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Sanità: Cnb, prevenzione, attenzione ai più fragili, ricerca, direzione generale anticorruzione nel ministero

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:43

Occorre investire “la parte dovuta – e sinora trascurata – del Fondo sanitario nazionale (Fsn) destinato alla prevenzione, creando al contempo nuovi percorsi affinché l’educazione alla prevenzione sia diffusamente assicurata nel Paese sin dall’età infantile”. E’ una delle raccomandazioni contenute nel parere del Comitato nazionale per la bioetica (Cnb) “In difesa del Sistema sanitario nazionale (Ssn)”, pubblicato oggi sul sito della Presidenza del Consiglio dei ministri. Per il Cnb, “senza una fondamentale attenzione alla prevenzione, il Ssn diverrà sempre meno sostenibile”. Nel documento, approvato all’unanimità dai membri presenti nella plenaria del 26 gennaio 2017, il Comitato ribadisce la necessità di omogeneizzare il processo di digitalizzazione della sanità in tutte le Regioni e, con riferimento ai pazienti a rischio di sviluppare demenza o con declino cognitivo già conclamato, evidenzia la necessità della costruzione di una nuova sanità in difesa dei pazienti fragili, “che miri all’attuazione di un percorso diagnostico-terapeutico-assistenziale integrato condiviso da medici di medicina generale, servizi di assistenza specialistica ambulatoriale e domiciliari”. Per i bambini il Cnb raccomanda prevenzione nella fase prenatale sino alla cura delle malattie croniche disabilitanti, congenite o acquisite, in costante crescita, e sottolinea l’urgenza di un “riequilibrio” nel divario Nord e Centro-Sud, in particolare nella mortalità infantile. Una revisione periodica e programmata dei Lea, il riconoscimento della ricerca come “parte fondamentale del Ssn, cui destinare annualmente un sicuro budget prestabilito, garantendo inizialmente un minimo dell’uno per cento del Fsn” e la costituzione di un’apposita Direzione generale anti-frode e corruzione in sanità all’interno del ministero della Salute sono le ulteriori raccomandazioni del Cnb.

Papa Francesco: si confessa nella basilica di S. Pietro e confessa alcuni fedeli

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:40

Il Papa, in ginocchio davanti al confessionale, come un penitente qualsiasi. Come è già accaduto altre volte proprio in questa basilica, Francesco, intorno alle 17.30, si è inginocchiato per ricevere lui il perdono dei peccati, tramite l’assoluzione del confessore, prima di essere lui stesso a svolgere lo stesso ministero con altri fedeli penitenti. È il momento culminante della celebrazione penitenziale che si sta svolgendo nella basilica vaticana, gremita di fedeli. Dopo la confessione, durata circa cinque minuti, il Papa diventa a sua volta confessore. Si tratta del secondo momento della liturgia, che nella prima parte ha visto la celebrazione comunitaria, con la confessione generale dei peccati, le intercessioni e la recita del Padre nostro. Poi il momento della confessione e dell’assoluzione individuale.

Diocesi: Cesena, presentato il volume “Don Aldo Casadei, un sacerdote in missione”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:38

È stato presentato questa mattina a Cesena il libro “Don Aldo Casadei, un sacerdote in missione” dedicato al missionario cesenate che visse esperienze in Cecoslovacchia e Germania oltre a ricoprire numerosi incarichi per la Santa Sede, la Cei e la diocesi di origine. “È bello poter parlare di un prete diocesano”, ha affermato il vescovo di Cesena-Sarsina, monsignor Douglas Regattieri, secondo cui “ben venga quest’opera che ne tiene viva la memoria”. Monsignor Silvano Ridolfi, per tanti anni parroco a Cesenatico e dopo essere stato cappellano per gli italiani all’estero in Germania, ha ricordato don Casadei come “traghettatore e innovatore”. In Cecoslovacchia, don Casadei è stato il primo e ultimo missionario italiano prima di venir espulso, nel 1949, perché ritenuto pericoloso per lo Stato. In Germania, poi, organizzò l’azione pastorale in favore dei migranti italiani. “Nei suoi dieci anni in quel Paese, dal 1950 al 1960 – ha ricordato mons. Ridolfi – don Casadei ha avviato una rete di assistenza pastorale”. Ridolfi ha parlato anche dell’impegno del confratello come direttore di quell’ufficio, prima della Santa Sede e poi in Cei dopo il Concilio, che oggi è Migrantes, di cui è stato direttore nazionale anche lo stesso mons. Ridolfi. “Nonostante i tanti incarichi di prestigio, ha sempre mantenuto la semplicità delle sue origini”, ha spiegato Fausto Aguzzoni, richiamando le doti di umiltà e semplicità di don Casadei. Il libro, edito come “Quaderno del Corriere Cesenate n. 16”, è disponibile presso la nuova Curia diocesana di Cesena.

Testamento biologico: Gambino (Scienza& Vita), “impossibile imporre la legge anche agli ospedali cattolici”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:24

“Il medico viene completamente deresponsabilizzato con il ddl sulle disposizioni anticipate di trattamento”. Lo ha detto Alberto Gambino, presidente di Scienza & Vita, al workshop organizzato dal Centro studi Livatino all’Università europea di Roma. “Il medico – ha continuato – può disattendere solo in un caso secondo la legge, se all’atto della sottoscrizione delle Dat da parte del paziente non esistevano terapie capaci di assicurare un miglioramento delle condizioni di vita, ma in questo caso si aprono autostrade per i magistrati, che hanno la responsabilità di decidere”. “La cosa più rilevante è quando si dice nella legge che ogni azienda sanitaria pubblica o privata deve garantire la formazione del personale per l’applicazione della legge. Fra queste si ritrovano anche le strutture cattoliche, ma come si può pretendere che possano essere attuate le Dat? Ne va di mezzo – ha insistito Gambino – il Concordato e la libertà religiosa. E quindi va sollevato presto il tema della libertà di coscienza per quei medici e quegli ospedali di ispirazione cattolica che non possono attenersi alla legge che prevede un’eutanasia di fatto”.

Missionari martiri: Roma, veglia di preghiera itinerante e musical su Romero

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:20

Il 24 marzo è la Giornata per i missionari martiri e il XXXVII anniversario dell’uccisione del Beato Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador. In questa occasione l’Ufficio per la cooperazione missionaria della diocesi di Roma propone per il giorno 23, dalle 18 alle 21, una veglia di preghiera itinerante che partendo dalla Basilica dei SS. Quattro Coronati arriverà a San Bartolomeo all’Isola Tiberina e per il giorno 24, alle ore 21 presso la Sala Teatro Vignoli a via Prenestina 104 (parrocchia San Leone I) un musical sulla vita di Romero (ingresso libero). Presenteranno queste iniziative mercoledì 22 marzo alle ore 11 presso la Sala Marconi della Radio Vaticana, mons. Paolo Lojudice, vescovo ausiliare della diocesi di Roma per il settore sud e incaricato per le missioni, Manuel Roberto Lopez Barrera, ambasciatore di El Salvador presso la Santa Sede e don Luca Pandolfi prete romano, docente universitario e autore del soggetto teatrale. Il musical “Romero”, sceneggiato da Amalia Bonagura, con le musiche di Domenico Amicozzi, i testi delle canzoni di Barbara Cestoni e la regia di Valentina Cognatti, è portato in scena dalle Compagnie Riunite del Teatro San Giustino, con più di 20 anni di esperienza teatrale e musicale. Dopo il grande successo della prima a Roma nel giugno 2016 il musical ha iniziato a girare l’Italia e ora torna nella capitale. È la storia di un gruppo multiculturale di studenti romani, tra cui un giovane immigrato salvadoregno, che realizzano un viaggio in El Salvador sulle tracce di mons. Romero e del suo popolo. Oscar Arnulfo Romero, arcivescovo di San Salvador fu ucciso il 24 marzo del 1980 dall’oligarchia salvadoregna allora al governo nel piccolo paese centroamericano. Subito venerato come San Romero de America per il suo impegno per la giustizia, la pace e la lotta alle disuguaglianze è stato beatificato da Papa Francesco 3 febbraio del 2015 come martire della fede. Dal musical è stato tratto anche un volume con testo e musiche(Aracne editrice, 2016), con il titolo “Oscar & Marianella. Il racconto e il musical”.

Abolizione voucher: Rossini (Acli), “la politica normi su situazioni rimaste senza regola”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:18

“La decisione di abolire i buoni lavoro toglie una forma di regolazione del lavoro”. Lo afferma Roberto Rossini, presidente delle Acli, in merito alla decisione del governo Gentiloni di abolire il buono lavoro. “Il loro uso – continua Rossini – si era trasformato in abuso: per questo eravamo favorevoli a importanti modifiche che avrebbero riportato lo strumento in linea con gli obiettivi per i quali fu introdotto, ossia far emergere il lavoro nero e fornire alcune tutele ai lavoratori più deboli”. “Condividiamo – aggiunge il presidente delle Acli – la decisione politica di non dividersi sui temi del lavoro sottoponendosi ad un referendum che avrebbe rischiato di spaccare il mondo del lavoro. Ma toccherà poi alla politica stessa riprendere questa materia per poter disciplinare alcune situazioni lavorative che esistono e vanno normate”.

“Noi rimaniamo convinti – aggiunge Santino Scirè, consigliere di presidenza con delega al lavoro – che la soluzione non sia l’eliminazione dei voucher, ma un loro utilizzo solo per il lavoro realmente occasionale ed accessorio. Quello che proponiamo è la distinzione di due voucher: uno per attività a favore di privati e uno per le imprese e gli enti pubblici. Nel primo caso dovranno essere utilizzati solo saltuariamente, con limitazioni circa la durata per entrambe le parti. Per le imprese – aggiunge l’esponente delle Acli – il ricorso al voucher non deve risultare economicamente più conveniente e in nessun modo concorrenziale rispetto ad altri tipi di rapporto di lavoro”.

Testamento biologico: Di Pietro (Università cattolica), “la legge introduce l’eutanasia per omissione”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 18:13

“Firmare una dichiarazione nella condizione di persona sana è molto diverso dal firmare quando si è malati. Occorre avere del sano realismo, non tutti conoscono le patologie e le cure mediche esistenti”. Così Maria Luisa Di Pietro, docente dell’Università cattolica del Sacro Cuore, durante il workshop organizzato dal Centro studi Livatino sulle disposizioni anticipate di trattamento. “Siamo poi sicuri che i fiduciari vogliano accettare le disposizioni? Nei Paesi dove sono state introdotte le disposizioni – ha aggiunto la docente – si è visto che c’è differenza di visioni anche fra parenti. Nel caso in cui ci sia conflitto fra il medico e il fiduciario inoltre renderemo sempre più emarginata la medicina”. “Questa – ha osservato – è una legge che gioca a nascondino con le varie situazioni he possono avverarsi. È eutanasia per omissione senza mai chiamarla in questo modo. Chi dice poi dopo quello accaduto alla legge 40, ovvero lo spezzettamento e infine la distruzione, non si ripeta ugualmente su questa norma?”. “Quello che mi chiedo – ha concluso – è perché non si crei coscienza nell’opinione pubblica ma si preferisca strumentalizzare i casi drammatici come quello di dj Fabo”.

Pastorale universitaria: Diaco (Cei), “non arrendersi alle dinamiche di individualismo, impoverimento delle relazioni educative e di omologazione”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:44

“Dalla due giorni è emersa con forza la necessità di un’azione più unitaria e sinergica, sia fra i diversi soggetti e ambiti della pastorale, sia all’interno dello stesso mondo universitario, a cui si riferiscono numerosi uffici e centri pastorali, cappellanie, collegi e residenze, associazioni e movimenti”. Lo spiega al Sir Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, facendo un bilancio del convegno nazionale di pastorale universitaria che l’Ufficio stesso, in collaborazione con il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, ha promosso a Roma ieri e oggi, sul tema “Prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare”. Secondo Diaco, “il legame tra la pastorale universitaria e quella della cultura, dei giovani e delle vocazioni è apparso quanto mai decisivo, per un’azione plurale ma non dispersa, significativa e incarnata nel vissuto reale delle persone”.
Durante il convegno, ricorda il direttore Cei, “si sono affrontate anche alcune sfide culturali, a partire dalla necessità di accendere il dibattito sull’idea di Università nell’attuale società ‘della conoscenza’. I partecipanti hanno mostrato chiaramente di non volersi arrendere alle dinamiche di forte individualismo, di impoverimento delle relazioni educative e di omologazione dei modelli formativi che si riscontrano oggi”. Un’altra grande risorsa della pastorale universitaria su cui ci si è soffermati è “la capacità di dare fiducia e sostegno ai giovani in un momento determinante della loro vita, in cui si maturano scelte di fondo umane, professionali e anche di fede”. “Per tutte queste ragioni – conclude Diaco – e soprattutto per gli incontri arricchenti che il convegno ha consentito, è stata davvero un’esperienza di comunione e di discernimento”.

Pastorale universitaria: Diaco (Cei), l’impegno per “una Chiesa in uscita, capace di incontrare i giovani là dove vivono”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:43

“Il convegno nazionale della pastorale universitaria si è confermato un appuntamento molto desiderato e prezioso, soprattutto per la condivisione delle esperienze, il confronto sulle questioni più rilevanti, l’aggiornamento pastorale”. Lo dice al Sir Ernesto Diaco, direttore dell’Ufficio nazionale per l’educazione, la scuola e l’università della Cei, facendo un bilancio del convegno nazionale di pastorale universitaria che l’Ufficio stesso, in collaborazione con il Servizio nazionale per la pastorale giovanile, ha promosso a Roma ieri e oggi, sul tema “Prendere l’iniziativa, coinvolgersi, accompagnare, fruttificare e festeggiare”. In particolare, sottolinea Diaco, “avendo messo a tema dell’appuntamento le prospettive presenti nella Evangelii gaudium e nel documento preparatorio del Sinodo dei vescovi del 2018, che sarà dedicato ai giovani, la fede e il discernimento vocazionale, il convegno è stato un’occasione per riaffermare il valore della pastorale universitaria per una Chiesa ‘in uscita’ e capace di incontrare i giovani là dove essi vivono”.

Migranti: Unicef, a un anno da accordo Ue-Turchia “i bambini soffrono di più”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:36

Un anno dopo la chiusura delle frontiere balcaniche e l’accordo Ue-Turchia finalizzato a bloccare i flussi migratori di massa, “i bambini rifugiati e migranti affrontano maggiori rischi di espulsione, detenzione, sfruttamento e privazione”. Lo denuncia oggi l’Unicef.  “Pur essendoci stata un’importante diminuzione nel numero totale di bambini in transito in Europa dallo scorso marzo, le minacce e le sofferenze che i bambini rifugiati e migranti devono sopportare sono aumentate – ha dichiarato Afshan Khan, dell’Unicef -. È diventato un circolo vizioso: i bambini scappano dalle sofferenze e finiscono per scappare di nuovo o per affrontare quella che è di fatto una detenzione, o soltanto un totale abbandono”. Gli operatori dell’Unicef in Grecia riferiscono di livelli profondi di sofferenze e frustrazione fra i bambini e le loro famiglie, e anche di un bambino di otto anni che ha tentato pratiche di autolesionismo. Nei rifugi alcuni bambini non accompagnati soffrono di stress psicosociale, con alti livelli di ansia, aggressività e violenza e dimostrando comportamenti ad alto rischio, come l’utilizzo di droghe e la prostituzione. Anche nel 2017 circa 3.000 rifugiati e migranti – circa un terzo dei quali bambini – sono arrivati in Grecia nonostante la piena implementazione della dichiarazione Ue-Turchia e i severi controlli di frontiera. Molti di loro continuano a passare di nascosto fra i confini in Bulgaria, nei Balcani occidentali e in Ungheria.
I bambini bloccati in Grecia e nei Balcani occidentali hanno già perso circa tre anni di scuola e attualmente affrontano diversi ostacoli, come una lingua e un sistema scolastico diversi e un altro anno ancora senza istruzione. Nonostante sforzi significativi – da parte dei governi e delle Ong – circa la metà dei 2.100 bambini non accompagnati vivono ancora in condizioni al di sotto degli standard, fra cui circa 200 bambini non accompagnati in strutture con possibilità di spostamento limitato all’inizio di marzo (178 in centri di accoglienza e di identificazione nelle isole e 16 in “custodia cautelare” in celle della polizia).

Dat: Ugci Pavia,” il testo attuale del ddl introdurrebbe” indirettamente “l’eutanasia nel nostro ordinamento”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:23

“La proposta di legge sulle dichiarazioni anticipate di trattamento, in discussione alla Camera, introdurrebbe, secondo il testo attuale, l’eutanasia nel nostro ordinamento pur senza menzionarla espressamente”. Lo afferma in una nota l’Unione giuristi cattolici italiani (Ugci) di Pavia, sottolineando che il provvedimento “costringerebbe il medico – per il quale non si prevede l’obiezione di coscienza – non solo a interrompere ogni terapia su richiesta attuale del paziente, ricomprendendo indebitamente tra le terapie pure l’alimentazione e l’idratazione artificiali (con le relative, letali conseguenze). Ma vincolerebbe il medico stesso a dare esecuzione, anche quando vi consegua la morte, a disposizioni anticipate di trattamento del paziente per i casi di eventuale futura incapacità di questo”. Tali disposizioni, osservano i giuristi cattolici, “potrebbero ritorcersi peraltro contro l’attuale volontà del paziente medesimo. E ciò sia perché è impossibile prevedere il proprio stato d’animo – e dunque le scelte che verrebbero effettuate – in una successiva fase di malattia; sia perché si rischierebbe la soppressione di pazienti con possibilità di ripresa e magari solo apparentemente incoscienti (come dimostra ad esempio la vicenda di Massimiliano Tresoldi)”. Di qui l’invito ai parlamentari a “ritirare senza indugio il testo, per non rendersi responsabili, di fronte a Dio e agli uomini, di una grave colpa morale”.

 

Migranti: Msf, un anno da accordo Ue-Turchia “misure inumane e inaccettabili”. Video e azione di protesta

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:19

Domani ricorre l’anniversario dell’accordo Ue-Turchia sulla migrazione, siglato il 18 marzo e implementato dal 20 marzo 2016. Un accordo che “a distanza di un anno non solo non ha risolto la situazione, ma ha avuto altissimi costi umani pagati da migranti e richiedenti asilo sulla propria salute fisica e mentale”, come ha denunciato in settimana Medici senza frontiere in un report, sfatando “le false verità attribuite all’accordo: ovvero che è un’alternativa per non rischiare la vita, che rispetta i principi fondamentali dei diritti umani, che le condizioni sulle isole greche sono accettabili”. Le équipe di Msf testimoniano infatti ogni giorno in Grecia e sulla rotta balcanica che “uomini, donne e bambini sono bloccati in zone non sicure al di fuori dell’Europa da cui non possono scappare, costretti a rotte sempre più pericolose per raggiungere il continente o intrappolati in hotpsot sovraffollati sulle isole greche, dove vivono in condizioni inadeguate”. “L’accordo sta avendo un impatto diretto sulla salute dei nostri pazienti, molti di loro sono sempre più vulnerabili”, afferma Jayne Grimes, psicologa di Msf a Samo. Secondo gli psicologi di Msf a Lesbo, la percentuale di pazienti con sintomi di ansia e depressione è più che raddoppiata e la percentuale di disturbi da stress post traumatico è triplicata. Sono aumentati i traumi legati a episodi di violenza riscontrati dalle nostre equipe e i casi di psicosi, tentativi di autolesionismo e suicidio. Anche a Samo c’è stato un peggioramento analogo. Sulla rotta balcanica in Serbia e Ungheria sono aumentati “i pazienti che riportano traumi legati alle violenze subite da quando la rotta balcanica è stata chiusa”.

Msf diffonde oggi alcuni video, tra cui cui la toccante testimonianza di un padre iracheno insieme alla moglie e ai due gemellini, fuggiti dai combattimenti per offrire ai bambini “una vita in un paese bellissimo, senza guerra, senza sangue, senza niente di tutto questo”.

“I leader europei continuano a credere che costruendo muri e punendo chi cerca di attraversarli, convinceranno altri a non fuggire per la propria vita – afferma Aurelie Ponthieu, esperta di affari umanitari e migrazione di Msf -. Tali misure si sono dimostrate non solo inumane e inaccettabili, ma anche completamente inefficaci”. Msf, che ha deciso di rinunciare ai fondi dell’Ue e degli Stati membri in opposizione all’accordo Ue-Turchia, ribadisce che 2il pieno rispetto del diritto di richiedere asilo, l’apertura di vie legali e sicure per chi cerca sicurezza, come reinsediamenti, ricollocamenti, visti umanitari e ricongiungimento familiare, così come i visti per motivi di lavoro o di studio, sono l’unica soluzione umana per porre fine alle morti e alle sofferenze ai confini dell’Europa, sia in terra sia in mare”. Sabato 25 marzo, quando i leader europei saranno riuniti nella capitale per celebrare i 60 anni dei Trattati di Roma, vi sarà un’azione di protesta, “Not My Europe”, sulle acque del Tevere.

Vescovi Piemonte e Valle d’Aosta: riunione a Pianezza (To) su Settimana sociale, maternità surrogata, obiezione di coscienza

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 17:19

I vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta sono si sono riuniti, nei giorni scorsi, a Pianezza (Torino). Il presidente della Conferenza episcopale piemontese, mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, ha illustrato l’ordine del giorno del prossimo Consiglio episcopale permanente Cei del 20-22 marzo (il tema della revisione dei Tribunali ecclesiastici, un primo confronto sullo stato dei media diocesani, alcune riflessioni di natura etica e giuridica e una comunicazione in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani). “Ha evidenziato l’opportunità di fare sentire la nostra voce di credenti-cattolici, precisando che i diritti postulano dei doveri, tenendo presente, a proposito di maternità surrogata e adozioni omosessuali, che cosa ci è stato donato e quale qualità di vita possiamo e dobbiamo proporre. Infine, per la dignità della vita, ha proposto di presentare norme ben motivate e che confermino l’importanza dell’obiezione di coscienza”, si legge in una nota, diffusa oggi, a firma di mons. Luciano Pacomio, vescovo incaricato per le comunicazioni sociali.
Durante la riunione il direttore dell’Ufficio regionale della pastorale sociale e del lavoro, don Luciano Flavio, ha illustrato il lavoro svolto a livello delle varie diocesi in vista della 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani; innanzitutto, è promossa una riflessione comune  sul lavoro: questione di giustizia e di non ridurre il lavoro alla sola dimensione economica, ma legarlo sempre al senso della vita. Mettere al centro il tema occupazione-disoccupazione dei giovani. Grazie al coinvolgimento delle diocesi per gruppi e aree omogenee, saper cogliere e proporre aspetti promettenti a livello di scuole, di imprese, di “nuova” imprenditorialità. Trasmettere e proporre occasioni perché il dono della fede cristiana sia vissuto in forma attraente e attuato nel proporre e testimoniare il lavoro come vocazione, servizio, dedizione. È stata accolta, poi, la proposta di “Avvenire” di allegare (l’8 ottobre 2017) ai settimanali diocesani un inserto regionale sulla Settimana sociale.

Evangelii gaudium: don Campedelli, “il Vangelo della gioia mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 16:58

Uno spettacolo di burattini per spiegare la Evangelii gaudium. È l’iniziativa portata avanti da don Marco Campedelli, parroco, insegnante ma anche maestro burattinaio e poeta. Lunedì 20 marzo alle 20.30, porterà in scena il suo spettacolo al patronato don Bosco di Motta di Livenza. “La Evangelii gaudium è un po’ il programma del ministero pastorale di Papa Francesco ed esprime soprattutto questa dimensione: un Vangelo della gioia, che mette la grazia prima del peccato e afferma un primato dell’umano. Cioè, non c’è nulla dell’umano che non sia degno dello sguardo di Dio”, spiega, in un’intervista pubblicata sul Sir, don Campedelli, per il quale “c’è una antropologia positiva e un’antropologia della grazia, non quella che insiste solo sul peccato e sull’errore”.


Dall’esortazione apostolica “viene fuori una Chiesa che si rinnova e una Chiesa che ritorna alla festa. Ma anche una Chiesa povera e dei poveri. C’è anche l’idea di una Chiesa – come dice anche il Concilio – che guarda il mondo con simpatia e speranza; una Chiesa aperta che va incontro al mondo e lo abbraccia – sottolinea il sacerdote -. Inoltre, Papa Francesco ha sempre molto a cuore il sentirsi parte di un popolo. Non vuole appartenere ad una casta. Il suo trono non è il trono di Costantino ma la barca del pescatore di Galilea”. Ci sono dei temi, osserva don Marco, su cui “Papa Francesco ha aperto la via per un ripensamento. Penso alla riflessione sulla possibilità del diaconato per le donne o alla questione dei ‘viri probati’. Francesco è un uomo che pensa e si chiede ‘perché no?’. Dopo il tempo dell’enfasi sulle chiavi di Pietro, Francesco ha capito che quelle chiavi non sono per chiudere ma per aprire. A lungo queste chiavi hanno chiuso. Ora Papa Francesco le usa per aprire le porte delle coscienze e del cuore delle persone”.

Diocesi: Taranto, don Antonio Airò compie 90 anni. Il vescovo, “ancora oggi un punto di riferimento”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 16:40

Classe 1927, don Antonio Airò, colonna della Chiesa di Taranto, compie 90 anni. L’intera diocesi ionica ha voluto festeggiarlo, nei giorni scorsi, con una Messa gremita di fedeli e presieduta dall’arcivescovo Filippo Santoro, che lo ha definito “l’incarnazione della Chiesa in uscita di Papa Francesco”. Sacerdote da 68 anni, la sua è una storia d’altri tempi. Una vocazione forte, coltivata fin da ragazzino e sigillata da san Pio, a cui si rivolse per sapere se partire missionario, e che gli rispose che la sua terra di missione era Taranto. Fu parroco anche al quartiere Tamburi, dal 1958, negli anni in cui nasceva l’Italsider. Dal 1979 al 2005 è stato invece a capo della Madonna della Fiducia, occupandosi di tante famiglie che nascevano e si moltiplicavano insieme alle case del quartiere. Molto legato al Cammino neocatecumenale, da decenni segue le comunità. Oggi l’età e gli acciacchi si fanno sentire ma don Antonio Airò continua a celebrare Messa ogni giorno nel seminario minore di Poggio Galeso, offrendo le sue giornate per la “santificazione dei sacerdoti”. Chi lo ha conosciuto ricorda la sua naturale propensione all’ascolto in confessionale. A qualunque ora del giorno e della notte la sua porta era aperta ai penitenti in cerca di misericordia. “Per quanti – ha affermato l’arcivescovo Filippo Santoro – è stato ed è ancora oggi un punto di riferimento. Il sacerdote lavora 24 ore al giorno: dà la vita, soffre per annunciare il Vangelo”.

Pastorale migranti: da domenica a Roma incontro europeo su “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 16:23

Si terrà dal 19 al 22 marzo a Roma l’annuale incontro europeo dei responsabili della Pastorale dei migranti. “Le periferie geografiche ed esistenziali nella mobilità umana” è il filo conduttore delle giornate. Domenica pomeriggio (presso il Church Village, via di Torre Rossa 94) presentazione dei partecipanti e “Rapporti dalle città”. Lunedì mattina la celebrazione eucaristica presieduta dal presidente della Commissione episcopale per le migrazioni della Cei della Fondazione Migrantes, mons. Guerino Di Tora, seguita (presso l’Istituito internazionale per le migrazioni degli scalabriniani-Simi) dalle relazioni di Laura Zanfrini, sociologa dell’Università Cattolica di Milano, e padre Fabio Baggio, sottosegretario del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale. Nel pomeriggio, al Church Village, l’intervento della teologa Stella Morra (Pontificia Università Gregoriana) e i lavori di gruppo. Martedì 21, presso la Sede della Fondazione Migrantes, intervento del direttore generale della Fondazione mons. Gian Carlo Perego, e relazioni su due casi “emblematici” delle “periferie assolute”: la comunità Rom, di cui parleranno Carlo Stasolla (associazione 21 Luglio) e Paolo Ciani (Comunità di Sant’Egidio),  e il quartiere romano di Tor Bella Monica, su cui parlerà il vescovo ausiliare mons. Paolo Lojudice. Nel pomeriggio visita al centro Astalli di Roma e incontro con il presidente, p. Camillo Ripamonti, quindi nel quartiere di Tor Bella Monaca celebrazione della liturgia e incontro con il parroco e alcuni parrocchiani. Mercoledì mattina, 22 marzo, la partecipazione all’Udienza generale con papa Francesco e nel pomeriggio le conclusioni con la presentazione del comunicato finale.

Quaresima: p. Cantalamessa, la divinità di Cristo è al centro della nostra fede

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 16:22

“In ogni epoca e cultura, Cristo deve essere proclamato ‘Dio, non in una qualche accezione derivata o secondaria, ma nell’accezione più forte che la parola ‘Dio’ ha in tale cultura”. Padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, ha sintetizzato così – durante la seconda predica di Quaresima tenuta oggi per il Papa e la Curia Romana nella Cappella Redemptoris Mater, in Vaticano – la professione di fede di Nicea su Cristo, sancita col relativo Concilio. “In cosa credono, in realtà, quelli che si definiscono ‘credenti’ in Europa e altrove?”, si è chiesto Cantalamessa: “Credono, il più delle volte, nell’esistenza di un essere supremo, di un creatore; credono che esiste un ‘aldilà’. Questa però è una fede deistica, non ancora una fede cristiana. Diverse indagini sociologiche rilevano questo dato di fatto anche in paesi e regioni di antica tradizione cristiana. Gesù Cristo è in pratica assente in questo tipo di religiosità”. Di qui la necessità di ricreare le condizioni per una fede nella divinità di Cristo senza riserve. Noi, ha detto il predicatore della Casa Pontificia, siamo chiamati a dire con umiltà al mondo di oggi: “Quello che voi cercate, andando come a tentoni, noi ve lo annunciamo”. “Se non abbiamo mai riflettuto seriamente su quanto siamo fortunati noi che crediamo in Cristo, forse è l’occasione per farlo”, l’invito.

 

Abolizione voucher: Costalli (Mcl), “l’abolizione è un ennesimo errore di una politica poco lungimirante”

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 16:05

“L’abolizione dei voucher è un ennesimo grave errore di una politica schizofrenica e poco lungimirante, una politica che continua a far prevalere le scelte tattiche del momento nonostante facciano male al Paese”: questo il commento del presidente del Movimento cristiano lavoratori (Mcl), Carlo Costalli, sulla soppressione dei voucher. Per Costalli siamo davanti a “una politica che non è in grado di avere una visione generale e a un governo debole che non ha avuto il coraggio di affrontare, nei mesi precedenti, le correzioni necessarie a raddrizzare le storture derivanti da un uso improprio dei voucher: storture già evidenti anche durante il governo Renzi, e più volte denunciate…”. D’altra parte, ha aggiunto Costalli, “l’abolizione completa dei voucher porterà come conseguenza un aumento del lavoro sommerso, che è la vera piaga di questo Paese”.

È preoccupato, il leader del Mcl, per i tanti “riformisti che annullano le riforme invece di correggerle, e che sarebbero stati pronti persino a rinnegare il Jobs Act se la Consulta non avesse bocciato il referendum per paura di un 4 dicembre bis: un Jobs Act che, invece, ha necessità di profonde correzioni. È ormai evidente la necessità urgente di un profondo ripensamento sulle normative sul lavoro: ripensamento che questo Governo non sembra in grado di fare, condizionato com’è fra i dibatti congressuali nel Pd e il nodo della legge elettorale, che prima o poi dovrà affrontare”, ha concluso il presidente di Mcl.

Pace: Comunità Sant’Egidio Livorno, oggi e domani convegno per promuovere relazioni tra le città del Mediterraneo

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 15:46

La città e la scuola, un progetto per profughi e rifugiati, i cento anni dagli accordi Sykes-Picot sono al centro del convegno internazionale “Medì” che la Comunità di Sant’Egidio di Livorno promuove oggi e domani nel capoluogo toscano per interpretare il presente del Mediterraneo, il futuro delle sue città e promuovere relazioni. L’iniziativa costituisce la quarta tappa della rassegna di incontri promossa da Sant’Egidio a Livorno per lo sviluppo delle relazioni tra le città del Mediterraneo. All’inaugurazione, oggi alle 16.30 al Teatro della Goldonetta, dopo i saluti del vescovo monsignor Simone Giusti e del sindaco Filippo Nogarin, Giovanni Salvi, procuratore generale della Repubblica della Corte d’appello di Roma, interverrà sul tema “Una questione di civiltà. L’Italia, le città, il Mediterraneo”. “Il focus del convegno – si legge  in un comunicato – sono le città, poiché esse appaiono, nell’era della globalizzazione e con la crisi degli Stati-Nazione, un soggetto importante e un attore decisivo: le crisi economiche e politiche, i rivolgimenti sociali, hanno scosso le città, hanno attraversato il loro tessuto umano, lasciando dietro di sé conseguenze non ancora decifrabili”. Barcellona, Marsiglia, Tunisi, Salonicco, Beirut, Siracusa, Cagliari, Palermo e Livorno saranno rappresentate all’incontro da uomini e donne che per motivi e a livelli diversi guardano alla convivenza e al pluralismo come proposta tipica della cultura mediterranea.  Tra i relatori Andrea Riccardi, storico e fondatore della Comunità di Sant’Egidio; Ahmad Beydoun (Università di Beirut); Laura Feliu (Università autonoma di Barcellona).

Netherlands: Amsterdam, 5 thousand pilgrims expected to come for the “silent procession”. A special event for young people

Agensir.it - Fri, 2017-03-17 15:22

Over 5 thousand pilgrims are expected to go to Amsterdam the night between Saturday 18th and Sunday 19th March for the “silent procession” that is held once a year to commemorate the “miracle of the Host”: on March 15th 1345, a seriously ill man received the Last Rites and Communion, but he felt sick and vomited the Host. However, the Host was found intact the morning after, among the ash: to avoid desecration, the vomit had not been washed out but burnt. Thereafter, the priest wanted to bring the Host back to his church twice, but it always miraculously went back to the sick man’s house. So since 1881 the road covered by the Host has been walked over again for about one hour in the dark, in silence, with no symbols or signs whatsoever. The faithful are invited to attend one of the Masses officiated in Amsterdam’s churches, before their pilgrimage. This year, suggestions for prayer during the procession have been taken from the spiritual diary of Dag Hammarskjöld (1905-1961), former general secretary of the United Nations and winner of the posthumous Nobel Peace Prize. The dioceses are getting ready to bring their youth groups to Amsterdam. “Live!” is the name of the event organised for young people, which includes a meeting where people will tell their personal stories, followed by a moment of personal prayer, confession or theme workshops. After Mass officiated by the bishop of Haarlem-Amsterdam, mgr. Jos Punt, the young will go on their silent procession.

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