Feed aggregator

Diocesi: Caritas Grosseto, da oggi otto giovani iniziano il servizio civile. Tra loro anche migranti ospiti dei centri d’accoglienza

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 18:13

Si chiamano Niccolò, Ana Maria, Riccardo, Marcela Isabel, Alessandro, Valentina, Matteo e Francesca, hanno tra i 19 e i 25 anni e sono gli otto giovani selezionati dalla Caritas diocesana di Grosseto per svolgere otto mesi di servizio civile regionale nelle proprie strutture e servizi. Fra loro anche alcuni giovani migranti ospiti dei centri di accoglienza, a cui il bando della Regione Toscana dava la possibilità di partecipare. Il 20 febbraio è stata resa nota la graduatoria e, concluse le procedure necessarie, da oggi iniziano il percorso di otto mesi nell’ambito del progetto Giovansì. I ragazzi selezionati percepiranno un contributo mensile di 433,80 euro. A questi otto giovani – dice il vescovo Rodolfo  Cetoloni, che della Caritas è presidente e che questa mattina li ha incontrati – do il benvenuto ricordando loro che prestare servizio in Caritas ha un significato importante” perché è “un luogo dove, attraverso il servizio alle tante e differenti forme di povertà, ci si mette a scuola del Vangelo. È Cristo che ci dice che ogni volta che abbiamo servito una persona nel bisogno abbiamo servito Lui”. Per il vescovo, la carità “non è l’esercizio di opere buone, ma l’amore che si fa concretezza nella carne viva di chi versa in una situazione di bisogno. Questi giovani si troveranno davanti, ogni giorno per otto mesi, persone di varia provenienza e nazionalità, con storie differenti, a volte molto dolorose: sappiano che ciascuno di quei poveri che busserà alla Caritas sarà per loro un segno”. Per don Enzo Capitani, direttore Caritas, l’investimento “sui giovani non è per riempire dei vuoti o delle carenze, ma per regalare loro un’opportunità. In questi anni ho visto ragazzi partire titubanti e concludere profondamente cambiati dentro anche nel modo di guardare le persone, non solo come poveri a cui dare qualcosa, ma esseri umani di cui custodire prima di tutto la dignità”.

Pasqua: don Purziani (Fism), l’augurio di “una vita da vivi”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:42

“Hanno parlato di Risurrezione, l’hanno disegnata, ci hanno pensato su. E alla domanda ‘perché è bello essere amici di Gesù’ la risposta è stata netta, velocissima: ‘Perché è rivivito!’. Teologicamente parlando non fa una piega”: il nostro “è un Dio vivente, è il Dio della vita”; “è ‘rivivito’, ha ripreso possesso del tempo, trasformato, trasfigurato per l’eternità”. Lo scrive don Gesualdo Purziani, consulente ecclesiastico nazionale della Fism (Federazione italiana scuole materne), nel messaggio di auguri per la Pasqua. “In Siria – osserva – la crudeltà dei grandi non si ferma nemmeno di fronte ai volti dei bambini, la strage degli innocenti torna ad essere cronaca di oggi. I bambini che hanno meno di cinque anni non sanno neppure cosa voglia dire vivere senza il frastuono dei bombardamenti, il terrore, l’acre odore della morte. Nonostante questo, in tanti dei duecento disegni raccolti in una bella iniziativa della fondazione Aiuto alla Chiesa che Soffre c’è spazio solo per la speranza” e la “voglia di tornare a vivere una vita normale”. “A chi è come loro appartiene la voglia di voltare pagina davvero, di schierarsi sempre e ovunque dalla parte giusta”. “A chi è come loro piace giocarsela sul serio la vita, appassionati nel fare la propria parte e liberi, perché amati e perdonati per primi”. Di qui l’augurio di “una vita da vivi”. “Un po’ di quell’energia che ha permesso ad un corpo morto di tornare all’esistenza – conclude – sfiori i nostri corpi, riaccenda pensieri e gesti belli, lenisca fatiche e fragilità. E soprattutto ridoni al mondo quella pace che fugge ogni paura”.

Ucsi Liguria: eletto oggi il nuovo Consiglio direttivo regionale

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:36

È rinata oggi l’Ucsi Liguria! Alla presenza di Maurizio Di Schino, segretario nazionale Ucsi (Unione cattolica stampa italiana) e commissario ad acta, l’assemblea regionale dei soci ha eletto per acclamazione il nuovo Consiglio direttivo regionale. All’interno del Consiglio direttivo, all’unanimità sono stati eletti: Laura Ferrero, presidente; Roberto Costa, vicepresidente; Francesca Di Palma, segretario; Michela De Leo, tesoriera. Fa parte del Consiglio direttivo don Silvio Grilli, nominato consulente ecclesiastico dalla Conferenza episcopale ligure.

Diocesi: mons. Lorefice (Palermo), “diversità non è povertà bensì ricchezza”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:31

“Ogni uomo va accolto così com’è. Diversità non è povertà bensì ricchezza. Siate e continuate a essere ambasciatori dell’evangelo, cioè della buona notizia. Abbiate fortezza. Il male di ogni uomo è ripiegarsi su se stesso”. È l’invito che l’arcivescovo di Palermo, mons. Corrado Lorefice, ha rivolto ai giovani del Parlamento della Legalità Internazionale e Multietnico, che ha incontrato questa mattina nel palazzo arcivescovile. All’incontro hanno partecipato tanti giovani di diverse religioni, che da anni condividono un cammino culturale che li vede attenti ai bisogni dei più poveri. “Il vostro è un meraviglioso cammino. Vedo in voi tanti colori, una ricchezza immensa di colori in un mondo grigio – ha sottolineato Lorefice –. Voi avete un volto che riflette qualcosa di grande. La diversità, anche religiosa, sia ricchezza da offrire a tutti, perché il vostro dono vada ad abbellire il mondo. Questa ricchezza è espressione di affettuosità che arriva diretta al cuore di Dio”. L’arcivescovo ha poi invitato i giovani a scoprire la loro “parte spirituale”. “Se voi siete ciò che siete è perché vive in voi una realtà spirituale”, ha detto loro. Alla fine dell’incontro è stato conferito a mons. Lorefice un riconoscimento in memoria di don Tonino Bello.

Comece: Corpo europeo di solidarietà, cinque criteri per far decollare l’iniziativa Ue

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:28

(Bruxelles) L’idea del Corpo europeo di solidarietà, iniziativa dell’Ue che offre ai giovani opportunità di volontariato nel proprio Paese o all’estero è buona ma occorre “dotarla rapidamente di un proprio canale di risorse e sviluppare una più ampia strategia in materia di volontariato”. A sostenerlo è la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che sta seguendo la definizione di questa proposta lanciata dalla Commissione europea nel dicembre 2016 e a cui hanno già aderito oltre 24mila giovani tra i 18 e i 30 anni desiderosi di partecipare a iniziative di solidarietà. La Comece ha preso parte alla consultazione pubblica che si è da poco conclusa, e ha offerto cinque indicazioni: perché il Corpo europeo di solidarietà funzioni, occorre individuare chiari obiettivi; sono necessari “finanziamenti aggiuntivi e una base giuridica distinta” rispetto agli “altri programmi di scambio e di volontariato già esistenti”; è opportuno inserire l’iniziativa in una “strategia più ampia sul volontariato”; occorre vigilare affinché il volontariato non venga trasformato in “lavoro non pagato”; l’accesso ai finanziamenti dovrà essere semplice in modo che anche le organizzazioni più piccole possano partecipare al programma. La Comece parteciperà, il prossimo 12 aprile a Bruxelles, al Forum con le associazioni della gioventù e della società civile interessate alla ulteriore definizione di quest’iniziativa.

Stoccolma: Juncker (Commissione Ue), “è un attacco a tutti noi”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:27

“I nostri pensieri sono con il popolo svedese, dopo i tragici eventi a Stoccolma oggi”. È quanto ha dichiarato Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, poco dopo l’attentato, in un messaggio in cui esprime anche a nome della Commissione, “sincere condoglianze alle famiglie delle vittime e saluta il coraggioso lavoro dei primi soccorritori che sono arrivati così in fretta sulla scena”. Dichiara ancora Juncker: “Una delle città più vivaci e colorate in Europa sembra essere stata colpita da coloro che desiderano il male per l’Europa e il nostro stesso modo di vivere”. Il presidente assicura solidarietà al popolo svedese e alle autorità “il sostegno della Commissione in qualsiasi modo possibile”. “Un attacco su uno qualsiasi dei nostri Stati membri è un attacco a tutti noi”, conclude.

