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Coldiretti: Roma, presidio di protesta per la chiusura del mercato di “Campagna Amica” da parte del Comune di Roma

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 11:54

Presidio di protesta della Coldiretti al Circo Massimo contro la mancata concessione, da parte del Comune di Roma, della proroga che avrebbe consentito agli operatori del Mercato di “Campagna Amica” di via di San Teodoro di proseguire la vendita di prodotti a chilometri zero fino alla pubblicazione del bando per l’assegnazione dello stabile che ospita il farmer market. “L’amministrazione comunale ci ha sfrattato, interrompendo di fatto un’iniziativa che dal 2009 ha favorito l’economia agricola della Capitale e del Lazio, sostenendo il reddito delle aziende locali e offrendo ai consumatori romani un punto di riferimento settimanale per la spesa agroalimentare di qualità con prodotti coltivati e lavorati sul territorio, tracciati dall’origine, freschi e stagionali”, commenta David Granieri, presidente della Coldiretti del Lazio, che definisce “la chiusura del mercato e la mancata concessione della proroga” come “uno schiaffo alla città, da oggi più povera e interrompono brutalmente una esperienza di filiera corta da subito apprezzata dai cittadini romani e dai turisti di tutto il mondo che ogni fine settimana, in migliaia, hanno affollato il mercato di San Teodoro”.

“Il Comune rivendica di avere operato nel rispetto della legalità. Anche noi siamo dalla parte della legalità, sempre e comunque. Tanto è vero che da più di tre mesi stiamo sollecitando l’amministrazione a pubblicare il bando per riassegnare lo stabile di San Teodoro. Sforzo vano il nostro, perché del bando, al quale la Fondazione Campagna Amica risponderà, non vi è traccia e questo ritardo penalizzerà sia gli imprenditori agricoli, sia le migliaia di famiglie romane che ogni sabato e domenica, da quasi dieci anni, frequentano il mercato. Auspichiamo un ripensamento da parte della sindaca Raggi e confidiamo nella concessione della proroga” aggiunge Aldo Mattia, direttore della Coldiretti del Lazio. Al mercato del Circo Massimo, punta di diamante della rete di Campagna Amica, operano 60 aziende di Roma e di decine di comuni laziali come Terracina, Viterbo, Cassino, Frosinone, Sezze, Tuscania, Rieti, Magliano Sabina. Qui i consumatori trovano carne, insaccati, olio, latticini, prodotti da forno, pesce, frutta, verdure, ortaggi tutti rigorosamente Made in Lazio e offerti ai consumatori da chi li ha prodotti in un regime di filiera corta dove il rapporto di fiducia tra chi produce e chi acquista è diretto, immediato. Questa mattina, tuttavia, gli operatori hanno sospeso le vendite per evidenziare un disagio causato dal ritardo nella pubblicazione del bando comunale per l’assegnazione dell’area.

Mons. Galantino: “la grande lezione di solidarietà dei bimbi di Bangui”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 11:35

“Nessuno è così povero da non poter donare qualcosa agli altri e nessuno è così ricco da non avere bisogno degli altri”. Ricorda questo “aforisma” mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nel suo editoriale del sabato su “Il Sole 24 ore”, per evocare quanto è successo una settimana fa nella sua visita in Valnerina, uno dei luoghi che più di altri ha subìto gli effetti devastanti del terremoto. Con “alcuni amici”, tra i quali “il cantante Claudio Baglioni, Domenico Giani, comandante della Gendarmeria vaticana e monsignor Vergez Alzaga” “abbiamo intrapres questo viaggio – spiega il presule – perché ognuno dei miei compagni, a titolo diverso, è stato protagonista” del concerto, svoltosi prima di Natale nell’ Aula Paolo VI, in Vaticano. “Il ricavato, in un primo momento e per volere esplicito di Papa Francesco, era destinato alla ricostruzione di un ospedale pediatrico a Bangui, Repubblica Centrafricana”, ma “l’evento del terremoto nel Centro Italia ha suggerito di allargare la platea dei destinatari del ricavato”, destinando “la somma raccolta” anche “alla realizzazione di un centro di comunità a Norcia”. E qui” è successo qualcosa che giustifica la citazione con la quale ho aperto questa pagina! I bambini di Bangui infatti, messi al corrente di quanto era successo in Italia, hanno avviato una raccolta tra di loro. La somma raccolta (settemilatrecentocinquanta euro) è stata affidata al Papa e questi ha chiesto di recapitarla ai bambini di Norcia. Ecco la motivazione del viaggio: far giungere a destinazione la somma raccolta dai bambini di Bangui e consegnare il ricavato del concerto prenatalizio”. Ai bambini di Norcia “è stata consegnata la somma dei bambini di Bangui, poveri, ma non tanto poveri da non poter far giungere un segno della loro partecipazione al dolore e alla sofferenza dei loro coetanei. Uno di questi mi ha consegnato un album di disegni che conservo gelosamente”, confida mons. Galantino. “Il nostro grande amore: Norcia” è scritto sulla copertina rossa che raccoglie i disegni dei bambini incontrati nella scuola di legno: “Ho portato con me e tengo sulla mia scrivania il regalo dei bambini che ci hanno accolto con le loro maestre”.

“Dignità! È questa la realtà che ho toccato con mano incontrando e pranzando con gli sfollati di Ancarano, frazione di Norcia – prosegue il segretario generale nel suo racconto -. Una piccola ‘comunità’ raccolta in tende e roulotte attorno a un gruppo di volontari e a don Luciano, loro parroco. ‘Non li ha abbandonati nemmeno per mezz’ ora – mi ha detto il vescovo Renato (Boccardo, ndr), visibilmente commosso -; ha dormito in macchina per venti giorni, poi in tenda con loro e ora, come gli altri, sta in una roulotte’. Ho saputo che hanno fatto lo stesso tanti altri preti, come don Marco e don Renzo”. “Quanta ammirata gratitudine provo per loro che, anche in questa situazione, mostrano il volto bello e fortemente prevalente della nostra Chiesa”, conclude mons. Galantino.

Papa Francesco: “contemplare in Maria la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 11:10

“Desidero incoraggiarvi tutti a contemplare in Maria, Salute dei malati, la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano”. È quanto ha twittato stamattina Papa Francesco, in occasione della 25ª Giornata mondiale del malato.

Desidero incoraggiarvi tutti a contemplare in Maria, Salute dei malati, la garante della tenerezza di Dio per ogni essere umano.

— Papa Francesco (@Pontifex_it) February 11, 2017

Giornata del malato: Fondazione Sacra Famiglia, centinaia di famiglie ogni mese richiedono le cure domiciliari

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 11:08

Sono centinaia le famiglie che ogni mese richiedono alla Fondazione Sacra Famiglia onlus di Cesano Boscone (Mi) servizi sanitari per le cure domiciliari dei pazienti. Per questa ragione, in occasione della Giornata mondiale del malato, la Fondazione rilancia due servizi per aiutare ad affrontare un fenomeno in progressivo aumento. Si tratta di “Rsa aperta”, che prevede la somministrazione di prestazioni sanitarie direttamente a domicilio attraverso un sistema di voucher, e di “Virgilio”, il servizio di affiancamento alle famiglie di un “case manager” per l’orientamento del malato nel percorso di cure domiciliari, nella scelta delle prestazioni e nel rapporto con enti e istituzioni sociosanitarie. Con il primo servizio, nel 2015, sono state assistiti 99 anziani e le loro famiglie, mentre con al secondo si rivolgono circa 180 famiglie al mese. “In Italia il concetto di casa è sacro – commenta la direttrice sanitaria di Fondazione Sacra Famiglia, Carla Dotti – e occorre partire da questa consapevolezza e comprendere il valore e l’importanza delle cure in un ambiente, quello domestico, che talvolta può renderle più efficaci e alleviare le sofferenze”. “Da anni il nostro impegno è focalizzato sulla creazione di prestazioni domiciliari che possano andare incontro alle esigenze dei pazienti”, prosegue Dotti, secondo cui anche grazie ai nuovi Lea (Livelli essenziali di assistenza) “l’ospedale diventa così un’opzione di cura tra le altre, non l’unica soluzione possibile”.

Colombia: i vescovi preoccupati per “la corruzione, la salute, la pace e l’educazione” nel Paese

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:58

La corruzione, la salute, la pace e l’educazione. Sono questi temi che preoccupano i vescovi colombiani, che ieri hanno emesso un comunicato, a conclusione dell’Assemblea plenaria della Conferenza episcopale (Cec), svoltasi a Bogotá. La nota è stata presentata, nel corso di una conferenza stampa, da mons. Óscar Urbina Ortega, arcivescovo di Villavicencio e vicepresidente della Cec, e da mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, vescovo ausiliare di Medellín e segretario generale della Cec. Secondo i vescovi “le notizie su fatti di corruzione stanno scandalizzando il popolo colombiano”. La corruzione “è il risultato della perdita di valori fondamentali” e ci sta toccando a tutti i livelli, non solo in campo economico ma anche in quello politico, sociale e culturale”. La corruzione è “un processo di morte e un cancro che attacca il bene comune”, Un male contagioso, che aggrava l’impunità. Secondo i presuli, se non si assume un impegno serio e se con si sconfigge la corruzione, sarà propria essa a distruggere la società colombiana
Per quanto riguarda la salute, il comunicato della Cec fa presente che non esiste “una risposta adeguata” per superare le mancanze del sistema sanitario colombiano: “Non si può permettere che il sistema sanitario collassi, è urgente e necessario che le persone e le istituzioni preposte trovino una soluzione per l’immediato e ad ampio raggio”. Sulla pace la Chiesa colombiana “guarda al futuro con speranza”, non senza esprimere tuttavia preoccupazione per gli atti di violenza e il clima di insicurezza in varie parti del paese. Perciò i colombiani sono invitati a esser vigilanti e ad assumersi le proprie responsabilità. Infine, i vescovi chiedono che l’educazione dei bambini, adolescenti e giovani sia “un impegno di tutta la nazione”, dato che le problematiche che attanagliano la società “esigono un’educazione autentica e integrale, che ponga al centro l’essere umano, la sua dignità e i suoi diritti.

Diocesi: Venezia, mostra “Fabrica ecclesiae ovvero Vestire lo spazio”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:47

Si svolge oggi, presso la chiesa di San Lio a Venezia, l’inaugurazione della mostra “Fabrica ecclesiae ovvero Vestire lo spazio”: sono previsti interventi di don Gianmatteo Caputo e Angela Colonna. La mostra/installazione resterà aperta fino al 28 febbraio (orario 10.30/17.30). A seguire, sempre nella mattinata di oggi è prevista anche la prima visita guidata gratuita alla mostra delle icone con l’illustrazione dei contenuti iconografici e dei materiali e delle tecniche utilizzate per la loro realizzazione. L’ingresso è libero. L’evento è promosso e realizzato dall’Ufficio Beni culturali e turismo del Patriarcato di Venezia. “Vestire lo spazio” è una mostra “realizzata appunto nella chiesa di San Lio, tra Rialto e piazza San Marco, che, richiamandosi al tema proposto per questa edizione del Carnevale, illustra come il concetto di festa nel luogo di culto si traduca in una ricerca di bellezza che veste lo spazio architettonico di arte, colori, tessuti, profumi ricercati. Non per vanità, ma per dare pienezza di significato e valore interiore alla gioia della festa”. Gli organizzatori aggiungono: “Grazie a video ed esposizione di oggetti, si coglierà la trasformazione percettiva dei luoghi di culto, attraverso gli addobbi e le suppellettili utilizzati in occasione delle solennità”.

Benedetto XVI: oggi il quarto anniversario della rinuncia al pontificato

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:31

Oggi, 11 febbraio, ricorre il quarto anniversario della rinuncia di Papa Benedetto XVI al pontificato. Ad annunciarla è stato lui stesso, l’11 febbraio 2013, con queste parole: “Ben consapevole della gravità di questo atto, con piena libertà, dichiaro di rinunciare al ministero di Vescovo di Roma, Successore di San Pietro, a me affidato per mano dei Cardinali il 19 aprile 2005, in modo che, dal 28 febbraio 2013, alle ore 20, la sede di Roma, la sede di San Pietro, sarà vacante e dovrà essere convocato, da coloro a cui compete, il Conclave per l’elezione del nuovo Sommo Pontefice”. Poco prima, l’allora Papa Benedetto XVI aveva osservato: “Dopo aver ripetutamente esaminato la mia coscienza davanti a Dio, sono pervenuto alla certezza che le mie forze, per l’età avanzata, non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino. Sono ben consapevole che questo ministero, per la sua essenza spirituale, deve essere compiuto non solo con le opere e con le parole, ma non meno soffrendo e pregando. Tuttavia, nel mondo di oggi, soggetto a rapidi mutamenti e agitato da questioni di grande rilevanza per la vita della fede, per governare la barca di san Pietro e annunciare il Vangelo, è necessario anche il vigore sia del corpo, sia dell’animo, vigore che, negli ultimi mesi, in me è diminuito in modo tale da dover riconoscere la mia incapacità di amministrare bene il ministero a me affidato”.

Poi, alle 20 del 28 febbraio, la chiusura del cancello della Villa pontificia di Castel Gandolfo e l’inizio della “sede vacante”, che si è conclusa il 13 marzo con l’elezione di Papa Francesco. Con la scelta di vivere nel Monastero Mater Ecclesiae in Vaticano, il Papa emerito ha continuato e continua ad offrire il suo servizio per il bene della Chiesa “nascosto al mondo”, come lui stesso ha dichiarato di voler fare, attraverso la preghiera, il silenzio, la mitezza e la discrezione, sostenendo il ministero del suo successore in un rapporto di fraterna amicizia e stima spirituale, oltre che obbedienza, attraverso visite, chiamate telefoniche e presenze agli avvenimenti più importanti, come il primo Concistoro di Papa Francesco o l’apertura della Porta Santa di San Pietro per l’inizio del Giubileo.

Qumran: Fidanzio (biblista), “nuova grotta può aiutare a capire meglio anche le altre”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:26

Un’esatta valutazione di questo ritrovamento pare ancora prematura, tuttavia il biblista Marcello Fidanzio, commentando in un’intervista rilasciata ad “Avvenire” la scoperta di una nuova grotta nell’area archeologica di Qumran (Mar Morto), spiega che “questa nuova grotta può aiutare a capire meglio le altre”. Cresciuto alla scuola di don Pierangelo Sequeri, specializzato in ambiente biblico con studi a Lugano e Gerusalemme, Fidanzio è professore associato alla Facoltà di teologia di Lugano. A Qumran, chiarisce, è stato svolto “un scavo stratigrafico scoprendo una serie di manufatti simili a quelli delle grotte dove sono stati ritrovati i Rotoli del Mar Morto: giare e coperchi di terracotta, tessuti di lino come quelli che avvolgevano i manoscritti, fibbie e lacci in pelle per richiudere i rotoli”. Non è stato ritrovato nulla di scritto, ma “l’attenzione alle grotte non è priva d’interesse”, poiché lo scavo stratigrafico aiuta “a capire cosa sia avvenuto intorno a Qumran, e da dove arrivino i rotoli”. In futuro, auspica Fidanzio, “mi aspetto due percorsi paralleli: da una parte la pubblicazione finale degli scavi passati, dall’altra una nuova stagione di indagini archeologiche nelle grotte, che ora troverà maggiore slancio a motivo di queste scoperte”. Quanto poi al dibattito di tra studiosi sulla storicità dei Vangeli legata ad alcuni frammenti rinvenuti a Qumran negli anni ’30, lo studioso è perentorio: “è un dato di fatto che a Qumran non sono stati trovati i Vangeli”. I Rotoli del Mar Morto, conclude il biblista, “ci aiutano a conoscere l’ambiente giudaico del tempo di Gesù e alcune delle ultime tappe nella formazione della Bibbia ebraica”.

