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Notizie Sir del giorno: lotta alla povertà, appello associazioni cattoliche. Comece-S. Sede, convegno sull’Europa

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:30

Media: Censis-Ucsi, il 75,2% degli italiani sul web. Nel 2016 spesi 22,8 miliardi per smartphone e traffico dati

La crescita degli utenti di internet in Italia ha rallentato il ritmo, ma prosegue. Nel 2017 ha raggiunto una penetrazione pari al 75,2% della popolazione, l’1,5% in più rispetto al 2016 (e il 29,9% in più rispetto al 2007). Il telefono cellulare è usato dall’86,9% degli italiani e lo smartphone, in particolare, dal 69,6% (solo dal 15% nel 2009). Gli utenti di WhatsApp (il 65,7% degli italiani) coincidono con le persone che usano lo smartphone, mentre circa la metà degli italiani usa Facebook (56,2%) e YouTube (49,6%). Sono i principali risultati del 14° Rapporto Censis-Ucsi sulla comunicazione, “I media e il nuovo immaginario collettivo”, promosso da Facebook, Mediaset, Rai, Tv2000 e Wind Tre, presentato questa mattina a Roma (Sala Zuccari del Senato) da Massimiliano Valerii, direttore generale Censis. (clicca qui)

Papa Francesco: udienza, “san Francesco grande missionario di speranza”. “Il cristiano non è un profeta di sventura”

“San Francesco d’Assisi è stato un grande missionario di speranza”. Papa Francesco ha cominciato con queste parole, salutate da un applauso dei 15mila fedeli presenti in piazza San Pietro, la catechesi dell’udienza di oggi, dedicata al tema “Missionari di speranza oggi”. “Sono contento di farlo all’inizio del mese di ottobre, che nella Chiesa è dedicato in modo particolare alla missione, e anche nella festa di san Francesco d’Assisi”, ha esordito il Papa, ricordando che “il cristiano non è un profeta di sventura”. “L’essenza del suo annuncio è l’opposto: è Gesù, morto per amore e che Dio ha risuscitato al mattino di Pasqua. Questo è il nucleo della fede cristiana”. “Se i Vangeli si fermassero alla sepoltura di Gesù, la storia di questo profeta andrebbe ad aggiungersi alle tante biografie di personaggi eroici che hanno speso la vita per un ideale”, ha fatto notare Francesco. “Ma i Vangeli non si chiudono col venerdì santo, vanno oltre”, ha affermato il Papa, “ed è proprio questo frammento ulteriore a trasformare le nostre vite”. (clicca qui)

Conversione mafiosi: mons. Oliva (Locri-Gerace), “Chiesa è chiamata a denunciare il male, dare speranza e indicare la via della carità”

“La giornata diocesana di riflessione e preghiera sul tema della conversione dei mafiosi e la custodia del creato è stata pensata per coinvolgere l’intera comunità su problemi molto gravi e di pesante attualità, quali la criminalità organizzata e la custodia della casa comune. La Locride è una terra che storicamente soffre il condizionamento di associazioni criminali, come la ‘ndrangheta, che incide molto negativamente sul suo sviluppo sociale ed economico”. Così mons. Francesco Oliva, vescovo di Locri-Gerace, spiega in un’intervista al Sir il senso della Giornata diocesana di preghiera per la conversione dei mafiosi, che si terrà sabato 7 ottobre, a Placanica, al santuario della Madonna dello Scoglio. “Occorre perseguire tutte le vie, anche quella della preghiera, per sconfiggerla. Non è possibile piegarsi ad essa né assuefarsi alla mentalità mafiosa – sottolinea il presule -. Questo è anche un problema culturale che corrompe il modo di pensare e di agire di tanti”. (clicca qui)

Comece-Santa Sede: Roma, conferenza “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo”

Saranno il cardinale Pietro Parolin (Segretario di Stato vaticano), il cardinale Reinhard Marx (presidente Comece) e Frans Timmermans (primo vicepresidente della Commissione Ue) ad aprire la conferenza internazionale intitolata “(Re)thinking Europe – Il contributo dei cristiani al futuro del progetto europeo”, che si terrà in Vaticano dal 27 al 29 ottobre. L’iniziativa è della Comece (Commissione degli episcopati della Comunità europea) e della Santa Sede, in occasione del 60° della firma dei Trattati di Roma che, nel 1957, diedero avvio al processo di integrazione europea. “Nel momento in cui l’avvenire dell’Unione europea appare incerto – hanno spiegato i promotori – viene offerta un’occasione di dialogo e di una riflessione comune assieme a Papa Francesco”. (clicca qui)

Lotta alla povertà: appello di Acli, Ac, Caritas Italiana, Sant’Egidio e San Vincenzo. “Incrementare le risorse per il Fondo”

“La povertà è ancora un dramma che sottrae diritti e futuro a una quota rilevante della popolazione nel nostro Paese. I segnali di ripresa economica, pure importanti, non devono fare dimenticare che in Italia vivono in povertà assoluta 4,75 milioni di persone, pari al 7,9% della popolazione”. È quanto scrivono Acli, Azione Cattolica italiana, Caritas Italiana, Comunità di Sant’Egidio e la Federazione nazionale Società di San Vincenzo de’ Paoli nell’appello “Per uscire davvero e tutti dalla crisi” in cui definiscono la lotta alla povertà una “priorità per il Paese”. Secondo le associazioni, “l’introduzione – a partire dal prossimo dicembre – del Reddito d’inclusione (Rei) è una straordinaria innovazione strutturale”. “Va dato atto a Governo e Parlamento di avere conseguito un risultato importante”, commentano, aggiungendo che “la prossima Legge di bilancio può rappresentare un altro passaggio storico della lotta alla povertà nel nostro Paese, in quanto lo stanziamento attuale rende possibile includere solo 1,8 milioni di individui, cioè il 38% del totale della popolazione in povertà assoluta: pertanto, il 62% dei poveri ne rimarrà escluso. In particolare il 41% dei minori in povertà assoluta non sarà raggiunto dalla misura”.  (clicca qui)

Questione catalana: dibattito a Strasburgo. Tajani, “unica strada è lavorare insieme per concordia e unità”

“Come la storia dell’Unione europea ci insegna, in democrazia, l’unica strada da percorrere è quella di lavorare insieme per la concordia e l’unità”. Il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha concluso il dibattito sulla Costituzione, lo stato di diritto e i diritti fondamentali in Spagna alla luce degli avvenimenti in Catalogna. “Nessuno ha gradito gli eventi accaduti domenica, ma decisioni unilaterali, compresa la proclamazione dell’indipendenza da uno Stato sovrano non soltanto sono in contrasto con l’ordinamento giuridico europeo, e sono destinate a provocare pericolose divisioni”. “Da questo Parlamento – ha detto Tajani – parte un appello a sostegno di una riflessione serena e profonda, che favorisca il dialogo in Spagna, nel rispetto del quadro costituzionale, compreso lo Statuto di autonomia della Catalogna, e che restituisca la politica alle istituzioni”. (clicca qui)

Università Cattolica: 25° Istituto di bioetica. Mons. Giuliodori, “far risplendere i fondamenti veritativi a servizio della dignità umana”

Gli studi di bioetica sono necessari ancor più nella società attuale alle prese con questioni complesse. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha parlato in occasione del convegno “La bioetica nella formazione in ambito sanitario”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per celebrare i 25 anni dell’Istituto di bioetica. “Di fronte alla complessità e al frantumarsi dei riferimenti fondativi fino al diffondersi, e purtroppo affermarsi, di visioni puramente pragmatiche e sostanzialmente relativistiche – ha detto -, si rende necessario un ancor più accurato e incisivo impianto etico che sappia contrastare le derive ideologiche e far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità dell’essere umano”.  (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 5 ottobre. La crisi spagnola con la Catalogna, a marzo Papa incontra giovani, Ius soli

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:29

“Madrid muove soldati e mediatori” è il titolo di apertura di Avvenire di domani dedicato alla crisi spagnola con la Catalogna decisa a proclamare l’indipendenza e lo Stato a contrastarla.
In grande evidenza poi la convocazione da parte del Papa di un incontro a marzo con “tutti i giovani, anche di altre fedi e non credenti” per ascoltare i loro problemi e dubbi prima del Sinodo loro dedicato.
Ancora, gli sviluppi politici dell’appoggio esterno al governo deciso da Mdp, con l’esecutivo che supera il primo ostacolo parlamentare sul Def e, con Gentiloni, chiede di non buttare tutto a mare.
Ancora, il nodo della legge su Ius soli temperato e Ius culturae con lo sciopero della fame a staffetta annunciato da molti parlamentari a cui aderirà anche il ministro Delrio. Sullo stesso tema le parole del presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, che sottolinea come la cittadinanza sia da inserire in un percorso di integrazione.
L’editoriale, a firma di Carlo Bellieni, è dedicato ai nuovi limiti all’aborto votati dal Congresso Usa.

Settimana sociale: Gatti, “c’è molta attenzione e una certa curiosità da parte del mondo politico”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:29

“C’è molta attenzione e una certa curiosità da parte del mondo politico. Proprio oggi alla Camera dei deputati, incontrando alcuni parlamentari, ho trovato molto interesse per le proposte contenute nell’ultima parte dell’Instrumentum Laboris della 48ª Settimana sociale, sia per la concretezza sia per il taglio”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Sergio Gatti, direttore generale di Federcasse e vicepresidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, nel corso della prima diretta streaming in preparazione all’appuntamento di Cagliari dove, dal 26 al 29 ottobre si svolgerà la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Sollecitato dal giornalista di Tv2000, Fabio Bolzetta, Gatti ha parlato dei “quattro registri comunicativi” che caratterizzano l’evento: denuncia, racconto, buone pratiche e proposte. Per quanto riguarda la denuncia, il vicepresidente ha annunciato che a Cagliari sarà allestita “una mostra che – ha spiegato – racconterà per immagini il lavoro che non ci piace, che non vogliamo”. A questa si aggiungeranno tre testimonianze di lavoratori che precederanno gli interventi di “decisori”: il ministro Claudio De Vincenti e Marco Bentivogli, segretario generale della Fim-Cisl. Sarà poi proiettato un “docu-film sul lavoro che vogliamo in cui sono raccontare sette storie straordinariamente belle, eccellenti, intervallate con considerazioni, riflessioni, preoccupazioni, piccole conquiste, grandi speranze di una famiglia di Taranto, per non dimenticare i volti di chi non riesce ancora a trovare una storia di soddisfazione personale”. Rispetto alle “buone pratiche”, Gatti ha osservato che “abbiamo trovato una grandissima energia, una grande capacità generativa, una capacità di applicare buone idee a situazioni imprenditoriali”. Suddivise nei filoni “scuola”, “impresa”, “amministrazione locali”, il vicepresidente ha rilevato come “alleanze spesso non a tavolino tra i soggetti danno vita a esperienze interessanti”. Delle 400 “buone pratiche” verrà fatto un “album perché siano considerate replicabili e insegnamenti per migliorare lo sviluppo di queste esperienze”. Alcune di queste verranno visitate dai delegati presenti a Cagliari. Gatti ha poi ricordato che nell’ultima parte dell’Instrumentum Laboris sono presenti una trentina di punti che sono proposte. Rispetto alle “nuove tecnologie, alla loro invasività, all’aumento di robot e macchine capaci di lavorare in autonomia”, il vicepresidente ha sottolineato che non serve “un atteggiamento di inutile e sterile contrarietà” ma un “atteggiamento critico che ci aiuta a governare questo passaggio”. C’è bisogno di “una cultura che vuole affrontare a viso aperto questo passaggio che ha tante opportunità ma anche tanti rischi”. Le proposte che usciranno dai lavori di Cagliari saranno “immediatamente cantierabili, strutturali e utopistiche”. Tra quelle utopistiche, Gatti ha richiamato quella che prevede di “inserire nello statuto della Banca centrale europea accanto al parametro dell’inflazione, come riferimento per manovrare le leve della politica monetaria, quello dell’occupazione. Federal Reserve negli Stati Uniti e Bank of England nel Regno Unito hanno già questi riferimenti”. D’altra parte “o l’Europa fa un passo deciso e si occupa del ‘pilastro sociale’ oppure difficilmente potrà reggere”. Il vicepresidente ha concluso evidenziando l’importanza del “dopo Cagliari” perché “è lì che si realizza almeno una parte delle cose che stiamo cercando di costruire”.

Diocesi: Caritas Torino, aperto il centro “Il Balsamo di Filomena” per senza fissa dimora ammalati

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:18

Un luogo per l’accoglienza dei senza fissa dimora con problemi di salute. È nato a Torino “Il Balsamo di Filomena”, il nuovo servizio della Caritas diocesana, realizzato in uno spazio del seminario metropolitano con la collaborazione di una serie di associazioni. Lo comunica il settimanale diocesano “La voce e il tempo”. L’attività nasce come risposta a una esplicita richiesta. “Nel tradizionale incontro natalizio dell’arcivescovo con i senza dimora nel 2012 – spiega il direttore della Caritas, Pierluigi Dovis – veniva chiesto uno spazio diurno per alleggerire la permanenza in strada e nel 2013 è nata ‘La Sosta’, in via Giolitti; lo scorso anno invece è stata segnalata la necessità di un qualcosa di simile, ma adatto ad ospitare chi è ammalato”. Il nome “Il Balsamo di Filomena” ricorda Filomena Solimena, per anni presidente dei commercianti di via Paolo Sacchi, a Torino, che intendeva realizzare un progetto in favore delle persone senza fissa dimora ma senza riuscirci a causa della scomparsa prematura. L’accesso al centro, in cui saranno costantemente presenti due volontari, è possibile su invio da parte di enti, servizi sociali e parrocchie o comunità religiose, che lavorano con i più poveri, e sarà possibile in base a una dichiarazione medica. I posti a disposizione sono una quindicina, mentre sono una sessantina i volontari. L’apertura del centro è prevista dalle 8.30 alle 17.30, dal lunedì al venerdì.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:13

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

http://89.97.250.171/News/2017/10/04/2017100401856302794.MP4

Def, voto favorevole del Parlamento

Il governo incassa il voto del Parlamento sulla nota di aggiornamento del Def, il quadro economico-finanziario della prossima legge di bilancio. “Un voto all’insegna della responsabilità e della stabilità”, commenta il premier Paolo Gentiloni. La maggioranza apre a sinistra e si impegna a rivedere i super ticket nella sanità. Ma Mdp non cambia posizione: “Ne discuteremo quando andrà al voto la manovra economica”, dicono.

Sinistra, scintille tra D’Alema e Pisapia

Massimo D’Alema e Giuliano Pisapia, così vicini, così lontani. Ancora tensioni a sinistra tra l’ex premier e l’ex sindaco di Milano. Pisapia parla di un D’Alema “divisivo” e lo invita a fare un passo di lato. All’opposto D’Alema chiede a Pisapia di candidarsi, ma non gli riconosce l’autorità di vietare ad altri di farlo. “Decideranno le primarie”, dice D’Alema, mentre Pisapia risponde che è troppo tardi. Nelle prossime ore, forse, un faccia a faccia per chiarire. Sempre più forti le voci di una divisione consensuale.

Anas annuncia investimenti per quasi 30 miliardi

Un piano di rilancio degli investimenti da 29,5 miliardi di euro. A presentarlo l’Anas, che annuncia interventi su oltre 16mila km, il 60% della sua rete. I 29,5 miliardi saranno investiti in cinque anni. Il ministro Graziano Delrio chiede uno sforzo in più sulla manutenzione. “Siamo sulla strada giusta, ma si potrebbe migliorare”, dice.

San Francesco, Gentiloni ad Assisi

L’esempio di San Francesco, patrono d’Italia, per risollevare il Paese. Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni ad Assisi sprona la politica a non “dilapidare” i risultati raggiunti in questi anni. “Abbiamo recuperato buona parte dei posti lavoro persi nella crisi. Il Parlamento e la politica devono essere responsabili”, dice il premier citando il Santo di Assisi come esempio di accoglienza, solidarietà e sensibilità ambientale. Anche Beppe Grillo e Luigi Di Maio ricordano il Santo a cui, spiegano, i Cinque Stelle si ispirano.

Stati Uniti: approvata legge che vieta l’aborto dopo 20 settimane dal concepimento. Mons. Dolan presenta il programma “Respect life”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:05

(da New York) Con 237 sì e 189 no la Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha votato una norma che proibisce l’aborto dopo 20 settimane dal concepimento, con l’unica eccezione del rischio per la vita della madre o di un concepimento avvenuto durante uno stupro o un incesto. La legge modifica il codice penale federale e punirà con una multa e con cinque anni di carcere qualsiasi persona che eseguirà o tenterà di eseguire un aborto in violazione del dettato legislativo. La norma, nota come “Pain-Capable Unborn Child Protection Act” – Legge per la protezione dei bambini non nati, sensibili al dolore – è stato approvato proprio all’inizio del mese che la chiesa cattolica statunitense dedica alla protezione della vita. Il 29 settembre il cardinale di New York, Timothy Dolan, a capo della Commissione a tutela della vita, istituita dalla Conferenza episcopale aveva scritto ai rappresentanti della Camera una lettera aperta in cui li invitava, in vista del voto, a sostenere la piena tutela giuridica di tutti i bambini non nati e ad affrontare con urgenza le problematiche che portano le donne “a considerare l’aborto come soluzione, mentre servono risposte a tutela sia della madre che del figlio”. Il cardinale ha denunciato le pratiche “inquietanti” e le “azioni deplorevoli condotte sui feti da tante cliniche abortiste” grazie a una legge giudicata “troppo permissiva”.
Monsignor Dolan ha voluto sottolineare che questa legge mette d’accordo sia i sostenitori della vita che quelli della libertà di scelta perché mostra attenzione sia ai bambini che possono sopravvivere a questi aborti, sia alle mamme che rischiano la vita sottoponendosi a tale pratica in gravidanza avanzata. Stamani il cardinale, a nome di tutti i vescovi, ha presentato il programma “Respect life – Rispettare la vita”, che per tutto il mese di ottobre aiuterà parrocchie, scuole, associazioni a costruire una cultura della vita e della dignità umana offrendo una panoramica su aborto, pena di morte, eutanasia.

Diocesi: mons. Pompili (Rieti), “non girare le spalle ai ‘poveri cristi’ che vediamo vagare in città”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 19:00

“Il rischio oggi della nostra fede non è solo quello di estinguersi, ma di essere confinata in una zona franca che non tocca le questioni vitali e si accontenta di un generico sentimento che lascia intatte le condizioni concrete, dentro e fuori di noi”. Lo ha affermato oggi pomeriggio il vescovo di Rieti, mons. Domenico Pompili, nel corso della celebrazione eucaristica celebrata per la solennità di San Francesco nella chiesa reatina dedicata al santo. “In queste ultime settimane proprio in questo quartiere di San Francesco a Rieti ci sono state polemiche a proposito della presenza di immigrati che disturbavano la quiete pubblica”, ha osservato il vescovo. “Nessuno sottovaluta l’impatto che queste nuove presenze possono produrre”, ha proseguito, “ma non possiamo accontentarci di veder garantita la sicurezza, chiudendo gli occhi su un fenomeno che è sotto gli occhi di tutti”. Pompili ha ricordato la frase pronunciata da Gesù: “Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro”. “Come ad ammonirci – ha rilevato – che le sue ‘piaghe’ oggi sono le situazioni che vanno affrontate con realismo e senso della misura, ma senza girare le spalle ai ‘poveri cristi’ che vediamo vagare in città”. “È importante fare la nostra parte non solo con la Caritas e la mensa di santa Chiara – ha aggiunto – ma anche ciascuno con un pensiero critico e non strumentale che dia prova di accoglienza”. “Sapendo che tale fenomeno non è breve né transitorio, ma invita a rivedere il nostro modello di società”. Il vescovo ha concluso con alcune domande: “Cosa farebbe oggi San Francesco? Si limiterebbe ad inveire contro o costruirebbe spazi di fraternità? A noi spetta dare una risposta pronta e sostenibile perché ‘lo spirito si rivela nella carne’”. Nel corso della celebrazione si è data lettura della comunicazione della costituzione, a Rieti, della comunità francescana interobbedienziale, formata da un conventuale, un minore e un cappuccino.

Settimana sociale: mons. Santoro, “il lavoro degno è una risposta al bisogno che c’è in ciascuno di noi”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:57

“Il lavoro degno è una risposta al bisogno che c’è in ciascuno di noi. Il bisogno di vivere, di realizzarsi. Il bisogno del pane, degli affetti, dell’infinito. Nella nostra vita c’è un bisogno globale che abbraccia tutto e attraverso al lavoro si dà una risposta al bisogno che abbiamo”. Lo ha affermato oggi pomeriggio mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane sociali, nel corso della prima diretta streaming in preparazione all’appuntamento di Cagliari dove, dal 26 al 29 ottobre si svolgerà la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani sul tema “Il lavoro che vogliamo: libero, creativo, partecipativo e solidale”. Rispondendo alle sollecitazioni del giornalista di Tv2000, Fabio Bolzetta, mons. Santoro ha parlato della “bellezza del tema del lavoro” e ha ripercorso il “cammino sinodale, con vari contributi da tutta Italia, dalle varie diocesi” in preparazione all’evento. Dopo aver commentato i quattro aggettivi che qualificano il lavoro presenti nel titolo, l’arcivescovo ha sottolineato che “attraverso il lavoro la persona realizza se stessa”. “Quello che ci ferisce – ha riconosciuto – sono i volti delle persone che vengono a chiedere il lavoro”. Per questo, a Cagliari saranno “i volti, le facce delle persone in primo luogo” a orientare i lavori. “Come Chiesa – ha aggiunto – mettiamo innanzitutto in evidenza il significato e il valore del lavoro degno” che “viene prima del puro e semplice risultato economico”. Nel suo intervento mons. Santoro ha citato alcune problematiche come il numero dei disoccupati, i “neet”, la precarietà, il caporalato, l’insicurezza, le morti sul lavoro, le agromafie e le ecomafie. Ma anche le “buone pratiche che sono in atto”. Si tratta di “tante esperienze positive” come il “Progetto Policoro” e quello dei “Cercatori di LavOro” che “vogliamo sostenere” perché “i quattro aggettivi diventino realtà”. Riferendosi poi ai 1.500 delegati che saranno a Cagliari, l’arcivescovo ha assicurato che “insieme troveremo linee per offrire soluzione concrete, formuleremo delle proposte da presentare poi al Parlamento italiano e a quello europeo”. Servirà “l’apporto creativo di ciascun delegato” per giungere a “risposte reali e praticabili”. E “nelle singole diocesi dovrà esserci un nucleo che indichi alla gente come trovare la strada per le soluzioni. Bisognerà riattivare un cuore che indichi cammini di risposta ai problemi del quotidiano, per offrire speranza”.

Uganda: presentato ad Arua nuovo progetto di Medici con l’Africa Cuamm per rafforzare sistema sanitario della regione del West Nile e del distretto di Kiryandongo

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:52

È stato presentato ufficialmente oggi ad Arua, in Uganda, il nuovo progetto di Medici con l’Africa Cuamm volto al rafforzamento del sistema sanitario della regione del West Nile e del distretto di Kiryandongo, per garantire assistenza alimentare e sanitaria alle mamme e ai bambini della zona, sia tra la popolazione residente, sia tra i rifugiati del Sud Sudan. “In sei distretti coinvolti, puntando in primo luogo sulla formazione e il potenziamento delle capacità del personale già presente negli ospedali e nei centri di salute dell’area, per una rete di 257 strutture sanitarie, l’obiettivo – spiega una nota di Medici con l’Africa Cuamm – è di migliorare la qualità dei servizi sanitari a cui accede una popolazione di oltre 2.180.000 ugandesi e quasi 1.000.000 di rifugiati. Di questi, oltre 160.000 sono donne in gravidanza o in allattamento e oltre 564.600 sono bambini sotto i 5 anni. Con un investimento di oltre 1.800.000 dollari da spendere in 12 mesi, si interverrà per rispondere nell’immediato e nel lungo periodo ai bisogni sanitari ed alimentari di una popolazione in rapidissima crescita, con migliaia di arrivi al giorno dal Sud Sudan”.
La regione di West Nile e il distretto di Kiryandongo, con circa 2.700.000 abitanti, sono infatti in prima linea nell’accoglienza dei Sud Sudanesi in fuga dagli scontri e dalla fame. Nei 19 campi rifugiati distribuiti nella zona si è già superato il milione di persone ospitate e si prevede che entro la fine dell’anno saranno 1.200.000 i rifugiati Sud Sudanesi presenti nell’area. Numeri coerenti con la politica di apertura dell’Uganda nei confronti dei rifugiati in fuga dal Sud Sudan, che però richiedono con urgenza un intervento in West Nile, dove l’aumento della popolazione presenta potenziali rischi per la salute delle persone. Il governo Ugandese ha quindi individuato la necessità di rafforzare il sistema sanitario della zona. Va in questa direzione il progetto di Medici con l’Africa Cuamm, sviluppato con Unicef in collaborazione con le autorità locali. “Il nostro progetto in West Nile e nel distretto di Kiryandongo è iniziato ad agosto – spiega Peter Lochoro, medico ugandese, rappresentante nel Paese di Medici con l’Africa Cuamm – e questi due giorni di incontri ad Arua, ieri e oggi, sono stati per noi importanti per coinvolgere i partner nel nostro lavoro e condividere obiettivi comuni. Tutti hanno espresso piena fiducia nella possibilità di portare insieme miglioramenti significativi anche qui, in questa regione che negli ultimi mesi si è trovata in prima linea nell’accogliere i rifugiati del Sud Sudan, pur con i pochi mezzi a disposizione”.

Agromafie: Coldiretti, “un business da 21,8 miliardi di euro”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:51

“Dal pesce alla frutta, dai ristoranti ai caffè il volume d’affari delle agromafie è salito a 21,8 miliardi di euro con un balzo del 30% nel 2017 con attività che riguardano l’intera filiera del cibo, della sua produzione, trasporto, distribuzione e vendita”. Lo afferma la Coldiretti, in riferimento all’operazione che ha portato agli arresti di presunti appartenenti al clan Rinzivillo. “Le mafie – spiega la Coldiretti – condizionano il mercato agroalimentare stabilendo i prezzi dei raccolti, gestendo i trasporti e lo smistamento, il controllo di intere catene di supermercati, l’esportazione del nostro vero o falso Made in Italy, la creazione all’estero di centrali di produzione dell’Italian sounding e lo sviluppo ex novo di reti di smercio al minuto”. In questo modo “la malavita si appropria – sottolinea la Coldiretti – di vasti comparti dell’agroalimentare e dei guadagni che ne derivano, distruggendo la concorrenza e il libero mercato legale e soffocando l’imprenditoria onesta, ma anche compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani e il valore del marchio Made in Italy”. “Le agromafie vanno contrastate nei terreni agricoli, nelle segrete stanze in cui si determinano in prezzi, nell’opacità della burocrazia, nella fase della distribuzione di prodotti che percorrono centinaia e migliaia di chilometri prima di giungere al consumatore finale, ma soprattutto con la trasparenza e l’informazione dei cittadini che devono poter conoscere la storia del prodotto che arriva nel piatto”, afferma il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, nel sottolineare che “per l’alimentare occorre vigilare sul sottocosto e sui cibi low cost dietro i quali spesso si nascondono ricette modificate, l’uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi se non l’illegalità o lo sfruttamento”.

Bangladesh: Unicef, “oltre 500.000 Rohingya fuggiti dal Myanmar, l’emergenza di rifugiati di più rapido sviluppo al mondo”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:43

“Dal 25 agosto oltre 500mila Rohingya sono fuggiti dal Myanmar, rendendo questa l’emergenza di rifugiati di più rapido sviluppo al mondo”. Lo scrive in una nota l’Unicef che chiede, numeri alla mano, maggiore attenzione sull’emergenza umanitaria dei rifugiati nel Bangladesh meridionale. “Il territorio totale occupato attualmente dai rifugiati è di 9,6 milioni di metri quadrati, equivalente a 889 campi di calcio. Fino al 60% dei nuovi arrivati sono bambini e il 30% sono bambini sotto i cinque anni – sottolinea l’Unicef -. Il 3% dei rifugiati arrivati recentemente sono donne in stato di gravidanza e il 7% in fase di allattamento”. L’alimentazione è tra le principali difficoltà per i rifugiati. “Fino al 90% di coloro che sono arrivati recentemente hanno dichiarato di mangiare solo un pasto al giorno – sottolinea l’Unicef -. Nell’insediamento di Balukhali, i tassi di malnutrizione erano già superiori alla soglia di emergenza. Si stima che un bambino su cinque, sotto i cinque anni, soffra di malnutrizione acuta. Sono stati identificati e aiutati oltre 1.600 bambini non accompagnati”. Il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia ha apprezzato l’attività di accoglienza del governo e dei cittadini del Bangladesh. “Hanno dimostrato uno spirito di generosità straordinario, aprendo i confini del Paese e guidando le azioni di aiuto ai rifugiati”, affermano il direttore generale dell’Unicef, Anthony Lake, e il sottosegretario delle Nazioni Unite per le questioni umanitarie, Mark Lowcock. Vengono richiesti, però, maggiori aiuti. “I rifugiati stanno vivendo in fragili baracche di bambù e plastica in siti molto affollati – aggiungono -. In queste condizioni, c’è un rischio sempre più grande di epidemie. Abbiamo urgente bisogno di aiuto e di risorse che ci consentiranno di continuare ad ampliare e sostenere i nostri sforzi. I fondi sono urgentemente necessari affinché tutti i rifugiati abbiano accesso a cibo, rifugi, acqua, strutture igienico-sanitarie, cure mediche e servizi per la protezione”.

Tv2000: un programma sul “Padre nostro” con don Marco Pozza che intervista Papa Francesco

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:36

C’è un’ intervista a Papa Francesco nel nuovo programma di Tv2000 “Padre Nostro”, in onda a partire dal 25 ottobre alle ore 21.05. Il Pontefice parla della paternità di Dio con don Marco Pozza, giovane cappellano del carcere di Padova, autore e conduttore del programma. Nove puntate, ogni mercoledì, nel corso delle quali don Marco incontra anche noti personaggi laici del mondo della cultura e dello spettacolo, che s’interrogano sul senso della più conosciuta, familiare, ma anche teologica tra le preghiere cristiane.
Umberto Galimberti, Erri De Luca, Carlo Petrini, Pif, Maria Grazia Cucinotta, Flavio Insinna, Silvia Avallone, Simone Moro e Tamara Lunger, accompagnano il sacerdote in un viaggio dai cieli alla terra. Da Reggio Calabria a Milano, da Napoli a Bologna, passando per la laguna di Orbetello, Fabriano, Castelluccio di Norcia, il “Padre Nostro” viene attraversato seguendo il percorso tracciato da storie di uomini e donne che ne esplicitano il senso: la figlia di un ergastolano e un ingegnere aerospaziale, una monaca di clausura e una ballerina di burlesque, degli ex-alunni di don Milani e un fotografo di Frontex, il padre di un ragazzo ucciso dalla camorra e un calzolaio-scultore, la varietà della carne che spiega lo spirito. Don Marco Pozza dipana il filo del discorso sulla preghiera camminando sotto le volte affrescate di Palazzo delle Aquile a Palermo, avendo come scenografia le Terme di Caracalla, oppure sorvolando in elicottero le Alpi Orobie. La regia è di Andrea Salvadore.
Mercoledì 18 ottobre, alle 16, il programma sarà presentato alla Filmoteca vaticana. Interverranno mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione della Santa Sede, don Marco Pozza, autore e conduttore, Paolo Ruffini, direttore di Tv2000, Andrea Salvadore, regista e autore.

Diocesi: Catania, festeggiato ieri il 25° di consacrazione episcopale di mons. Gristina

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:19

La Chiesa di Catania ha festeggiato l’arcivescovo, mons. Salvatore Gristina, nel 25° della sua consacrazione episcopale, ricevuta il 3 ottobre 1992 nel duomo di Palermo, per l’imposizione delle mani del card. Salvatore Pappalardo. Il presule, rieletto recentemente presidente della Conferenza episcopale siciliana, nell’incontro con i giornalisti ha ricordato i predecessori Luigi Bommarito, Domenico Picchinenna, Guido Luigi Bentivoglio, Carmelo Patané nonché il beato card. Dusmet e i familiari defunti. Nella cattedrale, gremita dei fedeli di 157 parrocchie, il presule, cui Papa Francesco ha indirizzato una lettera di lode per il servizio pastorale svolto, ha presieduto la solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento con 27 vescovi, tra i quali i cardinali Salvatore De Giorgi e Paolo Romeo, e il proprio presbiterio, alla presenza di autorità civili e militari, di sindaci del territorio, degli Ordini del Santo Sepolcro e di Malta e dell’iman di Sicilia. Mons. Salvatore Gristina è nato a Sciara (Pa) il 23 giugno 1946 ed è stato ordinato sacerdote il 17 maggio 1970.

Pastorale: Pul, quarta edizione della Scuola internazionale di management con mons. Viganò e don Maffeis

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:13

Prenderà il via il prossimo 20 novembre la quarta edizione della Scuola internazionale di management pastorale che si svolgerà a Roma, presso la Pontificia Università Lateranense (Pul), fino al 6 novembre 2018. Nella due giorni di apertura – 20 e 21 novembre – sarà presente il prefetto della Segreteria per la comunicazione della Sante Sede, mons. Dario Edoardo Viganò, che terrà una lezione sulle trasformazioni del Management pastorale causate dalla rivoluzione digitale. Il Corso ha ottenuto anche il patrocinio morale dell’Ufficio nazionale per le comunicazione sociali della Cei, con una presenza significativa del suo direttore, don Ivan Maffeis. Lo slogan scelto per l’occasione, “La cultura dell’incontro nel nuovo scenario digitale”, “ben si adatta – si legge in una nota – ad una Chiesa che accetta la sfida dell’innovazione (soprattutto a livello comunicativo e formativo), in un’ottica di fede, discernimento e comunione”. L’obiettivo della quarta edizione della Scuola è quello di “comprendere, guidare e comunicare i cambiamenti delle comunità di fede in un mondo iperconnesso, offrendo un modello di governance pastorale che sia in grado di interagire in maniera virtuosa e creativa con il ‘digitale’, allo scopo di individuare e gestire le migliori best practices necessarie alla costruzione della Chiesa del futuro”. Sul sito web www.pastoralmanagement.it sono disponibili le informazioni riguardanti modalità d’iscrizione e ammissione, percorsi formativi specifici e calendari.

Esteri: 25 anni di pace in Mozambico. Riccardi, ci fu un ruolo decisivo del governo italiano

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:03

“La guerra del Mozambico fu definita più volte una ‘guerra di procura’. Ma la realtà è che quel Paese era destabilizzato dalla guerriglia, dietro a cui si celavano gli interessi sul traffico d’avorio. Era uno stato stremato, per decenni depredato dei suoi migliori lavoratori e dei suoi giovani”. Così il fondatore della Comunità di Sant’Egidio, Andrea Riccardi, è intervenuto oggi pomeriggio a Roma per ricordare i 25 anni dagli Accordi generali di pace che posero fine alla guerra civile in Mozambico. Tra gli interlocutori che in quegli anni si attivarono per far cessare il conflitto, ci fu proprio la Comunità di Sant’Egidio che ebbe il merito di tessere un dialogo in favore dell’unità del popolo mozambicano. Con l’Accordo generale di pace – raggiunto nel 1992 da alcuni membri della Comunità quali il fondatore Andrea Riccardi e don Matteo Zuppi, oggi arcivescovo di Bologna – si stabiliva la consegna delle armi della guerriglia alle forze dell’Onu, l’integrazione degli ex combattenti nell’esercito regolare e le procedure di pacificazione delle zone rurali. Proprio Riccardi ha ricordato oggi come l’Italia, pur non avendo rapporti coloniali con il Mozambico, riuscì a essere decisiva nel processo di pace del 1992.
“Il Governo italiano non si rassegnava a lasciare quell’area al blocco sovietico”, ha spiegato il fondatore di Sant’Egidio, ricordando che le trattativa costarono in totale 1 milione e 350 mila dollari. “Il processo per raggiungere la pace fu il frutto della creatività politica e della cooperazione internazionale – ha aggiunto –. Giulio Andreotti credette molto nei negoziati, seguendo da vicino tutti i passaggi con grande discrezione, ma anche il Partito comunista italiano era molto influente sul regime mozambicano”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Esteri: 25 anni di pace in Mozambico. Da Alfano (ministro) grazie a Sant’Egidio. Un auspicio per la situazione libica

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 18:01

“Gli accordi generali di pace del 4 ottobre 1992 hanno prodotto un risultato durevole, garantendo un quarto di secolo di pace e di crescita economica per il Mozambico. La stabilità di questo Paese ha prodotto non solo la libertà, ma anche la democrazia e il progresso tecnologico”. Lo ha detto il ministro degli esteri, Angelino Alfano, nel corso del convegno “Mozambico: una pace italiana”, che si è tenuto questo pomeriggio nel palazzo della Farnesina di Roma nel venticinquesimo anniversario dagli Accordi generali di pace del 4 ottobre 1992. Quel giorno, a Roma, il presidente mozambicano e segretario del FreLiMo, Joaquim Chissano, e Afonso Dhlakama, leader della ReNaMo, la guerriglia che lottava dall’indipendenza contro il governo di Maputo, firmarono un accordo che metteva fine a 17 anni di una guerra civile che provocò centinaia di migliaia di morti e oltre 3 milioni di sfollati. “Non si fa la pace senza il consenso dei popoli”, ha affermato Alfano elogiando il lavoro della comunità di Sant’Egidio, “a cui va il merito di aver creduto fortemente in quella trattativa di pace”. La risoluzione di quella vicenda – ho sottolineato il ministro – avvenne “grazie a una pacificazione, che fu storica perché promossa non da uno Stato, ma da un’associazione”. Nel corso delle celebrazioni di oggi alla Farnesina, Alfano ha poi auspicato “di raggiungere anche per la situazione attuale in Libia gli stessi risultati che furono raggiunti per il Mozambico”.

(Foto Siciliani-Gennari/SIR)

Conferenza episcopale abruzzese-molisana: mons. Gianfranco De Luca eletto vicepresidente. Vescovi vicini ai cristiani perseguitati in Iraq

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 17:55

Si è riunita questa mattina a Chieti, in seduta ordinaria, la Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam). La riunione guidata dall’arcivescovo di Chieti-Vasto, mons. Bruno Forte, in qualità di presidente, ha ospitato l’intervento di Alessandro Monteduro, direttore nazionale di “Aiuto alla Chiesa che soffre”, fondazione di diritto pontificio nata nel 1947 per sostenere la Chiesa in tutto il mondo, con particolare attenzione alle situazioni in cui è perseguitata. “L’audizione di Monteduro – si legge in una nota diffusa dalla Ceam – ha avuto come scopo quello di illustrare ai vescovi della Regione ecclesiastica i progetti della Fondazione con particolare riferimento a quanto si sta realizzando in favore dei cristiani in Iraq. Oltre 120mila cristiani iracheni, infatti, in seguito alla persecuzione in atto contro di essi, sono dovuti fuggire nel Kurdistan. Con le offerte ricevute, l’Acs ha già potuto costruire 150 strutture prefabbricate ad uso abitativo e sostenere le spese di affitto per tante altre famiglie. Inoltre, è stato possibile costruire otto scuole prefabbricate, per far sì che la drammatica crisi irachena non comprometta per sempre il futuro dei piccoli cristiani”.
Successivamente, l’Assemblea ha provveduto ad eleggere il vicepresidente della Conferenza episcopale nella persona del vescovo di Termoli-Larino, mons. Gianfranco De Luca. Al neo vescovo di Trivento, mons. Claudio Palumbo, è stato assegnato il settore delle Comunicazioni sociali e cultura e quello del laicato, settori affidati prima a mons. Angelo Spina, ora arcivescovo di Ancona.Osimo. Il vescovo emerito di Trivento, mons. Angelo Scotti, è stato riconfermato delegato della Ceam per le Vocazioni. L’arcivescovo di Campobasso-Bojano, mons. Giancarlo Bregantini, delegato Ceam per i Problemi sociali, giustizia e pace ha relazionato sulla pastorale carceraria. Infine, a mons. Tommaso Valentinetti, arcivescovo di Pescara-Penne, è stato assegnato il settore Migranti in aggiunta a quello per la Carità e la Salute.

Università cattolica: 25° Istituto di bioetica. Mons. Giuliodori, “far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità umana”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 17:43

Gli studi di bioetica sono necessari ancor più nella società attuale alle prese con questioni complesse. Ne è convinto mons. Claudio Giuliodori, assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica, che ha parlato in occasione del convegno “La bioetica nella formazione in ambito sanitario”, organizzato dall’Università Cattolica del Sacro Cuore per celebrare i 25 anni dell’Istituto di bioetica. “Di fronte alla complessità e al frantumarsi dei riferimenti fondativi fino al diffondersi, e purtroppo affermarsi, di visioni puramente pragmatiche e sostanzialmente relativistiche – ha detto -, si rende necessario un ancor più accurato e incisivo impianto etico che sappia contrastare le derive ideologiche e far risplendere i fondamenti veritativi a servizio del bene integrale e della dignità dell’essere umano”. “Il cambio del nome – ha commentato mons. Giuliodori -, con l’aggiunta di ‘Medical Humanities’ non rappresenta pertanto un cedimento ad approcci meno vincolanti e solidi, indica piuttosto l’esigenza di coniugare sempre più i fondamenti tradizionali dell’etica personalistica e cristiana con le nuove frontiere del pensiero e con gli umanesimi, o presunti tali, del nostro tempo. Ci sollecita in questa direzione anche il richiamo che Papa Francesco ha fatto domenica scorsa a Bologna parlando al mondo accademico: ‘Contro una pseudocultura che riduce l’uomo a scarto, la ricerca a interesse e la scienza a tecnica, affermiamo insieme una cultura a misura d’uomo, una ricerca che riconosce i meriti e premia i sacrifici, una tecnica che non si piega a scopi mercantili, uno sviluppo dove non tutto quello che è comodo è lecito'”. Per tutto questo, ha concluso mons. Giuliodori, “si è sempre speso l’Istituto di Bioetica e oggi non possiamo che formulare l’incoraggiamento a continuare con rinnovato slancio e con la collaborazione di tutte le componenti dell’Ateneo la sua preziosa missione di ricerca, formazione e consulenza clinica, in ambiti che i rapidi sviluppi scientifici e tecnologici rendono non meno importante ma ancor più necessaria e urgente”.

Salute: Coldiretti, “la mandragora è velenosa e viene spesso scambiata per altri tipi di piante”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 17:38

“La mandragora è uno degli ingredienti principali per la maggior parte delle pozioni mitologiche e leggendarie e il fatto che le radici siano caratterizzate da una peculiare biforcazione che ricorda la figura umana insieme alle proprietà anestetiche ha probabilmente contribuito a far attribuire alla mandragola poteri sovrannaturali in molte tradizioni popolari”. Lo afferma la Coldiretti in rifermento all’annuncio da parte del ministero della Salute di un richiamo per il ritiro dai supermercati di un lotto di spinaci millefoglie surgelati Bonduelle per “sospetta presenza di foglie di mandragora”. Citata da Machiavelli fino a Harry Potter, “nell’antichità alla mandragora – sottolinea la Coldiretti – venivano accreditate virtù afrodisiache mentre nel Medioevo qualità magiche e non è un caso che fosse inclusa nella preparazione di varie pozioni. È raffigurata in alcuni testi di alchimia con le sembianze di un uomo o un bambino, per l’aspetto antropomorfo che assume la sua radice in primavera. L’avvelenamento da verdure non commestibili è molto diffuso soprattutto nel periodo autunnale, quando molti appassionati si recano in campagna per raccogliere vari tipi di verdure”, conclude la Coldiretti nel sottolineare che la mandragora autunnale (Mandragora autumnalis) che è velenosa viene spesso scambiata per borragine (Borago officinalis) che è commestibile e utilizzata per minestre, frittate, risotti e ripieno di ravioli.

Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “comunione e speranza” affinché “la Chiesa sia davvero una madre fertile e premurosa”

Agensir.it - Wed, 2017-10-04 17:21

“Comunione e speranza”: sono le due parole che stasera mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna, ha “raccomandato” perché “la Chiesa sia davvero una madre fertile e premurosa”. “La comunione – ha spiegato – è affidata a ognuno di noi. Nessuno è spettatore in essa, tutti la doniamo e la riceviamo, nessuno ha diritto di umiliarla o usarla per sé in nome della sua verità o del suo punto di vista. Mai. E offendere la comunione è indebolire questa madre, la nostra Madre. Senza Comunione tutto diventa più difficile, rischiamo di diventare prigionieri del banale e mondano individualismo, intaccando quell’unità di diversi che è il dono, insieme alla pace, di Gesù che muore”. Nella comunione “il più grande è colui che si fa servo”. “Una Chiesa umile, ma non modesta”, l’auspicio dell’arcivescovo, per il quale “solo nella comunione potremo essere missionari”.
Riguardo alla speranza, mons. Zuppi ha messo in guardia da un possibile rischio: “Abbiamo la tentazione di essere vecchi e nuovi profeti di sventura che giudicano in astratto, che vedono i problemi dove non ci sono, i nemici e non il nemico e lo facciamo sempre convinti di noi stessi tanto da credere di non avere obblighi verso la comunione”. Ma, ha avvertito il presule, “c’è bisogno di uomini di speranza che credono alla luce quando c’è il buio, disposti a seminare bontà nella cattiveria, a costruire tenacemente l’amicizia quando c’è la divisione, di dare tutto per la Chiesa. Gesù ci fa ardere il cuore nel petto e si fa riconoscere nello spezzare del pane per affrontare le inevitabili difficoltà, i cambiamenti delle nostre strutture non ritirandosi ma uscendo incontro, costruendo sulle macerie della crisi di tante disillusioni”. Sì, ha concluso mons. Zuppi, “la Chiesa oggi, vuole rivolgersi a tutti per, come scriveva San Francesco amare i nostri prossimi come noi stessi, attirando tutti con ogni nostro potere al tuo amore, godendo dei beni altrui come dei nostri, e nei mali soffrendo insieme con loro e non recando nessuna offesa a nessuno. Parola, pane, poveri. Abbiamo con gioia condiviso il pane del cielo. Condividiamo quello della terra. Uno rimanda all’altro”.

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