Feed aggregator

Finanza: Firenze, venerdì e sabato il Festival “Novo Modo” per un “nuovo modello di sviluppo integrale e universale”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 19:26

“Cambiare la finanza per cambiare l’Europa”: è il titolo della 4ª edizione del Festival “Novo Modo”, due giorni di incontri e dialogo, promossi da Fondazione Finanza Etica, con il patrocinio della Regione Toscana, che si svolgeranno venerdì 1° e sabato 2 dicembre a Firenze. “Tornare a separare l’attività finanziaria dall’attività commerciale è determinante per cambiare radicalmente non solo l’atteggiamento delle banche, ma anche il ciclo economico”, afferma Giulio Romani, segretario generale di First Cisl, alla vigilia del Festival, che lo vedrà confrontarsi il 2 dicembre con alcuni esponenti della commissione d’inchiesta sulle banche. “L’auspicio – aggiunge Romani – è che l’esito della commissione d’inchiesta spinga la politica a cambiare l’impostazione della normativa bancaria, conferendo maggiori poteri alla Consob e alla Banca d’Italia e regolamentando la retribuzione dei manager, non solo con l’applicazione di tetti, ma anche legandola alla realizzazione di risultati che tengano insieme il reddito della banca con quello sociale, in modo da incentivare la qualità e non la quantità del credito, premiare una distribuzione dei finanziamenti coerente con il tessuto economico e sociale del territorio e valorizzare la tenuta di valore dei risparmi, la crescita occupazionale e il sostegno agli investimenti”. Per Romani, “altrettanto necessaria è la definizione del reato di disastro bancario, che preveda un’azione penale obbligatoria a fronte al default di una banca, con pene aggravate in caso di danno alla pubblica amministrazione, al risparmio privato e all’occupazione”.
“Il tema di quest’anno di Novo Modo ci permette di evidenziare che i guasti sociali e umani di un’economia senza controllo possono essere sanati da un nuovo modello di sviluppo che sia integrale e universale”, dichiara don Andrea La Regina, responsabile nazionale Macro-Progetti di Caritas Italiana. “Dal basso – prosegue La Regina – possiamo non solo proporre ma reclamare diritti sociali e promozione di un’economia solidale capace di coinvolgere e responsabilizzare e di contrapporsi alla società dello ‘scarto’ attivando processi di inclusione”. Novo Modo è organizzato da Fondazione Finanza Etica, con il patrocinio della Regione Toscana, promossa da Acli, Arci, Banca Etica, Caritas Italiana, Cisl, Fairtrade Italia, Ctm Altromercato, First Social Life, Fondazione Culturale Responsabilità Etica, Legambiente, Libera – Associazione, nomi e numeri contro le mafie, Made in World, Next Nuova economia per tutti, Scuola di economia civile, Polo Bonfanti Lionello. Info:www.novomodo.org.

Migrazioni: task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Onu “per salvare e proteggere vite umane”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 19:20

Nascerà “una task force congiunta tra Unione europea, Unione africana e Nazioni Unite per salvare e proteggere vite di migranti e rifugiati lungo le rotte e in particolare in Libia, accelerando il ritorno volontario assistito ai Paesi di origine e il reinsediamento di chi ha bisogno di protezione internazionale”. La decisione, comunicata con una nota stampa congiunta delle tre istituzioni, è stata presa oggi a margine del summit Ue-Ua in corso ad Abidjan dal segretario dell’Onu, Antonio Guterres, dal presidente della commissione dell’Ua, Moussa Faki Mahamat, e dal presidente della Commissione europea Jean-Claude Juncker con l’Alto rappresentante dell’Ue per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Federica Mogherini. I quali si sono incontrati per “discutere passi concreti” con cui “affrontare insieme la drammatica situazione di migranti e rifugiati vittime delle reti criminali, soprattutto in Libia”. La task force dovrà “basarsi, ampliare e accelerare il lavoro già portato avanti dai Paesi di origine e dall’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim), con finanziamenti dell’Unione europea, lavoro che da gennaio ad ora ha permesso il ritorno volontario ai Paesi di origine di 13mila migranti”, spiega la nota.
Onu, Ua e Ue hanno deciso che la task force lavorerà insieme alle autorità libiche e “sarà parte del lavoro comune complessivo” che le tre istituzioni internazionali “intensificheranno per smantellare” le reti criminali e offrire “opportunità di sviluppo e stabilità nei Paesi di origine e di transito, affrontando le cause profonde della migrazione”. Dell’accordo fa parte anche la decisione di “aggiornare in modo sistematico la cooperazione trilaterale, incontrandosi regolarmente al più alto livello politico, in particolare a margine delle Assemblee generali delle Nazioni Unite”.

Villa Nazareth: mons. Celli (vice presidente Fondazione Tardini), “non dimenticate di accogliere e scambiare il talento”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 19:11

Ha scelto le parabole evangeliche della lavanda dei piedi e dei talenti per inaugurare l’anno accademico di Villa Nazareth, il vice presidente esecutivo della Fondazione Tardini, l’arcivescovo Claudio Celli. “Non dimenticate di accogliere e scambiare il talento”, ha detto mons. Celli, rivolto all’uditorio composto soprattutto da giovani e giovanissimi. Villa Nazareth fa parte dei collegi universitari di merito ed è diretta dalla Fondazione Comunità Domenico Tardini. Nata nel 1987 come collegio universitario, ha visto finora in media 20 studenti laureati con lauree magistrali ogni anno che, sul piano del profitto, si posizionano al di sopra della media nazionale in base alle statistiche di AlmaLaurea, grazie alla media di 109 come voto di laurea finale. Si tratta di una realtà particolare nel panorama universitario che eroga borse di studio a studenti e studentesse meritevoli, offre la residenza agli universitari che frequentano gli atenei romani e impartisce seminari e laboratori straordinari per la formazione interculturale e multidisciplinare. Per l’anno accademico appena inaugurato saranno 33 ragazzi e 39 ragazze a risiedere nel collegio. Molti di loro provengono da Paesi del Sud del mondo, così come è stato sottolineato durante l’incontro di presentazione, o dalle regioni del Meridione d’Italia. Altro dato molto positivo è il totale azzeramento dei casi di dispersione e abbandono dal momento che tutti gli studenti si laureano negli anni previsti.

Etica: Facoltà teologica Triveneto e Fondazione Lanza, da domani la IV edizione di “Dove va la morale?”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 19:10

Si apre giovedì 30 novembre la quarta edizione del ciclo di incontri “Dove va la morale?”, promosso da Facoltà teologica del Triveneto e Fondazione Lanza per riflettere sul futuro dell’etica in un tempo di cambiamento. Quest’anno, in particolare, l’attenzione sarà rivolta a “L’etica nello spazio ecumenico”, in percorso di quattro incontri che intende valorizzare, tra l’altro, quanto è emerso in occasione delle celebrazioni per i 500 anni della Riforma protestante. Al primo appuntamento, dal titolo “Liberati per servire”, alle ore 17, nell’aula tesi della Facoltà teologica del Triveneto (via del Seminario 7 a Padova). In dialogo con l’etica evangelica, interverranno Ilenya Goss, pastora valdese di Vicenza, e Giuseppe Quaranta, docente della Facoltà teologica del Triveneto; introduce e modera Simone Morandini.
“In un ambito di riflessione che si focalizzerà sulla dimensione ecumenica, le domande che si affacciano sono diverse – afferma il coordinatore Simone Morandini, docente di teologia alla Facoltà teologica del Triveneto e responsabile del progetto “Etica, filosofia e teologia” della Fondazione Lanza –. Innanzitutto cercheremo di capire come e fino a che punto le Chiese cristiane possono far interagire le rispettive differenti prospettive etiche per individuare parole morali da pronunciare assieme. Ci chiederemo poi come valorizzare le importanti convergenze già raggiunte nel dialogo, per sostenere credenti e comunità nell’adempimento della loro comune vocazione. L’ultimo passaggio riguarderà la domanda su come, in particolare, la prospettiva ecumenica possa contribuire a un’etica civile, per una convivenza buona nella pluralità”.

Papa in Myanmar e Bangladesh: domani Messa con i giovani a Yangon e arrivo a Dacca per incontri istituzionali

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 19:00

Domani, per il Papa, sarà il giorno del congedo dal Myanmar e dell’arrivo in Bangladesh, dove visiterà due luoghi-simbolo della nazione e incontrerà il presidente e le autorità, con i rispettivi due discorsi. Dopo il congedo dalla residenza, alle 9.15 (ore 3.45 di Roma), Francesco si trasferirà in auto alla St Mary’s Cathedral, la chiesa cattedrale della diocesi di Yangon e l’edificio di culto cattolico più grande di tutto il Myanmar – può contenere 1.500 persone – che ha resistito al terribile terremoto del 5 maggio del 1930 e ai bombardamenti giapponesi del 1941-42. La Messa con i giovani, ultimo momento pubblico in Myanmar, comincerà alle 10.15 (4.45) e sarà celebrata in latino, inglese e birmano, alla presenza di migliaia di giovani provenienti da tutto il Paese. L’omelia del Papa sarà in italiano, con traduzione alternata in birmano. Alle 12.45 (7.15) il trasferimento all’aeroporto di Yangon, da dove l’aereo papale decollerà alle 13.05 (7.35) alla volta di Dacca, capitale del Bangladesh, secondo Paese di destinazione del 21° viaggio internazionale di Francesco. La cerimonia di benvenuto, all’aeroporto di Dacca, comincerà all’arrivo, previsto per le ore 15 (10): il Papa sarà accolto dal presidente della Repubblica, Abdul Hamid, presenti anche alcune autorità politiche e civili, 10 vescovi del Bangladesh, 25 fedeli e 40 bambini che eseguiranno danze tradizionali. Non sono previsti discorsi. Alle 15.20 (10.20), il trasferimento al “National memorial” di Savar, a 35 chilometri da Dacca, luogo che ricorda il sacrificio dei martiri che hanno donato la loro vita per il Paese nella guerra di liberazione del 1971. Il Papa verrà accolto da sei autorità civili che lo scorteranno fino alla base del monumento dove è presente la Guardia d’onore. Deporrà una corona di fiori e firmerà il Libro d’Onore, prima di piantare un albero nel “Giardino della pace”. Alle 16.15 (11.15) il trasferimento al “Bangabandhu Memorial Museum”, monumento a Sheikh Mujibur Rahman, primo presidente del Bangladesh, considerato “padre della nazione”. In questo luogo, che era la sua abitazione, Rahman e 31 membri della sua famiglia vennero uccisi il 15 agosto del 1975, nel corso della guerra per l’indipendenza del Paese. Francesco sarà accolto nel museo da 5 familiari del “padre della nazione”, deporrà una corona di fiori e dopo la preghiera silenziosa firmerà il Libro d’Onore. Nel pomeriggio la parte istituzionale della visita: il Papa si trasferirà al palazzo presidenziale, nella zona sud di Dacca, alle 17 (12), per la visita di cortesia al presidente, in programma alle 17.30 (12.30), con l’incontro privato e lo scambio di doni. A seguire, alle 18 (13), l’incontro con le autorità, il Corpo diplomatico e la società civile, con il discorso del Papa preceduto da quello del presidente. Al termine, i due torneranno nella Credentials Home per la firma del Libro d’Onore. Alle 18.30 (13.30), il trasferimento alla nunziatura apostolica, per la cena in privato.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “trasformare il deserto della solitudine in una foresta di relazioni”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:59

“Non è soltanto la solitudine, ma la paura della solitudine a causare tante difficoltà e problemi alla vita delle persone, a volte vere e proprie patologie”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, che sarà presentata stasera alle 20.45 nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. “La città degli uomini – aggiunge l’arcivescovo – è cambiata negli ultimi anni con grande rapidità. Nuove presenze, nuove situazioni, nuovi modi di vivere la fede, nuovi poveri, giovani diversi. C’è tanto di nuovo da vedere, da capire, con cui entrare in dialogo”. Nelle 80 pagine, alcuni passaggi sono dedicati alle dipendenze diffuse in città, “da quella temibili perché banalizzate della droga a quella antiche e nuove dell’alcool o dei giochi o di internet, della pornografia”. “Quanti giovani sono soli o si sentono soli, per la crisi della famiglia, per le difficoltà di relazioni con gli altri, per la solitudine fisica indotta dalla globalizzazione con l’irrompere della realtà virtuale. Ed è feroce quella generata dai social”. Da qui, l’invito a essere “famiglia per le persone sole”. “La sfida è rendere sempre più umana la città degli uomini, trasformare il deserto della solitudine, delle paure, in una foresta di relazioni”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “il rinnovamento non avviene solo per decreto amministrativo, ma da una prospettiva missionaria”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:57

“Il rinnovamento non avviene solo per decreto amministrativo, ma soprattutto coinvolgendo e valorizzando le risorse esistenti in una prospettiva missionaria”. Lo scrive l’arcivescovo di Bologna, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, che sarà presentata stasera alle 20.45 nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. Il presule indica alcuni numeri per quantificare la crisi di vocazioni. “Un terzo dei nostri presbiteri ha più di settantacinque anni, alcuni preti hanno sette parrocchie”. Con inevitabili ricadute: “Qualche comunità si sente abbandonata; altre hanno cercato di rendere questa assenza una risorsa”. La risposta a queste difficoltà, secondo mons. Zuppi, risiede nell’apertura delle porte. “Tutta la Chiesa, popolo di discepoli-missionari, trova la sua identità nell’uscire più che nel riassetto interno. C’è una ‘conversione pastorale’ da realizzare – sottolinea citando Papa Francesco -, dal ricevere all’uscire, dall’aspettare che vengano all’andare a cercare. Non possiamo rifugiarci in una minoranza chiusa e spaventata, che ha paura e si protegge dal mondo, ma possiamo diventare una comunità gioiosa, forte della Parola che sceglie di parlare con tutti”. L’arcivescovo mette in guarda da un rischio: “La Chiesa è ancora troppo clericale. I sacerdoti sono necessari, nel loro servizio indispensabili. Ma quello che serve a loro e a tutti è una Chiesa popolo e famiglia di Dio, è una Chiesa comunione. Quindi non laici clericalizzati o clero laicizzato, ma corresponsabilità e comunione”.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “la Chiesa è una madre, non una burocrazia che eroga servizi religiosi”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:55

