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Corea del Sud: Tv2000 al Forum Unesco con il documentario “Libera nos a malo”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:28

Tv2000 tra i partecipanti al Forum internazionale dell’Unesco in Corea del Sud con il documentario “Libera nos a malo: la musica di Sant’Antonio contro il diavolo a Macerata Campania”. Sarà proiettato oggi pomeriggio, 1° dicembre alle 17,30 (ora locale), al “Ich Ngo Forum” dal titolo “Capacity Building workshop” sull’Isola di Jeju, dal 1° al 9 dicembre. Il Forum è la piattaforma per la comunicazione, il networking, lo scambio e la cooperazione per le ong accreditate dall’Unesco, al quale forniscono servizi di consulenza, per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale. Il documentario per l’interesse culturale, storico e artistico sostiene infatti il cammino di Macerata Campania, comune in provincia di Caserta, per ottenere il riconoscimento di patrimonio immateriale dell’umanità. E racconta, in particolare, la tradizione musicale in onore di Sant’Antonio, celebrata ogni anno il 17 gennaio. A curarlo è il giornalista del Tg2000, Luigi Ferraiuolo, che ha guidato una delegazione campana in Corea del Sud. “Siamo così abituati – sottolinea il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini – ad attribuire un valore solo alle cose che possono essere comprate e vendute che abbiamo disimparato il significato vero della parola valore. Che ha più a che fare con l’immateriale che con il materiale. Credo che la televisione abbia fra i tanti il compito di preservare il valore di quel che siamo, di ciò che ci unisce, che ci fa popolo. Il valore della memoria come una cosa viva. Il valore delle tradizioni popolari come un patrimonio inestimabile. Il documentario di Luigi Ferraiuolo fa questo. Crea una magia e la fa racconto”.

Nullità matrimoniale: mons. Lorefice (Tribunale ecclesiastico siculo), “difendere e promuovere il valore e la dignità della famiglia”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:11

“Sono convinto che la prassi giuridica debba essere animata, orientata e sostenuta dall’amore saggio e prudente del buon pastore e del buon padre di famiglia, per poter vedere e comprendere, al di là degli aspetti burocratici e procedurali, le storie delle persone che hanno sofferto per il fallimento del loro matrimonio”. Lo ha detto mons. Antonio Legname, vicario giudiziario del Tribunale ecclesiastico interdiocesano siculo che ieri ha iniziato la sua attività. Tutti gli operatori che, a vario titolo, ne fanno parte, hanno partecipato alla celebrazione presieduta da mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e moderatore dello stesso Tribunale. Lo stesso presule li ha poi voluto incontrare personalmente e li ha esortato a essere dei “servitori della giustizia che si prendono cura di quanti vivono con sofferenza il fallimento della loro vita coniugale e che si rivolgono al Tribunale ecclesiastico per verificare la validità o meno del loro matrimonio”. Per raggiungere questo scopo occorre “essere competenti non solo nello specifico ambito strettamente giuridico, ma essere anche esperti in umanità”. Mons. Lorefice ha voluto ricordare che la potestà giudiziale della Chiesa deve essere finalizzata, anzitutto, “a difendere e a promuovere il valore e la dignità del matrimonio e della famiglia. Questo comporta l’impegno di non costruire, a volte anche con forzature e artifici giuridici, i motivi che possano rendere nullo un matrimonio”. L’arcivescovo di Palermo ha voluto sottolineare con forza che, “per nessun motivo, neppure in nome della carità e della misericordia, si può tradire la verità di un matrimonio valido, anche se fosse segnato e gravato da difficoltà e sofferenze”. Infine, dalla relazione del moderatore è emersa la preoccupazione pastorale di portare a termine le cause di nullità del matrimonio con una certa celerità, purché non vengano sacrificate la serietà del processo e la sacralità del vincolo matrimoniale.
Al Teis faranno riferimento, per le cause di nullità matrimoniale, 14 delle 18 diocesi della Sicilia.

Rapporto Censis: i volti vecchi e nuovi della povertà

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:03

Sono oltre 1,6 milioni le famiglie che nel 2016 risultano in condizioni di povertà assoluta, con un aumento del 96,7% rispetto al periodo pre-crisi. Gli individui in povertà assoluta sono 4,7 milioni, con un incremento sul 2007 pari al 165%. Lo riferisce il 51° Rapporto Censis presentato oggi a Roma. Una crescita vertiginosa che ha coinvolto tutte le aree geografiche, con un’intensità maggiore al Centro (+126%) e al Sud (+100%). La disoccupazione è la principale causa del fenomeno (tra le persone in cerca di lavoro coloro che sono in povertà assoluta sono il 23,2%) mentre è inversa la relazione con l’età: nel 2016 si passa dal 12,5% tra i minori (+2,6% negli ultimi tre anni) al 10% tra i “millennial” (+1,3%), al 7,3% tra i “baby boomer”, al 3,8% tra gli anziani (-1,3%). La povertà assoluta ha l’incidenza più elevata tra le famiglie con tre o più figli minori (il 26,8%, con un aumento dell’8,5%). I dati – osserva il Censis – mostrano “un altro trend il cui potenziale sviluppo può avere gravi implicazioni nel futuro: l’etnicizzazione della povertà assoluta”. Nel 2016 la quota di famiglie straniere in questa condizione era il 25,7% contro il 4,4% delle famiglie italiane, mentre nel 2013 erano rispettivamente il 23,8% e il 5,1%.
Ma gli immigrati sono stati finora l’unico “antidoto allo spopolamento”, a quello che il Rapporto definisce “il rimpicciolimento del Paese”, che si scopre sempre più vecchio (gli over 64 sono il 22,3% della popolazione). Il loro contributo demografico è stato decisivo soprattutto nei comuni periferici e ultraperiferici, che in molti casi – sottolinea il Censis – sono riusciti a rimanere in vita proprio grazie a questo apporto.

Rapporto Censis: gli italiani tra “coccole di massa” e rancore sociale

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:02

“Dopo gli anni del severo scrutinio dei consumi, torna il primato dello stile di vita e del benessere soggettivo, dall’estetica al tempo libero. La somma delle piccole cose che contano genera felicità quotidiana: è un coccolarsi di massa”. Lo afferma il Censis nel 51° Rapporto sulla situazione sociale del Paese. Il 78,2% degli italiani si dichiara molto o abbastanza soddisfatto della vita che conduce. Del resto, osserva il Censis, “negli ultimi dieci anni, pur messe duramente alla prova dalla crisi, le famiglie hanno destinato ai servizi culturali e ricreativi una spesa crescente: +12,5% nel periodo 2007-2016, contro il -9,6% del Regno Unito, il -8,1% della Germania, il -7% della Spagna”. In un immaginario collettivo che “ha perso forza propulsiva”, al primo posto si collocano i social network (32,7%), seguiti dal posto fisso (29,9%) e dallo smartphone (26,9%). I tatuaggi e la chirurgia estetica superano la casa di proprietà e l’auto nuova.
Ma ovviamente il quadro è in chiaroscuro perché “non si è distribuito il dividendo della ripresa economica e il blocco della mobilità sociale crea rancore”. “La paura del declassamento è il nuovo fantasma sociale”, sottolinea il Rapporto, mentre anche il lavoro subisce una nuova polarizzazione che penalizza operati, artigiani e impiegati. Il risultato? Secondo il Censis “l’onda di sfiducia che ha investito la politica e le istituzioni non risparmia nessuno”: l’84% non ha fiducia nei partiti, il 78% nel governo, il 76% nel Parlamento, il 70% nelle istituzioni locali. E una forte maggioranza (60%) è insoddisfatta di come funziona la democrazia nel nostro Paese.

Rapporto Censis: industria, esportazioni e turismo tirano la volata alla ripresa

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:01

Tutti gli indicatori confermano che “la ripresa c’è” e non è una conseguenza degli investimenti pubblici che, anzi, sono l’unico fattore in calo. Lo sottolinea il 51° Rapporto Censis che individua nell’industria “uno dei baricentri della ripresa”. “L’incremento del 2,3% della produzione industriale italiana nel primo semestre del 2017 – rileva il Rapporto – è il migliore tra i principali Paesi europei (Germania e Spagna +2,1%, Regno Unito +1,9%, Francia +1,3%)” e “cresce al +4,1% nel terzo trimestre dell’anno”. Il Censis definisce “inarrestabile” la capacità di esportazione delle aziende del made in Italy: il saldo commerciale nel 2016 è stato pari a 99,6 miliardi di euro. La quota italiana sul totale dell’export manifatturiero nel mondo è del 3,4% “con assoluti primati in alcuni comparti”: il 23,5% nei materiali da costruzione in terracotta, il 13,2% nel cuoio lavorato, il 12,2% nei prodotti da forno, l’8,1% nelle calzature, il 6,8% nei mobili. Nel settore delle macchine utensili – osserva il Censis – l’Italia ha raggiunto il quinto posto nel mondo per valore della produzione (dopo Cina, Germania, Giappone e Usa) e addirittura il terzo tra i Paesi esportatori (dopo Germania e Giappone).
L’Italia, inoltre, “è sempre più attrattiva per il turismo domestico e internazionale”. Nel 2016 gli arrivi complessivi hanno sfiorato i 117 milioni e le presenze i 403 milioni, con una componente di visitatori stranieri pari al 49% del totale. Rispetto al 2008 si registra un incremento degli arrivi del 22,4% e nel primo semestre di quest’anno gli arrivi sono cresciuti di un altro 4,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Rapporto Censis: l’Italia è un Paese in cui il futuro è rimasto “incollato” al presente

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 10:00

L’Italia mostra importanti segnali di vitalità, ma non riesce a proiettarsi verso il futuro perché “appare sconnessa, disintermediata, a scarsa capacità di interazione, a granuli via via più fini”. Manca un “ordine sistemico”, si sono disarticolate “le giunture che uniscono le varie componenti sociali”, si è fatto “sviluppo senza espansione economica” e anche “la ripresa registrata in questi ultimi mesi sembra indicare, più che l’avvio di un nuovo ciclo di sviluppo, il completamento del precedente”. È questa la diagnosi complessiva contenuta nelle “considerazioni generali” del 51° Rapporto Censis sulla situazione sociale del Paese, presentato oggi a Roma. “Il futuro si è incollato al presente”, sintetizza il Censis con una delle sue formule espressive. Ma poiché “lo spazio che separa il presente dal futuro è il luogo della crescita”, il prezzo che abbiamo pagato “a questo decennio di progresso sottotraccia è proprio il consumo, senza sostituzione, di quella passione per il futuro che esorta, sospinge, sprona ad affrettarsi, senza volgersi indietro”.
“I gruppi sociali e i singoli individui – si legge ancora nel Rapporto – hanno bisogno di immaginare il futuro, di riconoscersi in cammino verso un miglioramento delle proprie condizioni economiche e sociali”. A fronte di questa esigenza, invece, la politica “ha mostrato il fiato corto, nell’incessante inseguimento di un quotidiano ‘mi piace’, nella personale verticalizzazione della presenza mediatica”. Per il Censis “i decisori pubblici sono rimasti intrappolati nel brevissimo periodo” e questo “ha prodotto una società che ha macinato sviluppo, ma che nel suo complesso è impreparata al futuro”.

Gesuiti: padre Sosa (superiore) su “Aggiornamenti sociali”. “Discernimento per comprendere la volontà di Dio nella storia”. Ue? Grande patrimonio

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 09:58

Nell’intervista rilasciata a padre Giacomo Costa, direttore della rivista milanese “Aggiornamenti sociali”, il superiore generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, riflette sulle sfide del tempo presente, cita più volte gli insegnamenti di Papa Francesco, si sofferma sulla necessità di una capacità profetica di leggere i movimenti della storia. “In una prospettiva di fede – dichiara – la prima domanda che dob¬biamo porci è: ‘Che cosa sta facendo Dio, come sta agendo Dio in questo mondo?’. Sant’Ignazio di Loyola, fondatore della Compagnia di Gesù, insiste nel ricordarci che Dio è all’opera con il suo amore nel mondo; non per niente al cuore della spiritualità ignaziana c’è il discernimento, cioè il modo per cogliere come Dio è all’opera nel mondo e poi per ascoltare la sua chiamata a condividere questo suo lavoro a livello personale, comunitario e istituzionale”. Questo discernimento richiede però “profondità di sguardo, ca¬pacità di andare oltre la superficie e anche oltre il livello delle analisi e degli argomenti razionali, che è una tentazione normale per la maggior parte di noi. Si tratta invece di prestare attenzione ai movimenti spirituali, di passare dal chiederci ‘Che cosa è più logico o più conveniente?’ a interrogarci su quale sia la volontà di Dio e quindi cercarne i segni nella storia personale e collettiva”.
Padre Sosa, venezuelano, si sofferma molto anche sulla situazione latinoamericana, per poi fare un’osservazione sull’Europa e sul progetto comunitario. “In realtà devo dire che noi latinoamericani guardiamo all’Eu-ropa con una certa ‘invidia’. L’Unione europea ha percorso il cammino dell’integrazione di popoli, culture, tradizioni in un mo¬do che sfida gli sforzi parziali e lenti fatti in America Latina. Non vi rendete conto del patrimonio che avete, anche se è vero che l’Europa attraversa un momento critico. I nazionalismi, intesi come contrap¬posizione all’integrazione, nutrono atteggiamenti antipolitici”.

Gesuiti: padre Sosa (superiore) su “Aggiornamenti sociali”. “Crisi della politica genera populismo che sfrutta le paure della gente”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 09:56

Intervistato da “Aggiornamenti sociali” (numero di dicembre), il superiore generale dei Gesuiti, padre Arturo Sosa, parla del moltiplicarsi dei conflitti nel mondo, della crisi ecologica e politica. Su questo aspetto osserva: “Sono molti i luoghi del mondo in cui le pratiche dei partiti e degli uomini politici hanno generato delusione e disinteresse: ci tro¬viamo di fronte all’indebolimento della politica intesa come ri¬cerca del bene comune. Il malcontento e la diffidenza verso i leader politici si sono approfonditi a causa di tante aspettative non soddi¬sfatte e problemi non risolti. Questo ha consentito ad alcuni leader populisti di salire al potere sfruttando le rabbie e le paure della gente grazie a promesse di cambiamento seducenti quanto irrealistiche”.
Sosa parla quindi di “ecosistema digitale”. “Internet e i social media – sottolinea – hanno cam¬biato non solo il modo di comunicare, ma anche quello di pensare e reagire agli stimoli. Siamo all’inizio di un enorme cambiamento culturale che avanza a una velocità di cui non ci rendiamo con¬to, che incide nelle relazioni personali e intergenerazionali. Questo ecosistema digitale ha reso possibile una crescita della solidarietà, ma è anche la base di profonde divisioni, di spirali di odio e di una moltiplicazione virale di fake news, cioè di manipolazioni e inganni”.

Cinema: “Ignacio de Loyola” miglior pellicola all’VIII edizione del Festival del film cattolico

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 09:55

Si è conclusa ieri sera a Roma l’VIII edizione dell’International Catholic Film Festival Mirabile Dictu, con la cerimonia di premiazione presso Palazzo Taverna. Il Premio per il miglior film è andato a “Ignacio de Loyola: Soldier, Sinner, Saint” di Paolo Dy (Filippine); miglior regista Pablo Moreno per “Luz de Soledad” (Spagna); miglior cortometraggio “Come and see” di Selina De Maeyer (Olanda); miglior documentario “A Man of God” di Krzysztof Tadej (Polonia). “Di solito il cinema viene definito come la decima Musa, in realtà non perché sia la più recente, ma perché riesce a riassumere in sé molte iridescenze, molti volti delle Muse precedenti”, ha notato nel suo saluto introduttivo il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio per la Cultura, che ha accordato l’alto patronato al Festival fin dalla prima edizione nel 2010. “Ogni opera cinematografica non marginale – ha proseguito il porporato – ha al suo interno anche un messaggio da comunicare e ha soprattutto, nel suo cuore, una delle realtà fondamentali per l’occhio e dell’esistere, cioè la luce. Nell’interno della luce, noi abbiamo una delle parabole, uno dei simboli fondamentali, teologici, trascendenti, perché sappiamo bene che la luce è esterna a noi, come Dio: è totalmente altro, ci supera, ci precede e ci eccede. Però, al tempo stesso la luce è una realtà che ci fascia, ci avvolge, ci fa riconoscere, passa sulla nostra pelle, entra nei nostri corpi, ci riscalda e in ultima analisi ci fa esistere, perché se si spegnesse la luce, il nostro pianeta cadrebbe inesorabilmente nel nulla, nel silenzio, nel vuoto”. Per questo motivo, ha concluso, “il cinema che ha la luce – non per nulla i suoi inventori si chiamavano paradossalmente fratelli Lumière, ‘luce’ in francese – ha anche un grande simbolo religioso come il vedere, la visione mistica… E il desiderio di questo Festival è quello di far sì che nell’interno del vedere e nell’interno della luce che regge il film, che regge il cinema, ci sia anche qualcosa di trascendente, ci sia appunto anche un’eco, un irraggiamento, una irradiazione di quella luce suprema che è la luce di Dio”. Oltre mille le pellicole pervenute quest’anno alla segreteria del Festival. Durante la serata di gala è stato inoltre annunciato che nel 2018 il Festival Mirabile Dictu organizzerà in Francia un Salone internazionale destinato ai produttori di film cattolici, per la vendita dei diritti.

Aids: Baiocco (Unitalsi), “formiamo i nostri dipendenti ad accogliere i pellegrini affetti dal virus”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 09:20

Nella Giornata mondiale per la lotta all’Aids, che ricorre oggi, l’Unitalsi organizza l’iniziativa “W il cuore”. Si tratta di un corso sanitario e di primo soccorso, rivolto ai dipendenti della sezione nazionale, del Lazio e di Roma, per formarli ad accogliere e assistere persone affette da Hiv, che “negli ultimi anni sono state sempre più presenti nei pellegrinaggi unitalsiani, soprattutto a Lourdes”. Il corso si svolgerà nella sede nazionale dell’associazione, in via della Pigna, a Roma, e sarà diretto da Federico Baiocco, responsabile nazionale dei medici dell’Unitalsi. Insieme a lui, Francesca Rossi, consigliere nazionale dell’Unitalsi e responsabile del personale. “Negli ultimi anni le nostre statistiche ci dicono che la presenza di persone con Aids ai nostri pellegrinaggi è in aumento – sostiene Baiocco -. Questo aspetto da non sottovalutare ci pone di fronte a delle problematiche che non sono solo mediche, ma anche e soprattutto psicologiche. Per questo motivo, ai nostri dipendenti, che sono sempre in prima linea, abbiamo voluto fornire un’ulteriore formazione proprio su questa malattia e su come interfacciarsi con chi l’ha contratta”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Approvata in Senato la manovra 2018. Stop alle ricerche dell’equipaggio del sottomarino argentino

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 09:00

Manovra 2018: via libera del Senato, ora il provvedimento passa alla Camera

Nella serata di ieri il Senato, dopo il sì alla fiducia sul maxi emendamento presentato dal governo, ha approvato la legge di Bilancio per il 2018 che ora passa ora all’esame della Camera dei deputati per il via libera definitivo. Il provvedimento ha ottenuto 136 voti favorevoli, 30 quelli contrari. Il testo verrà ora esaminato in seconda lettura alla Camera. L’iter dovrebbe iniziare martedì 5 dicembre con l’esame preliminare nella commissione Bilancio di Montecitorio. Il provvedimento potrebbe essere in Aula per l’approvazione definitiva il 19 dicembre. Tra le novità previste, il blocco dell’età pensionabile per 15 categorie di lavori gravosi, il sostegno ai “caregivers” che assistono famigliari non autosufficienti e il sostegno alle vittime di femminicidio e a chi non riesce a pagare l’affitto o le visite sanitarie.

Aggressione ad Ostia: fermato il complice di Roberto Spada

Secondo arresto per l’aggressione al giornalista Daniele Piervincenzi e alla troupe della trasmissione televisiva “Nemo”, avvenuta lo scorso 7 novembre ad Ostia. Dopo il fermo di Roberto Spada, nella serata di ieri su richiesta della Dda della Procura di Roma, i carabinieri hanno arrestato Ruben Nelson Alvez del Puerto, uruguaiano di 28 anni, ritenuto dagli investigatori complice di Roberto Spada, attualmente detenuto nel carcere di Tolmezzo. Il giovane è indagato per lesioni aggravate e violenza privata, aggravati dal metodo mafioso, visto che anch’egli si sarebbe reso protagonista dell’aggressione con calci, pugni e schiaffi agli uomini della troupe televisiva.

Iran: terremoto di magnitudo 6 nella provincia di Kerman. Trema la terra anche in Papua Nuova Guinea

Un terremoto magnitudo 6.0 ha colpito nel prime ore di oggi l’Iran. Il sisma, che si è verificato alle 6.32 locali (le 3.32 in Italia) ha avuto ipocentro a 33 chilometri di profondità. La scossa è stata avvertita ad una sessantina di chilometri da Kerman, cittadina nel sud-est del Paese: la zona, molto popolata, era già stata interessata da un sisma magnitudo 5.2 nell’ottobre dello scorso anno. Al momento non si hanno notizie sulle conseguenze del sisma, ma l’elevata intensità fa temere danni gravi. Lo scorso 12 novembre furono 530 le vittime del terremoto magnitudo 7.2 al confine tra Iran e Iraq. La terra ha tremato violentemente anche nella costa nordest della Papua Nuova Guinea, dove si è registrata una scossa di di magnitudo 6 alle 12.50 locale (le 3.50 in Italia) una ventina di minuti dopo rispetto al sisma iraniano. In questo caso l’ipocentro è stato localizzato a circa 60 chilometri di profondità mentre l’epicentro a 60 chilometri a nord-nordovest di Finschhafen. Non è stata emessa alcuna allerta tsunami così come non sono emersi finora danni a persone o cose.

Argentina: la Marina militare, “finita la speranza” per l’equipaggio del sottomarino scomparso

Sono finite le speranze di salvare i 44 membri dell’equipaggio del sottomarino Ara San Juan, scomparso due settimane fa nell’Oceano Atlantico al largo della Patagonia. A confermarlo è stata la Marina militare argentina che ha spiegato che sarebbe stato già superato il tempo previsto dai protocolli internazionali. Anche Papa Francesco, in un messaggio all’Ordinario Militare dell’Argentina, mons. Santiago Olivera, e all’Angelus di domenica 19 novembre aveva espresso la sua vicinanza per le persone dell’equipaggio del sottomarino e per i loro famigliari, assicurando preghiere. “Il numero di giorni che servono per il salvataggio – ha spiegato Enrique Balbi, portavoce della Marina militare – è stato esteso più del doppio”. Da ora verranno programmate solo operazioni per il recupero del sottomarino.

Giappone: l’imperatore Akito abdicherà il 30 aprile 2019

L’imperatore giapponese Akito abdicherà il 30 aprile 2019 in favore del figlio maggiore, il principe Naruhito. A dare l’annuncio è stato il premier nipponico, Shinzo Abe, a seguito dell’incontro che ha avuto luogo venerdì al Consiglio della casa imperiale nella quale è stata presa la decisione. È la prima volta dal 1817 che un imperatore del Giappone decide di abdicare nell’esercizio delle sue funzione. La notizia non arriva però troppo a sorpresa: Akito, 83 anni, aveva già anticipato l’intenzione di ritirarsi a vita privata in un discorso nell’estate del 2016 esprimendo il desiderio di cedere il trono al figlio Naruhito, 57 anni. Nel dare l’annuncio, il premier Abe ha assicurato che “il governo farà ogni sforzo per assicurare che il popolo giapponese possa celebrare l’abdicazione dell’imperatore e la successione del principe coronato”. La famiglia imperiale giapponese è ad oggi la più antica monarchia ereditaria esistente al mondo senza aver subito interruzioni.

Papa in Bangladesh: card. Rozario (arcivescovo Dacca), “lei ama” questo Paese

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 08:35

“Lei ama il Bangladesh e ce lo ha dimostrato in molti modi”. È il saluto del card. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dacca, al termine della Messa al Suhrawardy Udyan Park, davanti a una folla sterminata di fedeli accorsi per l’appuntamento con Francesco.“ Il suo amore ha fatto traboccare di gioia il piccolo gregge che rappresentiamo come cristiani e ha attratto tutta questa gente da ogni angolo del Paese”, ha proseguito il cardinale: “Le siamo davvero grati, Santo Padre!”. “Il parco dove abbiamo appena celebrato la Santa Messa è carico di storia”, ha spiegato l’arcivescovo di Dacca: “Qui, il padre della patria, Bangabandhu Sheikh Mujibur Rahman, ha pronunciato il suo celebre discorso del 7 marzo 1971, con il quale ha dichiarato l’indipendenza del Bangladesh. Qui oggi, per la prima volta, noi cristiani abbiamo celebrato l’Eucaristia, contribuendo a rendere questo luogo ancora più significativo e simbolizzando, in tal modo, il ruolo speciale della Chiesa in questa nazione”. “Il primo Papa a raggiungere la nostra terra fu Paolo VI, il 26 novembre 1970, per manifestare il suo amore e la sua compassione alle vittime di un’alluvione disastrosa e senza precedenti, nella quale persero la vita quasi tre milioni di persone”, ha ricordato il cardinale rivolgendosi al Papa: “Come il suo venerato predecessore, anche lei ha voluto recarsi in questo Paese per mostrare il suo amore e la sua tenerezza verso i più bisognosi”.

Papa in Bangladesh: Messa a Dacca, “impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 08:32

“Riconoscete ciò che fate, imitate ciò che celebrate, perché partecipando al mistero della morte e risurrezione del Signore, portiate la morte di Cristo nelle vostre membra e camminiate con lui in novità di vita”. È l’invito del Papa ai 16 nuovi sacerdoti del Bangladesh, da lui ordinati nella Messa di oggi a Dacca. “Con il battesimo aggregherete nuovi fedeli al popolo di Dio; con il sacramento della penitenza rimetterete i peccati nel nome di Cristo e della Chiesa; con l’Olio santo darete sollievo agli infermi; celebrando i sacri riti e innalzando nelle varie ore del giorno la preghiera di lode e di supplica, vi farete voce del popolo di Dio e dell’umanità intera”, ha proseguito Francesco: “Consapevoli di essere stati scelti fra gli uomini e costituiti in loro favore per attendere alle cose di Dio, esercitate in letizia e carità sincera l’opera sacerdotale di Cristo, unicamente intenti a piacere a Dio e non a voi stessi”. “Partecipando alla missione di Cristo, capo e pastore, in comunione filiale con il vostro vescovo, impegnatevi a unire i fedeli in un’unica famiglia, per condurli a Dio Padre per mezzo di Cristo nello Spirito Santo”, l’imperativo centrale: “ Abbiate sempre davanti agli occhi l’esempio del Buon Pastore, che non è venuto per essere servito, ma per servire, e per cercare e salvare ciò che era perduto”.

Papa in Bangladesh: Messa a Dacca, “portate ai fedeli il profumo della vostra vita”

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 08:31

“Considerate che esercitando il ministero della sacra dottrina sarete partecipi della missione di Cristo, unico maestro”. Sono le parole rivolte dal Papa ai 16 nuovi sacerdoti, durante l’omelia della Messa celebrata al  Suhrawardy Udyan Park di Dacca. “Dispensate a tutti quella parola di Dio, che voi stessi avete ricevuto con gioia”, la consegna di Francesco: “Leggete e meditate assiduamente la parola del Signore per credere ciò che avete letto, insegnare ciò che avete appreso nella fede, vivere ciò che avete insegnato. Sia nutrimento al popolo di Dio la vostra dottrina, gioia e sostegno ai fedeli di Cristo il profumo della vostra vita, perché con la parola e l’esempio edifichiate la casa di Dio, che è la Chiesa”. “Voi continuerete l’opera santificatrice di Cristo”, ha ricordato il Papa: “Mediante il vostro ministero il sacrificio spirituale dei fedeli viene reso perfetto, perché congiunto al sacrificio di Cristo, che per le vostre mani in nome di tutta la Chiesa viene offerto in modo incruento sull’altare nella celebrazione dei santi misteri”.

Papa in Bangladesh: Messa a Dacca, ringrazia a braccio i 100mila fedeli

Agensir.it - Fri, 2017-12-01 08:30

Circa 100mila persone hanno partecipato oggi alla Messa con 16 ordinazioni sacerdotali presieduta dal Papa nel Suhrawardy Udyan Park di Dhaka, nella seconda giornata in Bangladesh. Parlando a braccio, Francesco ha ringraziato i fedeli che in così tanti sono venuti “a questa grande festa di Dio” giungendo “da lontano, in un viaggio di più di due giorni. Grazie per la vostra generosità! Questo indica l’amore che voi avete per la Chiesa, questo indica l’amore che voi avete per Gesù Cristo”.
“Grazie tante per la vostra generosità – ha ripetuto – grazie tante per la vostra fedeltà. Continuate avanti, con lo spirito delle Beatitudini”. Poi l’invito a pregare sempre per i sacerdoti: “Il popolo di Dio sostiene i sacerdoti con la preghiera. È la vostra responsabilità sostenere i sacerdoti. Qualcuno di voi potrà domandarmi: ‘Ma, padre, come si fa per sostenere un sacerdote?’. Fidatevi della vostra generosità. Il cuore generoso che voi avete vi dirà come sostenere i sacerdoti. Ma il primo sostegno del sacerdote è la preghiera. Il popolo di Dio, cioè tutti, tutti, sostiene il sacerdote con la preghiera. Non stancatevi mai di pregare per i vostri sacerdoti. Io so che lo farete. Grazie tante!”. I sacerdoti “sono chiamati al servizio del popolo di Dio”, ha poi ricordato nell’omelia, in cui si è soffermato sulla specificità del ministero sacerdotale. Rivolgendosi ai nuovi sacerdoti, Francesco ha ricordato che il loro compito è quello di cooperare a “edificare il corpo di Cristo, che è la Chiesa, in popolo di Dio e tempio santo dello Spirito”. Nell’esercizio del loro ministero, quindi, i nuovi preti “saranno predicatori del Vangelo, pastori del popolo di Dio, e presiederanno le azioni di culto, specialmente nella celebrazione del sacrificio del Signore”.

Notizie Sir del giorno: appello del Papa per Rakhine, arrivati 25 profughi africani con i corridoi umanitari, blitz naziskin a Como

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 19:30

Papa in Bangladesh: incontro autorità, appello per Rakhine. Servono “misure efficaci contro crisi”

“Nei mesi scorsi, lo spirito di generosità e di solidarietà che caratterizza la società del Bangladesh si è manifestato molto chiaramente nel suo slancio umanitario a favore dei rifugiati affluiti in massa dallo Stato di Rakhine, provvedendoli di un riparo temporaneo e delle necessità primarie per la vita”. Nel suo primo discorso pubblico in Bangladesh, il Papa entra direttamente nella questione dei rifugiati, in gran parte di etnia rohingya, accolti nel Paese. (clicca qui)

Papa Francesco: messaggio per i 20 anni di “A sua immagine”, “inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani”

“Siete nel pieno della giovinezza, non lasciatevela intristire, anzi fate fiorire tutta la creatività, propria di questa età, per scoprire o inventare nuove strade per portare il Vangelo nelle famiglie degli italiani”. Sono gli speciali auguri del Papa per i 20 anni della trasmissione televisiva “A sua immagine”, iniziata nell’autunno del 1997. In un messaggio inviato per l’occasione – e diffuso oggi dal Sir -, Francesco definisce il traguardo dei vent’anni di attività “un anniversario importante per la vostra storia”. (clicca qui)

Corridoi umanitari: mons. Galantino ai primi 25 profughi africani, “benvenuti! Ora diventi prassi consolidata”

“Benvenuti! È stato bello sentirmi dire ‘ci sentiamo già a casa nostra’”. Così mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, ha accolto stamattina  all’aeroporto di Fiumicino (Roma) i primi 25 profughi africani (un terzo sono bambini) arrivati dai campi in Etiopia grazie ai corridoi umanitari, nell’ambito del protocollo di intesa con lo Stato italiano, siglato dalla Cei – che agisce attraverso Caritas Italiana e Fondazione Migrantes – e dalla Comunità di Sant’Egidio. Il protocollo, finanziato con fondi Cei 8xmille, prevede il trasferimento dall’Etiopia di 500 profughi in due anni. Già 50 diocesi hanno dato disponibilità all’accoglienza. (clicca qui)

Blitz naziskin a Como: Bernasconi (Caritas), “irruzione farneticante e gruppo minoritario ma clima generale complesso”

“Abbiamo la certezza che Como, in tutte le sue espressioni ecclesiali e civiche, è ben diversa da quanto accaduto l’altra sera nella sede di ‘Como Senza Frontiere'”. Così il direttore della Caritas della diocesi di Como, Roberto Bernasconi, commenta su “Il Settimanale della diocesi di Como” l’incursione del 28 novembre scorso del “Veneto fronte skinheads”, che ha impedito, per alcuni minuti lo svolgimento della riunione in corso. Il Vfs è un gruppo estremista che a Como aveva già compiuto, nel novembre 2015, un’azione dimostrativa: i suoi attivisti lasciarono sagome di cartone e volantini con “grida” antimigranti davanti alla sede della Caritas diocesana e di altre realtà del territorio. (clicca qui)

Honduras: i vescovi chiedono trasparenza e celerità al Tribunale supremo elettorale dopo le elezioni di domenica scorsa

La Conferenza episcopale dell’Honduras (Ceh) ha emesso un comunicato in merito alle elezioni di domenica scorsa e alla situazione di incertezza che si è venuta a creare a causa dell’interruzione di ogni comunicazione sulle operazioni di scrutinio, una volta resi noti i risultati di poco meno del 60% delle sezioni. Secondo questi dati parziali è in vantaggio il candidato del cartello delle opposizioni, il presentatore televisivo Salvador Nasralla, con poco più del 45% dei voti, contro il 40% del presidente uscente Juan Orlando Hernández. (clicca qui)

Ue: Erasmus+, formazione e mobilità. In un anno ne hanno beneficiato 725mila cittadini europei

(Bruxelles) Cresce il programma Erasmus+ che promuove la mobilità in chiave formativa di giovani e insegnanti europei. La “Relazione Erasmus+ 2016”, presentata oggi dalla Commissione Ue, “conferma il ruolo fondamentale che il programma ha avuto nella costruzione di un’Europa più resiliente, unita intorno a valori europei comuni”. Aumentando del 7,5% la dotazione di bilancio di Erasmus+ rispetto all’anno precedente, l’Ue “ha investito – si legge nella relazione – la cifra record di 2,27 miliardi di euro per offrire a 725mila cittadini europei, attraverso una sovvenzione di mobilità, la possibilità di studiare, formarsi, insegnare, lavorare o fare volontariato all’estero”. (clicca qui)

Israele: Giro d’Italia 2018, Cingoli (Cipmo), “pasticcio all’italiana. Gerusalemme è città contesa. Sport sia sopra i conflitti”

“Un pasticcio all’italiana”. Così Janiki Cingoli, presidente del Cipmo (Centro italiano per la pace in Medio Oriente), interviene sulla polemica scoppiata in seguito alla presentazione della 101ª edizione del Giro d’Italia, in programma dal 4 al 27 maggio 2018, con partenza dalla Città Santa, la prima volta della Corsa Rosa fuori del Continente europeo. Tutto nel ricordo di Gino Bartali, il cui nome è impresso sul muro d’onore del Giardino dei Giusti, nel Mausoleo della Memoria Yad Vashem a Gerusalemme. Durante la presentazione, avvenuta ieri a Milano, gli organizzatori del Giro hanno annunciato che la gara partirà con una cronometro a “Gerusalemme Ovest”, termine che viene di solito usato da chi allude all’occupazione israeliana di Gerusalemme est nel 1967. (clicca qui)

 

Avvenire: la prima pagina di domani 1 dicembre. Corridoi umanitari, Papa in Bangladesh, manovra fiscale

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale all’apertura dei corridori umanitari organizzati dalla Cei e dalla Comunità di Sant’Egidio tramite Caritas e Migrantes: primi arrivi per 25 persone dall’Etiopia, proprio nel giorno in cui si chiude il vertice Europa-Africa. L’editoriale è affidato a Giulio Albanese, giornalista missionario, grande esperto d’Africa: “Il vertice ‘Europa-Africa’ di Abidjan è stato la cartina al tornasole dell’attuale quadro geopolitico internazionale, nella cornice della globalizzazione dei mercati. Da una parte, si è parlato di una sorta di nuovo piano Marshall per il continente africano, di un valore di 40 miliardi di euro; dall’altra, è emerso a chiare lettere il tema migratorio che tanto preoccupa le cancellerie europee. Questo, in sostanza, significa, come ha dichiarato il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni intervenendo al summit ivoriano, che se ‘ponessimo la questione dei migranti come tema dominante sembreremmo marziani’. Marziani, perché ‘dal destino dell’Africa dipende anche il futuro dell’Europa’. Ecco che allora s’impone – secondo il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani – l’urgenza di un nuovo approccio, che non deve più basarsi esclusivamente sull’aiuto allo sviluppo, bensì su un ‘partenariato, da pari a pari’, con investimenti in grande scala”. La fotocronaca è per l’arrivo del Papa in Bangladesh, dove Francesco ha chiesto misure efficaci per i profughi. Il titolo di taglio va alla Manovra, su cui è stata messa la fiducia dal governo. Tra i temi di “Avvenire”, un dibattito sulla legge per le Dat tra i parlamentari Mario Marazziti e Lucio Romano. Poi spazio ad Agorà7, l’inserto culturale di “Avvenire”, tra recensioni, mostre, cinema, eventi e sport.

Diocesi: Venezia, domenica l’Incontro della Carità “Noi siamo ponti” con i bambini delle elementari

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 19:26

“Noi siamo ponti”: bambini delle elementari dal ponte di Rialto a S. Marco, insieme al patriarca di Venezia Francesco Moraglia, per l’Incontro della Carità. “Con i più piccoli, per raccogliere l’invito di Papa Francesco a costruire ‘ponti’ e a percorrere insieme strade di fraternità: l’edizione 2017 dell’Incontro diocesano della Carità – rivolto come da tradizione a tutti i bambini delle elementari della diocesi veneziana – viene così anticipato e cambia, almeno in parte, forma diventando così anche una sorta di impegno pubblico, invito e ‘provocazione’ per tutta la città”, si legge in una nota. L’appuntamento prenatalizio – all’insegna del motto “Noi siamo ponti” – è, infatti, fissato all’inizio del tempo di Avvento e quindi nel pomeriggio di domenica 3 dicembre: luogo di ritrovo per tutti sarà, alle ore 15, nei pressi del ponte di Rialto. In alcuni punti designati di raccolta (Campo S. Giacometto, Campo San Bartolomeo…) i bambini verranno accolti e saranno distribuiti loro centinaia di palloncini colorati e gonfiati ad elio. Intorno alle ore 15.30 avverrà lo spostamento di tutti i presenti sul ponte di Rialto per uno “scenografico” lancio di palloncini, alla presenza del patriarca e anche del sindaco Luigi Brugnaro. Si proseguirà, quindi, in corteo verso la basilica di S. Marco dove l’incontro culminerà con un breve momento di riflessione in vista del prossimo Natale, l’intervento ddi mons. Moraglia e una preghiera cantata.
Alla prima parte dell’Incontro della Carità, spiegano gli organizzatori dell’Ufficio catechistico diocesano che cura l’iniziativa insieme alla Caritas diocesana e alla S. Vincenzo Mestrina, “i bambini e le loro famiglie possono decidere di invitare compagni di scuola e amici di qualsiasi appartenenza culturale e religione. Se qualcuno accetterà l’invito, potrà liberamente unirsi a tutti noi a Rialto e durante la strada verso San Marco ed eventualmente entrare in basilica oppure decidere diversamente. Sarà fondamentale, dunque, far capire alle famiglie (soprattutto se straniere) come è strutturato l’incontro, affinché possano accompagnare i loro figli fin dove credono opportuno, sentendosi sempre a loro agio”. Quanto al collegato gesto di carità, esso “si concretizzerà, stavolta, in ciascuna parrocchia, secondo le esigenze riscontrate nel territorio e vedrà i bambini protagonisti di un gesto di carità che possa esprimere bene il messaggio dell’Incarnazione del Signore Gesù: poterlo incontrare e riconoscere come fratello e sorella in ogni uomo o donna che incontriamo”. Info: www.patriarcatovenezia.it

Diocesi: Catania, un corso per l’assistenza degli infermi

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 19:11

Un corso per formare volontari che assistano gli infermi. Sarà realizzato a Catania e presentato domani, venerdì 1° dicembre, alle 11, nel palazzo arcivescovile. L’iniziativa è nata per fornire nozioni pratiche e teoriche che consentano al volontario di svolgere l’attività di assistenza, sia domiciliare sia durante periodi di ricovero in ospedale o case di riposo. Possono parteciparvi coloro che desiderano impegnarsi in questo servizio di assistenza volontariamente, ma anche badanti, assistenti degli anziani e altre figure professionali che vorranno migliorare la loro formazione professionale. Compito dei volontari sarà quello di aiutare i malati “nei comuni atti quotidiani, dando ai familiari la possibilità di allontanarsi per le necessarie attività”. Negli ospedali l’attenzione sarà rivolta ai pazienti che non hanno familiari che possano assisterli, quindi i volontari potranno affiancare gli infermieri. Alla presentazione del progetto interverranno l’arcivescovo di Catania, mons. Salvatore Gristina, don Mario Torracca, direttore degli Uffici regionale e diocesano per la pastorale della salute, Massimo Buscema, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Catania e mons. Gaetano Zito, vicario episcopale per la cultura.

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