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Mattarella: saranno gli elettori e poi i partiti a scrivere la pagina bianca aperta dalle elezioni

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 20:42

“Le elezioni aprono, come sempre, una pagina bianca: a scriverla saranno gli elettori e, successivamente i partiti e il Parlamento. A loro sono affidate le nostre speranze e le nostre attese”. Lo ha affermato il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nel messaggio di fine anno. Il Presidente si è richiamato subito in apertura ai 70 anni della Costituzione, “con il suo patrimonio di valori, di principi, di regole, che costituiscono la nostra casa comune, secondo la definizione di uno dei padri costituenti”. “Su questi valori, principi e regole si fonda, e si svolge – ha aggiunto il Capo dello Stato – la nostra vita democratica. Al suo vertice si colloca la sovranità popolare che si esprime, anzitutto, in libere elezioni”. Qui Mattarella ha ricordato di aver firmato “il decreto che conclude questa legislatura” e il voto fissato per il prossimo 4 marzo, sottolineando l’importanza di aver rispettato “il ritmo, fisiologico, di cinque anni, previsto dalla Costituzione” e di andare “a votare con una nuova legge elettorale approvata dal Parlamento, omogenea per le due Camere”. Legge che il Presidente evidenzia “insieme ad altri esiti positivi” della legislatura.

Papa Francesco: Te Deum, “riconoscenza” per i romani “artigiani del bene comune”, che “non fanno notizia”

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 17:29

“Oggi, nel rendimento di grazie a Dio, vi invito ad esprimere anche la riconoscenza per tutti questi artigiani del bene comune, che amano la loro città non a parole ma con i fatti”. Si è conclusa con questo appello alla parte sana della città di cui è vescovo, l’omelia del Papa per il tradizionale “Te Deum” di fine anno. “Provo un senso di simpatia e di gratitudine per tutte quelle persone che ogni giorno contribuiscono con piccoli ma preziosi gesti concreti al bene di Roma”, le parole di Francesco rivolte a quanti “cercano di compiere al meglio il loro dovere, si muovono nel traffico con criterio e prudenza, rispettano i luoghi pubblici e segnalano le cose che non vanno, stanno attenti alle persone anziane o in difficoltà, e così via”. “Questi e mille altri comportamenti esprimono concretamente l’amore per la città”, l’omaggio del Papa: “Senza discorsi, senza pubblicità, ma con uno stile di educazione civica praticata nel quotidiano. E così cooperano silenziosamente al bene comune”. “Ugualmente sento in me una grande stima per i genitori, gli insegnanti e tutti gli educatori che, con questo medesimo stile, cercano di formare i bambini e i ragazzi al senso civico, a un’etica della responsabilità, educandoli a sentirsi parte, a prendersi cura, a interessarsi della realtà che li circonda”, ha proseguito Francesco, secondo il quale “queste persone, anche se non fanno notizia, sono la maggior parte della gente che vive a Roma”. “E tra di loro – ha affermato – non poche si trovano in condizioni di strettezze economiche; eppure non si piangono addosso, né covano risentimenti e rancori, ma si sforzano di fare ogni giorno la loro parte per migliorare un po’ le cose”. Al termine del “Te Deum”, il Papa visita il presepe in piazza San Pietro.

Papa Francesco: Te Deum, “assumerci la nostra responsabilità” per guerre, “piccole e grandi offese alla vita”, “degrado umano, sociale e ambientale”

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 17:27

“Anche questo tempo dell’anno 2017, che Dio ci aveva donato integro e sano, noi umani l’abbiamo in tanti modi sciupato e ferito con opere di morte, con menzogne e ingiustizie”. È la denuncia del Papa, che nel tradizionale “Te Deum” di fine anno ha esortato a rendere grazie a Dio “per l’anno che volge al termine, riconoscendo che tutto il bene è dono suo”. “Le guerre sono il segno flagrante di questo orgoglio recidivo e assurdo”, ha spiegato Francesco: “Ma lo sono anche tutte le piccole e grandi offese alla vita, alla verità, alla fraternità, che causano molteplici forme di degrado umano, sociale e ambientale”. “Di tutto vogliamo e dobbiamo assumerci, davanti a Dio, ai fratelli e al creato, la nostra responsabilità”, l’appello del Papa: “Ma questa sera prevale la grazia di Gesù e il suo riflesso in Maria. E prevale perciò la gratitudine, che, come vescovo di Roma, sento nell’animo pensando alla gente che vive con cuore aperto in questa città”.

Papa Francesco: Te Deum, “gratitudine struggente non viene dall’io ma da Dio”

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 17:26

Maria è stata la prima ad aver sperimentato, mettendo al mondo suo figlio, la “pienezza del tempo”, e ad insegnarci l’atteggiamento di “gratitudine struggente” che “non viene dall’io, ma da Dio, e coinvolge l’io e il noi”. Lo ha spiegato il Papa, nell’omelia pronunciata questo pomeriggio nella basilica di San Pietro, in occasione del tradizionale “Te Deum” di ringraziamento a conclusione dell’anno civile, preceduto dai primi vespri e dall’esposizione del Santissimo Sacramento e seguito dalla benedizione eucaristica. “Questa celebrazione vespertina respira l’atmosfera della pienezza del tempo”, ha esordito Francesco: “Non perché siamo all’ultima sera dell’anno solare, tutt’altro, ma perché la fede ci fa contemplare e sentire che Gesù Cristo, Verbo fatto carne, ha dato pienezza al tempo del mondo e alla storia umana”. “La prima a sperimentare questo senso della pienezza donata dalla presenza di Gesù è stata proprio la donna da cui egli è nato”, ha fatto notare il Papa: “La Madre del Figlio incarnato, Madre di Dio. Attraverso di lei è sgorgata la pienezza del tempo: attraverso il suo cuore umile e pieno di fede, attraverso la sua carne tutta impregnata di Spirito Santo. Da lei la Chiesa ha ereditato e continuamente eredita questa percezione interiore della pienezza, che alimenta un senso di gratitudine, come unica risposta umana degna del dono immenso di Dio”. Si tratta, per Francesco, di “una gratitudine struggente, che, partendo dalla contemplazione di quel bambino avvolto in fasce e deposto in una mangiatoia, si estende a tutto e a tutti, al mondo intero”. “È un grazie che riflette la Grazia”, ha puntualizzato il Papa: “Non viene da noi, ma da lui; non viene dall’io, ma da Dio, e coinvolge l’io e il noi”. Per la prima volta, a fare da sottofondo alla celebrazione del “Te Deum”, non è il tradizionale organo a canne, ma un organo digitale di ultimissima generazione, già sperimentato nella Messa della notte di Natale.

"Riforma e riforme" su Studi di teologia

Evangelici.net - Sun, 2017-12-31 15:52
PADOVA - Nel cinquecentenario di Wittemberg è "Riforma e riforme" il tema sviluppato dal nuovo numero di Studi di teologia, periodico semestrale dell'Istituto di formazione evangelica e documentazione.

Papa Francesco: Angelus, “vicinanza” ai copti d’Egitto. Auguri a tutte le famiglie e per “una serena fine d’anno”. “Oggi è giorno di ringraziamento”

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 12:16

“Esprimo la mia vicinanza ai fratelli copti ortodossi d’Egitto, colpiti due giorni fa da due attentati a una chiesa e a un negozio nella periferia del Cairo”. Lo ha detto il Papa, al termine della recita dell’Angelus, riferendosi alle due tragedie dei giorni scorsi. “II Signore accolga le anime dei defunti, sostenga i feriti, i familiari e l’intera comunità, e converta i cuori dei violenti”, l’appello di Francesco. Poi “un saluto speciale alle famiglie qui presenti, e anche a quelle che partecipano da casa”: “La Santa Famiglia vi benedica e vi guidi nel vostro cammino”. “Non dimentichiamoci in questa giornata di ringraziare Dio per l’anno trascorso e per ogni bene ricevuto”, l’invito del Papa per la fine del 2017. “Ci farà bene oggi prenderci un po’ di tempo per ringraziare di tutte le cose belle che abbiamo ricevuto”, ha proseguito a braccio, esortando i fedeli a ringraziare anche per le “difficoltà”. “Oggi è giorno di ringraziamento”, l’altra aggiunta a braccio. “A tutti auguro una buona domenica e una serena fine d’anno”, gli auguri finali: “Vi ringrazio ancora dei vostri auguri e delle vostre preghiere: continuate per favore a pregare per me. Buon pranzo e arrivederci!”.

Papa Francesco: Angelus, anche famiglie “ferite” possono rinascere

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 12:10

“Gesù è venuto per far cadere le false immagini che ci facciamo di Dio e anche di noi stessi; per contraddire le sicurezze mondane su cui pretendiamo di appoggiarci; per farci risorgere a un cammino umano e cristiano autentico, fondato sui valori del Vangelo”. Lo ha spiegato il Papa, durante l’ultimo Angelus del 2017, davanti a una folla di migliaia di persone che lo hanno atteso in piazza San Pietro. “Non c’è situazione familiare che sia preclusa a questo cammino nuovo di rinascita e di risurrezione”, ha assicurato Francesco: “Ogni volta che le famiglie, anche quelle ferite e segnate da fragilità, fallimenti e difficoltà, tornano alla fonte dell’esperienza cristiana, si aprono strade nuove e possibilità impensate”. “Una grande gioia della famiglia è la crescita dei figli”, ha proseguito citando la vicenda terrena di Giuseppe, Maria e Gesù: “Essi sono destinati a svilupparsi e fortificarsi, ad acquisire sapienza e accogliere la grazia di Dio, proprio come è accaduto a Gesù. Egli è veramente uno di noi: il Figlio di Dio si fa bambino, accetta di crescere, di fortificarsi, è pieno di sapienza e la grazia di Dio è sopra di Lui”. “Maria e Giuseppe hanno la gioia di vedere tutto questo nel loro figlio; e questa è la missione alla quale è orientata la famiglia”, ha commentato il Papa: “Creare le condizioni favorevoli per la crescita armonica e piena dei figli, affinché possano vivere una vita buona, degna di Dio e costruttiva per il mondo. È questo l’augurio che rivolgo a tutte le famiglie, accompagnandolo con l’invocazione a Maria, Regina della Famiglia”.

Papa Francesco: Angelus, i genitori “sono i custodi” della vita dei figli, “non i proprietari”

Agensir.it - Sun, 2017-12-31 12:09

I genitori “sono i custodi” della vita dei propri figli, “non i proprietari”. A ricordarlo, sulla scorta dell’esperienza di Maria, Giuseppe e Gesù, che “crescono insieme come famiglia nell’amore reciproco e nella fiducia di Dio”, è stato il Papa, nell’ultimo Angelus di quest’anno, celebrato nel giorno della festa della Santa Famiglia di Nazaret. “I genitori di Gesù vanno al tempio per attestare che il figlio appartiene a Dio e che loro sono i custodi della sua vita e non i proprietari”, ha spiegato Francesco, secondo il quale “questo gesto sottolinea che soltanto Dio è il Signore della storia individuale e familiare; tutto ci viene da lui”. “Ogni famiglia è chiamata a riconoscere tale primato, custodendo ed educando i figli ad aprirsi a Dio che è la sorgente stessa della vita”, l’invito del Papa: “Passa da qui il segreto della giovinezza interiore, testimoniato paradossalmente nel Vangelo da una coppia di anziani, Simeone e Anna”.

Sacra Famiglia: mons. Seccia (Lecce), “le relazioni familiari siano vissute nella luce della fede”

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 18:30

“Vogliamo fare un bilancio della vita familiare oggi? Vogliamo chiederci se abbiamo veramente messo Gesù al centro nel rapporto tra genitori e figli, fratelli e sorelle, marito e moglie? Gesù è l’amore, si è fatto carne, ha condiviso la nostra umanità per dare valore alle nostre relazioni”. Lo ha detto l’arcivescovo di Lecce, mons. Michele Seccia, nel videomessaggio dedicato alla solennità della Sacra Famiglia, che si celebra domani, domenica 31 dicembre. “Siamo ancora davanti a Gesù per dirgli grazie di questo anno 2017 che ormai è agli sgoccioli”, ha aggiunto il presule che ha invitato a contemplarlo “ancora a Betlemme, tra Maria e Giuseppe, nelle semplicità e nella povertà, nel vissuto quotidiano”. “Chiediamo a Gesù che le relazioni familiari siano vissute sempre nella luce della fede, soprattutto quando ci sono difficoltà in famiglia”. “Allora – ha sottolineato mons. Seccia – si deve intensificare quella preghiera che forse si è dimenticata, un semplice segno di croce, un’ave Maria, un dire ‘Signore, apri tu le porte in questo momento che vediamo tutto chiuso e ci lasciamo prendere dal pessimismo’”. Infine, l’invito dell’arcivescovo a “ringraziare Dio per quest’anno che sta terminando” e ad “aprire il nostro cuore alla speranza”.

Ilva: mons. Santoro (Taranto), protocollo d’intesa tra governo ed istituzioni locali

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 18:16

Un protocollo d’intesa tra governo ed istituzioni locali per risolvere la questione Ilva e colmare quello che definisce “il debito ecologico” dell’Italia con la città. Lo chiede l’arcivescovo della diocesi di Taranto, mons. Filippo Santoro, nel messaggio di auguri alla sua comunità per il nuovo anno che arriva. “Desidero far giungere a ciascuno il mio messaggio augurale di buon anno. Mi piace farlo mentre mi accingo a raggiungere Sotto il Monte, in provincia di Bergamo, paese natale di Papa Giovanni XXIII, santo dei nostri giorni, per partecipare alla 50esima Marcia per la Pace. Porto in questa marcia, con tanti giovani provenienti da tutta l’Italia, l’intenzione di rafforzare la comunione nella mia città, manifestando il mio sostegno a tutti coloro che vorranno battersi per essa praticando i ponti del dialogo e del confronto. Taranto è sì la Città dei Due Mari  ma anche dei tre ponti, è come se strutturalmente raccontasse lo sforzo sempre maggiore di riunire, di collegare di raccordare, non di spartire, di separare di fronteggiare. Non dobbiamo scoraggiarci mai. Oggi il nostro quarto ponte potrebbe essere quel protocollo d’intesa, di programma, auspicato dal nostro sindaco Melucci, per rendere maggiori garanzie in questo cammino del governo e delle forze locali per cominciare a colmare il debito ecologico, per usare un termine dell’enciclica Laudato Si’, che l’Italia ha con la Città di Taranto. Avanti nel dialogo franco e raccoglieremo buoni frutti””.

Diocesi: Milano, Messa dell’arcivescovo il 1°gennaio con i rappresentanti del Consiglio delle Chiese cristiane

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 18:00

Fine del 2017 con gli anziani, inizio del 2018 con i rappresentanti delle altre confessioni cristiane per l’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini. Domani, domenica 31 dicembre, alle 16, sarà in visita al Pio Albergo Trivulzio, dove incontrerà gli anziani ospiti dell’istituto, il personale e la direzione. Nella chiesa del Centro pregherà con gli anziani, rivolgerà loro una riflessione e intonerà l’inno di ringraziamento “Te Deum”, che la Chiesa canta l’ultimo giorno dell’anno. Più tardi, alle 18.30, l’arcivescovo sarà nella parrocchia di San Fedele, dove assieme alla comunità religiosa dei Gesuiti e ai fedeli celebrerà l’Eucaristia e ripeterà il canto del “Te Deum”. Nell’omelia mons. Delpini rifletterà anche sull’anno quasi concluso. Al termine della Messa, si fermerà per l’incontro con i Gesuiti che reggono la parrocchia e il Centro San Fedele. Lunedì 1° gennaio, Giornata mondiale della pace, l’arcivescovo presiederà la celebrazione eucaristica in Duomo, alle 17,30. Alla Messa parteciperanno i rappresentanti delle diverse confessioni che aderiscono al Consiglio delle Chiese cristiane di Milano. Al termine, il presule li riceverà in arcivescovado. La celebrazione sarà trasmessa in diretta da Chiesa Tv (canale 195), www.chiesadimilano.it e Radio Mater.

Termometro politico: Istituto Ixè-Huffington Post, maggioranza di Centrodestra alla Camera e in Senato

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 17:52

La maggioranza sia alla Camera che in Senato sarebbe di Centrodestra, se si andasse oggi al voto. Lo segnala l’Istituto Ixè nella rilevazione effettuata per l’Huffington Post, registrando le intenzioni di voto per i collegi e la relativa assegnazione dei seggi in Parlamento alla data di oggi, sabato 30 dicembre. Alla Camera la coalizione composta da Forza Italia, Lega Nord e Fratelli d’Italia otterrebbe 292 deputati. Sarebbero 167 quelli del Movimento 5 Stelle e 138 quelli della coalizione di Centrosinistra, guidata dal Pd. Liberi e Uguali, lista guidata da Pietro Grasso, potrebbe contare su 29 seggi. Nella ripartizione territoriale dei collegi uninominali il Centrodestra otterrebbe 145 parlamentari, 51 il M5S, solo 35 il Centrosinista. Al Senato il quadro politico risulta analogo. Secondo la rilevazione Ixè, sarebbero 151 i seggi assegnati alla coalizione di Centrodestra, 83 quelli del Movimento 5 Stelle e 68 andrebbero al Pd. Solo 11 senatori sarebbero eletti nella lista di Liberi e Uguali.

Yemen: Unicef-Oms-Wfp, “raggiunti i mille giorni di conflitto”

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 17:44

“Il tragico traguardo dei 1.000 giorni di guerra in Yemen è stato superato. Il conflitto ha creato la peggiore crisi umanitaria al mondo, una crisi che ha coinvolto tutto il Paese”. Lo scrivono in una nota congiunta Unicef, Oms e Wfp, che segnalano come “a causa di brutali violenze le famiglie siano costrette a lasciare le proprie case”, cibo e acqua potabile siano “insufficienti”, “gli ospedali siano stati bombardati e le scuole danneggiate”, mentre i bambini siano stati “reclutati per combattere”. “Il 75% circa della popolazione dello Yemen ha urgente bisogno di assistenza umanitaria, compresi 11,3 milioni di bambini che senza quest’assistenza non possono sopravvivere – si legge -. Il 60% almeno degli yemeniti vive in condizioni di insicurezza alimentare e 16 milioni di persone non hanno accesso ad acqua pulita e servizi igienici adeguati. Molti altri a servizi sanitari di base. Meno della metà delle strutture sanitarie dello Yemen è pienamente funzionante e lo staff medico non riceve lo stipendio da mesi”. Gli enti delle Nazioni Unite segnalano che “negli ultimi giorni sono stati fatti alcuni progressi con le prime importazioni commerciali di carburante presso il porto di Hudayadah”. “È importante che queste scorte non vengano sprecate, dato che le restrizioni sulle importazioni di carburante hanno causato il raddoppio dei prezzi di carburante, minacciando l’accesso all’acqua, ai servizi sanitari e alle cure mediche urgenti”. Scorte utili soprattutto per gli ospedali, dove si registra “la mancanza di carburante per i generatori che ne consentono l’operatività”. “Le stazioni per il pompaggio dell’acqua che servono oltre 3 milioni di persone stanno rapidamente rimanendo senza il carburante di cui hanno bisogno per restare in funzione, mentre il prezzo dell’acqua importata è aumentato di 6 volte. L’acqua sicura non è più economicamente sostenibile per oltre i due terzi degli yemeniti che vivono in povertà estrema”.

Corridoi umanitari: Caritas Ambrosiana, cinque ragazze eritree accolte a Milano e a Varese

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 17:30

“Sono arrivate stremate e spaventate. Dai primi controlli sanitari risulta che non hanno subìto violenze, ma sono molto provate da quello che hanno vissuto”. Anna Maria Lodi, presidente della cooperativa “Farsi prossimo”, braccio operativo di Caritas Ambrosiana, racconta così al Sir i primi momenti vissuti con le cinque ragazze eritree accolte nelle strutture di Milano e Varese. Sono giunte in Italia, nei giorni scorsi, tra i 160 profughi arrivati all’aeroporto militare di Pratica di Mare, a Pomezia (Roma), con il primo corridoio umanitario aperto con la Libia, grazie all’impegno della Cei e del governo italiano. Tra le prime richieste, quella di poter partecipare alla Messa di Natale. Le cinque ragazze hanno tra i 18 e i 20 anni e sono, infatti, cristiane. Tre sono ospiti nella sede di Milano, due in quella di Varese. “Ospitiamo anche altre ragazze giunte dall’Eritrea e le abbiamo fatte incontrare in modo da poter familiarizzare tra di loro – racconta Lodi -. Hanno incontrato anche alcune suore. Abbiamo voluto dare segnali di vicinanza”. Gli sguardi di due delle cinque giovani sono rivolti al nord Europa. Una ha raccontato di avere il marito in Svezia, un’altra un fratello in Danimarca. E vorrebbero raggiungerli. Alle spalle, un viaggio durato anni, cominciato da minorenni. Tra di loro non si conoscevano prima dell’arrivo in Italia, anche se tutte provengono da Asmara. “Hanno saputo il giorno prima di partire che avrebbero lasciato i campi dove si trovavano, in Libia. Sembra che siano rimaste per uno o due anni nei centri di detenzione libici per immigrati clandestini. Fuggivano dall’arruolamento nell’esercito”. Nei giorni scorsi, sono state effettuate le prime visite mediche. “Nelle nostre strutture di accoglienza – spiega Lodi – lavorano alcuni medici, che hanno constatato la magrezza delle ragazze, non segnali di violenza. I controlli comunque continueranno. La prossima settimana le accompagneremo in questura per presentate le richieste di asilo”.

Diocesi: Cerreto Sannita, 4 bambini stranieri battezzati il 1° gennaio dopo la marcia per la pace

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 17:14

Quattro bambini stranieri saranno battezzati il 1° gennaio, in occasione della Giornata mondiale della pace dedicata ai migranti, nella diocesi di Cerreto Sannita–Telese–Sant’Agata de’ Goti. Ad amministrare il sacramento nella chiesa di San Lorenzo Maggiore sarà il vescovo, mons. Domenico Battaglia, al termine della marcia diocesana per la pace, che partirà alle 16,30. L’iniziativa è promossa dalla Caritas diocesana, da Azione Cattolica e dalla Casa della Pace dedicata a don Tonino Bello. Il corteo si snoderà lungo le strade della cittadina con la presenza di alcuni ‘testimoni’ di pace. Infine, il momento del battesimo. “Un segno di accoglienza, un segno forte di rigetto di qualsivoglia forma di violenza, di xenofobia, di razzismo – si legge in una nota della diocesi -. Il punto di partenza della costruzione di un vocabolario nuovo, di un nuovo modello di cittadinanza capace di includere, accogliere, proteggere. Un atto di coraggio nei confronti di un mondo secolarizzato e rinchiusosi nella fortezza del cinismo, nelle trincee dell’indifferenza”.

Diocesi: Messina, lunedì 1° gennaio marcia per la pace e Messa con l’arcivescovo

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 17:11

Prima la marcia diocesana per la pace, subito dopo una celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo mons. Giovanni Accolla. Sarà vissuta così nella diocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela la Giornata mondiale della pace, lunedì 1° gennaio. Le iniziative, che rientrano nell’ambito del programma “Pace in tutte le terre”, sono promosse dall’arcidiocesi, dalla Comunità di Sant’Egidio, dalla Comunità islamica di Messina e da tante altre realtà associative della città. Alle 18, da piazza Cairoli partirà la “Marcia per la Pace”. Alle 19, nella chiesa di Santa Caterina sarà celebrata dall’arcivescovo la Messa per la pace nel mondo. Domenica 28 gennaio, invece, sarà la giornata della festa diocesana della pace di Azione Cattolica.

Papa Francesco: su vaticannews.va i momenti più importanti del 2017

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 16:43

I momenti più importanti vissuti da Papa Francesco in Vaticano, a Roma e dintorni nel corso del 2017. Li ricapitola, su www.vaticannews.va, Alessandro Di Bussolo. Si va dall’abbraccio con i terremotati del Centro Italia alla condanna del possesso di armi nucleari, dalle udienze ai leader europei, a Trump e Abu Mazen, alla supplica al cimitero americano di Nettuno.
Papa Francesco inizia il suo 2017 abbracciando in Aula Paolo VI, il 5 gennaio, 7mila abitanti di Lazio, Umbria e Marche, colpiti dai terremoti di agosto e ottobre 2016. Il 14 gennaio riceve in Vaticano il presidente palestinese Abu Mazen, che poco dopo inaugura la sede dell’ambasciata della Palestina presso la Santa Sede.
A febbraio, il 17, il Pontefice visita l’Università Roma Tre, e per la prima volta entra in un ateneo pubblico. Definisce l’università luogo di “dialogo nelle differenze” nel quale discutere di integrazione, perché le migrazioni “non sono un pericolo”, ma “una sfida per crescere”. Dieci giorni dopo Francesco è il primo Papa a visitare la Chiesa anglicana di Ognissanti a Roma, e sottolinea che il dialogo ecumenico si fa in cammino”.
Il 24 marzo, alla vigilia delle celebrazioni per i 60 anni dei Trattati di Roma che diedero vita alla Comunità europea, i leader del Vecchio Continente incontrano il Papa argentino, che ricorda loro i valori fondanti, dall’unità alla solidarietà, dalla famiglia all’aiuto ai giovani.
A termine del tradizionale appuntamento della Via Crucis al Colosseo, il 14 aprile, Francesco prega il Cristo crocifisso. “Torniamo a Te con gli occhi abbassati di vergogna e con il cuore pieno di speranza” scandisce, dopo aver enumerato i pesi sulla coscienza dell’uomo. Nella Messa di Pasqua, in Piazza San Pietro, il Papa sottolinea che la Risurrezione di Gesù “è il mistero della pietra scartata che finisce per essere il fondamento della nostra esistenza”.
Il 4 maggio il Pontefice riceve i partecipanti alla prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione, e ricorda che “riforma non è imbiancare un po’ le cose”. Venti giorni dopo, il 24 del mese, il Papa incontra in Vaticano il nuovo presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Temi del colloquio l’impegno della Chiesa negli States per i migranti, il Medio Oriente e la tutela dei cristiani minacciati dai terroristi.
Cinquantamila fedeli del Rinnovamento carismatico cattolico, che festeggiano i 50 anni della loro nascita, ma anche evangelici e pentecostali animano la Veglia di Pentecoste al Circo Massimo di Roma, la sera del 3 giugno. A loro Papa Francesco dice che il perdono è il dono più grande dello Spirito Santo. Il 10 giugno il Papa incontra al Quirinale il presidente della Repubblica italiano Sergio Mattarella, e invita il Paese ad “un’alleanza di sinergie e iniziative” per “generare e accompagnare processi che diano luogo a nuove opportunità di lavoro dignitoso”.
Una settimana dopo riceve la visita della cancelliera tedesca Angela Merkel, e con lei concorda sulla responsabilità della comunità internazionale nel contrastare la povertà e la fame, la minaccia globale del terrorismo e i cambiamenti climatici. Nel pomeriggio del 28 giugno, vigilia della solennità di San Pietro e Paolo, Francesco presiede il concistoro per la creazione di cinque nuovi cardinali, i primi in Laos, Mali, Svezia e El Salvador.
L’11 ottobre il Pontefice interviene alla commemorazione per i 25 anni della costituzione apostolica Fidei Depositum che accompagnava l’uscita del Catechismo della Chiesa Cattolica, e sottolinea che la tradizione è una realtà viva, “la Parola di Dio non può essere conservata in naftalina”, ma progredisce e cresce.
Nel giorno della commemorazione dei defunti, Francesco sosta tra le tombe e poi celebra messa nel cimitero americano di Nettuno, dove riposano i caduti della Seconda Guerra Mondiale sul fronte italiano. E rivolge una supplica, quando il mondo “si prepara per andare più fortemente in guerra”: “Signore, fermati. Non più. Non più la guerra. Non più questa strage inutile, come aveva detto Benedetto XV. Meglio sperare senza questa distruzione: giovani… migliaia, migliaia, migliaia, migliaia … speranze rotte”.
E poi, nel Sacrario delle Fosse Ardeatine, prega e depone rose bianche su alcune tombe delle 335 vittime, militari e civili, dell’eccidio del 24 marzo 1944, compiuto per rappresaglia dai nazisti.
Il 10 novembre, infine, ricevendo i partecipanti al simposio internazionale sul disarmo nucleare organizzato dal nuovo dicastero per lo Sviluppo umano integrale, Papa Francesco condanna “con fermezza” le armi nucleari, funzionali ad una logica sulla paura.

Agroalimentare: il 2018 sarà l’Anno nazionale del cibo italiano

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 16:19

Il 2018 sarà l’Anno nazionale del cibo italiano. Lo hanno proclamato oggi i ministeri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali e dei Beni Culturali e del Turismo. I rispettivi ministri, Dario Franceschini e Maurizio Martina, in una nota congiunta, hanno spiegato che da gennaio prenderanno il via manifestazioni, iniziative, eventi legati alla cultura e alla tradizione enogastronomica dell’Italia. Tutte le iniziative dell’Anno del cibo italiano saranno connotate da un logo ufficiale che viene presentato oggi per la prima volta alla stampa.
L’obiettivo dell’iniziativa, oltre quello generale di valorizzare l’intero patrimonio agroalimentare nazionale, è quello di puntare sui riconoscimenti Unesco legati al cibo come la dieta mediterranea, la vite ad alberello di Pantelleria, i paesaggi della Langhe Roero e Monferrato, Parma città creativa della gastronomia e all’Arte del pizzaiuolo napoletano iscritta di recente.
Ma non solo. I ministeri hanno spiegato che l’Anno sarà l’occasione per il sostegno alla candidatura già avviata per il Prosecco e la nuova legata all’Amatriciana. Allo stesso tempo saranno attivate iniziative per far conoscere e promuovere, anche in termini turistici, i paesaggi rurali storici, per il coinvolgimento e la promozione delle filiere e ci sarà un focus specifico per la lotta agli sprechi alimentari.
“Abbiamo un patrimonio unico al mondo – ha dichiarato il ministro Maurizio Martina – che grazie all’anno del cibo potremo valorizzare ancora di più. L’esperienza agroalimentare nazionale torna ad essere protagonista in maniera diffusa in tutti i territori. Non si tratta di sottolineare solo i successi economici di questo settore che nel 2017 tocca il record di export a 40 miliardi di euro, ma di ribadire il legame profondo tra cibo, paesaggio, identità, cultura. Lo faremo dando avvio al nuovo progetto dei distretti del cibo”. Mentre Franceschini ha aggiunto che il 2018 sarà “l’occasione per valorizzare e mettere a sistema le tante e straordinarie eccellenze e fare un grande investimento per l’immagine del nostro Paese nel mondo. Grazie alla collaborazione dei ministeri della Cultura e dell’Agricoltura, l’Italia potrà promuoversi anche all’estero in maniera integrata e intelligente valorizzando l’intreccio tra cibo, arte e paesaggio che è sicuramente uno degli elementi distintivi dell’identità italiana”.

Pace: Comunità di Sant’Egidio, il 1° gennaio a Roma la Marcia “per un mondo che sappia accogliere e integrare”. Iniziative analoghe in tutto il mondo

Agensir.it - Sat, 2017-12-30 16:00

Lunedì 1° gennaio, in occasione della 51ª Giornata mondiale della pace, esprimendo il proprio sostegno al messaggio di Papa Francesco “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, la Comunità di Sant’Egidio organizza marce, manifestazioni e iniziative pubbliche in centinaia di città di tutti i continenti invitando a “cominciare il nuovo anno costruendo un mondo più umano, che sappia accogliere e integrare”. “Troppi – si legge in una nota – sono ancora i popoli afflitti dalla guerra, costretti ad abbandonare la propria terra e a rifugiarsi altrove, troppe le vittime della violenza e del terrorismo”. “Per i migranti e i profughi ci sono soluzioni possibili, come ha dimostrato l’esperienza di due anni di corridoi umanitari verso l’Italia e altri Paesi europei”, prosegue la nota, nella quale si sottolinea come “ci sono vie diverse che vogliamo continuare a percorrere perché non prevalgano muri e divisioni, ma una cultura del vivere insieme, che permetta di guardare al futuro con speranza”. A Roma, la marcia, a cui hanno aderito numerose associazioni e organizzazioni, prenderà il via alle 10.30 da Largo Giovanni XXIII (inizio di via della Conciliazione) per raggiungere piazza S. Pietro dove i partecipanti ascolteranno le parole di Papa Francesco all’Angelus. Durante tutte le marce, a partire da quella di Roma, verranno ricordati i nomi di tutti i Paesi ancora coinvolti dai conflitti e dalla violenza nei diversi continenti.

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