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Editoria: “La Cittadella” di Mantova da domani in edicola con “Avvenire”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:16

“La Cittadella, settimanale storico della diocesi di Mantova, si prepara a un passaggio epocale: da domani infatti uscirà come inserto domenicale di Avvenire nell’edizione del quotidiano dei cattolici diffusa localmente”, spiega oggi su “Avvenire” Roberto Dalla Bella, giornalista de “La Cittadella”, settimanale diocesano di Mantova fondato nel 1945. “La collaborazione – prosegue – nasce lungo due binari: autorevolezza e popolarità, ovvero ricerca di notizie qualificate e volontà di rivolgersi a un pubblico variegato, con un occhio di riguardo per l’attualità locale”. Il nuovo corso della testata è stato presentato in una conferenza stampa cui hanno partecipato il vescovo, monsignor Marco Busca, e il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. “Le parole riempiono i giornali – ha detto mons. Busca – e hanno valore in base alla loro autorevolezza. Con La Cittadella vogliamo raccontare la vita dei cattolici mantovani andando oltre la cronaca comune per raccontare una verità più alta”. Tra le novità il ritorno alla Cittadella come coordinatore della redazione di don Giovanni Telò, attuale parroco di Villa Garibaldi e Cadé, che ha già collaborato con entrambe le testate: “Abbiamo davanti una sfida difficile, da affrontare con entusiasmo: ci metteremo passione affinché La Cittadella diventi un punto di riferimento per la Chiesa e tutta la società mantovana”. Marco Tarquinio ha definito “un dono” il legame tra le due testate e ha ricordato quanti hanno contribuito all’esperienza della Cittadella come don Benito Regis, direttore dal 1985 fino alla morte nel 2015 e Paolo Lomellini, che ne ha raccolto l’eredità e continuerà a collaborare. “Siamo in un tempo – ha aggiunto Tarquinio – in cui ai giornalisti è chiesto quotidianamente di dimostrare che questo lavoro ha ancora un senso, sono curioso di vedere come il settimanale si rinnoverà continuando la sua tradizione”. Nella sua nuova veste rinnovata “La Cittadella” è composta da otto pagine dello stesso formato del quotidiano, divise in sezioni.

Sud Sudan: Albanese (Avvenire), stanziamento Cei “dimostra che occorre vincere la tentazione della rassegnazione”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:12

“Per quanto la globalizzazione possa aver reso il mondo apparentemente più omogeneo, i processi che l’hanno contraddistinta non sono stati privi di aporie”, una situazione in cui “a pagare il prezzo più alto è sempre la povera gente”. Così padre Giulio Albanese, giornalista e missionario comboniano, nell’editoriale pubblicato oggi su “Avvenire” in cui porta l’attenzione sulle emergenze “dimenticate” del mondo e sui fondi necessari per farvi fronte. “Basti pensare – scrive – che per fornire l’aiuto di cui hanno oggi bisogno paesi come il Sud Sudan, lo Yemen, la Somalia e la Nigeria settentrionale occorrono subito 4,4 miliardi di dollari”. Eppure questa cifra è “un’inezia” se si considera che, stando ai dati forniti dallo Stockholm international peace research institute (Sipri), il mercato mondiale delle armi “vede nei cinque continenti un impressionante aumento della spesa: dai 1.131,6 miliardi di dollari del 2000 ai 1.759,6 miliardi di dollari del 2016”. Padre Albanese rileva “la forte correlazione causale tra le crisi armate che, da un lato, attanagliano l’Africa Subsahariana e l’area mediorientale e, dall’altro, la crescente domanda di commodities (materie prime, fonti energetiche in primis)”. In questo contesto le situazioni emergenziali “si procrastinano nel tempo assumendo sempre più una connotazione cronica, col risultato che il passaggio all’agognato sviluppo sembra essere, per molti popoli, un traguardo vanificato dalla storia”. Così “non è un caso” se sono proprio le Chiese cristiane “le realtà che più di altre, nell’ambito della società civile planetaria, manifestano solidarietà nei confronti di tanta umanità dolente”. Per questo, conclude Albanese “fa piacere sapere che la Cei ha destinato un milione di euro per fornire assistenza agli sfollati e alle vittime del conflitto civile sudsudanese. Un gesto concreto per dimostrare che occorre vincere la tentazione della rassegnazione”.

Diocesi: Spoleto-Norcia, insieme con comune e scuole “per assicurare ai giovani sostegno nel percorso di crescita”

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:05

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, e il direttore dell’Ufficio Scuola dell’arcidiocesi, Battistina Vargiu, ieri, venerdì 17 marzo hanno accolto, nel palazzo arcivescovile, il vice sindaco di Spoleto, Maria Elena Bececco, e i dirigenti scolastici degli istituti superiori della città. “È stato un primo incontro per avviare una riflessione comune sull’urgenza educativa dei giovani, sollecitata anche dagli ultimi tragici eventi che hanno sconvolto la città”, si legge in una nota. Dall’incontro “è emersa la necessità di unire le forze – scuola, famiglia, parrocchia, associazioni di volontariato e sportive – per assicurare alle giovani generazioni un sostegno formativo con l’obiettivo di ragionare intorno a quelli che sono i valori fondamentali della vita. Comune, arcidiocesi e scuole, tra le altre cose, stanno pensando di offrire a genitori e docenti un tempo di riflessione sulla grave urgenza educativa”.

Diocesi: Modena-Nonantola, attese oltre 4mila persone all’incontro del vescovo Castellucci con i cresimandi

Agensir.it - Sat, 2017-03-18 10:00

Sono oltre 4mile le persone attese oggi, sabato 18 marzo, al PalaPanini di Modena per la festa dei cresimandi con il vescovo diocesano, monsignor Erio Castellucci. Sarà un’occasione “per sentirsi Chiesa in festa a Modena, insieme al loro pastore”. L’iniziativa – organizzata da Ufficio catechistico diocesano, Centro sportivo italiano, Azione cattolica ragazzi e Agesci – prenderà il via alle 15, ma i ragazzi potranno accedere al palasport fin dalle 14.15 accompagnati da genitori e catechisti. “Ogni zona della diocesi – si legge in una nota – sarà contraddistinta da un colore e occuperà un settore del palazzetto”. Ai partecipanti viene chiesto di indossare un indumento colorato (una maglia, una bandana, un cappellino) che dovrà essere “giallo per la montagna, verde per le pedemontane, rosso per la città e blu per la bassa”. L’incontro dei cresimandi sarà contraddistinto anche quest’anno da una raccolta di carità: “ad ogni gruppo – spiegano gli organizzatori – è chiesto di portare alimenti a lunga conservazione, che andranno a favore dei progetti diocesani per l’aiuto dei poveri e dei profughi presenti nella nostra città”.

La donna-guasta e l'Amore-foresto

Marco Pozza - Sat, 2017-03-18 07:51

rubinettoguasto

Una freccia di sole attraversa l'immondizia di un'intera esistenza. Fino allora la vita fu tutta un farfugliare di lenzuola, un ammasso di carni eccitatesi a vicenda, una faccenda amorosa comune: avevano avuto, chi più chi meno, tutti fame del corpo di lei. Ne aveva saziati cinque, s'era saziata di cinque: eppure quel saziarsi, pur non dicendolo, non le bastava. Nemmeno il sesto, quello che la stringeva forte al petto in quelle notti, sembrava gustarle il cuore. Sopraggiunse Lui, l'amore-foresto. Sazia di carni umane, mica poteva immaginare che ci fossero uomini

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Notizie Sir del giorno: Papa su confessori, Cei per Sud Sudan, abolizione voucher

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:30

Papa Francesco: a Penitenzieria apostolica, “il confessore deve recarsi nelle ‘periferie del male e del peccato'”

“Il confessore è chiamato quotidianamente a recarsi nelle ‘periferie del male e del peccato’, e la sua opera rappresenta un’autentica priorità pastorale”. Lo ha detto oggi Papa Francesco, ricevendo oggi in udienza i partecipanti al corso sul foro interno promosso dalla Penitenzieria apostolica, ai quali ha augurato “di essere buoni confessori: immersi nel rapporto con Cristo, capaci di discernimento nello Spirito Santo e pronti a cogliere l’occasione di evangelizzare”. (clicca qui)

Cei: 1 milione di euro dai fondi dell’8xmille per sfollati e vittime del conflitto in Sud Sudan

La presidenza della Cei ha destinato un milione di euro, dai fondi dell’8xmille, per fornire assistenza agli sfollati e alle vittime del conflitto che da anni insanguina il Sud Sudan. Ne dà notizia oggi l’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, informando che “la somma, attraverso Caritas Italiana, sosterrà interventi di carattere sanitario e nutrizionale di Medici con l’Africa Cuamm, l’ospedale comboniano di Wau e progetti di riabilitazione socio economica della Caritas locale”. (clicca qui)

