Feed aggregator

Diocesi: Como, a settembre campo di lavoro “Date loro voi stessi” per giovani

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 14:35

Sarà il centro pastorale “card. Ferrari” di Como ad ospitare da venerdì 8 a domenica 10 settembre il campo di lavoro diocesano “Date loro voi stessi” per giovani dai 19 anni ai 30 anni. È l’“esperienza forte di servizio, condivisione e fraternità” promossa da Centro missionario e Caritas diocesana di Como. A darne notizia è “il Settimanale della diocesi di Como” attraverso il quale Rossano Breda, di Caritas, spiega che “i giovani saranno chiamati a svolgere lavori di servizio con i richiedenti asilo accolti in via Sirtori, ma anche nel campo per migranti di via Regina Teodolinda”. “Ai giovani – prosegue – chiederemo di mettersi in gioco sia nella relazione con l’altro, sia in lavori pratici di manutenzione, sistemazione degli spazi che lo necessitano”. “Questo primo campo – conclude Breda – si terrà a Como, ma il desiderio è che possano nascere esperienze simili in altre parti della diocesi in modo da facilitare la partecipazione di tutti, ma anche di far conoscere ai nostri giovani la ricchezza di esperienze presenti nella nostra diocesi”. Il ritrovo è fissato per le 8.30 di venerdì 8 settembre. Chi desidera partecipare deve iscriversi entro il 1° settembre compilando un modulo online.

Siccità: Coldiretti, “luglio tra i dieci più caldi dal 1800, 42% di precipitazioni in meno rispetto alla media”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 14:01

“Sos nelle città e nelle campagne per il weekend più bollente di una pazza estate segnata da improvvisi nubifragi e bombe d’acqua a macchia di leopardo in un clima torrido con un mese di luglio che si è classificato nella top ten dei più caldi mai registrati in Italia dal 1800 in cui sono anche cadute il 42% di precipitazioni in meno rispetto alla media”. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base delle rilevazioni Isac Cnr. I dati – si legge in una nota – “evidenziano una temperatura in Italia nel mese di luglio superiore di ben 1,2 gradi la media di riferimento. Un’evidente anomalia estiva che – sottolinea la Coldiretti – è aggravata da un mese di giugno che è stato il secondo più caldo da 217 anni con ben il 53% di pioggia in meno”. “Il risultato – prosegue l’associazione – è una diffusa situazione di siccità come emerge dallo stato dei fiumi e dei laghi”. Se per il lago Maggiore e per quello di Como il riempimento è al 40%, per quello di Iseo si scende al 34% mentre il lago di Garda è al 27%. “La situazione non è migliore per il fiume Po”, secondo l’ultimo monitoraggio della Coldiretti del 5 agosto. “Nelle campagne salgono a oltre 2 miliardi le perdite provocate da siccità e nubifragi a coltivazioni e allevamenti”. Secondo Coldiretti le colture più colpite sono cereali, pomodoro da industria, lattiero caseario, olio di oliva, ortaggi e legumi. “L’allarme – sottolinea la Coldiretti – riguarda anche il foraggio per l’alimentazione del bestiame con prati e pascoli secchi mentre il caldo ha tagliato la produzione di latte fino al 20%”.

Dionigi Tettamanzi: card. Scola, “grande perdita per la Chiesa milanese e per tutta la Chiesa universale”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:49

“Una grande perdita per la Chiesa milanese e per tutta la Chiesa universale, non solo per i diversi ministeri che egli ha assunto e per il suo servizio come esperto a Papi e alla Santa Sede, ma anche per la sua personalità umile, sorridente, appassionata ai rapporti”. Così il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Milano, in una dichiarazione, diffusa pochi minuti fa, per la morte del cardinale Dionigi Tettamanzi. “Era sempre teso ad incarnare la visione cristiana della vita nella realtà attuale”, ricorda Scola, che aggiunge: “La sua biografia, ormai ampiamente conosciuta, è testimonianza di tutto questo. Sono a lui particolarmente legato fin dai tempi in cui fu mio giovane professore in Seminario a Venegono. L’amicizia si è approfondita negli anni a Roma attraverso comuni collaborazioni al servizio della Chiesa universale. Il card Dionigi, studioso di morale e di bioetica, mi ha sempre impressionato per la sua capacità di lavorare in gruppo e per la rapidità nel fare sintesi. In questi sei anni del mio ministero come arcivescovo di Milano, il cardinale Dionigi mi ha accompagnato con intensa amicizia e discrezione. La sua eredità darà ancora molto alla nostra Chiesa ambrosiana, a tutti i cattolici, ma anche ai molti laici con cui il cardinale Tettamanzi ha saputo entrare in dialogo a partire da problemi sociali acuti come quelli della famiglia, della vita, del lavoro e dell’emarginazione”.

Papa Francesco: nominati i membri del Consiglio direttivo della Pontificia Accademia per la vita

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:46

Papa Francesco ha nominato questa mattina i membri del Consiglio direttivo della Pontificia Accademia per la vita. Si tratta di: mons. Alberto Germán Bochatey, vescovo titolare di Monte di Mauritania e ausiliare di La Plata nonché professore di bioetica e vice cancelliere dell’Università Cattolica di La Plata (Argentina); mons. Carlos Simón Vázquez, delegato per la Sezione famiglia e vita del Dicastero per i laici, la famiglia e la vita; il prof. Adriano Pessina, docente di filosofia morale e direttore del Centro di Ateneo di bioetica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano; la dott.ssa Mónica López Barahona, direttore accademico fenerale dello Biosciences Studies Centre, presidente della Delegazione spagnola della Fondazione Jérôme Lejeune e direttore della Cattedra di bioetica Jérôme Lejeune a Madrid (Spagna); e la prof.ssa Etsuko Akiba, decente di dritto presso la Facoltà di economia dell’Università di Toyama (Giappone).

Dionigi Tettamanzi: il cordoglio di Papa Francesco, “ha testimoniato con gioia il Vangelo e servito docilmente la Chiesa”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:41

“Ha testimoniato con gioia il Vangelo e servito docilmente la Chiesa”. Così Papa Francesco ricorda il cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano, scomparso questa mattina a 83 anni a Villa Sacro Cuore di Triuggio, dove risiedeva da quando aveva lasciato il governo pastorale della diocesi. In un telegramma di cordoglio, inviato al card. Angelo Scola, amministratore apostolico di Milano, e mons. Mario Delpini, arcivescovo eletto della diocesi ambrosiana, il Papa esprime “condoglianze ai familiari e a codesta comunità diocesana”, che “annovera” il cardinale Tettamanzi “tra i suoi figli più illustri e tra i suoi pastori più amabili e amati”. Nel telegramma Francesco pensa “con affetto” e ricorda “con gratitudine l’intesa opera culturale e pastorale profusa da questo benemerito fratello che nella sua feconda esistenza ha testimoniato con gioia il Vangelo e servito docilmente la Chiesa, dapprima come presbitero nell’arcidiocesi di Milano, poi come vescovo ad Ancona-Osimo, segretario della Conferenza episcopale italiana, arcivescovo di Genova, in seguito arcivescovo della diletta Chiesa ambrosiana, infine amministratore apostolico di Vigevano. Sempre si distinse come pastore sollecito, totalmente dedito alle necessità e al bene dei sacerdoti e dei fedeli tutti, con una peculiare attenzione ai temi della famiglia, del matrimonio e della bioetica, dei quali era particolarmente esperto. Elevo la mia preghiera al Signore – conclude il Papa – affinché, per intercessione della Beata Vergine Maria, accolga questo suo fedele servitore, che egli ha tanto amato, nel gaudio e nella pace eterna, e di cuore imparto a coloro che ne piangono la scomparsa la benedizione”.

Dionigi Tettamanzi: Gigli (Mpv), “fecondo il suo magistero sui temi della vita e della famiglia”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:28

“Il Movimento per la vita italiano si unisce al lutto della Chiesa italiana per la nascita al cielo del card. Dionigi Tettamanzi, ricordandone il fecondo magistero sui temi della vita e della famiglia”. È quanto si legge in una nota a firma di Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la vita italiano, che collaborò con Tettamanzi durante il servizio svolto ai vertici dell’Associazione dei medici cattolici italiani (Amci). “Ieri sera – aggiunge Gigli – nel seminario di formazione dei giovani del Movimento in corso a Maratea, abbiamo pregato perché il Signore della vita gli concedesse il dono di una buona e santa morte”.

Dionigi Tettamanzi: il dolore del cardinale Scola, di mons. Delpini e di tutta la comunità ambrosiana

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:25

“Appena appresa la notizia della morte del predecessore, il cardinale Angelo Scola, amministratore apostolico della diocesi, e mons. Mario Delpini, arcivescovo eletto, si sono raccolti in preghiera e hanno manifestato il loro cordoglio personale e quello dell’intera comunità ambrosiana”. Lo riferisce il portale della diocesi ambrosiana www.chiesadimilano.it, dedicando l’apertura del sito al cardinale Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito, scomparso questa mattina a 83 anni a Villa Sacro Cuore di Triuggio, dove risiedeva da quando aveva lasciato il governo pastorale della diocesi. “La Chiesa ambrosiana – si legge sul sito – è in lutto per la scomparsa del suo arcivescovo emerito. Nei primi mesi di quest’anno il cardinale Tettamanzi aveva iniziato a manifestare seri problemi di salute, che avevano reso necessario il suo ricovero presso l’Ospedale San Raffaele di Milano. Poi si era ripreso, al punto che il 25 marzo scorso aveva potuto incontrare brevemente in Duomo papa Francesco durante la sua visita in diocesi. Dopo un periodo di convalescenza presso l’Istituto Nostra Famiglia di Bosisio Parini, era tornato a Triuggio. Nelle scorse settimane un nuovo peggioramento, con le condizioni di salute che si sono progressivamente aggravate fino al decesso”.
Dionigi Tettamanzi era nato a Renate (Milano) il 14 marzo 1934. Fu ordinato sacerdote il 28 giugno 1957 dall’allora arcivescovo di Milano monsignor Giovanni Battista Montini. A lungo docente di teologia nei Seminari diocesani di Masnago, Seveso e Venegono Inferiore e presso altri istituti di formazione, nel 1987 fu nominato rettore del Pontificio Seminario Lombardo di Roma. Il 1° luglio 1989 venne eletto arcivescovo metropolita di Ancona-Osimo e il 23 settembre ricevette l’ordinazione episcopale nel Duomo di Milano dal cardinale Carlo Maria Martini.
Il 14 marzo 1991 fu nominato segretario generale della Cei, rinunciando così all’arcidiocesi di Ancona-Osimo. Il 20 aprile 1995 venne nominato da Giovanni Paolo II arcivescovo metropolita di Genova e il 25 maggio successivo fu nominato vicepresidente della Cei. Fu creato cardinale nel Concistoro del 21 febbraio 1998. L’11 luglio 2002 venne nominato arcivescovo metropolita di Milano; prese possesso dell’arcidiocesi il 14 settembre e il 29 settembre fece il suo ingresso solenne. Il 28 giugno 2011 fu nominato amministratore apostolico della Chiesa ambrosiana.

Incendi: mons. Gisana (Piazza Armerina), “non esistono ragioni per gesti così inconsulti, manca un equilibrato senso comune”. “Occorre formare la coscienza”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 13:25

“Quello che manca è un equilibrato senso comune che dovrebbe portare al rispetto di ciò che appartiene a tutti, che è patrimonio di tutti e del quale tutti siamo responsabili”. Così il vescovo di Piazza Armerina, mons. Rosario Gisana, commenta nel documento “Amiamo la nostra ‘Casa comune’ che è la Terra” i numerosi “roghi devastanti” che, nelle zone limitrofe di Piazza Armerina, “hanno coinvolto una vasta area boschiva, utilissima, per le variegate fruizioni di bellezza naturale”. “Occorre ammettere – osserva il vescovo – che non esistono neppure ragioni per gesti così inconsulti che lasciano intravedere un cammino di ri-educazione lungo e faticoso”. Mons. Gisana parla di “egoismo delle persone”, di “disastro ambientale offensivo” di fronte al quale “non si può restare indifferenti”. Per il vescovo, è necessaria una “ricostituzione di un certo buon senso”, che “deve prendere le mosse anzitutto da quanti svolgono il difficile compito della formazione a diversi livelli: genitoriale, scolastico, parrocchiale. Occorre mirare alla formazione della coscienza”. “Chi ha commesso questo atto infame – ammonisce Gisana – ha certamente stravolto e distrutto l’ambiente, ma ha pure ribaltato l’ordine naturale della relazione con l’altro”. “Nei percorsi di rieducazione, a partire dalla confessione sacramentale dove sarebbe il caso di considerare che il danno verso l’ambiente è un peccato grave accanto ai peccati che offendono la vita umana, è necessario – aggiunge – far capire che l’umanità non è differente dalla natura, cioè che l’ambiente è correlato intrinsecamente alla crescita dell’uomo sulla faccia della terra”. Secondo il vescovo, “il disastro che ha colpito Piazza Armerina, come pure i variegati roghi del territorio siciliano, sono un’amara evocazione di un degrado che sta colpendo l’uomo, incapace di amalgamare relazioni equilibrate”. Gisana chiama all’appello le famiglie, la scuola e le parrocchie per far fronte ad “una sfida educativa che ha valenza epocale”. “Ci si affida alla nuova generazione che, riappropriandosi di uno stile nuovo di relazione, saprà riedificare quanto, per egoismo e cinico tornaconto, è stato leso e distrutto”.

Diaconi: don Arice (Cei), “con i poveri e con gli ultimi”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 12:57

“San Francesco d’Assisi mi pare un diacono un po’ particolare che può diventare protettore dei diaconi di una Chiesa in uscita che sappia stare con i poveri e con gli ultimi”. Lo ha proposto don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, a conclusione del convegno nazionale dei diaconi, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Il direttore dell’Ufficio Cei ha indicato sette parole chiave approfondite nel corso dei quattro giorni di incontri e celebrazioni. Tra queste: riconoscenza, presenza, formazione e prendersi cura. Tre le proposte lanciate: “Penso a un membro della famiglia del diaconato nella Consulta nazionale della pastorale della salute – ha detto don Arice -, a un gruppo di lavoro sul tema diaconato e pastorale della salute, che annualmente proponga una giornata di studio, e ad alcune pubblicazioni su questo rapporto”. A tracciare le conclusioni, anche il presidente della Comunità del diaconato in Italia, Enzo Petrolino. “Il diaconato deve cambiare il volto delle nostre comunità – ha detto -. Il nostro deve essere un diaconato di frontiera che sappia portare i poveri all’altare”. Infine, un invito alla Cei: “Ripensi un percorso formativo ad hoc per i diaconi. Non basta una formazione intellettuale e dottrinale ma serve una formazione spirituale che oggi sta venendo meno”. Intanto, è stata definita la sede del prossimo convegno nazionale dei diaconi, che si terrà a Vicenza nel 2019.

Diocesi: Caritas Noto, ieri sera a Modica passeggiata di benvenuto per 50 minori stranieri non accompagnati

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 12:40

“Ci diamo insieme il benvenuto: noi vi accogliamo nella nostra città e nel nostro cuore, anche voi accoglieteci nel vostro cuore e nella vostra storia e vita di giovani”. Con queste parole – tradotte in francese, inglese e bambara – Maurilio Assenza, direttore della Caritas diocesana di Noto, ha accolto i circa 50 minori richiedenti stranieri non accompagnati in occasione della passeggiata di benvenuto che si è svolta ieri sera a Modica con volontari, animatori del Grest “Crisci ranni” e la comunità missionaria intercongregazionale. I ragazzi saranno ospiti, a Modica, di tre nuove comunità: “Raggio di sole”, “Tutti i colori della vita” e “Verde speranza”. “L’iniziativa di ieri – si legge in una nota – è stata promossa dalla Caritas diocesana in un momento in cui, tristemente, si fanno le barricate, in altre parti d’Italia, e purtroppo anche in Sicilia, contro l’accoglienza pure di donne e minori”. La passeggiata di benvenuto si è snodata tra il Duomo di San Pietro e piazza Matteotti; un’occasione che “nel cuore della città, ha voluto rappresentare un modo diverso di confrontarsi con il tema dell’immigrazione”. “L’iniziativa – spiega Assenza – si colloca in una scelta precisa della Caritas diocesana di Noto: dare il primato alla relazione, ai gesti, a ciò che nel tempo cambia mentalità. Diversamente da gesti di rifiuto, che nascono dall’ignoranza e chiusura d’animo”. “Noi, invece – ha proseguito – con Giorgio La Pira vogliamo cercare e custodire l’anima della città, che è la sua storia di accoglienza dell’ospite”.

Famiglia: mons. Galantino, “non è il malato della nostra società, è la cura”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 12:12

“Oggi fare famiglia sembra proprio essere affare da eroi”. È quanto afferma mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore”. Galantino osserva che “i sogni di tanti nostri giovani sono semplici: un lavoro, una casa, dei figli”. Raccontando la sua recente esperienza con le famiglie, il segretario generale della Cei rivela che “mi sono reso conto che la famiglia non è il malato della nostra società. Ne è la cura”. “Le famiglie – spiega – producono ricchezza, anche economica. Concorrono naturalmente alle spese pubbliche facendo, così, risparmiare lo Stato”. “Le famiglie come le imprese e, più delle imprese rischiano”, aggiunge Galantino, rilevando che “sanno bene che una delle prime cause di povertà, oggi in Italia, è mettere al mondo un figlio, eppure corrono il rischio. Perché è più bello che difficile”. “Quante storie di donne costrette a nascondere il pancione per evitare il licenziamento! Quanti racconti di precarietà e di fatica anche solo per cercare di arrivare a fine mese”, denuncia il segretario generale della Cei. Di fronte a questa situazione del Paese, secondo Galantino “una speranza è riposta da tanti nella prossima Conferenza nazionale sulla famiglia. Occasione importante per approfondire i temi della natalità e di una fiscalità che, finalmente metta al centro la famiglia”. “Penso che chi ha responsabilità di governo abbia tutto l’interesse a restituire la centralità dovuta a questo vero motore del futuro”, auspica il segretario generale. Sono necessari “non elemosina, ma giustizia e riconoscimento per la famiglia; bene comune che assicura futuro”.

Famiglia: mons. Galantino, “è Paese reale, che merita attenzione e non distrazione e dilazioni”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 12:02

Guardare le famiglie e “rispondere seriamente alle loro giuste attese è come guardare i mattoni che costituiscono la nostra società, parlare con loro serve per riscoprire la bellezza del vivere insieme ma anche toccare con mano le difficoltà quotidiane di chi rischia di diventare povero solo perché sceglie di mettere al mondo un figlio, oggi. È anche questo Paese reale, che merita attenzione e non distrazione e dilazioni, il più delle volte ingiustificate”. È quanto afferma mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, in un editoriale pubblicato oggi su “Il Sole 24 Ore”. Galantino racconta che “ho voluto ancora una volta trascorrere qualche giorno a contatto con famiglie composte di padre, madre e figli. Ho voluto mettermi in ascolto dell’esperienza faticosa richiesta loro per attraversare questo momento senza sentire attorno a sé l’attenzione di chi è chiamato a governare bene il presente e, proprio per questo, preparare un futuro vivibile”. “Ho scoperto con piacere – rivela – una fatica che non toglie la voglia di guardare avanti e non distoglie lo sguardo da ciò che succede intorno, soprattutto a quelli che non ce la fanno. Esistono tante famiglie fatte così. Credetemi. E sono la stragrande maggioranza”.

Card. Tettamanzi: è morto questa mattina a Milano

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 11:48

È morto questa mattina il cardinale Dionigi Tettamanzi, 83 anni, arcivescovo emerito di Milano.

Migranti: card. Montenegro (Agrigento), “non tutte le ong sono da condannare”. “Perplesso da certe soluzioni” per regolarizzare

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 11:42

“Non tutte le ong sono da condannare. Laddove si scopre che c’è del falso e non è l’immagine del volontariato, bisogna intervenire. Uno strumento per regolarizzare è necessario, ma resto un po’ perplesso da certe soluzioni”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas Italiana, a margine del convegno nazionale dei diaconi, ad Altavilla Milicia in provincia di Palermo, parlando dei presunti contatti tra navi delle ong e trafficanti e del codice di condotta per le organizzazioni non governative. “L’obiettore di coscienza non accetta le armi e cerca di aiutare l’altro senza la forza – ha spiegato Montenegro -. Il fatto che sulla nave di una ong debba salire qualcuno con le armi credo che vada anche contro la coscienza. Bisogna trovare dei modi per saper accogliere e salvare chi si trova in difficoltà in mare. Non bisogna farlo, però, sparando sul mucchio. Mentre poi si chiede alle ong di fare quello che spetterebbe ad altri”.

Vacanze: Coldiretti/Ixè, “ad agosto per 20,9 milioni di italiani almeno un giorno fuori casa (+7% sul 2016)”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 11:33

“Sono 20,9 milioni gli italiani che si concedono almeno un giorno di vacanza fuori casa nel mese di agosto con un aumento del 7% rispetto allo scorso anno”. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixè diffusa – si legge in una nota “nell’unico giorno dell’estate definito dall’Anas da bollino nero, in cui è previsto il maggior concentramento maggiore delle partenze”. Quest’anno – sottolinea la Coldiretti – sembra dunque essersi accentuata l’abitudine, tutta nazionale, di concentrare le partenze nel mese di agosto, che è di gran lunga il più gettonato dell’estate”. “A differenza del passato quasi la metà degli italiani in vacanza (49%) ha scelto la prenotazione online che ha raggiunto il massimo storico di sempre”, secondo l’indagine: il 30% prenota da solo sui siti web delle strutture recettive mentre il 19% usufruisce dei siti specializzati e il 17% preferisce non prenotare. “Una soluzione – evidenzia Coldiretti – anche per contenere le spese con i prezzi in alta stagione che sono superiori anche del 30% per l’alloggio, il vitto, ma anche per le attività ricreative che subiscono un’impennata nella prima metà di agosto”. “Circa la metà degli italiani in viaggio – continua la Coldiretti – ha scelto di alloggiare in case di proprietà, di parenti e amici o in affitto ma nella classifica delle preferenze ci sono anche alberghi, bed&breakfast, villaggi turistici e agriturismi, che fanno segnare un aumento rispetto allo scorso anno anche grazie alla qualificazione e diversificazione dell’offerta”. “Negli oltre 22mila agriturismi italiani – secondo Coldiretti – si prevede nell’estate 2017 un aumento delle presenze pari all’8% rispetto allo scorso anno, con lo storico sorpasso degli ospiti stranieri rispetto a quelli italiani”.

Diacono: card. Montenegro (Agrigento), “accogliere non è solo dare aiuto generoso ma dimostrare amicizia”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 11:03

“Stiamo costruendo un mondo senza l’altro dove chi è diverso da noi non deve esistere. Così l’immigrato è ‘altro’, il disabile è ‘altro’”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e presidente di Caritas Italiana, in occasione dell’ultima giornata del convegno nazionale dei diaconi, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. “Accogliere significa saper prendere per mano, camminare insieme, far percepire che anche noi come Chiesa accompagniamo i poveri – ha aggiunto -. Quando una persona si sente accolta per quello che è, oltre a non sentirsi diverso da noi, si sente amata da Dio. Ecco perché l’accoglienza è una cosa diversa dall’ospitalità. L’accoglienza può essere data in maniera formale, l’ospitalità col cuore”. Il presule ha spiegato anche cos’è la “diaconia dell’accoglienza: “Creare relazioni tra uomini per rendere la vita più umana. Una vita non accolta muore anche se biologicamente sopravvive”. Perché “l’accogliere non è solo dare un aiuto generoso ma dimostrare amicizia”. Montenegro, infine, ha ricordato la visita del Papa a Lampedusa, dove “Francesco volle poveri, immigrati e bambini, non politici e vescovi. Mai nelle nostre Chiese, però, abbiamo messo un biglietto nei posti in prima fila riservandoli ai poveri”.

Diaconi: card. Montenegro (Agrigento), “il loro posto non è l’altare ma la strada”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 11:00

“Il posto dei diaconi non è l’altare ma la strada”. Lo ha detto il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, presidente della Commissione episcopale per il servizio della carità e la salute e presidente di Caritas Italiana, in occasione dell’ultima giornata del convegno nazionale dei diaconi, ad Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Il presule li ha invitati a “scoprire che la via del servizio è quella che vi tocca. La strada che percorrete non vi porta all’altare ma dall’altare vi porta nel mondo”. Perché “il diacono è l’uomo che sta sull’uscio, l’uomo che guarda dentro e fuori. Il vostro compito è di aiutare la comunità a vivere la preghiera per farla diventare azione. Se non c’è questo punto di vista qualcosa nel diaconato non funziona. Dovete portare Dio nel mondo con i gesti di carità”. Secondo Montenegro, il rapporto tra fede e carità è “stretto”. “La carità è segno. Voi dovete essere quel tramite perché la Chiesa possa dire al mondo ‘guardate come siamo’ e i poveri possano dire ‘guardate come ci amano’. Questo è essere servi”. Il cardinale ha citato don Orione dicendo che “la carità trascina e muove. È compimento dell’evangelizzazione. Il prodotto finale è un uomo che ama. Il diaconato – ha aggiunto – acquista valore nella misura in cui i diaconi sono uomini di strada. Non c’è diaconia quando ci si avvicina all’altro con atteggiamento assistenzialistico. L’assistenza guarda ai bisogni della persona e dà risposte immediate, l’uomo aiutato attraverso la diaconia invece deve sentire l’incontro col Signore”.

Disabilità: Previte (Cristiani per servire), “tre problematiche d’ordine sociale sono strutture architettoniche, malattia mentale, insufficienti provvidenze economiche”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 10:37

Un’assenza “su tre problematiche d’ordine sociale per il mondo della disabilità molto rilevanti: le strutture architettoniche, la malattia mentale, le insufficienti provvidenze economiche”. È quanto denuncia Franco Previte, presidente di “Cristiani per servire”, in una nota diffusa oggi. “Le strutture architettoniche di accessibilità urbana, sono ‘invadenze’ varie, che – spiega – restano ancora irrisolte da molti anni” come “pali sui marciapiedi, passaggi pedonali, parcheggi, servizi igienici pubblici, accessi ai servizi pubblici, e tutte quelle ‘necessità’ che intralciano il cammino e la vita sociale dei disabili fisici”. “Le aride ed insufficienti provvidenze economiche ‘dedicate’ al mondo della disabilità – accusa Previte – consentono loro solo la sopravvivenza”. Il presidente di “Cristiani per servire” evidenzia la necessità di “Strutture territoriali di riabilitazione di lunga durata per i casi più difficili da riabilitare onde evitare che sulle famiglie gravino un carico insostenibile di disagi, costi e pericoli, con servizi specifici in strutture adeguate, l’autorizzazione al Tso obbligatorio anche in assenza del consenso del paziente almeno in determinate condizioni, la prevenzione dei disturbi di comportamento e di psicopatie in età giovanile”.

Diocesi: Ventimiglia-Sanremo, il 30 settembre l’assemblea diocesana sulla famiglia. Mons. Suetta, “le famiglie si sentano protagoniste”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 10:00

“Le famiglie della nostra Chiesa di Ventimiglia-Sanremo si sentano, com’è giusto che sia, non soltanto destinatarie di attenzione e di servizio, ma più ancora protagoniste e soggetti di attività pastorale che riguarda il variegato ambito familiare nelle molteplici situazioni che coinvolgono e interpellano sempre più fortemente la Chiesa”. È l’auspicio espresso dal vescovo di Ventimiglia-Sanremo, mons. Antonio Suetta, nella lettera con cui convoca l’assemblea diocesana di pastorale familiare che si terrà sabato 30 settembre, dalle 9.15 alle 16.30, presso la parrocchia di Maria Ausiliatrice in Vallecrosia. “Questa terza assemblea diocesana, dopo il grande incontro sul Convegno Ecclesiale di Firenze – spiega il vescovo – compie un piccolo e significativo percorso di riflessione pastorale su realtà che stanno al cuore della nostra esperienza di Chiesa e del comune impegno di vita cristiana”. “Dopo la catechesi e la pastorale giovanile – aggiunge – vogliamo soffermare l’attenzione e condividere esperienze, riflessioni e programmi sul tema della famiglia nei vari aspetti dell’attività pastorale”.

Gioco d’azzardo: D’Urso (Consulta antiusura), “la bozza presentata a Conferenza unificata va radicalmente modificata. Riprenda il dialogo”

Agensir.it - Sat, 2017-08-05 09:22

“Un duro e non casuale colpo nei confronti dei cittadini, che si commenta da solo è stato tentato di mettere a segno da uno Stato che avrebbe l’obiettivo di tutelare la salute e il benessere socio-economico della collettività. Non sono state considerate affatto le esigenze di tutela delle popolazioni e dei territori dall’inflazione di sale e punti di induzione al gioco con denaro, per denaro e a scopo di lucro”. Lo dichiara il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso, in merito all’ultima bozza del riordino del settore dell’azzardo, presentata alla Conferenza unificata Stato-Regioni. Per la Consulta nazionale antiusura, le 29 Fondazioni antiusura italiane e il Cartello “Insieme contro l’azzardo” la bozza va “ancora radicalmente riformulata. Nei mesi scorsi è stata messa a punto una piattaforma di lavoro per una decisa riduzione sia dell’offerta sia del consumo, riassunta in 7 punti in un documento, che è stato consegnato e illustrato personalmente al sottosegretario Pier Paolo Baretta nell’incontro del 21 giugno scorso”. Nell’occasione erano state poste le premesse per un metodo con il quale ricavare un’agenda per continuare il dialogo in corso.
La Consulta chiede, tra l’altro, di “adottare misure generali per le slot machine, di impedire che la combinazione di alcolismo, tabagismo affiancati ad ambienti progettati in modo eccessivamente accattivante, attivino forme di compulsività del giocatore; di affidare al Servizio sanitario nazionale la verifica dell’impatto per la salute e per la spinta alla dipendenza da gioco d’azzardo”. Inoltre, ricorda che “sul tema della dislocazione dei punti di accesso all’offerta di gioco d’azzardo, nonché in tema di orari, la Delegazione ha fatto presente che non si potrà procedere a centralizzare una disciplina unica in quanto si tratta di Diritti incomprimibili affidati dalla Costituzione alle cure appunto degli enti locali”. “Il mio auspicio conclude mons. D’Urso – è che il Governo insieme ai rappresentati dei Comuni e delle Regioni riprenda la via del dialogo: il 7 settembre quella bozza non può essere licenziata. Deve essere radicalmente modificata. Non si vede alcun elemento rivolto a inquadrare tutto il settore dell’azzardo nell’ambito della salute pubblica (aspetto socio-sanitario), dell’indebitamento, sovraindebitamento e dell’usura di cui tantissime volte è causa”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie