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Diocesi: mons. Zuppi (Bologna), “la Chiesa è una madre, non una burocrazia che eroga servizi religiosi”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:55

Un invito a percorrere “la via della sinodalità”. Lo rivolge ai fedeli della diocesi di Bologna l’arcivescovo, mons. Matteo Maria Zuppi, nella lettera pastorale dal titolo “Non ci ardeva forse il cuore?”, ispirata dal brano evangelico dei discepoli di Emmaus, che sarà presentata stasera, alle 20.45, nella Casa della cultura e della memoria di Marzabotto. “La sinodalità è un esercizio pratico di comunione: ci aiuta a gustarla e desiderarla, a conoscerla e costruirla”, aggiunge. “Se non lo facciamo, facilmente andremo ognuno per conto proprio e diventeremo tutti più deboli”. L’arcivescovo mette in guardia dal “contrario” di sinodalità, e cioè “ridurre la comune preoccupazione per la nostra famiglia, che richiede tutto noi stessi e dalla quale impariamo ad amarci, a regole di condomino o a esercizi di democrazia”. “È contrario alla sinodalità – sottolinea mons. Zuppi nella lettera già diffusa con Avvenire – l’acredine con cui difendiamo le nostre ragioni, anche se giustificata dall’amarezza delle delusioni; l’affermazione delle proprie verità, la banale esibizione del proprio orgoglio, i soliloqui dell’egocentrismo e dell’affermazione di sé. È contro la sinodalità anche un’idea del prete con un ruolo a responsabilità individuale totalizzante, una specie di ‘protagonista’ solitario esecutore di pratiche pastorali”. Perché “la Chiesa è una madre e non una burocrazia che eroga servizi religiosi”, “una madre che sa avvicinarsi a tutti, partendo dai poveri e dagli scartati, che sa toccare i suoi figli, che sa abbracciarli con forza e continuità, che a tutti ha una parola da dire. Una madre che accoglie tutti senza giudicare nessuno, perché tutti sono figli”.

Ue-Africa: Raffaelli (Amref), “il vertice ad Abidjan un possibile punto di svolta. Bene l’Italia, ma bisogna fare sistema”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:54

Il vertice Africa-Europa ad Abidjan “rappresenta un possibile punto di svolta. Anche perché si svolge in un momento di difficile transizione per le due organizzazioni”, l’Unione europea e l’Unione africana. È il parere di Mario Raffaelli, presidente di Amref Health Africa-Italia ed ex sottosegretario agli Esteri, secondo il quale “terrorismo e emigrazione rappresentano due grandi sfide e due grandi opportunità. Purché, da parte europea, ci si convinca che la risposta al terrorismo non può consistere solo negli interventi militari (poiché ogni finanziamento in sicurezza dovrebbe essere accompagnato da un piano politico che non si esaurisca nel sostegno a regimi corrotti e dittatoriali) e che l’emigrazione non può costituire un’‘emergenza’ ma un problema strutturale con cui confrontarsi nei prossimi decenni”. L’unico modo per affrontare questa doppia sfida consiste “nell’aprire un circuito virtuoso dove, in cambio ad un impegno da parte africana, serio e rispettoso dei diritti umani, nel controllo delle frontiere e nella lotta al terrorismo, l’Europa fornisca investimenti crescenti e decisivi per l’educazione, per la creazione di posti di lavoro, per istituzioni più efficaci e trasparenti non solo nei paesi di transito ma anche in quelli di origine. Aprendo, nel contempo, corridoi umanitari e rotte legali per l’emigrazione”.
Per questo, prosegue Raffaelli, “bisogna mettere in campo non solo risorse finanziarie ma anche interventi innovativi, capaci di aiutare l’economia informale africana (fra il 25 e il 65% del Pil) a trasformarsi in formale, stimolando gli investimenti esteri attraverso la copertura del capitale di rischio delle imprese, favorendo il nuovo e promettente settore della cooperazione fra profit e no profit, individuando strumenti per favorire delle ragioni di scambio più eque e lungimiranti”. L’Italia, conclude, “è il Paese più interessato a un cambio di paradigma nelle relazioni euro-africane. E l’attivismo del Governo Gentiloni in questo senso è incoraggiante. Purché si sia consapevoli che, per giocare il ruolo proclamato, bisogna migliorare l’efficacia dei nostri strumenti e fare, una volta tanto, ‘sistema’”.

Corridoi umanitari: Ragusa, la diocesi accoglie domani una famiglia somala di sette persone

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:34

Domani mattina alle 04.30 atterrerà a Roma il primo gruppo di 25 profughi provenienti dall’Etiopia attraverso il corridoio umanitario promosso dalla Cei tramite di Caritas Italiana. Tra coloro che giungeranno in Italia anche due famiglie che saranno ospitate dalle Caritas diocesane di Ragusa e di Ventimiglia-Sanremo nell’ambito del progetto “Protetto. Rifugiato a casa mia”. Ad accogliere i rifugiati, all’aeroporto di Fiumicino ci sarà anche il direttore della Caritas di ragusa, Domenico Leggio che li porterà a Ragusa insieme a Luciana Forlino dell’Ufficio Immigrazione di Caritas Italiana. “Ieri – si legge in una nota – il nostro vescovo, Carmelo Cuttitta, in occasione del 2° anniversario dell’ingresso come pastore della diocesi di Ragusa, ha annunciato alla comunità l’avvio del corridoio umanitario e il coinvolgimento della nostra Chiesa”. A Ragusa arriverà una famiglia somala di sette persone (genitori più cinque bambini dai 2 ai 13 anni). Si tratta, prosegue la nota, “di una famiglia contadina, perseguitata dalle milizie islamiche che reclutano forzatamente gli uomini e violentano le donne, impedendo ai bambini di studiare. Sappiamo che una dei figli soffre di una grave malattia immunitaria e che sono estremamente poveri, non hanno vestiti, scarpe, valigie e nessun bene di valore. Ad Addis Abeba abitano in una baracca fatta di lamiera e di mattoni di fango, senza bagno, senza acqua potabile”. La famiglia abiterà presso la “Dimora del Battista”, messa a disposizione dalla cattedrale San Giovanni Battista. Al suo arrivo a Ragusa sarà accolto dal vescovo, dal vicario generale, don Roberto Asta, dal direttore dell’Ufficio Migrantes, don Rosario Cavallo, e dagli operatori e volontari Caritas.

Diocesi: Firenze, restaurato il pavimento a mosaico di epoca paleocristiana dell’area archeologica di santa Reparata nel duomo

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:24

A seguito di un attento restauro, è tornato visibile nella sua bellezza originale, una straordinaria testimonianza dell’antica Florentia, il pavimento in mosaico policromo di epoca paleocristiana della chiesa di santa Reparata nel duomo di Firenze. “Nel pavimento – si legge in una nota – spiccano la magnifica figura di un pavone, simbolo cristiano della resurrezione, e un’epigrafe con i nomi dei 14 donatori dei mosaici, divisi in base al numero di piedi romani finanziati”. “Il lavoro, durato un anno e mezzo – prosegue la nota – è stato eseguito dai restauratori dell’Opera di Santa Maria del Fiore, e ha interessato tutto il pavimento musivo dell’area archeologica, di circa 100 metri quadri, decorato a figure geometriche con esagoni, losanghe e nodi di Salomone”. Si tratta del pavimento della prima chiesa di santa Reparata, che vide la luce ai primi decenni del V secolo dopo Cristo. Il pavimento “presentava vari fenomeni di degrado dovuti sia al passare del tempo – distacco e sfaldamento delle tessere, lacune di varie dimensioni, depositi di sporco – sia a precedenti restauri. In particolare a questi ultimi sono riconducibili le numerose integrazioni con cemento, dannose per gli stessi mosaici, che sono state sostituite da malta, il più simile possibile a quella originale, poi incisa e ritoccata cromaticamente”. “Le nuove integrazioni, riconoscibili e facilmente rimovibili – conclude la nota – hanno così restituito leggibilità ai decori del pavimento”. Il restauro fa parte di una serie di interventi messi in campo dall’Opera di Santa Maria del Fiore in sinergia con la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio di Firenze per migliorare la fruizione dei monumenti del duomo fiorentino.

Università Cattolica: Milano, sarà il ministro Padoan ad aprire venerdì la seconda edizione del ciclo “Colloqui sull’Europa”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 18:09

Sarà il ministro dell’Economia e delle Finanze Pier Carlo Padoan ad aprire venerdì 1° dicembre, alle 11, nell’aula magna dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (largo Gemelli, 1 – Milano) la seconda edizione del ciclo “Colloqui sull’Europa”. Dopo i saluti istituzionali del rettore Franco Anelli e l’introduzione di Massimo Bordignon, il ministro Padoan parlerà di “Prospettive per l’integrazione europea”. Il ciclo d’incontri, organizzato dal Dipartimento di Economia e finanza dell’Università Cattolica, intende “richiamare l’attenzione sia sul dibattito in corso per rilanciare l’Unione europea sia sulle numerose proposte di riforma avanzate dalla Commissione, dal Parlamento e da importanti Paesi membri, come la Francia – si legge in una nota -. Proprio l’elezione di Emmanuel Macron, con il suo programma fortemente europeista, ha aperto una finestra di opportunità, dove l’Europa deve mostrare di reagire alle pressioni attuali e di saper affrontare le nuove sfide: l’immigrazione, il terrorismo, la difesa, l’ambiente, la politica digitale”.

Fondi Ue: Moncalvo (Coldiretti), “i tagli all’agricoltura sono insostenibili”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:52

“Le ipotesi di taglio dei fondi destinati all’agricoltura (Pac) nel bilancio per l’Unione europea sono insostenibili per le imprese e per i cittadini europei che per il 90% sostengono la politica agricola a livello europeo per il ruolo determinante per l’ambiente, il territorio e salute secondo la Consultazione pubblica promossa dalla stessa Commissione europea”. Lo afferma il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo nel commentare le ipotesi di studio sul bilancio comunitario dopo il 2020 con scenari che vanno da una diminuzione dal 15% al 30% del loro budget attualmente disponibile. “Garantire un equo tenore di vita per gli agricoltori – sottolinea la Coldiretti – è un’esigenza fondamentale per la maggioranza dei cittadini (88%) che sottolineano come gli agricoltori ricevano solo una piccola quota del prezzo finale al consumo dei prodotti alimentari (97%)”. “Un indirizzo importante nelle scelte per il futuro della Politica agricola comune dove occorre però cambiare rafforzando tutte le misure che escludono la ‘rendita’ e premiando chi vive di agricoltura per puntare su un’assegnazione degli aiuti che consideri anche il contributo alla sostenibilità sociale e quindi all’occupazione, da parte delle imprese agricole”, ha affermato il presidente della Coldiretti nel sottolineare l’esigenza di “valorizzare la distintività delle produzioni, di cui la tracciabilità dell’origine e l’etichettatura sono i principali strumenti per recuperare valore sul mercato”.

Migrazioni: a Roma un Forum nazionale “per cambiare l’ordine delle cose”, 800 partecipanti da 120 città

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:35

Idee e proposte da tutta Italia per cambiare le politiche migratorie e costruire una società più aperta e solidale: se ne discuterà nel primo Forum nazionale per cambiare l’ordine delle cose, convocato a Roma il 3 dicembre (Centro Congressi Frentani – Via dei Frentani, 4, ore 10.30-22) da Amnesty international Italia, Banca Etica, Medici per i diritti umani, Medici senza frontiere, Naga Onlus e ZaLab. Oltre 800 i partecipanti da 120 città italiane, persone che lavorano nell’accoglienza, nell’associazionismo e negli enti locali, che studiano e raccontano le migrazioni, che progettano e costruiscono pratiche di convivenza, che lottano ogni giorno in comitati e movimenti. “L’ordine delle cose che oggi governa il rapporto tra Europa e flussi migratori si basa sulla costruzione di uno spazio protetto, chiuso ed esclusivo che ha l’unico effetto di rendere più pericolosi gli arrivi e di produrre grandi violazioni e violenze e generare tensioni”, affermano i promotori. Attraverso tre gruppi di lavoro e sessioni plenarie, si confronteranno su scenari, prassi operative e strumenti interpretativi: “Siamo guidati dall’idea che il fenomeno migratorio ci riguarda tutte e tutti e che sia la questione dirimente della contemporaneità di fronte alla quale bisogna scegliere da che parte stare”. Tra gli interventi: Igiaba Sciego, Simone Siliani, Annalisi Camilli, Francesca Mannocchi, Dagmawi Yimer, Mamadou Kouassi. Il Forum è dedicato ad Alessandro Leogrande, studioso e narratore dei fenomeni migratori, morto improvvisamente a 40 anni il 26 novembre scorso.

Opera Don Orione: approvato in via definitiva lo statuto del Movimento laicale. “Riconoscimento ufficiale importante per tutta la Congregazione”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:18

La Congregazione per gli Istituti di vita consacrata e le Società di vita apostolica ha approvato in via definitiva, dopo cinque anni ad experimentum, lo statuto del Movimento laicale orionino (Mlo), l’organizzazione che raccoglie le varie associazioni e categorie di laici che condividono lo spirito e il servizio proprio del carisma di San Luigi Orione. Il riconoscimento canonico del Mlo come associazione pubblica internazionale di fedeli laici era avvenuta il 20 novembre 2012 mentre risale al maggio del 1992 il Capitolo generale dell’Opera Don Orione durante il quale venne promosse la vocazione e l’organizzazione del Mlo come componente propria e autonoma della Famiglia carismatica orionina. “La vita di don Orione – dichiara padre Laureano De La Red Merino, consigliere generale dell’Opera Don Orione – documenta come egli coinvolse i laici fin dagli inizi della fondazione della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Li formò spiritualmente e li preparò per collaborare nelle sue opere, quindi la presenza dei laici, come singoli e come associazioni, è parte integrante della identità e della storia della Piccola Opera della Divina Provvidenza. Perciò questo riconoscimento ufficiale rappresenta un momento molto importante per tutta la nostra Congregazione”.

Natale: Fondazione Somaschi, invito a sostenere la campagna “Insieme per accogliere” per aiutare senza dimora, madri vittime di violenza, ragazzi ed ex tossicodipendenti

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 17:00

Per Natale sostenere la campagna “Insieme per accogliere” per supportare i diversi progetti di accoglienza. Lo chiede la Fondazione Somaschi, che metten al centro chi sta ai margini, continuando la tradizione dei Somaschi, che da oltre 500 anni, sull’esempio di San Girolamo Emiliani, offrono accoglienza e aiuto alle persone più vulnerabili a Milano. “Accogliamo chi ha bisogno, in strada e nelle nostre case – afferma Valerio Pedroni, responsabile sviluppo e relazioni istituzionali della Fondazione Somaschi onlus -. Lo facciamo con cura e tenerezza. Crediamo nel valore delle relazioni e nell’importanza di esserci, nella quotidianità. Difendiamo e promuoviamo la dignità ma guardiamo più in alto: vogliamo accompagnare le persone a gustare la bellezza della vita e dell’essere umano”. Per fare tutto questo, la Fondazione aiuta persone con diversi tipi di disagio, con attenzione alle nuove forme di povertà, offrendo loro accoglienza attraverso le modalità di intervento più appropriate, dall’aiuto in strada all’ospitalità in forma residenziale, con il supporto di operatori qualificati e studiando appositi percorsi in base alle potenzialità di ogni singola persona.
Con la campagna “Insieme per accogliere”, in particolare, è possibile “donare calore” alle oltre 60 persone senza fissa dimora che ogni giorno frequentano il centro diurno per un bicchiere di thè caldo con biscotti, potersi lavare e vivere momenti di aggregazione. Oppure si può scegliere di sostenere “Casa Primula”, una struttura protetta che ospita madri vittime di violenza con i loro figli, che qui possono ritrovare il calore e la bellezza della parola casa. Inoltre, è possibile “donare un futuro” ai bambini e ragazzi tra i 4 e 21 che vivono nelle case di accoglienza per crescere in un clima di serenità e affetto. Infine, si può sostenere “Fruttiamo la terra” un progetto di agricoltura solidale per dare una nuova possibilità per il futuro a persone che escono da un percorso di tossicodipendenza, favorendone l’inserimento sociale e lavorativo.

Migranti: Amnesty, “governo chiarisca su accuse del prefetto Morcone”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:58

Ieri, 28 novembre, di fronte alla Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni del Parlamento europeo, il prefetto Mario Morcone ha dichiarato che il rapporto “Hotspot Italia”, pubblicato da Amnesty International nel 2016, conterrebbe informazioni non veritiere in relazione all’uso della forza da parte della polizia nell’identificazione di migranti e richiedenti asilo. Il prefetto Morcone ha mosso accuse anche contro l’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani e il Commissario europeo per i diritti umani. Amnesty international conferma oggi il contenuto del rapporto e “rimane in attesa che il governo italiano chiarisca se e quali indagini abbia svolto per accertare che la realizzazione del cosiddetto ‘approccio Hotspot’ non abbia causato violazioni dei diritti umani e su quali basi il prefetto Morcone sostenga la tesi che le informazioni contenute nel rapporto ‘Hotspot Italia’ non sarebbero veritiere”. L’organizzazione per i diritti umani ricorda che anche organismi delle Nazioni Unite, “quali il Comitato sui diritti umani e il Comitato contro la tortura, hanno interrogato il governo su questa materia”. E nota come “l’attacco a organizzazioni non governative e organizzazioni internazionali dedite alla salvaguardia della vita e dei diritti di rifugiati e migranti stia diventando una tattica sempre più frequentemente usata dal governo italiano per difendere le proprie politiche, anche quando queste risultino in palesi violazioni dei diritti umani”.

Siria: Unicef, “circa 200.000 bambini intrappolati sotto assedio a Ghouta orientale”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:53

La violenza, lo scarso accesso umanitario e i prezzi del cibo alle stelle stanno aggravando la malnutrizione tra i bambini nella parte orientale di Ghouta (Siria), sotto assedio. Circa 400.000 persone – la metà delle quali è stato stimato sono bambini – sono intrappolate nell’area, sotto assedio da metà del 2013. Lo denuncia in una nota l’Unicef che riporta i dati di una recente indagine condotta ad inizio novembre su 27 località nell’area orientale di Ghouta: l’11,9% dei bambini sotto i 5 anni soffrono di malnutrizione acuta, oltre un terzo dei bambini dell’indagine soffre di rallentamenti della crescita, che aumenta i rischi di ritardi nello sviluppo, di contrarre malattie e di morire. I tassi di malnutrizione acuta tra i bambini molto piccoli sono tra i più alti. Madri di bambini con meno di due anni, secondo quanto riportato, hanno ridotto o interrotto l’allattamento a causa della loro scarsa nutrizione e della costante violenza. La rapida crescita dei prezzi del cibo di base e degli utensili per cucinare hanno reso per la maggior parte delle persone molto difficile preparare un pasto. Il prezzo di una porzione minima di pane costa 85 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco – che si trova a soli 15 chilometri di distanza. Ad agosto, il pane costava 24 volte di più a Ghouta orientale che a Damasco. Oggi una bombola di gas a Ghouta orientale costa 300 dollari rispetto ai 44 nella capitale. “L’assedio deve essere interrotto per garantire subito l’assistenza salva vita di cui hanno bisogno”, ha dichiarato Geert Cappelaere, direttore regionale Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa. “Questo sensibile incremento della malnutrizione – se fossero necessarie ulteriori prove – conferma che l’acuirsi delle violenze e l’assedio hanno rovinato la salute dei bambini. Chiediamo un accesso umanitario senza impedimenti, incondizionato e sostenuto ai bambini in Siria, non importa dove essi trovino”.