Sinodo sui giovani: don Attard (salesiano), “il cammino della pastorale giovanile va pensato e vissuto alla luce della Evangelii Gaudium”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:26

“È alla luce della Evangelii Gaudium che il cammino della pastorale giovanile va pensato e vissuto”. Da qui nasce “una prima sfida: l’urgenza che per noi Evangelii Gaudium rimanga come bussola”. Lo ha affermato don Fabio Attard, consigliere generale per la Pastorale giovanile dei Salesiani, intervenendo oggi pomeriggio a Roma al convegno “Da Cracovia a Panama – Il Sinodo in cammino con i giovani” promosso dal Dicastero per i laici, la famiglia e la vita. Presentando la terza parte del documento preparatorio del Sinodo, don Attard ha sottolineato l’importanza di “un’empatia pastorale” verso i giovani. “Camminare con i giovani è bello ma anche esigente. Loro ci chiedono di accompagnarli verso la verità, ma con la carità”, ha spiegato, rilevando che “una vera pastorale giovanile non vede mai e non guarda mai ai giovani come pazienti che necessitano cura”. Il salesiano ha invitato a “guardare ai giovani, soprattutto ai più poveri e bisognosi, come anche ai più disgraziati, con la certezza che nel cuore di ognuno c’è un punto accessibile al bene”. “Una pastorale giovanile che lascia il segno nella vita dei giovani è una pastorale giovanile che decisamente punta sui processi nei vari luoghi dove si propone”, ha osservato, richiamando la “tentazione” di limitare la proposta “solo attorno ad eventi”. Fondamentali sono “l’esperienza associativa”, “la cultura del cammino, l’esperienza del gruppo, il sentirsi identificati con altri giovani”. “Far parte del cammino dei giovani significa capire il loro linguaggio che è molto di più del solo vocabolario”, ha concluso don Attard, evidenziando che “dobbiamo essere prima di tutto capaci di capire e decifrare il loro silenzio, la loro solitudine, il senso della loro ricerca”.

Giornata internazionale rom: Commissione Ue, “continuare la lotta all’antiziganismo. Ogni Stato faccia la sua parte”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 17:09

(Bruxelles) “La parità di trattamento e i diritti fondamentali sono le pietre angolari dell’Unione europea. I rom hanno una lunga storia di esclusione sociale e di pregiudizi. La minoranza più numerosa d’Europa, con 6 milioni di persone che vivono nell’Ue, continua a essere discriminata ed emarginata”. Lo affermano in una nota congiunta il primo vicepresidente della Commissione Ue, Frans Timmermans, e le commissarie Marianne Thyssen, Vĕra Jourová e Corina Crețu, in vista della Giornata internazionale dei rom di domani, sabato 8 aprile. “Siamo fermamente decisi a continuare la lotta all’antiziganismo e a sollecitare la piena integrazione dei rom in tutti i Paesi e in tutte le società dell’Ue”. Dopo aver ricordato le iniziative intraprese in sede Ue in questa direzione, i commissari aggiungono: “Invitiamo gli Stati membri ad accelerare le iniziative a sostegno dei rom: ogni Paese dell’Ue dovrebbe rispettare e applicare le leggi antidiscriminazione; tutti i bambini rom dovrebbero avere accesso a un’istruzione che non ne favorisca la segregazione; le autorità nazionali dovrebbero impedire gli sgomberi forzati e sostenere l’accesso a soluzioni abitative. Più in generale, esortiamo gli Stati membri a dar prova di impegno politico e a impostare una visione a lungo termine per la lotta contro l’antiziganismo”. “L’integrazione inizia dai singoli individui: invitiamo pertanto tutti i cittadini dell’Ue a riconoscere e accettare la parità dei rom e a prendere atto dell’unicità del ruolo svolto dalla loro storia e dalla loro cultura”.

Rom: Associazione 21 luglio, “in Italia politiche discriminatorie nei confronti di rom e sinti soprattutto in materia alloggiativa”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:53

“Nonostante la preoccupazione espressa dagli organi internazionali nulla è cambiato e in Italia continuano ad essere perpetrate politiche discriminatorie nei confronti delle popolazioni rom e sinte soprattutto in materia alloggiativa”. È l’accusa lanciata dall’Associazione 21 luglio alla vigilia della Giornata internazionale dei rom e dei sinti. Presentando oggi in Senato il “Rapporto annuale sulla condizione di rom e sinti in emergenza abitativa in Italia”, l’Associazione 21 luglio ha rilevato che “nel 2016 ha perseverato con la ‘politica dei campi’ e l’attuazione della Strategia nazionale d’inclusione di rom, sinti e caminanti ha continuato a soffrire di pesanti ritardi” sottolineando che “la questione dell’alloggio è l’ambito che ha registrato i risultati più scarsi”. Secondo il rapporto, nel 2016 i principali insediamenti informali sono stati registrati in Campania mentre la città di Roma vanta il più altro numero di insediamenti gestiti e realizzati dalle istituzioni. Sgomberi forzati si sono registrati a Milano, Roma e Napoli. “Secondo il costante monitoraggio effettuato da Associazione 21 luglio, escludendo Roma e Milano sono stati 250 gli sgomberi forzati nel corso dell’anno passato: 100 al Nord, 90 al Centro e 60 al Sud”. Altri dati riguardano episodi d’odio nei confronti di rom e sinti: nel 2016 ne sono stati registrati 175 – in media 0,48 al giorno – di cui, secondo l’Associazione 21 luglio, “57 (pari al 32,6%) di una certa gravità”. Il dato è però “incoraggiante”, visto “il netto calo rispetto al 2015, durante il quale ne erano stati riportati ben 265”.

Rom: Associazione 21 luglio, “28mila i rom in emergenza abitativa in Italia tra baraccopoli istituzionali, centri di raccolta e insediamenti informali”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:52

“Sono 28mila i rom in emergenza abitativa in Italia – circa lo 0,05% della popolazione italiana – distribuiti tra baraccopoli istituzionali, centri di raccolta per soli rom e insediamenti informali”. È quanto emerge dal “Rapporto annuale sulla condizione di rom e sinti in emergenza abitativa in Italia” dell’Associazione 21 luglio presentato oggi in Senato alla vigilia della Giornata internazionale dei rom e dei sinti. Le baraccopoli istituzionali, insediamenti monoetnici totalmente gestiti dalle autorità pubbliche, sono 149 in tutta Italia, distribuite in 88 Comuni da Nord a Sud. Secondo l’Associazione 21 luglio, “ben 18mila sono le persone di origine rom che vivono in questi insediamenti, tra questi, il 55% ha meno di 18 anni, il 37% possiede la cittadinanza italiana mentre sono 3mila i rom provenienti dall’ex Jugoslavia che si stima siano a rischio apolidia, tra essi la metà sono minori”. Negli insediamenti informali, invece, è stata calcolata la presenza di circa 10mila persone – per il 90% di nazionalità rumena – mentre i centri di raccolta per soli rom attualmente attivi sono 3, due al Nord e uno al Sud. “Le condizioni di vita dei rom che vivono in questi insediamenti – si legge in una nota – sono nettamente al di sotto degli standard igienico-sanitari e l’aspettativa di vita tra queste persone è di 10 anni inferiore rispetto alla media della popolazione italiana”. Il Rapporto annuale 2016 dedica un focus alla città di Roma, che ospita 7 baraccopoli istituzionali con 3.772 rom e sinti in emergenza abitativa, cui vanno aggiunti 11 “campi” definiti “tollerati” dalle istituzioni locali. Nelle aree per soli rom della Capitale risultano circa 2mila minori.

Stoccolma: camion sulla folla, almeno cinque morti. Il premier Löfven, “è terrorismo”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:32

Sono ore concitate nel centro di Stoccolma dopo che, attorno alle 15 ora italiana, un camion lanciato sulla folla ha investito diversi pedoni. Così come, nei mesi scorsi, era accaduto a Nizza e poi a Berlino. Le autorità parlano, al momento, di “almeno cinque morti” e di “diversi feriti”, dirottati, per le cure, negli ospedali della capitale. Il premier svedese, Stefan Löfven, parla di “attacco terroristico”, mentre la polizia finora ha usato l’espressione “possibile attacco terroristico”. Il furgone, probabilmente rubato qualche ora prima dell’azione, ha percorso la via centrale – quella del passeggio e dei negozi – di Stoccolma, per poi centrare in pieno Ahlens City, grande centro commerciale. Non ci sono notizie precise dell’attentatore, anche se la polizia ha fermato un uomo, ritratto in diverse foto a terra, bloccato dagli agenti. Si sarebbero avvertiti anche alcuni colpi di arma da fuoco nella stessa zona della tragedia, denominata Drottninggaten, così come altri colpi di arma da fuoco sarebbero stati sparati in un altro quartiere della città (Hotorget). Il parlamento svedese è stato chiuso per ragioni di sicurezza. Nella medesima zona dei fatti odierni, si era registrato, l’11 dicembre 2010, un duplice attentato con autobomba, il primo che si ricordi in Scandinavia.

Oratorio: pastorale giovanile diocesi Torino, a maggio weekend formativo “una casa per tutti”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:24

Integrazione, dialogo interreligioso ed ecumenico, interculturalità sono i temi che verranno trattati nel weekend formativo il prossimo 13-14 maggio a Villa Lascaris di Pianezza alle porte di Torino. La due giorni dal titolo “Oratorio, una casa per tutti” è un’iniziativa formativa proposta dalla pastorale giovanile della diocesi di Torino in collaborazione con Enaip Piemonte e rivolta agli animatori e coordinatori degli oratori presenti in Piemonte. L’iniziativa rientra nel progetto più generale “Piemonte contro le discriminazioni” finanziato attraverso la Regione Piemonte dal Fondo Asilo Migrazione ed Integrazione. Sono previsti momenti di formazione teorica e pratica con approfondimenti in laboratori su: affettività e fragilità; cultura e cittadinanza; tempo libero e divertimento; confronto inter-religioso. Verranno fornite informazioni sulle discriminazioni, strumenti e materiali educativi da utilizzare nella realizzazione delle attività di animazione giovanile. “Per gli oratori che parteciperanno alla formazione – riferiscono i promotori – sarà possibile richiedere, presso la propria struttura, fino ad un massimo di due, incontri di approfondimento su uno degli ambiti specifici garantendo una partecipazione minima di 8/10 animatori. Inoltre, è possibile candidare gli oratori in qualità di luoghi della sperimentazione pratica di materiali e tecniche animative interculturali”. Info: info@upgtorino.it

Ospedale Bambino Gesù: al via la collaborazione con l’ospedale pediatrico di Tbilisi

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:13

Formazione di medici e infermieri nel campo della cardiochirurgia, dell’emodinamica e della terapia intensiva e sviluppo delle competenze sul fronte della diagnostica e dei programmi di cura per i piccoli pazienti dell’ospedale georgiano con problemi cardiaci. Sono gli obiettivi dell’accordo di collaborazione tra l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù e lo Iashvili Children Central Hospital. L’intesa è stata siglata ieri mattina a Tbilisi (Georgia) da Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale della Santa Sede, e Shota Joglidze, direttore generale dello Iashvili Hospital di Tiblisi. All’incontro hanno partecipato l’ambasciatore d’Italia in Georgia, Antonio Bartoli e l’arcivescovo Marek Solczyński, nunzio apostolico in Azerbaigian, Armenia e Georgia. L’accordo durerà due anni e, oltre alla formazione del personale sanitario locale, prevede anche il trasferimento presso il Bambino Gesù di Roma dei bambini affetti da patologie cardiache complesse che non potrebbero essere trattati adeguatamente nelle strutture del territorio. La neonata collaborazione vuole rispondere così alla ferma volontà di Papa Francesco di manifestare con opere concrete la prossimità ai più deboli. “Abbiamo istituzionalizzato una collaborazione già attiva da anni”, ha sottolineato Enoc. “L’obiettivo di questo e altri progetti che stiamo portando avanti è che il lavoro svolto da tanti nostri medici fuori dall’Italia diventi sempre di più espressione dell’attività dell’Ospedale stesso, aperto al mondo e alle esigenze di salute dei più piccoli”. Di “importante sostegno per lo sviluppo del nostro ospedale nel campo della cardiochirurgia” ha parlato Joglidze, direttore generale dello Iashvili Children Central Hospital, mentre il nunzio Solczyński ha ricordato che il recente viaggio di Papa Francesco in Georgia “ha avvicinato le due Chiese”. Anche l’accordo tra i due ospedali “va in questa direzione ed è una azione concreta per sostenere la popolazione e i bambini malati”.

Ru486 in consultori Lazio: Scienza & Vita, “siano anche luoghi di prevenzione secondo legge 194”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:08

Consentire ai consultori di svolgere il ruolo di prevenzione dell’aborto “che la legge 194 attribuisce loro”. È la proposta dell’associazione Scienza & Vita, che esprime “profondo rammarico e disappunto” di fronte all’iniziativa della Regione Lazio concernente l’utilizzo della pillola Ru486 al di fuori del contesto normativo fissato dalla legge 194/78. “Secondo la sperimentazione prevista nel Lazio – spiega Emanuela Lulli, ginecologa e consigliere nazionale di Scienza & Vita -, infatti, la somministrazione della pillola abortiva non avverrebbe più in ospedale, o in strutture ad esso assimilate, come previsto dall’art. 8 della legge stessa, ma addirittura nei consultori familiari”. Così, anziché offrire assistenza alle donne, “si rischia di lasciarle sole due volte: sole nella scelta”, e sole nella “esecuzione” della interruzione, “che avverrebbe fuori dal contesto ospedaliero, al domicilio della donna stessa”. Eppure, secondo Lulli, “le ragioni della tutela sanitaria che portarono nel 1978 a scegliere la ospedalizzazione sono valide ancora oggi”. Scienza & Vita respinge le polemiche sull’obiezione di coscienza che impedirebbe l’esercizio di un presunto diritto all’aborto, smentite dai dati della relazione annale al Parlamento: l’obiezione di coscienza “è diritto costituzionalmente garantito e, ove non lo fosse, da garantire”. Per l’associazione occorre un cambio di rotta consentendo che i consultori, “anziché luoghi di dispensazione di pillole abortive, possano svolgere quel ruolo di prevenzione dell’aborto che la legge 194 attribuisce loro” e dotandoli di “risorse adeguate a fronteggiare le esigenze rappresentate dalle donne e che costituiscono il motivo reale delle interruzioni”.

Paesi nordici: Conferenza episcopale, “attuazione” dell’Amoris laetitia, formazione preti, minaccia populista

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:01

(Bruxelles) Si sono conclusi oggi ad Amburgo i quattro giorni di lavoro dell’assemblea plenaria della Conferenza episcopale dei Paesi nordici (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia, Svezia). All’esortazione post-sinodale Amoris lætitia è stata dedicata una giornata di studio con l’aiuto di due esperti teologi in ambito morale e pastorale (Eberhard Schockenhoff di Friburgo e Andreas Wollbold di Monaco) per approfondire le “questioni dell’attuazione pastorale”, spiega un comunicato. Gli otto vescovi hanno inoltre lavorato alle “linee guida per la formazione al sacerdozio” e alla preparazione del pellegrinaggio delle reliquie di S. Teresa e dei suoi genitori Zèlie e Louis Martin nel 2018. Spiega il comunicato: “La spiritualità carmelitana ha un grande seguito e in tutti e cinque i Paesi ci sono comunità carmelitane di religiosi e di laici”. I vescovi si sono riuniti ad Amburgo poiché i cattolici di questa diocesi e di Osnabrück, attraverso il lavoro dell’associazione Ansgarwerk, sostengono da 50 anni la vita della Chiesa cattolica nei Paesi nordici. Per questo, nella Mariendom di Amburgo si è svolta il 6 aprile una celebrazione presieduta dal vescovo di Osnabrück Franz-Josef Bode, che ha ricordato come vivere in “diaspora sia non solo una sfida, ma anche la possibilità di seminare”. Riferendosi alle sfide poste all’Europa minacciata da tendenze populiste e nazionaliste ha sottolineato l’importanza della “Chiesa popolo di Dio che va oltre ogni confine”.

Nordic countries: Bishops Conference, “implementing” the Amoris laetitia, priests’ training, populist threat

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 16:01

(Brussels) The four-day plenary meeting of the Bishops Conference of the Nordic countries (Denmark, Finland, Iceland, Norway, Sweden) ended in Hamburg today. One day’s workshop was spent talking about the post-synod exhortation Amoris lætitia with the help of two theologians with a background in morality and pastoral care (Eberhard Schockenhoff from Freiburg and Andreas Wollbold from Munich) to understand “its pastoral implementation”, as explained in a release. The eight bishops also worked at the “guidelines on education to priesthood” and preparing the pilgrimage of the relics of St Therese and her parents, Zèlie and Louis Martin, in 2018. The release explains: “Carmelite spirituality is widely followed, and there are Carmelite communities of religious and lay people in all five countries”. The bishops met in Hamburg because for 50 years the Catholics of that diocese and Osnabrück, through the association Ansgarwerk, have supported the life of the Catholic Church in the Nordic countries. That’s why on April 6th the Mariendom in Hamburg hosted a celebration officiated by the bishop of Osnabrück, Franz-Josef Bode, who recalled how living in a “diaspora is not only a challenge, but also a chance to sow”. Speaking of the challenges facing a Europe threatened by populist and nationalist trends, he emphasised the importance of the “Church as God’s people that goes beyond all borders”.

+++ Siria: Attacco Usa. mons. Jeanbart (Aleppo), “uno sbaglio strategico. Lavorare per la pace con il dialogo e non con le bombe” +++

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 15:47

La vicenda del “gravissimo attacco chimico a Idlib deve essere approfondita per accertarne le responsabilità” e il bombardamento successivo voluto dal presidente Usa Trump “credo sia stato uno sbaglio strategico”. A dichiararlo al Sir è monsignor Jean-Clement Jeanbart, arcivescovo greco-melkita di Aleppo. “Non credo – afferma al telefono dalla città martire siriana – che il presidente Assad avesse bisogno di lanciare un attacco chimico dal momento che gode di una posizione di vantaggio sul campo di battaglia. In ogni caso dovranno essere condotte delle indagini serie per accertare le responsabilità. Chi è responsabile, dovrà renderne conto”. La scelta di Trump di bombardare postazioni aeree siriane, aggiunge, “non la capisco e ritengo sia uno sbaglio strategico. Perché agire così velocemente? Senza consultare nessuno? Forse non voleva che la Russia ponesse un veto alla sua azione? Così facendo ha aggiunto morti ad altri morti, sei soldati siriani e nove civili del villaggio vicino la base militare colpita dagli Usa hanno perso la vita”. “Se prima era buio, ora il futuro è ancora peggio. Non sappiamo cosa altro potrà accadere. Quali altre reazioni dovremo subire – dice – le cose sembravano andare un po’ meglio, e qualche spiraglio di dialogo per trovare una soluzione politica sembrava aprirsi. Ma adesso? Speriamo che questo errore possa portare tutte le parti in lotta a riconsiderare le rispettive posizioni. Decidano seriamente di lavorare per la pace con soluzioni politiche e non con le bombe”. Dello stesso avviso anche monsignor Georges Abou Khazen, vicario latino di Aleppo, per il quale “la decisione di Trump apre scenari inquietanti. Andava fatta un’indagine indipendente, ma c’è chi ha interesse a che questa guerra prosegua”.

+++Syria: US raid. Mgr. Jeanbart (Aleppo), “a strategic mistake. Working for peace through dialogue, not bombs”+++

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 15:47

The episode of the “extremely serious chemical attack in Idlib must be further investigated to find out who is to blame for it”, and the subsequent bombing that US President Trump wanted to launch “I think was a strategic mistake”. This was said to SIR by monsignor Jean-Clement Jeanbart, Melkite Greek archbishop of Aleppo. “I don’t think – he says over the phone from Syria’s martyred city – that President Assad needed to launch a chemical attack, since he is in a winning position on the battlefield. Anyway, serious investigations will have to be carried out to find out who is to blame for it. Those who are to blame will have to take responsibility”. Trump’s decision to bomb some Syrian air force bases, he adds, “I don’t understand it, and I think it is a strategic mistake. Why did he have to act so quickly? Without consulting anyone? Maybe he did not want Russia to veto his measures? By doing so, he added more victims to the existing victims, six Syrian soldiers and nine civilians from the village near the military base bombed by the USA have lost their lives”. “If it was dark before, now the future is even worse. We don’t know what else might happen. What other reactions we will have to endure – he says –. Things seemed to be going slightly better, and a few glimpses of dialogue to find a political solution seemed to be opening. But, what will happen now? We hope this mistake can lead all fighting parties to reconsider their positions. That they may seriously decide to work for peace through political solutions, not bombs”. This opinion is shared by monsignor Georges Abou Khazen, Latin vicar of Aleppo, who thinks “Trump’s decision opens up upsetting scenarios. An independent investigation should have been carried out first, but there are people who benefit from the continuation of this war”.

Diocesi: Venezia, domani la Via Crucis con i giovani guidata dal patriarca Moraglia

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 15:46

Si avvicina l’appuntamento con la Via Crucis dei giovani che si svolgerà a Venezia, guidata dal patriarca Francesco Moraglia, a partire dalle ore 19 di domani sera,  con ritrovo nel parco mestrino della Bissuola, nella zona dell’anfiteatro con accesso da via Rielta. La Via Crucis si svilupperà e concluderà il suo cammino in un luogo mariano vicino: la chiesa parrocchiale della Beata Vergine Addolorata. Il tema dell’incontro, animato in particolare dai giovani del vicariato di Carpenedo, sarà: “Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente”. “La Via Crucis diocesana dei giovani – spiegano gli organizzatori della pastorale giovanile diocesana – costituisce da tempo il nostro modo di celebrare la Giornata Mondiale della Gioventù nella diocesi. Il tema scelto da Papa Francesco si inserisce nel percorso triennale delle Giornate Mondiali della Gioventù, che culminerà nella celebrazione internazionale a Panama dal 22 al 27 gennaio 2019”. Domenica 9 aprile Moraglia presiede al mattino, a Venezia, la processione con la benedizione delle Palme: il ritrovo è fissato alle ore 9.30 in Campo S. Maria Formosa alla presenza, tra gli altri, della locale comunità parrocchiale e delle comunità neocatecumenali; da qui partirà la processione diretta verso la basilica cattedrale di S. Marco dove, intorno alle 10.30, avrà luogo la Messa e alle 17.30 i Vespri.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “ripensare la propria vita mettendo al centro Dio”

Agensir.it - Fri, 2017-04-07 15:20

“Ripensare la propria vita mettendo al centro Dio. In un tempo che spesso ci fa correre senza dare troppa importanza a ciò che facciamo dobbiamo ricostruire la scala delle nostre priorità”. È l’invito che il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, monsignor Domenico Sorrentino, rivolge alla comunità diocesana in vista della Pasqua. “Stiamo per vivere il mistero della passione, morte e resurrezione di Gesù”, osserva il vescovo, auspicando che “impariamo da Gesù la logica dell’amore che ci fa famiglia e ci rende capaci di condividere le gioie e le sofferenze degli altri”. La Settimana Santa, ad Assisi, prenderà il via domenica 9 aprile, Domenica delle Palme, con la benedizione delle palme alle 9.30 in piazza del Comune. Poi processione verso la Cattedrale di San Rufino e celebrazione eucaristica presieduta da mons. Sorrentino. Nel pomeriggio sesta edizione della Via Crucis con meditazioni del vescovo e del sindaco Stefania Proietti. Dalle 17.30, presso l’oratorio “Don Bosco” di Gualdo Tadino si svolgerà la Giornata diocesana della Gioventù. Per il 12 aprile, alle 16.30, è in programma la messa crismale nella cattedrale di San Rufino, mentre giovedì 13 aprile, alle 17.30, la celebrazione in Coena domini. A seguire la tradizionale “Scavigliazione”, la deposizione del Cristo dalla croce al cataletto che verrà portato in processione venerdì 14 aprile, alle 6.45, dalla cattedrale alla Basilica di san Francesco. In serata, dalle 19 e dopo la celebrazione della Passione, processione con le statue della Madonna Addolorata e del Cristo Morto. La Veglia di Pasqua si celebrerà sabato 15 aprile alle 22.30 nella cattedrale di San Rufino, mentre il vescovo presiederà la messa di Pasqua alle 11 nella concattedrale di Nocera Umbra. Nella mattinata del Lunedì dell’Angelo, mons. Sorrentino impartirà il sacramento della Confermazione ai ragazzi nel corso della celebrazione che presiederà alle 10 nella cattedrale di San Benedetto di Gualdo Tadino.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie