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Abusi sui minori: card. Parolin, appello a “riprendere il controllo del mondo digitale e farsi carico dei minori delle periferie”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 19:24

“Dobbiamo sforzarci di riprendere il controllo dello sviluppo del mondo digitale, perché sia al servizio della dignità dei minori e, quindi, dell’intera umanità di domani. Perché i minori di oggi sono l’intera umanità di domani”. Lo ha chiesto il cardinale segretario di Stato vaticano Pietro Parolin, rivolgendosi questo pomeriggio ai partecipanti al congresso “Child Dignity in the Digital World” (La dignità del minore nel mondo digitale) che sta riunendo a Roma esperti, dirigenti di aziende, leader civili, politici e rappresentanti religiosi provenienti da tutto il mondo per approfondire il tema della protezione dei minori in rete. Il cardinale ha lanciato un appello alla responsabilità. “Centinaia di milioni di bambini e giovani stanno crescendo in un mondo digitale in un contesto tuttora sottosviluppato. I loro genitori ed educatori non saranno perlopiù culturalmente attrezzati per accompagnarli e aiutarli a crescere in questo mondo, mentre i loro governanti spesso non sapranno da che parte cominciare per proteggerli. Anche di questi bambini noi siamo responsabili, e le imprese che promuovono e spingono lo sviluppo del mondo digitale ne sono anch’esse responsabili. Nel suo orizzonte internazionale, globale e interdisciplinare, questo congresso deve farsi carico anche dei minori di quelle ‘periferie’ del mondo di cui parla continuamente Papa Francesco. Periferie che sono nelle aree geografiche di maggiore povertà economica, ma che si trovano anche all’interno delle società ricche, dove c’è molta povertà umana e spirituale, solitudine e perdita del senso della vita. Non a caso spesso sono proprio i minori di tutte queste periferie a essere oggetto preferenziale delle reti di sfruttamento e di violenza organizzata online su scala globale”. “I minori di cui noi parliamo e la cui dignità vogliamo difendere e promuovere sono persone umane, il cui valore è unico e irripetibile”, ha concluso il cardinale: “Ognuno di loro va preso sul serio e protetto in questo mondo sempre più digitalizzato, perché possa raggiungere lo scopo della sua vita, del suo destino, del suo venire al mondo. Il destino e la vita di ognuno di loro è importantissimo, prezioso, davanti agli uomini e davanti a Dio”.

Abusi sui minori: card. Parolin, “dignità e diritti siano protetti e difesi con più attenzione di quanto fatto nel passato”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 19:23

Anche nella Chiesa sono emersi “fatti molto gravi”. Per questo la linea della Santa Sede e delle Chiese nel mondo è quella di impegnarsi con “con chiarezza e fermezza, perché la dignità e i diritti dei minori siano protetti e difesi con molta più attenzione ed efficacia di quanto non si sia fatto nel passato”. Lo ha detto il cardinale Segretario di Stato Vaticano, Pietro Parolin, aprendo questo pomeriggio il congresso “Child Dignity in the Digital World” (La dignità del minore nel mondo digitale) che si concluderà il 6 ottobre con l’udienza dei partecipanti da Papa Francesco. Esperti, accademici, dirigenti, leader civili, politici e rappresentanti religiosi provenienti da tutto il mondo approfondiranno il tema della protezione dei minori in rete, spesso vittime di cyberbullismo e molestie sessuali di vario genere. Aprendo oggi i lavori, il cardinale ha detto: “La maggioranza di voi, che lavora da lungo tempo in questo campo, è ben consapevole che gli abusi sessuali nei confronti di minori costituiscono un fenomeno immensamente vasto e diffuso. In questi ultimi decenni, tale drammatica realtà è venuta prepotentemente alla ribalta nella Chiesa cattolica e sono emersi fatti molto gravi. Si è andati progressivamente prendendo coscienza dei danni subiti dalle vittime, della loro sofferenza e della necessità di ascoltarle per poi operare in molte direzioni diverse, con una vasta gamma di interventi che vanno messi in atto per sanare le ferite, ristabilire la giustizia, prevenire i delitti, formare gli educatori e le persone che trattano con i minori, nella prospettiva di diffondere e consolidare una nuova cultura della protezione dei minori – un vero safeguarding – che garantisca efficacemente la loro crescita in ambienti sani e sicuri”. “È questo un impegno – ha aggiunto Parolin – che richiede profonda attenzione umana, competenza e costanza, ma l’esperienza ci dice che là dove c’è uno sforzo coerente e continuo, i frutti che ne risultano sono positivi e incoraggianti”.

Università cattolica: Roma, domani un convegno per il 25° dell’Istituto di bioetica

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 19:02

“Un’occasione di bilancio e di incontro con chi, in questi venticinque anni, ha contribuito alla crescita dell’Istituto di Bioetica o ha consolidato la propria formazione all’interno del primo Istituto universitario interamente dedicato allo studio della disciplina”. Antonio G. Spagnolo, docente di medicina legale e direttore dell’Istituto di Bioetica e Medical Humanities all’Università Cattolica del Sacro Cuore, presenta il convegno “La Bioetica nella formazione in ambito sanitario”, che si terrà domani, 4 ottobre, dalle 14 nella Sala Italia del Centro Congressi Europa, per celebrare i primi 25 anni di attività dell’Istituto (Largo F. Vito, 1). L’evento sarà aperto dai saluti di mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo; di Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia; di Fabrizio Vicentini, direttore della sede di Roma dell’Ateneo. A seguire, gli interventi del card. Elio Sgreccia, presidente emerito Pontificia Accademia per la vita, e del professor Angelo Fiori, maestri e fondatori dell’Istituto, e la relazione di Spagnolo sulle “Attività dell’Istituto di Bioetica e Medical Humanities dell’Università Cattolica: ricerca, didattica e assistenza”. Tra i relatori mons. Ignacio Carrasco de Paula, presidente emerito della Pontificia Accademia per la vita; Gonzalo Miranda, ordinario di bioetica e di teologia morale dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum; Laura Palazzani, ordinario di filosofia del diritto alla Lumsa; Francesco D’Agostino, presidente onorario Comitato nazionale di bioetica.

Diocesi: mons. Spina (Ancona), “ascoltare le persone, stare accanto a loro, incontrare, accogliere, camminare insieme”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 18:57

“Ascoltare le persone, stare accanto a loro, incontrare, accogliere, camminare insieme”. Sono le priorità pastorali che si è prefissato il neo arcivescovo di Ancona- Osimo, mons. Angelo Spina, come ha spiegato oggi nell’incontro con la stampa regionale, a due giorni dal suo ingresso in diocesi. “Oggi – ha affermato il presule – il primo effetto della paura è la chiusura. Desidero invece ridare coraggio e spero che tutti imparino ad avere fiducia nell’altro”. Parlando della sua nomina, ha ammesso che “è stata una sorpresa”, ma che ad Ancona si è sentito “subito a casa” e ha lodato “la bontà, la generosità, la laboriosità di questa gente”. Mons Spina sarà ad Assisi a metà ottobre con gli altri vescovi italiani per gli esercizi spirituali: “Siamo una famiglia”, ha detto. Ha poi affrontato i temi comuni che legano Marche, Abruzzo e Molise: accoglienza e la ricostruzione dopo il sisma. “Sono argomenti che ci accomunano pur mantenendo le dovute distinzioni geografiche, territoriali, storiche e culturali”. “È bella la fraternità con gli altri vescovi”, ha dichiarato. A proposito di immigrazione, il presule ha evidenziato: “È importante l’accoglienza di persone che vivono nel disagio e fuggono dalla miseria, ma all’accoglienza vanno aggiunte la prudenza, l’integrazione e la legalità. Camminare così con fiducia e speranza ma anche con impegno reciproco. È importante non chiudersi ma aprirsi. È una sfida per tutti”.
Tra i temi toccati nel corso dell’incontro, l’importanza del lavoro per i giovani, la necessità di una adeguata formazione dei laici e il loro ruolo di corresponsabilità nella Chiesa, l’impegno dei parroci. Mons. Spina ha modificato anche il proprio stemma episcopale in occasione del suo arrivo nelle Marche: sotto i tre monti dell’immagine originaria, ha inserito il mare come simbolo di Ancona. Ad accogliere l’arcivescovo prima della Messa di domenica scorsa, nello specchio d’acqua antistante il porto, una imbarcazione, con una famiglia di pescatori: nonno, padre e nipote. “Mi hanno molto commosso”, ha confidato il presule, che ha ricevuto anche una lettera di saluti del rabbino capo di Ancona, città che conta una delle più antiche e significative comunità ebraiche d’Italia. “Grazie per il grande affetto con cui avete tutti accolto questo pastore”, ha concluso.

Università: Franceschi (Pusc), “il matrimonio non è la méta, ma un progetto di vita”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:54

Perché sposarsi? È stato il tema della lezione inaugurale tenuta da Héctor Franceschi, docente di Diritto Canonico alla Pontificia Università della Santa Croce, che ha offerto alcune riflessioni sui capitoli centrali dell’esortazione “Amoris laetitia” di Papa Francesco, dedicati all’amore coniugale e alla sua naturale fecondità. Dopo aver analizzato alcune “crisi” dell’epoca attuale circa la comprensione del matrimonio, dell’amore coniugale o dello stesso concetto di libertà, il canonista – durante la cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico dell’ateneo – ha ricordato che “il matrimonio non è la meta, non è la celebrazione né tanto meno la festa nuziale, ma è un progetto di vita che coinvolge tutta la persona e tutta la sua vita”, e che richiede anche a volte “capacità di attendere”. Uno degli ambiti fondamentali in cui le famiglie possono incidere per aiutare a superare la “paura dell’impegno” dei giovani è quello della “educazione nelle virtù, non tanto come degli insegnamenti teorici, ma come il modo buono di vivere”, la tesi di Franceschi: “Il dono disinteressato verso gli altri, la generosità, il saper condividere, il sacrificio, il senso di giustizia, la castità, soprattutto se i figli vedono quelle virtù incarnate nei loro genitori”. Il relatore ha invitato anche a superare un certo “pessimismo antropologico” per cui sembrerebbe impossibile chiedere oggi ai fidanzati e alle coppie di vivere fedelmente le esigenze del vero amore. Il rimedio efficace sta piuttosto nell’“avvicinamento dei fidanzati a una vera vita di fede”, a cominciare dai corsi di preparazione al matrimonio.

Università: mons. Ocariz (Opus Dei), “qualità” e “carità” per raggiungere le “periferie esistenziali”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:53

La carità cristiana spinge a “mettere al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, e a farlo con qualità e professionalità. Lo ha detto monsignor Fernando Ocáriz, prelato dell’Opus Dei e Gran Cancelliere della Pontificia Università della Santa Croce, inaugurando il nuovo Anno accademico 2017/2018.  Era la prima volta che mons. Ocáriz parlava in qualità di Gran Cancelliere, dopo essere succeduto a monsignor Javier Echevarría, scomparso il 12 dicembre 2016. Il nuovo Gran Cancelliere è stato tra i professori fondatori dell’ateneo, 33 anni fa, quando era docente di Teologia fondamentale. Di Echevarría ha quindi ripreso “un tema molto caro”, quello della fraternità cristiana vissuta fra coloro che portano avanti un progetto di ispirazione cristiana come la Santa Croce. “Per amore di Dio cerchiamo di vivere pienamente la nostra libertà e responsabilità di cristiani, mettendo al servizio di tutti le conoscenze di ciascuno, l’esperienza acquisita, la sensibilità verso alcuni problemi e sfide”, ha spiegato. “Vogliamo dare il massimo del nostro impegno tradotto in un servizio di qualità”, ha aggiunto: in questo senso, “la carità spinge verso la professionalità”. Ricordando che “il bene è diffusivo e non può rimanere tra le mura del nostro palazzo”, mons. Ocáriz ha evidenziato che “la carità fraterna che tentiamo di vivere nell’Università” si proietta all’esterno, raggiungendo anche “tutti quelli che, come ci ha detto spesso Papa Francesco, si trovano nelle ‘periferie esistenziali’”. Pensare allora alle persone “è sempre una motivazione profonda per l’impegno nella propria missione”.  Nell’omelia nella Messa di inaugurazione presieduta nella Basilica di Sant’Apollinare e concelebrata delle autorità delle Facoltà e dell’Issrf all’Apollinare, il prelato dell’Opus Dei ha sottolineato come, per dare senso allo sforzo nello studio, è necessario frequentare lo Spirito Santo: “I suoi lumi ci permetteranno di contemplare con stupore la profondità dei misteri della fede, ed il suo fuoco farà sì che quelle conoscenze accendano nel nostro cuore sinceri desideri di unirci al Signore e di comunicare il suo amore a molte anime”.

 

 

Pastorale della salute: Camillianum, dal 6 ottobre il modulo sulle “Medical Humanities”. A fine mese un convegno su “dolore e sofferenza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:51

Venerdì 6 ottobre inizia il modulo sulle Medical Humanities del corso di alta formazione in Pastorale della cura e della salute organizzato a Roma dal Camillianum e dal Centro Lateranense alti studi al fine di “evidenziare il contributo dell’umanesimo alla medicina. Tale segmento formativo si concluderà l’11 novembre di quest’anno”. Lo rende noto un comunicato diffuso oggi dal Camillianum, incorporato alla Pontificia Università Lateranense e giunto quest’anno al suo 30° anno accademico. La mission dell’Istituto, che è, ricorda la nota, “a livello mondiale l’unico centro universitario cattolico di formazione e ricerca nel settore della Teologia della Pastorale della salute e accoglie ogni anno studenti di tutto il mondo”, è “la promozione della civiltà della cura ed è centrale la questione del senso della sofferenza”, a cui è infatti dedicato il convegno celebrativo del trentennale delle attività dell’Istituto “Dolore e sofferenza: interpretazioni, senso e cure”, in programma il 30 e il 31 ottobre. Al fine di contrastare il deficit spirituale di fronte alla sofferenza, il percorso di ricerca dell’Istituto pone l’attenzione su quattro aspetti del dolore: il dolore non concede spiegazioni; il dolore insegna la finitezza; il dolore impone coraggio; il dolore impone preparazione e risposte organizzate perché “non vi è contrasto tra compassione, vicinanza, senso del limite e risposta organizzata, anzi devono procedere assieme come componenti strutturali di un sistema articolato di supporto”.

Referendum Kurdistan: padre Mekko (caldeo), “più preoccupazione che gioia tra i cristiani della Piana di Ninive”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:43

“I cristiani che sono rientrati nella Piana di Ninive, sia nei villaggi controllati dai curdi che in quelli controllati dal Governo centrale di Baghdad, seguono con grande preoccupazione le vicende legate al referendum del 25 settembre per l’indipendenza del Kurdistan. Preoccupazione già esistente prima del voto e a maggior ragione adesso che le urne hanno sancito l’indipendenza”. Così padre Paolo Mekko, sacerdote caldeo della diocesi di Mosul, descrive al Sir le reazioni dei cristiani alla consultazione referendaria in Kurdistan. “La paura più grande – afferma il sacerdote rientrato nella Piana di Ninive dopo essere stato a lungo a Erbil per assistere i cristiani sfuggiti allo Stato islamico – è che le tensioni che ci sono tra Erbil e Baghdad possano sfociare in un’altra guerra e che l’Iraq diventi sempre più diviso, povero e insicuro”. Un nuovo conflitto che troverebbe nella Piana di Ninive, oggi controllata in parte dagli iracheni e in parte dai curdi (come le zone di Alqosh e Teleskuf), un facile terreno di scontro che, spiega il sacerdote caldeo, “avrebbe conseguenze devastanti sul ritorno dei cristiani nei loro villaggi liberati dopo l’occupazione dell’Isis durata oltre tre anni”. Ad essere preoccupati per possibili scontri sono anche i cristiani che vivono a Kirkuk e in altre zone contese” tra curdi e governo centrale. Come a dire che “la divisione che l’indipendenza potrebbe innescare rischia di coinvolgere, al suo interno, la stessa minoranza cristiana sparsa tra Mosul, Baghdad, Erbil, Kirkuk, Ninive e altre zone del Paese. A questo rischio guardano anche i vescovi delle Chiese cristiane presenti in Kurdistan, tra cui Bashar Warda (arcivescovo caldeo di Erbil), Nicodemus Daoud Sharaf (arcivescovo siro ortodosso di Mosul), Timotheus Musa al Shamani (vescovo siro ortodosso del monastero di Mar Matti) e Rabban al Qas (vescovo caldeo di Zakho e Amadya), che hanno diffuso una nota in cui ribadiscono che lo scontro tra governo di Baghdad e governo regionale di Erbil va risolto internamente e non va “internazionalizzato” e che “i cristiani devono evitare di farsi utilizzare nei conflitti, anche perché la loro condizione di obiettiva vulnerabilità continua a rendere incerto il loro futuro e la possibilità stessa di continuare a vivere nelle proprie terre d’origine”. Da qui l’esplicita richiesta che l’unità territoriale della Piana di Ninive sia preservata anche in futuro, evitando che lo scontro tra il governo di Baghdad e quello di Erbil provochino il suo frazionamento.

Sport e disabilità: oggi esordio Nazionale calcio amputati contro il Belgio ai campionati europei in Turchia

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:42

Da oggi al 10 ottobre, la Nazionale italiana calcio amputati prende parte per la prima volta ai Campionati europei di calcio per amputati, organizzati in Turchia (a Istanbul) dalla Eaff (European Amputee Football Federation). Alla rassegna continentale, che prevede partite a 7 da due tempi di 25’ ciascuno, partecipano 12 squadre; l’Italia è inserita nel gruppo B con Polonia, Francia, Belgio. Sono 12 i convocati azzurri: oggi la gara contro il Belgio. La Nazionale, costituita dal Csi (primo ente di promozione sportiva ad esser stato riconosciuto dal Comitato italiano paralimpico) ha cinque anni di vita e nasce dalla ferma volontà del giovane reggiano Francesco Messori, allora 14enne: nato senza una gamba, l’attuale capitano azzurro si era attivato tramite i social network per reperire altri che come lui, nonostante questo tipo di disabilità, non volevano rinunciare al gioco del calcio. Così reclutò, con il sostegno del Csi, un gruppo di circa 20 giocatori, per un incidente o problemi congeniti privi di un arto inferiore (ad eccezione del portiere, amputato ad uno degli arti superiori, così come da regolamento per tutte le Nazionali amputati). Il debutto della Nazionale divenne realtà l’8 dicembre 2012 con un primo allenamento ad Assisi; l’esordio ufficiale in campo internazionale il 27 aprile 2013 ad Annecy, contro la Francia. Successivamente la squadra ha preso parte a Varsavia, all’Amp Football Cup, uno dei più importanti tornei internazionali di categoria, chiudendo al quinto posto. Il 7 giugno 2014 la squadra ha vissuto la grande emozione di essere ricevuta da Papa Francesco in occasione della giornata che, in Piazza San Pietro, celebrò i 70 anni del Csi. Lo scorso 25 settembre, l’orgoglio di vestire il tricolore innanzi al capo dello Stato, Sergio Mattarella, in occasione dell’inaugurazione a Roma del primo Centro paralimpico italiano presso le Tre Fontane, all’Eur. L’hashtag della Nazionale è #StampelleAzzurre.

Croazia: incontro tra il nunzio Pinto e il primo ministro Plenkovic. Visita in Vaticano del premier il 7 ottobre

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:40

Il nuovo nunzio in Croazia, mons. Giuseppe Pinto, ha avuto un incontro oggi con il primo ministro del Paese Andrej Plenkovic. Al colloquio hanno assistito inoltre il ministro della giustizia e il presidente della Commissione per i rapporti con le confessioni religiose Drazen Bosnjakovic. Mons. Pinto e il primo ministro Plenkovic hanno valutato i rapporti tra la Santa Sede e la Croazia come ottimi e hanno discusso anche la prossima visita del capo del governo croato in Vaticano che si svolgerà il 7 ottobre. Tra i temi dell’incontro anche la canonizzazione del beato cardinale croato Alojzie Stepinac. La commissione mista tra rappresentanti della Chiesa cattolica in Croazia e la Chiesa ortodossa serba ha concluso i suoi lavori a fine luglio senza arrivare a una conclusione effettiva che sblocchi il processo di canonizzazione. Comunque la decisione in merito rimane di Papa Francesco. Da parte sua, il nunzio Pinto ha sottolineato l’accoglienza cordiale che ha ricevuto per il suo servizio in Croazia e si è congratulato per la buona collaborazione tra la Commissione della Conferenza episcopale croata per i rapporti con lo Stato e la Commissione per i rapporti con le confessioni religiose.

Papa Francesco: videomessaggio, “ricordare sempre la dignità e i diritti dei lavoratori”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:38

È un appello a “ricordare sempre la dignità e i diritti dei lavoratori” il video messaggio del Papa per l’intenzione di preghiera per il mese di ottobre. Riprendendo un concetto dell’Enciclica di San Giovanni Paolo II “Laborem Exercens” del 1981 – riferisce Radio Vaticana – Francesco esorta a “denunciare le situazioni in cui essi vengono violati” per “contribuire a un autentico progresso dell’uomo e della società”. Il Papa chiede di pregare “per il mondo del lavoro, perché siano assicurati a tutti il rispetto e la tutela dei diritti e sia data ai disoccupati la possibilità di contribuire con il lavoro all’edificazione del bene comune”. Francesco ha pronunciato il suo ultimo discorso al mondo del lavoro domenica scorsa, durante la prima tappa – in piazza del Popolo a Cesena – del suo viaggio a Bologna, sottolineando la necessità del welfare e del dialogo per superare la crisi che colpisce i lavoratori.

Diocesi: Caritas Treviso, venerdì 6 ottobre la IV edizione di “Ascoltiamo il Silenzio” per gli immigrati morti nei “viaggi della speranza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:29

Venerdì 6 ottobre, alle 20.45, nella Casa della Carità, a Treviso, avrà luogo la quarta edizione di “Ascoltiamo il Silenzio”, un momento di preghiera promosso dalla Caritas diocesana “in ricordo di tutti quei nostri fratelli che hanno perso la vita nei loro viaggi della speranza”. Don Davide Schiavon, direttore della Caritas Tarvisina, spiega come questa non voglia essere un’occasione di polemica o di scontro, ma un momento di raccoglimento e di incontro: “Non vuole essere un momento ‘contro’ qualcuno, ma un dono da condividere insieme. Auspichiamo che, nel silenzio, i sentimenti della speranza e della fiducia in un’umanità migliore possano trovare cittadinanza nei cuori di ciascuno, soprattutto nell’animo di quanti portano i segni dolorosi di tante sofferenze. Vogliamo semplicemente pregare insieme e lasciare che le parole che Papa Francesco ci ha suggerito nel messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato del 2018 diventino il programma della nostra vita”. Don Schiavon prosegue: “Siamo chiamati ad assumerci la responsabilità di abbattere i muri dell’indifferenza e dell’egoismo, per costruire ponti di giustizia e di condivisione. Accogliere, proteggere, promuovere ed integrare sono concretamente una modalità con cui vivere il Vangelo ai nostri giorni. Abbiamo la possibilità di trasformare le difficoltà in opportunità di crescita per un mondo migliore e più giusto. Il silenzio della nostra preghiera possa essere il luogo dove ciascuno accolga l’appello a fare insieme agli altri un passo nuovo verso la pace e la comunione”. I testi utilizzati saranno tradotti anche in inglese e francese per dare la possibilità di seguire la serata anche ai richiedenti asilo ospiti delle strutture di Caritas e di altre realtà del territorio.

Giornata vittime immigrazione: don La Magra (parroco Lampedusa), “diventa retorica se non ci impegniamo a evitare altri naufragi”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:14

“È importante ricordare i morti e quel tragico naufragio di quattro anni fa, ma diventa retorica se non ci impegniamo perché questo non accada più. Purtroppo, il 3 ottobre 2013 non è stato il giorno di un unico naufragio: ce ne sono stati prima e tanti da allora sono continuati e continuano ad avvenire”. Lo dice al Sir don Carmelo La Magra, parroco di Lampedusa, in occasione della Giornata in memoria delle vittime dell’immigrazione. “Fino a quando la commemorazione e il ricordo commosso delle vittime non farà scaturire scelte politiche che guardino il fenomeno dal punto di vista del migrante, cioè di colui che ha bisogno, serviranno a ben poco. Resteranno solo celebrazioni commoventi, ma fini a se stesse”, precisa il parroco. A metà settembre c’erano state delle polemiche in seguito alla richiesta, poi rientrata, del sindaco di Lampedusa, Totò Martello, di chiudere l’hotspot, perché a suo avviso i migranti avrebbero assunto atteggiamenti molesti: “Lampedusa resta sempre un emblema di accoglienza. Il sindaco – chiarisce don La Magra – ha voluto solo stimolare un poco la risposta politica. Non ci sono mai state denunce o pericoli in particolare. Un’isola che riesce a gestire decine di migliaia di turisti non ha problemi per 150 ragazzi tunisini, ma è una questione che va gestita: anche dal punto di vista dei migranti non deve accadere che centinaia di ragazzi rimangano qui per tanti giorni senza poter fare nulla”. Di fronte alle sfide odierne, “la comunità cristiana cerca di stimolare la riflessione sui diritti delle persone, oltre che ad andare incontro al bisogno dei singoli migranti che passano da qui, molto semplicemente nela quotidianità. Questo resta, infatti, pur sempre un luogo di passaggio”.

Don Milani: il 6 e 7 ottobre a Firenze un convegno sulla sua “esperienza di Chiesa”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 16:03

Si parlerà di don Lorenzo Milani e della sua esperienza di Chiesa, da Calenzano a Barbiana, nel convegno organizzato dalla Facoltà teologica dell’Italia Centrale insieme all’arcidiocesi di Firenze, come contributo alle riflessioni che hanno caratterizzato il cinquantesimo anniversario della morte di don Milani. Il titolo del convegno è ispirato al discorso di Papa Francesco nella sua visita a Barbiana dello scorso giugno: “Don Milani. Una vita al servizio del Vangelo, dei poveri e della Chiesa!”. Venerdì 6 e sabato 7 ottobre l’aula magna (Piazza Torquato Tasso, 1/a) ospiterà teologi e storici, ma anche gli ex allievi di don Milani, che porteranno la loro testimonianza diretta. In particolare – informa la diocesi – si parlerà della spiritualità di don Milani e del libro “Esperienze pastorali”, di cui ricorre nel 2018 il sessantesimo della pubblicazione. Tre anni fa, nel 2014, il cardinale Giuseppe Betori chiese alla Congregazione per la dottrina della fede di fare chiarezza circa il divieto di pubblicazione e diffusione del libro, trovando la piena disponibilità di Papa Francesco: la risposta della Congregazione fu che quel divieto aveva carattere prudenziale e che, essendo mutate le circostanze, non ha più ragione di sussistere. “Da ora in poi – affermava l’arcivescovo di Firenze annunciando questa comunicazione – la ristampa di Esperienze pastorali non ha alcuna proibizione da parte della Chiesa e torna a diventare un patrimonio del cattolicesimo italiano e, in particolare, della Chiesa fiorentina, un contributo alla riflessione ecclesiale da riprendere in mano e su cui confrontarsi”. Sarà proprio il card. Betori, che è anche il Gran Cancelliere della Facoltà, ad aprire il convegno, venerdì 6 ottobre alle 9. Seguiranno gli interventi di don Severino Dianich e Federico Ruozzi e la testimonianza di Maresco Ballini del gruppo don Milani di Calenzano. Alle 15.30 le relazioni di Pietro Domenico Giovannoni e Marco Giovannoni, che parleranno della Chiesa fiorentina negli anni di don Milani e del suo rapporto con don Bensi; José Luis Corzo parlerà invece della spiritualità di don Milani. Alle 18 la testimonianza di Nevio Santini (Centro Formazione e Ricerca don Lorenzo Milani e Scuola di Barbiana). Sabato 7 ottobre, alle 9.30 don Alfredo Jacopozzi parlerà del background culturale di don Milani, don Luca Bressan dell’attualità delle scelte pastorali del cappellano di Calenzano e priore di Barbiana. A seguire la testimonianza di Agostino Burberi (Fondazione don Lorenzo Milani).

Giornata vittime immigrazione: Caritas Pescara, “preghiera nelle parrocchie per educarci all’accoglienza”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:39

Si celebra oggi, 3 ottobre, la Giornata nazionale in memoria delle vittime dell’immigrazione istituita, nel marzo 2016, per ricordare l’inabissamento avvenuto all’alba del 3 ottobre 2013 quando, a poche decine di metri dalle coste dell’isola di Lampedusa, 366 migranti persero la vita. “Chiediamo alle parrocchie e ad ognuno – l’invito di don Marco Pagniello, direttore della Caritas diocesana di Pescara-Penne – di fermarsi un momento per meditare il mistero della morte e per pregare per tutte le vittime. La morte crea sempre un turbamento, ci spiazza; in queste situazioni, invece, sembra che sia scontato mettere in conto alcune perdite, come se non stessimo parlando di vite umane. Davanti a queste morti, alla fuga di tanti fratelli che, pur sapendo di rischiare la vita, si mettono in viaggio non possiamo essere indifferenti”. Un momento per fare memoria, sì, ma anche un tempo per educarci all’accoglienza perché quello che è accaduta non si ripeta ancora. “Riprendendo le parole di papa Francesco domenica a Bologna – continua don Pagniello – vorrei insistere sull’importanza dell’incontro con l’altro che ci fa scoprire la bellezza che ognuno porta nella sua storia e la ricchezza che può nascere dal dialogo e dalla conoscenza. Impariamo ad essere comunità aperta all’accoglienza perché chi viene incontro a noi possa integrarsi e vivere la speranza nel futuro, smarrita nei luoghi dai quali fuggono”.

Carcere: Cassino, inaugurata area verde per i colloqui con famiglie e figli minori

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:36

I detenuti della casa circondariale “S. Domenico” di Cassino (Fr) potranno usufruire di una nuova area verde per i colloqui con i famigliari. Lo spazio, inaugurato domenica 1° ottobre, è stato pensato soprattutto per i figli minori: sono infatti state installate panchine, tavoli, tettoie e anche un’area giochi per i bambini con altalene e scivoli. Così, scrive Adriana Letta in un articolo pubblicato sul sito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, “nella casa circondariale ‘S. Domenico’ i bambini che verranno a incontrare i loro papà detenuti troveranno un nuovo ambiente, arioso e accogliente, pensato proprio per loro e per le loro famiglie”. “L’area verde – prosegue – è adibita ai colloqui dei detenuti con le loro famiglie con prole di età inferiore ai 14 anni, ed è costituita da uno spazio all’aperto che è stato sistemato proprio per permettere alle famiglie con bambini di poter trascorrere il tempo del colloquio in maniera più serena e ‘familiare’, all’aria aperta, e favorire il risorgere e il crescere dei legami affettivi, che sono quelli più autentici e capaci di ‘salvare’ adulti e bambini”. La realizzazione della nuova area è stata possibile dalla disponibilità della direzione del carcere, che fa capo alla dott.ssa Irma Civitareale, e all’iniziativa degli educatori che vi lavorano, in particolare Enzo Tozzi, che si è fatto carico dell’organizzazione. “Ma importante – sottolinea Letta – è stato anche il contributo della Caritas diocesana e del Lions Club di Cassino, che da tempo sostiene le iniziative di rieducazione dei detenuti, che hanno offerto un rinfresco per i partecipanti all’evento”.

Francescani di Assisi: in dono al presidente Mattarella una copia esclusiva della “Rivista San Francesco”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:35

In occasione della visita del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, alla Basilica Superiore di San Francesco d’Assisi e alla tomba del Santo, che si è tenuta oggi per il XX anniversario del terremoto che colpì Umbria e Marche nel 1997, il direttore della Rivista San Francesco, padre Enzo Fortunato, e il caporedattore, Andrea Cova, hanno donato al presidente una copia esclusiva del mensile che racconta l’intera famiglia francescana. “Spesso l’Ordine Francescano viene raffigurato come un grande albero dal cui tronco sono spuntati, lungo i secoli, innumerevoli rami frondosi”, si legge in una nota: “Rappresentano la grande schiera delle famiglie religiose che si ispirano al carisma di Francesco d’Assisi”. E il titolo del numero di ottobre è proprio “Galassia Francescana”. I contenuti del mensile offrono una panoramica della composizione delle famiglie francescane, la spiegazione dei tre simboli che contraddistinguono il Francescanesimo: l’abito, il cingolo e il Tau. Sono inoltre descritti i tre aspetti del carisma francescano: la pace, la solidarietà e il rispetto per il creato. Vi è poi una spiegazione della dislocazione geografica e del numero delle famiglie francescane: una Galassia che non è frammentazione, ma unità nella diversità. La rivista ha una diffusione di oltre 100mila copie tradotta in inglese, arabo e braille. Viene diffusa gratuitamente nelle sedi direttive scolastiche d’Italia e nelle carceri. È possibile, inoltre, trovare i contenuti del mensile sul sito, tra i primi siti cattolici al mondo, e sulla relativa pagina facebook.

Irlanda: referendum aborto. Vescovi lanciano il “rosario” per la vita. Mons. Doran, “la campagna referendaria si vince con la preghiera”

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:29

“Le statistiche dimostrano che una gravidanza su cinque in Gran Bretagna si conclude con l’aborto e che ogni anno il 90% dei bambini non nati ha la sindrome di Down”. Un’omelia interamente dedicata al tema dell’aborto e al referendum che il governo irlandese ha deciso d’indire il prossimo anno per emendare l’articolo 40.3.3 (“The Pro-Life Article”) della Costituzione di Irlanda aprendo così la strada per una legislazione sull’aborto. A pronunciarla mons. Kevin Doran, vescovo di Elphin, domenica scorsa, nel giorno in cui la Chiesa irlandese ha celebrato la Giornata per la vita.
Il vescovo ricorda che sono esattamente 50 anni da quando nel 1967 è passato in Inghilterra, Scozia e Galles l’“Abortion Act”, aprendo alla legalizzazione dell’aborto, e commenta: “Quanti bambini sono stati abortiti perché le persone non hanno saputo rinunciare ai propri programmi (i miei piani, la mia reputazione, la mia vita sociale, il mio assoluto diritto di controllare il mio corpo). Quanti più sono morti perché le loro madri si sentivano sole e impaurite, piuttosto che sostenute dai loro partner, dalle loro famiglie, dai loro amici e dalla società”. “La Giornata per la vita è, innanzitutto, un giorno di preghiera in cui possiamo trovare in noi l’amore, la tenerezza e il coraggio di promuovere una cultura che protegge la vita e rispetta le donne”.
E per vincere “la cultura” che “ritiene che si può liberamente disporre della vita umana o che ci siano alcune vite che non hanno valore”, il vescovo lancia una iniziativa di preghiera proponendo ai fedeli cattolici di dedicare un’ora alla settimana in presenza del Santissimo Sacramento alla recita del rosario con la particolare intenzione di proteggere la vita e sostenere le donne che hanno difficoltà di gravidanza. “Credo – dice il vescovo Doran – che la campagna per legalizzare l’aborto non sarà sconfitta dalle sole strategie politiche. Richiede la nostra preghiera costante”.

Diocesi: mons. Raspanti (Acireale), “vicinanza e apprensione” a parrocchia Valverde per transennamento e interdizione al pubblico del santuario

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:10

Il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, a seguito dell’ordinanza del sindaco del Comune di Valverde, con la quale ordina la chiusura al transito veicolare e pedonale della piazza del santuario, delimitando con transenne fisse piazza e santuario con conseguente interdizione al pubblico, esprime la propria “vicinanza e apprensione” alla parrocchia di Valverde e a tutti quei fedeli che da ogni dove sono soliti recarsi in pellegrinaggio per pregare e supplicare la Madonna, lì venerata da secoli. “Una venerazione così viva e consolidata nel tempo rende ancora più triste l’impossibilità del momento di non potersi recare ai piedi della sacra icona di Maria ed a lei affidare i desideri, le angosce e le speranza del cuore – afferma mons. Raspanti -. Oggi più che mai invito alla preghiera e alla fiducia: la Chiesa di Acireale ha a cuore il santuario di Valverde, ha fatto e farà quanto in suo potere perché il santuario torni ad essere in tutta sicurezza luogo di preghiera e meta di pellegrinaggio. Ieri mi sono recato sul posto ed ho invocato la Vergine Maria; sono certo che la preghiera accorata di migliaia di fedeli non potrà non essere esaudita”. Il vescovo precisa: “Anche le autorità stanno facendo la propria parte, in un quadro che – ahimè – dall’anno scorso ad oggi ha registrato un aggravamento della situazione, rendendo più complesse le operazioni di risanamento. Le ringrazio e al tempo stesso le esorto a non demordere per il raggiungimento dell’obiettivo che comunità civile e comunità religiosa auspichiamo: la piena fruizione in tutta sicurezza dello spazio pubblico della piazza e del santuario”.
L’Ufficio beni culturali della diocesi di Acireale, di concerto con i padri agostiniani, con il tecnico da loro incaricato Raffaello Di Mauro e le competenti autorità, sin dall’anno scorso ha realizzato con i fondi dell’8xmille un progetto per il consolidamento delle strutture compromesse dallo sprofondamento del sottosuolo, progetto che era giunto in una fase di prossima esecutività. Adesso, alla luce degli ulteriori sprofondamenti verificatisi nei giorni scorsi, che hanno ulteriormente compromesso la staticità delle strutture, l’ufficio diocesano dei beni culturali è già all’opera per adeguare il progetto precedente alle nuove esigenze del caso.

Famiglia vincenziana: dal 12 al 15 ottobre, a Roma, Simposio internazionale per i 400 anni di fondazione

Agensir.it - Tue, 2017-10-03 12:04

Si svolgerà a Roma, dal 12 al 15 ottobre, il simposio internazionale della famiglia vincenziana, in occasione dei 400 anni dalla fondazione del carisma al servizio dei poveri di San Vincenzo de’ Paoli. L’iniziativa si concluderà con l’incontro con Papa Francesco, previsto per sabato 14 ottobre in piazza San Pietro. Attese nella Capitale oltre 10mila persone da 99 Paesi. Gli incontri cominceranno giovedì 12, tra le 18 e le 19, con un momento di preghiera nella basilica di San Giovanni in Laterano. Venerdì 13, al via le conferenze al Collegio apostolico leoniano, riflettendo su “La spiritualità vincenziana e la sua sfida profetica”. Ne parlerà l’arcivescovo emerito di Nola, mons. Beniamino Depalma. Subito dopo, Alessandro Ginotta approfondirà la “formazione vincenziana e comunicazione”. “Gli orizzonti del carisma vincenziano” saranno al centro dell’intervento di padre Matteo Tagliaferri, mentre la celebrazione eucaristica sarà presieduta da padre Nicola Albanesi. Nel pomeriggio confronto con i giovani consacrati. Sabato 14, alle 12, è in programma l’udienza con Papa Francesco. Al termine dell’incontro, inizierà ufficialmente il progetto “Alleanza” della famiglia vincenziana per i senza fissa dimora. Durante il Simposio sarà lanciata anche un’altra iniziativa: il film festival internazionale della famiglia vincenziana “FindingVince400”. “Sarà un momento di grazia per chi potrà essere fisicamente a Roma, ma anche per chi non potrà esserci – spiega padre Tomaž Mavrič, superiore generale della Congregazione della Missione, alla vigilia del simposio -. Saremo tutti connessi grazie ai moderni mezzi di comunicazione perché vogliamo con tutto il nostro cuore che questa sia una festa di tutta la famiglia vincenziana. Vogliamo che la carità sia globalizzata e noi faremo tutto il possibile per andare avanti in questa direzione”.

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