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Diocesi: San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, domenica 8 gennaio mons. Bresciani incontra le persone in situazione di separazione, divorzio e nuova unione

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 17:00

Sarà il vescovo di San Benedetto del Tronto-Ripatransone-Montalto, monsignor Carlo Bresciani, il relatore all’incontro mensile del “percorso diocesano di vita e di fede per le persone che vivono in situazione di separazione, divorzio e nuova unione” che si svolgerà domenica 8 gennaio a San Benedetto del Tronto. L’appuntamento, ospitato presso il Centro pastorale di via Pizzi 25, prenderà il via alle 15.45 per concludersi alle 18. Si tratta di un’iniziativa – spiega l’equipe diocesana del gruppo Orchidea – “per rispondere alla sollecitazione di Papa Francesco” che, al punto 291 dell’Amoris Laetitia, ricorda che “la Chiesa deve accompagnare con attenzione e premura i suoi figli più fragili, segnati dall’amore ferito e smarrito, ridonando fiducia e speranza, come la luce del faro di un porto o di una fiaccola portata in mezzo alla gente per illuminare coloro che hanno smarrito la rotta o si trovano in mezzo alla tempesta”.

Maltempo: Coldiretti, gelo dopo il dicembre più caldo. Allarme raccolti agricoli

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 16:29

Il maltempo con freddo e gelo arriva dopo un mese di dicembre che ha fatto registrare in Italia una temperatura massima superiore di 2.1 gradi alla media e che ha “ingannato” le piante rendendole più vulnerabili allo sbalzo termico improvviso. E’ l’allarme lanciato da Coldiretti per i raccolti agricoli con l’arrivo della neve e del gelo improvvisi sulla base delle rilevazioni Ucea che evidenziano uno sbalzo di oltre 10 gradi rispetto alla scorsa settimana. Nel mese di dicembre – sottolinea Coldiretti – “le temperature massime sono stati superiori alla media di ben 2,9 gradi al nord, di 1,8 gradi al centro e di 1,4 gradi nel mezzogiorno con una evidente anomalia che ha mandato in tilt la natura”. Il brusco abbassamento sotto lo zero “colpisce verdure e ortaggi coltivati in pieno campo come cavoli, verze, cicorie, radicchio e broccoli ma in pericolo potrebbero esserci anche le piante da frutto”. Si tratta degli effetti dei cambiamenti climatici che si stanno manifestando negli ultimi anni con ripetuti sfasamenti stagionali ed eventi estremi con pesanti effetti sull’agricoltura italiana “che negli ultimi dieci anni – conclude Coldiretti – ha subito danni per 14 miliardi di euro tra alluvioni e siccità”.

Cardinale Scola: Epifania, “agire in unità con tutta la famiglia umana”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 15:53

“L’immigrazione, lo scambio tra culture e società, con l’incremento dei rapporti interculturali e interreligiosi, hanno di fatto messo in moto un processo inevitabile e di lunga durata che ci vede coinvolti. L’apertura universale dell’Epifania è un invito rivolto a noi tutti ad affrontare questo processo di storica portata senza cedere alla comprensibile paura e tanto meno all’insidiosa tentazione intellettualistica che si appaga di scaltre analisi. Né bastano i pur necessari provvedimenti legislativi”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, presiedendo in Duomo la celebrazione eucaristica per l’Epifania. “Ci è chiesto di agire in unità con tutta la famiglia umana e le sue diverse articolazioni – ha osservato Scola – secondo l’ideale dell’amore e di un’autentica amicizia civica”. Secondo l’arcivescovo, “lo dobbiamo alle vittime degli efferati episodi terroristici ed ai loro cari”, così come “ce lo chiedono i non pochi martiri e la grande massa degli esclusi, scartati da un sistema sociale dominante spesso iniquo”. Richiamando la lettere di Paolo a Tito, Scola ha invitato a lasciarsi “educare ‘a rinnegare l’empietà e i desideri mondani e a vivere in questo mondo con sobrietà, con giustizia e con pietà’”. Si tratta – ha aggiunto – di “un comportamento di vita in cui tutte le donne e gli uomini sono coinvolti in prima persona, da protagonisti”. “A questa impresa, personale e comunitaria, siamo sempre più provocati dall’affascinante ma tragico cambiamento d’epoca che ci è dato di vivere”, ha ammonito Scola, esortando a “portare questo stile di vita nell’agone della società civile, laica, libera e plurale, ma tesa alla vita buona”.

