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Diocesi: Torino, domani l’arcivescovo Nosiglia incontra i lavoratori della Embraco di Riva presso Chieri per “esprimere solidarietà e vicinanza”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 14:31

Rispondendo positivamente all’invito rivolto dagli operai della Embraco di Riva presso Chieri, l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, nella mattinata di domani, 9 gennaio, si recherà a partire dalle 10.30 al presidio dei dipendenti, di fronte ai cancelli della fabbrica, per incontrarli e “per esprimere concretamente e visibilmente – si legge in una nota – la solidarietà sua e la vicinanza di tutta la Chiesa torinese ai lavoratori e alle loro famiglie, esposti al rischio del licenziamento senza nemmeno poter accedere ai meccanismi di sicurezza sociale previsti da normative e contratti”. Secondo le informazioni in possesso dell’arcidiocesi torinese, “l’azienda, proprietà dell’americana Whirlpool, non ha ancora presentato alcun piano industriale: se non lo farà nei prossimi 60 giorni rimarrà solamente la strada dei licenziamenti collettivi, senza possibilità di ricorso né alla cassa integrazione straordinaria né ai contratti di solidarietà”. “Le ragioni del disimpegno da parte della proprietà – prosegue la nota – sarebbero da ricercarsi nel minor costo del lavoro che Whirlpool potrebbe spuntare in nuovi stabilimenti in Brasile, Cina, Europa dell’Est. Ma è proprio questo tipo di globalizzazione senza regole – osservano i sindacati – a determinare l’impoverimento progressivo dell’apparato industriale italiano”. Con mons. Nosiglia saranno presenti anche i parroci del Chierese.

Roghi di rifiuti: Coldiretti, “nel 2017 business agromafie pari a 21,8 miliardi, +30% rispetto all’anno precedente”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 14:14

“Lo smaltimento illegale dei rifiuti è diventata una delle principali attività delle agromafie che nel 2017 hanno sviluppato un business criminale di 21,8 miliardi, con una crescita del 30% rispetto all’anno precedente”. Lo afferma la Coldiretti in riferimento al moltiplicarsi dei roghi di rifiuti di probabile origine dolosa con effetti preoccupanti sull’ambiente circostante, da Cairo Montenotte nel savonese a Corteolona nel pavese. “A pagare il conto – sottolinea la Coldiretti – sono i cittadini e le imprese che vivono e lavorano sul territorio, a partire dall’agricoltura e dall’allevamento”. Secondo l’associazione, “di fronte alle emergenze che si rincorrono, occorre adottare tutti gli accorgimenti a tutela della sicurezza e della salute, accertare le responsabilità e avviare le necessarie azioni di risarcimento danni diretti ed indiretti a favore delle comunità e delle imprese colpite”. “Sul piano strutturale – conclude la Coldiretti – occorre salvaguardare le aree a vocazione agricola evitando l’autorizzazione di insediamenti potenzialmente a rischio e proteggendole con i controlli da quelli abusivi”.

Scuola: Anisa-Miur, al via la XIII edizione delle Olimpiadi del patrimonio

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 13:58

Fornire agli studenti un’opportunità per arricchire le loro conoscenze rispetto alla straordinaria ricchezza e varietà delle testimonianze storico-artistiche, monumentali e architettoniche, dall’archeologia all’arte contemporanea, disseminate sul territorio italiano; promuovere una formazione culturale in cui l’educazione al patrimonio e alla sua conservazione e tutela sia un elemento qualificante nella costruzione dell’identità civile delle giovani generazioni; affermare che la conoscenza del patrimonio culturale rappresenta un fattore di inclusione in una società multiculturale e ne favorisce la crescita nel rispetto consapevole. Sono alcuni degli obiettivi delle Olimpiadi del patrimonio 2018, quest’anno sul tema “Dalle collezioni al museo: storia, furti, recuperi, educazione alla legalità e all’inclusione”. A bandire il concorso, giunto alla XIII edizione, è l’Anisa (Associazione nazionale insegnanti di storia dell’arte). L’iniziativa, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, statali e paritarie, nell’ambito delle discipline letterarie, storiche, storico-artistiche o trasversalmente con altre discipline curriculari, è sostenuta dal Miur ed è stata inserita tra i punti qualificanti del protocollo d’intesa tra Anisa e Miur. Le scuole che intendono partecipare dovranno far pervenire la loro adesione entro e non oltre il 20 gennaio 2018. Dopo una selezione regionale, le squadre finaliste dovranno presentare alla giuria un elaborato, risultato/frutto di lavoro di ricerca e documentazione, individuale e/o di gruppo, che attesti un percorso attinente al tema prescelto. Finale e premiazioni tra fine aprile e primi di maggio. Info e bando sul sito web dell’Anisa.

