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Assemblea Onu: Santa Sede, forniti alla Siria aiuti umanitari per 200milioni di dollari

Agensir.it - Sat, 2017-09-23 09:01

(da New York) Il conflitto siriano continua a preoccupare Papa Francesco soprattutto per le tremende sofferenze inflitte a milioni di bambini e civili innocenti, privi di beni e servizi essenziali. I timori del Papa sono stati espressi dall’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per le relazioni con gli Stati e capo della delegazione della Santa Sede durante l’incontro sulla crisi siriana organizzato dalla delegazione dell’Unione europea durante la 72ma sessione dell’assemblea generale delle Nazioni Unite.
Monsignor Gallagher ha precisato che solo nel 2016 la Santa Sede ha fornito aiuti umanitari pari a 200 milioni di dollari per oltre 4,6 milioni di persone sia in Siria che nella regione circostante, non facendo alcuna distinzione di identità etnica o religiosa, ma anzi privilegiando i più vulnerabili e bisognosi. Inoltre non sono mancati finanziamenti ai rifugiati ospitati in Giordania, Libano, Iraq, Turchia ed Egitto.
Il segretario vaticano auspica una soluzione politica intra-siriana al conflitto che ha dilaniato il Paese e chiede che sia credibile e reciprocamente concordata, con il sostegno costruttivo della comunità internazionale. Fondamentale per l’arcivescovo è che il ripristino dello stato di diritto garantisca il rispetto della libertà religiosa e l’uguaglianza davanti alla legge di tutte le etnie e le comunità religiose, sulla base del principio di cittadinanza e non di appartenenza.
In ultimo la Santa Sede richiede garanzie di accesso rapido e sicuro per gli operatori umanitari che operano al servizio dei civili e il trattamento dignitoso dei prigionieri e dei detenuti.

Assemblea Onu: Santa Sede, il piano per proteggere le minoranze religiose

Agensir.it - Sat, 2017-09-23 09:00

(da New York) “I cristiani restano il gruppo religioso più perseguitato al mondo anche se si assiste ad un incremento di attacchi verso gli Ebrei, soprattutto in alcune parti d’Europa, e verso i Musulmani perseguitati da gruppi fondamentalisti che non condividono l’interpretazione dei principi della loro fede”. Così si è espresso monsignor Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, durante l’incontro sulla Protezione delle minoranze religione nelle aree di conflitto, organizzato ieri a margine della 72ma assemblea generale delle Nazioni Unite. Promotori dell’appuntamento sono stati le Missioni Permanente d’Ungheria e della Santa Sede presso l’Onu, assieme all‘Istituto per una democrazia culturale.
Nel suo intervento, il segretario ha proposto sette punti necessari a proteggere le minoranze religiose:
1) La necessità di agire per scuotere l’inerzia della comunità internazionale chiamata a salvaguardare il rispetto dei diritti umani fondamentali tra cui il ritorno sicuro nelle proprie case delle minoranze etniche e religiose del Medio Oriente.
2) Riaffermare lo stato di diritto e l’uguaglianza davanti alla legge basata sul principio di cittadinanza, indipendentemente dalla religione, dalla razza o dall’etnia. Ad esempio, “il diritto alla libertà di religione e di coscienza implica il diritto di cambiare liberamente la propria religione senza subire discriminazioni o essere condannati a morte”.
3) Garantire reciproca autonomia e indipendenza tra Stati e comunità religiose. “Più si rafforzano l’autonomia e la cooperazione, più efficace sarà il servizio per il bene di tutti”.
4) I leaders religiosi hanno la responsabilità di condannare gli abusi compiuti nel nome di un credo religioso e che sono di fatto azioni terroristiche e violente contro credenti di altre fedi.
5) Un dialogo interreligioso efficace è antidoto al fondamentalismo, al fine di superare l’ipotesi cinica che i conflitti tra credenti nascono dalle diverse interpretazioni dei testi sacri che demonizzano chi fa altre scelte di fede.
6) Una buona istruzione e una solida educazione religiosa sono fondamentali per impedire la radicalizzazione che porta all’estremismo, la persecuzione delle minoranze religiose e il terrorismo.
7) Bloccare il flusso di soldi e di armi destinati a coloro che intendono usarli per esercitare violenza sulle minoranze religiose. E in questo punto è stato ricordato il passaggio del discorso di Papa Francesco ad Al-Azhar, in cui tra l’altro diceva: “Fermare le atrocità non solo comporta l’affrontare l’odio e i tumori del cuore che generano la violenza, ma significa anche gli strumenti che portano quella violenza.
Monsignor Gallagher ha concluso affermando che “la protezione delle minoranze religiose, siano esse cristiane, ebraiche, islamiche o di altre fedi è una delle più urgenti priorità della comunità internazionale, oggi.

Rondine Cittadella della Pace: oggi il ministro Fedeli peer inaugurazione percorsi formativi

Agensir.it - Sat, 2017-09-23 09:00

Sarà il ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli a inaugurare ufficialmente tutti i nuovi percorsi formativi dell’associazione Rondine Cittadella della Pace che da settembre vedrà ripartire a pieno regime “un nuovo anno scolastico e accademico e un rinnovato impegno nella formazione dei giovani di tutta Italia e di tutto il mondo per prepararli a diventare futuri leader di pace e soggetti attivi capaci di promuovere cambiamento sociale e azioni concrete sui territori di appartenenza”, si legge in una nota.
Stamattina, alle ore 10, a Rondine Cittadella della Pace, Arezzo alla presenza del ministro il benvenuto alla nuova generazione dello Studentato internazionale, la presentazione del Master in Global Governance, Intercultural Relations and Peace Process Managment, attivato a Rondine con l’Università degli Studi di Siena e l’inaugurazione della terza edizione del Quarto Anno liceale d’eccellenza a Rondine, riconosciuto dal Miur come percorso di sperimentazione per l’innovazione didattica. Sono 13 i partecipanti che entreranno ufficialmente a far parte della generazione 2017/2019 e rappresentano le aree di conflitto più calde del Pianeta e i popoli convolti come quello Abcaso, Armeno, Azerbaijano, Georgiano, Kosovaro, Serbo, Israeliano, Libanese, Palestinese e infine per la prima volta anche quello Maliano.
Al fine di arricchire ancora di più l’offerta formativa di Rondine per i giovani dello Studentato internazionale ma anche permettere agli esterni di approfondire le proprie competenze professionali sulla trasformazione del conflitto, entrando in contatto con l’ambiente di Rondine, sarà attivato il Master in Global Governance, Intercultural Relations and Peace Process Management. Il master, istituito dal Dipartimento di Scienze Sociali, Politiche e Cognitive dell’Università degli Studi di Siena, vede Rondine come main partner professionale.
La lunga esperienza di Rondine nella formazione di giovani e nella trasformazione del conflitto da ormai tre anni si rivolge stabilmente anche ai ragazzi dei licei italiani con il Quarto Anno liceale d’eccellenza a Rondine, offrendo un percorso mirato alla formazione di un giovane in grado di muoversi con autonomia nelle difficoltà di un’epoca sempre più caratterizzata da conflitti di ogni genere, ma anche capace di intervenire come attore e protagonista sui bisogni della propria comunità di appartenenza attraverso progetti concreti. Quest’anno saranno 26 i giovani, provenienti da Licei classici, scientifici e delle scienze umane di tutta Italia che rappresentano tutto il territorio da nord a sud isole comprese.

Processo in Vaticano: conclusa quinta udienza, la prossima il 2 ottobre

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 21:35

La quinta udienza del processo per la distrazione di fondi della Fondazione Bambino Gesù è iniziata alle 14.45 e finita alle 20.35. Lo ha riferito il gruppo di giornalisti del “pool” ammesso in aula. Erano presenti i due imputati, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, e quattro testimoni: Marco Bargellini, Paolo Mennini, Paolo Cipriani e Massimo Tulli. La prossima udienza è prevista il 2 ottobre alle 11.30, e si prevede di chiudere il processo entro quella settimana. Dopo la lettura dei verbali, è stato interrogato il primo teste, Marco Bargellini, ingegnere responsabile del servizio edilizio del Governatorato, che si è soffermato sulla “singolarità” e sulla “anomalia” nel modo in cui sono stati eseguiti i lavori di ristrutturazione dell’attico del cardinale Bertone. Per i preventivi superiori a 50mila, infatti, la procedura del Governatorato prevede una gara di appalto dove ci siano almeno tre ditte con le qualificazioni necessarie, iscritte in un registro di abituali fornitori del Governatorato. Nel caso specifico dell’attico del card. Bertone, invece, nell’ottobre 2014 quest’ultimo ha depositato un progetto fatto dall’ architetto Toscani per lo studio Castelli Re: al posto della gara d’appalto, Bertone ha comunicato direttamente al presidente del Governatorato, il cardinale Giuseppe Bertello, che i lavori li avrebbe eseguiti la ditta Castelli Re, e che sarebbero stati poi pagati direttamente dal beneficiario di essi, cioè lo stesso cardinale Bertone, anche questa una procedura senza precedenti. La Castelli Re ha presentato un preventivo complessivo di 615mila euro, subito scontati del 50%: la cifra che il Governatorato doveva anticipare era dunque di 354mila euro per l’appartamento e 179mila euro per il lastrico solare, cui andavano aggiunte anche 20mila euro di spese iniziali per le colonne portanti dei lavori di ristrutturazione. Per i lavori che hanno riguardato l’appartamento dell’ex segretario di Stato, 425 metri quadrati in tutto – ha riferito Bargellini – c’era un apposito staff tecnico e venivano fatti controlli giornalieri sul cantiere. Dopo Bargellini, sono stati sentiti gli altri tre testi, tutti convocati da Alfredo Ottaviani, l’avvocato di Spina. La domanda del promotore Zannotti è stata per tutti la stessa: da quando conoscevano Spina e se quest’ultimo avesse autorità di firma. Paolo Cipriani e Massimo Tulli, all’epoca entrambi allo Ior, hanno risposto in senso negativo, spiegando che solo il presidente della Fondazione Bambino Gesù, Giuseppe Profiti, deteneva il potere di firma. Paolo Mennini, delegato dell’Apsa, ha risposto che Spina aveva a che fare con l’Apsa per decidere gli investimenti, ma che il potere di firma spettava solo al presidente della Fondazione Bambino Gesù.

Notizie Sir del giorno: Papa su xenofobia in Europa, nota dei vescovi per elezioni in Sicilia, denuncia Caritas Venezuela

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 19:30
Papa Francesco: al Ccee, “preoccupato per intolleranza, discriminazione e xenofobia in Europa, anche tra cattolici”

Papa Francesco ha espresso oggi la sua “preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa”: lo ha detto ricevendo in udienza i direttori nazionali delle migrazioni che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). “Mi preoccupa ancor più – ha detto – la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto, giustificate da un non meglio specificato ‘dovere morale’ di conservare l’identità culturale e religiosa originaria”. La Chiesa, ha ricordato, “si è diffusa in tutti i continenti grazie alla ‘migrazione’ di missionari che erano convinti della universalità del messaggio di salvezza di Gesù Cristo, destinato agli uomini e alle donne di ogni cultura. Nella storia della Chiesa non sono mancate tentazioni di esclusivismo e arroccamento culturale, ma lo Spirito Santo ci ha sempre aiutato a superarle, garantendo una costante apertura verso l’altro, considerata come una concreta possibilità di crescita e di arricchimento. Lo Spirito, ne sono sicuro, ci aiuta anche oggi a conservare un atteggiamento di apertura fiduciosa, che permette di superare ogni barriera, di scavalcare ogni muro”. Di fronte ai flussi migratori “massicci, complessi e variegati, che hanno messo in crisi le politiche migratorie fin qui adottate e gli strumenti di protezione sanciti da convenzioni internazionali”, ha ribadito, “la Chiesa intende rimanere fedele alla sua missione: quella ‘di amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati”.

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Chiese europee e migranti: card. Bagnasco (Ccee), “portare vita nuova a tutti e promuovere cultura incontro”

Il fenomeno della mobilità “ci provoca come Chiesa e come società europea” per cui è necessario “portare vita nuova a tutti e promuovere la cultura dell’incontro”: è questa, secondo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee), la missione delle Chiese europee, così come illustrata a Papa Francesco durante l’udienza a vescovi e direttori nazionali per la pastorale dei migranti, riuniti a Roma dal 21 al 23 settembre. “L’Europa è da sempre luogo d’incontro di popoli e culture e le migrazioni hanno sempre segnato la nostra società – ha detto il card. Bagnasco -, sia perché molti connazionali ne sono partiti sia perché persone e famiglie di altre provenienze sono qui giunti. Nello stesso tempo dobbiamo riconoscere il carattere inedito dei flussi migratori in atto, flussi che hanno messo a prova più in profondità il cuore e l’intelligenza del continente”. Le ragioni di questa mobilità umana “sono molteplici e complesse”, ha ricordato, e “tutte chiedono di promuovere uno sviluppo umano ed economico più equo, che stimoli i valori della solidarietà, senza la quale non esiste una società giusta e credente”. D’altra parte, ha precisato, “siamo consapevoli che negli ultimi anni non pochi Paesi europei sono stati fortemente colpiti da crisi sociali ed economiche che hanno indebolito lo stesso progetto europeo, allentando i vincoli personali e sociali, e generando smarrimento e perplessità rispetto a questo grande esodo. Siamo preoccupati anche per questo, come per la condizione di molte famiglie, dei poveri, dei disoccupati, e di tutti coloro che soffrono nel nostro continente”.

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Elezioni Sicilia: nota dei vescovi, vincere rassegnazione e astensione. “Soluzioni efficaci nell’interesse dei cittadini e dei poveri”

In prossimità del voto regionale, in programma per il prossimo 5 novembre, i vescovi di Sicilia lanciano un appello per una competizione elettorale che sia “corretta e leale, attenta ai problemi concreti della nostra gente e non preoccupata del successo di parte e dell’occupazione dei posti di potere” perché, per i presuli, “la Sicilia non può più aspettare e grava su tutti la responsabilità di elaborare soluzioni praticabili ed efficaci nel superiore interesse dei cittadini e dei poveri e degli ultimi in modo prioritario”. Le riflessioni, che nascono “alla luce della Dottrina sociale della Chiesa” e vogliono “annunciare una parola di speranza”, sono diffuse oggi a conclusione della sessione autunnale di lavoro della Conferenza episcopale siciliana, riunita a Caltagirone il 20-21 settembre. “Nessuno può esimersi dalla responsabilità di partecipare fornendo il proprio contributo di idee e di proposte sui temi di maggiore rilevanza politico-amministrativa. La costruzione della casa comune – sintetizzano i vescovi in documento pubblico – non può diventare appannaggio di gruppi autoreferenziali che pretendono di governare in forza dell’investitura di una parte minoritaria del popolo siciliano”. Per i vescovi, “la Chiesa siciliana non può non interrogarsi sulle condizioni di vita delle donne e degli uomini della nostra Regione, sulle possibilità di trovare soluzioni ai numerosi bisogni che affliggono la popolazione: la disoccupazione (specie giovanile e femminile), ancora a livelli allarmanti, e poi la questione della formazione professionale, legata all’obbligo scolastico, bloccata sul nascere; oppure quella delle infrastrutture fragili e del dissesto idrogeologico, tanto per citare alcuni esempi”.

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Assemblea Onu: Santa Sede, “le armi nucleari non possono creare un mondo stabile”

“Le armi nucleari non possono creare un mondo stabile e offrono un falso senso di sicurezza. La pace e la stabilità internazionale non possono essere fondati sulla distruzione reciproca o sulle minacce di annientamento”. Così l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, intervenendo alla decima conferenza sul “Bando totale degli esperimenti nucleari” organizzata il 20 settembre in occasione della 72ª Assemblea generale dell’Onu. L’arcivescovo ha ribadito che la Santa Sede ha ratificato e aderito al Trattato per il bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt), ma è “turbata” dal constatare che all’appello mancano tanti Stati che ne impediscono, dopo 20 anni, la piena entrata in vigore. Il Trattato sul Bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt) impegna i sottoscrittori a non effettuare esperimenti sul proprio territorio e a non incoraggiare o partecipare a tali esperimenti in altri Stati, al fine di limitare la proliferazione, l’ammodernamento e la creazione di armi nucleari di ultima generazione o lo sviluppo, l’aggiornamento e la creazione di nuove generazioni di armi nucleari. India, Pakistan e Corea del Nord, non hanno ancora firmato il Trattato, mentre Stati Uniti, Cina, Egitto, Iran, Israele e Indonesia non hanno ancora proceduto alla ratifica assieme ad altri 38 Paesi giudicati a capacità nucleare avanzata.

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Venezuela: denuncia Caritas, “41% famiglie costretto ad elemosinare cibo scartato nei mercati”

In Venezuela il 41% delle famiglie è costretto ad elemosinare i cibi scartati nei mercati e il 63% è deve acquistarli al mercato nero: lo rivela un report di Caritas Venezuela, che dal 2016 sta monitorando la situazione e distribuendo aiuti alimentari in tutto il Paese. Il monitoraggio è stato svolto in 4 Stati interni: Miranda, Vargas, Zulia e Distrito Capital.  Per cercare di fronteggiare la grave scarsità di alimenti e la povertà, conseguenze della crisi politica ed umanitaria nel Paese, i venezuelani “stanno vendendo i loro elettrodomestici, specialmente i frigoriferi e i vestiti usati – denuncia Caritas Venezuela – per avere i soldi per comprare gli alimenti”. Secondo il report è aumentata in maniera allarmante la percentuale di bambini malnutriti: dal 54 al 68% in quattro mesi, da aprile ad agosto 2017. Caritas Venezuela chiede urgentemente allo Stato “di mettere a disposizione risorse straordinarie per affrontare la grave denutrizione e i problemi di salute”. Se non si risolvono le cause e i fattori che peggiorano la crisi, avverte, “le parrocchie più povere potrebbero trovarsi in emergenza nutrizionale entro la fine dell’anno”.

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Terra Santa: Gerusalemme, vandalizzata la chiesa di Santo Stefano. Patriarcato Latino, “orribile attacco”

Mercoledì 20 settembre dei vandali si sono introdotti furtivamente e hanno profanato la Chiesa di santo Stefano, attigua al monastero salesiano di Beit  Gemal, a ovest di Gerusalemme. Gli autori hanno distrutto una statua della Madonna e delle vetrate che riproducevano momenti importanti della vita di Gesù. Lo riferisce il Patriarcato latino di Gerusalemme. Mons. Giacinto Boulos Marcuzzo, vicario patriarcale per Gerusalemme e la Palestina, facendo visita alla chiesa, ha dichiarato che “non si tratta solo di un atto di vandalismo, ma anche di un’azione contro il carattere sacro dei luoghi santi e della fede del popolo. La Terra Santa è un luogo che beneficia di una fede profonda e di una grande ricchezza culturale. Dobbiamo vivere insieme nella diversità delle fedi. È assolutamente necessario accettare gli altri e accettarsi reciprocamente nella nostra diversità”. Secondo il vicario patriarcale il fatto “si inserisce nel solco degli episodi avvenuti in passato. Può darsi che si tratti di estremisti ebraici, non lo sappiamo con certezza e al momento non si hanno riscontri. Ma la matrice è quella che si nasconde dietro gli attacchi a Tagba o in altri edifici cristiani della Terra Santa”. A metà dicembre del 2015 il cimitero del convento era stato vandalizzato e molte croci delle tombe divelte. Condannando fermamente “questo orribile attacco” il Patriarcato latino di Gerusalemme ricorda che “l’istruzione è la soluzione per insegnare il rispetto delle differenze religiose e culturali dei popoli”. Forte condanna è arrivata anche dall’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa per bocca del suo portavoce Wadie Abunassar : “È con dispiacere e rabbia vedere noi stessi impegnati nella condanna di simili atti criminali che si sono ripetuti molte volte nei recenti anni, mentre al tempo stesso non vediamo né sicurezza né trattamento educativo da parte dello Stato contro questo fenomeno pericoloso”.

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Migranti: Oculik (Ccee), “Chiese europee pronte ad affrontare le sfide e i cambiamenti”

Le migrazioni nel tempo hanno assunto caratteristiche molto diverse. La Chiesa cattolica in Europa deve stare al passo con questi cambiamenti così rapidi per affrontare le nuove sfide. Questo lo scopo dell’incontro dei direttori nazionali per la pastorale dei migranti delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee) in corso in questi giorni, a porte chiuse, a Roma. Una cinquantina di delegati da tutti i Paesi europei che oggi incontreranno Papa Francesco e questo pomeriggio dialogheranno con la Sezione Migranti e Rifugiati del Dicastero per il servizio allo sviluppo umano integrale. Ieri pomeriggio i partecipanti hanno analizzato tre sondaggi sul fenomeno improvviso dei flussi migratori in arrivo in Europa. “In questo scenario – dice al Sir padre Luis Okulik, segretario della Commissione affari sociali del Ccee – la Chiesa cattolica è stata protagonista con una grande disponibilità di mezzi umani e risorse economiche, con un aumento del lavoro nell’ambito delle migrazioni, oltre quello che già si stava facendo. Sono emerse aree sulle quali si dovrà lavorare di più”. La preoccupazione principale dei direttori nazionali del Ccee, spiega padre Okulik, “è approfondire il modo per evangelizzare attraverso la pastorale migratoria” perché “le migrazioni hanno assunto variabili molto diverse e mutevoli nel tempo, tanto da rappresentare una grande sfida”. Gli organismi cattolici, prosegue, “sono preoccupati delle cause dei fenomeni migratori” e “cercano di capire cosa sta avvenendo”.

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Avvenire: la prima pagina di domani 23 settembre. Papa su migranti, crisi ambientale in Veneto, primo martire statunitense

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale al discorso rivolto dal Papa ai rappresentanti del Consiglio delle Conferenze episcopali europee sul tema dei migranti. “Mi preoccupa che vi sia xenofobia anche tra i cattolici”, ha detto Francesco. L’editoriale è invece riferito a una crisi ambientale in Veneto, dove le acque sono inquinate dal composto chimico Pfas, una crisi che dopo ripetute denunce anche di “Avvenire” è ora alla ribalta nazionale.  “È una storia di silenzi e tradimenti, quella che ha inquinato per anni un angolo di Veneto  – scrive Diego Motta – . L’ultima emergenza ambientale porta stavolta il nome di un composto chimico, Pfas, che da tempo agita il sonno della popolazione locale, oltre 300mila persone in una zona che comprende 21 Comuni nelle province di Vicenza, Verona e Padova. I veleni hanno colpito prima in profondità, insinuandosi nelle falde acquifere, poi sono saliti in superficie e hanno minacciato la salute di tanti cittadini. Una volta minato il territorio, l’incubo si è presentato sotto forma di esami clinici nei valori del sangue, in molti casi alterati, anche su giovanissimi”. Il titolo di centro pagina va alla politica italiana, con i dissensi che cominciano ad affiorare dentro il Movimento 5 Stelle, che è riunito a Rimini per la sua kermesse e annuncerà il suo candidato premier, mentre prosegue il dibattito sulla nuova legge elettorale. Tra i richiami, il discorso sulla Brexit pronunciato a Firenze dalla premier britannica Theresa May, il pesante scambio di accuse e di epiteti tra Donald Trump e il leader nordcoreano Kim, un reportage dalle Filippine segnate dalla repressione anti-narcos del presidente Duterte a firma di Stefano Vecchia e la storia del primo martire statunitense che viene beatificato in Oklahoma.

Diocesi: Milano, domenica la festa di apertura degli oratori

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 19:17

“Per i ragazzi l’oratorio è il tratto di strada in cui oggi è realmente possibile incontrare Gesù, essere amati da lui e diventare, sempre più consapevolmente, suoi discepoli”. Lo ha detto don Stefano Guidi, nuovo direttore della Fondazione diocesana per gli oratori milanesi e responsabile del Servizio per l’oratorio e lo sport della diocesi di Milano, al portale della Chiesa ambrosiana, annunciando che domenica 24 settembre si svolgerà la festa di apertura degli oratori. In quel giorno inizieranno i percorsi di animazione. Il sacerdote nel suo intervento ha indicato le condizioni per le quali un oratorio possa favorire l’incontro con Cristo. “Deve essere innanzitutto un oratorio che si accorge dei ragazzi – spiega don Guidi – e che li accoglie, un oratorio che vuole camminare insieme a loro e alle loro famiglie, che ha a cuore la crescita e la maturazione complessiva del vissuto dei ragazzi, un oratorio che diffonde allegria e voglia di stare insieme”. Lo slogan del nuovo anno oratoriano è “Vedrai che bello”, mentre l’apostolo Giovanni ne è l’icona, seguendo l’indicazione di Papa Francesco che “propone di mettersi sulle orme del discepolo amato nel cammino verso il Sinodo dei vescovi del 2018” dedicato ai giovani. “L’oratorio che dice ‘Vedrai che bello’ ha un sogno grande – conclude don Guidi -, quello di portare tutti i ragazzi nella casa di Gesù”.

Diocesi: Udine, domani l’inaugurazione dei nuovi locali del ricreatorio “Amici della solidarietà” di Povoletto

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:59

Saranno inaugurati domani, sabato 23 settembre, i nuovi locali del ricreatorio “Amici della solidarietà” di Povoletto, in provincia di Udine. Ne dà notizia il settimanale diocesano “La Vita Cattolica”. La cerimonia si svolgerà, alle 17,30, con la benedizione degli spazi che saranno destinati alle attività dei giovani delle comunità di altri dieci comuni del comprensorio. Sarà presente l’arcivescovo di Udine, mons. Andrea Bruno Mazzocato, assieme ad autorità volontari e animatori che prestano servizio nel ricreatorio e negli spazi parrocchiali di Enemonzo. Seguirà, alle 18.30, la Messa nella chiesa parrocchiale presieduta da mons. Mazzocato. La giornata di festa si chiuderà con la cena comunitaria, dalle 20, nell’area del Ricreatorio.

Vescovi lombardi: mons. Delpini eletto presidente della Cel

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:52

L’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, è il nuovo presidente della Conferenza episcopale lombarda. Lo hanno eletto i vescovi lombardi riuniti nel Centro di spiritualità del santuario Santa Maria alla Fonte di Caravaggio, in provincia di Bergamo, per la sessione di lavoro autunnale. L’assemblea ha affrontato alcuni temi tra cui la situazione giovanile nella regione in preparazione al sinodo dei giovani. Definite poi altre nomine. A mons. Daniele Gianotti, vescovo di Crema, è stata affidata la delega per l’ambito pastorale della catechesi. Sono stati poi indicati i due nomi dei rappresentanti della Cel per il Consiglio di amministrazione di Villa Cagnola. Ne faranno parte mons. Luigi Stucchi, ausiliare di Milano, e mons. Maurizio Gervasoni, vescovo di Vigevano. Stabilita poi la durata delle deleghe agli incaricati regionali. Le nomine dei responsabili delle commissioni regionali della Cel dureranno tre anni con possibilità di rinnovo per un altro triennio. Presentato anche il programma della peregrinazione delle spoglie mortali di san Giovanni XXIII a Bergamo e a Sotto il Monte, tra fine maggio e inizio giugno 2018. Al termine dell’assemblea, i vescovi si sono riuniti con i sacerdoti anziani presenti a Caravaggio per la loro giornata di ritrovo e preghiera conclusa con la Messa, presieduta nel santuario da mons. Delpini.

Duomo di Milano: nota della Veneranda fabbrica

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:49

“Alle ore 00.30 circa del 21 settembre scorso sono scattati gli allarmi previsti in caso di apertura delle porte del duomo”. Lo rende noto la Veneranda fabbrica del duomo di Milano, dopo che la scorsa notte un equipaggio dell’Esercito ha notato una porta degli ingressi dedicati ai fedeli aperta. “A seguito di ciò – si legge nella nota -, sono immediatamente intervenuti sul posto autorità di pubblica sicurezza e personale della Veneranda fabbrica del duomo che, di concerto, hanno provveduto a un immediato controllo della cattedrale, non riscontrando alcuna anomalia. La mattina seguente (oggi ndr), il duomo ha regolarmente riaperto al pubblico secondo gli orari vigenti”.

Pellegrinaggio Lourdes: mons. Bressan (assistente Unitalsi), “in Cristo non siamo mai inutili”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:49

(dall’inviato a Lourdes) – “Non siamo soli nel dolore, poiché Dio è il Dio della vita e della gioia. Egli fa sì che anche la nostra sofferenza non sia soltanto dolore e peso per noi e per chi chi ci sta vicino ma sia mezzo di salvezza che porta frutto. Sì, in Cristo non siamo mai inutili”. Lo ha affermato oggi pomeriggio mons. Luigi Bressan, assistente ecclesiastico nazionale dell’Unitalsi, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto a Lourdes, in occasione del pellegrinaggio nazionale dell’associazione. A concelebrare, con decine di sacerdoti, anche l’arcivescovo di Siracusa, monsignor Salvatore Pappalardo, che è anche il custode del reliquiario della Madonna delle Lacrime di Siracusa in questi giorni al santuario mariano francese per accompagnare il pellegrinaggio. Nell’omelia, mons. Bressan ha osservato che “la nostra gioia nasce dalla contemplazione di Maria” perché “Maria porta gioia”. “Sappiamo che la felicità non è possibile nella sua forma perfetta e costante per tutti gli anni e le giornate della nostra vita”, ha rilevato, perché “finché siamo su questa terra siamo limitati. Ma lo sarà, un giorno, questa gioia. E sarà per l’eternità”. L’arcivescovo ha aggiunto che in Cristo “non siamo salvati solo dopo la morte, ma ogni giorno non passa inutilmente e non è un tempo perduto”. “Non abbiamo paura se qualche volta ci sentiamo presi dall’ansia”, l’invito di mons. Bressan. “Il Signore Gesù non ha voluto essere un ‘superman’, uno stoico che non aveva esperienza della debolezza e della fragilità umana. Pensiamo nell’orto degli ulivi a quale tensione profonda, pensiamo a quando Pietro gli dice ‘non succederà mai a te che debba soffrire’ e lui gli risponde ‘vai via, sei un tentatore’”. “Possiamo avere anche noi – ha riconosciuto l’arcivescovo – questi momenti di scoraggiamento. Ma non dobbiamo avere paura di riconoscerli davanti al Signore e a chi ci è accanto. Per avere il coraggio del Cristo che ci dice: ‘su, alziamoci e andiamo’”. Prima della benedizione finale, sollecitato da don Gianni Toni, direttore e animatore delle celebrazioni liturgiche dell’Unitalsi, Bressan, al suo primo pellegrinaggio a Lourdes come assistente ecclesiastico nazionale, si è detto “emozionato e gioioso”. E ha rivelato: “Ho un piccolo rammarico: vorrei spendere più tempo in mezzo alle persone, sopratutto in mezzo agli ammalati, ma vediamo di fare il possibile”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, domani la puntata dedicata a Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:42

Due santi apparentemente diversi, uno maestro di penitenza e preghiera, l’altra serva dei poveri, eppure in comune la stessa tensione per la carità. Padre Pio e Madre Teresa di Calcutta saranno i protagonisti della prossima puntata di “Sulla via di Damasco”, programma di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, in onda domani, 23 settembre, alle ore 7.45, su Rai Due (con replica mercoledì in terza serata). Una ricchezza di virtù manifestata da due discepoli del Vangelo dal fisico minuto, sofferenti, provati dalla stessa fatica dell’amore; due storie di santità che hanno influenzato un’epoca e continuano ancora oggi ad affascinare credenti e non. L’ospite Saverio Gaeta, vaticanista, delineerà un ritratto dei santi, ripercorrendo il loro cammino di fede, tra profezie, prodigi e momenti di intenso dolore spirituale. A seguire l’intervista al postulatore della causa di canonizzazione di Madre Teresa, padre Brian, che racconterà alcuni aneddoti di quella speciale capacità della santa di origine albanese, di fare cose ordinarie con un amore straordinario e travolgente. Aveva ascessi cerebrali con una prognosi infausta, il brasiliano Marcilio, l’altro ospite della puntata, protagonista di quel miracolo che segnerà la proclamazione di santità di Madre Teresa. Per finire, la testimonianza ed i ricordi di padre Marciano Morra, francescano, amico di Padre Pio, con inedite rivelazioni sulla vita del Santo di Pietralcina che lo ritraggono tutt’altro che burbero, in una veste insolita, gioiosa, che dispensa a tutti gesti amorevoli e carichi di famiglia.

Teatri del Sacro: Roma, dal 27 settembre al 7 ottobre 4 spettacoli su dialogo interreligioso e ricerca spirituale

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:25

Saranno 4 gli spettacoli andati in scena ad Ascoli Piceno lo scorso giugno per il festival “I Teatri del Sacro” ad essere proposti a Roma, dal 27 settembre al 7 ottobre, grazie alla collaborazione con “Le Vie dei festival”, storica rassegna in programma al teatro Vascello e al teatro del Lido di Ostia. Saranno “quattro appuntamenti – si legge in una nota – per parlare dei grandi temi della spiritualità, a partire dal dialogo interreligioso fra cristianesimo e islam fino all’epopea di una famiglia ebraica, senza tralasciare le inquietudini della nostra contemporaneità come la capacità di affrontare i cambiamenti e la ricerca dell’amore attraverso un percorso di consapevolezza interiore”. Si parte il 27 settembre, alle 21 presso il teatro Vascello, con “Il desiderio segreto dei fossili” della compagnia Maniaci D’Amore. Il secondo spettacolo proposto sarà “Giobbe”, di Francesco Niccolini e Roberto Anglisani, tratto dal romanzo di Joseph Roth. Sarà in scena il 28 settembre alle 22 nella sala Studio del teatro Vascello e il 30 settembre alle 21 presso il Teatro del Lido di Ostia. Nelle serate del 29 e 30 settembre, dalle 22 nella sala Studio del Teatro Vascello verrà proposto “Leila della tempesta”, spettacolo diretto e interpretato da Alessandro Berti che racconta il difficile ma sorprendente dialogo fra il monaco cattolico Ignazio De Francesco e una detenuta musulmana. , in carcere per spaccio di stupefacenti. Il 2 ottobre al cinema Greenwich di Roma, alle 21, verrà proiettato il documentario “Dustur” di Marco Santarelli che ha seguito il lavoro di De Francesco nel carcere di Bologna. La proiezione sarà preceduta da un incontro con gli artisti e con De Francesco, in collegamento da Gerusalemme. Chiuderà il ciclo, il 7 ottobre alle 21 al Teatro del Lido di Ostia, lo spettacolo “Little something” della compagnia di danza e teatro fisico “Cie Twain” di Loredana Parrella. Il foyer del teatro Vascello ospiterà per due volte “La casa dello spettatore”, laboratori dedicati al pubblico che si svolgeranno in preparazione (27 settembre, ore 18) e a conclusione (11 ottobre, ore 18) degli spettacoli.

Seminario Fisc: visita all’Oasi di Troina. Condorelli (direttore), “opera di chiesa modellata sul Vangelo”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:16

“L’Oasi è un’opera di chiesa, modellata sul messaggio del Vangelo”: Michelangelo Condorelli è direttore sanitario dell’Oasi di Troina, centro per la cura dei bambini disabili e, inoltre, centro di ricerca di livello internazionale “per lo studio multidisciplinare delle cause congenite ed acquisite del ritardo mentale e della involuzione cerebrale senile”. Il seminario Fisc in corso in Sicilia su “Raccontare le povertà” nel pomeriggio si è trasferito da Nicosia a Troina per una visita a una struttura sanitaria e di ricerca con 5mila ricoveri l’anno (compresi i day hospital), 60mila prestazioni ambulatoriali annuali, 700 dipendenti fra cui un centinaio di medici, oltre a ricercatori, pedagogisti, psicologi. Un’opera – fondata nel 1953 – che si deve a un sacerdote, padre Luigi Ferlauto, scomparso da pochi giorni, che a Troina e in Sicilia viene ricordato come un benefattore. L’Oasi oggi si configura come Irccs (Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico) ed è un ente a rilevanza nazionale “che si prefigge obiettivi di ricerca scientifica insieme a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità”.
Oasi si definisce centro di riferimento “per la cura, la prevenzione, la diagnosi, la riabilitazione e la ricerca delle patologie genetiche associate al ritardo mentale e all’involuzione cerebrale senile, compreso l’Alzheimer”. Il “Modello Oasi” viene presentato così: “La promozione della salute come stato di benessere fisico, psichico e sociale delle persone con disabilità intellettiva e la prevenzione delle condizioni che causano disabilità fanno parte di un complesso modello di intervento attuato da quelle strutture di eccellenza dove si riesce a coniugare ricerca scientifica, adozione di protocolli diagnostici e riabilitativi ispirati dal sistema di classificazione internazionale del funzionamento delle disabilità e della salute, interventi riabilitativi da effettuare presso il contesto di appartenenza della persona assistita, elevando al massimo il supporto alla famiglia”. Il pomeriggio è proseguito con una relazione di Giuseppe Giardina, presidente Anffas Sicilia, su “La legge del Dopo di Noi fra problemi e urgenze”.

Annuncio della Parola: mons. Galantino, “il cattolicesimo italiano si è sempre distinto per il suo carattere popolare”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:08

È necessaria una “vera adesione alla serie dei problemi sul tappeto con l’impegno a porvi rimedio. Il cattolicesimo italiano si è sempre distinto per il suo carattere popolare, cioè di immersione dentro le fatiche e le sofferenze della gente”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, Segretario generale della Cei, intervenuto alla nona Convocazione ecclesiale diocesana di Campobasso-Bojano, sul tema “Kèrigma e Chiesa italiana, oggi”. Nel suo intervento, il presule ha citato le cinque vie indicate da Papa Francesco durante il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze (uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare). “Vie, verbi ed esercizi capaci di rimettere in moto una Chiesa, la nostra, spesso appesantita da strutture e sovrastrutture rivelatesi paralizzanti”, ha aggiunto. In particolare, mons. Galantino, soffermandosi sul verbo “abitare”, ha sottolineato la “capacità della comunità cristiana di essere là dove molti se ne vanno, garantendo presidi di umanità e di socialità laddove anche le istituzioni tendono a battere in ritirata. Ciò sarà possibile solo grazie a persone che facciano dell’impegno politico un’occasione di trasformazione al di là di facili populismi e di abituali conservatorismi”.

Annuncio della Parola: mons. Galantino, “passare da una pastorale di semplice conservazione a una decisamente missionaria”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:05

“Passare da una pastorale di semplice conservazione a una pastorale decisamente missionaria, che rimetta al centro l’annunzio e la testimonianza del Kerygma”. È l’invito rinnovato da mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, durante la nona Convocazione ecclesiale diocesana di Campobasso-Bojano, sul tema “Kèrigma e Chiesa italiana, oggi”. Nel suo intervento, il presule ha definito questo processo una “proposta esigente”, che richiede “quella fiducia del cuore e della mente che impedisce di lasciarsi prendere da un ‘pessimismo sterile’” e “un improrogabile rinnovamento ecclesiale”, che passa dal far crescere “la coscienza dell’identità e della missione del laico nella Chiesa”. A questo proposito, citando l’Evangelii Gaudium, mons. Galantino ha ricordato le parole di Papa Francesco, secondo cui “un eccessivo clericalismo mantiene i laici al margine delle decisioni”. “Talvolta – ha aggiunto mons. Galantino – è lo stesso laico a considerarsi promosso quando riesce a svolgere un servizio analogo a quello del prete per una comunità che voglia oggi annunziare-testimoniare il Vangelo. Il superamento di una mentalità clericale è un passo veramente decisivo”.

Annuncio della Parola: mons. Galantino, “il Signore ci richiama all’essenziale della missione”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:02

“Mentre noi spesso impegniamo tante energie per inventarci iniziative e strutture possibilmente orientate a stupire, il Signore ci richiama all’essenziale della missione, che è l’annunzio e la testimonianza del Kerygma, cioè di questa straordinaria novità e verità di un Dio che si mette in strada con l’uomo”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenuto alla nona Convocazione ecclesiale diocesana di Campobasso-Bojano, sul tema “Kèrigma e Chiesa italiana, oggi”, volgendo lo sguardo alla “stanchezza” e alla “rassegnazione”, che “attraversano tante comunità cristiane”. Nel suo intervento, il presule ha individuato i fattori da cui dipende questa “stanchezza esistenziale profonda” nelle persone. “Molte cose le hanno deluse – ha spiegato mons. Galantino -. Quante persone si aspettavano forse cambiamenti belli e grandi per la propria vita come per quella della società e della Chiesa, e si rendono conto che invece l’esistenza è segnata dalla routine, da una consuetudine grigia che sembra che solo eventi eccezionali possano contribuire a svegliare”. E qui, citando le parole di Papa Francesco, il segretario generale della Cei ha indicato le strade per “non farsi prendere dallo scoraggiamento e dal fatalismo”. “Scoprire e trasmettere la ‘mistica’ di vivere insieme, di mescolarci, di incontrarci, di prenderci in braccio, di appoggiarci, di partecipare a questa marea un po’ caotica che può trasformarsi in una vera esperienza di fraternità”, il suggerimento.

Annuncio della Parola: mons. Galantino, “senza testimonianza”, “il Kerygma resta parola astratta”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 18:00

“Non c’è annunzio della Parola, Kerygma, senza testimonianza-martirio, Martyria”. Lo ha detto mons. Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenuto alla nona Convocazione ecclesiale diocesana di Campobasso-Bojano, sul tema “Kèrigma e Chiesa italiana, oggi”. In apertura del suo discorso il presule ha citato il Papa emerito, Benedetto XVI, ricordando che “l’annunzio-testimonianza non si improvvisa: trova piuttosto radicamento nella celebrazione dei sacramenti e si esprime concretamente nella Diakonia, cioè nel servizio della carità”. Un pensiero che, sottolinea mons. Galantino, trova riscontro anche nel magistero di Francesco, che “sta dando una spinta particolare proprio al recupero della continuità tra il Kerygma, la celebrazione dei divini misteri e il servizio della carità. Il Papa lo fa con l’immediatezza del suo linguaggio, la forza della testimonianza e l’insistenza domandata in un tempo, il nostro, nel quale le parole non bastano, soprattutto se a esse non si accompagna la testimonianza resa con e nel servizio della carità”. Nell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium – spiega il segretario generale della Cei – Papa Francesco indica le disposizioni che aiutano ad accogliere e annunziare-testimoniare il Kerygma. “Il Papa parla di ‘vicinanza, apertura al dialogo, pazienza, accoglienza cordiale che non condanna’. Sappiamo tutti come non sempre e non da parte di tutti è pacifico l’esercizio di queste disposizioni”. Eppure, senza ciò, “il Kerygma resta parola astratta, lontana dalla vita e incapace di dare speranza e infondere passione per la vita”.

Terremoto Centro Italia: Accumoli, nasce “Accupoli”, prima struttura in Italia realizzata in legno compensato.

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 17:15

Si chiama Accupoli, ospiterà un centro aggregativo per accogliere eventi e incontri per la collettività ed è la prima struttura in Italia realizzata, nelle parti portanti, in legno compensato. Sorgerà ad Accumoli, uno dei paesi maggiormente danneggiati dal sisma del 24 agosto 2016. È la risposta concreta all’emergenza da parte di Help 6.5, acronimo di Housing in Emergency for Life and People, l’associazione fondata a luglio 2017 dall’architetto torinese Lorena Alessio, ricercatrice al Politecnico di Torino, e da un pool di studenti ed ex studenti dell’ateneo stesso (coordinato da Carola Novara, Chiara Mezzasalma, Francesca Turnaturi e Matteo Gossi). Il nuovo edificio – costruito su un terreno del Comune e donato all’amministrazione municipale – sarà realizzato in circa due mesi: dopo la posa delle fondazioni ad agosto, è partito ufficialmente oggi il cantiere per il montaggio della struttura, che rappresenta il seme per la rinascita della vita culturale locale. Il progetto si sta concretizzando grazie a una gara di solidarietà che vale circa 300mila euro: oltre al contributo della Compagnia di San Paolo e di Acri (l’associazione che rappresenta collettivamente le Fondazioni di origine bancaria) è sostenuto dall’associazione di costruttori Aniem Piemonte, Associazione Nazionale Imprese Edili e Manifatturiere, da aziende piemontesi e e da un team composto da ingegneri strutturisti, termoidraulici ed elettrici, che hanno deciso di mettere in campo le proprie competenze con parcelle simboliche e tendere una mano alla popolazione del piccolo municipio del Centro Italia. Il team di progetto ha utilizzato, perfezionato e adeguato alla legislazione italiana una tecnologia giapponese. La nascita di Accupoli s’inserisce nella collaborazione fra il Politecnico di Torino e il Kobayashi Lab di Tokyo ed è lo sviluppo concreto di un modulo sperimentale nato sulla falsariga del sistema costruttivo Veneer House, messo a punto dal professor Hiroto Kobayashi dopo il terremoto del Tohoku del 2011, che provocò uno tsunami e il disastro di Fukushima.

Società: Brescia, un fine settimana all’insegna del “Family Care”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 17:11

Un fine settimana a Brescia all’insegna del “Family Care”. Torna sabato 23 e domenica 24 settembre il festival per l’infanzia e le famiglie, giunto alla sua quarta edizione. Quest’anno si svolgerà ad AmbienteParco, il “Science center” di largo Torrelunga, dove saranno proposte due giornate dedicate all’infanzia e alle famiglie, come scrive il settimanale della diocesi “La Voce del Popolo”. Un’occasione per far conoscere le realtà impegnate sul territorio, ma soprattutto per offrire la possibilità alle famiglie di informarsi sui loro servizi e sulle loro attività. AmbienteParco ospiterà spazi pensati per leggere, riposare o giocare, oltre a laboratori per bambini e adulti dedicati all’arte, alla cucina, ai libri, alla tecnologia e alla natura. L’iniziativa è organizzata dall’associazione Emmi’s Care.

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