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Roma: Acli, domani a Carpineto l’inaugurazione della nuova sede Caf e patronato, e del circolo “Padre Maestro Carpineto”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 20:03

Domani, a partire dalle 17, le Acli di Roma e provincia inaugureranno la nuova sede del patronato e del Caf, e del circolo “Padre Maestro Carpineto” presso i locali rinnovati di via Costanzo Ciano 11 a Carpineto Romano (Roma). Presenti Lidia Borzì, presidente Acli Roma e provincia, Mario Calvano, presidente del Circolo “Padre Maestro Carpineto” e i rappresentanti delle istituzioni civili e ecclesiali del territorio che presenzieranno i saluti istituzionali, seguiti dalla benedizione dei locali. Il patronato e il Caf saranno aperti lunedì e mercoledì tutto il giorno, martedì e venerdì di mattina, giovedì di pomeriggio con l’obiettivo di promuovere attività e servizi di assistenza a persone, famiglie, lavoratori, imprese e immigrati attraverso prestazioni previdenziali, assistenziali e sanitarie, consulenza fiscale e agevolazioni sociali, contabilità per professionisti, associazioni e imprese come modello 730 e Unico, calcolo Imu/Tasi, compilazione Dsu(Isee), calcolo Tfr, consulenza sui contratti di lavoro e sulle buste paga, rilascio e rinnovo del permesso di soggiorno, ricongiungimenti familiari e molto altro.
Lo storico circolo “Padre Maestro Carpineto”, invece, presenterà per l’occasione il percorso antitruffa rivolto agli anziani del territorio in collaborazione con le Acli di Roma e la Polizia di Stato. “Proseguiamo – dichiara Borzì, presidente delle ACLI di Roma e provincia – il nostro ampliamento di presidi sul territorio della provincia, che è iniziato la scorsa settimana a Guidonia e proseguirà la prossima a Monterotondo”.

Terremoto Centro Italia: Asf onlus, 18 marzo giornata di solidarietà per popolazioni colpite dal sisma e bambini Kosovo

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:55

Sabato 18 marzo, i volontari di Altotevere senza frontiere Onlus (Asf Onlus) saranno presenti nei supermercati dell’Alta Valle del Tevere a Città di Castello, San Giustino a Sansepolcro, per una raccolta di generi di prima necessità a favore dei progetti di Asf per le popolazioni terremotate di Amatrice-Norcia, per le famiglie bisognose del territorio e per i bambini del Kosovo. Gli aiuti serviranno a sostenere tre realtà: il presidio Caritas di Amatrice-Norcia, con il quale Altotevere senza frontiere opera a stretto contatto da subito dopo il terremoto; l’Emporio della solidarietà di Città di Castello; la casa famiglia per bambini abbandonati di Raduloc, in Kosovo, dove i volontari Asf prestano regolarmente servizio. Saranno gli stessi volontari a preparare la spedizione del carico, ad occuparsi del trasporto ad Amatrice e, la prossima estate, della distribuzione dei viveri ai bambini e a 200 famiglie povere in Kosovo. La giornata di sabato coinvolgerà alcuni supermercati di Sansepolcro, San Giustino e Città di Castello (l’elenco completo è disponibile sul sito www.altoteveresenzafrontiere.it e sulla pagina Facebook “Altotevere senza frontiere”). Sabato 1° aprile la raccolta viveri si sposterà nel territorio del Casentino. Info: tel. 320 4223695, 329 2055680, la mail info@altoteveresenzafrontiere.it

Sud Sudan: Msf, “30.000 persone in fuga dai combattimenti hanno urgente bisogno di aiuti”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:54

