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Papa Francesco: a Inghilterra, Galles e Scozia, “testimoniare la vita e contribuire a cultura della verità e dell’amore”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 16:05

“Papa Francesco invoca la protezione della Madonna e affida a lei, la Madre del Vivente, la causa della vita. Chiede la sua intercessione affinché coloro che credono nel Figlio possano continuare a testimoniare la vita e, insieme a tutte le persone di buona volontà, contribuiscano ad una cultura della verità e dell’amore”. E’ quanto si legge nel messaggio che Papa Francesco ha condiviso con la popolazione di Inghilterra, Galles e Scozia in preparazione alla Giornata per la vita che sarà celebrata il 18 giugno in Inghilterra e Galles. Il messaggio è stato comunicato dal nuovo nunzio apostolico in Gran Bretagna, l’arcivescovo Edward Adams, al vescovo incaricato per la Giornata, reverendo John Sherrington. “Il Santo Padre, a lode e a gloria del Creatore e del Signore della Vita – ha dichiarato Adams – assicura le sue preghiere e imparte agli organizzatori e ai partecipanti della Giornata per la vita la sua apostolica benedizione”.  In ottobre ricorrerà il 50° dall’entrata in vigore nel 1967 della legge sull’aborto in Inghilterra, Scozia e Galles. “La Giornata per la vita di quest’anno – si legge in un comunicato dei vescovi cattolici di Inghilterra e Galles – ci offre un’occasione per pregare e ricordare tutte le vite perdute prima della nascita e per offrire un supporto pratico ed emotivo a donne e uomini preoccupati per una gravidanza inaspettata”. Per chi ha avuto un aborto i presuli richiamano le parole del Papa nella “Misericordia et misera”: “Non c’è peccato che la misericordia di Dio non possa raggiungere e cancellare quando trova un cuore pentito che cerca di riconciliarsi col Padre”. La Giornata intende sensibilizzare sul significato e valore della vita umana in ogni fase e condizione, dal concepimento alla morte naturale. Il ricavato della colletta che si terrà per l’occasione – la seconda – sarà destinato al Anscombe Bioethics Centre a al sostegno di altre attività della Chiesa a favore della vita.

Ecumenismo: vescovi Arborelius (cattolico) e Jackelén (luterana) incontrano Papa Francesco in Vaticano. Icona in dono

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 16:03

Saranno a Roma mercoledì 14 giugno per incontrare Papa Francesco a margine dell’udienza generale anche i vescovi di Stoccolma, la luterana Antje Jackelén e il cattolico Anders Arborelius. Ringrazieranno il Papa per la sua presenza a Lund e Malmö il 31 ottobre-1 novembre scorsi, all’incontro definito “storico” che ha ufficialmente dato il via al 500° anniversario della Riforma luterana. “La commemorazione comune di Lund continua a dare i suoi frutti: gratitudine, speranza e il superamento di pregiudizi e divisioni. L’energia di Lund ispira luterani e cattolici in tutto il mondo nel continuare il percorso dal conflitto alla comunità”, ha dichiarato l’arcivescovo Antje Jackelén. I due leader ecclesiali consegneranno al Papa un’icona raffigurante san Francesco d’Assisi. L’icona è stata preparata da Lars Gerdmar, uno dei più celebri pittori d’icone dei Paesi nordici, che sarà anche presente alla consegna del dono. L’opera era già pronta quando il Papa si era recato in Svezia, spiega il pittore sul suo sito, ma fu deciso di consegnarla in un “nuovo incontro ecumenico a Roma, occasione per continuare il dialogo oltre i confini denominazionali”. “San Francesco, attraverso il suo amore per Cristo povero, i poveri e la creazione è diventata una figura chiave anche nel dialogo ecumenico”, ha spiegato il vescovo Anders Arborelius. Mons. Arborelius tornerà a Roma il 29 giugno, con un gruppo di svedesi, per partecipare al Concistoro in cui riceverà dal Papa la berretta cardinalizia.

