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Diocesi: Milano, corso di turismo religioso. “Ragioni e strumenti per apprezzare incidenza del cristianesimo nella storia della città”

Agensir.it - Mon, 2017-10-02 09:51

Partirà lunedì 6 novembre il nuovo corso di turismo religioso promosso dall’Istituto di Scienze religiose di Milano, in collaborazione con l’arcidiocesi ambrosiana e con il patrocinio della Camera di Commercio di Milano. Il corso, rivolto a docenti, guide turistiche, animatori pastorali e catechisti, si articola in dieci incontri e offre sia conferenze a carattere scientifico, sia visite guidate nei luoghi storici di Milano. L’iniziativa, spiegano gli organizzatori, “si propone di offrire le ragioni e gli strumenti per comprendere e apprezzare l’incidenza del cristianesimo nella storia e nella vicenda architettonica e artistica della città di Milano e nel territorio lombardo”. Pensato su un programma pluriennale, il corso si concentra sulla nascita e sullo sviluppo iniziale del cristianesimo a Milano, analizzando i monumenti e i siti archeologici del capoluogo lombardo sia da un punto di vista storico che teologico. Si parte lunedì 6 novembre alle 10 con gli interventi di mons. Luca Bressan, vicario episcopale per la cultura, la carità e l’azione sociale dell’arcidiocesi di Milano, don Umberto Bordoni, responsabile per le committenze artistiche della diocesi di Milano e mons. Marco Navoni, membro della veneranda Biblioteca Ambrosiana. Per iscriversi, ci si può recare nella sede dell’Issr, oppure tramite il sito web www.issrmilano.it/turismoreligioso: il costo del corso è di 100 euro per l’intero anno e di 30 euro per ogni singola giornata.

Vescovi europei: messaggio finale plenaria Minsk, “la Chiesa crede fermamente nei giovani, ne ha stima e fiducia”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 19:54

(dall’inviata a Minsk) “La Chiesa crede fermamente nei giovani, ne ha stima e fiducia, come una madre verso i suoi figli”. Lo scrivono i vescovi presidenti di tutte le Conferenze episcopali europee nel messaggio finale diffuso oggi a Minsk. La realtà giovanile – tema del prossimo Sinodo della Chiesa – è stato l’altro tema della assemblea plenaria del Ccee. Durante i lavori, sono emerse alcune preoccupazioni, come “la cultura liquida che tutti respiriamo, l’esasperazione individualista diffusa che genera incertezza e solitudine, e alcuni conflitti e ingiustizia che ancora oggi feriscono il grande bene della pace”. “Sono motivi – scrivono i vescovi – che confermano il nostro impegno di stare accanto e camminare con loro; di far sentire che il Vangelo è l’annuncio del grande “sì” alla vita, all’amore, alla libertà, alla gioia: è dire “sì” a Cristo”. “Vorremmo – concludono i vescovi – che la parola di Gesù raggiungesse il cuore dell’Europa: ‘Non temere, io sono con te’. Non temere antica Europa di essere te stessa, riprendi la via dei Padri che ti hanno sognata come casa di Popoli e Nazioni, madre feconda di figli e di civiltà, terra di umanesimo aperto e integrale. Sì, non temere, abbi fiducia! La Chiesa, esperta in umanità, ti è amica: con lo sguardo fisso a Cristo, e con in mano il Vangelo, con te cammina verso un futuro di conciliazione, di giustizia e di pace”.

Vescovi europei: messaggio finale plenaria Minsk, “la Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 19:53

(dall’inviata a Minsk) “La Chiesa ama l’Europa e crede nel suo futuro. L’Europa non è solo una terra, ma è un compito spirituale”. Si apre cosi il messaggio finale che i vescovi europei rivolgono da Minsk all’Europa al termine della riunione plenaria nel corso della quale si sono confrontati dal 27 settembre al 1 ottobre sul tema dell’Europa. “Con affetto, facciamo nostro l’auspicio del Santo Padre Francesco per uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato Continente”, scrivono i vescovi. “A questo slancio noi non possiamo mancare, consapevoli di essere messaggeri di una lieta notizia. Il messaggio di cui siamo debitori al mondo è alto e forte, ma con strumenti poveri: il Vangelo di Gesù è la perenne sorgente della storia europea, della sua civiltà umanistica, della democrazia, dei diritti e doveri umani. Così come ne è la più sicura garanzia!”. “Nonostante le spinte che tendono a isolare – si legge nel messaggio – crediamo a quella unità di ideali spirituali ed etici che da sempre è l’anima e il destino dell’Europa. Così come crediamo ad un continuo cammino di riconciliazione che è parte non solo della storia, ma della vita, e che porta al rispetto e alla valorizzazione delle diverse tradizioni e religioni oltre ogni estremismo”. I vescovi invitano l’Europa ad aprirsi “alla religione, alla trascendenza, alla relazione solidale, alla comunione” e al Vangelo che “hanno rivelato la dignità unica della persona; hanno ispirato il cammino non sempre facile dell’Europa che ha visto anche dei limiti ed errori”. È questa anima ad aver illuminato anche “lo stesso fenomeno dell’immigrazione”, nel “segno dell’accoglienza, della integrazione e della legalità, nonostante difficoltà e timori, consci dello sforzo di una necessaria responsabilità comune”.

Informazione: Assisi, 200 firme in calce al manifesto “contro i muri mediatici”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 18:00

Firmato oggi ad Assisi un manifesto “contro i muri mediatici”, dieci punti per “abbattere i muri dell’ignoranza”. L’iniziativa è dei giornalisti riuniti nella città di Francesco per la due giorni d’incontri e dibattiti sulle barriere mediatiche, le periferie dimenticate e la lotta alle mafie. A sottoscrivere il documento più di 200 tra scrittori, teologi, religiosi, associazioni, giornalisti e cittadini. Il decalogo punta a diffondere le buone pratiche della comunicazione per contrastare la violenza verbale e scritta, soprattutto sui social network. Il manifesto è nato grazie alla collaborazione tra Articolo 21 e la rivista “San Francesco Patrono d’Italia”. “Responsabilità e identità per punti e convergenza tra differenze sono alla base del decalogo di Assisi. Questo manifesto affianca e non supera altre carte”, ha sottolineato Elisa Marincola, portavoce di Articolo 21. Inoltre, il coordinatore della Tavola della Pace, Flavio Lotti, ha annunciato che la prossima marcia Perugia-Assisi, contro la rassegnazione mediatica e sociale, si terrà domenica 7 ottobre 2018. Una marcia che coincide con il 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani.

Diocesi: Vittorio Veneto, Premio Giuseppe Toniolo. Tema, la cooperazione. Presenti i vescovi Pizziolo e Zenti

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:49

Cresce, a Pieve di Soligo (Treviso), l’attesa per la cerimonia finale del Premio Giuseppe Toniolo 2017, seconda edizione. La macchina degli organizzatori è in moto da tempo per la serata delle premiazioni in programma sabato 7 ottobre, alle ore 20.45, nell’auditorium Battistella Moccia di Pieve di Soligo, in piazza Vittorio Emanuele II, incentrata sul tema “La cooperazione, per un nuovo modello di lavoro e di sviluppo. Il futuro creativo di una grande storia di impresa comune”. “Alle radici del pensiero dell’illustre docente universitario Giuseppe Toniolo, sepolto nel duomo di Pieve di Soligo e proclamato beato dalla Chiesa nel 2012, proprio il modello cooperativistico – così come il primato dell’etica in campo economico nel 2016 – è l’argomento principale dell’edizione del Premio di quest’anno”, spiegano i promotori, distinto sempre nelle tre sezioni “Pensiero”, di respiro nazionale, “Azione & testimoni”, di rilievo regionale, e “Giovani”, per l’ambito diocesano. Sarà l’economista Stefano Zamagni l’ospite del momento centrale della serata, al quale sarà affidato l’intervento sulle sfide e le proposte per un nuovo modello economico a livello internazionale. Nel programma della cerimonia figurano all’inizio i saluti del sindaco Stefano Soldan e del vescovo di Verona, Giuseppe Zenti, che in precedenza, alle ore 18.30, presiederà in duomo la concelebrazione eucaristica nel giorno del 99° anniversario della morte del Beato Toniolo (7 ottobre 1918).
A seguire una parte dedicata ai dialoghi a quattro sul tema “Fedeltà è cambiamento”, per “raccontare l’oggi e il domani di alcune importanti realtà della cooperazione trevigiana rispetto ai valori e all’ispirazione originaria”: coordinati da Marco Zabotti, direttore scientifico dell’Istituto “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, interverranno i presidenti di Banca Prealpi di Tarzo, Carlo Antiga, di Latteria Soligo, Lorenzo Brugnera, della Cooperativa “Giuseppe Toniolo” di Conscio, Marcello Criveller, e della Cantina Colli del Soligo, Gianpietro Tittonel. Più tardi il momento “clou” della proclamazione dei vincitori dell’edizione 2017 del Premio Giuseppe Toniolo. Alla fine, il saluto conclusivo del vescovo di Vittorio Veneto, Corrado Pizziolo. La cerimonia, inserita nel calendario delle celebrazioni per il centenario della morte del Beato Toniolo, è promossa da Istituto diocesano “Beato Toniolo. Le vie dei Santi”, diocesi di Vittorio Veneto, Pastorale sociale e del lavoro, Azione cattolica diocesana di Vittorio Veneto con il periodico “Il nostro impegno” e parrocchia del duomo S. Maria Assunta di Pieve di Soligo, in collaborazione con la Fondazione Toniolo di Verona e il Festival Dsc, con il patrocinio della Provincia di Treviso e il contributo del Comune di Pieve di Soligo.

Diocesi: Cosenza, convegno su “La comunità e l’Amoris laetitia”. Don Gentili (Cei), “vogliamo una chiesa capace di accogliere”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:45

“Vogliamo gettare lo sguardo sulla comunità perché sia il luogo dell’abbraccio per le famiglie ferite, quelle in difficoltà. I verbi ‘accompagnare’ e ‘discernere’ indicano dinamismo, capacità di osare. Vogliamo una comunità capace di accogliere”. Lo ha detto don Paolo Gentili, direttore dell’ufficio Cei della pastorale familiare intervenendo a Cosenza al convegno diocesano pastorale dal tema “La comunità e l’Amoris laetitia”. Riflettendo sui dibattiti intorno all’esortazione, don Gentili ha detto che “non è il capriccio illuminato di un Papa che da solo si mette a scrivere, è stato un parto a cui noi abbiamo partecipato direttamente guardando tutti i questionari. Un lavoro di campo, un’esperienza di ascolto. Chi si mette contro si mette contro un cammino di popolo e di Chiesa”. Per il direttore dell’ufficio di pastorale familiare, si tratta di realizzare proposte “di una Chiesa che si incarna dell’oggi della storia, in un momento di grande sfida ma anche straordinario e bellissimo. Amoris laetitia ci chiede un cammino di conversione nello sguardo per diventare una parrocchia famiglia di famiglie”. “Lo sguardo nuovo sulla famiglia che proviene dal capitolo 8 dell’Amoris laetitia ci chiede di mettersi in ginocchio, di ascoltare le situazioni, perché siamo tutti fragili”. Lo ha detto don Paolo Gentili, intervenendo al convegno di Cosenza. Richiamando il Convegno di Firenze del 2015, don Gentili ha ricordato come “non esistono lontani che non possono essere raggiunti. Non ci sono più i lontani, ci sono i fratelli. E chi si avvicina all’altro come a un fratello, non ci sono più distanze. Anche se il suo volto è un po’ offuscato”.
Don Gentili ha evidenziato come “la società sta cambiando e alcuni segnali ci chiedono conversione”. Rispetto al dato di aumento sia dei matrimoni che dei divorzi, ha ricordato come “i matrimoni finiti non possono lasciarci indifferenti. La Chiesa deve lavorare come un ospedale da campo e sono proprio le famiglie che possono aiutare le famiglie. La famiglia è una fiaccola e la Chiesa è il faro che accompagna”. L’invito è “a cercare la bellezza di ogni persona al di là delle sue fragilità, con uno sguardo nuovo. Occorre distinguere tra peccato e peccatore, con un amore premuroso nei confronti di chi ha vissuto il fallimento del proprio matrimonio”.

Diocesi: mons. Mazzoccato (Udine) ai nuovi diaconi, “celibato e obbedienza sono due atti d’amore”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:40

“Essere immagine viva di Gesù che non è venuto per essere servito, ma per servire”. L’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, ha indicato quale deve essere il loro compito ai quattro seminaristi che ha ordinato diaconi in vista del presbiterato nella celebrazione eucaristica di oggi pomeriggio in cattedrale. Si tratta di Michele Sibau, Nicola Zignin, Francesco Ferigutti e Paolo Greatti. “Essi saranno veramente diaconi se diventeranno immagine viva di Gesù che non è venuto per farsi servire, ma per servire fino a dare la vita per tutti”, ha aggiunto il presule. Mons. Mazzocato ha sottolineato le due loro promesse: l’impegno a vivere nel celibato “come segno della totale dedizione a Cristo Signore” e la promessa dell’obbedienza, mettendo le loro mani nelle mani del vescovo. “Il celibato e l’obbedienza sono due atti d’amore che li rendono servi come Gesù che non trattenne nulla per sé ma consacrò tutta la sua persona nell’obbedienza alla volontà del Padre che lo mandava a dare tutto, fino al sangue, per i suoi figli dispersi a causa del peccato”. Infine, una richiesta di preghiera perché “nel seguito della loro vita siano fedeli alla grazia di Dio crescendo nelle virtù che permettono di essere realmente dei servi di Cristo e dei fratelli”.

“Scarp de tenis”: Minisini (oro mondiali sincro) sui migranti, “basta morti e basta girarci dall’altra parte di fronte a questa tragedia”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:37

Giorgio Minisini, medaglia d’oro nel nuoto sincronizzato ai recenti mondiali di Budapest racconta a “Scarp de tenis” (rivista di strada promossa da Caritas Amrbosiana e Caritas Italiana, numero di ottobre) di come è nata l’idea di costruire una coreografia su un tema spesso difficile da affrontare, quello dei migranti. Il ventunenne romano Minisini, assieme alla trentenne Manila Flamini, hanno regalato all’Italia la prima medaglia d’oro nel sincro. “L’esercizio che i due azzurri hanno presentato (entrambi in forza alle Fiamme Oro Roma), aveva un titolo particolare: ‘A scream from Lampedusa’, curato – si legge nella rivista – da Michele Braga con le coreografie di Anastasija Ermakova”. “L’esibizione è iniziata fuori dall’acqua con un potentissimo e coinvolgente urlo di dolore di Minisini, un urlo – riferisce Scarp – per ricordare la tragedia dei migranti. Con l’esibizione, della durata di due minuti e quaranta secondi, i due atleti con grazia, tecnica e potenza fisica hanno narrato una storia d’amore fra due migranti, conclusasi in tragedia per la morte della donna che non sopravvive al viaggio e muore prima dello sbarco”. Giorgio Minisini (classe 1996) ha iniziato a praticare il nuoto sincronizzato all’età di 6 anni. Ai mondiali di nuoto di Kazan 2015 aveva vinto la medaglia di bronzo nel duo misto tecnico. Ai campionati mondiali di nuoto di Budapest 2017 ha vinto la medaglia d’oro nel duo misto programma tecnico, gareggiando in coppia con Manila Flamini. Ma come è nata questa esibizione? “Volevamo un esercizio che non fosse solo tecnica e potenza. Desideravamo – aggiunge Minisini – qualcosa che avesse ‘un’anima’. Quando Michele Braga ci ha proposto il tema dei migranti, siamo stati subito d’accordo. In quei giorni era appena affondato l’ennesimo barcone e molti erano morti. L’idea di inserire l’urlo prima della gara, è arrivato in modo spontaneo, non ero sicuro di come sarebbe ‘uscito’ di fronte a una platea così importante, ma ho pensato che nessuno può chiamarsi fuori, né io che ho 21 anni e neppure chi vive lontano dal Mediterraneo. Il nostro messaggio voleva essere: basta morti e basta girarci dall’altra parte di fronte a questa tragedia”.

“Scarp de tenis”: sul numero di ottobre Ius soli, sale di comunità e l’urlo di Giorgio Minisini, oro nel sincro

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:30

“Il ritiro del progetto di legge sullo Ius soli temperato ha mostrato come sul tema immigrazione si innestino ancora troppe questioni identitarie. Questo nonostante la proposta fosse tutto tranne che permissiva”. È la premessa dalla quale “Scarp de tenis”, rivista promossa dalla Caritas, intraprende un viaggio tra i ragazzi nati o cresciuti in Italia che continuano a sentirsi stranieri nel Paese che considerano loro. La rivista di strada riporta, nel numero di ottobre, il consueto ventaglio di servizi, interviste, rubriche. Fra questi: “Sale della comunità, non chiamateli cinema parrocchiali”; l’intervista al campione mondiale di nuoto sincronizzato Giorgio Minisini; “Il bosco che nasconde il segreto dei suoni perfetti” (in Val di Fiemme c’è un luogo che custodisce il segreto per realizzare le casse armoniche di violini e pianoforti). Paolo Lambruschi racconta di come ci siano “ancora pezzi di istituzioni e società civile che non si piegano all’onda xenofoba”.

Diocesi: Cesena, i saluti “personali” di Papa Francesco. Ammalati, disabili e famiglia che vive in vescovado

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:18

Due i saluti “personali” che Papa Francesco porgerà nel corso del suo passaggio a Cesena, nella giornata di domani, domenica 1° ottobre. Il Pontefice saluterà uno ad uno 20 ammalati e disabili gravi, in cattedrale a Cesena. Sempre in cattedrale, precisamente nella sacrestia, prima di congedarsi, Papa Francesco incontrerà i componenti della Casa di accoglienza che, su invito del vescovo di Cesena-Sarsina mons. Douglas Regattieri, abitano nei locali dell’episcopio. Si tratta dei coniugi Ezio e Simona Nobili e dei loro quattro figli che, dal 7 settembre, giorno in cui la Comunità Papa Giovanni XXIII ricorda la nascita del suo fondatore don Oreste Benzi, abiteranno la prima casa famiglia in un vescovado gestita dalla Comunità. “Sono molto contento – ha rivelato il presule riferendosi a questa nuova esperienza –. Per me è una ricchezza poter avere in casa una famiglia che abita con me, seppur in appartamenti diversi. Noi sacerdoti abbiamo tanto da imparare dalla famiglia. Da questa si apprendono le fatiche, i problemi, le gioie le speranze della quotidianità. La chiesa stessa deve assumere lo stile di una famiglia”. “Vogliamo che questo luogo – hanno dichiarato i coniugi al settimanale diocesano Corriere Cesenate – possa essere una casa di accoglienza e di preghiera. La sera del nostro arrivo il vescovo Douglas ci ha invitati a cena. È stato un bell’inizio, dal sapore familiare e a base di passatelli fatti in casa”.
Nella cappella all’interno della nuova casa di Ezio e Simona è presente la reliquia di santa Teresina di Lisieux, della quale ricorre la festa il 1° ottobre, giorno della visita di Papa Francesco a Cesena.

Diocesi: mons. Delpini (Milano) ai nuovi diaconi, “custodite l’arte di fare festa, cioè la cura per la dignità di ogni persona”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:10

“Imparate e custodite l’arte di fare festa, cioè la cura per la dignità di ogni persona, anche di chi torna a casa con i vestiti logorati dalla vita sbagliata e con i piedi nudi per un troppo lungo e sconclusionato andare”. Lo ha detto l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, nell’omelia della celebrazione eucaristica che ha presieduto oggi pomeriggio nel duomo durante la quale ha ordinato diaconi 23 seminaristi del Seminario arcivescovile di Venegono e altri 7 candidati che hanno studiato teologia a Monza, nel Seminario teologico internazionale del Pontificio Consiglio delle missioni estere. Il presule ha raccomandato loro di condividere i “sentimenti di Dio”. “Abbiate compassione di chi ha perso la strada di casa, ha perso le sue cose e infine corre il rischio di perdere se stesso – ha aggiunto l’arcivescovo -. Abbiate compassione dell’umanità desolata, che vive lontano da Dio, abbiate compassione dell’umanità gaudente che vive lontano da Dio, abbiate compassione dell’umanità arrabbiata che vive lontano da Dio e si immagina un Dio che vuole trattare come servi invece che come figli”. Mons. Delpini ha infine rivolto una raccomandazione: “Nella città della moda si deve forse ricordare che l’abito più bello non è quello più costoso o più strano o più seducente, ma quello che meglio custodisce la dignità della persona e l’anello al dito non è l’ostentazione della ricchezza, ma il segno della nobiltà dell’essere figlio del Padre”.

Azione cattolica: Milano, l’associazione ringrazia per la raccolta fondi a favore delle zone colpite dal terremoto

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 17:03

Nei mesi di luglio e agosto l’Azione cattolica ambrosiana ha ospitato a Santa Caterina Valfurva (Sondrio), durante le settimane formative organizzate come tutti gli anni, un gruppo di adolescenti di Rieti, con famiglie ed educatori. “Questo è stato possibile – spiega una nota dell’associazione – grazie al generoso contributo di molti, soci di Ac e non, che hanno donato a favore di questo progetto”. Silvia Landra, presidente diocesana Ac, spiega: “La generosità manifestata da soci e amici di Azione cattolica in modo così libero e intenso ha consentito di raccogliere una somma di gran lunga superiore alle previsioni formulate per poter offrire una settimana a Santa Caterina a ragazzi e famiglie, residenti nelle zone del Centro Italia, colpite dal terremoto nel 2016”. L’Ac ambrosiana ha così deciso di “ringraziare per tanta generosità”, offrendo la partecipazione al recital di Maurizio Guarnaschelli “Costruire una casa comune” ispirato all’enciclica “Laudato si’” di Papa Francesco: una riflessione in musica, canto e poesia, brani recitati a cui si alternano canzoni interpretate dal vivo. “L’evento, generato dalla collaborazione con la Cooperativa In Dialogo, avrà luogo domani, domenica 1 ottobre, alle ore 17 presso la Rotonda di San Biagio a Monza, grazie alla disponibilità di don Marco Oneta, responsabile della comunità pastorale”. L’Ac di Milano chiarisce: “Osservando la provenienza territoriale delle diverse donazioni si è rilevato come la zona pastorale di Monza sia stata al primo posto di questa ideale classifica di generosità”.

Diocesi: Molfetta, iniziative per 25° anniversario morte don Tonino Bello. Messa con card. Bassetti, laboratori di pace, concorsi per le scuole

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:50

Concorsi nelle scuole, iniziative sportive, laboratori di pace e una celebrazione eucaristica col presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti. Cominciano a prendere forma nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi le iniziative per il 25° anniversario della morte di don Tonino Bello, che ricorre il prossimo 20 aprile. Ne dà notizia il settimanale diocesano “Luce e Vita”. Particolare attenzione soprattutto ai giovani, in vista del prossimo Sinodo dei vescovi dedicato a loro. Agli studenti nelle scuole di diverso ordine e grado sarà presentata la figura del vescovo e sarà compito loro scrivere una lettera a lui indirizzata. Il migliore elaborato sarà premiato prima della fine dell’anno scolastico. A fine ottobre invece è in programma una maratona e il 17 marzo un pellegrinaggio della diocesi di Molfetta ad Alessano, dove don Tonino Bello è nato ed è sepolto. Spazio a iniziative pacifiste in memoria dell’ex presidente di Pax Christi, come la veglia diocesana per la pace e la vita, il 28 gennaio a Terlizzi. Una manifestazione che coinvolgerà anche esponenti di altre religioni. Il 19 aprile il card. Bassetti presiederà nella cattedrale di Molfetta una celebrazione eucaristica.

Austria: Ordini religiosi propongono seconda edizione dell’Anno di volontariato religioso

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:32

Lanciato nel settembre 2016, il progetto dell’”Anno di volontariato religioso”, permette una vita in comune fino a un anno presso i monasteri e le comunità cattoliche: secondo le intenzioni dell’Associazione delle Comunità religiose austriache (Ordensgemeinschaften) il progetto partirà per una seconda edizione. La coordinatrice dell’Anno di volontariato religioso, suor Ruth Pucher, ha analizzato, in un comunicato stampa, la valenza della proposta: “È ancora un esperimento, ma vengono raccolte le esperienze sulla dimensione della domanda e dell’offerta”. Per la prima edizione sono state tenute oltre 60 interviste di selezione e questo chiarimento previo è stato apprezzato sia dai candidati, sia dagli ordini religiosi – conferma suor Pucher –. Finora hanno realizzato il progetto 15 tra donne e uomini di età e compiti differenti: ora partiremo con il secondo turno e l’interesse non si affievolito, e per questo saremo il 7-8 ottobre alla Fiera nazionale del volontariato organizzata dal Municipio di Vienna”. Nei colloqui di selezione “si discute sempre delle esperienze esistenti in rapporto alla vita della comunità – sottolinea suor Ruth – e per una buona riuscita è importante che sia apprezzata la scelta, si attribuisca un compito significativo nella comunità e si possa sperimentare una profonda affiliazione. Oggi la gente è sempre in ricerca e le persone possono trovare una destinazione spirituale negli ordini”.
Anche le comunità religiose (tra gli altri cappuccini, gesuiti e i missionari di Cristo, che sono laici consacrati) beneficiano dell’esperienza, come si evince da molti video pubblicati sul sito www.ordensjahr.at.

Donazioni sangue: domani la Giornata nazionale Fidas

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:18

Da Torino a Caltanissetta, da Udine a Bari, da Aosta a Teramo, passando per Saluzzo e Verona. Domani primo ottobre le 74 associazioni che aderiscono alla Federazione italiana associazioni donatori di Sangue celebrano l’ottava Giornata nazionale Fidas. Nelle piazze delle città in cui sono presenti i 1200 circoli saranno organizzate iniziative di informazione e sensibilizzazione alla donazione del sangue. Per superare i confini territoriali è stato ideato un claim per la giornata: “I am a donor #iamFIDAS”. L’appuntamento è nato per ringraziare gli oltre 450mila donatori di sangue ed emocomponenti italiani. “I donatori di sangue sono responsabili e partecipi degli obiettivi ordinari e straordinari del Paese – ricorda il presidente nazionale Fidas, Aldo Ozino Caligaris – non solo soddisfacendo i bisogni del proprio territorio, ma considerando che sangue ed emocomponenti sono destinati a chi ne ha necessità”.

Catalogna: Poli (Iai), referendum per la secessione “prova nazionale ma anche europea”

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 16:09

“Localismi e regionalismi sono da sempre tratti caratterizzanti dell’Unione europea, in un unicum di eterogeneità, pluralità di lingue, religioni, etnie e culture. Le spinte indipendentiste, come quella registrata in Catalogna, non sono quindi un fenomeno nuovo; anzi è da tempo che il governo centrale di Madrid tenta di contenerle”. Lo afferma Eleonora Poli, ricercatrice dell’Istituto affari internazionali di Roma (Iai), a proposito del referendum proclamato per domani in Catalogna, che ha incontrato lo stop della Corte costituzionale di Madrid e del governo di Mariano Rajoy. A Barcellona e in altre città e villaggi della regione sono in corso manifestazioni, mentre la tensione è salita alle stelle. Poli parla di “una storia di rigidità e d’incomprensioni”, giunta fino al braccio di ferro attuale, e procede passo passo tra i diversi momenti dello scontro. Osserva: “La crisi politica che la Spagna sta vivendo va però ricondotta in un quadro più ampio, che in parte prescinde i confini nazionali spagnoli e si colloca in un generale processo degenerativo europeo”. “Dopo le elezioni politiche in Germania, che confermano l’allarmante trend del ritorno della destra estrema nei Parlamenti nazionali europei, l’indipendenza catalana potrebbe provocare un effetto domino. Questo, in un momento in cui l’Unione deve già affrontare i difficili negoziati della Brexit, cercando allo stesso tempo di uscire da una stagnazione politica ed economica che dura ormai da anni e di rilanciare un ideale europeo per un progetto comune”. Altri commenti su http://www.iai.it.

Carceri: concerto della christian rock band Kantiere Kairòs a Rebibbia il 7 ottobre

Agensir.it - Sat, 2017-09-30 15:58

La christian rock band Kantiere Kairòs sbarca per la prima volta nella capitale con il tour “Un passo oltre”, titolo dell’inno scelto quest’estate per la 37a Marcia francescana del perdono di Assisi. E arriva a Roma per due concerti: il primo è in programma sabato 7 ottobre alle 14,30 circa presso il carcere di Rebibbia, riservato ai detenuti della Terza Casa e alle loro famiglie. Non è la prima volta che il gruppo cosentino varca la soglia di un penitenziario: “Era il 23 marzo dello scorso anno quando abbiamo avuto la grazia di esibirci nella casa circondariale ‘Sergio Cosmai’ di Cosenza. È stata un’esperienza profonda, toccante – ricordano i membri della band -. Ci sarà una seconda volta. Canteremo come sempre la speranza, e come sempre porremo l’accento sulla bellezza dell’incontro con Cristo e della gioia che ne scaturisce”.
Domenica 8 ottobre alle 16,30 il teatro della parrocchia San Giovanni Battista de la Salle (via dell’Orsa minore 59, zona Torrino) ospiterà lo spettacolo della band calabrese, formata da cinque musicisti professionisti. “Sarà il nostro primo concerto nella capitale, aperto a tutti”», commentano. L’esibizione, a ingresso libero, è inserita nell’ambito della missione parrocchiale e della Giornata dell’accoglienza promossa dal parroco, don Massimiliano Nazio. Durante il concerto sono previste le testimonianze di alcuni detenuti; inoltre verranno raccolti fondi per l’associazione “Mandorlo in fiore”, formata da familiari di detenuti a Rebibbia, e per la onlus “Oltremare” che li destinerà alla missione in Eritrea delle Francescane Missionarie del Cuore Immacolato di Maria, suore impegnate in parrocchia.
Kantiere Kairòs nasce nel 2013. Ha un nome greco che significa “tempo di grazia, momento favorevole”; ciascuno dei cinque componenti del gruppo si sente come un operaio di un cantiere, al lavoro per la sua conversione e per l’annuncio dell’amore di Dio attraverso la musica. Info: www.kantierekairos.it

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