Diocesi: Monreale, il 24 e 25 gennaio la mostra “Francesco nel cinema” con la regista Liliana Cavani

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 15:33

“Francesco nel cinema” è la mostra che verrà inaugurata il 24 gennaio, memoria liturgica di San Francesco di Sales, patrono dei giornalisti, a Monreale (chiesa degli agonizzanti – ore 12). E’ la prima volta che Monreale e la Sicilia ospitano questo evento ideato dalla Cineteca nazionale del Centro sperimentale di cinematografia, allestito finora solo una volta a Spello in Umbria, in occasione del Festival del cinema. La scelta è caduta su Monreale perché il regista Franco Zeffirelli vi girò nel 1972 la scena finale di “Fratello sole, sorella luna” in cui Francesco incontra il Papa. All’inaugurazione ci sarà la regista Liliana Cavani che ha curato ben tre film su San Francesco; con lei il nuovo presidente del Centro sperimentale di cinematografia, Felice Laudadio; il sindaco della città metropolitana di Palermo, Leoluca Orlando, al fine anche di inserire la mostra nell’Itinerario arabo-normanno di Palermo, Cefalù e Monreale; l’assessore regionale al Turismo Antony Barbagallo. Il programma di massima (ancora non definitivo) prevede il 24 gennaio l’incontro privato del vescovo di Monreale monsignor Michele Pennisi con i partecipanti all’inaugurazione. Alle 11 la conferenza stampa di presentazione nel Palazzo arcivescovile: a mezzogiorno l’inaugurazione nella chiesa degli agonizzanti. Il giorno dopo, l’incontro di Liliana Cavani con gli studenti e le proiezioni dei suoi tre film su Francesco.

 

 

 

Epifania: mons. Camisasca (Reggio Emilia), “l’Europa non dimentichi storia e tradizioni, ma le esprima in una sintesi feconda con i popoli che stanno arrivando”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 15:04

“Aiutare il sorgere o il rafforzarsi della democrazia, sostenere una più giusta distribuzione delle ricchezze e dei beni della terra, favorire la pace tra i popoli combattendo il commercio delle armi e aiutando quelle forze che cercano l’arbitrato e la soluzione dei conflitti”. È l’impegno consegnato questa mattina dal vescovo di Reggio Emilia, monsignor Massimo Camisasca, presiedendo in Cattedrale la celebrazione eucaristica dell’Epifania dedicata anche alla Festa dei popoli. Nell’omelia, Camisasca ha ricordato le “vicende di guerra, odio e distruzione che caratterizzano il nostro tempo” e, commentando le letture, ha osservato che “anche al nostro tempo c’è una migrazione di popoli”. Ma oggi – ha aggiunto Camisasca – “sono soprattutto spinti dalla necessità di lasciare la loro terra per non morire di fame o essere uccisi dalle rivalità politiche ed etniche”. “Ciò che li spinge è un istinto di sopravvivenza, il desiderio di ricongiungersi ai loro cari, il sogno di una vita migliore” ma “purtroppo molte di queste attese si riveleranno false e molti miti cadranno ben presto”, ha riconosciuto il vescovo, secondo cui “il nostro Paese ha dato, in questi ultimi anni, una testimonianza di grande capacità di accoglienza”. “Siamo chiamati ad ascoltare le loro storie e a costruire itinerari che permettano un’integrazione positiva e arricchente nelle nostre città e nei nostri paesi”, il richiamo del vescovo, per il quale “un’Europa nuova può nascere, che non dimentichi la sua storia e le sue tradizioni, ma nello stesso tempo le esprima in una nuova sintesi feconda con i popoli che stanno arrivando”.