In Sud Sudan da fine gennaio circa 30.000 persone sono fuggite dai combattimenti nell’area di Wau Shilluk, nella regione del Great Upper Nile, e ora hanno urgente bisogno di assistenza umanitaria. L’allarme viene da Medici senza frontiere (Msf), che fino a poco fa gestiva un ospedale in città poi evacuato a causa dei combattimenti. Ora ha avviato una risposta d’emergenza nei dintorni delle città di Kodok e Aburoch, dove si è radunata la popolazione sfollata. “I bisogni umanitari delle persone in fuga sono enormi e non vengono affrontati”, dice Abdalla Hussein Abdalla, vice capo missione Msf in Sud Sudan. “La maggior parte di loro ha lasciato dietro di sé tutti i propri averi. Hanno camminato per giorni per sfuggire alle violenze e ora hanno un disperato bisogno di acqua, cibo, ripari e assistenza medica”.  Msf ha aperto un ospedale da campo con servizi ambulatoriali, degenza e pronto soccorso ad Aburoch, dove si sono stabilite più di 15.000 persone. Due cliniche mobili stanno operando anche a sud di Kodok, dove parte dei profughi ha trovato riparo. Nelle ultime due settimane ha svolto circa 300 consultazioni al giorno, un numero di 6 volte maggiore rispetto a prima dell’evacuazione dell’ospedale di Wau Shilluk. Tra le famiglie visitate più del 90% non dispone di beni essenziali come teli di plastica per proteggersi dal sole o dal freddo durante la notte, taniche per raccogliere l’acqua potabile o pentole per cucinare. “I nostri medici vedono molti casi di infezioni respiratorie e diarrea acuta, in parte dovuti alle terribili condizioni di vita. Bambini, donne incinte e anziani sono particolarmente vulnerabili in queste situazioni – afferma Abdalla -. Se non si costruiscono subito più latrine e non viene migliorato l’accesso all’acqua, crescerà il rischio di malattie trasmissibili tra la popolazione”. Msf è preoccupata per la scarsa assistenza umanitaria fornita e ribadisce il proprio appello a tutte le parti in conflitto perché garantiscano la sicurezza dei civili.

Diocesi: mons. Pizziol (Vicenza) annuncia l’adesione all’offerta di transazione della Banca Popolare di Vicenza

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:38

Con una nota affidata al settimanale diocesano “La Voce dei Berici”, il vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol, ha annunciato la decisione della diocesi di Vicenza di aderire all’offerta di transazione formulata dai nuovi vertici della Banca Popolare di Vicenza. Ne dà notizia la diocesi vicentina spiegando che la scelta arriva dopo un “processo di discernimento che ha preso in esame diversi aspetti, alcuni a favore e altri contrari l’adesione all’accordo”, con una “preoccupazione principale legata al futuro dei dipendenti della Banca e delle loro famiglie” e solo “dopo un’attenta e approfondita analisi della situazione e delle conseguenze generali che il successo o il fallimento di questa iniziativa potrà avere sul territorio e sul suo tessuto sociale”. “La transazione riguarda solo le 3.003 azioni (su 26.255 detenute dalla diocesi) che rientrano per criteri temporali nel perimetro dell’offerta tracciata dai vertici della Banca”, prosegue la nota, rilevando che “il ristoro previsto per questa parte del pacchetto azionario, pari a 27.027 euro, sarà destinato attraverso la Caritas diocesana a sostegno di qualche persona maggiormente colpita dal grave dissesto dell’Istituto bancario”. Auspicando che “il legislatore intervenga per tutelare maggiormente i risparmiatori e che la magistratura provveda quanto prima a verificare e perseguire le responsabilità di chi ha gestito la banca in questi ultimi decenni, creando tale grave situazione”, mons. Pizziol conclude osservando che l’adesione alla transazione “vuole comunque dare un segnale di speranza per un nuovo avvio per la Banca Popolare di Vicenza perché possa tornare ad essere un bene comune al servizio delle persone, delle imprese e dell’economia del territorio”.

Giornalismo: card. Parolin (Vaticano), “non cedere a tentazione sensazionalismo a ogni costo”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:29

“Non cedere alla tentazione del sensazionalismo e della rapidità a ogni costo, che può tradursi in oggettiva diffamazione, ledendo quella dignità umana che invece è inviolabile”. E’ l’appello che il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, ha rivolto questa sera ai giornalisti in occasione della benedizione della nuova sede del Consiglio nazionale dell’Ordine, a Roma in via Sommacampagna. Parolin ha messo in guardia dal “rischio di strumentalizzare le notizie per scopi moralmente inaccettabili”, finendo per “diventare vittime consapevoli o meno di un sistema di potere insidioso”. “Guardatevi anche – ha aggiunto – dall’assecondare la logica che declassa le buone notizie a non notizie; al contrario fate conoscere quanto di bene viene ideato e compiuto nel mondo, perché è necessario costruire e gettare ponti di dialogo e non allargare fossati d’indifferenza”. Il segretario di Stato vaticano ha sottolineato l’esigenza “che l’opinione pubblica abbia a disposizione un’informazione completa, che non taccia problemi e drammi, ma che sappia anche comunicare le buone notizie, le positive acquisizioni e le speranze che esse suscitano”, evitando “la sistematica spettacolarizzazione del dramma, del dolore, del male, per non cadere nell’indifferenza, nel cinismo e in una sorta di assuefazione”. “Voi giornalisti – ha concluso – potete essere strumenti di speranza per il mondo, con il vostro entusiasmo e la vostra professionalità”.

Diocesi: Albenga, al via le catechesi del vescovo Borghetti per approfondire l’esortazione apostolica “Amoris laetitia”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:20

Una serie di catechesi per approfondire l’Amoris laetitia. Il 16 e 23 marzo e il 6 aprile, nella cattedrale di Albenga e il 17 e 18 marzo e 7 aprile, nella concattedrale di Imperia, si svolgono le catechesi quaresimali, che il vescovo, monsignor Guglielmo Borghetti, detta alla diocesi di Albenga-Imperia allo scopo di rafforzare lo spirito della Quaresima. Gli incontri costituiscono un ulteriore momento di approfondimento di tematiche, contenute nella esortazione apostolica “Amoris laetitia”, al centro del cammino pastorale della diocesi durante questo anno. Monsignor Borghetti “sviluppa – si legge in un comunicato -, prendendo le mosse dal capitolo quarto dell’esortazione postsinodale, alcune note, proprie dell’amore coniugale, a partire dalla riscoperta del valore del corpo nella concezione cristiana dell’uomo, dalla dimensione erotica dell’amore e dal senso profondo dell’agape, come espressione tipica dell’amore cristiano”. È un’occasione per conoscere uno dei capitoli centrali (capitolo IV “L’amore nel matrimonio”). Infatti non si può esprimere – dice il Papa – “il vangelo del matrimonio e della famiglia se non ci soffermiamo in modo specifico ‘a parlare dell’amore’. Perché non potremo incoraggiare un cammino di fedeltà e di reciproca donazione se non stimoliamo la crescita, il consolidamento e l’approfondimento dell’amore coniugale e familiare”.

Pace: Focolari, “il nostro Paese è il settimo esportatore di armi al mondo. Stop ad armare le nazioni in guerra”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:16

Un appello per dire stop alle armi italiane nei Paesi in guerra. Lo lancia il Movimento dei focolari che il 14 marzo ha promosso calla Camera dei deputati con il gruppo editoriale Città Nuova il convegno “Scelte di pace. Riconvertiamo l’economia che uccide”. “L’Italia è il settimo  esportatore di armi al mondo – affermano i focolari -. Perché il governo non rispetta le leggi?”. “Come è possibile che un gruppo industriale tedesco produca in Italia nella zona del Sulcis, in Sardegna, bombe destinate a un Paese come l’Arabia Saudita che è a capo di una coalizione impegnata in azioni di guerra nello Yemen? Perché si vendono caccia bombardieri al Kuwait, che fa parte della stessa coalizione impegnata in operazioni belliche condannate dall’Onu? Perché i parlamentari italiani non si uniscono per fermare questa palese contraddizione dello spirito della Costituzione e di una legge dello Stato, la n.185 del 1990? “. Il provvedimento prevede un fondo per la riconversione industriale delle aziende di armi che non viene alimentato da anni, mentre, secondo i focolari, “basterebbe un semplice atto di indirizzo delle commissioni Difesa di Camera e Senato per impegnare l’esecutivo a mantenersi in linea con i valori costituzionali”. Per i focolari “l’impegno quindi non può che continuare nel segno di un forte appello alla coscienza di ognuno”. All’incontro, sostenuto da Amnesty international, Pax Christi, Rete della pace, Banca etica, Iriad hanno partecipato anche diversi parlamentari.

 

Giornalismo: card. Parolin (Vaticano), “trasmettere un messaggio il più possibile fedele alla realtà senza manipolazioni”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:10

“La passione per l’uomo e per la verità” e la “passione per l’informazione autentica nell’interesse comune” sono “l’anima vera del giornalismo”. Lo ha ricordato oggi pomeriggio a Roma il segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, in visita nella nuova sede del Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti, rivolgendo “un richiamo a trasmettere un messaggio che sia il più possibile fedele alla realtà, senza manipolazioni di sorta, che offra adeguato spazio alla promozione di ciò che unisce più di quanto divide”. “S’inserisce in questo quadro – ha aggiunto il segretario di Stato vaticano – una professionalità che non si limiti a raggiungere un miglior trattamento economico o osservare formalmente i codici di deontologia, ma sappia trovare nel lavoro la realizzazione umana per costruire la dimensione sociale e la vera cittadinanza. I giornalisti, infatti, sono al servizio della comunità, hanno il compito e la responsabilità di far crescere e maturare una coscienza individuale e collettiva nei confronti delle situazioni in cui l’uomo soffre, emarginato e leso nella sua dignità”. “Voi – ha quindi aggiunto, rivolto ai consiglieri nazionali dell’Ordine e ai giovani studenti della scuola di giornalismo della Luiss, presenti all’evento – avete la possibilità di trasmettere degli ideali, di farvi voce di chi non ha voce, di mettere in evidenza le contraddizioni della società, di denunciare la cultura di morte dell’odio e di indicare i valori universali di fraternità, di bene comune e di solidarietà”.

Papa Francesco: Amci, Università di Salerno gli conferisce laurea honoris causa “per le sue doti di medico delle anime”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 19:03

“Una laurea honoris causa in medicina a Papa Francesco”. Lo ha annunciato oggi da Aurelio Tommasetti, rettore dell’Università di Salerno e da Mario Capunzo, direttore del dipartimento di medicina, chirurgia e odontoiatria “Scuola medica salernitana”, nel corso del convegno “Umanizzazione della medicina – Curare e prendersi cura”, svoltosi a Baronissi per iniziativa dell’Associazione medici cattolici italiani (Amci) con il dipartimento di medicina e chirurgia dell’Università di Salerno e l’Ordine dei medici di Salerno. “La Scuola medica salernitana, la più antica scuola di medicina al mondo che oggi rivive nel dipartimento di medicina e chirurgia dell’ateneo salernitano, intende conferire la laurea honoris causa al Santo Padre – si legge in una nota ufficiale inviata a Papa Francesco e al cardinale segretario di Stato, Pietro Parolin – per le sue doti e capacità, universalmente riconosciute, di medico delle anime e di intimo conoscitore dei bisogni delle persone più deboli, più povere, più bisognose della divina misericordia e della umana solidarietà”. Intervenendo ai lavori, Francesco Paolo Adorno, docente di filosofia morale e bioetica dell’Università di Salerno, ha parlato di concetto e funzione della cura; Filippo Maria Boscia, presidente nazionale Amci, ha accolto con gioia l’iniziativa, affermando: “La sofferenza è sempre globale. Questo fatto ci porta a insistere perché nell’avvicinarsi al dolore e alla sofferenza sia in ambito medico che in altre situazioni, non si perda mai di vista la dimensione interpersonale, spirituale e sociale”. Per padre Domenico Marafioti sj, preside Pontificia Facoltà teologica Italia meridionale “Il medico deve curare con competenza, e farsi prossimo come il samaritano della parabola”.

Terra Santa: Ordinari cattolici di Terra Santa, su crisi finanziaria scuole cattoliche “Israele non ha mantenuto gli impegni presi”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:46

Martedì 14 e mercoledì 15 marzo, a Betlemme, si è riunita l’Assemblea degli Ordinari di Terra Santa. Al centro delle discussioni: le scuole cattoliche della diocesi e la gioventù di Terra Santa, in preparazione al Sinodo 2018 sui giovani. Lo riferisce oggi il Patriarcato latino di Gerusalemme. A presiedere i lavori l’arcivescovo greco-cattolico di Galilea mons. George Bacouni, con la partecipazione, tra gli altri dell’amministratore apostolico del Patriarcato latino, mons. Pierbattista Pizzaballa con i quattro vicari patriarcali, gli arcivescovi maroniti di Cipro, mons. Joseph Soueif e di Terra Santa, mons. Moussa El-Hage, l’arcivescovo greco-cattolico di Gerusalemme mons. Jules-Joseph Zerey, e il custode di Terra Santa, padre Francesco Patton. Le discussioni si sono incentrate soprattutto sui giovani cattolici di Terra Santa e sulle scuole cattoliche della diocesi che, rende noto il Patriarcato latino, “attraversano un momento difficile, soprattutto in Israele, a causa di una crisi finanziaria ancora irrisolta in quanto il Ministero israeliano dell’educazione non ha mantenuto gli impegni presi”. I responsabili delle diverse scuole della diocesi hanno presentato un documento comune sulla missione e l’ispirazione delle scuole cattoliche. Questo documento sarà integrato nei prossimi mesi prima della approvazione da parte dei vescovi. Gli Ordinari si sono anche occupati del documento preparatorio del Sinodo 2018 dedicato ai giovani, alla fede e al discernimento delle vocazioni. Su questo tema, sarà proposto un questionario ai giovani, alle scuole e alle università, oltre che alle comunità religiose. In tema di giovani i vescovi hanno discusso anche delle “difficoltà di coordinamento della pastorale giovanile, date le diverse realtà politiche e sociali del territorio”. In occasione dell’incontro, il padre custode Patton ha invitato tutti i presenti all’inaugurazione dei restauri del Santo Sepolcro il prossimo 22 marzo.

“Buona Scuola”: Agesc, appello per parità e autonomia nei decreti attuativi

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:45

L’Agesc lancia un appello a Parlamento e ministero per la parità e l’autonomia scolastica, in vista della conclusione dell’esame dei decreti attuativi della legge 107 del 2015 (“Buona Scuola”). “I decreti – spiega l’Associazione genitori scuole cattoliche – non promuovono decisi passi in avanti dell’autonomia e della parità scolastica che, come genitori, riteniamo pilastri fondamentali per il rinnovamento del sistema nazionale di istruzione”. Nell’appello si chiede che “si tenga conto in primo luogo dei bisogni di tutti gli studenti e di tutte le famiglie della scuola italiana, che chiedono di avere a disposizione una vasta offerta formativa, mettendo in secondo piano i problemi occupazionali e sindacali, certo importanti purché non siano a scapito del bene primario costituito dagli alunni stessi”. Inoltre, si auspica che “l’emanazione definitiva dei decreti attuativi della legge 107 rappresenti l’occasione per un avanzamento del nostro sistema di istruzione verso obiettivi di pluralismo ed efficacia, ricordando a tutti che, riguardo sia alla libertà di scelta educativa sia ai risultati scolastici, l’Italia è purtroppo ancora oggi ai gradini più bassi nelle graduatorie internazionali”.

Etna: esplosione dal cratere, dieci feriti

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:43

Durante l’eruzione in corso da ieri mattina sull’Etna, “alle ore 12,43 (ora locale) di oggi, 16 marzo – si legge in un comunicato dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) -, si è verificata un’esplosione freato-magmatica in località Belvedere (bordo occidentale della Valle del Bove), a circa 2700 metri di quota sul mare”. “L’esplosione – prosegue la nota – è avvenuta in corrispondenza del fronte della colata di lava che emerge da una bocca posta alla base del Nuovo Cratere di Sud-Est, a circa 3200 metri di quota sul mare. Attualmente la lava avanza con una temperatura superiore ai 1000 gradi centigradi in una zona ricoperta di neve. La neve, al contatto con la lava, tende a sciogliersi, formando delle pozze d’acqua che possono venire ricoperte dalla lava in avanzamento”. In quel caso, spiega l’Ingv, “l’acqua sotto la colata lavica tende a vaporizzare e può causare esplosioni freato-magmatiche come quella avvenuta oggi”. Nel fenomeno esplosivo è stato coinvolto anche un vulcanologo dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – Osservatorio Etneo (Ingv-Oe), Boris Behncke, che ha riportato lievi escoriazioni. In tutto sono dieci i feriti. Il personale Ingv-Oe continua a monitorare con costanza l’evoluzione dei fenomeni.

Diocesi: Caritas Saluzzo, già attivo il Presidio fisso per i lavoratori stagionali migranti

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:30

È già attivo il Presidio fisso della Caritas diocesana di Saluzzo, inaugurato una settimana fa alla presenza del vescovo di Saluzzo, monsignor Giuseppe Guerrini, del direttore della Caritas diocesana, don Beppe Dalmasso, e di Oliviero Forti e Luciana Forlino, che si occupano di immigrazione per Caritas Italiana. Il Presidio, che si occuperà di dare assistenza ai migranti che arrivano nel saluzzese per lavorare nel settore agricolo, è stato realizzato a fianco della Casa di prima accoglienza in corso Piemonte 63 grazie al Progetto Presidio coordinato da Caritas Italiana ed è l’unico attivo nel nord Italia. Con questa nuova realtà la Caritas diocesana potrà assistere i lavori migranti lungo tutto l’anno e non solo nella stagione della raccolta della frutta. Nell’anno passato furono diverse migliaia i braccianti migranti impiegati nella zona. Il Presidio sarà aperto il lunedì e il venerdì, dalle 14 alle 17, e il mercoledì, dalle 9 alle 18, per fornire ai migranti informazioni di carattere socio-sanitario e burocratico oltre a quelle relative all’accoglienza abitativa.

Aldo Moro: Trionfini (storico, Isacem), “al di là della politica c’è l’uomo”. Obiettivo essenziale il “servizio alla persona”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:13

Un articolo di Aldo Moro, apparso sulla rivista “Studium” è emblematicamente intitolato “Al di là della politica”. Paolo Trionfini, direttore dell’Isacem di Roma, commenta in proposito: “In questo scritto Moro fissa l’obiettivo essenziale della politica, ossia il servizio alla persona umana”. Tale riflessione si innesta sul portato della guerra, con la sua tragedia, sulla ricostruzione in atto nel Paese: “Al di là della politica, indica Moro, c’è l’uomo. È questa la sua posizione forte, che incarna nel lungo percorso politico proprio a partire dai banchi della Costituente”. Sono anni intensi per il giurista di origine pugliese, con assidue frequentazioni con personaggi del calibro di Dossetti, La Pira, Lazzati, Fanfani. “Da qui in poi Moro mette a frutto gli anni della formazione, il tratto spirituale e culturale maturato” alla Fuci e tra i Laureati cattolici, e “vi resterà coerente fino all’ultimo”. Fino alla prigionia nel cosiddetto “carcere del popolo”, da dove scrive alla moglie Eleonora, la sua “dolcissima Noretta”: “Vorrei capire, con i miei piccoli occhi mortali come ci si vedrà dopo. Se ci fosse luce, sarebbe bellissimo”. “Un passaggio intenso – sottolinea Trionfini –, che lascia intravvedere il vissuto di fede, non solo come forma di sostegno nella prova, ma come tratto indelebile della sua alta personalità”.

