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Papa in Bangladesh: domani la Messa con 16 ordinazioni sacerdotali, l’incontro con i vescovi e quello interreligioso per la pace

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 19:00

Culminerà con l’incontro interreligioso nell’arcivescovado di Dacca, a cui saranno presenti anche alcuni Rohingya, la seconda giornata del Papa in Bangladesh, che comincerà con la Messa con 16 ordinazioni sacerdotali nel Suhrawardy Udyan Park della capitale. La Messa sarà celebrata alle 10 (ore 5 di Roma) in latino, inglese e bengali e l’omelia verrà pronunciata in italiano, con traduzione bengalese per la proiezione sul maxischermo. Poi il saluto del card. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dacca, e il breve saluto, in sagrestia, dei cardinali e vescovi della regione, prima del trasferimento alla nunziatura apostolica, alle 12.45 (7.45), dove Francesco arriverà un quarto d’ora dopo. Dopo il pranzo, alle 13 (ore 8 in Italia)in nunziatura, nel pomeriggio, alle 15.20 (10.20), la visita del primo ministro del Bangladesh, Shekh Hasina, figlia del padre della nazione, Sheikh Mujibur Rahman, nello stesso luogo. Alle 15.40 (10.40) il trasferimento a Ramna, presso la residenza dell’arcivescovo, dove il Papa arriverà alle 16 (le 11 in Italia). L’arcivescovado di Dacca è un complesso che comprende la cattedrale, la residenza, la casa per sacerdoti anziani e il seminario. Sarà il card. Rozario ad accogliere Francesco e ad accompagnarlo verso la cattedrale. Lungo il percorso, il Papa benedirà le placche commemorative delle tre visite papali a Dacca (Paolo VI nel 1970, Giovanni Paolo II nel 1986 e Papa Francesco) e dei due nuovi edifici per gli anziani e per i sacerdoti. La cattedrale di Santa Maria fu costruita nel 1956 a Ramna, zona centrale di Dacca. Il Papa la visiterà alle 16 (ore 11 italiane), senza discorsi ma con una preghiera silenziosa nella cappella del Santissimo e sulla tomba dei tre precedenti ordinari di Dacca, poi il trasferimento a piedi alla Casa dei sacerdoti anziani, a 50 metri. È lì, al secondo piano, che si svolgerà alle 16.15 (11.15) l’incontro con i 10 vescovi del Bangladesh, ai quali Francesco rivolgerà un discorso in italiano, distribuito su libretto in inglese. Uscendo dalla sala, il Papa benedirà 7 sacerdoti malati, poi la “photo opportunity” con i vescovi. Alle 17 (le 12 in Italia), presso l’arcivescovado, comincerà l’incontro interreligioso ed ecumenico per la pace: dopo le danze tradizionali e gli inni, il saluto del card. Rozario e di cinque rappresentanti delle comunità religiose – musulmana, hindu, buddista, cattolica – e della società civile. Il discorso del Papa, in italiano, proiettato in bengalese sul maxischermo, sarà preceduto da un canto per la pace e seguito dalla preghiera ecumenica di un vescovo anglicano. Dopo la foto di gruppo, il trasferimento alle 18 (ore 13 in Italia) alla nunziatura apostolica di Dacca, per la cena in privato.

Premio alla nascita: Asgi, “bene il Tribunale di Bergamo su ricorso presentato da 24 mamme straniere”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:57

Accolto dal Tribunale di Bergamo il ricorso contro l’esclusione dal “premio alla nascita”, presentato da 24 mamme di varie nazionalità. Si tratta degli 800 euro che la legge 232/16 ha previsto – senza operare distinzione di nazionalità – per tutte le mamme che si trovino in gravidanza (almeno al settimo mese) tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2017, ma che poi “l’Inps aveva illegittimamente ristretto escludendo, con una circolare, tutte le cittadine straniere prive di permesso di soggiorno di lungo periodo”, spiega l’Associazione studi giuridici sull’immigrazione (Asgi). Secondo il Tribunale di Bergamo, questa esclusione contrasta “non solo con il testo della legge italiana, ma anche con una direttiva dell’Unione europea (2011/98), che garantisce la parità di trattamento nell’accesso alle prestazioni di maternità a tutti i migranti titolari di un permesso per famiglia o per lavoro”. Le 24 mamme provengono da diversi Paesi, tra cui, Egitto, Marocco, Senegal, Pakistan, Equador, Bolivia, India, Burkina Faso, Tunisia, Albania, Costa d’Avorio, Nigeria, ma risiedono tutte in Italia da molti anni con i figli, nati in provincia di Bergamo. “Le cittadine straniere, sostenute dalla Cgil di Bergamo e assistite dagli avvocati Alberto Guariso e Ilaria Traina di Asgi, potranno ora ottenere il premio alla nascita al pari delle mamme italiane. La decisione del Tribunale di Bergamo, che fa seguito a moltissime altre analoghe decisioni riguardanti il bonus bebè – si legge in una nota -, costituisce un’ulteriore sollecitazione al Governo affinché, nel decidere sulla proroga di quest’ultima misura, non ignori ancora una volta la necessità sociale e l’obbligo giuridico di non escludere le famiglie straniere da queste forme di sostegno”.

Germania: documento cattolico-ortodosso “Celebrare Cristo con la Madonna e tutti i santi”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:49

La Commissione congiunta della Conferenza episcopale tedesca e della Conferenza episcopale ortodossa in Germania ha pubblicato oggi un nuovo documento “Celebrare Cristo con la Madonna e tutti i santi”. Il testo si pone in continuità con la serie dedicata all’“Anno liturgico nella tradizione dell’Oriente e dell’Occidente” e presenta le feste dedicate a momenti speciali della vita di Gesù, alla Vergine Maria, ai santi o ricorrenze che riguardano aspetti particolari della fede cristiana o specifici momenti devozionali come l’Esaltazione della Croce, il Corpus Domini o la festa delle icone. Si tratta di “feste radicate in entrambe le tradizioni e sono spesso celebrate nello stesso giorno. Esserne consapevoli può aiutare i cristiani ortodossi e cattolici in Germania a vivere in modo ancora più significativo la comunione nella fede e la loro vicinanza”, ha detto il metropolita Augoustinos, co-presidente ortodosso della Commissione nella presentazione del volumetto. Il testo è stato pubblicato proprio oggi, festa di sant’Andrea apostolo: “Abbiamo deliberatamente scelto questa data”, ha spiegato il vescovo di Magdeburgo Gerhard Feige, co-presidente cattolico della Commissione, perché “Andrea ha un’importanza simile per la Chiesa ortodossa come suo fratello Pietro per la Chiesa cattolica”. Della serie curata dalla commissione fanno parte altri tre testi, dedicati alla domenica, alla pasqua e al natale.

Giovani: Milano, domani un convegno sul fenomeno dei Neet

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:37

Un convegno per mettere in relazione il fenomeno dei Neet in Italia con il panorama internazionale e identificare modalità innovative di comunicazione e per la loro intercettazione, tramite nuove tecnologie e linguaggi. A organizzarlo a Milano, domani, 1°dicembre, sono la Fondazione Cariplo, l’Istituto Toniolo e l’Università Cattolica del Sacro Cuore, nell’ambito del progetto “Neeting2”. Parleranno del fenomeno, che in Italia riguarda oltre 2,2 milioni di giovani, di cui 239.000 residenti in Lombardia, Paola Bignardi, membro del Cda della Fondazione Cariplo e dell’Istituto Toniolo; Alessandro Rosina, docente di Demografia all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Osservatorio Giovani Istituto Toniolo; Elena Marta, docente di Psicologia sociale all’Università Cattolica del Sacro Cuore – Osservatorio Giovani Istituto Toniolo; Francesco Pastore, docente di Economia all’Università della Campania Vanvitelli; Francisco Simões, ricercatore del Center for social research and intervention – University Institute of Lisbon e Kyriaki Kalimeri ricercatrice di Isi Foundation. Nella tavola rotonda “Connettersi con i giovani” verrà data voce a Daniela Battisti, del team per la trasformazione digitale del Governo italiano, a Nico Colonna, direttore di Smemoranda, e a Claudio Gubitosi, fondatore e direttore artistico del Giffoni Film Festival. Sarà, infine, illustrata l’esperienza di intercettazione dei giovani messa in campo da Fondazione Cariplo con il Progetto NEETwork.

Aids: Medici Cuamm, l’impegno in Africa con un’attenzione particolare ai giovani. Domani cortei in Tanzania e Mozambico

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:30

Il 1° dicembre si celebra la Giornata mondiale contro l’Aids e Medici con l’Africa Cuamm, come tutto il resto dell’anno, sarà in prima linea in Africa nelle attività di sensibilizzazione e test, con un’attenzione particolare ai giovani. “Nonostante i progressi degli ultimi anni infatti (meno persone infette, meno morti, più pazienti in trattamento) – dichiara don Dante Carraro, direttore di Medici con l’Africa Cuamm – ancora oggi l’Africa continua a soffrire in maniera sproporziona rispetto agli altri continenti. Basta pensare che il 78% dei pazienti sieropositivi che non accedono al trattamento antiretrovirale si concentra proprio in Africa”.
Nei Paesi in cui Medici con l’Africa Cuamm è presente, ancora oggi a causa del virus dell’Hiv/Aids muore una persona ogni tre minuti: nel 2016 infatti in Angola, Etiopia, Mozambico, Tanzania, Uganda, Sierra Leone e Sud Sudan sono morte 170.000 persone per Aids e 261.000 persone hanno contratto il virus. Per rispondere a questa epidemia silenziosa, l’anno scorso Medici con l’Africa Cuamm ha sottoposto al test per l’Hiv 27.000 persone in Uganda e oltre 10.000 in Etiopia. Sono però la Tanzania e il Mozambico i Paesi nei quali il Cuamm affronta in maniera particolarmente innovativa le maggiori sfide imposte dall’Aids: assicurare l’accesso ai farmaci a tutti e seguire con un’attenzione particolare gli adolescenti, una delle categorie più a rischio. “Nella regione di Shinyanga e Simiyu, in Tanzania, è partito da un anno un progetto con approccio Test and Treat, che promuove il test gratuito per l’Hiv a tutta la comunità e avvia immediatamente al trattamento quanti risultano positivi, così come previsto dalle nuove linee guida dell’Oms e come avviene nei Paesi occidentali”, spiega una nota. Inoltre il Cuamm propone “un modello decentralizzato che assicura la possibilità di seguire la terapia anche a chi, vivendo in aree rurali, avrebbe difficoltà di accesso alle strutture sanitarie”. In Mozambico “nella città di Beira il Cuamm interviene nei Saaj, centri dedicati ai giovani, dove gli adolescenti possono andare ad informarsi e fare il test, diventando in molti casi attivisti per la salute”. Proprio in Tanzania e Mozambico, domani due grossi cortei sfileranno per le strade di Shinyanga (Tanzania) e Beira (Mozambico), coinvolgendo in particolare le autorità del governo e della sanità, i leader di comunità e religiosi, le scuole e i giovani, “per informare, spingere le persone a testarsi e cercare di abbattere lo stigma sociale che ovunque accompagna questa malattia”.

Salute: Policlinico Gemelli, inaugurato oggi il nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:17

Inaugurato oggi al Policlinico universitario Gemelli di Roma il nuovo Centro ad alta tecnologia di oncologia interventistica. La cerimonia si è svolta in occasione del congresso europeo di radioterapia interventistica, in corso presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore. Il Centro si inserisce nell’offerta assistenziale e sarà un “servizio interdisciplinare a rapido accesso per la diagnosi e il trattamento dei tumori e delle problematiche a essi connesse, utilizzando procedure mirate minimamente invasive”. “Grazie a tecnologie all’avanguardia, il nuovo centro del Gemelli – si legge in una nota – offre la possibilità di trattamenti esclusivi o integrati con altre terapie oncologiche”. Tra queste, la radioterapia interventistica (brachiterapia) ad intensità modulata e guidata dalle immagini e l’elettrochemioterapia. “Inoltre, il servizio offre la possibilità di posizionamento di marcatori (fiducials) per trattamenti di radioterapia a fasci esterni ad alta precisione e il collegamento con il servizio di Radiologia interventistica o di Endoscopia del Policlinico per un’integrazione totale dell’offerta diagnostica e terapeutica”. Il servizio, inoltre, è integrato con la degenza di Radioterapia clinica, interventistica e metabolica che dispone di 22 posti letto. La struttura prevede di effettuare nel 2018 oltre 400 procedure. Alla cerimonia di inaugurazione era presente, tra gli altri, il direttore generale della Fondazione Policlinico Gemelli, Enrico Zampedri. “Con questo nuovo centro si arricchisce la nostra dotazione tecnologica a vantaggio dei pazienti oncologici – ha affermato -. Il Gemelli sempre di più si propone quale centro di riferimento regionale e nazionale per i malati di tumore, che all’interno del Policlinico, la cui vocazione è coniugare qualità nelle cure e umanità, trovano risposte globali ai propri bisogni assistenziali”.

Disabilità: Anffas onlus, domani e sabato un convegno nazionale sulla legge 112/16 e la presentazione del progetto “Capacity”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:10

È con il convegno nazionale “Legge 112/16 – dalle parole ai fatti… gli atti applicativi delle Regioni a confronto” e con la presentazione del progetto “Capacity: la legge è eguale per tutti – Modelli e strumenti innovativi di sostegni per la presa di decisioni e per la piena inclusione sociale delle persone con disabilità intellettive”, che si svolgeranno entrambi a Roma, rispettivamente venerdì 1° e sabato 2 dicembre, che Anffas onlus ha deciso di celebrare la Giornata internazionale delle persone con disabilità, dedicata quest’anno al tema “Trasformazione verso una società sostenibile e resiliente per tutti”. “Una scelta dettata dalla volontà di andare oltre le consuete parole celebrative e dare invece un segno tangibile di concretezza nell’ambito dei diritti delle persone con disabilità e della promozione di una società realmente inclusiva con pari opportunità per tutti”, si legge in una nota.
Come procede l’applicazione della legge 112/16? A che punto siamo? L’importanza del progetto individualizzato è stata compresa?
A pochi mesi dall’ufficiale entrata in vigore della Legge 112/16 dedicata al “Dopo di Noi, Durante Noi”, attesa per decenni dalle persone con disabilità e dai loro familiari, Anffas ha deciso di dedicare “una giornata per rispondere a queste domande focalizzandosi sui suoi diversi aspetti: il confronto dei vari Piani attuativi regionali, la valutazione multidimensionale per l’applicazione della legge 112, la costruzione del progetto individualizzato ex Legge 112 attraverso matrici ecologiche e dei sostegni, la costruzione del progetto di convivenza e un focus sul franchising sociale della Fondazione nazionale ‘Dopo di Noi’ Anffas onlus”. Sabato 2 invece sarà dedicato al nuovo progetto di Anffas “Capacity: la legge è eguale per tutti” volto a sperimentare modelli innovativi di sostegno al processo decisionale per le persone con disabilità intellettive e del neurosviluppo in linea con quanto previsto dall’art. 12 della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità al fine di promuovere la loro piena inclusione sociale e la partecipazione alla cittadinanza attiva.

Enti locali: Nicotra (Anci), “Comuni fondamentali per il risanamento dei conti pubblici”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 18:00

“Accogliamo con apprezzamento i dati presentati oggi dal Mef, che confermano quello che l’Anci sostiene da tempo: gli enti locali hanno sopportato e oggi sopportano di più il peso del risanamento dei conti pubblici”. Lo afferma il segretario generale dell’Anci, Veronica Nicotra, commentando la ricerca del ministero dell’Economia presentata questa mattina nel corso del seminario “Dati invece di impressioni. L’aggiustamento fiscale degli enti locali nel periodo 2010-15”. “La ricerca ribadisce infatti – aggiunge Nicotra – che la metà dei 25 miliardi di riduzione del deficit pubblico tra il 2010 ed il 2015 è stata realizzata grazie al contributo dei Comuni, delle Città metropolitane e delle Province Il dato in sé è impressionante, se consideriamo il peso complessivo dei due comparti sulla Pa in generale: i Comuni pesano solo il 7,5%. A questo si aggiunge che nel comparto Province-Città metropolitane il contributo delle Città metropolitane è stato più significativo. Dalla ricerca del Mef arriva, inoltre, una ulteriore conferma della drastica riduzione della spesa per il personale e dell’impatto negativo dei vincoli derivanti dal vecchio patto di stabilità sugli investimenti locali”.
“Sul tema degli investimenti c’è poi da aggiungere che, dopo anni e anni di depauperamento delle risorse umane e di assenza di attività programmatoria, i risultati di un ritorno degli investimenti richiedono il tempo giusto. Non si cancellano anni e anni di restrizione e tagli in pochi mesi. Ci vuole ancora di più: aiutare i Comuni a tornare a programmare, progettare e finanziare gli investimenti, anche riducendo il peso del debito. È necessario anche snellire e semplificare la gestione burocratica delle risorse disponibili, sia da parte dello Stato che da parte delle Regioni, per rendere possibile il rispetto delle scadenze annuali previste dalle regole di contabilità. Ci vogliono interventi e stabilità di risorse, ci vuole un’agenda nazionale per i Comuni e le città”.

Diocesi: Gubbio, il vescovo eletto Paolucci Bedini ha iniziato oggi il suo pellegrinaggio da Assisi verso la sua nuova sede

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 17:55

Il vescovo eletto di Gubbio, mons. Luciano Paolucci Bedini, stamattina ha iniziato, sotto la pioggia, il suo pellegrinaggio da Assisi verso la città di cui guiderà la diocesi. Un cammino di preparazione all’ordinazione episcopale e all’inizio del suo ministero pastorale come sessantesimo successore di sant’Ubaldo. Domenica 3 dicembre, il suo arrivo ufficiale in città e, alle 16, nella chiesa di San Domenico, la solenne celebrazione di consacrazione. Il suo itinerario verso Gubbio è cominciato dal Pontificio Seminario regionale umbro. Accompagnato dai volontari della PiccolAccoglienza, dagli scout Agesci e da una guida del Club alpino italiano, mons. Paolucci Bedini è partito dalla sala della Spoliazione, nel vescovado di Assisi. Ad attenderlo, c’era il vescovo mons. Domenico Sorrentino, che lo ha accolto e gli ha donato i suoi testi sulla spiritualità francescana e sull’esperienza della comunità “Maria Famiglie del Vangelo”, iniziata da qualche anno nella diocesi di Assisi. Poi, ha benedetto la piccola croce lignea che mons. Paolucci Bedini ha portato al collo durante il cammino. Il passaggio di fronte alle basiliche francescane, al Sacro Convento, ha preceduto l’uscita da porta San Giacomo e l’inizio del cammino verso Gubbio. “Lungo l’itinerario, don Luciano incontra in questi giorni persone, fedeli, collaboratori laici, amici vecchi e nuovi – si legge in una nota della diocesi eugubina -. In particolare, i giovani e le famiglie eugubine, che con lui condividono le soste nelle tappe di Valfabbrica e di San Pietro in Vigneto”.

