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Papa Francesco: a Santa Marta, “oggi prendiamo 10 minuti, senza tv, e pensiamo alla nostra storia”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 13:25

“Se qualcuno cercasse di descrivere la vita di Abramo, potrebbe dire: ‘Questo è un sognatore’”. Lo ha annotato Papa Francesco nella messa di oggi in Santa Marta. L’omelia si è sviluppata a partire dal brano biblico in cui Abramo crede “contro ogni speranza” alle promesse di Dio. “Messo alla prova, dopo avere avuto il figlio, figlio ragazzo, adolescente, gli viene chiesto di offrirlo in sacrificio”: Abramo “obbedì e andò avanti contro ogni speranza. E questo è nostro padre Abramo, che va avanti”, e vede realizzata la “promessa dell’alleanza, la gioia di vedere che Dio non lo aveva ingannato, che è sempre fedele alla sua alleanza”. Il Pontefice ha spiegato che Abramo ha sempre obbedito, ha creduto alla promessa di un figlio, di essere “padre di una moltitudine di nazioni”. Oggi noi “possiamo dire: io sono una di quelle stelle. Io sono un granello della sabbia”. La Chiesa invita a fermarsi e a guardare le “nostre radici”, “nostro padre” che “ci ha fatto popolo, cielo pieno di stelle, spiagge piene di granelli di sabbia”. Francesco ha aggiunto: “Guardare la storia. Io non sono solo, sono un popolo. La Chiesa è un popolo. Ma un popolo sognato da Dio, un popolo che ha dato un padre sulla Terra che obbedì, e abbiamo un fratello che ha dato la sua vita per noi, per farci popolo. E così possiamo guardare il Padre, ringraziare; guardare Gesù, ringraziare; e guardare Abramo e noi, che siamo parte del cammino”.

L’omelia prosegue con l’invito a fare di oggi “un giorno di memoria”, evidenziando che “in questa grande storia, nella cornice di Dio e Gesù, c’è la piccola storia di ognuno di noi”. “Vi invito a prendere, oggi, cinque minuti, dieci minuti, seduti, senza radio, senza tv; seduti, e pensare – ha aggiunto Bergoglio – alla propria storia: le benedizioni e i guai, tutto. Le grazie e i peccati: tutto. E guardare lì la fedeltà di quel Dio che è rimasto fedele alla sua alleanza, è rimasto fedele alla promessa che aveva fatto ad Abramo, è rimasto fedele alla salvezza che aveva promesso in suo Figlio Gesù. Sono sicuro che in mezzo alle cose forse brutte – perché tutti ne abbiamo, tante cose brutte, nella vita – se oggi facciamo questo, scopriremo la bellezza dell’amore di Dio, la bellezza della sua misericordia, la bellezza della speranza. E sono sicuro che tutti noi saremo pieni di gioia”.

Diocesi: Prato, domani la Via crucis dei giovani con il vescovo Agostinelli nel polo scolastico di via Reggiana

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 13:20

Lo scorso anno la processione prese il via dal carcere della Dogaia, in un’altra occasione si tenne per le strade del Macrolotto. Quest’anno la Via crucis dei giovani della diocesi di Prato si muoverà negli spazi del polo scolastico di via Reggiana. L’appuntamento è per domani alle 21 davanti all’Istituto Gramsci-Keynes. Da lì i partecipanti cammineranno dietro la croce portata a spalla a turno dai ragazzi. Il percorso prevede di “toccare” altre scuole fino ad arrivare alla chiesa di Sant’Antonio a Reggiana, dove si terrà la conclusione. La Via crucis è promossa dalla Pastorale giovanile diocesana e sarà guidata dal vescovo Franco Agostinelli. Le stazioni invece saranno animate a turno da diverse parrocchie pratesi. Sono invitati a partecipare i gruppi parrocchiali, i movimenti e le associazioni del mondo dei giovani. “Dire Via crucis vuol dire pensare al dolore di Gesù – dice don Alessio Santini, responsabile della Pastorale giovanile di Prato – ma anche alle fatiche dei giovani di oggi. Giovani che fanno fatica a trovare un lavoro, a vedere un futuro, ad affrontare i fallimenti scolastici, familiari, affettivi. Eppure dentro il cuore dei giovani c’è anche la possibilità di futuro, basta saper accendere, risvegliare in loro il desiderio di cose belle, vere, pulite. In questo modo la Via crucis si trasforma in Via lucis”.

