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Diocesi: Cerreto Sannita, venerdì si presenta lo Sportello antiusura

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 19:22

Verrà presentato venerdì 9 giugno, alle ore 11, presso l’episcopio di Cerreto Sannita, nel corso di una conferenza stampa, lo “Sportello antiusura” della diocesi di Cerreto Sannita-Telese-Sant’Agata de’ Goti, che sarà curato dalla Fondazione Antiusura “Interesse Uomo”, in collaborazione con la Caritas diocesana e con il sostegno della rete di Libera. Parteciperanno alla conferenza stampa il vescovo della diocesi, mons. Mimmo Battaglia, il direttore della Caritas diocesana, don Alfonso Calvano, e don Marcello Cozzi, vicepresidente nazionale di Libera e presidente della Fondazione antiusura “Interesse Uomo”, che spiegherà il protocollo di intesa stipulato, finalizzato all’ascolto e all’accompagnamento delle persone vittime di usura e di racket.
La Fondazione antiusura “Interesse Uomo” onlus si è costituita a Potenza nel 2002 ad opera del Cestrim (Centro studi e ricerche sulle realtà meridionali), dell’Amministrazione provinciale di Potenza e dell’Anci della Basilicata. Dopo dieci anni di attività sul territorio della provincia di Potenza e con più di 1600 persone incontrate, dal 31 luglio 2012 la Fondazione ha modificato la propria natura divenendo “Fondazione di partecipazione”, estendendo la propria operatività all’intero territorio nazionale.

Solidarietà: frati Assisi, sabato torna “Con il Cuore, nel nome di Francesco”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 19:06

Tutto pronto per l’evento di solidarietà dei frati di Assisi “Con il Cuore, nel nome di Francesco”. Venerdì alle 16.30 presso la sala stampa della basilica di San Francesco verrà presentato l’intero cast e le novità di questa edizione. La serata benefica, condotta da Carlo Conti, verrà trasmessa in diretta su Rai1 sabato 10 giugno in prima serata. La città di san Francesco si colorerà di umanità accogliendo e facendo partecipare 28 profughi dei centri accoglienza di Auxilium e della Caritas francescana di Assisi. I profughi provengono da Costa d’Avorio, Guinea, Nigeria, Palestina, Siria, Senegal e Somalia.
All’incontro con i media ci saranno Carlo Conti, conduttore Rai, padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi, Amara, Paolo Vallesi e i profughi nigeriani che si esibiranno sul palco sabato sera. Modera padre Enzo Fortunato, direttore della Sala Stampa.
“Vorremmo far ‘camminare’ questo mondo con due delle virtù care a Francesco, accoglienza e solidarietà – dichiara padre Enzo Fortunato -; siamo certi che quest’anno gli italiani ci aiuteranno a realizzare progetti dal cuore francescano. Protagonisti saranno quattro profughi dei centri accoglienza di Auxilium che per l’occasione si esibiranno sul palco donando agli italiani il loro talento. Vorrei ricordare quello che Papa Francesco ci raccomanda: la solidarietà è animata anche dalla compassione, farci carico delle storie degli altri”. Info: www.conilcuore.info

Sclerosi multipla: Casa Sollievo della Sofferenza, al via sperimentazione clinica con trapianto di cellule staminali cerebrali umane

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:56

È stata presentato oggi a Roma, presso Palazzo Giustiniani del Senato della Repubblica, l’avvio della sperimentazione clinica di fase I sulla sclerosi multipla secondaria progressiva che sarà coordinata dall’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo, ente promotore e co-sponsor assieme all’associazione Revert onlus. Alla conferenza stampa di presentazione hanno partecipato Stefano Vella, presidente dell’Agenzia italiana per il farmaco (Aifa), e Giovanni Leonardi, direttore generale del dipartimento della Ricerca e dell’innovazione in sanità del Ministero della Salute. A portare il saluto del ministro Lorenzin è intervenuta Marcella Marletta, direttore generale dei Dispositivi medici e del servizio farmaceutico. La sperimentazione – si legge in una nota – “approvata da tutti gli organi competenti, Aifa e Comitati etici, avrà durata complessiva di circa 3 anni”. Tra i centri collaboratori figurano anche la Fondazione cellule staminali di Terni, l’Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, lo Swiss institute for regenerative medicine e l’Ospedale di Lugano. “Lo scopo della fase I – prosegue la nota – sarà quello di attestare fattibilità, sicurezza e tollerabilità del trattamento cellulare tramite trapianto, realizzato grazie alla tecnica tutta italiana” messa a punto nel 1996 dal gruppo del professor Angelo Luigi Vescovi, direttore scientifico dell’Irccs Casa Sollievo della Sofferenza. Rientreranno nel trial clinico un minimo di 15 pazienti fino a un massimo di 24, tra i 18 e i 60 anni affetti da sclerosi multipla secondaria progressiva. “Le cellule utilizzate – si precisa nella nota – sono scevre da qualunque problematica etica relativa alla loro origine, poiché derivate da un tessuto cerebrale prelevato da feti deceduti per cause certificate come naturali”. Sul portale www.operapadrepio.it sono pubblicate le modalità per candidarsi alla sperimentazione clinica. I pazienti che rientreranno nei criteri di selezione seguiranno un periodo di monitoraggio di 3 mesi prima del trattamento.