Aldo Moro: Trionfini (storico, Isacem), “vicenda biografica segnata da intreccio tra fede, ricerca culturale e servizio politico”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:13

“L’intreccio tra vissuto di fede, ricerca intellettuale e servizio politico costituisce una costante nella vicenda biografica di Moro. Non si tratta di corpi separati, ma, appunto, di un intreccio inseparabile”. Nel giorno in cui si ricorda il 39° anniversario del rapimento di Aldo Moro da parte delle Brigate rosse, che si concluderà con il barbaro assassinio dello statista democristiano, lo storico Paolo Trionfini, direttore dell’Istituto per la storia dell’Azione cattolica e del movimento cattolico in Italia “Paolo VI” (Isacem, con sede a Roma), ne traccia il profilo umano e culturale, con una particolare sottolineatura sulla provenienza dal mondo cattolico. Moro entra infatti nella Fuci, la federazione degli universitari cattolici, nel 1935, a 19 anni, “quando si iscrive alla facoltà di Giurisprudenza all’università di Bari, dopo una iniziale formazione nelle fila della Gioventù cattolica”. Nella Fuci matura una “esperienza di fede e, insieme, di ricerca intellettuale e culturale – spiega Trionfini – che costituiranno una caratteristica presente lungo tutto l’arco della vita”. Nel ’39 Moro assume la presidenza nazionale della Fuci, che nel frattempo “era stata rimodellata dall’assistente, Giovanni Battista Montini”, futuro Paolo VI, “aprendola alla cultura e alla teologia europee”. “Dentro questo humus si colloca un’ulteriore fase di formazione per il giovane Moro. Se non si comprende questo aspetto – sottolinea lo studioso – non se ne coglie appieno la caratura”.
Tornato a Bari dopo l’esperienza romana, in un territorio già liberato dagli alleati anglo-americani, Aldo Moro inizia la frequentazione di ambienti della politica, allargando ulteriormente il suo raggio d’azione culturale. Nel frattempo lancia due riviste e “ha modo di sviluppare una riflessione sulla ‘nuova Italia’, uno dei cespiti della riflessione politica” di Moro. Terminata la guerra, lo aspetta un altro incarico nazionale: diviene infatti segretario dei Laureati cattolici, ossia, chiarisce Trionfini, il movimento intellettuale dell’Ac. Sulla rivista “Studium”, di cui ha la responsabilità, “rilancia e affina quei temi culturali e politici che costituiranno l’ossatura del Moro politico”, il quale farà ingresso all’Assemblea costituente (candidandosi nelle fila della Dc su insistenza del vescovo di Bari) “nel 1946, a soli 30 anni”. Qui il professor Trionfini si concede un gioco di parole: “In questo senso, scorrendo i tratti biografici di Moro e di diversi altri personaggi dell’Italia del dopoguerra, possiamo dire che la Fuci fu una fucina della futura classe dirigente del Paese”.

Sud Sudan: i medici del Cuamm, “gli sfollati si rifugiano su isole nelle paludi, senza cibo e aiuti”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:12

In seguito alla dichiarazione ufficiale di “fame” nello Stato di Unity, in Sud Sudan, un team di Medici con l’Africa Cuamm è partito in direzione delle zone colpite per rispondere alle esigenze delle persone affamate, sfollate e in fuga dagli scontri che continuano nella zona. Secondo le agenzie delle Nazioni Unite, 100.000 persone stanno morendo di fame e 1,5 milioni sono a rischio, per una carestia causata dall’uomo, dal persistere degli scontri e dall’instabilità interna. “Arrivati a Nyal, una piccola cittadina nel cuore dello stato di Unity, sotto il controllo delle forze antigovernative – raccontano Giovanni Putoto e Giovanni Dall’Oglio, medici del Cuamm -, ci si aspettava di trovare lo scenario tipico delle grandi emergenze. Invece, anche se a pochi chilometri è in corso un conflitto armato e si sentono gli echi lontani degli elicotteri che lanciano derrate alimentari, tutto è stranamente tranquillo”. È padre Fernandos, comboniano del Messico, a indirizzarli: “Cercate gli sfollati nelle paludi, nelle isole”. “Dopo un’ora di viaggio passando da un reticolo all’altro di sentieri acquatici, arriviamo all’isola di Niat – ricordano i due medici -. Finalmente incontriamo le prime famiglie di sfollati. Una è costituita da 15 persone, in gran parte donne, bambini e due signore anziane, di cui una cieca; pochissimi uomini. Ci spiegano che sono scappati un mese fa da Kock e Adok, aree dove infuriano gli scontri. Non si fidano di tornare, né di trasferirsi nei villaggi posti lungo le strade, perché considerati insicuri. Le paludi sono il loro rifugio, il luogo che per secoli ha offerto riparo e protezione in situazione di pericolo. Ma la vita qui è durissima”.