Poveri a Roma: Medicina solidale, “Mc Donald’s di Borgo Pio doni panini a chi vive in strada”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 14:14

“Al di là delle polemiche pro o contro il fast food a san Pietro abbiamo deciso di scrivere ai gestori della nuova attività per chiedere di dare un segnale di solidarietà offrendo alcuni pasti per le persone che assistiamo sotto il colonnato”. È’ quanto dichiara Lucia Ercoli, direttore dell’associazione Medicina solidale, in merito alle polemiche scoppiate per l’apertura di Mc Donald’s a Borgo Pio, a due passi dal Vaticano. “C’è il bisogno – aggiunge Ercoli – del sostegno di tutti e da una inutile polemica crediamo che si possa trarre vantaggi per gli ultimi che popolano le strade vicine san Pietro”. “Sarebbe bello – conclude il direttore di Medicina solidale – se la direzione del fast food decidesse di organizzare una cena o un pranzo speciale per gli utlimi noi ci metteremo i nostri volontari”.

Haiti: Unicef, progressi a 3 mesi da uragano Matthew ma 600mila bambini hanno ancora bisogno di aiuti

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 13:36

A circa tre mesi dal devastante uragano Matthew su Haiti, l’Unicef e i suoi partner continuano a fornire aiuti umanitari a coloro che sono stati più colpiti. Oltre 2 milioni di persone, tra cui 900 mila bambini; di questi 1,4 milioni necessitano di assistenza umanitaria, compresi 600 mila bambini. Case e raccolti persi, danni a 716 scuole, strutture e infrastrutture igienico-sanitarie. In collaborazione con il governo di Haiti, l’Unicef e i suoi partner sono stati in grado di garantire tutti i giorni acqua potabile a più di 281 mila persone, tra cui più di 118 mila bambini. Tra gli interventi di Unicef la campagna di vaccinazione contro il colera (a novembre raggiunte 807.395 persone – compresi 309.213 bambini tra 1 e 14 anni ); il ripristino della catena del freddo di 37 impianti; l’equipaggiamento di 35 centri per il trattamento della malnutrizione; la ristrutturazione di 14 scuole e i lavori di riparazione in altre 107. In totale, oltre 36 mila studenti torneranno in classe. Unicef ha inoltre aperto due uffici decentrati: uno a Les Cayes nel dipartimento Sud e l’altro a Jérémie nel dipartimento Grand’Anse. Di “alcuni progressi” parla Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti”, precisando che tuttavia “molto resta ancora da fare” il prossimo anno, per consentire ai bambini haitiani e alle loro famiglie di beneficiare di acqua potabile, servizi igienico-sanitari, protezione e istruzione.

Giubileo: 300 senzatetto distribuiscono 50mila libretti “icone di Misericordia”, poi tramezzino e bevanda omaggio del Papa

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 13:32

Si chiama “Icone di Misericordia”, ed è un piccolo opuscolo tascabile, dono di Papa Francesco, sul Giubileo appena concluso. E’ stato lo stesso Papa a presentarlo, durante l’Angelus, e a distribuirne in piazza San Pietro 50mila esemplari una volta conclusa la preghiera mariana. A farlo sono stati i poveri, i senzatetto e i profughi, insieme a molti volontari e religiosi. Al termine della distribuzione è stato offerto ai distributori d’eccezione, oltre 300, un tramezzino e una bevanda da parte di Papa Francesco. “Continuare ad offrire, come uno dei piccoli frutti del Giubileo straordinario da poco concluso, alcuni spunti di riflessione e di preghiera sulla misericordia infinita di Dio”. Questo, spiega l’Elemosineria apostolica, l’obiettivo del libretto, in cui la figura di Gesù Misericordioso è presentata in queste poche pagine attraverso sei episodi evangelici che raccontano l’esperienza di altrettante persone trasformate dal suo amore: la peccatrice, Zaccheo, Matteo il pubblicano, la samaritana, il buon ladrone, l’apostolo Pietro. Sei icone, appunto, di misericordia.

