti-sociale tanto forte da sciogliere la validità dei rapporti e quindi, poi, i pilastri sui quali si fonda una società: la coesistenza fra persone e la vocazione a svilupparla”. È quanto scrive Papa Francesco nella prefazione al libro-intervista del cardinale Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, con Vittorio V. Alberti, dal titolo “Corrosione”, in uscita oggi. “La corruzione spezza tutto questo sostituendo il bene comune con un interesse particolare che contamina ogni prospettiva generale”, spiega Francesco: “Nasce da un cuore corrotto ed è la peggiore piaga sociale, perché genera gravissimi problemi e crimini che coinvolgono tutti”. La parola “corrotto”, sottolinea infatti il Papa, “ricorda il cuore rotto, il cuore infranto, macchiato da qualcosa, rovinato come un corpo che in natura entra in un processo di decomposizione e manda cattivo odore”. “Cosa c’è all’origine dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo?”, si chiede Francesco: “Cosa, all’origine del degrado e del mancato sviluppo? Cosa, all’origine del traffico di persone, di armi, di droga? Cosa, all’origine dell’ingiustizia sociale e della mortificazione del merito? Cosa, all’origine dell’assenza dei servizi per le persone? Cosa, alla radice della schiavitù, della disoccupazione, dell’incuria delle città, dei beni comuni e della natura? Cosa, insomma, logora il diritto fondamentale dell’essere umano e l’integrità dell’ambiente?”. (clicca qui)

Terremoto: Norcia, domani inaugurazione primo Centro di comunità. Boccardo, “spinta a ricostruzione spirituale”

Un momento di preghiera, con la benedizione dei locali e lo svelamento di un’immagine raffigurante la Madonna Addolorata, cui la gente di Norcia è molto devota, recuperata intatta da sotto le macerie della chiesetta omonima andata tutta a causa del terremoto. E saranno proprio i due vigili del Fuoco protagonisti del recupero a svelare il quadro che sarà collocato nel Centro, che sorge accanto ai resti della chiesa della Madonna delle Grazie, esposto alla venerazione dei fedeli. È questo il programma della cerimonia di inaugurazione, domani a Norcia, del primo dei cinque Centri di comunità – edifici polifunzionali a carattere emergenziale e di pubblica utilità, pensati come luoghi per la liturgia e per attività pastorali, sociali, culturali e ricreative – realizzati col sostegno della Caritas, nazionale o di delegazioni regionali, nell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia dopo i terremoti dello scorso anno. A rivelarlo al Sir è lo stesso arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, che domani sarà al fianco del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo metropolita di Perugia-Città della Pieve, alla sua prima visita ufficiale ad una diocesi umbra dopo l’elezione a presidente dei vescovi Italiani. (clicca qui)

Albania: tre nuove nomine episcopali

Tre nuove nomine episcopali di Papa Francesco in Albania. Il Papa ha accettato oggi la rinuncia al governo pastorale della diocesi di Rrëshen, presentata da mons. Cristoforo Palmieri, e ha nominato vescovo mons. Gjergj Meta, finora vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana. Padre Giovanni Peragine, finora parroco della parrocchia di San Nicola a Milot, nell’arcidiocesi d Tirana, è il nuovo amministratore apostolico dell’Albania meridionale: succede a mons. Hil Kabashi, che lo ha preceduto in questo incarico. Il Papa ha nominato, infine, vescovo di Sapë don Simon Kulli, finora amministratore diocesano della medesima diocesi. Don Meta è nato a Dürres, in Albania, il 30 aprile 1976: è stato ordinato sacerdote il 21 aprile 2001 e dal dicembre 2016 è vicario generale dell’arcidiocesi di Tirana e portavoce della Conferenza episcopale albanese. Padre Peragine è nato in Italia, ad Altamura, il 25 giugno 1965: nell’ottobre 1998 è stato inviato come missionario in Albania, dal 2009 è presidente della Conferenza albanese dei superiori maggiori e dal 2012 presidente dell’Unione delle Conferenze europee dei superiori maggiori. Don Kulli è nato il 14 febbraio 1973 nel villaggio di Pistull, nella diocesi di Sapë. Il 29 giugno 2000 è stato ordinato sacerdote insieme ad altri quattro diaconi albanesi. Si è trattato delle prime ordinazioni sacerdotali dopo la fine del regime comunista. (clicca qui)

Honduras: vescovi, priorità a famiglia e giovani. “No alla riduzione di età per la punibilità”

È dedicato ai temi della famiglia e dei giovani il Messaggio inviato dalla Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) al Paese a conclusione della propria assemblea, che si è svolta a Los Laureles sul tema “Famiglia, casa e scuola dell’amore”. “Poiché crediamo nell’amore e nella famiglia, stiamo elaborando una lettera pastorale diretta a tutte le famiglie e, dentro questo cammino, è programmato per il prossimo mese di luglio il secondo Congresso sulla famiglia, per dare impulso alla pastorale familiare”, si legge nel testo. Per ciascuna delle dieci diocesi del Paese, “abbiamo condiviso un rapporto informativo sulla situazione reale della famiglia e dei suoi problemi, arrivando a considerare l’urgente necessità di fare una scelta preferenziale in favore della famiglia e, di conseguenza, una scelta per costruire una società basata su relazioni di rispetto, amore e promozione della vita umana”. I vescovi invitano a prestare maggiore attenzione ai minori, agli adolescenti e ai giovani, nel difficile e violento contesto sociale in cui vive l’Honduras. (clicca qui)

Stati Uniti: Conferenza episcopale, gruppo di lavoro su immigrazione. “Dato voce alla solidarietà”

