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Card. Miloslav Vlk: morto oggi a Praga. Era stato perseguitato durante il regime comunista cecoslovacco

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 14:03

Si è spento oggi a Praga il cardinale Miloslav Vlk: aveva 84 anni. Era malato di tumore. Ordinato sacerdote nel 1968, è stato perseguitato durante il regime comunista cecoslovacco. Costretto a esercitare clandestinamente il ministero, fece il lavavetri nel centro di Praga. Con la cosiddetta Rivoluzione di velluto e la caduta del comunismo nel 1989, cambia anche la sua vita. Nel 1991 San Giovanni Paolo II lo nomina arcivescovo di Praga e nel 1994 lo crea cardinale. Ma resta un uomo semplice e vicino alla gente. Condivide la spiritualità del Movimento dei Focolari fondato da Chiara Lubich. Nel settembre del 2009 accoglie Benedetto XVI a Praga.

Diocesi: Messina, domani messa dell’arcivescovo Accolla nella zona industriale con il mondo del lavoro

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:55

Domani, alle ore 17, nella sala multifunzionale Irsap della Zona industriale artigianale di Larderia (Messina), l’arcivescovo di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, mons. Giovanni Accolla, presiederà una messa con il mondo del lavoro, in occasione della festa di San Giuseppe. Parteciperanno le associazioni di categoria datoriali, sindacali ed ecclesiali della provincia di Messina (Confindustria, Cna, Confartigianato, Sadacasa, Claii, Confcommercio, Confesercenti, Confcooperative, Confimprese, Mcl, Acli, Cgil, Cisl, Uil, Ucid). “La nostra Chiesa – si legge in una nota dell’arcidiocesi – offrirà la preghiera per gli imprenditori, i lavoratori, i precari e per quanti hanno perso il lavoro”.

Tv2000: lunedì 20 una giornata a Carlo Acutis, il futuro patrono di Internet

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:44

Tv2000 dedica una giornata a Carlo Acutis ragazzo milanese di 15 anni morto nel 2006 per leucemia fulminante, per il quale è in corso la causa di beatificazione, ritenuto il futuro patrono di Internet. Lunedì 20 marzo a “Bel tempo si spera” alle 7.30 ospite di Lucia Ascione la mamma del giovane, Antonia Salzano, mentre alle 22.45 in onda il docufilm “La mia autostrada per il cielo – Carlo Acutis e l’eucarestia”, di Matteo Ceccarelli. Tutti quelli che lo hanno conosciuto ripetono che Carlo, proclamato servo di Dio, era un ragazzo normale, un adolescente del nostro tempo. Primogenito di una famiglia benestante di Milano, studente del liceo classico Leone XIII dei Gesuiti, prima di ammalarsi (la leucemia se lo portò via in tre giorni) trascorreva le giornate tra scuola, quartiere, corse in bicicletta e una passione per i personal computer. Allo stesso tempo era profondamente cristiano, partecipava ogni giorno all’Eucaristia. “È l’autostrada per il Paradiso” diceva.
Il processo diocesano per la beatificazione si è concluso nello scorso novembre; ora l’iter prosegue presso la Santa Sede.
Potrebbe diventare il protettore dei cybernauti. Almeno questo è l’auspicio espresso da mons. Dario Edoardo Viganò: “Abbiamo tutti i patroni, ma non il patrono di internet”, ha detto il prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede.
Di sicuro, proprio grazie alla Rete, la vicenda di questo ragazzo è riuscita ad andare oltre i confini delle amicizie e conoscenze. Oggi, infatti, anche grazie alla mostra virtuale sui miracoli eucaristici da lui ideata (www.miracolieucaristici.org), la sua vicenda e la sua eredità spirituale sono conosciute in tutto il mondo: dalle Filippine a Capo Verde, dal Brasile alla Cina. I suoi resti mortali sono sepolti nel cimitero di Assisi, come aveva chiesto.

Politica e testimonianza: Milano, martedì 21 incontro su “Don Sturzo, il popolo, la democrazia” con mons. Pennisi

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:39

Sarà “Don Sturzo, il popolo, la democrazia” il tema dell’incontro in programma martedì 21 marzo, a Milano, che vedrà come relatore l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi. L’iniziativa, promossa dal Centro culturale di Milano (Cmc) nell’ambito del ciclo di incontri “Il crollo delle evidenze e la nascita di cose nuove”, sarà ospitata dalle 20.45 presso l’auditorium Cmc di largo Corsia dei Servi 4. Del sacerdote calatino, fondatore nel 1919 del Partito popolare italiano, ne parlerà mons. Pennisi, “figura di rilevanza – si legge in una nota – nella Conferenza episcopale italiana per la cultura e la formazione, per i suoi giudizi sulla mafia e il sistema mafioso e per la presidenza della Commissione storica per la causa di beatificazione di don Luigi Sturzo”. “In tempi di crisi della politica e di riferimenti si riscopre l’attualità di un uomo che ha desiderato scommettere sulla società partendo dalla carità che veniva dal cuore del cristianesimo vissuto”, spiegano gli organizzatori, citando la frase di don Sturzo: “La politica è vita nel senso più completo della parola”. “Politica come esempio personale, cultura ed educazione di un popolo, insieme alla giustizia che sorge dal confronto con la realtà concreta e non mito di parole”, proseguono, sottolineando del sacerdote calatino “il suo richiamo alla dimensione della cultura dei cattolici, alla sfida che essa è per loro stessi, senza la quale la loro esistenza è irrilevante perché staccata dalla vita, allora come oggi”.

+++ Parigi, attacco a Orly: ministro dell’Interno Le Roux, uomo conosciuto alle forze dell’ordine. Indaga la procura antiterrorismo di Parigi +++

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:24

Il ministro della Difesa Jean-Yves Le Drian e il ministro degli Interni Bruno Le Roux si sono recati nella tarda mattinata all’aeroporto di Orly e nel corso di un briefing con la stampa hanno elogiato la professionalità delle forze di sicurezza. “L’operazione Sentinella è essenziale per garantire la sicurezza del paese”, ha detto il ministro Le Drian. Il ministro Le Roux ha detto che l’uomo abbattuto dai militari era conosciuto dalle forze dell’ordine e che sarà ora la giustizia a stabilire se si tratta di un atto terroristico. Il ministro Le Roux ha poi confermato alla stampa che l’uomo abbattuto a Orly è lo stesso fermato questa mattina poco prima delle 7 a Stains (Seine-Saint-Denis). Il controllo era andato male e l’uomo aveva sparato contro la polizia e si era dato alla fuga. È poi riuscito a rubare due auto durante la fuga: una è stata poi trovata abbandonata all’aeroporto di Orly. Su entrambi gli episodi è stata aperta un’inchiesta sulla quale indaga la procura antiterrorismo di Parigi.

 

Giornata memoria e impegno per vittime innocenti mafia: don Stamile (Libera Calabria), “serve un impegno quotidiano contro la corruzione”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:22

“Quella del 21 marzo non è né una tappa né un traguardo, ma un percorso che, pur passando da un evento annuale, è quotidiano e vede l’impegno di tanti giovani che si mettono in rete per contrastare ogni forma di violenza e di corruzione”. Così don Ennio Stamile, coordinatore regionale calabrese di “Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, presenta la Giornata della memoria e dell’impegno che si svolgerà martedì prossimo a Locri, ma che avrà come prologo, domani, la visita nella città reggina del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. “La Locride ha sofferto molto e continua a soffrire a causa della ‘ndrangheta invasiva e pervasiva, ma noi siamo impegnati a far fiorire anche quelle realtà positive, che ci sono e sono tante, che si impegnano per produrre la speranza. E la diocesi di Locri sta realizzando diversi gesti concreti”, prosegue don Stamile, che ricorda come “in questi giorni in cui stiamo preparando le due giornate abbiamo percorso la Calabria in lungo e in largo e abbiamo visto quanto di buono è seminato”. Per il sacerdote, “fare memoria senza impegno significa solo celebrare”, per questo invita “le istituzioni e le scuole” a “far sì che, dopo il 21 marzo, ci sia un impegno a continuare a fare in modo che questa giornata non si stemperi in una bolla di sapone”. Oggi intanto alle ore 17,30 presso l’auditorium vescovile di Locri ci sarà l’Assemblea dei familiari delle vittime innocenti delle mafie, primo dei momenti previsti da Libera.

Diocesi: Taranto, ieri conclusa la Settimana della Fede. Tante le testimonianze di carità e fiducia in Dio

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 13:13

Si è conclusa ieri sera, con la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo della diocesi di Taranto, monsignor Filippo Santoro, la quarantaseiesima edizione della Settimana della Fede. In cinque serate, altrettanti relatori hanno portato testimonianza di carità e di fiducia in Dio. Tema di quest’anno: “La cultura della misericordia”. Ieri è toccato a Stefano Campanella, direttore di Tele Radio Padre Pio, che ha raccolto un aspetto nuovo del santo “uomo capace di farsi carico dei pesi degli altri, estremamente accogliente, che ha guardato con attenzione alle questioni sociali attraverso la nascita della Casa Sollievo della Sofferenza, di asili nido, cooperative e centri di formazione professionale, che hanno dato lavoro negli anni a migliaia di persone”. Giovedì la cattedrale Gran Madre di Dio era gremita per la presenza di monsignor Giovanni D’Ercole, vescovo di Ascoli Piceno e per cinque anni vescovo ausiliario de L’Aquila, che ha raccontato, con esempi concreti, come nasce il bene anche in mezzo alle macerie. “Nel cuore di ogni tragedia c’è già il seme della speranza”, ha chiosato. Mercoledì il biblista don Silvio Barbaglia ha incentrato l’intervento sulla differenza tra misericordia e giustizia. “Dio ti perdona quando è Lui il destinatario dell’offesa, ma se offendi il tuo fratello – ha detto – Lui si schiera dalla sua parte, perché Dio sta sempre con il più debole. Questo è anche il senso del Padre Nostro e di quel ‘rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Martedì scorso ospite a Taranto c’è stato padre Francesco Occhetta, che attraverso dieci parole ha raccontato san Francesco de Geronimo, il restauratore sociale originario del tarantino. Un gesuita che duecento anni fa ha saputo portare Dio nelle predicazioni nelle piazze, che su un quaderno scriveva di ogni peccatore convertito e salvava tante donne dalla strada. La Settimana della Fede si era aperta lunedì scorso con la presenza del cardinale Ernest Simoni, vittima del regime comunista albanese di Enver Hoxha, incarcerato per il suo credo dal 1963 al 1990.

Giornata mondiale acqua: Milano, martedì 22 il convegno “Acqua è vita, dignità, diritto”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 12:46

Sarà dedicato a “Acqua è vita, dignità, diritto” il convegno organizzato dal Comitato italiano Contratto mondiale sull’acqua (Cicma) che si terrà a Milano martedì 22 marzo in occasione della Giornata mondiale dell’acqua 2017. L’evento, che sarà ospitato dalle 9.30 presso la sala Tiepolo di Fondazione Cariplo, vuole “richiamare l’attenzione – si legge in una nota – sull’urgenza di garantire l’accesso universale all’acqua potabile e la priorità dell’uso umano, rispetto agli altri usi”. Infatti, “nonostante l’accesso all’acqua di buona qualità sia stato riconosciuto da una risoluzione Onu, sottoscritta da 122 Stati, come un diritto umano, universale, autonomo e specifico – spiega Rosario Lembo, presidente del Cicma – l’accesso universale all’acqua potabile come diritto umano non è ancora garantito in nessun Paese e purtroppo questo diritto non rientra tra gli obiettivi di sviluppo sostenibile della Agenda Onu 2030 ne tra quelli che l’Italia intende promuovere a livello di strategia nazionale per lo sviluppo sostenibile”. Il seminario – prosegue la nota – “punta a verificare alcune modalità con cui anche in Italia, si sta affrontando la sfida dell’accesso universale all’acqua anche con riferimento ad alcune criticità gestionali e sociali come l’incremento delle disuguaglianze sociali e quindi delle fasce di povertà, lo stress delle risorse idriche determinato anche dai cambiamenti climatici, il peggioramento della qualità delle acque per il crescente inquinamento delle falde e i ritardi nell’adeguamento agli standard delle direttive europee rispetto al trattamento delle acque reflue”.

+++ Ancora terrore a Parigi, forze dell’ordine sotto tiro +++

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 12:29

“Coloro che garantiscono la nostra sicurezza sono obiettivi di varie forme di violenza. Li ringraziamo per il servizio che offrono alla nazione”. In queste ore di nuovo terrore a Parigi, il primo pensiero dei vescovi francesi si rivolge alle forze dell’ordine, impegnate a  garantire la sicurezza dei cittadini e a fare chiarezza per quanto sta accadendo in Francia. A esprimerlo è il segretario generale della Conferenza episcopale francese, monsignor Olivier Ribadeau Dumas, in attesa di capire – dicono alla Cef di Parigi – la matrice dell’attacco questa mattina al terminal Sud dell’aeroporto di Orly. Poco prima delle 8,30 un uomo ha aggredito un militare dell’operazione antiterrorismo “Sentinelle” e gli ha rubato l’arma. L’assalitore sarebbe subito stato abbattuto, prima di riuscire ad utilizzarla: è stato ucciso – riferisce Le Monde – mentre si dirigeva verso un McDonald’s del Terminal Sud. Un’operazione di artificieri e poliziotti è in corso per escludere la presenza di eventuali ordigni o di altre minacce per la sicurezza. Tremila persone sono state evacuate dall’aeroporto. Lo spazio aereo è stato bloccato, i voli sono stati dirottati verso Charles de Gaulle  e i viaggiatori in arrivo all’aeroporto di Orly sono bloccati sui velivoli e non fatti scendere. In mattinata, poco prima delle 7 di questa mattina a Stains, Saint-Denis, a Nord di Parigi, un individuo ha aperto il fuoco durante un controllo stradale di routine, ferendo leggermente un agente al viso.  L’uomo è riuscito poi a fuggire su una Clio nera. Poi ha cambiato auto ed è salito su una Citroen-Berlingo. L’auto è stata ritrovata in un parcheggio di Orly, inducendo gli inquirenti ad indagare su un possibile legame tra le due sparatorie.  È ancora da verificare se i due fatti sono correlati. La commissione antiterrorismo francese ha comunque aperto un’inchiesta. Il 22 marzo 2106, esattamente un anno fa, a Bruxelles, in Belgio, due attentati presso l’aeroporto di Bruxelles e alla stazione della metropolitana di Maalbeek, rivendicati dall’Isis, hanno provocato 32 vittime.

 

 

Ceux qui assurent notre sécurité sont les cibles de violences diverses. Nous les remercions pour le service qu'ils rendent à la nation

— O.RIBADEAU DUMAS (@ORDUMAS) March 18, 2017

Legalità: don Ciotti (Libera), “la cultura mafiosa si sconfigge con la continuità, la condivisione e la corresponsabilità dell’impegno”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 12:29

“La cultura mafiosa si sconfigge con la continuità, la condivisione e la corresponsabilità dell’impegno. Ed è proprio questa la richiesta – da ascoltare nell’intimo della coscienza – che ci viene, per tramite dei famigliari, delle vittime delle mafie. Quelle persone non sono morte per essere ricordate una volta all’anno, o per vedere scritto il loro nome su una targa o su una lapide, ma per un ideale di pace e di giustizia che sta a noi realizzare”. Lo afferma don Luigi Ciotti, presidente di “Libera”, in un’intervista a “Pandocheion”, il settimanale della diocesi di Locri-Gerace. Il 21 marzo, Locri ospiterà alcune delle 4000 iniziative per la XXII Giornata della memoria e dell’impegno promossa da Libera in tutta Italia, nel corso delle quali verranno letti i nomi delle vittime delle mafie e organizzati momenti di riflessione e approfondimento. Per don Ciotti, l’obiettivo è diffondere “la consapevolezza e stimolare la corresponsabilità, perché le mafie non sono un problema circoscritto, esclusivo di una o più Regioni, ma mali annidati – e alimentati – dalla corruzione morale e materiale di un intero Paese”. Il presidente di Libera sottolinea anche l’adesione della Conferenza episcopale calabra, il sostegno “costante e concreto” del vescovo di Locri, mons. Francesco Oliva, e della diocesi di Locri-Gerace, “lo slancio e l’impegno di tante esperienze di Comunità che cercano di saldare il Cielo e la Terra, la dimensione spirituale e l’impegno sociale e civile”. Secondo don Ciotti, “il contrasto alle mafie comporta anche un impegno rivolto alle cause sociali, culturali e economiche del fenomeno mafioso. Questo significa riduzione della povertà e delle disuguaglianze sociali, investimento nella scuola e nel lavoro”. “La lotta alle mafie e alla corruzione, che delle mafie è l’incubatrice, comincia dall’affermazione dei diritti, cioè – conclude – da una maggior giustizia sociale e tutela della dignità delle persone”.

Diocesi: Firenze, corso per fotografi e fioristi che svolgono la loro attività nelle celebrazioni liturgiche

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 12:13

L’Ufficio liturgico della diocesi di Firenze propone un percorso formativo per fotografi, video-operatori e fioristi che svolgono la loro opera professionale durante le celebrazioni liturgiche. “L’obiettivo – spiega in una nota l’arcidiocesi -, vista l’importanza di questi momenti per la vita delle singole persone e dell’intera comunità cristiana, è approfondire il valore, il significato e la ricchezza di queste realtà sacramentali (si pensi soprattutto alle celebrazioni di prima comunione, della confermazione e del matrimonio) per favorire e promuovere una buona partecipazione di tutti i presenti, nella consapevolezza che un’adeguata preparazione permetta a tutti gli operatori del settore di svolgere la propria attività professionale con maggiori potenzialità e migliori servizi”. Il corso è articolato in cinque incontri e ha per titolo “L’arte di celebrare la liturgia con i fiori e di custodirne la memoria”. Inizierà martedì 4 aprile e proseguirà per altri quattro martedì successivi fino a maggio. Le lezioni si terranno alle ore 21 nel convento della SS. Annunziata (Via Cesare Battisti, 6). Al primo incontro, il 4 aprile, interverrà mons. Claudio Maniago, presidente della Commissione episcopale per la liturgia della Conferenza episcopale italiana, sul tema “Il senso della liturgia nella vita cristiana. L’assemblea liturgica e i suoi ministeri”. Per iscriversi al corso contattare l’ufficio liturgico: liturgico@diocesifirenze.it

Diocesi: Civitavecchia, appuntamenti per il trentennale della visita di Giovanni Paolo II

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 11:57

Diversi appuntamenti sono in programma a Civitavecchia per ricordare nel fine settimana il trentennale della visita di Papa Giovanni Paolo II alla città, avvenuta il 19 marzo 1987. Le iniziative, promosse dall’ufficio per la Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Civitavecchia-Tarquinia, prenderanno il via oggi pomeriggio, alle 17, nella sala “Giovanni Paolo II” della cattedrale di Civitavecchia con la presentazione di una mostra fotografica e la proiezione di un documentario realizzato da Telecivitavecchia. Nel corso del pomeriggio si svolgerà anche la tavola rotonda con le testimonianze di quanti parteciparono direttamente all’organizzazione dello storico evento. Dopo il saluto del vescovo diocesano, monsignor Luigi Marrucci, interverranno tra gli altri il parroco della cattedrale, monsignor Cono Firringa, il sindaco di allora, Fabrizio Barbaranelli, e il dirigente dell’Enel che accolse il Pontefice, Sandro Fontecedro. Domani, domenica 19 marzo, invece, mons. Marrucci presiederà, alle 18 in cattedrale, la celebrazione eucaristica a suffragio dei vescovi suoi predecessori mons. Carlo Chenis, nel settimo anniversario della morte, e mons. Girolamo Grillo, artefice della visita papale del 1987. “Al termine della celebrazione – si legge in una nota – sarà rinnovato l’atto di affidamento alla Madonna delle Grazie, in ricordo dell’Incoronazione della Vergine da parte di Giovanni Paolo II”. Altre iniziative si svolgeranno nei giorni successivi nei luoghi che furono visitati dal Papa.

Mali: donne, una legge per il diritto alla terra

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 11:43

(DIRE-SIR) – Una piccola quota, il 10 per cento. Ma anche il segnale di un impegno. In Mali è stato approvato un disegno di legge che prevede l’assegnazione di terre statali a coltivatrici e cooperative tutte al femminile. La prima bozza, si legge sull’ultimo numero della rivista “La Cooperazione italiana informa”, risale al 2015. E ora, dopo mesi di consultazioni con i rappresentanti della Federation nationale des femmes rurales (Fenafer) e di altre organizzazioni della società civile, il testo è giunto all’esame del parlamento. “Il dibattito è stato molto partecipato e nel complesso i risultati sembrano positivi”, spiega Flavio Signore, responsabile locale dei progetti per la sicurezza alimentare di Iscos, ong italiana in prima fila in Mali: “Con la nuova legge alle donne dovrebbe essere garantito accesso esclusivo al 10 per cento dei terreni statali pagando un affitto da 65mila franchi Cfa l’anno, l’equivalente di 105 dollari”. Il testo è un compromesso. Riguarda le proprietà pubbliche senza entrare nel merito del diritto privato e di famiglia. “Il peso della tradizione resta forte, addirittura schiacciante nei casi di vendita o eredita’” sottolinea Signore: “Chi perde il marito perde spesso anche la terra, che va alla famiglia del defunto seguendo la linea di trasmissione maschile”. Dinamiche che Iscos, in sinergia con altre due ong, Terranuova e Re.te, sta cercando di contrastare. Nel 2015, con i finanziamenti della Cooperazione italiana, sono stati avviati progetti che sostengono allo stesso tempo i diritti delle donne e la sicurezza alimentare. Una delle priorità è la distribuzione di semi, concimi e attrezzature indispensabili per rendere più efficienti le cooperative femminili. Attori chiave: sono loro a produrre le farine a base vegetale consegnate nei Centres de santé communautaire delle regioni dove la malnutrizione colpisce di più.
A evidenziare il nesso tra lotta contro disparità di genere e contrasto alla povertà è anche il governo di Bamako. “Le coltivatrici producono il 70 per cento del cibo del Mali eppure non hanno alcuna indipendenza economica”, sottolinea Oumou Bah, ministro per la Promozione delle donne, dei bambini e delle famiglie. Convinta che sia necessario valorizzare l’agricoltura femminile, con la tradizionale cura degli orti e produzioni alternative ai cereali, dalle melanzane ai fagioli ai pomodori, anche per arricchire la dieta. Temi decisivi in Mali, dove la malnutrizione compromette la crescita di un bambino su quattro, ma non solo. Lo confermano i responsabili di Pasneeg, un progetto di formazione, advocacy e sensibilizzazione per la parità di genere in Senegal, finanziato pure dalla Cooperazione italiana. “La legge prevede che le coltivatrici accedano alla terra per successione come gli uomini ma purtroppo viene applicata di rado e le pratiche consuetudinarie restano dominanti”, spiega Anna Maria Pinto, una delle animatrici dell’iniziativa. “Secondo gli ultimi studi, in Senegal solo il 18 per cento delle donne dice di aver ottenuto la terra in eredità a fronte di un dato maschile superiore al 68 per cento”.
Non è solo una questione di principio. “Se alle donne fossero riconosciuti gli stessi diritti degli uomini, nel mondo ci sarebbero 150 milioni di affamati in meno”, calcola Neven Mimica, commissario europeo per la Cooperazione e lo sviluppo internazionale. Riflessioni e numeri rilanciati dalle agenzie specializzate dell’Onu. Secondo l’ultimo studio dell’Organizzazione per l’alimentazione e l’agricoltura (Fao), nei cosiddetti Paesi in via di sviluppo le donne costituiscono il 45 per cento delle braccia per i lavori nei campi. Un dato che in Africa sale fino al 60, e che va messo a confronto con altre statistiche: solo in un caso su cinque gli appezzamenti sono proprieta’ di coltivatrici, che pure lavorerebbero in media 13 ore in più la settimana rispetto agli uomini. Ma la parità di genere, soprattutto, conviene. “Le donne destinano fino al 90 per cento dei loro guadagni alla famiglia, in particolare per la nutrizione, la salute e l’istruzione”, sottolinea José Graziano da Silva, il direttore generale della Fao: “Investire in un uomo significa investire in una persona, puntare su una donna vuol dire far crescere una comunità”. Una convinzione che diviene più forte, pagina dopo pagina, sfogliando un rapporto del Programma dell’Onu per lo sviluppo (Undp). Dal 2010 le disparità di genere sono costate all’Africa ogni anno 95 miliardi di dollari, l’equivalente delle risorse necessarie per colmare un altro divario, pure decisivo nella lotta contro la povertà: quello delle infrastrutture.

(www.dire.it)

Quaresima: Seraphicum, oggi pomeriggio un incontro biblico su “La preghiera di Giona”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 11:41

È in programma oggi, sabato 18 marzo, alle ore 16, al Seraphicum la seconda meditazione in preparazione alla Pasqua, proposta dal biblista fra Germano Scaglioni, docente di Nuovo Testamento e vice preside della Pontificia Facoltà teologica “San Bonaventura” Seraphicum. “Il segno di Giona profeta” è il titolo di questo nuovo ciclo di incontri biblici del Seraphicum che, avviati la scora settimana, si protrarranno sino all’8 aprile, affrontando i seguenti temi: “La preghiera di Giona” (oggi), “La predicazione di Giona” (25 marzo), “La conversione di Giona” (1 aprile) e “Il segno di Giona” (8 aprile).
“All’inizio del Messaggio per la Quaresima 2017 – spiega fra Germano Scaglioni – Papa Francesco ricorda che ‘alla base di tutto c’è la Parola di Dio che in questo tempo siamo chiamati ad ascoltare e meditare con maggior assiduità’. Facendo nostra l’esortazione del Santo Padre, ci prepareremo alla Pasqua mediante la preghiera e la riflessione sul libro di Giona, figura profetica che Gesù indicò come ‘segno’ per gli uomini e le donne della sua generazione”. Gli incontri si tengono al Seraphicum, via del Serafico, 1 – angolo via Laurentina a Roma, a 200 metri dalla Metro B Laurentina.

Cultura: Istess Terni, oggi convegno su “Siamo tutti greci e non possiamo non dirci cristiani”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 11:25

Sarà dedicato a “Siamo tutti greci e non possiamo non dirci cristiani” il convegno che si terrà oggi pomeriggio a Terni con l’intervento di Dario Antiseri, filosofo e docente in diverse università italiane. L’iniziativa, che sarà ospitata dalle 16.30 presso Palazzo Gazzoli, è organizzata dall’Istituto di studi teologici e storico-sociali (Istess) di Terni in collaborazione con l’associazione culturale Pericle, la diocesi di Terni-Narni-Amelia e il comune di Terni, con il contributo della Fondazione Carit. “Il tema è di grande attualità – spiega Stefania Parisi, direttore dell’Istess – perché tratta delle radici filosofico-culturali che contraddistinguono il continente europeo rispetto ad altre aree del mondo”. “È impensabile un’Europa senza Socrate, Platone e Aristotele, sul cui pensiero si sono formate le università medievali. Ecco perché non possiamo non dirci greci”, aggiunge Parisi, secondo cui “la seconda specificità è che questa tradizione classica si è insinuata dentro la rivelazione cristiana: sant’Agostino e tutti i filosofi che si rifanno a lui hanno rappresentato un ponte, una cerniera tra la cultura classica e la concezione cristiana della vita”. Per questo, “filosofia greca e pensiero cristiano sono i pilastri su cui si regge la cultura europea”. “Sostenere che non possiamo non dirci cristiani significa che – a prescindere dalla valenza religiosa – i valori mutuati dalla religione cristiana e incentrati sulla difesa della persona e della libertà si sono radicati nei sistemi civili, giuridici e artistici di tutta Europa”.

Diocesi: Tivoli, domani si celebra la Giornata della carità

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 11:08

Domani, terza domenica di Quaresima, la diocesi di Tivoli celebrerà la Giornata diocesana della carità. Istituita dal vescovo Mauro Parmeggiani fin dal momento del suo arrivo in diocesi, la Giornata della carità giunge quest’anno alla sua IX edizione. “In tutte le parrocchie, rettorie, santuari e cappelle della diocesi – si legge in una nota diffusa dalla diocesi – domani si pregherà innanzitutto per le povertà vecchie e nuove presenti sul territorio e si inviteranno i fedeli a prendersi cura del prossimo, specialmente del più povero, solo, anziano, proveniente da lontano non delegando soltanto alle Caritas diocesana o parrocchiale che siano tali compiti ma assumendoli personalmente e comunitariamente in virtù del battesimo e della fede che impedisce di fingere di non accorgerci di chi ci sta a fianco e soffre”. Le offerte raccolte in tutte le messe di domani, saranno destinate per le “opere-segno” che in questi anni si sono realizzate in diocesi. “Opere che non risolvono certamente tutti i problemi presenti sul territorio diocesano che comprende gran parte del popoloso comune di Guidonia e giunge fin oltre Subiaco e al confine con l’Abruzzo ma desiderano essere di stimolo affinchè tutti pongano segni di prossimità verso i fratelli e le sorelle in difficoltà”, sottolinea la nota. Le opere presenti sul territorio diocesano sono la mensa San Lorenzo Martire di Tivoli; la mensa-dormitorio San Lorenzo diacono a Villanova di Guidonia; la casa di accoglienza “Santa Chiara” di Tivoli; il Centro di ascolto diocesano (Tivoli) e il Consultorio diocesano “Familiaris Consortio”.

Sport e disabilità: Unitalsi, oggi e domani in piazza e sui campi di serie A; il 24 marzo a Palermo con la Nazionale

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:52

In occasione della gara Italia-Albania, valevole per le qualificazioni Mondiali 2018 in programma il 24 marzo allo Stadio Renzo Barbera a Palermo, la Figc e la Nazionale scenderanno in campo con Unitalsi per sostenere la 16ª Giornata nazionale e le sue iniziative benefiche in favore delle persone disabili, ammalate e sole attraverso la partecipazione ai tradizionali pellegrinaggi verso Lourdes e non solo. “Il sostegno della Figc – dichiara il presidente nazionale Unitalsi, Antonio Diella – vuole essere la testimonianza di come il mondo dello sport e i suoi valori costituiscano un efficace volano per sensibilizzare il grande pubblico sulla necessità di sostenere l’Unitalsi  e i suoi volontari”  quotidianamente impegnati a fianco delle persone più bisognose non solo nell’ambito di un pellegrinaggio ma anche durante la vita di tutti giorni. “Sport e disabilità si danno la mano per aiutare la nostra associazione a costruire un mondo con più opportunità e speranza per tutti”. La partnership con la Figc nasce a supporto della 16ª Giornata nazionale che si svolgerà oggi e domani, quando l’Unitalsi sarà presente con i suoi volontari in oltre 3mila piazze italiane e in tutte le gare della 29 giornata del campionato di calcio della serie A Tim quando in tutti gli stadi e su tutti i campi farà ingresso lo striscione Unitalsi. Nelle piazze e negli stadi l’associazione propone una “piantina d’ulivo”, simbolo di pace e di solidarietà. Il ricavato delle offerte sarà utilizzato per sostenere l’attività associativa e l’impegno di solidarietà a servizio dei più deboli.

Mediterraneo: Comunità di Sant’Egidio, a Livorno si parla dell'”approccio italiano all’accoglienza”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:38

A Medì, in corso da ieri a Livorno, su iniziativa della Comunità di Sant’Egidio, Giovanni Salvi, procuratore generale della Repubblica della Corte d’Appello di Roma, è intervenuto sul tema “Una questione di civiltà. L’Italia, le città, il Mediterraneo”. Dal 2012 al 2015 è stato a capo della Procura di Catania coordinando importanti inchieste e occupandosi del reato dell’immigrazione clandestina. “Quasi 100mila persone arrivarono nel distretto di Catania. Sei migranti morirono sulle spiagge di Catania. La città rispose con la sua umanità. Nonostante i problemi economici, la popolazione decise di seppellirli nel proprio cimitero facendo nascere così un luogo della memoria”, ha ricordato. I piccoli pescherecci catanesi “facevano salire i migranti sulle proprie barche per salvarli”. Questa vicenda è espressiva dell’approccio italiano all’accoglienza: salvataggi in mare contrastando le politiche della paura. “Non bastano le narrazioni – ha osservato Salvi – ma serve una politica chiara e coraggiosa”.

A 100 anni dagli accordi Sykes-Picot che di fatto disegnarono il Medio Oriente come lo abbiamo conosciuto finora, Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio ha osservato come in questi ultimi anni emerge una sfida all’ordine globale. I Balcani degli anni ’90 avevano lo stesso valore multiculturale del Medio Oriente attuale. Con l’accordo Sykes-Picot dalle spoglie della periferia ottomana nacque il Medio Oriente. Venne esclusa la Turchia. Il governo Erdogan ha fatto occupare una parte della Siria, segno attuale della volontà della Turchia di essere presente. Si deve registrare la difficoltà nel ritessere la geometria dei vincitori della Prima guerra mondiale, in una terra di grande complessità. “Le frontiere dell’accordo Sykes-Picot sono ormai un mito – spiega Ahmad Beydoun, Sociologo e scrittore, docente presso l’Istituto di scienze sociali dell’Università libanese -. Derivano da una difesa tripartita. L’Europa cercava di capire come dividersi il malato ottomano. È stata una tappa superata. Aveva un carattere coloniale e imperialista. È una storia importante ma quelle frontiere sono superate e hanno solo valore storico”.

Mediterraneo: Comunità di Sant’Egidio, sostegno a una scuola a Tunisi

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:29

Uscire dall’irrilevanza anche con la memoria storica e con un omaggio a una sorella del Mediterraneo: Tunisi, attraverso un progetto di sostegno alla scuola media di Oued Ellil, alla periferia della città. La Comunità di Sant’Egidio promuove e coordina l’iniziativa, che sarà realizzata in collaborazione con l’associazione Tunisia Africa Forward e il contributo dei Comitati di Amicizia “Medì”, dal nome del meeting internazionale promosso ieri e oggi da Sant’Egidio a Livorno: quest’anno Medì, giunto alla quarta tappa, prende in esame i rapporti tra Oriente ed Occidente a 100 anni dallo storico accordo Sykes-Picot, il ruolo dell’istruzione e della scuola nella costruzione di una città per tutti, infine il tema dell’accoglienza dei profughi nel Mediterraneo. Il meeting è realizzato in collaborazione con il Comune di Livorno, la Fondazione Livorno, la Fondazione Goldoni e il patrocinio della Regione Toscana. Il progetto per la scuola della periferia di Tunisi sarà presentato oggi pomeriggio alle 17.30 nel Teatro della Goldonetta: ha il valore di un omaggio alla città di Tunisi, alla sua lotta per una vita e per un mondo migliore, alla sua gente, al futuro dei suoi ragazzi.
Nei saluti iniziali del convegno, ieri, il sindaco di Livorno Filippo Nogarin ha sottolineato come “le contaminazioni portano un elemento di positività quando si parla di porti. Contaminiamoci con la forza di essere solidali gli uni con gli altri”. Per Monica Barni, vice presidente della Regione Toscana, le città possono fare crescere la coscienza civile quando mettono solidarietà e tutela dei diritti: “Emergenze ambientali e terrorismo si affrontano solo se si impara a cooperare”. Per la diocesi di Livorno, il cui saluto è stato portato da don Giuseppe Coperchini a nome del vescovo Simone Giusti, il titolo di Medì “Le città vogliono vivere” indica “la certezza che se ognuno di noi dà il meglio di se stesso, la realtà cambia. Vivere vuol dire renderci conto che l’altro fa parte della nostra vita”. Creato l’hashtag #Medì2017

Confessione: don Patriciello, “un prete in confessionale è un dono che appartiene a tutti”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:22

“Noi preti siamo stati chiamati per stare con Gesù e per essere poi mandati a ‘pescare’ gli uomini di cui è follemente innamorato. Sono suoi, li brama, li ama, li cerca. Anche quando fanno i capricci, anche quando gli fanno e si fanno male”, dice don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (Na), commentando su “Avvenire” le parole di Papa Francesco sui confessori. Gesù, quando qualche uomo “pentito, fa ritorno a casa – spiega don Patriciello -, impazzisce dalla gioia. E vuole che noi, suoi amici e collaboratori, gioiamo insieme a lui per il figlio ritrovato. Per questo ci invita a rimanere in sua compagnia, a farci più intimi, a fidarci della sua Parola”. Il Papa ha invitato i confessori ad essere “amico di Gesù, buon pastore”, pertanto, dice don Patriciello, “un prete in confessionale è un dono che appartiene a tutti. Accogliere una persona che viene, si inginocchia, ti apre il cuore è uno dei momenti più straordinari del ministero sacerdotale”. Il Papa, prosegue “ci chiama a curare l’arte del discernimento”, dove discernere “vuol dire capire, intuire, calarsi nelle profondità del cuore di chi ti parla, in quell’abisso dove siamo più veri, dove la menzogna e l’apparenza tacciono”. Il sacramento della confessione riveste una tale importanza “che la Chiesa obbliga il prete al segreto totale” ed è questa “la garanzia che permette al penitente di sentirsi veramente libero di confessare cose che non direbbe mai a nessuno”. E ancora, “un incontro può salvare una vita, e tante volte quell’incontro è avvenuto e avviene proprio nel segreto del confessionale”. E se il “cuore a cuore che si crea tra il confessore e il fedele” è “un’opera d’arte”, in quel momento, ricorda don Patriciello ai sacerdoti “sei tu e non sei tu. Sei tu e sei la Misericordia che attrae il peccatore. Sei tu e sei il Cristo crocifisso che il penitente cerca in te”. “Nonostante i nostri peccati, i nostri tradimenti, le nostre miserie, il Signore non si è mai pentito della scelta fatta – conclude -. Solo Dio sa che cosa accade nel segreto dei cuori. Trattiamo con cura e stupore i tesori ricevuti. E siamo riconoscenti”.

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