Germania: aborti in aumento nel primo trimestre 2017. Tre quarti riguardano donne under34

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 15:40

Il numero di aborti in Germania era in calo da anni. Ma la situazione per il 2017 sembrerebbe prendere una strada rivolta a una nuova fase di aumento: nel primo trimestre sono state interrotte più gravidanze rispetto allo stesso periodo degli anni precedenti. A livello nazionale, circa 26.600 aborti sono censiti ufficialmente dall’ufficio centrale di statistica di Wiesbaden, per i primi tre mesi del 2017. Si tratta – comunicano i ricercatori di Wiesbaden – di un aumento dell’1,3 per cento rispetto al 2016, sempre per il primo trimestre. Secondo i dati, il 72 per cento delle donne che, in questi primi novanta giorni dell’anno, hanno deciso di abortire, hanno tra i 18 e i 34 anni; il 17 per cento tra 35 e 39 anni e l’8 per cento dai 40 anni in su. Le ragazze in minore età che hanno ottenuto l’autorizzazione sono il 3 per cento. Nelle statistiche ufficiali risultano sommati sia gli aborti volontari per interruzione di gravidanza, sia quelli per scopi terapeutici per rischio morte materna o per premorte del feto. Per uno su cinque degli aborti censiti il farmaco abortivo utilizzato è stato il mifepristone, conosciuto come RU-486. Quasi l’80 per cento degli aborti sono stati effettuati negli ambulatori ginecologici di zona, e il 18 per cento in ospedale. Il 96 per cento degli aborti segnalati sono stati trattati secondo i regolamenti medici di consulenza nazionale, con la procedura che inizia su base ambulatoriale.

Diocesi: San Marco Argentano-Scalea, online il nuovo sito web della diocesi

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 15:10

È raggiungibile all’indirizzo www.diocesisanmarcoscalea.it il nuovo sito della diocesi di San Marco Argentano – Scalea, suffraganea dell’arcidiocesi di Cosenza-Bisignano. “L’obiettivo, sin dalla fase di ideazione e progettazione del nostro lavoro, resta quello di voler garantire una certa fruibilità e facilità di accesso al sito per chiunque intenda visitarlo e/o usarlo nelle sue funzioni”, si legge in una nota dell’Ufficio diocesano per le comunicazioni sociali. “Ecco allora che diventa fondamentale la collaborazione di tutti con contributi e interventi che possano arricchire il nostro portale”, proseguono i responsabili, aggiungendo che “è necessario entrare nell’ottica che oggi il web è imprescindibile per veicolare comunicazione e per questo siamo fermamente convinti che con la giusta attenzione si possa fare la differenza sia filtrando info e contenuti di qualità e sia per raggiungere quella fascia di età che, purtroppo, non hanno avuto modo di vivere la precedente ‘era’, quella della carta, e si sono trovati catapultati nella più tecnologica dove internet, i social e l’informazione ‘mordi e fuggi’ imperano nella ‘piazza virtuale-reale’”. “Il progetto – concludono – è un continuo ‘work in progress’, aperto a quel tipo di proposte finalizzate al miglioramento e ad una sempre più chiara fruizione di temi e argomenti che caratterizzano la diocesi”.

Portogallo: Algarve, triennio pastorale “Annunciare il Vangelo della famiglia”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 14:56

Il vescovo della diocesi di Algarve ha reso noto che il prossimo 23 settembre inizierà un nuovo triennio pastorale intitolato “Annunciare il Vangelo della famiglia”. In particolare, il primo anno (2017-2018) sarà dedicato all’ascolto della Parola di Dio, il secondo (2018-2019) agli aspetti liturgici e il terzo (2019-2020) alla dimensione socio-caritativa della tematica familiare. La dichiarazione di mons. Manuel Quintas è avvenuta in occasione della celebra-zione della “Giornata della chiesa diocesana”, nel corso della quale è stato fatto il bilancio delle attività svolte dalle comunità cattoliche della regione negli ultimi cinque anni: “Ci siamo lasciati illuminare dall’invito di Gesù a testimoniare nella comunione ecclesiale un Cristo vivente, aderendo anche al messaggio proveniente dalla commemorazione del centenario delle Apparizioni di Fatima. Abbiamo cercato di rispondere con rinnovato entusiasmo alla fede, all’amore, alla vita, alla santità, per divenire discepoli del Signore insieme a Maria”, ha aggiunto il vescovo commentando i risultati raggiunti dal programma pastorale iniziato nel 2012. Mons. Quintas ha voluto elogiare lo spirito cristiano dei fedeli della propria diocesi: “Questa è una Chiesa costituita da sacerdoti buoni e generosi, che si dedicano con tutta l’anima e il cuore alla testimonianza di Gesù e del Vangelo, da laici competenti, da una gioventù vitale e volenterosa, da una comunità che non dimentica i malati, le persone sole, i disabili, e coloro che vivono privati della libertà e della dignità”.

Sant’Antonio di Padova: p. Svanera (rettore), “attuale sul versante ecclesiale, sociale, politico e caritativo”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 14:32

“Ci sono tanti flash della sua vita che mostrano l’attualità di sant’Antonio sia sul versante più tipicamente ecclesiale, ad esempio sul fronte dell’evangelizzazione, sia sul versante più sociale e politico, sia sul versante della carità e dell’attenzione agli umili”. Così padre Oliviero Svanera, rettore della pontificia basilica di sant’Antonio a Padova, delinea in un’intervista al Sir la testimonianza sempre attuale del santo di cui domani si celebra la festa. “Sant’Antonio è stato capace di coniugare la semplicità dell’incontro con le persone con la sapienza e la competenza”, osserva padre Svanera, aggiungendo che “con la sua vita, in quanto francescano, è stato capace, come san Francesco, di rendere visibile lo stile evangelico incarnato nella sua persona: una persona di fede e di preghiera”. “Concretamente sant’Antonio è ritenuto il Santo dei miracoli”, prosegue il rettore, secondo cui “per la gente, Antonio è l’amico, il confidente, l’intercessore perché è vicino a Gesù”. “Oggi le persone attraverso sant’Antonio sentono vicino il Padre, la tenerezza e la misericordia del Padre”, sottolinea Svanera. Una devozione che porta a Padova milioni di pellegrini l’anno – “nel 2016, 3 milioni con il Giubileo” – e che si estende fuori dall’Italia: “con il pellegrinaggio delle reliquie – in questo mese in Stati Uniti, Canada e Australia, nei giorni scorsi anche in Bangladesh – abbiamo riscontri di come il santo sia amato in tutto il mondo”. “D’altra parte – rimarca Svanera – pregano sant’Antonio anche islamici, buddisti e induisti”.

Spiritualità: Battaglia (Comitato bioetica), “fare spazio al concetto di buona vita e di felicità secondo l’insegnamento di Aristotele”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 14:03

“Occorre superare l’idea di sacralità della vita facendo spazio al filone interessante del concetto di buona vita e di felicità secondo l’insegnamento di Aristotele; idea di felicità che non è edonismo ma pieno compimento delle proprie capacità, realizzazione di sé”. Lo afferma Luisella Battaglia (Università di Genova e membro del Comitato nazionale di bioetica) nel suo intervento al convegno “Laicità e spiritualità” promosso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. In questa concezione di buona vita, spiega, “anche sofferenza e dolore possono trovare una giustificazione purché io lo voglia”. Al riguardo, Battaglia invita a tenere presente che “l’odierno paradigma della complessità ci insegna a calcolare l’incertezza e tenere conto dell’umiltà”. Soffermandosi sulla “Laudato si’”, la relatrice la definisce “di straordinaria importanza perché segna un punto di svolta nella teologia cristiana superando l’antropocentrismo. Per il Papa la dignità ontologica dell’uomo rimane ma non è soltanto onore ma anche onere”. Si configura così “una teologia aperta al mondo vivente nella cura della casa comune. Laici, credenti, diversamente credenti non possono che condividere questo compito affidato dal Papa”. “Se cominciamo a intravedere i profili di questo tipo di spiritualità nella bioetica – conclude – forse potremo fare un cammino comune all’insegna della speranza”.

Dialogo interreligioso: Cei, il 23 giugno una visita guidata della mostra sulla Menorà

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 13:45

La Segreteria generale e l’Ufficio nazionale Cei per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso (Unedi), insieme all’Unione delle Comunità ebraiche italiane ed alla Comunità ebraica di Roma, effettueranno una visita guidata della mostra sulla Menorà, la mattina del 23 giugno, presso il Museo Ebraico di Roma e in Vaticano. La visita sarà guidata da alcuni esponenti del mondo ebraico romano, che aiuteranno a cogliere i nessi artistici, liturgici e teologici tra ebraismo e cristianesimo. Tra questi Noemi Di Segni, presidente dell’Unione delle comunità ebraiche italiane, Ruth Dureghello, presidente della Comunità ebraica di Roma, e Rav. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma. Saranno presenti mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, don Cristiano Bettega, direttore Unedi, mons. Francesco Giovanni Brugnaro, membro della Commissione per l’ecumenismo e il dialogo, e alcuni direttori della Cei.

Spiritualità: Petrosino (Università cattolica), “una delle forme più belle è quando l’uomo porta il suo pane alla bocca di un altro”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 13:32

“Secondo quel grande romanzo che è la Bibbia, Dio ci dà un nome e in questo consiste l’essenza della dignità dell’uomo. Noi siamo chiamati a con-creare, questo è il massimo della dignità”. Ad affermarlo è il filosofo Silvano Petrosino (Università Cattolica del Sacro Cuore), intervenuto al convegno “Laicità e spiritualità” in corso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, per iniziativa del Centro Pannunzio e del “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. Nella sua riflessione sul rapporto laicità – spiritualità, Petrosino richiama von Balthasar e la sua “immagine di spirito” come “espositore”, “aperto”, e sottolinea: “Un essere è spirituale quando è aperto. Una delle forme di spiritualità più belle è quando l’uomo porta il suo pane alla bocca dell’altro, quando si stabilisce un nesso di identità tra amare Dio e servire la terra”. “Ogni volta che portiamo il cibo alla bocca dell’altro – conclude Petrosino – è lì che siamo spirituali e raggiungiamo una dignità simile a quella di dare il nome: dare il nome, dare il cibo”. Raccogliendo alcuni spunti emersi, a conclusione dei lavori mons. Antonino Raspanti, vescovo di Acireale, vicepresidente Cei per il sud Italia e vicepresidente della Consulta scientifica del Cortile dei gentili, mette in guardia dall’ “assoluto individualismo, dal dominio del singolo e basta”. “In un’assoluta parcellizzazione dell’io – avverte – è facile che qualcuno prenda il potere”. Giuliano Amato, presidente della medesima Consulta e moderatore dell’incontro sottolinea che “cura della casa comune è anche cura dei valori condivisi che ne sono alla base, ossia protezione della societas”.

Laicità: Mazzarella (Univ. Federico II Napoli), “vissuto religioso sfida per la ragione”. “Abbiamo bisogno di un’idea buona di Dio”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 13:26

“Il vissuto religioso rappresenta per la ragione una sfida a tutto campo”, afferma Eugenio Mazzarella (Università degli Studi di Napoli Federico II), prendendo la parola al convegno “Laicità e spiritualità” promosso questa mattina a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. Soffermandosi sulla “laicità ragionevole e ragionante auspicata da Benedetto XVI”, Mazzarella si chiede quale possa essere “tra le fedi religiose il candidato ideale alla globalizzazione dei diritti umani? Quale tra le visioni del mondo religiosamente ispirate può essere il candidato tout court per una convivenza armoniosa nel mondo globale caratterizzato da molteplicità di riferimenti valoriali anche confliggenti tra loro?”. “In presenza di troppi candidati – conclude – proverei con una formula a dire che quello di cui abbiamo bisogno è di un’idea buona di Dio piuttosto che di un’idea vera. Un Dio non lontano, presentato nel Discorso della montagna”.

Laicità: Quaglieni (Centro Pannunzio), “oltre divisioni del passato, oggi terreno comune di confronto credenti-non credenti”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 12:45

“Il grado più alto al quale giunge la laicità non è la tolleranza, concetto legato a Voltaire, ma il rispetto”. Esordisce così Pier Franco Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio, nel suo intervento al convegno “Laicità e spiritualità” promosso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del Pontificio Consiglio della cultura. Riflettendo su laicità e laicismo, Quaglieni spiega: “Il laicismo implica una visione immanentistica dell’uomo, della vita e della cultura: diventa in qualche modo un surrogato dell’ateismo che implica una condanna sostanziale delle religioni come forme di superstizione irrazionale”, ma “queste sono posizioni datate, da laici furiosi”. “Io non appartengo a questi laici furiosi – assicura il relatore -, ma a quelli che hanno il desiderio di confrontarsi, seminare il dubbio ma anche raccogliere qualche certezza. Credo ci sia un terreno comune che va oltre le divisioni del passato”. Di qui l’interrogativo aperto lasciato da Quaglieni : “Pur avendo volti differenti, gran parte dell’islam è compatibile con la democrazia, la tolleranza, il rispetto di genere? Certo la Turchia che incarcera i giornalisti ed è di fatto una dittatura opprimente non può essere l’immagine di un islam aperto e dialogante. Diventa difficile stabilire dei dialoghi che tuttavia io mi auguro perché il massimo della laicità possibile è stabilire un dialogo anche con chi non lo vuole”.

Papa Francesco: iniziata oggi la ventesima riunione del C9

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 12:19

Ha avuto inizio questa mattina la ventesima riunione del Papa con i cardinali consiglieri. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede, che informa che i lavori del “C9” proseguiranno fino a mercoledì prossimo, 14 giugno.

Filippine: mons. Schick (Conferenza episcopale tedesca), grave situazione sociale a Manila e nel Paese

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 12:05

“Molti di coloro che sono ai margini della società possono sopravvivere grazie alle attività della Chiesa, e ricevono la possibilità di sostenersi da soli e costruirsi una vita dignitosa” anche se resta una profonda disuguaglianza sociale ed economica che rende estremamente difficile uno sviluppo positivo per tutti i cittadini e sempre più persone vivono in una condizione di non dignità. È questa la fotografia della situazione sociale di Manila che emerge dal viaggio che l’arcivescovo Ludwig Schick di Bamberg, presidente della commissione Chiesa universale della Conferenza episcopale tedesca, ha appena concluso nelle Filippine. Una piaga particolarmente grave è quella della droga, ma i vescovi filippini non condividono la linea del Governo che sta conducendo una “guerra” con mezzi non legali: già 8.000 persone sono state uccise, soprattutto nei quartieri poveri delle grandi città, perché tossicodipendenti o coinvolti nel traffico. Schick si è unito alla denuncia dei vescovi: “Anche i criminali hanno dignità umana e diritti e dovrebbero essere puniti solo dai tribunali ordinari”. I vescovi delle Filippine sono anche contro l’abbassamento dell’età minima d’imputabilità e la reintroduzione della pena di morte voluti dal presidente Duterte. Mons. Schick è stato anche sull’isola Mindanao dove sta per arrivare a una conclusione pacifica lo scontro per l’autonomia che si trascina dagli anni ’70 tra ribelli islamici e il governo centrale.

Spiritualità: card. Ravasi, “non è qualcosa di etereo” ma “categoria culturale”. Importante “che entri nell’orizzonte della laicità”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 12:05

“Oggi c’è l’equivoco che il termine spiritualità voglia dire qualcosa di etereo, impalpabile, inconsistente. Invece è una delle grandi categorie non solo religiose ma anche culturali”. Ne è convinto il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, che questa mattina ha inaugurato i lavori del convegno “Laicità e spiritualità” promosso a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del dicastero vaticano. Ravasi cita esempi di letteratura spirituale, da Teresa d’Avila a Giovanni della Croce, e definisce il “Cantico spirituale” di quest’ultimo “un testo fieramente carnale che dimostra come la somaticità stessa faccia parte della spiritualità”. Il porporato evoca inoltre l’estasi della grande mistica spagnola, splendida opera del Bernini esposta nella vicina chiesa di Santa Maria della Vittoria: “Un’estasi di puro eros che non è mera sessualità”. E ancora: “La razionalità cristallina quasi algida di meister Eckart”. “È importante che la spiritualità entri nell’orizzonte della laicità”, conclude il porporato lasciando infine la parola “a un personaggio al di sopra di ogni sospetto: Bertrand Russell che nel 1918 ha scritto il saggio ‘Misticismo e logica’ anticipando che i più grandi filosofi hanno sentito il bisogno della scienza ma anche della spiritualità”.

Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “uno scatto di responsabilità in tutti”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:56

“Come Chiesa dobbiamo sentirci responsabili di ogni omissione che lascia sole le famiglie, in particolare le donne che sono in attesa di una vita, condividendo spazi, intensificando le relazioni e il servizio alla vita, fino all’affido di fronte a scelte di rifiuto o di abbandono della vita”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Ferrara-Comacchio e abate di Pomposa, monsignor Giancarlo Perego, nel corso della celebrazione eucaristica per la Solennità della Trinità che ha presieduto a Pomposa. “Non possiamo non esortare la politica, anche locale, perché siano intensificate azioni, rafforzati luoghi, strumenti e sostenute figure a tutela della vita e della famiglia”, ha proseguito Perego, rilevando che “abbiamo bisogno che da questa abbazia salga una preghiera profonda, perché le nostre comunità non dimentichino, ma abbraccino il volto del Dio della vita e dell’amore, per vincere le oscurità e gli abissi della nostra storia, tutelando la vita e guardando con speranza al futuro”. Di fronte ai “recenti fatti di cronaca della nostra terra, dove la vita familiare, la relazione tra marito e moglie, tra padre e figlia, come la vita di un innocente che nasce sono gravemente segnate da fatti di violenza che rischiano di non riconoscere l’azione di un Dio che ama e insegna ad amare la vita”, mons. Perego ha rilevato che questa situazione “chiede uno scatto di responsabilità in tutti”, “non per giudicare, ma per accompagnare”.

Vescovi Abruzzo-Molise: don Claudio Tracanna nuovo direttore regionale per le comunicazioni sociali

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:54

Don Claudio Tracanna, quarantenne sacerdote dell’arcidiocesi dell’Aquila, è il nuovo responsabile dell’Ufficio regionale delle comunicazioni sociali di Abruzzo e Molise. La nomina è stata decisa dai vescovi della Conferenza episcopale abruzzese-molisana (Ceam), riunitisi a Chieti la scorsa settimana. Ne dà notizia oggi l’arcidiocesi dell’Aquila, in una nota nella quale si informa che “assumerà l’incarico a partire dal prossimo 1° luglio”. Don Tracanna, direttore del medesimo ufficio per la diocesi del capoluogo abruzzese, è anche parroco di Pizzoli oltre ad insegnare teologia morale e a curare la pubblicazione del mensile diocesano “Vola L’Aquila”, nato all’indomani del terremoto del 2009.

