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Santa Sede: eretti a Udine, Treviso-Belluno e Trento tre nuovi Issr collegati alla Facoltà teologica del Triveneto

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 14:19

La Congregazione per l’Educazione cattolica, accogliendo la richiesta del gran cancelliere della Facoltà teologica del Triveneto, mons. Francesco Moraglia, ha eretto tre nuovi Istituti superiori di Scienze religiose (Issr) collegati alla Facoltà. Si tratta dell’Issr “Santi Ermagora e Fortunato” – promosso dalle diocesi di Gorizia, Trieste e Udine – con sede a Udine; dell’Issr “Giovanni Paolo I” – promosso dalle diocesi di Belluno-Feltre, Treviso e Vittorio Veneto – con sede a Treviso e polo accademico Fad (formazione a distanza) a Belluno; dell’Issr “Romano Guardini” – promosso dall’arcidiocesi di Trento – con sede a Trento. L’attività di questi Issr prenderà il via con l’anno accademico 2017/2018. I nuovi Istituti nascono al termine di un percorso di due anni e mezzo, condiviso tra Facoltà, Conferenza episcopale triveneta e Istituti coinvolti, all’interno del progetto nazionale di ristrutturazione della presenza degli Issr nel territorio italiano. “Si tratta di una razionalizzazione volta ad accreditare maggiormente la qualità accademica e scientifica dei nostri Istituti e a meglio garantirne la sostenibilità economica – spiega il preside della Facoltà, mons. Roberto Tommasi –. Ci auguriamo che la nuova mappa degli Issr per alcuni anni funzioni al meglio, permettendo che ci si possa dedicare con serenità a migliorare e qualificare l’offerta formativa a servizio dei nostri studenti”.

Ue: Casa della storia europea. Poettering, “conoscenza del passato per un futuro di pace”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 14:18

(Bruxelles) Una “casa dei cittadini”, per conoscere la storia del Vecchio continente e dell’integrazione comunitaria, e per continuare a costruire insieme il futuro dell’Europa. Con questa idea ispiratrice, ripetuta oggi a Bruxelles, l’allora presidente del Parlamento europeo, Hans-Gert Poettering, aveva proposta la realizzazione di una “Casa della storia europea” durante il suo primo intervento da presidente, nel febbraio 2007. Oggi Poettering ricorda quei momenti, spiega che al progetto hanno lavorato, in dieci anni, numerosissime persone, che ringrazia: storici, intellettuali, funzionari del Parlamento. La Casa nasce con il sostegno dell’Eurocamera e della Commissione Ue (Poettering cita l’allora presidente Barroso). Chiarisce che “l’iniziativa è stata sostenuta da tutti i gruppi politici” del Parlamento, e che al comitato scientifico è stato assicurata piena autonomia. “In questo museo saranno proposti – dice – momenti di confronto, conferenze, seminari, occasioni per dibattere la storia”, che, ovviamente, può essere vista da diverse angolature e con visioni nazionali. Quindi, dopo aver richiamato “l’eredità dei padri fondatori”, un messaggio finale: “L’Ue rappresenta una storia di pace, libertà, sviluppo. Fuori dai suoi confini, nella stessa Europa, abbiamo visto varie guerre, dai Balcani” negli anni ’90, “all’Ucraina di oggi”. Anche per questo la “conoscenza della storia può aiutare a realizzare un futuro di pace”.

Ue: Casa della storia europea. Tajani (Parlamento), “Possiamo cambiare l’Unione, ma ci serve più Europa, non meno”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 14:02

(Bruxelles) Nel corso della prima visita alla Casa della storia europea, a Bruxelles, che sarà inaugurata sabato 6 maggio, il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, loda l’idea iniziale e la determinazione con la quale l’allora presidente, Hans-Gert Poettering, aveva dato avvio al nuovo museo. “Poettering è il padre della Casa della storia”, afferma. Poi, interrogato sul Brexit e i rapporti tra Ue e Londra, afferma: “Nella mia recente visita alla premier Theresa May ho detto che le elezioni” che si terranno nel Paese l’8 giugno “sono una buona iniziativa per fare chiarezza” nella politica britannica. “Lavoreremo assieme per una buona soluzione” sul Brexit. “Loro hanno scelto di andarsene e noi abbiamo espresso la volontà di tutelare gli interessi dei cittadini europei, a partire dai 3 milioni che vivono” sull’isola. “Michel Barnier – aggiunge – è il miglior negoziatore possibile” da parte dell’Ue. Poi torna sulla storia europea e sull’attualità: “Ci serve un’Europa più forte” per affrontare “sfide come il terrorismo, le migrazioni, per la crescita e il lavoro. Se ci sono punti deboli” nella politica Ue “vanno affrontati e risolti. Possiamo cambiare e migliorare l’Ue, ma ci serve più Europa, non meno Europa”.

Ue: Casa della storia europea. Tajani (Parlamento), “cultura è identità. Museo per avvicinare i cittadini”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:56

(Bruxelles) “Questo museo vuole essere anzitutto un messaggio ai cittadini, per avvicinarli all’Europa”. Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, esprime il suo parere in occasione della presentazione in anteprima alla stampa della Casa della storia europea. Il museo, che si avvale delle più moderne tecnologie, accostando documenti antichi, manufatti d’epoca, immagini del passato e dell’attualità, è collocato nell’edificio Eastman, a due passi dalla sede dell’Euroassemblea a Bruxelles. Sarà inaugurato ufficialmente il 6 maggio. “Europa significa 70 anni di pace e libertà. Questo museo – dice Tajani – intende aiutare a riflettere in questa direzione. Noi tutti abbiamo bisogno di conoscere la nostra storia per comprendere il presente e anche, se necessario, per cambiare questa Unione. Una Ue necessaria, da migliorare, ma alla quale non possiamo rinunciare”. Il progetto della Casa della storia europea aveva preso avvio nel 2007, grazie a una idea dell’allora presidente del Parlamento, il tedesco Hans-Gert Poettering. Il costo totale si aggira sui 60 milioni: soldi ben spesi? “Lo dico con chiarezza. I soldi investiti nella formazione, nell’educazione delle giovani generazioni, nella conoscenza, sono sempre ben spesi. Cultura è identità, e oggi ce n’è assoluto bisogno”.

EU: House of European History. Tajani (EU Parliament), “culture is identity. A museum to bring the citizens closer”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:56

(Brussels) “This museum wants to be above all a message to the citizens, to bring them closer to Europe”. Antonio Tajani, president of the European Parliament, passes his opinion during the press conference for a preview of the House of European History. Using the latest technology, by collating ancient records, vintage pieces, images of the past and current ones, the museum is in the Eastman building, a stone’s throw from the Brussels premises of the European Parliament. This museum – Tajani says – intends to help reflect in this sense. We all need to know our own history to understand the present and even, if needed, to change this Union. A necessary EU, one that must be improved, but one we cannot do without”. The House of European History had been first planned in 2007, prompted by an idea of the then president of the European Parliament, the German Hans-Gert Poettering. The overall cost is about 60 million euros: money well spent? “I say it clearly. Money invested in the education, in the training of the young generations, in learning, is always well spent. Culture is identity, and today it is badly needed”.

Media: mons. Galantino: “non dobbiamo farci seppellire dall’irrilevanza, anche la difficoltà deve essere stimolo”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:55

“Non dobbiamo farci seppellire dall’irrilevanza, dobbiamo invece farci interpellare e interrogare dalla realtà. Anche la difficoltà deve essere stimolo”. Lo ha affermato questa mattina monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, aprendo a Roma l’incontro annuale dei direttori degli Uffici diocesani per le comunicazioni sociali dedicato quest’anno al tema “Comunicazione e crisi”. Galantino ha ricordato le “crisi che segnano e che mettono a dura prova le diverse realtà periferiche e di conseguenza anche la realtà centrale” della Chiesa italiana e, richiamando il tema della prossima giornata mondiale delle Comunicazioni sociali – “Non temere, perché io sono con te” -, ha ribadito a ciascuno dei presenti la “vicinanza della segreteria generale della Cei”. Anche perché – ha aggiunto – “la Segreteria generale sta investendo molte energie rispetto ai problemi e alle prospettive della comunicazione oltre che alla situazione dei mezzi di comunicazione periferici”, temi affrontati da Presidenza della Cei, Consiglio permanente e Assemblea generale. “Non possiamo sottrarci al discernimento”, ha ammonito il segretario generale, aggiungendo che “va fatto in loco”. Dal livello centrale, ha proseguito, “c’è grande disponibilità a collaborare mettendo in campo confronti ma nessuna voglia di sostituirsi alle responsabilità o di imporre soluzioni”. Galantino ha anche posto l’attenzione sullo “scenario costituito da trasformazioni di tipo tecnico” che coinvolge tutti i media e ha espresso preoccupazione per gli indicatori di diffusione riferiti ai media diocesani. “Soprattutto, però, preoccupa lo scenario dal punto di vista antropologico”. Per questo bisogna “chiederci fino a che punto la nostra comunicazione ha un’incidenza dal punto di vista pastorale, perché faccia maturare coscienza critica e la consapevolezza che oggi il Vangelo è possibile, è vero”. Galantino ha anche sottolineato come sia importante “imparare a capire e a comunicare nello stile che provvidenzialmente ci viene offerto dal Papa”.

Frati minori cappuccini: fr. Maurizio Placentino nuovo ministro provinciale della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:45

Fr. Maurizio Placentino è il 139° ministro provinciale dei Frati minori cappuccini della Provincia religiosa “Sant’Angelo e Padre Pio”. È stato eletto nella tarda mattinata di ieri dai 111 frati che hanno partecipato al 128° Capitolo provinciale ordinario, presieduto dal ministro generale dell’Ordine, fr. Mauro Jöhri. Nato il 1° maggio 1977 a San Giovanni Rotondo, fr. Placentino ha frequentato il Seminario serafico a Pietrelcina (Benevento) e a Venafro (Isernia), vestendo l’abito cappuccino il 6 ottobre 1996. Ha emesso la professione temporanea dei voti il 20 settembre 1997 e la definitiva il 30 settembre 2000 a Foggia. Il 3 luglio 2004 è stato ordinato sacerdote dal vescovo cappuccino di Goré (Ciad) Rosario Pio Ramolo. Ha conseguito la licenza in Scienze bibliche nel 2007 presso il Pontificio istituto biblico di Roma e l’8 maggio discuterà la sua tesi di dottorato in Teologia biblica presso la Pontificia università gregoriana. Nella sua Provincia religiosa fr. Maurizio è stato guardiano e direttore del Seminario di Isernia, responsabile del Servizio di animazione vocazionale con sede a San Marco la Catola (Fg); dal 2015 era guardiano del convento di Santa Fara di Bari (sede del Teologato) e vice maestro degli studenti.
Nel pomeriggio di ieri è stato eletto anche il vicario provinciale, fr. Francesco Dileo da Cerignola (Foggia), nato il 2 marzo 1967, rettore del santuario di San Pio da Pietrelcina in San Giovanni Rotondo, e sono stati eletti gli altri tre componenti del governo. Secondo consigliere è fr. Matteo Lecce da San Giovanni Rotondo, nato il 7 aprile 1972, segretario provinciale; terzo consigliere è fr. Giuseppe D’Onofrio da Gesualdo (Avellino), nato il 19 luglio 1949, parroco di Pietrelcina; quarto consigliere è fr. Antonio Salvatore da Carife (Avellino), nato il 30 ottobre 1940, guardiano del Convento di Montefusco (Avellino).

Politica: Fondazione Ambrosianeum Milano, ciclo di incontri “Ricostruire il Paese dipende da noi”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:30

Si intitola “Ricostruire il Paese dipende da noi. Dove siamo e dove vogliamo andare”, ed è il nuovo ciclo di incontri promossi dalla fondazione culturale Ambrosianeum di Milano. Gli incontri, a cura di Vittorio Coda, docente di politica aziendale all’Università Bocconi, si terranno tutti i lunedì di maggio a partire dall’8, proseguendo poi anche il 5 e il 12 giugno, dalle 19 alle 20.30, nella sede milanese della fondazione (in via delle ore 3). Si parte dunque lunedì 8 maggio con il seminario dal titolo “La patologia che affligge l’Italia: manifestazioni e cause”, a cui prenderanno parte Vittorio Coda, il caporedattore di Avvenire Marco Girato e Luca Meldolesi. Il secondo appuntamento si terrà una settimana dopo e avrà come tema la ricostruzione del Paese e l’Europa, con l’intervento del presidente del centro studi di economia reale, Mario Baldassarri. Lunedì 22 maggio sarà la volta della lotta all’illegalità, alla presenza di Nicoletta Parisi, docente alla Cattolica di Milano, e Francesco Sacco, mentre il 29 maggio il senatore Pietro Ichino parlerà dell’occupazione e delle politiche del lavoro. Si prosegue poi con il seminario di giugno, dal titolo “Gli investimenti pubblici e il nuovo codice degli appalti”, che vedrà gli interventi di Mauro Bonareti, capo di gabinetto del ministero dei trasporti, ed Ezio Melzi, consigliere di Bravosolution Italia. Infine, lunedì 12 giugno, il docente di metodi quantitativi all’Università degli Studi di Milano, Stefano Iacus, discuterà insieme con Francesco Sacco di cosa rappresenta la politica nell’era dei social.

El Salvador: nasce associazione “Amici di Romero” nel centenario della nascita del vescovo martire

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:18

Su iniziativa del nunzio apostolico in Salvador, mons. Léon Kalenga, è stata presentata il 2 maggio a Ciudad Barrios, luogo natale del beato mons. Oscar Arnulfo Romero, l’associazione “Amici di Romero”, che riunisce diverse realtà che hanno in comune la vicinanza e la devozione per il beato arcivescovo di San Salvador e l’obiettivo di appoggiare la Conferenza episcopale salvadoregna (Cedes) nelle celebrazioni per il centenario della nascita del beato Romero, che si tengono appunto quest’anno e che culmineranno nella data precisa del centenario, il prossimo 15 agosto. Hanno aderito all’associazione, tra gli altri, parrocchie, fondazioni, le chiese anglicana e battista del Salvador, la Comunità di Sant’Egidio. Alla conferenza stampa ha partecipato mons. José Luis Escobar Alas, arcivescovo di San Salvador e presidente della Cedes. Numerose le celebrazioni, le mostre e i convegni promossi nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.

Diocesi: Mantova, sabato l’ottava edizione di “Festivart” per i ragazzi degli oratori

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 13:01

Si svolgerà sabato 6 maggio a Gazoldo degli Ippoliti (Mantova) l’ottava edizione di Festivart, evento che gli Oratori mantovani organizzano per gli adolescenti che partecipano alle proposte educative realizzate durante l’anno per stimolarne la creatività e spingerli a mettersi alla prova attraverso l’arte. “Musica, danza, teatro, fotografia, creazione di video, possono aiutarli a esprimere meglio la propria personalità e trovare una dimensione”, spiegano dal Centro di pastorale giovanile e vocazionale che promuove l’incontro, “on una competizione o un talent show, ma un’opportunità per coinvolgere i giovani e aiutarli a mettere in luce talenti e capacità”. La proposta è rivolta a tutti gli oratori mantovani e sono più di cinquecento gli iscritti. A guidare l’edizione di quest’anno le parole pronunciate da papa Francesco la scorsa estate alla Gmg di Cracovia: “Attenti alla divano-felicità, è una paralisi che rovina la gioventù”. La conclusione della giornata sarà dedicata alla condivisione di testimonianze di alcuni ragazzi che hanno trovato il coraggio di rinunciare alle comodità della vita quotidiana per mettersi in gioco con gli altri. Ospite speciale il cantante Davide Van De Sfroos, testimonial del progetto regionale “Cresciuto in oratorio”, partito alcuni mesi fa per promuovere la parrocchia come luogo di educazione e formazione per i più giovani. Ad accogliere i ragazzi sarà il sindaco alle 15 in piazza del Comune; seguiranno la preghiera nella chiesa parrocchiale e l’inizio dei laboratori artistici fino all’ora di cena.

 

Università: Fuci, da oggi a Pavia il 66° congresso nazionale su “Mediterraneo frontiere di speranza”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 12:40

Si apre questo pomeriggio a Pavia, presso l’Aula magna dell’Università degli Studi di Pavia, il 66° congresso nazionale della Fuci (Federazione universitaria cattolica italiana), dal titolo “Mediterraneo, frontiere di speranza”. Il congresso, fino al 7 maggio, si svolgerà i primi due giorni a Pavia per trasferirsi sabato 6 a Vigevano. Circa duecento universitari da tutta Italia si incontrano per riflettere sulle diversità e le difficoltà legate al Mediterraneo che nel tempo odierno ci troviamo a vivere, come cittadini italiani, ma soprattutto europei. Ad aprire i lavori alle 16.30 presso l’aula magna dell’Università degli studi di Pavia, mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso. A seguire interverranno Andrea Pase, professore associato di geografia storica presso l’Università degli studi di Padova, e Roberta Ricucci, professore associato di sociologia dei processi culturali e comunicativi presso l’Università degli studi di Torino. La Federazione sarà impegnata nei giorni successivi in seminari e gruppi di lavoro volti ad elaborare proposte forti e innovative per affrontare le sfide che la società attuale ci pone davanti. Le riflessioni saranno poi divulgate attraverso la pubblicazione delle tesi congressuali, espressione ufficiale della Federazione sul tema oggetto di congresso. Nel weekend, invece, i giovani universitari vivranno il momento democratico più alto dell’associazione, ovvero l’assemblea federale.

Santa Sede: allacciamento delle relazioni diplomatiche con la Repubblica dell’Unione del Myanmar

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 12:33

La Santa Sede e la Repubblica dell’Unione del Myanmar, “desiderose di promuovere legami di mutua amicizia, hanno deciso di comune accordo di stabilire relazioni diplomatiche a livello di Nunziatura Apostolica da parte della Santa Sede e di Ambasciata da parte della Repubblica dell’Unione del Myanmar”. Lo rende noto oggi la Sala Stampa della Santa Sede.

Biotestamento: Menichella (Anmirs), “no a derive eutanasiche. Operare sempre in difesa della vita”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 12:29

“Come medici comprendiamo meglio di altri il dolore di parenti ed amici che vedono soffrire un proprio caro giorno dopo giorno. Ma ciò non impedisce di ribadire con forza che è inaccettabile, in scienza e coscienza, considerare nutrizione e idratazione alla stregua di meri trattamenti sanitari e dunque affidarne la somministrazione alla sola volontà del paziente”. Lo affermano i medici dell’Anmirs (Associazione nazionale medici istituti religiosi spedalieri) con riferimento al ddl sulle Disposizioni anticipate di trattamento approvato lo scorso 20 aprile alla Camera ed ora in discussione presso la Commissione Igiene e Sanità del Senato. Ribadendo con fermezza quanto sostenuto nelle settimane scorse dall’Aris, ossia che “sospendere idratazione e nutrizione senza un valido motivo terapeutico significa aprire la porta all’eutanasia”, Donato Menichella, segretario nazionale Anmirs chiarisce: “Questa per noi medici rappresenta una deriva inaccettabile, un modo di operare in contrasto con il nostro orientamento etico. Siamo uomini di scienza, professionisti che affrontano quotidianamente il dolore e la sofferenza, mettendo a disposizione tutta la competenza, ed esercitandola con la massima dedizione possibile”. L’impegno è lenire la sofferenza e “accompagnare amorevolmente, malati e parenti, lungo un percorso che porti alla naturale conclusione dell’esistenza” sostenendo “sempre e comunque la dignità della persona, sino all’ultimo istante di vita, rifuggendo nel contempo da ogni accanimento terapeutico”. “Tutto questo – conclude Menichella – non vuol dire essere disponibili a favorire uno sconfinamento nell’eutanasia. Lo ribadiamo con decisione: il nostro ruolo di medici non ce lo consente, siamo professionisti che operano sempre e comunque in difesa della vita”.

Chiese Orientali: card. Sandri al Pio, “in molti hanno aperto gli occhi accorgendosi della presenza cristiana nel Medio Oriente” dopo guerre Siria e Iraq

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 12:22

“Al di fuori dei contesti accademici ristretti, in molti hanno aperto gli occhi accorgendosi della millenaria presenza cristiana nel Vicino e Medio Oriente, purtroppo attraverso quanto prodotto dalle guerre in Siria e in Iraq”. Lo ha detto il cardinale Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, aprendo questa mattina a Roma, il convegno (fino a domani) “Identità di una missione futura, tra passato e presente”, promosso congiuntamente dalla Congregazione e dal Pontificio Istituto Orientale (Pio), in occasione del loro centenario (1917-2017). “Ed è anche vero, nel disegno provvidenziale di Dio, – ha aggiunto il cardinale, gran cancelliere del Pio – che il sangue effuso dai martiri cristiani di ogni confessione in questi ultimi anni – basti pensare all’Egitto – ha generato un ecumenismo che ha anticipato nel sacrificio la piena unità che non è stata ancora raggiunta nel travagliato e dovuto dibattito teologico delle rispettive commissioni”. Nel suo saluto il card. Sandri ha ripercorso la storia della Congregazione e del Pio attraverso documenti e figure storiche di papi come Leone XIII, Benedetto XIV, Benedetto XV fino a san Giovanni Paolo II e Papa Francesco: “dentro questi grandi passaggi, alcuni davvero epocali, la vita quotidiana delle nostre Chiese, attraverso i volti e le storie di Pastori e fedeli, spesso eroici nel portare avanti la testimonianza cristiana in contesti segnati da molteplici difficoltà, dentro le stesse comunità e con i pericoli che le hanno insidiate e le insidiano dall’esterno”. “I due giorni che ci apprestiamo a vivere – ha affermato il Prefetto – vogliono risvegliare la memoria grata per il cammino percorso in questi cento anni, riconoscendo le luci e le ombre, le fatiche e le sfide, per proiettarci in avanti riconoscendo insieme “l’identità della missione futura” che il Signore ci affida”.

Una missione chiara, ha spiegato, se posta alla luce delle parole di Benedetto XV, che l’1 maggio di cento anni fa, scrisse: “Questa iniziativa – (la creazione della Congregazione, ndr), ma lo stesso dicasi anche del Pio – dimostrerà manifestamente come nella Chiesa di Gesù Cristo – la quale non è né latina, né greca, né slava, ma cattolica – non esiste alcuna discriminazione tra i suoi figli e che tutti, latini, greci, slavi e di altre nazionalità hanno tutti la medesima importanza di fronte a questa Sede Apostolica”. Dopo cento anni “la casa degli Orientali ormai è il mondo, e non più soltanto il Vicino e Medio Oriente, il Caucaso, l’Europa Orientale o il Kerala, nel sud dell’India”. A riprova di ciò il cardinale ha annunciato che domani si recherà in Australia per raggiungere e visitare le cinque eparchie orientali lì costituite. Il convegno in corso è uno degli eventi chiave del centenario della Congregazione per le Chiese Orientali e del Pio, che culmineranno con la messa che Papa Francesco celebrerà a Santa Maria Maggiore il prossimo 12 ottobre.

Card. Bagnasco: “antidoti interiori e spirituali” contro la “cultura stanca dell’Europa”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 12:00

“Gesù non esclude nessuno, siamo noi che a volte chiudiamo il cuore alle cose dello spirito. Ci chiudiamo con le nostre ostinazioni interiori, con la presunzione di saperne più degli altri, con l’egoismo della vita, vivendo distratti e presi da cose inutili. Quando pensiamo solo a noi stessi non vediamo più Dio, finiamo col non vedere neanche noi stessi, non sappiamo più chi siamo, smarriamo il senso delle cose di tutti i giorni, perdiamo di vista gli altri, tutto e tutti ci diventano estranei”. Lo ha detto questa mattina il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, a Paola (Cs) nell’omelia della celebrazione in occasione della festa di San Francesco. Il card. Bagnasco ha evidenziato come “lo vediamo nella nostra cultura occidentale, anche europea: quando si esclude Dio si perde di vista l’uomo”. “Solo lasciandoci amare da Dio diventiamo capaci di amare! Solo cosi riusciamo a fare il bene: le opere di misericordia, infatti, sono il frutto certo della fornace ardente a cui l’anima si scalda. Se non ci esponiamo all’amore di Gesù, il nostro agire potrà essere retto e utile, potrà soddisfare i bisogni degli indigenti, ma sarà freddo, non scalderà il loro cuore”. Per il presidente dei vescovi italiani, “chi stende la mano, cerca sì il pane del corpo, ma cerca anche quello dell’anima, il pane del sorriso, dell’ascolto, della parola buona, il pane della fede, per non scoraggiarsi e ritrovare fiducia in se stessi, forza per continuare a lottare, per non arrendersi e lasciarsi andare”.

Il presule ha posto l’attenzione sulla “cultura di illusioni di miti che promettono la felicità a buon mercato ma in realtà tolgono tutto, ci fanno spogli e tristi”. Quindi un passaggio sulla “cultura stanca dell’Europa” nei cui confronti “dobbiamo avere antidoti interiori e spirituali”. Per il card. Bagnasco, “il messaggio di San Francesco è di grande attualità per la Chiesa e per il mondo: tocca ai suoi figli e a tutti noi darne gioiosa testimonianza perché il volto di Gesù brilli nell’anima angosciata del nostro tempo: gli uomini troppo spesso sono distratti, hanno bisogno di figure alte, di esempi che risveglino l’attenzione e facciano pensare in grande, che creino rapporti di benevolenza, di nobiltà ed eroismo nelle vicende quotidiane. Quanto eroismo quotidiano nel nostro popolo, nei semplici e negli umili”.

Papa Francesco: alla SpC, il lavoro di riforma dei media vaticani “è ampio e articolato”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 11:44

“Lavorare nelle commissioni di studio, con analisi dettagliate e, una volta individuati i percorsi, decidere e procedere coraggiosamente secondo i criteri scelti”. Questo l’incoraggiamento di Papa Francesco ai partecipanti alla prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede. Ricevendoli oggi in udienza, il Papa si è soffermato sulla “costruzione del nuovo sistema comunicativo” della Santa Sede, sottolineando, tra l’altro, “l’impegnativo sforzo di formazione e di aggiornamento del personale”. Il lavoro di riforma, ha aggiunto Francesco, “è ampio e articolato”. Per questo è importante “il contributo di ciascuno” per portarlo “a compimento”. Dal Papa, inoltre, la richiesta che “il criterio-guida sia quello apostolico, missionario, con una speciale attenzione alle situazioni di disagio, di povertà, di difficoltà, nella consapevolezza che anche queste oggi vanno affrontate con soluzioni adeguate. Così diventa possibile portare il Vangelo a tutti, valorizzare le risorse umane, senza sostituirsi alla comunicazione delle Chiese locali e, al tempo stesso, sostenendo le comunità ecclesiali che più hanno bisogno”.

Papa Francesco: alla SpC, ripensare “L’Osservatore Romano” e la “Radio Vaticana”. Onde corte mai dismesse

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 11:43

Il “nuovo sistema comunicativo” della Santa Sede “nasce dall’esigenza della convergenza digitale” che consente di trasmettere le varie modalità comunicative “con un unico codice che sfrutta il sistema binario”. Lo ha ricordato oggi Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti alla prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede. Dal Papa due indicazioni per altrettanti media vaticani coinvolti dal progetto di riforma: “L’Osservatore Romano” e la “Radio Vaticana”. Il giornale, “che dal prossimo anno entrerà a far parte del nuovo Dicastero – ha detto Francesco -, dovrà trovare una modalità nuova e diversa, per poter raggiungere un numero di lettori superiore a quello che riesce a realizzare in formato cartaceo. Anche la Radio Vaticana, da anni diventata un insieme di portali, va ripensata secondo modelli nuovi e adeguata alle moderne tecnologie e alle esigenze dei nostri contemporanei. A proposito del servizio radiofonico, mi preme sottolineare lo sforzo che il Dicastero sta compiendo nei confronti dei Paesi a bassa disponibilità tecnologica (penso ad esempio all’Africa) per la razionalizzazione delle Onde Corte che non sono state mai dismesse”. A breve, ha aggiunto, anche la “Libreria Editrice Vaticana” e “L’Osservatore Romano” faranno parte della “grande comunità di lavoro del nuovo Dicastero, e questo richiederà la disponibilità ad armonizzarsi con il nuovo disegno produttivo e distributivo”. D’altronde, “la storia è, indubbiamente, un patrimonio di esperienze preziose da conservare e da usare come spinta verso il futuro. Diversamente essa si ridurrebbe a un museo, interessante e bello da visitare, ma non in grado di fornire forza e coraggio per il proseguimento del cammino”.

Papa Francesco: alla SpC, “un grande gioco di squadra per rispondere alle nuove sfide comunicative”

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 11:42

“Non lasciamoci vincere dalla tentazione dell’attaccamento a un passato glorioso; facciamo invece un grande gioco di squadra per meglio rispondere alle nuove sfide comunicative che la cultura oggi ci domanda, senza paure e senza immaginare scenari apocalittici”. Lo ha ricordato oggi Papa Francesco ricevendo in udienza i partecipanti alla prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede, dedicata a “un tema quanto mai attuale e suggestivo quale quello della cultura digitale”. Un argomento, questo, ha confermato il Papa, “che mi sta molto a cuore”, perché “si tratta di studiare criteri e modalità nuovi per comunicare il Vangelo della misericordia a tutte le genti, nel cuore delle diverse culture, attraverso i media che il nuovo contesto culturale digitale mette a disposizione dei nostri contemporanei”. La Segreteria, ha ricordato Francesco, “che compirà due anni il prossimo 27 giugno, si presenta in piena riforma, dal momento che è una realtà nuova che sta muovendo ormai passi irreversibili. In questo caso, infatti, non si tratta di un coordinamento o di una fusione di precedenti Dicasteri, ma di una vera e propria istituzione ex novo”. Da qui l’impegno, già indicato nel Motu proprio istitutivo, a un “ripensamento” e a una “riorganizzazione” del sistema informativo della Santa Sede perché possa rispondere “sempre meglio alle esigenze della missione della Chiesa”.

Chiesa e abusi: mons. Patrón Wong (Santa Sede), “vigilanza personale e comunitaria” nei seminari

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 11:10

“Non abbassare mai la guardia e lavorare insieme per arrivare a debellare questo orrore”. È l’invito rivolto da mons. Jorge Carlos Patrón Wong, segretario per i seminari della Congregazione per il Clero, in un’intervista al Sir sull’interesse crescente della Chiesa per la formazione e la prevenzione degli abusi. “Occorre anzitutto un’attenta vigilanza e un lungimirante discernimento della ‘storia’ personale e vocazionale di ciascun candidato. Bisogna passare dall’idea del seminario inteso come una semplice ‘struttura’, che traghetta la persona quasi automaticamente verso il traguardo dell’ordinazione, alla consapevolezza di essere inseriti in una comunità formativa in cui la proposta prevede un accompagnamento personale”, spiega mons. Patrón Wong che aggiunge: “Ladddove nell’accompagnamento emergessero segnali inquietanti o aspetti seriamente compromettenti, i candidati devono con onestà interrompere il cammino e, se ciò non avviene, i formatori sono chiamati a intervenire in modo rigoroso e tempestivo”. Per il vescovo, “occorre una sincera vigilanza personale e comunitaria, oltre che una valutazione permanente”: “La linea della Santa Sede è molto netta e la Chiesa si preoccupa non tanto e non solo della possibilità che la sua immagine venga macchiata quanto, invece, che al suo interno non accada nulla che possa ferire i suoi figli, soprattutto i più deboli”.

Diocesi: Prato, sabato 6 maggio a Galciana la rassegna “CantiAmo Gesù” con i cori parrocchiali

Agensir.it - Thu, 2017-05-04 11:00

Sarà la chiesa di San Pietro a Galciana, una frazione di Prato, ad ospitare sabato 6 maggio la nona edizione di “CantiAmo Gesù”, la rassegna diocesana dei cori parrocchiali. Dalle 21 saranno sette le corali che si esibiranno, presentando tre o quattro brani per un totale di quindici minuti di canto. I cori partecipanti sono la corale “Don Raffaello Giunti” di Galciana, che organizza l’evento, la corale “La luce degli Angeli”, formata dai bambini di Galciana, la corale “Madonna dell’Ulivo”, la corale “Le voci di Santa Rita” della parrocchia delle Fontanelle, la corale “Cantabello” di Cafaggio, la corale “Eligio Francioni” della parrocchia di Gesù Divino Lavoratore e la corale “Oratorio di sant’Anna”. Al termine delle esibizioni, ci sarà il passaggio di consegna al coro “Ottava nota” di Vaiano che organizzerà la decima edizione della rassegna, nel 2018.

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