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Papa Francesco: messaggio Gmg, ricordi non sono “disco rigido” o “nuvola virtuale”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 15:03

“In che modo ‘salvate’ nella vostra memoria gli eventi, le esperienze della vostra vita? Come trattate i fatti e le immagini impressi nei vostri ricordi?”. A chiederlo ai giovani è il Papa, nel messaggio per la prossima Gmg. “Ad alcuni, particolarmente feriti dalle circostanze della vita, verrebbe voglia di ‘resettare’ il proprio passato, di avvalersi del diritto all’oblio”, scrive Francesco: “Ma vorrei ricordarvi che non c’è santo senza passato, né peccatore senza futuro. La perla nasce da una ferita dell’ostrica! Gesù, con il suo amore, può guarire i nostri cuori, trasformando le nostre ferite in autentiche perle”. “I nostri ricordi però non devono restare tutti ammassati, come nella memoria di un disco rigido. E non è possibile archiviare tutto in una ‘nuvola’ virtuale”, osserva il Papa: “Bisogna imparare a far sì che i fatti del passato diventino realtà dinamica, sulla quale riflettere e da cui trarre insegnamento e significato per il nostro presente e futuro. Compito arduo, ma necessario, è quello di scoprire il filo rosso dell’amore di Dio che collega tutta la nostra esistenza”. “Tanti dicono che voi giovani siete smemorati e superficiali. Non sono affatto d’accordo!”, obietta Francesco: “Però occorre riconoscere che in questi nostri tempi c’è bisogno di recuperare la capacità di riflettere sulla propria vita e proiettarla verso il futuro. Avere un passato non è la stessa cosa che avere una storia”. “Nella nostra vita possiamo avere tanti ricordi, ma quanti di essi costruiscono davvero la nostra memoria?”, chiede il Papa ai giovani: “Quanti sono significativi per il nostro cuore e aiutano a dare un senso alla nostra esistenza? I volti dei giovani, nei social, compaiono in tante fotografie che raccontano eventi più o meno reali, ma non sappiamo quanto di tutto questo sia ‘storia’, esperienza che possa essere narrata, dotata di un fine e di un senso”.

Papa Francesco: messaggio Gmg, “essere giovani non vuol dire essere disconnessi dal passato”. Esperienza di Chiesa non è “flash mob”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 15:02

“Essere giovani non vuol dire essere disconnessi dal passato”, perché “la nostra storia personale si inserisce in una lunga scia, in un cammino comunitario che ci ha preceduto nei secoli”. Lo spiega il Papa, nel messaggio per la prossima Giornata mondiale della gioventù. “Come Maria, apparteniamo a un popolo”, scrive Francesco, “e la storia della Chiesa ci insegna che, anche quando essa deve attraversare mari burrascosi, la mano di Dio la guida, le fa superare momenti difficili”. “La vera esperienza di Chiesa non è come un flashmob, in cui ci si dà appuntamento, si realizza una performance e poi ognuno va per la sua strada”, spiega il Papa: “La Chiesa porta in sé una lunga tradizione, che si tramanda di generazione in generazione, arricchendosi al tempo stesso dell’esperienza di ogni singolo. Anche la vostra storia trova il suo posto all’interno della storia della Chiesa”. “Fare memoria del passato serve anche ad accogliere gli interventi inediti che Dio vuole realizzare in noi e attraverso di noi”, prosegue Francesco, “e ci aiuta ad aprirci per essere scelti come suoi strumenti, collaboratori dei suoi progetti salvifici”. “Anche voi giovani potete fare grandi cose, assumervi delle grosse responsabilità, se riconoscerete l’azione misericordiosa e onnipotente di Dio nella vostra vita”, assicura il Papa.

Papa Francesco: messaggio Gmg, no a “giovani-divano”, vita non è “vagabondare senza senso”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 15:01

“Maria non si chiude in casa, non si lascia paralizzare dalla paura o dall’orgoglio. Maria non è il tipo che per stare bene ha bisogno di un buon divano dove starsene comoda e al sicuro. Non è una giovane-divano!”. A ricordarlo, citando il discorso pronunciato nella Veglia della Gmg di Cracovia, il 30 luglio scorso, è il Papa, nel messaggio per la Giornata mondiale della gioventù di quest’anno. “Se serve una mano alla sua anziana cugina, lei non indugia e si mette subito in viaggio”, sottolinea Francesco a proposito dell’episodio evangelico della visitazione: “È lungo il percorso per raggiungere la casa di Elisabetta: circa 150 chilometri. Ma la giovane di Nazareth, spinta dallo Spirito Santo, non conosce ostacoli. Sicuramente le giornate di cammino l’hanno aiutata a meditare sull’evento meraviglioso in cui era coinvolta”. “Così succede anche a noi quando ci mettiamo in pellegrinaggio”, commenta il Papa: “Lungo la strada ci tornano alla mente i fatti della vita, e possiamo maturarne il senso e approfondire la nostra vocazione, svelata poi nell’incontro con Dio e nel servizio agli altri”. “È una preghiera rivoluzionaria, quella di Maria, il canto di una giovane piena di fede, consapevole dei suoi limiti ma fiduciosa nella misericordia divina”, scrive Francesco a proposito del Magnificat: “Questa piccola donna coraggiosa rende grazie a Dio perché ha guardato la sua piccolezza e per l’opera di salvezza che ha compiuto sul popolo, sui poveri e gli umili. La fede è il cuore di tutta la storia di Maria. Il suo cantico ci aiuta a capire la misericordia del Signore come motore della storia, sia di quella personale di ciascuno di noi sia dell’intera umanità”. “Quando Dio tocca il cuore di un giovane, di una giovane, questi diventano capaci di azioni veramente grandiose”, assicura il Papa, secondo il quale le “grandi cose” che l’Onnipotente ha fatto nell’esistenza di Maria “ci parlano anche del nostro viaggio nella vita, che non è un vagabondare senza senso, ma un pellegrinaggio che, pur con tutte le sue incertezze e sofferenze, può trovare in Dio la sua pienezza”. “Come la giovane Maria, potete far sì che la vostra vita diventi strumento per migliorare il mondo”, l’invito di Francesco ai giovani: “Gesù vi chiama a lasciare la vostra impronta nella vita, un’impronta che segni la storia, la vostra storia e la storia di tanti”.

Papa Francesco: messaggio Gmg, “grande sintonia” tra Gmg Panama e Sinodo

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 15:01

“Desidero che ci sia una grande sintonia tra il percorso verso la Gmg di Panama e il cammino sinodale”. È quanto scrive il Papa, nel messaggio per la prossima Giornata mondiale della gioventù, che quest’anno si svolge a livello diocesano sul tema: “Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente” (Lc 1,49). “Nell’ottobre del 2018 la Chiesa celebrerà il Sinodo dei Vescovi sul tema: I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, ricorda Francesco: “Ci interrogheremo su come voi giovani vivete l’esperienza della fede in mezzo alle sfide del nostro tempo. E affronteremo anche la questione di come possiate maturare un progetto di vita, discernendo la vostra vocazione, intesa in senso ampio, vale a dire al matrimonio, nell’ambito laicale e professionale, oppure alla vita consacrata e al sacerdozio”. Il Papa esordisce citando il “meraviglioso incontro” a Cracovia, “dove abbiamo celebrato insieme la XXXI Giornata mondiale della gioventù e il Giubileo dei giovani, nel contesto dell’Anno Santo della Misericordia”: “Ci siamo lasciati guidare da san Giovanni Paolo II e santa Faustina Kowalska, apostoli della divina misericordia, per dare una risposta concreta alle sfide del nostro tempo”, annota. “Abbiamo vissuto una forte esperienza di fraternità e di gioia, e abbiamo dato al mondo un segno di speranza”, prosegue Francesco: “Le bandiere e le lingue diverse non erano motivo di contesa e divisione, ma occasione per aprire le porte dei cuori, per costruire ponti”. Dopo Cracovia 2016, Panama 2019, ricorda il Papa: il nuovo tratto dell’itinerario di preparazione, al cui centro c’è la figura di Maria, “si ricollega al precedente, che era centrato sulle Beatitudini, ma ci spinge ad andare avanti”.

Caritas italiana: al via la seconda edizione del Premio intitolato a mons. Nervo e a mons. Pasini

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:46

“Il 21 marzo è il primo giorno di primavera ed è lasciandoci in questo giorno che don Giuseppe e don Giovanni ci hanno detto come continuare ad inseguire le gemme del cambiamento sociale”. Così si legge in una nota della Fondazione “Emanuela Zancan” che ricorda le iniziative previste oggi a Padova per ricordare i suoi due presidenti scomparsi, monsignor Giovanni Nervo e monsignor Giuseppe Pasini: una celebrazione eucaristica in cattedrale presieduta dal vescovo monsignor Claudio Cipolla e il convegno “Generatività, carità e giustizia: verso nuovi scenari di welfare”. Il presidente, il direttore e tutti gli operatori di Caritas italiana ricorderanno invece domani il loro primo presidente e direttore, mons. Nervo, e mons. Giuseppe Pasini, succedutogli per due mandati, con una celebrazione eucaristica, e intanto segnalano il nuovo bando relativo al Premio “Teologia della carità e solidarietà” intitolato proprio ai due sacerdoti, giunto alla seconda edizione. Istituito nel 2015 con l’approvazione della segreteria generale della Cei, il Premio consiste in quattro borse di studio e di ricerca ed ha una duplice finalità:  “Promuovere lo studio e la ricerca su tematiche attinenti la carità nei risvolti teologico-pastorali, sociali e civili, e onorare l’opera e il pensiero di mons. Nervo e di mons. Pasini, sostenendo l’insegnamento e la riflessione sulla carità e sulla solidarietà all’interno delle realtà formative: Facoltà teologiche e Istituti di Scienze Religiose”. Il bando scade il 21 luglio 2017. Info e modalità di partecipazione: http://www.caritas.it/

 

Migranti nel Mediterraneo: Msf, in mare anche la nave Prudence. Sulla Aquarius è nata stamattina la piccola Mercy

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:32

Medici senza frontiere è in mare con una nuova imbarcazione, la Prudence, per rafforzare le proprie operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo centrale. La Prudence ha lasciato ieri sera il porto della Valletta, a Malta, e dovrebbe raggiungere la zona di ricerca e soccorso domani nelle prime ore del mattino. È una nave commerciale di 75 metri di lunghezza, che può ospitare a bordo 600 persone e altre 400 in caso di estrema necessità. Con 13 persone dello staff Msf a bordo, tra cui diversi italiani, e 17 membri dell’equipaggio, la nave è equipaggiata per fornire primo soccorso a bordo ed è dotata di pronto soccorso, ambulatorio, farmacia e aree per trattare i casi più vulnerabili (foto in allegato). La Prudence si affianca alla nave Aquarius, gestita in collaborazione da Sos Mediterranée e Msf, appena arrivata al porto di Catania con 946 persone soccorse negli ultimi giorni. Anzi 947 perché proprio stamattina, pochi minuti prima dello sbarco, a bordo della nave è nata la piccola Mercy.  Dall’inizio delle operazioni nel Mediterraneo centrale nel 2015, Msf ha soccorso direttamente o assistito più di 56 mila persone, in fuga da guerre, persecuzioni o povertà. “Fino a quando persone disperate non avranno alternative sicure per trovare sicurezza in Europa, Msf resterà in mare per salvare le loro vite ed evitare queste sofferenze ingiuste” assicura Michele Trainiti, coordinatore delle operazioni di ricerca e soccorso dell’organizzazione.

Trattati di Roma: Acli, oggi mobilitazione con “le bandiere della pace e dell’Europa” nelle città italiane e nelle capitali del continente

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:27

Nell’ambito delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma firmati in Campidoglio nel 1957, le Acli promuovono oggi una mobilitazione nei luoghi simbolici di ogni città italiana e nelle capitali europee, sventolando “le bandiere della pace e dell’Europa”. “Lo scopo – spiega una nota – ribadire quanto siano stati fondamentali il dialogo e la cooperazione tra gli Stati europei nella costruzione di una convivenza di pace salda e duratura”. “Oggi – proseguono le Acli – sono stati costruiti muri con i mattoni degli egoismi nazionali soffocando l’idea d’Europa che sanciva la libertà di circolazione delle persone. Così rischia di disintegrarsi la comune casa europea, disegnata nel ‘Manifesto di Ventotene’, che unisce la prospettiva dello stato federale alla democrazia europea, alla pace e alla lotta alle diseguaglianze”. Per “scongiurare questo pericolo e sottolineare l’importanza della ricorrenza”, le Acli hanno aderito a due appelli: “il primo, promosso dal Consiglio italiano del Movimento europeo (Cime), per “un’Europa unita, solidale, democratica ed autorevole”, il secondo, “dello stesso tenore”, riguarda la petizione promossa dalla Coalizione “La nostra Europa”.

Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), serve un’“integrazione graduale e progressiva”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:22

“Nelle migrazioni e nella mobilità, ogni nuovo incontro con persone non può che chiedere integrazione”. È la convinzione espressa da mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, intervenendo questa mattina all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma. “La consapevolezza dell’integrazione – ha spiegato – intesa come una relazione nuova e continua, biunivoca, con le persone che arrivano da diversi Paesi e vivono nella città, come condizione per promuovere l’unità e la parità tra gli individui e tra le nazioni, nella ricerca intelligente di ciò che gli uomini hanno in comune e che aiuta a promuovere i legami d’amicizia caratterizza l’esperienza della nostra fede”. Per mons. Perego, l’integrazione dev’essere “graduale e progressiva, nel rispetto dell’identità di chi si incontra”. Si tratta – ha aggiunto – di “un cammino che chiede non solo il superamento delle paure, ma anche una pedagogia che insista specialmente sui bambini e sui ragazzi, figli degli immigrati”. A loro “non si chiede, naturalmente, che rinuncino ai tratti civili e morali di cui anche l’esperienza religiosa è caratterizzata, ma lo sforzo di una conoscenza e di un incontro con l’esperienza cristiana del Paese e delle comunità ospitanti”. L’integrazione “con gli occhi della fede” – per il direttore generale di Migrantes – diventa “un segno dell’amore di Dio che passa attraverso la sua Chiesa”. “L’integrazione parte ‘dal basso’ – ha rilevato Perego – per questo abbiamo valorizzato soprattutto la realtà parrocchiale e l’associazionismo” ed “è naturale chiederci se le strutture pastorali attuali – la parrocchia in primis – siano capaci di offrire risposte puntuali al nuovo scenario che si presenta ai nostri occhi”.

Migrazioni: mons. Perego (Migrantes), “l’Italia sia capace di nuovi incontri e relazioni”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:21

“L’Italia di oggi e di domani o riuscirà ad essere diversa, capace di nuovi incontri e relazioni, o rischierà di non avere futuro”. Lo ha affermato questa mattina mons. Gian Carlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes e arcivescovo eletto di Ferrara-Comacchio, intervenendo all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma sul tema “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”. Per Perego, “l’incontro è la parola chiave che deve guidare le nostre comunità”. “Una ‘cultura dell’incontro’ è la sola che costruisce il ‘bene-essere’ delle nostre comunità”, ha aggiunto, rilevando che “la vita buona del Vangelo passa attraverso l’incontro, i cammini d’incontro. La fraternità non si costruisce senza incontri”. Secondo il direttore generale di Migrantes, “raccogliere la sfida del dialogo e della convivenza significa interpretare il dato del fenomeno migratorio e come quest’ultimo, effettivamente, stia creando nuovi incontri e nuove relazioni e, al tempo stesso, nuove esigenze di integrazione”. Questo “è certamente un impegno critico fondamentale oggi”, ha osservato Perego, secondo cui “non solo gli ambienti e gli spazi devono essere al centro dell’attenzione nel processo d’integrazione, ma anche i margini; anzi, forse la marginalità e il confine, il limes, diventano il luogo di maggiore passaggio e quindi spesso il luogo da presidiare per andare incontro e per costruire da subito integrazione”. L’ospitalità in una città “non è semplicemente il dovere di accoglienza, ma è il progetto del futuro, è ciò su cui costruiamo effettivamente il nostro futuro”, ha evidenziato Perego, per il quale “l’alfabeto dell’integrazione ha come parole fondamentali relazione, incontro, margine, confine, ambiente, quotidiano”.

Discernimento pastorale: al Pontificio Collegio Leoniano di Anagni il 1° aprile il XXII Forum teologico interdisciplinare

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 14:17

Il Pontificio Collegio Leoniano di Anagni ospiterà sabato 1° aprile il XXII Forum Teologico Interdisciplinare dal titolo “Il discernimento pastorale, un processo in tanti itinerari”. “Partendo dall’analisi del significato dell’espressione ‘discernimento pastorale’ e passando per le situazioni di crisi matrimoniali descritte in Amoris laetitia – si legge in una nota – il Forum intende sottolineare come questo non deve essere solo un metodo da applicare in alcune situazioni, ma deve diventare lo stile proprio della Chiesa nel terzo millennio”. A partire dalle 9, moderati da don Mariano Salpinone, segretario della Commissione ecclesiastica missionaria del Lazio e docente presso l’Istituto Leoniano, interverranno mons. Leonardo D’Ascenzo, rettore del Pontificio Collegio Leoniano, don Cataldo Zuccaro, docente di teologia alla Pontificia Università Urbaniana di Roma, e don Dario Vitali, direttore del dipartimento di teologia dogmatica della Pontificia Università Gregoriana di Roma. “Una novità del Forum – spiegano gli organizzatori – è quella dei lavori di gruppo, coordinati dai responsabili degli uffici pastorali della Conferenza episcopale laziale, coadiuvati dai seminaristi del secondo triennio formativo”. “Attraverso di essi – proseguono – emergerà la dimensione più pastorale e fattiva delle riflessioni fatte nella prima parte della mattinata”. Al Forum, riconosciuto come corso di aggiornamento per insegnanti di religione cattolica, è necessario iscriversi attraverso il sito www.leoniano.it

Giornata vittime mafie: Montà (Avviso Pubblico), “siamo tanti e più forti di chi imbratta muri e minaccia”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 13:10

“Siamo tanti e più forti di quelli che tentano di intimidire imbrattando i muri e minacciandoci”. Lo ha detto sul palco di Locri Roberto Montà, presidente di Avviso Pubblico, che insieme a Libera ha dato vita alla Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime delle mafie. “Crediamo che la migliore risposta per fare memoria sia una politica consapevole e responsabile. Una politica che prende coscienze che le mafie sono qui e in mezzo a noi, sono nei luoghi di lavoro, nei settori dell’economia e del commercio. Nessuno può volgere le spalle”. Montà ha ricordato come il 21 marzo sia una giornata nazionale riconosciuta per legge e ha chiesto al legislatore “uno scatto di responsabilità” anche sul tema dei beni confiscati. Il presidente di Avviso Pubblico ha chiesto al governo “di esserci al fianco perché le mafie vogliono Istituzioni deboli e fragili. Ripartiamo da qui per liberare questa bella terra e l’Italia dalle mafie”.

Sfide adolescenti: tra esibizionismo e ricerca di sé

Marco Pozza - Tue, 2017-03-21 13:04

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Qualcuno dà la colpa ai videogiochi violenti, qualcun altro all'assenza di valori, altri ancora all'inconsistenza degli educatori, a partire dalle figure genitoriali. In realtà, forse nessuna di queste risposte, da sola, riesce a dare una spiegazione esaustiva di fronte ad alcuni fenomeni adolescenziali di violenza inaudita e raccapricciante
Si parla di gruppi Whatsapp o altra messaggistica istantanea quale modalità per recapitare inviti a sfide gradualmente mortali, a cui talvolta i ragazzi cedono per paura del giudizio del gruppo, in caso contrario. Non intendo scendere in ulteriori dettagli,

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Papa Francesco: a Santa Marta, il confessionale “non è una tintoria”, ci vuole la “vergogna” dei propri peccati

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:48

Il perdono è un “mistero difficile da capire”: il “primo passo” è la “vergogna” dei propri peccati, una “grazia” che non possiamo “ottenere da soli” e che non fa del confessionale “una tintoria”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. “Se io domando”, ha esordito Francesco: “‘A tutti voi siete peccatori?’ – ‘Sì, padre, tutti’ – ‘E per avere il perdono dei peccati?’ – ‘Ci confessiamo’ – ‘E come vai a confessarti?’ – ‘Ma, io vado, dico i miei peccati, il prete mi perdona, mi dà tre Ave Maria da pregare e poi torno in pace’. Tu non hai capito! Tu soltanto sei andato al confessionale a fare un’operazione bancaria a fare una pratica di ufficio. Tu non sei andato vergognato lì di quello che hai fatto. Hai visto alcune macchie nella tua coscienza e hai sbagliato perché hai creduto che il confessionale fosse una tintoria per chiudere le macchie. Sei stato incapace di vergognarti dei tuoi peccati”. Il perdono ricevuto da Dio, la “meraviglia che ha fatto nel tuo cuore”, ha spiegato Francesco, deve poter “entrare nella coscienza”, altrimenti, “esci, trovi un amico, un’amica e incominci a sparlare di un altro, e continui a peccare”. “Se tu non hai coscienza di essere perdonato mai potrai perdonare, mai”, ha ammonito il Papa: “Sempre c’è quell’atteggiamento di voler fare i conti con gli altri. Il perdono è totale. Ma soltanto si può fare quando io sento il mio peccato, mi vergogno, ho vergogna e chiedo il perdono a Dio e mi sento perdonato dal Padre e così posso perdonare. Se no, non si può perdonare, ne siamo incapaci. Per questo il perdono è un mistero”.
Il servo, protagonista del Vangelo, sottolinea ancora il Papa, ha la sensazione di “essersela cavata”, di essere stato “furbo”, invece non ha capito la “generosità del padrone”. E quante volte, afferma Francesco, “uscendo dal confessionale sentiamo questo, sentiamo che ce la siamo cavata”, questo non è ricevere il perdono, rimarca, ma è “l’ipocrisia di rubare un perdono, un perdono finto”: “Chiediamo oggi al Signore la grazia di capire questo ‘settanta volte sette’. Chiediamo la grazia della vergogna davanti a Dio. È una grande grazia! Vergognarsi dei propri peccati e così ricevere il perdono e la grazia della generosità di darlo agli altri perché se il Signore mi ha perdonato tanto, chi sono io per non perdonare?”.