Diocesi: Savona-Noli, in lutto per don Bof, teologo e figura della cultura

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 17:33

“La diocesi di Savona-Noli, ma anche il mondo della cultura savonese piangono la scomparsa di don Giampiero Bof, che ha terminato la sua vita terrena poche ore fa, questa mattina, nella casa di una delle sue due sorelle, Alba, a Cogoleto”. Ne dà notizia con una nota la diocesi ligure ricordando il sacerdote 83enne, ordinato presbitero nel settembre del ’58. Fra i primissimi incarichi ebbe quello di insegnante nel seminario vescovile e di viceparroco in san Giovanni Battista a Savona. “Dotato di grande personalità, nei primi anni ’70, per incomprensioni con l’allora vescovo Giovanni Battista Parodi, don Giampiero cessò la sua attività di insegnamento nella nostra diocesi – si legge nel comunicato -. Attività che comunque proseguì proficuamente in altre realtà prestigiose: fu ad esempio docente di storia del pensiero teologico presso l’Istituto di scienze religiose ‘Italo Mancini’ di Urbino. A Savona, comunque, non interruppe mai il suo lavoro di promozione culturale e teologica”. Negli anni ’80 si verificò il riavvicinamento con la diocesi “tanto che don Bof andò a ricoprire incarichi molto importanti”. Fu membro del consiglio presbiterale, delegato diocesano per l’ecumenismo, editorialista de Il Letimbro e, più di recente, guida del Capitolo dei canonici della cattedrale”. La diocesi ricorda il sacerdote come “intellettuale sempre aperto al confronto, fino all’ultimo un grande stimolo per il mondo ecclesiale, ma non solo: da menzionare sono infatti le innumerevoli occasioni di incontro con gli appartenenti ad altre fedi o con i non credenti”. Numerose le pubblicazioni a carattere teologico. Per questa sua attività, per i suoi meriti culturali e di studio, nell’aprile 2002, fu insignito dell’onorificenza di commendatore – ordine al merito della Repubblica italiana. I funerali di don Bof, presieduti dal vescovo mons. Calogero Marino, saranno celebrati sabato 2 dicembre, alle 11 nella chiesa di Santa Maria Maggiore, a Cogoleto.

Migrazioni: dibattito Onu a Ginevra. Card. Marx (Dbk), “lingua, istruzione e lavoro” elementi per “integrazione di successo”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 17:15

“Migranti, richiedenti asilo e rifugiati non devono essere considerati come persone che passivamente avanzano richieste, ma come persone che si avventurano in un nuovo inizio”, ha affermato il card. Reinhard Marx, presidente della Conferenza episcopale tedesca, in un incontro sui temi dell’integrazione presso le Nazioni Unite a Ginevra, evento collaterale alla 108ma riunione del Consiglio dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). “Lingua, istruzione e lavoro” sono gli elementi fondamentali per “un’integrazione di successo” nell’ottica della “promozione dello sviluppo di ogni persona, indipendentemente dallo status giuridico”. Affinché l’integrazione avvenga, è però anche necessario che la società che accoglie e gli immigrati stessi “sviluppino una responsabilità condivisa per il bene comune” e un senso di comunità a partire dal “mutuo riconoscimento e reciproco rispetto”. “Se davvero riconosciamo dignità a ogni essere umano, non possiamo costringere le persone a una vita d’inattività o a vivere senza le loro famiglie”, cose che generano “sentimenti di frustrazione e disperazione tra gli immigrati”, ha sottolineato il cardinale, sostenendo che anche il “linguaggio di esclusione” rappresenta “una minaccia per il futuro comune della nostra società”.
Apprezzamento ha espresso il card. Marx verso il processo messo in atto dalle Nazioni Unite per arrivare entro la fine del 2018 all’adozione dei due global compact sulla migrazione e sui rifugiati. “La definizione del bene comune di una società non deve mai essere separata dal bene comune dell’intera famiglia umana. Per raggiungere quest’obiettivo, lo scambio e la cooperazione internazionale sono più che mai necessari”.

Bambini migranti: Unicef, “possibile, anche in Paesi con risorse limitate, attuare politiche di sostegno”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 17:07

“Sono 50 milioni i bambini coinvolti nelle migrazioni a livello mondiale, 28 milioni dei quali sono stati sfollati a causa di conflitti. I bambini rappresentano circa il 28% delle vittime della tratta di esseri umani a livello globale”. Lo scrive Unicef nel rapporto “Oltre le frontiere”, che evidenzia le “migliori pratiche per la cura e la protezione dei piccoli rifugiati e migranti”. “I diritti, la protezione e il benessere dei bambini ‘sradicati’ dovrebbero essere al centro degli impegni delle politiche migratorie globali”, ha dichiarato oggi l’Unicef, in vista dell’incontro in Messico, a Puerto Vallarta, in programma tra il 4 e il 6 dicembre, sulle migrazioni sicure e regolate. “L’incontro in Messico rappresenta un passo importante verso la stesura del Global Compact sulle migrazioni, un accordo intergovernativo di riferimento che coprirà tutte le dimensioni della migrazione internazionale. Il nostro nuovo rapporto mostra che è possibile, anche in Paesi con risorse limitate, attuare politiche, servizi e investimenti che sostengano efficacemente i bambini rifugiati e migranti nei loro Paesi d’origine, mentre attraversano le frontiere e quando raggiungono le loro destinazioni”. Tra i maggiori problemi che sono costretti ad affrontare, segnalati nel rapporto, xenofobia, abusi, sfruttamento sessuale e mancanza di accesso ai servizi sociali. Per questo motivo, “è indispensabile disporre di politiche che li proteggano nel corso del loro viaggio”. L’Unicef le ha indicate in sei punti che prevedono, tra gli altri, lo stop alla detenzione introducendo una serie di alternative pratiche e la possibilità di tenerli uniti con le loro famiglie. Per quanto riguarda l’Italia, il rapporto mette in evidenza come “buona pratica” l’adozione della legge n. 47/2017 che dispone misure di protezione dei minori stranieri non accompagnati. “La nuova legge definisce un sistema nazionale organico di protezione e accoglienza”.

Immigrazione: Acli, “preoccupa lo striscione provocatorio ad Ascoli”, sintomo “di un clima di intolleranza verso gli stranieri”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:49

Dopo quella di Como, un’altra irruzione da parte di elementi di estrema destra. È successo ad Ascoli dove uno striscione dai contenuti provocatori è stato affisso nella notte scorsa dai militanti del Blocco studentesco, movimento di CasaPound. “Acli: l’accoglienza il vostro progetto? Chi scappa dalla guerra non merita rispetto”: questo il contenuto dello striscione provocatorio affisso presso l’Istituto tecnico commerciale per geometri Umberto I di Ascoli. Bersaglio della protesta era una conferenza sull’immigrazione promossa e tenuta dalle Acli. L’incontro, che si è regolarmente svolto all’interno dell’Istituto, è parte di un progetto interculturale realizzato dai giovani e dal coordinamento donne delle Acli in collaborazione con la Commissione pari opportunità della Regione Marche.
“Sono episodi che preoccupano le Acli – dichiara Antonio Russo, responsabile nazionale Acli per il welfare – per il crescere nel Paese di un clima di intolleranza verso gli stranieri. Siamo inequivocabilmente di fronte al risveglio di una sopita cultura nazifascista che sarebbe grave minimizzare o, peggio ancora, trattare con sufficienza. La solidarietà di tutta l’Associazione alle Acli di Ascoli che interpretano al meglio, ogni giorno, quel ruolo pedagogico e sociale che sta alla base dell’impegno associativo”. “L’accoglienza e l’incontro tra popoli e culture diverse – conclude Russo – è l’unica vera possibilità che ci è data per costruite comunità coese che sanno ancora riconoscere l’umanità come valore universale”.

Opera Don Orione: approvato in via definitiva lo statuto del Movimento laicale

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:32

“La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le società di vita apostolica ha approvato in via definitiva, dopo cinque anni ad experimentum, lo statuto del Movimento laicale orionino (Mlo)”. Lo comunica con una nota l’organizzazione che raccoglie le varie associazioni e categorie di laici che condividono lo spirito e il servizio proprio del carisma di san Luigi Orione. “Il riconoscimento canonico del Mlo come associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012, mentre risale al maggio 1992 il Capitolo generale dell’Opera Don Orione, durante il quale venne promossa la vocazione e l’organizzazione del movimento laicale come componente propria e autonoma della Famiglia carismatica orionina”. L’approvazione dello statuto rappresenta quindi un “traguardo importante” per l’Opera Don Orione, riassunto nelle parole di padre Laureano De La Red Merino, consigliere generale. “La vita di don Orione – dichiara – documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente e li preparò per collaborare nelle sue opere. Quindi la presenza dei laici, come singoli e come associazioni, ne è parte integrante della identità e della storia”.

Ricostruzione post terremoto: Iannelli (Mibact), “prevenzione, conoscenza approfondita e manutenzione patrimonio”. In emergenza “gestione efficace e tempestiva”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:22

