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Parlamento Ue: Guzzetti (Fondazione Cariplo), “housing sociale è edilizia privata che risponde a esigenza pubblica. Un esempio per l’Europa”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 16:13

(Bruxelles) Giovani coppie, anziani, immigrati che lavorano, studenti fuori sede: sono alcuni dei soggetti che necessitano di alloggi a buon prezzo, in Italia ma anche nel resto d’Europa. Anche ad essi risponde l’housing sociale, edilizia privata che, unendo forze diverse, risponde a una domanda sociale crescente. Lo ha spiegato oggi a Bruxelles, nella sede del Parlamento europeo, Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, che è il soggetto finanziario che promuove questa “esperienza italiana di valore europeo”, una “buona pratica” in grado di mettere a disposizione case a chi ne ha necessità. Nell’ambito di un convegno sull’argomento, Guzzetti ha spiegato le origini storiche dell’housing sociale e ne ha poi tracciato i contorni sul piano finanziario, territoriale e sociale. Le “aree a buon mercato” sono messe a disposizione dai Comuni, mentre la “finanzia a buon mercato” proviene da Fondazione Cariplo e può provenire da altri soggetti. Interventi di edilizia – già realizzati in diverse località, come ad esempio a Milano e Crema – che spesso si accompagnano “a strutture e servizi sociali”, come ad esempio scuole materne, e che “vorrebbero anche cambiare il modo di convivere”, di “abitare in un modo nuovo la città”, creando reti e relazioni fra chi abita in queste centinaia di alloggi. “L’obiettivo della nostra presenza qui a Bruxelles è portare un’esperienza lombarda e italiana che funziona e sollevare un input in vista di possibili finanziamenti europei”, ha aggiunto Guzzetti, ad esempio provenienti dal Piano Juncker.

Siria: Acs, ad Aleppo al via la campagna “Una goccia di latte” per 2850 bambini

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:51

Si chiama “Una goccia di latte”, ed è il programma messo in campo da Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) per donare l’alimento ogni mese a 2850 bambini, appartenenti a 1500 famiglie cristiane di Aleppo, la martoriata città siriana. La Fondazione finanzia il progetto dal 2015 e nei giorni scorsi ha stanziato un nuovo contributo di 225mila euro, che assicurerà il latte a tutti i bambini cristiani al di sotto dei 10 anni. Il costo di una confezione di latte in polvere è di circa 3mila lire siriane, l’equivalente di 5 euro. Una cifra che per molte famiglie è insostenibile. Il salario medio è infatti di appena 30mila lire siriane, 50 euro, e molti dei cristiani sono rimasti disoccupati a causa della guerra. Dall’inizio della guerra nel 2011, Aiuto alla Chiesa che Soffre ha sostenuto i cristiani in Siria con numerosi interventi, per un totale di 18 milioni di euro. “Progetti come ‘Una goccia di latte’ sono determinanti per aiutare le famiglie cristiane rimaste ad Aleppo – spiega il direttore di Acs-Italia, Alessandro Monteduro – e per rassicurare quei cristiani che desiderano tornare nella loro città. E fortunatamente ve ne sono, come attesta il crescente numero di bambini che beneficiano del progetto”. Soltanto nell’ultimo mese, infatti, sono stati registrati 120 nuovi bambini. “Sapere di avere un sostegno è fondamentale per le famiglie che tornano ad Aleppo”, afferma il medico Nabil Antaki, notando come di fronte a una comunità decimata quale quella dei cristiani aleppini, sia urgente sostenere i bambini. “Loro sono il futuro afferma -. La guerra li ha privati della loro innocenza, noi possiamo almeno farli crescere sani e forti”.