Northern Ireland: McGuinness’s death (ex Ira). Mgr. Martin, “he had the courage to take the road to peace”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:45

“He personally chose to leave the road to violence behind and take the more exacting road to peace and reconciliation”. This is the start of the “tribute” that the archbishop of Armagh, monsignor Eamon Martin, primate of Ireland, pays to Martin McGuinness, the former IRA commander, then leader of the Sinn Fein, then deputy prime minister of the independent joint government of Northern Ireland, who passed away last night at the age of 66, after a short, rare disease. Martin McGuinness was one of the greatest authors of the IRA ceasefire and the Belfast Agreement, also known as “Good Friday Agreement”. “He was a brave leader – archbishop Eamon Martin writes –, who risked and brought other people with him, convincing them that their goals could be achieved through politics and persuasion”. “The history of the Irish conflict – the archbishop points out today – has brought lots of pain and caused lots of traumas. I thank God that, in the last few years, we have preferred peace to the horror of violence and war. People like Martin McGuinness have hugely contributed to peace, by stretching out a hand of friendship and reconciliation and by being ready to shape alternative options to controversy and division. Martin’s open, friendly and warm personality dispelled suspicions and helped build trust with those who came from very different perspectives”. “He knew that peace could help and that it was worth working to accomplish it in his lifetime”.

Irlanda del Nord: morte McGuinness (ex Ira). Mons. Martin, “ha avuto il coraggio di incamminarsi sulla strada della pace”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:45

“Ha personalmente scelto di lasciarsi alle spalle la strada della violenza e di incamminarsi lungo il percorso più impegnativo di pace e riconciliazione”. Inizia così il “tributo” che l’arcivescovo di Armagh, monsignor Eamon Martin, primate d’Irlanda, rivolge a Martin McGuinness, l’ex-comandante dell’Ira, poi leader dello Sinn Fein, quindi vice primo ministro del governo congiunto autonomo nord-irlandese, che si è spento la notte scorsa a 66 anni di età dopo una breve, rara malattia. Martin McGuinness è stato uno dei maggiori artefici del cessate-il-fuoco dell’Ira e del Belfast Agreement, il cosiddetto “Accordo del Venerdì Santo”. “È stato un leader coraggioso – scrive l’arcivescovo Eamon Martin – che ha saputo rischiare e portare altri con lui, convincendoli che gli obiettivi prefissati potevano essere raggiunti con la politica e la persuasione”. “La storia del conflitto in Irlanda – ricorda oggi l’arcivescovo – ha portato molto dolore e causato molti traumi. Ringrazio Dio perché negli ultimi anni abbiamo preferito la pace all’orrore della violenza e della guerra. Gente, come Martin McGuinness, hanno dato un contributo immenso alla pace, porgendo una mano di amicizia e di riconciliazione ed essendo pronti a modellare alternative alla controversia e alla divisione. La personalità di Martin, aperta, amichevole, calorosa, ha saputo sciogliere il sospetto e contribuire a costruire legami di fiducia con chi proveniva da prospettive molto diverse”. “Sapeva che la pace era utile e che valeva adoperarsi per realizzarla nel tempo della sua vita”.

Giornata vittime mafie: don Ciotti al Sir, “oggi più che mai corruzione e mafie sono facce della stessa medaglia”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:42

“Per la prima volta una Chiesa locale, quella calabra, per volontà della Conferenza episcopale regionale aderisce interamente a questa Giornata. E questo è un segno molto importante. Così come ha aderito la Cei con cui Libera da anni sta facendo progetti concreti per dare una mano a questi ragazzi a trovare una strada nei percorsi della giustizia”. Lo ha detto al Sir don Luigi Ciotti, presidente di Libera, oggi a Locri per la Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie. “Una Chiesa che ci invita a guardare verso il cielo senza distrarsi dalle responsabilità che abbiamo sulla terra: anche qui c’è tanto da fare”, ha detto Ciotti, il quale poi con i cronisti ha auspicato “una rivoluzione culturale e sociale nel nostro Paese”. Per il sacerdote oggi vi è un “intreccio tra criminalità economica e politica e oggi più che mai la corruzione e le mafie sono le facce della stessa medaglia”. Per questo “oggi è un sussulto vero, forte, ma non illudiamoci perché loro hanno velocità, mezzi e strumenti. La ‘ndrangheta è forte e ci vuole un grande sussulto, uno scatto da parte di tutti”.

Trattati di Roma: “Insieme per l’Europa”, il 24 marzo veglia ecumenica presieduta dal card. Koch

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:38

In occasione dei 60 anni dei Trattati di Roma, oltre alla veglia di preghiera per l’Europa che il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, presiederà giovedì 23 marzo alle 19 nella basilica di Santa Maria sopra Minerva, venerdì si svolgerà una veglia ecumenica nella basilica dei Santi Apostoli. A presiederla il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. A promuovere questo appuntamento è la rete di comunità e movimenti cristiani “Insieme per l’Europa”. Oltre al card. Koch intervengono monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei; Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Gerhard Pross, attuale moderatore di “Insieme per l’Europa”. Una veglia con identici obiettivi è in programma in altre 34 città europee, da Lisbona a Szeged, da Bruxelles a Matera. Scopo dell’iniziativa, spiega un comunicato, “testimoniare che comunione, riconciliazione e unità sono possibili tra i popoli del continente”. A darne testimonianza è “Insieme per l’Europa” – rete di comunità e movimenti cristiani di varie Chiese, oltre 300 diffusi in tutto il continente, tra i quali i Focolari – testimonianza “che è contemporaneamente cristiana e civile, e che vuole essere anche un contributo al dibattito in corso sul futuro dell’intero continente”.
“Insieme per l’Europa”, prosegue il comunicato, si prefigge di ispirare “persone di diverse generazioni e comunità, appartenenti in maniera trasversale ai popoli dell’Europa, ad incarnare nel quotidiano i valori di giustizia, accoglienza, pace” per mettere in piedi quella “Europa famiglia di popoli” che, nelle parole di papa Francesco al conferimento del Premio Carlo Magno, è “capace di dare alla luce un nuovo umanesimo”.

Fuci: al via ieri a Camerino la IX Settimana dell’università su valutazione e riconoscimento del merito

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:36

È iniziato ieri il viaggio della Federazione universitaria cattolica italiana, con l’apertura della IX edizione della Settimana dell’università e il lancio del video che descrive il viaggio che la Federazione sta intraprendendo tra le città di Camerino per l’evento nazionale della Settimana dell’università, e Pavia e Vigevano, per il prossimo Congresso nazionale di maggio. Domani dalle 16, presso l’aula conferenze del Rettorato dell’Università di Camerino, si terrà l’evento nazionale della Settimana che si concluderà il 26 marzo, sul tema “Tra valutazione e riconoscimento del merito, quale progetto di Università?”. La Federazione a Camerino e, nella stessa settimana, in tutti i gruppi fucini d’Italia, rifletterà sui salienti temi della valutazione della qualità della ricerca degli Atenei italiani e dell’importanza che assume il merito all’interno dell’attuale sistema universitario. La scelta di Camerino non è casuale. “Parlando di progetto di Università – si legge in un comunicato -, la Federazione vuole ripartire proprio da un luogo, colpito duramente dagli ultimi eventi sismici, ma che non si arrende e in cui proprio la stessa Università si è resa protagonista della ricostruzione sia materiale che morale della città e, in particolare, dei suoi giovani studenti”. All’evento interverranno fra gli altri monsignor Francesco Giovanni Brugnaro, arcivescovo di Camerino-San Severino Marche; Vincenzo Zara, rettore dell’Università del Salento e coordinatore della commissione per la didattica della Conferenza dei rettori delle università italiane; Gian Cesare Romagnoli, professore ordinario di politica economica all’Università Roma Tre. Ci saranno inoltre testimonianze di volontari che hanno preso parte al progetto #iononcrollo  e il rettore dell’Università di Camerino, Flavio Corradini, esporrà il progetto #ilfuturononcrolla.

San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), “Europa ritrovi la sua anima, il senso della sua storia e la sua vera identità”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:17

“Il Santo Patriarca è stato un grande ricostruttore. Anche noi dobbiamo ricostruire: le ferite del recente terremoto sono ancora sanguinanti e ci vorrà tempo perché si mutino in cicatrici. In questo percorso, non sempre facile e spedito, l’amicizia e la solidarietà di tanti, però, costituiscono per noi come l’olio della consolazione e il vino della speranza”. Sullo sfondo dei resti della basilica di san Benedetto colpita dal sisma del 30 ottobre, a parlare è stato oggi l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, durante la messa per celebrare la festa di san Benedetto patrono d’Europa. In quella che è stata la prima messa dentro le mura cittadine dopo il sisma, mons. Boccardo ha definito la ricostruzione della basilica di san Benedetto “ben poca cosa, e forse manifestazione di inutile e sterile orgoglio” se “nello stesso tempo, e forse anche con maggiore urgenza, non si provvedesse alla ricostruzione interiore dell’uomo e della società, non solo a Norcia, ma in Italia e in Europa”. “Come cristiani – ha ribadito il presule – non vogliamo far mancare a questa impresa il nostro contributo generoso e responsabile. E lo facciamo richiamando con forza quell’ideale di umanesimo cristiano che san Benedetto ha incarnato e che può essere ancora oggi fecondo di frutti”. Ciò può avvenire con “una vita seria e coerente, che trascorra nella promozione della giustizia e della pace, nella ricerca del bene di tutti, nell’accoglienza senza discriminazioni, nell’attenzione fatta di ascolto e di aiuto concreto a chi è nel bisogno morale e materiale”. Perché -ha sottolineato – “crediamo che la legge morale iscritta nel cuore dell’uomo e i valori del Vangelo devono continuare a costituire i pilastri di una politica volta al bene dell’uomo”. Parlando, poi, della visita il 24 marzo a Norcia della presidenza e dei rappresentanti del Parlamento Europeo, mons. Boccardo ha concluso: “È una occasione propizia affinché quanti sono stati eletti a Bruxelles e a Strasburgo confermino il sogno europeo e si domandino se il progetto che stanno realizzando rimane fedele all’intuizione dei padri fondatori, che hanno voluto edificare l’Unione europea su una base non individualistica e materialista bensì di ordine culturale e spirituale. L’intercessione di san Benedetto ottenga a loro e a noi la giusta ispirazione e la sapienza necessaria affinché, con il contributo di tutti, l’Europa ritrovi la sua anima, il senso della sua storia e la sua vera identità”.

San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), “non possiamo assistere in silenzio alle aggressioni sistematiche alla famiglia”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:15

“Ci attendiamo che quanti reggono le sorti dei popoli si rendano attenti e sensibili a quanto fa bella e buona la vita di tutti, iniziando col promuovere e difendere l’istituzione familiare costituita dall’unione stabile di un uomo e di una donna, aperti ad assumersi la responsabilità genitoriale e ad assicurare ai bambini l’indispensabile presenza di un papà e di una mamma”. Dalla piazza di san Benedetto, a Norcia, a ribadire la centralità della famiglia è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo. Durante la messa celebrata in occasione della festa del Patrono di Europa, l’arcivescovo ha ricordato che “anche nel nostro Paese, purtroppo, questi che sono da sempre i principi fondamentali del vivere comune e garantiscono alle giovani generazioni una educazione sana ed equilibrata, sembrano essere seriamente minacciati, quando il desiderio di qualcuno pretende di essere riconosciuto come diritto garantito dalla legge e quando i tribunali si sostituiscono ai legislatori, esercitando un pressing giudiziario e mediatico che rischia di diventare – o forse è già diventata – una vera dittatura culturale”. “Non possiamo assistere in silenzio a queste aggressioni sistematiche agli ambiti in cui si forma, cresce e si sviluppa il nucleo più profondo dell’umano dove bisogna accostarsi semmai con un sovrappiù di rispetto e di prudenza”, ha rimarcato mons. Boccardo.

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