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Università cattolica: Roma, il 15 giugno convegno sulle “barriere sanitarie” per le persone disabili

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:50

Un focus sulle difficoltà, organizzative e gestionali, e sui pregiudizi che si incontrano nella cura delle persone con disabilità anche da parte del personale medico e sanitario, ma anche sulle possibilità e sui diritti delle persone disabili in ospedale: questi i temi del convegno “Il diritto negato. Persone con disabilità e salute” in programma il 15 giugno al Centro Congressi Europa dell’Università cattolica di Roma (largo Francesco Vito 1 – ore 14), promosso dal Centro di ateneo di Bioetica in collaborazione con il Centro di ateneo per la vita. In Italia quasi due strutture sanitarie su tre non hanno un percorso prioritario per i pazienti con disabilità che devono fruire di prestazioni ospedaliere e oltre il 78% degli ospedali non prevede spazi adatti di assistenza per le persone con disabilità intellettiva, motoria e sensoriale. Per loro, l’attesa al pronto soccorso, un esame invasivo, la degenza in reparto, si trasformano in un vero e proprio ostacolo. Sono le cosiddette “barriere sanitarie” che “rischiano di essere insormontabili soprattutto negli ospedali del Mezzogiorno. “Di fatto rischiamo di aumentare il livello di disabilità” di queste persone, dichiara Adriano Pessina, direttore del Centro di ateneo di Bioetica dell’Università cattolica, secondo il quale “non si tratta di immaginare diritti speciali, ma semplicemente di trovare mezzi adeguati che permettano a tutti di usufruire pienamente del servizio sanitario”. Ad introdurre i lavori, tra gli altri, Rocco Bellantone, preside della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Ateneo; mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Ateneo; Adriano Pessina. A seguire l’intervento di Nicola Panocchia, coordinatore del Comitato scientifico “Carta dei diritti persone con disabilità in ospedale”. Attesa la testimonianza del noto attore Cesare Bocci che con la moglie, e attrice, Daniela Spada, ha scritto il libro ‘Pesce d’aprile’ dedicato al percorso personale e familiare di una persona con disabilità.

Arte: attori e migranti in camion nelle periferie di Roma per il progetto “Enea in viaggio”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:35

Attori del Teatro di Roma e migranti, dopo l’ultimo giorno di laboratorio teatrale, attraverseranno la capitale con un camion, come un moderno Enea. A partire dal 19 giugno a Tor Bella Monaca racconteranno in tante lingue diverse di un Enea che ci somiglia, scendendo in strada, tracciando a terra i confini di una città, di una nuova comunità. Il pubblico può fermarsi, sedersi a terra, partecipare; si suona, si racconta. Questo e ancora molto di più per “Enea in viaggio”, progetto del Teatro di Roma, con Amref e Liberi Nantes, in collaborazione con Fondazione Erri de luca – Ass. K_Alma – Ass. Parsec – Ass TipiAttiVi – Comitato Collina Pietralata – Italia che cambia – Coop Soc Eureka I Coop Civicozero. Il progetto si inserisce nel programma MigrArti. Dopo i laboratori gli appuntamenti con il camion, in giro per le periferie di Roma, saranno a Tor Bella Monaca (19 e 21 giugno Largo Menarono; 20 Pzza Mondavio), Pietralata (1-3 luglio Spazio antistante Metro B), Quarticciolo (5-7 luglio Parchetto di via Manfredonia). Orario: sempre dalle 18.30 alle 20. Il momento finale si terrà il 9 luglio al Teatro India il 9 luglio. L’invito è a tutta la città per una giornata di laboratorio a teatro. L’Atelier dei 200 è organizzato dal Teatro di Roma nell’ambito del progetto MigrArti del Mibact e sarà coordinato da Emanuela Giordano. Per prenotazioni (obbligatoria) tel: 06684000346 – atelieristi@teatrodiroma.net

Sinodo giovani: card. Baldisseri, un sito e un questionario per “coinvolgerli il più possibile nel cammino sinodale”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:30

“La decisione della Segreteria Generale del Sinodo di aprire un sito internet e di proporre in esso un questionario a tutti i giovani, nessuno escluso, risponde all’esigenza di coinvolgerli il più possibile nel cammino sinodale che la Chiesa sta percorrendo sul tema ‘I giovani, la fede e il discernimento vocazionale’. Con il sito, da un lato si vogliono fornire degli strumenti che possano far sì che la loro partecipazione divenga sempre più consapevole e coinvolgente. Dall’altro, si vuole dare visibilità alle iniziative che li vedono protagonisti”. Lo dichiara al Sir il card. Lorenzo Baldisseri, segretario generale del Sinodo dei Vescovi, all’indomani dell’apertura di un sito web in preparazione alla XV Assemblea Generale Ordinaria che si celebrerà nel mese di ottobre del 2018. Il sito internet è raggiungibile da oggi all’indirizzo: youth.synod2018.va. “Per mezzo del sito, vengono messe in rete informazioni, conoscenze, esperienze, iniziative. Il questionario è invece lo strumento attraverso il quale i giovani possono far sentire la loro voce, la loro sensibilità, la loro fede – spiega il cardinale -, ma anche i loro dubbi e le loro critiche, affinché il loro grido giunga ai Pastori, così come sono stati invitati a fare da Papa Francesco nella Lettera che ha indirizzato a loro all’inizio del cammino sinodale”. “Il questionario che si trova nel sito è diverso da quello contenuto nel Documento Preparatorio”, precisa Baldisseri: “Diverso sia nelle finalità che nelle domande. Infatti, si rivolge direttamente ai giovani invitandoli a ‘raccontare’ la loro vita, i loro desideri, i loro timori. Attraverso le domande proposte, i giovani possono presentarsi, dire come vedono se stessi ed il mondo attorno a loro, come vivono le relazioni con gli altri e come si collocano rispetto alle scelte di vita. Si chiede loro di esprimersi circa il rapporto con la religione, la fede e la Chiesa. L’ultima serie di domande focalizza l’attenzione sulla loro presenza sul Web. Alla fine sono invitati a far sapere qualcosa di sé che non è stato chiesto nel questionario”.

Diocesi: Caritas Ambrosiana, domenica 18 giugno il “Viaggio delle Parola” arriva a Nonantola

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:05

Il “Viaggio delle Parola”, il progetto di rigenerazione del padiglione della Santa Sede ad Expo Milano 2015, domenica 18 giugno arriverà a Nonantola (Mo). Dalle 17, si svolgerà infatti la cerimonia di inaugurazione della ricollocazione della scritta “Non di solo pane”, in ebraico antico, “una delle 25 – si legge in una nota – che in tredici lingue differenti, traducevano il messaggio della Santa Sede ai visitatori dell’esposizione universale”. Quella di domenica sarà la terza ricollocazione delle scritte, dopo quella all’oratorio di san Pancrazio a Paderno Franciacorta (Bs) e quella nella Chiesa di Quarto Oggiaro, in occasione della visita del Papa a Milano. La scritta, donata da Caritas Ambrosiana ad amministrazione comunale e parrocchia di Nonantola, sarà collocata davanti a Villa Emma, la residenza che durante la Seconda Guerra mondiale ospitò, salvandoli, 73 ragazzi ebrei, provenienti dall’Europa centro-orientale e balcanica, in fuga da persecuzioni e violenze. “La frase – prosegue la nota – si inserirà all’interno del progetto ‘Luogo per la memoria’ che la Fondazione Villa Emma e il Comune intendono realizzare nell’area Prato Galli per trasmettere alle future generazioni il ricordo di questa straordinaria storia di solidarietà che vide coinvolte le famiglie di Nonantola durante la Seconda Guerra mondiale”. Per Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana, si tratta di “una testimonianza che assume un valore tanto più significativo oggi che mentre siamo chiamati ad accogliere altri profughi, a volte vediamo le nostre comunità farsi sopraffare dalla paura, dimenticando che la solidarietà è parte integrante della nostra più autentica identità”. La quarta ricollocazione, questa volta della scritta in portoghese “Nem só de pão”, sarà in Guinea Bissau, nella missione a Cacine dei padri oblati di Maria Vergine.

Messaggio Giornata mondiale dei poveri: Le Forestier (Fratello 2016), “ci aiutano a non illuderci della nostra falsa onnipotenza”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:05

“Alla scuola dei poveri dobbiamo tutti convertirci perché ci indicano la povertà evangelica. Ci dicono con la loro vita che cosa significa vivere una povertà che ci può aiutare a non cadere nella illusione dei soldi, del potere, dell’onnipotenza, degli egoismi. Alla scuola dei poveri possiamo conoscere dove si trova la sorgente vera della gioia e della pienezza della vita”. François Le Forestier commenta al Sir il messaggio con cui Papa Francesco annuncia che il 19 novembre prossimo la Chiesa celebrerà la prima Giornata mondiale dei poveri. Le Forestier è dell’associazione “Aux Captifs la libération” ed è stato portavoce di Fratello 2016 che lo scorso anno, a conclusione del Giubileo della Misericordia, ha portato a Roma 6mila persone senza fissa dimora da 20 Paesi. Tra i tanti gesti compiuti in quella occasione da Francesco, “il momento più toccante – ricorda Le Forestier – è stato quando il Papa fu circondato dalle persone povere. Hanno posto la loro mano su di lui e hanno pregato insieme. Credo che Francesco con questo gesto ci abbia voluto dire: lasciatevi raggiungere dal Signore attraverso i più poveri, perché voi avete bisogno di loro. I poveri non sono persone che danno fastidio, che pesano sulla società, che frenano il suo sviluppo. No, sono persone di cui oggi abbiamo bisogno. Perché sono loro oggi che indicano il senso e la pienezza della vita, liberi da ogni possesso e da ogni schiavitù. Sono loro oggi che possono annunciare la Parola di Dio”.

“In tutta la sua vita – aggiunge Le Forestier – il Papa ha visto nei più poveri le persone più vicino al Signore” e al pellegrinaggio di Fratello “Francesco ha ritrovato accanto a se persone che hanno vissuto grandi sofferenze nella loro vita e hanno trovato nella Chiesa una comunità dove sperimentare di nuovo una fraternità incarnata. E questo fa parte proprio della visione che Papa Francesco ha della Chiesa. I poveri rappresentano per lui un segno dello Spirito Santo”.

Incendio grattacielo a Londra: chiese aperte nella zona per accogliere le persone evacuate

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 12:02

Chiese aperte a Londra per accogliere fin da questa notte le persone evacuate dalla Grenfell Tower, dove uno spaventoso incendio ha quasi completamente distrutto il grattacielo di 24 piani a North Kensington, non lontano da Notting Hill nella parte ovest della capitale britannica, vicino alla stazione di Latimer Road: nei suoi 120 appartamenti vivevano circa 500 persone di diverse etnie e religioni.

Churches have been open near #GrenfellTower offering support to residents & emergency services during the night. Please pray forall involved

— Luke Miller (@ArchdeaconLuke) June 14, 2017

Volontari della “St. Clement’s Church”, che si trova nelle vicinanze della Grenfell Tower, stanno offrendo colazione e ristoro alle persone che sono state evacuate dal grattacielo. Lo stesso Justin Welby, arcivescovo di Canterbury, leader spirituale della Chiesa anglicana, ha invitato i londinesi a pregare per quanti sono coinvolti nel tremendo incidente ma anche a donare alla Chiesa di St. Clements tutto il necessario per accogliere le persone. C’è bisogno di vestiti, cibo, coperte. La macchina della solidarietà è partita.

Here are the details for support for #GrenfellTower. We give grateful, admiring thanks for @LondonFire Brigade and other emergency services. https://t.co/zKCfVdII5h

— Justin Welby ن (@JustinWelby) June 14, 2017

Trenta le persone portate in ospedale, duecento i vigili impegnati. L’incendio ha provocato diverse vittime, ma per ora non è possibile specificare quante siano. Ancora incerte anche le cause. Il grattacielo è stato costruito nei primi anni ’70 ed è una delle tante case popolari edificate dal governo britannico per fornire alloggi sovvenzionati dallo Stato a famiglie a basso reddito.

Venezuela: trovato carbonizzato un nipote del cardinale Jorge Urosa, arcivescovo di Caracas

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:53

Il giovane imprenditore venezuelano di 26 anni, Enrique Antonio Schutte Urdaneta, nipote dell’arcivescovo di Caracas, cardinale Jorge Urosa, è stato trovato morto ieri, carbonizzato, insieme con la sua automobile, nel settore Castillito, municipio Zamora, nello stato Aragua. Ne dà notizia la redazione de “Il sismografo”, citando la stampa locale. La vittima era scomparsa lo scorso 30 maggio e da quel giorno si cercavano notizie sulla sua situazione. L’imprenditore Schutte Urdaneta prima del suo trasloco allo stato di Aragua operava nella capitale, Caracas. Secondo alcune fonti locali il giovane avrebbe una o più pallottole nel cranio.

Corpus Domini: Prato, mons. Agostinelli presiede le celebrazioni. Prima l’incontro con i giovani

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:40

In occasione della solennità del Corpus Domini, il vescovo di Prato, monsignor Franco Agostinelli, incontrerà i gruppi giovanili parrocchiali e delle associazioni cattoliche pratesi per presentare loro il Sinodo dei giovani indetto da Papa Francesco. “La diocesi di Prato – si legge in una nota – si è messa in cammino verso il Sinodo dei giovani e ha pensato di rendere protagonisti del tradizionale evento religioso le nuove generazioni della comunità ecclesiale”. Dalle 19, presso l’oratorio di sant’Anna, in viale Piave, prenderà il via l’incontro tra mons. Agostinelli e i giovani, un’occasione “per parlare assieme della Chiesa e del suo rapporto con il mondo giovanile”. “Il vescovo – prosegue la nota – potrà chiedere direttamente ai presenti quali sogni e quali aspirazioni li animano, così come ha fatto via Facebook nei giorni scorsi attraverso il suo profilo social, i cui post stanno raggiungendo oltre un migliaio di persone”. Alle 21, poi, in piazza santa Maria delle Carceri, mons. Agostinelli presiederà la celebrazione eucaristica al termine della quale, dopo un momento di esposizione e adorazione del Santissimo, inizierà la processione verso la Cattedrale. Il vescovo impartirà poi la benedizione eucaristica affacciandosi dal pulpito di Donatello su piazza Duomo. Alle celebrazioni parteciperanno in forma ufficiale l’amministrazione comunale e quella provinciale, presenti con i gonfaloni.

