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Ccee: Conferenze episcopali d’Europa, i temi dell’incontro dei portavoce nazionali a Sofia. Nuovi media, Ue, Sinodo

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:03

Nuovi media e reti sociali, condivisione di esperienze e progetti nell’ambito della comunicazione, Sinodo dei giovani e vocazione, impegno della Chiesa per l’Europa: sono alcuni dei temi dell’incontro annuale degli addetti stampa e portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa che si è svolto a Sofia (Bulgaria) dal 7 al 10 giugno su invito di mons. Christo Proykov, presidente della Conferenza episcopale interrituale della Bulgaria ed Esarca apostolico di Sofia. I 45 delegati provenienti da 25 Paesi europei “hanno anche potuto approfondire e apprezzare – segnala una nota Ccee – l’importante patrimonio culturale e l’eredità cristiana del Paese, visitare e incontrare il direttore dell’Agenzia nazionale bulgara, Maxim Minchev, e celebrare l’Eucaristia con la comunità locale. In Bulgaria, la Chiesa cattolica è rappresentata tanto dalla comunità di rito latino che da quella di rito bizantino. “Per questa piccola comunità cattolica, particolarmente viva, le sfide rimangono comunque numerose”. La ricorrenza dei dieci anni dall’ingresso della Bulgaria nell’Unione europea ha poi fornito l’occasione “per una riflessione sullo stato dell’Unione e le sfide sociali, politiche, economiche e culturali che attraversa l’intero continente europeo”.
In questo compito, i portavoce sono stati aiutati dai contributi di mons. Paolo Rudelli, Osservatore permanente della Santa Sede al Consiglio d’Europa, e di padre Olivier Poquillon, segretario generale della Comece. “La passione della Chiesa per questo progetto di pace e di sviluppo, ossia per questa comunità di destino, che l’Unione europea è chiamata a essere, si traduce – segnala il Ccee – in un accompagnamento costante e discreto dei lavori delle Istituzioni europee”. “Le numerose sfide che minacciano oggi la coesione e lo stesso progetto europeo, chiedono alle istituzioni europee un rinnovato sforzo nel ripensare le sue modalità di lavoro cercando ispirazione nei grandi ideali”. Quale testimonianza della passione della Chiesa per l’Europa, i presidenti delle Conferenze episcopali in Europa si riuniranno alla fine di settembre a Minsk (Bielorussia), convocati dal Ccee, e tra i temi che affronteranno c’è quello della missione della Chiesa nell’odierno contesto del continente. Dal canto suo, la Comece – l’organismo ecclesiale che accompagna il lavoro dell’Unione europea – realizzerà, insieme alla Segreteria di Stato della Santa Sede, un Dialogo europeo intitolato “(Ri)-pensare l’Europa. Contributi cristiani per il futuro del progetto europeo” in programma in autunno (27-29 ottobre) a Roma.

Diocesi: mons. Staglianò (Noto), “necessario e urgentissimo cercare nuove vie di comunicazione per parlare al cuore della gente”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 10:55

“Le nostre comunità non sono più costituite come ‘comunità di ascolto’, perciò la nostra fede non cresce, perché non viene nutrita dalla predicazione e anche la partecipazione ai sacramenti (soprattutto alla celebrazione eucaristica domenicale) rischia terribilmente il magismo”. È quanto afferma il vescovo di Noto, mons. Antonio Staglianò, nell’editoriale dedicato al tema dell’omelia pubblicato sull’ultimo numero del settimanale “La Vita diocesana”. “Normalmente quando si parla dell’omelia, si fa molta attenzione alla sua lunghezza: troppo lunghe e noiose”, osserva il vescovo, notando che “la prima grande e preziosa indicazione per superare il disagio sarà: omelie più brevi, cortissime” anche perché “per la psicologia, oggi qualsiasi ascoltatore non riesce a stare attento più di sei minuti”. “L’omelia non è cosa facile”, rileva mons. Staglianò: “non è un’esegesi biblica, una catechesi, una comunicazione dottrinale, una riflessione teologica ma nemmeno sociologica, un’arringa, un chiacchierare generico”. “L’omelia non è tutte quelle cose, ma le presuppone tutte”, evidenzia il vescovo. “Esiste un’assemblea educata all’ascolto di un’omelia (breve o lunga che sia)?”, domanda Staglianò, sottolineando che “pare che la maggior parte delle persone che frequentano la messa domenicale non ascoltino nemmeno la Parola di Dio che viene proclamata”. “È necessario e urgentissimo cercare nuove vie di comunicazione, abilitare nuovi registri comunicativi, capaci di parlare al cuore della gente, senza obliare l’uso dell’intelligenza e della ragione”, conclude il vescovo, ricordando che “c’è una ‘carne’ della vita degli esseri umani che dev’essere toccata per poter essere guarita e salvata dall’incontro con Cristo”.

Solidarietà: frati Assisi, raccolto quasi 1 milione di euro grazie alla serata “Con il cuore, nel nome di Francesco”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 10:19

Oltre 3 milioni di telespettatori e quasi 1 milione di euro raccolti. È questo il primo bilancio dell’evento “Con il cuore, nel nome di Francesco” andato in onda sabato sera su Raiuno. “La solidarietà dei frati di Assisi conquista gli italiani. La serata televisiva ha raggiunto oltre 3 milioni di spettatori pari al 18,18% di share”, spiega il direttore della Sala Stampa del Sacro Convento di Assisi, padre Enzo Fortunato, evidenziando che “la maratona benefica dei frati continua fino al 3 luglio. Per aiutare le missioni francescane in Italia e nel mondo basta inviare un sms o chiamare da rete fissa al 45515”. “Un grazie speciale – aggiunge padre Fortunato – al direttore generale Rai, Mario Orfeo, al direttore di Raiuno, Andrea Fabiano, al capo struttura Rai, Raffaella Santilli, a Carlo Conti, agli artisti che hanno ‘donato’ la loro voce per san Francesco e a quanti stanno rendendo possibile questo miracolo d’amore”. È possibile sostenere i progetti – per le zone terremotate di Norcia, le mense francescane in Italia, i piccoli colpiti da disagio psicofisico in Libano, gli anziani in difficoltà della Colombia – anche con una donazione sul conto solidarietà intestato a “Francesco d’Assisi – un uomo, un fratello onlus” (Iban IT 64 R 02008 38278 000103746115), tramite i Bancomat di UniCredit, attraverso il sito www.conilcuore.info oppure chiamando il numero verde 800333733.

Rom: Stasolla (Ass. 21 luglio), “questione abitativa è centrale e riguarda tutti”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:51

“C’è un’idea generale del rom sia tra i cittadini che tra le istituzioni: che questi siano ‘abitanti del campo’ e basta. In realtà, sui 180mila rom quelli che abitano nei campi si attestano sui 40mila”. Lo ha detto a Cosenza Carlo Stasolla, presidente dell’Associazione 21 luglio in occasione del Lab Rom, un laboratorio di riflessione e confronto sulla questione rom in Italia e in Calabria. Sono circa 28mila i rom stimati in emergenza abitativa, 18mila sono in abitazioni formali, costruiti dalle Istituzioni. Sono 149 le baraccopoli presenti in 88 comuni italiani. 10mila invece i rom stimati negli insediamenti informali e nei micro insediamenti. “La questione abitativa è centrale ma bisogna ancora dare risposte iniziando a vederla non come una questione strettamente rom, che pure è la punta dell’iceberg, ma riguardante tutti”, ha detto Stasolla. “Purtroppo c’è distinzione tra poveri e poveri rom, quando invece la questione riguarda in toto le politiche sociali. Occorre stringere alleanze e realizzare leggi per capire come insieme possiamo dare risposte. Si tratta di mettere sullo stesso piano persone che vivono l’emergenza abitativa e intraprendere quelle battaglie sociali necessarie che però non producano un conflitto o una guerra tra i poveri”.

Beatificazione Itala Mela: mons. Palletti (La Spezia), “la santità è la meta alla quale tutti dobbiamo giungere”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:42

“Si possa realizzare per tutta nostra diocesi una nuova primavera di vita cristiana e di testimonianza fedele, a partire da quell’incontro con Dio e col Suo mistero di Comunione, che ha segnato così profondamente la vita e l’esperienza mistica di Itala Mela”. È l’auspicio espresso dal vescovo de La Spezia-Sarzana- Brugnato, mons. Luigi Ernesto Palletti, in occasione della beatificazione di Itala Mela avvenuta sabato. Per il vescovo, “nata, vissuta e morta alla Spezia, questa nostra sorella diviene per tutti un invito eloquente a riflettere come la santità sia la meta alla quale tutti dobbiamo giungere”. “Certamente ogni santo ha un suo particolare dono, ma la varietà delle figure di santità che la Chiesa ci propone nel corso dei secoli ci ricorda che non vi è situazione, condizione, tempo, nel quale, con la grazia di Dio, non si possa giungere a questa meta”, ha aggiunto mons. Palletti, secondo cui “celebrare dunque una nuova beata diviene un richiamo forte da parte di Dio alla nostra Chiesa locale, con il conseguente impegno personale, da parte di tutti, a prendere in seria considerazione il seguire Cristo Signore, riconoscendolo come unico Salvatore, a vivere con fedeltà la Sua Parola e immergerci in tal modo nel grande mistero del Suo Amore”. “Itala Mela ci ricorda che, se siamo stati battezzati nel nome del Padre, e del Figlio, e dello Spirito Santo, dobbiamo vivere immersi in questa presenza della Trinità, che tutto avvolge”.

Diocesi: card. Bagnasco (Genova), “individualismo e collettivismo sono forme di totalitarismo”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:25

“Individualismo e collettivismo sono due forme di totalitarismo, di imperialismo” e, se il collettivismo statale è da condannare perché “annulla la persona e la sua individualità”, “la visione individualista rintana l’uomo nell’asfissiante perimetro di se stesso con l’illusione di essere più libero, mentre è più schiavo di pulsioni e di interessi”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Genova, card. Angelo Bagnasco, nell’omelia pronunciata al santuario di N.S. della Guardia in occasione del tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro. “Nessuna delle nostre scelte possiamo considerarla totalmente privata, nessuna delle nostre azioni è totalmente nostra, un affare solamente mio, perché siamo strutturati come relazione costantemente con gli altri” ha spiegato Bagnasco. Per questo l’arcivescovo ha esortato a “riconoscerci legati gli uni agli altri, con vincoli di corresponsabilità, ritenendo il bene o il male dell’altro come il bene o il male anche nostro”. “Che visione disumana – ha esclamato – quella che gode del male altrui, delle difficoltà altrui. Che umanità disumana”. Secondo il cardinale, “non possiamo arrenderci”, anzi “dobbiamo diventare dissidenti, rivoltosi”. Di qui l’invito ad “andare controcorrente, secondo il Vangelo” per dire che vivere nell’individualismo “è sbagliato” e la visione del bene comune “si riflette nei rapporti di famiglia, di amicizia, di comunità cristiana, si estende nell’ambito del lavoro, delle aziende, dove il senso di appartenenza gli uni agli altri è un bene incalcolabile, impagabile per i singoli, per l’ambiente, per la comune impresa, per la società”. “Su questa strada – ha concluso – dobbiamo camminare spediti”.

Diocesi: card. Bagnasco (Genova) su Ilva ed Ericcson, “no a esuberi, si procurino occasioni di lavoro nuove e rapide”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:22

Un’occasione per esprimere “la vicinanza, con la preghiera e l’affetto, e un richiamo, una sollecitazione rispettosa, ma decisa, convinta, a tutte le istituzioni responsabili perché risolvano le questioni senza degli esuberi, impossibili, e perché procurino delle occasioni di lavoro nuove e rapide”. Il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, in occasione del tradizionale pellegrinaggio del mondo del lavoro genovese alla Guardia svoltosi ieri, ha voluto esprimere “un messaggio di fiducia e di vicinanza della Chiesa al mondo del lavoro, in particolare per coloro che sono in gravissima preoccupazione” come i lavoratori di Ilva ed Ericcson. Ricordando la recente visita di Papa Francesco al capoluogo ligure e le parole pronunciate negli stabilimenti Ilva di Cornigliano, l’arcivescovo ha poi affermato che “il Papa ha dato messaggi forti e chiari, ci ha confortato, ma dopo pochi giorni abbiamo visto questa conclusione, così sembra, di una questione delicatissima che riguarda anche la nostra città”. Per questo, ha concluso, “confido, spero e prego, perché certe questioni non siano ancora del tutto chiuse ma si possano risolvere meglio”.

Papa Francesco: Angelus, “rivolgere spesso” il pensiero alla Trinità

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:02

“Ieri, a La Spezia, è stata proclamata Beata Itala Mela”. Lo ha ricordato ieri il Papa, dopo la recita dell’Angelus, a cui hanno partecipato 15mila persone. “Cresciuta in una famiglia lontana dalla fede, nella giovinezza si professò atea, ma si convertì in seguito ad una intensa esperienza spirituale”, ha proseguito Francesco: “Si impegnò tra gli universitari cattolici; divenne poi Oblata benedettina e compì un percorso mistico centrato sul mistero della Santissima Trinità, che oggi in modo speciale celebriamo”. “La testimonianza della nuova Beata ci incoraggi, durante le nostre giornate, a rivolgere spesso il pensiero a Dio Padre, Figlio e Spirito Santo che abita nella cella del nostro cuore”, l’esortazione del Papa, che alla fine ha rivolto “un pensiero speciale alla comunità boliviana che vive a Roma e festeggia la Virgen de Copacabana”.

Papa Francesco: Angelus, “Dio è tutto e solo amore”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:01

“Dio è tutto e solo Amore, in una relazione sussistente che tutto crea, redime e santifica: Padre e Figlio e Spirito Santo”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, a cui hanno partecipato in piazza San Pietro 15mila persone. “Dio non è lontano e chiuso in sé stesso, ma è vita che vuole comunicarsi, è apertura, è amore che riscatta l’uomo dall’infedeltà”, ha ribadito Francesco: “Dio è misericordioso, pietoso e ricco di grazia perché si offre a noi per colmare i nostri limiti e le nostre mancanze, per perdonare i nostri errori, per riportarci sulla strada della giustizia e della verità”. L’invito è a fare come Nicodemo, che “pur occupando un posto importante nella comunità religiosa e civile del tempo, non ha smesso di cercare Dio. Non pensò: ‘Sono arrivato’, non ha smesso di cercare Dio”, e così “comprende finalmente di essere già cercato e atteso da Dio, di essere da lui personalmente amato”. “Dio sempre ci cerca prima, ci attende prima, ci ama prima”, ha spiegato il Papa riferendosi all’amore “smisurato e gratuito del Padre che Gesù ha donato sulla croce, offrendo la sua vita per la nostra salvezza”. “Ci aiuti la Vergine Maria ad entrare sempre più, con tutto noi stessi, nella Comunione trinitaria, per vivere e testimoniare l’amore che dà senso alla nostra esistenza”, l’augurio di Francesco.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Elezioni Comunali in Italia, M5S fuori dalle grandi città. In Francia Macron prende tutto. Spagna, la Catalogna vuole referendum su autonomia

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 09:00

Elezioni Comunali: M5S fuori dalle grandi città. Affluenza si ferma al 60,07%, in forte calo.

Calo di consensi alle elezioni comunali per M5S. Secondo exit poll e proiezioni, il Movimento Cinque Stelle sarebbe fuori dai ballottaggi in tutte le grandi città, a partire da Genova, patria di Beppe Grillo diventata terreno di una faida interna. Il voto in 1.004 Comuni, con oltre nove milioni di italiani, riconsegna un quadro politico soprattutto bipolare con i candidati di centrosinistra e quelli di centrodestra che si sfideranno ai ballottaggi tra due settimane. E’ stata del 60,07% l’affluenza alle urne rilevata alle 23: nelle precedenti omologhe la percentuale dei votanti si era attestata al 66,85%. L’unico che ottiene un’immediata riconferma al primo turno è il sindaco di Palermo Leoluca Orlando. M5S, dopo l’exploit lo scorso anno a Roma e a Torino, sarebbe fuori dai quattro capoluoghi di Regione: a Genova, dove al secondo turno vanno il candidato di centrosinistra Gianni Crivello, e del centrodestra, Marco Bucci. A L’Aquila, governata fino ad oggi dal dem Massimo Cialente, è in vantaggio il candidato sindaco Americo Di Benedetto (centrosinistra) mentre a Catanzaro Sergio Abramo (centrodestra) se la vedrà al ballottaggio con Nicola Fiorita (Civica). Il flop M5S è reso ancora più amaro dal risultato, abbastanza scontato, di Parma, dove il sindaco uscente Federico Pizzarotti, espulso dal Movimento di Grillo, è in vantaggio con il suo ‘Effetto Parma’ e se la vedrà al secondo turno con Paolo Scarpa del centrosinistra.

Francia: proiezioni, boom En Marche! con 415-445 seggi. Tracollo dei socialisti e Front National

Francia al voto per il primo turno delle elezioni legislative. Si rinnovano i 577 deputati dell’Assemblée Nationale con uno scrutinio uninominale maggioritario a due turni. Ognuna delle 577 circoscrizioni in cui è divisa la Francia elegge un parlamentare. Ed è boom del partito En Marche! del presidente Emmanuelle Macron, nettamente in testa alle legislative francesi con il 32,6% e soprattutto, con un bottino in seggi che va da 415 a 445. Una maggioranza schiacciante visto che l’Assemblée Nationale ha in tutto 577 deputati.  Crollo, invece, del Front National secondo le prime proiezioni. Il partito di Marine Le Pen, che considerava un risultato negativo non arrivare a 15 deputati per poter formare un gruppo parlamentare, ne otterrebbe fra 1 e 4. Secondo le prime proiezioni diffuse dall’istituto Elab per Bfmtv, l’astensione registrata al primo turno delle elezioni legislative in Francia è del 50,2%. Un record nella storia della Quinta Repubblica.

G7 ambiente: si conclude oggi ma calano le aspettative dopo l’abbandono degli Usa

Ultima giornata oggi per i lavori del G7 Ambiente 2017 a Bologna. Bisogna aspettare ancora la dichiarazione finale ma dopo l’abbandono degli accordi di Parigi da parte del presidente americano, le aspettative non sono enormi. Il rappresentante degli Stati Uniti si è poi congedato con largo anticipo dai colleghi riuniti a Bologna e questo allontanamento fotografa meglio di qualsiasi retroscena lo stato di un vertice come il G7 nell’era Trump, in particolare di uno dedicato all’ambiente.   “Per quanto riguarda l’Italia e la stragrande maggioranza dei Paesi” di cui alcuni presenti nel G7 “l’accordo di Parigi è irreversibile e non negoziabile”, ha detto il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, incontrando i giornalisti. “Abbiamo preso atto della posizione degli Stati Uniti – ha aggiunto Galletti – che vogliono continuare la politica di  riduzione della CO2 anche fuori l’accordo di Parigi. E per quello che rappresentano nel mondo vogliamo mantenere il filo del dialogo, continuare il dibattito. Questo può essere il risultato del G7”.

Kosovo: exit poll, Haradinaj in testa. Ai nazionalisti e radicali “Autodeterminazione” il 30%

La coalizione guidata dal Partito democratico del Kosovo (Pdk) che ha presentato come candidato a premier l’ex leader dell’Uck Ramush Haradinaj avrebbe ottenuto il 40% alle elezioni anticipate di oggi in Kosovo, secondo exit poll diffusi dalla tv privata ‘Klan Kosova’. Al movimento nazionalista e radicale ‘Autodeterminazione’, che candidava Albin Kurti, sarebbe andato il 30% circa, mentre l’altra coalizione guidata dalla Lega democratica del Kosovo (Ldk) con candidato a premier Abdulah Hoti avrebbe ottenuto il 27%.

Spagna: Catalogna vuole tenere il primo ottobre referendum su autonomia

Si terrà il primo ottobre il referendum per rivendicare l’autonomia dalla Spagna da parte della Catalogna. Lo ha annunciato il presidente della regione, Carles Puigdemont, precisando che la domanda rivolta ai catalani sarà: “volete che la Catalogna diventi uno Stato indipendente sotto forma di repubblica?”. Puigdemont, che ha rivendicato “il diritto di un referendum sull’autodeterminazione”, non ha ancora firmato il decreto per organizzare la consultazione, vietata dalla Corte Costituzionale lo scorso febbraio. Il primo ministro spagnolo Mariano Rajoy ha finora affermato che un tale referendum non avrà luogo, lasciando intendere che saranno prese misure preventive per impedirlo. Secondo l’ultimo sondaggio la Catalogna è comunque divisa sulla questione con il 48,5% a favore e un 44,3% contrario alla consultazione.

Terremoto: Norcia, venerdì 16 giugno il card. Bassetti inaugura il centro di comunità

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 17:30

Sarà il neo presidente della Conferenza Episcopale italiana, il cardinale Gualtiero Bassetti, ad inaugurare e benedire venerdì 16 giugno, a Norcia, il centro di comunità che sorge accanto ai resti della Chiesa della Madonna delle Grazie, crollata con il terremoto dell’ottobre scorso. La cerimonia prenderà il via alle 19. La struttura, finanziata e costruita da Caritas Italiana, è la prima dei cinque centri di comunità – edifici che ospiteranno celebrazioni eucaristiche, catechesi, incontri comunitari e momenti di socialità – realizzati col sostegno della Caritas nazionale e di delegazioni regionali nella diocesi di Spoleto-Norcia. “Gli altri – si legge in una nota – sorgeranno a Cascia, Avendita di Cascia, Campi-Ancarano di Norcia, Madonna di Costantinopoli a Cerreto di Spoleto”. Oltre al card. Bassetti saranno presenti anche l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, il parroco di Norcia, don Marco Rufini, il direttore di Caritas italiana, mons. Francesco Antonio Soddu, il direttore della Caritas diocesana, Giorgio Pallucco, i progettisti e tecnici di Caritas Italiana. “Norcia – afferma mons. Boccardo – ora avrà un luogo antisismico dove celebrare l’eucaristia e vivere tutte le attività parrocchiali”. Si tratta di “un bel segno di speranza per questa comunità profondamente ferita dal terremoto e che attende con trepidazione la ricostruzione delle case, delle chiese e degli altri edifici”, aggiunge Boccardo, che si dice “contento della presenza del card. Bassetti: ha accettato immediatamente e con gioia l’invito”.

Morto Oscar Mammì: Padula (Aiart), “ha trasformato radicalmente lo scenario mediale nazionale abbattendo il monopolio pubblico”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 17:21

“Uomo poliedrico, politico arguto, rappresentante istituzionale operoso, ma ricordato soprattutto per la prima legge organica sull’emittenza radiotelevisiva che rappresenta ancora oggi, dopo 27 anni, una pietra miliare per la storia della radio e delle televisione del nostro Paese”. Ad affermarlo è Massimiliano Padula, presidente dell’Aiart, l’associazione dei telespettatori in seguito alla scomparsa oggi, 10 giugno, di Oscar Mammì che fu, tra l’altro, ministro delle Poste e delle telecomunicazioni dal 1987 al 1991 ed estensore dell’omonima legge. “La norma di cui Mammì fu primo firmatario – spiega Padula – ha certamente rappresentato uno spartiacque e ha trasformato radicalmente lo scenario mediale nazionale abbattendo, di fatto, il monopolio pubblico. Nello stesso tempo, ha trascurato alcune questioni fondamentali ponendo le basi per una vera e propria decadenza televisiva, per una commercializzazione esasperata dei contenuti e per l’assenza di politiche di tutele serie a favore delle fasce di utenti più deboli”. “L’Aiart – nota il presidente – seguì da vicino l’iter parlamentare che portò alla definizione della legge. In particolare, intervenne il 20 ottobre 1988 nel Senato della Repubblica in occasione di un’audizione concessa all’Associazione per un confronto sul testo della legge. L’allora presidente Aiart Enea Piccinelli evidenziò quelli che riteneva i punti di debolezza, ma nessuna delle sue proposte fu presa in considerazione. I suggerimenti furono sette e vale la pena ricordarli – conclude Padula – non solo per memoria storica, ma per la loro straordinaria attualità di fronte ad un panorama televisivo che, anche in seguito a quelle legge, si livellò inesorabilmente verso il basso”.

Diocesi: mons. Nosiglia (Torino) ai novelli sacerdoti, “non lasciatevi travolgere dalla frenesia del fare, siate padri e maestri dei giovani”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 17:13

“Il ministero, oggi, è ricco di impegni sempre più pressanti e dispersivi. Non lasciatevi travolgere dalla frenesia del fare, quasi se tutto dipendesse da voi”. Lo ha affermato questa mattina l’arcivescovo di Torino, monsignor Cesare Nosiglia, presiedendo nella Cattedrale di san Massimo il rito di ordinazione presbiterale di don Romeo Antica e don Gabriel Scripcaru. Nell’omelia, Nosiglia ha osservato che “è mancanza di fede e orgoglio che non produce alcun frutto quello di credere che solo se operiamo, seminiamo, lavoriamo con le nostre forze, il Regno di Dio cresce e si espande”. Nel sottolineare l’importanza dell’“impegno nell’essere preti, prima che nel fare i preti”, l’arcivescovo ha evidenziato che qualsiasi “realtà in cui svolgerete il vostro compito non deve mai chiudervi a un impegno più ampio di missionarietà, che oggi rappresenta la frontiera su cui si deve misurare il nostro sacerdozio”. “Non limitatevi al piccolo gruppo di adolescenti e giovani che frequentano le associazioni e le parrocchie”, ha aggiunto l’arcivescovo, ma “infondete in questi giovani lo spirito missionario e date voi stessi testimonianza di uscire fuori, verso quei giovani che stazionano nei vari muretti del territorio: andate voi a cercarli, a parlare con loro”. “Siate padri e maestri dei giovani, e sarete apprezzati e accolti”, ha proseguito, auspicando che “non venga mani meno in voi il desiderio di amare Cristo nei poveri e sofferenti”.

Diocesi: Spoleto-Norcia, mons. Boccardo con 50 preciani a Siena in visita alla mostra “La Bellezza ferita”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 17:03

“Abbiamo compiuto questo pellegrinaggio della memoria per attingere da queste opere della fede, prima ancora che d’arte, la speranza per ripartire, per ricostruire case, chiese, luoghi della socialità”. Così l’arcivescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, commenta la visita compiuta questa mattina con oltre 50 abitanti di Preci alla mostra “La Bellezza ferita” allestita all’interno della cripta del Duomo di Siena e nel complesso museale Santa Maria della Scala. Qui, fino al 31 ottobre 2017, sono esposte diverse opere d’arte, molte provenienti dalle chiese del territorio dell’Abbazia di S. Eutizio in Preci, lesionate dai terremoti dello scorso anno. Con mons. Boccardo, erano presenti anche il parroco dell’Abbazia di S. Eutizio, don Luciano Avenati, il sindaco di Preci, Pietro Bellini, e Massimo Messi, presidente dell’Associazione “Preci e i suoi borghi”. “La data del 7 giugno per la visita non è stata casuale”, si legge in una nota, nella quale si ricorda che “era il giorno in cui la comunità di Preci celebra la propria patrona, la Madonna della Pietà, che è proprio in mostra a Siena”. Le persone hanno sostato in silenzioso raccoglimento davanti le opere della “propria chiesa” e una breve preghiera è stata recitata di fronte alla scultura della Madonna della Pietà. Dopo la visita, mons. Boccardo ha celebrato con i presenti la messa nella chiesa della Santissima Annunziata: “siamo qui per fare ‘il pieno’ di fede e per chiedere alla Madonna della Pietà di prendersi cura di ciascuno e di parlare di noi al buon Dio”. Al termine, incontrando alcuni giornalisti l’arcivescovo ha affermato che “ho visto queste persone, la ‘mia’ gente, accarezzare con delicatezza la Madonna della Pietà di Preci”.

Grecia: mons. Rossolatos (Atene), “per l’accoglienza ai migranti gli aiuti che abbiamo ci permettono di arrivare fino a novembre, poi non sappiamo”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 16:50

“Come diocesi greche stiamo chiedendo aiuto alle Chiese sorelle d’Europa. Poche quelle che ci stanno aiutando, tra queste sicuramente la Cei, attraverso la Caritas”. Lo afferma monsignor Sebastianos Rossolatos, arcivescovo di Atene e presidente dei vescovi cattolici greci, in un’intervista al Sir sulla situazione della Grecia attraversata dalla crisi i cui effetti stanno colpendo anche la Chiesa cattolica greca. “Le diocesi greche traggono i loro redditi dagli affitti di immobili di proprietà”, spiega l’arcivescovo, ma “purtroppo non tutti riescono a pagare l’affitto e con le tasse da pagare non riusciamo a far fronte ai bisogni”. “Riceviamo aiuti anche per fronteggiare l’accoglienza di profughi. In Grecia si stima che siano oltre 50mila quelli rimasti dopo la chiusura della rotta balcanica”, aggiunge mons. Rossolatos, rilevando che i “migranti continuano ad arrivare anche se in numero minore rispetto al passato” ma “la situazione resta drammatica. Gli aiuti che abbiamo ci permettono di arrivare fino a novembre poi non sappiamo”. “Certamente dovremo tagliare ulteriormente le spese, chiuderemo la rivista e l’ufficio stampa, saremo costretti a licenziare dipendenti”, prosegue l’arcivescovo. Sul fronte pastorale, “da 50mila che eravamo, oggi i cattolici in Grecia sono 300mila, in maggioranza stranieri”. Una situazione che riguarda anche i parroci, visto che “la metà sono stranieri, molti polacchi, rumeni, qualche italiano”. I rapporti con la Chiesa ortodossa “sono difficili”, ammette Rossolatos. “In Grecia esiste una diffusa mentalità di disprezzo della Chiesa cattolica e, quindi, di paura” e anche per questo “sono pochi i preti e i vescovi ortodossi che hanno il coraggio di farsi vedere in occasioni pubbliche promosse dai cattolici”.

Teatri del Sacro: Ascoli Piceno, domani la giornata conclusiva con danza e burattini

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 16:12

Sarà un finale all’insegna della poesia e della magia quello che domani, domenica 11 giugno, caratterizzerà la quinta edizione de “I Teatri del Sacro”, kermesse che ha coinvolto Ascoli Piceno in una settimana intensa con un’eccezionale partecipazione di pubblico. Alle 17, il ridotto del Teatro Ventidio Basso ospiterà lo spettacolo di Daniele Debernardi del Teatro Erbamatta con una miriade di marionette fatte a mano dallo stesso artista. Andrà in scena “L’Angelo”, tratto da uno splendido racconto di Gabriel García Márquez. Alle 19, sarà poi la volta dello spettacolo “Little something” della compagnia di danza e teatro fisico “Cie Twain”. “Basato sul libro omonimo di François Garagnon – si legge in una nota – ‘Little something’ è una storia di crescita, trasformazione, evoluzione”. “Uno spettacolo poetico e affascinante – prosegue la nota – che tra parola e danza regalerà atmosfere e suggestioni uniche grazie ai suoi personaggi unici”. Per la quinta edizione de “I Teatri del Sacro” è stato pensato un finale unico: “a mostrarsi in scena – spiegano i promotori – sarà il pubblico. Il laboratorio di danza ‘Lo spazio delle relazioni’ vedrà la trasformazione di dieci volenterosi spettatori in altrettanti danzatori, guidati dal coreografo Riccardo Fusiello del progetto Sonenalé”. La performance, che sarà la restituzione finale dei loro sforzi, avrà luogo dalle 20.30 in san Pietro in Castello.

Papa Francesco: i migranti non sono un caso da “tavolo di studio” ma esseri umani con storie e aspirazioni

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 16:03

“Un’analisi asettica produce un risultato sterile, mentre il rapporto con la persona fatta di carne e sangue ci aiuta a percepire le sue cicatrici profonde causate dalla ragione o dall’irrazionalità della sua migrazione”. Lo scrive il Papa nel messaggio indirizzato a Blanca Alcalá, presidente del Parlamento Latinoamericano e dei Caraibi, in occasione dei lavori della XXXIII Assemblea generale (9-10 giugno, Panamá). I migranti non sono un caso da “tavolo di studio”, prosegue Francesco, e certamente non ci si dimentica che “dietro ogni immigrato c’è un essere umano con la propria storia, cultura, aspirazioni”. Per questo non si può rimanere “nell’ambito di un’analisi minuziosa e nel dibattito delle idee” ma ci si deve spingere “a trovare una soluzione a questo problema”. Quindi il Papa ritorna sulla “piaga” del traffico di esseri umani, i quali “non possono essere trattati come oggetti o come merce, perché ciascuno di essi porta in sé l’immagine di Dio”. Il lavoro, conclude Francesco, “è enorme” e “ha bisogno di uomini e donne di buona volontà che, con il loro impegno concreto, siano in grado di rispondere a questo ‘grido’ che sale dal cuore del migrante. Non possiamo chiudere le orecchie alla sua chiamata”.

Diocesi: Padova, a fine giugno pellegrinaggio diocesano a Lourdes con l’Unitalsi

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 15:51

Si svolgerà dal 25 giugno al 1° luglio il pellegrinaggio a Lourdes che l’Unitalsi (Unione nazionale italiana trasporto ammalati a Lourdes e santuari internazionali) propone da oltre 40 anni nel periodo estivo per i fedeli della diocesi di Padova. “Accompagneranno i pellegrini – si legge in una nota – l’assistente spirituale Unitalsi Padova, don Luca Fanton, il direttore dell’Ufficio di Pastorale della salute, don Giuseppe Cassandro, e don Fabio Fioraso, già assistente spirituale Unitalsi Padova”. Sarà “un pellegrinaggio – prosegue la nota – che vede protagonisti non solo i malati ma anche quanti, volontariamente, scelgono il servizio di accompagnamento dei pellegrini. Per tutti un’esperienza dal forte valore umano e spirituale”. Quest’anno un particolare appello è stato fatto ai giovani con #unitalsyoung che propone quote speciali e agevolate per quei giovani che desiderano fare un’esperienza di fede e di aiuto alle persone più fragili, ma anche di condivisione con i malati e i pellegrini di un “viaggio di speranza”. Come di consueto, oltre alle visite guidate ai luoghi di santa Bernardette, sono in programma diversi appuntamenti e celebrazioni: dalla messa di apertura del pellegrinaggio alla liturgia penitenziale, dalla messa internazionale alla messa alla Grotta e nella basilica del Rosario, dalla processione eucaristica con la benedizione dei malati alla processione serale con le candele, dalla Via Crucis al bagno alle piscine.

Papa Francesco: a diocesi di Ahiara, “ogni sacerdote o ecclesiastico deve chiaramente manifestare totale obbedienza al Papa”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 15:44

“Desidero dare alcune indicazioni da comunicare a tutti: anzitutto va detto che il Papa è profondamente addolorato, pertanto, chiedo che ogni sacerdote o ecclesiastico incardinato nella diocesi di Ahiara, sia residente, sia che lavori altrove, anche all’estero, scriva una lettera a me indirizzata in cui domanda perdono; tutti, devono scrivere singolarmente e personalmente; tutti dobbiamo avere questo comune dolore”. Lo ha detto il Papa ai membri della delegazione della diocesi di Ahiara, ricevuti in udienza l’8 giugno. Nel discorso reso noto oggi dalla Sala Stampa vaticana, Francesco precisa che nella lettera “si deve chiaramente manifestare totale obbedienza al Papa” e “chi scrive deve essere disposto ad accettare il vescovo che il Papa invia e il vescovo nominato”. La lettera, inoltre, “deve essere spedita entro 30 giorni a partire da oggi fino al 9 luglio p.v. Chi non lo farà ipso facto viene sospeso a divinis e decade dal suo ufficio”. Il Santo Padre si dice “molto triste per la vicenda della Chiesa in Ahiara”: “Ringrazio per l’atteggiamento di grande pazienza del vescovo; dico di santa pazienza da lui dimostrata. Ho ascoltato e riflettuto molto, anche sull’idea di sopprimere la diocesi; ma poi ho pensato che la Chiesa è madre e non può lasciare tanti figli come voi. Ho un grande dolore verso questi sacerdoti che sono manipolati, forse anche dall’estero e da fuori diocesi”. La decisione del Papa è motivata dal fatto che “il Popolo di Dio è scandalizzato”: “Gesù ricorda che chi scandalizza, deve portarne le conseguenze. Forse qualcuno è stato manovrato senza una piena cognizione della ferita inferta alla comunione ecclesiale”.

Beatificazione Itala Mela: card. Amato, “il mondo ha bisogno di laici santi, che fecondano la società”

Agensir.it - Sat, 2017-06-10 15:31

“La società ha bisogno della santità laicale in ogni settore della sua molteplice realtà: nell’educazione, nella famiglia, nella comunicazione sociale, nell’economia, nello sport, nel mondo del lavoro, nella politica”. Lo ha affermato questa mattina il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi, presiedendo a La Spezia il rito di beatificazione di Itala Mela. Per il cardinale, “la Beata Itala Mela ci lancia un appello”. “La chiamata universale alla santità vale anche per i fedeli laici, che – ha spiegato il prefetto – se vivono con autenticità il loro battesimo, possono diventare i protagonisti della nuova evangelizzazione”. Nell’omelia, il card. Amato ha ricordato che “dopo il passaggio dal tenace ateismo adolescenziale a un abbandono incondizionato e perseverante a Dio, Itala affrontò l’ascesa al monte della santità superando ogni ostacolo psicologico e spirituale”. “La consapevolezza dell’inabitazione della Trinità nella sua anima – ha aggiunto il prefetto – la spinse non solo a fare i voti classici di povertà, castità e obbedienza, ma anche quelli di vita eremitica e di totale abbandono alla divina provvidenza”. “Oltre alla preghiera e al consiglio – ha continuato – Itala, nonostante le sue non floride condizioni economiche, era generosa nella beneficenza”. “Nella Beata Itala Mela, la Chiesa lascia un messaggio di fiducia nella possibilità del laicato non solo di vivere in pieno la santità cristiana, ma anche di essere artefice e protagonista del rinnovamento culturale e spirituale della società”, ha concluso il card. Amato, osservando che “il mondo ha bisogno di laici santi, che fecondano la società con i frutti preziosi della bontà, della fraternità e della carità”.

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