Papa Francesco: su Tv2000 il Concistoro con 5 nuovi cardinali e la messa Pietro e Paolo

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:31

Il Concistoro ordinario pubblico per la creazione di cinque nuovi cardinali e la Messa per la festa dei Santi Pietro e Paolo. Sono i due appuntamenti con Papa Francesco, in programma il 28 e 29 giugno, trasmessi da Tv2000 in collaborazione con il Centro Televisivo Vaticano.
Domani, mercoledì 28 giugno, a partire dalle 15.50, lo speciale de “Il diario di Papa Francesco”, condotto da Gennaro Ferrara, e le celebrazioni con l’imposizione della berretta, la consegna dell’anello e l’assegnazione del titolo o diaconia ai cinque nuovi cardinali creati da Francesco. Approfondimenti e collegamenti da piazza San Pietro con gli inviati. Ospiti in studio: il direttore de “Il Sismografo” Luis Badilla e il vaticanista Gianni Valente.
Giovedì 29 giugno dalle 9.30 in diretta dalla basilica vaticana il Papa benedice i sacri Palli, destinati ai nuovi arcivescovi metropoliti e celebra la Messa per i Santi apostoli Pietro e Paolo. A mezzogiorno la recita dell’Angelus.

Banche venete: Guzzetti (Fondazione Cariplo), “giudizio positivo” sull’operazione di salvataggio

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:27

(Bruxelles) – “Giudizio positivo” sull’operazione di salvataggio delle due Banche venete da parte del Gruppo Intesa. Ad esprimerlo oggi, nel corso di una conferenza stampa a Bruxelles sull’“housing sociale”, è stato Giuseppe Guzzetti, presidente della Fondazione Cariplo, puntualizzando che “non è vero che lo Stato mette questi soldi a babbo morto”. Si tratta piuttosto di un’operazione che “avrebbe potuto fare solo Intesa”. Guzzetti ha espresso anche un “giudizio positivo” sull’operato di Carlo Messina, ceo di Intesa Sanpaolo, che in questi quattro anni “ha mantenuto tutti gli impegni definiti nel piano industriale”. Il presidente della Fondazione Cariplo ha infine insistito sulle ricadute positive dell’operazione a livello territoriale, in quanto “restituisce speranza al Nordest”.

Patriarch Bartholomew: message to Pope Francis, Sister Churches joined in the martyrs’ blood

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:15

Sister Churches, joined in the martyrs’ blood, still witnesses of “new forms of persecution and oppression”. One of the strongest passages of the long message that the Ecumenical Patriarch of Constantinople, Bartholomew I, sent to Pope Francis for the Day of the patron saints, Peter and Paul, which will be attended, as usual, by a delegation from Fanar, is about the martyrs of the world’s persecuted and oppressed churches. The message was given this morning to the Pope by the archbishop, Job of Telmessos, co-president of the Joint International Commission for Theological Dialogue between the Orthodox Church and the Roman Catholic Church. “Over the last few years – Bartholomew writes –, we have painfully witnessed the attacks that targeted Christians and places of worship. Our sister churches sympathise with all the persecuted and oppressed Christians of our time and of this time”. In the message, received by SIR, the Patriarch goes over the journey taken in Egypt in April with Pope Francis to pray together for “unity, peace and justice” and to show sympathy to the Coptic Orthodox community of the country. Bartholomew recalls what had been stated at the International Peace Conference that was held at the Al-Azhar University in Cairo, insisting that “there can never be any violence or any justification for terrorism in the name of religion”. The Patriarch points out that, along with the Pope, the Christian leaders cried out that “violence is the denial of all beliefs and all religious doctrines”. Nowadays, men ask religions to be open and supportive. The purpose of interreligious dialogue is to “overcome all fundamentalisms and prove that religions can and should be used to build bridges among people, be instrumental to peace and mutual understanding, respect every human being”. In a world that is sorely tried by these challenges, the importance for the Christian Churches to be stronger and work to achieve a full communion, by committing themselves to the “dialogue of love” and “truth”, comes out clear. Hence the Patriarch’s wish for the new efforts that await the Joint International Commission for Theological Dialogue between the Orthodox Church and the Roman Catholic Church, which will meet in Leros, Greece, in September, that it may be “fruitful” and may help bring the Churches closer to unity.

Patriarca Bartolomeo: messaggio a Papa Francesco, Chiese sorelle unite nel sangue dei martiri

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 15:15

Chiese sorelle, unite nel sangue dei martiri, testimoni ancora oggi di “nuove forme di persecuzione e oppressione”. Ai martiri delle Chiese perseguitate e oppresse nel mondo è dedicato uno dei passaggi più forti del lungo messaggio che il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, ha inviato a Papa Francesco per la festa patronale dei Santi Apostoli Pietro e Paolo alla quale parteciperà, come di tradizione, una delegazione del Fanar. Il messaggio è stato consegnato questa mattina al Papa dall’arcivescovo Job di Telmessos, copresidente del Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le due Chiese.
“Negli ultimi anni – scrive Bartolomeo – siamo stati testimoni con profondo dolore degli attacchi che hanno preso di mira i cristiani e i luoghi di culto. Le nostre Chiese sorelle sono vicine a tutti i cristiani perseguitati e oppressi dei nostri tempi e di questo tempo”. Nel messaggio, ricevuto dal Sir, il Patriarca ripercorre il viaggio in aprile fatto con Papa Francesco in Egitto, compiuto per pregare insieme per l’“unità, la pace e la giustizia” e manifestare vicinanza alla comunità copta-ortodossa del Paese. Bartolomeo ricorda quanto affermato alla Conferenza internazionale sulla pace che si è svolta all’Università Al-Azhar del Cairo ribadendo che “non ci può essere mai alcuna violenza né giustificazione del terrorismo in nome della religione”. Il Patriarca sottolinea come, insieme al Papa, i leader cristiani hanno sottolineato che “la violenza è la negazione di tutti i credi e le dottrine religiose”. L’umanità chiede alle religioni oggi di essere aperte e solidali. Il dialogo interreligioso ha come scopo quello di “superare i fondamentalismi e dimostrare che le religioni possono e dovrebbero servire a costruire ponti tra le persone, essere strumenti di pace e comprensione reciproca, rispettare ogni essere umano”. In un mondo messo duramente alle prove da queste sfide, emerge con chiara urgenza quanto sia importante per le Chiese cristiane rafforzare la loro unità e lavorare per giungere alla loro piena comunione, impegnandosi nel “dialogo dell’amore” e della “verità”. Da qui l’auspicio del Patriarca per la nuova fase di lavoro che attende la Commissione mista internazionale per il dialogo teologico tra le due Chiese, che s’incontrerà a settembre a Leros, in Grecia, perché sia “fruttuosa” e possa contribuire a far avanzare il cammino della Chiese verso l’unità.

Terra Santa: mons. Pizzaballa, appello alla Chiesa italiana, “una campagna di sensibilizzazione per rilanciare i pellegrinaggi”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:44

Una campagna nazionale della Chiesa italiana per rilanciare i pellegrinaggi e rispondere così al calo dei pellegrini italiani in Terra Santa. A chiederlo è mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino, in un’intervista al Sir, all’indomani della sua partecipazione al Quarto Meeting nazionale dei giornalisti cattolici (e non), a Grottammare. Mons. Pizzaballa ricorda che qualcosa di simile accadde “nel 2000 quando i vescovi italiani lanciarono una sorta di vasta campagna di sensibilizzazione ai pellegrinaggi nel Luoghi Santi”. “La Terra Santa è sicura”, ribadisce l’amministratore apostolico, fugando i dubbi sulla sicurezza. “I pellegrinaggi sono un sostegno ai cristiani locali perché portano lavoro”. Dall’amministratore apostolico anche un appello ai giornalisti: “Continuate a parlare di Gerusalemme e della Terra Santa, non solo attraverso la lente del conflitto e delle tensioni ma raccontando le cose belle che ci sono. Venite in Terra Santa. Non c’è evangelizzazione senza comunicazione. E l’evangelizzazione non può prescindere da Gerusalemme. Mostrate che in ogni situazione, anche la peggiore, c’è sempre una luce, per quanto piccola, da cui ripartire. Raccontate le occasioni di incontro, di dialogo, che in un contesto così drammatico dimostrano che non è tutto odio, rancore, guerra e armi”.