Abolizione voucher: Zamagni (economista), “sarebbe stato meglio tornare alla lettera e allo spirito della legge Biagi”

“La storia dei voucher in Italia costituisce un’ulteriore conferma di come una misura di per sé valida possa degenerare nel corso del tempo”. È il commento al Sir dell’economista Stefano Zamagni, dopo il varo del decreto legge che ha eliminato i voucher. “La cancellazione totale – osserva Zamagni – non è la soluzione ottimale. Sarebbe stato meglio tornare alla lettera e allo spirito della legge Biagi”. (clicca qui)

Vescovi peruviani: appello alla solidarietà verso le popolazioni alluvionate. Finora 62 vittime

I vescovi del Perù rivolgono un appello per le popolazioni delle regioni settentrionali e centrali del Paese, colpite in questi giorni dal maltempo, che ha provocato inondazioni e gravissimi danni. Il bilancio finora è di 62 vittime e 62mila persone colpite dai fenomeni naturali. I vescovi hanno indetto per domenica 19 marzo una giornata di preghiera. (clicca qui)

Beatificazione Josef Mayr-Nusser: card. Amato, “figura meravigliosa di laico”, modello per i giovani

Sabato 18 marzo, nel duomo di Bolzano, il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, presiederà la Santa Messa di beatificazione di Josef Mayr-Nusser. Intervistato in esclusiva dai settimanali diocesani “Il Segno” e “Katholisches Sonntagsblatt”, il card. Amato ha sottolineato che, quando si è recato da Papa Francesco per presentargli il dossier su Mayr-Nusser, “il Santo Padre ha detto subito: è una figura meravigliosa di laico”. “Credo che per i giovani (perché lui era giovane, visto che è morto a 35 anni) – prosegue il card. Amato – questo uomo, possa dire molte cose”. (clicca qui)

Luterani: gira l’Europa il tir blu che racconta e raccoglie storie di 500 anni di Riforma

Sta viaggiando in questi giorni nei Paesi nordici il lungo tir blu che, partito il 3 novembre da Ginevra, farà tappa in 67 luoghi di 19 Stati europei particolarmente significativi per la storia della Riforma luterana. Il camion porta in giro una mostra itinerante sulla Riforma e ha il compito in questo percorso a tappe di raccogliere “storie di viaggio”. Mancano ancora 23 fermate prima che arrivi a Wittemberg il 20 maggio nel giorno dell’apertura della “Mostra mondiale della Riforma”, un grande racconto collettivo, multimediale dei 500 anni trascorsi, in cui confluiranno anche le storie raccolte in giro per l’Europa. (clicca qui)

Evangelii gaudium: don Campedelli, “il Vangelo della gioia mette la grazia prima del peccato”

Uno spettacolo di burattini per spiegare la Evangelii gaudium. È l’iniziativa portata avanti da don Marco Campedelli, che, in un’intervista pubblicata sul Sir, spiega: “La Evangelii gaudium è un po’ il programma del ministero pastorale di Papa Francesco ed esprime soprattutto questa dimensione: un Vangelo della gioia, che mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano. Cioè, non c’è nulla dell’umano che non sia degno dello sguardo di Dio”. (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 18 marzo. Situazione umanitaria in Africa orientale, Cei in aiuto del Sud Sudan, Papa Francesco e la confessione, voucher

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla situazione umanitaria dell’Africa orientale, dove la carestia sta mettendo a rischio decine di milioni di vite. Anche la Conferenza episcopale si mobilita per gli aiuti: donato un milione di euro a favore del Sud Sudan, dove il Papa vuole recarsi in visita. Intanto notizie di atrocità ai danni di profughi somali arrivano dallo Yemen, dove sarebbero decine le vittime di un assalto a sangue freddo. All’emergenza è legato anche l’editoriale di padre Giulio Albanese. A centro pagina una fotocronaca del Papa che si è confessato e ha confessato nella basilica vaticana, dopo avere pronunziato – in mattinata – un discorso alla Penitenzieria apostolica, in cui ha raccomandato di “evitare ogni atteggiamento di durezza, che inutilmente giudica il peccatore e non il peccato”. Nel suo commento, don Maurizio Patriciello sottolinea come “accogliere una persona che viene, si inginocchia, ti apre il cuore è uno dei momenti più straordinari del ministero sacerdotale. Il Papa ci chiama a curare l’arte del discernimento. Discernere vuol dire capire, intuire, calarsi nelle profondità del cuore di chi ti parla”. Un altro titolo importante è per le vicende politico-economiche, con il varo del decreto che cancella i voucher e il piano Alitalia che prevede duemila esuberi: subito proclamato uno sciopero cui ha risposto il governo con una convocazione delle parti. Nello spazio Agorà-cultura, la scomparsa del grande poeta caraibico Derek Walcott.

Giuseppe Cacciami: il pensiero per l’Europa e il filo della tenerezza (2)

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:28

(da Verbania/Intra) – “Non è stato un illuso sognatore di fragili grandezze ma un ‘grande signore dei sogni’, non era un sognatore ma aveva un sogno. Cioè grandi visioni, grandi orizzonti, grandi respiri che ha espresso come sacerdote, come educatore e come giornalista”. Così mons. Vincenzo Rini, presidente del Sir e già presidente della Federazione italiana settimanali cattolici, ha ricordato don Giuseppe Cacciami a cinque anni dalla morte, citando il libro a lui dedicato “Più in alto, più lontano”.
“Il suo modo di essere giornalista – ha aggiunto – è stato quello di cercare l’uomo nell’uomo per poter trovare poi l’uomo in Dio e Dio nell’uomo”.
Durante l’incontro di oggi è stata scoperta nel giardino de “Il Chiostro” la piccola scultura, denominata “Garçon”, dell’artista Carlo Rapp: l’opera rappresenta un ragazzino accovacciato in posizione di gioco. Posta a poca distanza dal bassorilievo che raffigura don Giuseppe Cacciami, consente di cogliere, secondo Paola Giacoletti, che ha presentato la scultura, “il filo della tenerezza che unisce il padre al figlio, il filo che ha unito un prete a molti ragazzi e giovani accolti alla Famiglia Studenti – Il Chiostro”.

Giuseppe Cacciami: il pensiero per l’Europa e il filo della tenerezza

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:27

(da Verbania/Intra) – “È l’ora in cui l’Europa deve riflettere sulle sue radici, ripensare la sua carta d’identità e trovare tra le sue forze sociali, culturali e religiose il massimo di unità nel pluralismo per vivere il suo ruolo nella storia attuale. I compartimenti stagni, i bunker chiusi e isolati, i ghetti dove è difficile confrontarsi a largo raggio con i problemi più vivi e reali non ci interessano”.
Sono alcuni pensieri di don Giuseppe Cacciami sull’Europa che Paolo Bustaffa, già direttore di Sir/SirEuropa ha riproposto in occasione di un incontro tenuto oggi a “Il Chiostro” di Verbania per ricordare, a cinque anni dalla morte, il sacerdote giornalista già presidente della Fisc, ideatore dell’agenzia Sir, membro d’onore dell’Unione internazionale della stampa cattolica (Ucip) e direttore del settimanale diocesano di Novara. “Sono pensieri scritti e condivisi negli incontri Ucip di molti anni addietro – ha affermato Bustaffa – ma esprimono un appello più che mai attuale e rivolto soprattutto ai giornalisti perché sappiano aiutare l’Europa a ritrovare se stessa affinché non venga meno al suo compito di costruire solidarietà e giustizia al proprio interno e nel resto del mondo”. (segue)

Lavoro: card. Bagnasco, superare la tentazione dei “veti incrociati”, del “non parlarsi” e della “ricerca dell’ottimo”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:25

Per dare nuovo slancio all’economia di Genova bisogna superare alcune tentazioni: i “veti incrociati”, il “parlarsi poco” e “la ricerca dell’ottimo”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio durante la Messa per il mondo del lavoro, in occasione della solennità di San Giuseppe, celebrata nella cattedrale di San Lorenzo. L’arcivescovo ha infatti sottolineato che “un nostro male è quello dei veti incrociati affinché nessuno vinca, faccia bella figura, abbia dei meriti”. Però, “in questa logica, il bene della città non c’entra affatto, anzi viene impedito o danneggiato”. “Un’altra difficoltà – ha proseguito – è quella di parlarsi poco, o di non parlarsi affatto, per trovare visioni comuni, linee operative”. Invece, “bisogna parlarsi non attraverso le prime pagine, ma attraverso l’incontro diretto e riservato, intelligente e cordiale”. Infine, “una terza stortura, che rivela poco realismo, è la ricerca dell’ottimo, della soluzione la migliore, così che spesso si resta immobili” anche se “di solito questa posizione è un pretesto che nasconde interessi particolari, a volte è semplicemente miopia”. Infatti, ha proseguito, “non dobbiamo dimenticare che questi approcci sofisticati ai problemi concreti non di rado sono propri di persone o categorie al riparo da problemi economici e possono permettersi dei sofismi”.

Lavoro: card. Bagnasco, “va bene razionalizzare per non sperperare, ma non lasciamo la gente sulla strada”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:24

“Si è parlato, e si parla spesso, di razionalizzare” e questa parola “è diventata un mantra, una parola d’ordine, una parola chiave, quasi che fosse la soluzione dei problemi. Razionalizzare, però, significa non sperperare risorse, usarle meglio, con onestà e con oculatezza ma non significa lasciare la gente sulla strada come si fa ancora in questi giorni con licenziamenti in atto o in previsione”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, durante la Messa celebrata per il mondo del lavoro, in occasione della solennità di San Giuseppe, patrono dei lavoratori. “Razionalizzare – ha detto ancora il cardinale – non significa continuare a portare la testa delle nostre aziende altrove, perché portare la testa lontano significa staccare il cuore e perdere il polso della realtà. Non si vuole fare terrorismo, né spegnere la speranza e le luci, che pur ci sono, ma significa coltivare la speranza a partire dalla realtà concreta”. Inoltre, ha aggiunto, “ci chiediamo, di fronte allo spacchettamento e allo scippo a cui abbiamo assistito in questi lunghi anni, e che rischia di continuare, se abbiamo fatto arrivare nei posti giusti la nostra unica insistente, ostinata voce. Ma, pur di fronte a questa destruttturazione progressiva e continua del nostro tessuto lavorativo – fatta salva la tenuta di alcune realtà che non potranno essere staccate perché ancorate alla stessa realtà geografica di Genova -, non possiamo permetterci di arrenderci”. Per il porporato, “sappiamo, vogliamo, e dobbiamo volere superare gli ostacoli con delle novità di cui Genova è capace quasi per dimostrare al mondo che, se il vecchio scappa, il nuovo può nascere ancora migliore. Basta volerlo”. “E questa – ha detto – è una sfida, sempre più grande, per il presente e per i prossimi anni e che vogliamo affrontare, non a partire da zero, ma mettendoci testa, cuore, capacità, genio”.

Papa a Milano: un gruppo di senzatetto guida le visite alle “Case Bianche” ad una settimana dall’arrivo di Francesco

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:20

Ad una settimana dall’arrivo di Papa Francesco a Milano, nella giornata di sabato 18 e domenica 19 marzo, gli “Spiazzati”, il gruppo di senzatetto che si ritrovano al centro diurno di Caritas Ambrosiana “La Piazzetta”, faranno da accompagnatori a chi vorrà scoprire le Case Bianche di via Salomone, il quartiere che sarà visita da Francesco sabato 25 marzo. Il gruppo, autore della guida alla città “I gatti di Milano non toccano terra”, accompagnerà la camminata nel quartiere, “un tour che promette di essere un viaggio tra storia e leggenda – si legge in una nota – animato dallo stesso sguardo disincantato e ironico” che contraddistingue la guida alla città. Domani, l’appuntamento è fissato per le 10 davanti alla chiesa di san Galdino, proprio dove sabato 25 arriverà il Papa. Poi da lì gli “Spiazzati” con i visitatori si sposteranno al centro di prossimità della Caritas del decanato Forlanini proprio sotto i palazzoni bianchi che saranno visitati da Francesco. “Qui sarà ripercorsa la storia del quartiere con la proiezione di alcune foto di archivio raccolte da appassionati e abitanti della zona”, prosegue la nota. “Dopo la carrellata fotografica, inizierà il tour vero e proprio, un itinerario a piedi di 50 minuti che sarà – spiegano i promotori – “un giro in strada con chi in strada ci vive”. L’iniziativa, promossa dal centro diurno “La Piazzetta” e dal giornale di strada “Scarp de’ tenis” di Caritas Ambrosiana, verrà replicata anche domenica 19, con ritrovo alle 15, e durante la prossima settimana, su prenotazione.

Diocesi: don Carzino (Genova), “tentiamo di dare risposte immediate ai bisogni” quando ci sono situazioni difficili nelle aziende

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:19

“Attraverso le strutture che la Chiesa si è data si tenta di dare una risposta immediata ai bisogni, sia personali che familiari, e talvolta perfino, a mo’ di supplenza, collaborare ad aprire porte, canali di comunicazione, che possano evitare le chiusure e le incomprensioni che tanto spesso portano a situazioni difficili per le aziende e di conseguenza alla sofferenza di tante persone”. Ad affermarlo don Gian Piero Carzino, direttore dell’Ufficio per la vita sociale e il mondo del lavoro della diocesi di Genova, in occasione della Messa per il mondo del lavoro che si è celebrata questo pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, in occasione della solennità di San Giuseppe, patrono dei lavoratori. Rivolgendo il proprio saluto al cardinale Angelo Bagnasco, don Carzino ha sottolineato l’impegno della Chiesa “nell’indicare una strada che metta finalmente al centro dell’economia e della società la persona e la famiglia” perché “tutto il magistero della Chiesa non fa che denunciare come solo una società in cui vengano rispettati come primari nei fatti e non solo a parole questi valori è una società degna dell’uomo”. Infine, don Carzino ha ricordato che “i cappellani del lavoro, i fedeli, i lavoratori, i rappresentanti delle aziende e delle associazioni che hanno rapporti con il mondo del lavoro e i sindacati qui riuniti sono consapevoli della vicinanza della Chiesa genovese a tutti loro nell’attuale difficile scenario economico-sociale”.

Lavoro: card. Bagnasco, “la situazione è ancora grave, ma ci sono segnali positivi”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:18

“Il fenomeno dell’esodo all’estero di migliaia di giovani, in cerca di lavoro e di futuro, ricorda migrazioni antiche, che dovrebbero farci comprendere meglio le migrazioni attuali di rifugiati, certo, ma anche di tanti in cerca di fortuna”. Così il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, nell’omelia pronunciata oggi pomeriggio durante la Messa per il mondo del lavoro celebrata in occasione della solennità di San Giuseppe nella cattedrale di San Lorenzo. “Pur dovendo riconoscere che la situazione complessiva è ancora grave, anzi gravissima, e i 550.000 pasti distribuiti nello scorso anno dalle nostre mense ne sono un segno – ha proseguito il porporato – bisogna riconoscere che qualche segnale positivo pare affacciarsi, soprattutto alcune prospettive che sembrano consolidarsi. Naturalmente qui parliamo di noi, di Genova: ci auguriamo, e anche per questo preghiamo, che le opere iniziate vadano a compimento il più rapidamente possibile, e che altre nascano e si realizzino”. Il card. Bagnsco ha poi ricordato che “San Giuseppe ci indica l’intelligenza nella sua duplice declinazione: l’umiltà e la saggezza”. “L’umiltà – ha affermato – è l’intelligenza che riconosce che tutti abbiamo bisogno degli altri, sempre e dovunque: che riconosce i propri limiti ed errori, insieme a capacità e talenti che il buon Dio dona a ognuno in modo diverso”. Mentre “la saggezza è l’intelligenza capace di parlare con gli altri nel desiderio onesto di trovare soluzioni, mettendo a frutto l’esperienza propria e chiedendo quella degli altri”.

Ue: parlamenti dei Paesi membri riuniti a Roma per i 60 anni dei Trattati. Gli interventi di Mattarella e Tajani