Diocesi: Rossano-Cariati, stasera la presentazione del volume di don Gaetano Federico sull’arcivescovo Matteo Saraceno

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:55

“A don Gaetano Federico il plauso per averci reso facile l’accesso” alla figura dell’arcivescovo mons. Matteo Saraceno (1460-1481) “poco conosciuto a cui spesso si addebita la decisione, non del tutto da lui voluta, del passaggio dal rito greco a quello latino”, nella diocesi di Rossano assegnando “ai greci la Chiesa di San Nicola Vallone”. Lo scrive l’arcivescovo di Rossano-Cariati, mons. Giuseppe Satriano, nel volume di don Gaetano Federico, “Matteo Saraceno, da frate minore osservante ad arcivescovo di Rossano (1460-1481)”, edito da Progetto 2000 e che sarà presentato questa sera a Rossano Calabro. Una iniziativa, quella di mons. Saraceno, che segna un passaggio “doloroso e inevitabile per la storia di questo territorio, da sempre proteso verso la spiritualità orientale”, aggiunge il presule che presenterà il volume insieme alla vice direttrice del museo diocesano, Cecilia Perri, all’editore Demetrio Guzzardi, a Filippo Bulgarella, docente di storia bizantina all’università della Calabria, all’autore del volume e al vicario episcopale per la cultura e l’ecumenismo della diocesi di Rossano-Cariati, don Giuseppe De Simone. Questo vescovo, scrive l’autore, ha portato a Rossano la “determinazione che lo ha accompagnato lungo tutto il suo servizio, svolto come frate e ministro dell’Osservanza, inquisitore e riformatore”. Inoltre, con un atto “cultuale e liturgico sancisce il termine dell’ufficiatura greca in cattedrale e, in ossequio a una prassi avviata dai suoi predecessori circa un secolo prima, porta a compimento il persorso di latinizzazione della diocesi”.

Solidarietà: Università Europea di Roma, fino al 27 giugno una mostra con i disegni dei giovani in difficoltà

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:51

Si chiama “Con i vostri occhi, con le nostre mani” ed è un’esposizione – con ingresso libero – che raccoglie dipinti e disegni, frutto dell’incontro tra giovani in difficoltà e studenti dell’Università Europea di Roma. La mostra sarà visitabile fino al 27 giugno presso la sede dell’Università Europea di Roma (via degli Aldobrandeschi 190) ed è una dei risultati del  progetto formativo dell’ateneo, che prevede l’inserimento di attività di responsabilità sociale nel curriculum degli studi, con l’obiettivo di “sensibilizzare lo studente all’esercizio attivo della solidarietà e alla coscienza del valore sociale dell’impegno professionale”. A tal fine – spiegano i promotori dell’iniziativa – vengono stipulate convenzioni con enti, associazioni e organizzazioni “no profit”. Questa mostra di dipinti e disegni è nata in collaborazione con l’associazione culturale “Il Cantiere”, “nata a Roma trentuno anni fa come associazione senza fini di lucro, con fini formativi e informativi di integrazione, prevenzione e inserimento sociale rivolta ai giovani e alle loro problematiche, che insieme a studenti universitari lavorano alle stesse attività. Ciò produce un reciproco effetto trainante, in un lavoro creativo ed espressivo, di ampio respiro solidale e umano”, si legge nella presentazione della mostra, diretta al maestro Giuseppe Brunetti. Questi gli orari di apertura della mostra: dal lunedì al venerdì, dalle 8.30 alle 18.30, e il sabato, dalle 8.30 alle 13.30. L’Università Europea di Roma è chiusa la domenica e nei giorni festivi.

Cassazione su Riina: mons. Pennisi (Monreale), “può morire anche in carcere dignitosamente e non deve necessariamente essere liberato”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:33

“Una persona può morire anche in carcere con una morte dignitosa e non deve necessariamente essere liberato dal carcere”. Così il vescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, commenta in un’intervista a Radio Vaticana la sentenza della Cassazione sulla situazione detentiva di Totò Riina, gravemente malato. “La sentenza della Corte va rispettata, perché non fa altro che ribadire dei principi costituzionali, perché lo Stato nei confronti della barbarie mafiosa non può e non deve amministrare la giustizia con spirito di vendetta: deve rispettare la dignità di ogni persona e quindi anche il diritto a morire dignitosamente”, rileva mons. Pennisi, per il quale “la Corte non dice che deve essere scarcerato” ma “che la sentenza del giudice di sorveglianza deve essere meglio motivata per far sì che Riina, al quale si riconosce ancora un ruolo criminale di primo piano, possa rimanere in carcere”. “In base alla Costituzione, lo Stato deve riservare ad una persona malata un adeguato trattamento di cura, lo Stato non può applicare né la legge del taglione, né la legge del contrappasso, né entrare in una faida perché la violenza genera violenza”, aggiunge il vescovo, per il quale “sarebbe assurdo che Riina potesse risiedere a Corleone” perché “ci potrebbe essere il rischio che la sua casa diventi una specie di santuario negativo”. “Bisogna evitare questo nel modo più assoluto, anche perché Totò Riina è ancora considerato il capo di Cosa Nostra”, sottolinea Pennisi, ribadendo che “però va trattato con dignità all’interno del carcere o di altre strutture ospedaliere perché il diritto alla salute non si nega a nessuno”. Il vescovo ricorda anche che “Riina è stato più volte invitato dai vescovi, ma soprattutto dai Papi alla conversione”. Un “invito che io rivolgo, non solo a Totò Riina ma a tutti gli uomini della mafia”, conclude Pennisi.

Salute mentale: Fatebenefratelli Brescia, un convegno su come “aiutare i figli di persone con disturbi gravi”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:32

Bambini e ragazzi sono una facile preda per i disturbi mentali e avere un genitore – o entrambi – affetti da un disturbo mentale grave rappresenta uno dei più potenti fattori di rischio. Prevenire la malattia ed aiutare i figli di persone affette da disturbi è la funzione delle iniziative europee Copmi che sta sviluppando in Italia l’Irccs Fatebenefratelli di Brescia. Se ne parlerà venerdì 9 giugno a Brescia, nell’ambito di un convegno che discuterà l’efficacia dei modelli di trattamento disponibili. L’appuntamento avrà come titolo: “Prevenzione in salute mentale: aiutare i figli di persone con disturbi mentali gravi”. Inizierà alle 9 presso il Centro Paolo VI in via G.Calini 30 a Brescia, dove si concluderà nel pomeriggio. “L’obiettivo è trasferire nel contesto assistenziale italiano queste conoscenze e migliorare la presa in carico dei genitori malati e aiutare i loro figli – si legge in una nota -. Tra i 10 ed i 24 anni la salute fisica è generalmente vigorosa ed al massimo delle sue potenzialità: al contrario, è proprio in questa fascia d’età, in cui ha luogo la maturazione neurobiologica e personale, che insorge la stragrande maggioranza dei disturbi mentali e da abuso di sostanze e di alcool. Secondo un ampio corpus di studi scientifici condotti negli ultimi 20 anni, più del 75% dei disturbi mentali si manifesta prima dei 25 anni. L’esposizione – particolarmente se in età adolescenziale – a un fattore di rischio come quello citato aumenta la vulnerabilità, ma interventi preventivi mirati possono ridurre del 40% il rischio di sviluppare un disturbo mentale in tale popolazione giovanile. Purtroppo, questa tematica è pressoché sconosciuta nel nostro Paese”. A Brescia, la affronteranno studiosi del calibro di Darryl Maybery, direttore della scuola Rural Health nello Stato di Victoria (Australia) e autore di 14 rapporti governativi, 45 progetti di ricerca e 75 pubblicazioni, e Andrea Reupert, docente della Monash University di Clayton (Australia) e autore di programmi formativi per gli operatori. Per l’Italia ci saranno, tra gli altri, gli psichiatri Giovanni de Girolamo e Giambattista Tura, il magistrato Laura d’Urbino e il giurista Luciano Eusebi.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:28

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.171/News/2017/06/07/2017060702181001914.MP4

Voto anticipato, Renzi frena: per noi si va al 2018

“Per noi si vota nel 2018”. Matteo Renzi prova a frenare la corsa verso le urne innescata dalla riforma della legge elettorale. “Ci accusano di tramare contro il governo – dice – ma noi chiediamo di continuare sulla strada tracciata”. Renzi risponde così alle dure critiche di Giorgio Napolitano. Per l’ex capo dello Stato “il voto anticipato sarebbe un colpo alla credibilità del Paese”. Un timore espresso anche da Pierluigi Bersani: “Se ci fosse buon senso bisognerebbe andare a votare a scadenza naturale, febbraio, marzo, aprile” provvedendo “intanto mettere in sicurezza con la legge di stabilità il sistema”

Tensioni sulla legge elettorale, “grillini” ci ripensano?

Fibrillazioni nel patto a 4 che regge la riforma elettorale. Pd-Forza Italia-M5s e Lega hanno ottenuto lo scrutinio non palese su un centinaio di emendamenti. Nel segreto dell’urna il tedesco rischia sorprese per possibili franchi tiratori che potrebbero nascondersi negli stessi gruppi che hanno siglato l’accordo. Gli emendamenti depositati in aula hanno provocato malumori tra i deputati azzurri per l’insistenza dei grillini su voto disgiunto e preferenze. Anche nel Pd c’è maretta: gli orlandiani mal digeriscono l’accelerazione impressa sul voto anticipato, mentre
i “grillini” vogliono riconsultare i militanti.

Gentiloni: Italia in prima linea per l’ambiente

“L’Italia farà la sua parte per lo sviluppo sostenibile”. Il presidente del consiglio Paolo Gentiloni, ribadisce la determinazione a rispettare l’accordo di Parigi sul clima. L’Italia, spiega Gentiloni, adotterà il documento per la strategia per l’agenda 2020-2030, e “con una direttiva del presidente del Consiglio saranno dati obiettivi particolari a ciascun ministero”, spiega Gentiloni a Montecitorio. Presenti il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, Enzo Bianco dell’Anci e il presidente delle regioni Stefano Bonaccini che annuncia un patto antismog in pianura padana, con Maroni, Chiamparino e Zaia.

Censis: 12 milioni di italiani rinunciano alle cure

Sempre piu’ italiani rinunciano a curarsi. Dalla fotografia scattata dal Censis emerge che è salita a 35,2 miliardi di euro la spesa degli italiani per la sanità. Ma continua a crescere la quota di chi non ce la fa a curarsi. Nell’ultimo anno 12,2 milioni di italiani hanno rinunciato: 1 milione e 200mila in più rispetto all’anno precedente. I sistemi sanitari regionali sono sempre più divaricati, con opportunità sempre più
diversificate.

Papa Francesco invita a pregare per la pace

Si rinnova in diversi Paesi l’iniziativa “Un minuto per la pace”, un momento di preghiera per ricordare l’incontro avvenuto l’8 giugno del 2014 in Vaticano tra Papa Francesco, il compianto presidente israeliano Peres e il presidente palestinese Abbas. “Nel nostro tempo c’è tanto bisogno di pregare – cristiani, ebrei e musulmani – per la pace”, ha detto il Papa, prima di salutare, al termine dell’udienza, i fedeli di lingua italiana.

Ue: Commissione, nuovo Fondo europeo “per stimolare le capacità di difesa dell’Europa”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:24

(Bruxelles) “Le persone in tutta Europa sono preoccupate per la loro sicurezza e per quella dei loro figli. Ad integrazione della cooperazione con la Nato, dal nostro canto dobbiamo fare di più e meglio. Oggi dimostriamo di essere coerenti con le nostre affermazioni”. Lo ha affermato oggi Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione Ue, presentando un nuovo fondo europeo per il settore della difesa. “Il Fondo fungerà da catalizzatore – ha chiarito – per un’industria europea della difesa forte, che sviluppa tecnologie e materiali all’avanguardia e pienamente interoperabili. Gli Stati membri rimarranno alla guida, otterranno il miglior rapporto qualità/prezzo nella spesa sostenuta e, in ultima analisi, vedranno aumentare la loro influenza”. Il Fondo europeo per la difesa vorrebbe “aiutare gli Stati membri ad utilizzare il denaro dei contribuenti in modo più efficiente, ridurre le duplicazioni della spesa e ottenere il miglior rapporto qualità/prezzo nella spesa sostenuta”. Annunciato dal presidente Jean-Claude Juncker nel settembre 2016 e avallato dal Consiglio europeo nel dicembre 2016, il Fondo “coordinerà, integrerà e amplificherà gli investimenti nazionali per la ricerca nel settore della difesa, nello sviluppo di prototipi e nell’acquisizione di tecnologie e materiali di difesa”.
Il Fondo europeo per la difesa comprende due sezioni, ricerca e sviluppo-acquisizione. Nel campo della ricerca, già operativo, si contano 25 milioni per il 2017 e 90 milioni l’anno per i prossimi due anni. Dal 2020 in avanti i fondi salirebbero – almeno nelle intenzioni della Commissione, che però devono trovare il riscontro del Consiglio e del Parlamento Ue – a 500 milioni l’anno. Nell’ambito sviluppo e acquisizione il Fondo “introdurrà incentivi affinché gli Stati membri cooperino nello sviluppo congiunto e nell’acquisizione di tecnologie e materiali di difesa attraverso il cofinanziamento”. In questo caso sono stanziati 500 milioni di euro per il 2019 e il 2020. Un programma “più ingente”, da 1 miliardo l’anno, dovrebbe essere varato dopo il 2020.

Cortile dei gentili: il 12 giugno convegno su “Laicità e spiritualità” all’Archivio storico del Quirinale

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:15

“Laicità e spiritualità” è il tema del convegno che il Centro Pannunzio e il “Cortile dei gentili”, iniziativa del Pontificio Consiglio della cultura guidata dal card. Gianfranco Ravasi e sostenuta dalla Fondazione Cortile dei gentili presieduta da Consuelo Corradi, promuovono il 12 giugno a Roma, presso l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica (ore 10.30). Ad introdurre i lavori il card. Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura. A seguire la conversazione tra Pier Franco Quaglieni, direttore del Centro Pannunzio; Luisella Battaglia (Università di Genova); Eugenio Mazzarella (Università degli Studi di Napoli Federico II); Silvano Petrosino (Università Cattolica del Sacro Cuore). Il dialogo dei relatori sarà moderato da Giuliano Amato, presidente della Consulta scientifica del “Cortile dei Gentili”. Tre i temi dell’incontro: anzitutto la nozione di laicità, “che alcuni considerano in primo luogo un metodo di pensiero”, spiega un comunicato: “il metodo che richiede non di rinunciare alle proprie verità, ma di non pretendere di imporle”. Terreno comune su cui questo metodo laico deve portare credenti e non credenti, “è il terreno della spiritualità che è per tutti quello della ricerca del senso, dell’etica condivisa, al di là del relativismo di scelte sempre e solo individuali”. Infine l’umiltà, “cioè la predisposizione mentale essenziale per il rispetto della laicità” che oggi “riguarda la fede, che in alcuni revival religiosi del nostro tempo tende spesso a manifestarsi con un’intransigenza del tutto intollerante verso le diversità”.

Vaccini: Age, un’indagine on line per raccogliere le opinioni delle famiglie sull’obbligatorietà

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 18:03

L’Age (Associazione italiana genitori) promuove un questionario on line per raccogliere le opinioni delle famiglie sulle vaccinazioni obbligatorie a scuola, decise con decreto legge nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri. L’indagine – in collaborazione con Sipps (Società italiana di pediatria preventiva e sociale) e Dipartimento di medicina sperimentale dell’Università della Campania “Luigi Vanvitelli” – è utile per “sapere che cosa pensano le famiglie del provvedimento” e “dare forza alle loro istanze”, trasmettendole “al mondo politico”. “In questi ultimi anni – spiega l’associazione – il tema delle vaccinazioni è diventato oggetto di discussioni sempre più serrate, che hanno finito per creare una grande incertezza e preoccupazione in molte famiglie”. Da un lato, “il ministero della Salute diffonde informazioni sempre più accurate e frequenti sull’incremento dei casi di morbillo che si stanno registrando in Italia dall’inizio di quest’anno, attribuito dagli esperti al progressivo calo delle coperture vaccinali che si sta verificando dal 2013”. Dall’altro, “vi è una disinformazione molto agguerrita, una campagna anti-vaccinale intensa e ben orchestrata, che grazie alle nuove tecnologie entra direttamente nelle case”. Quindi, prosegue l’Age, “è difficile per molti genitori individuare, senza l’aiuto del pediatra e del medico di famiglia, l’assoluta infondatezza delle accuse che vengono rivolte ai vaccini e alle vaccinazioni”. Di qui la necessità di raccogliere, attraverso “un questionario anonimo, le opinioni di nonni e genitori in tema di vaccinazioni”.

Avis: due ricerche indicano scenari per il futuro. Mondo del lavoro, giovani, Europa

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:57

Mondo del lavoro, giovani e Europa: sono alcuni tra gli ambiti nei quali Avis si impegnerà maggiormente nel prossimo futuro. È quanto emerge da due nuove ricerche presentate oggi al Cnr di Roma e che rientrano nelle iniziative di Avis “per – spiega una nota stampa – trasformare il 90° anniversario di fondazione in un momento di riflessione. “Avis e il mondo del lavoro” e “La donazione di sangue come prassi sociale, uno scenario per il 2027” sono state realizzate in collaborazione con l’Istituto per le ricerche sulla popolazione e le politiche sociali (Irpps) del Centro nazionale ricerche (Cnr). Tre sono state le domande chiave della prima ricerca: il ruolo del mondo del lavoro nella fondazione di Avis, il contributo nello sviluppo e nell’evoluzione dell’associazione e le strategie per il futuro. Il lavoro dell’Irpps ha analizzato in che modo “l’esperienza lavorativa pregressa e le dinamiche sul posto di lavoro abbiano influito sulla pratica della donazione. In particolare, si è osservato che per la maggioranza degli intervistati un cambiamento lavorativo non ha comportato necessariamente variazioni nella pratica della donazione”. Lo studio di tre diversi modelli “ha permesso di identificare realtà (come Varese e Perugia) dove la presenza in passato di grandi aziende (vedi Ignis e Perugina) ha contribuito alla nascita e alla diffusione dell’associazione negli anni Cinquanta e Sessanta, mentre in realtà come Catania il processo è stato opposto: da una società civile forte è nato il volontariato del sangue che, solo in una seconda fase, è entrato all’interno di grandi aziende del settore elettronico e farmaceutico”.
In tutte e tre le realtà, gli intervistati hanno considerato la promozione del messaggio di Avis nei luoghi di lavoro “molto importante (73%), mentre web e social network si confermano i canali principalmente usati sia per raccontare le proprie esperienze di donazione sia per avvicinare nuovi potenziali donatori”. Il secondo lavoro presentato, “La donazione di sangue come prassi sociale” è il frutto delle risposte di 16 esperti portatori di esperienze e competenze diverse in tema sanitario, sociale, istituzionale e del mondo del volontariato. Lo scenario si compone complessivamente di 13 obiettivi collegati a 57 interventi specifici attuabili entro il 2027. Tra questi “si possono individuare i giovani, con la promozione della donazione del sangue presso gli istituti scolastici di istruzione secondaria e successivamente tra chi ha un’età compresa tra i 18 e i 30 anni, realizzando campagne mirate sui social network con il coinvolgimento di web influencer e strutturando percorsi di accompagnamento alla prima donazione”. “Da questo lavoro – dichiara il presidente nazionale, Vincenzo Saturni – emergono inoltre considerazioni sul fatto che Avis dovrà proseguire la sua attività in ambiti intrapresi negli ultimi anni, come una maggiore visibilità a livello europeo con un rafforzamento dei rapporti con gli europarlamentari italiani”.

I Teatri del sacro: Ascoli Piceno, domani in scena il dialogo tra islam e occidente e i migranti

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:57

Il dialogo tra Islam e occidente e i migranti sono i protagonisti della quinta giornata del Festival “I teatri del sacro” (Ascoli Piceno, 4 – 11 giugno), che si svolgerà domani 8 giugno: il documentario “Dustur” (ore 16.30) e lo spettacolo “Leila della tempesta” (ore 21) sulla straordinaria esperienza di un monaco con i detenuti islamici. I richiedenti asilo in scena in “Questo è il mio nome” (ore 19). Chiude la giornata “Il Processo” tratto dal celebre testo di Diego Fabbri (ore 22.30). Ignazio De Francesco, spiega un comunicato, è un monaco cattolico che per molti anni ha operato in Paesi islamici, imparando perfettamente l’arabo. Da tempo si occupa di detenuti e in particolar modo di quelli di fede islamica. Per motivi di sicurezza il ministero dell’Interno concede a pochissimi imam di entrare nelle carceri e quindi De Francesco si è trovato a dover fare da “padre spirituale” a molti detenuti musulmani. Non potendo ovviamente usare nè la Bibbia nè il Corano, nel carcere di Bologna De Francesco ha scelto di usare come “testo sacro” la Costituzione italiana, ne è nato un dibattito fra politica, immigrazione e fede unico nel suo genere, raccontato in “Dustur” nell’ambito della rassegna “Fedi in gioco”. Altra trasposizione della straordinaria esperienza del monaco in carcere, stavolta per il palcoscenico, è quella operata da Alessandro Berti che, regista e protagonista di “Leila della Tempesta”. Venerdì 9 giugno sarà ad Ascoli De Francesco stesso, protagonista di una tavola rotonda aperta a tutti, (ore 9.30).  sempre Cinemateatro Piceno. In “Questo è il mio nome” una “finestra aperta su storie invisibili: da Costa d’Avorio, Mali, Nigeria, Gambia, sul palco le storie incise nella polvere e nella carne, testimonianze di chi ha lasciato tutto e ha rischiato tutto per inseguire la speranza”. Lo spettacolo vede in scena cinque richiedenti asilo del progetto Sprar di Reggio Emilia. Infine “Il Processo” che propone in chiave moderna il processo a Gesù.

Sant’Antonio di Padova: prosegue il pellegrinaggio delle diocesi venete in occasione della festa. Sabato la “Notte dei miracoli”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:30

Oltre un migliaio i pellegrini giunti alla basilica di Sant’Antonio di Padova dalla diocesi di Chioggia ieri, martedì 6 giugno, accompagnati dal vescovo Adriano Tessarollo che ha presieduto l’affollatissima Liturgia accompagnato da un diacono e da 41 concelebranti: una grande folla festosa che ha animato anche il sagrato della basilica al termine della Messa, come da tradizione da parte dei pellegrini di Chioggia, devotissimi al Santo. Oggi, mercoledì 7 giugno, attesi, altrettanto numerosi i pellegrini della diocesi di Treviso con il loro vescovo S Gianfranco Agostino Gardin; domani, giovedì 8 giugno, sarà la volta della diocesi di Vicenza.
Anche ieri, martedì 6 giugno, sono transitati 2.872 devoti dinanzi alle reliquie e alle 12.15 di oggi, mercoledì 7 giugno erano 976 i passaggi conteggiati, portando a 27.962 il numero complessivo di passaggi nella Cappella del Tesoro dall’inizio della Tredicina in occasione della festa di Sant’Antonio di Padova, che si celebra il 13 giugno. Numerosi gruppi continuano ad afferire alla basilica: tra loro, sempre fedelissimi, i pellegrini polacchi che si fermano al Santo in ritorno da Roma, dove nei giorni scorsi, si è celebrato il Giubileo d’oro del Rinnovamento carismatico cattolico conclusosi sabato 3 giugno, con la veglia con Papa Francesco al Circo Massimo.
Sono intanto arrivati 12 novizi da Assisi che si fermeranno sino alla solennità del Santo, in supporto ai frati della basilica. “In un clima di sereno affaccendarsi tutto si sta preparando per il fine settimana che precede la festa del Santo nel quale si attendono ancor più numerosi quanti non potranno esserci martedì 13 e anticipano la loro visita per festeggiare Sant’Antonio – si legge in una nota -. Un fine settimana ricco di appuntamenti tra i quali sabato 10 giugno la ‘Notte dei miracoli’, iniziativa nata tre anni fa ma già divenuta tradizione attesa: una serata nella quale la basilica del Santo aprirà i battenti per i giovani riproponendo loro il percorso di preghiera privilegiato per favorire l’incontro con Dio e con sant’Antonio nell’imminenza della sua festa”.

Posta a giorni alterni: Zanotti (“Corriere Cesenate”), “il sistema ha mostrato tutti i suoi limiti”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:29

“Ci siamo di nuovo con il tormentone Poste. La festa del 2 giugno di venerdì scorso ha messo a nudo un sistema che non funziona”. Così Francesco Zanotti, direttore del “Corriere Cesenate”, apre l’editoriale dedicato alla consegna a giorni alterni della posta pubblicato sull’ultimo numero del settimanale diocesano. Le precedenti festività – Pasqua, 25 aprile, 1° maggio – “ci hanno costretti a maratone incredibili per chiudere anticipatamente il giornale in modo da poter arrivare puntuali nelle case dei nostri abbonati”, prosegue Zanotti, spiegando che “nella scorsa settimana non è stato possibile fare altrettanto, anche per non stampare un giornale già vecchio, e il sistema ‘a giorni alterni’ ha mostrato tutti i suoi limiti”. Riconoscendo “la grande volontà messa in atto dal personale di Poste sul territorio che tenta di fronteggiare una situazione al limite del paradossale” anche “con mezzi e personale ridotto”, il direttore rileva che per i lettori il cui “giorno di consegna era il 2 giugno, il recapito a domicilio è saltato” rimandando “alla prima consegna utile di martedì 6 giugno”. “Come può funzionare un sistema così congegnato?”, chiede Zanotti, assicurando che “abbiamo posto il medesimo interrogativo su tutti i tavoli di confronto con Poste Italiane”. “Il ‘Corriere Cesenate’ che arriva oltre il fine settimana e un quotidiano come ‘Avvenire’ con diversi giorni di ritardo che senso possono ancora avere per gli abbonati? Noi ce lo domandiamo – conclude – e lo domandiamo ancora, e con forza, a Poste Italiane”.

Ue: dichiarazione congiunta, tre settori di intervento per sostenere i Paesi poveri. “Approccio globale”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:21

(Bruxelles) I leader europei, firmando oggi a Bruxelles il “Consenso europeo in materia di sviluppo”, hanno ribadito il loro impegno in tre settori. Anzitutto le forti interconnessioni tra i diversi elementi dell’azione per lo sviluppo, “che comprendono la pace e la sicurezza, gli aiuti umanitari, la migrazione, l’ambiente e il clima, nonché dimensioni trasversali quali le nuove generazioni, la parità di genere, la mobilità e la migrazione, le fonti di energia sostenibili e i cambiamenti climatici, gli investimenti e gli scambi, la buona governance, la democrazia, lo Stato di diritto e i diritti umani, un impegno innovativo con i Paesi in via di sviluppo più avanzati e la mobilitazione e l’utilizzo delle risorse nazionali”. In secondo luogo, “il nuovo Consenso prevede un approccio globale ai mezzi di attuazione, che combina gli aiuti allo sviluppo di tipo tradizionale con altre risorse, politiche solide e un approccio rafforzato alla coerenza tra le strategie, ricordando che la cooperazione allo sviluppo dell’Ue deve essere sempre considerata nel contesto dell’impegno dei Paesi partner. Terzo, “l’Ue e i suoi Stati membri daranno vita a partenariati più mirati, che coinvolgono una più ampia gamma di portatori di interessi, tra cui la società civile, e di paesi partner, in qualsiasi fase di sviluppo essi si trovino. Essi dovranno inoltre migliorare la fase dell’attuazione sul campo, collaborando meglio e tenendo conto dei rispettivi vantaggi comparativi”.

Chiesa in Russia: mons. Pezzi (arcivescovo di Mosca), “transizione dalla custodia della fede al suo annuncio”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 17:13

La Chiesa cattolica in Russia si trova ad affrontare la “transizione” dalla “custodia della fede al suo annuncio” o ancora tra la fase di “ripristino delle strutture della Chiesa locale” a un “normale, vivo funzionamento”. Questo l’argomento affrontato dall’arcivescovo di Mosca, mons. Paolo Pezzi, introducendo il quinto incontro dei responsabili della pastorale della diocesi di Mosca che si incontrano ogni due anni. “Negli ultimi 25 anni, abbiamo assistito a una vera e propria rinascita religiosa”, a una “risurrezione letterale delle nostre chiese e comunità” che fa sì che oggi ci sia lo sforzo di “partecipare alla vita sociale, indicando i sistemi di valori morali e denunciando i vizi”, anche se “alcuni risultati di questo periodo possono sembrare scoraggianti”, ha argomentato mons. Pezzi: “Non tutte le iniziative hanno resistito alla prova del tempo, altre continuano per inerzia, alcune molto necessarie non sono nate per paure e incertezze”. Il rischio è, secondo l’arcivescovo, che si viva con “la sensazione che il tempo presente non ha significato in confronto con il tempo eroico della persecuzione o quello glorioso della rinascita”. L’ora attuale della “normalizzazione della nostra presenza e servizio nella comunità è una sfida”. Che si potrà affrontare solo se l’azione pastorale è mossa dalla “presenza di Cristo in mezzo a noi e non dai progetti o dalle preoccupazioni organizzative”. “L’evangelizzazione per noi oggi, nel nostro ambiente” significa “mostrare che Cristo è vivo”.

Myanmar: divieto per i musulmani di pregare in strada durante il Ramadan

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 16:54

Nel Myanmar (ex Birmania), Paese asiatico a maggioranza buddista, ai musulmani è stato vietato in questi giorni di pregare in strada durante il Ramadan. I musulmani rappresentano il 4,3% della popolazione: sono prevalentemente indiani, cinesi o di etnie minoritarie. Il bando – informa l’agenzia cattolica asiatica Ucanews – fa seguito alle preghiere in strada di 50 musulmani dopo che era stato vietato loro di predicare in 9 scuole islamiche, due delle quali sono state chiuse dalle autorità lo scorso 28 aprile. “In tutta la mia vita questa è la prima volta che ci viene negata la possibilità di pregare e vengono chiuse le scuole a causa dell’integralismo di alcuni gruppi buddisti fuori città”, ha detto Tim Shwe, leader musulmano di Thaketa. Secondo Phil Robertson, dell’organizzazione Human rights watch, questo “dimostra il fallimento del governo del Myanmar nella protezione della libertà religiosa”: “Moschee e madrasse devono essere immediatamente riaperte e i credenti non devono essere minacciati o criminalizzati nell’esercizio del loro fondamentale diritto a praticare la propria religione”. In Myanmar sono in corso da anni persecuzioni nei confronti della minoranza musulmana Rohingyia nello Stato di Rakhine; nel 2012 persero la vita 200 persone e 120.000 persone sono ancora costrette a vivere in campi per sfollati a causa delle violenze fomentate dalla retorica anti-islamica di una organizzazione monastica buddista “per la difesa della razza e della religione”.

Germany: card. Marx (Dbk), “Most Muslims want to live in peace”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 16:37

Faced with the latest events related to Islamic terrorism, last night cardinal Reinhard Marx warned against rushed generalisations: “Most Muslims want to live in peace”, said the cardinal, president of the German Bishops Conference, during a meeting in Echtenach, Luxembourg. According to Marx, of course most terrorist attacks happen in Muslim countries, not in the West; but at the same time he criticised the fact that “countries such as Saudi Arabia and Qatar have tolerated, if not actually supported, the Islamist extremist views”. According to the cardinal, tolerance and openness to dialogue will remain a key social task: “The process is far from accomplished, because we must keep being involved. And I think Christians are in a good position to do so”. Then, Marx added that “nobody can deny that violence has been perpetrated in the name of religions; many wars went hand in hand with religion, but we must make a clear distinction”, because “the religion is not the same”. In the cardinal’s opinion, the matter whether religions may help peace is “a key issue for the future of mankind”. Another guest at the meeting was the emeritus president of the German Council of Evangelical Churches (Ekd), bishop Wolfgang Huber, who reiterated that “Islam should not be identified with Islamism”.

Germania: card. Marx (Dbk), “la maggior parte dei musulmani vuole vivere in pace”

Agensir.it - Wed, 2017-06-07 16:37

Il cardinale Reinhard Marx, davanti agli ultimi gravi fatti legati al terrorismo islamico, ha messo in guardia dalle generalizzazioni affrettate: “La maggior parte dei musulmani vuole vivere in pace”, ha detto ieri sera il cardinale, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), nel corso di un convegno svoltosi ad Echtenach, in Lussemburgo. Secondo Marx è evidente come la maggior parte degli attacchi terroristici avviene nei Paesi musulmani e non in Occidente: ma allo stesso tempo ha criticato il fatto che “Paesi come Arabia Saudita e Qatar hanno tollerato o addirittura promosso le vedute estremiste islamiste”. Per il porporato la tolleranza e l’apertura al dialogo resteranno un compito sociale fondamentale: “Il processo è ben lungi dall’essere completo, perché dobbiamo continuare a partecipare. E penso che i cristiani sono ben preparati per farlo”. Marx a poi aggiunto che “nessuno può negare che, in nome delle religioni, violenza è stata perpetrata; molte guerre erano accompagnate dalla religione, ma bisogna distinguere bene” perché “la religione non è la stessa”. Per il cardinale la questione se le religioni possano contribuire alla pace è “una questione fondamentale per il futuro dell’umanità”. Al convegno ha partecipato anche il presidente emerito del Consiglio delle chiese evangeliche di Germania (Ekd), il vescovo Wolfgang Huber, il quale ha ribadito che “non bisogna fare l’identificazione tra islam e islamismo”.

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