Venezuela: Maduro scrive a Papa Francesco, “l’opposizione non usi i bambini nelle proteste”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:27

Il presidente del Venezuela, Nicolás Maduro, ha fatto pervenire ieri una lettera a Papa Francesco, tramite la nunziatura apostolica a Caracas, per chiedergli di “mediare” con l’opposizione perché non utilizzi i bambini nelle proteste “violente” contro il governo. In una lettera di cinque pagine Maduro ringrazia il Papa “per tutto ciò che ha fatto e fa per la pace, il dialogo e la convivenza pacifica in Venezuela qui e ora”: “Scrivendo queste righe so che sto interpretando il sentire della immensa maggioranza dei mie connazionali che rifiutano apertamente chi sta giocando la carta della violenza e della guerra civile”. Maduro sostiene che “si tratta di una minoranza sempre più ridotta e perciò, ogni volta più impazzita” che vuole “dare fuoco al Venezuela per raggiungere i suoi inconfessati e tenebrosi fini politici” e creare “un clima di odio generalizzato”, “manipolato e amplificato dalle reti sociali come strategia di guerra psicologica contro il nostro popolo”. “E’ chiaro – scrive più avanti – che l’estrema destra si dispera perché non arriva l’anelato intervento militare statunitense che sta sognando”. Ma ciò su cui Maduro vuole porre maggiormente l’attenzione del Papa è “un fenomeno atroce e altamente preoccupante”: “L’uso frequente e perverso di bambini, bambine e adolescenti – sottolinea – in azioni di violenza terroristica di strada”, che ha provocato “la morte di minori” associata “alla manipolazione indebita di armi ed esplosivi prodotti in casa”. E cita il caso del 17enne Neomar Lander, ucciso a Caracas da un esplosivo. Citando un brano del Vangelo e la Dichiarazione universale sui diritti dell’infanzia, Maduro chiede “la sua intermediazione, nell’ambito del processo di dialogo nazionale, perché i dirigenti delle organizzazioni politiche dell’opposizione, specialmente della Mud, desistano da queste azioni tanto criminali quanto disumane”. La lettera di Maduro segue di pochi giorni l’incontro dei vescovi del Venezuela con Papa Francesco giovedì scorso, durante il quale gli hanno esposto una situazione di repressione governativa da parte di quella che hanno definito “una dittatura” – con circa 70 morti in due mesi – e la grave mancanza di cibo e medicine per tutta la popolazione.

Svezia: “fashion with faith”, la moda islamica di Imane Asry. Stile “semplice, pulito e minimalista”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:21

Stile “semplice, pulito e minimalista” è quello di Imane Asry, 23 anni, laurea in economia all’università di Södertörn, marocchina di origine ma residente a Stoccolma. Si è meritata un articolo sul quotidiano svedese Svenska Dagbladet per il suo blog di moda “fashion with faith”, moda e fede. Imane è musulmana e da sette anni indossa lo hijab, il velo, senza rinunciare alla sua passione per la moda. 142mila sono i suoi followers su instagram e 37mila su youtube, molti dall’Indonesia e dalla Malesia. I suoi video insegnano i segreti del trucco o modi nuovi per indossare il velo. Colori preferiti: nero, bianco e toni della terra; ampi drappeggi. “La mia fede mi ha reso ciò che sono ed è chiaro che traggo ispirazione da ciò in cui credo anche per la moda”, racconta nell’intervista al quotidiano svedese. “Quando ho iniziato a indossare il velo è stata una sfida alla creatività e ho imparato ad apprezzare molto la modestia nel mio modo di vestirmi. Mi ha spinta a cercare ispirazione e abiti a un livello completamente nuovo”. L’interesse per la moda islamica sta crescendo esponenzialmente, ma secondo Imane “le grandi case di moda non fanno abbastanza attenzione ai nostri bisogni, anche se si tratta di una fetta di mercato molto appetitosa”. Oltre alle collezioni speciali per il Ramadan, “c’è bisogno di un tipo di moda modesto, accessibile nei negozi”. Alla settimana per la moda svedese 2016 è stata l’unica rappresentante di un ramo ancora agli albori nei Paesi scandinavi.

Messaggio Giornata mondiale dei poveri: don Soddu (Caritas), “appello al cambiamento della storia generando e promuovendo vero sviluppo”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:17

Quello di Papa Francesco “è un appello a contribuire in modo efficace al cambiamento della storia generando e promuovendo vero sviluppo”. Così don Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, commenta in una nota pubblicata oggi dal Sir il messaggio di Papa Francesco per la prima Giornata mondiale dei poveri. Si tratta, osserva don Soddu, di “un appello alla mobilitazione, per rimuovere le cause della fame e le fonti di una disuguaglianza sempre più profonda, per porre un freno alle derive di un sistema finanziario fuori controllo, per rispondere alla domanda di giustizia ed alla necessità di perseguire il bene comune, nella comunione e nella condivisione, altro termine fondamentale”. Rilevando “il richiamo alla concretezza” caratterizzante il messaggio, il direttore di Caritas Italiana afferma che “i poveri sono persone da incontrare, accogliere, amare” perché “la povertà non è un’entità astratta”. “I poveri e la povertà – aggiunge don Soddu – più che un problema, sono una risorsa a cui attingere per accogliere e vivere l’essenza del Vangelo, ripensando i nostri stili di vita, rimettendo al centro le relazioni fondate sul riconoscimento della dignità umana come codice assoluto”. Soddu individua poi un “manifesto per la buona riuscita della vita cristiana” nelle parole del Papa: la povertà “crea le condizioni per assumere liberamente le responsabilità personali e sociali, nonostante i propri limiti, confidando nella vicinanza di Dio e sostenuti dalla sua grazia”.

Sant’Antonio: card. Sandri a Rieti, una preghiera per le vittime del terremoto e della violenza in Siria e Iraq

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 11:15

Una preghiera particolare per tutte le vittime del terremoto in Centro Italia come anche per quelle vittime della guerre in Siria, Iraq e in tutto il medio Oriente è stata elevata dal card. Leonardo Sandri che ieri sera, presso la Chiesa di san Francesco a Rieti, ha presieduto il Pontificale nella solennità di Sant’Antonio, con lui il vescovo locale mons. Domenico Pompili, e mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo e reatino di nascita. Ricordando la figura del Santo, definito “testimone ed annunciatore, nella carità e nella benevolenza” di Gesù Cristo, il cardinale ha invitato i fedeli a pregare “per tutti i fratelli e sorelle di questa amata terra che recano la ferita del terremoto che ha devastato Amatrice, Accumuli ed altri paesi dell’area: sia versato sul loro cuore l’olio della consolazione, affinché mai perdano la speranza di un nuovo futuro, ritornando ad abitare in quelle terre grazie alla giusta e doverosa compensazione, almeno sul fronte materiale, secondo le possibilità garantite dalle Autorità Pubbliche e dalla gara di solidarietà nazionale ed internazionale che da quel giorno si è messa in moto”. Dal prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali è giunta anche l’esortazione a pregare per “i nostri fratelli e sorelle che hanno subito in questi anni un altro genere di terremoto, in Siria e in Iraq e in altre zone del Medio Oriente, con le loro case e le loro vite perseguitate, spezzate, e hanno dovuto anch’essi lasciare tutto in una notte per mettersi al sicuro: anche per ciascuno di loro domandiamo consolazione e speranza di una nuova vita, perché in modo misterioso ci sono diventati ancora più fratelli. Noi qui per la potenza a volte distruttrice della natura, loro là per la violenza e l’accecamento del cuore degli uomini, ma tutti accomunati nell’esperienza della croce di Cristo”. Prima di concludere la sua omelia, il card. Sandri ha voluto anche ricordare i Frati della Custodia di Terra Santa, che venerano Sant’Antonio come loro patrono e che hanno iniziato i festeggiamenti per gli ottocento anni di presenza in Terra Santa.

Servizio civile: Anspi, finanziati quattordici progetti di solidarietà e inclusione

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 10:58

L’Anspi (Associazione nazionale San Paolo Italia) ha finanziato quattordici progetti di solidarietà e inclusione per il Servizio civile nazionale. Il bando prevede centouno volontari impegnati in dodici iniziative nazionali e due regionali. C’è tempo fino alle 14 del 26 giugno per inviare all’Anspi le domande di ammissione al Servizio civile. Tra i progetti in cantiere: “Patto solidale” (ad Ancona), “In cammino con i giovani” (a Parma, Forlì e Cesena),  “Insieme verso la meta” (a Perugia), “Over 65 a confronto” (ad Avellino), “Chiama gli anziani” (a Messina), “Gioventù in cammino” (ad Agrigento). “Il Servizio civile nazionale – spiega l’associazione – dà ai giovani un’occasione in più per vivere e approfondire i principi di solidarietà, partecipazione e inclusione. Da un alto, ci si rende utili alla comunità nei servizi resi, dall’altro, si matura una concreta esperienza di lavoro”. Info: www.anspi.it.

Papa Francesco: udienza, “quando adolescente non si sente amato può nascere la violenza”. “Non esistono bambini cattivi, ma persone infelici”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 10:14

“Quando a non essere o non sentirsi amato è un adolescente, allora può nascere la violenza”. Ne è convinto il Papa, secondo il quale “dietro tante forme di odio sociale e di teppismo c’è spesso un cuore che non è stato riconosciuto”. “Non esistono bambini cattivi, come non esistono adolescenti del tutto malvagi, ma esistono persone infelici”, ha ammonito Francesco durante l’udienza di oggi: “E che cosa può renderci felici se non l’esperienza dell’amore dato e ricevuto?”. “La vita dell’essere umano è uno scambio di sguardi”, ha affermato il Papa: “Qualcuno che guardandoci ci strappa il primo sorriso, e noi che gratuitamente sorridiamo a chi sta chiuso nella tristezza, e così gli apriamo una via di uscita”. “Scambio di sguardi: guardare agli occhi, e si aprono le porte del cuore”, il suggerimento a braccio.

Papa Francesco: udienza, “nessuno può vivere senza amore”. “Tanti narcisismi nascono da un sentimento di solitudine, anche di orfanezza”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 10:10

“Oggi facciamo l’udienza in due posti, ma collegati con i maxischermi”. Con queste parole, pronunciate a braccio, il Papa ha iniziato la catechesi dell’udienza, esortando i 12mila fedeli presenti in piazza a salutare le persone malate e disabili in Aula Paolo VI. “Ma siamo tutti insieme: collegati con lo Spirito Santo, che crea unità”, ha detto ancora a braccio Francesco riferendosi al collegamento tra i due luoghi tramite i maxischermi. “Nessuno di noi può vivere senza amore”, l’esordio dell’udienza: “E una brutta schiavitù in cui possiamo cadere è quella di ritenere che l’amore vada meritato”. “Forse buona parte dell’angoscia dell’uomo contemporaneo deriva da questo: credere che se non siamo forti, attraenti e belli, allora nessuno si occuperà di noi”, l’analisi del Papa: “È la strada della meritocrazia, questa”, ha aggiunto a braccio. “Tante persone oggi cercano una visibilità solo per colmare un vuoto interiore: come se fossimo persone eternamente bisognose di conferme”, la denuncia. “Però, ve lo immaginate un mondo dove tutti mendicano motivi per suscitare l’attenzione altrui, e nessuno invece è disposto a voler bene gratuitamente a un’altra persona?”, la provocazione. “Immaginate un mondo così, un mondo senza la gratuità del voler bene”, l’invito a braccio: “Sembra un mondo umano, ma in realtà è un inferno”. “Tanti narcisismi dell’uomo nascono da un sentimento di solitudine, anche di orfanezza”, la tesi di Francesco, secondo il quale “dietro tanti comportamenti apparentemente inspiegabili si cela una domanda: possibile che io non meriti di essere chiamato per nome, cioè di essere amato? Perché l’amore sempre chiama per nome”.

Televisione: Raiuno, domenica 18 giugno lo speciale sui “Preti di periferia”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 09:50

Sarà dedicato ai “Preti di periferia” lo speciale di Rai Vaticano, in onda domenica 18 giugno alle 24, su Raiuno. Curato da Massimo Milone e firmato da Nicola Vicenti, lo speciale sulle orme di don Lorenzo Milani e don Primo Mazzolari, alla vigilia del pellegrinaggio di Papa Francesco, presenterà “un reportage – si legge in una nota – sui luoghi che hanno visto vivere e svolgere la missione sacerdotale di due tra i protagonisti più importanti della storia italiana ed ecclesiale del ‘900”. “Preti a cui ispirarsi, oggi, per Papa Francesco, che, a 50 anni dalla morte di Milani e, a pochi giorni dall’annuncio del processo di beatificazione di Mazzolari, si recherà a pregare sulle loro tombe”, prosegue la nota, rilevando come “Bozzolo e Barbiana, chiese di periferia” siano “oggi più che mai ‘capitali’ della Chiesa di Francesco”. Nello speciale saranno offerti, tra gli altri, i contributi del presidente della Cei, il card. Gualtiero Bassetti, dell’arcivescovo di Firenze, il card. Giuseppe Betori, del vescovo di Cremona, mons. Antonio Napolioni, e del prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, mons. Dario Edoardo Viganò. E poi dal Seminario Romano Maggiore le testimonianze dei giovani sacerdoti appena ordinati da Papa Francesco e i “luoghi che, oggi, abiterebbero don Milani e don Mazzolari: Villa Lorenzi, a Firenze, che accoglie minori disagiati e la Casa di accoglienza diocesana di Cremona aperta a migranti, rifugiati e nuovi poveri”. Se per il card. Bassetti “don Lorenzo è stato maestro di vita”, per il card. Betori “don Milani era un prete che cercava l’assoluto, senza compromissioni, in modo integrale”. Secondo mons. Napolioni, “è un dono bellissimo che il Papa, insieme a tutta la Chiesa, riscopra la profezia di questi sacerdoti”. “Preti di periferia”, verrà anche mandato in onda in replica il 20 giugno alle 12, su Rai Storia e per l’estero, sui canali di Rai Italia.

Papa Francesco: udienza, arrivato in piazza accolto da 12mila fedeli tra cui un gruppo di cinesi

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 09:44

Il Papa è arrivato oggi in piazza San Pietro, a bordo della jeep bianca scoperta, alle 9.25. Nonostante il caldo afoso su Roma, che lo ha spinto a salutare prima dell’udienza i malati e i disabili nell’Aula Paolo VI, è stato accolto da 12mila fedeli muniti di cappellini per proteggersi dal solleone. Molti gli striscioni variopinti e colorati, tra cui quello dei bambini della Prima comunione di Prosacco, con scritte giganti rosse che inneggiano al suo nome e sono accompagnate da un cuore rosso, e le bandiere variopinte, comprese quelle bianco e azzurre dell’Argentina. In piazza, tra gli altri, anche 15 fedeli provenienti da Hong Kong e 20 da Seoul, in Corea del Sud. Appena sceso dalla “papamobile”, prima di compiere a piedi l’ultimo tratto fino alla sua postazione al centro del sagrato, Francesco ha salutato alcuni fedeli, tra cui alcuni ragazzi, della prima fila, che lo avevano richiamato a gran voce.

Papa Francesco: udienza, saluta malati e disabili in Aula Paolo VI. “In piazza il caldo batte”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 09:15

L’udienza generale di oggi ha avuto un “prologo” in Aula Paolo VI, dove il Papa ha salutato i malati e i disabili, con i loro accompagnatori. “Faremo l’udienza in due luoghi diversi, ma saremo uniti dal maxischermo”, il saluto a braccio di Francesco: “Sarete più comodi qui, perché in piazza il caldo batte. Sarà un bagno turco, oggi… Grazie tante di essere venuti!”. “La Chiesa è così, un gruppo qui, un altro là, ma tutti sono uniti”, ha spiegato il Papa sempre a braccio: “E chi unisce la Chiesa? Lo Spirito Santo. Preghiamo perché ci tenga uniti tutti, oggi, in questa udienza. Continuiamo collegati!”. Poi Francesco ha salutato alcuni dei presenti e ha recitato il Padre Nostro e l’Ave Maria insieme ai malati, prima di congedarsi alla volta della piazza: “Continuiamo collegati!”, l’invito.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Londra, nella notte grattacielo in fiamme. Francia e Regno Unito: piano antiterrorismo

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 09:00

Regno Unito: Grattacielo in fiamme nel cuore di Londra. Vigili del fuoco in azione. Si temono molte vittime

Ancora una volta Londra al centro dell’attenzione del mondo. Nella notte si è infatti sviluppato un incendio nella zona ovest della capitale: le fiamme hanno avvolto in poche ore un grattacielo di 24 piani, la Grenfell Tower, a North Kensington. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti, anche se per ora si ipotizza un incidente legato a una recente ristrutturazione dell’edificio. Non è nemmeno chiaro il bilancio dell’“inferno di cristallo”: nelle prime ore della giornata si contavano una trentina di persone ricoverate in ospedale, ma i vigili del fuoco parlano di “molte vittime”. In azione per tutta la notte 200 vigili del fuoco con decine di mezzi per sedare l’incendio e portare al sicuro i residenti. Le fiamme sarebbero divampate al secondo piano per poi svilupparsi verso i piani superiori. L’edificio comprende 120 appartamenti con 500 residenti e 25 negozi.

Politica: faccia a faccia tra Macron e May. Confronto su lotta al terrorismo, Brexit e futuro dell’Ue

Lotta al terrorismo e futuro dell’Europa: sono i temi principali trattati durante l’incontro di ieri a Parigi tra il presidente francese Emmanuel Macron e la premier britannica Theresa May. La notizia più rilevante emersa al termine del faccia a faccia riguarda il fatto che Francia e Gran Bretagna prevedono un piano d’azione congiunto contro la propaganda e i discorsi di incitamento all’odio e al terrorismo su internet. Una iniziativa, ha affermato Macron, “aperta a tutti i partner dell’Ue”. “La lotta al terrorismo è una sfida cruciale”, ha insistito il presidente, rendendo omaggio alle vittime degli attentati di Londra e Manchester. A proposito del Brexit, Theresa May, reduce da elezioni con risultati pessimi e dall’aver varato un governo con una ristrettissima maggioranza, ha dichiarato: “La trattativa sul Brexit continua. Da parte mia il metodo è chiaro: voglio che il negoziato sull’uscita della Gran Bretagna dall’Ue e sulle nostre relazioni future cominci il più presto possibile e venga condotto in modo coordinato con la Commissione europea”.

Pisa: rapina a gioielleria finisce nel dramma. Il titolare risponde alle minacce e spara: bandito ucciso, un altro in fuga

Un rapinatore ucciso, l’altro in fuga. È il tragico bilancio della rapina in una gioielleria di Pisa, avvenuta verso l’ora di chiusura. A sparare al bandito è stato il titolare del negozio, Daniele Ferretti, 69 anni, che in passato era già stato vittima di episodi di criminalità. Secondo le prime ricostruzioni, Ferretti avrebbe estratto la sua arma dopo che i banditi, a loro volta armati, avrebbero minacciato la moglie che si trovava in negozio. Si ipotizza che il titolare abbia impugnato l’arma intimando ai banditi di restare calmi e di andarsene, ma uno di loro avrebbe sparato verso la moglie senza colpirla; a questo punto la reazione del gioielliere. Ferretti, rapinato più volte, nel 1999 rimase in prognosi riservata dopo che un malvivente che aveva fatto irruzione nel negozio lo aveva accoltellato. Le indagini sono in corso. Nel frattempo è stata rintracciata l’auto utilizzata dai banditi, che risulta rubata. Il veicolo viene sottoposto ad analisi scientifiche per cercare di recuperare reperti utili all’identificazione del ladro rimasto ucciso e dei complici.

Giustizia: Bindi (Antimafia), Riina potrà tornare in carcere. “Resta il capo di Cosa nostra e non dà segni di ravvedimento”

Viste le condizioni fisiche e psicologiche di Riina “si potrebbe ipotizzare in futuro un rientro in carcere, dove comunque le condizioni sarebbero adeguate, identiche se non superiori a quelle di cui potrebbe godere in un regime di domiciliari. Questo gli consente lo svolgimento di una vita dignitosa, e di una morte, quando essa avverrà, altrettanto dignitosa. A meno che non si voglia affermare un diritto a morire fuori dal carcere, che non è supportato da nessuna norma”. Lo ha affermato la presidente della commissione Antimafia, Rosy Bindi, dopo il sopralluogo svolto ieri presso l’Ospedale Maggiore di Parma dove Totò Riina è ricoverato in regime di 41 bis. La Cassazione nei giorni scorsi, accogliendo il ricorso del difensore del boss mafioso, pluriomicida, aveva ipotizzato un ritorno a casa di Riina. Bindi è stata esplicita: “Riina è stato e rimane il capo di Cosa nostra perché tale rimane per le regole mafiose. Ha continuato a partecipare alle numerose udienze che lo riguardano dimostrando di conservare lucidità fisica e in qualche modo anche fisica. Conserva immutata la sua pericolosità concreta e attuale, è perfettamente in grado di intendere e volere, non ha mai esternato segni di ravvedimento”.

Minori non accompagnati: Save the children, “triplicato il numero degli under 14, molte nigeriane ed eritree”

Agensir.it - Wed, 2017-06-14 07:30

Tra gennaio 2011 e dicembre 2016 sono sbarcati in Italia 62.672 minori non accompagnati, provenienti principalmente da Eritrea, Egitto, Gambia, Somalia, Nigeria e Siria. Il loro numero è cresciuto di 6 volte tra il 2011 (4.209) e il 2016 (25.846). Mentre la percentuale sul totale degli arrivi era il 6% nel 2011, l’anno scorso ben 1 migrante su 6 sbarcato sulle nostre coste era un minore solo. Anche se l’81% dei minori non accompagnati presenti a fine 2016 nelle strutture di accoglienza aveva tra i 16 e i 18 anni, si è assistito ad un aumento progressivo della presenza di pre-adolescenti e bambini nella fascia 0-14 anni, passati da 698 nel 2012 a 2.050 nel 2016. Sono alcuni dei dati contenuti nel primo “Atlante minori stranieri non accompagnati in Italia” diffuso oggi da Save the Children in vista della Giornata Mondiale del Rifugiato 2017, che racchiude dati, storie e mappe dei loro percorsi e della nuova vita in Italia tra il 2011 e il 2016. Il numero complessivo delle minori sole accolte nel Paese si è quadruplicato tra il 2012 e il 2016, passando da 440 a 1.832 (il 7,6% del totale dei minori registrati a fine 2016), con una presenza crescente di minorenni nigeriane (717), a forte rischio di tratta per la prostituzione, ed eritree (440), che raccontano di essere state in molti casi ripetutamente vittime di violenza sessuale.

Una specifica vulnerabilità riguarda i minori “invisibili” per i quali l’Italia è un Paese di transito, che si rendono irreperibili al sistema di accoglienza formale e si riaffidano ai trafficanti correndo gravissimi rischi. Una situazione che tra il 2011 e il 2016 ha riguardato la quasi totalità dei 22.586 minori soli di origine eritrea (11.251), somala (5.618), siriana (2.927) e afghana (2.790) arrivati in frontiera sud in Italia, e che si è aggravata nel 2016 con la chiusure delle frontiere a nord, come confermano i 5.000 minori soli “riammessi” in Italia dalla Svizzera solo tra maggio e novembre. Nel caso degli 8.281 minori egiziani arrivati tra 2011 e 2016 , con un’età sempre più precoce, tra i 14 e i 16 anni, ma anche 12 o 13, il rischio a cui sono maggiormente esposti nelle grandi città come Roma e Milano, è quello dello sfruttamento nel lavoro in nero, in attività illegali o nella prostituzione. “Questo lavoro nasce da più di 10 anni di impegno sul campo – spiega Valerio Neri, direttore generale di Save the Children -. Vuole essere uno strumento di orientamento per comprendere il presente e immaginare il migliore futuro possibile per questi adolescenti, che prima di essere migranti sono minorenni soli, e come tali devono essere accolti e protetti come stabilisce la Convenzione Onu sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza del 1989”.

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