In circa sei mesi di attività, il gruppo di lavoro sull’immigrazione della Conferenza episcopale degli Stati Uniti ha dato “voce alla solidarietà” con i migranti e “alla preoccupazione pastorale per le persone a rischio”, e cercato di arginare le “paure esagerate” ha spiegato l’arcivescovo di Los Angeles José H. Gomez di fronte ai vescovi riuniti a Indianapolis per l’Assemblea plenaria di primavera. Mons. Gomez è presidente del gruppo voluto dalla plenaria dello scorso novembre per sviluppare “attività di sostegno pastorale, spirituale e politico per rifugiati e immigranti”. Il gruppo ha messo a disposizione delle diocesi materiale informativo ed educativo, proposte, ha risposto “agli ordini esecutivi sulla sicurezza interna, le città santuario e il reinsediamento dei rifugiati” firmati dal presidente Trump nel gennaio scorso, o ad atti legislativi come il Bridge Act, che allevia le misure sul rimpatrio per i giovani che rientrano nel programma di protezione internazionale e si è interfacciato con una serie di attori cattolici che lavorano nel settore (www.justiceforimmigrants.org). (clicca qui)

Austria: 312 imam si schierano contro il terrorismo. Card. Schönborn (Vienna) loda l’iniziativa

Con una dichiarazione “contro l’estremismo e il terrorismo”, 312 imam della Comunità islamica in Austria (IggiÖ) hanno voluto esprimere un segno di pace e di buona volontà in vista della convivenza sociale nel Paese: la dichiarazione, presentata presso il centro islamico di Vienna-Floridsdorf, sede della più grande moschea austriaca, evidenzia che gli atti terroristici in nome dell’islam sono condannati in tutto il mondo e allo stesso tempo invita i musulmani in Austria all’integrazione sociale attiva. “Una religione che si distingue per la pace, non può essere integralista, terrorista o avere tendenze radicali”, ha detto Ibrahim Olgun, presidente della IggiÖ durante la presentazione. Oltre alla condanna della violenza terroristica viene osservato che “è compito di ogni musulmano e ogni musulmana lavorare attivamente per la sicurezza e la pace del Paese e dei suoi cittadini”. L’arcivescovo di Vienna, cardinale Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, al termine della sessione plenaria estiva dell’Assemblea dei vescovi, presso il santuario Mariano di Mariazell, ha espresso ieri soddisfazione per la dichiarazione contro l’estremismo e il terrorismo firmata dagli imam d’Austria. (clicca qui)

Disabili in ospedale: mons. Giuliodori (Un. Cattolica), “prima sfida è avere visione centrata su dignità e valore della persona”

“La prima grande sfida è avere una visione centrata non sulla condizione fisica o mentale della persona ma sulla dignità e sul valore di ogni persona”. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che questo pomeriggio ha introdotto i lavori del convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” che si è svolto presso il Policlinico universitario “Agostino Gemelli” di Roma per iniziativa del Centro di ateneo di bioetica dell’Università Cattolica in collaborazione con il Centro di ateneo per la vita. “Pochi anni fa – ha osservato Giuliodori – è stata lanciata la Carta dei diritti delle persone con disabilità in ospedale, un pregevole progetto che però ha bisogno di essere costantemente monitorato. Dove porre il confine della disabilità? Come la identifichiamo?”. Per il presule “è importante cogliere lo spessore, la portata esistenziale che accompagna la disabilità e al tempo stesso essere attenti a organizzare il servizio sanitario perché per chi deve fare costantemente i conti con la disabilità non si aggiungano le difficoltà del muoversi in ospedale”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 16 giugno. Contestazione violenta al Senato, inchiesta su Trump, armi prodotte in Italia

Agensir.it - Thu, 2017-06-15 19:29

“Avvenire” dedica l’apertura della sua prima pagina alla violenta contestazione che è stata messa in atto al Senato durante l’ìnizio della discussione sulla legge per la cittadinanza agli immigrati. Il commento è affidato a Danilo Paolini. “Non è stata la prima né, temiamo, sarà l’ultima pagina oscura nella vita delle aule parlamentari, quella vissuta ieri al Senato – si dice nell’editoriale – dove è andata in scena una rissa, animata per lo più dal gruppo della Lega che intendeva così contestare la legge sulla cittadinanza. Però, sicuramente, è un episodio tra i più gravi della storia repubblicana. Per il provvedimento di legge oggetto della protesta, per la veemenza e per lo spirito “esclusivo” (teso a escludere) che animava quest’ultima”. A centro pagina, una foto per l’inchiesta a carico di Donald Trump. Rileva nel suo commento Vittorio E. Parsi: “Un Paese sempre più diviso, politicamente radicalizzato, nel quale nessuna parte riconosce l’altra come legittima, anche a costo di mettere in pericolo la sopravvivenza dell’intero, con tanti saluti a quello spirito “bipartisan” che abbiamo per anni invidiato all’America. La notizia che il presidente Trump è indagato per “ostruzione alla giustizia” non farà che peggiorare il clima in cui gli Stati Uniti sono scivolati non certo da ieri. L’accusa in sé è grave, anche se è molto improbabile che possa portare all’impeachment del capo della Casa Bianca”. Un altro titolo è dedicato all’esportazione di armi prodotte in Italia verso i Paesi che combattono in Yemen: si sono avute altre prove del loro uso sul teatro di guerra. Tra i “temi di Avvenire”, una riflessione di Stefania Falasca su don Mazzolari alla vigilia della visita del Papa e un approfondimento di Antonio Maria Mira sull’azzardo.

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