Premio bontà S. Antonio: Padova, al via il concorso ispirato dalla lettera di Papa Francesco per il Sinodo sui giovani

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 13:41

Anche per la 44ª edizione è Papa Francesco ad ispirare il tema del Premio nazionale della bontà Sant’Antonio di Padova organizzato dall’omonima Arciconfraternita. Facendo seguito alla sollecitazione contenuta nella lettera di Papa Francesco per il prossimo Sinodo dei vescovi – “Carissimi giovani, un mondo migliore si costruisce anche grazie a voi, alla vostra voglia di cambiamento e alla vostra generosità. Non abbiate paura di ascoltare lo Spirito che vi suggerisce scelte coraggiose” – il concorso chiede ai giovani di partecipare con elaborati che rispondano a questo invito: “Racconta a Papa Francesco quali scelte, azioni o progetti di vita vorresti intraprendere, mentre cresci ascoltando in te la voce interiore, che ti chiama al bene della tua comunità, della società e del mondo intero”. Il Premio nazionale, nato nel 1975 da una felice intuizione del cappellano e del priore dell’epoca dell’Arciconfraternita di Sant’Antonio, è rivolto agli alunni delle scuole primarie e secondarie di I e II grado. Potranno partecipare esprimendosi attraverso la narrativa, il disegno e il multimediale. Anche per questa edizione l’Arciconfraternita si propone di individuare un protagonista che nella vita “adulta” abbia reso tangibile testimonianza degli insegnamenti del Vangelo. “Il Premio ogni anno ci apre una finestra inattesa su un mondo fatto di persone buone e su ragazzi che guardano al futuro con speranza ed entusiasmo”, commenta il priore dell’Arciconfraternita, Leonardo Di Ascenzo. “Di anno in anno – prosegue – abbiamo sperimentato come i ‘buoni esempi’ che abbiamo premiato siano stati fecondi nell’instillare nei più giovani quei sentimenti di solidarietà e vicinanza al prossimo, concreta eredità di un buon insegnamento evangelico de nostro patrono sant’Antonio”. Gli elaborati dovranno essere consegnati entro e non oltre il 15 aprile 2018. Le cerimonie di premiazione è in programma per la serata di sabato 9 e la mattina di domenica 10 giugno, a Padova.

Infanzia: Coopi, campagna “Aiuta un guerriero” per garantire istruzione a 3mila bambini in Niger e 1.200 in Iraq

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 13:24

Secondo l’Unhcr, oltre 6,4 milioni di bambini al mondo sono rifugiati e sfollati, costretti a spostarsi all’interno del proprio Paese oppure oltreconfine a causa di guerre e altre emergenze. Più della metà, cioè 3 milioni e mezzo di bambini tra i 5 e i 17 anni, lo scorso anno non ha potuto frequentare la scuola con il rischio di essere convolti in gruppi armati e nella criminalità organizzata. Per le bambine il rischio è anche quello dei matrimoni precoci forzati. Per garantire a minori rifugiati e sfollati l’accesso all’istruzione anche in contesti di conflitti e violenze, Coopi – Cooperazione internazionale realizza interventi di educazione in emergenza, in particolare in Niger, dove migliaia di persone hanno trovato rifugio dalla violenza del gruppo terroristico di Boko Haram, e in Iraq, dove la guerra prosegue dal 2013. Di qui la campagna “Aiuta un guerriero” alla quale è possibile contribuire fino al 28 gennaio con sms e chiamate al numero solidale 45541. I piccoli “guerrieri” sostenuti da Coopi sono quei bambini che ogni giorno in questi paesi sfidano minacce e pericoli per compiere quello che in altre parti del mondo è normale e scontato, come andare a scuola ed avere un’educazione. Guerrieri come Yasmeen, 9 anni, volto e simbolo della campagna, che è fuggita dalla Siria e non ha mai potuto frequentare una scuola formale. Oggi vive in un centro commerciale abbandonato con la sua famiglia e altri centinaia di bambini e da alcuni mesi grazie a Coopi frequenta una scuola temporanea. Con i fondi raccolti Coopi garantirà accesso all’istruzione a 3.000 bambini in Niger e a 1.200 minori vicino a Mosul in Iraq. Coopi allestirà in tendoni e container aule dotate di tutti gli arredi necessari, fornendo libri e materiale didattico e formando il personale scolastico; realizzerà inoltre latrine, cisterne, impianti di purificazione dell’acqua e dispositivi igienici per il lavaggio delle mani, riducendo così anche il rischio di malattie ed epidemie.

Francia: ingresso di mons. Aupetit a Parigi, “non guardate l’arcivescovo, contemplate il Cristo”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 13:03

“Non guardate l’arcivescovo, contemplate il Cristo”: con questa frase mons. Michel Aupetit ha terminato la sua prima omelia come arcivescovo di Parigi nella Messa d’ingresso che si è svolta nella serata di sabato in una cattedrale di Notre Dame gremita e solenne. Ripercorrendo le letture della messa dell’Epifania, l’arcivescovo ha parlato di Dio che “quando si manifesta agli uomini viene nella più grande discrezione” e non con effetti speciali Disney o di Star Wars e parla agli uomini “per ciò che sono capaci di conoscere”, là dove sono, come è avvenuto con i pastori o con i magi, nella misura in cui si è “attenti ai segni che egli manda”. Concelebrando con numerosi vescovi e alla presenza dei rappresentanti delle altre confessioni cristiane, ma anche della comunità ebraica e musulmana, di numerose autorità parigine e regionali, oltre al ministro degli interni Gérard Collomb e al sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, mons. Aupetit ha sottolineato come “Maria e Giuseppe hanno dato la sola risposta giusta a colui che viene in mezzo a noi in un atto supremo di amore: perché solo l’amore può rispondere all’amore”. Salutando e ringraziando i convenuti al termine della celebrazione, ha salutato “tutto il popolo di Parigi, perché è impossibile portare un tale carico se non si è accompagnati e se non si collabora”. “Delegherò molto. Fatevi coraggio”, ha aggiunto rivolto ai preti e ai laici l’arcivescovo sorridendo; ed è partito un applauso.

Giornata migrante e rifugiato: p. Gazzola (scalabriniani), “in molte parti del mondo si fatica a vivere la cultura dell’incontro”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 12:49

“Se è vero, come ci ricorda il Santo Padre e come si evince dal Vangelo di Matteo, che ogni migrante che bussa alle nostre frontiere è un’occasione di incontrare Gesù Cristo, è altrettanto vero e sotto gli occhi di tutti come in molte parti del mondo si fatichi a vivere, o si ostacoli addirittura, la cultura dell’incontro che Papa Francesco continua a proporci come orizzonte e, nientemeno, si arrivi a criticare ogni suo intervento in merito”. Così padre Alessandro Gazzola, superiore generale della congregazione scalabriniana, commenta il messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018) sul tema “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare i migranti e i rifugiati”. “I quattro verbi usati dal Papa – osserva p. Gazzola – possono essere occasione per molti, un’opportunità per i più rigidi, per fermarsi, fare un serio esame di coscienza e magari rivedere certi punti di vista”. “Immaginando le quattro azioni come attimi di un’unica scena – prosegue il superiore generale – accogliere diviene la porta d’ingresso della nostra casa che si apre per ‘offrire a migranti e rifugiati possibilità più ampie di ingresso sicuro e legale nei paesi di destinazione’, coscienti che troppo spesso si dimentica la centralità della persona umana e si antepongono spesso preoccupazioni e faziosità”. “Proteggere – continua Gazzola – ci richiama, invece, a un gesto naturale nell’incontro con chi è in una situazione di disagio e che impegna a dare il giusto valore alle capacità e competenze dell’altro, del migrante in questo caso, considerando come imprescindibile, ad esempio, una libertà di movimento nel Paese d’accoglienza o la possibilità di lavorare”. Segue il promuovere che è, per il superiore generale, un “mettere in condizione ognuno di realizzarsi come persona e sedersi alla nostra tavola comune”. Integrare, conclude, “non può consistere puramente nell’assimilare l’altro, ponendo a lato l’identità culturale di ciascuno, bensì dice il paziente processo di ascolto reciproco che ‘dà cittadinanza’ all’altro, per richiamare un tema estremamente attuale”.

Migranti: Asgi, “la Corte Europea ammette i ricorsi contro l’espulsione collettiva di sudanesi. Il Governo italiano dovrà rispondere entro il 30 marzo”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 12:31

“Sono stati dichiarati tutti ammissibili i ricorsi presentati dai cittadini sudanesi contro il Governo italiano per il respingimento collettivo che, il 24 agosto 2016, ha dato esecuzione all’accordo tra il Capo della Polizia italiana ed il suo omologo sudanese”. Ne dà notizia l’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) in una nota nella quale sottolinea che “la Corte Europea per i diritti dell’uomo e le libertà fondamentali (Cedu) ha comunicato formalmente i ricorsi al Governo italiano ed ha posto dei precisi quesiti volti a conoscere le modalità dell’espulsione e se siano stati rispettati i diritti e le garanzie previste dalla Convenzione europea”. “I cittadini sudanesi – ricorda l’Asgi – furono oggetto di una vera e propria ‘retata’ a Ventimiglia, alcuni furono trasportati in condizioni disumane e poi rinchiusi illegittimamente nell’hotspot di Taranto. Quindi vi fu il tentativo di rimpatriarli tutti”. “Alcuni – prosegue la nota – furono effettivamente riportati in Sudan e 5 di loro incontrarono rappresentanti di Asgi ed Arci che, tra il 19 ed il 22 dicembre 2016, si recarono a Khartoum grazie al supporto di una delegazione di parlamentari europei del gruppo della Sinistra europea”. Tutti coloro che non furono rimpatriati hanno ottenuto il riconoscimento della protezione internazionale in Italia. “I ricorsi – sottolinea l’Asgi – hanno denunciato la violazione di diverse norme della Convenzione Edu e della Convenzione di Ginevra. Il Governo italiano, entro il 30 marzo 2018, dovrà fornire una risposta al proprio operato dinanzi alla Cedu”.

Diocesi: Trani-Barletta-Bisceglie, il 14 gennaio a Velletri l’ordinazione episcopale di mons. D’Ascenzo

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 12:08

Sarà celebrata domenica 14 gennaio l’ordinazione episcopale di mons. Leonardo D’Ascenzo, arcivescovo eletto di Trani-Barletta-Bisceglie. A presiederla, alle 16, al palasport “Spartaco Bandinelli” di Velletri, diocesi in cui finora è stato incardinato, sarà il vescovo mons. Vincenzo Apicella. Il motto scelto da mons. D’Ascenzo per il suo stemma episcopale è un passo del Vangelo di Luca: “Messis quidem multa”, quello in cui Gesù dice ai suoi discepoli: “La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone perché mandi operai per la sua messe”. Dal luglio 2015, mons. D’Ascenzo ha ricoperto l’incarico di rettore del “Pontificio Collegio Leoniano” di Anagni. Papa Francesco lo ha nominato arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie lo scorso 4 novembre.

Ccee: Slovakia-born don Martin Michalíček is the new deputy general secretary

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:49

Since January 1st, Ccee (Council of European Bishops Conferences) has had a new deputy general secretary, don Martin Michalíček, who will be in office for the five years’ period 2018-2023. A priest of the old diocese of Nitra, in Slovakia, don Michalíček comes to St Gallen (Switzerland) – the headquarters of Ccee’s secretariat – to assist the current general secretary, mgr. Duarte da Cunha, and replaces don Michel Remery, deputy general secretary from 2012 to 2017. “This appointment – the newly appointed father says – comes as a call from the Lord, to which I said yes. I thank the presidency of Ccee for the trust it has placed in me, and I ask the Lord to guide my steps in this new service for the European Church. I am aware that Europe poses a lot of challenges, but it is also the cradle of Christian civilisation. In its history, in its cultures, in its values, Europe already has all the medicines it needs. So, it is with a passion for all the European peoples that I take this office. Quoting the Psalmist’s words, ‘Unless the Lord builds the house, the builders labour in vain’ (Psalm 126), I intend to carry on this ministry in support of European men to announce God’s mercy to them, through His Good News that is the person of Jesus Christ”. The appointment of the deputy general secretary must be made by the presidency, according to Ccee bylaws, and lasts five years, which can be renewed.  Don Michalíček (born on August 18th 1974) was ordained priest for the diocese of Nitra (Slovak Republic) in 1999. He studied philosophy and theology in Nitra at Comenius University in 1999, then he also attended the University of Salzburg from 1993 to 1995. Then he gained a diploma and postgraduate diploma in catechetical studies. Since 2007 he has been teaching at the Major Seminary of Nitra; from 2008 to 2017, he has directed the Catechistic Office of that diocese and since 2015 he has chaired the Episcopal Curia. He speaks German, Italian, English and Slovakian (his native language).

Ccee: don Martin Michalíček, slovacco, è il nuovo vice segretario generale

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:49

Dal 1° gennaio il Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali europee) ha un nuovo vice segretario generale, don Martin Michalíček, che resterà in carica per il quinquennio 2018-2023. Sacerdote dell’antica diocesi di Nitra (Slovacchia), don Michalíček giunge a St. Gallen (Svizzera) – sede del Segretariato Ccee – per affiancare l’attuale segretario generale, mons. Duarte da Cunha, e succede a don Michel Remery, vice segretario generale dal 2012 al 2017. “Questa nomina – dichiara il neo eletto – giunge come una chiamata del Signore alla quale ho dato il mio sì. Ringrazio la presidenza del Ccee per la fiducia che mi ha accordata e chiedo al Signore di guidare i miei passi in questo nuovo servizio per la Chiesa in Europa. Sono consapevole che l’Europa presenta numerose sfide, ma è anche culla della civiltà cristiana. Nella sua storia, nelle sue culture, nei suoi valori, l’Europa possiede già tutte le medicine di cui ha bisogno. E’ quindi con passione per tutti i popoli europei che assumo questa funzione. Ricordando le parole del salmista ‘Invano faticano i costruttori, se non è il Signore a costruire la casa’ (Salmo 126), intendo portare avanti questo ministero a favore dell’uomo europeo per annunciargli la misericordia di Dio attraverso la Sua buona novella che è la persona di Gesù Cristo”. La nomina del vice segretario generale spetta alla presidenza secondo gli statuti Ccee e ha una durata di cinque anni rinnovabili. Don Michalíček (nato il 18 agosto 1974) è stato ordinato sacerdote per la diocesi di Nitra (Repubblica slovacca) nel 1999. Ha completato gli studi in filosofia e teologia a Nitra presso l’Università di Comenio nel 1999, studiando anche, dal 1993 al 1995, presso l’Università di Salisburgo. Successivamente ha conseguito la Licenza ed anche il Dottorato in catechetica. Dal 2007 insegna presso il Seminario maggiore di Nitra; dal 2008 al 2017 è stato direttore dell’Ufficio catechistico della stessa diocesi e dal 2015 moderatore della Curia vescovile. Parla tedesco, italiano, inglese e slovacco (madrelingua).

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “lasciare alle generazioni che seguiranno una terra più bella e vivibile”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:38

“Tra i doveri particolarmente impellenti vi è oggi quello di prendersi cura della nostra Terra”. È il tema della responsabilità verso il creato, l’ultimo argomento trattato nell’amplissimo discorso del Papa al Corpo diplomatico, durato quasi un’ora. “Sappiamo che la natura può essere di per sé cruenta anche quando ciò non è responsabilità dell’uomo”, ha detto il Papa lungamente applaudito: “L’abbiamo visto in quest’ultimo anno con i terremoti che hanno colpito diverse parti della terra, particolarmente negli ultimi mesi in Messico e in Iran mietendo numerose vittime, come pure con la forza degli uragani che hanno interessato diversi Paesi caraibici fino a giungere sulle coste statunitensi e che, più recentemente, hanno investito le Filippine”. Tuttavia, “non bisogna dimenticare che c’è anche una precipua responsabilità dell’uomo nell’interazione con la natura”, il monito di Francesco: “I cambiamenti climatici, con l’innalzamento globale delle temperature e gli effetti devastanti che esse comportano, sono anche conseguenza dell’azione dell’uomo. Occorre dunque affrontare, in uno sforzo congiunto, la responsabilità di lasciare alle generazioni che seguiranno una Terra più bella e vivibile, adoperandosi, alla luce degli impegni concordati a Parigi nel 2015, per ridurre le emissioni di gas nocivi all’atmosfera e dannosi per la salute umana”.
“Lo spirito che deve animare i singoli e le nazioni in quest’opera è assimilabile a quello dei costruttori delle cattedrali medievali che costellano l’Europa”, l’immagine scelta dal Papa: “Tali imponenti edifici raccontano l’importanza della partecipazione di ciascuno ad un’opera capace di travalicare i confini del tempo. Il costruttore di cattedrali sapeva che non avrebbe visto il compimento del proprio lavoro. Nondimeno si è adoperato attivamente, comprendendo di essere parte di un progetto, di cui avrebbero goduto i suoi figli, i quali – a loro volta – lo avrebbero abbellito ed ampliato per i loro figli. Ciascun uomo e donna di questo mondo – e particolarmente chi ha responsabilità di governo – è chiamato a coltivare lo stesso spirito di servizio e di solidarietà intergenerazionale, ed essere così un segno di speranza per il nostro travagliato mondo”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “non c’è pace né sviluppo senza lavoro”. Far cessare lavoro minorile

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:32

“Non vi è pace né sviluppo se l’uomo è privato della possibilità di contribuire personalmente tramite la propria opera all’edificazione del bene comune”. Con queste parole il Papa, nella parte finale del discorso al Corpo diplomatico, si è soffermato sull’importanza del diritto al lavoro. “Rincresce constatare come il lavoro sia in molte parti del mondo un bene scarsamente disponibile”, il grido d’allarme: “Poche sono talvolta le opportunità, specialmente per i giovani, di trovare lavoro. Spesso è facile perderlo non solo a causa delle conseguenze dell’alternarsi dei cicli economici, ma anche per il progressivo ricorso a tecnologie e macchinari sempre più perfetti e precisi in grado di sostituire l’uomo. E se da un lato si constata un’iniqua distribuzione delle opportunità di lavoro, dall’altro si rileva la tendenza a pretendere da chi lavora ritmi sempre più pressanti”. “Le esigenze del profitto, dettate della globalizzazione – la denuncia di Francesco – hanno portato ad una progressiva riduzione dei tempi e dei giorni di riposo, con il risultato che si è persa una dimensione fondamentale della vita – quella del riposo – che serve a rigenerare la persona non solo fisicamente, ma anche spiritualmente”. Per il Papa, inoltre, “sono motivo di particolare preoccupazione i dati pubblicati recentemente dall’Organizzazione Mondiale del Lavoro circa l’incremento del numero dei bambini impiegati in attività lavorative e delle vittime delle nuove forme di schiavitù. La piaga del lavoro minorile continua a compromettere seriamente lo sviluppo psico-fisico dei fanciulli, privandoli delle gioie dell’infanzia, mietendo vittime innocenti”. “Non si può pensare di progettare un futuro migliore, né auspicare di costruire società più inclusive, se si continuano a mantenere modelli economici orientati al mero profitto e allo sfruttamento dei più deboli, come i bambini”, il monito di Francesco: “Eliminare le cause strutturali di tale piaga dovrebbe essere una priorità di governi e organizzazioni internazionali, chiamati ad intensificare gli sforzi per adottare strategie integrate e politiche coordinate finalizzate a far cessare il lavoro minorile in tutte le sue forme”. Un posto eminente tra i diritti, infine, spetta alla “libertà di pensiero, di coscienza e di religione, che include la libertà di cambiare religione”. Spesso, invece, il diritto alla libertà di religione è “disatteso”, e la religione diviene “l’occasione per giustificare ideologicamente nuove forme di estremismo o un pretesto per l’emarginazione sociale, se non addirittura per forme di persecuzione dei credenti”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “integrazione è processo bidirezionale”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:24

“L’integrazione è un processo bidirezionale, con diritti e doveri reciproci”. Lo ha ricordato il Papa, che nel discorso al Corpo diplomatico si è soffermato sul quarto verbo del messaggio per la Giornata mondiale della pace: integrare, sul quale “si confrontano posizioni diverse alla luce di altrettante valutazioni, esperienze, preoccupazioni e convincimenti”. “Chi accoglie è chiamato a promuovere lo sviluppo umano integrale, mentre a chi è accolto si chiede l’indispensabile conformazione alle norme del Paese che lo ospita, nonché il rispetto dei principi identitari dello stesso”, ha ribadito Francesco: “Ogni processo di integrazione deve mantenere sempre la tutela e la promozione delle persone, specialmente di coloro che si trovano in situazioni di vulnerabilità, al centro delle norme che riguardano i vari aspetti della vita politica e sociale”. La Santa Sede, da parte sua, “non intende interferire nelle decisioni che spettano agli Stati, i quali, alla luce delle rispettive situazioni politiche, sociali ed economiche, nonché delle proprie capacità e possibilità di ricezione e di integrazione, hanno la prima responsabilità dell’accoglienza”. Tuttavia, ha precisato il Papa, “ritiene di dover svolgere un ruolo di ‘richiamo’ dei principi di umanità e di fraternità, che fondano ogni società coesa ed armonica”. Di qui la necessità di “non dimenticare l’interazione con le comunità religiose, sia istituzionali che a livello associativo, le quali possono svolgere un ruolo prezioso di rinforzo nell’assistenza e nella protezione, di mediazione sociale e culturale, di pacificazione e di integrazione”. “Nell’anno passato i governi, le organizzazioni internazionali e la società civile si sono interpellati reciprocamente sui principi di base, sulle priorità e sulle modalità più opportune per rispondere ai movimenti migratori ed alle situazioni protratte che riguardano i rifugiati”, ha sottolineato Francesco auspicando che “tali sforzi, con i negoziati che si apriranno a breve, portino risultati degni di una comunità mondiale sempre più interdipendente, fondata sui principi di solidarietà e di mutuo aiuto. Nell’attuale contesto internazionale non mancano le possibilità e i mezzi per assicurare ad ogni uomo e ogni donna che vive sulla Terra condizioni di vita degne della persona umana”.

Papa al Corpo diplomatico: “grazie” all’Italia per i migranti. Europa deve essere “fiera di questo suo patrimonio”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:18

“Desidero esprimere particolare gratitudine all’Italia che in questi anni ha mostrato un cuore aperto e generoso e ha saputo offrire anche dei positivi esempi di integrazione”. È il grazie del Papa per l’impegno italiano sul versante delle migrazioni. “Il mio auspicio – ha proseguito Francesco rivolgendosi al Corpo diplomatico – è che le difficoltà che il Paese ha attraversato in questi anni, le cui conseguenze permangono, non portino a chiusure e preclusioni, ma anzi ad una riscoperta di quelle radici e tradizioni che hanno nutrito la ricca storia della nazione e che costituiscono un inestimabile tesoro da offrire al mondo intero”. Il Papa ha poi lodato l’impegno di non pochi Paesi in Asia, in Africa e nelle Americhe, che accolgono e assistono numerose persone” e ha espresso “apprezzamento per gli sforzi compiuti da altri Stati europei, particolarmente la Grecia e la Germania”. “Non bisogna dimenticare che numerosi rifugiati e migranti cercano di raggiungere l’Europa perché sanno di potervi trovare pace e sicurezza – ha ribadito Francesco – che sono peraltro il frutto di un lungo cammino nato dagli ideali dei Padri fondatori del progetto europeo dopo la Seconda Guerra Mondiale”. “L’Europa deve essere fiera di questo suo patrimonio, basato su certi principi e su una visione dell’uomo che affonda le basi sulla sua storia millenaria, ispirata dalla concezione cristiana della persona umana”, l’esortazione del Papa: “L’arrivo dei migranti deve spronarla a riscoprire il proprio patrimonio culturale e religioso, così che, riprendendo coscienza dei valori sui quali si è edificata, possa allo stesso tempo mantenere viva la propria tradizione e continuare ad essere un luogo accogliente, foriero di pace e di sviluppo”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “uscire da diffusa retorica” sui migranti. “Accogliere, promuovere, proteggere e integrare”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:17

“Uscire da una diffusa retorica sull’argomento e partire dalla considerazione essenziale che davanti a noi ci sono innanzitutto persone”. È la ricetta del Papa per le migrazioni, tema sempre presente nei suoi cinque discorsi al Corpo diplomatico. “Oggi si parla molto di migranti e migrazioni, talvolta solo per suscitare paure ancestrali”, la disamina di Francesco nel discorso di quest’anno: “Non bisogna dimenticare che le migrazioni sono sempre esistite. Nella tradizione giudeo-cristiana, la storia della salvezza è essenzialmente storia di migrazioni. Né bisogna dimenticare che la libertà di movimento, come quella di lasciare il proprio Paese e di farvi ritorno appartiene ai diritti fondamentali dell’uomo”. “Pur riconoscendo che non sempre tutti sono animati dalle migliori intenzioni, non si può dimenticare che la maggior parte dei migranti preferirebbe stare nella propria terra – l’analisi del Papa – mentre si trova costretta a lasciarla a causa di discriminazioni, persecuzioni, povertà e degrado ambientale”. “Accogliere l’altro – ha fatto notare Francesco – richiede un impegno concreto, una catena di aiuti e di benevolenza, un’attenzione vigilante e comprensiva, la gestione responsabile di nuove situazioni complesse che, a volte, si aggiungono ad altri e numerosi problemi già esistenti, nonché delle risorse che sono sempre limitate”. “Praticando la virtù della prudenza, i governanti sapranno accogliere, promuovere, proteggere e integrare, stabilendo misure pratiche, nei limiti consentiti dal bene comune rettamente inteso, permettere quell’inserimento”, l’auspicio: “Essi hanno una precisa responsabilità verso le proprie comunità, delle quali devono assicurare i giusti diritti e lo sviluppo armonico, per non essere come il costruttore stolto che fece male i calcoli e non riuscì a completare la torre che aveva cominciato a edificare”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, famiglia non è “istituto superato”, servono “politiche a sostegno” per “famiglie spezzate” e “inverno demografico”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:14

“Ritengo urgente che si intraprendano reali politiche a sostegno delle famiglia, dalla quale peraltro dipende l’avvenire e lo sviluppo degli Stati. Senza di essa non si possono infatti costruire società in grado di affrontare le sfide del futuro”. Nel suo quinto discorso al Corpo diplomatico, il Papa ha dedicato “un pensiero speciale alla famiglia”, “nucleo naturale e fondamentale della società” che “ha diritto ad essere protetta dalla società e dallo Stato”, come è riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948. “È noto come, specialmente in Occidente, la famiglia sia ritenuta un istituto superato”, il grido d’allarme di Francesco: “Alla stabilità di un progetto definitivo, si preferiscono oggi legami fugaci. Ma non sta in piedi una casa costruita sulla sabbia di rapporti fragili e volubili. Occorre piuttosto la roccia, sulla quale ancorare fondamenta solide. E la roccia è proprio quella comunione di amore, fedele e indissolubile, che unisce l’uomo e la donna, una comunione che ha una bellezza austera e semplice, un carattere sacro e inviolabile e una funzione naturale nell’ordine sociale”. “Il disinteresse per le famiglie porta poi con sé un’altra conseguenza drammatica – e particolarmente attuale in alcune Regioni – che è il calo della natalità”, l’analisi del Papa, secondo il quale “si vive un vero inverno demografico”, che “è il segno di società che faticano ad affrontare le sfide del presente e che divengono dunque sempre più timorose dell’avvenire, finendo per chiudersi in se stesse”. “Non si può dimenticare la situazione di famiglie spezzate a causa della povertà, delle guerre e delle migrazioni”, l’altro appello di Francesco: “Abbiamo fin troppo spesso dinanzi ai nostri occhi il dramma di bambini che da soli varcano i confini che separano il sud dal nord del mondo, sovente vittime del traffico di esseri umani”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, appello a “rispettare lo status quo di Gerusalemme” e a “trovare soluzione politica” per “due Stati indipendenti”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:10

Nella parte centrale del discorso al Corpo diplomatico, il Papa ha rivolto “un pensiero particolare a israeliani e palestinesi”, in seguito alle tensioni delle ultime settimane. “La Santa Sede, nell’esprimere dolore per quanti hanno perso la vita nei recenti scontri – le parole di Francesco – rinnova il suo pressante appello a ponderare ogni iniziativa affinché si eviti di esacerbare le contrapposizioni, e invita ad un comune impegno a rispettare, in conformità con le pertinenti Risoluzioni delle Nazioni Unite, lo status quo di Gerusalemme, città sacra a cristiani, ebrei e musulmani”. “Settant’anni di scontri rendono quanto mai urgente trovare una soluzione politica che consenta la presenza nella Regione di due Stati indipendenti entro confini internazionalmente riconosciuti”, ha proseguito il Papa, secondo il quale “pur tra le difficoltà, la volontà di dialogare e di riprendere i negoziati rimane la strada maestra per giungere finalmente ad una coesistenza pacifica dei due popoli”. “Anche all’interno di contesti nazionali, l’apertura e la disponibilità all’incontro sono essenziali”, ha affermato Francesco citando il “caro Venezuela, che sta attraversando una crisi politica ed umanitaria sempre più drammatica e senza precedenti”: la Santa Sede, “mentre esorta a rispondere senza indugio alle necessità primarie della popolazione, auspica che si creino le condizioni affinché le elezioni previste per l’anno in corso siano in grado di avviare a soluzione i conflitti esistenti, e si possa guardare con ritrovata serenità al futuro”. “La Comunità internazionale non dimentichi neppure le sofferenze di tante parti del Continente africano” – l’altro appello del Papa – “specialmente in Sud Sudan, nella Repubblica Democratica del Congo, in Somalia, in Nigeria e nella Repubblica Centroafricana, dove il diritto alla vita è minacciato dallo sfruttamento indiscriminato delle risorse, dal terrorismo, dal proliferare di gruppi armati e da perduranti conflitti. Non basta indignarsi dinanzi a tanta violenza. Occorre piuttosto che ciascuno nel proprio ambito si adoperi attivamente per rimuovere le cause della miseria e costruire ponti di fraternità, premessa fondamentale per un autentico sviluppo umano”. “Un impegno comune a ricostruire i ponti è urgente pure in Ucraina”, ha detto Francesco, ricordando che “l’anno appena conclusosi ha mietuto nuove vittime nel conflitto che affligge il Paese, continuando a recare grandi sofferenze alla popolazione, in particolare alle famiglie che risiedono nelle zone interessate dalla guerra e che hanno perso i loro cari, non di rado anziani e bambini”.

Papa Francesco: al Corpo diplomatico, “sostenere ogni tentativo di dialogo nella penisola coreana”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 11:08

“È di primaria importanza che si possa sostenere ogni tentativo di dialogo nella penisola coreana, al fine di trovare nuove strade per superare le attuali contrapposizioni, accrescere la fiducia reciproca e assicurare un futuro di pace al popolo coreano e al mondo intero”. Il primo appello alla pace il Papa lo ha rivolto allo scacchiere della Corea del Nord. Subito dopo, rivolgendosi al Corpo diplomatico, Francesco ha citato la Siria: “È importante che possano proseguire, in un clima propositivo di accresciuta fiducia tra le parti, le varie iniziative di pace in corso, perché si possa finalmente mettere fine al lungo conflitto che ha coinvolto il Paese e causato immani sofferenze”. “Il comune auspicio è che, dopo tanta distruzione, sia giunto il tempo di ricostruire”, le parole del Papa, secondo il quale “più ancora che costruire edifici, è necessario ricostruire i cuori, ritessere la tela della fiducia reciproca, premessa imprescindibile per il fiorire di qualunque società. Occorre dunque adoperarsi per favorire le condizioni giuridiche, politiche e di sicurezza, per una ripresa della vita sociale, dove ciascun cittadino, indipendentemente dall’appartenenza etnica e religiosa, possa partecipare allo sviluppo del Paese”. In questa prospettiva, ha fatto notare Francesco, “è vitale che siano tutelate le minoranze religiose, tra le quali vi sono i cristiani, che da secoli contribuiscono attivamente alla storia della Siria”. Altrettanto importante è far sì “che possano far ritorno in patria i numerosi profughi che hanno trovato accoglienza e rifugio nelle Nazioni limitrofe, specialmente in Giordania, in Libano e in Turchia”. “L’impegno e lo sforzo compiuto da questi Paesi in tale difficile circostanza merita l’apprezzamento e il sostegno di tutta la comunità internazionale – l’invito di Francesco – la quale nel contempo è chiamata ad adoperarsi a creare le condizioni per il rimpatrio dei rifugiati provenienti dalla Siria. È un impegno che essa deve concretamente assumersi a cominciare dal Libano, affinché quell’amato Paese continui ad essere un ‘messaggio’ di rispetto e convivenza e un modello da imitare per tutta la Regione e per il mondo intero”. “La volontà di dialogo è necessaria anche nell’amato Iraq – ha proseguito il Papa – perché le varie componenti etniche e religiose possano ritrovare la strada della riconciliazione e della pacifica convivenza e collaborazione, come pure nello Yemen e in altre parti della regione, nonché in Afghanistan”.

Salute: Coldiretti, aumento di peso fino a 2 chili con l’abbuffata per le festività natalizie

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:26

“L’effetto del maggior consumo di cibi calorici abbinato a bevande alcoliche ha portato un aumento di peso fino a 2 chili per quanti non sono riusciti a resistere al tour de force alimentare durante il quale sono state assunte circa 15mila-20mila chilocalorie”. È quanto rileva la Coldiretti al termine delle festività natalizie, sottolineando che “nel nuovo anno da smaltire per gli italiani ci sono i quasi 100 milioni di chili tra pandori e panettoni, 65 milioni di bottiglie di spumante, tonnellate di pasta, 6 milioni di chili tra cotechini e zamponi e frutta secca, pane, carne, salumi, formaggi e dolci per un valore complessivo vicino ai 4,8 miliardi di euro, solamente tra il pranzo di Natale e i cenoni della Vigilia e di Capodanno, senza contare il boom finale dell’Epifania”. Per la Coldiretti, “ad aggravare la situazione, il fatto che l’abbuffata per le festività è stata anche accompagnata spesso dalla sospensione delle attività sportive e da una maggiore sedentarietà con le lunghe soste a tavola con parenti e amici che hanno ridotto il movimento fisico e favorito l’accumulo di peso”. “Con l’inizio del nuovo anno – aggiunge la Coldiretti – la dieta diventa dunque un obiettivo prioritario per molti italiani. Per rimettersi in forma secondo i dietologi non aiutano i drastici digiuni e i ‘salti del pasto’, ma adottare una dieta a base di cibi leggeri, ricca di frutta e verdura con il consumo di molta acqua”. Per aiutare le buone intenzioni la Coldiretti ha stilato una lista dei prodotti le cui proprietà terapeutiche e nutrizionali sono utili per disintossicare l’organismo e per accompagnare il rientro in salute alla normalità dopo gli stress dei viaggi e dei banchetti natalizi. Suggerito il consumo di arance, mele, pere e kiwi mentre per quanto riguarda le verdure quelle particolarmente indicate sono spinaci, cicoria, radicchio, zucche e zucchine, insalata, finocchi e carote”. “Tutte le insalate e le verdure vanno condite – sottolinea la Coldiretti – con olio d’oliva e abbondante succo di limone”. Inoltre, nella dieta non vanno trascurati piatti a base di legumi (fagioli, ceci, piselli e lenticchie).

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