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San Benedetto: mons. Boccardo (Norcia), anche oggi “offre validi punti di riferimento per vita personale e comunitaria”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 12:12

La croce, il libro e l’aratro – ossia la preghiera, lo studio e il lavoro – con cui “san Benedetto e i suoi figli trasmisero la civiltà cristiana alle varie popolazioni sparse nel Continente europeo “esprimono la proposta di vita che ha permesso l’unificazione spirituale dell’Europa centrata nel comune orientamento verso Cristo (la croce); la sua unificazione culturale a partire dall’amore alla cultura classica e biblica (il libro) e, infine, la sua rinascita economica e sociale nella valorizzazione del lavoro, anche manuale”. A ricordarlo oggi è stato l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, celebrando a Norcia, nella piazza san Benedetto, la messa pontificale in occasione della festa di san Benedetto, Patrono d’Europa. Si è trattato della prima celebrazione dentro le mura cittadine dopo la scossa del 30 ottobre scorso. “L’eredità benedettina – ha ricordato l’arcivescovo – non si esaurisce nel quadro storico, seppur importante e decisivo, nella nascita dell’Europa e delle sue radici cristiane, ma offre anche all’uomo contemporaneo validi e concreti punti di riferimento in ordine alla vita personale e comunitaria”. “Non sarà inutile allora, anche per l’Europa di oggi, porsi attentamente in ascolto della sapienza di Benedetto e riascoltare il suo messaggio”, ha sottolineato il presule citando parole di Papa Francesco al Parlamento Europeo, (Strasburgo, 25 novembre 2014), “costruire insieme un’Europa che ruoti non intorno all’economia ma intorno alla sacralità della persona umana, dei suoi valori inalienabili; un’Europa che abbraccia con coraggio il suo passato e guarda con fiducia al futuro per vivere pienamente e con speranza il suo presente”.

Diocesi: Nardò-Gallipoli, in quattro Chiese la “24 ore per il Signore”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 11:10

Anche la diocesi di Nardò-Gallipoli aderisce alla “24 ore per il Signore” in programma per le giornate di venerdì 24 e sabato 25 marzo. “La Chiesa non sarebbe tale se non fosse misericordiosa come il Suo Signore”, afferma il vescovo, monsignor Fernando Filograna, secondo cui “l’invito ad accogliere l’abbondante perdono che Dio vuole elargire a ciascuno di noi, diventa, nell’ottica evangelica, la motivazione più ovvia e potente ad elargire noi stessi il perdono abbondante a chi pensiamo o siamo certi ci abbia ferito”. L’iniziativa, che su invito di Papa Francesco verrà vissuta in concomitanza in tutte le diocesi del mondo, quest’anno è dedicata al tema “Misericordia io voglio (Mt 9,13)”. “Chiese aperte più a lungo del solito, liturgia penitenziale, lectio divina, adorazione eucaristica e disponibilità all’ascolto e all’amministrare il sacramento della confessione a quanti, anche negli orari più insoliti, lo chiederanno, sono solo alcuni degli elementi caratterizzanti quest’evento”, si legge in una nota della diocesi, nella quale si informa che “quattro Chiese disseminate sul territorio diocesano (santa Chiara a Nardò, la Chiesa Madre a Galatone che anticipa a giovedì l’inizio delle 24 ore e le conclude il venerdì, san Domenico a Casarano e il santuario del Canneto a Gallipoli), diventeranno per 24 ore speciale luogo d’incontro con il Signore nell’adorazione di Gesù Eucaristia, di preghiera, di confidenza e penitenza per chi vorrà riavvicinarsi a Dio attraverso il perdono sacramentale”.

Papa Francesco: gli auguri al card. Betori per il suo onomastico

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:57

“In occasione del suo onomastico, si è manifestato ieri un grande affetto attorno all’arcivescovo di Firenze, cardinale Giuseppe Betori”. Lo sottolinea la diocesi di Firenze, informando che per la ricorrenza è arrivato all’arcivescovo un messaggio da parte di Papa Francesco che ha esteso la sua benedizione all’intera comunità: “Nella lieta ricorrenza del suo onomastico, desidero rivolgerle sentiti auguri di ogni bene nel Signore e invoco sulla sua persona e sul suo sevizio ecclesiale la celeste protezione di San Giuseppe. Mentre le chiedo di pregare per me, di cuore le imparto la benedizione apostolica, volentieri estendendola ai fedeli affidati alle sue cure pastorali e alle persone a lei care”. Agli auguri del Santo Padre si sono aggiunti anche quelli del segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, e di monsignor Angelo Becciu, sostituto per gli affari generali della Segreteria di Stato.

Amoris Laetitia: card. Farrell (Santa Sede), “priorità” è “prevenire i fallimenti”. Attenzione anche a “coppie regolari”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:53

“La priorità pastorale, che indica Amoris Laetitia per il tempo presente, è quella di prevenire il più possibile le ferite, le divisioni, i fallimenti dei matrimoni”. Ne è convinto il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, che in un’intervista al Sir fa notare come “pochi hanno sottolineato, in Amoris Laetitia, come il Papa – sul modello di san Paolo nella lettera ai Corinti – mostri i tratti del vero amore (quasi un nuovo ‘inno’ alla carità), spiegandoli ed applicandoli al vissuto familiare: l’amore coniugale è autentico, se apprezza l’altro per se stesso e vuole il suo bene; è spirituale; ma comprende anche l’affetto, la tenerezza, l’intimità, la passione, il piacere dato e ricevuto, l’apertura alla procreazione e all’educazione dei figli; è un’amicizia assoluta, figura dell’unione con Dio e vera via di santificazione. I quattro atteggiamenti suggeriti dal Papa (accogliere, accompagnare, discernere, integrare), che danno una nuova scossa alla pastorale familiare, sono necessari verso tutti, non solo verso quelle che egli chiama ‘situazioni di fragilità e imperfezione’, ma anche verso le coppie regolari. A tutta la Chiesa offre l’accompagnamento pastorale per il loro cammino”. Sul tema specifico dei divorziati civilmente risposati e degli altri conviventi fuori del matrimonio religioso, secondo Farrell, “non si sottolinea mai abbastanza il cammino di crescita spirituale e d’integrazione ecclesiale, con l’aiuto di un sacerdote, che dovrebbe essere loro offerto; un cammino che, nei penitenti e negli operatori pastorali, richiede tempo, gradualità, prudenza, pazienza, perseveranza, a partire dall’umile riconoscimento che la loro condizione non corrisponde al disegno di Dio, senza peraltro perdere la fiducia nella sua misericordia e nella vicinanza della Chiesa, un cammino di maturazione che comporta un impegno faticoso e difficile”.

Amoris Laetitia: card. Farrell (Santa Sede), superare “trappola” della “polarizzazione” solo sull’ottavo capitolo

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:50

“Bisogna superare questa distorsione, anche perché il capitolo fondamentale di Amoris Laetitia è il quarto: un vero e proprio manifesto dell’amore matrimoniale”. A mettere in guardia dalla “trappola” della “polarizzazione” dell’Amoris Laetitia solo sull’ottavo capitolo è il card. Kevin Farrell, prefetto del dicastero per i laici, la famiglia e la vita, in un’intervista al Sir, a un anno dalla pubblicazione del documento. “I problemi, le ferite e i mille aspetti delle sofferenze familiari sono l’evidenza della gravissima crisi del matrimonio e della famiglia e quotidianamente incidono nella carne viva delle persone”, argomenta il cardinale a proposito del dibattito in corso, ma “la grande sfida di Amoris Laetitia è proprio quella di indicare l’autentico amore umano e cristiano come l’unica forza capace di salvare il matrimonio e la famiglia”. “È questo amore che va posto al centro della famiglia, come già indicato dal Vaticano II e come più volte ribadito con vigore da Papa Francesco che gli dà il massimo rilievo in tutta l’esortazione apostolica, specialmente nei capitoli IV e V”, spiega Farrell.

Giornata contro il razzismo: Mineo (Ceis), vincere l’omertà e rifiutare i vergognosi cliché

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:46

“Il razzismo è inaccettabile e bisogna denunciarlo a voce alta, senza paura, vincendo ogni forma di omertà per sradicarlo completamente. Non si può far finta di non vedere e girare la faccia dall’altra parte”. Lo afferma Roberto Mineo, presidente del Centro italiano di solidarietà don Mario Picchi, in occasione della Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro di Shaperville dove, il 21 marzo 1960, la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l’apartheid. “Nel suo mezzo secolo di vita il Ceis ha sempre rifiutato fermamente ogni tipo di barriera discriminatoria, fedele all’insegnamento del suo fondatore, don Mario Picchi, che ci ha incoraggiato a spalancare le porte a chiunque chiedesse il nostro aiuto. Negli ultimi anni il nostro Centro, nato per aiutare uomini e donne a vincere ogni forma di dipendenza, ha accolto anche immigrati, rifugiati, richiedenti asilo politico. È un gesto concreto – sottolinea ancora Mineo – che vuole testimoniare come il razzismo, purtroppo ancora fortemente presente nella nostra società, spesso a danno delle donne, si vince ogni giorno accogliendo l’altro senza paura e soprattutto rifiutando i vergognosi cliché che tendono a vedere nello straniero un pericolo per la sicurezza”.

Giornata vittime mafie: partito il corteo a Locri. Le voci degli studenti, “siamo qui per combattere la mafia”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:39

È partito dal lungomare di Locri il corteo della Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia. Diversi i sindaci del territorio presenti, oltre ai familiari delle vittime di mafia. 160, ultima registrazione, i pullman previsti, molti dei quali proprio in questi minuti stanno raggiungendo il corteo di Libera. Diverse migliaia i giovani delle scuole di Calabria e Sicilia che stanno partecipando all’iniziativa, con bandiere, slogan e striscioni colorati. Le voci degli studenti: “Non è mai abbastanza utilizzare il mezzo della sensibilizzazione legato strettamente al ricordo. Il passato parla di persone con la schiena dritta, capaci di aprire gli occhi e rincorrere il miraggio della speranza. Persone che sono state scalfite dalla solitudine, schiacciate dal silenzio di chi, invece, doveva fare rumore”. Giulia, 13 anni, di Siderno, ha poche parole: “Siamo qui per combattere la mafia, sappiamo che dobbiamo farlo sin da piccoli”. Michela, 18 anni, di Messina, aggiunge: “Partecipo con tanta emozione, ci sono tanti giovani come me e credo che da noi debba arrivare una risposta”. Giuseppe Ursino, 16 anni, di Locri, ha le idee chiare: “C’è omertà, ci vogliono maggiori denunce, anche a scuola facciamo diverse manifestazioni, parliamo, ma non basta”.

Giornata vittime mafie: Senesi (attrice), #Sullarettavia “un modo semplice” per “dare testimonianza”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:34

“Un gesto, un segno, un modo anche abbastanza semplice per contribuire”. Così Marina Senesi, attrice, descrive al Sir “#Sullarettavia”, l’iniziativa che in questi giorni l’ha vista percorrere a piedi i paesi dell’Aspromonte fino a Locri, per essere presente alla Giornata della memoria e dell’impegno per le vittime della mafia di Libera. “Questo è stato un modo di aderire a un’idea bellissima di don Luigi Ciotti e di Libera, un contributo, un gesto un po’ curioso che fosse un modo particolare per raccontare un evento, perché tutto concorre a dare una testimonianza – continua Senesi -. Messina è la città che l’anno scorso ha ospitato la Giornata, Locri quest’anno, per questo, come segno di continuità, abbiamo tracciato una linea retta fra le due città e l’abbiamo chiamata ‘Sulla retta via’, un nome che ha più di un significato”. Radio 24 e Radio 2 hanno seguito quotidianamente l’evento. E sono arrivati ieri pomeriggio i corridori del “Giro della luce”, un percorso in bici per la Calabria organizzato da Libera e patrocinato dalla regione Calabria. “Siamo partiti da Cosenza e, passando per lo Jonio, per Crotone, siamo arrivati a Locri – dice Carlo Pecora, giornalista -. Oggi partecipiamo al corteo. Vogliamo dare un segnale ai giovani, per dare una speranza soprattutto per i giovani”.

Papa a Milano: incontro cresimandi, “tutto esaurito” allo Stadio Meazza. Animazioni affidate a mille adolescenti

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:18

Stadio Meazza pieno in ogni ordine di posti, sabato 25 marzo, con 78mila partecipanti all’incontro tra cresimandi e Papa Francesco. I dati sono forniti dalla pastorale giovanile della diocesi di Milano, che tra quattro giorni accoglierà la visita del Pontefice. Nel pomeriggio, dopo la messa al Parco di Monza, Bergoglio si sposterà allo stadio per partecipare al tradizionale incontro dei ragazzi della cresima dell’arcidiocesi che prevede preghiera e animazioni con speciali coreografie in campo. “Le figurazioni saranno realizzate da circa mille volontari, per lo più adolescenti, provenienti dagli oratori ambrosiani”. L’incontro di preghiera inizierà alle ore 17.00. L’arrivo del Papa, assieme all’arcivescovo Angelo Scola, è previsto per le ore 17.30. La celebrazione terminerà per le ore 18.15. Fra i presenti, si contano circa 45mila cresimandi del 2017, accompagnati da genitori, padrini e madrine, catechisti e catechiste, educatori e responsabili degli oratori, più una rappresentanza di ragazzi che hanno ricevuto la cresima nel 2016. Il brano evangelico dell’Annunciazione del Signore farà da filo conduttore all’incontro che avrà come titolo “Con la gioia dello Spirito”. Come ogni anno, “i ragazzi della cresima faranno dell’incontro a loro dedicato un’occasione di carità, sostenendo in questa edizione il progetto di ricostruzione della ‘Casa del futuro’ di Amatrice”.
L’incontro diocesano dei cresimandi era stato voluto per la prima volta dal cardinale Giovanni Colombo nel 1973 in Duomo. Vista la forte adesione, l’incontro si è spostato prima in piazza Duomo, poi al Velodromo Vigorelli e all’Arena di Milano e, infine, con il cardinale Carlo Maria Martini e con gli altri arcivescovi allo Stadio Meazza. Nel 2012 Papa Benedetto XVI partecipò all’incontro in occasione di Family 2012.

Prolusione Card. Bagnasco: Garelli (sociologo), “uno stile costruttivo e senza ostentazione”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:12

La prolusione del cardinale Angelo Bagnasco è lo specchio fedele dello stile della presenza della Chiesa italiana ai tempi di papa Francesco, così Umberto Folena su “Avvenire di oggi sintetizza le parole di Franco Garelli, ordinario di sociologia dei processi culturali all’Università di Torino, intervistato sulla Prolusione di ieri del cardinale presidente. Uno stile “racchiuso nelle tre parole usate dal presidente della Cei: ‘Umiltà, obbedienza, discrezione'”. Tre parole che sono “una sintesi felice” che “descrivono lo stile di Bagnasco, il modo in cui ha esercitato la sua leadership”. Per Garelli il tratto distintivo di temi affrontati risiede nel “duplice tono di denuncia e di proposta, assieme, sempre. Coglie le ambivalenze, mette in guardia dagli aspetti negativi ma immediatamente ne sa individuare i possibili sviluppi positivi. È come se dicesse: in ogni problema sono racchiuse sfide e opportunità; in ogni problema occorre saper vedere le note positive su cui far leva per una soluzione”.
Il sociologo prende ad esempio la parte del testo in cui il card. Bagnasco parla di giovani e lavoro: “non nasconde che esiste il dramma della disoccupazione, ma invita anche a prendere in considerazione qualcosa che in Italia suscita resistenza, l’ipotesi di cambiare mestiere”. Così come sulla decrescita demografica “non si limita alla denuncia e al lamento” ma “sottolinea quanto i giovani desiderino in realtà una famiglia e dei figli”. Garelli sottolinea che “Bagnasco fa bene a ricordare che la Chiesa c’è e non è assente, anche se i media raramente rilanciano la sua azione”. Nel raccontare l’accoglienza e i progetti per i migranti, evidenzia Garelli, il tutto non è detto “con spirito rivendicativo, ma come dato di fatto. E dispiace che l’opinione pubblica ne venga informata così poco”. E conclude: “Questo è lo stile di Bagnasco e della Chiesa italiana degli ultimi tempi: costruttivo senza ostentazione”.
Infine, il sociologo sottolinea la “chiave costruttiva” del processo con cui sarà presentata al Papa la terna di nomi per la futura presidenza della Cei.

Prolusione card. Bagnasco: Tarquinio (Avvenire), “chi non ascolta non ha risposte giuste”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:07

SIR – 21/03/2017 – “Ciò che davvero sorprende è che la denuncia della fatica ingiusta della ‘decrescita infelice’ – alla quale, da almeno un decennio, anche la Chiesa italiana sa dare voce e argomenti forti – continui a non essere ascoltata e capita da troppi tra coloro che hanno il dovere di fronteggiare la ‘prima e assoluta urgenza’ per la nostra gente. È una verità semplice: chi non ascolta non ha risposte giuste”. Così Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, commenta, nell’editoriale pubblicato oggi sul quotidiano cattolico, la prolusione tenuta ieri dal card. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei. “Non ho mai dimenticato – ricorda il direttore – come il 21 maggio 2007, Bagnasco – citando il ritorno a una massiccia distribuzione da parte della Caritas ‘dei pacchi viveri che parevano definitivamente superati’ – avesse chiamato a difendere i poveri e un ceto medio in via di impoverimento dai morsi di una crisi che ancora i responsabili della politica e dell’economia non volevano o non riuscivano a vedere e a prendere sul serio”. Dieci anni dopo, osserva Tarquinio, “ci sono stati alcuni passi avanti e diversi passi indietro, tant’è che il tunnel della crisi visto dalla parte della gente semplice è tutt’altro che finito”. “Intanto, constata il cardinal Bagnasco, persistono sottovalutazioni gravi delle reali priorità popolari da parte di un mondo politico ‘distratto’ che magari si concentra su temi delicatissimi come quello dell’affievolimento del principio dell’‘indisponibilità’ per chiunque della vita umana, ma non s’impegna a fondo per ripristinare adeguati canali di comunicazione con i cittadini”, aggiunge Tarquinio, secondo cui “permane, così, un preoccupante clima di sfiducia e domina una ‘litigiosità’ che induce tanti a pensare, sbagliando, che la soluzione sia quella ‘qualunquista’ di ‘ghigliottinare lo Stato’”.

Prolusione card. Bagnasco: Tarquinio (Avvenire), “vivere tra la gente e con la gente apre gli occhi e insegna l’umiltà dell’ascolto”

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:05

“Vivere tra la gente e con la gente apre gli occhi, e insegna l’umiltà dell’ascolto, la sola che può far sentire e capire il ‘grido’ della ‘sofferenza insopportabile’ dei defraudati di lavoro, di dignità, di fiducia, di famiglia e di futuro”. Lo afferma Marco Tarquinio, direttore di “Avvenire”, nell’editoriale pubblicato oggi sul quotidiano cattolico, nel quale commenta la prolusione tenuta ieri dal card. Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei. “Non sono molti, oggi, nel nostro Paese ad avere la consapevolezza, la lucidità e il coraggio di individuare le radici della ‘decrescita infelice’”, osserva il direttore, aggiungendo che “meno ancora sono coloro che dall’onestà e dalla profondità dell’analisi fanno discendere una scala ascendente di priorità utili a rispondere alle giuste attese dell’Italia reale”. Tra questi, secondo Tarquinio, ci sono “i nostri vescovi” e ieri il card. Bagnasco, “ne ha dato un’altra prova”. “Lavoro e famiglia, crisi demografica e condizione giovanile, sfida educativa e governo saggio dei fenomeni migratori, individualismo eccitato ed europeismo snervato sono stati al centro di una riflessione densa e aperta, del tutto realistica – a tratti in modo persino accorato – e però ricca di tenace speranza”, osserva il direttore, per il quale “bisognerebbe riprendere in mano dieci anni di ‘prolusioni’ del card. Bagnasco, vescovo tra i vescovi e concittadino responsabile di ogni altro italiano ed europeo, per capire come questa ‘cifra’ ecclesiale e contemporaneamente e sobriamente civile, perché imperniata sui valori fondanti la nostra civiltà italiana, sia frutto di una condivisione profonda di una realtà di popolo”.

Sir: le principali notizie di oggi dall’Italia e dal mondo. Mosul, riapre ospedale Al-Qayyara. Elezioni Francia, candidati a confronto

Agensir.it - Tue, 2017-03-21 10:00

Iraq: riapre a Mosul l’ospedale Al-Qayyara. 45 operatori sanitari, 6 chirurghi, due sale operatorie

Un segnale di speranza a Mosul, Iraq, dove riapre l’ospedale Al-Qayyara, chiuso cinque mesi fa a causa dei danni subiti per i bombardamenti. La struttura sanitaria avrà reparti di ostetricia, traumatologia e primo soccorso. Grazie all’intervento dell’Organizzazione mondiale della sanità, il nosocomio dispone di due sale operatorie, una banca del sangue, un laboratorio per le analisi, macchinari per radiografie. In totale conta al momento su 45 operatori sanitari, compresi 6 chirurghi e 4 anestesisti. L’intervento dell’Oms avviene in una regione in cui la guerra ha provocato, e continua a provocare, morti e innumerevoli feriti che necessitano di cure mediche e di interventi chirurgici.

Francia: dibattito televisivo tra i cinque candidati all’Eliseo. Convincono Macron e Le Pen

Primo di tre dibattiti televisivi ieri sera, in Francia, in vista delle elezioni presidenziali che si svolgeranno il 23 aprile (primo turno) e il 7 maggio (ballottaggio). A confronto i cinque candidati: François Fillon, scelto per rappresentare gollisti e conservatori, Marine Le Pen, candidata del Front National, Emmanuel Macron del movimento En Marche, il socialista Benoit Hamon, il leader della sinistra alternativa, Jean-Luc Mélenchon. Confronto politico teso, tra scandali (riguardanti Fillon e Le Pen), nazionalismo e antieuropeismo, sicurezza, economia e occupazione, politica estera. Secondo un sondaggio di Elabe, realizzato subito dopo la trasmissione della Tf1, Macron sarebbe stato il più convincente, seguito dalla Le Pen. Sono questi i due candidati che sembrano avere maggiori chances di giungere al ballottaggio. Nel frattempo la Francia deve affrontare un nuovo scandalo politico. Il ministro dell’Interno, Bruno Le Roux, è stato convocato per oggi dal premier Bernard Cazeneuve per rispondere delle notizie diffuse dai media secondo cui avrebbe impiegato come sue assistenti parlamentari le figlie minorenni. Il ministro ha spiegato che si trattava di lavori estivi, “utili per il curriculum”, retribuiti però per un totale di 55mila euro.

Belgio: Bruxelles si prepara a commemorare le vittime degli attentati di un anno fa

Bruxelles si prepara a commemorare, nella giornata di domani, le 32 vittime degli attentati del 22 marzo 2016. Re Filippo, il premier Charles Michel, i rappresentanti della capitale e della regione e quelli delle istituzioni Ue prenderanno parte a commemorazioni ufficiali all’aeroporto di Zaventem e alla stazione della metropolitana di Maelbeek, dove scoppiarono gli ordigni che causarono anche un migliaio di feriti, oltre 200 dei quali gravi. I preparativi per le manifestazioni ufficiali sono in corso, mentre la città resta presidiata, da allora, da 1.100 militari. In queste ore monta però la polemica circa il trattamento riservato alle famiglie delle vittime e ai feriti, per lo più in attesa degli indennizzi promessi subito dopo gli attentati dei quali sono finora ritenuti responsabili i kamikaze Najim Laachraoui, Ibrahim El Bakhraoui e Khalid El Bakrhaoui.

Tv: chiude “Parliamone sabato”. Le scuse del direttore generale della Rai

“È inaccettabile che in un programma televisivo le donne siano rappresentate come animali domestici di cui apprezzare mansuetudine, accondiscendenza, sottomissione. Questa vergognosa lista è offensiva nei confronti delle donne”. La presidente della Camera, Laura Boldrini, è stata tra le prime ieri a commentare la trasmissione “Parliamone sabato”, andata in onda il 18 marzo su Rai Uno. Un dibattito in studio con infografica per stabilire quali siano le caratteristiche che gli uomini italiani apprezzerebbero delle “donne dell’est”. Le vaste reazioni registrate ieri hanno indotto la Rai a un intervento, seppur tardivo, con la soppressione del programma condotto da Paola Perego. Il direttore generale della Rai, Antonio Campo Dall’Orto, ha affermato: “Gli errori si fanno, e le scuse sono doverose, ma non bastano”, citando poi “contenuti che contraddicono la mission di servizio pubblico. La decisione di chiudere ‘Parliamone sabato’ non è solo la semplice e necessaria reazione ai contenuti andati in onda lo scorso sabato”, ma anche una decisione che accelera la revisione del daytime di Rai Uno sulla quale peraltro stavamo già lavorando da tempo”.

Scuola: Lanciano e Carini, scuola negata a due studenti disabili. Le autorità indagano

Il ministero dell’Istruzione ha avviato un’indagine tramite l’Ufficio scolastico regionale dell’Abruzzo in seguito alla denuncia della famiglia di un ragazzo autistico di 10 anni che sarebbe stato rifiutato da tre scuole di Lanciano. La madre del bambino si era rivolta al sindaco, Mario Pupillo, segnalando i fatti anche alla polizia. Dalle autorità scolastiche si ricorda che “tutte le studentesse e gli studenti, a maggior ragione se in situazione di difficoltà, hanno diritto a frequentare serenamente la scuola dell’obbligo”. Sempre ieri è emerso un altro caso, a Carini in Sicilia, dove una ragazza disabile di 18 anni non può frequentare le lezioni da quattro mesi non avendo accesso ai bagni.

Italia: Paese “più sano del mondo”. Dieta mediterranea, aspettativa di vita elevata

Secondo l’annuale indagine “Bloomberg Global Health Index” l’Italia sarebbe il Paese con la popolazione maggiormente in salute a livello mondiale, prendendo in considerazione 163 Paesi di tutti i continenti. Gli indici considerati dalla ricerca verificano l’aspettativa di vita, le cure mediche, la dieta. Benché vengano rimarcati anche problemi e ritardi dei Paesi analizzati: per l’Italia si parla anche di ritardo nello sviluppo economico e del 40% di disoccupazione giovanile. Subito dopo il Belpaese, figurano Islanda, Svizzera, Singapore, Australia. Distaccati Germania, Regno Unito, Stati Uniti, Giappone, Cina, Russia. In fondo alla classifica i Paesi in via di sviluppo, con aspettative di vita inferiori rispetto all’Italia di 20 o 30 anni.

La chiesa tra minacce e opportunità

Evangelici.net - Tue, 2017-03-21 02:40
FIRENZE - Il pastore evangelico brasiliano Augustus Nicodemus con il suo nuovo libro, "L'ateismo cristiano e altre minacce la chiesa", lancia una nuova sfida ai cristiani: «siamo pronti a cambiare abitudini per tornare a essere il sale della terra?».

Notizie Sir del giorno: prolusione card. Bagnasco, minacce a don Ciotti, Brexit, preghiera davanti al muro Messico-Usa

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 20:30

Cei: prolusione card. Bagnasco, “prossimità” parola-chiave per affrontare sfide e opportunità

“Prossimità” nel quotidiano, a partire dalle parrocchie e dal servizio “accanto alla gente” svolto dai sacerdoti, “con tutto il santo popolo di Dio”. È questa, per il card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, la parola-chiave per affrontare “un tempo di grandi sfide ma anche di grandi opportunità”. Nella prolusione che ha aperto oggi il Consiglio permanente, Bagnasco parla di lotta alla mafia, lavoro, famiglia, giovani, inverno demografico, maternità surrogata, teoria del gender, fine vita, migrazioni, Europa, azzardo. (clicca qui; con un editoriale del direttore)

Scritta su vescovado Locri: mons. Oliva, “non vogliamo il lavoro dalla ‘ndrangheta”

“Da queste parti il bisogno di lavoro è fondamentale e lo conosciamo bene da anni. Su questo problema vogliamo richiamare l’attenzione per il bene di tutti, ma noi il lavoro non lo vogliamo dalla ‘ndrangheta”. Lo dice al Sir monsignor Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, in riferimento alla scritta apparsa questa mattina sulla facciata del vescovado di Locri: “Più lavoro meno sbirri”. (clicca qui)

Pedofilia: Rapporto Meter, nel deep web quasi due milioni di immagini e un portale di neonati

Il Report 2016 su pedofilia e pedopornografia di Meter onlus, intitolato “Un crimine contro i bambini”, riporta i dati dell’attività svolta nello scorso anno: identificate e segnalate alla Polizia postale quasi due milioni di immagini (1.946.898 contro il milione e poco più del 2015); rilevati 203.047 video contro i 76.200 del 2015; monitorate e segnalate 9.379 url, in lieve calo rispetto ai 9.872 del 2015. (clicca qui)

Rai-caso Perego: Padula (Aiart), “micro circo irrispettoso spacciato per salotto garbato e familiare”

“Continuiamo a essere delusi da un Servizio pubblico che, invece di puntare su approfondimento serio e contribuire alla crescita culturale dei telespettatori, orienta parte della propria programmazione su temi spazzatura che, come in questo caso, ledono anche la dignità della persona”. Così Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), commenta al Sir la puntata di sabato 18 marzo di “Parliamone… sabato”, durante la quale si enunciavano le caratteristiche delle donne dell’est considerate “migliori” rispetto alle italiane. (clicca qui)

Brexit: Coulter (London School of Economics), “finalmente i negoziati. Si può arrivare a un buon accordo”

“Un grande sospiro di sollievo perché finalmente l’attesa è finita. Così verrà accolta in Gran Bretagna, ma soprattutto a Bruxelles, la notizia che la premier Theresa May invocherà l’articolo 50” del Trattato di Lisbona “il prossimo 29 marzo”. Per Steve Coulter, docente di politica economica europea alla London School of Economics, “finalmente è finita la guerra delle speculazioni e delle accuse reciproche”. (clicca qui)

Messico: preghiera davanti al muro di confine con Usa e marcia per i migranti

L’arcidiocesi di Tijuana, che si trova al confine tra Messico e Stati Uniti (appena al di là della frontiera c’è la californiana San Diego), ha fatto sentire la sua vicinanza ai migranti nel momento in cui da parte statunitense viene confermata la volontà di alzare muri. La tradizionale Marcia per la vita promossa dalla Chiesa locale quest’anno ha voluto essere anche e soprattutto una marcia per i migranti, iniziata proprio con una preghiera davanti al muro frontaliero di confine, che a Tijuana esiste già da parecchi anni. (clicca qui)

Iraq: possibile ritorno dei Gesuiti dopo quasi 50 anni. Patriarca Sako, “benedizione per il Paese e per i cristiani”

“Una vera novità per l’Iraq, e in particolare per la sua componente di popolazione cristiana”. Si tratta del possibile ritorno in Iraq della Compagnia di Gesù dove era presente dal 1932, l’anno dell’indipendenza della Repubblica d’Iraq dall’amministrazione britannica. In una intervista rilasciata a Baghdadhope il patriarca caldeo Mar Louis Raphael I Sako definisce il ritorno dei gesuiti “una benedizione per l’Iraq e soprattutto per i cristiani”. (clicca qui)

 

 

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 21 marzo. Prolusione card. Bagnasco, Giornata vittime mafie, Brexit, chiusura programma Rai “Parliamone sabato”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 20:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale di prima pagina alla prolusione del cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Cei. Il presidente dei vescovi italiani sottolinea come il lavoro sia la prima e assoluta urgenza per la società, in particolare per quel che riguarda i giovani. Nel testo, anche grande attenzione alle famiglie. Bagnasco rimarca poi come “nella litigiosità politica il bene del Paese non entra per nulla”. Richiamo sulla legge per le Dichiarazioni anticipate di trattamento, perché la vita pure al suo termine sia rispettata e tutelata. A corredo, l’editoriale del direttore di “Avvenire”, Marco Tarquinio. Ampia fotocronaca sulla Giornata della memoria delle vittime innocenti della mafia in corso a Locri. Evento sporcato dalle frasi apparse sulla curia della città calabrese. Scrive Antonio Maria Mira nel suo commento: “Qualcuno ha scritto sul muro dell’episcopio slogan insultanti e furbi e frasi minacciose contro don Ciotti che coinvolgono anche il vescovo Oliva. Perché la Chiesa italiana ha parlato con nettezza, come ha ribadito il segretario generale della Cei, il vescovo Galantino, rivolgendosi ai familiari a nome di papa Francesco”. Titoli per i fatti esteri, con la Brexit annunciata formalmente per il 29 marzo e l’inchiesta negli Usa sui rapporti tra Trump e la Russia. Spazio infine per la vicenda del programma Rai “sessista” che i vertici di viale Mazzini hanno deciso di chiudere con una decisione che ha pochi precedenti.

Mafia: Tv2000, domani e mercoledì miniserie ‘Questa terra sarà bellissima’ con racconti testimoni di giustizia

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 20:18

In occasione della Giornata della memoria delle vittime di mafia, il 21 e 22 marzo va in onda su Tv2000, in seconda serata, “Questa terra sarà bellissima”. Una miniserie in due episodi, nata da un’idea del giornalista Umberto Lucentini e realizzata dal regista Giuseppe Carrieri, che ripercorre alcune vicende siciliane con gli occhi di testimoni anti-mafia che raccontano la propria storia e la sfida intrapresa contro la criminalità organizzata. Nel primo episodio il protagonista è il testimone di giustizia Giuseppe Carini, al quale è affidato il ricordo di Don Pino Puglisi, il parroco di Brancaccio assassinato nel 1993, primo martire della Chiesa ucciso dalla mafia proclamato beato da Papa Francesco. Un commovente e unico ritratto che si intreccia nel ritorno, tanto doloroso quanto irripetibile, di Carini nel quartiere palermitano di Brancaccio.
Nella seconda puntata protagoniste sono due donne: Piera Aiello e Margherita Asta. Piera Aiello sposa nel 1985 Nicolò Atria, figlio del mafioso Vito Atria. Nove giorni dopo il matrimonio viene ucciso il suocero. Nel 1991 nella pizzeria di Piera, e in sua presenza, viene ucciso il marito. Piera denuncia i due assassini del marito e inizia il suo percorso di testimone di giustizia con il procuratore Paolo Borsellino e i carabinieri. La stessa scelta la fa la cognata Rita Atria, la ragazza di 18 anni che si è tolta la vita dopo la strage di via D’Amelio in cui è stato ucciso Borsellino, il magistrato al quale aveva affidato le proprie speranze. Margherita Asta ha perso la madre Barbara Rizzo e i due fratellini Salvatore e Giuseppe nel 1985 nella strage di Pizzolungo, nel trapanese, quando fu fatta esplodere una autobomba al passaggio della macchina del magistrato Carlo Palermo, che rimase ferito. Rimasta sola col padre, a dieci anni Margherita inizia a fare i conti con gli orrori di Cosa nostra che l’ha privata degli affetti più cari. Oggi fa parte di Libera. E spesso s’incontra con Piera Aiello e con gli studenti delle scuole italiane che vogliono conoscere le loro storie.

Giornata contro il razzismo: Impagliazzo (Sant’Egidio), riflettere “sulle crescenti manifestazioni d’intolleranza e violenza”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 20:02

La Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali che si celebra domani “sia occasione di riflessione sulle crescenti manifestazioni d’intolleranza e violenza che, recentemente, hanno colpito nel nostro Paese stranieri e rom, ma anche soggetti deboli, come senza dimora e anziani”. Lo dichiara il presidente della Comunità di Sant’Egidio, Marco Impagliazzo. “Antidoto al razzismo – aggiunge Impagliazzo – è un lavoro lungimirante e tenace per favorire il dialogo e l’integrazione, sia da parte delle istituzioni che da parte della società civile. In un’Europa, attraversata da sentimenti populisti, è necessario più che mai investire sulla cultura del vivere insieme”. La Giornata venne istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite a ricordo del massacro di Shaperville, dove il 21 marzo 1960 la polizia sudafricana uccise 69 manifestanti che protestavano pacificamente contro l’apartheid.

Mafia: don Ciotti (Libera), “quanta gente muore ogni giorno per la propria mancanza di responsabilità?”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 19:53

“Questa sera vogliamo ancora una volta ricordare nella coscienza e nella nostra vita il nome di Vincenzo Grasso. Una memoria vera, viva, condivisa. È necessario impegnarci di più tutti”. Così don Luigi Ciotti, presidente di Libera, ha iniziato oggi pomeriggio la celebrazione eucaristica presieduta nella cattedrale di Locri nel diciottesimo anniversario dell’uccisione dell’imprenditore calabrese, assassinato dalla ‘ndrangheta il 20 marzo 1989. “Quanta gente muore ogni giorno per la propria mancanza di responsabilità: è la morte nell’individualismo, di perbenismo, di delega, di rassegnazione”, ha aggiunto don Ciotti. La riflessione è stata offerta da don Ennio Stamile, referente regionale calabrese di Libera: “È difficile agire da risorti in Calabria quando ci sono questi gesti, quando vengono sporcati i muri, e perché da anni respiriamo questo clima di rassegnazione che ci fa dire: ‘Che ci possiamo fare?'”. Per don Stamile, “se non agiamo da risorti la Calabria non risorge, non viene liberata da questa cappa infernale della ‘ndrangheta”. L’impegno deve essere “vivere quotidianamente per superare ogni logica di paura, vincere l’omertà”. In cattedrale è prevista questa sera una veglia di preghiera degli scout diocesani.

Biotestamento: Mpv, “il Parlamento accolga allarme Bagnasco”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 19:52

“Un cedimento all’individualismo esasperato; una limitazione della libertà di coscienza del medico; il rischio di scelte condizionate e di disposizioni anticipate prive di reale consapevolezza; un’apertura concreta al suicidio assistito e all’eutanasia da omissione di cure. Non poteva essere più sonora la bocciatura del testo sul fine-vita all’esame della Camera”. Lo dichiara il Movimento per la vita italiano (Mpv), facendo “appello ai parlamentari italiani affinché vogliano raccogliere le preoccupazioni allarmate del card. Bagnasco avviando una profonda revisione del testo uscito dalla Commissione”. “È ancora possibile – prosegue la nota – evitare all’Italia una deriva pericolosa che, per soddisfare gli istinti libertari di alcuni, metterà a rischio la vita fragile di tante persone. A conclusione del suo mandato di Presidente della Cei, il Mpv esprime un grazie sincero al card. Angelo Bagnasco per la mano ferma e sapiente con cui per dieci anni ha guidato la Chiesa italiana. Anche la sua ultima prolusione è stata un inno ai valori più profondi del nostro popolo e un severo richiamo a quanti li tradiscono nella politica e nella cultura. È alla luce di questo amore per il suo popolo che bisogna leggere anche la denuncia di oggi per i rischi della legge sul fine-vita all’esame della Camera”.

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