Centro Televisivo Vaticano: anteprima internazionale del doc sulla Gendarmeria Vaticana a Buenos Aires

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:52

È in corso in questi giorni a Buenos Aires il Mercato dell’audiovisivo di Ventana Sur (27 novembre – 1° dicembre 2017), la più importante manifestazione del settore in America Latina. Venerdì 1° dicembre il Centro Televisivo Vaticano (Ctv) e il partner produttivo Officina della Comunicazione interverranno alla manifestazione per presentare gli ultimi progetti.
Evento di punta della Santa Sede al film market di Ventana Sur sarà la proiezione – al Cinemark Puerto Madero, ore 13 – in anteprima internazionale del documentario “Custodire e proteggere. La Gendarmeria Vaticana” firmato dal regista Cesare Cuppone, primo operatore papale del Ctv. Il film racconta da vicino la storia e il ruolo del corpo dei Gendarmi, chiamato a proteggere il Santo Padre in Vaticano ma anche nei suoi viaggi fuori dalla Santa Sede.
Alle 11.30, sempre del 1° dicembre, nell’Auditorium 1 della Pontificia Universidad Católica Argentina (UCA), Ctv e Officina della Comunicazione presenteranno la loro linea di produzione, le serie di documentari sull’arte sacra realizzati con il giornalista Alberto Angela, noto divulgatore scientifico per la Rai: “Divina Bellezza. Alla scoperta dell’arte sacra in Italia” (serie con 10 doc) e “Alla scoperta del Vaticano e Alla scoperta dei Musei Vaticani” (serie con 6 doc), in collaborazione con i Musei Vaticani, Rai Com e il gruppo Gedi. Alla tavola rotonda sono previsti gli interventi degli amministratori delegati di Officina della Comunicazione, Nicola Salvi ed Elisabetta Sola, così come del segretario della Commissione nazionale valutazione film della Cei, Sergio Perugini. La presenza di Ctv e Officina della Comunicazione al film market di Buenos Aires è resa possibile anche grazie al supporto della Società italiana degli autori ed editori – Siae.

Siria: card. Zenari (nunzio), “guardiamo con speranza a colloqui di Ginevra. Situazione umanitaria molto critica”. Ricostruzione? “Prima cessino i combattimenti”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:22

“Guardiamo con speranza a Ginevra e si prega che possa portare qualche frutto e smuovere la situazione che resta molto critica”. Così al Sir il nunzio apostolico in Siria, card. Mario Zenari, parla dell’ottava tornata di negoziati, sotto l’egida Onu, per cercare una soluzione del conflitto siriano, in corso a Ginevra. Oggi nella città svizzera è giunta anche la delegazione governativa siriana guidata dal rappresentante permanente siriano presso le Nazioni Unite, Bashar al Jaafari. Già ieri le opposizioni, riunite nella Commissione siriana per i negoziati (Snc), avevano avuto un primo incontro con l’inviato speciale dell’Onu, Staffan de Mistura, confermando la volontà di avere colloqui diretti con il Governo. Passi che “inducono a sperare” anche se, ribadisce il rappresentante vaticano, “la strada per una soluzione politica resta lunga. Ma occorre tentare ogni via praticabile. Da questo punto di vista l’incontro negoziale è molto importante”. Sullo sfondo dei colloqui anche il tema della ricostruzione materiale e morale della Siria. “In questa fase è fondamentale – sottolinea il card. Zenari – che cessi la violenza. Ci sono ancora combattimenti qua e là. A venti chilometri da Damasco, a Ghouta, si combatte. La situazione umanitaria resta molto critica. Aspettiamo la ricostruzione ma devono prima cessare i combattimenti e deve migliorare la situazione umanitaria con gli aiuti che devono arrivare dappertutto”.

Ospedale Msf distrutto a Idlib (Siria)

Un punto molto a cuore del cardinale che ricorda come oggi in Siria “c’è gente che fa la fame, che non sa come curarsi perché non ha medicine. Le zone di de-escalation (quattro, create su iniziativa russo-turca-iraniana, tra queste anche Ghouta, attualmente in mano all’opposizione, ndr.) siano veramente libere dalla violenza. Diversamente non si può parlare di ricostruzione”. Intanto, qualcosa sembra muoversi. Il progetto “Ospedali aperti” in Siria, ideato dalla Fondazione Avsi, con la collaborazione della Fondazione Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma, per rispondere proprio all’appello del card. Zenari, comincia a dare qualche frutto. “Da qualche settimana – afferma il nunzio apostolico – stiamo ricevendo le richieste da parte di malati poveri che verranno curati gratuitamente. Siamo soddisfatti per questa partenza. La gente non ha assistenza mutualistica, non ha soldi per pagarla. Le ultime statistiche delle Nazioni Unite mostrano che il 69% dei siriani vive nella estrema povertà. La ricostruzione, allora, non deve riguardare solo quella dei palazzi e delle infrastrutture, pure necessaria, ma anche quella dei corpi, della persona umana. Quindi, dare da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi, soccorrere i malati. Questa è la ricostruzione più importante. Una persona distrutta fa impressione e in Siria si parla di 400mila morti e un milione e mezzo di feriti, tanti sono mutilati di guerra. La ricostruzione cominci dalla persona umana e poi si affronti la grande sfida: la pacificazione del Paese. I palazzi si ricostruiscono, ma cominciamo a curare le persone che rischiano altrimenti di morire. Guarire e sanare le persone povere e malate, questo è il senso di ‘Ospedali aperti’”. Il progetto prevede il sostegno a tre strutture cattoliche, l’ospedale Saint Louis di Aleppo, quello francese e quello italiano di Damasco e ha la durata di tre anni e punta a creare 42.815 posti letto per i poveri all’anno.

Comece: Chiese, associazioni e comunità religiose possono “contribuire a tutte le politiche e alla legislazione europea”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:17

(Bruxelles) L’impegno della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) a “rafforzare il dialogo tra la Chiesa e le istituzioni pubbliche”, rilanciato con forza al recente congresso di fine ottobre “(Ri)pensare l’Europa”, ha avuto una tappa importante nei giorni scorsi a Tallin (16-17 novembre), dove la Comece ha organizzato con le altre Chiese e l’attuale presidenza dell’Ue un congresso sul ruolo della religione e delle Chiese nell’Unione europea. Ne riparla un comunicato diffuso da Bruxelles in cui la Comece sottolinea l’importanza “dell’autonomia della Chiesa” e “la tutela dei rapporti Chiesa-Stato negli Stati membri sulla base dell’articolo 17 del Trattato sull’Ue”. La Comece “ha accolto con favore il coinvolgimento della presidenza estone nella co-organizzazione di questo evento”, si legge nella nota stampa: “è una pratica da ripetere, sviluppare e migliorare” anche nel senso di “andare oltre le questioni legate alla religione” perché effettivamente le Chiese e le associazioni o comunità religiose possano “contribuire a tutte le politiche e alla legislazione dell’Ue”. Dal segretariato Comece arriva anche la notizia di un incontro che si è svolto a Bruxelles con il patriarca siro-cattolico di Antiochia Ignatius Joseph III Younan e l’arcivescovo di Aleppo mons. Antoine Chahda, sulla “drammatica situazione del popolo siriano e iracheno” e sulle “difficoltà della minoranza cristiana in un contesto di instabilità, violenza e intolleranza”.

Bangladesh: Amnesty chiede al governo di “non trasferire i Rohingya su isola inabitabile”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 16:04

Amnesty international ha chiesto al governo del Bangladesh di abbandonare il progetto che prevede di trasferire oltre 100.000 rifugiati Rohingya su un’isola inabitabile. Il 28 novembre il governo di Dacca ha approvato uno stanziamento equivalente a 280 milioni di dollari per trasferire provvisoriamente, in attesa del rimpatrio in Myanmar, i rifugiati Rohingya sull’isola di Thenger Char, isolata, inabitabile e soggetta a inondazioni. “Sarebbe un terribile errore trasferire i rifugiati Rohingya su un’isola inabitabile, lontana da ogni altro insediamento di rifugiati e soggetta a inondazioni”, ha dichiarato Biraj Patnaik, direttore di Amnesty per l’Asia meridionale. “Dopo aver aperto le porte a oltre 600.000 Rohingya negli ultimi tre mesi, il Bangladesh oggi rischia di compromettere la loro protezione e di rovinare la reputazione internazionale che aveva meritato. Nel disperato intento di vedere i Rohingya fuori dai campi e infine rientrati in Myanmar, le autorità di Dacca stanno mettendo a rischio la loro sicurezza e il loro benessere”, ha aggiunto Patnaik.  Thenger Char, nota anche come Bhashan Char, è emersa dal mare solo 11 anni fa. Durante la stagione dei monsoni, è fortemente a rischio di inondazione. La settimana scorsa, i governi di Bangladesh e Myanmar hanno firmato un accordo per rimpatriare gli oltre 700.000 rifugiati Rohingya fuggiti da uccisioni illegali, stupri e incendi di interi villaggi nel corso di operazioni militari condotte nel nord dello stato di Rakhine tra l’ottobre 2016 e l’agosto 2017. Amnesty ha recentemente pubblicato un’analisi sulle cause di fondo della sofferenza dei Rohingya, giungendo alla conclusione che questa popolazione è stata intrappolata in un crudele sistema di discriminazione istituzionalizzata e promossa dallo Stato “che equivale ad apartheid”. “Il Bangladesh dovrebbe posticipare ogni accordo sui rimpatri fino a quando non vi saranno le condizioni per il ritorno volontario dei rifugiati in condizioni di sicurezza e dignità”, ha concluso Patna.

Minori non accompagnati: Msf apre un centro di assistenza diurno a Parigi

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 15:46

Dopo un viaggio spesso difficile, intrapreso senza la protezione della propria famiglia, molti giovani migranti non accompagnati una volta giunti in Francia non hanno né un rifugio né assistenza da parte delle autorità, e sono costretti a dormire in condizioni disumane. Il 5 dicembre, Medici senza frontiere (Msf) aprirà un centro a Pantin (periferia nord orientale di Parigi) per offrire loro sollievo, assistenza medica e supporto amministrativo. Si stima che alla fine del 2017, circa 25.000 giovani abbiano fatto domanda per ottenere lo status di minore non accompagnato in Francia. La situazione è estremamente grave: “Molti giovani che si presentano come minori non ricevono assistenza e sono costretti a dormire in condizioni terribili, circondati da gruppi di adulti, e alla mercé delle reti di trafficanti. È fondamentale garantire un sistema di accoglienza, cura e assistenza in un ambiente sicuro”, dichiara Corinne Torre, capo missione di Msf in Francia. L’assistenza fornita nel centro ai giovani che si dichiarano minori non accompagnati includerà supporto legale e medico, sostegno alla salute mentale e servizi sociali. In cooperazione con numerose associazioni e avvocati del Foro di Parigi e Seine Saint-Denis, le équipe di Msf seguiranno la situazione individuale di ogni ragazzo, offrendogli supporto.  Molti di questi giovani, già esposti a pericoli gravissimi durante i difficili viaggi migratori, al loro arrivo in Francia si trovano spesso soli e in un ambiente ostile. Devono confrontarsi con una mancanza di informazione e trasparenza, con poche strutture di accoglienza, con prassi amministrative labirintiche e con il rifiuto delle loro richieste.  “Il centro si occuperà di 50 giovani. Alcuni arrivati recentemente in Francia, altri in transito, altri ancora ai quali è stato negato lo status di minore. Vogliamo aiutarli a prendere consapevolezza dei loro diritti e, se vorranno, di presentare ricorso alla corte di famiglia. Vogliamo anche garantire loro accesso all’assistenza sanitaria in un posto sicuro e sereno”, spiega Corinne Torre.

Bangladesh: Fides, scomparso padre Rozario, si teme sequestro da parte di gruppi jihadisti

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 15:29

Il prete cattolico bangladese William Walter Rozario è sparito da lunedì scorso, e cresce la preoccupazione per la sua sorte. È la drammatica notizia che arriva all’Agenzia Fides dal distretto di Natore, nel Bangladesh del Nord, proprio nelle ore che precedono la visita di Papa Francesco, il cui arrivo è previsto domani a Dacca, capitale del Paese. L’allarme per la la scomparsa di William Walter Rozario, vice parroco alla Borny Church nel villaggio di Jonail e responsabile della scuola Saint Lewis, una delle tante istituzioni educative gestite dalla Chiesa bangladese, è stato lanciato dalla famiglia, che ne ha perso traccia lunedì pomeriggio. Ieri è arrivata la denuncia alla polizia, che ha iniziato le ricerche, finora senza esito. “Da lunedì non si hanno sue notizie. Il telefono risulta spento”, ha dichiarato alla stampa il capo della polizia locale, Biplop Bijoy Talukder. Il vescovo della vicina città di Rajshahi, Gerver Rosario, teme che sia stato sequestrato, stessa probabile sorte di suo fratello. Nel suo stesso villaggio, l’anno scorso è stato ucciso, mentre apriva il suo negozio, il commerciante cattolico Sunil Gomez, vicino di casa di William Walter Rozario. Dal 2015, sono almeno tre i cattolici uccisi in attacchi che qualcuno attribuisce a uno dei gruppi della variegata galassia jihadista locale, il “Jamayetul Mujahideen Bangladesh”.  Padre Rozario nell’ultimo periodo era impegnato a organizzare il viaggio di circa trecento fedeli verso Dacca, in occasione della visita di Francesco. Per il Papa, intanto, si stanno mobilitando tutte le parrocchie di questo paese a maggioranza islamica, dove i cattolici sono 380.000 su una popolazione di circa 170 milioni di abitanti.

Anno dei diritti umani: in Italia si inaugura il 4 dicembre all’Università di Padova

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 15:28

Un prete impegnato da 25 anni nell’accoglienza dei migranti, una donna garante dei diritti dei carcerati, un giornalista minacciato dalla criminalità organizzata inaugureranno lunedì prossimo, 4 dicembre, a Padova l’Anno dei diritti umani indetto dall’Onu in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani. Assieme a loro ci sarà la ministra dell’Istruzione, Valeria Fedeli, oltre 300 insegnanti, studenti, amministratori locali, giornalisti, esponenti di organizzazioni della società civile provenienti da tutt’Italia, rappresentanti del Sacro Convento di San Francesco d’Assisi e della Basilica di Sant’Antonio da Padova, dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani, della Commissione europea, del Ministero degli Esteri. La conferenza di inaugurazione si terrà presso l’aula magna “Galileo Galilei” dell’Università degli studi di Padova (Palazzo del Bo), a partire dalle ore 9.30. L’incontro, intitolato “In spirito di fratellanza” e dedicato ad Antonio Papisca recentemente scomparso, proseguirà anche martedì 5 dicembre. Saranno due giornate ricche di idee, riflessioni, testimonianze e proposte dedicate alla formazione e alla progettazione di nuovi percorsi educativi centrati sui diritti ma anche sulle responsabilità personali e collettive. L’Anno dei diritti umani è stato promosso per suscitare una mobilitazione straordinaria in favore dei diritti umani, per contrastare le violenze, guerre, terrorismo, discriminazioni e disuguaglianze che continuano a violare la dignità umana dentro e fuori il nostro paese. Per questo, a Padova, prenderà il via anche l’organizzazione della Marcia PerugiAssisi che si svolgerà il 7 ottobre 2018. La Conferenza di Padova è organizzata in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e da Coordinamento nazionale degli Enti locali per la pace e i diritti umani, Centro diritti umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova, Comune di Padova, Scuola di Alta Formazione Eis-Lumsa, Rete nazionale delle Scuole per la pace, Tavola della pace, Cipsi, Banca Etica.

Parlamento europeo: strategia per la disabilità, “l’Ue può fare di più”. Risoluzione al voto in plenaria

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 15:20

“In base ai risultati raggiunti finora dalla strategia europea per la disabilità, volta a garantire pari diritti e piena partecipazione, i deputati affermano che l’Unione europea può fare di più”. Parte da questa constatazione la risoluzione non legislativa che sarà discussa oggi e posta in votazione domani al Parlamento europeo, nella quale i deputati valutano i progressi compiuti nel realizzare gli obiettivi della strategia europea sulla disabilità 2010-2020, che riguarda otto settori: accessibilità, partecipazione, parità, occupazione, istruzione e formazione, protezione sociale, salute e azione esterna. “Sebbene la situazione delle persone con disabilità nell’Ue continui a migliorare – si legge in una nota che anticipa i temi della plenaria del 29-30 novembre a Bruxelles –, resta ancora molto da fare. Il Parlamento chiede che il numero di emergenza 112 sia reso pienamente accessibile alle persone con disabilità, che venga messa in atto una ‘discriminazione positiva’ sul mercato del lavoro e che gli Stati membri implementino pienamente la legislazione comunitaria in materia di accessibilità. La relazione parlamentare valuta l’attuazione della strategia europea sulla disabilità 2010-2020 ed elenca le azioni chiave da intraprendere negli otto settori principali. La strategia, adottata dalla Commissione nel 2010, si basa sulla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, di cui l’Ue è firmataria.

Terra Santa: mons. Pizzaballa in visita pastorale nella Striscia di Gaza. P. Moreyra (viceparroco), “una ventata di speranza in vista del Natale”

Agensir.it - Wed, 2017-11-29 15:16

Prenderà il via il 30 novembre, per chiudersi domenica 3 dicembre, la visita pastorale dell’amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, mons. Pierbattista Pizzaballa, alla piccola comunità cattolica, poco più di 100 fedeli, della Striscia di Gaza che si ritrova nella parrocchia della Sacra Famiglia situata nella zona di al-Zeitun, il quartiere orientale dove vive anche quella ortodossa. “Si tratta di una visita – dice al Sir il viceparroco padre Victor Moreyra, religioso appartenente all’Istituto del Verbo Incarnato (Ive) – che giunge in vista delle imminenti festività natalizie nella diocesi del Patriarcato che si può dire prendono il via proprio da questa parrocchia. Mons. Pizzaballa incontrerà la nostra comunità, le famiglie, i giovani, i religiosi e le religiose che qui portano avanti la loro missione pastorale”. Le condizioni di vita nella Striscia “restano ancora difficili ma sono leggermente migliorate rispetto agli anni passati. Mons. Pizzaballa porterà una ventata di speranza ai nostri parrocchiani che potranno avere maggiore forza per andare avanti e affrontare la vita qui a Gaza”. Intanto la comunità cristiana locale vive nell’attesa di sapere se e quanti permessi natalizi Israele concederà ai fedeli per uscire dalla Striscia e permettere così di recarsi a Gerusalemme e a Betlemme per pregare nei Luoghi santi. “Abbiamo inoltrato richiesta ma non abbiamo ancora avuto risposta in merito”, spiega il viceparroco. Intanto lo scorso 21 novembre, nei locali della parrocchia si è tenuto una riunione tra i membri del Coordinating Catholic Aid Organisations (Ccao), composto dal Patriarcato latino di Gerusalemme, dal Catholic Relief Services, dalla Pontifical Mission e dalla Caritas di Gerusalemme e i giovani cristiani locali. L’incontro è servito per ascoltare dalla viva voce dei giovani i loro bisogni e necessità ma anche le loro ambizioni. Tra i principali problemi emersi quello della disoccupazione nella Striscia di Gaza: secondo un’indagine condotta dall’Ufficio centrale di statista palestinese, il tasso di disoccupazione tra i giovani tra i 20 e i 24 anni a Gaza è il più alto in tutta la Palestina, e ha raggiunto il 44,3% nel primo trimestre del 2017. Uno dei progetti che il Patriarcato latino di Gerusalemme e il parroco della Sacra Famiglia, p. Mario da Silva, stanno implementando nella Striscia è la creazione di lavoro. Al momento, ci sono sedici giovani che lavorano in quattro istituzioni cattoliche supportate dal Ccao.

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