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Migranti: Sant’Egidio, preoccupazione per rifugiati sgomberati a Roma “si trovino soluzioni”

Agensir.it - 9 hours 2 min ago

La Comunità di Sant’Egidio esprime la sua preoccupazione per la sorte dei rifugiati sgomberati dal palazzo ex Federconsorzi di piazza Indipendenza, a Roma. Si tratta di centinaia di rifugiati, tra cui molte famiglie con bambini e anziani, che si trovano all’improvviso senza un tetto. “Occorre che le autorità nazionali e cittadine trovino al più presto una risposta alla situazione che si è venuta a creare, anche con soluzioni diversificate”, afferma Sant’Egidio, ricordando che “lasciare per strada centinaia di immigrati non fa altro che aumentare nella capitale il numero di quanti – e non sono pochi – non hanno un riparo notturno o vivono in alloggi di fortuna”. In secondo luogo “perché, pur nel rispetto della legalità, non è consigliabile interrompere percorsi di integrazione che erano già in corso”. “Occorre infatti ricordare che le persone sgomberate, in gran parte etiopi ed eritrei, non sono irregolari – sottolinea -. Hanno già ottenuto, quasi tutti, il riconoscimento di rifugiati e non pochi già lavorano, come quella donna che ha chiesto di poter tornare nel palazzo per recuperare le medicine che servivano alla signora che assiste come badante durante il giorno. Si trovino quindi soluzioni appropriate nel rispetto delle persone e per il bene della Capitale che non ha bisogno certamente di situazioni conflittuali ma inclusive, per tutti i cittadini, sia italiani che stranieri”.

Attentato in Finlandia: Tervaportti (diocesi Helsinki), ci sarà “un impegno ancora più forte nella cooperazione interreligiosa”

Agensir.it - 9 hours 9 min ago

Un memoriale si è svolto ieri mattina a Turku, sulla piazza del mercato dove venerdì scorso un diciottenne di origini marocchine che risiedeva in un centro di accoglienza per richiedenti asilo, ha ucciso due donne finlandesi e ferito altre 8, armato di coltello. Secondo quanto riferito dalle autorità investigative finlandesi si tratta del primo attacco “di sospetto terrorismo”. “I cattolici sono stati almeno doppiamente devastati” dice al Sir Marko Tervaportti, responsabile per l’informazione della diocesi di Helsinki, “perché più del 50% dei cattolici in Finlandia sono di origine straniera” e “naturalmente molti temono che nella popolazione si possano generare sentimenti ostili verso qualsiasi persona straniera in Finlandia”. Tervaportti sottolinea due aspetti degli eventi di venerdì: “La risposta veloce ed efficace della polizia” che in pochissimi minuti è intervenuta colpendo l’attentatore alle gambe e, quindi, catturandolo e il fatto che “le persone che sono accorse per cercare di fermare l’aggressore sono state principalmente” persone di altri Paesi. Questo può “essere importante nella prevenzione dei sentimenti anti-stranieri perché mostra che il problema non è tra finlandesi e stranieri, ma tra terroristi e chiunque altro”. Tervaportti riferisce inoltre che le Chiese “hanno accolto le persone per pregare, piangere e trovare conforto in questi giorni” e hanno partecipato ieri mattina alla commemorazione di Turku. È certo, spiega Tervaportti, che questo incidente “porterà ad un impegno ancora più forte alla cooperazione interreligiosa” anche attraverso il “Uskot foorumi”, piattaforma interreligiosa in cui “cristiani, musulmani e ebrei si incontrano ormai da 5 anni per confrontarsi”.

De Gasperi: mons. Gianotti (Crema), “ha saputo congiungere una profonda vita di fede e un’incisiva azione politica”

Agensir.it - 9 hours 25 min ago

“Un credente, che ha saputo congiungere in modo tanto significativo ed esemplare una profonda vita di fede e un’incisiva azione politica e di statista di rilevanza internazionale”. Così il vescovo di Crema, mons. Daniele Gianotti, ha delineato la peculiare figura di Alcide De Gasperi durante la messa presieduta nel tardo pomeriggio di sabato 19 agosto nella basilica di San Prospero, nella nativa Reggio Emilia, in occasione del 63° della morte dello statista. “Mons. Gianotti – si legge in una nota diffusa oggi – ha sottolineato che i testi della Sacra Scrittura proclamati nella celebrazione eucaristica e che orientano lo sguardo dei fedeli verso la dimensione universale del Vangelo, richiamano qualche aspetto della spiritualità e dell’azione di De Gasperi”. Il vescovo “ha infatti osservato che l’insegnamento di Gesù suggerisce una virtù che può essere anche ‘politica’, soprattutto rispetto a una politica spesso incapace di ‘visione’ e misurata sul corto raggio, sul consenso cercato nell’immediato”. Secondo Gianotti, “credo che si possa imparare anche da Gesù quel modo di agire nel mondo (e dunque anche di fare politica) che è sì attento al bisogno concreto, ma nell’orizzonte di una visione più ampia; quel modo di comportarsi che non cerca semplicemente il consenso (o il togliersi dai piedi un fastidio, come suggerisce anche l’atteggiamento dei discepoli), ma guarda in grande, ha una visione e si propone di realizzarla con il tempo e la fatica che ci vogliono”. La capacità di guardare in grande, al regno di Dio, e di cercare – al di sopra di tutto – questo regno e la sua giustizia con coraggio e pazienza fedele, “suggerisce anche a noi, e in particolare a chi opera in ambito politico, atteggiamenti che non credo estranei alla spiritualità e al modo di pensare e fare politica di Alcide De Gasperi. Ringraziamo Dio per averci dato un credente e politico come lui: Dio sa quanto avremmo bisogno ancora oggi di persone di questa statura”.

Dialogo interreligioso: Patton (Custode), “dialogo unico antidoto a scontro civiltà”

Agensir.it - 9 hours 48 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Il dialogo fa parte della nostra storia e chiede oggi di essere rivitalizzato, ci invita a porci dinanzi agli altri non come persone schierate o come partigiani ma come persone che cercano di dialogare. Trasformare anche semplici occasioni di incontri personali come occasioni di dialogo”. Lo ha detto il Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, che è intervenuto ieri alla XXXVIII edizione del Meeting di Rimini. Il Custode ha ripercorso la storia e il senso della presenza francescana in Terra Santa – lunga 800 anni – sottolineandone “lo stile del dialogo insegnatoci dal nostro padre Francesco d’Assisi, che non esitò, mentre infuriava la V Crociata (1219) a viaggiare fino a Damietta, vicino Il Cairo, per incontrare il sultano d’Egitto Melek-al-Kamel, nipote di Saladino”. “Il dialogo non sempre è facile – ha affermato il Custode -. In questi secoli di storia il martirologio della Custodia di Terra Santa si è arricchito di circa 2000 frati morti per la fede e per la carità. Sono i rischi del dialogo che non cerchiamo per semplice buonismo ma perché è l’unico antidoto allo scontro di civiltà. Se eliminiamo il dialogo cosa resta? Solo la logica della forza. Papa Francesco ci esorta a praticare in tutti i modi il dialogo. Anche se può sembrare una soluzione da ingenui, in realtà senza dialogo diventa impossibile vivere insieme. Non avere paura dell’altro. Le occasioni per dialogare ci sono basta coglierle”.

Medio Oriente: Patton (Custode), “non abbiate paura di venire in Terra Santa”. Il ricordo dei cristiani di Siria

Agensir.it - 9 hours 50 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Vi esorto a venire pellegrini in Terra Santa per condividere l’esperienza di vivere in quei luoghi e di riguadagnare il senso della nostra fede. Non abbiate paura di venire in Terra Santa, non fatevi spaventare troppo facilmente dalle notizie che vengono diffuse. La Terra Santa è una Terra affascinante dove i pellegrini possono venire tranquillamente”. È l’appello lanciato ieri al Meeting di Rimini dal Custode di Terra Santa, padre Francesco Patton, durante il suo intervento nel quale ha ripercorso il significato e la storia degli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa. “Vi chiedo in modo accorato di venire in Terra Santa. I pellegrinaggi sono anche un modo per sostenere concretamente i cristiani locali e farli sentire parte di una Chiesa che è universale”, ha detto padre Patton, che ha ricordato la tragedia della guerra in Siria, paese compreso nella Custodia di Terra Santa. “In Siria, seconda culla del Cristianesimo, dopo Gerusalemme – ha detto – siamo presenti con vari conventi con 15 frati. In questi anni la comunità cristiana locale si è ridotta di molto a causa della guerra. Ad Aleppo – ha affermato il Custode – prima della guerra vi erano circa 300mila cristiani oggi solo 30mila, moltissimi sono fuggiti all’estero e non torneranno più. Quello che come frati abbiamo cercato di fare in questi anni è stato sostenere materialmente e spiritualmente le comunità locali. Si intravede qualche segno di speranza con alcune famiglie, circa 60 giovani coppie, che tornano. Nonostante tante difficoltà non credo che il Medio Oriente resterà senza cristiani. Continuo a fidarmi di Dio che governa la storia. Ci sono Paesi in Medio Oriente dove la presenza cristiana sta ritornando. In Arabia Saudita, dove il cristianesimo era sparito, oggi vivono diversi milioni di cristiani, tutti migranti”. Rinnovando il suo appello a pellegrinare in Terra Santa, il Custode ha così concluso: “Spero che ciascuno, venendo in pellegrinaggio, possa sentirsi provocato nelle scelte presenti e in quelle future dall’incontro con Gesù Cristo. Lavoriamo perché i nostri santuari non diventino dei musei ma luoghi di incontro e di dialogo”.

Barcellona: card. Omella, “l’unione rende forti, la divisione corrode e distrugge”

Agensir.it - 10 hours 26 min ago

“Noi, credenti o no, di questa terra, o gli stranieri, tutti veniamo in questo tempio per chiedere al Signore di guarire coloro che sono stati colpiti da questi attacchi e di dare al nostro mondo di vivere in pace e armonia. La pace è il miglior nutrimento della nostra vita e per ottenere quel nutrimento non dobbiamo risparmiare alcuno sforzo”. Lo ha detto il card. Juan José Omella, arcivescovo di Barcellona, nell’omelia durante la celebrazione che si è svolta nella mattina di ieri nella Basilica della Sagrada Familia, di fronte alle massime autorità spagnole e catalane, rappresentanti delle diverse comunità di fede e numerosi fedeli, assemblea che il cardinale ha definito un “bel mosaico sul quale è costruita la società”. Il cardinale si è fatto portavoce della richiesta comune: “Il Signore ci conceda di essere costruttori, artigiani di pace”. “Tutti uniti da un obiettivo comune: pace, rispetto, coesistenza fraterna, amore solidale”, ha continuato card. Omella: “Sì, fratelli, l’unione ci rende forti, la divisione corrode e ci distrugge”. Nei pensieri e nei cuori “i nomi delle vittime di questi attacchi, ma anche i nomi dei paesi che sono in guerra”, perché il Signore faccia “regnare la pace nel mondo e nei nostri cuori”. Il cardinale ha esortato tutti a lavorare “generosamente e con decisione per costruire una società di pace e libertà” e ha implorato “il balsamo del conforto nei cuori di tutti”. Concludendo l’omelia ha ringraziato le forze dell’ordine e gli organi di sicurezza dello Stato e della citta autonoma di Barcellona per “la generosità e la dedizione con cui agiscono sempre e, in particolare, in questi giorni”, il personale sanitario e tutte le persone che si sono dimostrate generose e solidali: “C’è molta umanità nella nostra terra”.

Barcellona: card. Omella, “il nostro silenzio e la nostra preghiera sono un segno di condanna per l’attacco”

Agensir.it - 10 hours 28 min ago

Gremita la basilica della Sagrada Familia per la celebrazione voluta e presieduta dal cardinale di Barcellona, Juan José Omella, per pregare “per la pace e la concordia”. È iniziata alle 10, alla presenza del re e della consorte, del primo ministro e di numerosi membri del governo e rappresentanti della regione catalana e concelebrata da una cinquantina di sacerdoti e numerosi vescovi. “Apprezziamo i tanti segni di vicinanza e preghiera in questi momenti di dolore per la nostra città, per le famiglie che hanno sofferto il colpo dell’attacco e per tutte le persone buone”, ha detto il card. Juan José Omella, che ha letto il testo del telegramma che il Segretario di Stato, Pietro Parolin, ha inviato al cardinale di Barcellona all’indomani dell’attentato e ha riferito della chiamata di papa Francesco che lo ha raggiunto nel pomeriggio di sabato per assicurare la sua vicinanza in questo momento doloroso. “Siamo in questo luogo sacro”, ha detto il cardinale, “progettato per essere” luogo di preghiera “per i peccati del mondo. E non è un peccato molto grave attentare contro la vita degli altri, del prossimo, di esseri innocenti e bambini?” ha domandato il cardinale rivolgendosi ai fedeli nell’omelia. “Il nostro silenzio e la nostra preghiera, la nostra presenza in questo luogo santo sono un segno di condanna per l’attacco e una preghiera per chiedere a Dio, Padre di ogni bontà, di cambiare i nostri cuori di pietra e darci un cuore di carne, pieno di sentimenti di umanità, fraternità, misericordia e pace”.

Meeting Rimini: i numeri della XXXVIII edizione

Agensir.it - 10 hours 32 min ago

(dall’inviato a Rimini) – Sono 118 gli incontri, con 327 relatori, previsti dalla XXXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si è aperto ieri a Rimini (fino al 26 agosto) sul tema “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Un programma denso cui si sommano 17 esposizioni, 14 spettacoli, 31 manifestazioni sportive. A rendere possibile lo svolgimento del Meeting sono 2.259 volontari, da ogni parte d’Italia e anche dall’estero (un centinaio): Russia, Ucraina, Bielorussia, Spagna, Brasile, Canada, Gran Bretagna, Indonesia, Lituania, Madagascar, Olanda, Paraguay, Perù, Polonia e da altri Paesi. I costi preventivati del Meeting 2017 sono di 5 milioni 490mila euro. Le voci relative alle entrate prevedono, in ordine decrescente: servizi di comunicazione per le aziende (3 milioni 500mila euro), introiti dalla ristorazione (1 milione 135mila), attività commerciali, biglietti delle manifestazioni a pagamento e contributi da privati (legati al fundraising). Tre i main partners del Meeting 2017: Enel, Intesa Sanpaolo, Wind Tre e 9 gli official partners. Nel complesso, oltre 130 aziende ed enti partecipano, a vario titolo, alla manifestazione e utilizzano il Meeting per la loro comunicazione al grande pubblico. Previsti anche spazi dedicati ai più giovani: nel padiglione A3, un’intera area del Meeting (4.500 mq compreso il “Family’s Fast Food”) è dedicata ai bambini: ogni giorno, giochi, canti e balli, animazione, laboratori, incontri e spettacoli. Il Villaggio propone anche tre mostre: “Con gli occhi di Marcellino”, “Io, Pinocchio”, “Il presepe… che meraviglia”. Quello che si è aperto ieri sarà un Meeting social: tutti gli incontri della manifestazione sono in diretta streaming sul canale Youtube. #meeting2017 sarà l’hashtag ufficiale di questa edizione, che farà da punto di riferimento per tutti gli aggiornamenti, curiosità, notizie, anticipazioni, contenuti multimediali, interviste, commenti e vita del Meeting in tempo reale, da seguire su 6 social media Facebook, Twitter, Instagram, Youtube, Flickr e Linkedln.

Meeting Rimini: Gentiloni, “i terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà”

Agensir.it - 10 hours 35 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “I terroristi non ci costringeranno a rinunciare alla nostra libertà”. Lo ha affermato ieri il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, intervenendo a Rimini alla giornata inaugurale della XXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Dopo aver ricordato le vittime dell’attentato di Barcellona, Gentiloni ha dichiarato che “Daesh è stato sconfitto” ma “la sua minaccia continua a riguardare tutti. Sono consapevole che nessun Paese, e certo neanche l’Italia, può sentirsi al riparo da questa minaccia”. Il premier ha sottolineato anche come sia “decisivo che venga da tutti noi il sostegno all’intelligence, alle forze dell’ordine, ai militari che si impegnano a garantire la nostra sicurezza”. Nel suo intervento, Gentiloni ha parlato anche dello “ius soli” chiarendo che “il Governo non deve avere paura di riconoscere diritti e di chiedere rispetto dei doveri anche a chi in Italia è nato e studia nelle nostre scuole”. Sul tema delle migrazioni, il premier ha evidenziato che “chi semina odio e facili illusioni non farà un buon raccolto” e ha ribadito che “il Governo italiano non accetta lezioni da nessuno in campo umanitario”. Sull’immigrazione – ha proseguito – la risposta “è il governo dei flussi e il contrasto dell’immigrazione clandestina”, non “l’esclusione né la negazione della realtà”. Gentiloni ha poi annunciato che “nella legge di bilancio ci concentreremo sul lavoro per i giovani con incentivi permanenti, che consolideranno i risultati del Jobs Act e sosterranno le politiche attive”. “Abbiamo capacità d’impresa, apertura, cultura: chi meglio di noi – ha rilevato – è capace di stare in questo mondo che cambia?”. “La crescita – ha evidenziato – è finalmente tornata, frutto delle riforme del governo Renzi e che noi proseguiamo. Non era scontato riuscire a impedire che alcune crisi bancarie mettessero a repentaglio il risparmio”. “La sfida dei prossimi anni – ha aggiunto – sarà la qualità della crescita in termini di lavoro e di contrasto all’esclusione sociale”.

Meeting Rimini: Mattarella, “investendo sul futuro, una collettività ritrova fiducia e raddoppia la propria forza”

Agensir.it - 10 hours 36 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Compito delle forze vive lungimiranti è di tenere sempre viva l’attenzione sulle conseguenze delle scelte di oggi e di contrastare il campo corto di chi rinuncia ad alzare lo sguardo e progettare il futuro”. È quanto ha scritto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio alla presidente del Meeting per l’amicizia fra i popoli, Emilia Guarnieri, per l’apertura della XXXVIII edizione della kermesse in corso da ieri alla Fiera di Rimini. “Il tema scelto per quest’anno – ‘Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo’ – richiama le responsabilità nel passaggio generazionale”, rileva Mattarella, riferendosi alle “responsabilità degli adulti, che non possono consumare in sovrappiù beni e opportunità sottraendoli ai propri figli”, e “anche dei giovani, che sono chiamati a far proprie le storie e le cose per dare ad esse un futuro e divenire di questo protagonisti”. Per il presidente della Repubblica, “la globalizzazione da un lato, e lo sviluppo delle tecnologie dall’altro, mettono in discussione l’autonomia stessa della persona”. “L’idea di libertà, il senso di comunità, l’ambizione di fare storia – osserva – richiedono di essere continuamente riformulati, vissuti nel presente”. “I giovani possono e devono diventare artefici di questa trasformazione epocale”, aggiunge Mattarella. “La consapevole responsabilità verso chi viene dopo di noi è come la solidarietà verso chi è più in difficoltà: senza queste spinte vitali non esiste continuità nella vita di una comunità, e le stesse capacità di sviluppo di una società vengono significativamente indebolite”. Per Mattarella, “politica, istituzioni, soggetti economici, corpi sociali, hanno tutti un peso nel determinare gli esiti dei cambiamenti in atto. Complessità e interdipendenza non sono alibi per un disimpegno”. “L’attenzione verso i giovani – sostiene il presidente – deve tradursi in occasioni concrete e innovazioni, che aprano le porte a una mobilità sociale vera e a una piena cittadinanza, a partire dal diritto al lavoro e alla istruzione, che sta alle radici della libertà delle persone e della società”. “Così – conclude – investendo sul futuro, una collettività ritrova fiducia e raddoppia la propria forza”.

Meeting Rimini: mons. Lambiasi, “un missionario non può essere dimissionario”

Agensir.it - 10 hours 40 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “Solo se ci lasciamo devastare il cuore dalla sofferenza dell’altro – che troppo spesso teniamo a debita distanza solo perché altro da noi – la fede ci salva. Altrimenti aggrava la nostra già grave responsabilità”. Lo ha affermato ieri il vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto alla Fiera di Rimini nella giornata inaugurale della XXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli. Commentando il brano evangelico della domenica, Lambiasi ha esordito rilevando che “dobbiamo riconoscerlo francamente: questo Gesù dal volto severo, dal piglio così brusco e intransigente facciamo fatica a inserirlo nel file dei ritratti che di Lui abbiamo salvato in memoria”. “È davvero sorprendente: il Gesù mitissimo e dolcissimo – ha proseguito – si presenta così ruvido e inflessibile di fronte a questa mamma che non ha fatto niente di male”. C’è “una prima reazione del Maestro galileo che sembra tradire una gelida indifferenza” e poi l’intervento dei “discepoli che vorrebbero mandarla via”, ha spiegato il vescovo. Ma “un missionario non può essere dimissionario” e “un missionario del Padre non può essere dimissionario dei suoi figli”. “Lo scontro-incontro” tra Gesù e la donna – ha osservato Lambiasi – “si chiude con una parola di condiscendente misericordia: ‘donna, davvero grande è la tua fede’”. Nel brano evangelico, ha aggiungo il vescovo, “Gesù ci rivela il volto di un Dio senza frontiere, senza confini, senza ferree barriere”. “È un Dio – ha notato – che non si stanca di far saltare i muri dei fondamentalismi più gretti dei quali in questi giorni siamo stati purtroppo ancora una volta costretti a vedere di quanta cieca violenza e di quali esiti raccapriccianti siano capaci”. “Insieme – ha continuato il vescovo – Dio Padre non smette di costruire i ponti del dialogo e dell’inclusione più integrante e sconfinata. Perché non riesce a pensarsi come un padre con figli e figliastri, di Serie A e di Serie B”. La celebrazione eucaristica si è aperta con una preghiera per le vittime degli attentati terroristici a Barcellona e in Europa: “Chiediamo di renderci capaci di comunicare l’abbraccio che Cristo risorto porta nel mondo”.

Papa Francesco: a Meeting Rimini, “cristiani evitino l’Alzheimer spirituale”

Agensir.it - 10 hours 43 min ago

(dall’inviato a Rimini) – “C’è una malattia che può colpire i battezzati” e che si chiama “Alzheimer spirituale”. Essa “consiste nel dimenticare la storia del nostro rapporto personale con Dio, quel primo Amore che ci ha conquistati fino a farci suoi. Se diventiamo ‘smemorati’ del nostro incontro con il Signore, non siamo più sicuri di niente; allora ci assale la paura che blocca ogni nostro movimento. Se abbandoniamo il porto sicuro del nostro legame con il Padre, diventiamo preda dei capricci e delle voglie del momento, schiavi dei falsi infiniti”. Lo scrive Papa Francesco nel messaggio, a firma del cardinale Pietro Parolin, inviato alla XXXVIII edizione del Meeting per l’amicizia fra i popoli che si è aperto ieri a Rimini, sul tema “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”, tratto dal “Faust” di Goethe. Riflettendo proprio sul tema, visto come “invito a riappropriarci delle nostre origini dal di dentro di una storia personale”, il Pontefice spiega che “per evitare questo Alzheimer spirituale c’è una sola strada: attualizzare gli inizi, il ‘primo Amore’, che non è un discorso o un pensiero astratto, ma una Persona. La memoria grata di questo inizio assicura lo slancio necessario per affrontare le sfide sempre nuove che esigono risposte altrettanto nuove, rimanendo sempre aperti alle sorprese dello Spirito che soffia dove vuole”.

“Riguadagnare la propria eredità – si legge nel messaggio – è un impegno a cui la Madre Chiesa chiama ogni generazione”, per questo il Papa “invita a non lasciarsi spaventare da fatiche e sofferenze, che fanno parte del cammino. Non ci è concesso guardare la realtà dal balcone, né possiamo rimanere comodamente seduti sul divano a vedere il mondo che passa davanti a noi in tv. Solo riguadagnando il vero, il bello e il buono che i nostri padri ci hanno consegnato, potremo vivere come un’opportunità il cambiamento d’epoca in cui siamo immersi, come occasione per comunicare in modo convincente agli uomini la gioia del Vangelo”, aggiunge Francesco che in apertura di messaggio richiama anche i cristiani a “non coltivare “alcun ripiegamento nostalgico su un passato che non c’è più. Guardiamo piuttosto in avanti fiduciosi. Non abbiamo spazi da difendere perché l’amore di Cristo non conosce frontiere invalicabili. Viviamo in un tempo favorevole per una Chiesa in uscita, ma una Chiesa ricca di memoria, tutta sospinta dal vento dello Spirito ad andare all’incontro con l’uomo che cerca una ragione per vivere”.

Papa Francesco: Angelus, “liberare il mondo da questa disumana violenza” del terrorismo

Agensir.it - 10 hours 46 min ago

“Nei nostri cuori portiamo il dolore per gli atti terroristici che, in questi ultimi giorni, hanno causato numerose vittime, in Burkina Faso, in Spagna e in Finlandia. Preghiamo per tutti i defunti, per i feriti e per i loro familiari; e supplichiamo il Signore, Dio di misericordia e di pace, di liberare il mondo da questa disumana violenza”. Lo ha detto ieri il Papa dopo l’Angelus.

Papa Francesco: Angelus, Dio “non si volta dall’altra parte davanti alle nostre necessità”

Agensir.it - 10 hours 47 min ago

“Il Signore non si volta dall’altra parte davanti alle nostre necessità e, se a volte sembra insensibile alle richieste di aiuto, è per mettere alla prova e irrobustire la nostra fede”. Cosi Papa Francesco nell’Angelus di ieri. “Tutti abbiamo bisogno di crescere nella fede e fortificare la nostra fiducia in Gesù. Egli può aiutarci a ritrovare la via, quando abbiamo smarrito la bussola del nostro cammino; quando la strada non appare più pianeggiante ma aspra e ardua; quando è faticoso essere fedeli ai nostri impegni. È importante alimentare ogni giorno la nostra fede – ha aggiunto-, con l’ascolto attento della Parola di Dio, con la celebrazione dei Sacramenti, con la preghiera personale come ‘grido’ verso di Lui – ‘Signore, aiutami!’ -, e con atteggiamenti concreti di carità verso il prossimo”.

Papa Francesco: i loghi della visita pastorale in Cile e Perù

Agensir.it - Sat, 2017-08-19 19:00

Papa Francesco sarà in visita pastorale in Cile (15/18 gennaio 2018) e Perù (18/21 gennaio 2018). La Sala Stampa della Santa Sede ha diffuso oggi i due loghi scelti dalla Chiesa dei Paesi che ospiteranno il Papa: “pace” e “speranza” sono le parole principali che faranno da sfondo alle immagini che accompagneranno la comunicazione della visita del Pontefice.

Meeting di Rimini: Guarnieri (presidente), “serve lo sguardo positivo, di tenerezza, che Papa Francesco esorta ad avere di fronte a tutto”

Agensir.it - Sat, 2017-08-19 18:00

“La realtà non mi è nemica, non mi è ostile e non devo combatterla. Serve quello sguardo positivo, di tenerezza, che Papa Francesco esorta ad avere di fronte a tutto”. È quanto afferma al Sir Emilia Guarnieri, presidente del Meeting per l’amicizia fra i popoli, nel presentare la XXXVIII edizione della kermesse che prenderà il via domani, domenica 20 agosto, alla Fiera di Rimini. Uno “sguardo – rileva Guarnieri – che non è per nulla giustificativo ma l’approccio iniziale di un abbraccio dal quale partire per dialogare. Se non c’è accoglienza tutto si complica. E un cristiano non può non avere un approccio di questo tipo”. “È proprio questo sguardo di tenerezza”, spiega la presidente, “il filo rosso del Meeting 2017” che avrà come titolo “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”. Secondo Guarnieri, “c’è bisogno di essere consapevoli di cosa siamo, di quali risorse abbiamo perché il tempo nel quale viviamo è di cambiamento e di crisi”. “Le sfide di questo tempo non chiedono risposte scontate”, osserva, evidenziando che “c’è bisogno di un gesto di libertà per riguadagnare la speranza, il desiderio del bene, la solidarietà, c’è da riguadagnare un’esperienza reale di Europa, un’idea certa di costruzione comune, di politica, un interesse reale ai giovani e al loro futuro”. “Il nuovo che abbiamo davanti – commenta – rappresenta una provocazione: che siano i giovani diversi dai loro coetanei del passato, che siano le sfide storiche dell’immigrazione, del lavoro, della salute, della ‘terza guerra mondiale a pezzi’, della politica, della democrazia”. Per Guarnieri, “tutte queste emergenze esigono l’assunzione di responsabilità da parte di uomini che non le vedono solo come cose negative, da cui difendersi magari erigendo dei muri”. Dobbiamo “accorgerci che siamo stati ‘lanciati’ sulla terra per realizzare noi stessi e il bene degli altri”.

Attacchi in Spagna: mons. Piris (emerito Lleida), “dopo l’esperienza del terrorismo domestico partecipiamo al non senso del terrorismo internazionale”

Agensir.it - Sat, 2017-08-19 17:30

“Per decenni abbiamo vissuto l’esperienza triste e dolorosa del terrorismo ‘domestico’. Adesso, nell’era della globalizzazione, partecipiamo al non senso del terrorismo internazionale: Manchester, Berlino, Nizza, Bruxelles, Parigi e ora Barcellona”. È quanto scrive mons. Joan Piris, vescovo emerito di Lleida, in Spagna, in una nota pubblicata oggi dal Sir nella quale commenta gli attacchi terroristici in Catalogna. “Barcellona e la Spagna intera – osserva il vescovo – tornano a soffrire a causa della follia disumana di violenti senza coscienza per i quali la vita umana sembra non avere alcun valore e che seminano morte e dolore”. Dopo i fatti drammatici accaduti sulla Rambla, “ci sono molte persone che soffrono e molte altre che vivono con rabbia e paura”. Secondo Piris, da Parigi a Barcellona abbiamo assistito ad “una successione di eventi inqualificabili davanti ai quali i funzionari pubblici devono agire con fermezza e con decisione per sradicare il terrorismo e le sue cause”. “A Barcellona e in tutta la Spagna – rileva il vescovo – oltre ai comunicati di condanna di personalità e istituzioni, ai minuti di silenzio e ai giorni di lutto ufficiale, si stanno moltiplicando le manifestazioni di generosa solidarietà, e questo parla molto bene di un popolo che è appena stato ferito gravemente”. “Anche le chiese diocesane e le comunità parrocchiali – nota in conclusione Piris – si riuniscono in preghiera a beneficio delle vittime e delle loro famiglie, chiedendo allo stesso tempo al Signore un cambiamento del cuore dei colpevoli”.

Riviste: a “Scarp de’ tenis” lo “Special news Service Insp Award”. La consegna il 23 agosto a Manchester

Agensir.it - Sat, 2017-08-19 17:15

“Scarp de’ tenis”, il giornale di strada promosso da Caritas Ambrosiana e Caritas Italiana, si è aggiudicato un importante riconoscimento giornalistico internazionale, lo “Special news Service Insp Award”. Il board dell’International network of street papers (Insp), rete internazionale dei giornali di strada di cui anche “Scarp de’ tenis” fa parte, ha comunicato che la giuria internazionale del premio ha deciso di assegnare al periodico milanese il riconoscimento per “l’intervista esclusiva a Papa Francesco, pubblicata sul numero di marzo, che è risultata essere il pezzo più tradotto e condiviso dai giornali di strada di tutto il mondo”. Il premio verrà consegnato al direttore Stefano Lampertico, che a metà febbraio ha raccolto in Vaticano le parole di Papa Francesco insieme allo storico responsabile della redazione di strada Antonio Mininni. La cerimonia di premiazione si terrà nel corso di una serata speciale che avrà luogo nella serata di mercoledì 23 agosto, a Manchester, all’interno del Global Summit dei giornali di strada che vede riuniti i direttori, i giornalisti e gli operatori dei giornali di strada di tutto il mondo. Per Lampertico, si tratta di “un premio che dà lustro al lavoro di tanti anni e che riconosce il lavoro e la caparbietà di tutti coloro che sono coinvolti nel nostro progetto: giornalisti, venditori di strada, operatori”. “La forza delle parole e dei pensieri di Francesco – aggiunge – hanno raggiunto grazie agli streetmagazine di tutto il mondo, una platea di milioni di lettori, ma non solo. Sono arrivate dritte anche nel cuore dei più poveri, di chi vive grazie alla vendita dei giornali di strada, di chi grazie a questa attività riesce a generare un reddito di inclusione. Come ci ha detto papa Francesco è importante ‘mettersi nelle scarpe degli altri’”.

Terremoto: Pallucco (Caritas Spoleto-Norcia), “condividiamo le fatiche del quotidiano”

Agensir.it - Sat, 2017-08-19 17:00

“Ad un anno dal sisma, la situazione di emergenza a Norcia e nella Valnerina continua”. Lo racconta Giorgio Pallucco, direttore di Caritas Spoleto-Norcia, nelle pagine dello speciale dei settimanali diocesani del Triveneto promosso dalle Caritas Nordest. Ad oggi a Norcia e nella Valnerina sono state assegnate solo un centinaio delle 914 casette richieste al Governo per ospitare le famiglie terremotate. C’è il rischio che chi è andato via dopo il terremoto decida di non fare più ritorno. “Un altro inverno in albergo lontano da casa o nei container sarebbe veramente un duro colpo da assorbire”, commenta Pallucco. “Continuare a sentire la vicinanza e la solidarietà, che per fortuna non sono mai mancate in questi lunghi mesi, delle tante persone, famiglie, parrocchie, associazioni cattoliche e non, che in questo periodo così difficile si sono fatti premura di dare sostegno e aiuto concreto per ogni genere di necessità”: di questo ha bisogno oggi la gente di Norcia e della Valnerina. “La paura che prima o poi i riflettori si spengano e che tutto venga dimenticato è molto sentita – commenta Pallucco -. Anche per questo abbiamo deciso di proseguire per tutta l’estate con una presenza fissa a Norcia tramite un nostro presidio, avviato fin dai primi giorni dopo la scossa del 24 agosto”. Obiettivo ora di Caritas Spoleto-Norcia è “continuare ad abitare con discrezione e delicatezza questi territori ed essere accanto alla gente che ci vive, ‘togliendosi i sandali’ se necessario, perché si è consapevoli di trovarsi nella Terra Santa della sofferenza umana. Allo stesso tempo sensibilizzare la comunità affinché la tragedia del terremoto offra una opportunità per ripensare se stessi, le proprie priorità, apprezzando la bellezza del dono della vita e l’essenzialità delle relazioni umane”.

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