Il poco cibo derivato dalla pesca è sempre insufficiente, non si coltiva, non ci sono scuole, né centri sanitari. Non c’è rete telefonica, né elettricità. L’unico mezzo di trasporto è la canoa. “Di isole come Niat ce ne sono a centinaia – spiegano -, come migliaia sono le persone e le famiglie nascoste nelle paludi lungo le rive del Nilo che attendono aiuto e sollievo. Una sfida enorme da affrontare. Non ci tireremo indietro: assistenza nutrizionale e sanitaria e trasporto dei malati gravi saranno le attività principali. Solo spingendoci fin qui sarà possibile raggiungere l’ultimo miglio, dove c’è più bisogno del nostro aiuto”. L’intervento del Cuamm, precisa il direttre don Dante Carraro, “sarà concentrato nell’area di Panyijar e vuole raggiungere la popolazione sfollata dalle contee di Leer, Mayendit e Koch, oltre che le persone che già vivevano nella paludi lungo il Nilo, portando assistenza nutrizionale, assistenza sanitaria di base, vaccinazioni e trasporto dei casi gravi nei centri sanitari limitrofi. C’è bisogno di tutto: cibi speciali per mamme e bambini malnutriti, farmaci, vaccini e fornitura alimentare per tutta la popolazione”.

 

Germania: mons. Hesse (Amburgo), immigrati “illegali”, “lo Stato deve rispettare ogni dignità umana”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 18:02

L’arcivescovo di Amburgo, mons. Stefan Hesse, responsabile della pastorale per i migranti e i rifugiati della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) ha detto che “lo Stato può espellere i clandestini. Ma non può negare loro ciò di cui hanno bisogno per una vita decente”. I vescovi tedeschi richiedono cure mediche decenti anche per gli immigrati “illegali”, ha sottolineato Hesse durante una riunione odierna a Berlino del Forum cattolico “Leben in der Illegalität” (Vivere nell’illegalità), istituito dalla Dbk 13 anni fa: “spesso la loro situazione è drammatica”, ha ribadito il presule. Secondo le stime, sono mezzo milione attualmente gli immigrati illegali in Germania. Hesse ha evidenziato che gli immigrati illegali rimangono in pendenza di espulsione anche se necessitanti cure mediche, e anche se hanno diritto alle cure d’emergenza. Questo comporta che molti di loro esitino ad andare dal medico, anche se in “pericolo di vita”. Ma lo Stato “deve rispettare ogni dignità umana”, ha detto Hesse, che ha chiamato la politica a farsi carico degli immigrati illegali, tra cui donne incinte alle quali si deve assicurare una assistenza sanitaria di base, per completare la gestazione. Per Hesse questo compito non deve essere lasciato a iniziative di volontariato, come i servizi medici per i migranti dei Malteser. E se “il dovere dello Stato è di regolare le questioni di ingresso e soggiorno”, Hesse ha sottolineato che “tuttavia, questo non può essere risolto con il mancato rispetto della dignità individuale delle persone sanzionate”.

Media diocesani: don Maffeis (Cei), “luci e ombre”

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 17:56

“Siamo alla vigilia di un Consiglio permanente, che pone all’ordine del giorno un primo confronto sui media diocesani. La riflessione dei vescovi si colloca in un quadro di luci e ombre: sono legate alle trasformazioni culturali e tecnologiche in corso, come alla consapevolezza della rilevanza che la comunicazione riveste per l’identità e la stessa missione della Chiesa”. Lo scrive, nella newsletter settimanale, don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni della Cei, a pochi giorni dal Consiglio permanente (Roma, 20-22 marzo). “Luci e ombre – spiega Maffeis -, le respiro sul territorio nelle visite di questi mesi, culminate negli ultimi giorni nell’incontro con gli economi diocesani (Salerno) e con gli incaricati degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero (Roma). A loro, come ai nostri pastori, stiamo chiedendo di affrontare la riorganizzazione delle nostre testate in maniera integrata, senza fughe in avanti, attenti a coniugare la ricchezza di una tradizione – a servizio della Chiesa e della gente – con le nuove opportunità, sostenute anche dalla normativa in atto”. Il nostro, conclude il direttore dell’Ufficio Cei, “è il tempo dove la pazienza del discernimento deve potersi incontrare con la disponibilità a riposizionarsi”.

L’Osservatore Romano: sul settimanale in edicola oggi articoli di Luciano Violante, Lucetta Scaraffia, Adolfo Pérez Esquivel

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 17:52

“Giungono molte richieste di formazione politica da gruppi di giovani che si dichiarano non interessati alle dinamiche dei partiti”,  ma desiderosi di costruire “un proprio patrimonio di conoscenze” per “l’esercizio di una cittadinanza responsabile”. Lo scrive Luciano Violante in un articolo su Il Settimanale de “L’Osservatore Romano” in edicola oggi. Per Violante le generazioni più recenti “sono vittime di una rottura con quelle che le hanno precedute e questo ha prodotto in loro una sorta di necessità di un nuovo inizio”. La prima risposta dovrebbe allora riguardare “la formazione non alla politica ma alla democrazia”, articolata su quattro temi: studiare, ascoltare, rispettare, costruire legami. “Soprattutto – conclude Violante – la costruzione di legami, in una società caratterizzata da solitudini di massa, può dare fiducia e speranza”.

“Le coppie omosessuali di maschi con figli cercano e ottengono una maggiore visibilità di quelle femminili” con l’obiettivo dichiarato, sostiene Lucetta Scaraffia, di “affermare il diritto alla filiazione degli omosessuali”. Ma la conseguenza non dichiarata, “pur se ormai evidente”, puntualizza, “è un’altra: siamo di fronte a un ennesimo capitolo della lotta degli uomini per rimettere le donne al loro posto, per emarginarle, per escluderle. Arrivando a escluderle dalla cosa più importante di tutte: la procreazione di un essere umano”. “Quando penso a Papa Bergoglio penso soprattutto a un pastore. Un pastore universale che sa stare vicino ai popoli, che sa interpretare i loro sguardi e che li accompagna nelle loro gioie, tristezze e preoccupazioni”, scrive Adolfo Pérez Esquivel con riferimento ai quattro anni di pontificato di Francesco. “Il suo sguardo è più profondo di quello di uno statista, va oltre, e perciò insisto nel dire che Francesco è un pastore che sta sempre vicino al suo gregge, alla comunità, ai popoli”.

Vescovi marchigiani: ieri riunione a Loreto. Progetto di formazione per giovani, iniziative culturali e bilancio attività svolte in materia di nullità matrimoniale

Agensir.it - Thu, 2017-03-16 17:36

“Labora – mille giovani. Servitori del bene comune. Dall’umanesimo cristiano, una nuova laicità di servizio” è il progetto illustrato da Salvatore Martinez, presidente del Rinnovamento nello spirito, alla riunione della Conferenza dei vescovi delle Marche che si è svolta ieri a Loreto. L’iniziativa, si legge oggi in un comunicato, intende essere “una risposta sistemica” al discorso di Papa Francesco al Convegno ecclesiale di Firenze e “costituisce una piattaforma formativa per giovani che intendono impegnarsi al servizio del bene comune”. Destinatari giovani sino ai 35 anni inseriti in contesti di natura associativa cattolica. L’esperienza è già partita in alcune regioni d’Italia, coordinata dall’associazione “Laudato si’” di cui è presidente lo stesso Martinez. Tra le altre iniziative annunciate, l’incontro nel monastero di Valledacqua, nel comune di Acquasanta il 2 aprile prossimo su  “Terremoto, quale comunicazione? Il ruolo dell’informazione nell’emergenza”, organizzato dall’ordine dei giornalisti delle Marche, dall’Ufficio regionale delle comunicazioni sociali e dagli Uffici diocesani delle comunicazioni sociali di Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto; i Teatri del sacro (5-11 giugno ad Ascoli Piceno). Ad Ancona, il 9 giugno si svolgerà il convegno regionale “Prospettive di lavoro nelle Marche, tra innovazione e ricostruzione”  in preparazione alla 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani. Don Paolo Scoponi, vicario giudiziale del Tribunale ecclesiastico regionale piceno, ha informato circa le attività svolte in questi mesi per applicare le recenti norme emanate da Papa Francesco. Il 29 marzo verranno date ampie comunicazioni su come le direttive pontificie hanno trovato applicazione nella regione delle Marche.

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