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Festa d’Europa: mons. da Cunha (Ccee), “nella crisi si intravedono segni di un risveglio che danno speranza”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 12:08

“In Europa, anche se si vive una crisi, ci sono tanti segni di un risveglio, una rinascita, un rinnovato impegno a costruire con serietà nuovi rapporti tra i popoli di tutto il continente. Sta di nuovo nascendo il desiderio di creare un continente in cui i Paesi non siano nemici tra loro ma collaboratori e solidali gli uni con gli altri. E tutto ciò fa intravedere una speranza, dice che il progetto europeo non è un sogno ma ha bisogno di essere sempre rifondato”. Lo dice al Sir monsignor Duarte da Cunha, segretario generale del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), nel giorno in cui il continente europeo celebra la “Festa dell’Europa”, nell’anniversario della storica dichiarazione di Schuman. “La storia che ci lasciamo alle spalle – agunge da Cunha – ci ha fatto capire che per creare l’Europa, l’economia e gli interessi finanziari non bastano. Se non si ha cura della dignità della persona, se non si valorizza la solidarietà tra i popoli, se non si promuove l’integrazione, se non si rispettano le diversità culturali, il progetto europeo diventa un qualcosa costruito ai piani alti e imposto. E non funziona. Non solo, si rischia di far crescere i disagi, di provocare insoddisfazioni, di soffocare la speranza. La crisi che stiamo attraversando può allora servire a prendere coscienza che l’Europa, per non morire, ha bisogno di valori alti”.

Nel continente europeo, fa quindi notare il segretario generale del Ccee, “le Chiese hanno la consapevolezza del bisogno che l’Europa ha di un’anima e per questo lavorano insieme per dare testimonianza di una dimensione religiosa ed etica senza la quale l’Europa non può progredire. È una comune responsabilità che si sta fortemente sviluppando a livello ecumenico. Da una parte le Chiese vivono la crisi di una società che si è secolarizzata e allontanata da Dio. Ma dall’altra constatano anche come, a livello istituzionale e pubblico, cresce la rilevanza della religione, il rispetto dei valori religiosi, la coscienza di non relegare le religioni nella sfera privata ma di coinvolgerle nell’azione e nella sfera pubblica”. È una responsabilità per le Chiese e per l’Europa stessa. Perché, spiega mons. da Cunha, “se l’Europa non fa riferimento a un orizzonte alto, se non fa posto a Dio, la dignità della persona scade e l’altro diventa un concorrente, un nemico, un potenziale pericolo. Quindi in questo giorno di anniversario in cui si fa memoria della fondazione europea, vorrei dire alle persone che vivono in Europa, aprite il cuore al Signore. Troverete una pienezza di gioia sulla quale costruire un mondo nuovo”.

Responsabilità sociale: Università Europea, mercoledì 10 maggio “Servendo s’impara”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:43

Si terrà mercoledì 10 maggio alle 13.00, all’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190), l’incontro “Servendo si impara. Esperienze e testimonianze dei partecipanti alle attività di responsabilità sociale”.
L’incontro è il racconto delle esperienze degli studenti dell’università chiamati, nel corso dell’anno, ad attività di responsabilità sociale come servizio volto a promuovere i valori della convivenza e dell’accoglienza della diversità. Il progetto si inserisce negli obiettivi dell’Università Europea di Roma che riguardano nello specifico “una formazione della persona che consenta non solo l’acquisizione di competenze professionali, ma che orienti anche i giovani ad una crescita personale e sviluppi uno spirito di servizio per gli altri”.
Nell’anno accademico 2016 – 2017, si legge in una nota, i giovani hanno preso parte a queste attività: Angeli per un giorno e Gioventù Missionaria (Mission Network), Associazione Andrea Tudisco Onlus, Associazione Donatori Volontari di Sangue EMA Roma, Natale 365, Fondazione Banco Farmaceutico Onlus, Caritas di Roma – Asilo Nido Piccolo Mondo, Casa di accoglienza S. Giacinta, Centro di pronta accoglienza “Casa di Cristian”, Il Cantiere Onlus, Vis Foundation Italia Onlus, Associazione sportiva dilettantistica “Ercolini di Don Orione”, Laboratorio di comunicazione “Non sei un nemico!”, Viaggio di studio sui diritti umani presso le Corti europee.
All’incontro interverranno il Rettore dell’Università Europea di Roma Padre Pedro Barrajón e Santo Rullo, psichiatra, responsabile di Villa Letizia e presidente dell’International football committee on mental health, organismo composto da 8 Paesi firmatari della Dichiarazione di Tokyo sullo Sport per persone con problemi di salute mentale.

Sovvenire: Cortellessa (ufficio studi Cei), più partecipazione con informazione all’altezza dei tempi

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:37

È indispensabile un salto di qualità nei media perché “con web e social siamo passati da un’economia della scarsità all’abbondanza comunicativa, ed è essenziale per la Chiesa si doti di un’informazione ancora più verificabile contro le fake news”. Lo ha detto Paolo Cortellessa, del Centro studi del Servizio Promozione Cei, al convegno nazionale degli incaricati diocesani in corso a Salerno. È tempo che il conflitto cessi di essere l’elemento dominante delle notizie sulla Chiesa: “Il 20% delle news riferisce scandali finanziari o aspetti scabrosi, a fronte del 16% dove predomina l’interesse umano. Ben venga una comunicazione istituzionale come ‘Chiedilo a loro’ che consente di verificare le storie vere sul web”. “Ogni cambiamento tecnologico ne innesca sempre uno antropologico. Con la comunicazione circolare dei nuovi media non più dall’alto al basso – ha aggiunto -, la relazione di stima va sempre alimentata. La corresponsabilità economica verso la Chiesa dipende da questo più che dall’appartenenza, come in passato. E una quota di chi si allontana dalla Chiesa, o per poca coerenza di fronte a episodi di corruzione o per poca chiarezza informativa, attende chi gli porga la mano per rientrare nella famiglia cattolica, e dunque guarda a chi sa restituire fiducia nella Chiesa, come Papa Francesco”. Per questo gli incaricati diocesani per il sovvenire avranno un ruolo sempre più strategico nella promozione di 8xmille e Offerte, “come antenne capaci di captare umori e segnali dai territori, e di rispondere con uno stile comunicativo che arrivi al cuore delle persone”.