Papa Francesco: Angelus, regala un libro distribuito dai poveri, dai senzatetto e dai profughi

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 13:28

“I Magi offrono i loro doni, ma è Gesù il vero dono, in cui vediamo volto misericordioso del Padre che ci accoglie e ci perdona sempre, il volto di Dio che non ci tratta mai secondo le nostre opere e i nostri peccati, ma secondo la sua misericordia”. Lo ha detto il Papa, che ha terminato l’Angelus parlando a braccio e ha fatto ai 35mila fedeli presenti un annuncio: “Anche io ho pensato di farvi un piccolo dono: il libretto ‘Icone di misericordia’. Il dono di Dio è Gesù, volto misericordioso del Padre, e per ricordare questo dono di Dio vi darò questo dono che vi verrà distribuito dai poveri, dai senzatetto e dai profughi insieme a tanti volontari e religiosi, che saluto cordialmente e ringrazio di vero cuore”. “Vi auguro un anno di giustizia, di perdono, di serenità, ma soprattutto un anno di misericordia”, l’augurio di Francesco: “Vi aiuterà legge questo libro: è tascabile, potete portarlo con voi. Non vi scordate di farvi anche voi il dono della vostra preghiera. Buona festa, buon pranzo e arrivederci!”.

Papa Francesco: Angelus, le “luci intermittenti”, le “luci abbaglianti” e la “luce stabile e gentile che non tramonta”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 13:07

Nella nostra vita, come in quella dei Magi, “ci sono diverse stelle, luci che brillano e orientano”: “sta a noi scegliere quali seguire”. Lo ha detto il Papa, che durante l’Angelus che ha fatto seguito alla messa per l’Epifania ha spiegato che “ci sono luci intermittenti, che vanno e vengono, come le piccole soddisfazioni della vita: anche se buone, non bastano, perché durano poco e non lasciano la pace che cerchiamo”. Ci sono poi “le luci abbaglianti della ribalta, dei soldi e del successo, che promettono tutto e subito: sono seducenti, ma con la loro forza accecano e fanno passare dai sogni di gloria al buio più fitto”. I Magi, invece, “invitano a seguire una luce stabile, una luce gentile, che non tramonta, perché non è di questo mondo: viene dal cielo e splende nel cuore. Questa luce vera è la luce del Signore, o meglio, è il Signore stesso. Egli è la nostra luce: una luce che non abbaglia, ma accompagna e dona una gioia unica”. “Questa luce è per tutti e chiama ciascuno”, ha proseguito Francesco: “Possiamo così sentire rivolto a noi l’odierno invito del profeta Isaia: ‘Alzati, rivestiti di luce’”. “All’inizio di ogni giorno – la proposta del Papa – possiamo accogliere questo invito: alzati, rivestiti di luce, segui oggi, tra le tante stelle cadenti del mondo, la stella luminosa di Gesù! Seguendola, avremo la gioia, come accadde ai Magi, che al vedere la stella, provarono una gioia grandissima; perché dove c’è Dio c’è gioia”. “Chi ha incontrato Gesù ha sperimentato il miracolo della luce che squarcia le tenebre e conosce questa luce che illumina e rischiara”, ha assicurato Francesco: “Vorrei, con tanto rispetto, invitare tutti a non avere paura di questa luce e ad aprirsi al Signore. Soprattutto vorrei dire a chi ha perso la forza di cercare, è stanco, a chi, sovrastato dalle oscurità della vita, ha spento il desiderio: Alzati, coraggio, la luce di Gesù sa vincere le tenebre più oscure’”.

Terremoto: Coldiretti, con neve è allarme animali senza stalle

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 13:02

Con la neve caduta sulle zone terremotate occorre accelerare per garantire l’arrivo dei moduli abitativi e delle stalle a tutte le aziende e gli allevamenti danneggiati. A sottolinearlo è Coldiretti dopo il peggioramento delle condizioni meteo e le nevicate che hanno interessato le aree dell’interno. “Con le temperature a picco e l’aumentare dei disagi per le aziende è importante l’arrivo e il completamento delle strutture previste risolvendo anche i problemi dell’allaccio di energia e acqua – si legge in un comunicato  dell’associazione – così da permettere la continuità dell’attività di allevamento e, con essa, la ripresa dell’economia che in queste zone significa soprattutto cibo e turismo”. La neve va, infatti, ad aggravare la situazione degli animali, che hanno bisogno di ricoveri con le stalle distrutte o inagibili. Ma secondo Coldiretti serve anche “garantire in tempi brevi una sistemazione a quegli agricoltori e allevatori che hanno avuto le case crollate o lesionate”. Intanto continuano le iniziative per dare opportunità di mercato alle aziende terremotate. Fino a domenica 8 gennaio i produttori terremotati saranno ospitati nel mercato di Campagna amica in piazza Navona, a Roma. Un’iniziativa promossa da Coldiretti in collaborazione con il Codacons per consentire a cittadini e visitatori di fare la spesa aiutando concretamente e direttamente la ripresa economica e occupazionale dei territori colpiti dal sisma.

Beni culturali: Issr Vicenza, a marzo convegno su “Il patrimonio religioso”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 12:30

Sarà “Il patrimonio religioso culturale. Conoscere, conservare, valorizzare” il tema del primo convegno nazionale promosso dall’Istituto superiore di Scienze religiose (Issr) “S. Maria di Monte Berico” di Vicenza, collegato alla Pontificia Facoltà Teologica Marianum di Roma. L’iniziativa, che si terrà il 9 marzo a Verona presso la Gran Guardia e il 10 marzo a Vicenza presso l’Issr, “si propone di istituire un dialogo interdisciplinare tra esperti del mondo ecclesiastico e laico per individuare i metodi più opportuni per approfondire la conoscenza del patrimonio religioso culturale e individuare i criteri tecnici e gestionali più idonei per un’adeguata valorizzazione”. Per i promotori, infatti, “conoscere le radici culturali del nostro patrimonio è fondamentale per poter meglio apprezzare il valore dell’eredità ricevuta e così indirizzare correttamente la sua conservazione ai fini della valorizzazione connessa alla tutela della dignità collettiva, in un momento storico in cui sono ingenti i danni e le irreversibili perdite”. Il convegno verrà articolato su quattro aree tematiche: arte ed architettura sacra, paesaggi e luoghi della fede, valorizzazione del patrimonio religioso culturale e fenomenologia del pellegrinaggio. Chi desidera partecipare al convegno come relatore deve far pervenire agli organizzatori la propria proposta di intervento entro il 28 gennaio. Info: www.issrmonteberico.it/call_for_papers

Papa Francesco: a messa Epifania, i Magi erano “stanchi degli Erode del loro tempo”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 12:03

“I magi sentirono nostalgia, non volevano più le solite cose. Erano abituati, assuefatti e stanchi degli Erode del loro tempo. Ma lì, a Betlemme, c’era una promessa di novità, una promessa di gratuità. Lì stava accadendo qualcosa di nuovo. I magi poterono adorare perché ebbero il coraggio di camminare e prostrandosi davanti al piccolo, prostrandosi davanti al povero, prostrandosi davanti all’indifeso, prostrandosi di fronte all’insolito e sconosciuto Bambino di Betlemme scoprirono la Gloria di Dio”. Con queste parole il Papa ha concluso l’omelia dell’Epifania, tutta giocata sulla contrapposizione tra la “nostalgia” dei Magi e lo “sconcerto” di Erode. “Erode – ha spiegato Francesco – non può adorare perché non ha voluto né potuto cambiare il suo sguardo. Non ha voluto smettere di rendere culto a sé stesso credendo che tutto cominciava e finiva con lui. Non ha potuto adorare perché il suo scopo era che adorassero lui. Nemmeno i sacerdoti hanno potuto adorare perché sapevano molto, conoscevano le profezie, ma non erano disposti né a camminare né a cambiare”.

Papa Francesco: a messa Epifania, “culto del potere, dell’apparenza e della superiorità” sono “schemi mondani, piccoli idoli”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 12:03

“Questi sono gli schemi mondani, i piccoli idoli a cui rendiamo culto: il culto del potere, dell’apparenza e della superiorità. Idoli che promettono solo tristezza, schiavitù, paura”. Con queste parole il Papa ha fatto il ritratto di coloro che pensano che un Re debba nascere soltanto nei palazzi del potere. “Quegli uomini vennero dall’Oriente per adorare, e vennero a farlo nel luogo proprio di un re: il Palazzo”, ha sottolineato durante l’omelia dell’Epifania a proposito dei Magi. “Lì essi giunsero con la loro ricerca: era il luogo idoneo, perché è proprio di un Re nascere in un palazzo, e avere la sua corte e i suoi sudditi. È segno di potere, di successo, di vita riuscita. E ci si può attendere che il re sia venerato, temuto e adulato, sì; ma non necessariamente amato”. “E fu proprio lì dove incominciò il cammino più lungo che dovettero fare quegli uomini venuti da lontano”, il racconto di Francesco: “Lì cominciò l’audacia più difficile e complicata. Scoprire che ciò che cercavano non era nel Palazzo ma si trovava in un altro luogo, non solo geografico ma esistenziale. Lì non vedevano la stella che li conduceva a scoprire un Dio che vuole essere amato, e ciò è possibile solamente sotto il segno della libertà e non della tirannia; scoprire che lo sguardo di questo Re sconosciuto – ma desiderato – non umilia, non schiavizza, non imprigiona. Scoprire che lo sguardo di Dio rialza, perdona, guarisce. Scoprire che Dio ha voluto nascere là dove non lo aspettavamo, dove forse non lo vogliamo. O dove tante volte lo neghiamo. Scoprire che nello sguardo di Dio c’è posto per i feriti, gli affaticati, i maltrattati e gli abbandonati: che la sua forza e il suo potere si chiama misericordia”. “Com’è lontana, per alcuni, Gerusalemme da Betlemme!”, ha esclamato il Papa.

Diocesi: Molfetta, riprende il percorso per persone separate, divorziate e di nuova unione

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:58

“L’auspicio del Papa perché nelle diocesi si ‘realizzino adeguate iniziative di accoglienza e vicinanza a quanti, pur condividendo gli insegnamenti della Chiesa sulla famiglia, sono segnati da esperienze dolorose di fallimento e di separazione’, è fatta propria” dal vescovo Domenico Cornacchia e dalla diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi. Infatti, riprendono il prossimo 18 gennaio gli incontri, programmati dall’ufficio di pastorale familiare, per quanti vivono situazioni di famiglia particolari di “amore ferito”: separati, divorziati e di nuova unione. “L’ascolto della Parola di Dio e il confronto accogliente e reciproco costituiscono il metodo di incontro per essere sempre più consapevoli della propria appartenenza alla Chiesa”, si legge in una nota della diocesi. Appuntamento presso la Casa di Preghiera (Prov. Terlizzi-Sovereto), alle ore 20. “Alla ricerca del Bene”, il tema trattato il 18 gennaio e “Appartieni alla Chiesa” il 23 febbraio. È prevista una giornata di spiritualità il 26 marzo. E ancora si parlerà di “Solo ma non da solo” il 26 aprile, di “Dio, Amore nella mia vita” il 24 maggio e di “Guarire per – donare” il 28 giugno.