Migranti: mons. Perego (Cei), “deludono gli interventi urgenti approvati ieri da Consiglio dei ministri”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:22

“Deludono” gli interventi urgenti in materia d’immigrazione approvati dal Consiglio dei ministri ieri pomeriggio. A dirlo è il direttore generale della Fondazione Migrantes, mons. Gian Carlo Perego, commentando un decreto che prevede nuove misure sul fronte dell’immigrazione approvate ieri. Tra i motivi della delusione il “coniugare protezione internazionale e immigrazione illegale, immigrazione e sicurezza”. Per il direttore dell’organismo pastorale della Cei, “si sognano centri di rimpatrio in ogni regione funzionali a un rimpatrio più facile, ma in condizioni non chiare di tutela; mancano completamente misure che riconoscano il valore premiale di percorsi di inserimento sociale e culturali avviati da oltre un anno (neppure i lavori socialmente utili servono a questo), dimenticando il popolo sempre più numeroso di diniegati; nessun accenno al servizio civile per i rifugiati; la semplificazione dei procedimenti di esame non significa immediatamente capacità di riconoscere al meglio le storie dei richiedenti asilo e le forme migliori di protezioni”. Così “si è persa un’occasione importante – conclude mons. Perego – per percorsi e scelte già sperimentate sui territori, nelle città e nei comuni e che favoriva dialogo sociale, inclusione sociale, sicurezza sociale dei richiedenti asilo e rifugiati”.

Giornata del malato: Garavaglia (Idi), “l’efficacia non è solo la guarigione, è empatia”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:18

“L’efficacia non è solo la guarigione, ma la vicinanza che è solidarietà spirituale. È empatia, che serve anche tra i medici, l’ammalato e i suoi familiari, perché la tecnologia ha bisogno del condividere, dello stare insieme”, dice Mariapia Garavaglia, presidente dell’Istituto dermatologico dell’Immacolata (Idi), che nel commentare la Giornata mondiale del malato su “Avvenire” parte dal messaggio di Papa Francesco. Un messaggio che definisce “impegnativo e rassicurante”, ovvero “altamente civile, perché si fa riferimento all’intelligenza di chi capisce quale è la sofferenza, quali strumenti usare per lenirla. Ed è rassicurante perché vorrebbe creare un indirizzo educativo”. A proposito del rischio, denunciato dal Papa, di produrre scarti umani con modelli aziendali sbagliati, la Garavaglia risponde: “Nella sanità un po’ questo comportamento c’è, se noi chiediamo alla sanità consumo invece che servizio, rischiamo d’indebolire il sistema per tutti”. La ricetta, suggerisce, è che “Per fare grandi cose c’è bisogno anche di grande solidarietà dei cittadini verso un sistema complesso, costoso, prezioso”. Mariapia Garavaglia fa anche un primo bilancio come presidente Idi, carica che ricopre da ottobre scorso. “La situazione è difficile dal punto di vista finanziario e occupazionale”, conferma la presidente, dichiarando di essere alla ricerca di “una solidarietà che ci faccia arrivare aiuti esterni per far sì che si superi un periodo difficile, perché il futuro sarà coerente con la sua storia”.

Giornata del malato: Leonardi (Besta), “Altro che Dat, io ricevo solo richieste di avere tutte le cure possibili”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:15

“Si parla tanto della possibilità di rinunciare alle cure, ma io ricevo solo richieste di avere tutte le cure possibili”, così la neurologa e pediatra Matilde Leonardi, direttore scientifico del Centro ricerche sul coma dell’Irccs neurologico “Besta” di Milano, in un’intervista pubblicata oggi su “Avvenire”. In relazione alla 25esima Giornata del malato, la Leonardi ricorda le parole del Papa sul rischio della “cultura dello scarto” e spiega: “Il modello biomedico puro, prestazionale, che vede l’uomo malato come una macchina guasta, da riparare oggi fallisce. Perché prevalgono malattie croniche, sistemiche, legate a più condizioni. Al modello prestazionale occorre aggiungere un modello relazionale, clinico, che metta la persona al centro”. E anche attenzione a una selezione “sulla base di un maggiore o minore funzionamento delle persone” che “porta a discriminare i disabili, i malati gravi, gli anziani, gli ‘imperfetti'”. Per quanto riguarda la rinuncia alle cure, la neurologa porta la sua esperienza diretta: “nell’attività quotidiana di assistenza, anche in relazione ai pazienti più gravi o in stato vegetativo, ricevo solo ‘Daapp’: dichiarazioni anticipate di avere il più possibile”. Quello che viene chiesto sono “più terapie, più attenzione, più cure palliative, più supporto non solo sanitario, più sostegno alla famiglia”. Per questo, conclude, “prima di togliere qualcosa, bisogna essere sicuri di avere dato tutto il necessario. Come c’è il diritto alla cura, c’è il dovere di presa in carico”.

Amoris Laetitia: le diocesi italiane moltiplicano le iniziative di approfondimento

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:12

Per approfondire il messaggio di Amoris laetitia “oltre centoventi diocesi sono già scese in campo – ed altre si preparano a farlo nelle prossime settimane – con convegni, iniziative, incontri e tanto altro ancora. E altrettanto hanno fatto la maggior parte degli Istituti superiori di scienze religiose”. Uno “spiegamento di forze” riportato oggi da Luciano Moia su Avvenire che, nel dare conto della cospicua messe di iniziative, sottolinea “un impegno così corale e così massiccio” si spiega solo con il fatto che “quello che il Papa ha detto sull’amore, sul matrimonio e sulla famiglia viene davvero colto come qualcosa di prezioso per offrire alle famiglie, alle coppie, ai genitori, ai figli, nuove occasioni di speranza”. Si tratta di “trovare modalità più efficaci per parlare a tutti”, di “accogliere, accompagnare, discernere e integrare tutte le persone che desiderano sperimentare l’abbraccio di misericordia della Chiesa”. “Una posta in gioco troppo importante – è il commento – per lasciare qualcosa di intentato”. E così ecco i vari percorsi dedicati a sacerdoti e laici, i corsi di preparazione per i futuri sposi, i programmi di approfondimento delle università pontificie e l’attivismo di associazioni e movimenti. Un elenco tutt’altro che esaustivo segno del “desiderio di capire” e della “speranza di trovare nelle parole del Papa la traccia per offrire risposte più efficaci alle famiglie”.

Giornata del malato: Atc, oggi pomeriggio il convegno “La sofferenza dell’uomo è olistica?”

Agensir.it - Sat, 2017-02-11 10:00

Le cattive abitudini, le scelte di vita, l’utilizzo e l’abuso di alcool, cibo, computer e telefono. E ancora il ricorso a maghi e mondo dell’occulto. Fanno parte delle scelte dell’uomo che molto spesso generano sofferenze a sé stessi e agli altri. Ma come è possibile evitarle e aiutare le persone in difficoltà? Oggi pomeriggio, dalle ore 15, in occasione della XXV Giornata mondiale del malato, l’Associazione terapisti cattolici (Atc), con il patrocinio del Rinnovamento nello Spirito Santo, in un convegno a Roma presso la Fondazione “Santa Lucia” (Via Ardeatina 306-354), dal titolo “La sofferenza dell’uomo è olistica?”, proverà a rispondere al quesito. Interverranno il vescovo ausiliare di Roma, mons. Lorenzo Leuzzi; il coordinatore nazionale del Rinnovamento dello Spirito, Mario Landi; il presidente dell’Associazione medici cattolici italiani, Filippo Maria Boscia; il direttore della Pastorale sanitaria della diocesi di Roma, mons. Andrea Manto; il presidente dell’ Associazione internazionale esorcisti, padre Francesco Bamonte; il presidente dell’Associazione italiana ginecologi e ostetrici cattolici, Pino Noia.
“La sofferenza – spiega il presidente dell’Associazione terapisti cattolici,  Francesco Bungaro – è la compagna inseparabile di ogni esistenza umana e nella 25ª Giornata mondiale del malato non potevamo evitare di soffermarci su questo tema anche se con uno specifico: comprendere le ragioni, spesso determinate dalle scelte della persona e approfondirlo in modo ‘olistico’, un termine fatto su misura della visione antropologica di chi considera la persona un insieme di corpo, psiche e spirito. Di fronte a certe situazioni drammatiche, la ragione umana non può fare a meno d’interrogarsi”.
“Gli errori e le trasgressioni della nostra civiltà contemporanea – sottolinea Bungaro – hanno determinato una quantità incomparabile di sofferenze” che spesso sono legate anche “alle nostre cattive abitudini, alle nostre scelte di vita quotidiana e all’utilizzo e l’abuso di oggetti, apparecchi, condizioni di vita o scelte ideologiche. È sempre bene interrogarsi sulle proprie scelte che possono generare sofferenza a se stessi o agli altri e provare per questo a evitarle”.

Notizie Sir del giorno: Giornata del malato, progetto Avsi in Siria, nuova scoperta a Qumran, Italia-Regno Unito, Giorno del ricordo

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:30

Giornata del malato: Papa Francesco a Commissione Cei carità e salute, appello per “malattie rare e neglette”

Un appello “per le malattie rare e neglette, verso le quali non sempre viene prestata la dovuta attenzione, con il rischio di dare adito a ulteriori sofferenze”. A lanciarlo è stato il Papa, che ha ricevuto oggi in udienza la commissione carità e salute della Cei, in occasione dei 25 anni della Giornata mondiale del malato, che si celebra domani, 11 febbraio, e dei 20 anni dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute. “Ringraziamo il Signore per il cammino compiuto in questo tempo, per quanto è stato fatto a beneficio di una cura integrale dei malati e per la generosità di tanti uomini e donne che hanno accolto l’invito di Gesù a visitarlo nella persona degli infermi”, ha esordito Francesco. Bergoglio ha poi ringraziato “per tanti operatori sanitari che con scienza e coscienza vivono il loro lavoro come una missione, ministri della vita e partecipi dell’amore effusivo di Dio creatore; le loro mani toccano ogni giorno la carne sofferente di Cristo, e questo è un grande onore e una grave responsabilità”. (clicca qui; con intervista a don Carmine Arice, direttore direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute Cei, in occasione della Giornata del malato: clicca qui)

Siria: “Si muore più per mancanza di cure che nei campi di battaglia”. La risposta di Avsi con il progetto “Ospedali aperti”

Si chiama “Ospedali aperti” ed è il progetto messo a punto dalla Fondazione Avsi allo scopo di “potenziare tre ospedali cattolici siriani (due a Damasco e uno ad Aleppo), offrire la formazione dei medici, la disponibilità dei macchinari necessari, ma soprattutto garantire le cure anche ai più poveri”. In tal modo l’ong, che nella sua missione s’ispira alla dottrina sociale della Chiesa cattolica, vuole rispondere ai costanti appelli di Papa Francesco a favore della “martoriata Siria” e al richiamo del nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, che ha cercato vie concrete per aiutare il Paese mediorientale: “In Siria – ha dichiarato – stanno morendo più persone per l’impossibilità di curarsi, che sul campo di battaglia. Sono due milioni le persone senza cure ad Aleppo e oltre un milione a Damasco, solo per citare le città più grandi: vittime dei bombardamenti, ma anche malati cronici, malati di mente, donne incinte e bambini”. (clicca qui)

Qumran: Hebrew University Gerusalemme, “sorprendente scoperta” nella Grotta 12

“Una sorprendente scoperta” è stata compiuta dall’équipe internazionale di Oren Gutfeld e Ahiad Ovadia, archeologi della Hebrew University di Gerusalemme: si tratterebbe di quella che è subito stata chiamata la Grotta 12 di Qumran (Q12), vicino alla riva nord-occidentale del Mar Morto. La notizia è stata data dal dipartimento di archeologia dell’Università, che spiega come siano state riportate alla luce “numerose giare per la conservazione e coperchi del periodo del Secondo Tempio; sono stati trovati nascosti in nicchie lungo le pareti della grotta e all’interno di un lungo tunnel”. Si tratta di vasi rotti, senza contenuto, ma anche di frammenti di custodie, una stringa che legava i rotoli e un pezzo di pelle lavorata, che, ha dichiarato Oren Gutfeld, direttore dello scavo, “senza ombra di dubbio” testimonierebbero che i rotoli che qui erano contenuti sono stati rubati, come dimostra anche il ritrovamento di una coppia di teste di piccone di ferro degli anni ‘50. Fino ad ora, si riteneva che solo 11 delle grotte avessero contenuto le antiche pergamene. (clicca qui)

Comunicazione: don Maffeis (Cei), “coniugare i tempi rapidi dell’informazione con l’accuratezza”

La cultura digitale, nella quale “siamo immersi con il nostro lavoro, che cambia e ci cambia”, “c’impegna a coniugare i tempi rapidi dell’informazione con l’essere accurati, verificare le fonti”. È il richiamo che don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, ha rivolto oggi pomeriggio a Bologna all’incontro promosso dall’Ufficio regionale per le comunicazioni sociali della Conferenza episcopale dell’Emilia Romagna, dedicato a “Giornalismo, strumento di comunione e di riconciliazione”. Le analisi su questo tempo dicono che “controlliamo il cellulare in media ogni 6 minuti, siamo sempre raggiungibili, connessi, esposti alla possibilità di essere interrotti in quel che stiamo facendo, e quindi esposti al pericolo di essere allontanati dalla persona con cui stiamo parlando”. (clicca qui)

Santuari: a Lourdes pellegrini aumentati del 4,2% nel 2016

Il numero dei pellegrini che hanno visitato il santuario di Lourdes ha segnato nel 2016 un leggero rialzo facendo registrare un +4,2% rispetto al 2015. È quanto emerge dal bilancio stilato dal santuario di Lourdes, alla vigilia della 25ª Giornata mondiale del malato che si celebra domani, sabato 11 gennaio. Per l’occasione Papa Francesco ha inviato come suo legato pontificio il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin; della delegazione vaticana fa parte anche il cardinale Peter Turkson, prefetto del neo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Parolin e Turkson hanno partecipato oggi pomeriggio al colloquio internazionale dal titolo: “Il Magnificat, cantico della speranza”. Secondo i dati riportati dal santuario nel 2016 sono stati 573.049 i pellegrini iscritti. Nel 2014 erano stati 638.824. L’anno 2017 è ritenuto “determinante per confermare la tendenza al rialzo”. (clicca qui)

Italia-Regno Unito: Hine (un. Oxford), “tra May e Gentiloni incontro positivo. Brexit non è sembrato una minaccia”

“Un incontro molto positivo, uno dei pochi momenti in cui il Brexit non è sembrato una minaccia”. Per David Hine, docente di politica all’università di Oxford, specializzato in questioni italiane, l’incontro tenutosi ieri a Londra tra la premier britannica Theresa May con il primo ministro italiano Paolo Gentiloni, si è chiuso all’insegna della speranza che il distacco del Regno Unito dall’Unione europea possa avvenire con minori traumi del previsto. “L’Italia è naturalmente preoccupata che la Gran Bretagna continui a svolgere un ruolo nel sistema di difesa europeo”, spiega Hine al Sir, “soprattutto nel Mediterraneo e in nord Africa. È indispensabile per stabilizzare la situazione in Libia”. “Il Regno Unito ha trovato un alleato nell’Italia che vuole un’Europa pacifica”, dice ancora Hine. (clicca qui)

Giorno del ricordo: Ungaro (“Voce Isontina”), “impegnarsi in cammini di riconciliazione e di condivisione della memoria”

“Celebrare il Giorno del ricordo è un dovere per il nostro Paese per onorare la memoria di quanti furono parte delle tragedie di quei giorni. Ma per farlo è altrettanto doveroso impegnarsi in cammini di riconciliazione e di condivisione della memoria che soli possono garantire il non ripetersi di quegli avvenimenti. Altrimenti 70 anni saranno passati inutilmente”. Lo afferma Mauro Ungaro, direttore del settimanale della diocesi di Gorizia “Voce Isontina”, in una nota pubblicata oggi dal Sir in occasione del Giorno del ricordo, nel quale si fa memoria “di tutte le vittime delle foibe”. “In fondo alle foibe – ricorda Ungaro – si ritrovarono affratellati dalla violenza di un tragico destino coloro che l’idiozia delle ideologie aveva voluto rendere nemici: italiani, sloveni, tedeschi, croati”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 11 febbraio. Stretta su migranti e città, primo decreto attuativo per servizio civile universale, Trump

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:29

È dedicata alla stretta su migranti e città il titolo di apertura di Avvenire. Il governo promette processi più veloci per la concessione del diritto d’asilo, tagliando però un grado di giudizio, quello di appello, e nel contempo rimpatri rapidi per chi non ha diritto alla protezione. Preoccupano gli ampi margini lasciati ai sindaci nella tutela del “decoro urbano” con la possibilità di decretare, assieme ai prefetti, dei Daspo per allontare persone dal proprio territorio.

In evidenza anche il primo decreto attuativo per l’istituzione del servizio civile universale, aperto a 100mila ragazze e ragazzi che vorranno impegnarsi per un anno in servizi di utilità pubblica. Completa la prima pagina la vicenda del bando ai cittadini di 7 Paesi a maggioranza musulmana, deciso dal neopresidente Usa e bocciato dai tribunali. Trump è deciso ad andare avanti fino alla Corte suprema, ma il percorso è tutt’altro che scontato.

Card. Simoni: “non ho mai odiato miei torturatori”

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:28

“Non ho mai odiato coloro che mi hanno torturato”. Lo ha detto il cardinale Ernest Simoni ospite del programma “Il Diario di Papa Francesco” su Tv2000. Il sacerdote albanese creato cardinale da Francesco fu incarcerato, torturato, costretto ai lavori forzati durante il regime comunista che ha oppresso l’Albania. Stamane ha concelebrato la messa con Francesco a Santa Marta: “Ogni giorno recito il Rosario, prego e ho assoluta speranza in Gesù. E oggi per la prima volta ho concelebrato la Santa Messa con il Papa”.
“Il regime – ha ricordato il card. Simoni – mi aveva fatto mettere una microspia. Un mio amico che aveva mangiato cento volte nella mia canonica era diventato una spia. Dicevo sempre che Dio che è padre di tutti gli uomini ci insegna ad amare, pregare e perdonare i nemici. Queste parole erano arrivate al regime che aveva ascoltato le mie parole grazie a questa microspia. Dopo 10 giorni è stata emanato la sentenza di impiccarmi perché avevo incitato il popolo a morire per Gesù. La condanna a morte fu poi commutata in 25 anni di prigionia e lavori forzati. Durante la prigionia ho celebrato la santa messa in latino a memoria. Ho confessato, dato la comunione, consolato tanti fedeli e celebrato matrimoni. Da condannato nelle fogne ho celebrato, con l’aiuto del Signore, una messa davanti a 180 persone. Se il regime lo avesse scoperto mi avrebbe impiccato”. Durante la lunga prigionia proposero a padre Ernest di diventare professore universitario e di sposare una bella donna: “Credevano che fossi un giovane debole, volevano che rinunciassi alla mia fede. Questo fu terribile. Gli ho risposto ‘scusate ma ho una donna brillantissima che non muore mai che è la Chiesa’. Così mi ributtarono in carcere”.
“Tutti i giovani che vogliono salvare la propria anima – ha aggiunto il card. Simoni – devono praticare la fede perché Dio creatore del cielo e della terra è il donatore della vita. Senza la Resurrezione di Gesù la fede e la nostra religione sarebbe svanita. La castità è la virtù più potente in grado di scacciare il demonio e di farci avvicinare a Gesù. Chiunque voglia andare in Paradiso deve amare Dio con tutto il cuore, non con parole o lusinghe”. Il card. Simoni ha inoltre rivelato un particolare: “Ho parlato direttamente con il diavolo. Una volta venne da me il fratello di un indemoniato ad Atene per un esorcismo. Satana mi ha parlato in italiano e detto che era il principe di 5 mila anime perdute. Era tutto bruciato ne maschio né femmina con una voce svanita. Gli ho dato l’ordine di andare via e quella persona ad Atene è guarita. E’ Gesù che guarisce, non siamo noi: mi è capitato con dei malati di cancro e con alcune donne che non riuscivano da 10 anni ad avere figli”. Il card. Simoni ha infine sottolineato la necessità di “recitare tre rosari, essere casti e avere una dedicazione totale al Santissimo cuore di Gesù”.

Benedetto XVI: padre Lombardi, “rinuncia Ratzinger non fu drammatica”

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:27

L’annuncio della rinuncia di Papa Benedetto XVI “non lo riesco a definire drammatico perché era una decisione presa con totale responsabilità e quindi anche con serenità di fronte a Dio”. Lo ha detto il presidente della Fondazione Ratzinger, padre Federico Lombardi, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, alla vigilia del quarto anno dalla rinuncia di Papa Benedetto XVI. “Lo sgomento – ha aggiunto padre Lombardi – è una sensazione che non ho assolutamente mai avuto. Del resto chi era vicino al Papa, negli ultimi mesi prima della rinuncia, si era reso conto che si sentiva giunto al limite delle sue possibilità per uno svolgimento normale e pieno del suo servizio”.
“Certamente – ha concluso padre Lombardi – Benedetto XVI ha fatto diventare reale quella che era semplicemente una possibilità. Con questo ha aperto una strada che può essere eventualmente percorsa dai suoi successori. Così se si dovessero trovare in una situazione analoga, liberamente davanti a Dio, potrebbero giungere ad una conclusione simile”.

San Valentino: Irlanda e Francia, dalla Chiesa suggerimenti per la festa degli innamorati

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:20

Fare a San Valentino un “dono diverso dalla tradizionale scatola di cioccolatini e le rose, un regalo che aiuti a crescere nell’amore”: è questo l’invito che il comitato irlandese della Giornata mondiale delle famiglie 2018 (Wmof2018) ha lanciato per la festa degli innamorati del 14 febbraio. L’incoraggiamento a cercare vie diverse per “celebrare l’importanza dell’amore romantico” arriva dall’Amoris laetitia di Papa Francesco. Tra le idee suggerite: una serata “technology-free” per fare qualcosa di diverso; un tempo di preghiera in coppia; una passeggiata mano nella mano; preparare una cena speciale per l’amata/o; un sacco di abbracci; un viaggio nella memoria per ricordare come ci si è incontrati e si è cresciuti insieme. Sul sito www.worldmeeting2018.ie, così come in alcune cattedrali e consultori dell’Irlanda si possono trovare i “buoni regalo” con queste idee da donare. Un’altra idea suggerita è di visitare a Dublino il reliquiario contenente i resti di san Valentino nella chiesa di Whitefriar Street per chiedere l’intercessione del santo “per le persone che stanno cercando l’amore o perché chi l’ha già trovato continui a crescere”. In Francia, nove movimenti ecclesiali che si occupano di famiglia, propongono l’iniziativa “un san Valentino diverso” (saintvalentinautrement.fr) e hanno messo a disposizione delle diocesi francesi il kit necessario per organizzare serate romantiche con cene raffinate, intercalate da testimonianze, momenti di dialogo a due e intrattenimento.

Diocesi: San Benedetto del Tronto, Curia chiede a ente gestore di “Casa Gioiosa” di “rinunciare al diritto al rimborso”

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:12

La Curia di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montanto “ha chiesto, come gesto di buona volontà, all’ente gestore di Casa Gioiosa di rinunciare al suo diritto al rimborso, stabilito dal ‘Protocollo di collaborazione tra Regione Marche e Anci Marche’ che riguarda le strutture recettive ospitanti persone colpite dal sisma firmato il 3-12-2016, importo comunque non a carico del Comune di Montemonaco né dei cittadini che ivi hanno trovato pronta accoglienza, ma della sola Protezione civile”. Lo rende noto un comunicato della diocesi marchigiana, a seguito delle polemiche suscitate da “ripetute dichiarazioni prive di fondamento” apparse su un quotidiano nazionale. “Casa Gioiosa – comunica la diocesi – si limiterà a chiedere il puro indennizzo delle utenze documentate da fatture, comunque sempre a carico della Protezione civile, e la rimessa in ordine al momento del rilascio della struttura”. “​La Curia – termina la nota – ribadisce la volontà della diocesi di continuare ad assistere moralmente, religiosamente ed economicamente le persone colpite dal sisma, come peraltro ha sempre fatto”.

Diocesi: Ascoli Piceno, un progetto per i giovani alla scoperta del territorio attraverso il fotogiornalismo

Agensir.it - Fri, 2017-02-10 20:09

Un progetto per tentare di superare le paure legate al terremoto attraverso la fotografia e aiutare i giovani in un viaggio alla scoperta del territorio attraverso il fotogiornalismo. È la sintesi del progetto nato dalla collaborazione tra la diocesi di Ascoli Piceno e l’associazione Photolux presentato questa mattina alla presenza di monsignor Giovanni D’Ercole e pensato per le popolazioni delle aree colpite dal sisma. L’iniziativa prevede una serie di attività a beneficio dei ragazzi, con corsi gratuiti per gli studenti delle scuole medie e superiori, che si concluderà con una mostra degli scatti più belli da loro realizzati. Secondo passaggio sarà il percorso di mostre fotografiche ad ingresso gratuito che ha come obiettivo il coinvolgimento di tutta la popolazione per ricreare un interesse artistico e culturale. Il programma educativo, spiega la diocesi, è stato realizzato in collaborazione con l’Associazione Neapolis Art ed è orientato a sviluppare le capacità di comunicazione visiva degli adolescenti e vuole rappresentare uno stimolo affinché possano conoscere le possibilità dell’industria creativa dei media. In programma anche incontri in esterna per approfondire tecniche, applicazioni e metodi di ripresa e post produzione attraverso il cellulare. Ad illustrare i passaggi del progetto, questa mattina, il vescovo di Ascoli Piceno Giovanni D’Ercole, il direttore artistico di Photolux (biennale internazionale di fotografia) Enrico Stefanelli, il fotografo Andrea Boccalini e l’architetto Michele Picciolo. Nell’ambito del progetto, proprio domani, 11 febbraio, alle ore 12 , presso la sala Fogolino del palazzo vescovile, sarà inaugurata la mostra del fotografo Andrea Boccalini, dal titolo “L’interludio: il passaggio fra due pontificati”. Una esposizione che parte dall’ultimo Angelus di Benedetto XVI per giungere all’elezione di Papa Francesco.
“Una iniziativa che abbiamo promosso e accettato perché i riflettori continuino ad essere accesi sulla nostra zona terremotata e perché possiamo suscitare in tutti i modi oltre all’attenzione, anche qualche aiuto concreto – ha affermato il vescovo di Ascoli, mons. D’Ercole -. Tra le tante iniziative che noi facciamo per mantenere accesa l’attenzione su questa zona, la decisione che ho preso, cioè di tenere aperta, nell’episcopio (anche se parzialmente inagibile), la stanza più bella, quella del Fogolino dove, a partire da domani si susseguiranno le mostre per iniziativa di Photolux”.

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