Festa d’Europa: padre Poquillon (Comece), Ue “mostra che la pace è possibile. Messaggio di estrema attualità”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:34

(Bruxelles) Quale eredità lascia ai giovani Robert Schuman, Padre dell’Europa? “I giovani di oggi – afferma al Sir padre Olivier Poquillon, segretario generale della Comece, nel giorno della Festa d’Europa – non hanno vissuto l’epoca di Schuman e forse non ne conoscono il messaggio politico. Ma certamente beneficiano dei risultati della sua opera, che è di estrema attualità e che abbiamo ricevuto come deposito”. Schuman, prosegue Poquillon, “ci ha mostrato un cammino di impegno umano e politico come eredità viva da far fruttare nel nostro tempo. Assegna una responsabilità ai nostri Paesi, alle stesse Chiese, non solo per la costruzione della ‘casa comune’, ma anche per il ruolo che l’Europa può rappresentare nel mondo. Un ruolo di pace, di convivenza tra le nazioni. L’Europa dimostra, specialmente in questa fase storica, che la pace e la riconciliazione tra i popoli che si sono combattuti è possibile. E questo è tutt’oggi un insegnamento di grande valore”.

Sovvenire: Cortellessa (ufficio studi Cei), informazione e partecipazione per contrastare “i tanti luoghi comuni”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:34

(Salerno) “Una comunicazione cattolica all’altezza della rivoluzione dei nuovi media, per arginare le fake news e far crescere la partecipazione. Ad oltre 35 anni dalla nascita del sistema dell’8xmille, infatti, sono ancora tanti i luoghi comuni sul sostentamento economico ecclesiale”. È l’analisi di Paolo Cortellessa, del Centro studi del Servizio Promozione Cei, al convegno nazionale degli incaricati diocesani in corso a Salerno. “Tuttora il 45% di italiani ritiene, secondo un’indagine Gfk su un campione di 1.000 interviste rappresentative della popolazione adulta, che a remunerare i sacerdoti sia il Vaticano, solo il 19% cita l’8xmille, com’è in realtà”, ha aggiunto. Le parrocchie oggi “rendono visibile la missione della Chiesa, come indica l’etimologia latina della parola, che significa ‘vicinato, abitare accanto’ – ha spiegato -. Per l’84% di italiani è importante che la parrocchia continui a esistere. Ma sotto il campanile si parla ancora troppo poco di 8xmille e Offerte: solo il 39% di interpellati ha avuto informazioni in parrocchia, e solo il 18% da un sacerdote, ma il 63% vorrebbe che proprio lì si parlasse di questi temi”. Il 2016 fa ben sperare sul fronte 8xmille e Offerte, ma ancora troppi sostengono il proprio parroco con donazioni dirette, senza inviare il bollettino Offerte che invece provvede a tutti i sacerdoti. “Oggi il sovvenire può aiutare le persone ad alzare lo sguardo oltre la sola Chiesa locale – ha precisato – che è parte di un tutto, non contrapposta alla Chiesa nazionale”.

Salute: Cantelmi (psichiatra), “l’umano si sta assottigliando nella capacità di essere solidali, dobbiamo portare all’incontro autentico”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:28

(Bologna) “L’umano si sta assottigliando nella capacità di essere solidali. Il nostro compito generazionale è quello di portare al mondo digitale, a cui nessuno di noi vuole rinunciare, qualcosa del mondo analogico, in particolare dobbiamo portare all’incontro autentico cioè la capacità di incontrarsi autenticamente”. Lo ha affermato questa mattina Tonino Cantelmi, psichiatra e psicoterapeuta, intervenendo al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute in corso a Bologna. Parlando di “Umanesimo, postumanesimo, transumanesimo: quale spazio per la fragilità?”, Cantelmi ha osservato che “siamo all’interno di un mutamento d’epoca” e di fronte a una “mutazione antropologia” in cui “la tecnologia non è più uno strumento, ma un ambiente, un mondo che vivo, un mondo da abitare”. “E se è tale – ha aggiunto – mi cambia dal punto di vista cognitivo, emotivo-affettivo e socio-relazionale”. “Cioè – ha spiegato lo psichiatra – sono diversi il cervello , il modo di vivere le emozioni e il modo di stare con gli altri. E il cambiamento è radicale”. “La generazione analogica si sta estinguendo, il mondo sta diventando digitale”, ha proseguito Cantelmi, osservando che “la tecnologia costruisce comunità autoreferenziali in cui i nostri figli crescono senza riferimento degli adulti ed elaborano ogni esperienza attraverso i socials, con commenti e ‘likes’”. Anche per questo “i nostri figli stanno imparando a rappresentare le emozioni più che a viverle”. “Stiamo andando incontro ad un’erosione dell’umano”, ha concluso Cantelmi ribadendo “la necessità dell’incontro autentico che ha la capacità di cambiare la vita dell’altro attraverso un’esperienza soprattutto sul limite dell’altro”.

Festa d’Europa: padre Poquillon (Comece), “dalle Chiese un appello ai cristiani perché si impegnino in politica”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:27

(Bruxelles) “L’Europa si trova oggi a un tornante: può ricomporsi oppure frantumarsi. Anche la Chiesa cattolica lo considera un momento fondamentale, cruciale, per la costruzione della pace e della solidarietà tra i popoli e gli Stati”. Padre Olivier Poquillon o.p., segretario generale della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea), interviene nella giornata del 9 maggio, Festa d’Europa. “Nelle diverse elezioni che si sono svolte”, nei Paesi Bassi e in Francia, “o quelle che si profilano all’orizzonte, a Malta, nel Regno Unito, in Germania, forse in Italia, i cittadini sono chiamati a riappropriarsi del progetto europeo”. Infatti, fa notare il domenicano padre Poquillon, “le Conferenze episcopali di diversi Paesi hanno prodotto documenti che invitano i cristiani a impegnarsi in politica. Una politica che non si limiti ad agire solo con l’intento di vincere le prossime elezioni, ma che si ponga al servizio del Paese, che non abbia come scopo il potere ma piuttosto il bene comune, e che mostri uno sguardo internazionale”. Il 9 maggio è la Festa d’Europa: quale messaggio per l’oggi? “Questa festa è un’occasione propizia per un appello alle donne e agli uomini di buona volontà, e specialmente ai giovani, a dedicare tempo ed energie per realizzare una buona politica”.

Sovvenire: Marano (Cei), “sistema di sostentamento economico alla Chiesa è pienamente valido e attuale”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:24

(Salerno) “È tuttora pienamente valido e attuale il sistema di sostentamento economico alla Chiesa cattolica disegnato con lungimiranza 32 anni fa, con l’entrata in vigore della legge 222 del 20 maggio 1985, che all’articolo 47 recepiva gli Accordi di revisione del Concordato tra Stato italiano e Santa Sede del 1984”. Ha messo l’accento sulla libertà di servire della Chiesa l’intervento del giurista Venerando Marano, coordinatore dell’Osservatorio giuridico-legislativo della Cei, che ha aperto la seconda giornata di lavori del convegno nazionale degli incaricati diocesani per il Sovvenire in corso a Salerno. “Pur senza mai dare nulla per scontato, va sempre meglio evidenziato come gli ordinamenti democratici moderni trovano nella funzione delle confessioni religiose un ambito particolarmente significativo di libertà. Proprio ‘Un accordo di libertà’ si intitolava una pubblicazione del 1984-85 della Presidenza del Consiglio su quegli eventi. Libertà non solo per la Chiesa come istituzione, né solo per i fedeli, platea naturale dell’8xmille, ma per tutti i cittadini”. Una visione “verificata tutt’oggi – ha scandito Marano – a partire dalla percentuale di scelte l’8xmille per la Chiesa cattolica, sottoscritte da un’area assai più ampia dei soli fedeli. Riconoscono il valore sociale della sua azione, anche alla luce dell’attuale moltiplicazione dei servizi prestati dalla Chiesa ai più deboli, in anni di dilagante impoverimento delle famiglie aggravato dalla crisi dello stato sociale”.

Diocesi: mons. Pennisi (Monreale), “urge formare nuova coscienza” e Chiesa ha “compito to educativo”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:16

“Questa celebrazione eucaristica in cui rendiamo presente il mistero della passione, della morte e della risurrezione del Signore Gesù vuole esprimere il nostro profondo dolore, la nostra vicinanza alla signora Franca e a tutti i genitori delle vittime innocenti della criminalità mafiosa, ma anche la nostra speranza nella sconfitta della cultura della morte e dell’affermarsi della cultura della vita”. Così mons. Michele Pennisi, arcivescovo di Monreale, nell’omelia della celebrazione odierna a Cipirello in memoria del piccolo Giuseppe Di Matteo, sciolto dai mafiosi nell’acido, e di “tutte le vittime innocenti della mafia”. Esprimendo “la più dura condanna per chi ha commesso questo atroce delitto”, mons. Pennisi richiama le parole di Papa Francesco a Sibari il 21 giugno 2014: “Coloro che nella loro vita seguono questa strada di male, come sono i mafiosi, non sono in comunione con Dio: sono scomunicati…”. “Urge formare una nuova coscienza di fronte alla mafia – avverte -: qui la Chiesa deve ravvisare il campo specifico del suo intervento propositivo ed educativo. E’ compito della Chiesa sia aiutare a prendere consapevolezza che tutti, anche i cristiani, alimentiamo l’ humus dove alligna e facilmente cresce la mafia, sia indurre al superamento dell’attuale situazione attraverso la conversione al Vangelo, capace di creare una cultura antimafia fondata sulla consapevolezza che il bene comune è frutto dell’apporto responsabile di tutti e di ciascuno”. La resistenza alla mafia, prosegue, “esige un rinnovato impegno educativo che porti ad un cambiamento della mentalità e dei comportamenti concreti. La Chiesa deve fare presenti le esigenze proprie della conversione cristiana e quindi ricordare, che essa non può essere ridotta a fatto intimistico ma ha sempre una proiezione pubblica ed esige comunque la riparazione”. Nel caso del mafioso, “la conversione comporta un impegno fattivo affinché sia debellata la struttura organizzativa della mafia, fonte costante di ingiustizie e violenza, che distrugge speranze, ruba il futuro”.

Migrazioni: Milano, raccolta firme campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene”. Sostegno da Migrantes, Caritas e parrocchie

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 11:12

Si terrà mercoledì 10 maggio a Milano alle 11.30 nella la sede di ChiAmaMilano (via Laghetto, 2) il lancio della raccolta firme per la Città Metropolitana di Milano a sostegno della campagna “Ero straniero – L’umanità che fa bene”. L’iniziativa intende cambiare il racconto e le politiche sull’immigrazione in Italia, gestendo – affermano i promotori – i flussi migratori in modo efficace e trasformandoli in opportunità per il nostro Paese. Tra i promotori, si annovera un vasto e trasversale fronte della società civile: Radicali Italiani, fondazione Casa della Carità Angelo Abriani, Acli, Arci, Asgi, Centro Astalli, Cnca, A buon diritto, numerose parrocchie e oltre 60 sindaci italiani, senza dimenticare il sostegno di Caritas italiana, Migrantes e Comunità di Sant’Egidio. Nel corso dell’incontro di mercoledì 10 maggio interverranno: don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità e tra i promotori della campagna, Milly Moratti, presidente dell’associazione ChiAmaMilano, Pierfrancesco Majorino, assessore alle politiche sociali del Comune di Milano e Pap Khouma, sostenitore della campagna e portavoce delle comunità straniere di Milano.

Anziani: Bari, domani i 35 anni dell’Università della terza età con l’arcivescovo Cacucci

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 10:40

“Un viaggio lungo 35 anni” è il tema dell’incontro promosso domani a Bari per celebrare il 35° di istituzione della “Università della terza età (Ute) Giovanni Modugno”, la prima del genere della Puglia, la seconda d’Italia (Liceo Arcangelo Scacchi, ore 16.30). Ad inaugurare l’evento Luca Berardino, presidente Ute, cui seguiranno i saluti di mons. Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari-Bitonto, e di Giovanni Magistrale, preside del liceo Scacchi. Berardino ripercorrerà la nascita e l’evoluzione dell’Ute. Tra i relatori Maria Luisa De Natale (Università Cattolica Sacro Cuore), Anna Maria Annichiarico, direttore generale “Tecnopolis – Parco scientifico e tecnologico”, Giovanna Fralonardo, presidente nazionale Federuni.

Integrazione: Milano, il 20 maggio manifestazione “Insieme senza muri”. “Società plurale è occasione di crescita”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 10:20

Il prossimo 20 maggio, Milano sarà attraversata da una mobilitazione popolare che coinvolgerà la città in nome del rispetto delle differenze culturali ed etniche. La manifestazione a favore dell’accoglienza e della solidarietà tra i popoli, dal titolo “Insieme senza muri”, “sarà una giornata di impegno, musica, creatività e cultura” – spiegano i promotori – che coinvolgerà numerosi protagonisti provenienti dalle diverse realtà del Paese. Da Emma Bonino al sindaco di Milano Giuseppe Sala, da don Virginio Colmegna al sindaco di Lampedusa Giusi Nicolini, da Cecilia Strada di Emergency all’ex direttore dell’Unità Sergio Staino. Ma alla manifestazione prenderanno parte anche il portavoce del Forum del Terzo settore di Milano Paolo Petracca, il sindaco di Bergamo Giorgio Gori e Roberto Cenati, presidente milanese dell’Anpi. E ancora: donne e uomini del mondo dello spettacolo, dell’arte, dell’impegno sociale, sindacale e civile. L’appuntamento è a Porta Venezia dalle 14.30 per tutti coloro che – come si legge sul sito web dedicato all’evento – “credono nella società aperta, e non si fanno incantare dalle sirene dell’odio, scommettendo con più certezza sulla propria crescita e sulla capacità di generare lavoro, benessere ed opportunità”. Tra gli obiettivi della manifestazione c’è la battaglia di chi ritiene che “la società plurale sia un’occasione di crescita per tutti e che la logica dei muri che fomentano la paura debba essere sconfitta dalle scelte che pongono al centro la forza dell’integrazione e della convivenza”.

Salute: card. Montenegro, “dobbiamo mettere in moto la nostra fantasia perché le persone malate diventino davvero protagoniste”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 10:11

(Bologna) “Dobbiamo mettere in moto la nostra fantasia perché le persone malate diventino davvero protagoniste di una storia diversa. Non possiamo accontentarci di quanto abbiamo fatto e stiamo facendo, dobbiamo inventare nuove situazioni per dare speranza”. Lo ha affermato ieri sera il cardinale Francesco Montenegro, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute della Cei, parlando, a Bologna, ai partecipanti al XIX Convegno nazionale dei direttori degli uffici diocesani e degli operatori di pastorale della salute in corso. A loro Montenegro ha voluto dire “grazie, anche a nome dei vescovi che rappresento” perché “il vostro lavoro è prezioso” e “attraverso il vostro servizio ci sono dei fratelli che ricevono cura e speranza, sentendo che ‘ci sono’. Perché il rischio è che quando la malattia prende possesso di una persona quella stessa persona scompare a se stessa”. “Quanta gente perde fiducia ed è difficile rimetterla in sesto”, ha osservato il cardinale, rilevando che “quando qualcuno cade si porta appresso la famiglia e i parenti”. Montenegro ha parlato della “necessità di una svolta”: “se in passato ci si preoccupava di fare qualcosa per chi era malato, ora si tratta di far diventare protagoniste quelle persone che sono emarginate, quelle persone che nelle famiglie e nelle parrocchie non hanno più nessun titolo”. “Nelle nostre comunità – ha aggiunto – i malati, come i poveri, non hanno ancora un posto”. “Questo significa che il rapporto con loro è un rapporto in discesa, mentre invece dobbiamo camminare con loro”, ha ammonito, evidenziando che “dev’essere la comunità a rendersi conto di chi è povero di salute, di pane, di amicizie”. Inoltre, “la comunità ecclesiale deve rendersi conto che di tabernacoli di sofferenza sul territorio ce ne sono più di quelli che pensiamo” e per questo, ha concluso, “nelle case c’è bisogno di chi si attrezza per essere la ‘bombola d’ossigeno’ non solo del malato ma anche della sua famiglia”.

Carenza sangue: a Roma cartelli su autobus e tram per ricordare “il dovere civico di donare”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:44

Dal 12 maggio sugli autobus Atac, e dal 28 maggio nelle stazioni principali della metropolitana, fino al termine dell’estate appositi cartelli ricorderanno ai cittadini romani il dovere civico di donare. A lanciare l’iniziativa è l’Associazione dei donatori di sangue dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, federata Fui, che ha deciso di promuovere una campagna di comunicazione su tutto il territorio della capitale utilizzando i mezzi di trasporto pubblico come ambasciatori di questo messaggio: “Manca sangue, vieni a donare”. Nel Lazio manca il sangue, è il grido d’allarme dell’associazione: negli ultimi 12 mesi la carenza non ha conosciuto pause, nemmeno durante il periodo natalizio, tradizionalmente portatore di tanti donatori nei Centri trasfusionali. L’ultimo report del Centro regionale sangue del 3 maggio evidenzia una carenza di oltre 1000 unità di sangue in tutta la Regione. “Donare il sangue non è un gesto di beneficenza – spiega Paolo Cerino, vicepresidente dell’Associazione donatori sangue del Bambino Gesù – ma un vero dovere civico cui sono tenuti tutti gli uomini e le donne maggiorenni in buona salute”.

“La nostra campagna – precisa Cerino – non punta a emozionare, a stimolare sentimenti di pietà, ma utilizza elementi grafici per evidenziare che la mancanza di un elemento vitale come il sangue può compromettere la salute e la vita degli ammalati. Il sangue ancora non si può fabbricare e quindi è indispensabile che venga donato”. Nonostante in Italia vi siano oltre 1,7 milioni di donatori volontari in grado di garantire le terapie trasfusionali, che rientrano tra le prestazioni che il Servizio sanitario nazionale è tenuto a fornire a tutti i cittadini, il Lazio è quotidianamente costretto a confrontarsi con l’emergenza. La campagna in questione mira soprattutto ai più giovani. I numeri del Centro nazionale sangue segnalano infatti che è bassa la percentuale di giovani donatori: solo il 13,4% della fascia di età tra 18 e 25 anni e il 18,3% di quella tra 26 e 35 anni. A donare sangue sono soprattutto persone con un’età compresa tra 30 e 55 anni, ma le proiezioni demografiche indicano una tendenza alla riduzione nei prossimi dieci-vent’anni. I Centri trasfusionali sono presenti presso i principali ospedali del Lazio e sono aperti tutte le mattine, compresa la domenica. Sulla pagina web Salute Lazio sono consultabili indirizzi e orari di apertura.

Dopo di noi: seminario a Bologna. Suor Donatello (Cei), “impegnarsi non solo per chi soffre, ma anche con chi soffre”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:27

“In un’ottica pastorale, al fine di accompagnare le storie dei nostri fratelli con disabilità e le loro famiglie, si avverte l’irrimandabile necessità di impegnarsi in un agire ecclesiale non solo per chi soffre, ma anche con chi soffre, nella radicalità di una presenza profetica che offra risposte concrete come la riflessione sul ‘Dopo di noi’”. Suor Veronica Donatello, responsabile del Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio Catechistico nazionale della Cei, presenta così il seminario di studio sul “Dopo di noi” che la Segreteria generale e l’Ufficio catechistico nazionale-Settore per la catechesi delle persone disabili della Cei promuovono il 10 maggio a Bologna, presso la Facoltà Teologica dell’Emilia Romagna. Durante i lavori ci si confronterà con gli esperti per rispondere anche ad alcune esigenze concrete di diocesi e parrocchie: ad esempio, come poter accedere ai benefici della legge o come poter destinare al “Dopo di noi” gli immobili ricevuti in donazione. “L’obiettivo è attivare sinergie per dare una risposta comune”, aggiunge suor Donatello: “La legge si occupa soltanto dei disabili gravissimi, la Chiesa è chiamata ad accompagnare tutti. E noi siamo partiti molto prima, muovendoci a 360° gradi. La Chiesa non si sostituisce allo Stato, ma si impegna accanto ad esso”. Al seminario parteciperanno tutte le Regioni ecclesiastiche d’Italia, le associazioni cattoliche e alcune laiche. Nel corso della giornata saranno presentate anche alcune esperienze di “Dopo di noi”: al Seminario arcivescovile di Bologna, ad esempio, alcuni locali sono stati adibiti per un casa senza barriere che accoglie la “Famiglia della gioia” mentre nell’ex Convitto vescovile di Castrovillari è sorta la “Casa della Misericordia”. Saranno presenti mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, mons. Francesco Savino, vescovo di Cassano all’Jonio, e mons. Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei.

Mafia: card. Montenegro a 24 anni dal “Convertitevi!” di Giovanni Paolo II, “è una presenza letale, soprattutto in certi territori”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:15

“Con quel grido Giovanni Paolo II volle svegliare le coscienze degli uomini di mafia ma credo che volle svegliare anche le nostre coscienze”. Lo afferma l’arcivescovo di Agrigento, il cardinale Francesco Montenegro, a 24 anni dal grido “Convertitevi!” – passato alla storia come l’anatema del Papa contro la mafia – che Giovanni Paolo II pronunciò il 9 maggio 1983 a conclusione della celebrazione eucaristica che aveva celebrato a Piano San Gregorio, nella Valle dei Templi, ad Agrigento. “Quella venuta di Giovanni Paolo II segnò, cambiò qualcosa. Si incominciò a parlare di più e a rendersi conto di più di una presenza che è letale, soprattutto in certi territori”, aggiunge Montenegro, rilevando che “tante volte siamo un po’ accomodanti. Se una cosa non ci tocca allora non ci interessa”.

“Se il Papa gridò era per dirci che quelle cose riguardavano tutti”, prosegue il cardinale, evidenziando che “ci vuole una cultura diversa, un rapporto diverso con il Vangelo, un’attenzione diversa agli altri, soprattutto a chi deve subire violenza”. “Ma serve anche una predisposizione ad aprire il cuore a quelli che sbagliano perché se il cuore resta chiuso chi sbaglia resta fuori”, conclude Montenegro, secondo cui bisogna “accompagnare, che non è accondiscendere né condividere. Questo diventa anche per noi un sentiero da percorrere”.

Festa d’Europa: Zin (Istituto San Benedetto), “spinto dalla fede, Schuman si dedicò a costruire la casa comune”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:10

La genesi di “Pour l’Europe” ha “una data precisa: autunno 1959. Mentre Robert Schuman si trovava a Roma per una visita istituzionale, durante una conferenza stampa, fu colpito da un attacco ischemico. Soccorso, si riprese immediatamente. Da quel giorno, i collaboratori di Schuman incominciarono a incalzare il presidente perché raccogliesse le sue memorie. Impossibilitato egli a farlo a causa di nuovi, ripetuti attacchi, i suoi amici gli sottoposero una serie di stralci di articoli, note, testi di conferenze che esponevano il suo pensiero sull’integrazione europea”. Edoardo Zin è il curatore della nuova edizione critica, della quale ha realizzato anche la traduzione in italiano, del libro-testamento del “padre dell’Europa”. Il volume, intitolato semplicemente “Per l’Europa”, pubblicato la prima volta nel 1963, anno della morte di Schuman, ha una vasta circolazione ed è stato tradotto in molte lingue europee: ora mancava l’edizione italiana. Zin spiega al Sir, in occasione del 9 maggio, Festa d’Europa: “Durante un periodo di convalescenza passata a Mentone nell’inverno 1962-63, Schuman scrisse l’introduzione, cancellò alcuni brani, ne aggiunse altri. Riuscì a correggere le bozze, ma il libro uscì postumo. La prima edizione francese uscì alla fine di settembre 1963 (Schuman era morto il 4 dello stesso mese) ed ebbe subito un enorme successo. Da allora si sono ripetute sette edizioni con prefazioni diverse: di Mitterrand, di Jacques Delors, di Michel Barnier”.
In italiano uscì una prima edizione, a cura di “Cinque Lune” nel 1965, con una prefazione di Mariano Rumor: “si contano tre edizioni in tedesco, una in inglese, portoghese, spagnolo… Attualmente, si sta preparando un’edizione in albanese, anche se l’Albania non fa ancora parte dell’Ue”. Zin, studioso del pensiero di Schuman, è vicepresidente dell'”Istituto San Benedetto Patrono d’Europa” che sostiene la causa di beatificazione di Robert Schuman. “Per l’Europa” (che vede la luce grazie all’Editrice Ave) “è considerato – afferma Zin – non solo il libro-testamento di Robert Schuman, ma è stata definita la Bibbia dell’Europa”. Schuman “non fu solo il politico accorto, ma l’uomo che, dotato di una solida forza interiore, cercò di tradurre il suo sguardo di vero profeta sull’Europa del suo tempo e, spinto dalla fede che lo ispirava, dalla speranza che lo animava, dalla carità che viveva nella vita politica, si impegnò a preparare un futuro di pace per i popoli d’Europa”. Per questi motivi, chiarisce ancora Zin, “è stata introdotta presso la chiesa di Metz (Lorena, Francia) la domanda perché sia proclamato beato. La fase diocesana del processo canonico si è ormai conclusa”. Il postulatore è mons. Bernard Ardura. “Nel frattempo, la fama di santità del servo di Dio Robert Schuman si è diffusa un po’ ovunque. Ultimamente, anche la conferenza episcopale polacca ha votato all’unanimità il suo auspicio perché Schuman venga dichiarato beato”.

Festa d’Europa: Prodi, “per Schuman la Comunità si regge su due pilastri: le comuni radici cristiane e la solidarietà”

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:03

“Oggi noi viviamo uno dei momenti più difficili della nostra storia comunitaria, ma, come scriveva Robert Schuman, l’Europa richiede tempo per essere costruita. Credo che Schuman riscriverebbe oggi le stesse cose: ci vuole tempo, coraggio, e sempre maggiore coesione per proseguire sul cammino della costruzione di un’Europa ancora non completa”: Romano Prodi ricorda con queste parole uno dei “padri” dell’Europa comunitaria nel giorno della “Festa d’Europa”. Il 9 maggio 1950, infatti, l’allora ministro degli Esteri francese, Robert Schuman, cattolico, rendeva nota la “Dichiarazione” alla quale si fa risalire l’avvio del processo di integrazione europea. Si era all’indomani della tragedia bellica e Schuman affermava: “La pace mondiale non potrà essere salvaguardata se non con sforzi creativi, proporzionali ai pericoli che la minacciano. Il contributo che un’Europa organizzata e vitale può apportare alla civiltà è indispensabile per il mantenimento di relazioni pacifiche… L’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tutta insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Prodi commenta: “Due sono i pilastri sui quali, secondo Schuman, si regge l’Europa: le comuni radici cristiane e la solidarietà”. In un’Europa “nella quale il sentimento religioso era ancora molto forte, egli riconosce alla Chiesa un ruolo etico, un’attenzione costante alla persona, all’uomo. Per questo altissimo e incontrastato primato pone la radice cristiana quale pilastro di quella Europa che nasceva dopo la ferocia della seconda guerra mondiale e lo sterminio di milioni di esseri umani”.

Nella Prefazione alla nuova edizione di “Per l’Europa”, libro-testamento di Robert Schuman, che l’editrice Ave dà alle stampe sotto la cura di Edoardo Zin, Prodi ricorda che quando era presidente della Commissione europea (1999-2004) il 9 maggio era scherzosamente chiamato “giorno di san Schuman”. Poi afferma ancora che dalla “comune radice cristiana, che al centro pone l’uomo, discende il secondo pilastro dell’Europa unita: la solidarietà”. Il politico francese “è assolutamente certo che, nonostante le diversità”, “non via sia per le nazioni d’Europa che una ragionevole strada per chiudere con il passato e disegnare un futuro di pace e di progresso per i popoli: unirsi. Lontano dai facili idealismi che, trascurando la storia delle singole nazioni, avrebbero potuto ostacolare il processo di unificazione invece che sostenerlo, Schuman è consapevole che l’Europa ha bisogno di tempo e che nulla sarà ottenuto senza ‘urti’”. Ogni Stato, infatti, dice Prodi, “costituisce un tassello insostituibile e porta con sé la sua storia di cui è giustamente orgoglioso, ma è proprio il più alto principio della solidarietà tra gli Stati, posto alla base dell’Europa, che deve guidare tutte le nazioni a rimuovere gli ostacoli per arrivare ad una coesione sempre più autentica”.

Sir: le principali notizie dall’Italia e dal mondo. A Parigi evacuata Gare du Nord. Migranti, sbarchi e naufragi. Elezioni in Corea del Sud

Agensir.it - Tue, 2017-05-09 09:00

Francia. Paura a Parigi, evacuata Gare du Nord per blitz delle forze speciali, ma nessun risultato

Blitz in piena notte alla Gare du Nord di Parigi, evacuata per circondare e perquisire un treno arrivato da Valenciennes, nord della Francia, sul quale i servizi di un “paese partner” avevano segnalato tre sospetti schedati “S”, a rischio radicalizzazione. L’operazione – durata a lungo – non ha dato risultati, come confermato dalla prefettura della capitale in un tweet intorno alle 2 di notte. Le porte del treno sospetto sono state chiuse, i vetri sbarrati mentre gli agenti del BRI – Brigata ricerche e intervento – hanno cominciato una ricerca passeggero per passeggero facendo alzare tutti i passeggeri, uno per uno. Gli agenti erano protetti da scudi antiproiettile ed armati con fucili d’assalto. Dopo 3 ore di ricerche, l’operazione si è conclusa. Nessuna notizia è stata fornita sull’individuazione o il fermo di sospetti. L’unico messaggio della prefettura di Parigi parla di “conclusione delle verifiche” e “ritorno progressivo alla normalità”.

Migranti. Ancora sbarchi e naufragi. Unicef: “Un minuto di silenzio per i bimbi morti in mare”

Ancora morte nel mare tra le coste africane e l’Italia. Tanto che l’Unicef propone per domani alle 8 un minuto di silenzio per tutti i bambini morti in mare. Stamattina a Salerno la nave norvegese Siem Pilot attraccherà al molo Manfredi con a bordo circa 900 persone. C’è anche il cadavere di un bambino di appena tre anni. Ieri il dramma di una madre morta di parto prima di riuscire a lasciare le coste libiche. Ed è di almeno 113 persone il bilancio delle persone disperse in mare dopo il naufragio di un gommone avvenuto ieri al largo di Az Zawiyah, in Libia. Ne dà notizia Flavio Di Giacomo, portavoce dell’Oim. Le operazioni di soccorso, effettuate dalla Guardia costiera libica insieme ad alcuni pescatori, sono riuscite a salvare solo sette persone, sei uomini e una donna.

Migranti. Il presidente Mattarella in Argentina, “quanta intolleranza sulle tragedie”

“Viviamo tempi nei quali le questioni migratorie assumono nuovamente enorme rilevanza” ma “si scontrano – prima ancora che con preoccupazioni legate alla sicurezza – con intolleranza, discriminazioni e diffusa incapacità di riuscire a comprendere ciò che è in atto, ciò che sta accadendo nel mondo”. Lo sottolinea il presidente Sergio Mattarella da Buenos Aires. Guardando al fenomeni dei flussi nel Mediterraneo “non possiamo che volgere lo sguardo all’esperienza che la terra argentina ha vissuto e alle vicende che hanno attraversato il nostro Paese, fin da prima dello stesso raggiungimento dell’Unità d’Italia”, ha aggiunto il presidente.

Corea del Sud. Elezioni oggi per scegliere il nuovo presidente dopo l’impeachment di Park Geun-hye

La Corea del Sud elegge il nuovo presidente che succederà a Park Geun-hye, prima donna a salire alla carica istituzionale più alta della Repubblica e costretta a chiudere in anticipo il mandato quinquennale per l’impeachment di marzo nato dallo scandalo di corruzione e abuso di potere che l’ha coinvolta insieme alla confidente Choi Soon-sil. I 3.500 seggi sono stati aperti in mattinata e si chiuderanno alle 20 (le 13:00 in Italia). I sondaggi danno in testa, al 35%-40%, Moon Jae-in, candidato del partito Democratico battuto da Park alle ultime elezioni, mentre staccati alle sue spalle figurano Ahn Cheol-soo, leader centrista del People’s Party, e Hong Joon-pyo del Liberty Korea Party, parte dell’ex partito conservatore Saenuri di Park.

9 maggio: si celebra oggi la festa dell’Europa

La festa dell’Europa (9 maggio) celebra la pace e l’unità in Europa. La data è l’anniversario della storica dichiarazione di Schuman. In occasione di un discorso a Parigi, nel 1950, l’allora ministro degli Esteri francese Robert Schuman ha esposto la sua idea di una nuova forma di cooperazione politica per l’Europa, che avrebbe reso impensabile una guerra tra le nazioni europee. Ha fatto il giro virale dei siti europei la notizia che Banksy, uno tra i più famosi street artist del mondo, ha realizzato il suo primo murales ispirato alla Brexit: nell’opera un uomo sta cercando di rompere una delle 12 stelle della bandiera europea a colpi di martello. Il graffito è stato scoperto nella notte di domenica 7 maggio sul muro di un edificio di Dover, la città inglese più vicina all’Europa continentale, da dove partono i traghetti per attraversare la Manica in direzione delle coste francesi.

Francia. Juncker, “Francia spende troppo. Il 57% del Pil in spesa pubblica, così non può andare”

“I francesi spendono troppo e nei posti sbagliati”: lo ha detto Jean-Claude Juncker a Berlino, dove ha presentato il libro di Sigmar Gabriel. Il presidente della Commissione europea ha sottolineato che la Francia spende circa il 57% del suo Pil per le spese pubbliche: “Alla lunga così non può andare”, ha aggiunto, citando anche il debito pubblico. Le dichiarazioni di Juncker arrivano nella prima giornata da presidente eletto di Emmanuel Macron e sono il segno di una presidenza tutta in salita. Ieri con il capo dello Stato uscente François Hollande, ha partecipato alle celebrazioni per la festa nazionale dell’8 maggio sotto l’arco di Trionfo. E sempre ieri Macron si è dimesso dall’incarico di presidente del suo movimento, “En marche!”, che cambia nome in “La République en marche”. Attesa è la formazione del governo Macron in vista delle elezioni legislative di giugno.

Usa: pronti più impegno in Afghanistan. Trump verso decisione su cambio di strategia

Vertici militari Usa e stretti consiglieri del presidente Donald Trump stanno valutando un cambiamento di strategia in Afghanistan con un possibile maggiore impegno militare volto a spingere i talebani a tornare al tavolo dei negoziati. Lo scrive il Washington Post citando fonti ufficiali Usa. Il piano non è ancora stato approvato dal presidente ma stando al giornale ha l’appoggio di alti funzionari di governo. Trump dovrebbe decidere sulla strategia prima del vertice Nato a Bruxelles il prossimo 25 maggio.

Notizie Sir del giorno: messaggio del Papa ai vescovi del Venezuela, elezioni in Francia, migranti morti nel Mediterraneo, biotestamento

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 19:30

Papa Francesco: messaggio ai vescovi del Venezuela, “costruire ponti” e “non scoraggiarsi”

“Sono convinto che i gravi problemi del Venezuela si possono risolvere se c’è la volontà di costruire ponti, di dialogare seriamente e di portare a termine gli accordi raggiunti. Vi esorto a continuare a fare tutto il necessario per rendere possibile questo difficile cammino”: è l’invito che Papa Francesco ha rivolto ai vescovi del Venezuela in un messaggio inviato il 5 maggio scorso ma reso noto poche ore fa dalla Conferenza episcopale venezuelana. “Vi assicuro – scrive il Papa – che sto seguendo con grande preoccupazione la situazione dell’amato popolo venezuelano”, con “profondo dolore per gli scontri e la violenza di questi giorni, che hanno provocato numerosi morti e feriti, che non aiutano a risolvere i problemi ma provocano solo ulteriore sofferenza e dolore”. (clicca qui)

Elezioni in Francia: sondaggio Ifop per La Croix/Pèlerin, il cattolici hanno votato per Emmanuel Macron

I cattolici di Francia hanno votato per Emmanuel Macron, che “in casa cattolica” ha ottenuto un ampio vantaggio rispetto alla candidata del Front National Marine Le Pen. È quanto emerge da un sondaggio Ifop diffuso oggi per il quotidiano “La Croix” e il settimanale “Pèlerin”. Il candidato di En Marche ha ottenuto il 62% dei voti complessivi dei cattolici. Tra costoro i praticanti “regolari” (che vanno regolarmente a messa) hanno scelto per il 71% il candidato Macron, percentuale che si ferma invece al 54% tra i cattolici praticanti “occasionali”. La Conferenza episcopale francese non aveva dato indicazioni di voto e non aveva sottoscritto un appello congiunto di musulmani, ebrei e protestanti a votare per Macron. Non sorprende pertanto che sempre dal sondaggio Ifop emerga come la percentuale dei protestanti che ha votato per il candidato di En Marche (72%) sia superiore a quella dei cattolici. Nettamente superiore è invece la percentuale dei musulmani che hanno votato per Macron (92%). (clicca qui)

Migranti morti nel Mediterraneo: Centro Astalli, “urgenti nuove politiche europee” per arrivare “senza affidarsi ai trafficanti”

“Ancora una volta ci troviamo a ripetere l’evidenza che la traversata del Mediterraneo è una rotta che non si può interrompere se non creando canali umanitari sicuri. I governi da anni si concentrano su accordi e politiche sempre più escludenti, volti a tentare d’impedire gli arrivi, ma l’unico risultato che si ottiene è un’incalcolabile strage d’innocenti”. È il commento di padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli, dopo la notizia che nelle ultime ore – secondo quanto riportano i superstiti di due diversi naufragi – “i migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo sono circa 200, tra cui donne e bambini”. (clicca qui)

Biotestamento: don Arice (Cei), “nessuno sia nella condizione di chiedere la morte prima del tempo”

(Bologna) “La questione non è tanto la tutela del diritto di ogni persona a rinunciare a cure indesiderate (diritto già assicurato dalla stessa Costituzione italiana all’art. 32) ma una mobilitazione perché l’indifferenza, l’abbandono o altri interessi di sorta non mettano nessuno nella condizione di chiedere la morte prima del tempo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, introducendo, a Bologna, il XIX Convegno nazionale dei direttori diocesani e degli operatori della pastorale della salute. “Vogliamo abitare e guardare con schiettezza il nostro amato Paese nel quale sono sempre più numerose le persone che fanno fatica a vivere e a curarsi quando sono malate”, ha sottolineato Arice, rilevando che “le preoccupazioni non mancano a cominciare da quelle che emergono leggendo la proposta di legge in discussione ora al Senato sulle disposizioni anticipate di trattamento”. (clicca qui)

Fatima: card. Amato (Santa Sede), “non esiste un quarto segreto nascosto”

“Fatima è un contrappunto alla satanica devianza delle menti e dei corpi avvenuta nel secolo scorso”. Ne è convinto il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, intervenuto oggi alla XII edizione del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma. A pochi giorni dal viaggio apostolico di Papa Francesco a Fatima per il centenario delle apparizioni mariane ai tre pastorelli (12 e 13 maggio), il prefetto ha precisato che “non esiste un quarto segreto di Fatima nascosto che parli di immani disgrazie per la Chiesa”: “Non ci sono altri segreti, tutto è stato reso pubblico”. (clicca qui)

Migrante morto a Milano: don Colmegna (Casa della carità), “grido di sofferenza dalle nostre città. Servono politiche sociali efficaci”

“Bisogna aprire uno spazio di riflessione al più presto: la morte del giovane migrante a cui abbiamo assistito ieri fa vedere il grido di sofferenza che arriva nelle nostre città. Siamo di fronte a un’emergenza silenziosa che va affrontata con coraggio, senza slogan o dichiarazioni dettate dalla convenienza elettorale”. Non usa giri di parole don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, per tornare sull’episodio di ieri che ha visto protagonista un giovane migrante che si è tolto la vita in pieno giorno nei pressi della Stazione Centrale di Milano. (clicca qui)

Supplica Madonna Pompei: card. Montenegro, “fare un’opera concreta di carità”

“La carità, come una molla, ci spinge incontro all’altro per regalargli ciò che siamo e quello che abbiamo”. Il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente della Caritas Italiana, durante l’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto questa mattina nel santuario della Madonna di Pompei, ha chiesto ai fedeli un’opera di carità. “Pensate a quanto bene verrebbe fuori se tutti noi che oggi recitiamo la Supplica alla Madonna di Pompei decidessimo di fare un’opera concreta di carità! Sarebbe già una rivoluzione! Tante persone riuscirebbero a sorridere un po’”, ha detto il cardinale, che ha ricordato le tante forme di povertà e di disagio sociale. (clicca qui)

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