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Chiese di Sicilia: Palermo, domani la Giornata del dialogo islamo-cristiano. Mons. Raspanti, “trovare punti comuni e, insieme, individuare occasioni di cooperazione”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 19:24

“Incontrarsi, confrontarsi e dialogare per individuare occasioni di cooperazione e per azioni sinergiche su questioni comuni” è lo scopo che si prefigge la Giornata del dialogo islamo-cristiano, organizzata dall’Ufficio per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Conferenza episcopale siciliana (Cesi), in collaborazione con le Comunità islamiche siciliane. L’evento si svolgerà domani a Palermo, ospitato dalla Missione “Speranza e carità”. Il tema di riflessione scelto è “Cristiani e musulmani insieme. Strumenti di cooperazione”. Per mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale e delegato Cesi per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso, “al di là dei convenevoli e del ribadire la necessità, l’opportunità e la bellezza del dialogare, occorre essere concreti: ci sono delle innegabili differenze tra cristiani e musulmani, ma ci sono delle cose che ci accomunano, e il nostro abitare la Sicilia è una di queste. Come cittadini di questa terra, tutti ne condividiamo risorse e problematiche”. Il riferimento del presule è all’educazione dei figli, ai rapporti con la scuola o alle difficoltà legate alle questioni di salute. “Chi di noi non si trova ad affrontare tali questioni? Cristiani o musulmani – aggiunge mons. Raspanti -, siamo gente inserita nella storia, parte del tessuto della stessa società, tutti in rapporto con la città e con la cosa pubblica. Ci siamo chiesti come progettare qualcosa di più stabile e di più incisivo ed essere al contempo dallo stesso lato nel dialogare con le istituzioni. Ecco perché la scelta del tema della ‘cooperazione’ ed ecco perché ‘strumenti’”. “Nessuno di noi – prosegue il vescovo – sa che cosa verrà fuori dall’incontro”. Il cuore della Giornata, infatti, sarà la tavola rotonda alla quale prenderanno parte tre esponenti del mondo islamico e tre del mondo cristiano, i quali, ciascuno a suo modo, interverranno sui temi già accennati moderati proprio da Raspanti. “Si tratta di stimoli – spiega ancora il vescovo di Acireale -, perché parlando di qualcosa che viviamo con difficoltà o che siamo comunque chiamati a fronteggiare, seppur con certe differenze, potremo magari trovare punti comuni e, insieme, individuare occasioni di cooperazione e per azioni comuni”.

Salesiani: dall’America Latina all’Europa numerosi i missionari impegnati per l’evangelizzazione e lo sviluppo umano

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 19:10

“Sono molte in tutto il mondo le persone che, ispirandosi a don Bosco, spendono la loro vita lontano dalla loro patria per dedicarsi alle missione dell’evangelizzazione e dello sviluppo umano di altri popoli”. È quanto si legge in una nota diffusa dai Salesiani in occasione della Giornata missionaria mondiale che si celebra domenica 22 ottobre. La frase “Non ho mai detto che sarebbe stato facile, ma che ne sarebbe valsa la pena”, una delle più famose attribuite a don Giovanni Bosco, “riassume bene – prosegue la nota – il significato di essere un missionario in un altro Paese: tanto lavoro, dedizione, superamento di sé e dei propri timori e persino rischio della vita sono parte della scelta di chi parte per la missione alle genti”. Dall’Africa all’America Latina, dall’Asia all’Europa sono diverse le testimonianze di sacerdoti salesiani, suore delle Figlie di Maria Ausiliatrice, giovani volontari e in formazione, chierici che provenienti da diversi Paesi del mondo, sono protagonisti di un impegno globale. Significative le parole del salesiano guatemalteco Giuseppe Liano, ora missionario a Gjilan, in Kosovo. Quando decise di partire alcuni confratelli gli dissero: “perché andare fuori, se qui abbiamo parecchio lavoro da fare?”. “È vero – risponde – c’è tantissimo da fare, Però è vero anche che la Congregazione nel mondo è una sola e i giovani ci aspettano ovunque e i confratelli pure”. “Se la vigna è del Signore – aggiunge – Lui saprà come distribuire i suoi operai. A noi corrisponde fare ciò che Lui chiede, con l’amore che Lui ci dona, lì dove Lui ci vuole e ci invia”. “Se i primi salesiani non avessero rischiato quello che avevano per andare oltre – conclude – come avremmo noi conosciuto Dio, don Bosco e la nostra vocazione?”.

