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Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:45

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico della Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

Naziskin e Banche, scontro aperto tra Renzi e Salvini
Non c’è pace tra i due Matteo della politica. “Gli skinhead che hanno fatto irruzione a Como sono solo quattro ragazzi”. Il problema semmai è “un’immigrazione fuori controllo organizzata e alimentata da una certa sinistra”, dice Salvini, che sulla vicenda delle banche definisce il segretario del Pd “un bugiardo senza vergogna”. Dal canto suo Renzi accusa il rivale di prendersela con lui invece di dire che gli skinhead sono fuori dal mondo. “È pazzesco”, dice il segretario Pd, che sulle banche esprime soddisfazione per le audizioni in commissione: “Non è stato il Pd a sbagliare. Noi andiamo avanti a testa alta”, dice.

Il Papa chiede perdono ai Rohingya
“La vostra tragedia è molto dura e grande, ma vi diamo spazio nel cuore. A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono”. Con queste parole Papa Francesco si è rivolto ad un gruppo di profughi Rohingya, al termine dell’incontro interreligioso a Dacca. Lo riferisce Radio Vaticana. “Mi appello al vostro cuore grande – ha aggiunto il Pontefice parlando a braccio – perché sia capace di accordarci il perdono che chiediamo. Non chiudiamo il cuore, non guardiamo dall’altra parte. La presenza di Dio oggi si chiama anche Rohingya”.

“Fiabe diverse” per educare alla disabilità
La principessa in carrozzina, il micio che non può miagolare, la fata dalla pelle nera, la gallina cicciona. Sono alcuni dei protagonisti delle ‘Fiabe diverse’ di Ileana Argentin, deputata del Pd, che ha scelto il mondo delle favole per parlare ai bambini (e ai genitori) della disabilità. Il volume, stampato grazie all’università Niccolò Cusano, è distribuito gratuitamente alle biblioteche di Roma e a tutte le scuole che ne facciano richiesta. “Siamo tutti diversi l’uno dall’altro – spiega Argentin – ed è un patrimonio: l’omologazione farebbe di noi un mondo privo di colori, emozioni e sentimenti”.

Lavoro, giovani protagonisti trasformazione digitale
Affrontare la trasformazione digitale sfruttando le idee dei giovani, i veri propulsori dell’innovazione. È il tema al centro di “New skills agenda for Europe”, il convegno organizzato da Confsalform, in collaborazione con FonARCom, svolto oggi alla Camera. Tra gli interventi quello di Maurizio Sacconi, presidente della Commissione Lavoro del Senato, sull’importanza della formazione continua nel futuro occupazionale dei giovani, e Silvia Costa, coordinatore della Commissione Cultura e Istruzione del Parlamento Europeo, sul valore della certificazione delle skills digitali per uniformare il settore. Presentato poi Scholarsjob 2.0, progetto che avvicina scuola e lavoro.

Corridoi umanitari: Comunità S. Egidio, Fcei e Tavola valdese a Gentiloni, “disponibili a ipotesi Libia ma serve prudenza”. Intanto impegno per “garantire diritti fondamentali”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:38

L’esperienza dei “corridoi umanitari” può essere rafforzata e trasformata da best practice in politica ordinaria di tutela del diritto alla protezione internazionale e adottata in Europa con numeri ben più consistenti di quelli raggiunti con l’esperimento realizzato in Italia? E possono essere istituiti dalla Libia? In una lettera inviata oggi al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni se lo chiedono i rappresentanti dei tre enti promotori dei primi corridoi umanitari, recentemente rinnovati con un nuovo protocollo d’intesa: Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio; Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei); ed Eugenio Bernardini, moderatore della Tavola valdese. Analoghi progetti sono stati lanciati in Francia e in Belgio, e ieri è stato attivato il corridoio umanitario dall’Etiopia gestito dalla Cei insieme a Sant’Egidio. Un risultato, scrivono i firmatari della lettera, che va attribuito “alla fattiva collaborazione stabilita tra istituzioni, società civile e Chiese nel quadro di una strategia centrata, al tempo stesso, sulla legalità e la solidarietà”. Sull’appello rivolto da Gentiloni alle Ong perché considerino la possibilità di “potenziali corridoi umanitari” dalla Libia, i firmatari definiscono l’ipotesi “interessante” ma da considerare “con la massima attenzione e prudenza” a causa delle evidenze di “abnormi violazioni di diritti umani” nel Paese, mentre “presupposto irrinunciabile” è ricostruire “una soglia minima di sostenibilità sul piano del rispetto della vita umana, dei diritti e della dignità dei migranti e dei richiedenti asilo”. Nel frattempo i firmatari chiedono al premier di “vigilare sulla necessità di garantire ai migranti in transito i diritti fondamentali, compreso quello del soccorso in mare che di recente, invece, ha registrato inquietanti falle, con la morte di decine di persone”. A questo riguardo Impagliazzo, Negro e Bernardini esprimono la volontà di “avviare un dialogo con il Governo per mettere allo studio un piano sostenibile e realistico di protezione umanitaria che preveda, tra gli altri strumenti, anche i corridoi umanitari e consideri il coinvolgimento di quanti sin qui hanno contribuito a realizzarli” e  rimarcano l’urgenza di “‘liberare’ profughi e richiedenti asilo dalla ‘gabbia libica’ in cui sono finiti, favorendo la loro ricollocazione in paesi vicini, dai quali potrebbero essere attivati dei corridoi umanitari analoghi a quelli realizzati sin qui”.

Reddito d’inclusione: Milano (Save the Children), “700mila i minori potenziali beneficiari”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:18

“Sono 700mila i possibili minori beneficiari del reddito d’inclusione, su un totale di 1.8 milioni di potenziali destinatari. Si tratta di bambini spesso colpiti da deprivazioni che riguardano aspetti essenziali della loro vita come salute, nutrizione, educazione e il cui futuro, per questo, rischia di essere compromesso”. È quanto afferma Raffaela Milano, direttrice dei programmi Italia Europa di Save the Children, a proposito del reddito di inclusione (Rei) che da oggi può essere richiesto dalle famiglie in condizione di disagio economico residenti in Italia. In una nota, Milano sottolinea che “affinché la strategia di contrasto alla povertà minorile sia efficace, è necessario che al reddito d’inclusione, il quale rappresenta un positivo passo avanti, siano affiancate adeguate misure rivolte in modo mirato ai bambini e ai ragazzi in condizioni di svantaggio”. Secondo Save the Children, “la povertà minorile rappresenta in Italia una vera emergenza” visto che “in 10 anni le famiglie in condizione di povertà assoluta con minori sono quintuplicate, passando dal 2% del 2006 al 10% del 2016: attualmente sono 669.000 i nuclei in tale situazione di disagio, per un totale di 1.292.000 bambini (il 36% dei quali ha meno di 6 anni), che rappresentano il 12,5% della popolazione sotto i 18 anni nel Paese; il numero di minori in povertà assoluta ha registrato, in un solo anno (dal 2015 al 2016), un incremento del 14%”. “È importante che gradualmente la misura di sostegno arrivi a tutti i minori in povertà assoluta e che nella definizione del progetto personalizzato per il raggiungimento dell’autonomia non siano coinvolti i soli membri adulti del nucleo familiare, ma anche i bambini e gli adolescenti”, aggiunge Milano, rilevando che si tratta di “un passaggio indispensabile per individuare i loro bisogni e renderli protagonisti attivi, al pari del resto della famiglia, di questo percorso”. “Anche un rafforzamento del sistema di welfare è indispensabile per fornire ai nuclei familiari con minori gli strumenti dei quali hanno bisogno per raggiungere un’effettiva autonomia”, conclude.

Papa in Bangladesh: al gruppo di profughi Rohingya, “vi chiedo perdono”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:13

“Cari fratelli e sorelle, noi tutti vi siamo vicini. È poco quello che noi possiamo fare perché la vostra tragedia è molto grande. Ma facciamo spazio nel nostro cuore. A nome di tutti, di quelli che vi perseguitano, di quelli che hanno fatto del male, soprattutto per l’indifferenza del mondo, vi chiedo perdono. Perdono. Tanti di voi mi avete detto del cuore grande del Bangladesh che vi ha accolto. Adesso io mi appello al vostro cuore grande perché sia capace di darci il perdono che chiediamo”. Queste le parole rivolte da Papa Francesco al gruppo di profughi Rohingya al termine dell’incontro interreligioso ed ecumenico avvenuto nel pomeriggio di oggi nel giardino dell’arcivescovado di Dhaka. “Cari fratelli e sorelle – ha detto -, il racconto ebreo-cristiano della creazione dice che il Signore che è Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. Tutti noi siamo questa immagine. Anche questi fratelli e sorelle. Anche loro sono immagine del Dio vivente. Una tradizione delle vostre religioni dice che Dio, all’inizio, ha preso un po’ di sale e l’ha buttato nell’acqua, che era l’anima di tutti gli uomini; e ognuno di noi porta dentro un po’ del sale divino. Questi fratelli e sorelle portano dentro il sale di Dio”. Ed ha concluso: “Cari fratelli e sorelle, soltanto facciamo vedere al mondo cosa fa l’egoismo del mondo con l’immagine di Dio. Continuiamo a far loro del bene, ad aiutarli; continuiamo a muoverci perché siano riconosciuti i loro diritti. Non chiudiamo i cuori, non guardiamo dall’altra parte. La presenza di Dio, oggi, anche si chiama ‘Rohingya’. Ognuno di noi, dia la propria risposta”.

Diocesi: Novara, cordoglio per la scomparsa di Enrico Nerviani

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:03

“La diocesi di Novara si unisce al cordoglio di tutta la città e porge le proprie condoglianze alla famiglia per la scomparsa di Enrico Nerviani, elevando la preghiera di suffragio perché il Signore gli doni ora vita e risurrezione nel suo Regno”. Inizia così una nota di cordoglio della diocesi, a firma del vicario generale don Fausto Cossalter, per la morte di Enrico Nerviani. “La sua dedizione per il bene comune e la cosa pubblica – si legge nel testo – sono stati esemplari durante tutto il suo intenso e fecondo percorso di impegno politico, vissuto in uno stile fondato sulla capacità di dialogo e mediazione, senza mai derogare ai propri valori di fondo. Un impegno, il suo, in ascolto di quella carità politica che insegna ad incontrarsi con il bisogno e con la domanda dell’uomo, mettendola al centro della propria azione”. La diocesi lo ricorda in particolare “per la sua attenzione, da assessore regionale, verso il patrimonio artistico ecclesiale, manifestato anche attraverso la legge regionale sui Sacri Monti da lui promossa, che ne ha permesso la conservazione e la valorizzazione” e gli è inoltre riconoscente “per essere stato vivace e attento commentatore, in una rubrica da lui curata sui settimanali diocesani – per molti anni appuntamento fisso per i lettori – dedicata alla lettura dei fatti politici della Regione”. Un servizio, conclude la nota, “che è stato riconosciuto con l’attribuzione dell’onorificenza di ‘Benemerito della stampa diocesana novarese 2010”.

Comunicazione: Fabris e don Maffeis firmano il “manuale per seminaristi e animatori”. “Ancora una volta è questione di formazione”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 18:02

Adriano Fabris e don Ivan Maffeis, curatori del volume “Di terra e di cielo”, presentato oggi a Roma, nell’introduzione al testo affermano: “I mondi della comunicazione hanno realizzato un ambiente che abitiamo senza soluzione di continuità nel lavoro, nello studio, nel tempo libero. Sono parole e gesti, immagini e suoni, esperienze reali e occasioni virtuali, fra i quali ci muoviamo con familiarità; una familiarità che rischia di farci dimenticare come, per vivere in maniera buona all’interno di questi mondi della comunicazione, la competenza tecnica non basti”. “Ancora una volta, è questione di educazione e formazione. Non sempre”, osservano Fabris e Maffeis, “ne siamo consapevoli: alla disinvoltura con cui usiamo i nostri dispositivi – smartphone, computer, apparati multimediali – non sempre corrisponde la conoscenza di un alfabeto appropriato. Così, difficilmente ci soffermiamo a valutare l’incidenza che hanno sui nostri comportamenti e sulle nostre relazioni, sul modo di abitare il tempo e sentirci più o meno partecipi di una tradizione”.

Aids: Squillaci (Fict), “è diventato un problema di serie B, ma i più giovani e gli adulti continuano ad infettarsi”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 17:01

“La richiesta è tanta e le nostre case alloggio sono piene, ma purtroppo l’Aids è diventato un problema di serie B: l’emergenza sembra essere scomparsa, come se si volesse nascondere la testa sotto la sabbia per non vedere. I malati si curano oggi e possono anche vivere a lungo, ma i più giovani e anche gli adulti continuano ad infettarsi”. Lo afferma il presidente della Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche), Luciano Squillaci, in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids, che ricorre oggi. “La Federazione ha 20 servizi, tramite i quali si prende cura dei malati di Aids, offrendo un supporto non solo farmacologico ma anche psicologico, rieducativo e motivazionale per la tutela della dignità della persona, all’interno di un sistema di rete che vede il coinvolgimento delle realtà sanitarie locali (ospedali, medici, dipartimenti di salute mentali)”, ricorda Squillaci. “I dati – aggiunge – ci dicono che ogni anno in Italia vengono diagnosticati 4mila casi di infezione da Hiv: il dato complessivo è stabile da 5 anni, ma questo non riguarda la fascia di età tra i 25 e i 29 anni, dove sono in aumento. Inoltre l’Onu, nonostante i progressi effettuati in questi anni, ci segnala che quasi un milione di bambini sieropositivi nel mondo sono ancora senza cure e questo perché non ci sono fondi sufficienti”. Per Squillaci, bisogna “investire su prevenzione e informazione soprattutto nelle scuole per responsabilizzare i più giovani, visto che i contagi, oggi, per l’80% circa, risultano essere causati da rapporti sessuali promiscui, il restante 20% dall’uso di siringhe infette da parte dei tossicodipendenti”. In secondo luogo, è necessaria “la formazione degli operatori che accompagnano i malati che vivono con l’angoscia di morte: si muore ancora di AIDS e soprattutto di malattie correlate”. Va poi combattuto “lo stigma sia dei familiari, che continuano a negare la malattia per vergogna e paura, sia della società tutta per un percorso di integrazione e di ‘accoglienza umana’”. Infine, bisogna “investire sulla ricerca per nuovi farmaci” e invece “c’è una caduta di interesse”.

Carceri: Bambinisenzasbarre, il 5 dicembre “La partita con papà”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 17:00

Il 5 dicembre, per il terzo anno consecutivo, ritorna “La partita con papà”, la giornata di calcio dei papà detenuti coi loro figli, negli istituti penitenziari italiani. La partita si giocherà in contemporanea nelle tre carceri milanesi di Opera, San Vittore e Bollate, e sul territorio nazionale, aprendo alla comunità e alla stampa l’intero circuito penitenziario cittadino, per raccontare il carcere in modo diverso e mettere in luce il tema dei bambini figli di detenuti. Organizzata da Bambinisenzasbarre con il sostegno del Ministero di Giustizia-Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria, un’iniziativa unica in Europa, per sensibilizzare le istituzioni, i media e l’opinione pubblica sulla situazione dei 100 mila bambini in Italia (2.1 milioni in Europa) che vivono la separazione dal proprio genitore detenuto offrendo loro un momento speciale d’incontro.
“Il contesto milanese è particolarmente significativo perché sono proprio le carceri milanesi, città dove nasce Bambinisenzasbarre, la base di partenza della progettualità dell’Associazione e costituiscono un osservatorio permanente sull’applicazione del Protocollo-Carta dei figli di genitori detenuti da parte del sistema penitenziario”, si legge in una nota. Testimonial dell’evento sarà Regina Baresi, capitano dell’Asd Inter femminile, che arbitrerà la partita nel carcere di Bollate.
“La partita con papà” si inserisce nella Campagna “Dona un abbraccio”, che pone l’attenzione sulla necessità di preservare il legame con il genitore, fondamentale per la crescita del bambino e per la sua stabilità emotiva. “Un legame che si fonda sugli aspetti affettivi della relazione che vengono salvaguardati. Il padre in carcere continua ad amare il figlio e viceversa – afferma Lia Sacerdote, presidente dell’associazione -. Il mantenimento del legame tra il genitore e il figlio, durante la detenzione, svolge un’importante funzione preventiva rispetto a fenomeni di devianza giovanile, abbandono scolastico, illegalità, più frequenti in presenza di un’interruzione del rapporto genitori figli”.
La campagna “Dona un abbraccio” supera i pregiudizi di cui sono spesso vittime questi bambini, che si trovano a pagare per un crimine che non hanno commesso, perché troppo spesso stigmatizzati ed emarginati, e per ricordare che il figlio di genitori detenuti è innanzitutto un bambino con i suoi bisogni e i suoi diritti.

Austria: Chiesa cattolica partecipa alla Giornata mondiale contro l’Aids. Card. Schönborn, stasera celebrazione in cattedrale a Vienna

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 16:59

Con diversi momenti di riflessione e manifestazioni ecclesiali, la Chiesa d’Austria partecipa ufficialmente alla Giornata mondiale contro l’Aids, in corso di celebrazione oggi. È il giorno in cui viene appuntato sui baveri delle giacche il “Fiocco rosso” ci ricorda che l’Hiv/Aids non è ancora stato sconfitto in tutto il mondo, e anche in Austria. La Giornata mondiale fu proclamata per la prima volta dall’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) nel 1988 e quest’anno ha come slogan “La mia salute, i miei diritti”, ponendo l’attenzione alla lotta contro la discriminazione: il fiocco rosso è un segnale contro l’esclusione e la stigmatizzazione delle persone colpite dalla malattia. Per la prima volta, oggi, si terrà nella cattedrale di Santo Stefano a Vienna una celebrazione appositamente progettata per la ricorrenza, a cui parteciperanno il cardinale Christoph Schönborn e Gery Keszler, presidente dell’associazione Life+ (lifeplus.org). La celebrazione inizierà alle 22.30, e sarà trasmessa anche dalla televisione di Stato Orf III e dalla radio della arcidiocesi viennese, Radio klassik Stephansdom: la messa sarà aperta a tutti i credenti e non, per ricordare i 36 milioni di morti nel mondo a causa dell’Aids e per manifestare contro ogni pregiudizio: “Celebriamo questa messa per pregare per coloro che sono morti di Aids, per confortare il lutto e per richiedere forza per chi è affetto da Hiv/Aids. La compassione è molto importante nel nostro tempo. E il dono è guardare attentamente e mostrare la volontà di imparare”, ha detto l’arcivescovo viennese in una dichiarazione di presentazione della celebrazione.

Lotta all’Aids: Unicef, “120.000 bambini morti nel 2016 e rischio 3,5 milioni nuovi casi nel 2030. Inaccettabile”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 16:30

Nel 2016 almeno 120.000 bambini sotto i 14 anni sono morti per cause legate all’Aids e ogni ora 18 bambini sono colpiti da Hiv.  Se le attuali tendenze continueranno, nel 2030 saranno 3,5 milioni i nuovi casi di adolescenti colpiti da Hiv. Sono i dati resi noti dall’Unicef in occasione della Giornata mondiale per la lotta all’Aids che ricorre oggi. “È inaccettabile vedere così tanti bambini morire di Aids e pochi progressi per proteggere gli adolescenti da nuove infezioni da Hiv”, ha dichiarato Chewe Luo, responsabile dell’Unicef per l’Hiv. “La diffusione dell’Aids non è finita; continua a essere una minaccia per le vite dei bambini e dei giovani. Si può e si deve fare di più per prevenirla”. Un’analisi demografica dell’Unicef sulle tendenze e nuovi dati sull’Hiv rivela che gli obiettivi fissati nel piano 2020 Super-Fast-Track sviluppato nel 2016 per porre fine all’Aids fra i bambini, non saranno raggiunti. Sono stati compiuti dei progressi nella prevenzione della trasmissione dell’Hiv madre-figlio. Dal 2000, si sono evitati circa 2 milioni di nuovi casi di Hiv fra i bambini. Tuttavia, l’Unicef avverte che “questi progressi non devono portare a un atteggiamento di indifferenza, visto che le statistiche sottolineano che i bambini con 4 anni o meno con Hiv affrontano un maggiore rischio di morte legata all’Aids rispetto agli altri gruppi di età”. Il controllo e la cura pediatrica dell’Hiv sono indietro: “solo il 43% dei bambini esposti all’Hiv riceve controlli durante i primi due mesi di vita, come raccomandato, e la stessa percentuale di bambini con HIV riceve cure antiretrovirali salvavita”. Anche i progressi per prevenire nuovi casi fra gli adolescenti sono stati lenti. Solo nel 2016, 55.000 adolescenti (di 10-19 anni) sono morti per cause legate all’Aids, il 91% dei quali in Africa subsahariana. “Continuare con progressi così lenti significa giocare con le vite dei bambini e condannare le generazioni future a una vita con l’Hiv o l’Aids, che si poteva prevenire – ha affermato Luo -. Dobbiamo agire urgentemente per rafforzare i risultati raggiunti nei decenni passati”.

Tratta: padre Baggio (Dicastero sviluppo umano), “le organizzazioni criminali hanno scoperto la loro nuova ricchezza in questo commercio nefasto”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 16:17

“Lo sfruttamento sessuale è diventato solo uno degli obiettivi della tratta di esseri umani. Sta crescendo il traffico per il lavoro schiavo. Stime indicano un aumento fino al 37% in un anno. Quella della vendita di schiavi su internet in Libia è una parte del fenomeno, ma tanti altri lavoratori nel mondo stanno lavorando in condizioni di schiavitù”. Lo ha detto padre Fabio Baggio, sottosegretario della Sezione migranti e rifugiati del Dicastero per lo sviluppo umano integrale, intervenuto oggi pomeriggio al convegno, a Roma, su “Francesca Cabrini, patrona dei migranti: una santa per l’oggi”. “Le denunce hanno segnalato come compagnie rinomate fossero collegate a questo lavoro – ha aggiunto -. È un fenomeno in espansione che in alcuni continenti rimane sommerso. Tutto il percorso dei migranti è segnato dal lavoro schiavo: lo accettano per pagarsi il viaggio”. Altri, pur di continuarlo, hanno “accettato o sono stati obbligati anche alla vendita degli organi”. Attenzione anche sul fenomeno della prostituzione. “Alcune zone del mondo sono segnate più di altre – ha spiegato il sottosegretario vaticano -. America latina e Filippine sono due aree particolarmente colpite dalla tratta. Le organizzazioni criminali hanno scoperto la loro nuova ricchezza in questo commercio nefasto”. Infine, padre Baggio ha ricordato l’impegno e l’attività della Sezione che guida. “In 11 mesi abbiamo raccolto tanti dati dalle Conferenze episcopali. Prima di febbraio vorremmo convocare gli attori cattolici che stanno lavorando su questo terreno per sviluppare una riflessione comune e organizzare una risposta rispetto a questo fenomeno – ha raccontato -. Il Santo Padre ci ha chiesto di essere al servizio delle Chiese locali e degli operatori sul campo. Abbiamo ricevuto come mandato dal Papa l’attenzione a migranti, rifugiati e vittime della tratta. Saranno al centro della nostra azione”.

Periferie: Occhiuto (Anci), “il Piano è un tassello importante per la crescita sostenibile delle città italiane”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 16:13

“Grande soddisfazione da parte di Anci per l’imminente completamento dell’iter che nelle prossime settimane vedrà i Comuni italiani firmare l’atto di convenzione con la presidenza del Consiglio dei ministri per il piano delle periferie”. Lo dichiara Mario Occhiuto, sindaco di Cosenza e delegato Anci all’Urbanistica e ai Lavori pubblici. “I Comuni stanno ricevendo in questi giorni lo schema sul Piano delle periferie – sottolinea ancora Occhiuto -. Si tratta di una proposta lanciata qualche anno fa all’Assemblea nazionale Anci che si svolse a Bari in occasione dell’avvio della presidenza di Antonio Decaro. Il governo prese allora l’impegno di finanziare tutti i progetti presentati. Finalmente, dopo vari rallentamenti procedurali, possiamo dire che adesso potranno essere concretamente attuate politiche legate alla rigenerazione delle aree marginali riconnesse al tessuto urbano. L’obiettivo principale è quello di non creare nuove periferie, rimediando così a quella alienazione urbanistica che era stata creata con azioni sbagliate negli anni ’60, ’70 e ’80″. “Oggi – prosegue Occhiuto – dobbiamo intervenire su pezzi di città rivitalizzandoli con servizi e attrezzature e rendendoli sempre più attrattivi grazie a opere di riqualificazione. Il Piano per le periferie è un tassello molto importante di una strategia più complessiva rivolta verso la crescita sostenibile delle città italiane perché va ad unirsi ad una serie di risorse destinate alle aree urbane. Con il completamento dell’iter amministrativo che ogni singolo Comune sta espletando in vista della firma della convenzione, sarà quindi possibile accedere ai fondi destinati alla realizzazione dei progetti presentati”. Anche in Italia, conclude, “parte un processo incentrato su un percorso virtuoso che pone al centro le città, cuore pulsante del nostro Paese”.

Diocesi: Caltanissetta, il 6 dicembre inaugurazione di una mostra su Vincenzo Roggeri per celebrare il decennale della morte di mons. Giovanni Speciale

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:56

Dal 6 dicembre al 16 febbraio 2018 nelle sale del Museo diocesano del Seminario vescovile “G. Speciale” di Caltanissetta, saranno in mostra numerose opere, oli su tela di grande valore artistico, di Vincenzo Roggeri, pittore nisseno vissuto nella prima metà del Seicento. La mostra, che espone oltre alle tele custodite al Museo, dipinti del Roggeri abitualmente collocati in altri siti, apre il ciclo delle manifestazioni programmate dalla curia nel corso del prossimo anno per celebrare il decennale della morte di mons. Giovanni Speciale, che ricorre nel luglio del prossimo anno 2018.
“Alla sapiente e raffinata sensibilità artistica di mons. Speciale, che lo indusse a sottrarre alla dispersione e al deterioramento vecchi quadri, tele arrotolate e dimenticate, paramenti e arredi sacri abbandonati in vecchi armadi, e all’intuizione di creare uno ‘scrigno di bellezza’ per custodire e valorizzare un patrimonio storico-artistico altrimenti destinato alla rovina, si deve la nascita del Museo diocesano – dice mons. Giuseppe La Placa, vicario generale – che è cresciuto pian piano arricchendosi, e che oggi custodisce ed espone in dieci sale e due gallerie più di 500 opere tra dipinti, sculture, argenti, vesti liturgiche e manufatti d’arte applicata. Tutte opere d’arte datate dal XV al XXI secolo, di pregevole valore artistico”. Perciò, “per esprimere l’amore e la gratitudine nostra e di un territorio, che per lui e da lui è stato reso più ‘ricco’ – aggiunge La Placa -, il Museo diocesano ha voluto realizzare la mostra su Vincenzo Roggeri, desiderata ma non realizzata da mons. Speciale”. La mostra, che espone oltre alle tele custodite al Museo, dipinti del Roggeri abitualmente collocati in altri siti, allestita in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta sarà inaugurata mercoledì 6 dicembre, alle ore 17.30, dal vescovo mons. Mario Russotto.

Papa in Myanmar: p. Soe Naing (portavoce vescovi), “è stato un momento storico”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:47

“Un momento storico” per la vita della piccola comunità cattolica ma anche per tutto il Myanmar. “L’opinione pubblica ha specialmente gradito che il Papa non abbia menzionato la crisi nel Rakhine State ma abbia fatto un discorso inclusivo, chiedendo il rispetto di tutti i gruppi etnici”. Così padre Mariano Soe Naing, portavoce della Conferenza episcopale del Myanmar, traccia oggi al Sir un bilancio della visita di Papa Francesco che si è conclusa ieri, 30 novembre.  “Stiamo cercando, insieme ai vescovi, di fare una sintesi della visita per cercare di andare più in profondità nei contenuti e significati dei suoi discorsi – spiega -. Tra i momenti più importanti, secondo me, la messa con i giovani Messa alla St. Mary’s Cathedral, specialmente quando il Papa ha parlato liberamente con i giovani, è stato un momento molto emozionante. I giovani erano felicissimi per la presenza del Papa tra loro, c’è stato uno scambio molto bello”. Positivo anche l’impatto sull’opinione pubblica e sui media. “L’approccio di Papa Francesco alla gente è spesso semplice e paterno – dice -, e questa familiarità ha commosso molto tutti: non solo i cristiani, anche i buddisti. Credo abbiano percepito una grande disciplina e unità della Chiesa cattolica, nonostante i timori che l’afflusso di migliaia di persone tutte insieme potesse creare delle difficoltà. La polizia e l’opinione pubblica sono rimasti colpiti dalla nostra disciplina durante e dopo gli eventi, dalla capacità di aiutarci gli uni con gli altri, dalla gentilezza reciproca e dal nostro desiderio di unità per tutto il Paese”. Padre Mariano auspica che la visita “favorisca l’accettazione reciproca” tra fedeli di diverse religioni, “superando tutte le divisioni e lavorando insieme per la pace, la crescita e la sicurezza delle persone”.  A gennaio ci sarà l’incontro della Conferenza episcopale del Myanmar durante il quale saranno pianificate le prossime iniziative secondo le indicazioni di Papa Francesco. “Faremo in modo di non dimenticare presto ciò che ci ha detto e prolungare il più possibile l’impatto positivo della sua visita”, conclude.

Media: don Maffeis (Cei), “contenti di abitare il mondo digitale con curiosità e passione, provocati a viverlo con il nostro specifico”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:44

“Nel giro di pochi anni è davvero cambiato un mondo. Noi siamo contenti di abitarlo questo mondo. Ci rendiamo conto delle opportunità che offre e non vogliamo solo farci spaventare dai pericoli. Nell’abitarlo con curiosità e passione, ci sentiamo anche provocati a viverlo con quello che è il nostro specifico, con quello che ci distingue”. Lo ha affermato questo pomeriggio don Ivan Maffeis, direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, aprendo a Roma la sessione pomeridiana dell’incontro degli Animatori della comunicazione e della cultura (Anicec) dedicato a “Youtubers e le pratiche di comunicazione online: opportunità per la Chiesa”. “Questo tempo ci mette davanti alcuni interrogativi rispetto ai quali sono convinto non ci sia qualcuno che ha le soluzioni”, ha osservato don Maffeis, aggiungendo che “condividere un cammino di formazione come il corso Anicec ci aiuta a cercare di decifrare questo nostro tempo”. Don Maffeis ha invitato i presenti ad andare a rileggere “quello che Papa Francesco ha detto la mattina del 6 ottobre ai partecipanti al convegno sugli abusi in rete promosso dalla Pontificia Commissione sui minori. Parole che fanno il punto e che possono aiutarci a fare qualche passo in avanti, proprio a livello fondativo”. Secondo il direttore dell’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei, “tante cose il mondo le sa già, le conosce meglio di noi e ce le può insegnare”. Ma “in questo contesto in cui tutto è comunicazione, vorremmo esserci con passione, competenza, disponibilità. Per abitare questa cultura cercando di parlare anche con i lontani senza allontanare i vicini”. “Questo tempo ci consegna alcune chiavi preziose che già appartengono al nostro dizionario cristiano, alla nostra esperienza ecclesiale”. Innanzitutto, “l’importanza di prendere l’altro seriamente”. “Oggi – ha notato – tutti avvertono la necessità di dire la propria, di commentare, di postare”. “Questo ci allena a metterci in ascolto” avendo “cura delle relazioni” che “è un profilo che ci deve contraddistinguere proprio mentre abitiamo questo stesso orizzonte”. E poi, “quello che noi possiamo portare, senza presunzione ma con umiltà, è uno sguardo, che dia unità”. “Uno dei servizi più importanti in cui giochiamo la nostra autorevolezza è proprio nella capacità di allenarci, sforzarci, educarci a portare uno sguardo di speranza e di fiducia su quello che accade”. E, richiamando le parole del Papa nel messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali, ha concluso invitando ad “aiutarci a portare uno sguardo credente sul nostro tempo, uno sguardo che aiuti ad assolvere la missione ecclesiale che è l’annuncio, la comunicazione, il portare all’uomo di oggi la Parola della vita”.

Diocesi: Reggio Calabria-Bova, ogni mercoledì il vescovo incontra i ragazzi in biblioteca

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:38

“Ragazzi, ricordatevi: c’è il vescovo che vi aspetta in biblioteca”. Con questo promemoria ogni mercoledì gli insegnanti del liceo classico “Tommaso Campanella” di Reggio Calabria invitano gli studenti ad un confronto con l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, mons. Giuseppe Fiorini Morosini. I giovani – dice il presule – “cercano risposte, vogliono il confronto sui problemi della loro età”. Si tratta di uno Sportello di ascolto e l’iniziativa di mons. Fiorini Morosini rientra “in quello sforzo che come diocesi stiamo facendo per rispondere agli appelli dello smarrimento che già dall’età adolescenziale lanciano questi studenti”. Una Chiesa “in uscita”, per usare un termine caro a Papa Francesco, che a Reggio Calabria dopo alcuni recenti fatti di cronaca – come la violenza di gruppo di Melito Porto Salvo ai danni di una tredicenne e il suicidio di una studentessa figlia di un affiliato di ‘ndrangheta – ha deciso di “sedersi tra i banchi di scuola” aspettando i ragazzi “che vogliono parlare”, dice al settimanale diocesano “Avvenire di Calabria” mons. Fiorini Morosini sottolineando che tanti di questi giovani hanno “bisogno di spiritualità e di fede e lo dimostrano sin dalle prime battute delle nostre chiacchierate”. La scuola, in questo, si sta dimostrando un’agenzia educativa evoluta: “Anzi, molti insegnanti hanno chiesto un confronto personale anche con loro”.

Papa in Bangladesh: ad un gruppo di profughi Rohingya, “la vostra tragedia è molto dura, chiedo perdono”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:13

“La vostra tragedia è molto dura e grande, ma vi diamo spazio nel cuore. A nome di tutti quelli che vi hanno perseguitato, che vi hanno fatto del male, chiedo perdono”. Con queste parole Papa Francesco si è rivolto, al termine dell’incontro interreligioso sulla pace, ad un gruppo di profughi Rohingya, fuggiti dal Myanmar, come riferito da Radio Vaticana. “Anche questi fratelli e sorelle – ha detto Francesco – sono l’immagine del Dio vivente. Una tradizione della vostra religione dice che Dio ha preso dell’acqua e vi ha versato del sale, l’anima degli uomini. Noi tutti portiamo il sale di Dio dentro. Anche questi fratelli e sorelle”. “Mi appello al vostro cuore grande – ha aggiunto il Pontefice parlando a braccio – perché sia capace di accordarci il perdono che chiediamo. Continuiamo a stare vicino a loro perché siano riconosciuti i loro diritti. Non chiudiamo il cuore, non guardiamo dall’altra parte. La presenza di Dio oggi si chiama anche Rohingya. Ognuno – ha concluso – ha la sua risposta”.

Processo Ilva: don Marco Gerardo assolto. Il Consiglio pastorale parrocchiale, “grazie per fede e serenità che ci hanno mostrato come vivere da buoni cristiani e onesti cittadini”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:07

“A seguito della completa assoluzione, con la più ampia formula ‘perché il fatto non sussiste’, del nostro amato parroco, mons. Marco Gerardo, sentiamo il bisogno di esprimere la nostra gioia e soddisfazione”. Lo si legge in un comunicato diffuso oggi dal Consiglio pastorale della parrocchia del Carmine di Taranto, dopo l’assoluzione del sacerdote. “Ringraziamo il Signore, che ha sostenuto don Marco in questa lunga e grave prova e per avergli dato la forza di continuare senza sosta il suo servizio, senza mai perdere il sorriso”, prosegue il Consiglio pastorale parrocchiale, che è grato a mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, il quale, “anche durante la tempesta, ci ha lasciato don Marco come pastore, mentre qualcuno dall’esterno invocava una pubblica ‘esecuzione’ (punizione) sulla base di quello che poi si è mostrato infondato. Sarebbe stato più facile, ma sarebbe stato anche assolutamente ingiusto”.
Ma “il grazie più grande va al nostro caro don Marco. Grazie perché non ha mai perso la fiducia nel Signore; grazie per l’esempio di umiltà e di pazienza che ci donato anche quando gli attacchi erano aggressivi, vergognosi e fuori della corretta critica sociale e del retto convivere; grazie perché ci ha mostrato una infinita correttezza verso le Istituzioni dello Stato, che ha sempre rispettato; grazie perché in questi anni di sofferenza non ci ha mai privati della sua guida e del suo servizio e non ha mai anteposto le sue vicende ai nostri bisogni”. La comunità parrocchiale, che “sempre gli è stata vicina sostenendolo con il proprio affetto e che mai ha perso la fiducia e la stima verso il proprio pastore”, “ora gioisce pienamente insieme a lui”. E il Consiglio ricorda come pure in questa prova il parroco sia stato da esempio: “Anche in queste ore il nostro don Marco è stato in silenzio e a noi che ci siamo stretti attorno a lui non ha fatto altro che ripetere: ‘Il Signore può chiederci di tutto, la gioia e la sofferenza. Lui sa perché; noi dobbiamo sempre fare la sua volontà, qualsiasi cosa ci chieda’. Grazie, caro don Marco, perché la tua fede e la tua serenità ci hanno mostrato ancora una volta come vivere da buoni cristiani e onesti cittadini”.

Libia: Amnesty, “piani Ue e Unione africana mirano a rimpatri, non a reinsediamenti”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 15:00

“Due settimane di tormenti sulle aste di schiavi in Libia sono state seguite da due giorni di annunci mirati a mantenere la finzione della preoccupazione umanitaria, lasciando intatto l’obiettivo primario dell’Europa – la chiusura della rotta del Mediterraneo centrale”. Così John Dalhuisen, direttore di Amnesty international per l’Europa, commenta  l’annuncio dell’Unione europea, dell’Unione africana, delle Nazioni Unite e degli Stati membri di intraprendere azioni collettive e unilaterali per contribuire a facilitare l’evacuazione di migranti e rifugiati africani detenuti in Libia. “La realtà – afferma – è che centinaia di migliaia di rifugiati e migranti si sono trovati intrappolati in Libia ed esposti a orribili abusi a seguito della cooperazione intensa dell’Unione europea con le autorità libiche”. Secondo Amnesty “i piani che a gran maggioranza stabiliscono come prioritario il ritorno ‘volontario’ di persone, ora bloccate in Libia, nel loro Paese di origine senza un sistema efficace per valutare e soddisfare le esigenze di asilo o per offrire più posti di reinsediamento, finiranno per costituire un meccanismo per una deportazione di massa, coperto da una foglia di fico umanitaria”.

Processo Ilva: diocesi di Taranto, don Marco Gerardo assolto perché il fatto non sussiste

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 14:58

“Nell’apprendere che mons. Marco Gerardo, del presbiterio dell’arcidiocesi di Taranto, è stato assolto in secondo grado dall’imputazione di favoreggiamento personale dei signori Archinà e Liberti, nel processo ‘Ambiente svenduto’, perché il fatto non sussiste, l’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro e questa curia metropolitana, non possono che esprimere viva soddisfazione”. Lo dichiara don Emanuele Ferro, portavoce dell’arcivescovo di Taranto, in una nota. “Questa sentenza – prosegue la nota – è motivo di serenità per questa Chiesa e per il sacerdote che in questi anni è stato al centro di una durissima prova personale, non solo per le accuse, oggi chiaramente giudicate improprie, ma per l’inesorabile macchina del fango che ha cercato sempre di travolgere lui e di coinvolgere l’intera comunità diocesana. Si è comunque sia sempre manifestato grande rispetto per l’azione della Magistratura, fin dall’inizio, così come la fiducia che oggi più che mai riconosciamo ben riposta”. A don Marco “l’augurio dell’auspicata serenità nel suo ministero, che si estende alla sua comunità, alla sua famiglia e tutti coloro che in questi anni gli sono stati vicino”.

 

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