Feed aggregator

Migranti: Cosenza, inaugurata la casa “Santa Famiglia” per l’accoglienza di mamme straniere

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:25

“Entriamo dentro questa casa, piccolo segno di carità verso donne spesso dimenticate, ricordandoci che nella vita qualsiasi cosa facciamo ad uno dei fratelli più piccoli lo abbiamo fatto a Gesù stesso”. Con queste parole padre Pietro Ammendola, ministro provinciale dei frati cappuccini di Calabria, ha benedetto e inaugurato sabato a Cosenza la nuova casa “Santa Famiglia”, un centro di accoglienza che servirà a dare ospitalità a quattro donne migranti in stato di gravidanza o da poco diventate mamme, insieme ai loro piccoli. Gli spazi, all’interno dell’ex mensa del santuario diocesano del Santissimo Crocifisso, sono stati completamente ristrutturati e riconfigurati. La nuova casa di accoglienza, dedicata alla fuga della Santa Famiglia in Egitto, rientra nei progetti della Fondazione Casa San Francesco dei frati cappuccini ed operante in città a favore dei più bisognosi. “La nuova casa ‘Santa Famiglia’ – si legge in una nota – in piena aderenza alla mission istituzionale di Casa San Francesco, sarà per le sue ospiti ed i loro bambini, dimora calorosa e accogliente nella quale custodire ed elevare in pienezza il valore cristiano della vita, sviluppare abilità e talenti, intessere rapporti autentici di amicizia e di reciprocità, promuovere le forme più efficaci di scambio e di integrazione, nel contesto nazionale e cittadino, al di là di ogni provenienza e differenza”. Nei mesi scorsi, ad opera dei frati cappuccini di Calabria, era stato aperto un centro diurno per anziani. Per l’autunno 2018, invece, è prevista l’attivazione di un nuovo poliambulatorio specialistico per l’assistenza sanitaria agli indigenti.

Istituto Teologico Pugliese: Mignozzi (direttore), “Michele Lenoci interprete della svolta conciliare nell’approccio alla Scrittura”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:23

“Formatosi durante gli anni del Vaticano II, si è reso, attraverso la sua attività di docente, interprete della svolta conciliare nell’approccio alla Scrittura e alla sua lettura ecclesiale”. Don Vito Mignozzi, direttore dell’Istituto Teologico Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta, ricorda così al Sir il biblista mons. Michele Lenoci, morto ieri, che ha insegnato per più di 40 anni Sacra Scrittura nello stesso Istituto. “Giunto qui, dopo aver conseguito la licenza in Scienze Bibliche presso il Pontificio Istituto Biblico di Roma, ha insegnato dal 1970 fino al 2011, mettendo a disposizione le proprie competenze nell’offerta di corsi sull’Antico e sul Nuovo Testamento”, ha raccontato. Nelle parole di don Mignozzi, il profilo di un sacerdote, “profondamente appassionato della ricerca biblica”, che “ha saputo coniugare il rigore dell’analisi testuale alla sua mediazione pastorale, formando, così, generazioni di studenti che attualmente servono le Chiese pugliesi come presbiteri o laici”. Il direttore dell’Istituto Teologico ricorda anche che “insieme alle competenze scientifiche, sempre aggiornate, mons. Lenoci ha unito una spiccata sensibilità spirituale e sapienziale nella lettura del testo sacro, riuscendo ad appassionare e coinvolgere i suoi studenti in itinerari formativi di qualità, necessari per lo sviluppo di un pensiero teologico adeguato e, nondimeno, per un servizio al Vangelo all’altezza delle sfide odierne”. Un ricordo, quello di don Mignozzi, che continua con l’apprezzamento anche per l’impegno nella “predicazione di corsi di esercizi spirituali e di ritiri mensili al clero di diverse diocesi pugliesi e non solo, nella guida di corsi biblici e di pellegrinaggi in Terra Santa”. “Al compimento del suo 70° anno, la Facoltà Teologica Pugliese ha inteso dedicargli una Miscellanea di studi, pubblicata con le edizioni Dehoniane di Bologna e intitolata ‘Gestis verbisque’. In essa si ritrovano saggi di diversi docenti della Facoltà, molti dei quali suoi colleghi e prima ancora alunni”. “La sua morte, che vela di tristezza i ricordi di quanti lo hanno conosciuto – conclude il direttore -, consegna allo stesso tempo un’eredità preziosa che la Facoltà Teologica e quanti lo hanno conosciuto sono chiamati a portare avanti”.

Istituto Teologico Pugliese: morto il biblista mons. Michele Lenoci

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:18

È morto ieri, domenica 7 gennaio, all’età di 77 anni, mons. Michele Lenoci, noto biblista ed esegeta. Si è spento in seguito a una malattia nella sua casa, a Canosa di Puglia, dov’era nato il 14 maggio 1940. Fu ordinato sacerdote nella cattedrale di San Sabino, a 23 anni. Poi, la nomina a canonico della cattedrale di Andria. L’insegnamento è stato il suo impegno principale: fu docente di Sacra Scrittura nell’Istituto Teologico Pugliese “Regina Apuliae” di Molfetta, dove insegnò dall’ottobre 1970 al giugno 2011. Nella mattinata di oggi, la salma di mons. Lenoci resterà nella chiesa dei Santi Francesco e Biagio di Canosa di Puglia per un ultimo saluto. I funerali saranno celebrati alle 16,30 nella cattedrale di San Sabino.

Intelligenza artificiale: Cingolani (IIT), “crescita sostenibile che metta sempre al centro l’uomo” e “pensiero umanistico per delineare quadro etico-giuridico”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:09

“Robotica e automazione devono essere impiegate per promuovere una crescita sostenibile all’interno di un modello di economia intelligente e circolare, ottimizzando processi che nel lungo termine abbiano un impatto positivo per tutti”. Non ha dubbi Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ Istituto italiano di tecnologia (IIT), avanguardia mondiale dell’intelligenza artificiale e della robotica, che in un’intervista al Sir sottolinea l’urgenza di “interrogarsi sul modello di sviluppo che vogliamo perseguire e sulla sua sostenibilità”. Crescita non è solo incremento del Pil indipendentemente dai suoi costi; “occorre valutare l’impatto dell’uomo e delle sue attività sull’ambiente in termini di produzione rifiuti, consumi di acqua ed energia, emissioni di Co2″. Per questo, secondo lo scienziato, la partita si deve giocare nell’alleanza di” intelligenza artificiale e robotica – corpo e mente che messi insieme fanno la macchina intelligente – con l’essere umano per una maggiore sostenibilità che metta al centro sempre l’uomo e non lasci indietro nessuno”. Ad esempio “con macchine intelligenti in grado di produrre dimezzando il consumo di acqua”. Ma la sostenibilità è anche “etica, sociale e antropologica”. Urgente allora “una riflessione interdisciplinare che delinei l’orizzonte della scienza e indirizzi lo sviluppo della tecnologia” mettendo intorno al tavolo “scienziati, tecnici, politici e imprenditori ma anche esperti in scienze umane, filosofi morali e teologi. E educatori, quelli che dovranno preparare le future generazioni”. Il progresso, conclude Cingolani, “deve continuare a correre”, ma “all’interno di un quadro di riferimento etico-antropologico-giuridico-culturale da definire. Le competenze tecnico-scientifiche non sono sufficienti. Abbiamo bisogno dell’apporto del pensiero umanistico”.

Intelligenza artificiale: Cingolani (IIT), “frutto di macchine sempre più performanti ma non in grado di surclassare l’uomo”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:08

Non esiste tecnologia che possa dotare una macchina “intelligente” di autocoscienza e di emozioni. Il futuro è intelligenza artificiale(AI) e robotica per una migliore sostenibilità del pianeta ma occorre definire un quadro etico-giuridico e intorno al tavolo dovrebbero sedere anche filosofi e teologi. Al centro deve essere sempre l’uomo e nessuno deve essere lasciato indietro. Parola di Roberto Cingolani, direttore scientifico dell’ Istituto italiano di tecnologia (IIT), avanguardia mondiale dell’intelligenza artificiale e della robotica, che in un’intervista al Sir fa il punto della ricerca in materia, delinea possibili scenari futuri e sgombra il campo da timori infondati: “Niente demonizzazioni. Qualsiasi tecnologia è di per sé neutra, ma se utilizzata da un imbecille è dannosa”. E con buona pace di chi agita spauracchi, “non esiste tecnologia che possa rendere una macchina intelligente, dotata di autocoscienza e di emozioni, in grado di surclassare l’uomo – avverte il responsabile dell’Istituto con sede a Genova dove è nato, ad esempio, iCub, diventato lo standard di riferimento dei robot umanoidi -. Queste proiezioni lasciamole alla letteratura o ai film di fantascienza”. L’AI, spiega, “è il frutto di macchine di calcolo sempre più performanti che compiono ormai milioni di miliardi di operazioni al secondo. E’ legata al concetto di algoritmo. Dalla complessità degli algoritmi deriva un’intelligenza artificiale più o meno evoluta”. Grazie a modelli matematici accurati  queste macchine possono calcolare con enorme velocità lo sviluppo di un evento, prevedere tutti gli scenari diventando “quasi predittive”.

Famiglia: card. Bassetti, “cardine della società e della Chiesa”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:07

“La famiglia è il cardine della società e della Chiesa. E come Chiesa siamo da sempre impegnati a sostenere e a difendere la famiglia, che ha la sua origine nel progetto di Dio, fin dall’inizio della storia della salvezza”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, in occasione della sacra rappresentazione dell’arrivo dei Re Magi nella cattedrale di san Lorenzo, a Perugia, nel pomeriggio dell’Epifania. Quest’anno ad animarla sono stati i giovani dell’oratorio parrocchiale di Ospedalicchio. “Vedo tutti gli anni nella nostra cattedrale, la sera dell’Epifania, una sacra rappresentazione dell’arrivo dei Magi, giunti da lontano per adorare Gesù, davvero originale, nuova e molto bella, mai ripetitiva”, ha affermato il cardinale. “Non è stata una commedia – ha proseguito – ma una recitazione bellissima descrivendo i fatti della vita con semplicità. Sembrava quasi di aver reso il nostro tempo contemporaneo al tempo di Gesù anche con espressioni caratteristiche dell’intercalare perugino. La spontaneità di Maria e Giuseppe nel descrivere la loro famiglia come le altre è stata importantissima, quasi un monito: se viene meno la Sacra Famiglia, modello per tutte le famiglie, crolla tutto”. Poi, il ringraziamento ai protagonisti della rappresentazione e ai diversi attori e figuranti. “È stato bellissimo rendere il Vangelo con espressioni attuali, ma questo non ha tolto nulla alla sacralità di un presepe. Il vostro è stato un vero presepe raccontato nella vita di oggi”. Infine, dal card. Bassetti l’invito a “tenere vivo il Natale e continuare a tenere viva, anche tra i giovani, la fede”.

Maestri cattolici: Giuseppe Desideri confermato presidente nazionale

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 10:06

A conclusione del 21° congresso nazionale dell’Associazione italiana maestri cattolici (Aimc), Giuseppe Desideri è stato confermato presidente nazionale per il terzo mandato consecutivo. Lo comunica in una nota l’Aimc, che ricorda come per l’occasione si siano riuniti a Roma, dal 3 al 5 gennaio, oltre trecento congressisti in rappresentanza di tutto il territorio nazionale, “professionisti di scuola che hanno testimoniato volontà di servizio dedicando parte delle loro vacanze natalizie per condividere la responsabilità di orientare il progetto associativo per il prossimo quadriennio”. “Un congresso ampiamente partecipato, di alto livello elaborativo – continua la nota – arricchito dai contributi offerti dai relatori e dagli esiti delle sezioni di lavoro da cui esce un’Aimc capace di compiere scelte coraggiose presenti già in filigrana nel titolo stesso del congresso: ‘Aimc, memoria e futuro, periferie e frontiere dei saperi professionali’, pur nella consapevolezza delle oggettive difficoltà che la complessità del vivere odierno pone sul cammino”.

Perù: le aspettative degli indigeni dell’Amazzonia per l’arrivo di Papa Francesco

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 09:38

Le aspettative che i popoli indigeni dell’Amazzonia hanno per la visita di papa Francesco a Puerto Maldonado sono difficili da sapere nella loro interezza. “Ho l’impressione che in primo luogo vogliano incontrare il Santo Padre, perché vogliono essere visibili”. Lo spiega in un’intervista pubblicata sul sito della Repam, la Rete ecclesiale pan amazzonica, il portavoce del vicariato apostolico di Puerto Maldonado, padre Manuel Jesús Romero.
“Gli indigeni amazzonici – spiega il sacerdote – portano con sé una richiesta, un forte richiamo, le loro terre ancestrali vengono invase sempre di più. I loro territori naturali, i loro antenati, sono sempre più ridotti. I mezzi di sostentamento con cui sono sopravvissuti per così tanti secoli, la pesca, la caccia, gli alberi, i fiumi sono sempre più in pericolo. Pertanto, le loro vite sono in pericolo”.
L’arrivo del Papa a Puerto Maldonado, per quello che si annuncia come il suo primo incontro diretto con l’Amazzonia, è previsto per le ore 10 di venerdì 19 gennaio: dopo i saluti previsti, riceverà anche espressioni di affetto dall’infanzia missionaria e dai leader indigeni. Verso le 11 ci sarà l’atteso incontro con le comunità native. Il Santo Padre ascolterà le comunità e rivolgerà loro un messaggio di incoraggiamento, solidarietà e speranza.
Dopo l’incontro con le comunità native, il Papa si trasferirà sulla spianata dell’Istituto tecnologico superiore Jorge Basadre, dove sarà a contatto con le migliaia di pellegrini che accorreranno per salutarlo e ricevere la sua benedizione. Subito dopo, con la papamobile, percorrerà alcune strade di Puerto Maldonado fino al Piccolo Principe, una comunità di accoglienza per minori.

Intimidazione a don Stamile: don Ciotti (Libera), “gli siamo vicini e andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione”

Agensir.it - Mon, 2018-01-08 09:35

“Siamo vicini a don Ennio e andiamo avanti, senza paura e senza alcuna esitazione consapevoli che il nostro impegno non subirà alcun cedimento”. Così don Luigi Ciotti, presidente nazionale di Libera, commenta il grave atto intimidatorio compiuto sabato sera nei confronti di don Ennio Stamile, coordinatore di Libera Calabria, con il ritrovamento di un capretto morto in una busta della spazzatura attaccato allo specchietto della sua autovettura, mentre era a cena in un ristorante di Cetraro con i capi scout. “Ancora un grave atto intimidatorio – sottolinea don Ciotti – che sollecita le nostre coscienze ad essere più vigili e che ci richiama a sentire sempre prepotente dentro di noi il morso del più, del dare e impegnarci di più”. Secondo il presidente di Libera, “la strada da percorrere nella lotta alla criminalità organizzata, alle illegalità è ancora lunga dove ognuno, la politica, le istituzioni, i cittadini sono chiamati a fare la propria parte”. “Resistere vuol dire esserci, fare, assumerci la nostra quota di responsabilità. Perché il problema più grave – ammonisce don Ciotti – non è tanto chi fa il male, ma quanti guardano e lasciano fare”.

Diocesi: Caritas Rimini, conclusa oggi la mostra dei presepi dal mondo

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 18:31

Oggi sabato 6 gennaio, festa dell’Epifania, con la Messa in cattedrale presieduta dal Vescovo di Rimini, mons. Lambiasi, si è conclusa la 15ª mostra dei presepi dal mondo. La Mostra ha avuto un grande successo di pubblico –oltre ventimila i visitatori e una cinquantina i gruppi che hanno usufruito della visita guidata- ed è stata molto apprezzata per l’aspetto artistico e per il messaggio trasmesso. Tanto da guadagnare un servizio televisivo trasmesso da Rai 1 all’interno della puntata di “A sua immagine” di oggi 6 gennaio alle ore 16. Nel servizio, la conduttrice Lorena Bianchetti, ha intervistato don Renzo Gradara, ideatore della mostra, che ne ha spiegato il senso e il valore educativo; Cesare Giorgetti, coordinatore della mostra; i rappresentanti della comunità filippina e argentina e due ragazzi richiedenti asilo.
“La mostra dei presepi dal mondo è un evento che presenta, alla città e ai moltissimi turisti presenti in occasione delle feste natalizie, il volto di una Rimini solidale, inclusiva, capace di costruire ponti e non muri, accogliente e ricca di una presenza multiculturale e multietnica. E anche il volto di tantissime famiglie e persone immigrate che, pur mantenendo vivo il valore della propria terra, della propria tradizione e della propria cultura, sente di appartenere a questa città e a questa Chiesa”. Dopo la Messa le comunità partecipanti si sono ritrovate per una cena nella quale si è condiviso i cibi tipici di ogni Paese; durante la cena saranno resi noti i risultati del concorso dei presepi.

Epifania: card. Bagnasco (Genova), “assistiamo al tentativo di ribaltare l’umano segnando una regressione”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 18:00

“I sapienti dell’Oriente rappresentano l’incamminarsi dell’umanità verso Cristo, inaugurano una processione che percorre l’intera storia. Riassumono l’attesa interiore dello spirito umano, il movimento delle religioni e della ragione incontro a Cristo, Luce delle genti”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, nell’omelia pronunciata oggi per la solennità dell’Epifania. “Se è vero che la stella guida i Sapienti verso il piccolo Gesù – ha detto ancora il porporato – in realtà è Gesù che guida la stella: non sono gli astri, dunque, o il cosmo, le circostanze, le potenze del mondo che determinano la nostra esistenza”. Infatti, “l’umanità – assunta da Dio – è la più grande di tutte le forze materiali, vale più dell’universo intero, costruisce la storia che resta” e “con il Verbo incarnato, accade un capovolgimento antropologico decisivo e definitivo, anche se oggi assistiamo al tentativo di ribaltare l’umano segnando una regressione, una involuzione che viene decantata come progresso e conquista di civiltà”. Per il cardinale, invece, “la stella di Natale ci indica Cristo, il Figlio di Dio, e Gesù ci rivela il volto dell’uomo, la sua identità, il suo valore, quella sua dignità incomparabile che il mondo vuole stravolgere, e ridurre ad oggetto da manipolare, e a strumento di produzione e profitto. Fino al punto che – quando diventa un peso e un costo – si abbandona a se stesso in nome della sua individuale autonomia”. Per questo, ha domandato: “Possiamo non reagire? Non opporci? Non dire chiaramente: non è giusto?”. “Cari amici – ha concluso -, ci auguriamo la luce della stella e la benefica inquietudine dell’intelligenza. Ci auguriamo di non fermarci mai, di non stancarci nel desiderare e di cercare nei frammenti del tempo, tra ombre e luci, il volto di Gesù. Ci auguriamo che nei nostri cuori e nelle nostre case abiti la gioia di chi ha trovato e che è stato trovato”.

Epifania: mons. Zuppi (Bologna), “riconosciamo i Magi nei tanti fratelli emigrati e rifugiati”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 17:40

“Quanti profughi sono costretti a scappare da Erode che colpisce senza pietà scatenando la violenza, armando le mani di mezzi di distruzione pericolosamente sempre più potenti, provocando la fame”. Lo ha detto oggi l’arcivescovo di Bologna mons. Matteo Zuppi, durante l’omelia della Messa che ha celebrato nella cattedrale di San Pietro, nella solennità dell’Epifania, alla presenza delle comunità straniere bolognesi. Tra le minacce, in particolare, per i profughi, il presule ha indicato “la nebbia fitta dell’indifferenza”, che “non fa vedere il prossimo, oscura la speranza e quindi il desiderio di futuro”. “Nella nebbia non si vedono gli altri ma si finisce anche per non essere visti, tanto che alla fine per tutti la vita diventa insignificante, uno scarto, il cui valore non è più riconosciuto”. Ad alimentare questa visione è la “retorica della paura e dell’odio”, con le “frasi fatte dei populismi o dal dilagare inquietante e redditizio di false notizie”, ha evidenziato l’arcivescovo, richiamando le parole pronunciate da Papa Francesco nella sua visita a Bologna. “Una nebbia che nasconde i veri problemi e responsabilità e allontana le vere e possibili risposte”. Mons. Zuppi ricorda in quest’ottica anche il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace, il 1° gennaio, che “ci aiuta a vedere questa Epifania e a riconoscere i Magi anche nei tanti fratelli emigrati e rifugiati, cercatori di pace e di speranza”. “La famiglia di Dio non è mai chiusa in confini che escludono, che fanno guardare con sospetto e alzare muri – ha sottolineato l’arcivescovo -. La Chiesa è da sempre universale perché unisce tutte le genti. In essa non ci sono stranieri perché riceviamo tutti quella cittadinanza universale di essere di Dio e degli uomini, di cui ha parlato Papa Francesco”. Infine, l’invito a diventare “noi stessi Epifania di Dio con la nostra ospitalità, con la nostra attenzione concreta per persone che hanno affrontato cammini duri e pieni di rischi, con il dare valore all’altro e scoprire il tesoro che ha con sé e che questi rappresenta”.

Epifania: mons. Delpini (Milano), “la testimonianza dei Magi contesta l’uso delle ricchezze mondane raccomandato dalla società utilitaristica”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 17:15

“La testimonianza dei Magi contesta l’uso delle ricchezze mondane che sembra raccomandato dalla società individualistica e utilitaristica”. Lo ha detto, questa mattina, l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, che ha presieduto nel duomo la Messa nella solennità dell’Epifania del Signore. Nella sua omelia il presule ha sottolineato gli insegnamenti che derivano dalla figura dei Magi: “Nell’offerta dei doni al Bambino si riconosce il compimento: a che cosa servono le ricchezze della terra, l’oro, l’incenso, la mirra? I Magi dichiarano che tutte le ricchezze della terra hanno uno scopo e una utilità: diventare un dono per dare gloria al Bambino”. Secondo l’arcivescovo, invece, “sembra che lo spirito del nostro tempo raccomandi di usare le ricchezze per generare ricchezza, di accumulare l’oro per arricchire, di trattenere quello che si possiede per possedere sempre di più”. Un continuo vortice che contrasta con quello che “i Magi dichiarano”: “Tutto il fare si compie nell’adorare, tutto l’essere si compie nella pace che si ferma davanti al Bambino”. “La testimonianza dei Magi – ha spiegato mons. Delpini – contesta così l’orientamento del fare verso la frenesia e l’impazienza, l’inclinazione all’agitazione e all’irrequietezza che non può fermarsi, non può sostare, non sopporta il silenzio e la pace”.

Diocesi: Bologna, mons. Zuppi invita i fedeli all’udienza con Papa Francesco

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 16:29

“Un evento di grazia che porterà tanto frutto”. L’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Zuppi, definisce così il pellegrinaggio in Vaticano nella lettera con la quale invita i fedeli a partecipare all’udienza di Papa Francesco, riservata alla diocesi bolognese e a quella di Cesena-Sarsina, sabato 21 aprile, nell’Aula Paolo VI. “Abbiamo ancora nel cuore la gioia della visita a Bologna del Santo Padre Francesco, che lo scorso 1° ottobre ha celebrato con noi la prima Domenica della Parola – si legge -. È stato il momento culminante delle celebrazioni conclusive del Congresso eucaristico diocesano, a cui ha fatto seguito l’invito che il Santo Padre ci ha rivolto per ricambiare la Sua visita”. Al pellegrinaggio diocesano sono invitate “tutte le componenti della nostra Chiesa e della città degli uomini, nessuna esclusa: le parrocchie, le associazioni e i movimenti, le rappresentanze civili, il mondo del lavoro, della scuola e dell’Università, le famiglie, i giovani, nell’anno di preparazione al sinodo loro dedicato, i poveri, i malati. Tutti siamo chiamati a partecipare a questo momento di incontro e di gioia che la Provvidenza ci vuole donare – conclude l’arcivescovo -, per essere confermati dal successore di Pietro nella fede e nel nostro cammino”.

Epifania: mons. Seccia (Lecce), “riflettere sulla nostra fede densa di speranza”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 16:00

Un invito a “trovare il tempo per riflettere sulla nostra fede densa di speranza”, la stessa speranza che “mosse i Magi a seguire la stella”. È l’invito dell’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, nel videomessaggio di commento alla liturgia dell’Epifania. Il presule definisce i Magi “indagatori del cielo e delle stelle”, cercatori della “verità”, che “volevano trovare delle vie da seguire per conoscere nuove rivelazioni”. “Non si tratta di indovinare, di credere agli astri – sottolinea mons. Seccia -. Si tratta piuttosto di capire che Dio ha le sue vie e che ci sono degli uomini che scelgono di seguire queste vie, perché si sentono attratti dalla verità”. Mons. Seccia ha pronunciato la sua riflessione al termine di due giorni trascorsi con i giovani della diocesi a San Giovanni Rotondo, dove ha incontrato per la prima volta da quando è arcivescovo di Lecce l’emerito, mons. Domenico D’Ambrosio. “Anche per noi questo è un cammino: andiamo incontro a Cristo mano nella mano intensificando la nostra fede, ma anche con la volontà di testimoniare al mondo che Gesù è il Dio che salva”.

Epifania: mons. Moraglia (Venezia), “porre coraggiosi gesti di conversione per un autentico contatto con Gesù”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 15:31

“I Magi chiedono di ripensare la nostra vita di ‘stagionati’ uomini e donne di Chiesa; abbiamo bisogno di porre coraggiosi gesti di conversione per tornare a un autentico e reale contatto con Gesù”. Lo ha detto, questa mattina, il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, nell’omelia della Messa che ha celebrato in cattedrale, nella solennità dell’Epifania. “Tutti i popoli e tutti gli uomini sono chiamati a incontrare Dio. I Magi hanno lasciato tutto e si sono incamminati verso un futuro sconosciuto, che non era il risultato di puri calcoli umani, sorretti da una speranza che nasceva da una Grazia a cui avevano detto il loro sì”, ha aggiunto. Citando lo scrittore Gilbert Keith Chesterton, il patriarca ha invitato a riflettere sul fatto che “oggi il credente ha più di un complesso d’inferiorità verso il mondo che si professa lontano da Dio, agnostico o ateo”. “Si può anche perdere la fede e, così, finire per credere ad ogni cosa”. Oppure “si giunge talvolta all’incredulità”. Ma “se si perde la capacità di cogliere la dimensione simbolica del reale si smarrisce o si è già smarrito l’uomo che è in noi”. “Potremo, quindi, essere anche più veloci, più produttivi, più tonici come forza muscolare, ma meno uomini”, ha sottolineato il patriarca, secondo il quale “è questo il dramma di un uomo o, meglio, di un’intera umanità che, perseguendo la pura efficienza e non volendo più riconoscere i propri limiti, mira sempre a nuove performances, prestazioni che comunque ogni macchina può raggiungere prima e meglio”. Da qui, la necessità di “adorare lo stesso Gesù, presente realmente nel Santissimo Sacramento dell’altare”. “L’Amore deve essere amato e noi non possiamo non sentire questa urgenza. Per poter dare amore al nostro prossimo dobbiamo attingere dall’Amore”.

Epifania: card. Betori (Firenze), “la ricerca non sia un vagare alla cieca, l’orientamento è Gesù”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 15:10

“La ricerca ha bisogno di un preciso orientamento e non sia un vagare alla cieca, accumulare esperienze per uccidere la noia, come troppo spesso accade in questi nostri tempi, smaniosi sì di novità, ma incapaci di discernere, con sapienza, ciò che merita da ciò che è privo di valore o, addirittura, è negativo e dannoso”. Lo ha detto l’arcivescovo di Firenze, card. Giuseppe Betori, nell’omelia della Messa, nella solennità dell’Epifania, che ha celebrato questa mattina in cattedrale. Il porporato ha portato come modello la ricerca dei Magi, “la ricerca di un sapere che non fornisca soltanto nozioni e visioni del mondo, ma sia capace di plasmare la storia”. “Con questo atteggiamento – ha aggiunto – la ricerca diventa qualcosa di vitale, di cui tutti abbiamo bisogno, se non vogliamo subire l’esistenza, ma essere in grado di dare a essa un indirizzo e un significato, una forma che dia sapore ai nostri giorni”. “La ricerca dei Magi questo orientamento lo possiede fin dall’inizio, e ha un nome preciso: ‘il re dei Giudei’”. Il card. Betori ha indicato, sull’esempio dei Magi, una serie di tappe nel viaggio che conduce a Gesù. La prima è quella di “riconoscere questa chiamata dentro di noi”, “tappa essenziale per iniziare il cammino della fede”. “I Magi insegnano anche che non basta una voce del cuore, ma occorre raccogliere i segni della presenza del Signore attorno a noi”. Quindi, “la speranza trova nell’incontro con il Signore il proprio fondamento, ma ne è anche una necessaria premessa”. “E se oggi constatiamo una diffusa crisi della fede, ciò appare legato anche all’oscuramento della speranza nell’orizzonte di molti, in particolare della cultura diffusa, così piegata sul momento presente, povera di memoria e intimorita di fronte al futuro”. Sulla strada i Magi “incontrano anche avversari nascosti, trame e inganni”. E allo stesso modo “il tragitto della vita non può isolarsi dal mistero del male presente nella storia”. Da qui l’invito del cardinale, che cita Papa Francesco, ad “accettare di sporcarsi e perfino ferirsi nelle periferie del mondo, per essere fedeli alla nostra vocazione alla ricerca di Dio”. Infine, la nuova missione dopo l’incontro col Bambino: “portare a tutti una testimonianza”.

Epifania: mons. Nosiglia (Torino), “lasciarci provocare dalle domande dei poveri, degli immigrati e dei senza fissa dimora”

Agensir.it - Sat, 2018-01-06 14:25

“Sono i poveri che spaventano, perché da loro viene il rinnovamento e per mezzo di loro cambia la storia del mondo. In loro c’è lui, il Dio grande, che abbatte i potenti dai troni ed esalta gli umili”. Lo ha detto l’arcivescovo di Torino, mons. Cesare Nosiglia, durante l’omelia della Messa che ha celebrato nella parrocchia di Santo Volto, nella solennità dell’Epifania. Il presule ha riflettuto sul ruolo di Dio nella “nostra storia di ogni giorno”. “Se Dio sta in cielo, va bene; se scende a coinvolgersi con le nostre situazioni di ogni giorno, disturba, perché va accolto e riconosciuto come un uomo che tiene il suo posto tra gli uomini; va ascoltato come uno che ha qualcosa da dire sul nostro fare, operare, lavorare, amare, progettare – ha aggiunto -; va temuto da parte di chi ha potere e forza, perché potrebbe scardinare i meccanismi che regolano i rapporti tra persone e comunità”. Poi, mons. Nosiglia ha ricordato anche la “rivoluzione silenziosa” di san Francesco d’Assisi, che sposò “Madonna Povertà”. “Francesco, come tanti santi e sante, non ha fatto altro che seguire la stessa via dell’Incarnazione del Figlio di Dio: si è fatto povero con i poveri, innestando così nella storia la forza del Vangelo che ha scardinato i poteri forti e ha illuminato tutte le tenebre di cui essi erano portatori”. L’arcivescovo crede che “anche oggi possa avvenire la stessa cosa”, “se noi credenti camminiamo verso Betlemme e, come i Magi, adoriamo quel Bambino divino, riconoscendolo presente nei fratelli e nelle sorelle sofferenti e poveri del nostro mondo”. Il presule ha invitato ad accettare la sfida di “lasciarci provocare dalle domande, espresse o inespresse, ma sempre reali e concrete, dei poveri, degli immigrati, dei senza fissa dimora, degli ultimi. Dobbiamo camminare con loro, perché essi sanno bene dove incontrare Dio, sanno seguire la stella che conduce a lui, sanno riconoscerlo e diventano nostri maestri di vita e di amore”. Infine, l’attenzione per i migranti, ricordando i Magi, che erano “di Paesi diversi, culture diverse e anche religioni diverse”. L’auspicio è quello dell’accoglienza, cioè “ampliare le possibilità di ingresso legale e non respingere chi sarebbe costretto a ritornare in un Paese dove dominano la violenza, l’ingiustizia e il sopruso sui più deboli e poveri”, la “protezione, soprattutto di donne e bambini sottoposti a rischi di abusi”, e “l’integrazione nella società”. “Ma, per realizzare tutto ciò, è necessario un impegno corale delle istituzioni, del mondo civile ed ecclesiale”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie