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Salute mentale: don Bottacini (Cei), “superare la mentalità che fa coincidere la malattia con la maledizione”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 17:29

“Superare l’isolamento che vive chi porta il peso di una malattia mentale con gesti di disponibilità, che dalla Chiesa domestica si estendono a tutta la comunità”. Lo ha detto questo pomeriggio don Enzo Bottacini, dell’Ufficio della pastorale della famiglia della Cei, intervenendo al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità”, organizzato, a Roma, dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Il direttore dell’Ufficio Cei ha ricordato i quattro verbi sottolineati dall’Amoris laetitia: accogliere, accompagnare, discernere e integrare. “Come facciamo ad aiutare la famiglia ad affrontare queste situazioni? Anzitutto conoscendo il disagio che vive – ha spiegato don Bottacini -. Di fronte alla malattia mentale c’è la tentazione di cercare la radice del male nei genitori. Bisogna superare questa mentalità che fa coincidere la malattia con la maledizione. La malattia non è legata in alcun modo a una colpa”. Da qui, l’importanza dell’accompagnamento. “Il malato mentale ha bisogno che altri si prendano cura di lui, non può farcela da solo. E devono farlo senza considerarlo un matto. Occorre cercare sostegni anche per la sua famiglia”. Un atto importante perché “la scoperta di non essere soli è un fatto terapeutico”. “Oltre a scongiurare la solitudine, la solidarietà familiare ha come fine quello di intessere una rete di relazioni, che si allargano alla comunità cristiana e civile, fino a creare associazioni che richiamano le istituzioni pubbliche al loro compito”. Il discernimento, secondo il direttore Cei, è importante per “aumentare la consapevolezza che le famiglie con un malato mentale sono parte integrante della comunità cristiana e della società civile”. Infine, don Bottacini ha ricordato l’importanza della “costituzione di una nuova psichiatria di territorio”, che sia “in grado di coinvolgere le famiglie per una proficua collaborazione”, e dei consultori cristiani, che offrono “un ottimo aiuto per i malati e per le loro famiglie”.

Festa dell’Immacolata: Frati di Assisi, un bambinello tra 444 bossoli, numero di uomini e donne uccisi per motivi religiosi dal 2000 a oggi

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 17:18

Un bambinello tra 444 bossoli, numero di uomini e donne uccisi per motivi religiosi dal 2000 a oggi, secondo i dati dell’agenzia Fides. È la proposta dei frati del Sacro Convento di Assisi per ricordare, durante la festa dell’Immacolata, i sacerdoti, i francescani, gli operatori pastorali assassinati in odio alla fede nelle zone di estrema povertà nel mondo. Il presepe verrà posto sotto l’albero di 15 metri, offerto dalla Regione Liguria. L’accensione e la benedizione dell’albero di Natale e del presepe si terrà, venerdì 8 dicembre, nella piazza inferiore della basilica di San Francesco d’Assisi. Alle 17, il prefetto della Congregazione per il Clero, card. Beniamino Stella, presiederà la Messa nella basilica inferiore di san Francesco. Al termine della celebrazione, alle 18.15, seguirà la cerimonia di accensione e benedizione introdotta dal custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, durante la quale verranno consegnati doni ai bambini e alle famiglie più bisognose. Tra i presenti all’evento natalizio, preti di ‘periferia’, missionari, profughi e poveri ospitati dalla Caritas diocesana di Assisi.

Gioco d’azzardo: Caritas di Gaeta a confronto col sindaco di Minturno per elaborare insieme strategie di contrasto

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 17:00

La Caritas della diocesi di Gaeta a confronto col sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli, per elaborare insieme strategie di contrasto al gioco d’azzardo. L’incontro tra la delegazione della Caritas, il primo cittadino e l’assessore ai servizi sociali, Mimma Nuzzo, si è svolto ieri nei locali comunali. Il coordinamento prevede la promulgazione di regolamenti contro l’azzardo e la verifica dell’osservanza di eventuali regolamenti deliberati. “Nella comune valutazione della drammaticità sociale causata dalla patologia da gioco d’azzardo – si legge in una nota -, il Comune di Minturno ha messo in cantiere alcune iniziative che partiranno a breve: lo studio e la promulgazione di un regolamento comunale con lo scopo di ridurre l’offerta e contenere l’accesso; l’adesione al Manifesto dei Sindaci per la legalità contro il gioco d’azzardo con cui si chiede una legge nazionale per disciplinare il settore delle scommesse, fornire un’adeguata informazione e un’attività di prevenzione e cura; l’invito alle scuole di Minturno ad aderire ai seminari formativi di prevenzione offerti dalla Caritas di Gaeta”. Concordato anche l’invio di una lettera ai sindaci del distretto sanitario Formia-Gaeta per “realizzare un fronte comune di contrasto all’azzardo con l’emanazione di apposite delibere” e un controllo più serrato degli esercizi che ospitano le slot machine, mentre si pensa alla riduzione dell’importo della tassa sui rifiuti agli esercizi commerciali che non ospitano macchinette. Al termine dell’incontro, l’amministrazione comunale di Minturno e i rappresentanti della Caritas di Gaeta hanno deciso inoltre di “collaborare contro l’azzardo scambiandosi informazioni, notizie, documenti e realizzando eventi in sinergia”.

Salute mentale: fra Fabello (Fatebenefratelli di Brescia), “nostre comunità psichiatriche sono espressione della carità di Cristo?”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 16:35

“I nostri malati sono tutti Gesù. Il rispetto, l’attenzione, chiamarli per nome dovrebbero essere cose normali. Di nessun malato si direbbe che è poco di buono, ma persona che ha bisogni”. Lo ha detto fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs Fatebenefratelli di Brescia, intervenendo al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità”, organizzato, a Roma, dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. Parlando delle vecchie strutture per il disagio psichiatrico, fra Fabello ha ricordato che “mancava la giustizia, la carità e l’attenzione umana. Come si poteva fare un discorso di pastorale in un manicomio che non era umano?”, ha aggiunto. E l’aspetto pastorale è proprio la sfida. “Seguire le persone per rafforzare la loro interiorità è già una grazia del Signore”. Durante il suo intervento, il presidente del Fatebenefratelli di Brescia ha promosso la legge Basaglia, invitando la Chiesa ad “anticipare i tempi”. “Allora cercai di favorire riforma della psichiatria che è dare risalto alla dignità della persona. Se non ci fosse stato Basaglia saremmo ancora a interrogarci su tanti problemi”. Tra cui, il numero di suicidi, che “era segnale di poca attenzione alle persone, di cure non praticate. San Giovanni di Dio ha vissuto in manicomio e lì ha meditato la volontà di uscire per fare un ospedale ‘come dico io’”. “Le nostre comunità psichiatriche sono cristiane ed espressione della carità di Cristo? Bisogna riuscire a costruirle – ha concluso – perché i malati siano rispettati, compresi e capiti. Bisogna parlare di Dio attraverso il comportamento degli uomini”.

Avvento 2017: mons. Ricchiuti (Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti), “denunciare delinquenza, corruzione e violenza”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 16:32

“Contestare una cultura che, esaltando esageratamente l’individualismo e l’egoismo, finisce per proporre rotte disperate, che rendono faticoso e ansimante il cammino di questa nostra umanità. Affermare, al contrario, la perenne novità del Vangelo di Cristo”. Lo scrive mons. Giovanni Ricchiuti, vescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, nel messaggio per l’Avvento, affidando questi due compiti ai fedeli della sua diocesi. “Saranno, per noi, discepoli del Signore e testimoni di speranza, giorni straordinari di vigilanza orante e di operosa carità, per meglio comprendere il significato della storia della salvezza – aggiunge il presule -. Essere testimoni di speranza è, dunque, l’appello forte che il Signore viene a rivolgerci”. Per compiere al meglio questo impegno, il vescovo suggerisce tre iniziative: “Denunciare con coraggio i mali delle nostre città: la delinquenza, la corruzione, la violenza nelle strade e nelle piazze, che rischiano di travolgere tutti, in particolare i ragazzi e i giovani, in un clima pericoloso di emulazione o di indifferenza e paura; creare spazi di prossimità e di fraternità e abitarli come luoghi privilegiati di amore, di solidarietà e di accoglienza; prenderci cura degli altri”. Infine, un augurio di “buon cammino di Avvento”, con “le tante iniziative di preghiera e di carità che lo contraddistinguono”, perché “riscopriamo la bellezza di questo cammino della Chiesa, che va incontro al Signore, seminando speranza nella storia”.

Diocesi: Locri-Gerace, inaugurato un nuovo centro per la pastorale familiare

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 16:11

Un nuovo centro per la pastorale familiare è stato inaugurato, ieri sera, nella diocesi di Locri-Gerace dal vescovo, mons. Francesco Oliva. Si trova in via Margherita di Savoia, a Locri, e ha preso il nome dall’esortazione apostolica di Papa Francesco “Amoris laetitia”. “Il Centro offrirà diverse attività di informazione e formazione che riguardano lo sviluppo di una cultura della famiglia – ha dichiarato don Pietro Romeo, vicario episcopale per la pastorale familiare -; sarà un centro di ascolto che fornisca consulenza spirituale, personale e di coppia”. Tra le altre iniziative che saranno realizzate nella struttura, quindi, l’accompagnamento personalizzato e incontri per fidanzati e famiglie “sui temi che interessano il loro vissuto”. “In particolare, educazione alla genitorialità, all’amore, all’affido e all’adozione, alla disabilità”. Nel Centro è attiva anche la Casa “Santa Chiara”, che si occupa dell’accoglienza delle madri in difficoltà.

Integrazione: Roma, inaugurata la Biblioteca Interculturale nel quartiere Quadraro

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 15:50

È stata inaugurata questa mattina nel quartiere Quadraro di Roma la Biblioteca Interculturale, uno spazio nato come luogo di scambio e conoscenza reciproca fra italiani e stranieri. La biblioteca, ubicata all’interno della scuola Damiano Chiesa, è nata nel 2009 grazie ad un progetto dell’associazione Cittadini del mondo, realtà che da oltre 15 anni si dedica al sostegno dei diritti dei migranti. Oltre al servizio di prestito dei libri – sono più di 20mila i volumi in 25 lingue diverse – la struttura eroga corsi di italiano per i rifugiati, lezioni di musica e numerose attività per i bambini, tutto grazie al contributo di un gruppo di volontari. “Abbiamo recuperato quasi 400 mq di spazi lasciati in uno stato di totale abbandono. Il nostro sogno era quello di dare più spazio all’intercultura e lo abbiamo realizzato – spiega Donatella D’Angelo, presidente di Cittadini del mondo -. Non abbiamo ristrutturato casa nostra o la nostra sede, ma una scuola pubblica, con sotterranei che erano preda di topi, e dove non c’era nessuno”. Per farlo, l’associazione si è affidata alla generosità delle persone, realizzando un crowdfunding tra i cittadini che ha permesso di attivare nei locali dell’ex mensa una postazione internet, una sala studio e uno sportello informativo. “Non abbiamo mai avuto nessun sussidio pubblico, è tutto volontariato – prosegue D’Angelo. Ogni tanto abbiamo qualche finanziamento dalle fondazioni, ma niente di più. C’è una grande miopia delle istituzioni rispetto a questo tipo di iniziative”. L’inaugurazione della Biblioteca, che proseguirà anche domani, prevede alcune iniziative con protagonisti personaggi del mondo della cultura, con l’obiettivo di promuovere la campagna sociale “L’Intercultura sfonda i muri”.

Diocesi: Venezia, domani l’incontro di Carità “Noi siamo ponti” con i bambini delle scuole elementari

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 15:26

I bambini delle scuole elementari in cammino, dal ponte di Rialto a San Marco, al fianco del patriarca di Venezia. Si svolgerà domani, domenica 3 dicembre, dalle 15, l’incontro di Carità “Noi siamo ponti”. In alcuni luoghi, come Campo San Giacometto e Campo San Bartolomeo, i piccoli verranno accolti e saranno distribuiti loro centinaia di palloncini colorati, che saranno lanciati dal ponte di Rialto, alla presenza del patriarca mons. Francesco Moraglia e del sindaco Luigi Brugnaro. Il corteo continuerà poi verso la basilica di San Marco, dove il patriarca terrà un momento di riflessione in vista del Natale e una preghiera cantata. “Alla prima parte dell’incontro della carità – spiegano gli organizzatori dell’Ufficio catechistico diocesano – i bambini e le loro famiglie possono decidere di invitare compagni di scuola e amici di qualsiasi appartenenza culturale e religione. Se qualcuno accetterà l’invito, potrà liberamente unirsi a tutti noi a Rialto e durante la strada verso San Marco ed eventualmente entrare in basilica oppure decidere diversamente”. L’incontro apre il cammino diocesano per l’Avvento che viene proposto ai gruppi parrocchiali e associativi dell’età delle scuole elementari.

Papa in Bangladesh: incontro clero, niente “facce da aceto”, sì agli “occhi pieni di gioia e di pace” di chi ha vissuto “in pienezza” la sua vita

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 15:06

“E’ veramente triste incontrare sacerdoti, consacrati o consacrate, seminaristi, vescovi amareggiati, con una faccia triste, che viene voglia di chiedere: ‘Con cosa hai fatto colazione stamattina, con l’aceto?’”. Nella parte finale del discorso rivolto a braccio al clero del Bangladesh, Francesco ha stigmatizzato “quell’amarezza del cuore, quando viene il seme cattivo e dice: ‘Ah guarda, quello l’hanno fatto superiore… quella l’hanno fatta superiora… quello l’hanno fatto vescovo… e a me lasciano da parte’. Lì non c’è gioia. Santa Teresa – la grande – ha una frase che è una maledizione; la dice alle sue monache: ‘Guai alla monaca che dice: Mi hanno fatto un’ingiustizia! Usa l’espressione spagnola ‘sinrazón’, nel senso di ingiustizia. Quando lei incontrava una suora che si lamentava perché ‘non mi hanno dato quello che mi dovevano dare’ o ‘non mi hanno promosso’, ‘non mi hanno fatto priora’ o qualcosa del genere, guai a quella monaca: è sulla brutta strada. Gioia. Gioia anche nei momenti difficili. Quella gioia che, se non può essere riso, perché il dolore è grande, è pace”. Francesco ha poi citato un’altra “scena dell’altra Teresa, la piccola, Teresa di Gesù Bambino”: “Lei doveva accompagnare, tutte le sere, al refettorio una monaca vecchia, intrattabile, sempre arrabbiata, molto malata, poveretta, che si lamentava di tutto. E in qualsiasi punto la toccasse, diceva: ‘No, che mi fa male!’. Una sera, mentre la accompagnava attraverso il chiostro, sentì da una casa vicina la musica di una festa, la musica di gente che si stava divertendo, brava gente, come anche lei aveva fatto e aveva visto farlo alle sue sorelle, e si immaginò la gente che ballava, e disse: ‘La mia grande gioia è questa, e non la cambio con nessun’altra’. Anche nei momenti problematici, di difficoltà nella comunità – sopportare a volte un superiore o una superiora un po’ ‘strani’ – anche in questi momenti dire: ‘Sono contento, Signore. Sono contento’, come diceva Sant’Alberto Hurtado. La gioia del cuore”. “Vi assicuro che mi dà tanta tenerezza quando incontro sacerdoti, vescovi o suore anziani, che hanno vissuto la vita con pienezza”, la testimonianza del Papa: “I loro occhi sono indescrivibili, così pieni di gioia e di pace. Quelli che non hanno vissuto così la loro vita, Dio è buono, Dio li cura, ma mancano di quella luce negli occhi che hanno quelli sono stati gioiosi nella vita. Provate a cercare – soprattutto si vede nelle donne – provate a cercare nelle suore vecchie, quelle suore che hanno passato tutta la vita a servire, con tanta gioia e pace: hanno degli occhi furbi, brillanti… Perché hanno la sapienza dello Spirito Santo. Il piccolo germoglio, in questi vecchi, in queste vecchie, è diventato la pienezza dei sette doni dello Spirito Santo”.

Salute: Osp. Bambino Gesù, le iniziative in occasione della Giornata mondiale del volontariato

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 15:01

Laboratori per bambini, letture animate, intrattenimento musicale e banchetti delle associazioni. Chiuderà la giornata, nell’auditorium di San Paolo Fuori le Mura, l’esibizione musicale dell’Orchestra dei Popoli a cui parteciperà anche il maestro Nicola Piovani. L’ospedale pediatrico Bambino Gesù annuncia le iniziative che verranno realizzate martedì 5 dicembre, in occasione della Giornata mondiale del volontariato, nelle quattro sedi: Gianicolo, San Paolo, Palidoro e Santa Marinella. Sono circa 650 i volontari che offrono il proprio servizio, 122 le associazioni di genitori e di volontariato, di cui 36 attive con progetti in corsia, nelle attività ludiche, nella gestione delle case di accoglienza, nel supporto alle famiglie sul territorio. “Il Bambino Gesù vuole essere una grande comunità al servizio dei bambini e delle loro famiglie, in cui ogni singola componente è in connessione con l’altra – spiega la presidente dell’ospedale, Mariella Enoc -. Il volontariato fa parte integrante di questa comunità, una parte importante e insostituibile. Medici, infermieri, ricercatori, volontari, religiosi, personale amministrativo: facciamo tutti parte di un unico corpo. La nostra unione è la nostra forza”. La giornata di iniziative sarà conclusa dall’esibizione musicale organizzata dall’Orchestra dei popoli, che riunisce artisti ed esperti di diversa età, cultura e nazionalità. Nel corso del 2017 si è occupata del “Laboratorio del suono” nella ludoteca dell’ospedale. Al termine della loro esibizione, il maestro Nicola Piovani eseguirà un brano tratto dalla colonna sonora del film “La vita è bella”.

Papa in Bangladesh: incontro clero, no al “terrorismo” delle chiacchiere, “distrugge una comunità”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 14:56

“Non è facile fare comunità. Non è facile. Le passioni umane, i difetti, i limiti minacciano sempre la vita comunitaria, minacciano la pace. La comunità di vita consacrata, la comunità del seminario, la comunità del presbiterio e la comunità della conferenza episcopale devono sapersi difendere da ogni tipo di divisione”. Ad ammetterlo è stato il Papa, che nel discorso a braccio rivolto al clero del Bangladesh ha messo in guardia, ancora una volta dal “terrorismo” delle chiacchiere, il “parlar mare degli altri”, che “distrugge una comunità”. “Anche qui il Bangladesh deve essere un esempio di armonia”, l’invito del Papa, ripetendo tra gli applausi la definizione che il card. Tauran ha dato del Paese. “Il nemico dell’armonia in una comunità religiosa, in un presbiterio, in un episcopato, in un seminario è lo spirito del pettegolezzo”, ha ammonito Francesco: “E questo non l’ho inventato io: duemila anni fa, lo disse un certo Giacomo in una Lettera che scrisse alla Chiesa. La lingua, fratelli e sorelle, la lingua! Quello che distrugge una comunità è il parlare male degli altri. Sottolineare i difetti degli altri. Ma non dirlo all’interessato, ma dirlo ad altri, e così creare un ambiente di sfiducia, un ambiente di sospetto, un ambiente in cui non c’è pace e c’è divisione”. Per il Papa, “lo spirito del pettegolezzo è terrorismo. Sì, terrorismo. Perché chi parla male di un altro non lo fa pubblicamente. Il terrorista non dice pubblicamente: ‘Sono un terrorista’. E chi parla male di un altro, lo fa di nascosto: parla con uno, lancia la bomba e se ne va. E quella bomba distrugge. E lui se ne va, tranquillamente, a lanciare un’altra bomba. Cara sorella, caro fratello, quando hai voglia di parlar male di un altro, morditi la lingua! La cosa più probabile è che ti si gonfi, ma non farai male a tuo fratello o a tua sorella. Lo spirito di divisione”. “Certo, voi mi potete chiedere”, l’obiezione citata da Francesco: “Padre, però, se vedo un difetto in un fratello, in una sorella, e voglio correggerlo, o voglio dirlo, ma non posso tirare la bomba, cosa posso fare?”. “Puoi fare due cose, non dimenticarle”, la risposta: “La prima, se è possibile – perché non sempre è possibile – dirlo alla persona, faccia a faccia. Gesù ci dà questo consiglio. E’ vero che qualcuno mi può dire: ‘No, non si può fare, Padre, perché è una persona complicata’. Come te, complicata. Va bene, può darsi che per prudenza non sia opportuno. Secondo principio: se non puoi dirlo alla persona, dillo a chi può porre rimedio, e a nessun altro. O lo dici in faccia, o lo dici a chi può porre rimedio, ma in privato, con carità”. “Quante comunità – non parlo per sentito dire, parlo di quello che ho visto –, quante comunità ho visto distruggersi per lo spirito del pettegolezzo! Per favore, mordetevi la lingua in tempo!”, il consiglio del Papa.

Papa in Bangladesh: incontro clero, “come è brutta la zizzania” tra i preti

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 14:49

“Ogni fratello seminarista è un seme di Dio. E Dio lo guarda con tenerezza di padre”. Lo ha detto il Papa, nel discorso pronunciato a braccio, in spagnolo, incontrando il clero nel Bangladesh nella Holy Rosary Chrch di Chittagong. “Di notte, viene il nemico e semina un altro seme, e c’è il rischio che il seme buono rimanga soffocato dal seme cattivo”, ha proseguito Francesco, che poi ha esclamato: “Com’è brutta la zizzania nei presbiteri… che brutta la zizzania nelle Conferenze episcopali… che brutta la zizzania nelle comunità religiose e nei seminari”. “Curare il germoglio, il germoglio del buon seme, e vedere come cresce; vedere come si distingue dal cattivo seme e dall’erbaccia”, il compito affidato ai presenti. Curare la propria vocazione, ha affermato il Papa, “vuol dire discernere. E rendersi conto che la pianta che cresce, se va da una parte, cresce bene; se invece va da un’altra parte, cresce male. E rendermi conto di quando sta crescendo male, o quando ci sono compagnie o persone o situazioni che ne minacciano la crescita. Discernere. E si può discernere soltanto quando si ha un cuore che prega. Pregare. Curare significa pregare. E’ chiedere a Colui che ha seminato il seme che mi insegni ad annaffiarlo. E se io sono in crisi, o mi sono addormentato, che la annaffi un pochino per me. Pregare significa chiedere al Signore di prendersi cura di noi, di darci la tenerezza che noi dobbiamo dare agli altri. Questa è la prima idea che vorrei darvi: l’idea di prendersi cura del seme affinché il germoglio cresca fino alla pienezza della sapienza di Dio. Curarlo con attenzione, curarlo con la preghiera, curarlo con il discernimento. Curarlo con tenerezza. Perché così Dio si prende cura di noi: con tenerezza di padre”.

Germania: è quasi pronta la nuova campana “Cristo nostra Pace” della cattedrale di Paderborn

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 14:25

La nuova grande campana del tono grave per la cattedrale di Paderborn è quasi pronta. La campana è stata fusa giovedì 23 novembre in presenza dell’arcivescovo Hans-Josef Becker in Olanda, presso la fonderia delle campane reali olandesi “Eijsbouts” di Asten: la massa metallica fusa a 1.100° è stata benedetta prima del versamento nello stampo. Ora la campana ha terminato la prima delle due settimane di raffreddamento: e già fervono i preparativa per l’operazione di liberazione dal cappotto dello stampo, che potrebbe avvenire in occasione della prossima solennità dell’Immacolata Concezione. La campana reca l’iscrizione “Jesus Christus – unser Friede” (Gesù Cristo – nostra Pace) ed il suo nome campanario sarà proprio “Christus-Friedensglocke”. Alla fine peserà 13.500 chilogrammi, avrà un diametro di circa quattro metri e un’altezza di tre metri. Prima di arrivare alla fonditura, è stata lavorata in una fonderia marinara specializzata in stampi di grandi dimensioni. Speciali requisiti musicali sono stati applicati alla nuova campana che si accorderà con il carillon in acciaio della cattedrale. Ma solo quando si sarà completamente raffreddata, il suono potrà essere controllato e armonizzato. Intanto si procede anche alla fusione di una campana minore di 1.000 chili. Le campane esistenti e il campanile della cattedrale di Paderborn sono attualmente in restauro e il loro ripristino avverrà con la riconsacrazione il prossimo 2 aprile, Lunedì dell’Angelo. La “Christus-Friedensglocke” suonerà per la prima volta il il 22 luglio 2018, 950° anniversario della consacrazione della cattedrale.

Immigrazione: Biffoni (Anci), “col ‘bonus gratitudine’ i sindaci possono dare risposte concrete” 

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 14:22

“Per il secondo anno, attraverso l’erogazione del cosiddetto bonus gratitudine, viene riconosciuto l’impegno di tutti quei Comuni che, ogni giorno, sono coinvolti nella gestione di un fenomeno così complesso come quello dell’accoglienza dei richiedenti asilo, prevedendo risorse ancora maggiori per le amministrazioni che fanno parte della rete Sprar”. Lo ha detto il delegato Anci all’immigrazione e sindaco di Prato, Matteo Biffoni, commentando la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, oggi, del decreto per la ripartizione del fondo a favore dei Comuni impegnati nell’accoglienza di richiedenti asilo. “Si tratta di un contributo che permette ai sindaci di dare risposte concrete nei territori, che ogni giorno sono impegnati nello sforzo dell’accoglienza, operando le scelte migliori nell’interesse di tutta la comunità”, ha aggiunto. Il sindaco ha ricordato inoltre che “si tratta di risorse che i Comuni potranno liberamente impiegare per realizzare interventi concreti a favore dei cittadini” e ha ribadito che “l’Anci auspica che questo sostegno economico ai territori che fanno la propria parte nell’accoglienza diventi una misura strutturale”. L’assegnazione delle somme ai Comuni è effettuata calcolando le presenze, anche di minori stranieri non accompagnati, in tutte le diverse tipologie di centri di accoglienza. Risorse aggiuntive vengono riconosciute ai Comuni sede di hotspot e a quelli interessati da “numerosi eventi di sbarco”.

Accoglienza: Pompei (Sant’Egidio), “corridoi umanitari per fermare l’immigrazione clandestina e le morti in mare”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 14:17

(da Capodarco) – “I corridoi umanitari sono la soluzione per fermare l’immigrazione clandestina e le morti in mare, avendo un controllo su chi arriva e ponendo un tetto al numero di arrivi”. Ne è convinta Daniela Pompei della comunità di Sant’Egidio, intervenuta a Capodarco (Fermo) nel corso del secondo giorno di lavori del seminario per giornalisti organizzato da Redattore Sociale. All’interno del workshop sul tema “Accoglienza. Confini, corridoi e il racconto dei media”, Pompei ha presentato l’esperienza dei corridoi umanitari frutto di un Protocollo d’intesa tra la Comunità di Sant’Egidio, la Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, la Tavola Valdese e il governo italiano:“Siamo partiti dalla volontà di evitare le migliaia di morti in mare, tra cui molti bambini. Siamo riusciti a metterci attorno ad un tavolo con il Governo e dopo un anno di trattative abbiamo attivato il primo canale di accesso legale in Europa, completamente finanziato dalle associazioni che lo hanno promosso”. Da febbraio 2016 un migliaio di siriani in fuga dalla guerra è stato accolto grazie a questo canale umanitario. Altre mille persone saranno ospitate nei prossimi mesi, mentre è stato avviato anche un percorso per aiutare 500 profughi provenienti dal Corno d’Africa, grazie all’impegno di Caritas e Migrantes. “Questa sperimentazione è la dimostrazione concreta che è possibile costruire una via di accesso all’Europa, legale e controllata”, ha aggiunto. Un percorso particolarmente sicuro da tutti i punti di vista: da una parte i profughi viaggiano su normali aerei di linea, evitando di affidare la propria vita agli scafisti; dall’altra vengono controllati e identificati. Le persone accolte vengono poi ospitate da famiglie italiane che mettono a disposizione le proprie abitazioni, garantendo così anche un risparmio per le casse dello Stato. Dopo l’Italia, anche Francia e Belgio si sono aperte a questo tipo di possibilità. “Vorremmo istituzionalizzare la presenza di questi corridoi umanitari introducendo in Italia la forma giuridica della ‘sponsorizzazione’, come accade in Canada. Una possibilità che inizialmente era prevista dalla Turco Napolitano”, ha sottolineato Pompei: “Purtroppo la politica su questi temi non riesce ad avere una visione che vada oltre l’emergenza, anche se qualcosa si sta muovendo”.

Unitalsi: domani la Giornata dell’adesione dal titolo “#aderiscoxche’ nessuno resti indietro”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 13:58

Ricorre domani, domenica 3 dicembre, la Giornata dell’adesione Unitalsi, che quest’anno avrà come titolo “#aderiscoxche’ nessuno resti indietro”. Nella Giornata internazionale delle persone con disabilità, in ogni sezione e sottosezione i nuovi soci faranno il loro ingresso nell’associazione, mentre chi vi aderisce già rinnoverà la propria scelta. “È uno dei giorni più importanti per i soci – ha dichiarato il presidente nazionale, Antonio Diella – perché tutti insieme rinnoveremo l’adesione all’associazione, ribadendo ancora una volta l’impegno a essere parte di una grande esperienza di comunione”.  Il 2018 sarà un anno importante per l’associazione, dal momento che ricorrerà il 160° anniversario delle apparizioni della Madonna a Lourdes. “L’Unitalsi con la giornata dell’adesione vuole, anche, ribadire il proprio servizio a fianco delle persone con disabilità, sostenendo la loro piena inclusione in ogni ambito della vita, forte del supporto dato quotidianamente alle persone in difficoltà che, incontrate in pellegrinaggio, diventano parte integrante della famiglia unitalsiana, agli ospiti delle case di accoglienza dell’associazione e a tutti coloro che manifestano un bisogno”.

Diocesi: Roma, parte questa sera il “Piano Freddo” della Caritas

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 13:22

Al via da questa sera, sabato 2 dicembre, l’attività del “Piano Freddo” della Caritas di Roma in collaborazione con le parrocchie romane. La Caritas, che nel corso dell’anno ospita ogni notte oltre 600 senza dimora, singoli e famiglie, nei mesi più freddi intensifica il servizio notturno itinerante: quattro équipe di operatori e volontari presidieranno, dalle 20, le zone in cui i senza dimora rischiano di rimanere isolati ed emarginati. Il Piano prevede anche l’attivazione di un centralino telefonico al numero 06.88815201 e della casella email servizioitinerante@caritasroma.it a disposizione di chiunque intenda segnalare situazioni di particolare disagio e ed emarginazione su cui intervenire. Fino ad aprile, inoltre, saranno attivi 70 posti di accoglienza straordinari in 24 parrocchie della Capitale. “La Caritas ricorda che Roma Capitale ha predisposto la Sala operativa sociale il cui numero 800440022 rimane a riferimento per tutte le segnalazioni nel territorio romano – si legge in una nota -. Sempre per far fronte alle maggiori richieste che giungeranno nei prossimi mesi, la Caritas invita tutti i romani alla donazione di sacchi a pelo da distribuire alle persone in difficoltà. La raccolta avverrà presso l’ostello Don “Luigi Di Liegro”, in Via Marsala 109”.

Siria: p. Mourad ringrazia “di cuore” per i momenti di preghiera per la sua liberazione

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 13:00

“Grazie di cuore”. Sono state queste le parole pronunciate da padre Jacques Mourad, monaco della comunità siro-cattolica di Deir Mar Musa, per cinque mesi prigioniero dell’Isis, durante il recente incontro con il team del “Progetto Wake up! Sveglia!”. Lo comunica con una nota lo stesso team, che ha promosso momenti di preghiera per la sua liberazione. Durante l’incontro gli sono state presentate tutte le iniziative e i video che hanno commosso migliaia di persone, spingendole a pregare per lui e per tutti i cristiani che in Siria sono stati rapiti dallo Stato islamico. “Le preghiere che, in quei momenti, sono scaturite dai cuori di quelle anime – si legge nella nota – sono state consegnate faccia a faccia tra fratelli della stessa fede”.

Salute mentale: Cantelmi (psichiatra), “il sistema cervello-mente si sta già adattando alla tecnologia”

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 12:24

“L’ibridazione uomo-macchina sta già avvenendo tanto da domandarci: Cosa rende umano un essere umano? Cosa resta dell’umanità? Esiste un limite invalicabile?”. Sono i quesiti posti questa mattina da Tonino Cantelmi, professore di Cyberpsicologia all’Università Europea di Roma, nel suo intervento al convegno “La Chiesa e la salute mentale. Cultura del provvisorio, scarti e nuovi poveri: il disagio psichico al tempo della tecnoliquidità” organizzato dall’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei e dal Tavolo nazionale per la salute mentale, in collaborazione con l’Aippc. “Secondo molti – ha affermato Cantelmi – siamo alle soglie di una mutazione antropologica che riguarda il sistema cervello-mente. La mente tecnoliquida, dove tecnoliquido significa l’abbraccio fra il paradigma della liquidità e la grande rivoluzione digitale”. “La rivoluzione digitale – ha notato – si sta compiendo. Non è semplicemente un fatto di dati ma è un fatto del sistema cervello-mente”. “Qual è il grande medium che plasma una nuovo dimensione cervello-mente se, paradossalmente, non l’immersione precoce dei nostri bambini nella tecnologia digitale attraverso il grande mondo dei videogiochi?”, ha proseguito. “La tecnologia – ha rilevato – non è più uno strumento ma è una dimensione esistenziale, un prolungamento della realtà, una parte di noi stessi”. Per cui, “oggi ci poniamo questa domanda fondamentale: Che cos’è reale e cos’è virtuale?”. Secondo Cantelmi, “per i nostri bambini la distinzione tra reale e virtuale è fittizia, non ha più senso”. Il docente ha poi parlato dei “tre elementi costitutivi della spinta psicosociale nella postmodernità tecnoliquida”. Il primo è la “velocità”, “che non è più un lusso ma una dimensione antropologica ineludibile. O siamo veloci o non siamo”. Dunque, “l’esperienza non è più collocata nella dimensione spazio-tempo come noi ‘analogici’ siamo abituati a pensare ma in un cervello ‘digitale’ l’esperienza è collocata in una dimensione spazio-velocità”. “Tutto è velocissimo: l’amore, l’amicizia. Tutto – ha osservato – è consumato velocemente”. Il secondo elemento è la “tecnomediazione della relazione”, è la “rivoluzione dei social”. “Tutto è tecnomediato nella relazione”, ha spiegato Cantelmi, evidenziando come “i nostri bimbi sono abituati fin da piccoli”. Infine, “l’estremo narcisismo digitale dove la cosa importante è raccogliere ‘like’ o visualizzazioni per incrementare la reputazione online”. Lo psichiatra ha sottolineato come “in realtà il sistema cervello-mente si sta già adattando alla tecnologia. La rivoluzione digitale sostituisce completamente l’uomo in molte cose e forse ci può sostituire perfino nel pensare e nel provare emozioni”. “Il mondo digitale eliminerà il cervello ‘analogico’? Ci adatteremo all’impatto del digitale?”, ha chiesto Cantelmi. “Il tema dell’umano – ha concluso – penso sia rintracciabile nella possibilità che abbiamo di fare incontri autentici e nella ricostruzione delle relazioni. L’irriducibile bisogno che abbiamo di incontri autentici non sarà soppresso dal passaggio dal cervello ‘analogico’ a quello ‘digitale’. Anzi, questa sarà la consegna che noi generazione ‘analogica’ presto estinta faremo al mondo ‘digitale’”.

Musica sacra: una settimana di concerti nel percorso arabo normanno Unesco in Sicilia

Agensir.it - Sat, 2017-12-02 12:20

Monreale, Cefalù e Palermo ospiteranno la Settimana della musica sacra 2017, dal 12 al 17 dicembre. Lo scenario sarà quello del percorso arabo normanno Unesco: oltre al duomo di Cefalù e di Monreale, i concerti si svolgeranno anche nella cattedrale di Palermo, alla Cuba e alla Zisa. Primo appuntamento, martedì 12 dicembre, alle 21, con l’Orchestra sinfonica siciliana, a Monreale, impegnata in un concerto col Coro del Teatro Massimo di Palermo. Eseguiranno la Sinfonia n. 9 in re minore di Anton Bruckner e il “Te Deum”. L’indomani saranno riproposti nel duomo di Cefalù e giovedì nella cattedrale di Palermo. Sempre il duomo di Monreale, invece, ospiterà mercoledì 13 e giovedì 14, alle 21, “Una promessa per la pace” di Karl Jenkins con l’Orchestra Giovanile Siciliana e “O dulcis virgo Maria”, musica per contralto, nel barocco sacro. Venerdì 15, alle 21, i concerti si spostano al Castello della Zisa, a Palermo, dove saranno protagonisti “i ritmi e le melodie del Mediterraneo”. Doppio appuntamento, sabato 16: alla Cuba, a Palermo, in scena “musica e danza dal Maghreb” con Nour Eddine Fatty, mentre nel duomo di Monreale sarà proposto il recital organistico “L’organo di Monreale” di Diego Cannizzaro. La cittadina normanna ospiterà anche la conclusione della Settimana. Domenica 17, alle 21, nel duomo, “Requiem in re minore KV626 per archi” di Wolfgang Amadeus Mozart, eseguito da Gli Archi Ensemble.

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