Laicità: card. Ravasi, “quando il cristianesimo si è lasciato tentare dalla teocrazia ha smentito il suo fondatore”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:52

“Il cristianesimo è una religione fondata da un laico, Gesù di Nazareth. Tutte le volte che si è lasciato tentare un po’ dalla teocrazia ha smentito il suo stesso fondatore”. Lo ha detto il card. Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, introducendo i lavori del convegno “Laicità e spiritualità” promosso questa mattina a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica, dal Centro Pannunzio e dal “Cortile dei gentili” del dicastero vaticano. “Tutti sottolineiamo sempre la necessità di distinguere tra laicità e laicismo – ha esordito il cardinale -, ma io penso che questo sia ormai un dato acquisito. La laicità è uno spazio in cui ci troviamo tutti, credenti e non credenti”. Ed è alla base del cristianesimo: “Gesù non era un sacerdote, ma un laico. Tutte le volte che il cristianesimo si è lasciato tentare un po’ dalla teocrazia ha smentito il suo stesso fondatore che ha lasciato quel famoso ‘tweet’ fatto soltanto di 50 caratteri greci in cui formula quel principio sul quale si sono accanite per secoli la teologia, la storia, a volte drammatica, della Chiesa: ‘Rendete a Cesare quel che è di Cesare e rendete a Dio quel che è di Dio’”. E questo “a differenza dell’Islam che afferma la necessità dell’unione fra trono e altare e nel quale la sharia, codice di diritto canonico, diventa anche codice civile”. La laicità “positiva”, per Ravasi, “diventa terreno comune che pur con le necessarie distinzioni ci permette di avere un dialogo”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “la consolazione non sia truccata”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:50

“L’esperienza della consolazione, che è un’esperienza spirituale, ha bisogno sempre di un’alterità per essere piena: nessuno può consolare se stesso”. Lo ha detto il Papa, nell’omelia della Messa celebrata oggi a Santa Marta. “E chi cerca di farlo, finisce guardandosi allo specchio, si guarda allo specchio, cerca di truccare se stesso, di apparire”, ha ammonito Francesco: “Si consola con queste cose chiuse che non lo lasciano crescere e l’aria che respira è quell’aria narcisista dell’autoreferenzialità. Questa è la consolazione truccata che non lascia crescere. E questa non è consolazione, perché è chiusa, le manca un’alterità”. Nel Vangelo si trova tanta gente così, ha fatto notare Francesco. Ad esempio, i dottori della Legge, “pieni della propria sufficienza”, il ricco Epulone che viveva di festa in festa pensando di essere così consolato, ma soprattutto a esprimere meglio questo atteggiamento è la preghiera del fariseo davanti all’altare, che dice: “Ti ringrazio perché non sono come gli altri”. “Questo si guardava allo specchio”, nota il Papa, “guardava la propria anima truccata da ideologie e ringraziava il Signore”. Questa gente, secondo Gesù, “mai arriverà alla pienezza, al massimo alla ‘gonfiezza’”, cioè alla vanagloria. La consolazione vera, invece, secondo Francesco, “è uno stato di passaggio dal dono ricevuto al servizio donato”: “La vera consolazione ha questa doppia alterità: è dono e servizio. E così se io lascio entrare la consolazione del Signore come dono è perché ho bisogno di essere consolato. Sono bisognoso: per essere consolato è necessario riconoscere di essere bisognoso. Soltanto così il Signore viene, ci consola e ci dà la missione di consolare gli altri. E non è facile avere il cuore aperto per ricevere il dono e fare il servizio, le due alterità che fanno possibile la consolazione”. Serve quindi un cuore aperto e per esserlo ci vuole “un cuore felice”. E proprio il Vangelo odierno delle Beatitudini dice “chi sono i felici, chi sono i beati”: “I poveri, il cuore si apre con un atteggiamento di povertà, di povertà di spirito. Quelli che sanno piangere, quelli miti, la mitezza del cuore; quelli affamati di giustizia, che lottano per la giustizia; quelli che sono misericordiosi, che hanno misericordia nei confronti degli altri; i puri di cuore; gli operatori di pace e quelli che sono perseguitati per la giustizia, per amore alla giustizia”. Invece sono “chiusi” quelli che si sentono “ricchi di spirito, cioè “sufficienti”, “quelli che non hanno bisogno di piangere perché si sentono giusti”, i violenti che non sanno cosa sia la mitezza, gli ingiusti che compiono ingiustizia, coloro che sono senza misericordia, che non hanno mai bisogno di perdonare perché non sentono il bisogno di essere perdonati, “quelli sporchi di cuore”, gli “operatori di guerre” e non di pace.

Diocesi: mons. Nolè (Cosenza-Bisignano), “parlare di famiglia non è un privilegio, tutti dobbiamo occuparcene”

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:27

“Parlare di famiglia non è un privilegio, tutti dobbiamo occuparcene”. Lo ha affermato l’arcivescovo di Cosenza-Bisignano, mons. Francesco Nolè, concludendo i lavori della tavola rotonda su “La famiglia, principalmente un’opportunità!” che si è svolta mercoledì 7 giugno ad Andreotta di Castrolibero (Cs). In una nota diffusa oggi dal Forum provinciale delle associazioni familiari di Cosenza, si legge che l’arcivescovo “ha invitato tutti ad occuparsi della famiglia in quanto è il pilastro della nostra società e come tale va difesa”. “Tutti quelli che abbiamo a cuore la famiglia dobbiamo dire chiaramente a tutti che famiglia vogliamo”, ha affermato mons. Nolè, rilevando che “se nella ‘Amoris Laetitia’ si parla di gioia, perché poi vediamo tante esperienze di dolore e di separazione?”. “Perché l’amore di cui parla l’esortazione apostolica è un amore cristiano: fedele, indissolubile e unico”, ha proseguito l’arcivescovo, secondo cui “dobbiamo riconquistare la nostra umanità dando valore allo stare insieme delle famiglie”. “Per questo – ha spiegato – ho chiesto che i corsi di preparazione al matrimonio prevedano almeno 12 incontri”. “Ed allo stesso modo – ha aggiunto mons. Nolè – auspico che nascano, anche dalla sinergia espressa dalle associazioni presenti a questa tavola rotonda, dei corsi di accompagnamento al matrimonio civile nei Comuni”. Nel corso dell’incontro, Gianluca e Zaira Marino, responsabili dell’Ufficio diocesano di Pastorale familiare, hanno sottolineato l’importanza di “un accompagnamento alle famiglie nascenti” per aiutarle “ad evitare le due grandi tentazioni: l’individualismo che impedisce all’io di aprirsi al noi, e il familismo che al contrario li fa vivere separati dalla società senza aprirsi agli altri”.

Bulgaria: mons. Proykov (Esarca di Sofia), mancato riconoscimento dello status di realtà religiosa ai monasteri cattolici

Agensir.it - Mon, 2017-06-12 11:11

Mentre la Bulgaria si prepara ad assumere, per la prima volta nella sua storia, la presidenza del Consiglio dell’Unione europea (da gennaio 2018), i portavoce delle Conferenze episcopali d’Europa, riuniti la scorsa settimana nella capitale del Paese balcanico, “sono stati informati della deplorevole situazione venuta a crearsi ultimamente tra l’Esarcato di Sofia e il Dipartimento finanziario del Comune della capitale, che si ostina a rifiutare di riconoscere lo status di realtà religiosa ai monasteri cattolici di Sofia”. La Chiesa cattolica locale, chiarisce una nota, è stata “pertanto costretta a ricorrere alla Corte di Giustizia contro il suddetto Dipartimento finanziario, che nonostante i ripetuti pareri contrari scritti da parte di vari organi competenti dello Stato, quale la Direzione del Consiglio di affari religiosi presso il Consiglio dei ministri bulgaro, ha preferito arrivare fino al procedimento legale, attualmente in corso”. Per i legali dell’esarcato e per mons. Christo Proykov “questa spiacevole ostinazione mette in cattiva luce il rispetto del diritto alla libertà religiosa in Bulgaria, nella misura in cui risulta vulnerabile alle interpretazioni personali di funzionari comunali o statali”.

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