Diocesi: Molfetta, sabato 8 aprile l’inaugurazione del nuovo ingresso del Museo diocesano. Visitatori accolti dalla “Deposizione” di Cozzoli

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 13:02

Da sabato 8 aprile il Museo diocesano di Molfetta avrà un nuovo ingresso. Ne dà notizia la diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi in una nota nella quale informa che “si sono conclusi i lavori di riqualificazione, in via Entica della Chiesa, per accogliere la monumentale ‘Deposizione’ di Giulio Cozzoli, collocata da pochi giorni dopo il suo trasferimento dalla Gipsoteca comunale sita nella Fabbrica di San Domenico”. “Per volontà di monsignor Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, i lavori – prosegue la nota – si sono conclusi nell’imminenza della Settimana Santa, contestualmente all’apertura al pubblico di una mostra con oltre venti opere inedite dello scultore molfettese, del quale ricorrono i 60 anni dalla morte (1957-2017), e fotografie di Cosmo Mario Andriani”. L’inaugurazione si terrà alle 19.30 di sabato 8 aprile, con gli interventi di mons. Cornacchia, del curatore scientifico delle iniziative della struttura museale, Gaetano Mongelli, del direttore del Museo, don Michele Amorosini, e dei rappresentanti delle Imprese coinvolte nei lavori. Lo staff didattico della Scuola popolare di musica “Dvorak”, diretta da Lazzaro Ciccolella, eseguirà alcuni intermezzi musicali. All’esterno, un’installazione video a cura di Dot Studio proietterà i momenti salienti del trasferimento della “Deposizione”, imponente gruppo bronzeo di 20 quintali di peso e 250 centimetri di altezza.

Comece: sul mensile Europeinfos politica estera e difesa, agricoltura, memoria e avvenire dell’Ue

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 12:16

(Bruxelles) “La necessità di salvaguardare il legame transatlantico non potrà giustificare azioni contrarie ai valori e agli interessi europei, come nel caso dell’invasione dell’Iraq nel 2003” e, inoltre, “l’Ue dovrà evitare un’eccessiva militarizzazione della sua politica di sicurezza”, continuando invece a usare i suoi “strumenti civili, in particolare nel campo economico, la sua strategia di prevenzione, la partecipazione ai meccanismi di sicurezza collettiva delle Nazioni Unite o dell’Osce”. Secondo Michel Drain (Istituto francese per le relazioni internazionali) sono queste le insidie da evitare nel contesto della Strategia globale e del programma di azione comune in materia di sicurezza e di difesa dell’Ue, che presenta sul numero di aprile di Europeinfos, mensile della Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece). A Michael Kuhn invece il compito di introdurre la “Consultazione sulla modernizzazione e la semplificazione della politica agricola comune (Pac)” lanciata dalla Commissione europea per avviare il cammino di revisione della Pac, viste le problematiche emergenti, tra cui l’incertezza crescente dei mercati agricoli, la protezione dell’agricoltura nel contesto dei nuovi accordi commerciali, gli obiettivi climatici. Completano il numero del mensile Comece un contributo sulla memoria e l’avvenire dell’Europa, l’esperienza francese dei corridoi umanitari e le riflessioni di un gruppo di stagisti britannici a Bruxelles, post-Brexit (www.europe-infos.eu).

‘Ndrangheta: Di Bella (Trib. minori Reggio Calabria), liberare i figli dei detenuti “dal peso dell’oppressione psicologica”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 12:00

I figli dei detenuti “avrebbero bisogno di un riferimento paterno concreto: come si può fare il padre ogni quattro mesi durante il colloquio in un carcere di massima sicurezza? Come si può costruire un rapporto vero solo in modo epistolare?”. È la domanda del presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, che in un’intervista al settimanale “L’Avvenire di Calabria” in uscita domenica nelle edicole calabresi, ricorda che i ragazzi, sin da piccoli, sono “costretti a convivere con lutti, carcerazioni, attività di controllo”. Questo li “educa” ad “uniformarsi a quelle che sono le rigidità dei principi mafiosi. Spesso queste famiglie comprino le esigenze di espressività dei giovani”. E parlando dei “papà–boss” Di Bella dice che sono un po’ più “freddi”, per “usare un eufemismo, però c’è stato uno di loro che ci ha scritto ringraziandoci per aver allontanato suo figlio dalla Calabria. Aggiungendo anche che se avesse avuto lui questa stessa opportunità non si troverebbe in carcere”. Davanti a questo e a qualche critica sul metodo, il magistrato sottolinea che “c’è un obbligo giuridico di intervento. C’è da tutelare il diritto fondamentale a ricevere un’educazione responsabile”. “È terribile: chi nasce a San Luca, Bovalino, Natile di Careri, Africo vive una situazione di prigionia. Vive un contesto che spesso è autoreferenziale: in famiglia tanti hanno precedenti per mafia o sono latitanti o sono stati uccisi. Come uscire allora? A dare legittimazione agli interventi sono le norme, non i risultati. Il nostro obiettivo è quello di creare delle equipe educative antimafia che possano seguire questi ragazzi per liberarsi dal peso dell’oppressione psicologica della ‘ndrangheta. Aggiungo: vorremmo cooptare anche i genitori che sono in carcere per avviare dei percorsi rieducativi sui sentimenti genitoriali”.

Diocesi: Genova, al Museo iniziative per Settimana Santa e Lunedì dopo Pasqua

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 11:54

In occasione della Settimana Santa e della Pasqua, il Museo diocesano di Genova propone due appuntamenti che fondono la spiritualità e l’arte. Domenica prossima, Domenica delle Palme, i visitatori potranno ammirare i teli della Settimana Aanta provenienti dalla chiesa di S. Nicolò del Boschetto. Si tratta di preziosi teli raffiguranti le scene degli ultimi giorni della vita di Cristo che venivano utilizzati per la realizzazione dei cosiddetti “sepolcri”. I teli “Blu di Genova” fanno parte della Collezione tessile della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Genova e le province di Imperia, La Spezia e Savona, che li ha collocati in deposito temporaneo presso il Museo diocesano. Il biglietto di ingresso consente la visita guidata del museo, delle torri e della cattedrale di San Lorenzo. Visite più brevi saranno possibili anche Giovedì e Venerdì santo. Il secondo appuntamento si terrà il Lunedì dopo Pasqua quando i visitatori potranno effettuare un percorso ricco di storia, che dal chiostro medievale del Museo diocesano li condurrà sino alla Loggia sulla sommità del Duomo, permettendo di scoprire e ammirare spazi solitamente inaccessibili, come la Tribuna del Doge, da cui il potente signore della città ascoltava la Messa, o la stanza dei seminaristi, dove i futuri preti dell’epoca si rifugiarono durante la II Guerra mondiale. Per info, orari e prenotazioni: biglietteria Museo diocesano, telefono 0102475127 – email info@museodiocesanogenova.it.

Suicidio Maria Rita Logiudice: Di Bella (Trib. minori Reggio Calabria), “ampliare gli orizzonti culturali per affrancarsi dalle orme parentali”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 11:32

“Abbiamo aperto una crepa nel monolite della ‘ndrangheta. Sono le donne, le mogli dei boss, che chiedono costantemente aiuto. Questo non può essere sottovalutato”. A parlare è il presidente del Tribunale dei Minori di Reggio Calabria, Roberto Di Bella, in un’intervista per il settimanale della diocesi “L’Avvenire di Calabria” in uscita domenica e anticipato dal Sir. “Paradossalmente – dice Di Bella – vengono qui e per loro rappresentiamo ‘l’ultima spiaggia’. A noi fanno confidenze che non possono fare altrove: in tante nutrono il desiderio di andare via coi loro figli, di potersi ricostruire una ‘vita normale’”. Il “mito” della ‘ndrangheta va “demistificato: è solo sofferenza. Andatelo a chiedere a chi è ‘sepolto vivo’ in carcere: è terribile”, commenta sottolineando che oggi “sotto processo ci sono i figli di coloro che ho giudicato venti anni fa. È questa l’eredità mafiosa?”, si domanda. “Quasi tutti i figli di ‘ndrangheta provano un forte senso di angoscia per sé e per i loro familiari. Noi non facciamo né deportazione di figli, né confische di minori, ma crediamo che sia necessario ampliare gli orizzonti culturali per affrancarsi dalle orme parentali”, dice rispondendo a una domanda sul suicidio di Maria Rita Logiudice, figlia di un detenuto di una famiglia mafiosa del luogo. Molte donne di mafia, le cosiddette “vedove bianche”, ossia trentenni e quarantenni, che hanno il marito condannato all’ergastolo, “sono imprigionate nei cliché delle famiglie di ‘ndrangheta”.

Corruzione in sanità: 96,3% Asl ha sistemi raccolta segnalazioni; 79,4% ha adottato patti di integrità

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 11:19

Il sistema anticorruzione nella sanità italiana “ha fatto notevoli progressi, ma siamo a metà strada”. Lo afferma l’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, presentato questa mattina a Roma in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. La notizia positiva è che il 96,3% delle aziende sanitarie ha già reso disponibili dei sistemi di raccolta delle segnalazioni di corruzione (whistleblowing) e il 44,4% lo ha fatto utilizzando delle piattaforme informatiche. Inoltre, il 79,4% delle strutture ha adottato i Patti di integrità, da sottoscrivere con le aziende che partecipano agli appalti e il 90,4% ha intrapreso percorsi di formazione rivolti al personale sui temi dell’etica e della legalità. Sono proprio la formazione e la sensibilizzazione dei dipendenti ad essere ritenute le misure più efficaci per contrastare la corruzione dal 51,9% dei responsabili della prevenzione, più dell’aumento dei controlli sulle spese (45,0%) e sulle procedure di appalto (37,4%): solo nelle Regioni del Sud i responsabili della prevenzione mettono al primo posto i controlli sulle spese. “Curiamo la corruzione”, si legge nell’indagine, “ha l’obiettivo di aiutare il nostro Servizio sanitario nazionale” a ridurre il livello di corruzione “attraverso una maggiore trasparenza, integrità e responsabilità”. A questo fine sono state realizzate diverse attività di ricerca sul campo e di formazione del personale di aziende sanitarie e ospedaliere, con strumenti innovativi e modelli organizzativi specifici in 4 Asl pilota di Bari, Melegnano e Martesana, Siracusa e Trento. Secondo il rapporto, occorre tuttavia “continuare a investire su ricerca, formazione, dialogo e nuove tecnologie”, migliorare gli strumenti di analisi e la quantità e qualità dei dati disponibili, ridurre le differenze tra regioni “nella lotta alla corruzione e agli sprechi”.

Corruzione in sanità: insieme a sprechi è il 6% delle spese annue del Ssn. Inefficienze costano 13 miliardi

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 11:08

L’analisi dei piani anticorruzione di tutte le aziende sanitarie italiane condotta da Rissc – Centro ricerche studi e criminalità rivela che il 51,7% delle strutture non ha adottato piani anticorruzione adeguati. Le regioni con la qualità media dei piani più bassa sono Calabria e Puglia. Sulla base dell’analisi dei conti economici effettuata da Ispe Sanità si stima che circa il 6% delle spese correnti annue del Servizio sanitario nazionale siano riconducibili a sprechi e corruzione. Lo rivela l’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, presentato questa mattina a Roma in occasione della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità. Il rischio di inefficienze, si legge nel rapporto, “è più alto nel caso di acquisto di servizi per le Asl e di acquisto di beni per le Aziende ospedaliere” e l’ammontare di queste potenziali inefficienze “è stimato in circa 13 miliardi di euro”.

Corruzione in sanità: coinvolta una Asl su quattro. Al sud il 37,3% del totale

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 11:00

Gli interventi normativi e gli strumenti di prevenzione e contrasto introdotti all’interno delle strutture sanitarie del nostro Paese hanno potuto arginare ma non eliminare del tutto la corruzione, che nell’ultimo anno ha coinvolto il 25,7% delle Aziende sanitarie. E’ quanto emerge dall’indagine condotta dal Censis sulla percezione dei responsabili della prevenzione della corruzione di 136 strutture sanitarie nell’ambito del progetto Curiamo la corruzione coordinato da Transparency International Italia, in partnership con Censis, Ispe Sanità e Rissc, finanziato nell’ambito della Siemens Integrity Initiative e presentato oggi a Roma, al Tempio di Adriano, nel corso della seconda Giornata nazionale contro la corruzione in sanità alla presenza, tra gli altri, del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. La distribuzione del fenomeno non è la stessa su tutto il territorio: la maglia nera va al Sud, dove le strutture in cui risulta almeno un episodio di corruzione sono il 37,3% del totale. Gli ambiti maggiormente a rischio sono quello degli acquisti e delle forniture, le liste d’attesa e le assunzioni del personale. Secondo il rapporto, all’interno del sistema sanitario permangono ancora forti differenze tra regioni e aree territoriali, sia nella qualità che nella quantità degli strumenti attivati. Le strutture sanitarie che hanno partecipato all’indagine sono state classificate in 4 gruppi, secondo un indice che valuta la percezione del rischio di corruzione. Ventiquattro strutture, pari al 17,6%, di cui ben 16 del Nord, si classificano nella fascia di rischio basso. Sono invece 20 le strutture sanitarie, cioè il 14,7%, che presentano una percezione di rischio alto, e tra queste 9 si trovano al Sud.

Consumi: Coldiretti, 2,5 chili di spesa settimanale in meno per le famiglie italiane. Minimo storico da 10 anni

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 10:41

La spesa settimanale delle famiglie italiane per il cibo si è alleggerita in peso di 2,5 chili raggiungendo il minimo storico da 10 anni, accompagnato però da una crescente attenzione alle caratteristiche qualitative e alla sostenibilità ambientale e sociale. È quanto emerge dall’analisi della Coldiretti “Meno peso, più qualità nel carrello” diffusa in occasione dell’incontro nel castello di San Giorgio di Maccarese, a Fiumicino (Roma) promossa dall’azienda agricola Maccarese, il più grande allevamento d’Italia, associata alla Coldiretti. Nel giro di un decennio il carrello della spesa settimanale – spiega la Coldiretti – è passato da 21,4 chili a 18,9 chili, con un taglio netto delle quantità acquistate. Un fenomeno che è riconducibile in parte anche alla svolta salutistica affermatasi sulle tavole, con l’affermarsi di una nuova cultura del cibo che vede gli italiani mangiare meno ma mangiare meglio. Lo dimostra il progressivo aumento dei consumi di prodotti appartenenti all’ambito Benessere & Salute con un trend positivo di +8,4% sulle vendite in volume e +9% su quelle in valore nell’ultimo anno, secondo un’analisi Coldiretti su dati Nielsen. Ma ad attestarlo sono anche le scelte dei cittadini che nell’acquisto di beni alimentari prediligono i prodotti Made in Italy (74%) e oltre la metà (53%) compra spesso quelli con marchio Dop, Igp, Doc, secondo un’analisi Coldiretti su dati Eurispes 2017. In oltre la metà dei casi (59%) ad essere privilegiati sono i prodotti a km zero e nell’80% quelli di stagione. Tre consumatori su quattro – precisa la Coldiretti – controllano inoltre l’etichettatura e la provenienza degli alimenti e mangiano italiano.

Decreto immigrazione: Trucco (Asgi), “discrimina e limita pesantemente il diritto d’asilo”

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 10:24

“I migranti non avranno gli stessi diritti degli altri e tutto ciò sarà codificato” con “un approccio insopportabilmente discriminatorio”. In pratica si limita “in maniera netta e precisa il diritto all’asilo. È una ferita molto grossa e pesante”. È preoccupato e intravede un “orizzonte molto buio” allo scopo “di impedire l’arrivo e l’avvio della procedura di richiesta d’asilo” il presidente dell’Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione (Asgi) Lorenzo Trucco, che esprime le sue critiche al Decreto Minniti-Orlando sull’immigrazione in un’intervista al Sir. “Ci sono tanti modi per costruire muri: con il calcestruzzo o con le norme. Non c’è nulla che va a rafforzare la tutela dei diritti su persone assolutamente deboli”, afferma. “Abbiamo di fronte un orizzonte scuro e pesantissimo. È un cambio epocale. Tutto il sistema di asilo verrà modificato in peggio”. Tra gli aspetti tecnici peggiorativi Trucco elenca le “sanzioni nei confronti di chi si sposta nell’ambito dell’Unione europea per cercare di ottenere asilo in altri Paesi” e la costituzione dei Centri di permanenza e rimpatrio, con i quali “si vuole spazzare via tutta la battaglia che ha portato alla chiusura di molti Cie (Centri di identificazione ed espulsione). In sostanza verrebbero trasformati in centri di detenzione”. “Inutile nascondersi dietro ad un dito: l’ipotesi contenuta nel decreto, decisamente pessimo, è l’allargamento dei centri dove le persone verranno detenute”, sottolinea.
L’altro aspetto “clamoroso” è quello che toglie ai migranti la possibilità di ricorrere in appello quando la richiesta di asilo non viene accolta: “Basti pensare che una multa per divieto di sosta prevede tre gradi di giudizio. Invece in questo decreto, per il richiedente asilo che sta cercando di far valere un diritto fondamentale, ne sono previsti solo due. Viene codificato il fatto che alcune persone, per diversi motivi, non hanno diritto ad un vero e proprio accesso alla giustizia. I ricorsi potranno essere presentati solo in primo grado e poi ci sarà la Corte di Cassazione”. “Tutti i giuristi sono preoccupati – dice – perché quando si smantella un pezzo, cade anche il resto. Spesso la normativa sugli stranieri ha indicato strade pericolose. Il nostro sistema si basa su tre gradi di giudizio per tutti, indipendentemente se straniero o no. In questo caso si tratta di un diritto fondamentale garantito dalla Costituzione e dalle Convenzioni internazionali”. Sulla possibilità di far lavorare gratis i richiedenti asilo Trucco ribatte: “Viene presentato come un aspetto positivo ma se si usa una forza lavoro senza pagarla si chiama sfruttamento o riduzione in schiavitù”. E conclude: “Purtroppo il decreto dal punto di vista giuridico è quasi inemendabile. Faremo una serie di questioni di costituzionalità perché ci sono aspetti illegittimi. Ma è una strada lunga, complicata. Ci vuole una risposta politica ma il panorama è scuro. L’unica speranza è la presa di coscienza dei cittadini”.

Ecuador: i vescovi chiedono chiarezza sui risultati delle elezioni e invocano l’unità della nazione

Agensir.it - Thu, 2017-04-06 10:05

La Conferenza episcopale dell’Ecuador, in seguito alla proclamazione della vittoria elettorale di Lenín Moreno nel ballottaggio di domenica scorsa, alle contestazioni della piazza e alla richiesta del candidato sconfitto Guillermo Lasso di ricontare i voti, prende posizione con un comunicato della Segreteria generale. Quanto sta accadendo, secondo i vescovi, “mette in pericolo l’unità del nostro Paese. La pace è realmente in pericolo!”. Perciò, “di fronte ai controversi risultati espressi attraverso le urne”, la Conferenza episcopale riconosce “il pieno diritto del popolo ecuadoriano a sapere la verità. L’autorità elettorale, supportata dal governo nazionale, ha il dovere di assicurare alla parte politica che si senta danneggiata tutte le facilitazioni per impugnare i risultati e di prendere in esame, senza alcuna esclusione, le istanze legalmente previste per far valere le proprie ragioni”. Da qui la richiesta di una completa trasparenza. I vescovi sottolineano poi che “mai la violenza, tanto della maggioranza che dell’opposizione, può essere la strada per raggiungere la pace, lo sviluppo e la democrazia, nel contesto di un autentico bene comune, che non può essere prerogativa e responsabilità di un solo partito, ma di tutta la società ecuadoriana nell’articolazione delle sue organizzazioni”. È quindi fondamentale, conclude la nota, “avviare subito un dialogo che permetta il chiarimento della verità, potendo così tornare in seguito alla calma e alla tranquillità nelle strade delle nostre città”.

Agli altri, ma mai a noi

Marco Pozza - Wed, 2017-04-05 22:45

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Di fronte a gravi episodi di cronaca, che coinvolgono il nucleo stesso della società civile, quale è la famiglia, la prima istintiva reazione è spesso di stupore. Com’è possibile? “Lo conoscevo, salutava sempre” commentano i vicini, interdetti ed esterrefatti. Qualcuno, incapace di tacere, arriva a generalizzare con commenti in cui è messa in discussione l’esistenza stessa della famiglia, quando non della possibilità di relazioni autentiche tra esseri umani. Addirittura, si arriva ad argomentare, nella migliore delle ipotesi, che ogni umano sentimento sia permeato da ricerca di tornaconto e propria utilità.

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Notizie Sir del giorno: Papa Francesco su “inaccettabile strage in Siria”, anniversario terremoto a L’Aquila, Parlamento Ue su Brexit

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:30

Papa Francesco: “inaccettabile strage in Siria”. Appello “affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo alla popolazione stremata dalla guerra”

Un appello per fermare la tragedia che si sta consumando in Siria. A rivolgerlo è stato oggi il Papa, al termine dell’udienza generale del mercoledì. “Assistiamo inorriditi agli ultimi eventi in Siria”, ha affermato il Pontefice, esprimendo la sua “ferma deplorazione per l’inaccettabile strage avvenuta ieri nella provincia di Idlib, dove sono state uccise decine di persone inermi, tra cui tanti bambini”. “Prego per le vittime e i loro familiari e faccio appello alla coscienza di quanti hanno responsabilità politiche, a livello locale e internazionale – l’appello di Francesco – affinché cessi questa tragedia e si rechi sollievo a quella cara popolazione da troppo tempo stremata dalla guerra. Incoraggio, altresì, gli sforzi di chi, pur nell’insicurezza e nel disagio, si sforza di far giungere aiuto agli abitanti di quella regione”. (clicca qui)

Siria: attacco chimico a Idlib. Card. Zenari (nunzio), “è ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”

“Non si hanno parole davanti a fatti così deplorevoli. È ora di dire basta. La comunità internazionale deve intervenire”. Così il nunzio apostolico a Damasco, cardinale Mario Zenari, condanna l’attacco chimico contro Khan Sheikhun, città nella provincia nord-occidentale di Idlib, sotto il controllo dei ribelli, che ha provocato, secondo il bilancio aggiornato, almeno 72 morti, di cui 20 bambini, e centinaia i feriti. “Non è la prima volta che la gente viene colpita da gas tossici”, rimarca il cardinale in un’intervista al Sir. (clicca qui)

Terremoto a L’Aquila: mons. Petrocchi, città “esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva la speranza”

“L’Aquila esce rafforzata dalla prova” ma occorre “mantenere viva, nella popolazione, la fiamma di una ‘fondata speranza’”. Lo afferma l’arcivescovo, mons. Giuseppe Petrocchi, in un messaggio in occasione dell’ottavo anniversario del terremoto (6 aprile 2009), ricevuto questa mattina dal Sir. Il sisma causò 309 vittime. Dalla “cattedra della croce”, sostiene il presule, L’Aquila “può offrire lezioni di coraggio e di fattiva prossimità a coloro che sono stati visitati dalle stesse ustionanti calamità”. (clicca qui)

Attentato San Pietroburgo: i sacerdoti ortodossi fanno visita ai feriti negli ospedali. Al “Marsovo polie” manifestazione per le vittime

Restano negli ospedali di San Pietroburgo ancora una quarantina di feriti. I sacerdoti ortodossi che lavorano nei 4 ospedali in cui sono stati ricoverati i feriti hanno già fatto loro visita. “Le persone sono in stato di shock, quindi stiamo solo accanto a loro. Quando sarà possibile il dialogo, cercheremo di capire di chi e di che cosa hanno bisogno”, racconta uno dei sacerdoti attraverso il sito della metropolia. Stasera alle 20 al Campo di Marte (Marsovo polie) ci sarà una manifestazione per le vittime. (clicca qui)

Brexit: Parlamento Ue vota risoluzione sui negoziati. “Prima i cittadini”. Sostenere processo di pace in Irlanda

Quasi tre quarti del Parlamento europeo vota a favore della risoluzione comune per l’avvio dei negoziati sul Brexit secondo il principio “prima i cittadini”. Dopo il dibattito svoltosi in mattinata nell’emiciclo di Strasburgo, gli eurodeputati hanno approvato con 516 voti a favore, 133 contrari e 50 astensioni, il testo proposto da Ppe, Socialisti e democratici, Liberali, Verdi e Sinistra unitaria. La risoluzione (anticipata dal Sir) stabilisce i principi e le condizioni per l’approvazione dell’accordo di uscita del Regno Unito. I deputati sottolineano la necessità di “garantire un trattamento equo e paritario ai cittadini Ue che vivono nel Regno Unito e ai cittadini britannici che vivono nell’Ue”. Il testo ricorda che occorre “mantenere l’impegno sul processo di pace in Irlanda del Nord”, evitando il ripristino di controlli rigorosi alla frontiera tra le due Irlanda. (clicca qui)

Tratta: Ramonda (Apg23), “grazie, Papa Francesco, per parole di incoraggiamento e per invito a partecipare a Via Crucis delle donne crocifisse”

“Siamo grati al Santo Padre per le sue parole di incoraggiamento e l’invito a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse. La sua attenzione per questa piaga sociale ci incoraggia a proseguire con maggiore impegno la liberazione delle ragazze”. È il commento di Giovanni Paolo Ramonda, presidente della Comunità Papa Giovanni XXIII (Apg23), all’invito che oggi Papa Francesco, durante l’udienza generale, ha rivolto ai romani “a partecipare alla Via Crucis per le donne crocifisse che avrà luogo venerdì 7 aprile alla Garbatella”, esortando, al tempo stesso “a continuare l’opera in favore di ragazze sottratte alla prostituzione”. (clicca qui)

Palermo: mons. Lorefice (arcivescovo) su predicazioni don Alessandro Minutella, “nessuno è un condannato, nessuno è un escluso”

“Grazie Signore, perché ci permetti di non spegnere lo Spirito. Nessuno di noi è qui per un altro motivo, ma per testimoniare che lo Spirito è all’opera nella Chiesa”. Lo ha detto l’arcivescovo di Palermo, monsignor Corrado Lorefice, al termine dell’adorazione eucaristica per l’unità della Chiesa, celebrata ieri sera in cattedrale dopo le predicazioni di don Alessandro Minutella, che ha espresso posizioni di dissenso nei confronti della gerarchia ecclesiastica. “Nessuno è un condannato, nessuno è un escluso. Ciascuno è un cristiano perché è un amato, è un perdonato”, ha concluso mons. Lorefice (clicca qui)

Avvenire: i temi della prima pagina di domani 6 aprile. Guerra in Siria, Dat, cooperazione internazionale

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:29

È ancora il dramma della guerra in Siria il tema di apertura di Avvenire. La strage dei bambini di Idlib, assassinati con il gas e definita “inaccettabile” dal Papa all’udienza, è stata al centro della discussione all’Onu ma sulla condanna al regime di Assad la Russia ha posto il veto, bloccando la risoluzione.
In evidenza anche la discussione alla Camera della legge sulle Dichiarazioni anticipate di trattamento che procede a tappe forzate. Sono stati bocciati infatti quasi tutti gli emendamenti, mentre alimentazione e idratazione sono stati definiti trattamenti sanitari e, perciò, interrompibili.
Ancora, un’inchiesta sui soldi che le ong destinano alla cooperazione internazionale e con i conti che tornano a dispetto delle accuse di spreco che circolano sui media e sul web.
Infine l’editoriale, a firma di Francesco Seghezzi e Michele Tiraboschi evidenzia l’abuso dei tironici che caratterizza il nostro mercato del lavoro, complice anche il programma di Garanzia Giovani.

Medjugorje: mons. Hoser (inviato speciale Santa Sede) , “una luce nel mondo di oggi”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:28

“Medjugorie è una luce nel mondo di oggi”: lo ha detto oggi mons. Henryk Hoser, inviato speciale della Santa Sede a Medjugorje e arcivescovo di Warszawa-Praga, durante una conferenza stampa nella piccola località in Bosnia-Erzegovina dove dal 1981 a sei “veggenti” apparirebbe la Madonna che si presenterebbe come “Regina della pace”. I pellegrini che vengono a Medjugorje, ha aggiunto il presule, “sono attratti soprattutto dalla scoperta di qualcosa di eccezionale, dall’atmosfera di pace interiore e di pace dei cuori”. l’arcivescovo ha anche sottolineato il carattere “cristocentrico” del culto della Madonna di Medjugorie, ricordando la regolarità delle celebrazioni eucaristiche e delle adorazioni del Santissimo. Inoltre, ha messo in risalto “la scoperta” da parte di numerosi pellegrini della preghiera del rosario, nonché l’adesione da parte loro alla liturgia della Via Crucis. Mons. Hoser ha, infine, invitato tutti a salire sulla collina del Pod Brdo, il luogo dove è stata collocata una figura della Madonna e dove avverrebbero le apparizioni.

Diocesi: Pavia, l’8 aprile firma del “Patto sociale per il lavoro”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:20

Un “Patto sociale per il lavoro nella diocesi di Pavia” verrà sottoscritto sabato 8 aprile, nel corso di un incontro ospitato nel vescovado di Pavia, da parte delle istituzioni locali e delle associazioni di impresa della città e del territorio pavese. L’obiettivo – si legge sul settimanale diocesano “Il Ticino” – è quello di “facilitare il dialogo tra le parti, al fine di realizzare progetti di riqualificazione-ricollocazione-formazione al lavoro in favore di persone senza un’occupazione e, specialmente, di persone socialmente svantaggiate”. Inoltre, “si cercherà di costituire reti d’intervento e di solidarietà in favore di cittadini senza lavoro” e verranno avviati “progetti di auto-imprenditorialità e altri volti all’inserimento lavorativo di migranti, profughi e richiedenti asilo”. L’incontro, che si terrà a partire dalle 10, si aprirà con gli interventi del vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, e di don Franco Tassone, responsabile diocesano della Pastorale sociale e del lavoro. Proprio mons. Sanguineti, riferendosi al “‘pane’ del lavoro”, in occasione della festa patronale di san Siro, lo scorso 9 dicembre, aveva invitato “a porre l’attenzione ‘sul pane’ che ‘troppe volte è poco o viene a mancare nella vita di tante persone, giovani e non solo giovani’”. Con il “Patto sociale per il lavoro” – prosegue “Il Ticino” – si cercherà di coniugare “opportunità lavorative, specialmente per i giovani inoccupati, innovazione industriale e aumento della competitività aziendale”. In programma percorsi di inserimento, tirocini, ma anche eventi culturali e formativi.

Siria: attacco chimico a Idlib. Oxfam Italia, “questo orrore richiede un’azione immediata”

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:12

“Le immagini di bambini asfissiati dalle armi chimiche sono scioccanti e richiedono un’azione immediata per fermare gli attacchi sui civili”. Lo ha detto il coordinatore umanitario di Oxfam Italia, Riccardo Sansone, per il quale “questa ennesima tragedia rappresenta solo l’ultimo esempio delle terribili sofferenze che il popolo siriano subisce dall’inizio del conflitto e che abbiamo sempre denunciato. L’uso di armi chimiche e gli attacchi sui civili sono la chiara testimonianza del fallimento della comunità internazionale, che non riesce a garantire la protezione della popolazione”. Secondo Oxfam Italia, “la tragedia di Idlib allontana la reale applicazione di un cessate il fuoco in Siria, diventato ormai solo un miraggio, come pure la possibilità di ritorno in patria di parte dei rifugiati. In Siria, ancora oggi, l’accesso agli aiuti umanitari è pressoché precluso a circa 700 mila persone nelle zone sotto assedio”. In questo quadro Oxfam lancia perciò “un appello urgente al Consiglio di Sicurezza dell’Onu, di cui l’Italia è membro non permanente, affinché venga data piena attuazione alla risoluzione 2209 sull’uso di armi chimiche in Siria e venga avviata un’indagine imparziale per accertare le responsabiltà delle parti conflitto”.

Diocesi: Caritas Bolzano, sabato “Treffiamoci”, festa dei giovani contro i pregiudizi

Agensir.it - Wed, 2017-04-05 19:01

Dai verbi “treffen” e “incontrarsi” è nato il nome della festa, “Treffiamoci!”, che i ragazzi del servizio civile della Caritas organizzano sabato 8 aprile in piazza Duomo a Bolzano (ore 14 -17). Tre ore di musica, cibo, convivialità e incontri, per abbattere i pregiudizi, conoscersi e far conoscere alla cittadinanza le attività rivolte ai giovani dalla youngCaritas; buffet interetnico, musica dal vivo e possibilità di confrontarsi e conoscere persone con stili di vita e background culturali molto differenti tra loro. Un ex-carcerato, alcuni profughi, una persona con handicap saranno presenti per raccontare la loro storia e scambiare con chi vuole due chiacchiere. I ragazzi del servizio civile racconteranno la loro esperienza e informeranno sulle attività di volontariato possibili grazie a youngCaritas, come il servizio volontario estivo dedicato ai ragazzi dai 15 ai 19 anni o, per i maggiorenni, i tirocini all’estero in Paesi partner di progetti di sviluppo seguiti da Caritas e Oew. Grandi e piccini avranno inoltre modo di mettere in pratica la loro creatività attraverso un corso di upcycling, realizzando nuovi oggetti e decorazioni pasquali con materiale di scarto e di recupero. Saranno infine presenti due donne nigeriane richiedenti asilo della Casa del Pescatore di Vandoies che realizzeranno per le bambine treccine colorate. “Invitiamo tutta la cittadinanza a partecipare all’evento, soprattutto i giovani, sarà una grande festa all’insegna dell’incontro”, dice Silvia Di Panfilo, collaboratrice della youngCaritas.

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