Papa Francesco: a messa Epifania, lo “sconcerto” di chi “è immerso nella cultura del vincere a tutti i costi e a qualunque prezzo”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:47

L'”atteggiamento contrapposto” a quello dei Magi si trova nel palazzo di Erode, “che distava pochissimi chilometri da Betlemme”, dove “non si erano resi conto di ciò che stava succedendo”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia dell’Epifania ha ricordato che “mentre i magi camminavano, Gerusalemme dormiva. Dormiva in combutta con un Erode che, invece di essere in ricerca, pure dormiva. Dormiva sotto l’anestesia di una coscienza cauterizzata. E rimase sconcertato. Ebbe paura”. Quello di Erode, secondo Francesco, “è lo sconcerto che, davanti alla novità che rivoluziona la storia, si chiude in sé stesso, nei suoi risultati, nelle sue conoscenze, nei suoi successi. Lo sconcerto di chi sta seduto sulla ricchezza senza riuscire a vedere oltre. Uno sconcerto che nasce nel cuore di chi vuole controllare tutto e tutti. È lo sconcerto di chi è immerso nella cultura del vincere a tutti i costi; in quella cultura dove c’è spazio solo per i ‘vincitori’ e a qualunque prezzo. Uno sconcerto che nasce dalla paura e dal timore davanti a ciò che ci interroga e mette a rischio le nostre sicurezze e verità, i nostri modi di attaccarci al mondo e alla vita. E Erode ebbe paura, e quella paura lo condusse a cercare sicurezza nel crimine”. “Uccidi i bambini nel corpo perché a te uccide la paura nel cuore”, ha tradotto il Papa dal latino.

Papa Francesco: a messa Epifania, “santa nostalgia” antidoto a “profeti di sventura”. Il credente è “nostalgioso”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:46

“La santa nostalgia di Dio scaturisce nel cuore credente perché sa che il Vangelo non è un avvenimento del passato ma del presente”. Lo ha detto il Papa, che nella parte centrale dell’omelia dell’Epifania ha declinato questo concetto: “La santa nostalgia di Dio ci permette di tenere gli occhi aperti davanti a tutti i tentativi di ridurre e di impoverire la vita. La santa nostalgia di Dio è la memoria credente che si ribella di fronte a tanti profeti di sventura. Questa nostalgia è quella che mantiene viva la speranza della comunità credente che, di settimana in settimana, implora dicendo: ‘Vieni, Signore Gesù!'”. “Fu proprio questa nostalgia – ha spiegato Francesco – a spingere l’anziano Simeone ad andare tutti i giorni al tempio, sapendo con certezza che la sua vita non sarebbe terminata senza poter tenere in braccio il Salvatore. Fu questa nostalgia a spingere il figlio prodigo a uscire da un atteggiamento distruttivo e a cercare le braccia di suo padre. Fu questa nostalgia che il pastore sentì nel suo cuore quando lasciò le novantanove pecore per cercare quella che si era smarrita, e fu anche ciò che sperimentò Maria Maddalena la mattina della domenica per andare di corsa al sepolcro e incontrare il suo Maestro risorto”. “La nostalgia di Dio ci tira fuori dai nostri recinti deterministici, quelli che ci inducono a pensare che nulla può cambiare”, ha assicurato il Papa: “La nostalgia di Dio è l’atteggiamento che rompe i noiosi conformismi e spinge ad impegnarci per quel cambiamento a cui aneliamo e di cui abbiamo bisogno. La nostalgia di Dio ha le sue radici nel passato ma non si ferma lì: va in cerca del futuro”. Il credente “nostalgioso”, ha proseguito Francesco creando un neologismo, “spinto dalla sua fede, va in cerca di Dio, come i magi, nei luoghi più reconditi della storia, perché sa in cuor suo che là lo aspetta il suo Signore. Va in periferia, in frontiera, nei luoghi non evangelizzati, per potersi incontrare col suo Signore; e non lo fa affatto con un atteggiamento di superiorità, lo fa come un mendicante che non può ignorare gli occhi di colui per il quale la Buona Notizia è ancora un terreno da esplorare”.

Papa Francesco: a messa Epifania, “i magi non si sono lasciati anestetizzare il cuore”

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:44

“I magi esprimono il ritratto dell’uomo credente, dell’uomo che ha nostalgia di Dio; di chi sente la mancanza della propria casa, la patria celeste. Riflettono l’immagine di tutti gli uomini che nella loro vita non si sono lasciati anestetizzare il cuore”. È il ritratto al centro dell’omelia del Papa per la festa dell’Epifania, celebrata oggi nella basilica di San Pietro. “Vedere e adorare”: sono queste, per Francesco, le “due azioni che risaltano nel racconto evangelico: abbiamo visto una stella e vogliamo adorare”. “Questi uomini hanno visto una stella che li ha messi in movimento”, ha commentato il Papa: “La scoperta di qualcosa di inconsueto che è accaduto nel cielo ha scatenato una serie innumerevole di avvenimenti. Non era una stella che brillò in modo esclusivo per loro né avevano un Dna speciale per scoprirla”. “I magi non si misero in cammino perché avevano visto la stella ma videro la stella perché si erano messi in cammino”, ha ricordato Francesco citando San Giovanni Crisostomo: “Avevano il cuore aperto all’orizzonte e poterono vedere quello che il cielo mostrava perché c’era in loro un desiderio che li spingeva: erano aperti a una novità”.

Messa Epifania: annunciata la data della Pasqua, il 16 aprile

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:40

“Il primo marzo sarà il giorno delle Ceneri, inizio del digiuno della sacra Quaresima. Il 16 aprile celebrerete con gioia la Santa Pasqua del nostro Signore Gesù Cristo”. Lo ha annunciato il diacono, in latino, subito dopo la proclamazione del Vangelo e subito prima dell’omelia del Papa. Questa tradizione antichissima, che risale ai primi secoli della Chiesa, è dettata da due motivi: il primo pratico – i calendari liturgici non erano disponibili per tutti – e il secondo teologico: ricordare che la Resurrezione di Cristo è centrale nella storia della salvezza. Dalla data della Pasqua, derivano tutte le altre feste liturgiche, annunciate anch’esse dal diacono: il 25 maggio, l’Ascensione del Signore (per l’Italia il 28 maggio); il 4 giugno, la festa di Pentecoste; il 15 giugno la festa del Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (per l’Italia il 18 giugno); il 3 dicembre la prima domenica dell’Avvento.

Papa Francesco: entrato in basilica per la Messa dell’Epifania

Agensir.it - Fri, 2017-01-06 11:09

Il Papa ha fatto il suo ingresso nella basilica di san Pietro poco prima delle 10, percorrendo a piedi il corridoio della navata centrale accompagnato dai cardinali, dai vescovi, dai sacerdoti e i diaconi concelebranti. La basilica è gremita in ogni ordine di posto, con i fedeli puntuali all’appuntamento che conclude le celebrazioni del tempo di Natale e inaugura idealmente il tempo di Pasqua. Subito dopo il Vangelo, e subito prima dell’omelia, infatti, come è tradizione verrà proclamato il giorno della Pasqua. L’Epifania, un tempo, era chiamata “Pasqua Epifania”, e di fatto è la prima Pasqua del calendario liturgico, preannuncio della Pasqua di Resurrezione. La celebrazione di oggi, come accade in solennità come queste, è interamente celebrata in latino, a parte l’omelia che Papa Francesco pronuncerà in italiano.

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