Un invito a percorrere “la via della sinodalità”. Lo rivolge ai fedeli della diocesi di Bologna l’arcivescovo, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, ispirata dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus, che sarà presentata stasera, alle 20.45, nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. “La sinodalità è un esercizio pratico di comunione: ci aiuta a gustarla e desiderarla, a conoscerla e costruirla”, aggiunge. “Se non lo facciamo, facilmente andremo ognuno per conto proprio e diventeremo tutti più deboli”. L’arcivescovo mette in guardia dal “contrario” di sinodalità, e cioè “ridurre la comune preoccupazione per la nostra famiglia, che richiede tutto noi stessi e dalla quale impariamo ad amarci, a regole di condomino o a esercizi di democrazia”. “È contrario alla sinodalità – sottolinea mons. Zuppi nella lettera già diffusa con Avvenire – l’acredine con cui difendiamo le nostre ragioni, anche se giustificata dall’amarezza delle delusioni; l’affermazione delle proprie verità, la banale esibizione del proprio orgoglio, i soliloqui dell’egocentrismo e dell’affermazione di sé. È contro la sinodalità anche un’idea del prete con un ruolo a responsabilità individuale totalizzante, una specie di ‘protagonista’ solitario esecutore di pratiche pastorali”. Perché “la Chiesa è una madre e non una burocrazia che eroga servizi religiosi”, “una madre che sa avvicinarsi a tutti, partendo dai poveri e dagli scartati, che sa toccare i suoi figli, che sa abbracciarli con forza e continuità, che a tutti ha una parola da dire. Una madre che accoglie tutti senza giudicare nessuno, perché tutti sono figli”.

Ue-Africa: Raffaelli (Amref), “il vertice ad Abidjan un possibile punto di svolta. Bene l’Italia, ma bisogna fare sistema”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:54

Il vertice Africa-Europa ad Abidjan “rappresenta un possibile punto di svolta. Anche perché si svolge in un momento di difficile transizione per le due organizzazioni”, l’Unione europea e l’Unione africana. È il parere di Mario Raffaelli, presidente di Amref Health Africa-Italia ed ex sottosegretario agli Esteri, secondo il quale “terrorismo e emigrazione rappresentano due grandi sfide e due grandi opportunità. Purché, da parte europea, ci si convinca che la risposta al terrorismo non può consistere solo negli interventi militari (poiché ogni finanziamento in sicurezza dovrebbe essere accompagnato da un piano politico che non si esaurisca nel sostegno a regimi corrotti e dittatoriali) e che l’emigrazione non può costituire un’‘emergenza’ ma un problema strutturale con cui confrontarsi nei prossimi decenni”. L’unico modo per affrontare questa doppia sfida consiste “nell’aprire un circuito virtuoso dove, in cambio ad un impegno da parte africana, serio e rispettoso dei diritti umani, nel controllo delle frontiere e nella lotta al terrorismo, l’Europa fornisca investimenti crescenti e decisivi per l’educazione, per la creazione di posti di lavoro, per istituzioni più efficaci e trasparenti non solo nei paesi di transito ma anche in quelli di origine. Aprendo, nel contempo, corridoi umanitari e rotte legali per l’emigrazione”.
Per questo, prosegue Raffaelli, “bisogna mettere in campo non solo risorse finanziarie ma anche interventi innovativi, capaci di aiutare l’economia informale africana (fra il 25 e il 65% del Pil) a trasformarsi in formale, stimolando gli investimenti esteri attraverso la copertura del capitale di rischio delle imprese, favorendo il nuovo e promettente settore della cooperazione fra profit e no profit, individuando strumenti per favorire delle ragioni di scambio più eque e lungimiranti”. L’Italia, conclude, “è il Paese più interessato a un cambio di paradigma nelle relazioni euro-africane. E l’attivismo del Governo Gentiloni in questo senso è incoraggiante. Purché si sia consapevoli che, per giocare il ruolo proclamato, bisogna migliorare l’efficacia dei nostri strumenti e fare, una volta tanto, ‘sistema’”.

Corridoi umanitari: Ragusa, la diocesi accoglie domani una famiglia somala di sette persone

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:34

Domani mattina alle 04.30 atterrerà a Roma il primo gruppo di 25 profughi provenienti dall’Etiopia attraverso il corridoio umanitario promosso dalla Cei tramite di Caritas Italiana. Tra coloro che giungeranno in Italia anche due famiglie che saranno ospitate dalle Caritas diocesane di Ragusa e di Ventimiglia-Sanremo nell’ambito del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”. Ad accogliere i rifugiati, all’aeroporto di Fiumicino ci sarà anche il direttore della Caritas di ragusa, Domenico Leggio che li porterà a Ragusa insieme a Luciana Forlino dell’Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana. “Ieri – si legge in una nota – il nostro vescovo, Carmelo Cuttitta, in occasione del 2° anniversario dell’ingresso come pastore della diocesi di Ragusa, ha annunciato alla comunità l’avvio del corridoio umanitario e il coinvolgimento della nostra Chiesa”. A Ragusa arriverà una famiglia somala di sette persone (genitori più cinque bambini dai 2 ai 13 anni). Si tratta, prosegue la nota, “di una famiglia contadina, perseguitata dalle milizie islamiche che reclutano forzatamente gli uomini e violentano le donne, impedendo ai bambini di studiare. Sappiamo che una dei figli soffre di una grave malattia immunitaria e che sono estremamente poveri, non hanno vestiti, scarpe, valigie e nessun bene di valore. Ad Addis Abeba abitano in una baracca fatta di lamiera e di mattoni di fango, senza bagno, senza acqua potabile”. La famiglia abiterà presso la “Dimora del Battista”, messa a disposizione dalla cattedrale San Giovanni Battista. Al suo arrivo a Ragusa sarà accolto dal vescovo, dal vicario generale, don Roberto Asta, dal direttore dell’Ufficio Migrantes, don Rosario Cavallo, e dagli operatori e volontari Caritas.

Diocesi: Firenze, restaurato il pavimento a mosaico di epoca paleocristiana dell’area archeologica di santa Reparata nel duomo

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:24

A seguito di un attento restauro, è tornato visibile nella sua bellezza originale, una straordinaria testimonianza dell’antica Florentia, il pavimento in mosaico policromo di epoca paleocristiana della chiesa di santa Reparata nel duomo di Firenze. “Nel pavimento – si legge in una nota – spiccano la magnifica figura di un pavone, simbolo cristiano della resurrezione, e un’epigrafe con i nomi dei 14 donatori dei mosaici, divisi in base al numero di piedi romani finanziati”. “Il lavoro, durato un anno e mezzo – prosegue la nota – è stato eseguito dai restauratori dell’Opera di Santa Maria del Fiore, e ha interessato tutto il pavimento musivo dell’area archeologica, di circa 100 metri quadri, decorato a figure geometriche con esagoni, losanghe e nodi di Salomone”. Si tratta del pavimento della prima chiesa di santa Reparata, che vide la luce ai primi decenni del V secolo dopo Cristo. Il pavimento “presentava vari fenomeni di degrado dovuti sia al passare del tempo – distacco e sfaldamento delle tessere, lacune di varie dimensioni, depositi di sporco – sia a precedenti restauri. In particolare a questi ultimi sono riconducibili le numerose integrazioni con cemento, dannose per gli stessi mosaici, che sono state sostituite da malta, il più simile possibile a quella originale, poi incisa e ritoccata cromaticamente”. “Le nuove integrazioni, riconoscibili e facilmente rimovibili – conclude la nota – hanno così restituito leggibilità ai decori del pavimento”. Il restauro fa parte di una serie di interventi messi in campo dall’Opera di Santa Maria del Fiore in sinergia con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Firenze per migliorare la fruizione dei monumenti del duomo fiorentino.

Università Cattolica: Milano, sarà il ministro Padoan ad aprire venerdì la seconda edizione del ciclo “Colloqui sull’Europa”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:09

Sarà il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ad aprire venerdì 1° dicembre, alle 11, nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 – Milano) la seconda edizione del ciclo “Colloqui sull’Europa”. Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e l’introduzione di Massimo Bordignon, il ministro Padoan parlerà di “Prospettive per l’integrazione europea”. Il ciclo d’incontri, organizzato dal Dipartimento di Economia e finanza dell’Università Cattolica, intende “richiamare l’attenzione sia sul dibattito in corso per rilanciare l’Unione europea sia sulle numerose proposte di riforma avanzate dalla Commissione, dal Parlamento e da importanti Paesi membri, come la Francia – si legge in una nota -. Proprio l’elezione di Emmanuel Macron, con il suo programma fortemente europeista, ha aperto una finestra di opportunità, dove l’Europa deve mostrare di reagire alle pressioni attuali e di saper affrontare le nuove sfide: l’immigrazione, il terrorismo, la difesa, l’ambiente, la politica digitale”.

Fondi Ue: Moncalvo (Coldiretti), “i tagli all’agricoltura sono insostenibili”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:52

“Le ipotesi di taglio dei fondi destinati all’agricoltura (Pac) nel bilancio per l’Unione europea sono insostenibili per le imprese e per i cittadini europei che per il 90% sostengono la politica agricola a livello europeo per il ruolo determinante per l’ambiente, il territorio e salute secondo la Consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea”. Lo afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare le ipotesi di studio sul bilancio comunitario dopo il 2020 con scenari che vanno da una diminuzione dal 15% al 30% del loro budget attualmente disponibile. “Garantire un equo tenore di vita per gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – è un’esigenza fondamentale per la maggioranza dei cittadini (88%) che sottolineano come gli agricoltori ricevano solo una piccola quota del prezzo finale al consumo dei prodotti alimentari (97%)”. “Un indirizzo importante nelle scelte per il futuro della Politica agricola comune dove occorre però cambiare rafforzando tutte le misure che escludono la ‘rendita’ e premiando chi vive di agricoltura per puntare su un’assegnazione degli aiuti che consideri anche il contributo alla sostenibilità sociale e quindi all’occupazione, da parte delle imprese agricole”, ha affermato il presidente della Coldiretti nel sottolineare l’esigenza di “valorizzare la distintività delle produzioni, di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato”.

Migrazioni: a Roma un Forum nazionale “per cambiare l’ordine delle cose”, 800 partecipanti da 120 città

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:35

Idee e proposte da tutta Italia per cambiare le politiche migratorie e costruire una società più aperta e solidale: se ne discuterà nel primo Forum nazionale per cambiare l’ordine delle cose, convocato a Roma il 3 dicembre (Centro Congressi Frentani – Via dei Frentani, 4, ore 10.30-22) da Amnesty international Italia, Banca Etica, Medici per i diritti umani, Medici senza frontiere, Naga Onlus e ZaLab. Oltre 800 i partecipanti da 120 città italiane, persone che lavorano nell’accoglienza, nell’associazionismo e negli enti locali, che studiano e raccontano le migrazioni, che progettano e costruiscono pratiche di convivenza, che lottano ogni giorno in comitati e movimenti. “L’ordine delle cose che oggi governa il rapporto tra Europa e flussi migratori si basa sulla costruzione di uno spazio protetto, chiuso ed esclusivo che ha l’unico effetto di rendere più pericolosi gli arrivi e di produrre grandi violazioni e violenze e generare tensioni”, affermano i promotori. Attraverso tre gruppi di lavoro e sessioni plenarie, si confronteranno su scenari, prassi operative e strumenti interpretativi: “Siamo guidati dall’idea che il fenomeno migratorio ci riguarda tutte e tutti e che sia la questione dirimente della contemporaneità di fronte alla quale bisogna scegliere da che parte stare”. Tra gli interventi: Igiaba Sciego, Simone Siliani, Annalisi Camilli, Francesca Mannocchi, Dagmawi Yimer, Mamadou Kouassi. Il Forum è dedicato ad Alessandro Leogrande, studioso e narratore dei fenomeni migratori, morto improvvisamente a 40 anni il 26 novembre scorso.

Opera Don Orione: approvato in via definitiva lo statuto del Movimento laicale. “Riconoscimento ufficiale importante per tutta la Congregazione”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:18

La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica ha approvato in via definitiva, dopo cinque anni ad experimentum, lo statuto del Movimento laicale orionino (Mlo), l’organizzazione che raccoglie le varie associazioni e categorie di laici che condividono lo spirito e il servizio proprio del carisma di San Luigi Orione. Il riconoscimento canonico del Mlo come associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012 mentre risale al maggio del 1992 il Capitolo generale dell’Opera Don Orione durante il quale venne promosse la vocazione e l’organizzazione del Mlo come componente propria e autonoma della Famiglia carismatica orionina. “La vita di don Orione – dichiara padre Laureano De La Red Merino, consigliere generale dell’Opera Don Orione – documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente e li preparò per collaborare nelle sue opere, quindi la presenza dei laici, come singoli e come associazioni, è parte integrante della identità e della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Perciò questo riconoscimento ufficiale rappresenta un momento molto importante per tutta la nostra Congregazione”.

Natale: Fondazione Somaschi, invito a sostenere la campagna “Insieme per accogliere” per aiutare senza dimora, madri vittime di violenza, ragazzi ed ex tossicodipendenti

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:00

Per Natale sostenere la campagna “Insieme per accogliere” per supportare i diversi progetti di accoglienza. Lo chiede la Fondazione Somaschi, che metten al centro chi sta ai margini, continuando la tradizione dei Somaschi, che da oltre 500 anni, sull’esempio di San Girolamo Emiliani, offrono accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili a Milano. “Accogliamo chi ha bisogno, in strada e nelle nostre case – afferma Valerio Pedroni, responsabile sviluppo e relazioni istituzionali della Fondazione Somaschi onlus -. Lo facciamo con cura e tenerezza. Crediamo nel valore delle relazioni e nell’importanza di esserci, nella quotidianità. Difendiamo e promuoviamo la dignità ma guardiamo più in alto: vogliamo accompagnare le persone a gustare la bellezza della vita e dell’essere umano”. Per fare tutto questo, la Fondazione aiuta persone con diversi tipi di disagio, con attenzione alle nuove forme di povertà, offrendo loro accoglienza attraverso le modalità di intervento più appropriate, dall’aiuto in strada all’ospitalità in forma residenziale, con il supporto di operatori qualificati e studiando appositi percorsi in base alle potenzialità di ogni singola persona.
Con la campagna “Insieme per accogliere”, in particolare, è possibile “donare calore” alle oltre 60 persone senza fissa dimora che ogni giorno frequentano il centro diurno per un bicchiere di thè caldo con biscotti, potersi lavare e vivere momenti di aggregazione. Oppure si può scegliere di sostenere “Casa Primula”, una struttura protetta che ospita madri vittime di violenza con i loro figli, che qui possono ritrovare il calore e la bellezza della parola casa. Inoltre, è possibile “donare un futuro” ai bambini e ragazzi tra i 4 e 21 che vivono nelle case di accoglienza per crescere in un clima di serenità e affetto. Infine, si può sostenere “Fruttiamo la terra” un progetto di agricoltura solidale per dare una nuova possibilità per il futuro a persone che escono da un percorso di tossicodipendenza, favorendone l’inserimento sociale e lavorativo.

Migranti: Amnesty, “governo chiarisca su accuse del prefetto Morcone”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:58

Ieri, 28 novembre, di fronte alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, il prefetto Mario Morcone ha dichiarato che il rapporto “Hotspot Italia”, pubblicato da Amnesty International nel 2016, conterrebbe informazioni non veritiere in relazione all’uso della forza da parte della polizia nell’identificazione di migranti e richiedenti asilo. Il prefetto Morcone ha mosso accuse anche contro l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e il Commissario europeo per i diritti umani. Amnesty international conferma oggi il contenuto del rapporto e “rimane in attesa che il governo italiano chiarisca se e quali indagini abbia svolto per accertare che la realizzazione del cosiddetto ‘approccio Hotspot’ non abbia causato violazioni dei diritti umani e su quali basi il prefetto Morcone sostenga la tesi che le informazioni contenute nel rapporto ‘Hotspot Italia’ non sarebbero veritiere”. L’organizzazione per i diritti umani ricorda che anche organismi delle Nazioni Unite, “quali il Comitato sui diritti umani e il Comitato contro la tortura, hanno interrogato il governo su questa materia”. E nota come “l’attacco a organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali dedite alla salvaguardia della vita e dei diritti di rifugiati e migranti stia diventando una tattica sempre più frequentemente usata dal governo italiano per difendere le proprie politiche, anche quando queste risultino in palesi violazioni dei diritti umani”.

Siria: Unicef, “circa 200.000 bambini intrappolati sotto assedio a Ghouta orientale”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:53

La violenza, lo scarso accesso umanitario e i prezzi del cibo alle stelle stanno aggravando la malnutrizione tra i bambini nella parte orientale di Ghouta (Siria), sotto assedio. Circa 400.000 persone – la metà delle quali è stato stimato sono bambini – sono intrappolate nell’area, sotto assedio da metà del 2013. Lo denuncia in una nota l’Unicef che riporta i dati di una recente indagine condotta ad inizio novembre su 27 località nell’area orientale di Ghouta: l’11,9% dei bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta, oltre un terzo dei bambini dell’indagine soffre di rallentamenti della crescita, che aumenta i rischi di ritardi nello sviluppo, di contrarre malattie e di morire. I tassi di malnutrizione acuta tra i bambini molto piccoli sono tra i più alti. Madri di bambini con meno di due anni, secondo quanto riportato, hanno ridotto o interrotto l’allattamento a causa della loro scarsa nutrizione e della costante violenza. La rapida crescita dei prezzi del cibo di base e degli utensili per cucinare hanno reso per la maggior parte delle persone molto difficile preparare un pasto. Il prezzo di una porzione minima di pane costa 85 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco – che si trova a soli 15 chilometri di distanza. Ad agosto, il pane costava 24 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco. Oggi una bombola di gas a Ghouta orientale costa 300 dollari rispetto ai 44 nella capitale. “L’assedio deve essere interrotto per garantire subito l’assistenza salva vita di cui hanno bisogno”, ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Questo sensibile incremento della malnutrizione – se fossero necessarie ulteriori prove – conferma che l’acuirsi delle violenze e l’assedio hanno rovinato la salute dei bambini. Chiediamo un accesso umanitario senza impedimenti, incondizionato e sostenuto ai bambini in Siria, non importa dove essi trovino”.

Centro Televisivo Vaticano: anteprima internazionale del doc sulla Gendarmeria Vaticana a Buenos Aires

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:52

È in corso in questi giorni a Buenos Aires il Mercato dell’audiovisivo di Ventana Sur (27 novembre – 1° dicembre 2017), la più importante manifestazione del settore in America Latina. Venerdì 1° dicembre il Centro Televisivo Vaticano (Ctv) e il partner produttivo Officina della Comunicazione interverranno alla manifestazione per presentare gli ultimi progetti.
Evento di punta della Santa Sede al film market di Ventana Sur sarà la proiezione – al Cinemark Puerto Madero, ore 13 – in anteprima internazionale del documentario “Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana” firmato dal regista Cesare Cuppone, primo operatore papale del Ctv. Il film racconta da vicino la storia e il ruolo del corpo dei Gendarmi, chiamato a proteggere il Santo Padre in Vaticano ma anche nei suoi viaggi fuori dalla Santa Sede.
Alle 11.30, sempre del 1° dicembre, nell’Auditorium 1 della Pontificia Universidad Católica Argentina (UCA), Ctv e Officina della Comunicazione presenteranno la loro linea di produzione, le serie di documentari sull’arte sacra realizzati con il giornalista Alberto Angela, noto divulgatore scientifico per la Rai: “Divina Bellezza. Alla scoperta dell’arte sacra in Italia” (serie con 10 doc) e “Alla scoperta del Vaticano e Alla scoperta dei Musei Vaticani” (serie con 6 doc), in collaborazione con i Musei Vaticani, Rai Com e il gruppo Gedi. Alla tavola rotonda sono previsti gli interventi degli amministratori delegati di Officina della Comunicazione, Nicola Salvi ed Elisabetta Sola, così come del segretario della Commissione nazionale valutazione film della Cei, Sergio Perugini. La presenza di Ctv e Officina della Comunicazione al film market di Buenos Aires è resa possibile anche grazie al supporto della Società italiana degli autori ed editori – Siae.

Siria: card. Zenari (nunzio), “guardiamo con speranza a colloqui di Ginevra. Situazione umanitaria molto critica”. Ricostruzione? “Prima cessino i combattimenti”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:22

“Guardiamo con speranza a Ginevra e si prega che possa portare qualche frutto e smuovere la situazione che resta molto critica”. Così al Sir il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, parla dell’ottava tornata di negoziati, sotto l’egida Onu, per cercare una soluzione del conflitto siriano, in corso a Ginevra. Oggi nella città svizzera è giunta anche la delegazione governativa siriana guidata dal rappresentante permanente siriano presso le Nazioni Unite, Bashar al Jaafari. Già ieri le opposizioni, riunite nella Commissione siriana per i negoziati (Snc), avevano avuto un primo incontro con l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, confermando la volontà di avere colloqui diretti con il Governo. Passi che “inducono a sperare” anche se, ribadisce il rappresentante vaticano, “la strada per una soluzione politica resta lunga. Ma occorre tentare ogni via praticabile. Da questo punto di vista l’incontro negoziale è molto importante”. Sullo sfondo dei colloqui anche il tema della ricostruzione materiale e morale della Siria. “In questa fase è fondamentale – sottolinea il card. Zenari – che cessi la violenza. Ci sono ancora combattimenti qua e là. A venti chilometri da Damasco, a Ghouta, si combatte. La situazione umanitaria resta molto critica. Aspettiamo la ricostruzione ma devono prima cessare i combattimenti e deve migliorare la situazione umanitaria con gli aiuti che devono arrivare dappertutto”.

Ospedale Msf distrutto a Idlib (Siria)

Un punto molto a cuore del cardinale che ricorda come oggi in Siria “c’è gente che fa la fame, che non sa come curarsi perché non ha medicine. Le zone di de-escalation (quattro, create su iniziativa russo-turca-iraniana, tra queste anche Ghouta, attualmente in mano all’opposizione, ndr.) siano veramente libere dalla violenza. Diversamente non si può parlare di ricostruzione”. Intanto, qualcosa sembra muoversi. Il progetto “Ospedali aperti” in Siria, ideato dalla Fondazione Avsi, con la collaborazione della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, per rispondere proprio all’appello del card. Zenari, comincia a dare qualche frutto. “Da qualche settimana – afferma il nunzio apostolico – stiamo ricevendo le richieste da parte di malati poveri che verranno curati gratuitamente. Siamo soddisfatti per questa partenza. La gente non ha assistenza mutualistica, non ha soldi per pagarla. Le ultime statistiche delle Nazioni Unite mostrano che il 69% dei siriani vive nella estrema povertà. La ricostruzione, allora, non deve riguardare solo quella dei palazzi e delle infrastrutture, pure necessaria, ma anche quella dei corpi, della persona umana. Quindi, dare da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, soccorrere i malati. Questa è la ricostruzione più importante. Una persona distrutta fa impressione e in Siria si parla di 400mila morti e un milione e mezzo di feriti, tanti sono mutilati di guerra. La ricostruzione cominci dalla persona umana e poi si affronti la grande sfida: la pacificazione del Paese. I palazzi si ricostruiscono, ma cominciamo a curare le persone che rischiano altrimenti di morire. Guarire e sanare le persone povere e malate, questo è il senso di ‘Ospedali aperti’”. Il progetto prevede il sostegno a tre strutture cattoliche, l’ospedale Saint Louis di Aleppo, quello francese e quello italiano di Damasco e ha la durata di tre anni e punta a creare 42.815 posti letto per i poveri all’anno.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie