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Santa Sede: nasce una rete internazionale contro corruzione, crimine organizzato e mafie

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 19:00

“La corruzione, prima di essere un atto è una condizione: di qui, la necessità della cultura, dell’educazione, dell’istruzione, dell’azione istituzionale, della partecipazione della cittadinanza”. Lo si legge nel documento finale del “Dibattito internazionale sulla corruzione” e obiettivi della Consulta internazionale sulla giustizia, la corruzione, il crimine organizzato, le mafie, documento che è stato inviato ieri a tutti i membri della Consulta stessa. La Consulta internazionale sulla giustizia del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale orienterà, a partire da settembre, le proprie iniziative guardando all’impegno che emerge dall’intenzione universale che Papa Francesco ha affidato alla sua Rete mondiale di preghiera per tutto il febbraio 2018, ancora nel ricordo dell’omicidio del Beato Giuseppe Puglisi, sacerdote e martire: “Perché coloro che hanno un potere materiale, politico o spirituale non si lascino dominare dalla corruzione”.  Dal Dibattito internazionale sulla corruzione, ricorda il documento finale, “è emersa la volontà di fare fronte comune contro le diverse forme di corruzione, crimine organizzato e mafia”.  La Consulta si propone, così, di formulare diverse definizioni del concetto di “corruzione” e non si ridurrà “a pie esortazioni, perché occorrono gesti concreti. L’impegno educativo esige, infatti, maestri credibili, anche nella Chiesa”.
La Consulta, prosegue il documento finale, “costituirà una rete a livello internazionale. La Chiesa, nel mondo, è già una rete, e per questo può e deve mettersi al servizio di tale intenzione con coraggio, decisione, trasparenza, spirito di collaborazione e creatività”.
“Non è credibile – si legge nel testo – chi cerca alleanze per privilegi, esenzioni, vie preferenziali o anche illecite. Noi tutti diverremo irrilevanti, dannosi e pericolosi se agiremo in questo modo. Non è credibile chi approfitta della sua posizione per raccomandare persone spesso non raccomandabili, sia sul piano del valore, sia sul piano dell’onestà. Così, l’azione della Consulta sarà educativa e istruttiva, e si rivolgerà all’opinione pubblica e a molteplici istituzioni per generare una mentalità di libertà e giustizia, in vista del bene comune”.

Terremoto in Centro Italia: Telefono Azzurro, ad Amatrice una “Consulta di ragazzi” per dare voce alle esigenze di bambini e adolescenti

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 18:55

La creazione, con il sostegno del comune, di una “Consulta di ragazzi” per dar voce alle esigenze di bambini e adolescenti e poi il rientro a scuola per l’inizio dell’anno scolastico 2017-2018. Con questi auspici, il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo e il sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi hanno gettato oggi le basi per un futuro ancora comune caratterizzato dalla voglia di rinascere insieme. Prosegue così la collaborazione tra il comune del reatino colpito duramente dal sisma del 24 agosto 2016 e Telefono Azzurro che sin dalle prime ore successive al sisma ha messo a disposizione un team specializzato di psicologi, specialisti e volontari, accompagnando famiglie e bambini nella difficile elaborazione del lutto, durante la ripresa della scuola e dell’attività sportiva. Il nuovo quartier generale di Telefono Azzurro nei prossimi mesi sarà il Camper Azzurro, un mezzo mobile che agevolerà il supporto e la presenza degli operatori al fianco dei piccoli abitanti delle zone nel centro Italia. La rinascita adesso passerà attraverso attività educative focalizzate sull’importanza dell’ascolto. “Rinnoviamo il nostro impegno al fianco dei bambini e le loro famiglie, iniziando sin da subito la preparazione alla ripresa del nuovo anno scolastico – dichiara Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e docente di Neuropsichiatria infantile -. Siamo qui per ascoltare i bisogni e sostenere la popolazione, impegnandoci affinché le istituzioni possano tornare a mettere l’ascolto e l’infanzia al centro dei loro programmi, offrendo un contributo reale, fatto di risposte concrete. Bisogna capire i bisogni della popolazione e soprattutto quelli dei ragazzi, che rappresentano il futuro della comunità di Amatrice e delle zone limitrofe. Dare importanza alla loro voce e ai loro desideri, per aiutarli ad affrontare la situazione. Per questo sarà importante proseguire il percorso tracciato insieme”. In questa attività Telefono Azzurro sarà sostenuto da unità professionali messe a disposizione da “Rotary International distretto 2080”.

Venezuela: Amnesty, arresto due leader opposizione “è il punto di rottura”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 18:55

“Questo è il segnale che il governo Maduro sta disperatamente cercando di ridurre al silenzio ogni critica, mentre la situazione politica e la crisi umanitaria del Venezuela hanno raggiunto il punto di rottura”: è il commento di Amnesty international all’arresto di due leader dell’opposizione nella capitale Caracas. Nelle prime ore del mattino, agenti dei servizi d’intelligence venezuelani privi di mandato hanno prelevato dalle loro abitazioni Leopoldo López, leader del partito di opposizione Volontà popolare, e Antonio Ledezma, sindaco di Caracas. Entrambi erano stati trasferiti dal carcere agli arresti domiciliari per motivi di salute. “L’amministrazione Maduro sta mandando un messaggio terrificante a tutta la popolazione del Venezuela: il dissenso, in qualunque forma, non sarà tollerato”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty International per le Americhe. “L’orologio corre veloce e il tempo si sta esaurendo perché le autorità del Venezuela invertano il loro approccio alla libertà d’espressione. L’alternativa è semplicemente agghiacciante”, ha commentato Guevara-Rosas. López, prigioniero di coscienza, stava scontando una condanna per incitamento alla violenza nel corso delle proteste antigovernative del 2014, mentre Ledezma era stato arrestato nel 2015 con l’accusa di cospirazione. “Il governo venezuelano deve garantire che López e Ledesma abbiano completo accesso ai loro avvocati e nei loro confronti si applichino le regole del giusto processo”, ha concluso Guevara-Rosas.

+++ Venezuela: mons. Azuaje (Trujillo), “rispettare le istituzioni legittime e rilasciare i prigionieri politici” +++

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 18:41

“È molto triste che non si offrano al nostro popolo strade di speranza ma di sottomissione ad un destino che non offre né pace, né democrazia, né pane né lavoro dignitoso”.”Si rispettino le istituzioni legittimamente costituite secondo la nostra legge costituzionale e si rilascino i prigionieri politici”: così mons. Castor Oswaldo Azuaje, vescovo di Trujillo, in un messaggio vocale inviato al Sir, commenta l’acutizzarsi della crisi in Venezuela, in seguito alla votazione, il 30 luglio di una Costituente che i vescovi venezuelani hanno sempre definito “non necessaria e fraudolenta”. “La Costituente è stata una risposta gravissima ad una crisi gravissima che colpisce a tutti i livelli la nostra società – afferma mons. Azuaje – e che si riflette nell’aumento della povertà, la fame, l’insicurezza e la mancanza di salute e medicine. I quattro mesi di protesta hanno portato dolore in molte famiglie di venezuelani con più di 120 morti, numerosi detenuti e feriti ingiustamente”. “La polarizzazione – osserva -, che la Costituente non frenerà, minaccia di esacerbare ancora di più le posizioni non conciliabili che hanno prodotto finora odio e vendetta nel nostro pacifico Paese. Questo non è il modo giusto per condurre un Paese su un cammino di pace e rispetto della democrazia”. Tanti venezuelani, soprattutto giovani, “hanno preferito abbandonare, non senza lacrime, la propria terra, per cercare un presente e un futuro migliore” e tanti sono stati “protagonisti delle proteste”: “La repressione degli organismi statali incaricati di mantenere l’ordine pubblico nei loro confronti è stata molto violenta”, denuncia il vescovo. “Invito il governo del Venezuela, l’opposizione, a chi pensa in un modo o nell’altro, per il bene della nazione, ad abbandonare gli atteggiamenti agguerriti, e cercare veramente il modo migliore per dirigere il destino del Paese e risolvere i problemi”, afferma il vescovo, chiedendo di “convocare appena possibile elezioni regionali e nazionali, libere e democratiche”.

100 anni dalla “inutile strage”: ordinariato militare, oggi sul sito web ampio spazio dedicato alla ricorrenza

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 18:20

Nel centenario della Lettera di Benedetto XV ai capi dei popoli belligeranti (1° agosto 1917), il portale web dell’ordinariato militare per l’Italia dedica oggi ampio spazio alla ricorrenza. “Per la riflessione e l’approfondimento – si legge in una nota – propone l’articolo del presidente della Conferenza episcopale italiana, card. Gualtiero Bassetti, attinente la storica lettera, pubblicato dall’Osservatore Romano”. Sono stati anche pubblicati il testo integrale della Lettera di Benedetto XV e l’Epistola di Papa Della Chiesa al card. Serafino Vannutelli, decano del Sacro Collegio cardinalizio, nella quale “vengono attribuite ai cappellani militari chiamati alle armi, ampie facoltà per la celebrazione della Messa e l’assistenza ai moribondi”. Viene inoltre riproposto il testo del paragrafo dedicato all’“inutile strage” tratto dalla Lettera che l’ordinario militare, mons. Santo Marcianò, inviò ai cappellani, ai militari e a tutti i fedeli a 100 anni all’inizio della Prima Guerra mondiale e in occasione del pellegrinaggio di Papa Francesco al Sacrario militare di Redipuglia, nel settembre 2014. In quell’occasione, Marcianò ricordò che “quella guerra, come ogni guerra, era davvero l’‘inutile strage’ di cui Benedetto XV, eletto proprio a poche settimane dall’inizio della Grande Guerra, parlò, offrendo una definizione rimasta nella memoria e nella storia”. “Bisogna riconoscere – aggiunse – che la pace delle vittorie e dei ‘trattati’ stipulati dopo la Grande Guerra era troppo fragile”. Secondo Marcianò, “la pace dei trattati e della vittoria non basta”. “Non basta la pace dei confini riconquistati”, quella di “un ‘controllo’, esercitato con la forza e illuso di tenere a bada le ingiustizie e le rivendicazioni dei popoli”, e “neppure la pace della difesa, specie se continua ad essere alimentata dall’iniquo commercio delle armi”. “Pare che la Prima Guerra mondiale abbia provocato tra i 15 e i 17 milioni di morti e più di 20 milioni tra feriti e mutilati. Pur essendo tali numeri spaventosi, non è semplicemente questione di numeri: nessuna posta in gioco, infatti, potrebbe valere una sola vita umana”. “La guerra è molto di più. Dunque, la pace è molto di più”.

Cassazione su esplusione migrante disabile: Gambino (Scienza & Vita), “diritto alla salute non può essere violato da leggi Stato; è principio che va oltre il caso singolo”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 18:02

“Estremamente importante e condivisibile la decisione con cui i giudici di legittimità ritengono prevalente il diritto inviolabile alla salute di un soggetto disabile anche davanti a un provvedimento di espulsione dello stesso”. Lo afferma in una nota odierna il presidente di Scienza & Vita, Alberto Gambino, commentando la decisione della Cassazione, che ha bloccato il rimpatrio di un magrebino, da 30 anni nel nostro Paese, amputato della gamba sinistra e assistito dall’Inps perché in patria non riceverebbe la stessa assistenza che ha in Italia. “Si tratta però di un’affermazione che impegna la giurisprudenza a farne un’applicazione generale – sottolinea il presidente di Scienza & Vita – con la conseguenza che mai il diritto alla salute di chi versa in condizioni di fragilità può essere conculcato”. “Ciò non può che segnalare come nessuna legge dello Stato – conclude Gambino – possa stabilire interessi gerarchicamente sovraordinati alla salute di ciascun essere umano, anziano o bambino, anche con riferimento a istanze efficientiste che sempre più cominciano a trapelare in alcuni provvedimenti di politica sanitaria, non ultimo il ddl sul fine vita e biotestamento pendente in Senato”.

Salute: Unicef-Oms, “nessun Paese al mondo ha raggiunto pienamente gli standard per l’allattamento”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 17:40

In 194 Paesi del mondo, solo il 40% dei bambini più piccoli di sei mesi è esclusivamente allattato al seno, e sono solo 23 i Paesi che hanno un tasso di allattamento che supera il 60%. Sono alcuni dei dati diffusi oggi e contenuti in “The global breastfeeding scorecard”, il rapporto dell’Unicef e dell’Oms in collaborazione con il Global Breastfeeding Collective. Secondo il nuovo rapporto – si legge in una nota – “nessun Paese al mondo ha raggiunto pienamente gli standard per l’allattamento raccomandati”. Questo si tramuta, per esempio, nel fatto che “in Cina, India, Indonesia, Messico e Nigeria la mancanza di investimenti nell’allattamento causa la morte di circa 236mila bambini l’anno” con “perdite economiche per 119 miliardi di dollari”. “È stato dimostrato che l’allattamento porta benefici a livello cognitivo e di salute sia per i bambini sia per le madri”, prosegue la nota. “È particolarmente importante durante i primi 6 mesi di vita, aiuta a prevenire diarrea e polmonite, due tra le principali cause di morte tra i neonati”. Inoltre, “le madri che allattano hanno un rischio ridotto di soffrire di cancro alle ovaie e al seno, due delle principali cause di morte tra le donne”.
“L’allattamento – dichiara Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell’Oms – rappresenta per i bambini il miglior modo possibile per iniziare la vita”. “Il latte materno – aggiunge – è come un primo vaccino per i bambini, li protegge da malattie potenzialmente mortali e garantisce loro tutto il nutrimento di cui hanno bisogno per sopravvivere e crescere bene”. Lanciato in occasione dell’inizio della Settimana mondiale dell’allattamento, lo studio dimostra che “per aumentare al 50% il tasso globale di bambini sotto i 6 mesi allattati entro il 2025 è necessario un investimento annuo di soli 4,70 dollari per neonato”. Secondo il rapporto, “a livello globale, gli investimenti nell’allattamento sono troppo pochi. Ogni anno, i governi nei Paesi a basso e medio reddito spendono circa 250 milioni di dollari in programmi per l’allattamento, mentre i donatori forniscono solo altri 85 milioni di dollari”.

Venezuela: appello della figlia di Antonio Ledesma, “riterrò Maduro responsabile della sua integrità”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 17:37

Un appello per chiedere la liberazione del padre, il sindaco metropolitano di Caracas Antonio Ledesma, è stato lanciato su Twitter dalla figlia Vanessa Ledesma. “Purtroppo questa mattina mi sono svegliata con una sconvolgente notizia dalla mia famiglia in Venezuela – dice in un video -. Mio padre è stato sequestrato per la seconda volta dalla polizia politica. Un folto drappello di uomini ha fatto irruzione nella sua casa e lo hanno portato via con la forza. In questo momento non sappiamo dove si trova, se è sotto tortura”. Ieri sera Antonio Ledesma ha mandato un messaggio forte al popolo venezuelano. “Ma la risposta del dittatore Nicolas Maduro non lascia spazio al dissenso – prosegue Vanessa Ledesma -. Riterrò responsabile il presidente Nicolas Maduro dell’integrità fisica e morale di mio padre. Faccio un appello alla comunità internazionale di agire con forza contro il regime dittatoriale ma non contro un popolo che ha sete di giustizia e di libertà. Viva il Venezuela libero!”. Gli hashtag usati sono: #SOSVenezuela #LiberenALedezma

 

#01Ago Mio padre Antonio Ledezma è stato secuestrato sta notte! Faccio un appello alla comunità internazionale d'agire con forza! Aiuto! pic.twitter.com/omLoj7E75y

— Vanessa Ledezma (@vaneleca) August 1, 2017

 

Elezioni in Germania: appello dei vescovi, “liberare il mondo dall’incubo delle armi nucleari”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 17:21

In questi giorni in cui ricorre l’anniversario dei bombardamenti su Hiroshima e Nagasaki, la Conferenza episcopale tedesca lancia, in vista delle elezioni federali del prossimo 24 settembre, un appello per “liberare il mondo dall’incubo delle armi nucleari”. A dar voce al pensiero della Chiesa tedesca è Heinz-Günther Stobbe, membro della Commissione giustizia e pace e direttore del gruppo di lavoro “pace giusta”. Stobbe sottolinea la crescente proliferazioni delle armi nucleari. “La Chiesa tedesca – sottolinea Stobbe – si deve muovere affinché il governo federale abbandoni il suo attuale atteggiamento di gentile distacco da questi temi. Nessuno deve farsi illusioni, perché gli oppositori al movimento anti-nucleare sono potenti, persistenti e pieni di risorse. Serve un respiro democratico di ampio respiro per superare queste resistenze. Ma è proprio la Chiesa che non deve lasciarsi scoraggiare”. L’immagine del fungo atomico sopra Hiroshima e Nagasaki è diventato un simbolo, “il segnale dell’imminente autodistruzione del genere umano del 20° secolo”. Se durante la Guerra Fredda le armi nucleari sono prolificate sia in Occidente che in Oriente, “oggi – afferma Stobbe – il loro numero si è ridotto in modo considerevole. Ma a fronte di questo disarmo assistiamo ad un’ondata mondiale di modernizzazione sul fronte degli armamenti”. Se la minaccia di una guerra atomica sembra allontanarsi, rimane il fatto che “la terza guerra mondiale si sta consumando, per numero di vittime, attraverso tanti piccoli conflitti e guerre”. Secondo Stobbe è un controsenso il fatto che “il diritto internazionale vieti l’uso di armi biologiche e chimiche di distruzione di massa, e non vieti le armi nucleari”. È difficile da comprendere, secondo Stobbe, come alcuni Stati si arroghino il diritto di possedere armi nucleari, mentre altri non possono detenerle. “Il possesso di armi nucleari – afferma – cementa una divisione di potere e politica e rappresenta un permanente fattore di instabilità politica e militare”. Quello per il disarmo nucleare è l’ottavo appello che la Chiesa tedesca lancia durante la campagna elettorale in Germania. Ad aprire la serie, era stato in marzo il presidente della Commissione giustizia e pace, mons. Stephan Ackermann, vescovo di Trier, e successivamente Thomas Sternberg, presidente dello ZdK (Comitato centrale dei cattolici tedeschi).

Migranti: Centro Astalli, “accordi con Libia mettono in pericolo migliaia di persone”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 17:05

Le politiche di accordi con la Libia mettono “in condizione di pericolo e morte migliaia di persone”: il Centro Astalli, servizio dei gesuiti per i rifugiati in Italia, esprime oggi “seria preoccupazione” per la situazione dei migranti nel Mediterraneo e punta il dito contro la “sostanziale indifferenza da parte degli Stati membri e dell’Unione europea”. Il Centro Astalli chiede che il salvataggio in mare sia “garantito, organizzato e potenziato”: “Il ruolo delle ong deve essere supportato e ampliato con un impegno nazionale e sovranazionale più consistente. Neanche un morto nel Mediterraneo sia la priorità di tutte le istituzioni coinvolte”. Invita a “non fare accordi che impediscono ai migranti di lasciare una Libia altamente instabile, insicura e in cui le garanzie di rispetto dei diritti umani sono largamente insufficienti. Ancor meno si possono respingere o deportare in Libia migranti intercettati in mare, in violazione delle basilari norme sulla protezione internazionale”. “Non è tentando di rimuovere la migrazione dal Mediterraneo che si risolve l’emergenza in cui si trovano milioni di persone costrette a lasciare la loro terra a causa di guerre, persecuzioni ma anche di povertà estrema e disastri ambientali – afferma -. È inaccettabile che le politiche recenti siano volte a spostare altrove i migranti anziché lavorare sulle cause all’origine di una mobilità umana senza precedenti nel mondo ma che tocca l’Europa solo in piccola parte”.
Il Centro Astalli chiede nuovamente a istituzioni nazionali ed europee “vie legali di accesso per quanti si trovano nella condizione di dover chiedere protezione internazionale in Europa”; “quote di ingresso di lavoratori stranieri in Italia per infliggere un duro colpo al traffico, allo sfruttamento, alla tratta di esseri umani”; “rispettare la Convenzione universale sui diritti dell’uomo e la Convenzione di Ginevra sullo status di rifugiato e di non stipulare accordi con chi non rispetta e non ha recepito nel proprio ordinamento tali norme”. “Da settimane – osserva padre Camillo Ripamonti, presidente del Centro Astalli – la cosiddetta emergenza migranti viene affrontata come una guerra da ingaggiare contro un nemico da sconfiggere. La classe politica di questo Paese lavori per la pace, ritrovi il senso del proprio agire nella storia della democrazia e nella cultura del diritto su cui si fonda la nostra civiltà”.

Tribunali per i minorenni: “plauso” delle associazioni per lo stralcio della norma sull’abolizione dalla riforma del processo civile

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 17:01

Sos Villaggi dei Bambini, Cnca, Cncm, Cismai, Agevolando e Progetto Famiglia esprimono “viva soddisfazione per la decisione presa dal ministro della Giustizia, Andrea Orlando, di stralciare la norma relativa all’abolizione del Tribunale per i minorenni dalla riforma del processo civile attualmente in esame”. “Questa decisione – sostengono le associazioni – è segno di capacità di ascolto e di riconoscimento dell’importanza del confronto con chi è quotidianamente impegnato sul campo per una tutela giuridica davvero a misura di bambino e delle famiglie”.
SSos Villaggi dei Bambini, Cnca, Cncm, Cismai, Agevolando e Progetto Famiglia, consapevoli dell’esigenza di superare le attuali criticità, confermano la loro disponibilità a collaborare con le Istituzioni “per un miglioramento del sistema di giustizia minorile”.

Venezuela: Amnesty, “atti di violenza mostrano indifferenza governo verso i diritti umani”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 16:49

“Il drastico incremento dell’uso illegale della forza, le decine di arresti arbitrari e l’uccisione di almeno 10 persone, insieme ad altri preoccupanti attacchi contro la popolazione del Venezuela registrati nel fine-settimana”, confermano per Amnesty International “il continuo deterioramento della situazione dei diritti umani nel Paese”. “Il presidente Maduro e il suo governo sembrano vivere in un universo parallelo”, ha dichiarato Erika Guevara-Rosas, direttrice di Amnesty international per le Americhe. “Le autorità non possono continuare a ignorare la tensione e la violenza in corso e dovrebbero rispondere alle pressanti necessità dell’intera popolazione, compresi coloro che non sono d’accordo col governo”, ha aggiunto Guevara-Rosas. “L’uso della forza letale deve cessare immediatamente – chiede Amnesty -. Le autorità devono svolgere indagini imparziali, da parte di magistrati civili, su tutti i casi di violenza, a prescindere da chi ne sia stato responsabile. Devono essere intraprese azioni immediate per porre fine agli arresti arbitrari, alle uccisioni e alle altre gravi violazioni dei diritti umani”. Secondo l’ufficio della procura generale venezuelana, nel giorno delle elezioni per l’Assemblea costituente sono morte almeno 10 persone, ragazzi inclusi. Sono stati inoltre riferiti attacchi indiscriminati contro cittadini venezuelani, tra cui colpi d’arma da fuoco e lanci di gas lacrimogeni in zone residenziali e nei pressi degli ospedali, oltre a decine di feriti vittime di soldati, agenti di polizia e gruppi armati civili.

Cadavere fidanzata in auto: don Runditse (ex parroco), “una tragedia indescrivibile” e “senza giustificazioni”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 16:37

È “una tragedia indescrivibile” e “senza giustificazioni”. Così don Emmanuel Runditse, ex parroco a Dignano prima di assumere la guida della comunità parrocchiale di Majano, nell’udinese, commenta l’omicidio di Nadia Orlando, la 22enne di Vidulis di Dignano, uccisa nella notte tra il 31 luglio e il 1° agosto, dal fidanzato Francesco Mazzega, di Spilimbergo, ma originario di Muzzana del Turgnano, classe 1981. Dopo averla strangolata, il giovane avrebbe vagato per ore con il corpo senza vita della fidanzata in auto, prima di arrivare, stamattina, alla sede della Polstrada di Palmanova, dove si è costituito. Don Runditse ricorda bene la ragazza, che era “sveglia e molto propositiva”. “Nadia – ha raccontato il sacerdote al settimanale diocesano di Udine ‘La Vita cattolica’ – ha fatto la chierichetta per tanti anni, era molto assidua, così anche a catechismo. Imparava tanto e velocemente, era attenta e interessata. Faceva parte del coro dei piccoli ed era coinvolta in tante iniziative”. Don Runditse invita a ricordare Nadia, a farla “rivivere”, e si rivolge soprattutto ai coetanei della ragazza. “Guardiamo oltre l’apparenza, nella nostra cerchia di amici e familiari, cerchiamo di captare i segnali che arrivano da chi frequentiamo – la violenza non è mai un fulmine a ciel sereno – e se siamo noi in difficoltà, chiediamo aiuto”, aggiunge. Alla domanda se si può perdonare chi ha spezzato una vita, il sacerdote ammette che “umanamente, è molto difficile”. “Si può soltanto immaginare la profonda sofferenza di una mamma e di un papà che perdono la figlia in questo modo, ma il Signore ci chiede anche questo perdono. Senza perdono, cosa facciamo?”.

Cultura: Spoleto, mostra “Tesori dalla Valnerina” prorogata fino al 5 novembre. Esposte trenta opere salvate dal terremoto e restaurate

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 16:22

Grazie al grande successo di pubblico, con oltre 16mila visitatori, è stata prorogata la mostra “Tesori dalla Valnerina” alla Rocca Albornoziana – Museo nazionale del Ducato di Spoleto che sarà visitabile fino al 5 novembre 2017. Trenta le opere esposte, tutte tratte in salvo, e già restaurate dal recente sisma del Centro Italia, volute per questo dalla Regione Umbria insieme al ministero dei Beni e delle attività culturali e del turismo, arcidiocesi di Spoleto-Norcia, comune di Spoleto, comune di Cascia, comune di Norcia, comune di Preci e comune di Sant’Anatolia di Narco. Si tratta di sculture, dipinti, manufatti, oggetti di oreficeria, arredi e volumi sacri che, affermano gli organizzatori, “focalizzano il racconto, personale e partecipato, di luoghi e percorsi storici, restituendo una visione della ricchezza artistica di questo straordinario territorio”. L’evento si inserisce nel programma “Scoprendo l’Umbria”, promosso dalla Regione Umbria per sostenere e valorizzare le attività dei musei, un’esperienza autentica da vivere in oltre 170 tra musei, ecomusei e siti archeologici. La card consegnata con il biglietto della mostra permette, infatti, di ricevere biglietti ridotti e sconti in molti musei dell’Umbria e nei principali Festival (indicazioni sul sito www.scoprendolumbria.it). La mostra è a cura di Marica Mercalli, Antonella Pinna e Rosaria Mencarelli. La produzione è affidata a Sistema Museo.

Codice condotta Ong: Asgi, “atto in contrasto con diritto internazionale, condivisibile il rifiuto di firmare”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 16:01

Il Codice di condotta per le Ong “non è un atto avente valore di legge, né una disposizione regolamentare, emanata in attuazione di una norma primaria. Per di più si rivolge ad una pluralità di soggetti non gerarchicamente collegati con la pubblica amministrazione. Si tratta in sostanza, di una proposta di accordo, che, come tale, necessita quel coinvolgimento paritario delle parti che invece è clamorosamente mancato”. L’Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione) esprime oggi “grave sconcerto” per le modalità di conduzione e di conclusione della vicenda relativa al Codice di condotta per le Ong che effettuano i salvataggi in mare.  “La mancata sottoscrizione – sottolineano i giuristi – non può avere alcuna conseguenza giuridica: non sarà legittima alcuna reazione del Governo nei confronti delle Ong non firmatarie se non nei casi e nei limiti già sanciti dalle norme nazionali e internazionali”. L’Associazione evidenzia “serie problematiche giuridiche relativamente al rispetto del diritto internazionale del mare, in contrasto sia con l’obbligo di garantire lo sbarco in un porto sicuro alle persone salvate, sia gli obblighi derivanti dal diritto internazionale in materia di asilo”. Secondo l’Asgi “parte rilevante delle proposte contenute nel cosiddetto codice di condotta appaiono del tutto superflue poiché si limitano a ribadire positive prassi operative già attuate da tempo”. Perciò le motivazioni delle Ong che hanno rifiutato di firmare il codice sono per l’Asgi “ampiamente ragionevoli e condivisibili”.
In particolare, “il rifiuto della richiesta di non effettuare trasbordi da una nave all’altra è del tutto doveroso e pienamente conforme agli obblighi imposti dalle norme sul soccorso”. Anche il rifiuto di consentire sempre la presenza a bordo del personale di polizia “è del tutto comprensibile e giustificabile proprio in quanto l’attività di soccorso umanitario deve potersi svolgere in condizioni di piena autonomia, non essendo per nulla in contrasto con il vincolo della piena collaborazione, attiva ed indiscussa da anni, con le autorità investigative per l’individuazione dei trafficanti”. In più, aggiunge l’Asgi, “è eticamente inaccettabile che il Ministero dell’Interno abbia oscuramente prospettato gravi conseguenze nei confronti di quelle organizzazioni, tra le quali figura Msf, Premio Nobel per la Pace, che non hanno sottoscritto il cosiddetto codice di condotta”. L’Asgi conclude ricordando che “è illegittimo e può costituire grave violazione di legge anche penale impedire l’accesso ai porti da parte di una imbarcazione che trasporta persone soccorse in mare”.

Perdono di Assisi: mons. Sorrentino (vescovo), “l’esperienza interiore della misericordia aiuta le persone a vivere un atteggiamento di vicinanza e solidarietà”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 15:38

“I frutti del Giubileo del Perdono sono interiori e non si possono quantificare, ma devo dire che l’espressione anche visibile ed esterna di essi in diocesi l’abbiamo sentita”. Lo dice al Sir mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, parlando dell’VIII centenario del Perdono di Assisi, giubileo inaugurato il 2 agosto dello scorso anno. “Mi pare di toccare con mano – racconta il presule – i frutti del perdono, quando vedo crescere la generosità, la disponibilità, l’attenzione agli altri. In diocesi sono tanti i percorsi di carità e misericordia che sono attivati non solo sul versante della Caritas, ma anche su quello del nostro progetto di rinnovamento della parrocchie con le piccole comunità, le ‘Comunità Maria famiglia del Vangelo’, che si interrogano anche sulla carità a partire dal Vangelo e diventano luoghi di reciproca disponibilità, apertura, sostegno a chi vive particolari difficoltà”. “Sì – continua mons. Sorrentino -, l’esperienza interiore della misericordia, del perdono e dell’indulgenza aiuta le persone a vivere in fraternità, e questa è segno inconfondibile di ciò che la grazia compie nell’intimo”.
Ricordando, poi, la recente inaugurazione del Santuario della Spogliazione, dove San Francesco “diede la testimonianza della sua radicalità evangelica ed espresse la gioia che il cristiano sa sperimentare persino di fronte a Sorella Morte”, mons. Sorrentino conclude: “Rimanere nel solco che Francesco ha scavato ad Assisi è il nostro compito e il nostro futuro”.

Perdono di Assisi: mons. Sorrentino (vescovo), “siamo nell’orizzonte della misericordia”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 15:20

“È stato provvidenziale che questo anno speciale si sia innestato sull’Anno della Misericordia, indetto da Papa Francesco, il quale, il 4 agosto 2016, ci fece anche dono della sua presenza”. Lo spiega al Sir mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, parlando dell’VIII centenario del Perdono di Assisi, giubileo inaugurato il 2 agosto dello scorso anno. “Siamo nell’orizzonte della misericordia – sottolinea il presule -: Francesco volle questo, ottocento anni fa, per le persone impossibilitate ad andare nei luoghi allora designati per ricevere l’indulgenza. Volle che questo dono fosse disponibile anche qui ad Assisi, nel centro della sua stessa spiritualità, la Porziuncola , luogo dove egli si intratteneva in preghiera e dove plasmava la sua fraternità. Per questo luogo santo egli chiese una sovrabbondanza di grazia: Di questo infatti si tratta, quando si parla di indulgenza. Il perdono di Dio lo riceviamo ogni qualvolta chiediamo perdono dei nostri peccati e, se sono gravi, li confessiamo. Oltre i peccati, ci sono i residui che essi lasciano in noi, residui da cui liberarci, in questa vita o nell’altra. La teologia classica ne parla in termini di pene temporali”. Perciò, chiarisce l’arcivescovo, “occorre chiedere al Signore la grazia, che ci aiuti a rinnovare la nostra vita in maniera integrale. Un rinnovamento fatto per darci gioia: non a caso San Francesco, con il suo stile fiorito, si espresse così: ‘Voglio mandarvi tutti in Paradiso’. Il Poverello sperimentava il Cielo nel suo cuore, perché il Paradiso non è cosa lontana, ma è la vita di Dio in noi. E desiderava che tutti avessero la sua gioia”.
La Porziuncola, evidenzia mons. Sorrentino, “c’è per questo: è sorgente di perdono, di misericordia, di gioia. Ne vengono toccate tante persone, che vengono qui in questa circostanza e nel corso di tutto l’anno”. Il fatto, poi, di poter chiudere quest’Anno speciale anche con la presenza del cardinale segretario di Stato vaticano, Pietro Parolin, “in qualche modo rinnova la presenza e la vicinanza di Papa Francesco, è per noi di particolare gioia e incoraggiamento”.

Pontificio Seminario Maggiore: fratel Faraghini rettore. Piccoli fratelli Jesus Caritas, “una novità che ha spiazzato tutti”

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 15:18

“La notizia circa la richiesta esplicita di Papa Francesco di affidare a fratel Gabriele la guida della formazione dei futuri presbiteri nel Seminario Romano è stata per la nostra piccola fraternità un ‘fulmine a ciel sereno’, senz’altro la novità che ha letteralmente spiazzato tutti”. È quanto riferisce fratel Oswaldo Curuchich Tuyuc, piccolo fratello di Jesus Caritas, riguardo la nomina di fratel Gabriele Faraghini, vicario generale dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, a rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. Sul sito web della Congregazione che si ispira all’esempio di frere Charles de Foucauld, fratel Curuchich Tuyuc, afferma che “Gabriele non è un prete straordinario, ma uno che cerca sempre di fare del suo meglio”. “Non è amante dei social network – aggiunge – perché preferisce gli incontri a tu per tu con le persone, piccoli e grandi che siano, vicini o lontani dalla Chiesa”. Curuchich Tuyuc evidenzia poi che il nuovo rettore “non è un grande appassionato dei ‘piani pastorali’, perché con Charles de Foucauld sostiene che ‘bisogna lasciarsi guidare dalle circostanze e dall’aiuto di Dio’”. “Tutto questo Papa Francesco lo sa – commenta – ma non ha fatto una piega, dicendo che il presbitero deve saper vivere in fraternità, pregare e amare la gente. Il resto viene da sé”. Curuchich Tuyuc ricorda poi che durante il Capitolo generale dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas appena concluso, fratel Gabriele ha presentato una relazione a proposito dell’essere un piccolo fratello presbitero in parrocchia. In quella occasione Faraghini aveva parlato della “gratuità della presenza. Vivere in pura perdita, senza tornaconti, solo stando lì”. “Imitare Gesù nella vita quotidiana di Nazaret – ha aggiunto – è stare in un posto e condividere la vita con chi è lì. Fare amicizia con la gente: questa è stata l’attività di frère Charles nel deserto del Sahara. Qualcuno l’ha definita la ‘pastorale del tè’. È stata umanamente parlando una perdita di tempo e pastoralmente – secondo alcuni nostri metri di valutazione – un fallimento”. “Del resto anche Gesù non è stato un grande pastore se consideriamo i risultati” ma “se invece ci poniamo dal versante dell’amore, Gesù è stato il pastore che ha dato la vita per le pecore”.

Diocesi: Roma, fratel Gabriele Faraghini nuovo rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 15:12

Fratel Gabriele Faraghini, vicario generale dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas, è il nuovo rettore del Pontificio Seminario Romano Maggiore. La nomina, avvenuta alla fine di giugno, è stata confermata dal Capitolo generale della Congregazione e annunciata ufficialmente ieri, lunedì 31 luglio. Nato a Roma il 21 novembre 1965, Faraghini è stato ordinato presbitero per la diocesi di Roma il 16 maggio del 1992. Dal 1992 al 1997 è stato vicario parrocchiale nella parrocchia Sant’Ugo. Nel 2001 ha emesso la professione dei voti perpetui nella fraternità dei Piccoli Fratelli di Jesus Caritas che, rifacendosi all’esempio di frere Charles de Foucauld, si consacrano in modo particolare all’annuncio del Vangelo scegliendo di farlo nel servizio alla Chiesa locale. Faraghini succede a don Concetto Occhipinti, rettore dal 24 giugno 2011, che assume l’incarico di parroco a sant’Ireneo a Centocelle al posto di don Tonino Panfili, nuovo vicario episcopale per la vita consacrata.

Libia: Pinotti, navi di “Mare sicuro”, no spese aggiuntive previste

Agensir.it - Tue, 2017-08-01 14:49

(DIRE – SIR) – “Le operazioni saranno in affiancamento con le autorità libiche, non si configura alcuna invasione delle competenze nazionali. Le navi utilizzate saranno quelle già previste dall’operazione ‘Mare Sicuro’, quindi non comporterà alcuna spesa aggiuntiva”. Lo dice il ministro della Difesa Roberta Pinotti in audizione di fronte alle commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato. (www.dire.it)

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