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Anziani: ed. San Paolo, per la festa dei nonni in uscita il volume “Nonno Francesco. La ricchezza dell’età”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 18:38

In occasione della prossima festa dei nonni (2 ottobre) le Edizioni San Paolo pubblicano il volume “Nonno Francesco. La ricchezza dell’età” del giornalista e blogger Andrea Pagnini. Intercalando le proprie riflessioni e memorie sulla vita con la nonna, con gli interventi di Papa Francesco sull’importanza e la presenza dei nonni nella famiglia, Pagnini riflette su quanto queste figure di nonni siano spesso al centro della vita familiare, senza pretendere nulla: aiutano, soccorrono anche economicamente, ma soprattutto sono un riferimento spirituale che ci ricorda come si viveva un tempo, nella nostra epoca, in cui molti valori si stanno perdendo. La figura del nonno e del “papa nonno” si incrociano, diventando insieme un grande invito alla solidarietà familiare, al recupero dei valori umani e cristiani e al continuo rendere grazie per quelle presenze silenziose e attive che sono i nostri “avi”, come lo fu nonna Rosa per Papa Francesco. A quest’ultima si riferisce il cardinale Edoardo Menichelli che firma l’introduzione al volume: “più di una volta il Santo Padre ha parlato dell’anzianità come vocazione, della vecchiaia come ricchezza e dei nonni come uno scrigno che contiene tesori di sapienza e testimonianza della dignità e della bellezza della vita. commovente la confidenza di Papa Francesco: ‘Le parole che mia nonna mi consegnò per iscritto il giorno della mia ordinazione sacerdotale, le portò con me, nel breviario, le leggo spesso e mi fa bene’”.

Disabilità: “La Nostra Famiglia”, oltre 35mila bambini e ragazzi assistiti nel 2016 da quasi 2.500 operatori

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 18:19

Oltre 35mila bambini e ragazzi assistiti nel 2016 da quasi 2.500 operatori, tra terapisti ed educatori. È questa la sintesi del bilancio presentato questa mattina, a Como, dall’associazione “La Nostra Famiglia”, che dal 1946 si dedica alla cura e alla riabilitazione dei minori con disabilità. Le attività vengono svolte in 28 sedi, presenti in Liguria, Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia, Puglia e Campania. Tra i giovani accolti, anche alcuni di loro in stato vegetativo e con pluriminorazioni o a rischio psicopatologico. L’associazione si occupa anche di ricerca finalizzata alla diagnosi di patologie rare e complesse, alla sperimentazione di nuovi protocolli di intervento riabilitativo e all’innovazione tecnologica in campo bioingegneristico: 98 sono state le ricerche in corso nel 2016, i cui risultati sono stati oggetto di 128 pubblicazioni su riviste indicizzate. “Al di là dei numeri, che comunque sono incoraggianti – sottolinea il presidente, Luisa Minoli -, quello che più ci sta a cuore è la nostra missione, cioè il benessere di ciascun bambino e ragazzo e della sua famiglia, l’accoglienza e il rispetto della vita, la cultura della solidarietà che si esprime nelle sue declinazioni sociali e spirituali, l’attenzione per la persona in un servizio che è espressione di carità”.

Accoltellamento giudici Perugia: card. Bassetti, “profondamente scosso”. “Vicinanza umana e spirituale a questi due servitori dello Stato”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 18:00

“Raggiunto dalla notizia dell’accoltellamento dei giudici del Tribunale di Perugia Francesca Altrui e Umberto Rana, il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, card. Gualtiero Bassetti, che si trova a Roma per presiedere il Consiglio permanente della Cei (25-27 settembre), esprime la sua vicinanza umana e spirituale a questi due servitori dello Stato, colpiti nell’adempimento del loro dovere, e alle loro famiglie, augurando agli stessi una pronta guarigione”. Lo si legge in una nota della diocesi perugina. Nel contempo, il porporato condanna fermamente il grave gesto, perché “non c’è alcun motivo al mondo che giustifichi un uomo a compiere un atto estremo come quello di attentare alla vita del suo prossimo”. “Sono profondamente scosso da quanto è accaduto oggi nella mia città e mi affiora alla mente il triste episodio – conclude l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve – di quanto è successo alcuni anni fa a due dipendenti della Regione dell’Umbria uccise nel loro ufficio da un uomo che poi si è tolto la vita”.

Ragazzi: Save the Children, mercoledì s’inaugura un “Punto Luce” ad Ancona

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:42

Si terrà il 27 settembre, alle ore 10, l’inaugurazione del Punto Luce di Save the Children ad Ancona (piazza Pantalucci), realizzato dall’organizzazione internazionale che dal 1919 lotta per salvare la vita dei bambini e garantire loro un futuro in collaborazione con il Comune e gestito in parternariato con la cooperativa sociale “La Gemma”. Dopo la presentazione del piano delle attività alle scuole del territorio, in occasione della quale gli alunni delle scuole primarie e secondarie di primo grado avranno la possibilità di sperimentare alcuni laboratori ludico-didattici, alle 12, per il taglio del nastro, è previsto l’intervento della sindaca di Ancona Valeria Mancinelli, dell’assessora alle Politiche sociali Emma Capogrossi e della direttrice dei programmi Italia-Europa di Save the Children Raffaela Milano.
Il Punto Luce di Ancona arricchisce la rete nazionale di centri dedicati alla lotta alla povertà educativa che Save the Children ha attivato nell’ambito della campagna “Illuminiamo il Futuro” lanciata a maggio 2014. Nel polo educativo di piazza Pantalucci, bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni potranno usufruire del sostegno allo studio, di attività culturali e sportive, di laboratori di informatica, di invito alla lettura e di educazione alle nuove tecnologie. “I Punti Luce – spiega una nota – sono centri ad alta densità educativa che sorgono in quartieri spesso privi di servizi, nei quali i ragazzi posso usufruire di spazi appositi dove studiare, giocare, frequentare laboratori e corsi che altrimenti sarebbero loro preclusi”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, cattolici in politica per “rammendare il tessuto sociale dell’Italia”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:27

“A noi interessa che l’Italia diventi un Paese migliore. Bisogna perciò avere la forza, il coraggio e le idee per rimettere a tema l’Italia nella sua interezza: con la sua storia, il suo carattere, la sua vocazione”. Si è conclusa con questo auspicio la prima prolusione del card. Gualtiero Bassetti da presidente della Cei, in occasione dell’apertura dei lavori del Consiglio episcopale permanente, oggi pomeriggio a Roma. “L’Italia è un Paese bellissimo, straordinariamente ricco di umanità e paesaggi, ma estremamente fragile: sia nel territorio che nei rapporti socio-politici”, l’analisi. “Ai cattolici – il messaggio – dico che la politica, come scriveva La Pira, non è una cosa brutta, ma una missione: è un impegno di umanità e santità. La politica, come affermava Paolo VI, è una delle più alte forme di carità”. Quanto alle forme dell’impegno dei cattolici in politica, auspicato a più riprese anche da Papa Francesco, Bassetti ha puntualizzato: “Non spetta a me dirlo. Quello che mi preme sottolineare è che il cuore della questione non riguarda le formule organizzative. Il vero problema è come portare in politica, in modo autentico, la cultura del bene comune. Non basta fare proclami. La proclamazione di un valore non ci mette con la coscienza a posto. Bisogna promuovere processi concreti nella realtà”. “Non è auspicabile che, nonostante le diverse sensibilità, i cattolici si dividano in ‘cattolici della morale’ e in ‘cattolici del sociale’”, il monito del presidente della Cei: “Né si può prendersi cura dei migranti e dei poveri per poi dimenticarsi del valore della vita; oppure, al contrario, farsi paladini della cultura della vita e dimenticarsi dei migranti e dei poveri, sviluppando in alcuni casi addirittura un sentimento ostile verso gli stranieri. La dignità della persona umana non è mai calpestabile e deve essere il faro dell’azione sociale e politica dei cattolici”. “I cattolici hanno una responsabilità altissima verso il Paese”, ha concluso: “Dobbiamo, perciò, essere capaci di unire l’Italia e non certo di dividerla. Occorre difendere e valorizzare il sistema-Paese con carità e responsabilità. Perché il futuro del Paese significa anche rammendare il tessuto sociale dell’Italia con prudenza, pazienza e generosità”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, sì a “nuova cittadinanza”, no a “cultura della paura” e xenofobia

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:25

“Il processo di integrazione richiede, innanzitutto, di fronteggiare, da un punto di vista pastorale e culturale, la diffusione di una ‘cultura della paura’ e il riemergere drammatico della xenofobia”. Nella parte finale della prolusione con cui ha aperto, oggi a Roma, il Consiglio episcopale permanente, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha puntualizzato: “Come pastori non possiamo non essere vicini alle paure delle famiglie e del popolo. Tuttavia, enfatizzare e alimentare queste paure, non solo non è in alcun modo un comportamento cristiano, ma potrebbe essere la causa di una fratricida guerra tra i poveri nelle nostre periferie. Un’eventualità che va scongiurata in ogni modo”. “Alla luce del Vangelo e dell’esperienza di umanità della Chiesa”, Bassetti ha inoltre affermato che la costruzione del “processo di integrazione” passa “anche attraverso il riconoscimento di una nuova cittadinanza, che favorisca la promozione della persona umana e la partecipazione alla vita pubblica di quegli uomini e donne che sono nati in Italia, che parlano la nostra lingua e assumono la nostra memoria storica, con i valori che porta con sé”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, accogliere migranti è “primo gesto”, ma serve “responsabilità”. Sì a “corridoi umanitari”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:23

“Promuovere una pastorale per i migranti significa difendere la cultura della vita in almeno tre modi: denunciando la tratta degli esseri umani e ogni tipo di traffico sulla pelle dei migranti; salvando le vite umane nel deserto, nei campi e nel mare; deplorando i luoghi indecenti dove troppo spesso vengono ammassate queste persone”. Lo ha detto oggi, a Roma, il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prima prolusione al Consiglio episcopale permanente. “I corridoi umanitari – nei quali la Chiesa italiana è impegnata in prima persona – sono necessari per dare vita ad una carità concreta che rimane nella legalità”, ha sottolineato menzionando i quattro verbi che Papa Francesco “ha donato alla Chiesa per affrontare la grande sfida delle migrazioni internazionali” – “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” – e ricordando che “la Chiesa cattolica si è sempre occupata dell’ospitalità del forestiero e del migrante. E lo ha fatto non certo per un’idea politica o sociale, ma per amore di ogni persona”. “Oggi questa sfida antica si ripropone con tratti nuovi”, la tesi di Bassetti, secondo il quale “lo sguardo profetico di Papa Francesco ha il merito storico di aver tolto i migranti da quella cappa di omertà in cui erano stati confinati dalla globalizzazione dell’indifferenza e di averli messi al centro della nostra attività pastorale”. “Il primato dell’apertura del cuore al migrante ci fa guardare oltre le frontiere italiane”, ha proseguito Bassetti: “Ci invita a intensificare la cooperazione e l’aiuto allo sviluppo al Sud del mondo, per far risorgere tra i giovani la speranza di un futuro degno nella propria patria. È una linea su cui si muove da tempo la Cei, sostenendo numerosi progetti di sviluppo e, recentemente, con la campagna Liberi di partire, liberi di restare”. Se accogliere è “un primo gesto”, c’è però “una responsabilità ulteriore, prolungata nel tempo, con cui misurarsi con prudenza, intelligenza e realismo”, ha precisato il presidente dei vescovi italiani citando le parole pronunciate dal Papa sull’aereo di ritorno dalla Colombia: per affrontare la questione migratoria occorre anche “prudenza, integrazione e vicinanza umanitaria”, il che richiede la capacità di affrontare tale processo “con grande carità e con altrettanta grande responsabilità salvaguardando i diritti di chi arriva e i diritti di chi accoglie e porge la mano”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “le tre sfide che la famiglia deve affrontare”. “Elaborare politiche innovative e concrete”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:21

“La Chiesa italiana, pur tra molte difficoltà, è una Chiesa di popolo. E questo popolo è senza dubbio costituito da milioni di famiglie, che costituiscono la cellula basilare della società italiana”. Lo ha ricordato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prolusione di apertura del Consiglio episcopale permanente, oggi a Roma, in cui ha definito quello attuale uno scenario “caratterizzato da un crescente aumento di convivenze, separazioni e divorzi, nonché da un tasso di natalità che continua a diminuire drammaticamente”, e che “ci impone di guardare alla famiglia in modo concreto, senza cercare alcuna scorciatoia, scorgendo nelle fragilità della famiglia non solo i limiti dell’uomo, ma soprattutto il luogo della grazia”.
Tre le sfide che la famiglia deve affrontare nel mondo contemporaneo, che costituiscono altrettante sfide per la Chiesa: la prima “è di tipo esistenziale e risiede nelle difficoltà di formare ed essere una famiglia”. “Spesso vedo molte coppie indugiare, dubbiose e incredule che sia possibile dar vita ad una relazione per sempre”, ha fatto notare Bassetti: “Le donne e gli uomini di oggi sono cresciuti in un clima dove tutto – perfino le relazioni umane – viene consumato in modalità usa e getta” . La seconda sfida è di tipo sociale e consiste “nel riuscire a rendere più a misura di famiglia la nostra società, sempre più complessa e logorante”. “Questa faticosa civiltà urbana, come aveva già intuito Paolo VI, produce una serie di ostacoli oggettivi alla vita familiare”, l’analisi del presidente della Cei: “La precarizzazione del lavoro, ad esempio, ferisce l’anima dei coniugi e impedisce di formare una base minima di stabilità; i ritmi ossessivi producono una sorta di nevrosi sociale impedendo di avere del tempo da dedicare al coniuge e ai figli; la mobilità sociale rompe le tradizionali reti generazionali di mutua assistenza tra nonni e figli; e infine, la donna, sempre più spesso racchiusa tra una maternità desiderata e un lavoro necessario, rischia di non comprendere più qual è il suo ruolo all’interno della famiglia e della società”. La terza sfida, infine, “ci introduce in uno dei più grandi temi di discussione degli ultimi decenni e si riferisce alla questione antropologica e alla difesa e alla valorizzazione della famiglia tra uomo e donna, aperta ai figli. Una sfida culturale e spirituale di grandissima portata”.
Sul piano pastorale, la proposta del presidente della Cei, “dobbiamo impegnarci nelle diocesi, nelle parrocchie e negli uffici pastorali per recepire con autenticità lo spirito dell’esortazione apostolica Amoris Laetitia”. Sul piano sociale, “chiediamo con forza alle Istituzioni – a partire dalla prossima Conferenza nazionale per la famiglia – di elaborare politiche innovative e concrete, che riconoscano, soprattutto, il ‘fattore famiglia’ nel sistema fiscale italiano. Una misura giusta e urgente, non più rinviabile, per tutte le famiglie, in particolare quelle numerose. Una misura di cui avvertiamo l’assoluta importanza non solo perché avrebbe dei benefici sui redditi familiari ma perché potrebbe avere degli effetti positivi su un tema cruciale per il futuro della nazione: quello della natalità”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “sui giovani si gioca la parte più importante della missione della Chiesa”. No alla “retorica”, bisogna parlare “con verità”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:18

“Sui giovani si gioca la parte più importante della missione della Chiesa”. Ne è convinto il card. Gualtiero Bassetti, che, nella sua prima prolusione da presidente della Cei al Consiglio episcopale permanente, ha fatto presente che “accanto al lavoro, cioè al pane, i giovani hanno bisogno della Grazia di Dio. Di fronte all’effimera leggerezza con cui ci si riferisce alle giovani generazioni, si staglia la preoccupazione sapiente di una Chiesa che è un’autentica madre dei suoi figli”. Poi la citazione dell’”I care” di don Milani, parafrasato così: “I giovani ci stanno profondamente a cuore. Per questo siamo in cammino verso il prossimo Sinodo dei vescovi”. “Anche se oggi viviamo immersi in un mondo in cui la ‘cultura del frammento’ e un ‘forte relativismo pratico’ allontanano i giovani dalla fonte della vita che è Cristo – ha affermato il presidente della Cei – questo è senza dubbio un tempo propizio per fermare il vortice quotidiano della società consumistica e per dare una parola autentica di incoraggiamento e un senso a quella straordinaria sete d’infinito che caratterizza i giovani di ogni generazione”. I giovani sono “come le rondini”, diceva Giorgio La Pira: “Sentono il tempo, sentono la stagione: quando viene la primavera essi si muovono ordinatamente, sospinti da un invincibile istinto vitale – che indichi loro la rotta e i porti”. “I giovani non hanno bisogno di qualcuno che indichi loro cosa sognare perché sono capaci a farlo da soli”, ha garantito Bassetti: “Hanno molto più talento di noi vecchi e molta più capacità di pensare e immaginare un mondo nuovo”. Ecco perché “quando si parla ai giovani bisogna parlare con parole di verità. Senza ripetere ad oltranza una serie di frasi mielose e senza sostanza”. “Sui giovani – la denuncia – c’è una drammatica e stucchevole retorica, che purtroppo non viene sempre supportata dai fatti. Dovremmo impegnarci su questo. C’è molto lavoro da fare”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “lavoro, giovani, famiglia e migrazioni” le priorità. Preoccupazione per gli 8 milioni di poveri

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:16

Il lavoro, i giovani, la famiglia, le migrazioni: sono gli ambiti su cui la Chiesa italiana “è chiamata a fare un serio discernimento”. Lo ha spiegato il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo oggi a Roma il Consiglio episcopale permanente. “La Chiesa guarda al mondo del lavoro non certo per esprimere una rivendicazione sociale, ma per ribadire un principio evangelico: il lavoro è sempre al servizio dell’uomo e non il contrario”, ha ricordato il presidente dei vescovi italiani: “Anche dal lavoro passa la dignità di una persona”. “Oggi il lavoro è senza dubbio la priorità più importante per il Paese e la disoccupazione giovanile è la grande emergenza”, ha affermato Bassetti, dopo aver citato le parole pronunciate dal Papa a Genova. “Nonostante in Italia ci siano piccoli segnali di ripresa per l’economia, non posso non essere preoccupato di fronte agli 8 milioni di poveri descritti dall’Istat, la metà dei quali non ha di cosa vivere”, il grido d’allarme: “Sono giovani, sono donne, sono coppie e sono cinquantenni che hanno perso il lavoro e che sono stati scartati dal sistema economico”. Di qui la “cruciale importanza” delle parole del Papa a Genova: “La mancanza di lavoro è molto più del venire meno di una sorgente di reddito per poter vivere”. “Una società a misura d’uomo si giudica dall’attenzione che riserva alla dignità del lavoro, equamente retribuito, accessibile a tutti”, ha commentato Bassetti: “Ci sono oggi tante affermazioni gridate, ma forse manca un pensiero lungo sul Paese”, la tesi di fondo. In questa prospettiva, ha fatto presente il presidente della Cei, si colloca la prossima Settimana Sociale di Cagliari dal titolo: “Il lavoro che vogliamo: ‘libero, creativo, partecipativo e solidale'”. “Auspico vivamente che questa riflessione, bene impostata nell’Instrumentum laboris, si trasformi presto in una proposta concreta da mettere al centro dell’agenda pubblica del Paese”, l’augurio di Bassetti, secondo il quale “non è sufficiente evocare il problema del lavoro, ma è necessario anche provare a discernere proposte e vie percorribili”. Tre le strade da percorrere e su cui le istituzioni sono invitate “a guardare con decisione: il lavoro e il Mezzogiorno d’Italia; il lavoro e la famiglia; il lavoro e i giovani”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, la “cultura della carità” è difesa della vita e antidoto a quella “della paura, dello scarto e della divisione”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:13

“La cultura della carità è la cultura dell’incontro e della vita, che si contrappone alla cultura della paura, dello scarto e della divisione”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, aprendo, oggi a Roma, il primo Consiglio permanente dei vescovi italiani da lui presieduto. “La Chiesa è chiamata a promuovere una cultura che si prefigge l’inclusione sociale dei poveri”, perché essi “hanno un posto privilegiato nel popolo di Dio”, ha proseguito citando l’Evangelii Gaudium e la Giornata mondiale del poveri che, per volontà di Papa Francesco, si celebrerà per la prima volta il 19 novembre. “Di fronte ai poveri la Chiesa italiana prende a modello san Francesco”, ha assicurato il cardinale: “Quando incontra il cavaliere nobile ma povero si toglie il mantello per darlo a chi è nel bisogno. Perché i poveri, anche se non fanno notizia, ci lasciano intravedere il volto di Cristo”. Poi la citazione di don Mazzolari: “Non avrei mai pensato che in terra cristiana, con un Vangelo che incomincia con ‘Beati i poveri’, il parlar bene dei poveri infastidisse tanta gente, che pure è gente di cuore e di elemosina”. Parole definite da Bassetti “attualissime perché la povertà, ancora oggi, è uno scandalo da nascondere e da occultare”. Andare verso i poveri, invece, “è inequivocabilmente una questione che investe la fede e che si riflette nel modo di vivere la Chiesa”. “La cultura della carità – ha precisato il presidente della Cei – è anche sinonimo della cultura di una vita, che va difesa sempre: sia che si tratti di salvare l’esistenza di un bambino nel grembo materno o di un malato grave; sia che si tratti di uomo o una donna venduti da un trafficante di carne umana. Noi abbiamo il compito, non certo per motivi sociologici o morali, di andare verso i poveri per una missione dichiaramente evangelica”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, “isolarsi è una tendenza da allontanare con decisione”. “Parresia, collegialità e dialogo”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:11

“Uno dei fatti più belli della Chiesa italiana è la multiformità, frutto di storia, radicamenti secolari, coraggiose intraprese, iniziative carismatiche, fedeltà costruttive”. È il tributo del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei,  alla Chiesa italiana, nella prolusione che ha aperto oggi pomeriggio il Consiglio episcopale permanente, a Roma. “In questo tempo di particolarismi e allentamento dei legami ci può essere la tentazione di andare ciascuno per la propria strada”, ha osservato il presidente della Cei: “Isolarsi è una tendenza che può entrare anche all’interno della Chiesa ma che va allontanata con decisione: un corpo è vivo solo se tutte le membra cooperano tra loro. Nessun membro del corpo può vivere da se stesso”. Di qui il “forte richiamo a un maggiore apprezzamento tra le diverse realtà ecclesiali, in un’autentica gara a stimarsi e valorizzarsi a vicenda”. “La ricca complessità della Chiesa non può essere ordinata con una geometria pastorale calata dall’alto”, ha ammonito Bassetti, esortando a “far maturare una spiritualità dell’unità”, il cui cuore “ conduce a parlarsi con parresia, a voce alta e in ogni tempo e luogo, a partire dal Consiglio permanente della Cei fino alla più piccola parrocchia d’Italia”. “Siamo chiamati a dare vita non ad una Chiesa uniforme, ma ad una Chiesa solidale e unita nella sua complessa pluralità”, ha spiegato: “Si tratta di un’autentica vocazione alla collegialità – tra i vescovi e tutto il corpo della Chiesa – e al dialogo”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, serve “rilancio della pastorale missionaria”, “prima il Vangelo!”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:09

“Lo spirito missionario; la spiritualità dell’unità; la cultura della carità”. Sono queste, per il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, le “bussole di orientamento” e le “priorità” che, sulla scorta del magistero di Papa Francesco, devono caratterizzare il volto pastorale della Chiesa in Italia. “Siamo chiamati, innanzitutto, ad essere Chiesa al servizio di un’umanità ferita”, ha spiegato nella prolusione che ha aperto, oggi pomeriggio, a Roma, il Consiglio episcopale permanente: “Che significa, inequivocabilmente, essere Chiesa missionaria. E la prima missione dei cristiani consiste nell’annuncio del Vangelo nella sua stupenda, radicale e rivoluzionaria semplicità”. “È la visione francescana di un Vangelo sine glossa, quel Vangelo che dobbiamo ad ogni uomo e a ogni donna, senza imporre nulla”, ha precisato Bassetti citando, subito dopo, don Primo Mazzolari: “È un annuncio d’amore per ogni uomo”. “Molto si fa nelle nostre Chiese, ma questo cammino va accelerato”, la proposta: “Crescono nuove generazioni, diverse dalle precedenti”, ed ogni Chiesa particolare, come scrive il Papa nell’Evangelii Gaudium, è chiamata ad “entrare in un deciso processo di discernimento, purificazione e riforma”. “È assolutamente necessario un deciso impegno per rivitalizzare le realtà che già esistono al nostro interno, ma che forse hanno smarrito la tensione e la capacità di animazione sul territorio”, l’esortazione concreta di Bassetti, che ha auspicato un “rilancio della pastorale missionaria” anche durante la prima edizione del Festival nazionale, che quest’anno si svolgerà Brescia dal 12 al 15 ottobre: “La missione non solo è possibile, ma è il termometro del nostro essere Chiesa”. Concretizzare “il sogno missionario di arrivare a tutti”, l’obiettivo dell’Evangelii Gaudium additato alla Chiesa italiana: “Un sogno che ci scuote dalle abitudini e dalla pigrizia e ci appassiona. Che il sogno missionario diventi la nostra passione personale e quella del popolo di Dio”. “Prima il Vangelo!”, l’imperativo: “Nel cuore di questo cambiamento d’epoca la Chiesa italiana sta in mezzo al popolo con la semplicità eloquente del Vangelo, senza altra pretesa che darne testimonianza. Il primato dell’annuncio del Vangelo fa tornare semplici. Talvolta fa archiviare progetti, non sbagliati, ma secondari rispetto a tale primato. Il nostro orizzonte diventa più semplice, ma non meno impegnativo: prima il Vangelo!”.

Consiglio permanente Cei: card. Bassetti, oggi “nuova questione sociale”, il Papa chiede “conversione pastorale” per esercitare “maternità” nella Chiesa

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 17:07

Quella attuale è una “umanità ferita” che “abita un mondo dove è ormai emersa una nuova questione sociale che investe la sfera economica e quella antropologica, la dimensione culturale e quella politica, i cui riflessi si fanno sentire profondamente anche in ambito religioso”. Lo ha detto il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, nella sua prima prolusione, durante il Consiglio episcopale permanente iniziato oggi a Roma. “Basti pensare all’introduzione della robotica nell’industria, alle applicazioni biomediche sul corpo umano, all’impatto ambientale delle grandi città, alle nuove forme di comunicazione e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale”, gli esempi scelti da Bassetti, secondo il quale “questa nuova questione sociale è caratterizzata da almeno tre fattori: lo sviluppo pervasivo di un nuovo potere tecnico, come aveva intuito profeticamente Romano Guardini; la crisi dell’umano e dell’umanesimo che è il fondamento della nostra civiltà; una manipolazione sempre più profonda dell’oikos, della nostra casa comune, della Terra”. In questo eccezionale “cambiamento d’epoca”, da cinque anni – ha proseguito il porporato – “abbiamo la grazia di trovarci di fronte al messaggio profetico di Papa Francesco, che mette al centro di tutto il Vangelo di Gesù, ci esorta ad andare verso i poveri e ci invita a guardare questo nuovo mondo da un angolo visuale diverso, quello delle periferie”. “Il cuore pulsante di questo messaggio profetico è la conversione pastorale”, ha spiegato Bassetti: “Che è, al tempo stesso, un richiamo tradizionale e radicale: è l’esercizio della maternità della Chiesa, di una Chiesa che è incarnata nella storia, che non si ritira nelle astrattezze moralistiche o solidaristiche e che parla i linguaggi della contemporaneità in continuo movimento”. “Questo messaggio richiede una autentica ricezione di tutta la Chiesa: dei vescovi, dei preti, dei religiosi, delle suore, dei diaconi e dei laici”, ha ammonito il presidente della Cei: “Qui si gioca la nostra responsabilità. Il Papa chiama ognuno a fare la sua parte. Sa che c’è bisogno di tutti. E chiede di liberarci dal clericalismo, perché ogni persona possa avere pienamente il suo spazio in una Chiesa autenticamente sinodale”.

Pellegrinaggio Lourdes: Diella (presidente Unitalsi), “siamo contenti”. Dividerlo “in due puntate è un’esperienza positiva”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 16:00

(dall’inviato a Lourdes) – “Siamo contenti. L’esperienza che abbiamo fatto in questi giorni è stata positiva e tutti l’hanno vissuta in modo sereno”. Così il presidente nazionale dell’Unitalsi, Antonio Diella, commenta al Sir la prima parte del pellegrinaggio nazionale a Lourdes che si conclude nella giornata odierna. In queste ore, infatti, malati e pellegrini di Emilia Romagna, Triveneto, Lazio, Umbria, Calabria, Lucania e Sicilia stanno facendo ritorno a casa mentre sono in partenza verso il santuario francese treni e aerei con unitalsiani dalle altre regioni d’Italia. Secondo il presidente, quella vissuta in questi giorni “è stata un’esperienza molto bella e anche curata nei momenti liturgici”. Malati e pellegrini “hanno avuto tempo per pregare, per girare Lourdes sui passi di Bernadette, per stare insieme, per far festa tra amici”, evidenzia Diella, convinto che “il pellegrinaggio deve avere una logica di cammino e soprattutto consentire alle persone di riflettere su se stesse, di vivere la fraternità, di poter pregare e muoversi senza l’assillo di una serie di appuntamenti”. “Crediamo che l’idea del pellegrinaggio nazionale in due puntate sia un’esperienza positiva” anche per i malati perché “il non aver concentrato grandi numeri in un solo periodo ha consentito a chi ha maggiori difficoltà di diminuire i tempi di attesa e di poter decidere come impostare la giornata”. Inoltre, sottolinea il presidente, questa modalità “favorisce l’uso delle strutture alberghiere di accoglienza, soprattutto quelle, come il Salus Infirmorum, pensate proprio per far star bene le persone in difficoltà”. Diella rivela poi che “mi ha stupito vedere come tante persone che soffrono si rapportano in maniera serena con la propria condizione. Potrebbero protestare per le loro condizioni di vita, per il dolore che provano, per le situazioni famigliari a volte estremamente difficili. E, invece, a Lourdes incontro tanta gente che continua a sentire che vale la pena vivere la vita che fa, perché continua a essere carica di segni di bellezza nonostante tutto”. “Avere la reliquia della Madonna delle lacrime di Siracusa è stato molto bello – conclude Diella – perché, in un pellegrinaggio in cui c’è tanta gente che soffre, poter sentire che questa sofferenza è condivisa da tua Madre fino al punto di versare lacrime è sempre impressionante”.

Diocesi: al via questa sera la XXXI Settimana sociale dei cattolici trevigiani con Romano Prodi

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 15:43

Inizia questa sera a Treviso, con un relatore d’eccezione, l’ex presidente del Consiglio e della Commissione europea Romano Prodi, la trentunesima Settimana sociale dei cattolici trevigiani, “Lavoro dell’uomo e per l’uomo”, promossa da “La Vita del popolo”, Azione cattolica, Istituto Toniolo, Ufficio diocesano per la pastorale sociale e del lavoro, con la collaborazione dell’associazione “Partecipare il presente” (ore 20.30, auditorium San Pio X). Ad introdurre i lavori il vescovo di Treviso, mons. Gianfranco Agostino Gardin. Queste le parole chiave che faranno da sfondo alle quattro serate: dignità, cittadinanza, partecipazione, generatività, bene comune. “Molto atteso – si legge in un comunicato – l’intervento di Prodi, attualmente presidente della Fondazione per la collaborazione tra i popoli; una figura che abbina la sua competenza sui temi dell’economia e del lavoro con la sua vasta esperienza nelle istituzioni europee ed italiane”. Le sue più recenti idee sul futuro del lavoro sono condensate nel volume “Il piano inclinato”, che costituirà la base del suo intervento sul tema “Il lavoro che cambia: le nuove sfide per la società e le istituzioni” che sarà trasmesso anche in diretta streaming sui siti della Vita del popolo e della diocesi. Le altre serate si terranno lunedì 2 , martedì 3 e venerdì 6 ottobre.

Cooperazione: Giovannini (Asvis), “sfruttare i dati per prevenire shock del futuro”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 15:27

(DIRE-SIR) – Il nodo è sfruttare le potenzialità della “data revolution” per prevenire e affrontare gli “shock del futuro” legati ai cambiamenti climatici, alla globalizzazione e all’automazione: lo ha detto oggi Enrico Giovannini, ex ministro e presidente dell’Istat, ora portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile (Asvis). “È necessario immaginare le tre sfide dei cambiamenti climatici, dell’automazione e della globalizzazione con le loro conseguenze sul lavoro e i loro vincitori e sconfitti – ha dichiarato Giovannini -. Impatteranno sui Paesi in via di sviluppo e bisognerà allora mettere al centro il concetto di resilienza, la capacità cioè di reagire agli shock”. Secondo il portavoce di Asvis, intervenuto a Roma al meeting annuale dell’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics), interventi nazionali e internazionali dovranno fondarsi su “informazioni aggiornate di continuo in tempo reale e grande capacita’ di analisi”.
Poi, cruciale, il ruolo delle imprese. “La partnership tra pubblico-privato è ancora agli inizi nella cooperazione”, ha sottolineato Giovannini. “Se non orientiamo le imprese affinché incorporino gli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Sdgs) dovremo intervenire poi per riparare i danni, in particolare in Africa, un terreno particolarmente difficile”. Infine, la riflessione sull'”educazione alla cittadinanza globale”, uno dei temi posti dall’Aics come riferimento della giornata di oggi. Giovannini lo ha toccato annunciando un’iniziativa di Asvis in collaborazione con il ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca: “Da quest’anno lanceremo le lezioni zero per tutti gli studenti, con corsi di e-learning sugli Sdgs che potranno poi essere tradotti anche in altre lingue”. L’assunto è che il futuro, in Europa come in Africa, lo costruiranno i giovani. “E non è più possibile – evidenzia Giovannini – che un ragazzo esca dall’università senza conoscere l’Agenda 2030 o gli Sdgs”.

(www.dire.it)

Germania: mons. Koch (Berlino), “soprattutto nell’est c’è paura. Opponiamoci a un conflitto nella società”

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 15:23

“Specialmente nell’est della Germania, il risultato mostra la paura di un numero crescente di persone a causa degli sconvolgimenti. Sentono che sono diventati alieni nella nostra società”: lo scrive L’arcivescovo di Berlino, mons. Heiner Koch, sul sito dell’arcidiocesi berlinese, in merito al risultato delle elezioni per il Bundestag. “La digitalizzazione è una minaccia per il loro lavoro.I rifugiati e i migranti che vengono da noi sono visti come una minaccia. La partenza di molti giovani aumenta la disperazione. I risultati delle elezioni indicano anche il fatto che l’assenza di religiosità della maggior parte delle persone rafforza spesso la loro pochezza culturale”. Secondo l’arcivescovo “il risultato dell’elezione del Bundestag è anche una grande sfida per la Chiesa. Non dobbiamo rinunciare alla lotta democratica per una proficua convivenza. Soprattutto nell’arcidiocesi di Berlino, dove abbiamo sperimentato dolorosamente l’esperienza della divisione e della separazione, opponiamoci a un conflitto nella società. Daremo un contributo pubblico al dibattito urgente sui valori, anche nel nostro impegno sociale”. Nei 12 collegi di Berlino hanno votato 2 milioni e mezzo di cittadini, con un risultato che ha visto la Cdu al 22,7%, il partito di sinistra Linke al 18,8% e la Spd al 17,9%.

Papa Francesco: il 27 settembre lancerà campagna Caritas “Share the journey”, condividere il viaggio con i migranti

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 15:11

Papa Francesco lancerà il 27 settembre a piazza San Pietro la campagna di Caritas internationalis “Share the journey” (“Condividiamo il viaggio”). La campagna durerà due anni ed è la risposta della Caritas all’appello del Papa, che chiede di promuovere “la cultura dell’incontro” sia nelle comunità di origine dei migranti, sia in quelle in cui transitano o in cui scelgono di restare. L’iniziativa è supportata da Act Alliance, una rete di 145 agenzie cristiane di tutto il mondo.  Il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis e arcivescovo di Manila, spiega che la campagna intende “mettere in contatto le persone con migranti veri. Guardarli negli occhi, ascoltare perché hanno dovuto lasciare le proprie case, come si è svolto il loro viaggio, aiuta a vedere le persone reali dietro a scarni numeri”: “Questo è un tempo di grande interconnessione, che chiama ciascuno di noi a trovare il modo per rendere il mondo più unito. Spero che la migrazione globale e la situazione dei rifugiati ci conducano ad una esame di coscienza riguardo al nostro sistema di valori”. Il segretario generale di Caritas internationalis Michel Roy pensa che i cambiamenti debbano avvenire a livello individuale e governativo. “Share the journey”, afferma Roy, “è una opportunità per rimpiazzare i pregiudizi con la tolleranza. La Caritas sfida l’aumento dell’indifferenza e il rifiuto, che sono una conseguenza della crescita dell’individualismo nelle società che considerano le persone solo come consumatori, deprivandoli della loro umanità profonda. Il mondo sarà un posto migliore quando i migranti saranno compresi, accolti ed integrati. Non forzati alla schiavitù moderna dai trafficanti, poco protetti da leggi deboli e dalla mancanza di volontà politica e compassione”. Una conferenza stampa di presentazione seguirà il lancio della campagna da parte di Papa Francesco. Interverranno, in Sala stampa vaticana, il cardinale Tagle; Bekele Moges, direttore di Caritas Etiopia; suor Norma Pimentel, direttore delle Caritas charities di Rio Grande Valley negli Usa; Oliviero Forti, di Caritas italiana.

Famiglia: Roma, il 28 e 29 settembre la terza Conferenza nazionale in Campidoglio

Agensir.it - Mon, 2017-09-25 15:02

“Più forte la famiglia, più forte il Paese” è il tema della terza Conferenza nazionale della famiglia, organizzata il 28 e 29 settembre a Roma dal Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri con il supporto dell’Osservatorio nazionale sulla famiglia (Sala della Protomoteca in Campidoglio). La Conferenza, che vedrà l’attiva partecipazione delle istituzioni di tutti i livelli di governo, delle parti sociali e delle organizzazioni rappresentative della società civile, affronterà temi di rilevanza ed attualità: crisi demografica, politiche fiscali a favore della famiglia, misure di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Un’occasione di riflessione, confronto e dibattito che avrà come focus la discussione ed il confronto delle linee generali del prossimo Piano nazionale per la famiglia, sulla base dei lavori sinora portati avanti dall’Osservatorio nazionale sulla famiglia, ricostituito nel settembre dello scorso anno. La mattina del 28 settembre sarà dedicata ai saluti istituzionali e ad alcune relazioni di inquadramento, fra cui quella del presidente dell’Istat, Giorgio Alleva, e del presidente dell’Inps, Tito Boeri. Seguirà una sessione pomeridiana dedicata interamente ai gruppi di lavoro, coordinati da membri del Comitato tecnico-scientifico dell’Osservatorio. La seconda giornata si aprirà con la restituzione in plenaria dei risultati del lavoro dei gruppi, seguita da una tavola rotonda cui parteciperanno esponenti politici in rappresentanza delle amministrazioni centrali di riferimento, delle regioni e delle autonomie locali. Info sul sito.

 

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