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Diocesi: Tivoli, domenica la festa della Madonna delle Grazie di Quintiliolo con il vescovo Parmeggiani

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 17:04

Domenica 7 maggio, come ogni prima domenica di maggio, si rinnoverà a Tivoli una antica manifestazione di pietà popolare. Alle 9, all’Arco di Quintiliolo, alle porte della città, giungerà portata a spalla dai fedeli Buttari, proveniente dal suo Santuario, l’antica icona della Madonna delle Grazie di Quintiliolo. Accolta dal vescovo mons. Mauro Parmeggiani, dal clero e dai fedeli, entrerà solennemente in città. Sul Ponte Gregoriano il sindaco Giuseppe Proietti consegnerà al vescovo le chiavi della città affinchè l’icona di Maria vi possa entrare e dopo una lunga processione raggiungere la cattedrale dove verrà celebrata la Messa dal presule con i sacerdoti della città. L’icona, come vuole la tradizione, rimarrà in cattedrale fino alla prima domenica di agosto quando alle 6 del mattino, dopo Messa, rientrerà presso il Santuario. Quest’anno l’arrivo dell’icona coincide con la Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni. Parmeggiani e i fedeli pregheranno anche per la buona riuscita del prossimo Sinodo dei vescovi su “I giovani, la fede ed il discernimento vocazionale”. Per ascoltarli ed accompagnarli nello scrivere il futuro da protagonisti che non si lasciano rubare la speranza, in questi giorni il vescovo, insieme al responsabile della Pastorale giovanile diocesana don Antonio Pedaci, e a Matteo Mennini, presidente dell’Associazione Bambini + Diritti onlus, per preparare la Giornata hanno visitato alcuni licei della diocesi per trattare insieme il tema: “Territorio, lavoro, futuro” e pensare insieme agli  studenti che si apprestano a terminare gli studi e ai loro insegnanti proposte concrete per crearsi possibilità future di lavoro che sgorghino dalla loro creatività, valorizzando le risorse turistiche, agricole, artigianali del territorio. Accompagnati dal sostegno della diocesi e dall’esperienza degli anziani.

Diocesi: Palermo, si chiude oggi il seminario di formazione “Barellieri fantasiosi” per una catechesi inclusiva con le persone disabili

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 16:37

È dedicato al tema “Barellieri fantasiosi” il seminario di formazione di base sulla catechesi delle persone disabili organizzato dall’Ufficio per la catechesi dell’arcidiocesi di Palermo che si conclude oggi presso la parrocchia san Gabriele Arcangelo di Palermo dopo tre giorni di lavoro. “È un seminario di formazione per e con le persone disabili – spiega don Giuseppe Vagnarelli, direttore dell’Ufficio diocesano – e nasce più che da un’idea, da un bisogno”. “Dei disabili, penserà qualcuno, in parte sbagliando. La verità – prosegue – è che il bisogno è nostro, di tutta la comunità ecclesiale che si è accorta di essersi impoverita per aver lasciato fuori o ai margini fratelli e sorelle senza i quali la Chiesa stessa è come un Corpo mutilato”. “Siamo ben consapevoli che le prime barriere da abbattere non sono quelle architettoniche, ma quelle mentali”, osserva don Vagnarelli che, rispetto al clima che si è creato in questi tre giorni di corso”, parla di “un piccolo seme per la nostra diocesi”. L’obiettivo di questa iniziativa, spiega il direttore, è di “creare una rete di relazioni perché nessuno si senta solo, poi qualificare gli operatori che spesso hanno già una certa esperienza acquisita sul campo e, infine, sperimentare uno strumento di lavoro che abbiamo denominato ‘Peci’, cioè Progetto educativo per la catechesi inclusiva, il quale, se validato, pensiamo di poter esportare per creare buone prassi nelle nostre parrocchie”. “L’obiettivo è ambizioso – conclude – ma lo perseguiamo nella serena consapevolezza che sia più importante avviare processi che attendere risultati immediati”.

Comunicazione: Roma, lunedì 15 maggio incontro con Viganò, Calabresi e Maggioni. A Beppe Fiorello il premio delle Paoline

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 16:07

“Comunicare speranza e fiducia nel nostro tempo” è il tema dell’incontro che si terrà a Roma, lunedì 15 maggio, per iniziativa delle Paoline Comunicazione e Cultura onlus e dell’Ufficio Comunicazioni sociali della diocesi di Roma, con il patrocinio della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. L’evento, che sarà ospitato dalle 18.30 nella basilica di Santa Maria in Montesanto (Chiesa degli Artisti) a piazza del Popolo, vedrà la partecipazione di mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, Mario Calabresi, direttore del quotidiano “La Repubblica”, e Monica Maggioni, presidente della Rai. Modererà il confronto Vincenzo Corrado, direttore del Sir. Nel corso della serata verrà consegnato il “Premio Paoline Comunicazione e Cultura onlus 2017” a Beppe Fiorello, attore e produttore cinematografico “per la sua scelta etica nelle storie da raccontare. Attraverso l’arte del cinema – si legge in una nota – ha rappresentato i grandi cittadini del nostro tempo, uomini comuni che hanno vissuto un forte impegno civile e religioso”. Inoltre, prosegue la nota, “si batte sempre per la verità schierandosi dalla parte degli ultimi”.

Card. Bassetti: “la speranza ti porta non soltanto a sognare, a progettare, ma ti porta ad operare”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 15:43

“Non sono come una tubatura che fa passare l’acqua, ma sono una persona viva che assorbe anche lo Spirito e lo Spirito che comunico lo assorbo, e questa è anche la spiritualità del prete e del vescovo molto, molto importante”. È quanto afferma l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, il cardinale Gualtiero Bassetti, in un’intervista pubblicata oggi dal Sir. “Tutta la nostra vita è un continuo passaggio, è un andare verso il Signore”, osserva il cardinale, rilevando che “un sacerdote, un vescovo, ha tante occasioni, perché nella spiritualità stessa del nostro ministero è insita anche la nostra personale spiritualità”. Bassetti parla anche della speranza: quella cristiana “l’ho capita fino in fondo in un piccolo paese della Valnerina quando ho detto ‘com’era bello il vostro paese’ e un uomo m’ha preso per la mano e m’ha detto ‘no, il nostro paese è bello’”. “Lui – rileva l’arcivescovo – è dalla parte della speranza perché non si ferma a un desiderio, non si ferma a un sogno ma fa sì che il suo sogno sia come il sogno di Dio, perché Dio quando sogna opera”. “La speranza – aggiunge – ti porta non soltanto a sognare, a progettare, ma ti porta ad operare”. Di questa speranza, Bassetti chiede di “farcene testimoni e apostoli e al tempo stesso infonderla”. Il cardinale poi sottolinea come quello di Papa Francesco sia “un pontificato sconvolgente ma bellissimo” evidenziando che il Papa invita a “formare una comunità che si faccia discepola del Vangelo, una Chiesa abitata dalla gioia di condividere il Vangelo, sempre guardando il volto di Cristo e china sull’uomo”. Ma “interessarsi ai problemi della gente, e questo me lo ha insegnato tanto il Papa, senza una profonda dimensione spirituale non servirebbe a niente”, osserva il cardinale.

Vocazioni: mons. Santoro (Taranto), “non dobbiamo ambire ad essere nuovi Mosè o padre Pio”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 15:24

“La prima vocazione che abbiamo è essere noi stessi. Non dobbiamo ambire ad essere nuovi Mosè o padre Pio. Noi siamo unici e nella nostra unicità incontriamo il Signore. La vera libertà non è coltivare il proprio orticello o fare sempre e solo quello di cui si ha voglia ma seguire questo rapporto infinito con il Mistero incarnato in Gesù, rischiando, buttandosi, avendo fiducia in Lui”. L’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, ha spiegato così il senso della vocazione, durante l’adorazione eucaristica sul tema, a cui hanno partecipato centinaia di giovani ma anche famiglie e consacrati. Nella parrocchia Santa Lucia di Taranto c’è stato spazio pure per una testimonianza toccante. Quella di padre Antonio Salinaro, parroco della Chiesa di San Pasquale, nel cuore della città, che prima di incontrare Cristo e la fraternita francescana viveva una gioventù difficile, piegato dalla dipendenza da eroina. “Da ragazzo sono passato dalle canne, alla cocaina, agli acidi e poi all’eroina. Avevo un vuoto interiore da colmare e lo facevo così. Poi un giorno ho rischiato la vita e ho deciso che volevo smettere. Ho chiesto aiuto a mia madre e senza andare in comunità, rimanendo in casa e affrontando terribili dolori, inappetenza, allucinazioni, insonnia, sono riuscito ad uscirne. È arrivata, però, la depressione. Ormai stanco, sono entrato nella chiesa del mio quartiere e ho deciso di confessarmi. Ho incontrato un giovane sacerdote che mi ha fatto capire la grande misericordia di Dio. Per la prima volta mi sono sentito amato, perdonato, liberato e di nuovo dignitoso. Così ho iniziato a frequentare la parrocchia e dopo un lungo cammino di scoperta della fede sono approdato tra i francescani. Ognuno deve scoprire qual è la terra che lo fa germogliare nel migliore dei modi – ha concluso – e io vi auguro di trovare la vostra”.

Consumi: Coldiretti, “sulle tavole italiane aumenta il riso, calano pasta e pane”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 15:24

“Svolta sulle tavole degli italiani con un aumento del 3% gli acquisti di riso mentre crollano quelli di pasta dell’1,3% e di pane del 3% che raggiunge in quantità il minimo storico dall’Unità d’Italia”. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ismea/Nielsen relativi al 2016, in occasione della campagna “Abbiamo riso per una cosa seria” che con Focsiv in 1000 piazze, parrocchie e mercati di Campagna Amica vede oltre 4mila volontari offrire pacchi di riso 100% italiano con l’obiettivo di difendere chi lavora la terra. “Un balzo negli acquisti – rileva Coldiretti – si è registrato nel 2016 per il riso considerato alimento dietetico che ha visto peraltro negli ultimi decenni una rivoluzione nelle occasioni di consumo, da primo piatto a piatto unico, da caldo a freddo, da tavola a take away”. Al contrario, “i consumi di pane degli italiani si sono praticamente dimezzati negli ultimi 10 anni ed hanno raggiunto il minimo storico con appena 85 grammi a testa al giorno per persona rispetto a 1,1 chili che ogni cittadino portava quotidianamente in tavola ai tempi dell’Unità d’Italia nel 1861”, osservando che si tratta di “una tendenza che riguarda anche la pasta secca dove, in controtendenza al calo generale del 2016, si registra un incremento per quella garantita per il 100% con grano italiano e per quella integrale ma un vero e proprio boom per il senza glutine”. Malgrado il calo, l’Italia si conferma leader nel consumo di pasta con 24 chili a testa davanti a Tunisia (16 kg pro capite), Venezuela (12 kg), Grecia (11,2 kg). “Un primato – conclude la Coldiretti – detenuto anche nella produzione con 3,2 milioni di tonnellate all’anno davanti a Usa, Turchia, Brasile e Russia che consente di realizzare un fiorente flusso di esportazioni che nel 2016 hanno superato i 2 miliardi di chili, in aumento del 3%”.

Giornalisti cattolici: Grottammare, dal 22 al 25 giugno il 4° meeting dedicato a “Tutto il mondo è intimamente connesso”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 15:00

Sarà “Tutto il mondo è intimamente connesso” il tema del “4° Meeting nazionale dei giornalisti cattolici e non” che si terrà a Grottammare (Ap) dal 22 al 25 giugno prossimi. Ad aprire i lavori, nel pomeriggio di giovedì 22, sarà monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede. Alla prima sessione prenderanno parte come relatori anche il direttore di Avvenire, Marco Tarquinio, quello di Tv2000, Paolo Ruffini, e il direttore dell’Agenzia Sir, Vincenzo Corrado. Nella mattinata che chiuderà il meeting, invece, interverrà monsignor Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme. Un’attenzione particolare verrà rivolta alle popolazioni colpite dal terremoto attraverso la mostra d’arte “Terremoto, connessi alla speranza” che verrà inaugurata nella mattina del 22 giugno come primo appuntamento del meeting. È possibile partecipare gratuitamente con una propria opera da consegnare entro il 15 giugno 2017. “Le opere saranno esposte – afferma Simone Incicco, responsabile organizzativo del Meeting – prima nella ‘Riviera delle Palme’ e poi seguiranno un percorso che le porterà nei luoghi del terremoto, in particolare ad Arquata del Tronto, Accumoli, Amatrice, Norcia, Camerino e nei vari comuni colpiti dall’ultimo sisma. Al termine dell’esposizione itinerante saranno vendute pubblicamente e il ricavato andrà a sostegno delle opere della Caritas Italiana nei luoghi del terremoto”. Nel pomeriggio di venerdì 23 proprio sui luoghi del terremoto, in particolare ad Arquata del Tronto, i partecipanti ascolteranno le testimonianze e saranno impegnati in laboratori.

Diocesi: Benevento, il 21 maggio si corre la “3ª Contrada Run-Run to Win” contro il gioco d’azzardo

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 14:31

È in programma per domenica 21 maggio, a Benevento, la “3ª Contrada Run – Run to Win”, gara podistica e marcia non competitiva contro il fenomeno del gioco d’azzardo, la sua diffusione, i suoi rischi e le sue vittime. L’evento, che si terrà a partire dalle 9, verrà presentato nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà martedì 9 maggio, alle 11.30, nella sala stampa della Cittadella della Carità “Evangelii Gaudium”, in via san Pasquale 11. Interverranno don Maurizio Sperandeo, parroco della parrocchia Spirito Santo e organizzatore dell’evento, don Nicola De Blasio, vicario episcopale per la carità dell’arcidiocesi di Benevento, e il coordinatore generale della Caritas di Benevento, Angelo Moretti. “La Caritas diocesana di Benevento – si legge in una nota – promuove il contrasto alla ludopatia in maniera preventiva attraverso la campagna ‘#noslot #noazzardo’ e invitando gli amministratori che hanno aderito al Manifesto dei piccoli ‘Comuni del Welcome’ a emettere ordinanze che contrastino la diffusione del gioco d’azzardo nel territorio sannita, soprattutto in prossimità di luoghi sensibili, quali scuole ed ospedali”.

Papa Francesco: agli studenti, “stiamo distruggendo il creato”. Cita la Terra dei Fuochi e il Mediterraneo. “Rassegnazione è parola proibita!”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 14:09

“Noi stiamo distruggendo il regalo più prezioso che ci ha dato Dio: il creato”. Si è concluso con questo grido d’allarme il discorso rivolto a braccio dal Papa agli studenti delle scuole, davanti al ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Il consumismo ci porta a questo, lo sfruttamento della terra ci porta a questo, gli esperimenti chimici su vegetali e animali che rovinano la salute…”, ha proseguito sulla scorta della Laudato si’: “Quante volte – ha aggiunto rivolgendosi ai giovani – avete trovato giovani ammalati di una malattia rara? Da dove vengono queste malattie rare?”. “Cosa succede nella Terra dei Fuochi?”, le domande rivolte sull’attualità: “Cosa succede nel Mediterraneo”, dove “la quantità di plastica che è lì è il quadruplo del massimo” consentito. “Noi stiamo non solo sporcando il creato, stiamo distruggendo il creato”, il monito: “Tu non puoi mangiare una mela senza togliere la buccia, perché i pesticidi ti vanno dentro. I medici consigliano alle mamme di non dare pollo di allevamento ai bambini”, a causa della presenza degli ormoni “che gli danno per farli ingrossare”, e del conseguente “squilibrio” che producono. “Questo è maltrattare il creato!”, ha esclamato Francesco. “Rassegnazione è parola proibita per noi!”, il suo congedo dai ragazzi: “Mai! Dobbiamo andare avanti, lottare, con creatività”. Quanto all’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, sulla quale una ragazza aveva instillato dubbi in merito alla volontà reale e concreta di attuazione da parte dei Paesi che l’hanno sottoscritta, il Papa ha risposto con una battuta: “Sai a cosa ho pensato io? Alla grande Mina: Parole, parole, parole!”.

Diocesi: Padova, lunedì 8 maggio incontro su “Etty Hillesum: la responsabilità di aiutare Dio” con Marina Bakos

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 14:05

Sarà dedicato al tema “Etty Hillesum: la responsabilità di aiutare Dio” l’incontro che si terrà a Padova lunedì 8 maggio, alle 20.45, presso il Salone Lazzati di Casa Pio X. All’iniziativa, organizzata dal Gruppo di studio e ricerca sull’ebraismo promosso dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della diocesi di Padova, interverrà Marina Bakos, storica dell’arte che vive e lavora a Padova occupandosi principalmente di artisti del Novecento. L’incontro approfondirà la figura dell’olandese Esther Hillesum, scrittrice di origine ebraica, morta ad Auschwitz il 30 novembre 1943. L’appuntamento di lunedì sera sarà il penultimo del ciclo promosso dal Gruppo che quest’anno festeggia i 30 anni di vita. Il concerto finale dal titolo “È bello cantare all’Eterno”, in programma per domenica 21 maggio, sarà incentrato sulle musiche liturgiche ebraiche. L’evento, ospitato dalle 20.45 nella Sala dei Giganti, sarà curato da Adolfo Locci, rabbino capo di Padova.

Papa Francesco: agli studenti, non prendere esempio da certi dibattiti pre-elettorali. “Rifare il patto educativo”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:54

C’è una “parola magica”- dialogo – che non si impara certo da quello che “è successo in un dialogo televisivo pre-elettorale”. Rispondendo a braccio alle domande degli studenti, in Aula Paolo VI, il Papa – che ha precisato di non parlare da Papa ma da “persona” che ha sentito, pur senza vederlo, “cosa è successo” – è sembrato riferirsi indirettamente al duello televisivo tra Macron e Le Pen, i due candidati alle elezioni presidenziali francesi. “Dov’era il dialogo lì?”, si è chiesto: “Si buttavano delle pietre, non si lasciava finire l’altro. Se a un livello così alto si arriva a non saper dialogare, la sfida dell’educazione al dialogo è molto grande”. “Ascoltare con mitezza, con rispetto”, un atteggiamento essenziale in materia di educazione: “Noi diciamo spesso, ‘ma questo è maleducato, questa è maleducata’. Forse. Ma è un ‘male-insegnato'”, ha detto Francesco, secondo il quale “l’educazione oggi non educa a queste virtù della mitezza, della pace, della tranquillità: l’educazione è in pericolo di venire giù. Tante volte si è rotto il patto educativo tra famiglia e scuola”. Il Papa ha raccontato ancora una volta l’episodio accadutogli a 9 anni, in quarta elementare, quando ha detto “una cosa brutta alla maestra” e la madre, convocata a scuola dall’insegnante, gli ha chiesto di chiederle pubblicamente scusa e poi, tornato a casa, lo ha rimproverato con un “secondo atto imprevisto”. Oggi, invece, l’analisi di Francesco, “tante volte se nella scuola si rimprovera l’alunno, sono i genitori a venire il giorno dopo a rimproverare il maestro o la maestra per questa aggressione”. Di qui la necessità di “rifare il patto educativo tra famiglia, società, scuola, tutti al servizio del ragazzo e della ragazza perché cresca bene, ma tutti uniti!”. “Ma se la famiglia tira da una parte, la scuola dall’altra, lo Stato dall’altra, il ragazzo cresce come può e cresce male”, il monito del Papa, che ha esortato ad educare alle virtù partendo dalla mitezza e dall’ascolto. “E’ curioso, quando qualcuno comincia a spiegare una cosa generalmente non lo si lascia finire”, l’altro rimprovero per l’oggi. “Eduare all’ascolto, educare alla mitezza”: solo così i giovani “potranno diventare cittadini responsabili di pace”.

Papa Francesco: agli studenti, no al “terrorismo delle chiacchiere”, “reimparare la virtù della mitezza”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:42

“La violenza è dappertutto”, soprattutto “la violenza della lingua”. Lo ha ricordato il Papa, rispondendo a braccio alle domande degli studenti in Aula Paolo VI, mettendo ancora una volta in guardia dal “terrorismo delle chiacchiere, perché quello che è abituato a fare delle chiacchiere è un terrorista. Perché una chiacchiera è come una bomba, distrugge la persone”. “Se hai voglia di dire una chiacchiera, morditi la lingua!”, il consiglio: “Soffrirai un po’, si gonfierà la lingua, ma guadagnerai di non essere un terrorista”. C’è poi “la violenza degli insulti”: “E’ sufficiente andare per strada in ora di punta – l’esempio scelto da Francesco – quando il traffico è così e forse un motorino si mette di là o una macchina dall’altra parte e subito, invece di dire scusami, incomincia la litania di parolacce una dietro l’altra”. “Siamo abituati a insultarci”, il monito del Papa, che ha esortato a “dirci buongiorno, buonasera, ma non l’insulto subito”. “E poi l’aggettivazione”, ha proseguito: “Non diciamo quel ragazzo, quella ragazza, quel tizio, quell’aggettivo che io non posso dire ma anche tutti voi conoscete bene. Insultare è ferire, fare una ferita al cuore dell’altro. Non uccidere è anche non insultare”. Ai giovani, il suggerimento di leggere la lettera dell’apostolo Giacomo: “È piccolina, cinque pagine non di più”, e dice che “l’uomo e la donna che dominano la lingua sono perfetti. Ma è tanto difficile dominare la lingua, perché sempre ci viene questa tentazione di distruggere, insultare, chiacchierare, fare dei terroristi”. “L’atteggiamento contrario alla violenza è la mitezza, è essere miti, è una delle beatitudini”, ha detto Francesco, sottolineando che “avere un atteggiamento di mitezza non significa essere stupidi: significa dire le cose in pace, con tranquillità, senza ferire, cercare un modo di dire che non ferisca. La mitezza è una delle virtù che dobbiamo reimparare, ritrovare nella nostra vita. Per questo aiuta tanto nelle nostre conversazioni non aggettivare la gente, con quell’atteggiamento mite che è contro la violenza”.

Venezuela: Redentoristi America Centrale, “solidarietà al popolo, sostegno agli interlocutori”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:40

“Di fronte agli eventi vissuti negli ultimi giorni, la Provincia dell’America Centrale si unisce in solidarietà al popolo del Venezuela. Vi esprimiamo il nostro affetto e le nostre preghiere per questi momenti di difficile situazione socio-politica, allo stesso tempo estendiamo il nostro saluto e sostegno agli interlocutori che accompagnano attraverso i diversi compiti apostolici e la costruzione del Regno di Dio in un mondo ferito dalla violenza e da una cultura di morte”. È quanto scrivono i Missionari Redentoristi della Provincia dell’America Centrale, riuniti a San José in Costa Rica per la sessione ordinaria del Capitolo Provinciale, in una lettera inviata a padre Denys Jiménez, superiore viceprovinciale dei Redentoristi di Caracas. “In quanto uomini di fede – proseguono – abbiamo sempre la visione della speranza, della pace e fiducia nel Signore Gesù Cristo che sostiene la nostra vita nei momenti più difficili e che ci dà la certezza che mai l’odio e la violenza saranno il modo per implementare le ideologie soprattutto quando violano la dignità umana”. “Continuiamo uniti nella preghiera – concludono – con la ferma speranza che la forza dell’amore e del dialogo sono i mezzi più efficaci per instaurare la pace così tanto anelata dal popolo venezuelano e da noi come fratelli redentoristi”.

Papa Francesco: a studenti, oggi “cultura della distruzione”. “C’è gente buona, ma il mondo è in guerra!”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:35

“Sta crescendo, è cresciuta e cresce fra noi una cultura della distruzione”. Lo ha detto il Papa, rispondendo a braccio, per quasi un’ora, alle domande che gli hanno posto quattro ragazzi e un insegnante, durante l’udienza concessa oggi al Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, alla presenza – tra gli altri – del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli. “Quando ero ragazzo, quella domanda la facevano i vecchi: a me piace che voi giovani capiate che c’è quella che non va, che distrugge, che non è normale”, il plauso di Francesco alla domanda di Maria, che ha chiesto “cosa sta succedendo” nel mondo facendo un elenco di “realtà concrete” come “la nuova strage degli innocenti, uomini trucidati, bambini affondati in mare, scuole bombardate, torture e differenze disumane”. “Dio ha creato l’uomo per costruire – ha ricordato il Papa – ci ha dato il mondo per farlo crescere, per fare che vada avanti, ci ha dato l’intelligenza per fare tante invenzioni per il bene di tutti, ma a un certo punto – non so cosa è successo – è incominciata una cultura di distruzione: si distrugge tanto, tanto!”. “E’ vero, questa non è novità, questa cultura di distruzione è incominciata dall’inizio, dalla gelosia di Caino nei confronti di suo fratello Abele”, ha ammesso il Papa, ma la differenza con allora è che “oggi la crudeltà la vediamo alla tv, la vediamo tutti i giorni. Abbiamo visto sgozzare i bambini in tv. Ieri su un giornale c’era la fotografia di bambini affamati, magri magri magri, si vedevano le costole. E il mondo è pieno di ricchezze per dare loro da mangiare. Cosa sta succedendo? E’ un allarme, ci fa bene ripeterlo e dirlo”.

In tv “vediamo queste cose, perché le cose buone che ci sono non sono notizie”, ha spiegato Francesco: “Ci fanno vedere questo perché questo si compra. Dio ci ha creato per costruire, per dare la vita, per andare avanti, per fare comunità, per vivere in pace. ‘Cosa sta succedendo’ può essere una preghiera. Rimanete inquieti con questa domanda”, l’invito ai giovani. “Ma succedono anche cose buone”, ha detto loro il Papa: “C’è tanta gente che dà la vita per gli altri, che spende tempo per aiutare gli altri “, come la suora di 84 anni incontrata nella sua visita alla Repubblica centrafricana “che era lì da quando aveva 23 anni” e “nessuno lo sa” perché “questo non si vede alla tv”. “I sociologi oggi dicono che il problema migrazione è la tragedia più grande in Europa dopo la seconda guerra mondiale”, ha ripetuto il Papa ricordando che “stiamo vivendo la tragedia più grande dopo la seconda guerra mondiale”. “C’è gente buona, ma il mondo è in guerra! Il mondo è in guerra. Ditelo”, il suo invito: “Io mi sono vergognato del nome di una bomba: ‘madre di tutte le bombe’. La mamma dà vita, e questa dà morte, e diciamo mamma a quell’apparecchio? Che cosa sta succedendo. E’ vero, siamo in guerra, queste cose succedono, ma anche ci sono tante cose buone nascoste, gente che brucia la vita in servizio degli altri. Noi dobbiamo denunciare queste cose brutte perché il mondo vada avanti per la strada che fa vedere questa gente che è nascosta in questo momento”.

Turchia: mons. Piretto (Smirne), “l’estremismo della carità porta buoni frutti”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:18

“Il messaggio della carità, che noi come comunità cristiana viviamo in Turchia, ci ha dimostrato che la gente se accolta e rispettata, si apre, e a sua volta ti accoglie e ti rispetta. Occorre mettersi con umiltà in mezzo agli altri”. È quanto racconta al Sir mons. Lorenzo Piretto, vescovo di Smirne, in Turchia, terra nella quale vive da 35 anni. “Difficoltà ci sono, è vero”, riconosce il vescovo, sottolineando che “ci vuole cautela e bisogna stare attenti” ma anche che “in Turchia non ho mai avuto problemi. Ho sempre trovato gente disposta al dialogo e all’accoglienza”. “Certo – precisa mons. Piretto – bisogna avere un atteggiamento di apertura, dialogo e rispetto verso l’altro”. “I turchi sentono con forza la loro identità culturale, ma al tempo stesso sono persone aperte all’incontro e al dialogo”, rileva, evidenziando che “quando Papa Francesco ha parlato dell’estremismo della carità, ho potuto rivedere passare davanti ai miei occhi questi anni e posso dire che è un estremismo positivo, che porta buoni frutti”. “La Turchia – spiega – è un Paese molto diverso dagli altri Paesi arabi. L’islam è molto più tollerante e accogliente”. “Non esiste tanto un’ostilità religiosa, quanto un’ostilità nazionalistica”, precisa Piretto, osservando che “i turchi hanno un forte senso dell’identità” perché “hanno alle spalle una storia molto più ricca di altri popoli e questa storia va rispettata, perché fa parte del presente di questa gente”. “Nella mia esperienza di docente, ho sempre trovato una sana curiosità verso il cristianesimo, una disponibilità al dialogo, alla conoscenza”, ammette il vescovo che, a proposito dei migranti, sottolinea che “come Caritas locale cerchiamo di aiutarli, senza far pensare che questo nostro aiuto sia una forma di proselitismo”.

Diocesi: Milano, “Festa dei fiori” al seminario arcivescovile di Venegono con il card. Scola

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 13:03

L’arcivescovo di Milano, cardinale Angelo Scola, parteciperà martedì 9 maggio, nel corso del seminario arcivescovile a Venegono Inferiore, alla “Festa dei fiori” dedicata ai futuri preti e agli anniversari di sacerdozio. A pochi giorni dal centenario delle apparizioni della Madonna a Fatima, quest’anno la festa avrà anche un carattere mariano. La giornata avrà inizio alle 10 con un convegno sulla figura di Maria: interverranno don Franco Manzi, direttore della sezione parallela della Facoltà teologica dell’Italia settentrionale. Manzi, che è anche docente di Sacra scrittura al seminario e membro della Pontificia accademia mariana internazionale, parteciperà con una relazione dal titolo “Lo sguardo dei tre profeti bambini sui risorti”. Insieme a lui, anche don Gianni Colzani, docente di missiologia e mariologia alla Pontificia università Urbaniana di Roma, che parlerà del tema “Maria nella vita del prete”. In seguito, ci si sposterà in basilica, dove alle 11.15 il cardinale Scola presiederà la messa. Al termine della celebrazione, nel quadriportico del seminario, saranno presentati i candidati al presbiterio e il loro motto, “Con amore che non conosce confini”, tratto dal Vere Sanctus della preghiera eucaristica VI. Quest’anno sono 10 i candidati al sacerdozio: saranno ordinati in Duomo il prossimo 10 giugno. Fra gli anniversari di quest’anno, sarà ricordato il 60esimo di ordinazione sacerdotale del cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano.

Omicidio a Monopoli: mons. Favale (vescovo), “increduli e sgomenti per una triste vicenda che ci interpella tutti”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 12:45

“La drammatica vicenda accaduta a Monopoli lo scorso 2 maggio ci lascia tutti increduli e sgomenti, sia per la tragica fine del signor Giuseppe Dibello sia per il coinvolgimento di ragazzi poco più che adolescenti, che si sono resi protagonisti di un efferato gesto di morte”. Ad affermarlo al Sir è il vescovo di Conversano-Monopoli, mons. Giuseppe Favale. “A nome della Chiesa di Conversano-Monopoli – prosegue il vescovo – desidero esprimere anzitutto la solidarietà e l’affettuosa vicinanza, sostenuta della speranza della resurrezione, alla famiglia colpita da questo doloroso evento”. Per mons. Favale, “questa triste vicenda ci interpella tutti: famiglie, scuola, istituzioni civili, Chiesa”. “Nessuno si senta esonerato da un serio esame di coscienza”, ammonisce il vescovo, “perché tutti dobbiamo interrogarci su come ci poniamo accanto alle nuove generazioni; dobbiamo chiederci se sappiamo essere propositivi in maniera accattivante con modelli di vita positivi e attraenti”. Riconoscendo come “non è facile oggi farsi accompagnatori dei giovani, tanto più essere educatori”, Favale rileva come “sia necessario investire per loro le migliori energie”. “Noi educatori non dobbiamo mai abdicare alla nostra responsabilità”, prosegue. “Riconquistiamo l’autorevolezza educativa nei confronti delle nuove generazioni, ritorniamo ad essere modelli per i giovani, e parliamo più che con le parole con i gesti di un vissuto quotidiano improntato alla coerenza e all’onestà morale”, è l’appello del vescovo che invita i giovani a “non sciupare e buttare via la giovinezza dietro scelte di mediocrità o, peggio, di brutalità”. “Chi ha sbagliato – conclude il vescovo – non dimentichiamolo mai” perché “ha sempre la possibilità di risorgere e far rifiorire la propria vita”.

Papa Francesco: nomina monsignor Arturo Aiello nuovo vescovo di Avellino

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 12:21

Il Papa ha nominato oggi monsignor Arturo Aiello, finora vescovo di Teano-Calvi, nuovo vescovo di Avellino. A darne notizia è la Sala Stampa della Santa Sede. Mons. Aiello è nato a Vico Equense, arcidiocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia e provincia di Napoli, il 14 maggio 1955. Come alunno del Seminario Regionale Campano di Napoli, ha seguito i corsi di Filosofia e di Teologia presso la Facoltà Teologica di Napoli-Sezione S. Luigi, conseguendo il Baccalaureato e frequentando i corsi di Sacra Scrittura. Nel 1987 si è laureato in Sociologia presso l’Università Statale Federico II di Napoli. È stato ordinato presbitero il 7 luglio 1979. È stato vicario parrocchiale e parroco della parrocchia “S. Michele Arcangelo”, vicario zonale, vicario episcopale per la Liturgia e i Ministeri e delegato vescovile per il Clero, assistente della Fir e promotore della Giornata diocesana dei giovani, coordinatore dell’Unità pastorale, delegato vescovile per la Vita consacrata, padre spirituale nel Seminario Maggiore diocesano, membro del Consiglio presbiterale e del Collegio dei consultori. Eletto alla sede vescovile di Teano-Calvi il 13 maggio 2006, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 30 giugno successivo. E’ membro della Commissione episcopale della Cei per il clero e la vita consacrata.

Papa Francesco: arrivato in Aula Paolo VI per l’incontro con 7mila studenti, “grazie Francesco” su uno striscione immenso

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 12:16

Sono 7mila gli studenti, provenienti da ogni parte d’ Italia e accompagnati dai loro insegnanti, che gremiscono oggi l’Aula Paolo VI, per l’incontro organizzato dal Coordinamento nazionale Enti locali per la pace e i diritti umani, in collaborazione con il Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede. Francesco è arrivato puntuale, alle 12, per rispondere alle loro domande, salutato da una vera e propria ovazione tributatagli dai ragazzi, in attesa da ore di incontrare il Papa. L’incontro di oggi è il momento culminante del Meeting nazionale delle scuole per la pace, la fraternità e il dialogo, sul tema: “Proteggiamo la nostra casa”. Il Papa sorridente e rilassato ha percorso a piedi il corridoio centrale, stringendo mani mentre è stato amabilmente strattonato da un lato e dall’altro e si è sottoposto volentieri all’immancabile “rito” dei selfie. Su una delle pareti laterali dell’Aula, campeggia un enorme striscione bianco con una scritta blu e bianca in stampatello: “Grazie Francesco!”. Innumerevoli i doni che sono stati consegnati al Papa, scortato dai solerti uomini della sicurezza vaticana, dagli studenti che si accalcano sulle transenne: dalle magliette agli zaini variopinti, fino a quaderni e libri confezionati artigianalmente con scritte a mano colorate. Non manca, tra gli altri striscioni, uno giallo con una scritta nera: “Verità su Giulio Regeni”.

Vocazioni: mons. Dal Molin (Cei), “essere missione richiede coraggio, audacia, fantasia e voglia di andare sempre oltre”

Agensir.it - Sat, 2017-05-06 12:03

“Papa Francesco dà un colpo d’ala alle nostre vite, per andare al di là di bisogni e desideri, oltre la propria autorealizzazione. Io ‘sono’ una missione, e non semplicemente io ‘ho’ una missione; la prospettiva viene radicalmente rovesciata, si passa dal piano dell’avere al piano dell’essere. Essere una missione richiede coraggio, audacia, fantasia e voglia di andare sempre oltre”. Lo scrive mons. Domenico Dal Molin, direttore dell’Ufficio nazionale Cei per la pastorale delle vocazioni, in una nota pubblicata dal Sir alla vigilia della Giornata di preghiera per le vocazioni. L’invito evangelico “Non temere… io sono con te!”, per mons. Dal Molin “è una benedizione di Dio che si fa incoraggiamento costante e appassionato per poter andare oltre le paure che rinchiudono in se stessi e paralizzano ogni desiderio di bene”. “Gesù invia in missione chi ha condiviso con lui sogni e realtà, forza e debolezza, bellezza e gratitudine”, prosegue il direttore, evidenziando che “Egli affida questo compito a chi gli ha consegnato, senza riserve, la propria vita; prima di avere il Vangelo sulle labbra, i discepoli sono chiamati a custodirlo nel cuore”. “È bello sapere che ogni giorno Dio accarezza la nostra paura, ci rimette in piedi instillandoci una goccia di coraggio: ‘Alzati, va’ e non temere’”, aggiunge Dal Molin, certo che “lo ripete anche a noi timorosi e a volte sfiduciati, per ritrovare, giorno dopo giorno, l’infinita pazienza di ricominciare”.

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