Giudici: Petit Guerra (Caracas), “in Venezuela stiamo assistendo a un processo di distruzione dell’indipendenza giudiziaria”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 19:04

“Parlare oggi di veri giudici in Venezuela significa riferirsi a qualcosa di assai raro, perché la realtà è che ormai sono sempre meno i giudici veramente naturali nel nostro Paese: stiamo assistendo a un processo di distruzione dell’indipendenza giudiziaria. Le toghe non godono più né di autonomia né di indipendenza o di stabilità, dal momento che vengono nominate soltanto per essere usate come pezzi di un triste puzzle”. È la testimonianza di Luis Alberto Petit Guerra, giudice del Venezuela ed ex coordinatore per l’area metropolitana di Caracas per la materia civile e per le tutele costituzionali. Petit Guerra è intervenuto questo pomeriggio all’annuale convegno nazionale del Centro studi Livatino, che si è tenuto a Roma nel Palazzo dei gruppi parlamentari. Il rapporto tra i giudici e la profonda crisi sociale del Venezuela, ha spiegato Petit Guerra, rappresenta una “storia oscura, dal momento che la classe giuridica venezuelana viene ormai designata senza concorso e senza controlli, nonostante la nostra costituzione stabilisca che ogni giudice debba essere nominato mediante concorso e seguendo le norme di legge”. In Venezuela, ha fatto sapere il giudice, sono ormai soltanto 5 i giudici che sono stati designati mediante il concorso: “Bisogna ricordare – ha concluso Petit Guerra – che tutta la corporazione è stata corresponsabile del fallimento del sistema giudiziario venezuelano. All’interno di questo sistema diventato anomalo, le distorsioni si sono manifestate fino a toccare i picchi più alti di violenza e corruzione”.

Diocesi: Treviso, domani sera l’invio missionario di mons. Gardin a tre sacerdoti e a una famiglia

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:57

Alla vigilia della Giornata missionaria mondiale, il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin, presiederà nella serata di domani, sabato 21 ottobre, la veglia missionaria diocesana. Nel corso del momento di preghiera, in programma alle 20.30 in cattedrale, in cinque riceveranno da mons. Gardin l’invio missionario. Si tratta di padre Marco Pagani del Pontificio istituto missioni estere (Pime), in partenza per l’Algeria, padre Filippo Ferraro, scalabriniano destinato a Cape Town, in Sudafrica, mons. Paolo Cargnin, attuale parroco di Salzano (Ve) che sarà “fidei donum” nella diocesi di San Juan Bautista de las Misiones in Paraguay, e i coniugi Loredana Gemin e Michele Furlan, dell’Operazione Mato Grosso, che partiranno, insieme alle loro due figlie (e un terzo in arrivo), per una missione in Ecuador, dove già prestano servizio. “Poter ricevere il mandato, come missionari laici, dal nostro vescovo” – hanno scritto i coniugi in una testimonianza pubblicata dal settimanale diocesano “La Vita del Popolo” – è una cosa che ci rende molto felici perché per noi significa poter tornare in mezzo a questa gente con una forza in più, donataci dalla fraterna comunione che ci viene offerta dalla diocesi, dalle nostre parrocchie di origine e da tutte le persone che ci accompagneranno con la loro preghiera”. “Parto fidandomi del Signore”, afferma invece mons. Paolo Cargnin, aggiungendo che “sono sereno perché è la mia Chiesa che mi manda, non sono io che scelgo di partire, è la mia diocesi che si rende presente accanto ad altre comunità”.

Cattedrali europee: don Franceschini (Cet), “dal 2010 al 2016 la Conferenza episcopale italiana ha censito 174 progetti di restauro di campanili”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:41

“Dal 2010 al 2016 la Conferenza episcopale italiana ha censito 174 progetti di restauro di campanili”. Lo ha riferito don Luca Franceschini, incaricato regionale per i beni culturali e l’edilizia di culto della Conferenza episcopale toscana, intervenendo oggi a Pisa al convegno delle cattedrali europee dal titolo “Campanili e campane”. A confronto – nel convegno che si concluderà domani – molti casi di studio. Quello del campanile del duomo di Vienna, alto 137 metri, detto Steffi (Stefanino in italiano) che “nella sua cupola – ha ricordato il presidente dell’Opera del Duomo di Pisa, Pierfrancesco Pacini – custodisce la grande e pesante campana (oltre 20 tonnellate) realizzata nel 1711 e diventata simbolo speciale di unità e di ricostruzione post-bellica dell’Austria. Un campanile le cui campane offrono il benvenuto al nuovo anno durante la notte di San Silvestro”. O la torre campanaria della cattedrale di Anversa in Belgio, capolavoro di stile gotico bramantino: è una delle più alte d’Europa “tanto da essere annoverata nella lista del patrimonio Unesco”. E poi i diciotto campanili della basilica della Sagrada Familia: dodici sono dedicati agli apostoli, quattro agli evangelisti, uno a Gesù e un ultimo alla Vergine Maria. O il campanile di San Marco a Venezia: i cittadini del centro lagunare lo chiamano affettuosamente El paròn de casa (il padrone di casa). Una storia travagliata, la sua: la mattina del 14 luglio del 1902 le fenditure sul fianco del monumento, che davano da alcuni giorni preoccupazione ai tecnici, si aprirono in modo spaventoso, tanto da far crollare la torre. Oggi per fortuna la torre è stata ricostruita nel rispetto del sindaco di allora Filippo Grimani: “Si costruisca come era. Dove era”. Ancora: il campanile di Giotto della cattedrale di Santa Maria del Fiore a Firenze. Alto quasi 85 metri e largo circa quindici, è la più eloquente testimonianza dell’architettura gotica fiorentina del trecento.
Le giornate di studio si sono aperte con un minuto di silenzio dedicato al turista spagnolo, travolto da un capitello staccatosi dalla basilica di Santa Croce a Firenze. “Una basilica sempre ben curata, dove la manutenzione è sempre stata fatta”, ha osservato il sovrintendente di Pisa (e fiorentino di origine) Andrea Muzzi.

Malnutrizione: Save the children, sui campi di calcio la campagna “Fino all’ultimo bambino”, in collaborazione con Lega Serie A e Aia

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:41

Domani e domenica, in occasione dell’9ª giornata, torna sui campi della Serie A Tim l’iniziativa “Fino all’ultimo bambino” in collaborazione con Lega Serie A e Aia, nell’ambito della campagna di raccolta fondi di Save the Children per contrastare la malnutrizione infantile. “Ogni anno nel mondo – si legge in una nota dell’organizzazione – 6 milioni di bambini sotto i 5 anni muoiono per cause prevenibili e curabili, di cui la metà, ben 3 milioni, a causa della malnutrizione: un killer silenzioso che trova terreno fertile tra le piaghe della povertà, dei conflitti e dei cambiamenti climatici. 1 minore su 4 sotto i 5 anni è colpito da malnutrizione cronica, 1 su 12 da quella acuta”.
Il mondo del calcio, da anni a fianco di Save the Children, ancora una volta “scende in campo per invitare tutti i tifosi a combattere la malnutrizione, con una semplice donazione, attraverso un sms al 45544. Saranno tutte le squadre della Serie A Tim, a schierarsi con Save the Children per garantire cibo e cure mediche, per salvare la vita e dare un futuro ai bambini senza un domani”. Protagonisti della campagna di comunicazione sono gli allenatori Allegri, Di Francesco, Inzaghi, Pioli, Montella, Mihajlovic, Spalletti. Insieme a loro, l’Acf Fiorentina, che è partner di Save the Children dal 2010 e sostiene un progetto di salute materno-infantile e nutrizione in Etiopia.
Fino al 5 novembre sarà possibile sostenere la campagna inviando un sms dal valore di 2 euro al numero 45544 dai cellulari Wind Tre, Tim, Vodafone, PosteMobile, Coop Voce e Tiscali. Si potranno inoltre donare 2 o 5 euro chiamando lo stesso numero da rete fissa Tim, Wind Tre, Fastweb e Tiscali, oppure 5 euro da rete fissa Vodafone, Twt, Convergenze e PostMobile. “I fondi raccolti in Italia durante la campagna andranno a sostenere i progetti di Save the Children – precisa la nota – in Egitto, Etiopia, India, Malawi, Mozambico, Nepal e Somalia”.

Chiesa e disabili: Hollins (Commissione tutela minori), “creare un ambiente sicuro e uno spazio di fiducia”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:34

Sheila Hollins, psichiatra e membro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori istituita nel 2014 da Papa Francesco, nel suo intervento al convegno internazionale “Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa”, descrive l’attività della Commissione, tra cui le linee guida per tutte le diocesi, gli ordini religiosi e le organizzazioni cattoliche del mondo. “Un minore o un adulto con disabilità cognitive e/o mentali, capacità di comunicazione ridotta e conseguente scarsa credibilità – spiega – è più a rischio abuso di altre persone. È perciò importante creare un ambiente sicuro e stabilire alleanze con le figure di riferimento”. “Quando si sospetta che un minore o un adulto vulnerabile sia in pericolo – aggiunge – dobbiamo contattare immediatamente la polizia. Non dobbiamo allentare la vigilanza perché la maggior parte degli abusi avviene in famiglia o tra conoscenti, insegnanti, sacerdoti, educatori. Inoltre, al minore disabile viene detto che nessuno gli crederà”. Importante “prestare attenzione e ascolto” alle vittime. Il primo passo, spiega Hollins, è “farle sentire accolte e far sì che possano condividere la loro situazione, magari utilizzando immagini che possano spiegare fatti e concetti molto meglio delle parole per aiutarli a capire che cosa sta accadendo nella loro vita, le loro sensazioni ed emozioni”. “Io lavoro con adulti e giovani con disabilità cognitive: hanno bisogno di appartenere, di essere accettati così come sono. Per tutti loro – conclude – occorre creare uno spazio di fiducia, un ambiente sciuro, solo in questo ambito la catechesi avrà successo”.

Razzismo: Roma, domani la manifestazione nazionale “per la giustizia e l’uguaglianza”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:25

Continuano ad arrivare anche in queste ore le adesioni alla manifestazione nazionale contro il razzismo indetta da centinaia di associazioni, ong, forze sociali e politiche, che si ritroveranno a Roma domani, sabato 21 ottobre, in piazza della Repubblica, a partire dalle 14.30 per un corteo che giungerà fino a piazza Vittorio Emanuele. Nella mattinata, prima della manifestazione, si svolgerà un torneo di calcio tra squadre multietniche – formate da ragazzi degli Sprar e ragazzi italiani – di diverse città nel campo sportivo XXV aprile a Pietralata. Cominceranno gli atleti della Rfc Lions di Caserta che incontreranno l’atletico San Lorenzo. Tutti poi si uniranno al corteo. Il corteo sarà aperto dallo striscione “Contro il razzismo, per la giustizia e l’uguaglianza”, tenuto da ragazze e ragazzi rifugiati o richiedenti asilo che formeranno il primo spezzone. Seguirà lo striscione di #italiani senza cittadinanza che aprirà il secondo spezzone. A seguire le associazioni, gli studenti, i sindacati e infine i partiti che hanno aderito. In piazza Vittorio si alterneranno interventi e testimonianze di giovani di origine straniera a brani musicali. La conduzione è affidata a Francesca Fornario.

Incendio Como: mons. Cantoni (vescovo), “una tragedia che ci unisce come comunità umana”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:22

“Difficile trovare le parole in queste circostanze. È una tragedia che ci unisce come comunità umana. Sono persone che sentiamo come familiari: nella parrocchia avevano trovato un aiuto fondamentale attraverso la fraternità di tanti volontari. Siamo vicini a questa famiglia e a tutti coloro che stanno soffrendo per una vicenda tanto drammatica”. Sono queste le parole che il vescovo di Como, mons. Oscar Cantoni, ha affidato al “Settimanale della Diocesi” a poche ore dai tragici fatti di via per San Fermo a Como dove, questa mattina, nell’incendio di un appartamento sono morti un marocchino di 49 anni e tre dei suoi quattro figli: il figlio maggiore di 11, due bambine di 3 e 7 anni. Una quarta figlia, di 5 anni, è ricoverata in condizioni gravissime all’ospedale Buzzi di Milano. La mamma dei bambini, moglie dell’uomo, non era in casa perché ricoverata in una struttura specializzata, dove sta seguendo un percorso terapeutico di sostegno psicologico. La casa in cui viveva la famiglia era stata messa a disposizione dalla “Fondazione Beato G.B. Scalabrini”, all’interno di un progetto di housing sociale, mentre la famiglia era seguita da tempo dal gruppo di “San Vincenzo” della parrocchia di Monte Olimpino. “Il papà non aveva un posto di lavoro fisso – spiegano dalla Caritas – e da diverso tempo era senza un’occupazione. Poi la fragilità psicologica della mamma. E i bambini non frequentavano più la scuola”. Una situazione che i volontari definiscono come “davvero complessa”.

Giudici: Mura (Cassazione), “nella magistratura europea” c’è “una Babele del diritto”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:14

“L’imparzialità del pubblico ministero è un valore che non bisogna trascurare, e quest’ultimo, proprio come il giudice, deve saper lasciare il proprio ego al di fuori della causa”. È il pensiero di Antonio Mura, sostituto procuratore generale in Cassazione, emerso dall’annuale convegno nazionale del Centro studi Livatino, che si è tenuto questo pomeriggio a Roma nel Palazzo dei gruppi parlamentari. L’incontro, sul tema “Giudici senza limiti?”, ha visto numerosi esperti del mondo politico e giudiziario confrontarsi sullo stato di salute del sistema giuridico italiano. “Guardando al mondo della magistratura europea – ha aggiunto Mura – dobbiamo fare riferimento a una Babele del diritto. Ci troviamo in un momento di crisi dell’Unione europea, ciononostante assistiamo a una sempre maggiore incisività sul nostro sistema giudiziario delle due corti sovranazionali (Corte di Giustizia dell’Unione europea e Corte europea dei diritti dell’uomo, ndr) che hanno portato molti benefici al nostro Paese”. Senza la Corte di Strasburgo, ha fatto capire il pubblico ministero, “non avremmo fatto passi avanti sulla ragionevole durata del processo, così come non avremmo avuto un intervento netto sull’affollamento carcerario”.

Giudici: Borg Barthet (Corte di Giustizia Ue), “devono evitare di prendere il posto del legislatore”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:11

“Ci sono dei limiti che i giudici non devono e non possono oltrepassare. Innanzitutto, devono lasciare il loro ego fuori dalle cause, senza peccare di narcisismo o ambizione, evitando di prendere il posto del legislatore. Il loro dovere è esclusivamente quello di colmare le lacune, senza andare oltre. Soprattutto non devono preoccuparsi se il giudizio popolare verso di loro è positivo o negativo”. Lo ha affermato Anthony Borg Barthet, giudice alla Corte di Giustizia dell’Unione europea, nel suo intervento all’annuale convegno nazionale del Centro studi Livatino che si è tenuto questo pomeriggio a Roma. A promuovere l’incontro è stato il Centro studi intitolato a Rosario Livatino, magistrato italiano ucciso dalla mafia nel 1990 per le sue inchieste contro i clan. L’obiettivo del convegno è stato fare il punto sul ruolo sociale dei giudici, sempre più spesso sotto la lente d’ingrandimento dell’opinione pubblica. Secondo Borg Barthet, “ci saranno sempre dei casi in cui i giudici verranno accusati di aver superato il limite, avendo imposto il proprio arbitrio personale”: questo è da ricondurre alla “natura umana e fallibile dei giudici, che spesso vengono afflitti dal narcisismo e dal desiderio di diventare popolari e accettati”. Al convegno di oggi era presente anche l’ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo, Francisco Javier Borrego Borrego, che ha ricordato come ” i giudici non creano la legge, e troppo spesso si sente dire che essi ‘praticano una interpretazione dinamica delle legge'”. La realtà, è l’opinione di Borrego, è che “non esiste alcuna interpretazione dinamica o statica delle leggi, così come non esiste una democrazia organica o disorganica”.

Liturgia: Cei, al via il 6 novembre il corso multimediale “Musica liturgica online”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:10

Sono state prorogate fino al 31 ottobre le iscrizioni al corso multimediale “Musica liturgica online”, per la formazione di base degli animatori musicali delle celebrazioni liturgiche, attivato nel 2007 dall’Ufficio nazionale liturgico della Cei e ora giunto alla sua undicesima edizione. L’iniziativa è diretta a tutti gli animatori, organisti, direttori di coro e cantori che già operano in parrocchia e che desiderino affinare le proprie competenze musicali in ambito liturgico. I requisiti di accesso sono l’imprescendibile attività liturgico-musicale e una minima capacità di lettura della musica. Il corso – che inizierà il 6 novembre – è erogato in modalità e-learning per offrire agli utenti una formazione estremamente elastica in termini di spazio e tempo. “Gli studenti possono decidere quando, dove e come studiare con notevoli vantaggi logistici, organizzativi ed economici”, si legge nella presentazione dell’iniziativa: “La didattica è erogata all’interno di un’aula virtuale, equipaggiata di tutte le funzionalità necessarie alle attività di apprendimento ed interazione con i docenti”. Il percorso formativo prevede attività online e un incontro finale in presenza. Le attività didattiche si svolgono senza che ci sia la simultanea presenza del docente e dei corsisti. Sono attivati forum tematici di discussione e videoconferenze in diretta web, laboratori ed interviste con i docenti ed esperti che è possibile rivedere anche successivamente. I supporti didattici allo studio sono sempre disponibili per il download: dispense e slide di approfondimento e chiarimento, lezioni video-audio utili ad illustrare argomenti che necessitano di un supporto visivo, esercitazioni e verifiche necessarie per accertare il livello di apprendimento raggiunto. Per fruire del servizio occorre una postazione informatica collegata a internet e dotata di scheda audio con casse o cuffie.  Musica liturgica on line si articola in 3 anni: corso base (1° anno), corso intermedio, (2° anno), corso avanzato (3° anno). L’attività didattica inizia nel mese di novembre e termina il 30 giugno dell’anno successivo. A coloro che terminano positivamente il primo anno viene rilasciato un attestato di partecipazione. Chi termina il triennio consegue il diploma in Musica liturgica online rilasciato dall’Ufficio liturgico nazionale della Cei.  L’équipe didattica, che da anni lavora al progetto, permette al corso di essere erogato migliorandone di anno in anno la qualità.

 

 

 

 

Giudici: Airoma (Centro studi Livatino), “corrono il rischio di perdere la loro imparzialità, tradendo la propria missione”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 18:06

“Se una volta il giudice era la ‘bocca della legge’, oggi viviamo il tempo in cui la bocca del giudice sembra essere diventata essa stessa la legge. Non solo per ricerca di protagonismo, ma per qualcosa di strutturale: per un rovesciamento di prospettiva che fa apparire la legge sempre in ritardo rispetto alla sentenza del giudice e che quando arriva consacra il dictum giurisprudenziale”. Lo ha detto il vicepresidente del Centro studi Livatino, Domenico Airoma, intervenendo oggi pomeriggio all’annuale convegno nazionale del Centro studi Livatino che si è tenuto questo pomeriggio a Roma nel Palazzo dei gruppi parlamentari. L’incontro, sul tema “Giudici senza limiti?”, ha visto numerosi esperti del mondo politico e giudiziario confrontarsi sullo stato di salute del sistema giuridico italiano, a pochi giorni dallo studio condotto da Cer-Eures che ha evidenziato la lentezza della giustizia italiana: secondo il report, in Italia prima di arrivare a sentenza, un procedimento civile dura quasi 991 giorni, contro i 510 della Spagna, i 429 della Germania e i 395 della Francia. Secondo Airoma, “i giudici corrono il rischio di perdere la loro imparzialità, tradendo in questo modo la propria missione”. “L’alternativa – ha aggiunto il vicepresidente del Centro studi Livatino – non è la mera difesa del dato normativo, ma ricomporre una società a misura d’uomo. In questa prospettiva, riformare la giustizia non è compito di pochi magistrati, ma di tanti. Insieme con politica e opinione pubblica, questo non può essere compito di una minoranza”. L’auspicio di Airoma è di “poter dare voce a tutti quei giuristi convinti che ci sono limiti oltre i quali non si può andare: ogni desiderio non può diventare un diritto – ha concluso – perché questa filosofia è destinata a soccombere dinanzi alle cosiddette ‘oligarchie dei nuovi diritti”‘.

Giovani: Perugia, un convegno sul “lavoro che (non) c’è”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:53

“I giovani sono combattuti tra la fluttuazione dell’io, perché sono dispersi e poi vivono in un mondo scettico, e il desiderio di manifestare le proprie prerogative che si possono riassumere nella parola entusiasmo”. Lo ha detto Dario Eugenio Nicoli, docente di sociologia all’Università Cattolica di Brescia, intervenendo al convegno su “Giovani e il lavoro che (non) c’è”, svoltosi oggi a Perugia e arricchito da non poche testimonianze di giovani che hanno dato vita a realtà produttive di tipo cooperativo, avvalendosi del supporto del “Progetto Policoro” diocesano perugino-pievese e di Confcooperative Umbria, che, insieme all’Ufficio diocesano di pastorale giovanile hanno promosso l’iniziativa. “Solo che sono bloccati per la mancanza di riferimenti, soprattutto di adulti, che possano essere per loro delle guide, e anche dal fatto che nel rapporto con il lavoro, i vecchi canali di inserimento non funzionavano più e occorre costruire dei canali più sensibili”, ha proseguito il relatore. Ai lavori, conclusi da Maurizio Drezzadore, consulente del Ministero del Lavoro, ha partecipato anche Mauro Magatti, docente di sociologia all’Università Cattolica di  Milano, che soffermandosi sul tema della “fuga” dei giovani, in cerca di lavoro, dal nostro Paese, ha affermato: “C’è una generazione, quella dei nostri figli, che rischia di stare in panchina e di dover andare all’estero. C’è bisogno di costruire un patto tra le istituzioni, le generazioni più avanti negli anni, le imprese, il territorio, perché il patrimonio che abbiamo non sia bloccato ma si trovi in modo di rimetterlo in gioco. Questo riguarda tutti noi, che dobbiamo trovare il modo che la nostra eredità non siano solo debiti e problemi”.

Referendum Veneto: mons. Moraglia (Venezia), “far crescere sussidiarietà e bene comune di tutti. Autonomia non significa separazione”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:36

“Confronti e consultazioni elettorali che si svolgono nel rispetto della Costituzione italiana, in uno spirito autentico di comunione nazionale e cercando di evidenziare e valorizzare peculiarità, risorse e legittime esigenze di un territorio, possono aiutare a far crescere la spinta alla sussidiarietà e al bene comune dell’intera comunità (locale e nazionale), anche attraverso modalità più eque e più giuste”. Lo ha dichiarato oggi il patriarca di Venezia Francesco Moraglia. “Autonomia non significa separazione; può essere, semmai, uno stimolo e un aumento di responsabilità verso un’integrazione più forte e attenta alle caratteristiche di ogni contesto e di ciascuna realtà”, ha concluso Moraglia.

Chiesa e disabili: Matthews (St. Mary University-Londra), “anch’essi hanno bisogno di salvezza e sono chiamati alla santità”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:27

“In un mondo malato di utilitarismo, dove gli individui vulnerabili possono essere sacrificati per un bene maggiore, il principio del bene comune ci ricorda che tutti viviamo con e per gli altri: se un membro soffre, tutti soffrono”. Così la teologa Pia Matthews, docente alla St. Mary University (Londra), nel suo intervento al convegno internazionale “Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa” che ha preso il via questo pomeriggio a Roma per iniziativa del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione (fino al 20). “In un mondo dove le persone con disabilità sono spesso emarginate o escluse“, prosegue la teologa, il principio di solidarietà “ci ricorda che siamo tutti responsabili di tutti” mentre, di fronte alla cultura dello scarto, “l’opzione per il povero ci ricorda che sono soprattutto i piccolo agli occhi del mondo ad essere specialmente amati da Dio”. Per Matthews, “nella ricchezza delle diversità della famiglia umana, tutti gli esseri sono fatti ad immagine e somiglianza di Dio e sono chiamati a crescere nella sua grazia attraverso una vita in Cristo. Le persone con disabilità sono fragili, ma allo stesso modo di tutti gli altri perché la fragilità è parte della nostra umanità”. Come ogni essere umano, “anch’esse hanno bisogno di salvezza, di nuova evangelizzazione per crescere spiritualmente, e “sono chiamate alla santità, a partecipare alla liturgia e ed occupare il proprio posto nella comunità ecclesiale”. La Chiesa, conclude la teologa, “ha pertanto nei confronti di queste persone gli stessi doveri che ha verso tutti gli altri fedeli: la catechesi è per tutti e per ognuno”.

Salute: Roma, stasera il Fatebenefratelli-Isola Tiberina si tinge di rosa per l’inaugurazione dello sportello per la prevenzione dei tumori al seno

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:20

L’ospedale Fatebenefratelli all’Isola Tiberina di Roma, alle 18.30 di questa sera si tingerà di rosa in occasione dell’inaugurazione di un nuovo servizio per la prevenzione dei tumori al seno. Alla cerimonia è atteso anche il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Lo “Sportello rosa” – si legge in una nota – fornirà “un servizio di diagnosi rapido e completo per donne con sospetta neoplasia mammaria, inviate dal medico di medicina generale”. Si tratta di “uno dei primi sportelli aperti sul territorio per la popolazione femminile sotto i 50 o sopra i 70 anni, fascia che non rientra nei limiti di età previsti per l’accesso allo screening regionale”. Il nuovo sportello verrà aperto all’interno di un servizio di eccellenza per la diagnosi e la cura delle patologie tumorali del seno: la nuova “Breast unit” (Centro integrato di senologia) della struttura, che – viene spiegato nella nota – “accompagna la donna in un percorso programmato e multidisciplinare, condiviso da tutti gli specialisti impegnati in vario modo nel lavoro di diagnosi, cura e riabilitazione psico-fisica delle donne con neoplasia mammaria”. Lo sportello sarà aperto ogni venerdì, dalle 8 alle 11.30, senza prenotazione ma con una prescrizione del medico di medicina generale per “visita chirurgica senologica”. “Con lo ‘Sportello rosa’ – afferma Patrizia Frittelli, direttrice dell’Unità di Chirurgia senologica all’Isola Tiberina – si vuole costruire un nuovo modello di gestione integrata tra ospedale e territorio, attraverso la collaborazione diretta con i medici di medicina generale, al fine di rendere ancora più efficace la relazione tra tutti i professionisti coinvolti nel processo di diagnosi e cura della paziente”. Il carcinoma mammario è il tumore più frequente tra le donne: in Italia una su dieci è destinata a contrarre tumore al seno nel corso della vita, con 48mila nuovi casi ogni anno.

Chiesa e disabili: Toschi (filosofo), “l’imperfezione può richiamare ad una più autentica relazione umana”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:20

“L’imperfezione fisica o psichica può richiamare ad una più autentica relazione umana”. Ne è convinto il filosofo Stefano Toschi, tetraplegico, fondatore e presidente dell’Associazione “Beati noi”, intervenuto al convegno internazionale “Catechesi e persone con disabilità: un’attenzione necessaria nella vita quotidiana della Chiesa”. L’incontro si è aperto oggi a Roma per iniziativa del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, in collaborazione con il Settore per la catechesi delle persone disabili dell’Ufficio catechistico nazionale Cei, The National Catholic Partnership on Disability e Kairos Forum (fino al 22 ottobre). “L’attuale società, dove la tecnologia consente ad individui lontanissimi e che mai si sono incontrati di persona di mettere in comune il proprio mondo e il proprio vissuto”, afferma Toschi in un testo cui ha dato voce una giovane colaboratrice, “in apparenza sembra essere la società più connessa di tutti i tempi e con più relazioni (contatti, amicizie, like, cinguettii), ma tali relazioni rischiano di essere esclusivamente e prevalentemente virtuali; soprattutto ci si può dimenticare che alla base della relazione c’è la finitudine, l’essere limitato dell’uomo che ha bisogno di comunicare perché non è autosufficiente e non può raggiungere la propria felicità da solo”. Per il filosofo, anche la grande importanza oggi attribuita “al corpo e alla sua cura nasconde una profonda banalizzazione dei rapporti fisici e reali. Il corpo è visto quasi esclusivamente come soggetto e oggetto di piacere e non anche come un tramite indispensabile della relazione”. “Proprio per questo – la tesi del relatore – il corpo con qualche problema può richiamare ad una più autentica relazione umana. L’imperfezione fisica o psichica, che in alcune persone è più evidente, mette in luce la non autosufficienza di ogni uomo e così può condurre alla verità della necessità della relazione e della necessaria interdipendenza di ogni essere umano”.

Austria: card. Schönborn (Vienna), “consultazioni per il nuovo governo si occupino del benessere di tutto il Paese”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:18

L’arcivescovo di Vienna, il cardinale Christoph Schönborn, auspica che l‘Austria possa assistere a “negoziati onesti e genuini” per la formazione del nuovo governo, a una settimana dalle elezioni per il Parlamento, tenutesi domenica 15 ottobre. Dalle colonne del settimanale “Heute” (Oggi), per il quale tiene una rubrica fissa, il cardinale si augura che le consultazioni governative non divengano un “powerpoker” (partita di poker del potere), ma che invece si occupino del “benessere di tutto il Paese”, in maniera politicamente responsabile. Nel suo articolo Schönborn si augura che “una campagna elettorale sporca” non venga seguita da “una lotta di avidità” da parte dei diversi esponenti dei partiti austriaci. Come in un buon matrimonio, i negoziati imminenti – afferma il porporato – non dovrebbero riguardare chi è “vincitore” o “perdente”. La politica, ha sottolineato il cardinale, è un “lavoro duro”, ma non è questione di “chi è maggiormente capace di attrarre l’altro verso sé”. L’intervento del cardinale Schönborn appare nel giorno in cui il presidente federale Alexander Van der Bellen conferisce al leader del Partito del Popolo austriaco (Övp), Sebastian Kurz – che ha vinto le elezioni con una lista ad personam nell’ambito del suo programma di rinnovamento dell’ Övp – l’incarico esplorativo per la formazione del nuovo governo come Cancelliere incaricato.

Manifestazione con fiabe Lgbt: Pavia, la “disapprovazione” del vescovo Sanguineti. “Si vuole azzerare la differenza sessuale”

Agensir.it - Fri, 2017-10-20 17:05

“Come vescovo della comunità credente e cattolica di Pavia ma anche come cittadino italiano che risiede in questo Comune, manifesto la mia disapprovazione per la scelta di inserire l’evento ‘Un arcobaleno di fiabe’, a cura dell’associazione Arcigay Coming-Aut, in una manifestazione dedicata ai giochi. Il mio parere negativo riguarda anche il luogo scelto, ovvero piazza del Carmine. Mi dispiace che il Comune dia il suo sostegno a questo evento, concedendo l’uso della piazza e garantendo anche un patrocinio oneroso”. Così il vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, interviene con un’intervista al settimanale diocesano “Il Ticino” e a Radio Ticino Pavia sulla vicenda legata alla manifestazione in programma domani in piazza del Carmine, nell’ambito di “Giocanda”, che prevede la lettura animata di fiabe Lgbt (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). “Cosa c’entra in un evento del genere la proposta di favole sul tema Lgbt?”, chiede il vescovo, ricordando che “‘Giocanda 2017’, come nelle precedenti edizioni, proporrà infatti giochi nuovi e antichi che verranno realizzati in diversi luoghi della città”. “L’impressione che ne ricavo – prosegue Sanguineti – è che si approfitti della presenza di famiglie con i bambini, per favorire una proposta educativa che tende ad azzerare la differenza sessuale come un fatto meramente culturale o una scelta opzionale della persona”. “Mi pare – sostiene il vescovo – che ci si stia muovendo nel campo di quella paventata colonizzazione ideologica di cui ha parlato più volte Papa Francesco, o di quella sorta di pensiero unico che si esprime attraverso molte manifestazioni”. Esprimendo la propria contrarietà all’evento, mons. Sanguineti precisa che “non intendo imporre nulla, ma mi faccio voce di un disagio e di una critica rispettosa interpretando penso il pensiero di tanti pavesi, credenti e non credenti”. Oltre a evidenziare che è una “violenza alla realtà voler negare la differenza sessuale, dissociando il gender dal sesso biologico”, il vescovo si rivolge “ai genitori di qualsiasi pensiero o credo religioso: state attenti a non lasciarvi derubare la vostra nativa responsabilità educativa”.

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