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Scritta su vescovado Locri: amministrazione comunale, “orgogliosamente sbirri per il cambiamento”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 16:07

“Orgogliosamente sbirri per il cambiamento”. Questo lo striscione apparso sui muri del centro di aggregazione giovanile di Locri e firmato Amministrazione comunale apparso dopo il messaggio intimidatorio di questa mattina sui muri del Vescovado, “Più lavoro meno sbirri”. Scritta che non ha risparmiato neanche don Luigi Ciotti. Nella tarda mattinata il sindaco Giovanni Calabrese ha tenuto una conferenza stampa sull’accaduto, proprio dinanzi al Centro di aggregazione, anch’esso preso di mira. “I soliti ignoti, per la tendenza criminale che li contraddistingue, hanno dimostrato per l’ennesima volta di essere vigliacchi e inutili per questo territorio, che però continuano a mortificare quotidianamente con i loro vili atti criminali e criminosi. Condanniamo con tutte le nostre forze quanto accaduto, ma anche questo non fermerà il grande sentimento di riscatto che sta coinvolgendo il nostro territorio e tutti i suoi cittadini onesti, affinché l’occupazione sia uno dei risultati di questa lotta”, si legge in un comunicato dell’Amministrazione comunale. “Sicuramente – si legge ancora nel comunicato – non ci fermerà una bomboletta spray e parole insensate scritte da gente vigliacca, in grado di rovinare anche momenti di festa e di unitaria partecipazione. Domani manifesteremo anche per dire basta alla criminalità, all’ignoranza, alla trasversale tendenza di voler a tutti costi arrestare il vento del cambiamento che ormai soffia su tutta la Locride. Locri non è questa. Locri è la gente onesta che ieri ha condiviso un momento di profonda riflessione e ricordo, Locri è di chi ama questo territorio, non di chi lo denigra, calpestandone l’immagine, tendando di fermare i sentimenti di coraggio di chi crede in un futuro diverso e migliore. Insieme a tutte le persone oneste, alla Magistratura e alle Forze dell’Ordine, riusciremo a sconfiggere questa ignobile piaga”. “Orgogliosamente sbirri per il cambiamento” sarà apposto anche per tutti i luoghi del corteo di domattina, quando verrà celebrata la Giornata della memoria e dell’impegno.

Iraq: Patriarcato caldeo, comunità della diaspora si facciano carico della scarsità di vocazioni sacerdotali

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 15:30

Molte comunità caldee della diaspora, sparse nei Paesi occidentali, chiedono al Patriarcato l’invio urgente di sacerdoti per la cura pastorale. Ma il Patriarcato caldeo non può inviare all’estero sacerdoti che operano al servizio delle diocesi in Iraq, anche perché è prioritaria la cura pastorale delle comunità presenti nei territori di radicamento storico della Chiesa caldea. Per questo, le comunità della diaspora, con i loro Vescovi, sono sollecitate a prendere iniziative per affrontare in loco il problema della carenza di vocazioni sacerdotali, anche incentivando le ordinazioni sacerdotali di uomini sposati. Sono queste le indicazioni e i suggerimenti contenuti in un comunicato appena diffuso dal Patriarcato caldeo, e rilanciato da Fides, in risposta alle richieste di invio di sacerdoti indirizzate al Patriarcato dalle comunità caldee disseminate in tutto il mondo. “Il Patriarcato – si legge nel testo – sa bene che ci sarebbe bisogno di sacerdoti per le comunità caldee che si trovano in Australia, Canada, Stati Uniti, Europa e in diversi Paesi del Medio Oriente”. Ma la scarsità di vocazioni rende di fatto impossibile venire incontro alle tante richieste. E dovendo scegliere, il Patriarcato riferisce di considerare prioritaria la permanenza di un congruo numero di sacerdoti presso le diocesi che amministrano i territori iracheni. Il fenomeno dell’esodo dei cristiani caldei – si legge nel documento – si è intensificato negli ultimi 15 anni a causa di diversi fattori: mancanza di sicurezza, estremismo e terrorismo anche di marca settaria, instabilità politica. Per tutti questi fenomeni “i cristiani hanno sofferto tanto, insieme con gli altri cittadini” rimarca il documento del Patriarcato. Il Patriarca caldeo Louis Raphael I Sako, contattato da Fides, chiama in causa la responsabilità di ogni singolo Vescovo, compresi quelli che guidano le comunità caldee in diaspora. Il comunicato diffuso dal Patriarcato caldeo invita tutti loro a cercare soluzioni per favorire l’aumento del numero dei sacerdoti nelle rispettive diocesi, compreso un maggior ricorso all’ordinazione sacerdotale di uomini sposati, contemplata nella disciplina canonica delle Chiese cattoliche orientali.

Cardinal Vlk: archbishop Zvolensky, “extraordinary herald of the faith”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 15:18

“The Lord has called to Himself this extraordinary herald of the faith who bore a truly beautiful witness during the rule of communism and after its fall, when he wisely led the Church in the Czech Republic”, says Msgr. Stanislav Zvolensky, president of the Bishops’ Conference of Slovakia, expressing his deepest condolences on the death of Cardinal Miloslav Vlk to Cardinal Dominik Duka, president of the Czech Bishops’ Conference, and the faithful in Bohemia and Moravia. The prelate also recalled the fruitful joint meetings of Czech and Slovak bishops in the first years of freedom after 1989, as well as the cardinal’s brave attitude and absolute devotion to God’s will when he learned about his serious disease. “We are grateful to the Lord for his life and for his example of true faith”, continues Msgr. Zvolensky. The funeral mass will take place on Saturday, March 25, 2017 in the Cathedral of St. Vitus in Prague. The remains of the late cardinal Miloslav Vlk will be exposed on Tuesday and Friday, so that the faithful can pay their respects to him in prayer.

Card. Vlk: mons. Zvolensky (vescovi slovacchi), “uno straordinario testimone della fede”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 15:18

“Il Signore ha chiamato a sé questo straordinario testimone della fede che ha saputo offrire una meravigliosa testimonianza durante l’epoca del comunismo e dopo la sua caduta quando con saggezza guidava la Chiesa in Repubblica Ceca”, ha dichiarato mons. Stanislav Zvolensky, presidente della Conferenza episcopale slovacca, esprimendo le sue sentite condoglianze per la morte del cardinale Miloslav Vlk al cardinale Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca e ai fedeli boemi e moravi. Il presule ha inoltre ricordato le fruttuose riunioni congiunte dei vescovi cechi e slovacchi nei primi anni di libertà dopo il 1989, nonché il coraggio e la totale sottomissione del cardinale alla volontà di Dio quando venne a conoscenza della gravità della sua malattia. “Siamo grati al Signore per la sua vita e il suo esempio di autentica fede”, ha continuato mons. Zvolensky. Le esequie si svolgeranno sabato, 25 marzo 2017, presso la cattedrale di San Vito a Praga. La salma del cardinale defunto verrà esposta martedì e venerdì per permettere ai fedeli di rendergli un ultimo omaggio in preghiera.

Giornata comunicazioni sociali: Marroni (Sole 24 Ore) a Copercom, “notizie profondamente oneste. Sempre!”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 15:03

Con l’intervento di Carlo Marroni, vaticanista de “Il Sole 24 Ore”, prende slancio la riflessione a più voci avviata dal Copercom sul Messaggio di Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali. “Sono principi talmente naturali che neppure dovrebbero essere messi a corollario della professione. Eppure – scrive Marroni – il Papa li elenca all’inizio del suo messaggio, e tanto basta per fare luce ancora una volta sugli scalini dove la comunicazione (in Italia) spesso inciampa”. Fare informazione, spiega il vaticanista, “implica onestà di pensiero e di comportamento”. “Naturalmente esistono le nostre convinzioni che ci guidano, ma non vanno lasciate tracimare sopra il livello di guardia dell’onestà, là dove i pregiudizi prevalgono sopra i giudizi, dove l’occhio del cronista viene offuscato da quello del censore”. La penna, ricorda Marroni, “è uno strumento formidabile e insostituibile nell’umano consorzio, ma trasformarla in spada è tradire la penna stessa, nata per comunicare, anche con grande rigore, ma non per trafiggere in modo indiscriminato e tantomeno per accarezzare e blandire”. Solo su “questi binari – osserva – non ci sarà distinzione tra buone e cattive notizie, ma tra notizie interessati e altre meno, scritte bene o confuse, ma sempre profondamente oneste”. Il Papa, aggiunge il vaticanista, “parla a tutti, e tutti comprendono la forza del suo messaggio. La buona notizia quindi può diventare ‘buona novella’ quando anche le storie di sofferenza e di malaffare – le cattive notizie che fanno notizia – possono essere scritte o trasmesse con uno sguardo in avanti, con un animo positivo e non distruttivo”, conclude Marroni.

Migranti: p. Baggio (Santa Sede), “nelle periferie non serve il trucco ma trasformazioni per inclusione sociale e dignitosa”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 14:48

“Gli operatori impegnati nella pastorale migratoria devono pensare agli obiettivi a lungo termine, impegnandosi nella costruzione di città migliori cominciando dalle periferie”. Lo ha detto questa mattina padre Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero dello Sviluppo Umano Integrale, intervenendo all’incontro annuale dei responsabili della pastorale dei migranti delle grandi città europee in corso a Roma sul tema “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”. Quella della migrazione, ha spiegato p. Baggio, è una “sfida missionaria” che “ nasce spontanea dalla coscienza della necessità di essere una ‘Chiesa in uscita’”. E in questa missione, ha aggiunto, “non possiamo andare mai da soli, ma sempre come Chiesa, come comunità missionaria”. Occorre andare “dal centro alle periferie”. I missionari possono “caricare le batterie” nel “centro”, ma “devono poi andare nelle periferie” perché “devono confrontarsi personalmente con la realtà delle periferie per essere credibili, concreti ed efficaci”: “Il trucco non serve. Nelle periferie non servono interventi di chirurgia estetica, ma trasformazioni reali tese a un inclusione sociale e dignitosa”. P. Baggio ha quindi rivolto lo sguardo ai gruppi “particolarmente vulnerabili” come i rom e i bambini . “Tra le persone vulnerabili delle periferie – ha concluso – un’attenzione speciale va ai bambini migranti, rifugiati e vittime della tratta”, ai rom e sinti che “rappresentano gruppi particolarmente vulnerabili tra gli abitanti delle periferie”.

Venezuela: ritrovati 15 cadaveri in fossa comune in un carcere. Dura presa di posizione dei vescovi

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 14:30

La Commissione Giustizia e Pace della Conferenza episcopale venezuelana prende posizione sul ritrovamento di fosse comuni, con almeno 15 cadaveri, nella Penitenciaría General de Venezuela, un carcere chiuso da qualche mese nello stato di Guárico. Nel comunicato a firma di monsignor Roberto Lückert, arcivescovo emerito di Coro, si definisce “terribile” questa scoperta che dimostra “la violazione di diritti umani fondamentali” attraverso “torture e atti crudeli, inumani e degradanti” e si fa presente che delitti come questi “sono perseguibili d’ufficio”. Perciò si chiede alle istituzioni venezuelane, ai vari livelli e competenze, di mettere in atto con urgenza le indagini che portino al chiarimento di quanto accaduto. Inoltre i vescovi rivolgono al Ministero competente la richiesta “di garantite l’integrità e la dignità delle persone detenute, perché non si ripeta una tragedia come questa”. A tutte le organizzazioni della società civile si chiede, invece, di esigere dalle autorità la garanzia del rispetto dei diritti umani nelle carceri.

Editoria religiosa: don Costa (Lev), “la nostra priorità è servire e offrire supporto al Papa”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 14:28

“Papa Francesco è un ottimo comunicatore. La sua spontaneità affascina la gente”. Lo dice don Giuseppe Costa, direttore della Libreria editrice vaticana, a margine del convegno sull’educazione religiosa che si è svolto a Los Angeles: “È un comunicatore per sua natura. Quando incontra qualcuno lo guarda negli occhi, gli sorride, l’accarezza. Lui ama parlare con tutti, percepisce il sentimento di chi incontra e prova a farsi capire usando esempi di vita pratica. È davvero spontaneo”.

Don Costa si è poi soffermato sul modo di fare comunicazione della Lev: “La nostra priorità è servire e offrire supporto al Papa nelle pubblicazioni. Io credo che per realizzare una buona comunicazione bisogna usare differenti strumenti insieme: libri, video, audio e supporti elettronici. E poi le persone devono essere aperte a capire”. Infine, un pensiero sui cattolici americani: “Mi piace l’atmosfera del cattolicesimo americano nei giovani e negli adulti, nei religiosi e nei laici. È la manifestazione della gioia dello stare insieme”.

Papa Francesco: ricevuto in udienza il presidente del Rwanda

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 14:24

Il Papa ha ricevuto oggi in udienza il presidente della Repubblica di Rwanda, Paul Kagame, che ha poi incontrato il cardinale segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, accompagnato da monsignor Paul Richard Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. “Durante i cordiali colloqui – informa la Sala Stampa della Santa Sede – sono state ricordate le buone relazioni esistenti tra la Santa Sede e il Rwanda. Si è apprezzato il notevole cammino di ripresa per la stabilizzazione sociale, politica ed economica del Paese. È stata rilevata la collaborazione tra lo Stato e la Chiesa locale nell’opera di riconciliazione nazionale e di consolidamento della pace a beneficio dell’intera Nazione”. In tale contesto, prosegue il comunicato, “il Papa ha manifestato il profondo dolore suo, della Santa Sede e della Chiesa per il genocidio contro i Tutsi, ha espresso solidarietà alle vittime e a quanti continuano a soffrire le conseguenze di quei tragici avvenimenti e, in linea con il gesto compiuto da San Giovanni Paolo II durante il Grande Giubileo del 2000, ha rinnovato l’implorazione di perdono a Dio per i peccati e le mancanze della Chiesa e dei suoi membri, tra i quali sacerdoti, religiosi e religiose che hanno ceduto all’odio e alla violenza, tradendo la propria missione evangelica”. Il Papa ha inoltre auspicato che “tale umile riconoscimento delle mancanze commesse in quella circostanza, le quali, purtroppo, hanno deturpato il volto della Chiesa, contribuisca, anche alla luce del recente Anno Santo della Misericordia e del Comunicato pubblicato dall’Episcopato rwandese in occasione della sua chiusura, a ‘purificare la memoria’ e a promuovere con speranza e rinnovata fiducia un futuro di pace, testimoniando che è concretamente possibile vivere e lavorare insieme quando si pone al centro la dignità della persona umana e il bene comune”. Infine, c’è stato “uno scambio di vedute sulla situazione politica e sociale regionale, con attenzione ad alcune aree colpite da conflitti o calamità naturali ed è stata espressa una particolare preoccupazione per il grande numero di rifugiati e di migranti bisognosi dell’assistenza e del sostegno della comunità internazionale e degli organismi regionali”.

Francescanesimo: Viterbo, lunedì 27 marzo una lezione sugli “autografi” di san Francesco

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 14:19

Lunedì 27 marzo, alle ore 20.30, Attilio Bartoli Langeli terrà una lezione pubblica su “Gli autografi di Francesco”, nell’ambito del corso di francescanesimo istituito presso il Santuario di Santa Rosa a Viterbo. Langeli, docente di paleografia e diplomatica nelle università di Perugia, Venezia, Padova e ora presso l’ateneo Antonianum di Roma, ha pubblicato nel 2000 un libro sugli Autografi di frate Francesco e di frate Leone, nel quale per la prima volta i due foglietti vergati di propria mano da Francesco erano sottoposti a una critica approfondita. Francesco scrisse lettere e biglietti a molte persone, ma si sono conservati soltanto i due che egli diresse a frate Leone, perché quest’ultimo li conservò gelosamente come reliquie. Si tratta delle Lodi di Dio Altissimo e della Benedizione a frate Leone, scritte sui due lati della “chartula” conservata presso il Sacro convento di Assisi; e l’Epistola a frate Leone annotata su un foglietto conservato dal Capitolo della cattedrale di Spoleto. Tre testi, tutti e tre in latino, scritti da un laico che si definiva illetterato. Per l’epoca, un evento straordinario. Durante la lezione il relatore metterà a fuoco i caratteri della “scrittura” di Francesco, non solo in senso paleografico ma anche come parte integrante della sua proposta cristiana.

 

Università: Apra, il 24 marzo il card. Stella presiede la messa per la “festa” dell’ateneo

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 13:56

Venerdì 24 marzo, presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum (Apra), in occasione della Festa dell’Ateneo, il cardinale Beniamino Stella, prefetto della Congregazione per il Clero, presiederà la Concelebrazione eucaristica. L’evento, che riunisce tutta la comunità accademica, “costituisce l’occasione di ringraziare Dio per il dono di questo Ateneo, che offre un servizio formativo a laici e consacrati, attraverso le facoltà di Teologia, Filosofia, Bioetica e i numerosi istituti e centri di ricerca”, si legge in una nota, in cui si sottolinea che tale ricorrenza coincide con la memoria liturgica dell’Annunciazione del Signore a Maria, Regina degli Apostoli, protettrice dell’Ateneo.

 

Francia: vescovi non parteciperanno alla trasmissione “Cash Investigation” di France 2 sulla pedofilia nella Chiesa

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:43

I vescovi francesi hanno deciso di declinare l’invito della trasmissione “Cash Investigation” di France 2. L’emittente aveva chiesto a un “rappresentante ufficiale della Chiesa” di partecipare alla registrazione di un dibattito che seguirà la messa in onda il 21 marzo (ore 20.50) del documentario “Pédophilie dans l’Eglise: le poids du silence” (Pedofilia nella Chiesa: il peso del silenzio) di Martin Boudot. “Questo rifiuto di partecipare alla registrazione – spiegano i vescovi in una nota diffusa oggi – è motivato dai metodi utilizzati per le interviste, nonché dai modi di ottenere le informazioni. Sembrerebbe che la deontologia giornalistica non sia rispettata e che l’emittente sia più preoccupata di accusare che di spiegare. La Conferenza episcopale di Francia, desiderosa di partecipare alla verità così come al lavoro nella lotta contro la pedofilia, ritiene che, in queste condizioni, non si possono far valere la verità dei fatti e le misure adottate da un anno”.

Papa Francesco: a Santa Marta, San Giuseppe dia ai giovani “la capacità di sognare”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:26

San Giuseppe dia ai giovani “la capacità di sognare, di rischiare e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni”. Così Papa Francesco durante l’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, al centro della quale c’è stata la figura di San Giuseppe, custode delle debolezze e del “sogno di Dio”, la cui solennità è stata spostata ad oggi perché il 19 marzo coincideva con la domenica di Quaresima.  Giuseppe, ha spiegato il Papa,  è un uomo che porta sulle sue spalle promesse di “discendenza, di eredità, di paternità, di filiazione, di stabilità”: “E quest’uomo, questo sognatore è capace di accettare questo compito, questo compito gravoso e che ha tanto da dirci a noi in questo tempo di forte senso di orfanezza. E così questo uomo prende la promessa di Dio e la porta avanti in silenzio con fortezza, la porta avanti perché quello che Dio vuole sia compiuto”. Per Francesco, san Giuseppe è un uomo che “può dirci tante cose, ma non parla”, “l’uomo nascosto”, l’uomo del silenzio, “che ha la più grande autorità in quel momento senza farla vedere”: “E’ l’uomo che non parla ma obbedisce, l’uomo della tenerezza, l’uomo capace di portare avanti le promesse perché divengano salde, sicure; l’uomo che garantisce la stabilità del Regno di Dio, la paternità di Dio, la nostra filiazione come figlio di Dio. Giuseppe mi piace pensarlo come il custode delle debolezze, delle nostre debolezze pure: è capace di far nascere tante cose belle dalle nostre debolezze, dai nostri peccati pure”. Ma questo compito lo ha ricevuto durante un sogno: è un uomo “capace di sognare”, ha osservato Francesco, e quindi è anche “custode del sogno di Dio”: il sogno di Dio “di salvarci tutti”, della redenzione, viene confidato a lui. “Grande questo falegname!”, ha esclamato il Papa, chiedendo che San Giuseppe “ci dia a tutti noi la capacità di sognare perché quando sogniamo le cose grandi, le cose belle, ci avviciniamo al sogno di Dio, le cose che Dio sogna su di noi. Che ai giovani dia – perché lui era giovane – la capacità di sognare, di rischiare e prendere i compiti difficili che hanno visto nei sogni. E ci dia a tutti noi la fedeltà che generalmente cresce in un atteggiamento giusto, lui era giusto, cresce nel silenzio – poche parole – e cresce nella tenerezza che è capace di custodire le proprie debolezze e quelle degli altri”.

Pedofilia: don Di Noto (Meter), “crimine” e “nuova forma di schiavitù che richiede intervento globale”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:03

“La pedofilia non è una malattia, ma un crimine. Nel 99,9% dei casi le condotte pedofile sono lucide e quindi perseguibili penalmente”, afferma don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente dell’associazione Meter che da 25 anni si occupa di lotta alla pedofilia e agli abusi sui minori, richiamando una sentenza della Corte di cassazione del 2013. Presentando questa mattina nella sede nazionale di Avola (Siracusa) il report 2016, don Di Noto definisce la pedofilia “una nuova forma di schiavitù” favorita “dall’indifferenza di molti e da quella cultura economica che quantifica in denaro tutto ciò che è mercificabile”, amplificata “globalmente dalla pedopornografia online” e sostenuta dai movimenti pro-pedofili che giustificano questa devianza “ritenendola un orientamento sessuale che la società deve accettare socialmente, politicamente, culturalmente e religiosamente”. Per il sacerdote, “parlare significa prevenire, svelare i silenzi, aiutare le vittime e, per quanto possa sembrare strano, anche i carnefici”. “Sopravvissuti”: così vengono chiamati durante la crescita e da adulti i bambini abusati: un termine che indica l’orrore della violenza subita che provoca la “morte immediata” di “una parte del loro essere”. “Noi non salveremo tutti i bambini del mondo – conclude don Di Noto -, ma alcuni li abbiamo liberati e guariti. La pedofilia è una nuova forma di schiavitù, un crimine che richiede un intervento gobale ed un cambiamento radicale del punto di vista di tutti”.

Pedofilia: report Meter 2016, seguiti 91 casi. Incontri di formazione nelle scuole e nelle diocesi

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:02

Nel 2016 il Centro d’ascolto dell’associazione Meter , che si occupa di contrasto alla pedofilia e agli abusi sui minori, ha seguito 91 casi e fornito 1.157 consulenze telefoniche su richieste provenienti soprattutto da Sicilia, Lazio, Lombardia (799, 83, 51), ma anche da Belgio, America e Svizzera. Lo rivela il report 2016 dell’associazione presentato oggi ad Avola dal suo fondatore e responsabile, don Fortunato di Noto. Nel settembre 2016 Meter ha avviato un nuovo servizio, il Centro polifunzionale per l’infanzia, l’adolescenza e l’autismo che si contraddistingue per l’intervento precoce, innovativo e tecnologico. Per quanto riguarda l’opera di sensibilizzazione nelle scuole italiane, sono 36 gli incontri svolti con 3.087 studenti e 540 insegnanti sull’utilizzo sicuro del web, ma l’associazione ha attivato anche una collaborazione con l’Arma dei carabinieri, organizzata dall’Assistenza spirituale e dal Comando della Legione allievi carabinieri di Roma. Alla Festa del cinema capitolina è stato presentato il cortometraggio “Coco” di Veronica Succi, regista che nel 2014 ha realizzato lo spot contro la pedofilia. Un secondo spot , girato nel 2015 e stato offerto in dono a Papa Francesco. Nel 2016 Meter ha promosso 120 incontri nelle diocesi offrendo un corso di formazione per seminaristi, clero, religiosi e laici. Dieci le diocesi incontrate (ma dal 2002 sono 56): Acireale, Aversa, Benevento, Guastalla, Lamezia Terme, Noto, Palermo, Ragusa, Roma, Treviso.

Pedofilia: report Meter 2016, primato all’Oceania. Esplode il deep web

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:01

Tre le 42 nazioni esaminate, nel suo Report 2016 su pedofilia e pedopornografia presentato oggi ad Avila (Siracusa) l’associazione Meter  colloca al primo posto sul “podio della vergogna” l’arcipelago di Tonga (4.156 segnalazioni di materiale pedopornografico contro le 504 del 2015), seguita da Russia (635) e Nuova Zelanda (312). Quanto ai domini, a detenere il primato tra i cinque continenti è l’Oceania (4.613), seguita da Europa (868) e Africa (259). La grande novità 2016 è che i pedofili hanno imparato a lasciare meno tracce rispetto al passato. “Grazie a servizi come, ad esempio, Dropfile che consente lo scambio temporaneo di file – si legge nel report – ci si dà un appuntamento virtuale su una chat, si rende il materiale disponibile al massimo 24 ore e poi si cancella. In questo modo la ‘finestra’ nella quale le autorità possono intervenire, si restringe”. Meter, che già l’anno scorso aveva denunciato lo spostamento di questi traffici nella free zone sommersa della rete, spiega che il sistema prevalentemente usato nel deep web è “The Onion Router” (Tor), una rete di comunicazione basata sull’anonimato dei suoi membri, protetti da crittografia e pertanto difficili da identificare e perseguire. Nel novembre 2016 Meter ha segnalato un indirizzo “onion” con 82.046 video scaricati da 476.914 utenti. Il 10 marzo di quest’anno Meter ha nuovamente constatato la presenza del portale e riscontrato 109.535 video: in 4 mesi sono stati caricati 27.489 video, scaricati da 685.590 utenti in modo rapido e incontrollato.

Pedofilia: report Meter 2016, segnalate quasi 2 milioni di immagini e oltre 9mila url. Un portale di neonati

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 12:00

Violenze sempre più raffinate e modalità di smercio del materiale “a tempo” grazie alle infinite possibilità del deep web, la faccia oscura della rete. Identificate e segnalate alla Polizia postale quasi due milioni di immagini (1.946.898 contro il milione e poco più del 2015); rilevati 203.047 video contro i 76.200 del 2015; monitorate e segnalate 9.379 url, in lieve calo rispetto ai 9.872 del 2015. Sono i principali dati contenuti nel Report 2016 su pedofilia e pedopornografia di Meter onlus, intitolato “Un crimine conto i bambini” e presentato questa mattina dal suo fondatore e presidente, don Fortunato Di Noto, e dal direttivo dell’associazione nella sede nazionale di Avola (Siracusa). La pedofilia, spiega il sacerdote “non si è fermata”; si è, piuttosto, “inabissata” perché i pedofili hanno lasciato i social network (155 segnalazioni tra Twitter, Facebook, Youtube contro le 3.414 dell’anno precedente), ma hanno scelto forme più sofisticate di immersione grazie al deep web.

E le vittime sono sempre più piccole: l’età massima è dodici anni ma aumentano i piccolissimi sotto i tre anni. Altissima la percentuale di neonati per i quali esiste un portale dedicato con una chatroom con dialoghi in italiano. Gli abusatori, afferma don Di Noto, “si mostrano ormai a viso scoperto, per nulla timorosi di essere perseguiti”. Un fenomeno transnazionale che richiede una risposta globale immediata ed efficace. Di qui l’auspicio che “le segnalazioni, certe e documentate, inoltrate da Meter soprattutto attraverso i Form presenti sui siti istituzionali delle Polizie estere, possano essere immediatamente prese in considerazione”.

Rai, caso Perego: Padula (Aiart), “micro circo irrispettoso spacciato per salotto garbato e familiare”

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 11:54

“Un micro circo fatto di personaggi stereotipati che disquisiscono su presunte categorie femminili come se fossero fenomeni da barraccone. E tutto questo spacciato per salotto televisivo garbato e familiare”. Così Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart (associazione dei telespettatori e dei cittadini mediali), commenta al Sir la puntata di sabato 18 marzo di “Parliamone… sabato”, il contenitore di intrattenimento pomeridiano condotto da Paola Perego, durante il quale si enunciavano le caratteristiche delle donne dell’est considerate “migliori” rispetto alle italiane perché più servizievoli e pronte a perdonare i tradimenti dei mariti. “Al di la di moralismi e perbenismi di maniera, continuiamo a essere delusi – osserva Massimiliano Padula – da un Servizio pubblico che, invece di puntare su approfondimento serio e contribuire alla crescita culturale dei telespettatori, orienta parte della propria programmazione su temi spazzatura che, come in questo caso, ledono anche la dignità della persona”. “Pur apprezzando le scuse del direttore di Rai Uno Andrea Fabiano – conclude il presidente dell’Aiart –, non possiamo non notare un certo scadimento contenutistico della Rai che smentisce così la sua missione originaria e manca di rispetto ai cittadini che, pur pagando il canone, sono sempre più orfani di un Servizio Pubblico degno di questo nome”.

Russia: mgr. Clemens Pickel (diocese of Saratov) new president of the Bishops Conference

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 11:41

The bishop of the diocese of St Clemens in Saratov, mgr. Clemens Pickel, is the new president of the Bishops Conference of the Russian Federation. He was appointed during the episcopal assembly in Sochi on March 16th and 17th. Mgr. Pickel replaces the archbishop of Moscow, Paolo Pezzi, who had been president for two terms. Mgr. Pickel will be assisted by the bishop of Novosibirsk, mgr. Joseph Werth, reappointed deputy president; and Don Igor Kovalevsky will be the general secretary again. The press release issued after the meeting lists the items that were on the bishops’ agenda: “problems of relations between the church and the state, inter-Christian and interreligious dialogue, social and charitable projects of the church, pastoral service for families and young people”. Pride of place was given to the issue of permanent deacons and, as stated in the final notice, the assembly passed the document “Guidelines on the training, life and ministry of permanent deacons in the Russian Federation”. The Russian Bishops Conference includes four bishops: Paolo Pezzi, archbishop of Moscow; mgr. Clemens Pickel of Saratov; mgr. Joseph Werth of Novosibirsk; mgr. Kirill Klimovich of Irkutsk. The meeting was also attended by the apostolic nuncio to the Russian federation, archbishop Celestino Migliore.

 

 

 

Russia: mons. Clemens Pickel (diocesi di Saratov) nuovo presidente della Conferenza episcopale

Agensir.it - Mon, 2017-03-20 11:41

È mons. Clemens Pickel, vescovo della diocesi di San Clemente a Saratov, il nuovo presidente della Conferenza episcopale della Federazione Russa. La sua elezione è avvenuta nel corso della plenaria dei vescovi che si è svolta il 16-17 marzo a Sochi. Mons. Pickel succede all’arcivescovo di Mosca Paolo Pezzi, che è stato presidente per due mandati. Ad affiancare mons. Pickel nel ruolo di vice-presidente sarà ancora il vescovo di Novosibirsk, mons. Joseph Werth; confermato anche l’incarico di segretario generale a don Igor Kovalevsky. Nel comunicato stampa diffuso dopo il termine dei lavori, sono elencati i temi su cui i vescovi si sono confrontati: “i problemi dei rapporti Chiesa-Stato, il dialogo inter-cristiano e interreligioso, le attività sociali e caritative della Chiesa, la pastorale delle famiglie e dei giovani”. Un argomento a cui è stata dedicata particolare attenzione è stata la questione dei diaconi permanenti e, si legge nella nota conclusiva, dall’assemblea è stato adottato il documento “Orientamenti sulla formazione, la vita e il ministero dei diaconi permanenti nella Federazione Russa”. Fanno parte della Conferenza episcopale russa quattro vescovi: l’arcivescovo Paolo Pezzi di Mosca; mons. Clemens Pickel di Saratov; mons. Joseph Werth di Novosibirsk; mons. Kirill Klimovich di Irkutsk. Ai lavori ha partecipato anche il nunzio apostolico nella Federazione Russa, l’arcivescovo Celestino Migliore.

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