“Il danneggiamento di un bene culturale rappresenta, prima ancora che un danno economico, una ferita alla collettività a cui quel bene appartiene ed alle generazioni future che rischiano di essere private di quel patrimonio di conoscenza e di cultura che quel bene avrebbe loro trasmesso”, afferma Paolo Iannelli, soprintendente speciale per le aree colpite dal sisma del 24 agosto 2016 (Mibact). “Un ruolo primario – sostiene al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana – riveste indubbiamente l’attività di prevenzione, intesa come messa in atto di tutte quelle azioni volte a ridurre la vulnerabilità del patrimonio. Tra queste, la conoscenza approfondita del patrimonio e delle sue criticità nei confronti dei pericoli a cui è soggetto e la promozione della cultura di una manutenzione costante costituiscono certamente i primi ineludibili passi per perseguire l’eliminazione di tutte quelle criticità ‘locali’ spesso sopravvenute nel tempo”. Per Iannelli, “specialmente nei confronti di azioni naturali particolarmente severe, quali quelle sismiche, per quanto sforzi possano prodigarsi nella fase di prevenzione, attuando misure di compensazione e mitigazione, il rischio residuo da gestire rimane sempre elevato e ciò impone di metterne in conto una gestione efficace e tempestiva, che consenta di minimizzare gli incrementi di danni per il verificarsi di eventi successivi o per l’esposizione del patrimonio culturale ad ulteriori rischi”. “La gestione dell’emergenza attraverso la definizione di una strategia che, pur consentendo la flessibilità necessaria per adeguarsi alle diverse condizioni operative, ne tracci il percorso unitario, a partire dal verificarsi dell’evento fino all’avvio della fase di ricostruzione, va attuata  – conclude – attraverso la struttura organizzata specifica, disciplinata dal Mibact” con direttiva del 23 aprile 2015 “Procedure per la gestione delle attività di messa in sicurezza e salvaguardia del patrimonio culturale”.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “il mio grazie agli operatori economici per quanto fanno per la città”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:14

“Un incontro per dire grazie agli operatori economici di Assisi per quanto fanno per la città”. È questo il messaggio del vescovo della diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, che ieri ha incontrato alcuni rappresentanti del Consiglio direttivo della Confcommercio di Assisi e Valfabbrica, guidati dal presidente Sebastiano Vincenzo Di Santi. La delegazione è stata accolta in vescovado dove mons. Sorrentino ha fatto visitare alcuni luoghi simbolo della vita di san Francesco e consegnato la lettera che lui stesso porterà a tutti gli operatori economici incontrandoli singolarmente. “È stato un incontro all’insegna della cordialità – ha reso noto oggi mons. Sorrentino – con il quale ho voluto esprimere la mia vicinanza agli operatori economici che rafforzerò anche con la visita che ho in programma per i prossimi mesi. Vorrei dire grazie a chi si impegna per il bene della città, soprattutto in un anno in cui ho sentito e constatato le difficoltà che molti di loro hanno dovuto affrontare a causa del calo del turismo. Desidero portare un saluto a tutti, facendomi presente con un piccolo dono simbolico, un’icona di S. Francesco che benedice la città e il libro del santuario della Spogliazione”. Nella lettera il vescovo sottolinea il suo desiderio di poter parlare sia con coloro che hanno fede sia con chi si sente distante dalla visione cristiana. “Sono a tutti grato – scrive ancora il vescovo nella lettera – se mi vorranno accogliere con benevolenza. Suppongo poi che qualcuno abbia da farmi qualche domanda o esprimermi qualche perplessità. Vengo con il desiderio di un dialogo sincero, che ci aiuti a crescere nella nostra umanità e nel servizio al bene comune. Vorrei farmi, così, voce di Francesco che, partendo dalla casa del vescovo, dov’era ricoverato, per andare a morire nella sua amata Porziuncola, benedisse la città”.

Papa in Bangladesh: arcivescovo Dacca a Tv2000, “nostra è Chiesa povera, si sentirà a casa”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:07

“Qui il Papa non avrà problemi perché lui ama i poveri. La nostra è una Chiesa povera e per i poveri. Si sentirà a casa. Non credo che si lamenterà. Non avrà magari tutte le comodità ma sono anche convinto che non è qui per cercarle e sono certo che sarà felice. Sentirà l’anima del popolo del Bangladesh”. Lo ha detto l’arcivescovo di Dacca, il card. Patrick D’Rozario, in un’intervista a Tv2000, al microfono dell’inviato Vito D’Ettorre, in merito alla visita di Papa Francesco in Bangladesh.
“La nostra – ha aggiunto l’arcivescovo – è una piccola Chiesa. Non abbiamo grandi infrastrutture, facciamo quello che possiamo. Noi possiamo essere orgogliosi che il primo ministro abbia aperto le frontiere a 600mila rifugiati nonostante la nostra popolazione sia già numerosa. Ha fatto una scelta umanitaria molto saggia. La visita del Papa sarà un grande supporto agli sforzi umanitari della gente del Bangladesh. Il Papa incontrerà un piccolo gruppo di Rohingya, sarà un evento simbolico ma davvero importante”. “Siamo tutti molto felici – ha proseguito il card. D’Rozario – che il Papa abbia scelto di venire in questa piccola nazione alla periferia del mondo. Gli siamo molto grati. Per i cristiani ma direi anche per tutto il Bangladesh, lui arriverà come un leader spirituale: il capo della Chiesa, in pellegrinaggio verso la gente del Bangladesh. E anche la gente del Bangladesh, ne sono sicuro, andrà incontro al Papa”.

Ricostruzione post terremoto: don Pennasso (Cei), “in situazioni di emergenza fondamentali conoscenza e geolocalizzazione del patrimonio storico-artistico”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 16:01

In caso di emergenza e calamità naturali la conoscenza del patrimonio dei beni culturali ecclesiastici e della collocazioni degli immobili e delle collezioni è fondamentale “perché si riduca in modo esponenziale la possibilità che il patrimonio vada disperso e possa così essere quanto prima e quanto meglio recuperato e messo in sicurezza”. A sottolinearlo è don Valerio Pennasso, direttore dell’Ufficio nazionale per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto della Cei, intervenendo al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” in corso alla Pontificia Università Gregoriana per iniziativa della Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. Pennasso ricorda che fin dal 1996 le diocesi italiane sono impegnate nella realizzazione partecipata del progetto di catalogazione del patrimonio mobile di proprietà delle parrocchie e del censimento delle chiese che permette la geolocalizzazione e il collegamento fra le diverse banche dati: chiese e oggetti. “Procedure e modalità operative delle diocesi attraverso relazioni istituzionali – spiega – consentono di mettere a disposizione delle Soprintendenze e della Protezione civile tutte le necessarie conoscenze”. Fondamentale “individuare in tempo non di crisi depositi temporanei di proprietà ecclesiastica per il ricovero di beni mobili in caso di calamità”. Un aspetto di novità, sottolinea Pennasso, è il protocollo d’intesa sottoscritto il 1° dicembre 2016 tra il commissario per la ricostruzione, il Mibact, la Cei e le diocesi colpite dal terremoto, attraverso il quale si vengono a concordare insieme priorità, modalità e termini per il recupero dei beni culturali di interesse religioso danneggiati dagli eventi sismici che hanno colpito Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo. Il direttore dell’Ufficio Cei ricorda inoltre la Consulta per il recupero dei beni culturali, finalizzata a rendere stabile lo scambio e la collaborazione tra le parti e a concordare soluzioni a eventuali problemi. Infine il tavolo di lavoro tecnico permanente che, oltre a definire le priorità degli interventi – è in corso la raccolta delle priorità indicate dalle diocesi per gli interventi nei luoghi di culto – è chiamato ad assicurarne coordinamento e istruttorie.

Israele: mons. Girelli, nuovo nunzio apostolico, presenta credenziali al presidente Rivlin

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 15:55

Ieri, 29 novembre, l’arcivescovo Leopoldo Girelli, nuovo nunzio apostolico in Israele, ha presentato le sue credenziali al presidente israeliano Reuven Rivlin nella residenza presidenziale. Lo riferisce il Patriarcato latino di Gerusalemme. Con il nunzio anche altri ambasciatori di nuova nomina in Israele: Magnus Hellgren dalla Svezia, Joao-Bernardo de Oliveira Martins Weinstein dal Portogallo e Bernardo Greiver dall’Uruguay. La nomina di mons. Girelli, da parte di Papa Francesco, a nunzio apostolico in Israele e delegato apostolico a Gerusalemme e in Palestina risale al 13 settembre scorso. Due giorni dopo, il 15 settembre, il presule è stato nominato nuovo nunzio apostolico a Cipro. Dopo aver prestato servizio come nunzio apostolico a Singapore, mons. Girelli sostituisce l’arcivescovo Giuseppe Lazzarotto, che ha prestato servizio in questa posizione dal 2012.

Ricostruzione post terremoto: Martines (architetto), “obiettivo del restauro di un luogo di culto è la ricomposizione dell’identità”

Agensir.it - Thu, 2017-11-30 13:35

Il valore dell’identità. Lo sottolinea l’architetto Ruggero Martines, della Pontificia Università Gregoriana, parlando al convegno “Ricomporre l’identità. Terremoto, città e beni culturali della Chiesa” organizzato dalla Facoltà di Storia e beni culturali della Chiesa-Dipartimento dei Beni culturali dell’Ateneo, con il patrocinio di Mibact, Ufficio per i Beni culturali ecclesiastici della Cei e dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia.  “Restauri post sismici – fa notare – si registrano da sempre. Le soluzione storicamente consolidate si dividono in due grandi categorie”. La prima, spiega, “nei casi di danni limitati, rientra nel campo delle riparazioni, talvolta integrate da elementi di rinforzo quali catene e contrafforti. La seconda, nei casi più gravi comporta la rifazione del monumento, in genere ‘dove era ma non come era’”. “Il restauro post sismico, limitato od esteso, di integrazione, consolidamento o ricostruzione – afferma – è comunque opera di architettura”. Criteri ne sono il “giusto equilibrio tra le parti ed i componenti dello spazio architettonico” estesi anche a “quel quid che costituisce l’elemento motivazionale della esistenza del monumento, la ragione per la quale esso fu costruito e conservato”. Per Martines, “la caratteristica di un monumento, in specie di un edificio di culto, è il ruolo identitario e di memoria che esso riveste. L’attività quindi di chi restaura, al di là di ogni adesione alle proposizioni delle varie scuole di restauro, deve necessariamente porsi come obbiettivo la ricomposizione dell’identità”.

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