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:14

“In un mondo sempre più fondato su protagonisti di grandi dimensioni, di veri e propri giganti istituzionali, l’Europa non può rinunziare al suo ruolo, e alle sue possibilità di influenza, facendosi più piccola; traducendosi in realtà minori, destinate a essere quasi soltanto spettatrici delle decisioni globali”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo oggi i rappresentanti dei parlamenti degli Stati membri Ue e delle istituzioni comunitarie, riunitesi a Roma in vista del 60° dei Trattati. “Una celebrazione come quella di oggi ci ricorda le ragioni di sessanta anni fa, per proiettarle nel nostro futuro, arricchendolo di spunti e di idee che potranno contribuire a una realtà migliore per le giovani generazioni. Dobbiamo essere fieri di questi primi sei decenni, consapevoli delle insufficienze attuali dell’Unione, ma certi al tempo stesso, che la strada che stiamo percorrendo insieme è quella giusta”. Presenti i presidenti della Camera e del Senato italiani, sono intervenuti fra gli altri nell’aula di Palazzo Madama il presidente del Consiglio europeo, Donald Tusk, l’ex presidente della Commissione europea, Romano Prodi. La Conferenza straordinaria dei presidenti dei Parlamenti dell’Ue è stata aperta dal discorso del residente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, il quale ha affermato: “L’Unione europea sta affrontando uno dei momenti più difficili dei suoi sessant’anni di storia. Molti dei nostri cittadini hanno un senso di smarrimento, legato anche al generale clima di incertezza dentro e fuori l’Ue”.
Il presidente dell’Eurocamera ha aggiunto: “Oggi, più che mai, dobbiamo invece dimostrare che queste sfide si vincono solo uniti. Con l’Europa dei fatti. Riducendo la disoccupazione, governando i flussi migratori, garantendo la sicurezza, promuovendo stabilità e valori nel mondo”. Tajani ha detto: “La collaborazione tra Parlamento europeo e parlamenti nazionali è sempre più importante. Siamo stati tutti eletti direttamente dai popoli europei. Dobbiamo essere in prima linea per colmare la distanza tra istituzioni e cittadini”. “Noi tutti, rappresentanti dei popoli europei, abbiamo oggi una grande responsabilità: esercitare una forte volontà politica e leadership sui valori alla base del nostro stare insieme. L’Europa è una storia di successo quando sa incarnare un sogno di progresso, prosperità, libertà e pace. Sta a noi cambiare l’immagine di un’Unione astratta, poco efficace, burocratica. Fare di nuovo appassionare gli europei ad un grande progetto”.

Diocesi: Pescara-Penne, domani incontro su “Chiesa e lavoro. Credenti e impegno socio politico”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 20:05

“Il nostro contributo e la nostra esperienza sono importanti per il tavolo di discussione nazionale”. Sono queste le parole di padre Aldo D’Ottavio, responsabile della pastorale sociale e del lavoro dell’arcidiocesi di Pescara-Penne, mentre la Chiesa italiana si prepara alla 48ª Settimana Sociale nazionale (Cagliari, 26-29 ottobre), che avrà per tema “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo, solidale”. “Un tema che ci coinvolge tutti in prima persona – aggiunge padre Aldo – che ci interroga come cristiani nel mondo del lavoro e ci pone quesiti esistenziale: la gente di Chiesa come vive il lavoro? Solamente come opportunità per portare a casa uno stipendio o come un tempo prezioso da valorizzare?”.
Per rispondere a queste domande, l’arcidiocesi di Pescara-Penne ha organizzato un ciclo di tre incontri. Si inizierà domani, sabato 17 marzo, alle 9.30, nel confronto con suor Alessandra Smerilli, docente di Economia e gestione delle imprese alla Pontificia Facoltà dell’educazione Auxilium di Roma e membro del Comitato scientifico delle Settimane sociali. Al cinema Sant’Andrea di Pescara si potrà riflettere su “Chiesa e lavoro. Credenti e impegno socio politico” e “far emergere – conclude padre D’Ottavio – le situazioni di crisi del territorio, insieme alle eventuali buone pratiche, perché l’analisi identifichi i problemi, ma racconti anche la trasformazione di cooperazione”.

Tv2000: domani una nuova puntata di “Luci sulla frontiera”, documentario su sacerdoti impegnati nella periferia di Napoli

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 19:51

Dal post terremoto, durante la faida cutoliana degli anni Ottanta con i camorristi che sparavano in strada, alla “periferia dell’anima” di Papa Francesco. Don Gaetano Romano da oltre trent’anni è parroco a San Giovanni a Teduccio, ex quartiere operaio, oggi ghetto. È il protagonista della puntata di “Luci sulla frontiera”, la serie di documentari in sei puntate in onda domani, 18 marzo alle ore 19. Sei storie di sacerdoti che, nella periferia di Napoli, dedicano la propria esperienza agli ultimi, combattendo contro la camorra, la droga, per il recupero dei detenuti e il futuro dei territori umiliati. Scritta e diretta da Ilaria Urbani, autrice de ‘La buona novella -Storie di preti di frontiera’, con la prefazione di Roberto Saviano. La desertificazione industriale e la disoccupazione si “compensano” con spaccio e lavoro illecito. E i piccoli clan rivali si sparano ancora dalle finestre. Negli occhi delle persone rassegnazione e paura. Ma nella sua oasi-ludoteca don Gaetano professa che “sperare è ancora possibile”.

Sfruttamento in agricoltura: Cnca aderisce a #MarciaNoCaporalato, “riguarda anche gli italiani”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 19:19

Il Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca) aderisce alla #MarciaNoCaporalato, iniziativa nazionale contro la mafia del caporalato in programma a metà aprile, in data da definire.  “La situazione di gravissimo sfruttamento che si registra nel settore dell’agricoltura, in particolare in alcune regioni del Sud”, dichiara don Armando Zappolini, presidente del Cnca, “è stata oggetto più volte di denunce e analisi accurate senza che a ciò seguisse alcun intervento rilevante per contrastare il fenomeno del caporalato e assicurare condizioni di vita e di lavoro decenti e regolari alle persone migranti. Alcuni fatti di cronaca recenti hanno riproposto con forza il problema, ricordandoci che lo sfruttamento riguarda non soltanto le persone straniere, ma anche – e sempre più – persone italiane che non sanno come sbarcare il lunario. La tragica morte della bracciante che raccoglieva l’uva a 2 euro l’ora nelle campagne di Andria è un chiaro monito. Noi siamo convinti che bisogna intervenire al più presto non solo per mettere fine a un sistema intollerabile di ‘abuso’ delle persone – la cui forza sta anche nel fatto che non vi sono alternative per i lavoratori – ma soprattutto per creare condizioni di accoglienza e di lavoro – garantite dalle istituzioni – che permettano alle persone straniere e italiane di lavorare e vivere in modo dignitoso. Lo Stato smetta di latitare e faccia ciò che deve”.

Migranti: Croce rossa, realizzeranno un mosaico al Museo nazionale romano

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 19:01

A partire dal 21 marzo è stato organizzato, presso il Museo nazionale romano di Palazzo Massimo a Roma, il workshop “Un mosaico come ponte di culture” aperto, oltre ai visitatori, ai migranti ospiti dei centri di accoglienza della Croce Rossa di Roma. I migranti sono protagonisti, da dicembre scorso, di un percorso di inclusione sociale e culturale nato dalla collaborazione tra Museo nazionale romano di Palazzo Massimo, Istituto beni culturali della Regione Emilia Romagna e Croce Rossa di Roma. I partecipanti saranno chiamati a riprodurre una delle opere esposte nella mostra Archaeology&ME. Il loro lavoro sarà visibile nel museo all’interno dell’esposizione, aperta fino al 23 aprile, e in seguito nell’ambito del concorso internazionale di mosaici Pictor Imaginarius “L’Arte del Mosaico”, che si svolge a Nazzano (Roma) il 27 e 28 maggio.

Testamento biologico: Vari (Centro studi Livatino), “il medico non va inteso come un distributore di trattamenti”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:51

“Il medico non può essere condiderato come un distributore di trattamenti sanitari”. Lo ha detto Filippo Vari , vicepresidente del Centro studi Livatino, durante il workshop, organizzato all’Università Europea di Roma, riguardo al ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento. “C’è modo e modo di informare il paziente e su questo punto di vista il nostro Paese ha molto da imparare da altre realtà”. “Il diritto alla vita, alla salute, il consenso informato e la libertà della scienza sono assoluti, imprescrittibili e irrinunciabili – ha spiegato il docente – ma il disegno di legge mi sembra vada palesemente in contrasto con questi diritti perché predispone ora per il futuro di impedire delle terapie”. “Il paziente – ha aggiunto – oggi non può essere obbligato a iniziare una terapia nonostante il medico abbia tuttavia l’obbligo di convincerlo che la cura sia la migliore per lui. Ma secondo il disegno di legge accade il contrario perché il medico è vincolato alla volontà del paziente”.

“Il ddl poi – ha continuato – lede il diritto indisponibile della vita, vincolando il medico”. Chi ha sollevato forti dubbi sulla costituzionalità del testo, è stato il magistrato ed ex parlamentare, Alfredo Mantovano, intervenuto nel dibattito: “Secondo questo disegno di legge, il paziente si deve guardare dal medico come se fosse un nemico. Lo deduco dal testo stesso che dice di far riferimento all’articolo 13 della Costituzione sulla inviolabilità della libertà personale, ma non ne capisco il nesso”.

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