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Diocesi: Vittorio Veneto, Premio Giuseppe Toniolo. Tema, la cooperazione. Presenti i vescovi Pizziolo e Zenti

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:49

Cresce, a Pieve di Soligo (Treviso), l’attesa per la cerimonia finale del Premio Giuseppe Toniolo 2017, seconda edizione. La macchina degli organizzatori è in moto da tempo per la serata delle premiazioni in programma sabato 7 ottobre, alle ore 20.45, nell’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, in piazza Vittorio Emanuele II, incentrata sul tema “La cooperazione, per un nuovo modello di lavoro e di sviluppo. Il futuro creativo di una grande storia di impresa comune”. “Alle radici del pensiero dell’illustre docente universitario Giuseppe Toniolo, sepolto nel duomo di Pieve di Soligo e proclamato beato dalla Chiesa nel 2012, proprio il modello cooperativistico – così come il primato dell’etica in campo economico nel 2016 – è l’argomento principale dell’edizione del Premio di quest’anno”, spiegano i promotori, distinto sempre nelle tre sezioni “Pensiero”, di respiro nazionale, “Azione & testimoni”, di rilievo regionale, e “Giovani”, per l’ambito diocesano. Sarà l’economista Stefano Zamagni l’ospite del momento centrale della serata, al quale sarà affidato l’intervento sulle sfide e le proposte per un nuovo modello economico a livello internazionale. Nel programma della cerimonia figurano all’inizio i saluti del sindaco Stefano Soldan e del vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che in precedenza, alle ore 18.30, presiederà in duomo la concelebrazione eucaristica nel giorno del 99° anniversario della morte del Beato Toniolo (7 ottobre 1918).
A seguire una parte dedicata ai dialoghi a quattro sul tema “Fedeltà è cambiamento”, per “raccontare l’oggi e il domani di alcune importanti realtà della cooperazione trevigiana rispetto ai valori e all’ispirazione originaria”: coordinati da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, interverranno i presidenti di Banca Prealpi di Tarzo, Carlo Antiga, di Latteria Soligo, Lorenzo Brugnera, della Cooperativa “Giuseppe Toniolo” di Conscio, Marcello Criveller, e della Cantina Colli del Soligo, Gianpietro Tittonel. Più tardi il momento “clou” della proclamazione dei vincitori dell’edizione 2017 del Premio Giuseppe Toniolo. Alla fine, il saluto conclusivo del vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo. La cerimonia, inserita nel calendario delle celebrazioni per il centenario della morte del Beato Toniolo, è promossa da Istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, diocesi di Vittorio Veneto, Pastorale sociale e del lavoro, Azione cattolica diocesana di Vittorio Veneto con il periodico “Il nostro impegno” e parrocchia del duomo S. Maria Assunta di Pieve di Soligo, in collaborazione con la Fondazione Toniolo di Verona e il Festival Dsc, con il patrocinio della Provincia di Treviso e il contributo del Comune di Pieve di Soligo.

Diocesi: Cosenza, convegno su “La comunità e l’Amoris laetitia”. Don Gentili (Cei), “vogliamo una chiesa capace di accogliere”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:45

“Vogliamo gettare lo sguardo sulla comunità perché sia il luogo dell’abbraccio per le famiglie ferite, quelle in difficoltà. I verbi ‘accompagnare’ e ‘discernere’ indicano dinamismo, capacità di osare. Vogliamo una comunità capace di accogliere”. Lo ha detto don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio Cei della pastorale familiare intervenendo a Cosenza al convegno diocesano pastorale dal tema “La comunità e l’Amoris laetitia”. Riflettendo sui dibattiti intorno all’esortazione, don Gentili ha detto che “non è il capriccio illuminato di un Papa che da solo si mette a scrivere, è stato un parto a cui noi abbiamo partecipato direttamente guardando tutti i questionari. Un lavoro di campo, un’esperienza di ascolto. Chi si mette contro si mette contro un cammino di popolo e di Chiesa”. Per il direttore dell’ufficio di pastorale familiare, si tratta di realizzare proposte “di una Chiesa che si incarna dell’oggi della storia, in un momento di grande sfida ma anche straordinario e bellissimo. Amoris laetitia ci chiede un cammino di conversione nello sguardo per diventare una parrocchia famiglia di famiglie”. “Lo sguardo nuovo sulla famiglia che proviene dal capitolo 8 dell’Amoris laetitia ci chiede di mettersi in ginocchio, di ascoltare le situazioni, perché siamo tutti fragili”. Lo ha detto don Paolo Gentili, intervenendo al convegno di Cosenza. Richiamando il Convegno di Firenze del 2015, don Gentili ha ricordato come “non esistono lontani che non possono essere raggiunti. Non ci sono più i lontani, ci sono i fratelli. E chi si avvicina all’altro come a un fratello, non ci sono più distanze. Anche se il suo volto è un po’ offuscato”.
Don Gentili ha evidenziato come “la società sta cambiando e alcuni segnali ci chiedono conversione”. Rispetto al dato di aumento sia dei matrimoni che dei divorzi, ha ricordato come “i matrimoni finiti non possono lasciarci indifferenti. La Chiesa deve lavorare come un ospedale da campo e sono proprio le famiglie che possono aiutare le famiglie. La famiglia è una fiaccola e la Chiesa è il faro che accompagna”. L’invito è “a cercare la bellezza di ogni persona al di là delle sue fragilità, con uno sguardo nuovo. Occorre distinguere tra peccato e peccatore, con un amore premuroso nei confronti di chi ha vissuto il fallimento del proprio matrimonio”.

Diocesi: mons. Mazzoccato (Udine) ai nuovi diaconi, “celibato e obbedienza sono due atti d’amore”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:40

“Essere immagine viva di Gesù che non è venuto per essere servito, ma per servire”. L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha indicato quale deve essere il loro compito ai quattro seminaristi che ha ordinato diaconi in vista del presbiterato nella celebrazione eucaristica di oggi pomeriggio in cattedrale. Si tratta di Michele Sibau, Nicola Zignin, Francesco Ferigutti e Paolo Greatti. “Essi saranno veramente diaconi se diventeranno immagine viva di Gesù che non è venuto per farsi servire, ma per servire fino a dare la vita per tutti”, ha aggiunto il presule. Mons. Mazzocato ha sottolineato le due loro promesse: l’impegno a vivere nel celibato “come segno della totale dedizione a Cristo Signore” e la promessa dell’obbedienza, mettendo le loro mani nelle mani del vescovo. “Il celibato e l’obbedienza sono due atti d’amore che li rendono servi come Gesù che non trattenne nulla per sé ma consacrò tutta la sua persona nell’obbedienza alla volontà del Padre che lo mandava a dare tutto, fino al sangue, per i suoi figli dispersi a causa del peccato”. Infine, una richiesta di preghiera perché “nel seguito della loro vita siano fedeli alla grazia di Dio crescendo nelle virtù che permettono di essere realmente dei servi di Cristo e dei fratelli”.

“Scarp de tenis”: Minisini (oro mondiali sincro) sui migranti, “basta morti e basta girarci dall’altra parte di fronte a questa tragedia”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:37

Giorgio Minisini, medaglia d’oro nel nuoto sincronizzato ai recenti mondiali di Budapest racconta a “Scarp de tenis” (rivista di strada promossa da Caritas Amrbosiana e Caritas Italiana, numero di ottobre) di come è nata l’idea di costruire una coreografia su un tema spesso difficile da affrontare, quello dei migranti. Il ventunenne romano Minisini, assieme alla trentenne Manila Flamini, hanno regalato all’Italia la prima medaglia d’oro nel sincro. “L’esercizio che i due azzurri hanno presentato (entrambi in forza alle Fiamme Oro Roma), aveva un titolo particolare: ‘A scream from Lampedusa’, curato – si legge nella rivista – da Michele Braga con le coreografie di Anastasija Ermakova”. “L’esibizione è iniziata fuori dall’acqua con un potentissimo e coinvolgente urlo di dolore di Minisini, un urlo – riferisce Scarp – per ricordare la tragedia dei migranti. Con l’esibizione, della durata di due minuti e quaranta secondi, i due atleti con grazia, tecnica e potenza fisica hanno narrato una storia d’amore fra due migranti, conclusasi in tragedia per la morte della donna che non sopravvive al viaggio e muore prima dello sbarco”. Giorgio Minisini (classe 1996) ha iniziato a praticare il nuoto sincronizzato all’età di 6 anni. Ai mondiali di nuoto di Kazan 2015 aveva vinto la medaglia di bronzo nel duo misto tecnico. Ai campionati mondiali di nuoto di Budapest 2017 ha vinto la medaglia d’oro nel duo misto programma tecnico, gareggiando in coppia con Manila Flamini. Ma come è nata questa esibizione? “Volevamo un esercizio che non fosse solo tecnica e potenza. Desideravamo – aggiunge Minisini – qualcosa che avesse ‘un’anima’. Quando Michele Braga ci ha proposto il tema dei migranti, siamo stati subito d’accordo. In quei giorni era appena affondato l’ennesimo barcone e molti erano morti. L’idea di inserire l’urlo prima della gara, è arrivato in modo spontaneo, non ero sicuro di come sarebbe ‘uscito’ di fronte a una platea così importante, ma ho pensato che nessuno può chiamarsi fuori, né io che ho 21 anni e neppure chi vive lontano dal Mediterraneo. Il nostro messaggio voleva essere: basta morti e basta girarci dall’altra parte di fronte a questa tragedia”.

“Scarp de tenis”: sul numero di ottobre Ius soli, sale di comunità e l’urlo di Giorgio Minisini, oro nel sincro

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:30

“Il ritiro del progetto di legge sullo Ius soli temperato ha mostrato come sul tema immigrazione si innestino ancora troppe questioni identitarie. Questo nonostante la proposta fosse tutto tranne che permissiva”. È la premessa dalla quale “Scarp de tenis”, rivista promossa dalla Caritas, intraprende un viaggio tra i ragazzi nati o cresciuti in Italia che continuano a sentirsi stranieri nel Paese che considerano loro. La rivista di strada riporta, nel numero di ottobre, il consueto ventaglio di servizi, interviste, rubriche. Fra questi: “Sale della comunità, non chiamateli cinema parrocchiali”; l’intervista al campione mondiale di nuoto sincronizzato Giorgio Minisini; “Il bosco che nasconde il segreto dei suoni perfetti” (in Val di Fiemme c’è un luogo che custodisce il segreto per realizzare le casse armoniche di violini e pianoforti). Paolo Lambruschi racconta di come ci siano “ancora pezzi di istituzioni e società civile che non si piegano all’onda xenofoba”.

Diocesi: Cesena, i saluti “personali” di Papa Francesco. Ammalati, disabili e famiglia che vive in vescovado

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:18

Due i saluti “personali” che Papa Francesco porgerà nel corso del suo passaggio a Cesena, nella giornata di domani, domenica 1° ottobre. Il Pontefice saluterà uno ad uno 20 ammalati e disabili gravi, in cattedrale a Cesena. Sempre in cattedrale, precisamente nella sacrestia, prima di congedarsi, Papa Francesco incontrerà i componenti della Casa di accoglienza che, su invito del vescovo di Cesena-Sarsina mons. Douglas Regattieri, abitano nei locali dell’episcopio. Si tratta dei coniugi Ezio e Simona Nobili e dei loro quattro figli che, dal 7 settembre, giorno in cui la Comunità Papa Giovanni XXIII ricorda la nascita del suo fondatore don Oreste Benzi, abiteranno la prima casa famiglia in un vescovado gestita dalla Comunità. “Sono molto contento – ha rivelato il presule riferendosi a questa nuova esperienza –. Per me è una ricchezza poter avere in casa una famiglia che abita con me, seppur in appartamenti diversi. Noi sacerdoti abbiamo tanto da imparare dalla famiglia. Da questa si apprendono le fatiche, i problemi, le gioie le speranze della quotidianità. La chiesa stessa deve assumere lo stile di una famiglia”. “Vogliamo che questo luogo – hanno dichiarato i coniugi al settimanale diocesano Corriere Cesenate – possa essere una casa di accoglienza e di preghiera. La sera del nostro arrivo il vescovo Douglas ci ha invitati a cena. È stato un bell’inizio, dal sapore familiare e a base di passatelli fatti in casa”.
Nella cappella all’interno della nuova casa di Ezio e Simona è presente la reliquia di santa Teresina di Lisieux, della quale ricorre la festa il 1° ottobre, giorno della visita di Papa Francesco a Cesena.

Diocesi: mons. Delpini (Milano) ai nuovi diaconi, “custodite l’arte di fare festa, cioè la cura per la dignità di ogni persona”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:10

“Imparate e custodite l’arte di fare festa, cioè la cura per la dignità di ogni persona, anche di chi torna a casa con i vestiti logorati dalla vita sbagliata e con i piedi nudi per un troppo lungo e sconclusionato andare”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nell’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto oggi pomeriggio nel duomo durante la quale ha ordinato diaconi 23 seminaristi del Seminario arcivescovile di Venegono e altri 7 candidati che hanno studiato teologia a Monza, nel Seminario teologico internazionale del Pontificio Consiglio delle missioni estere. Il presule ha raccomandato loro di condividere i “sentimenti di Dio”. “Abbiate compassione di chi ha perso la strada di casa, ha perso le sue cose e infine corre il rischio di perdere se stesso – ha aggiunto l’arcivescovo -. Abbiate compassione dell’umanità desolata, che vive lontano da Dio, abbiate compassione dell’umanità gaudente che vive lontano da Dio, abbiate compassione dell’umanità arrabbiata che vive lontano da Dio e si immagina un Dio che vuole trattare come servi invece che come figli”. Mons. Delpini ha infine rivolto una raccomandazione: “Nella città della moda si deve forse ricordare che l’abito più bello non è quello più costoso o più strano o più seducente, ma quello che meglio custodisce la dignità della persona e l’anello al dito non è l’ostentazione della ricchezza, ma il segno della nobiltà dell’essere figlio del Padre”.

Azione cattolica: Milano, l’associazione ringrazia per la raccolta fondi a favore delle zone colpite dal terremoto

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:03

Nei mesi di luglio e agosto l’Azione cattolica ambrosiana ha ospitato a Santa Caterina Valfurva (Sondrio), durante le settimane formative organizzate come tutti gli anni, un gruppo di adolescenti di Rieti, con famiglie ed educatori. “Questo è stato possibile – spiega una nota dell’associazione – grazie al generoso contributo di molti, soci di Ac e non, che hanno donato a favore di questo progetto”. Silvia Landra, presidente diocesana Ac, spiega: “La generosità manifestata da soci e amici di Azione cattolica in modo così libero e intenso ha consentito di raccogliere una somma di gran lunga superiore alle previsioni formulate per poter offrire una settimana a Santa Caterina a ragazzi e famiglie, residenti nelle zone del Centro Italia, colpite dal terremoto nel 2016”. L’Ac ambrosiana ha così deciso di “ringraziare per tanta generosità”, offrendo la partecipazione al recital di Maurizio Guarnaschelli “Costruire una casa comune” ispirato all’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco: una riflessione in musica, canto e poesia, brani recitati a cui si alternano canzoni interpretate dal vivo. “L’evento, generato dalla collaborazione con la Cooperativa In Dialogo, avrà luogo domani, domenica 1 ottobre, alle ore 17 presso la Rotonda di San Biagio a Monza, grazie alla disponibilità di don Marco Oneta, responsabile della comunità pastorale”. L’Ac di Milano chiarisce: “Osservando la provenienza territoriale delle diverse donazioni si è rilevato come la zona pastorale di Monza sia stata al primo posto di questa ideale classifica di generosità”.

Diocesi: Molfetta, iniziative per 25° anniversario morte don Tonino Bello. Messa con card. Bassetti, laboratori di pace, concorsi per le scuole

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:50

Concorsi nelle scuole, iniziative sportive, laboratori di pace e una celebrazione eucaristica col presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti. Cominciano a prendere forma nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi le iniziative per il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello, che ricorre il prossimo 20 aprile. Ne dà notizia il settimanale diocesano “Luce e Vita”. Particolare attenzione soprattutto ai giovani, in vista del prossimo Sinodo dei vescovi dedicato a loro. Agli studenti nelle scuole di diverso ordine e grado sarà presentata la figura del vescovo e sarà compito loro scrivere una lettera a lui indirizzata. Il migliore elaborato sarà premiato prima della fine dell’anno scolastico. A fine ottobre invece è in programma una maratona e il 17 marzo un pellegrinaggio della diocesi di Molfetta ad Alessano, dove don Tonino Bello è nato ed è sepolto. Spazio a iniziative pacifiste in memoria dell’ex presidente di Pax Christi, come la veglia diocesana per la pace e la vita, il 28 gennaio a Terlizzi. Una manifestazione che coinvolgerà anche esponenti di altre religioni. Il 19 aprile il card. Bassetti presiederà nella cattedrale di Molfetta una celebrazione eucaristica.

Austria: Ordini religiosi propongono seconda edizione dell’Anno di volontariato religioso

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:32

Lanciato nel settembre 2016, il progetto dell’”Anno di volontariato religioso”, permette una vita in comune fino a un anno presso i monasteri e le comunità cattoliche: secondo le intenzioni dell’Associazione delle Comunità religiose austriache (Ordensgemeinschaften) il progetto partirà per una seconda edizione. La coordinatrice dell’Anno di volontariato religioso, suor Ruth Pucher, ha analizzato, in un comunicato stampa, la valenza della proposta: “È ancora un esperimento, ma vengono raccolte le esperienze sulla dimensione della domanda e dell’offerta”. Per la prima edizione sono state tenute oltre 60 interviste di selezione e questo chiarimento previo è stato apprezzato sia dai candidati, sia dagli ordini religiosi – conferma suor Pucher –. Finora hanno realizzato il progetto 15 tra donne e uomini di età e compiti differenti: ora partiremo con il secondo turno e l’interesse non si affievolito, e per questo saremo il 7-8 ottobre alla Fiera nazionale del volontariato organizzata dal Municipio di Vienna”. Nei colloqui di selezione “si discute sempre delle esperienze esistenti in rapporto alla vita della comunità – sottolinea suor Ruth – e per una buona riuscita è importante che sia apprezzata la scelta, si attribuisca un compito significativo nella comunità e si possa sperimentare una profonda affiliazione. Oggi la gente è sempre in ricerca e le persone possono trovare una destinazione spirituale negli ordini”.
Anche le comunità religiose (tra gli altri cappuccini, gesuiti e i missionari di Cristo, che sono laici consacrati) beneficiano dell’esperienza, come si evince da molti video pubblicati sul sito www.ordensjahr.at.

Donazioni sangue: domani la Giornata nazionale Fidas

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:18

Da Torino a Caltanissetta, da Udine a Bari, da Aosta a Teramo, passando per Saluzzo e Verona. Domani primo ottobre le 74 associazioni che aderiscono alla Federazione italiana associazioni donatori di Sangue celebrano l’ottava Giornata nazionale Fidas. Nelle piazze delle città in cui sono presenti i 1200 circoli saranno organizzate iniziative di informazione e sensibilizzazione alla donazione del sangue. Per superare i confini territoriali è stato ideato un claim per la giornata: “I am a donor #iamFIDAS”. L’appuntamento è nato per ringraziare gli oltre 450mila donatori di sangue ed emocomponenti italiani. “I donatori di sangue sono responsabili e partecipi degli obiettivi ordinari e straordinari del Paese – ricorda il presidente nazionale Fidas, Aldo Ozino Caligaris – non solo soddisfacendo i bisogni del proprio territorio, ma considerando che sangue ed emocomponenti sono destinati a chi ne ha necessità”.

Catalogna: Poli (Iai), referendum per la secessione “prova nazionale ma anche europea”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:09

“Localismi e regionalismi sono da sempre tratti caratterizzanti dell’Unione europea, in un unicum di eterogeneità, pluralità di lingue, religioni, etnie e culture. Le spinte indipendentiste, come quella registrata in Catalogna, non sono quindi un fenomeno nuovo; anzi è da tempo che il governo centrale di Madrid tenta di contenerle”. Lo afferma Eleonora Poli, ricercatrice dell’Istituto affari internazionali di Roma (Iai), a proposito del referendum proclamato per domani in Catalogna, che ha incontrato lo stop della Corte costituzionale di Madrid e del governo di Mariano Rajoy. A Barcellona e in altre città e villaggi della regione sono in corso manifestazioni, mentre la tensione è salita alle stelle. Poli parla di “una storia di rigidità e d’incomprensioni”, giunta fino al braccio di ferro attuale, e procede passo passo tra i diversi momenti dello scontro. Osserva: “La crisi politica che la Spagna sta vivendo va però ricondotta in un quadro più ampio, che in parte prescinde i confini nazionali spagnoli e si colloca in un generale processo degenerativo europeo”. “Dopo le elezioni politiche in Germania, che confermano l’allarmante trend del ritorno della destra estrema nei Parlamenti nazionali europei, l’indipendenza catalana potrebbe provocare un effetto domino. Questo, in un momento in cui l’Unione deve già affrontare i difficili negoziati della Brexit, cercando allo stesso tempo di uscire da una stagnazione politica ed economica che dura ormai da anni e di rilanciare un ideale europeo per un progetto comune”. Altri commenti su http://www.iai.it.

Carceri: concerto della christian rock band Kantiere Kairòs a Rebibbia il 7 ottobre

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:58

La christian rock band Kantiere Kairòs sbarca per la prima volta nella capitale con il tour “Un passo oltre”, titolo dell’inno scelto quest’estate per la 37a Marcia francescana del perdono di Assisi. E arriva a Roma per due concerti: il primo è in programma sabato 7 ottobre alle 14,30 circa presso il carcere di Rebibbia, riservato ai detenuti della Terza Casa e alle loro famiglie. Non è la prima volta che il gruppo cosentino varca la soglia di un penitenziario: “Era il 23 marzo dello scorso anno quando abbiamo avuto la grazia di esibirci nella casa circondariale ‘Sergio Cosmai’ di Cosenza. È stata un’esperienza profonda, toccante – ricordano i membri della band -. Ci sarà una seconda volta. Canteremo come sempre la speranza, e come sempre porremo l’accento sulla bellezza dell’incontro con Cristo e della gioia che ne scaturisce”.
Domenica 8 ottobre alle 16,30 il teatro della parrocchia San Giovanni Battista de la Salle (via dell’Orsa minore 59, zona Torrino) ospiterà lo spettacolo della band calabrese, formata da cinque musicisti professionisti. “Sarà il nostro primo concerto nella capitale, aperto a tutti”», commentano. L’esibizione, a ingresso libero, è inserita nell’ambito della missione parrocchiale e della Giornata dell’accoglienza promossa dal parroco, don Massimiliano Nazio. Durante il concerto sono previste le testimonianze di alcuni detenuti; inoltre verranno raccolti fondi per l’associazione “Mandorlo in fiore”, formata da familiari di detenuti a Rebibbia, e per la onlus “Oltremare” che li destinerà alla missione in Eritrea delle Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria, suore impegnate in parrocchia.
Kantiere Kairòs nasce nel 2013. Ha un nome greco che significa “tempo di grazia, momento favorevole”; ciascuno dei cinque componenti del gruppo si sente come un operaio di un cantiere, al lavoro per la sua conversione e per l’annuncio dell’amore di Dio attraverso la musica. Info: www.kantierekairos.it

Germania: Dbk, 40mila Bibbie per i carcerati. don Coetsier (cappellano), “sofferenza dei detenuti è parte della società”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:30

Più di 64mila persone stanno attualmente scontando condanne presso le 185 istituzioni carcerarie tedesche. La Conferenza episcopale tedesca (Dbk), insieme all’Istituto biblico e all’amministrazione carceraria tedesca, ha donato 40mila copie della nuova traduzione unitaria della Bibbia ai detenuti. Il presidente della Commissione pastorale, il vescovo Franz-Josef Bode, ha sottolineato il compito della Chiesa nelle carceri, perché “la Chiesa è per l’uomo”. Don Meins Coetsier, cappellano presso le carceri di Fulda e di Hueneld (un “prete di prigione” come si definisce lui), ha raccontato la sua esperienza personali al portale della Chiesa tedesca Katholisch.de. “Le persone reagiscono in modo differente davanti al dono gratuito della Bibbia – ha affermato il sacerdote –. Per molti detenuti è una cosa particolarmente toccante, alcuni erano incredibilmente felici, un detenuto al quale ho consegnato la Bibbia dopo un lutto era molto grato: certo, c’è anche chi non la vuole”. Per il cappellano “la Bibbia in carcere ha un posto speciale. I detenuti hanno molto tempo, hanno a volte troppo tempo quando stanno seduti chiusi nella cella”. I detenuti quindi “cercano sostegno e prospettive di vita e cominciano a leggere la Bibbia anche se non l’hanno toccata per anni o ne hanno solo un vago ricordo dalla fanciullezza”.
Don Coetsier ha un desiderio: “voglio prendere molto sul serio Papa Francesco: ha lavato i piedi dei prigionieri, li ha invitati e ha celebrato la messa con loro. Si è preso cura della sofferenza: la sofferenza dell’umanità e anche la sofferenza che gli esseri umani hanno fatto tra loro” e quello che accade dietro le sbarre “è parte della società”.

Vescovi europei: mons. Gadecki (Poznan), “l’Europa ha perso la direzione verso il Cielo, è diventata povera, un museo del passato”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:21

“L’Europa ha perso la direzione verso il Cielo, ha perso la trascendenza e per questo è diventata povera, un museo del passato, donna sterile, stanca, ferita”. E’ un’analisi forte, a tratti impietosa quella che sta emergendo a Minsk, sullo stato del continente europeo e a tratteggiarla è monsignor Stanislaw Gadecki, arcivescovo di Poznan e vice-presidente del Ccee facendo con i giornalisti il punto delle riflessioni che sul tema dell’Europa sono emerse in questi giorni di Assemblea plenaria del Ccee. “La solitudine, specialmente dei giovani, le questioni del lavoro e della disoccupazione, la cultura dello scarto, il traffico di armi e degli esseri umani, il terrorismo. Questi sono i segni del presente”, dice il vescovo polacco che poi aggiunge: “ma non è una visione completa, perché ci sono anche tante cose belle e noi amiamo l’Europa, vogliamo bene all’Europa e questo stato di abbandono non ci lascia indifferenti”. Il vescovo usa una metafora per spiegare la visione che i vescovi europei hanno del continente e per tratteggiare il futuro. L’Europa è come un albero he ha le sue radici, il suo tronco e i suoi rami ed è nutrito da 4 elementi. Cresce se ha la terra, l’acqua l’aria e il sole. Se avesse solo la terra l’albero non riuscirebbe a diventare maturo. L’acqua indica la comunione perché l’albero dell’Europa può essere produttivo solo se  non esiste per se stesso ma in relazione con gli altri continenti. Infine l’Europa ha bisogno dell’aria dove può stendere i suoi rami e l’aria  è la cultura attraverso la quale l’uomo diventa più uomo e la società diventa più umana. Infine il sole, l’anelito alla Trascendenza, lo sguardo verso il sole, lo Spirito Santo”.

Csv: conferenza a Roma. Guidi (Un. Pisa), “vera sfida è incidere sull’80 per cento di italiani inattivi”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:14

“La vera sfida è incidere sull’80 per cento di italiani ‘inattivi’, quelli che non hanno mai svolto alcuna attività di volontariato né hanno mai fatto donazioni”. Riccardo Guidi, ricercatore dell’università di Pisa, ha concluso così il suo intervento davanti ai 300 partecipanti, tra volontari, dirigenti e operatori dei Centri di servizio per il volontariato, alla conferenza 2017 di Csvnet, che si concluderà domani a Roma. Chiamato a “prevedere” come sarà “Il volontariato di domani”, il docente e autore di numerose ricerche sul tema, ha spiegato che dal 2000 al 2015 “l’infrastruttura del volontariato ha sostanzialmente tenuto. Nonostante la crisi il loro numero complessivo è rimasto relativamente stabile, anche se permane un’ombra sulla quota, che resta in calo, di chi è disposto a fare donazioni in denaro”. Il reddito e il titolo di studio, inoltre, non sembrano influire troppo sulla frequenza dell’impegno nel volontariato: “Non è insomma un’attività da ricchi”. Ci sono invece due fratture che possono determinare il maggiore o minore impegno sociale: “A parità di condizioni, una persona del Sud ha il 7-8 per cento di probabilità in meno di fare volontariato rispetto a una che abita al nord. E chi vive in un comune piccolo ha il 15 per cento di probabilità in più rispetto a chi sta in una grande città. Le città metropolitane disincentivano la partecipazione”.
L’altra frattura riguarda l’opportunità di avere accesso a occasioni culturali. “Chi ne ha di più, ha anche fino al 35 per cento di maggiori probabilità di essere un volontario”, ha spiegato Guidi, esortando i Csv e le associazioni a crearne il più possibile nell’ambito delle loro attività di animazione territoriale.

Romania: visita a Bucarest del card. Sandri. “Pregare per l’Europa e superare le divisioni fra i cristiani”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:07

“Il male oggi non si manifesta in un regime ateo, ma si insinua sottile nel tentativo di dividere i credenti, di stravolgere la visione della vita umana, nel suo nascere e nel suo morire, nella procreazione, nella visione della famiglia”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, durate l’omelia della celebrazione eucaristica, che ha presieduto ieri nella cattedrale latina di Bucarest, in Romania. Il porporato, nella solennità liturgica di san Michele Arcangelo, ha ricordato che “in tanti modi si cerca di far sentire l’uomo apparentemente più libero e più potente, pago di se stesso e delle proprie conquiste, ma sempre più spesso anche più solo e disperato. L’intercessione di san Michele ci aiuti a riaccogliere ogni giorno la nostra vita come un dono, a impegnarci per la difesa dell’inviolabile dignità dell’uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio”. Il card. Sandri ha invitato a pregare per l’Europa, “perché sia memore delle proprie radici spirituali, e, mentre riflette sul consolidamento anche economico, non perda per strada una visione grande e profonda dell’uomo e della società”. In quest’ottica, il contributo del popolo della Romania è definito “prezioso” dal cardinale. Il porporato ha poi rivolto l’attenzione alle divisioni tra i cristiani, una “secolare ferita” che “contraddice la preghiera di Gesù nell’Ultima Cena ‘Che siano una cosa sola!’”.
Infine, uno guardo alla realtà vissuta in Paesi come la Romania, dove “cattolici, ortodossi e altre confessioni cristiane vivono ogni giorno fianco a fianco”, è qui che “debbono crescere relazioni di stima autentica, di affetto sincero, di carità condivisa”.

Romania: visita a Bucarest del card. Sandri. Ai cristiani, “impegnatevi per famiglia, onestà nella vita pubblica e rispetto della giustizia”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 14:59

“Impegnatevi nella promozione della viva tradizione cristiana dell’Europa, del matrimonio e della famiglia secondo il disegno divino. Impegnatevi per l’onestà nella vita pubblica e il rispetto per giustizia”. È l’impegno affidato ai cristiani romeni dal card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, durante il rito di benedizione dell’episcopio dell’eparchia di san Basilio Magno, a Bucarest, nel secondo giorno della sua visita in Romania. Il cardinale, che ha portato il saluto e la benedizione di Papa Francesco, ha sottolineato che “l’episcopio, con la sua curia, è un luogo di servizio all’unità e alla comunione della Chiesa particolare, insieme alla cattedrale”. Dal prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, l’invito alla fedeltà a Cristo. “Come i vostri martiri sono stati fedeli al Signore nel tempo della prova, così oggi ciascuno di noi è chiamato alla medesima fedeltà – ha aggiunto il card. Sandri -. Il nostro tempo è segnato da una cattiva comprensione della libertà e dalle nuove ideologie: continuiamo ad amare e servire la verità di Dio e dell’uomo, in uno spirito di comunione e di missione verso ogni fratello che incontriamo sul nostro cammino”. E, in particolare, verso quelli “segnati dal dubbio, dalla disperazione o da una visione atea della vita. Possiamo con la nostra testimonianza riaccendere la speranza nel loro cuore. Mentre costruiamo ponti verso il prossimo, abbiamo già innalzato le scale verso il Cielo”.

Romania: visita a Bucarest del card. Sandri. Incontri istituzionali e visita al cantiere della nuova cattedrale ortodossa

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 14:58

La festa dei santi Arcangeli secondo il calendario latino ha visto il cardinale Sandri proseguire nella capitale Bucarest la sua visita in Romania. Nella prima parte della mattinata, Sandri, accompagnato dal nunzio apostolico mons. Maury Buendia, ieri ha attraversato la città, vedendo dall’esterno i lavori della nuova cattedrale patriarcale ortodossa, per giungere alla residenza di sua beatitudine Daniel. Il dialogo con il patriarca è durato più di un’ora, “in un clima di grande e fraterna cordialità”. Il cardinale Sandri “si è fatto portavoce – si legge in una nota della segreteria del Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali – dei saluti del Santo Padre Francesco e del cardinale Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, e si è felicitato sia per l’avanzamento dei lavori della cattedrale, i cui inizi risalgono già alla visita di Giovanni Paolo II nel 1999, come pure per l’annuncio della visita di sua santità Kyrill, patriarca di Mosca, nelle prossime settimane”. Il cardinale ha spiegato il motivo della visita, che avviene “per celebrare insieme alla Chiesa greco-cattolica il centenario della Congregazione per le Chiese orientali, impegnata ad accompagnare le diverse Chiese, sia nella madrepatria, in particolare nel tormentato Medio Oriente e nell’Europa dell’Est, come pure a seguire il servizio pastorale che va ugualmente garantito a quei fedeli che per motivi umanitari o lavorativi si sono trasferiti in Occidente, nell’Europa come negli Stati Uniti e altri Paesi, realtà questa che accomuna il cammino con gli ortodossi rumeni, essi pure sparsi in tante parti del mondo e bisognosi di essere seguiti dai loro pastori e sacerdoti”.
Sua beatitudine Daniel “ha ringraziato per la visita, e ha riferito di essere appena intervenuto a un simposio organizzato presso l’Accademia di Romania, sul tema dell’identità dell’Europa e l’apporto che le religioni possono dare ad essa”. Si è ricordato “lo sforzo dei Pontefici perché fossero inserite le radici cristiane d’Europa nel preambolo della Carta costituzionale comune, e anzi il patriarca ha rafforzato l’immagine dicendo che ancora più che radici si deve dire ‘matrice’ dell’Europa, impronta che ha caratterizzato la storia e lo stile di convivenza dei popoli europei. Il fatto che non siano però state inseriti nel testo ufficiale, è triste ma non deve spaventare, perché, come diceva il grande pensatore rumeno Mircea Eliade ‘esse sono troppo profonde per rimanere occulte e nascoste’”. La giornata ha visto diversi altri impegni del Card. Sandri: si è recato al Palazzo presidenziale, dove è stato ricevuto in rappresentanza del presidente – a Tallin per impegni istituzionali – dal Consigliere presidenziale Sergiu Nistor. A pranzo, presso la nunziatura, Sandri si è intrattenuto con l’arcivescovo latino, mons. Robu. Nel pomeriggio il cardinale si è recato presso l’episcopio dell’eparchia di san Basilio Magno in Bucarest, accolto mons. Mihai Fratila, alla cui installazione come primo vescovo della neonata eparchia il Prefetto aveva assistito nell’agosto del 2014. Il cardinale Sandri si è poi trasferito presso la cattedrale latina di san Giuseppe per presiedere l’Eucarestia nella festa dei santi Arcangeli e ha tenuto l’omelia. In serata, presso la nunziatura, la cena con alcuni rappresentanti del corpo diplomatico.

Vescovi europei: card. Bagnasco (Ccee), “l’Unione europea deve farsi sentire come una madre non come una matrigna”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 14:57

(dall’inviata a Minsk) “L’Unione europea deve farsi sentire come una madre non come una matrigna, come una realtà più leggera e non come una realtà pesante e oppressiva. E ciò non vuol dire una unione più superficiale e meno identitaria, al contrario sarà più efficace perché entrerà nel cuore dei singoli popoli come una realtà bella e arricchente”. E’ questo l’antidoto ai populismi e alla disaffezione che i popoli europei provano per la loro appartenenza al continente europeo e in particolare all’Europa. A indicarlo è il cardinale Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa, che riunite a Minsk per l’Assemblea plenaria del Ccee hanno dedicato la giornata di oggi al tema dell’Europa. “C’è bisogno di cambiare registro”, ha detto il cardinale Bagnasco aggiornando i giornalisti sulle riflessioni che sono emerse tra i vescovi europei in questi giorni e “ricordare che l’Europea prima di essere terra geografica  è un compito spirituale ed etico”. In questo processo di rifondazione dell’humus europeo in Europa, la Chiesa “desidera esserci, con il suo specifico e il suo specifico – dice il cardinale – è l’annuncio del Vangelo, del Signore Gesù. Un messaggio forte in mani deboli che sono quelle nostre ma un messaggio forte perché la sua efficacia è Gesù. Dentro un secolarismo diffuso, la forza del Vangelo non è nelle organizzazioni, nelle risorse o nei programmi. Il migliore alleato del vangelo è l’uomo per come è stato creato da Dio perché nel cuore profondo dell’uomo, nella sua coscienza vi è un desiderio insopprimibile di bene e vi è una ricerca insopprimibile di verità. L’uomo non può vivere senza verità e senza bene. Questa radicale e profonda struttura della persona umana  è l’alleata migliore del Vangelo perché il vangelo è la risposta a questa nostalgia, a questo desiderio intrinseco di bene,  di verità, di bellezza e di felicità che l’uomo ha dentro di sé. Questo anelito  può essere anestetizzato ma non può mai morire, prima o poi riemerge. Per questo penso che sia giunta l’ora in Europa di un risveglio della coscienza umana”.

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