Feed aggregator

Gentiloni: “rivendico il Rei e gli sgravi per il lavoro giovanile”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 15:46

“Certo, è ancora insufficiente, ma tra tante promesse più o meno fantasiose il Reddito d’inclusione è finalmente una misura nazionale concreta”. Nella conferenza stampa di fine anno il premier Paolo Gentiloni “rivendica” l’introduzione del Rei come uno dei punti qualificanti del suo governo. “E rivendico anche gli sgravi per l’assunzione dei giovani, soprattutto al Sud”, ha aggiunto il presidente del Consiglio riferendosi alle misure contenute nella legge di bilancio. “Abbiamo recuperato un milione di posti di lavoro perduti – ha sottolineato Gentiloni – anche se c’è poco da rallegrarsi e da scherzare”, data la situazione in cui ancora ci troviamo. Il premier attende comunque di “poter misurare le ricadute sociali della crescita” che “è al doppio delle previsioni di appena un anno fa”. Gentiloni si è soffermato a lungo sulla legge di bilancio, affermando che “non era facile accompagnare la crescita rispettando le regole e non aumentando le tasse”. Tra i provvedimenti di maggior spicco, nella sua visione, il “gigantesco piano per l’innovazione d’impresa”, il cosiddetto “piano industria 4.0” che sta dando risultati importanti sul piano degli investimenti e della competitività delle imprese italiane, con cifre record per le esportazioni.
“Siamo tra i quattro-cinque giganti al mondo per l’export industriale”, ha precisato, lasciandosi andare eccezionalmente a una battuta: “A Roma direbbero ‘nun ce se crede’”.
Quanto al capitolo banche, Gentiloni ha difeso l’operato del suo governo. “Non abbiamo regalato soldi ai mariuoli”, ha sostenuto, ma “abbiamo difeso il risparmio” e impegnando “solo una frazione di quello che altri Paesi europei hanno speso per salvare le loro banche”.

Giornalisti: Ucsi Sardegna, domani Te Deum a Cagliari presieduto dall’arcivescovo Miglio

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 15:34

Come da tradizione, l’Unione cattolica della stampa italiana della Sardegna celebra il Te Deum di ringraziamento di fine anno per i giornalisti, gli operatori della comunicazione ed i rispettivi familiari. La celebrazione eucaristica è prevista per venerdì 29 dicembre alle 11 nella casa provinciale delle Figlie della Carità in via dei Falconi a Cagliari. Il rito sarà presieduto dall’Arcivescovo di Cagliari monsignor Arrigo Miglio e sarà preceduto dalla proiezione di un breve filmato sulla vita e l’opera di suor Teresa Tambelli, per cui è in corso il processo di beatificazione, Figlia della Carità, la cui azione nel quartiere cagliaritano della Marina dal 1907 al 1964 è stata guidata dall’alto valore della carità e dalla vicinanza ai più bisognosi. Al termine della celebrazione ci sarà l’occasione per scambiarsi gli auguri di fine anno e di un proficuo inizio del 2018.

Corridoi umanitari: 5 profughi dalla Libia accolti nelle strutture della Caritas di Arezzo

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 15:30

Sono stati accolti in due strutture della Caritas di Arezzo cinque dei 160 profughi giunti nei giorni scorsi all’aeroporto militare di Pratica di Mare, a Pomezia (Roma), con il primo corridoio umanitario aperto con la Libia, grazie all’impegno della Cei e del governo italiano. Si tratta di una donna, Eden, con la figlia di 5 anni, in fuga dall’Eritrea e di tre ragazzi, Alì, Alì e Anas, fuggiti dallo Yemen. Subito dopo il loro arrivo nella città toscana, hanno svolto i primi colloqui con gli operatori della Caritas e con i mediatori culturali. Eden con la figlia è ospite di una casa famiglia per donne con bambini, mentre i tre yemeniti si trovano in una casa di accoglienza per adulti singoli. I cinque migranti sono stati sottoposti a visite mediche all’ospedale di Arezzo, mentre la bambina a visita pediatrica. “Le loro condizioni sono risultate buone”, spiega Luca Piervenanzi, referente dell’area immigrazione della Caritas di Arezzo. Eden, 43 anni, cristiana ortodossa, ha raccontato agli operatori il suo anno in Libia, dopo la fuga dall’Eritrea, sotto dittatura militare, dove dal 1994 era stata integrata obbligatoriamente per diversi anni nell’esercito. Lasciato il suo Paese di origine, è arrivata in Sudan dove è rimasta per alcune settimane in un campo profughi. Quindi, il viaggio per la Libia, pagando cinquemila dollari ai trafficanti. “Ci ha detto che è stato difficile vivere lì soprattutto per le sofferenze fisiche e la mancanza di igiene e di cura. Scarso anche il cibo. Non sempre era possibile mangiare un pasto al giorno”. In quest’anno si è spostata in varie parti del Paese per evitare di finire in carcere. La donna era riuscita anche a partire per l’Italia con la figlia a bordo di un barcone, ma il motore si è guastato poco dopo la partenza. In Eritrea ha ancora due figli, rimasti ad Asmara col nonno anziano e senza entrate economiche. Tra le prospettive, quelle del ricongiungimento familiare col marito che si trova in Svezia o di rimanere in Italia. Dallo Yemen, in guerra civile, sono giunti, invece, i tre ragazzi, musulmani, tra i 25 e i 30 anni, rimasti per quattro mesi in Libia, dove hanno raccontato di “aver subito torture infernali” e di “condizioni detentive animalesche nel centro dove erano prigionieri”. “Abbiamo subito fornito loro tessere telefoniche internazionali per chiamare amici e familiari che si trovano in altri Paesi – racconta Piervenanzi -. E poi abbiamo spiegato le procedure e le pratiche per la protezione internazionale. Nei prossimi giorni cominceranno a frequentare la nostra scuola di italiano per stranieri”.

Gentiloni: stop a legge sullo ius soli è “un difetto dell’azione di governo”. “Chi semina esclusione raccoglie odio”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 15:20

La mancata approvazione della legge sullo ius soli rappresenta “un difetto dell’azione di governo” in quanto “non siamo riusciti a mettere insieme i numeri necessari”, “ma il modo migliore per archiviare per tanti anni la legge sarebbe stato farla bocciare”. Lo ha detto il premier Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno. “Sono convintissimo dell’importanza di questa norma – ha sottolineato il presidente del Consiglio – perché il futuro si gioca sulla nostra capacità di non escludere”, mentre “chi semina esclusione raccoglie odio”. Gentiloni si è detto invece molto soddisfatto per i risultati raggiunti sui temi migratori. “Il 2017 è stato un anno di svolta”, ha affermato. “Il nostro Paese dev’essere orgoglioso per la sua capacità di accoglienza – ha aggiunto il premier – e per aver dimostrato allo stesso tempo di essere capace di infliggere colpi durissimi ai trafficanti di esseri umani”. Gentiloni ha ricordato il primo corridoio umanitario dalla Libia attivato recentemente e ha descritto il “processo epocale” in corso da migrazioni gestite da gruppi criminali a migrazioni “controllate, legali e sicure”. In questa chiave ha sostenuto che debba essere letta anche la presenza italiana in Niger, definito “principale Paese di transito dei flussi migratori”.

Gentiloni: “Papa Francesco fonte d’ispirazione anche per un governo laico”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 15:00

Nei rapporti tra Chiesa e Stato “faccio fatica a vedere le dissonanze”. “Registro una delusione, che condivido”, quella per la mancata approvazione della legge sullo ius soli, e “una posizione differente sul biotestamento”, peraltro con “un atteggiamento di grande rispetto per le decisioni del Parlamento”. Così si è espresso il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni nella conferenza stampa di fine anno, rispondendo alla domanda di un giornalista. “Su tutto – ha aggiunto – domina la straordinaria fonte d’ispirazione che Papa Francesco rappresenta
anche per un governo laico com’è quello della Repubblica italiana”. Gentiloni ha citato in particolare il discorso del Papa per il 60° anniversario dei Trattati di Roma, “un discorso che consiglio a tutti di leggere”, ha sottolineato. Quindi “da parte nostra – ha osservato ancora – non c’è stata soltanto una collaborazione tra due entità, com’è ovvio”, ma anche “un motivo d’ispirazione”.

Missionari: Fides, “nel 2017 ne sono stati uccisi 23”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 14:50

“Nell’anno 2017 sono stati uccisi nel mondo 23 missionari: 13 sacerdoti, 1 religioso, 1 religiosa, 8 laici”. È quanto si legge nel rapporto annuale stilato dall’Agenzia Fides. Secondo la ripartizione continentale, per l’ottavo anno consecutivo, il numero più elevato si registra in America, dove sono stati uccisi 11 operatori pastorali (8 sacerdoti, 1 religioso, 2 laici), cui segue l’Africa, dove hanno perso la vita in 10 (4 sacerdoti, 1 religiosa, 5 laici). In Asia ucciso un sacerdote e un laico. Dal 2000 al 2016, secondo i dati raccolti dall’Agenzia Fides, hanno perso la vita nel mondo 424 operatori pastorali, di cui 5 vescovi. “L’elenco segnala non solo i missionari ‘ad gentes’ in senso stretto – si legge nel rapporto -, ma cerca di registrare tutti gli operatori pastorali morti in modo violento, non espressamente in odio alla fede”. “La violenza contro il clero è aumentata negli ultimi anni, senza vedere azioni concrete per fermarla”, ha affermato padre Omar Sotelo, direttore del Centro cattolico multimediale del Messico, che ogni anno presenta una relazione sulla violenza e sugli omicidi di sacerdoti e religiosi nella nazione latinoamericana. “La popolazione è permanentemente esposta alla criminalità, lo sappiamo bene, ma adesso soprattutto il sacerdozio è diventato un ministero pericoloso; nel corso degli ultimi nove anni, il Messico è il paese con il maggior numero di preti uccisi”.

Azione Cattolica: domani gemellaggio dei giovani delle diocesi di Capua e Cerreto Sannita

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 14:08

Domani, venerdì 29 dicembre, dalle ore 10:30 si terrà a Cerreto Sannita il gemellaggio tra i settori Giovani dell’Azione cattolica della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti e di quella dell’arcidiocesi di Capua. “Giovani in uscita 2017” sarà l’occasione per incontrare tantissimi giovani in arrivo da un’altra realtà della Campania. Si comincerà con la visita del santuario della Madonna delle Grazie, seguita alle 11 da un incontro con il vescovo Mimmo Battaglia presso il Seminario diocesano. Dopo il pranzo al sacco condiviso, verrà vissuto un altro momento di fraternità fino alle 16.30. Non è prevista nessuna quota di iscrizione e i trasporti saranno autonomi, a cura di ciascun gruppo parrocchiale che vorrà partecipare. Per info e iscrizioni, è possibile rivolgersi ai responsabili Giovani parrocchiali o diocesani.

Gentiloni: l’Italia non si mette in pausa, il governo governerà

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 14:00

“L’Italia non si mette in pausa. Il governo si affida alle decisioni del Presidente della Repubblica” ma “ non tirerà i remi in barca”. “Nei limiti indicati dalla Costituzione, dalle leggi e dalla prassi, il governo governerà”. È questo il messaggio che il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha voluto lanciare al termine del suo intervento nella tradizionale conferenza stampa di fine anno – e stavolta anche di fine legislatura – che si è svolta nell’aula dei gruppi parlamentari alla Camera. Il premier, più volte sollecitato dalle domande dei giornalisti su scioglimento del Parlamento e data delle elezioni, è stato attentissimo a non invadere le competenze del presidente della Repubblica, invitando piuttosto ad avere il massimo rispetto per il suo ruolo istituzionale. “L’Italia si è rimessa in moto dopo la più grave crisi del dopo guerra – ha detto Gentiloni – e il merito principale va alle famiglie, alle imprese, a chi lavora, a chi studia, a chi si prende cura delle persone. Non dilapidare questi sforzi è il primo impegno della prossima legislatura”. Il governo, dal canto suo, “non ha tirato a campare, ha fatto pochi annunci, ma non ha preso poche decisioni”. Per quanto riguarda la campagna elettorale che sta per aprirsi anche ufficialmente, il premier ha affermato che “c’è un interesse generale del Paese a che siano limitati per quanto possibile la diffusione di paure, la promozione di illusioni e il dilettantismo”. “I problemi dell’instabilità politica non sono una malattia esclusiva dell’Italia – ha aggiunto Gentiloni guardando al resto d’Europa – ma vanno affrontati con serietà e competenza”.

Diocesi: Trento, il 1° gennaio giornata di preghiera e riflessione per la pace con l’arcivescovo Silvano Tomasi

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 13:45

“Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”. E’ il tema scelto da Papa Francesco per la 51ª Giornata mondiale della pace, in calendario il 1 gennaio 2018. “Voglio ancora una volta ricordare – sottolinea Bergoglio nel suo messaggio – gli oltre 250 milioni di migranti nel mondo, dei quali 22 milioni e mezzo sono rifugiati”. Nella Giornata della pace a Trento si rinnova l’evento di riflessione e preghiera promosso dalla diocesi, attraverso la Commissione pastorale sociale, giustizia e pace, custodia del Creato. L’appuntamento è alle 15.30 nella chiesa del S. Cuore (ogni anno una parrocchia diversa) per ascoltare la testimonianza dell’arcivescovo Silvano Tomasi, del Dicastero Pontificio per la Promozione dello Sviluppo Umano Integrale, grande esperto sul tema delle migrazioni e della mediazione di pace tra nazioni in guerra. Alle 16.45 partirà la fiaccolata fino alla cattedrale, dove alle ore 17.30 è in programma la veglia di preghiera per la pace presieduta dall’arcivescovo Lauro Tisi. Anima il Minicoro di Rovereto. Le offerte raccolte in Duomo saranno interamente devolute alle opere segnalate da mons. Tomasi. Oltre alla sfida dei migranti, la Chiesa trentina invita, nella Giornata della pace 2018, a ricordare anche i 100 anni della fine della prima guerra mondiale e a vivere tale anniversario come appello incondizionato alla pace e alla non-violenza.

Albania: l’arcivescovo Anastasios ha ricevuto la cittadinanza albanese

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 13:12

L’arcivescovo Anastasios di Tirana, capo della Chiesa ortodossa autocefala dell’Albania, ha ricevuto la cittadinanza albanese. La decisione è stata presa dal presidente Ilis Meta che in una lettera datata 24 dicembre 2017 lo ha comunicato all’arcivescovo. Nato in Grecia nel 1929, Anastasios Yannulatos era stato inviato dal patriarca Bartolomeo a Tirana nel 1992. In questi 25 anni ha contribuito “con dedizione alla piena ed effettiva rinascita della Chiesa ortodossa autocefala albanese, l’erezione e il restauro dei luoghi di culto della fede ortodossa, rianimando, coltivando e preservando l’eterna tradizione della fede ortodossa in Albania e promuovendo progetti nei settori dell’istruzione, della salute, dell’assistenza sociale, dello sviluppo rurale, della cultura”, scrive il presidente Meta nella lettera in cui comunica all’arcivescovo di aver emesso un decreto il 22 dicembre per il conferimento della cittadinanza albanese. Questo atto “non solo adempie a un obbligo istituzionale ma è anche espressione di gratitudine”, scrive Meta, che ha “seguito da vicino l’instancabile attività internazionale, le visite in Vaticano e in molti Paesi del mondo” compiute dall’arcivescovo non solo per il “riconoscimento internazionale della Chiesa ortodossa autocefala di Albania, ma anche per la diffusione di valori e tesori oltre i confini dell’Albania: l’armonia, la tolleranza e la convivenza interreligiosa del popolo albanese”. Il presidente ha parole di apprezzamento per la “esemplare dedizione spirituale”, il “prezioso contributo alla rinascita della fede spirituale” e “l’ulteriore rafforzamento dell’armonia interreligiosa, della tolleranza e della convivenza del popolo albanese”. Meta fa riferimento anche all’aiuto “vostro e della Chiesa ortodossa autocefala albanese ai nostri fratelli del Kosovo durante la grave crisi umanitaria del 1999” ed elogia “la cura e l’attenzione verso l’educazione e la formazione della nuova generazione del clero albanese e la creazione di centri giovanili nelle città e nei villaggi”, “preservando così il prezioso patrimonio albanese di fede e identità”.

Caritas: un anno di grande impegno sul fronte nazionale e internazionale

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 12:53

L’anno che sta terminando è stato contraddistinto ancora una volta per Caritas italiana e la Caritas diocesane d’Italia da un impegno su più fronti, nazionali internazionali. Bussola, lo “sviluppo umano integrale”, tema al centro del 39° Convegno nazionale delle Caritas diocesane (Castellaneta Marina, 27 – 30 marzo). A ricordarlo è Caritas italiana stilando un bilancio del 2017 che ha visto tra l’altro la riconferma del mandato per altri 5 anni del direttore don Francesco Soddu e il varo del Piano strategico 2018-2022.

In Italia l’azione di Caritas italiana è proseguita a sostegno delle popolazioni colpite dal terremoto del 2016 e poi da freddo e neve. Grazie alla colletta nazionale e a numerosissime altre donazioni, sono pervenuti oltre 26 milioni di euro, incluso 1 milione messo subito a disposizione dalla Cei. Due nuovi fronti di impegno si sono aperti con il terremoto di Ischia (21 agosto) e l’alluvione che il 9 e 10 settembre ha messo in ginocchio Livorno. Caritas italiana ha continuato ad operare insieme all’Alleanza contro la povertà per l’attuazione del Reddito di inclusione (Rei) che entrerà ufficialmente in vigore il prossimo 1° gennaio.

Per quanto riguarda i migranti è stato inaugurato il portale Caritasinmigration, pubblicati il XXVI Rapporto immigrazione Caritas-Migrantes e il 4° rapporto sulla Protezione internazionale. Tra i passaggi più significativi la firma il 12 gennaio 2017 del Protocollo di intesa tra ministero dell’Interno, Cei – che agisce attraverso Caritas italiana e Fondazione Migrantes – e Comunità di Sant’Egidio per l’apertura di nuovi corridoi umanitari che stanno consentendo l’arrivo in Italia, di 500 profughi. Lo scorso 30 novembre sono arrivate le prime 25 persone dall’Etiopia, a marzo invece dal campo profughi di Za’atari in Giordania erano arrivate due famiglie siriane,  lo scorso 22 dicembre altre 162 persone.

Nel 2017 sono inoltre entrate nel vivo due iniziative: “Liberi di partire, liberi di restare” voluta dalla Cei, e la campagna promossa da Caritas Internationalis, Share the journey (Condividiamo il viaggio), lanciata il 27 settembre da papa Francesco in piazza San Pietro. Il 15 dicembre si sono celebrati i 45 anni dall’entrata in vigore della prima legge sull’obiezione di coscienza al servizio militare. Da allora sono stati quasi 100mila i giovani obiettori in servizio civile nelle Caritas diocesane, cui si aggiungono dal 2001 oltre 10 mila ragazzi e ragazze del nuovo servizio civile nazionale. Nel 2017 è morto il card. Attilio Nicora, già presidente di Caritas italiana.

Sul versante europeo ed internazionale è proseguita la pubblicazione di 10 nuovi “Dossier con dati e testimonianze” e sono state affrontate emergenze tra cui la cronica carestia in Africa, le inondazioni in Perù e le esondazioni in Colombia, i terremoti in Messico, Iran e Iraq, la tempesta tropicale che ha colpito le Filippine.

Incontro di Taizé a Basilea: fr. Alois, “i giovani vogliono vivere l’unità tra le Chiese”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 12:36

“È questa l’esperienza che vorremmo far sperimentare ai giovani: essere insieme in presenza di Dio. Per i giovani diventa sempre più raro e difficile vivere un momento così di pace, in una vita dove anche se si è soli si è sempre perennemente connessi”. Lo ha detto fr. Alois, priore della comunità di Taizé, in un’intervista al Sir, parlando dell’incontro europeo dei giovani che ogni fine anno la comunità ecumenica promuove in una diversa città d’Europa. Nel 2017 si svolgerà a Basilea, da oggi al 1° gennaio. Più di 15mila giovani sono attesi nella città svizzera per questa nuova tappa del “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, iniziato da frère Roger molti anni fa. “Facciamo silenzio insieme perché ciascuno possa soprattutto trovare dentro e fuori di sé un momento di pace – ha spiegato -. Un momento in cui non si deve fare nulla. Che chiede solo di essere semplicemente là. Essere là, in presenza di Dio”. I giovani saranno accolti non solo in Svizzera ma anche in Francia e in Germania. “Per la prima volta l’incontro si svolgerà contemporaneamente in tre Paesi. Mostriamo così all’Europa che esistono sulla sua terra luoghi che ci dicono che non possiamo tornare indietro”. Il messaggio che partirà sarà “un messaggio di gioia”: “Una gioia che desideriamo non si spenga mai. La gioia di vivere”. Uno degli atelier sarà animato dall’arcivescovo Job di Telmessos del Patriarcato ecumenico, copresidente della Commissione mista per il dialogo tra cattolici e ortodossi. “Questa partecipazione favorisce il legame tra il dialogo teologico, di estrema importanza, e i giovani di oggi che sono molto lontani da questo dialogo teologico”. Secondo fr. Alois, “i giovani vogliono già vivere l’unità”. “Vogliono essere insieme – ha concluso – e il fatto che a Basilea ci siano giovani protestanti, cattolici, ortodossi è in qualche modo una piccola anticipazione di questa unità che noi attendiamo”.

Incontro di Taizé a Basilea: fr. Alois, “i giovani amano silenzio e preghiera”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 12:33

“Per i giovani oggi il futuro non è facile. Non lo è nelle nostre società, in particolare in Europa. L’auspicio è che questo incontro possa lasciare un segno di speranza”. Lo ha detto Fr. Alois, priore della comunità di Taizé, in un’intervista al Sir, parlando dell’incontro europeo dei giovani che ogni fine anno la comunità ecumenica promuove in una diversa città d’Europa. Nel 2017 si svolgerà a Basilea, da oggi al 1° gennaio. Più di 15mila giovani sono attesi nella città svizzera per questa nuova tappa del “Pellegrinaggio di fiducia sulla terra”, iniziato da frère Roger molti anni fa. “Silenzio e preghiera sono difficili oggi da proporre ai giovani, cercano innanzitutto di fare un’esperienza di amicizia. E lo faranno a Basilea: per cinque giorni staranno insieme con altri coetanei di diversi Paesi – ha spiegato -; tutte le mattine si ritroveranno in gruppo nella parrocchia che li accoglie; cammineranno insieme per raggiungere i diversi luoghi di incontro nella città; faranno insieme la coda per la distribuzione dei pasti; e tutti saranno disponibili a dare una mano in qualche modo. Faranno quindi conoscenza tra loro”. Tra gli argomenti al centro degli incontri, problemi sociali e politici, dalle migrazioni a come vivere la fede nei luoghi di lavoro e di studio”. “Questioni – ha aggiunto – che i giovani si pongono e che noi affronteremo con loro. È tutto questo insieme che conduce i giovani a vivere momenti condivisi di preghiera e di silenzio. Ogni volta che abbiamo un incontro di giovani, in una città o anche a Taizé, siamo stupiti nel vedere che alla fine della preghiera liturgica, ci sono dei ragazzi e delle ragazze che continuano a pregare. Restano là, fermi, in preghiera attorno alla croce. È davvero sorprendente”.

Patriarca Kirill: una “rapida soluzione pacifica dei problemi legati ai combattimenti nell’est dell’Ucraina”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 12:05

Secondo quanto riferiscono i media Ucraini è effettivamente avvenuto lo scambio di prigionieri tra Ucraina e separatisti del Donbass, secondo l’accordo siglato il 25 dicembre scorso in un incontro presso la residenza patriarcale nel monastero Danilov di Mosca, presieduto dal patriarca Kirill di Mosca con Aleksandr Zacharčenko e Leonid Pasechnik, leader dei separatisti, e Viktor Medvedchuk, rappresentante dell’ala pro-russa in Ucraina. “Il processo è stato molto difficile e la nostra Chiesa vi ha preso parte nella misura del necessario”, aveva dichiarato Kirill dopo l’incontro, elogiando il “contributo della Chiesa ortodossa ucraina nella persona di Sua Beatitudine il Metropolita Onufry”. L’accordo riguardava la liberazione di 306 prigionieri separatisti in cambio di 74 ucraini. Nell’incontro del 25 dicembre Kirill aveva tuttavia dichiarato che “non tutti coloro che sono stati catturati durante il conflitto armato nell’est dell’Ucraina appaiono nelle liste esistenti” e aveva espresso l’auspicio che “ulteriori sforzi portino in futuro alla liberazione di tutti coloro che sono in prigione”. Il patriarca aveva spiegato come “per la Chiesa ortodossa russa questa sia una questione molto importante” dal momento che “il gregge della Chiesa russa si trova su entrambi i lati del conflitto armato”. “La Chiesa russa si addolora quando il fratello alza la mano contro suo fratello”, aveva dichiarato Kirill chiedendo “una rapida soluzione pacifica dei problemi legati ai combattimenti nell’est dell’Ucraina” poiché “il conflitto che toglie la vita a tante persone non è necessario a nessuno, ma richiede sforzi da entrambe le parti perché si arresti”.

Migranti: Cnca Lombardia, 2.300 posti letto nel 2017. Rivedere legge Bossi-Fini per non consegnarli all’irregolarità

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 11:53

Il Cnca (Coordinamento nazionale comunità di accoglienza) della Lombardia è la federazione tra le maggiori per numero di richiedenti asilo accolti in Regione. Con la fine del 2017 ha infranto un record: ha messo a disposizione 2.300 posti letti per migranti tra le province di Milano, Lecco, Varese, Como, Monza Brianza e Sondrio. Si tratta per lo più di giovani uomini tra i 18 e i 25 anni prevalentemente provenienti dall’Africa sub-sahariana. Il modello di ospitalità adottato è quella di accoglienza diffusa in piccoli appartamenti.
“Il problema è che non basta strutturare un accoglienza di qualità, se poi i dispositivi giuridici non funzionano – spiega Valerio Pedroni, responsabile per l’area migranti di Cnca Lombardia -. Per questo diciamo che va rinnovata la legge Bossi-Fini perché oggi stiamo consegnando il 65% dei migranti all’irregolarità, al mercato nero e alla devianza, dato che il tempo dell’accoglienza non si conclude con l’assegnazione di un permesso di soggiorno”. Il Cnca è stato promotore della campagna “Ero straniero” con una proposta di revisione del Testo unico improntata sul tema del lavoro, come strumento di inclusione e acquisizione di una regolarità amministrativa. La campagna ha raccolto in tutta Italia oltre 86mila firme, di cui 21.500 nella sola città metropolitana di Milano. “Dalla nostra esperienza di accoglienza emerge che le persone accolte, in gran parte provenienti dall’Africa sub-sahariana, portano con sé una motivazione forte all’integrazione e al lavoro, che se non trova risposta in proposte concrete, e viene fatta appassire nell’assistenzialismo diventa un pericoloso boomerang” conclude Pedroni.

Dispersione scolastica: Borgo Ragazzi don Bosco, il 12 gennaio lancio della campagna “150 giovani in cerca d’autore”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 11:36

La dispersione scolastica in Italia è in diminuzione e il tasso di abbandono è passato dal 14,7 nel 2015 al 13,8 del 2016, (fonte Eurostat) il rischio di dispersione scolastica persiste laddove si vivono condizioni di disagio. Le lotte alla dispersione scolastica stanno dando i loro frutti ma è necessario continuare ad agire in maniera mirata sui territori che si trovano in condizioni di disagio. Per questo il Borgo Ragazzi don Bosco di Roma in collaborazione con l’associazione Rimettere le Ali Onlus lancia la campagna “150 giovani in cerca d’autore” con l’obiettivo di offrire sostegno a 150 giovani che vivono in povertà familiari, economiche e sociali. Attraverso questa campagna il Borgo Ragazzi don Bosco intende sostenere in tre anni, dal 2018 al 2020, 150 giovani, 50 l’anno col fine di raccogliere fondi necessari a rispondere ai bisogni dei ragazzi in difficoltà. Il Borgo pertanto si impegna a coinvolgere e ricercare nuovi donatori che possano diventare “autori” attivi del cambiamento e del futuro dei giovani in difficoltà. La campagna sarà presentata il 12 gennaio 2018, alle 20.30, presso il teatro Filippo Smaldone di via Prenestina 382. Per promuoverla verrà organizzato uno spettacolo di teatro sociale a ingresso libero. Nato nel 1948 per accogliere gli orfani del secondo dopoguerra, il Borgo Ragazzi don Bosco continua ad accogliere, ancora oggi, ragazzi in difficoltà sociali, economiche e/o familiari. È costituito da un centro di formazione professionale, un oratorio – centro giovanile, un’area emarginazione e disagio che accoglie giovani tra i 12 ed i 25 anni.

Infanzia nel mondo: Unicef, nel 2017 sempre più bambini “sotto attacco”

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 11:07

Nei conflitti in tutto il mondo i bambini sono stati utilizzati come scudi umani, uccisi, mutilati e reclutati per combattere. Stupro, matrimonio forzato, rapimento e riduzione in schiavitù sono diventate delle tattiche normali nei conflitti in Iraq, Siria, Yemen, Nigeria, Sud Sudan e Myanmar. Lo afferma l’Unicef stilando un bilancio del 2017.

Nei primi 9 mesi di quest’anno in Afghanistan circa 700 bambini sono stati uccisi. Nel Nord Est della Nigeria e in Camerun, Boko Haram ha costretto almeno 135 bambini ad agire in attacchi bomba suicidi; in Repubblica Centrafricana un rilevante incremento delle violenze ha causato la morte, lo stupro, il rapimento e il reclutamento da parte di gruppi armati di diversi bambini. Nella regione del Kasai, nella Repubblica Democratica del Congo, le violenze hanno costretto 850mila bambini a lasciare le proprie case. In Iraq e in Siria, i bambini sono stati intrappolati sotto assedio e diventati obiettivi di cecchini. In Myanmar, i bambini Rohingya hanno sofferto e assistito a terribili e diffuse violenze. In Sud Sudan oltre 19.000 bambini sono stati reclutati da forze e gruppi armati e oltre 2.300 bambini sono stati uccisi o feriti dall’inizio del conflitto a dicembre 2013. In Somalia, nei primi 10 mesi del 2017, sono stati registrati 1.740 casi di reclutamento di bambini. In Yemen almeno 5.000 bambini sono morti o sono stati feriti, ma il numero reale potrebbe essere molto più alto. Oltre 11 milioni di bambini hanno bisogno di assistenza umanitaria.

“Violenze di questo tipo – afferma Manuel Fontaine, direttore dei programmi di emergenza dell’Unicef – non possono rappresentare una nuova normalità”. L’Unicef chiede, pertanto, a tutte le parti in conflitto di rispettare gli obblighi del diritto internazionale per porre immediatamente fine alle violazioni contro i bambini e all’utilizzo di infrastrutture civili – scuole e ospedali – come obiettivi, e chiede a tutti gli Stati che possono esercitare influenza sulle parti in conflitto di intervenire per proteggere i bambini.

 

Capodanno: Coldiretti, 250mila italiani a tavola in agriturismo. La nuova App farmersforyou

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 10:45

Sono oltre 250mila gli ospiti per Capodanno a tavola negli agriturismi italiani. È quanto stima Coldiretti sulla base delle indicazioni degli agriturismi di Campagna Amica, invitando a visitare anche le strutture di Lazio, Marche e Umbria per favorire la ripresa dell’economia e del turismo locale, che dipende, oltre che dalla ricostruzione, anche dal sostegno all’economia e all’occupazione che in queste aree significa soprattutto turismo e cibo. Si registra un aumento dei giovani che spesso in piccoli gruppi di amici scelgono gli agriturismi che hanno adeguato la propria offerta alle nuove esigenze. “La capacità di mantenere inalterate le tradizioni enogastronomiche nel tempo è – continua Coldiretti – la qualità più apprezzata dagli ospiti degli agriturismi, ma aumenta nel contempo la domanda di servizi innovativi per sportivi, nostalgici, curiosi e ambientalisti”. La tendenza è la prenotazione last minute, ma per scegliere tra i quasi 23mila agriturismi è preferibile rivolgersi ad aziende accreditate da associazioni e a siti come http://www.terranostra.it/it/home/o http://www.campagnamica.it/senza dimenticare il passaparola tra parenti e amici. Ed è anche arrivata l’unica App farmersforyou, in versione italiana e inglese, che permette di scegliere gli agriturismi dove poter soggiornare nei più bei paesaggi della campagna italiana, i mercati di Campagna Amica, le fattorie e le botteghe dove poter comprare il vero made in Italy agroalimentare

Argentina: il cardinale Poli chiede al Governo della capitale di ritirare il disegno di legge che dà vita ad un’unica scuola statale di formazione dei docenti

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 10:29

L’arcivescovo di Buenos Aires e primate d’Argentina, il card. Mario Aurelio Poli, ha inviato una lettera aperta al capo del governo della capitale, l’avvocato Horacio Rodriguez Larreta, per chiedere il ritiro del disegno di legge sulla creazione della Scuola di Formazione dei docenti (UniCaba) un nuovo ateneo destinato a gestire tutta l’alta formazione nell’area porteña. L’arcivescovo chiede l’apertura di “uno spazio per un dialogo autentico” e a più voci per definire azioni che approfondiscano i processi di miglioramento permanente realizzati dalle istituzioni che attualmente si occupano di formazione degli insegnanti. La richiesta è stata avanzata unitamente ad altre realtà educative e sociali, tra le quali: il Coordiep, che riunisce le associazioni educative private del Paese (confessionali e non confessionali); il presidente di Cesge, a nome dei 21 insegnanti di Stato; la Federazione delle Associazioni educative religiose dell’Argentina (Faera), che riunisce le scuole cattoliche del Paese; il presidente nazionale del Consiglio cristiano evangelico, l’associazione degli insegnanti Consudec.
Si legge nella lettera aperta: “Riteniamo di essere di fronte a una nuova possibilità di progettare una solida politica educativa in termini di formazione degli insegnanti, e per questo consideriamo che dovremmo trovarci in spazi proficui, garantendo ampia partecipazione e dialogo tra settori che si impegnano per l’arte superiore dell’istruzione. Sarà così possibile raggiungere un consenso ragionevole e duraturo, per il bene comune dei bambini e dei giovani argentini. Tuttavia, “per raggiungere questo obiettivo è necessario ritirare il disegno di legge per la creazione dell’Università della Formazione degli insegnanti e l’apertura di uno spazio di dialogo” autentico. I firmatari avvertono del grave danno all’istruzione che deriva dal tentativo di una razionalizzazione centralistica e di conseguenza dall’uniformità della formazione. Tutto ciò comporterebbe una riduzione degli spazi di libertà e pluralismo. La lettera, che ha come primo firmatario il cardinale Poli, mette anche in guardia contro la disintegrazione e lo smantellamento degli Istituti superiori di formazione degli insegnanti, che andrebbero a convergere in un’unica università.

Diocesi: Pistoia, 1° gennaio vescovo Tardelli consegna a sindaci messaggio Papa per Giornata pace

Agensir.it - Thu, 2017-12-28 10:10

Nella diocesi di Pistoia il 2018 inizierà con l’incontro del vescovo Fausto Tardelli con le istituzioni, in occasione della giornata mondiale della pace. È questa la nuova consuetudine che il vescovo e la diocesi vogliono introdurre a partire dall’appuntamento del prossimo 1° gennaio. Il vescovo Tardelli ha voluto invitare i sindaci del territorio diocesano e le istituzioni per consegnare loro in forma simbolica il messaggio del Santo Padre dedicato a questa giornata speciale. La consegna del messaggio avrà luogo a Pistoia, nel salone dell’Arazzo Millefiori all’interno antico Palazzo dei Vescovi, lunedì 1° gennaio 2018 a partire dalle 17. A seguire, mons. Tardelli celebrerà la Messa nella cattedrale di San Zeno. La giornata – istituita da Paolo VI nel 1968 e giunta alla cinquantunesima edizione – è il momento per riflettere sul tema della pace in tutte le sue sfaccettature. Tanti, ricorda un comunicato della diocesi, “i temi affrontati nel corso degli anni dai Pontefici: dalla salvaguardia del creato ai problemi di coscienza, dalla tutela delle minoranze al tema dello sviluppo e lotta alla povertà”. Papa Francesco quest’anno ha dedicato il suo messaggio al tema delle migrazioni: “Migranti e rifugiati: uomini e donne in cerca di pace”, indicando “quattro pietre miliari per l’azione” nei verbi che propongono anche una strategia: accogliere, proteggere, promuovere ed integrare.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie