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Enti ecclesiastici: mons. Rivella (Apsa), “Padre Pio ha voluto creare un centro di eccellenza medica che ha pochi esempi uguali”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 20:14

“L’approccio alla tematica non è soltanto una questione di tecniche ma di persone. Persone che sono sempre in grado di anteporre il bene dell’ente anziché del singolo”. Lo ha detto l’avvocato Carlo Lozupone, docente dell’Università di Foggia, in occasione della conferenza di presentazione del volume “L’amministrazione dei beni degli enti ecclesiastici tra carisma e servizio”, in corso oggi nella sede di Radio Vaticana. La pubblicazione, edita dalla Casa Sollievo della Sofferenza, è stata curata dall’avvocato Francesco Lozupone con la prefazione del segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin. “Anche la comunicazione – ha aggiunto – ci invita ad amministrare i beni in maniera trasparente in continuità con le volontà dei padri fondatori degli enti, mettendo al centro la dignità delle persone che vi lavorano”. Chi si è chiesto cosa ne penserebbe Padre Pio, fondatore della Casa Sollievo della Sofferenza, è stato monsignor Mauro Rivella, segretario dell’Amministrazione del patrimonio della Sede Apostolica. “È un libro coraggioso – ha commentato -: penso che al Santo di Pietralcina piacerebbe. Padre Pio è stato estremamente coraggioso che ha puntato ad obiettivi alti. Lui che ha voluto creare un centro di eccellenza medica che ha pochi esempi uguali. Un’opera come questa lascia inoltre una traccia nella formazione e questo è un altro motivo per cui gli piacerebbe. Non è infatti pensabile essere un buon medico cattolico senza vivere il contesto specifico, deve avere una reale spiritualità”.

Parlamento Ue: dibattito su “global gag”. Bildt, “riempire vuoto creato da Usa”. Von Storch, “aborto non è competenza dell’Unione”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 20:12

(Strasburgo) La cosiddetta “global gag rule”, o “Mexico City policy”, reintrodotta dal Presidente Usa Donald Trump è un provvedimento con il quale gli Stati Uniti “vietano il finanziamento di Ong impegnate ad assistere o facilitare aborti nei Paesi in via di sviluppo”. La norma è stata oggetto di discussione al Parlamento Ue, riunito in plenaria a Strasburgo, in presenza del commissario agli aiuti umanitari Christos Stylianides. Il dibattito fa seguito all’incontro svoltosi a Bruxelles il 2 marzo, con rappresentanti di 57 Paesi, promosso dai governi di Paesi Bassi, Belgio, Danimarca e Svezia, in risposta alla decisione del Presidente statunitense. “L’evento – si legge ora nel sito del Parlamento europeo – è servito a raccogliere 181 milioni di euro di fondi a beneficio dell’organizzazione She Decides, nata dall’iniziativa del ministero olandese per la Cooperazione e lo sviluppo”. Durante il dibattito odierno Stylianides ha affermato: “L’azione intrapresa da Trump mette a rischio la vita di moltissime giovani donne. Le nostre politiche sono guidate dai nostri principi e non da quanto viene deciso o fatto da altri”. Alcuni deputati hanno chiesto all’Ue di rimpiazzare i fondi statunitensi; altri hanno affermato che non è il sostegno alle pratiche abortive la via giusta per sostenere lo sviluppo dei Paesi poveri.
La deputata svedese dei Popolari, Anna Maria Corazza Bildt, ha condannato la decisione di Trump chiedendo all’Europa di “riempiere il vuoto creato”. La Liberale olandese Sophie in ‘t Veld ha aggiunto: “Le donne dovrebbero essere le sole a decidere del loro corpo”. Al contrario il deputato slovacco dei Conservatori e riformisti Branislav Å kripek, ha definito l’aborto un’azione “barbarica priva di reali benefici per la salute” e ha aggiunto che semmai “maggiori risorse dovrebbero essere destinate all’offerta di cure alle donne incinta”. La deputata tedesca Beatrix von Storch (gruppo Europa della libertà e della democrazia diretta, Efdd) ha affermato che l’aborto “non rientra nelle competenze comunitarie” e che “in molti Stati membri è ancora considerato reato. Credo che il nostro compito dovrebbe essere difendere le vite, non ucciderle”.

Pontificia Università Gregoriana: domani lectio magistralis del card. Koch e del vescovo luterano Manzke

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 20:09

A poche settimane dalla conclusione del simposio “Lutero e i sacramenti” e nella commemorazione dei 500 anni della Riforma, domani il Dies Academicus della Pontificia Università Gregoriana affronterà il tema “Cristiani uniti per un mondo in frantumi”. A seguito della riflessione avviata dalle unità accademiche in sessioni separate, la comunità universitaria si riunirà alle 11 in Aula Magna per la lectio magistralis, affidata eccezionalmente quest’anno a due relatori: il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e il dottor Karl-Hinrich Manzke, vescovo della Chiesa evangelica luterana di Schaumburg-Lippe, nonché responsabile per le relazioni tra luterani e cattolici in Germania.

Responsabile per la cura pastorale dei poliziotti statali, servizio che lo ha portato ad accompagnarli in diverse missioni all’estero, il vescovo Manzke lo scorso anno ha deciso di venire a Roma per vivere un’esperienza di condivisione della vita spirituale dei cattolici. Per sei settimane è vissuto insieme alla comunità dei padri gesuiti presso la Gregoriana, studiando la lingua italiana e partecipando alla preghiera comune. “È entrato nel nostro ritmo con grande naturalezza e semplicità”, racconta p. Felix Körner, professore di Teologia del dialogo religioso e coordinatore dell’Atelier ecumenico presso la Facoltà di teologia dell’ateneo dei gesuiti.

Enti ecclesiastici: padre Albanese (Popoli e missioni), “attualizzare il messaggio evangelico in un mondo che cambia”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 20:08

“Questo è solo l’inizio di un percorso perché la posta è alta”. Lo ha detto padre Giulio Albanese, direttore di “Popoli e missioni”, a proposito della gestione dei beni degli enti ecclesiastici durante la conferenza di presentazione del volume dedicato al tema, curato dall’avvocato Francesco Lazupone. “Cito Papa Francesco – ha aggiunto – quando dice che la Chiesa non è una ong. Il Pontefice ricorda che la Chiesa vive grazie ai carismi. Questi devono davvero rendere intelligibile la parola di Dio”. “I carismi però – ha osservato – non sono eterni. Nel passato ci sono state confraternite o ordini che hanno agito nel nome di Dio ma che oggi non esistono più. Questo dimostra che i carismi vanno incarnati e devono sperimentare quel processo di inculturazione che va rinnovato. Non è un’opera di maquillage quella suggerita dal libro ma una attualizzazione del messaggio evangelico in un mondo che cambia”. Infatti, “l’equazione evangelizzazione uguale opere non è assolutamente scontata. Non possiamo mai prescindere dal contesto. Mai come oggi è necessario nelle organizzazioni operare un serio discernimento: troppe volte abbiamo catapultato sulle periferie del mondo i nostri saperi con fare altezzoso. Dobbiamo invece partire sempre dalle necessità delle persone che abbiamo di fronte. Vi sono sempre delle tentazioni in agguato e leggendo questo libro me ne vengono in mente alcune, per esempio, l’autoreferenzialità mentre la nostra attenzione privilegiata come dice Papa Francesco deve essere per i poveri”.

“La comunicazione – ha sottolineato – è la prima forma di solidarietà perché con le parole trasmettiamo il Vangelo ma a proposito dei carismi i gesti devono precedere le parole”. “In merito al reperimento dei fondi, il rischio è quello di affermare la carità pelosa, anche attraverso una comunicazione sbagliata. Le raffiche di sms sortiscono un effetto negativo nella gente che versando il proprio obolo pensa di essersi sollevate dal peso. Non voglio sminuire gli sforzi, ma spesso le scuole e gli ospedali dipendono dalle opere di carità. Quando si stacca la spina è come se il castello di carte venisse giù. Bisogna affermare la sostenibilità e l’autosufficenza”.

Baby gang Vigevano: mons. Gervasoni (vescovo), “segnale di indebolimento di civiltà”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:45

Un “segnale di indebolimento di civiltà” di fronte al quale occorre una riflessione approfondita per “tentare di individuare correttivi efficaci”. Monsignor Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano e delegato per la pastorale giovanile dei vescovi della Lombardia, commenta al Sir l’arresto dei quattro quindicenni di Vigevano, bulli appartenenti alla cosiddetta “baby gang delle stazioni ferroviarie”, che aggredivano e brutalizzavano coetanei postando immagini e video su chat e social. Oltre ai quattro arrestati dopo le indagini condotte dai carabinieri, altri sei sono stati denunciati. Contattato telefonicamente, il presule dichiara: “Ho appreso la notizia dai giornali e non conosco i dettagli precisi della vicenda. Il primo sentimento è di scoraggiamento, delusione, sofferenza. Un fatto grave per i ragazzi, per la società e per la Chiesa che da noi è molto diffusa”, tuttavia, precisa, “per ora non ho elementi per formulare un giudizio esaustivo”. Secondo mons. Gervasoni, “il fenomeno del bullismo, il ridicolizzare il più debole e vantarsene non è purtroppo nuovo: quello che è invece recente è l’utilizzo dei social media a questo fine. Si tratta di ragazzi che non calcolano le conseguenze dei loro atti e rendono pubblici in maniera prepotente gesti sui quali dovrebbero invece riflettere”.

“Non possiamo che prendere atto dell’esistenza del fenomeno – riconosce il presule – e iniziare seriamente a lavorare per capire che cosa si può e si deve fare perché simili episodi non si ripetano. Dobbiamo prendere coscienza, a livello generale, di un problema educativo grave che attraversa sempre più la nostra società”, ma nel caso particolare “occorre approfondire il retroterra educativo di questi ragazzi – famiglia, scuola, contesto sociale – per tentare di individuare correttivi a fenomeni che sono segnali di indebolimento di civiltà”. Insomma, “capire che cosa c’è sotto, evitando di formulare giudizi che potrebbero risultare sommari o approssimativi. Ogni episodio va valutato in sé, caso per caso, con la storia di ciascuno di questi ragazzi perché – conclude mons. Gervasoni – le generalizzazioni non aiutano e rischiano di essere controproducenti”.

Argentina: i vescovi discutono della situazione sociale dopo gli scioperi contro il governo del presidente Macri

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:44

In considerazione delle tensioni emerse nelle ultime settimane a causa di mobilitazioni e scioperi contro il governo del presidente Macri, i 22 vescovi che fanno parte della Commissione permanente della Conferenza episcopale argentina affronteranno fino a domani anche la questione della situazione sociale e delle misure più urgenti per fermare il trend della povertà. Non è escluso, secondo quanto affermato da fonti ecclesiali, un messaggio finale dei vescovi volto alla preservazione della pace politica e sociale in seguito all’annuncio di un probabile sciopero generale convocato dalla Centrale Generale dei lavoratori (CGT) per il prossimo 6 aprile.
È stato il presidente della Commissione per l’istruzione , mons. Eduardo Martin – la settimana scorsa – a esprimere la preoccupazione della Chiesa per la escalation di violenza riguardo alla trattativa salariale tra il governo e i sindacati dei docenti. Ed è stato il presidente della Commissione episcopale per la pastorale sociale, mons. Jorge Lozano, ad affermare nelle ultime ore che “le misure del governo hanno ferito molte persone” e a ribadire la necessità di operare con il governo in favore della creazione di nuovi posti di lavoro, retribuiti con salari rimpinguati dai cosiddetti piani assistenziali.

Scuola: Fidae, al via ad aprile corsi di preparazione al Programma operativo nazionale del Miur

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:29

Nell’ambito del Programma operativo nazionale del ministero dell’Istruzione la Fidae promuoverà a Roma, da aprile a ottobre, corsi di preparazione al Pon. “Lo scopo – spiega una nota della Federazione istituti di attività educative – è preparare le scuole alla realizzazione di progetti per accedere al piano di interventi, finanziato dai Fondi strutturali europei, a sostegno della qualità dell’istruzione di docenti e studenti”. Il corso è rivolto a dirigenti scolastici e insegnanti di scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado che “coordinano progetti speciali o si occupano di progettazione con l’utilizzo dei finanziamenti Ue”. L’iniziativa rappresenta “un primo intervento conoscitivo delle opportunità offerte dai Pon per favorire scelte efficaci e sostenibili in attesa della definizione da parte del Miur degli aspetti peculiari di gestione di finanziamenti pubblici da parte delle scuole paritarie e delle procedure operative”. In un secondo momento, la Fidae, “per le scuole che vorranno avvalersene”, proseguirà con “un’azione di accompagnamento e assistenza personalizzata per la progettazione e la presentazione delle iniziative”. Ci si può iscrivere compilando il modulo online e inviando la ricevuta di pagamento via fax al numero 06.83395815 o a info@fidae.it. Sono previsti quaranta partecipanti per ogni corso. La partecipazione è finanziabile anche attraverso i Voucher Fonder. Info: www.fidae.it.

Società: a “Let’s play” consegna del premio Drago d’oro per le eccellenze nei videogiochi e un ricco calendario di eventi

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:12

Si terrà a Roma nelle vecchie officine del Guido Reni District (via Guido Reni 7), dal 15 al 19 marzo “Let’s Play” il primo Festival in Italia del videogioco: 4 giorni di incontri con Istituzioni, operatori del settore, Youtubers e opportunità di gioco per gli appassionati. Giovedì 16 marzo verrà consegnato il premio Drago D’Oro (www.premiodragodoro.it), evento che celebra le eccellenze del mondo dei videogiochi promosso da Aesvi (Associazione editori sviluppatori videogiochi italiani). Sono però soprattutto gli incontri a rappresentare una forte attrazione per tutti gli appassionati (il programma completo è consultabile sul sito: www.letsplay.net), evidenziando anche aspetti didattici e formativi. Mercoledì 15 marzo alle 11.30 è prevista una tavola rotonda sul tema “Serious Games e migranti. Il videogioco come ponte tra popoli e culture”, ovvero come i videogiochi e le nuove tecnologie di realtà virtuale-aumentata possano costituire un valido strumento “didattico”, per informare sulla condizione dei migranti e delle pratiche di accoglienza. Ne parlano tra gli altri: Domenico Manzione (sottosegretario ministero dell’Interno) e François Dumont (direttore comunicazione Medici Senza Frontiere). Nello stesso giorno, alle 15, si parlerà di “Videogioco, anzi lavoro. Profili professionali e riconoscimento delle competenze”, un quadro delle dinamiche economiche e prospettive di crescita in termini di lavoro nel settore. Tra i relatori: Cesare Damiano (presidente Commissione Lavoro della Camera dei Deputati), Mauro Fanelli (Aesvi) e Massimo Bullo (Nintendo Italia). Giovedì 16 marzo alle 11.30, “Studiare è un gioco (serio)”, tavola rotonda per comprendere i punti per una possibile alleanza tra scuola e videogiochi. Tra i relatori il ministro dell’Istruzione università e ricerca Valeria Fedeli (ministro dell’istruzione, università e ricerca), Francesco del Sole (Microsoft Italia). “Il videogioco fa bene al patrimonio. Una nuova frontiera per i musei e i beni culturali”, è invece il titolo dell’incontro che si terrà nel pomeriggio alle 15: una riflessione sulla possibilità di arricchire i nostri musei e siti archeologici grazie alle interazioni con i videogame. Alle 16.30 “Ma che bel film questo gioco. La narrazione, il cinema, i videogame”, dedicato ai punti di contatto tra cinema e videogiochi. Tra gli ospiti del talk Nicola Borrelli (Cinema Mibact), Roberto Cicutto (Istituto Luce-Cinecittà) e Tiziana Grasso (Sony Interactive Entertainment Italia).

Società: dal 15 al 19 marzo il primo festival del videogioco “Let’s play”. Marinelli, “opportunità anche didattica”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:10

Si terrà dal 15 al 19 marzo a Roma – presso le vecchie officine del Guido Reni District (via Guido Reni, 7) – Let’s Play (www.letsplay.net), il primo Festival del videogioco in Italia. Per lungo periodo sottovalutato o considerato in maniera banale, oggi il videogioco vive una stagione favorevole, dimostrata dal fatturato del settore che, secondo le cifre comunicate dal Festival, nel 2015 si è assestato intorno al miliardo di euro (con una crescita del 6,9%). Inoltre, nella nuova legge cinema-audiovisivo (14 novembre 2016, n. 220), sono stati inseriti incentivi di finanziamento per la produzione e la distribuzione secondo la formula del “Tax Credit”. L’Italia si è allineata così con le politiche già avviate da Francia e Regno Unito, paesi leader in Europa in termini di mercato. Di questo e di molto altro si discuterà a “Let’s Play”: 30mila mq di spazi dedicati a incontri, tornei, workshop, alla presenza di Istituzioni, big del settore, youtuber e appassionati. I dati forniti dagli organizzatori parlano di circa 25 milioni d’italiani attivi sulle console dei videogiochi, ovvero il 50% della popolazione dai 14 anni agli over 65, senza alcuna differenza tra uomini e donne. La concentrazione maggiore si attesta nella fascia 14-24 anni (il 19,2%), ma è interessante notare come al secondo posto si collochi la fascia 34-44 anni, ovvero il 18,1% dei videogiocatori. È un settore in forte espansione, con ricadute rilevanti anche per le possibilità che si attivano sul fronte culturale ed educational: “In questi ultimi anni – spiega Giovanna Marinelli, tra gli ideatori di Let’s Play e presidente di Q-Academy – è stato fatto tanto per raccontare le potenzialità dei videogiochi e le loro applicazioni nel quotidiano, ma non c’è ancora consapevolezza di quanto questo medium culturale sia evoluto, tanto da essere utilizzato in molti campi come, ad esempio, la didattica”. “Con questo evento – conclude – abbiamo voluto fare un passo avanti per portare il dibattito a un nuovo livello, mettendo istituzioni, operatori del settore e giocatori attorno a un unico tavolo”. Il Festival è realizzato con il sostegno della Direzione generale cinema Mibact, Miur e Regione Lazio, con il patrocinio, tra gli altri, di Unesco Italia, Anci, Centro Sperimentale di Cinematografia, Siae.

Corridoi umanitari in Francia: Régnier (Comunità di Sant’Egidio), “è in gioco la pace e l’avvenire dell’Europa”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 19:05

“Ho voluto che la firma di questo progetto di accoglienza solidale di rifugiati avvenisse all’Eliseo perché è un’iniziativa in sintonia con i valori della Francia”. Con queste parole il presidente francese François Hollande ha accolto la firma all’Eliseo, in sua presenza, di un accordo tra lo Stato, la Comunità di Sant’Egidio, la Chiesa cattolica e le Chiese protestanti che permetterà l’ingresso nel Paese di 500 profughi, in maggioranza siriani, in un anno e mezzo, sul modello dei corridoi umanitari già attivati verso l’Italia. Presente alla firma dell’accordo anche il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi: “L’esperienza dei corridoi umanitari dimostra che l’integrazione protegge più dei muri. La firma di oggi è un segno per l’Europa”. Il protocollo è stato firmato da Bruno Le Roux, ministro dell’Interno, Jean-Marie Le Guen, segretario di Stato allo Sviluppo e alla Francofonia, Valérie Régnier, presidente della Comunità di Sant’Egidio in Francia, François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia, Bernard Thibaud, segretario generale del Secours Catholique, Pascal Delannoy, vicepresidente della Conferenza episcopale, e Jean-Michel Hitter, presidente della Fédération de l’Entraide protestante.
“Oggi si realizza un sogno condiviso, che speriamo possa diffondersi in altri paesi europei – ha affermato Valérie Régnier – perché i corridoi umanitari dimostrano che è possibile un’alternativa ai viaggi della disperazione, per contrastare l’indifferenza e la vergogna di tante morti nel Mediterraneo. “È in gioco la pace e l’avvenire dell’Europa e noi lottiamo perché l’Europa possa restare il continente della pace”, ha osservato la responsabile di Sant’Egidio in Francia, sottolineando “la responsabilità repubblicana di accogliere e integrare chi fugge dalla guerra”. François Clavairoly, presidente della Federazione protestante di Francia, ha affermato: “Il dramma dei rifugiati mette in dubbio i valori repubblicani, mentre i corridoi umanitari sono il simbolo di una società impegnata”. Bernard Thibaud, segretario generale del Secours Catholique, ha affermato che “tanti francesi desiderano accogliere e resistere così alla tentazione di ripiegarsi e cedere alla cultura del rifiuto”.

Polonia: vescovi invitano alla preghiera per l’Europa. Sostegno per beatificazione di Schuman e De Gasperi

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 18:47

I vescovi polacchi al termine della 375ma plenaria dell’episcopato tenutasi a Varsavia il 13 e 14 marzo hanno invitato alla preghiera “per l’Europa, per il rispetto dell’ordine di Dio sul nostro continente e per il rispetto di ogni essere umano”, dichiarando il loro sostegno alla beatificazione degli ideatori della Comunità europea, Alcide de Gasperi e Robert Schuman. Ieri, l’episcopato polacco con una liturgia presieduta dal nunzio apostolico monsignor Salvatore Pennacchio ha ricordato il quarto anniversario del pontificato di Papa Francesco. I vescovi, inoltre, hanno discusso della situazione delle persone canonicamente sposate ma separate, e conviventi nelle unioni civili o di fatto. Un’apposita commissione dell’episcopato elaborerà nei prossimi mesi un’istruzione relativa alla cura pastorale di tali coppie, considerando, alla luce delle indicazioni contenute nell’esortazione apostolica “Amoris laetitia”, “la situazione della Chiesa cattolica in Polonia”. Il comunicato emesso al termine della plenaria riassume, inoltre, gli effetti dell’iniziativa lanciata alcuni mesi fa dalla Caritas polacca su proposta del presidente dei vescovi monsignor Stanislaw Gadecki a favore delle famiglie di Aleppo. Finora sono 2.225 le famiglie siriane che hanno ricevuto degli aiuti, nell’ambito del programma “Famiglia per famiglia” a cui partecipano oltre 7mila benefattori polacchi.

Quattro anni di Papa Francesco: gli auguri dei vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 18:32

“Santo Padre, Papa Francesco, siamo lietamente uniti e responsabilmente coinvolti come Conferenza episcopale piemontese riunita oggi a Pianezza, nell’esprimere per il quarto compleanno del suo servizio petrino ogni più vivo cristiano augurio con filiale e fraterna preghiera a Gesù, crocifisso risorto. Le doni serenità, salute, continuativa gioiosa dedizione. Noi vescovi piemontesi ‘ci siamo’ e preghiamo tanto per lei”. Così il telegramma di auguri a Papa Francesco, inviato questa mattina dai vescovi di Piemonte e Valle d’Aosta in apertura dell’incontro della Conferenza episcopale piemontese in corso oggi a Villa Lascaris di Pianezza (Torino).

Aris: padre Virginio Bebber, camilliano, è il nuovo presidente

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 18:14

È padre Virginio Bebber, camilliano, il nuovo presidente dell’Associazione religiosa degli istituti socio-sanitari (Aris). Il neopresidente è stato eletto oggi nel corso dell’Assemblea generale convocata a Roma per il rinnovo delle cariche sociali. Padre Bebber è nato a Mezzolombardo, in provincia di Trento, nel 1944. Ordinato sacerdote nel 1970, ha conseguito la licenza in Sacra Teologia presso la Facoltà teologica dell’Università Lateranense. Tra i suoi numerosi incarichi la direzione della Casa di cura San Camillo di Cremona, la carica di coordinatore provinciale delle attività sanitarie e assistenziale della Provincia Lombardo-Veneta dei camilliani, la direzione della Casa di cura San Camillo di Milano. Dal 1980 ha ricoperto numerosi incarichi di rilievo nell’associazione: consigliere nazionale, rappresentante di settore Case di cura, presidente della Regione Aris Lombardia e della Regione Aris Emilia Romagna. Vicepresidente dell’Aris è stato eletto don Vincenzo Sorce, nato in provincia di Caltanissetta, docente di teologia e fondatore, tra l’altro, dell’Associazione “Casa Famiglia Rosetta” onlus.

 

Papa a Milano: già 70mila iscritti per incontro con cresimandi a San Siro. La Curia: “ci sono ancora posti disponibili”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:57

Sono già oltre 70mila gli iscritti all’incontro dei ragazzi della Cresima con Papa, che sarà a Milano il prossimo 25 marzo. Sono però ancora disponibili gli ultimi posti, segnala la Curia di piazza Fontana: sono invitati a partecipare i genitori, i padrini e le madrine, gli educatori con i ragazzi della Cresima 2016 e i cresimandi 2017 non ancora iscritti. “Abbiamo assegnato nuovi biglietti a tutti i gruppi che hanno chiesto posti in più – annuncia don Samuele Marelli, direttore della Fom – per esigenze particolari. Mettiamo a disposizione gli ultimi posti, ceduti dai gruppi che non ne hanno fatto richiesta, per dare al maggior numero di persone la possibilità di partecipare a questo evento unico”. Le iscrizioni vengono accolte per un minimo di 5 partecipanti, fino ad esaurimento dei posti disponibili. Le iscrizioni per i nuovi posti sono online su www.chiesadimilano.it/pgfom e su www.papamilano2017.it. L’incontro dei cresimandi e dei cresimati allo stadio Meazza con il Santo Padre “sarà anche un’occasione di carità verso chi è in difficoltà e sta soffrendo. A questo evento è stata collegata una raccolta fondi promossa da Caritas Ambrosiana per contribuire alla costruzione della ‘Casa del futuro’ ad Amatrice, colpita dal terribile terremoto dello scorso agosto”. “Diremo al Papa che i ragazzi della Cresima hanno fatto la loro parte e hanno scelto il bene – commenta don Marelli – donando quello che potevano per dare nuovo futuro alla comunità di Amatrice, soprattutto pensando ai più giovani”.
Papa Francesco vivrà la tradizionale festa che ogni anno si svolge a San Siro con i ragazzi e le ragazze della Cresima, così come fece il suo predecessore Benedetto XVI in occasione dell’Incontro mondiale delle famiglie del 2012. Sabato 25 marzo i cancelli dello stadio apriranno verso le 13.30. Dalle 16 inizierà il programma di animazione in attesa del Santo Padre. È previsto anche l’intervento del vescovo di Rieti, Domenico Pompili. La veglia inizierà alle 17 e l’arrivo del Papa sarà alle 17.30, accompagnato dal cardinale Angelo Scola. Il Papa risponderà alle domande di un cresimando, di un papà e di una catechista durante l’incontro e dopo la lettura del brano evangelico dell’Annunciazione del Signore, che farà da filo conduttore a tutta la preghiera con i ragazzi della Cresima. “Sarà uno spettacolo imponente in cui protagonisti con il Papa saranno i ragazzi della Cresima, i loro educatori e gli oltre 1000 figuranti che sul campo presenteranno le coreografie che fanno dei cresimandi a San Siro un evento unico”.

Sostentamento clero: mons. Baturi (Cei), “siamo rimasti campanilisti”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:54

“Tutto sommato siamo rimasti campanilisti”. Con queste parole monsignor Giuseppe Baturi, sottosegretario Cei, ha commentato il fenomeno degli scarsi vincoli di solidarietà tra il clero italiano, a proposito del sostentamento dei sacerdoti. Intervenendo al convegno degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, in corso a Roma fino a domani, Baturi ha fatto notare che dal 2008, anno della crisi, al 2013 “c’è stato un slittamento dalle comunità locali al centro”: le donazioni degli italiani sono infatti diminuite del 6%, “ma non tutte”. “Le offerte liberali a favore del clero sono diminuite”, ha sottolineato il sottosegretario, “non tanto a causa del problema economico, quanto della perdita di attrattività della causa della solidarietà verso il clero”. Nel 2015, ha reso noto Baturi, i sacerdoti inseriti nel sistema del sostentamento del clero sono stati 30.900, il 12% in meno rispetto all’anno precedente. Il fabbisogno complessivo, pari a 415 milioni lordi, è stato coperto per il 10% circa dalle risorse degli Istituti diocesani, per il 2.5% dalle offerte liberali e per l’85% circa dall’Istituto centrale per il sostentamento del clero grazie ai fondi dell’otto per mille. Di qui “il notevole spostamento dalla comunità locale al centro”, che per Baturi va riequilibrato tramite “la valorizzazione delle risorse locali e la promozione del sostentamento del clero in ambito locale”, partendo dalla constatazione che “il sistema non può continuare così, pena un danno”. “Se al sostentamento del sacerdote non pensa tanto la sua comunità, quanto un ente centrale con cui non si hanno contatti diretti, il rischio è che il sacerdote concepisca il suo ruolo in termini solo funzionali, di prestazione d’opera”, ha ammonito Baturi. Tanto più che oggi “stiamo passando dalla figura del prete tradizionale, cresciuto nella sua comunità e a servizio di essa per tutta la vita, a quella del sacerdote che viene dall’estero, da altre diocesi o dal clero regolare, tutte forme definite dai sociologi ‘non convenzionali’ di reclutamento del clero”. “Tanto meno il sacerdote dipende dalla comunità locale, tanto più aumenta la sua dipendenza dal centro”, ha fatto notare il sottosegretario Cei.

Parlamento Ue: dibattito su “global gag” deciso da Trump. Vivace dibattito in aula tra contrari e favorevoli all’aborto

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:34

(Strasburgo) Il dibattito, svoltosi questo pomeriggio nell’emiciclo di Strasburgo, sul ripristino da parte del Presidente americano Trump della norma “global gag”, che obbliga le Ong straniere finanziate dagli Stati Uniti a certificare che non eseguano e non promuovano l’aborto, si è trasformato in un muro contro muro tra forze politiche pro o contro l’interruzione della gravidanza. Al dibattito ha preso parte Christos Stylianides, commissario per gli aiuti umanitari. Da una parte, dunque, le posizioni di chi, contrario all’aborto, ritiene che il provvedimento di Trump sia opportuno e utile, indicando all’Ue la medesima strada da intraprendere. “L’aborto è un omicidio e noi e nessuno può finanziarie chi sostiene un omicidio”, la posizione espressa da diversi eurodeputati Sul versante opposto altre voci: “la pianificazione familiare corrisponde alla libertà della donne di diventare madre oppure no. Nessuno può decidere al suo posto, nessuno può negare questa libertà alle donne di tutto il mondo”.

Germania: valori cristiani, famiglia e accoglienza migranti discussi tra vescovi e partito della cancelliera Merkel

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:20

Rappresentanti della Conferenza episcopale tedesca (Dbk) e dell’Ufficio di presidenza dell’Unione cristiano-democratica (Cdu), hanno avuto oggi un incontro a Berlino, per affrontare temi relativi alla attuali questioni politiche e sociali dello Stato. Per la Dbk oltre al presidente, cardinale Reinhard Marx, hanno partecipato il cardinale Rainer Woelki, l’arcivescovo Heiner Koch, il vescovo Stephan Ackermann, con il segretario delle Conferenza episcopale tedesca, padre Hans Langendörfer. Per la Cdu, con la cancelliera Angela Merkel erano presenti il ministro degli Interni Thomas de Maizière, oltre a numerosi membri del consiglio di presidenza. Secondo il comunicato dell’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna, “entrambe le parti hanno convenuto che i valori cristiani nella Repubblica federale debbano svolgere un ruolo centrale”. Altro punto fondamentale sul quale Dbk e Cdu hanno convenuto è “il ruolo cruciale del rafforzamento della coesione sociale e del sostegno alle famiglie”. Importante inoltre “il proseguimento del lavoro di costruzione europea”. Sul tema dei rifugiati e dell’accoglienza ai migranti, la cancelliera e i membri della Cdu presenti hanno ringraziato espressamente la Dbk per il lavoro di assistenza e integrazione con vari progetti nazionali e locali di inserimento lavorativo e sociale. Sull’argomento, i vescovi hanno ribadito “la necessità di una ridistribuzione degli oneri in Europa e l’importanza di dare seguito ai ricongiungimenti familiari per il successo dell’integrazione”.

Sostentamento clero: mons. Russo (Apsa), “etica della gestione è responsabilità”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:16

“Non sempre le nostre strutture sono attrezzate per competere con il mercato, e anche laddove fosse possibile, potrebbe non essere necessario”. Lo ha detto monsignor Giuseppe Russo, sottosegretario dell’Apsa, intervenuto al convegno degli Istituti diocesani per il sostentamento del clero, in corso a Roma fino a domani. Riguardo alla gestione del patrimonio immobiliare, la tesi del sottosegretario, è utile creare sul territorio “congrue alleanze, collaborazioni, intese”, come già si fa ad esempio con gli uffici tecnici delle diocesi o con alcuni uffici pastorali. Tale modo di procedere, secondo Russo, “avrebbe il doppio vantaggio di condividere competenze e strumenti e di testimoniare uno stile ecclesiale ben preciso”, anche tramite “accorpamenti”, se necessari. “L’etica della gestione – ha spiegato il sottosegretario dell’Apsa – non riguarda solo l’onestà, la trasparenza, il rigore”: occorre “lealtà, impegno e creatività, non per spregiudicate operazioni economico-finanziarie, ma per intuire e prevedere gli scenari immobiliari più favorevoli e formulare più ipotesi di lavoro” attraverso le quali avviare poi progetti, partendo dalla “mappatura” dei patrimoni e del territorio. “L’etica della gestione, in una parola, è responsabilità”, ha concluso Russo, e comporta “la capacità di coniugare consapevolezza e apprendimento, azione e verifica, autonomia e confronto, prudenza e creatività”.

Nonviolenza: card. Betori (Firenze) consegna ai politici locali il messaggio del Papa per la Giornata mondiale della pace

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:12

“L’ambito della promozione della pace costituisce uno degli spazi più significativi di quel dialogo tra Chiesa e società che è costitutivo della identità stessa della Chiesa e che caratterizza le società in cui il fattore religioso è visto come una risorsa a vantaggio dell’intera collettività. Dove la necessaria distinzione tra Stato e Chiesa non è vissuta in termini di estraneità o addirittura di conflittualità ma in quelli di mutuo rispetto e cordiale collaborazione per il bene della società, si ha un contribuito al nutrimento etico di società, come quelle contemporanee, che rischiano di schiacciarsi sui fattori puramente economici”. Lo ha detto stamattina il cardinale Giuseppe Betori, arcivescovo di Firenze, quando si è recato a Palazzo Vecchio per consegnare al sindaco Dario Nardella, alla Giunta e al Consiglio comunale il messaggio di Papa Francesco per la Giornata mondiale della pace, secondo una tradizione che si ripete ogni anno. Parlando della nonviolenza (argomento del messaggio del Papa) l’arcivescovo ha ricordato che “la nostra comunità ha espresso due testimoni di prima grandezza della nonviolenza: padre Ernesto Balducci e don Lorenzo Milani”. L’arcivescovo ha anche ricordato, citando il Papa, che la nonviolenza invece non significa disimpegno o passività, ma “si esprime in forme concrete ed efficaci di presa in carico dei problemi dell’uomo”. Ricordando i richiami del Papa contro l’iniquità, le diseguaglianze sociali, la corruzione, lo spreco di risorse, Betori ha concluso: “Ritrovo in queste parole ambiti concreti che possono orientare l’azione di quanti hanno responsabilità in e per questa città. Sono spazi che richiedono la collaborazione di tutti noi. La strada che indica il Papa è chiara e definita, delimitata da una coerente visione dell’umano e da una impegnativa scelta di dialogo e di solidarietà. Siano queste parole per noi una indicazione, un auspicio e un impegno”.

Diocesi: Nardò-Gallipoli, “dolore e preoccupazione per lo spaesamento generato”. No a “qualsivoglia discriminazione nella Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2017-03-14 17:08

“Per ogni situazione che riguarda la vita delle persone, il primo atteggiamento che ha sempre caratterizzato questa Chiesa locale è quello di una riflessione serena e di un’analisi attenta dei fatti, in un clima di discernimento e di preghiera al Signore. Tutto ciò diventa ancor più vero in questa circostanza che coinvolge dimensioni delicatissime del vissuto umano come la spiritualità, l’orientamento sessuale e i rapporti familiari”. Lo dichiara in una nota la diocesi di Nardò-Gallipoli, esprimendo “dolore e preoccupazione per lo spaesamento generato in tanti, fedeli e non, dal servizio mandato in onda” domenica scorsa dalla trasmissione televisiva “Le Iene” circa un presunto esorcismo nei confronti di un omosessuale (ricostruzione peraltro smentita dal sacerdote coinvolto nel video).
Il vescovo di Nardò-Gallipoli, mons. Fernando Filograna, “sin dal primo momento – prosegue la diocesi – ha manifestato il desiderio di accertare i contorni della vicenda, tutti ancora da approfondire, ribadendo al contempo, l’assenza di ogni qualsivoglia forma di discriminazione nella Chiesa e manifestando, come sempre, la piena vicinanza a categorie considerate deboli o emarginate”.

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