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Diocesi: Venezia, domani il patriarca Moraglia a Mestre per la festa di San Michele

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 19:23

Domani, venerdì 29 settembre, si celebra a Mestre la festa dell’arcangelo san Michele, patrono della città. Alle ore 18.30, nel duomo di S. Lorenzo, il patriarca di Venezia, mons. Francesco Moraglia, presiede la solenne celebrazione eucaristica alla presenza tra l’altro delle autorità cittadine e durante la quale offrirà in particolare, durante l’omelia, alcune preziose riflessioni sulla vita della città. Stasera alle ore 21, sempre in duomo, si terrà il tradizionale concerto di San Michele, organizzato dalla parrocchia di S. Lorenzo e dalla Fondazione del Duomo di Mestre grazie alla consolidata collaborazione con gli Amici della musica di Mestre. Il concerto sarà nuovamente affidato all’Orchestra del Teatro la Fenice di Venezia diretta da Giovanni Battista Rigon; interverranno quest’anno Giulia Semenzato (soprano), Valeria Girardello (contralto) e Ulisse Trabacchin (organo, clavicembalo e basso continuo) con musiche di Frescobaldi, Häendel, Bach, Pachelbel, Porpora, Vivaldi e Pergolesi.

Integrazione: Castelmassimo di Veroli, la storia positiva di Brulaye assunto dall’azienda “Cacio e Pepe”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 19:12

“Lavora qui da un anno e per noi è come se fosse uno di famiglia”. Sono le parole di Angelo Noce, titolare, insieme alle sorelle, dell’azienda agricola “Cacio e Pepe” a Castelmassimo di Veroli che, un anno fa, ha assunto Brulaye, un ragazzo del Mali giunto in Italia nel 2014 a bordo di un barcone. Prima di questa svolta lavorativa, la storia di Brulaye assomiglia a quella di molti ragazzi richiedenti asilo: accolto all’interno di un progetto di prima accoglienza, gestito dalla cooperativa sociale Diaconia, ha atteso oltre due anni per ottenere il riconoscimento di una protezione internazionale. In questo periodo si è prima chiuso in se stesso, riuscendo poi a trovare dentro di sé le risorse per migliorare la propria condizione, sfruttando le opportunità offerte dal territorio e dal progetto di accoglienza. Una volta imparata la lingua italiana è arrivata questa opportunità lavorativa, che Brulaye ha saputo cogliere con entusiasmo. “Il lavoro di Brulaye è principalmente quello di mungere le mucche la mattina e la sera – racconta Angelo – un compito che fino a qualche anno fa portavano avanti i miei genitori. Poi la nostra attività si è ingrandita. Abbiamo aperto il caseificio dove produciamo formaggi e mozzarella fatti con il latte delle nostre mucche e avevamo bisogno di una persona in più”.
L’azienda “Cacio e Pepe” è stata fondata dal padre di Angelo 25 anni fa a Castelmassimo. Attualmente conta 40 capi di bestiame e un piccolo punto vendita nei pressi della fattoria, dove oltre ai prodotti caseari è possibile acquistare anche quelli da forno. Prima di conoscere Brulaye, Angelo aveva provato a cercare giovani italiani da inserire nel proprio organico, ma nessuno si era presentato. Così si è indirizzato verso gli stranieri: “Non è facile trovare italiani che vogliano fare questo lavoro. Brulaye mi è stato presentato da un amico che lavora in Diaconia. Quando è venuto qui la prima volta gli ho spiegato che cosa doveva fare e quali erano le condizioni del contratto. Lui ha colto subito l’opportunità che gli stavamo offrendo ed ha accettato. Oltre al posto di lavoro gli abbiamo messo a disposizione anche un piccolo appartamento adiacente alla nostra abitazione, provvisto di camera da letto, cucina, bagno e salotto. Tuttavia non c’è pranzo né cena in cui non sieda alla nostra tavola. Abbiamo passato insieme anche Natale e Capodanno. Brulaye è ormai parte integrante della nostra famiglia”.

Agricoltura: Coldiretti, domani l’iniziativa #Stocoicontadini

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:55

Una delle più grandi fattorie allestite in Italia aprirà i battenti domani, venerdì 29 settembre, nel centro di Milano per l’iniziativa #Stocoicontadini. L’inaugurazione sarà alle 9,30, la struttura si estenderà da piazza del Cannone a piazza Castello. Il primo atto sarà la presentazione di uno studio sulla rivoluzione green e salutista nei consumi a tavola e negli stili di vita con i primati che il Made in Italy può offrire. Interverranno il ministro delle Politiche Agricole, Maurizio Martina, e migliaia di agricoltori con il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, e con quello di Federalimentare, Luigi Scordamaglia, che si confronteranno sul tema l’ “Italia che investe sul cibo”. Un’occasione per “andare all’origine del Made in Italy e scoprire piante, prodotti, piatti e animali salvati dall’estinzione, ma anche i cibi più antichi, rari, costosi”, spiega con una nota Coldiretti. Per l’occasione, saranno realizzati orti e stalle e saranno presenti trattori e animali, come la capra Girgentana o l’asino romagnolo, sopravvissuto all’estinzione, e la mucca Varzese giunta in Italia con i barbari e che è oggi ridotta a poche decine di esemplari. Nella grande aia verranno preparati e serviti menu contadini dagli stessi agricoltori e sarà possibile anche fare la spesa a chilometro zero con le specialità del territorio nel mercato di Campagna Amica.

Pellegrinaggio Lourdes: Unitalsi, questa sera processione aux flambeaux con testimonianze in diretta su Tv2000

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:37

Sarà trasmessa in diretta da Lourdes, a partire dalle 21 su Tv2000, la processione aux flambeaux alla quale parteciperanno malati e pellegrini dell’Unitalsi che in questi giorni sono al santuario mariano per la seconda parte del pellegrinaggio nazionale dell’associazione. La recita del rosario sarà alternata a testimonianze di alcune persone che racconteranno la propria esperienza di vita e il legame con l’Unitalsi. L’appuntamento di questa sera chiude una giornata nella quale malati e pellegrini hanno partecipato in mattinata alla celebrazione eucaristica presieduta nella prateria di fronte alla Grotta da mons. Luigi Bressan, assistente ecclesiastico nazionale dell’Unitalsi, e nel pomeriggio al percorso sacramentale. Dopo la messa d’apertura presieduta martedì dal vescovo di Pescara-Penne, mons. Tommaso Valentinetti, ieri gli unitalsiani hanno partecipato alla messa internazionale nella Basilica San Pio X, presieduta da mons. Felice Di Molfetta, vescovo emerito di Cerignola-Ascoli Satriano, mentre nel pomeriggio si è svolta la tradizionale processione eucaristica guidata da mons. Bressan. Nei giorni scorsi, il rettore del santuario della Madonna delle Lacrime di Siracusa, don Aurelio Russo, ha incontrato il rettore del santuario di Lourdes, padre André Cabes. Secondo quanto riferiscono i presenti, è stata grandissima la gioia e la commozione sul volto di padre Cabes quando ha accolto nel suo studio il reliquiario della Madonna di Siracusa. Come ha confidato don Russo, padre Cabes visibilmente emozionato alla vista del reliquiario ha subito dedicato una preghiera: “Oh Madonna, Madre nostra, nelle tue lacrime, le lacrime dei sofferenti e degli ammalati. Ti prego per tutti coloro che sono nel dolore, per i popoli in guerra, per chi soffre le catastrofi del terremoto”. I due rettori si sono dati poi appuntamento prossimamente, questa volta a Siracusa.

Diocesi: Cesena-Sarsina, domenica ad accogliere Papa Francesco un territorio con 166.638 cattolici e 99 sacerdoti

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:35

Domenica prossima, 1° ottobre, Papa Francesco sarà in visita nella diocesi di Cesena-Sarsina, Chiesa che così come si presenta oggi è stata costituita il 30 settembre 1986 con decreto della Congregazione dei vescovi in cui si stabiliva la piena unione delle due diocesi di Cesena e di Sarsina, già unite fin dal 1976 nella persona del vescovo e nate rispettivamente nel VI e nel IV secolo. In una nota diffusa oggi dall’Ufficio diocesano per le Comunicazioni sociali, vengono forniti alcuni dati relativi alla realtà ecclesiale guidata dal 12 dicembre 2010 da mons. Douglas Regattieri, già vicario generale a Carpi. La diocesi di Cesena-Sarsina abbraccia un territorio di 1.530 chilometri quadrati di superficie comprendendo i Comuni di Bagno di Romagna, Montiano, Bertinoro, Mercato Saraceno, Cesena, Sarsina, Cesenatico, Sogliano al Rubicone, Civitella di Romagna, Gambettola, Roncofreddo, Gatteo, Verghereto, Longiano. Dei 171.248 abitanti, 166.638 sono cattolici. Le 95 parrocchie sono rette da 99 sacerdoti diocesani a cui si aggiungono una decina di sacerdoti stranieri in servizio alla diocesi. Sono 40 i religiosi, 68 le religiose e 42 i diaconi permanenti. La diocesi ha due santi patroni: la Madonna del Popolo, che si celebra il sabato precedente la 3ª domenica di Pasqua, e san Vicinio, il protovescovo di Sarsina che viene festeggiato il 28 agosto.

Pellegrinaggio Lourdes: oltre 35mila persone nel 2016 al santuario con l’Unitalsi, 8.300 i malati

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:19

Nel 2016 oltre 35mila persone si sono affidate all’Unitalsi per vivere l’esperienza del pellegrinaggio a Lourdes e, di queste, 8.300 erano malate e spesso affette da più di una patologia. Sono alcuni numeri forniti dall’associazione in occasione dell’incontro di medici e operatori sanitari in questi giorni al santuario mariano francese per la seconda parte del pellegrinaggio nazionale. “Le malattie che sono state riscontrate nel numero maggiore di casi – si legge in una nota – per il 52,9% sono quelle del sistema cardiovascolare, seguite da quelle neurologiche (38,4%), da quelle del tessuto connettivo (36,2%) e da quelle psichiatriche (27,5%). All’incontro erano presenti mons. Luigi Bressan, assistente ecclesiastico nazionale dell’Unitalsi, Antonio Diella, presidente nazionale dell’associazione, e Federico Baiocco, responsabile nazionale dei medici Unitalsi. “Per quanto riguarda la fascia d’età delle persone malate che hanno partecipato ai pellegrinaggi dell’Unitalsi – prosegue la nota – la maggior parte (il 24%) ha fra i 70 e i 79 anni, il 20% oltre 80 anni, il 15% fra i 55 e i 64 anni e il 12,5% fra i 45 e i 54 anni”. Per Baiocco, “è evidente come la figura del medico unitalsiano sia importantissima in un contesto di pellegrinaggio. In tale contesto il medico diviene una presenza discreta che risponde al bisogno consapevole che la presenza è la cosa più importante nell’assistenza della persona”. “A poco a poco – prosegue – il ruolo del medico si consolida in una figura chiamata ad accogliere più che curare” seguendo “tre prospettive: quella professionale, cioè vedere e riconoscere la sofferenza dell’altro, quella umana, stando accanto alla persona mediante l’ascolto, e quella cristiana, che ci chiama a servire con gli altri per proporre un cammino anche religioso che se non può liberare l’uomo dal male fisico e morale può quantomeno non farlo sentire in solitudine”.

Famiglia: gruppi di lavoro, riforma Irpef con no tax area, nuovo assegno universale, riforma Tari

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:07

La riforma dell’Irpef con una no tax area mobile, presentata dal Forum delle associazioni familiari; l’istituzione di un nuovo assegno familiare universale (Nafu, proposta presentata unitariamente da Cgil, Cisl e Uil); la riforma della Tari (frutto di una riflessione sollecitata dall’Anci); la proposta di riforma del sistema di esenzione per reddito dal ticket sanitario, ipotesi presentata ancora dal Forum delle associazioni familiari. Queste le proposte emerse dal quinto ed ultimo gruppo di lavoro della terza Conferenza nazionale sulla famiglia, dedicato a prospettive per un fisco a sostegno delle famiglie. Coordinatore Mauro Maré, docente di scienza delle finanze alla Luiss. Volontà comune, “rimuovere le discriminazioni fiscali che emergono dall’evidenza che le famiglie possono essere penalizzate dalla fiscalità quando essa non riesca a tenere pienamente conto dei carichi familiari, promuovendo dunque il raggiungimento di una maggiore equità orizzontale”. “Più basso è il reddito della famiglia – sostengono i partecipanti al gruppo – più alto deve essere il sostegno dello Stato tenendo conto anche delle situazioni di non autosufficienza, invalidità, disagio fisico e psichico e vedovanza”. I lavori proseguono domani in plenaria con una tavola rotonda cui parteciperanno tra gli altri i ministri Valeria Fedeli e Pier Carlo Padoan. Le conclusioni sono affidate a Maria Elena Boschi, sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio dei ministri.

Diocesi: Siracusa, allagato il santuario della Madonna delle Lacrime. Salvo il reliquario, in questi giorni a Lourdes

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 18:00

Il forte temporale che si è abbattuto per tutta la notte a Siracusa creando ingenti danni al quartiere Borgata, a Ortigia, non ha risparmiato la Basilica santuario Madonna delle Lacrime e la cripta che si è allagata. “Il rettore del santuario, don Aurelio Russo, vista la situazione di pericolo – si legge in una nota – ha disposto la chiusura immediata della cripta e la sospensione di tutte le attività pastorali correlate, a causa dell’acqua che ha sfiorato il metro d’altezza e ha praticamente inondato lo spazio sacro, incluse cappelle e altare”. Provvidenziale l’assenza del reliquiario della Madonna delle Lacrime, in questi giorni a Lourdes per accompagnare il pellegrinaggio nazionale dell’Unitalsi. Sul posto le squadre dei Vigili del fuoco, il cui intervento non è stato necessario in quanto la pioggia ha smesso di cadere copiosa e le pompe di sollevamento hanno funzionato bene tirando fuori in breve tempo tutta l’acqua dalla cripta. “Ad allarmare non sono solo i danni causati alla cripta dall’inattesa bomba d’acqua – prosegue la nota – più grave e disarmante è la situazione della Basilica superiore dov’è è custodito il quadretto miracoloso. Nonostante i lavori di impermeabilizzazione realizzati non molti anni fa, ci sono molte infiltrazioni d’acqua in tutto lo spazio liturgico, compreso l’altare principale”. Secondo don Russo, “la responsabilità di tutto ciò non può essere attribuita solo ai nubifragi che durante l’anno cadono sulla città rendendola impraticabile”. Sotto accusa tombini e caditoie delle arterie stradali ritenuti insufficienti e causa di allagamenti ad ogni evento atmosferico di una certa entità. “A tutto questo – aggiunge – cosi come ai disagi creati ai cittadini e ai fedeli occorre porre rimedio in modo sistematico e organico”. “Il disagio del momento – conclude il rettore – non diminuisce la gioia delle grazie che la Madonna delle Lacrime sta dispensando a Lourdes, donando consolazione e speranza ad ammalati e pellegrini provenienti di ogni parte”.

Rohingya: vescovi del Bangladesh in visita ai campi per rifugiati a Cox’s Bazar e Bandarban

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:56

Il card. Patrick D’Rozario, arcivescovo di Dakha, e mons. Moses M. Costa, arcivescovo di Chittagong, hanno visitato nei giorni scorsi i campi a Cox’s Bazar e Bandarban dove sono accolti 430.000 rifugiati Rohingya in fuga dalla pulizia etnica da parte dell’esercito nel vicino Stato di Rakhine, in Myanmar. Hanno donato 12.500 dollari per i bisogni dei rifugiati e attivato Caritas Bangladesh per portare aiuti agli sfollati, che hanno raccontato ai vescovi le loro storie drammatiche. “Ho incontrato i rifugiati ed espresso la solidarietà e il sostegno della Chiesa – ha detto all’agenzia Ucanews il card. D’Rozario -. Mi hanno profondamente rattristato le loro vicende di persecuzioni e ho assicurato che la Chiesa sarà con loro in ogni modo possibile. È una enorme catastrofe umana che il Bangladesh non era preparato a fronteggiare. Ora le cose sono sotto controllo ma i rifugiati hanno bisogno di molto sostegno”.  I campi di Cox’s Bazar e Bandarban sono nell’arcidiocesi di Chittagong: l’arcivescovo Costa che ha visto arrivare le centinaia di migliaia di rifugiati ha denunciato “l’attacco brutale a bambini, donne e uomini civili in nome di un’azione contro i militanti è profondamente ingiusto”. L’arcivescovo di Chittagong ha chiesto “di porre fine alle operazioni di pulizia etnica e far rientrare con dignità i rifugiati in Myanmar”. Caritas Bangladesh si è già mobilitata per fornire riso, grano e utensili a 14.000 famiglie Rohingya. L’Unicef ha chiesto alla Caritas di occuparsi della scuola per i bambini Rohingya.

 

Famiglia: gruppi di lavoro, migliorare sistema giustizia. Sì a legge quadro su non autosufficienza

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:51

Migliorare il sistema-giustizia in ambito familiare e individuare strumenti di soluzione conciliativa delle problematiche inerenti alle relazioni familiari e interpersonali, specialmente a garanzia dei più deboli, istituendo “apposite strutture a composizione professionale mista”. È una delle proposte emerse dal terzo gruppo di lavoro sul tema “L’evoluzione della famiglia fra diritto e società”, in corso a Roma nell’ambito della terza Conferenza nazionale sulla famiglia e coordinato da Gianni Ballarani, docente di istituzioni di diritto privato all’Università Laterananse. Tra gli altri temi in discussione il riconoscimento automatico della filiazione “naturale” in capo alla sola madre e il diritto del minore a crescere nella propria famiglia. Il quarto dei cinque gruppi di lavoro in corso si occupa invece di conciliazione famiglia–lavoro e di nuove politiche territoriali di welfare, coordinato da Riccardo Prandini, docente di sociologia dei processi culturali e comunicativi (Università di Bologna). Per quanto riguarda il sistema congedi, la proposta è estendere il congedo di paternità retribuito rendendolo in parte obbligatorio e prevedere ex lege permessi “auspicabilmente retribuiti” per seguire figli adolescenti. Con riferimento alle politiche per la non autosufficienza, è stata ribadita la necessità di una legge quadro nazionale e l’adozione di criteri uniformi. Sul “dopo di noi” (legge 11/2016) si chiede un impegno preciso nella “costruzione condivisa del progetto di vita”, una legge quadro sul “prendersi cura” oltre all’istituzione di un tavolo per la non autosufficienza. Affido familiare, tutori volontari, percorsi scolastici sono le proposte per rispondere all’accoglienza dei 18mila minori non accompagnati presenti sul territorio. Contro la violenza di genere occorre promuovere la collaborazione tra scuola e centri antiviolenza, formare gli operatori che entrano in contatto con le vittime; estendere i congedi per quelle che intraprendono percorsi di protezione.

Diocesi: Novara, venerdì 29 mons. Brambilla presiede Messa di chiusura del XXI Sinodo

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:42

Venerdì 29 settembre, al santuario del SS. Crocifisso di Boca (il via alle 20,45), mons. Franco Giulio Brambilla, vescovo di Novara, presiederà la Messa di chiusura del XXI Sinodo della Chiesa novarese. L’appuntamento di venerdì 29 sarà l’ultimo passo di un cammino avviato tre anni e mezzo fa, quando, durante il Giovedì Santo del 2014, il vescovo annunciò a tutta la diocesi l’apertura del percorso sinodale, che avrebbe poi preso il via ufficialmente il giorno di Pentecoste dello stesso anno. “Tre anni di confronto e riflessione, che hanno visto circa 200 sinodali impegnati in tredici sessioni plenarie e in numerosi incontri preparatori nei vicariati, per la stesura del testo conclusivo, i cui contenuti sono stati attuati in diocesi ‘ad experimentum’ nell’anno pastorale 2016-17”, si legge in una nota. Un “cammino insieme” intrapreso raccogliendo “la sfida del rigenerare il volto della Chiesa, perché sappia, nel contesto sociale e culturale di oggi, continuare a rispondere alla sua vocazione di testimoniare il Risorto e di portare nel mondo la ‘gioia del Vangelo’”. Al centro “un’attenzione speciale alla pastorale familiare e alla pastorale giovanile, favorendo il crescere di nuove figure ministeriali”. Una sfida, dunque, che “intende superare la semplice collaborazione tra laici, presbiteri e religiosi, per giungere a una vera corresponsabilità, nel segno di uno stile sinodale che alimenti anche sinergia e comunione tra le comunità parrocchiali con una scelta forte di fondo: quella delle Unità pastorali missionarie”.
Il segno al centro della celebrazione sarà la consegna da parte del vescovo a sinodali e moderatori di Unità pastorali missionarie del Libro del XXI Sinodo. “Un gesto simbolico rafforzato dalla scelta del momento in cui è stata posta la chiusura del Sinodo: l’appuntamento tradizionale che, ormai da anni, segna l’avvio dell’anno in diocesi. Insomma, un cammino che non si chiude, ma che si apre e guarda al futuro”, evidenzia la nota. Il libro è composto da due parti. La prima – “Chiesa di Pietre vive” – è una lettera alla diocesi di mons. Franco Giulio Brambilla che presenta il Sinodo alla diocesi. La seconda è il vero e proprio Liber Synodalis: i settanta numeri che sono stati discussi, elaborati e approvati dai sinodali durante i lavori del Sinodo. Il Libro sarà disponibile per chi vorrà al termine della celebrazione, con un’offerta.

Meic: Beppe Elia confermato presidente. “Mettere in gioco nostre competenze per una Chiesa nuova e una società più umana”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:38

Il Consiglio permanente della Cei ha confermato Beppe Elia presidente nazionale del Meic per un secondo triennio. L’organismo episcopale ha provveduto anche al rinnovo di don Giovanni Tangorra nell’incarico di assistente nazionale del movimento. Beppe Elia, ingegnere torinese, 69 anni, è presidente del Meic dal 30 gennaio 2015. Don Giovanni Tangorra, 62enne sacerdote della diocesi di Palestrina, professore di ecclesiologia alla Pontifica Università lateranense, è assistente del Meic dal 27 settembre 2013. Elia afferma: “Il Meic è oggi a un crocevia: possiamo essere semplicemente un luogo di incontro tra amici che svolgono interessanti riflessioni culturali, teologiche, e vivono insieme momenti di spiritualità; o, pur senza negare queste forme, tentare modi nuovi di presenza, di dialogo e di collaborazione con altre realtà, ecclesiali e non. L’invito di Papa Francesco ad essere ideatori e costruttori di una Chiesa più sbilanciata verso l’esterno non può essere raccolto se non mettendo in discussione anche noi e la nostra capacità di testimoniare il Vangelo”. Per Elia il Meic deve impegnarsi “ad assumere la complessità come dimensione del nostro essere e del nostro fare e a mettere in gioco le nostre competenze ed esperienze per aiutare a costruire una Chiesa nuova e una società più umana”.

Famiglia: Diaco (Acli Bologna), “serve un sostegno economico per la crescita demografica”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:23

“Serve un sostegno economico alle famiglie per la crescita demografica”. Lo ha detto il presidente provinciale delle Acli di Bologna, Filippo Diaco, a margine della terza Conferenza nazionale sulla famiglia “Più forte la famiglia, più forte il Paese”, che si sta svolgendo a Roma. “Andiamo oltre la logica del bonus, pensiamo a un piano più duraturo e lungimirante di welfare familiare”, ha aggiunto. Diaco ha snocciolato anche alcuni dati che indicano le condizioni delle famiglie italiane. “Il 6,1% delle famiglie con figli vive sotto la soglia di povertà e le famiglie appartenenti a quello che era, un tempo, il cosiddetto ‘ceto medio’, faticano a fare figli, o a farne più di uno: siamo di fronte al calo demografico più importante di sempre”. Tutto ciò perché “a fronte di enormi benefici sociali, per le famiglie si tratta di farsi carico di oneri troppo gravosi, che le pongono a rischio povertà. Non esiste una politica fiscale che incentivi veramente la maternità e la paternità”. All’origine del calo demografico, secondo Diaco, ci sarebbe “un cambiamento del tessuto sociale, una mancanza di reti familiari, perché oggi i figli sono un costo a carico esclusivo delle famiglie, che le pone a rischio povertà. Bisogna superare la logica demagogica dell’una tantum, perché non permette di pensare in prospettiva”. L’idea delle Acli è quella di un “pacchetto di agevolazioni, dai trasporti pubblici all’acquisto dei libri scolastici, all’accesso alla pratica sportiva, ai prestiti agevolati fino a misure di sostegno più importanti per quelle famiglie in cui i genitori perdono il lavoro”.

Scontri per casa popolare: Feroci (Caritas Roma), “reagire a inciviltà di pochi. Non possiamo cedere alla violenza”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:07

“È assurdo che gruppi organizzati di poche persone, che fomentano la guerra tra poveri, tengano in scacco una città. È stato assegnato un alloggio a chi stava nella lista e ne aveva diritto. Io non capisco perché queste persone devono agire con violenza. Io non ci sto, non accetto una società così”. Mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, è indignato e addolorato nel commentare al Sir gli scontri tra polizia e militanti di Forza Nuova al quartiere romano Trullo per impedire ad una famiglia italiana di origine eritrea (padre, madre e un bambino) di entrare nella casa popolare legalmente assegnata. Il direttore della Caritas di Roma chiede di “non abbassare la testa davanti all’illegalità, in una società in cui chi è più forte vince”. E rivolge un appello a tutti i romani, in particolare ai cristiani, a “non essere complici” e “alzare un po’ la voce”. “Noi romani non possiamo tenere le braccia conserte davanti all’imposizione di pochi, che va addirittura contro la legge, addolora un bambino e una famiglia – afferma mons. Feroci -. Come città e come romani non possiamo cedere alla violenza. Vorrei che la società civile e i cristiani reagissero e che la positività dell’accoglienza di tante persone non venga offuscata da quattro scalmanati che girano per la città per creare situazioni di tensioni, come già accaduto in passato. E’ stata solo applicata la legge, perché allora siamo tutti muti? Allora siamo complici anche noi. Stiamo arrivando alla civiltà dell’inciviltà. Noi romani non siamo così”. “Ieri il Papa ci ha chiesto di allargare le braccia ai migranti – conclude  -. Anch’io voglio farlo, nel rispetto della legalità e della giustizia”.

 

Famiglia: De Palo (Forum), “calo demografico riguarda tutti”. Da governo “ci aspettiamo segnali concreti”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:05

Per Gianluigi De Palo, presidente del Forum delle associazioni familiari, “il tema della natalità e della demografia riguarda tutti, anche chi figli non ne vuole”. De Palo partecipa ad uno dei cinque gruppi di lavoro in corso questo pomeriggio nell’ambito della terza Conferenza nazionale sulla famiglia “Più forte la famiglia, più forte il Paese”, che si è aperta stamani in Campidoglio per iniziativa del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia (fino a domani). “Crisi demografica e rapporto tra il quadro nazionale e le tendenze internazionali” il tema del workshop che prende lo spunto dagli ultimi dati Istat sul livello minimo delle nascite nel 2016, pari a 474 mila con un tasso di fecondità sceso a 1,34 figli per donna (1,35 nel 2015). A margine della conferenza, De Palo dichiara al Sir che “il sostegno alla natalità è un impegno prioritario” ma è altrettanto essenziale l’introduzione del “Fattore famiglia”. Questa Conferenza, aggiunge, “non è una passerella; è il momento dopo tante analisi di fare sintesi e pensare a risposte concrete. Spero che i conflitti tra posizioni opposte non portino a polemiche strumentali e a scontri ideologici, insomma, per dirlo alla romana, non buttino tutto in caciara”. L’appuntamento, spiega, è stato volutamente convocato prima della Legge di stabilità: “solo dopo la sua approvazione – conclude – potremo vedere se ci sarà qualche segnale di novità, qualche misura concreta, e quindi stilare un bilancio della Conferenza”.

Diocesi: Cesena, numeri e curiosità alla vigilia della visita del Papa. In piazza anche detenuti e rifugiati

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:04

Sono 131 gli operatori dei media (tra testate della carta stampata e web, oltre a quanti operano in televisioni e agenzie locali, nazionali e internazionali) accreditati alla sala stampa organizzata dalla diocesi di Cesena per la visita del Papa, atteso in città domenica prossima. “A loro supporto – spiega una nota – ci saranno una ventina di volontari dislocati nei vari punti dai quali i giornalisti seguiranno l’evento. “Corposi i numeri relativi ai volontari che si sono messi a disposizione per la giornata: 228 coloro che hanno risposto al bando comunale, 230 quelli a disposizione per il soccorso sanitario e 260 della Protezione civile. Sono 140 quelli messi in campo dalla diocesi, in gran parte Scout”. Sono 800 le persone che, tra sacerdoti, religiosi e religiose, diaconi e fedeli laici, incontreranno Bergoglio all’interno della cattedrale. 1500 bambini lo attenderanno in piazza Giovanni Paolo II sventolando altrettanti drappi gialli mentre un migliaio di giovani lo accoglieranno in piazza Almerici. Il coro diocesano “Alma Canta”, 200 elementi, canterà all’arrivo di Papa Francesco in piazza Giovanni Paolo II. In piazza del Popolo saranno riservati oltre un centinaio di posti per ammalati e disabili. Nel medesimo settore ci saranno anche alcuni detenuti della Casa circondariale di Forlì accompagnati dalla direttrice. Assisterà alla visita da piazza del Popolo anche un gruppo di rifugiati.

Austria: mons. Gletter (vescovo eletto Innsbruck), “nel giorno che ho saputo la nomina sono andato a vedere il quadro ‘La vocazione di San Matteo’ del Caravaggio”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 17:04

Si chiama Hermann Glettler, ha 52 anni, per diversi anni è stato parroco a Graz e si è speso a lungo nella pastorale dei migranti. Nel settembre 2016 è stato nominato vicario episcopale per la Caritas e per l’Evangelizzazione nella diocesi di Graz-Seckau. È il nuovo vescovo di Innsbruck, il quinto nella storia della diocesi a nord del Brennero che da quasi due anni attendeva di conoscere il nome del successore di mons. Manfred Scheuer, che nel 2015 ha lasciato il Tirolo per assumere la guida della diocesi di Linz. Persona assai dinamica, mons. Glettler è anche un artista. E l’arte lo ha accompagnato anche una settimana fa, quando è stato convocato a Roma, alla Congregazione per i vescovi, per accettare l’incarico. “Ho saputo della mia nomina solo una settimana fa – racconta -. Su invito della Congregazione dei vescovi sono sceso giovedì scorso a Roma. Dal momento che era la memoria liturgica di San Matteo, ho visitato la chiesa di San Luigi dei Francesi. Volevo vedere il quadro ‘La vocazione di San Matteo’ del Caravaggio. Gesù indica una persona nel gruppo che ha davanti a sé, ma non è ben chiaro chi. Tre ore più tardi c’è stato l’incontro con il prefetto della Congregazione. Nonostante fossi in un certo senso preparato, sono rimasto alquanto sorpreso quando il card. Marc Ouellet ha messo sul tavolo il decreto della mia nomina. Dopo un primo momento di shock e alcuni tentativi di fare qualche obiezione, sono stato preso da una pace interiore. Potevo dire di ‘sì’. Nella mia mente c’era l’immagine del dito di Gesù dipinto dal Caravaggio: ora il Signore indicava me! Egli chiama me, una persona semplice e per lo più molto occupata, mi chiama pur conoscendo le mie debolezze e i miei peccati. Questa è misericordia!”.

Missione: dal 12 al 15 ottobre a Brescia il primo “Festival” nazionale

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 16:58

“Il mondo missionario gode di buona stampa, ma il messaggio che i missionari portano con il loro impegno quotidiano spesso non riesce ad arrivare all’opinione pubblica”. E’ partita da questo presupposto l’idea di dare vita, per la prima volta in Italia, ad un “Festival della missione”, in programma a Brescia dal 12 al 15 ottobre. Ad illustrarne le finalità, durante la conferenza stampa a chiusura del Consiglio permanente della Cei, è stato Gerolamo Fazzini, tra gli organizzatori dell’iniziativa promossa dalla Cimi, la Conferenza che riunisce i 14 istituti esclusivamente missionari presenti in Italia, tra istituti maschili e femminili, e dalla Fondazione Missio della Cei, che – come stabilito dal Consiglio episcopale permanente che si è riunito in questi giorni a Roma – è ora l’unico organismo della Chiesa italiana con funzione di promozione e raccordo complessivo del mondo missionario. “I missionari – ha spiegato Fazzini – hanno le loro associazioni, le loro riviste, i loro raduni legati a questa o quella congregazione, ma da tempo sentono il bisogno di comunicare di più, di presentarsi più compatti, per raggiungere – insieme – credenti e non credenti, giovani e adulti, famiglie e scuole. E spiegare su cosa scommettono le loro vite legandole all’evangelizzazione”. Rispetto ai tanti Festival già diffusi in Italia, anche di carattere religioso, il Festival della missione vuole “costituire, oltre che un’occasione di confronto, una palestra di condivisione, dove far emergere il valore attuale dell’esperienza missionaria e caricarla di un nuovo slancio rigenerante”. A Brescia, diocesi di lunga e consolidata tradizione missionaria, sono in programma dunque dibattiti, spettacoli, mostre documentarie, film, momenti musicali, incontri con “maestri” e “testimoni” , ma anche messe, preghiera, e adorazione eucaristica permanente. Accadrà tutto a Brescia dal 12 al 15 ottobre 2017, con il coinvolgimento del mondo missionario, quasi al completo, unito in un progetto comune come rare volte si è visto, pronto a mostrare un solo volto, al di là dei carismi dei diversi fondatori o riformatori di congregazioni o istituti che – la storia del passato lo dimostra – hanno vissuto stagioni persino di rivalità e concorrenza. Al Festival di Brescia ha fatto riferimento anche il cardinale Gualtiero Bassetti, nella sua prima prolusione da presidente della Cei, definendo la missione “il termometro del nostro essere Chiesa”.

Germania: Fulda, si chiude l’assemblea plenaria dei vescovi. Respinto il documento di “correzione” della “Amoris laetitia”

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 16:49

Il presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), il cardinale Reinhard Marx, nel corso della conferenza stampa di sintesi dei lavori dell’assemblea plenaria autunnale a Fulda, ha espresso un giudizio critico e un deciso rifiuto sul recente documento di correzione della lettera apostolica “Amoris laetitia”. Il cardinale ha evidenziato come la lettera del Papa del 2016, che si occupa anche della questione della comunione ai divorziati risposati, era “nei passaggi critici” una riproduzione letterale di ciò che il Sinodo dei vescovi decise a maggioranza di due terzi. Le critiche non cambieranno la decisione del Sinodo: “Per me, la questione è chiara e decisa”, ha detto Marx. Riferendosi al prossimo Sinodo sui giovani dell’ottobre 2018, il cardinale ha sottolineato la grande attenzione con la quale i giovani cattolici tedeschi abbiano risposto al questionario pre-sinodale con la “possibilità di comunicare le proprie osservazioni su fede, cultura, società e sulle aspettative per la vita”. Analizzando i risultati delle elezioni del Bundestag, Marx, ha poi ribadito che “il Parlamento ha una dignità speciale e nonostante tutto il dibattito politico la priorità è data al rispetto degli altri”. Il cardinale ha espresso la necessità che i cristiani eletti si adoperino “nella gestione degli stranieri che cercano rifugio da noi, così come verso i poveri e gli svantaggiati della nostra società, nelle questioni della pace, e nella realizzazione di una visione positiva del grande progetto europeo”. Per Marx, inoltre, “la tutela della vita e la speciale protezione del matrimonio e della famiglia sono alla base della dottrina sociale e dell’impegno dei cristiani in politica”.

Germania: Fulda, si chiude l’assemblea plenaria dei vescovi tedeschi. Programma in 15 punti

Agensir.it - Thu, 2017-09-28 16:48

Si concluderà stasera con la celebrazione di solenni vespri alla tomba di san Bonifacio, presso la cattedrale di Fulda, l’assemblea plenaria autunnale della Conferenza episcopale tedesca (Dbk). Ricorrono in questi giorni i 150 anni dalla prima riunione ufficiale dell’episcopato tedesco: l’anniversario è stato celebrato con un concerto e una cerimonia pubblica. L’assemblea, iniziata lunedì 25, ha rivestito un carattere particolare anche perché iniziata il giorno dopo le elezioni per il Bundestag. Il card. Reinhard Marx, presidente della Dbk ha illustrato stamane i lavori dei vescovi, evidenziando 15 punti che caratterizzeranno la vita della Chiesa tedesca nei prossimi mesi. Partendo dal tema “Missione ed evangelizzazione – Prospettive per l’attuale cammino della Chiesa”, il card. Marx ha fatto un excursus sul magistero evangelico: “il messaggio di Gesù travalica confini geografici, etnici, sociali e culturali e forma un principio di unità globale che è superiore a ogni comune credenza”. Con la “Evangelii gaudium” Papa Francesco “consiglia la Chiesa di andare nelle periferie per rendere il Regno di Dio presente nel mondo”, ha detto Marx, ribadendo che il terreno dell’evangelizzazione “non sempre è fertile ma deve essere perseguita in un mondo caratterizzato da molte forme di comunicazione e di vita”. Altro aspetto particolarmente importante è stato il confronto con l’enciclica “Laudato si’”: in una giornata di studio, ha ricordato Marx, i vescovi hanno ascoltato diversi esperti che hanno prospettato soluzioni e realizzazioni già attive da parte della Chiesa per rispondere “all’uso corretto degli ecosistemi”.

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