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Settimana sociale: Linee di preparazione, “trovare forme di tutela efficaci” per lavoro 4.0

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:07

“Come in tutti i cambiamenti epocali, anche al tempo dell’Industria 4.0 è compito della cultura e delle forze sociali trovare forme di tutela efficaci per il ‘lavoro degno’”. Lo sottolinea il documento del Comitato organizzatore delle Settimane sociali in vista dell’appuntamento di Cagliari – “Linee di preparazione per la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani” – reso noto oggi. “L’innovazione tecnologica – si legge – può aiutare a risolvere o mitigare i conflitti tra lavoro e ambiente nella cura della casa comune”. Ma “per gestire queste nuove forme di lavoro sarà necessario, per il lavoratore, avere un equilibrio umano e spirituale solido. Il far coincidere in una casa o in un appartamento il luogo del lavoro, gli equilibri relazionali, affettivi e familiari potrebbe essere un fattore di crisi. Allo stesso modo, una disordinata gestione del tempo potrebbe appiattire sul lavoro anche quei momenti di riposo mentale, di gratuità e di lucidità di cui la vita ha bisogno”. Allora, “per la Chiesa, il lavoro 4.0 va considerato con grande attenzione, senza mai ridurlo esclusivamente alle logiche economicistiche”.

Settimana sociale: Linee di preparazione, lavoro “umano” quando “è vocazione e rispetta la dignità della persona”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:07

Non tutti i lavori sono “umani, né sono degni. Lo sono solo quando il lavoro è vocazione e rispetta la dignità della persona che non può essere usata come cosa o come merce”. Lo rimarcano le “Linee di preparazione per la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani” (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), rese note oggi. Il Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali nel testo – che porta la firma del presidente, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro – mette in evidenza “alcune criticità della situazione italiana”, a partire dal “gravissimo problema della disoccupazione giovanile” – che coinvolge 3 milioni di giovani, “poco meno del 40% del totale”, mentre 1,5 milioni sono i “neet”, giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano, non si formano e non lavorano – cui si aggiunge il “secondo lato oscuro della condizione giovanile” costituito dal “lavoro precario, prestato irregolarmente”, “non protetto, non sicuro e non retribuito”. E, a tal riguardo, “una gravità particolare riveste la situazione del Mezzogiorno”. Altro fronte è “la preoccupante estensione dell’area della povertà associata alla forte crisi occupazionale”, con il raddoppio in pochi anni di quanti vivono in povertà assoluta, “emergenza nazionale che non può più essere trascurata”. Terza “dimensione problematica” è quella che coinvolge “il lavoro femminile e le sue implicazioni sulla vita familiare”, con una disoccupazione più alta della media, salari “sensibilmente più bassi” rispetto agli uomini e un numero di figli pro capite “tra i più bassi in Europa”. Infine, la “distanza tra il sistema scolastico e il mondo del lavoro”, con un Paese intrappolato “in uno schematismo che, separando rigidamente il momento formativo da quello lavorativo, comporta n divario tra la domanda di competenze delle imprese e i profili in uscita da scuole e università”.

Settimana sociale: Linee di preparazione, vogliamo “cercare soluzioni e avanzare proposte per il mondo del lavoro”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:07

“A Cagliari non ci ritroveremo per celebrare un convegno come tanti”. Da questa costatazione muovono le “Linee di preparazione per la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani”. Il documento, a firma del presidente del Comitato organizzatore, l’arcivescovo di Taranto mons. Filippo Santoro, è stato reso noto oggi, nella conferenza stampa al termine della sessione primaverile del Consiglio permanente Cei, che l’ha approvato. “In coerenza con lo spirito delle Settimane e con il ruolo di servizio al Paese che esse possono giocare nella contemporaneità, questa Settimana Sociale – si legge – costituirà una tappa di un percorso, già cominciato nei mesi precedenti e destinato a continuare. Vogliamo stare vicino a quanti soffrono per aver perso il lavoro o perché non riescono a trovarlo. Ma vogliamo anche e soprattutto cercare soluzioni e avanzare proposte per il mondo del lavoro”. L’obiettivo, “seguendo l’indicazione di Papa Francesco”, è “‘aprire processi’ che impegnino le comunità cristiane e la società italiana a rimettere il lavoro al centro delle nostre preoccupazioni quotidiane”.

Francia e Monaco: torna la “notte dei testimoni”, veglia di testimonianza e preghiera per i cristiani perseguitati

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 13:03

Reims, Parigi, Sainte-Anne d’Auray, Monaco e Perpignan saranno i luoghi in cui tra oggi e il 27 marzo si fermerà la nona edizione della “notte dei testimoni”, “veglia di testimonianza e di preghiera per i cristiani perseguitati”, organizzata dall’associazione Aiuto alla Chiesa che soffre (Aed) per la Francia. Il titolo di questo percorso “richiama in particolare le notti di solitudine che attraversano le vittime dell’oppressione”, spiegano gli organizzatori dell’appuntamento nel Principato di Monaco. “I nomi dei cristiani uccisi nel corso dell’anno saranno ricordati nel corso della serata, scandendo così il tempo della preghiera silenziosa, dei canti, delle testimonianze e della meditazioni sui frutti del martirio”. A raccontare della situazione dei cristiani in Siria, Niger e Corea saranno tre testimoni: fratel Jacques Mourad, monaco siriano della comunità di Mar Moussa, ostaggio dell’Isis per 5 mesi nel 2015 e ora vive nel Kurdistan iracheno al servizio delle famiglie rifugiate; padre Philippe Blot, missionario nella Corea del sud, che lavora con i nord-coreani che scappano dalla dittatura; suor Marie-Catherine Kingbo, religiosa in Nigeria. “La forza” di questa iniziativa “è dare la parola a testimoni che vivono ciò di cui parlano, spesso rischiando la propria vita. Le parole che diventano azioni toccano i cuori”, ha spiegato Marc Fromager, direttore di Aed, che accompagnerà questo pellegrinaggio di testimonianza, accolto in ogni città dal vescovo locale.

Giornata missionari martiri: diocesi di Novara, domani a Cerano una veglia di preghiera

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 12:42

In occasione della Giornata per i missionari martiri, la diocesi di Novara organizza per la serata di domani, venerdì 24 marzo, una veglia di preghiera per ricordare “i martiri che nell’anno precedente sono stati uccisi per aver difeso la verità, la giustizia e i diritti dei più deboli”. Il momento di preghiera, che come ogni anno si svolge nell’anniversario dell’assassinio dell’arcivescovo di San Salvador monsignor Oscar Arnulfo Romero, sarà ospitato dalle 20.45 nella chiesa parrocchiale a Cerano. “Nel 2016 sono state 28 le persone uccise per la loro testimonianza del Vangelo: preti, religiosi e laici”, ricorda don Giorgio Borroni, direttore del Centro missionario della diocesi di Novara, che presiederà la veglia. “Per celebrare la veglia in loro ricordo nell’anno del centenario della nascita del beato Romero – aggiunge – è stata scelta Cerano, perché lì da anni opera una scuola di pace a lui intitolata”. Ospite della serata sarà la giornalista Manuela Borraccino, direttrice dei settimanali diocesani novaresi, che farà un focus sulla Siria, “Paese – prosegue don Borroni – devastato dalla guerra e simbolo eloquente di un martirio che ancora nel XXI secolo no si ferma”. Al termine della celebrazione, i partecipanti si sposteranno in piazza “e verranno ricordati, nome per nome, tutti i 28 martiri. L’uscire dalla chiesa – conclude – è un altro gesto simbolico che richiama il senso della missione e dell’andare nel mondo portando la Parola e i valori di pace e giustizia del Vangelo”.

Attacco a Londra: Acs, “la perversione ideologica della religione è un nemico insidioso”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 12:29

“La perversione ideologica della religione, con i suoi riflessi politici, militari e terroristici, è un nemico insidioso con un progetto di lungo termine. Oggi colpisce Londra, come ieri Parigi, Bruxelles, Nizza e Berlino. Colpisce tuttavia tutti i giorni in forme ancora più efferate e drammatiche in decine dei Paesi del mondo, in modo particolare in Medio Oriente e in Africa, nel silenzio pressoché totale della comunità occidentale”. È quanto si legge in una nota diffusa oggi da Aiuto alla Chiesa che soffre – Aid to the Church in Need commentando l’attacco terroristico di ieri a Westminster (Londra), lo stesso luogo che la Fondazione pontificia illuminò di rosso, il 23 novembre 2016, ricordare la persecuzione per ragioni di fede e la follia estremista. “Compete ad ognuno di noi impegnarsi, secondo le proprie responsabilità e competenze, con un progetto alternativo a quello dell’estremismo – continua la nota -. La Fondazione da 70 anni fonda la propria azione sul trinomio ‘preghiera, informazione e azione’. Oggi preghiamo per le vittime dell’attentato, continuiamo a sensibilizzare circa la minaccia dell’estremismo di matrice religiosa, e agiamo concretamente con i progetti nelle aree di crisi”. “Sostenere le minoranze perseguitate in terre molto distanti dalla nostra – ribadisce Acs – significa anzitutto tutelare i destinatari, ma permette anche di risanare e rafforzare quelle società, rendendole sempre più immuni dal virus dell’estremismo, virus che si diffonde con grande facilità, e che purtroppo ha raggiunto anche la nostra Europa. Aiutare queste comunità minacciate e oppresse nei Paesi più critici – conclude – significa quindi aiutare anche i nostri figli a vivere nella pace”.

El Salvador: in via di approvazione la legge, proposta dalla chiesa, che proibisce altre attività estrattive

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 12:22

L’Assemblea legislativa di El Salvador ha approvato all’unanimità gli 11 articoli in cui è articolata la legge che proibisce l’attività estrattiva di metalli nel territorio nazionale. Si tratta di un passo importante, che precede l’approvazione definitiva della legge che è stata promossa dalla Chiesa cattolica, che circa un mese fa ha promosso una marcia pacifica a San Salvador che ha avuto l’effetto di velocizzare l’iter del provvedimento. Tra le reazioni al voto del Parlamento salvadoregno, da registrare quella della rete ecumenica continentale Red Iglesias y Minería secondo la quale si dimostra che “un altro tipo di sviluppo è possibile”. Il sito della rete ecumenica riporta anche il parere di Vidalina Morales, leader sociale del dipartimento di Cabañas, secondo la quale “questa legge porterà beneficio al Paese, poiché consentirà di far cessare l’inquinamento dell’acqua e di difendere l’agricoltura e il creato”.

Scintille d'infinito

Marco Pozza - Thu, 2017-03-23 12:18

Guardate il mondo come lo vedo io.  
Una sfida. Anzi no, un invito, una mano tesa.
Il rabbi di Nazareth è un’acrobata dell’Amore. Capace di voli fino al più alto dei cieli, per poi scendere – in un batter di ciglia – giù giù, tra rocce, terreni coltivati, acque di lago e verdi pascoli. Prende tra le proprie mani il traboccante infinito e lo adagia sulle azioni quotidiane, come il velo ricamato dei giorni di festa.
L’oceano che si lascia racchiudere da una goccia. A rimirarla in controluce è un

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Papa Francesco: a Santa Marta, quando non ascoltiamo la Parola di Dio “diventiamo cattolici infedeli o cattolici atei”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 12:15

Quando ci allontaniamo da Dio e diventiamo sordi alla sua Parola, diventiamo cattolici infedeli o perfino “cattolici atei”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta.  “Quando noi non ci fermiamo per ascoltare la voce del Signore – ha ammonito Francesco – finiamo per allontanarci, ci allontaniamo da lui, voltiamo le spalle. E se non si ascolta la voce del Signore, si ascoltano altre voci”. Così, “diventiamo sordi: sordi alla Parola di Dio”. “E tutti noi, se oggi ci fermiamo un po’ e guardiamo il nostro cuore, vedremo quante volte – ha esclamato il Papa – abbiamo chiuso le orecchie e quante volte siamo diventati sordi. E quando un popolo, una comunità, ma diciamo anche una comunità cristiana, una parrocchia, una diocesi, chiude le orecchie e diventa sorda alla Parola del Signore, cerca altre voci, altri signori e va a finire con gli idoli, gli idoli che il mondo, la mondanità, la società gli offrono. Si allontana dal Dio vivo”. Quando “non si ascolta – ha spiegato Francesco – il cuore diviene più duro, più chiuso in se stesso ma duro e incapace di ricevere qualcosa; non solo chiusura: durezza di cuore”. Vive allora “in quel mondo, in quell’atmosfera che non gli fa bene. Lo allontana ogni giorno di più da Dio”: “E queste due cose – non ascoltare la Parola di Dio e il cuore indurito, chiuso in se stesso – fanno perdere la fedeltà”, ha affermato il Papa: ” “Si perde il senso della fedeltà, e diventiamo cattolici infedeli, cattolici pagani o, più brutto ancora, cattolici atei, perché non abbiamo un riferimento di amore al Dio vivente. Non ascoltare e voltare le spalle – che ci fa indurire il cuore – ci porta su quella strada della infedeltà”. “Questa infedeltà, come si riempie?”, si è chiesto il Papa. “Si riempie in un modo di confusione, non si sa dove è Dio, dove non è, si confonde Dio con il diavolo”, la risposta.  Per Francesco,  “la bestemmia è la parola finale di questo percorso che incomincia con il non ascoltare, che indurisce il cuore”, che “porta alla confusione, ti fa dimenticare la fedeltà e, alla fine, bestemmi”. “Ognuno di noi – il suggerimento finale del Papa – oggi può chiedersi: ‘Mi fermo per ascoltare la Parola di Dio, prendo la Bibbia in mano, e mi sta parlando a me? Il mio cuore si è indurito? Mi sono allontanato dal Signore? Ho perso la fedeltà al Signore e vivo con gli idoli che mi offre la mondanità di ogni giorno? Ho perso la gioia dello stupore del primo incontro con Gesù?’Chiediamo questa grazia: la grazia di ascoltare perché il nostro cuore non si indurisca”.

Diocesi: Tivoli, nella chiesa di S. Maria Maggiore la “24 ore per il Signore”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 12:00

Sarà la chiesa di S. Maria Maggiore, in Piazza Trento a Tivoli, il centro della “24 ore per il Signore” che si svolgerà, come in tutte le diocesi del mondo, anche a Tivoli, dalle 18 di venerdì 24 fino alle 17.30 di sabato 25 marzo. La chiesa è quotidianamente frequentata da molti fedeli che vi entrano “per fermarsi a pregare e anche per accostarsi al sacramento della Riconciliazione grazie – si legge in una nota – all’Adorazione Eucaristica perpetua che da alcuni anni, per volontà del vescovo Mauro Parmeggiani, ha luogo giorno e notte con la presenza costante di sacerdoti confessori”. Le “24 ore per il Signore” si apriranno con una liturgia penitenziale sul tema “Misericordia io voglio” presieduta dal vescovo Parmeggiani, con la possibilità di accostarsi individualmente al sacramento della Riconciliazione. Dopo la lettura del brano evangelico e l’omelia, verrà esposto il Santissimo Sacramento e inizieranno le confessioni. All’iniziativa, conclude la nota “parteciperanno tutti i fedeli della diocesi che lo desidereranno ma anche i turisti o quanti, come avvenuto negli scorsi anni, trovando una chiesa aperta anche ad orari inusuali entrano volentieri per un momento di preghiera in tempi loro favorevoli ed eventualmente per accostarsi al sacramento della Riconciliazione trovando confessori disponibili”.

Ue: Prodi, “Francia metta a disposizione dell’Europa seggio all’Onu”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:39

“L’uscita della Gran Bretagna ha portato una novità: l’unico Paese che rimane con il diritto di veto alle Nazioni Unite e con l’arma nucleare è la Francia. Se c’è un minimo di lungimiranza politica la Francia dovrebbe dire ‘tengo il seggio all’Onu ma lo metto a disposizione dell’Europa’”. Lo ha detto l’ ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, intervenuto ieri sera in diretta durante il programma “Avanti il prossimo” su Tv2000. “Concordando quest’idea con i Paesi europei – ha aggiunto Prodi – la Francia diventerebbe più potente ma anche la stessa Europa. Spero veramente che questo avvenga”.

Attacco Londra: Amato, “terrorismo oltre frontiere ma polizie condizionate da confini”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:38

“Il terrorismo rende evidente che la fragilità europea deve portare non a sbrindellarla ma a rafforzarla perché tutta la rete terrorista attraversa le frontiere mentre le nostre polizie e le intelligence sono largamente ancora condizionate dai confini nazionali”. Lo ha detto l’ex premier e giurista, Giuliano Amato, ospite del programma “Avanti il prossimo” su Tv2000 commentando l’attentato di Londra. “Questo attentato – ha aggiunto Amato – semina una paura che va al di là di quei timori che hanno determinato la fragilità europea in questo periodo come la paura dell’immigrazione e di un mondo che fa perdere il lavoro”. “Da questo attentato – ha concluso Amato – ne traggo la conseguenza che più Europa della sicurezza mi rende più sicuro”.

Attacco Londra: mons. Paglia, “Europa disattenta lascia spazio a schegge impazzite”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:36

“È facile che un’Europa disattenta all’essenziale possa lasciare spazio a schegge impazzite come questo terrorista”. Lo ha detto ieri sera il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Vincenzo Paglia, ospite del programma “Avanti il prossimo” su Tv2000 commentando l’attentato di Londra. “Quando lo spirito di un continente – ha aggiunto mons. Paglia – è a pezzi, sgretolato e non c’è una comunanza di ideali e sogni è chiaro che le schegge impazzite trovano più facilmente un varco. Non è un caso che le grandi città europee con le loro periferie disumane fanno da terreno di nascita a queste cellule. C’è bisogno di una nuova solidarietà, vicinanza, compattezza. Ecco lo stridore di un’Europa che si frantuma, fa fatica ad unirsi e ha paura di cose di cui non dovrebbe aver paura. Serve più attenzione alle periferie urbane”. “Non è l’Islam che è terrorista – ha concluso mons. Paglia – ma è il terrorismo che si sta islamizzando. Questo vuol dire che c’è una debolezza, culturale e morale che è certamente un terreno favorevole a estremismi e gente impazzita e terribile come quella che ha compiuto l’attentato di Londra oggi”.

Attacco Londra: Prodi, “contro terrorismo non serve più polizia”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:33

“Ormai il terrorismo è diffuso e la polizia è importantissima per tutte le informazioni ma non riuscirà mai a domarlo se non c’è un’atmosfera di minor tensione, se non c’è pace e intesa sui grandi conflitti”. Lo ha detto l’ ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi, intervenuto ieri sera in diretta durante il programma “Avanti il prossimo” su Tv2000 commentando il recente attentato di Londra. “Una cooperazione tra le polizie e i servizi – ha aggiunto Prodi – è importantissima ma ormai il terrorismo si è diffuso e interviene con strumenti sui quali la polizia ha ben poco da dire perché colpisce con persone al di fuori di ogni sospetto. Purtroppo il terrorismo ha avuto successo, sta seminando veramente il terrore e non a caso sono state prese misure severe per i viaggi aerei, per la sicurezza negli aeroporti e in tutti i luoghi di aggregazione della popolazione”.
“Non vorrei – ha concluso Prodi – che illudessimo la gente che con più polizia si evitano queste cose”.

Sud Sudan: il vescovo Tombe (Caritas), “visita del Papa forse ad ottobre”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:32

“Può darsi che la visita si farà a ottobre. Voglio dire a Papa Francesco che lo stiamo aspettando. Tutta la popolazione sud-sudanese lo aspetta. E spero che nessuno blocchi la sua visita. E’ la nostra speranza”: a parlare al Sir è  monsignor Erkolano Lodu Tombe, vescovo di Yei e presidente di Caritas Sud Sudan, che racconta in una intervista la “situazione catastrofica” a causa della guerra civile e della carestia nel suo Paese. Tanto che il Papa vorrebbe andare in visita insieme al Primate della Chiesa anglicana Justin Welby. “Abbiamo detto al Papa che può venire in ottobre, non prima, ma il giorno preciso non è stato ancora fissato – riferisce monsignor Tombe -. Anche la presenza dell’arcivescovo Welby non è ancora ufficiale. La visita avrebbe un grande impatto, soprattutto sulla fede e la speranza della popolazione del Sud Sudan, per dire che non sono soli: il Papa è con loro. Potrebbe anche contribuire alla pace se le parti in conflitto lo ascolteranno. Sono cristiani, dovrebbero almeno ascoltarlo. Altrimenti la guerra durerà a lungo”.

Disabilità: Uildm, la Giornata nazionale destinerà i fondi raccolti al progetto “Giocando s’impara”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 11:04

La Giornata nazionale Uildm 2017 destinerà i fondi che verranno raccolti dal 1° al 19 aprile al progetto “Giocando si impara” per difendere il diritto di giocare di tutti i bambini. L’obiettivo infatti è dotare i parchi di giostre adatte anche dai bambini con disabilità. Per sostenere il progetto basta inviare un sms al numero 45542 per donare 2 euro o chiamare da rete fissa lo stesso numero per donare 5 o 10 euro. “Dal 3 al 16 aprile inoltre i nostri volontari saranno presenti con circa 300 punti di raccolta su tutto il territorio nazionale per offrire la nostra tavoletta di cioccolato, con un contributo minimo di 6 euro”, si legge in una nota dell’Uildm.
I parchi inclusivi in Italia, ricorda l’associazione, “non coprono nemmeno il 5% del territorio nazionale. Tradotto significa che su 8.000 comuni solo 350 possono essere utilizzati anche dai bambini con disabilità. Di questa mancanza hanno sofferto anche Claudia e Raffaella, due mamme che si sono battute per rendere accessibili i parchi del loro paese. Il loro progetto è partito da qui, dalla volontà di far giocare i loro bambini insieme. Cristian si sposta in carrozzina e in provincia di Rimini non esistono parchi accessibili e con giochi fruibili da parte di bambini con disabilità motoria”. Samuele e Cristian sono i protagonisti della campagna Uildm e sono la testimonianza viva del percorso fatto dalle loro mamme: dal 2012 a oggi hanno reso inclusivo il parco di Sant’Arcangelo di Romagna (Rn), hanno fatto parte della progettazione di quello di Rimini e sono le autrici del blog “Parchi per tutti”, dove si possono trovare informazioni e consigli.

Papa a Milano: campane a stormo in tutta la diocesi. Don Bonora (San Galdino), “grande attesa tra la gente, festa e preghiere”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 10:42

È tutto pronto nella parrocchia di San Galdino e nel quartiere fra via Salomone e viale Zama per accogliere Papa Francesco che, appena atterrato all’aeroporto di Linate, sabato mattina 25 marzo, si recherà alle Case bianche, palazzoni popolari di questa periferia cittadina. La visita di Bergoglio sarà salutata, alle 8 precise, dal suono delle campane delle chiese delle 1.107 parrocchie di tutta la diocesi, come ha espressamente chiesto l’arcivescovo Angelo Scola. Don Augusto Bonora, parroco a San Galdino, descrive i preparativi che hanno coinvolto la comunità. “Al Papa doneremo una stola realizzata da una cooperativa di sartoria creata per i nostri giovani”, dice, oltre a una fotografia della statua della Madonna, appena restaurata, cara ai residenti del quartiere”. Il quale riunisce gli insediamenti residenziali storici e le Case bianche, dove vivono 474 famiglie, molte delle quali trasferite lì dalle vecchie “case minime” e molte di immigrati, italiani o stranieri. Nel quartiere sono anche numerose le famigie rom. “Dapprima aspetteremo il Papa con canti e preghiere. Sono previste tre testimonianze: della Caritas, che svolge un grande ruolo di prossimità familiare; delle suore di Charles de Foucauld, le quali abitano nelle Case bianche; quindi una volontaria del doposcuola”. “Poi accompagneremo Papa Francesco a visitare le famiglie”. Visiterà tre nuclei in altrettanti appartamenti; per ovvi motivi non vengono fornite le generalità (si sa che vi sono anziani e stranieri).
Quindi ancora un momento di festa. “Al Papa consegneremo le lettere e i bigliettini che la gente ha preparato, con i propri saluti, preghiere e desideri”. San Galdino è una parrocchia molto attiva, con diverse attenzioni caritative: dal magazzino alimenti e abiti, spiega il parroco, al doposcuola, al centro di aggregazione giovanile. “C’è proprio un desiderio di incontro personale, direi quasi fisico, con il Santo Padre. Tantissime famiglie hanno chiesto di poterlo ricevere a casa. Abbiamo verificato una grande e bella attesa di questo evento”.

Diocesi: Acireale, oggi pomeriggio convegno su “Le migrazioni nel Mediterraneo”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 10:33

“Le migrazioni nel Mediterraneo: cause ed esiti, motivazioni e reazioni” è il tema del convegno che si svolgerà oggi pomeriggio, ad Acireale, nell’ambito de “Le giornate della cultura”. All’iniziativa, organizzata da diocesi e Comune di Acireale, interverranno don Massimo Naro, docente di Teologia sistematica presso la Facoltà teologica di Sicilia, Concetta Mirisola, direttore generale dell’Istituto nazionale per la promozione della salute delle popolazioni migranti e per il contrasto delle malattie della povertà (Inmp), e il giornalista Giuseppe Di Fazio. A partire dalle 17.30, presso l’associazione Costarelli in piazza Duomo, si terrà una riflessione moderata dal giornalista Salvo Fallica a partire dai volumi “Ero forestiero e mi avete ospitato. Umanesimo e migrazioni nel Mediterraneo” e “La virtù del nome. Invocare Dio per riconoscere l’umano” (Rubettino) curati da don Naro. “La conversazione – spiegano gli organizzatori – vuole superare ambiguità interpretative e strumentalizzazioni che circolano spesso nei dibattiti e nelle opinioni cui assistiamo”.

Famiglia: Renzi (Pd), “questa legislatura non sarà quella decisiva su fisco e famiglia”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 10:21

“La proposta di Lepri è interessante, ci stiamo lavorando. Ma se devo dirla tutta, credo che questa legislatura non sarà quella decisiva sul rapporto fisco-famiglie”, così l’ex premier Matteo Renzi in un’intervista pubblicata oggi su “Avvenire” rispondendo a una domanda relativa al Ddl per sostenere la famiglia preparato dal senatore Stefano Lepri (Pd). E aggiunge: “Penso infatti che sarà la prossima legislatura quella destinata a sciogliere i nodi del reddito familiare e del quoziente”.
Sollecitato a una riflessione sui temi toccati dalla Prolusione del cardinale Angelo Bagnasco in apertura del Consiglio Permanente Cei, Renzi ritiene “tutte ugualmente cruciali” le questioni poste dal presidente della Cei. “Molti osservatori lamentano una crisi democratica dell’Italia – commenta -, io credo che sia più grave la crisi demografica. Non facciamo più figli e il problema non si risolve solo con misure puntuali – giuste e necessarie – ma con una rivoluzione nel modo di guardare al futuro e di concepire il dono della maternità nel rapporto con il mondo del lavoro e la conciliazione dei tempi”. Per Renzi quello che manca è “un cambio di paradigma culturale” oltre “alle necessarie modifiche fiscali che le famiglie numerose (e non solo loro) ci chiedono, giustamente, da tempo”. Per questo, osserva, se “il rischio educativo, l’emergenza immigrazione, la questione giovanile” si confermano tutti temi “altrettanto importanti”, tuttavia “oggi la priorità degli italiani è oggettivamente il lavoro”. E sul lavoro cita Papa Francesco: “Mi ha molto colpito la parola di Francesco, durissima, sulle speculazioni che strappano il lavoro alle famiglie”. “L’Italia deve essere grata agli interventi del Papa su questo tema – aggiunge -, in particolar modo durante i gran appuntamenti europei, come quello in occasione della consegna del premio Carlo Magno e, prima ancora, il bellissimo intervento di Francesco a Strasburgo durante la presidenza italiana dell’Unione”.
Parlando di giovani e lavoro, tasse e anziani, Renzi interviene con forza: “Basta con questa logica per cui i cittadini sono i bancomat dei politici: basta tasse. Dobbiamo però porci la questione delle nuove generazioni in modo strategico, dalla questione educativa fino all’alternanza scuola lavoro e al welfare”. Sull’Europa e la tutela delle fasce deboli l’ex premier ha le idee chiare: “l’Europa deve rilanciarsi sotto il profilo sociale. Non può essere solo deficit, spread e austerity, ma crescita, innovazione, investimenti. E deve fare un grande piano per le periferie, come quello fatto dall’Italia”.

Unione europea: Parsi (Univ. Cattolica), “democrazia rappresentativa descrive identità politica dell’Ue”

Agensir.it - Thu, 2017-03-23 10:12

“Brexit o non Brexit, quando un attentato terroristico prende di mira Westminster, il più antico e nobile Parlamento del mondo, è l’intera Europa a essere sotto attacco”, scrive Vittorio Emanuele Parsi oggi su “Avvenire”, commentando l’attentato terroristico e la celebrazione dell’anniversario dei Trattati istitutivi dell’Unione europea. “Non c’è nulla infatti più della democrazia rappresentativa – dice Parsi – che descriva l’identità politica europea, ciò che l’Europa ha voluto, e saputo, fortissimamente diventare, attraverso secoli di guerre intestine che ne hanno determinato il fato e il carattere”. Proprio per questo, il 60esimo anniversario dei Trattati di Roma da un lato “offre l’opportunità di una riflessione sullo ‘stato dell’Unione'” ma, dall’altro, “rischia anche di fornire il pretesto per il dilagare della retorica antieuropea o, al contrario, di quella europeista”. Se nelle settimane che hanno preceduto il vertice si è assistito al “dispiegarsi delle forze contrapposte”, declinate secondo varie voci, da “rumorose, populiste” a “furbette”, fino a quelle più “solenni”, il discorso del presidente della Repubblica Sergio Mattarella alle Camere riunite “è stato un esempio della giusta misura tra sobrietà e solennità”. Spiega Parsi che il presidente “ha ricordato a tutti che la riforma dei Trattati è necessaria e urgente, se l’Unione non vuole condannarsi all’irrilevanza assoluta e permanente. Ma ha anche ricordato come il processo verso una maggiore integrazione debba essere realizzato senza lasciare indietro nessuno”. Tutto ciò però, avverte Parsi, “si svolge in uno scenario interno e internazionale che certo non congiura a favore del successo”, tra Brexit, Putin, Trump ed Erdogan.
“Vedremo se e quando il Vertice romano riuscirà a indicare dove e come trovare la nuova linfa capace di rivitalizzare questa stanca Europa – conclude Vittorio Emanuele Parsi -, affinché sappia darsi quel coraggio evocato dal presidente Mattarella, senza il quale qualunque impresa diventa impossibile”.

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