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French election: Ifop survey for Lacroix/Pèlerin, Catholics voted for Emmanuel Macron

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 15:20

The French Catholics voted for Emmanuel Macron, who “in the Catholic house” widely surpassed the nominee of the Front National, Marine Le Pen. This has been revealed by a survey conducted by Ifop and published today on the newspaper “La Croix” and on the weekly “Pèlerin”.

The En Marche nominee received 62% of the Catholics’ total votes. This means “regular” churchgoers, with 71% of them voting for Macron, a proportion that stops instead at 54% among “occasional” churchgoers. The French Bishops Conference had never given any direction about how to vote and had not signed any joint appeal with Muslims, Jews and Protestants to call people to vote for Macron. It’s no surprise, then, that the Ifop survey also shows that the proportion of Protestants who voted for the En Marche nominee (72%) outnumbers that of the Catholics’. The number of Muslims who voted for Macron is markedly higher, though (92%). Marine Le Pen got 38% of the Catholics’ total votes. A number that drops to 29% among regular churchgoers and rises up to 46% among occasional churchgoers. 33% of Protestants chose her, only 8% of Muslims did. The survey finds that the much-feared problem of Catholic abstentions did not happen, and the turnout, as usual, was very high. For this election, again, the number of Catholics who did their duty as citizens amounted to 78%, a figure that goes up to 80% among regular churchgoers. So, Catholics outnumber both Protestants (76% of whom went to vote) and Muslims (62%). The survey – which does not say what proportion of Catholics opted for a blank or spoilt ballot – was based on a number of interviews made from May 4th to 7th on a sample of 4,300 people.

Comece: in agenda robotica e intelligenza artificiale, economia digitale e impatto su lavoro e famiglia

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 15:12

(Bruxelles) La Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) sta partecipando in queste settimane alle riflessioni in corso sui temi della “robotica e intelligenza artificiale e delle nuove sfide giuridiche ed etiche che presentano”, si legge in una nota diffusa dal segretariato di Bruxelles. Il riferimento è alla consultazione della Commissione Ue “sulle norme in materia di responsabilità del produttore per i danni causati da prodotti difettosi” che “stabilisce il principio di responsabilità oggettiva a carico dei produttori europei”, così come alla Risoluzione sulle norme di diritto civile sulla robotica, su cui la Comece esprime riserve: la proposta del Parlamento (al paragrafo 59, f) di istituire uno “status giuridico specifico per i robot” con relative responsabilità, segnala la Comece, “contraddice il concetto stesso di responsabilità fondato sui diritti della persona” e la comprensione di libertà, da non confondere con autonomia. Altro tema che ha impegnato la Comece è stato quello dell’economia digitale e l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro, con particolare attenzione a “lavoro mobile e telelavoro”. La digitalizzazione del lavoro, secondo un recente rapporto Ilo-Eurofound, “permette una riduzione dei tempi di spostamento e più autonomia sui quelli di lavoro, permettendo un migliore equilibrio tra vita professionale e vita privata, con però anche il rischio di un loro accavallamento e una intensificazione del lavoro” a scapito della vita privata.

Esorcismo: si è aperto oggi il corso al Regina Apostolorum. 240 partecipanti da oltre 40 Paesi

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 15:12

“È indispensabile una preparazione approfondita per evitare derive intellettuali e pratiche non consentite dalle norme della Chiesa”. Lo ha ribadito questa mattina Giuseppe Ferrari, segretario nazionale del Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa  di Bologna), introducendo il corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto  Sacerdos  e dal Gris, in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). All’appuntamento partecipano circa 240 sacerdoti e laici da oltre 40 Paesi. Per padre José Enrique Oyarzún, vice rettore accademico dell’Ateneo, “le pratiche di adorazione di satana sono sempre più pubblicizzate da media e social network coinvolgendo persone di ogni età, in particolare giovani”. “Il diavolo esiste – ha concluso – anche se non sono in tanti ad ammetterlo”.

Esorcismo: mons. Castellucci (Modena-Nonantola), “in ogni diocesi ci sia uno o più esorcisti”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 15:02

“Non ha senso mettere in discussione l’esistenza e l’opera del demonio”. Così mons. Erio Castellucci, vescovo di Modena e Nonantola, intervenendo questa mattina alla XII edizione del corso “Esorcismo e preghiera di liberazione” organizzato presso l’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum di Roma dall’Istituto  Sacerdos  e dal Gris (Gruppo di ricerca e informazione socio-religiosa  di Bologna), in collaborazione con l’Associazione internazionale esorcisti (Aie). “L’intreccio tra le forme straordinarie di possessione e le patologie psichiche avviene, perché i confini non sono sempre netti”, ha spiegato. Per questo è fondamentale la figura dell’esorcista: “È importante che nelle chiese locali sia offerto un servizio specifico, con la nomina di uno o più esorcisti. Se in una diocesi non vi è la possibilità di trovare un esorcista, infatti, non si applica completamente la missione affidata da Gesù agli apostoli”. Secondo mons. Castellucci, “l’opera demoniaca è devastante, ma non onnipotente; il diavolo, infatti, è un leone al guinzaglio”. La teologia, d’altra parte, “non riesce a farsi un’idea completa del fenomeno perché nelle azioni straordinarie del demonio c’è sempre qualche elemento che sfugge alla logica. Non sempre è preda del diavolo chi compie il male, talvolta può accadere anche a persone sante e persino a neonati”. “Una Chiesa che si fa ospedale da campo – ha concluso – deve offrire anche sacerdoti esorcisti”.

Migrante morto a Milano: don Colmegna (Casa della carità), “grido di sofferenza dalle nostre città. Servono politiche sociali efficaci”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 14:58

“Bisogna aprire uno spazio di riflessione al più presto: la morte del giovane migrante a cui abbiamo assistito ieri fa vedere il grido di sofferenza che arriva nelle nostre città. Siamo di fronte a un’emergenza silenziosa che va affrontata con coraggio, senza slogan o dichiarazioni dettate dalla convenienza elettorale”. Non usa giri di parole don Virginio Colmegna, presidente della Casa della carità, per tornare sull’episodio di ieri che ha visto protagonista un giovane migrante che si è tolto la vita in pieno giorno nei pressi della Stazione Centrale di Milano. L’uomo, un 31enne proveniente dal Mali, si è suicidato appendendosi con un cappio a un pilone accanto ai binari della ferrovia, in via Ferrante Aporti. “L’episodio di ieri mette in luce tutta la sofferenza diffusa di queste persone che si sentono anonime e abbandonate dal mondo – spiega al Sir don Colmegna –. Abbiamo bisogno di politiche sociali efficaci, non si può ridurre il tutto all’intervento dei militari per ripristinare l’ordine pubblico. La prima cosa da fare è abbandonare le strumentalizzazioni e le grida che provengono da una certa parte della politica. Perché in questo modo non solo si ingigantisce il problema, ma si riduce lo spazio del dialogo su questi temi. Serve, allora, maggiore impegno da parte delle istituzioni, sia a livello sociale che culturale”. Secondo il presidente della Casa della carità, è compito della politica “dare uno sguardo diverso su questo fenomeno”, evitando di spargere falsi stereotipi come quello che “i migranti sono tutti clandestini o sono tutti potenziali terroristi”.

Fatima: card. Amato (Holy See), “there’s no hidden fourth secret”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 14:48

“Fatima is a counterpoint of the satanic deviance of the minds and bodies that happened in the last century”. This is the belief of card. Angelo Amato, prefect of the Congregation for the Causes of the Saints, who spoke today at the XII course “Exorcism and releasing prayer”, at the Pontifical Regina Apostolorum College, in Rome. A few days before Pope Francis’s apostolic journey to Fatima for the 100th anniversary of the apparitions of the Virgin to the three little shepherds (May 12th and 13th), the prefect pointed out that “there is no hidden fourth secret of Fatima that speaks of huge calamities for the Church”: “There are no other secrets, everything has been revealed”. As to the third seer, in addition to young siblings Francisco and Jacinta Marto who will be canonised by Pope Francis himself, card. Amato added: “Sister Lucia is waiting for her cause of beatification to be completed”. Recalling the terrorist attack against John Paul II on May 13th 1981, the cardinal revealed that Wojtyla “was upset by the Fatima affair”, while “the professional killer never repented of his infamous deed”. For the Polish Pope, it was “a sort of second birth, it was the beginning of his Marian time, and all of Peter’s ministry was reset in the light of the Totus tuus”. Therefore, that was a “turning point in his personal and apostolic life”.

Diocesi: Milano, in seminario “Festa dei fiori” ricordando il centenario delle apparizioni di Fatima

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 14:18

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, parteciperà domani alla “Festa dei fiori”, evento dedicato ai futuri preti e agli anniversari di sacerdozio che si terrà al seminario arcivescovile di Venegono Inferiore (via Pio XI, 32). A pochi giorni dal centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, quest’anno la festa avrà anche un carattere mariano. La giornata avrà inizio alle 10 con un convegno sulla figura di Maria: interverranno don Franco Manzi, direttore della sezione parallela della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Manzi, che è anche docente di sacre scritture al seminario e membro della Pontificia accademia mariana internazionale, parteciperà con una relazione dal titolo “Lo sguardo dei tre profeti bambini sui risorti”. Insieme a lui, anche don Gianni Colzani, docente di missiologia e mariologia alla Pontificia università urbaniana di Roma, che parlerà del tema “Maria nella vita del prete”. In seguito, ci si sposterà in basilica, dove alle 11.15 il cardinale Scola presiederà la messa. Al termine della celebrazione, nel quadriportico del seminario, saranno presentati i candidati al presbiterio e il loro motto, “Con amore che non conosce confini”, tratto dal Vere Sanctus della preghiera eucaristica VI.
Quest’anno sono 10 i candidati al sacerdozio: saranno ordinati in Duomo il prossimo 10 giugno. Fra gli anniversari di quest’anno, sarà ricordato il 60esimo di ordinazione sacerdotale del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano. L’immagine della Vergine sarà al centro anche del secondo appuntamento della giornata nell’agenda del cardinale Scola. Alle ore 16 infatti, al santuario della Madonna del Bosco ad Imbersago, provincia di Lecco, l’arcivescovo presiederà la messa in occasione del IV centenario dell’apparizione di Maria.

Biotestamento: Giuristi cattolici, approvare il ddl “per evitare interventi creativi della giurisprudenza”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 14:00

Il Consiglio centrale dell’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) “memore che l’atteggiamento ostruzionistico a proposte di leggi su temi etici ha spesso portato il Parlamento a legiferare successivamente in senso addirittura peggiorativo”, ritiene “necessaria l’approvazione del Disegno di legge intitolato ‘Norme in materia di consenso informato e di dichiarazioni di volontà anticipate nei trattamenti sanitari al fine di evitare l’accanimento terapeutico’”. Questa la posizione dell’Ugci espressa in un comunicato “approvato – si legge – dal Consiglio centrale dell’Ugci il 2 maggio, col voto favorevole di tutti i presenti”. Un’urgenza, spiegano i giuristi cattolici, “motivata da una latente lacerazione dell’opinione pubblica che richiede un’intelligente e faticosa opera di mediazione tra istanze individualistiche, sempre più rilevanti nella società attuale, e il decisivo apporto solidaristico-personalista che connota le radici della Carta costituzionale italiana”. Inoltre l’Ugci valuta “con favore” il testo approvato dalla Camera dei Deputati il 20 aprile scorso “là dove indica tre limiti alle dichiarazioni anticipate e in generale alla volontà del paziente: la non violazione di norme di diritto positivo; il rispetto della deontologia professionale; il rispetto delle buone pratiche cliniche”. Nel ritenere che “il metodo della mediazione dovrebbe coinvolgere anche i riferimenti alla nutrizione e l’idratazione” che, nel caso di somministrazione artificiale, “rientrano tra le cure dovute al paziente terminale, quando non risultino troppo gravose o di alcun beneficio”, l’associazione auspica che “il ruolo del medico e del personale sanitario non sia compresso in una gabbia troppo rigida specie ove le dichiarazioni anticipate del paziente non siano conformi alla sua effettiva condizione clinica”.
Infine, l’Ugci ritiene che “in generale”, l’attuale ddl “possa e debba essere migliorato in punti non irrilevanti, anche per evitare interventi creativi della giurisprudenza, nella consapevolezza che solo una mediazione alta può resistere alla tentazione, sempre dietro l’angolo, di richieste di modifica strumentali e poco lungimiranti”.

Neonata abbandonata e morta a Trieste: Griffini (Aibi), “diffondere su tutto il territorio nazionale le culle per la vita”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:58

“Una ‘culla per la vita’ in ogni quartiere della città. Da nord a sud d’Italia, una mappa chiara e accessibile a tutti”. Questo l’appello di Marco Griffini, presidente di Aibi, Amici dei bambini, alla luce dell’ennesima tragedia di Trieste, dove una neonata è stata abbandonata in un giardino condominiale e, nonostante la corsa in ospedale, dopo poche ore è morta. Indagata la madre, di appena 16 anni. “Se ci fosse stata una culla per la vita nel suo quartiere – precisa Griffini – la bambina sarebbe ancora viva. La giovane mamma avrebbe, infatti, lasciato la neonata al caldo e al riparo nella culla, si sarebbe allontanata in tutta sicurezza senza il rischio di essere identificata e la piccola, presa in carico dal personale del 118, sarebbe stata portata in ospedale. Insomma tutto si sarebbe svolto nel modo più corretto. E si sarebbe salvata una vita”. Una tragedia che si aggiunge a una lunga lista di abbandoni che attraversa tutta la penisole e continua a mietere vittime innocenti. Per Griffini, quanto accaduto è la “punta di iceberg di un fenomeno sommerso le cui dimensioni ci sono sconosciute. Quanti bambini, infatti, vengono abbandonati e poi finiscono in ‘cattive mani’ alimentando anche un losco mercato?”. “Che senso ha – aggiunge – arrestare una madre disperata? Bisogna prevenire e aiutare. Proprio con la diffusione delle culle per la vita. Per questo della morte di questa neonata siamo tutti responsabili: a Trieste non c’e neanche una culla per la vita”. Di qui la necessità di diffondere a livello capillare su tutto il territorio nazionale la culla per la vita, unica vera alternativa al parto in anonimato in ospedale. In Italia sono circa 50, tra queste quella di Aibi inaugurata lo scorso 1 dicembre 2015 a Melegnano (Milano) in una struttura  dove sono presenti costantemente operatori specializzati nel rispetto dell’anonimato della mamma.

Venezuela: Consiglio nazionale pastorale universitaria, “troppi studenti morti, cessi la repressione!”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:46

“All’interno della crisi che viviamo nel Paese e nelle università venezuelane chiediamo che cessi la repressione e si garantisca il diritto alla protesta pacifica. Condanniamo esplicitamente la morte dei venezuelani durante l’esercizio di questo diritto”. Lo afferma una nota del Consiglio nazionale della pastorale universitaria del Venezuela, prendendo posizione contro la repressione governativa che in un mese ha causato la morte di oltre 30 manifestanti e centinaia di feriti, tra cui molti studenti universitari, “situazione che intristisce non solo le rispettive famiglie ma tutto un Paese che vede nei giovani il presente e il futuro della nostra amata terra”. Il Consiglio rappresenta almeno 30 università e istituti di educazione superiore, pubblici e privati, che hanno visto negli ultimi tempi molti docenti e studenti emigrare all’estero “per cercare di realizzare i propri sogni e progetti”. L’organismo ecclesiale esprime perciò “apprezzamento per le voci pacifiche dei nostri compagni universitari che non sono indifferenti e non rimangono sottomessi alla miseria umana perché orientano i propri ‘studi alla profondità delle radici e cause dei gravi problemi del nostro tempo’”. “Nell’ambito dell’azione di carità intellettuale che richiede la nostra patria – si legge nella nota – diamo vita alle storiche parole di san Giovanni Paolo II che implorò in Polonia, di fronte alla situazione nel suo Paese: ‘Noi gridiamo, come figli di questa terra: Discenda il tuo Spirito! Discenda il tuo Spirito! E rinnovi la faccia della terra, di questa terra!'”.

Messina: sportello legale all’oratorio don Guanella a Fondo Fucile. “Segno di misericordia e carità”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:22

Rendere la legalità un diritto per tutti e diffondere il senso di giustizia, dare risposta alle difficoltà e accompagnare la dignità della quale è rivestito ogni uomo sono le motivazioni che hanno portato la parrocchia San Pio X di Messina e la sezione messinese dell’Aiga, Associazione italiana giovani avvocati, a una convenzione. Grazie a questa, da ora in poi l’oratorio San Luigi Guanella fa spazio, nelle sue aule, a uno “sportello legale”. È stato inaugurato sabato pomeriggio, nella stessa sede nella quale gli avvocati offriranno consulenza gratuita a chi, nel quartiere, proporrà problematiche legali. “L’idea nasce come occasione e opportunità per fornire un aiuto alla popolazione e, soprattutto, alle famiglie disagiate – spiega don Nico Rutigliano, sacerdote guanelliano che opera nel quartiere -, ma soprattutto per le mamme dei quartieri poveri della periferia sud di Messina. Sono loro che spesso si trovano a portare avanti le problematiche, sia in ambito civile che penale, legate alla famiglia, alla casa e ai figli. Spesso ci siamo resi conto che, oltre all’ascolto, occorreva un aiuto qualificato che adesso, finalmente, troveranno”. L’oratorio sorge nel cuore di Fondo Fucile, una delle zone più difficili della città dello Stretto e qui da anni opera a favore e accanto ad ogni genere di povertà. Lo sportello legale, ultimo “segno di misericordia e carità”, sarà aperto tutti i martedì, a partire da domani, dalle ore 10 alle 12.

Fabbrica bombe in Sardegna: mons. Zedda (Iglesias), coniugare “diritto alla pace e al disarmo” con “diritto al lavoro”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:17

“Siamo chiamati a coniugare due diritti, quello alla pace e al disarmo e quello al lavoro. La scommessa che abbiamo sta nello sforzo di prendere coscienza di questa difficoltà, per cercare di trovare una soluzione che sia di comunione, senza essere troppo ideologici o, al contrario, troppo concreti”. Così il vescovo di Iglesias, mons. Giovanni Paolo Zedda, ha dichiarato circa la giornata di sensibilizzazione sul disarmo, intitolata “Run for Unity – Pace … parliamone”, vissuta ieri a Iglesias, promossa dal gruppo locale di Umanità nuova, espressione sociale del Movimento dei focolari, insieme al movimento Ragazzi per l’unità, in collaborazione con la rete di associazioni “I giardini della biodiversità”, protagonisti un innovativo progetto che, a partire dalla gestione di un’antica chiesa bizantina alla periferia della città, promuove una rete per creare una cultura della biodiversità, della partecipazione e della rigenerazione urbana e sociale.
L’iniziativa era collegata alla campagna contro la vendita di armi a Paesi in guerra della quale il movimento è promotore a livello nazionale, e il tema ha un peso evidente nel territorio, vista la presenza dalla fabbrica Rwm attiva nel campo dell’industria bellica. La manifestazione dunque, ha precisato il vescovo, “ci ha ricordato la delicatezza di un problema del nostro territorio”. Dallo stabilimento, infatti, situato nei territori di Domusnovas e Iglesias, a 40 chilometri da Cagliari, “partono esplosivi – spiegano gli organizzatori – destinati ai bombardamenti dello Yemen a opera dell’Arabia Saudita” e “sensibilizzare l’opinione pubblica rispetto alla necessità di fermare la vendita all’Arabia Saudita e ad altri Paesi in guerra delle bombe prodotte nell’iglesiente è il principale obiettivo della campagna nazionale”.

French election: Mgr. Dumas’ best wishes (French Bishops) to Macron, “demanding mission at the service of the country and the common good”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:03

“Emmanuel Macron has won. May our best wishes and prayers accompany him in his demanding mission at the service of France and the common good”. Mgr. Olivier Ribadeau Dumas, Secretary General and spokesperson of the French Bishops’ Conference, was the first to congratulate the new president in a tweet, before the release, probably tomorrow, of an official statement.

Victoire d'#Emmanuel Macron. Nos vœux et nos prières l'accompagnent pour sa lourde mission au service de la France en vue du Bien Commun.

— O.RIBADEAU DUMAS (@ORDUMAS) May 7, 2017

Papa Francesco: a Santa Marta, “la fede è la stessa, ma è in movimento”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 13:03

“Le verità della Chiesa vanno avanti: si consolidano con gli anni, si sviluppano col tempo, si approfondiscono con l’età, perché siano più forti con il tempo, con gli anni, si allarghino con il tempo e vengono più innalzate con l’età della Chiesa”. Lo ha detto il Papa, nella parte finale dell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta, in cui ha citato un monaco dei primi secoli, San Vincenzo di Lerino. “Chiediamo al Signore – è stata la sua invocazione finale – la grazia del discernimento per non sbagliare strada e non cadere nell’immobilità, nella rigidità, nella chiusura del cuore”.“Lo Spirito è il dono di Dio, di questo Dio, Padre nostro, che sempre ci sorprende. Il Dio delle sorprese”, ha esordito Francesco. “Perché?”, ha proseguito: “Perché è un Dio vivo, è un Dio che abita in noi, un Dio che muove il nostro cuore, un Dio che è nella Chiesa e cammina con noi e in questo cammino ci sorprende sempre. E così come Lui ha avuto la creatività di creare il mondo, ha la creatività di creare cose nuove tutti i giorni. Il Dio che ci sorprende”. Questo, ha osservato, può creare “difficoltà”, come accade per Pietro che viene contestato dagli altri discepoli perché avevano saputo che “anche i pagani avevano accolto la Parola di Dio”. Per loro, ha sottolineato, Pietro si era spinto troppo oltre e lo rimproverano perché, secondo loro, era ‘uno scandalo’ fino a dirgli: ‘Tu, Pietro, la pietra della Chiesa! Dove ci porti?’”. Pietro, ha commentato il Papa, “è capace di accogliere la sorpresa di Dio”: lo Spirito Santo compie miracoli, cose nuove e “alcuni sicuramente avevano paura di queste novità della Chiesa”. “Sempre, dai tempi dei profeti, ad oggi c’è il peccato di resistere allo Spirito Santo: la resistenza allo Spirito”, ha fatto notare Francesco: “è la chiusura alla voce di Dio. Quella frase che chiude sempre, che ti ferma: ‘E’ sempre stato fatto così’. E questo uccide. Questo uccide la libertà, uccide la gioia, uccide la fedeltà allo Spirito Santo che sempre agisce in avanti, portando in avanti la Chiesa”. Noi cristiani, per il Papa, dobbiamo tra tante novità “saper discernere, discernere una cosa dall’altra, discernere qual è la novità, il vino nuovo che viene da Dio, qual è la novità che viene dallo spirito del mondo e qual è la novità che viene dal diavolo”. “La fede – ha ribadito – non cambia mai. La fede è la stessa. Ma è in movimento, cresce, si allarga”. E riprendendo un monaco dei primi secoli, San Vincenzo di Lerino, il Papa ha sottolineato che “le verità della Chiesa vanno avanti: si consolidano con gli anni, si sviluppano col tempo, si approfondiscono con l’età, perché siano più forti con il tempo, con gli anni, si allarghino con il tempo e vengono più innalzate con l’età della Chiesa”. “Chiediamo al Signore – è stata la sua invocazione finale – la grazia del discernimento per non sbagliare strada e non cadere nell’immobilità, nella rigidità, nella chiusura del cuore”.

Macerata-Loreto: sarà il card. Farrell a presiedere la celebrazione che aprirà il 39° pellegrinaggio

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:48

Sarà il cardinale Kevin Farrell, prefetto del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita, a presiedere sabato 10 giugno la celebrazione che darà il via alla 39ª edizione del pellegrinaggio da Macerata alla Santa Casa di Loreto. La messa sarà celebrata alle 20.30 nello stadio Helvia Recina di Macerata, prima di incamminarsi verso Loreto dove l’arrivo è previsto per le 6.30 circa di domenica 11. Il titolo del pellegrinaggio di quest’anno è “Mi ami tu?”, tratto da un passo del Vangelo di Giovanni. Si tratta di “un invito a compiere un percorso di consapevolezza personale – si legge in una nota – con la coscienza che il rapporto tra uomo e mistero passa proprio per un ‘sì’”. “Quest’anno – prosegue la nota – l’impegno del cammino viene offerto in particolare per le popolazioni colpite dal terremoto, per chi vive in situazioni difficili a causa della guerra, per i migranti, i cristiani perseguitati e i giovani”. La Fiaccola della Pace, che verrà benedetta mercoledì 7 giugno da Papa Francesco in piazza san Pietro, attraverserà i territori colpiti dal sisma, a partire da Amatrice, per poi toccare Norcia, Preci e Camerino. Alla Macerata-Loreto hanno già assicurato la propria presenza gruppi provenienti non solo dall’Italia ma anche da Svizzera, Spagna, Stati Uniti, Sud America e da Panama. Informazioni sul sito www.pellegrinaggio.org e sui canali social Facebook e Twitter, con l’hashtag ufficiale #MacerataLoreto17.

Malta: mgr. Scicluna (archbishops), message for election. Forum on “Europe of faith, healing and hospitality” under way

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:32

“All priests and men of religion can play a positive role with their mission in the Church and in society, and be a sign and instrument of unity and love in the community”, the archbishop of Malta, Charles Scicluna, wrote in a message in the run-up to the early legislative election of June 3rd. The archbishop calls all clergy to “not take part in political meetings and other political events, not be involved in initiatives or write about political issues in papers or magazines, and not appear on mass media run by political parties, except for religious programmes and on condition they have been authorised by their ordinaries”. On the contrary, mgr. Scicluna calls to “inspire feelings of fraternity, love, understanding and tolerance in words and actions” and to pray to “be helped by the light of the Holy Spirit”, adding to every Mass, until Saturday June 3rd, the special invocation “to choose suitable leaders for our country”, able “to look for our real wealth”. The fourth Forum of the State of the Union, called “Towards a Europe of faith, healing and hospitality”, organised by the Schuman Centre and the European Christian Political Foundation, in partnership with the archdiocese of Malta, has been going on since yesterday, also in Malta. NATO, Africa, refugees, interreligious dialogue and populism will be addressed in its sessions. The meeting will be closed by the President of the Republic of Malta, Marie-Louise Coleiro Preca.

Venezuela: messaggio dei vescovi, “basta repressione! Non riformare la Costituzione”. Il 21 maggio giornata di preghiera per la pace

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:32

“Facciamo nostro il dolore del popolo venezuelano e diciamo: Basta repressione!”: è l’ennesimo appello dei vescovi del Venezuela in una nota pubblicata lo scorso 5 maggio che contiene anche l’invito a “non riformare la Costituzione ma attuarla”, in seguito alla proposta del presidente della Repubblica Nicolás Maduro d’indire un’Assemblea Costituente per il Paese. Il Venezuela è scosso da oltre un mese da una grave crisi politica ed economica, con manifestazioni di piazza, scontri e vittime. La decisione di indire una nuova Assemblea Costituente, precisano i vescovi, “è stata percepita dalla maggioranza della popolazione come una iniziativa separata dalle urgenti necessità del Paese e come un passo in più verso lo svuotamento dello Stato sociale di diritto previsto dall’attuale Costituzione”. “In questo momento il popolo ha bisogno di cibo, medicine, libertà, sicurezza personale e giuridica e pace”, sottolineano i sei vescovi della Conferenza episcopale del Venezuela. “Non possiamo dimenticare – affermano – né mettere da parte la tristezza e la sofferenza che questo regime sta provocando al nostro popolo. Inoltre, in questo ultimo mese si è vantato della sua natura repressiva soffocando la legittima protesta con eccessiva e disumana violenza, generata dagli organismi di sicurezza dello Stato, in particolare dalla Guardia armata bolivariana e i gruppi armati chiamati ‘colectivos’ che agiscono sotto lo sguardo protettivo delle autorità”. I vescovi esortano nuovamente la popolazione “a non rassegnarsi ad alzare la voce in segno di protesta, senza cadere nel gioco di coloro che, causando violenza, vogliono guidare il Paese verso scenari di conflitto per aggravare la situazione e rimanere al potere”. A questo proposito invitano tutte le parrocchie e comunità ad organizzare una Giornata di preghiera per la pace in Venezuela il 21 maggio, perché “cessi la violenza e la repressione ufficiale, per la ricerca di strade verso l’intesa e la riconciliazione di cui abbiamo tanto bisogno”.

Malta: mons. Scicluna (arcivescovo), messaggio per elezioni. In corso forum “Europa di fede, guarigione e ospitalità”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:32

“Tutti i sacerdoti e i religiosi possono avere un ruolo positivo con la loro missione nella Chiesa e nella società ed essere segno e strumento di unità e di amore nella comunità”, ha scritto in un messaggio l’arcivescovo di Malta Charles Scicluna in vista delle elezioni legislative anticipate del 3 giugno prossimo. L’arcivescovo invita il clero a “non partecipare alle riunioni e alle varie attività politiche, a non coinvolgersi in iniziative o scrivere su temi politici in giornali o riviste né comparire su mezzi di comunicazione gestiti da partiti politici, ad eccezione dei casi in cui il programma sia di natura religiosa e con il permesso del proprio ordinario”. Mons. Scicluna esorta invece a “ispirare sentimenti di fraternità, di amore, comprensione e tolleranza con le parole e le azioni” e invita a pregare per avere “l’aiuto della luce dello Spirito Santo”, aggiungendo in ogni messa, fino a sabato 3 giugno, l’invocazione speciale “per scegliere leader adatti per il nostro Paese”, in grado “di cercare la nostra vera ricchezza”. Sempre a Malta è in corso da ieri la quarta edizione del Forum dello Stato dell’Unione dal titolo “Verso un’Europa di fede, guarigione e ospitalità”, organizzato dal Centro Schuman e dalla European Christian Political Foundation, in collaborazione con l’arcidiocesi di Malta. Nelle sessioni si parla di Nato, Africa, accoglienza, dialogo interreligioso e populismi. Chiuderà i lavori la Presidente della Repubblica di Malta Marie-Louise Coleiro Preca.

Papa Francesco: a Pont. Collegio Portoghese, “Maria, Chiesa e anima sono tre madri”. “Prete che si dimentica della Madre è orfano”

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:29

“Il rapporto con la Madonna ci aiuta ad avere un buon rapporto con la Chiesa: tutte e due sono Madri”. Lo ha assicurato il Papa, che ricevendo in udienza la comunità del Pontificio Collegio Portoghese ha citato il commento di sant’Isacco, l’abate della Stella: “Quello che si può dire di Maria si può dire della Chiesa e anche della nostra anima. Tutte e tre sono femminili, tutte e tre sono Madri, tutte e tre danno vita”. Di qui la necessità di “coltivare il rapporto filiale con la Madonna, perché, se questo manca, c’è qualcosa di orfano nel cuore”. “Un prete che si dimentica della Madre, e soprattutto nei momenti di difficoltà, manca di qualcosa”, ha ammonito Francesco: “È come se fosse orfano, mentre in realtà non lo è! Si è dimenticato di sua madre. Ma nei momenti difficili il bambino va dalla mamma, sempre. E la Parola di Dio ci insegna ad essere come bambini svezzati in braccio alla madre”. “La vostra comunità sacerdotale continui ad essere un vivaio di apostoli, punto di unione delle Chiese dei vostri Paesi con Roma, uniti nella carità e nella testimonianza viva dell’amore di Dio per l’umanità”, l’auspicio di Francesco, che al termine del suo discorso è tornato a citare la Madonna e i tre pastorelli di Fatima: “Prego la Madonna di Fatima perché vi insegni a credere, adorare, sperare e amare come i Beati Francesco e Giacinta e la Serva di Dio Lucia”.

Papa Francesco: a Pont. Collegio Portoghese, cita viaggio a Fatima e tre pastorelli

Agensir.it - Mon, 2017-05-08 12:27

“Auguro pace e speranza nel Signore a ognuno di voi e alle vostre famiglie e nazioni di provenienza”. Con queste parole il Papa ha salutato la comunità del Pontificio Collegio Portoghese, ricevuta oggi in udienza. “In Portogallo, questo augurio lo porterò – a Dio piacendo – di persona, nel mio ormai imminente pellegrinaggio al Santuario di Fatima, dove cento anni orsono è apparsa la Madonna ai tre Pastorelli”, ha proseguito Francesco riferendosi al suo diciannovesimo viaggio apostolico fuori dall’Italia. “L’incontro con la Madonna è stata per loro un’esperienza di grazia che li ha fatti innamorare di Gesù”, ha ricordato: “Come tenera e brava Maestra, Maria introduce i piccoli veggenti nell’intima conoscenza dell’Amore trinitario e li porta ad assaporare Dio come la realtà più bella dell’esistenza umana”. “Non posso non augurare lo stesso a tutti voi, cari amici”, ha esclamato il Papa: “Al di sopra di ogni altro obiettivo che vi abbia portato a Roma e qui vi trattenga, ci sia sempre questo: conoscere e amare Cristo – come direbbe l’apostolo Paolo – cercando di conformarsi sempre più a Lui fino al dono totale di sé”. “Siete chiamati a progredire, senza stancarvi, nella vostra formazione cristiana e sacerdotale, pastorale e culturale”, l’invito ai sacerdoti: “Qualunque sia la vostra specializzazione accademica, la vostra prima preoccupazione resti sempre quella di crescere nel cammino della consacrazione sacerdotale, mediante l’esperienza amorosa di Dio: un Dio vicino e fedele, come lo sentirono i Beati Francesco e Giacinta e la Serva di Dio Lucia”. “Cercare rifugio sotto il manto di Lei, una madre che ci prende per mano e ci insegna a crescere nell’amore di Cristo e nella comunione fraterna”, l’invito mariano del Papa.

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