Medio Oriente: mons. Pizzaballa, “la sfida del futuro è il diritto di cittadinanza. Tutti i cittadini sono uguali”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:41

In un Medio Oriente in preda a tensioni e guerre “il diritto di cittadinanza è determinante, è la sfida del futuro. La comunità internazionale deve prestare molta attenzione a questo tema soprattutto adesso, preoccupandosi non solo del business della ricostruzione del Medio Oriente ma anche di far sì che si ricostruiscano legislazioni e Costituzioni”. Il monito è di mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato Latino, nei giorni scorsi in Italia per partecipare al Quarto Meeting nazionale dei giornalisti cattolici (e non), a Grottammare. “Credo che gli aiuti debbano essere condizionati al suo rispetto: tutti i cittadini sono uguali”, dichiara senza mezzi termini il francescano, già custode di Terra Santa. “Non si creino riserve indiane per cristiani, sunniti, sciiti, yazidi, curdi e via dicendo. Il modello di convivenza in Medio Oriente, basato su identità tra fede e comunità, oggi è fallito. La convivenza – sottolinea in un’intervista al Sir – deve basarsi su altre prospettive. Il tema è la cittadinanza e non la laicità positiva che non esiste in Medio Oriente. Ricostruire il Medio Oriente senza inquadrare questi aspetti sarebbe un fallimento e l’anticamera delle crisi future. Su questo noi cristiani dobbiamo lavorare e insistere. La presenza cristiana obbliga tutte le società in Medio Oriente, e le relative maggioranze islamiche, a interrogarsi su questo aspetto da una prospettiva diversa che non è quella musulmana”. Nell’intervista mons. Pizzaballa tocca anche altri temi, tra cui lo status di Gerusalemme, l’accordo fondamentale tra Israele e Santa Sede che “dovrebbe essere firmato entro l’anno”, le colonie, la soluzione “Due Popoli Due Stati”, l’esodo dei cristiani e il calo dei pellegrinaggi.

Migranti a Ventimiglia: mons. Suetta (vescovo), “la riammissione dei minori al confine è vergognosa”. “Francia e Ue intervengano”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:38

“Di fronte ai fatti di queste ore non posso che rinnovare l’appello alla Francia e all’Unione europea perché intervengano con misure idonee per far fronte a una situazione insostenibile”. È questo il commento del vescovo di Ventimiglia, mons. Antonio Suetta, che il Sir ha raggiunto telefonicamente a Lourdes dove si trova per un ritiro spirituale. Dalla Francia il presule continua a seguire con attenzione la situazione della città di frontiera dove la tensione continua ad essere alta. Tutto ha avuto inizio all’alba di ieri, lunedì 26 giugno, quando parte dei circa 400 migranti che erano accampati lungo il corso del fiume Roia ha tentato di varcare in massa il confine francese percorrendo i sentieri che si inerpicano tra le montagne. Secondo alcune testimonianze, raccolte dal Sir, questa vera e propria fuga sarebbe stata alimentata da un equivoco: il Comune di Ventimiglia aveva emanato un’ordinanza per la pulizia del greto del fiume dove, da settimane, stazionavano i migranti che non avevano trovato posto nelle strutture di accoglienza presenti nella città ligure: il campo gestito dalla Croce Rossa al parco Roia (attualmente con una capienza di 300 posti) e la chiesa di sant’Antonio alle Gianchette (circa 100 post)i. L’ordinanza è stata, invece, interpretata come il preludio allo sgombero e all’indentificazione ed espulsione dei presenti. Da qui la decisione dei migranti di mettersi in cammino, alimentata da un piccolo gruppo di attivisti tedeschi che si sarebbero messi alla guida del gruppo, ramificato poi in due tronconi. “La comunicazione relativa alla pulizia del fiume Roia – dichiara Alessandro Verona, di Intersos – doveva essere gestita meglio. Un concreto preavviso e una condivisione con tutte le realtà coinvolte avrebbe probabilmente evitato la paura e la disinformazione delle persone migranti con le conseguenze e i pericoli che hanno causato. Come Intersos non ci stancheremo mai di sottolineare come sia fondamentale una maggiore e stretta collaborazione tra istituzioni e associazioni, con l’obiettivo comune della tutela globale della persona”.
Nelle ultime ore la maggior parte dei migranti sono stati intercettati dalle autorità di frontiera e riammessi in Italia, ma molti sono ancora nascosti tra le montagne. “Questa situazione – dice al Sir mons. Suetta – espone i migranti a gravi pericoli che, nei mesi scorsi, hanno portato anche a delle vittime. Penso soprattutto ai tanti minori stranieri non accompagnati che rappresentano una parte consistente dei migranti presenti a Ventimiglia. A loro deve essere garantita un’accoglienza degna”. Sempre sul tema dei minori e alle voci di riammissioni da parte della polizia francese il vescovo aggiunge: “È una vergogna che, in barba alle norme del diritto, questi ragazzi vengano riammessi in Italia senza che sia garantito loro il diritto di chiedere asilo in terra francese. La Francia deve prendere atto di questo”.

Diocesi: Cremona, nuove disposizioni del vescovo Napolioni per le esequie dei defunti e la disciplina del cimitero cittadino

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:37

“Luogo ordinario per le celebrazioni dei funerali cristiani è la chiesa parrocchiale di appartenenza del defunto”; pertanto “non saranno più celebrate le esequie ecclesiastiche dei fedeli defunti appartenenti alle parrocchie cittadine presso la cappella del cimitero civico di Cremona”. È quanto si legge nelle nuove disposizioni del vescovo Antonio Napolioni, diffuse ieri in due note del vicario generale, don Massimo Calvi. La prima nota informa che la cura pastorale del cimitero cittadino non verrà più affidata a un cappellano, bensì alla parrocchia Beata Vergine Lauretana e S. Genesio, territorialmente competente. La seconda dispone che le esequie vengano celebrate nelle parrocchie di appartenenza, ma non esclude la possibilità che su richiesta dei fedeli possano essere officiate in un’altra chiesa con il consenso del rettore di quest’ultima e dopo avere avvertito il parroco proprio del defunto. In questa seconda nota vengono, inoltre, date chiare indicazioni sulla cremazione, con riferimento alla recente Istruzione della Congregazione per la Dottrina della fede (15 agosto 2016.). “La Chiesa continua a preferire la sepoltura dei corpi”, si legge nella nota, tuttavia “la cremazione non è vietata, a meno che questa non sia stata scelta per ragioni contrarie alla fede cristiana”. Le ceneri del defunto “devono essere conservate di regola in un luogo sacro, ossia il cimitero, o, se è il caso, in una chiesa o in un’area appositamente dedicata” perché “la conservazione delle ceneri nell’abitazione domestica non è consentita”. “Per evitare ogni tipo di equivoco panteista, naturalista o nichilista – prosegue la nota -, non è permessa la dispersione delle ceneri nell’aria, in terra o in acqua o in altro modo, oppure la conversione delle ceneri cremate in ricordi commemorativi, in pezzi di gioielleria o in altri oggetti”. Infine, “nel caso in cui il defunto avesse notoriamente disposto la cremazione o la dispersione in natura delle proprie ceneri per ragioni contrarie alla fede cristiana, si devono negare le esequie, a norma del diritto”. Le due note sono state inviate, con una lettera di accompagnamento del vicario generale, anche alle imprese funebri cittadine affinché tengano conto delle nuove disposizioni che entreranno in vigore dal 1° luglio.

Società: Ambrosianeum, presentazione “Rapporto sulla città di Milano 2017”. Realtà urbane “straordinari laboratori del cambiamento”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:20

Si terrà lunedì 3 luglio alle 11.30, nella sede milanese della Fondazione culturale Ambrosianeum, la presentazione del “Rapporto sulla città di Milano 2017”, edito da Franco Angeli e realizzato con il contributo della Fondazione Cariplo. Il volume, dal titolo “Una metropoli per innovare, crescere, sognare”, è stato curato da Rosangela Lodigiani, sociologa dell’Università Cattolica di Milano, che prenderà parte lunedì alla presentazione. Insieme con la curatrice del rapporto e il presidente dell’Ambrosianeum, Marco Garzonio, interverrà nel corso dell’incontro anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. La conferenza vedrà inoltre la partecipazione di Mattia Macellari, presidente del gruppo Giovani imprenditori di Assolombarda-Confindustria Milano, Monza e Brianza e di Leonardo Previ, presidente di Trivioquadrivio e docente di gestione delle risorse umane all’Università Cattolica. “Oltre la metà della popolazione mondiale – si legge nel comunicato dell’evento – vive nelle aree urbane e il numero è in crescita. Ciò significa che le scelte operate in questi contesti avranno sempre più impatto a livello globale. Insieme alle responsabilità politiche, nelle aree urbane si addensano le sfide della convivenza, dell’accoglienza, dello sviluppo sostenibile; ma qui si concentrano anche le risorse intellettive, economiche, tecnologiche, culturali e sociali. Le città diventano così degli straordinari laboratori del cambiamento e la sfida è quella di promuovere, finanziare e soprattutto governare i processi di innovazione negli ambiti e nei modi considerati strategici”.

Francia: Pma a coppie donne gay. Le associazioni, “soddisfa l’egoismo degli adulti a scapito dei diritti del bambino”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:08

Le associazioni dicono no al parere emesso questa mattina dal Comitato nazionale d’etica, che apre la via alla procreazione medicalmente assistita (Pma) alle coppie di donne gay e, soprattutto, mettono in guardia dai rischi. Le associazioni familiari cattoliche di Francia “comprendono e rispettano il desiderio di un figlio nelle coppie di donne ma non possono ammettere le conseguenze” che una pratica come quella della procreazione medicalmente assistista – e, cioè, l’inseminazione artificiale da donatore (Aid), per procreare senza un partner maschile – può avere “sul bambino”. E al presidente della Repubblica Macron le associazioni familiari chiedono: “il diritto al bambino viene prima dei diritti dei bambini?”.

#PMA #CCNE Les AFC comprennent et respectent le désir d’enfant des couples de femmes mais ne peuvent admettre les conséquences pour l'enfant pic.twitter.com/J5jm62GE2b

— CNAFC (@CNAFC) June 27, 2017

Sulla questione intervengono anche i giuristi per l’infanzia che, sulla stessa lunghezza d’onda delle associazioni familiari, si dicono profondamente contrari al parere emesso dal Comitato perché “soddisfa l’egoismo degli adulti a scapito dei diritti del bambino”. I giuristi ricordano che la Convenzione internazionale dei diritti del bambino ratificata nel 1990, “superiore al diritto francese”, proclama anche “il diritto di conoscere i propri genitori e di crescere con loro, per quanto possibile”. Aprire pertanto la Pma alle coppie gay significa innescare delle bombe a scoppio ritardato “perché i bambini un giorno ne domanderanno conto”. L’Avenir pour tous lancia invece una petizione in cui si chiede al Comitato d’etica un parere sulle conseguenze di questa decisione”.

Terremoto: Marini (Umbria), entro settembre tutti nelle casette

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:03

(DIRE-SIR) – “Tra luglio, agosto e settembre tutti i cittadini saranno nelle casette. Noi ne abbiamo 795, gran parte sono in costruzione”. Lo assicura la presidente della Regione Umbria, Catia Marini, al termine del vertice sulla ricostruzione post-terremoto, con il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. “Le casette non sono arrivate in ritardo”, spiega Marini. “Si stanno realizzando e man mano che i comuni fanno la richiesta noi siamo in gradi di attuarle. Le ultime ci sono state ordinate questa settimana. I tempi ci sono tutti”, aggiunge Marini.

(www.dire.it)

Terremoto: Ceriscioli (Marche), da lunedì acceleriamo su raccolta macerie

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 14:01

(DIRE-SIR) – “È un appuntamento importante che serve a coordinare le attività. Palazzo Chigi fa un monitoraggio costante”, spiega il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli, al termine della riunione a Palazzo Chigi sul terremoto con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, con Vasco Errani, Fabrizio Curcio e i presidenti di Lazio, Umbria e Abruzzo. Ceriscioli conferma che c’è un’accelerazione sull’emergenza: “Da questa settimana noi abbiamo raddoppiato i turni di raccolta delle macerie, anche dietro ad alcuni suggerimenti dati, portando da 1.200 tonnellate a 2.400 tonnellate al giorno la raccolta. Cerchiamo ogni volta di trovare misure e strumenti per fare di più, in un quadro di grande difficoltà”.

(www.dire.it)

Diocesi: Tivoli, il 29 giugno ragazzi dei Grest, cresimandi e cresimati in festa con il vescovo Parmeggiani

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:59

Sarà una giornata di grande festa e preghiera, quella di giovedì 29 giugno, solennità dei santi apostoli Pietro e Paolo, per i numerosissimi ragazzi che stanno partecipando ai Grest parrocchiali della diocesi di Tivoli e per tutti coloro che in questo anno pastorale 2016-17 hanno ricevuto o riceveranno il sacramento della Cresima. Per la prima volta tutti i ragazzi, educatori, sacerdoti e genitori che stanno vivendo i Grest si riuniranno dopo aver seguito un itinerario che per molti si sta svolgendo dal 13 al 30 giugno guidati dal sussidio “Fino ai confini della terra” predisposto dall’Azione cattolica diocesana per aiutarli a riflettere sul libro degli Atti degli Apostoli che il vescovo Mauro Parmeggiani aveva indicato come testo biblico di riferimento per le comunità cristiane della diocesi nell’anno pastorale 2016-17.
Appuntamento alle 9.30 in piazza Campitelli (Tivoli) di fronte alla chiesa romanica di S.Pietro alla Carità. Dopo un momento di gioco, alle 11,30 in chiesa vivranno con il vescovo un momento di preghiera insieme ai cresimandi e cresimati che a loro volta vivranno una giornata organizzata dall’Ufficio catechistico diocesano e dall’Azione cattolica ragazzi e giovani sul tema: “Insieme… testimoni della gioia” e una attività dal titolo: “Il frutto dello Spirito è… gioia”. Alle 11,30 questi ultimi testimonieranno ai più piccoli la gioia che stanno sperimentando nelle loro comunità ecclesiali nel cammino di post-Cresima che hanno intrapreso o stanno per intraprendere. Alle 12,30 l’incontro si concluderà con il mandato di “non disperdersi” durante l’estate. L’incontro dei cresimandi e cresimati è stato pensato anche in vista del prossimo Sinodo dei giovani sul quale, già da alcuni mesi, gli organi di partecipazione diocesani, i sacerdoti ed educatori stanno riflettendo provocati dal Questionario diffuso dalla Segreteria del Sinodo dei vescovi insieme al Documento preparatorio “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”.

 

Terremoto: Errani, ritardi da contestualizzare, ma bisogna accelerare

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:54

(DIRE-SIR) – “Sulla ricostruzione non vedo in passato un impianto più forte di quello che c’è oggi. Ma anche sull’emergenza abbiamo fatto un lavoro molto importante”. Lo dice il commissario alla ricostruzione Vasco Errani, al termine della riunione a Palazzo Chigi sul terremoto, rispondendo ai giornalisti. “Non vedo problemi di ritardi. Bisogna contestualizzare e allora pur in presenza di fattori critici come 4 terremoti in momenti diversi, bisogna riconoscere che è stato fatto un lavoro molto importante anche nell’emergenza”, aggiunge Errani.

(www.dire.it)

Terremoto: Curcio, polemiche? Non commento, lavoro a testa bassa

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:49

(DIRE-SIR) – “Si sta lavorando su tutti i fronti. Direi che ci sono buone soluzioni che si stanno concretizzando su tutti gli aspetti”, dice il Capo della protezione civile Fabrizio Curcio, al termine della riunione sul terremoto con il premier Paolo Gentiloni, il commissario per la ricostruzione e i presidenti delle regioni interessate. A chi gli chiede cosa pensi delle polemiche di questi giorni, in particolare sulla rimozione delle macerie, Curcio risponde: “I numeri li vedete: sono quelli pubblicati, il quadro è chiaro. Noi pensiamo a lavorare a testa bassa. I dati ci sono tutti, anche nel confronto col passato. Io non commento. Io lavoro”.

(www.dire.it)

Pastorale migratoria: padre Bentoglio (Brescia), “la parrocchia coltivi il dialogo interculturale”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:42

La parrocchia, “sebbene continui ad essere la forma di prassi pastorale più diffusa, non può rimanere insensibile ai mutamenti che sono sotto gli occhi di tutti. Nelle nostre società multiculturali, multietniche e multireligiose, essa può rinnovarsi coltivando varie forme di dialogo interculturale, superando la tendenza a ignorare o ad esasperare le diversità”. Lo ha sostenuto padre Gabriele Bentoglio, direttore dell’Ufficio Migrantes di Brescia, durante il corso di “Linee di pastorale migratoria” in corso a Roma e promosso dalla Fondazione Migrantes. Da qui la necessità di “esplorare la possibilità di erigere parrocchie interculturali, che dovrebbero essere sempre più la norma nella prassi delle Chiese locali, con il passaggio da una molteplicità di missioni mono etniche (sia di migranti sia di autoctoni) ad una concezione intercomunitaria della pastorale”. Le tradizionali strutture pastorali “non possono ignorare che oggi viviamo in una società plurireligiosa: la sollecitudine verso quelli che chiamiamo i ‘lontani’ (gli atei, gli agnostici e i non praticanti) e verso i migranti non cattolici rappresenta una sfida che esige un incontro complesso e globale, che per essere fecondo deve passare attraverso il dialogo del quotidiano, il dialogo della solidarietà e il dialogo del reciproco scambio. Le precarietà, alle quali le migrazioni odierne sono sottoposte, sollecitano una presenza nei contesti di frontiera, nel senso sia geografico sia culturale e sociale: vale a dire che l’attenzione specifica e costante del missionario con i migranti, che è e rimane un missionario di frontiera, dovrebbe saper cogliere le situazioni di frontiera, nelle quali la missione va alla periferia per riportare al centro ciò che è marginale”. Per questo, ha concluso, “è importante prestare un’attenzione speciale alle categorie più sfruttate, emarginate e vulnerabili, come i migranti irregolari, le donne, i minori, le vittime della tratta e del traffico, i rifugiati e gli sfollati”.

Terremoto: Gentiloni, risposte urgenti su problemi di questo periodo

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:42

(DIRE-SIR) – “L’obiettivo di questa riunione è cercare di fare una fotografia il più possibile realistica della situazione, sapendo che è stato fatto un lavoro enorme, viste le dimensioni e le tre crisi che si sono ripetute, e che questo lavoro ha partorito l’impianto di ricostruzione sul medio termine che forse non ha precedenti dal punto di vista delle risorse, delle potenzialità, delle facilitazioni, della dimensione di persone coinvolte in questo intervento e delle risorse mobilitate”. Così il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni aprendo la riunione con il commissario per la ricostruzione Vasco Errani, il capo della protezione civile Fabrizio Curcio e i presidenti di Lazio, Umbria, Marche e Abruzzo. “Naturalmente per la gravità di quello che è successo, accentuata dal ripetersi dei momenti di crisi, dobbiamo ragionare non soltanto sull’impianto del medio lungo termine. I territori colpiti dal sisma, oltre ad una prospettiva molto facilitata con grandi potenzialità per il futuro, devono poter contare su risposte immediate, urgenti e risolutive sui problemi di queste settimane, di questi mesi”, ha aggiunto il premier.

(www.dire.it)

Pastorale migratoria: padre Bentoglio (Brescia), “il missionario-cappellano ponte e raccordo tra le Chiese”

Agensir.it - Tue, 2017-06-27 13:40

“Le migrazioni costituiscono un fenomeno strutturale del nostro tempo e continueranno a rappresentare, nella loro evoluzione, una sfida alla Chiesa, alla comunità internazionale e ai singoli Stati”. A dirlo, questa mattina, il direttore dell’Ufficio Migrantes di Brescia e già sotto-segretario del Pontificio Consiglio della Pastorale per i migranti e gli itineranti, padre Gabriele Bentoglio, durante il corso di “Linee di pastorale migratoria” in corso a Roma e promosso dalla Fondazione Migrantes. L’azione del missionario-cappellano per i migranti potrebbe, secondo il religioso, privilegiare anzitutto la promozione di progetti d’integrazione dei migranti nella società e nella Chiesa, per “impedire lo sviluppo di comunità parallele, l’isolamento e la formazione di ghetti, salvaguardando le identità dei migranti nel rispetto delle norme di convivenza civile”. Oggi il missionario-cappellano dei migranti si muove tra “l’azione di guida nella maturazione della propria gente e quella di animazione della chiesa di arrivo: assume la funzione di ponte e di raccordo tra le Chiese”. Dopo aver ripercorso alcuni documenti del magistero e del ruolo del missionario dei migranti, padre Bentoglio ha spiegato che il missionario “punta a diventare presenza attiva nella Chiesa locale, senza con questo dover seguire in tutto e per tutto il sistema pastorale locale tradizionale. Questa pastorale missionaria risulta necessaria sia per la comunità dei migranti sia per la comunità indigena, anche perché la parrocchia territoriale non sembra essere in grado di offrire uno spazio di espressione umana e spirituale all’immigrato e ai giovani delle seconde e terze generazioni”.

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