Feed aggregator

Diocesi: mons. Luezzi nuovo vescovo di Teramo-Atri. Il “benvenuto” della Conferenza Episcopale di Abruzzo e Molise

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 14:16

“A nome dei vescovi dell’Abruzzo e del Molise, esprimo profonda gratitudine al Santo Padre Francesco per aver nominato il nuovo vescovo di Teramo-Atri nella persona di mons. Lorenzo Leuzzi, finora vescovo ausiliare di Roma, che conosco personalmente da anni e stimo per le sue competenze e la sua attività pastorale soprattutto in ambiente giovanile e universitario”. Lo scrive mons. Bruno Forte, arcivescovo di Chieti-Vasto e presidente della Conferenza episcopale regionale di Abruzzo e Molise (Ceam), a seguito della nomina di mons. Leuzzi a vescovo di Teramo-Atri. “Mentre ringrazio ancora mons. Michele Seccia per il servizio da lui reso finora con fede, carità e saggezza pastorale quale vescovo di Teramo-Atri, oltre che per il contributo sempre significativo da lui dato alla Conferenza episcopale regionale – prosegue mons. Forte – esprimo la certezza che il nuovo pastore, ricco dell’esperienza e delle capacità che lo contraddistinguono, potrà fare molto bene per quella Chiesa, dalle profonde tradizioni religiose e dalla fede viva”. “Nell’assicurare la preghiera mia e dei confratelli vescovi, auguro ogni bene al caro vescovo Lorenzo e gli do con gioia il benvenuto nella Conferenza dei vescovi della Regione, contando sulla sua collaborazione anche per il comune servizio alle diocesi di Abruzzo e Molise. La Vergine Santa – conclude Forte – assista Lui e noi tutti nel nostro impegno a favore di quanti il Signore ha voluto affidarci”.

Dottrina sociale della Chiesa: Verona, questa sera il card. Tagle apre la settima edizione del Festival su “Fedeltà è cambiamento”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 14:16

Sarà il card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, ad inaugurare questa sera, a Verona, la VII edizione del Festival della dottrina sociale della Chiesa con un intervento ispirato al tema “Fedeltà è cambiamento”. All’incontro, in programma alle 20.30 al Cattolica Center, parteciperanno anche mons. Giuseppe Zenti, vescovo di Verona, e Federico Sboarina, sindaco della città. La serata sarà aperta del video messaggio di Papa Francesco. “‘Fedeltà è cambiamento’ – spiega mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival – significa che non si guarda solo indietro, non ci si guarda solo attorno, ma si guarda in avanti”. “Con questa settima edizione – aggiunge – vogliamo cambiare la prospettiva: cosa succede se guardiamo al mondo in rapido cambiamento da un punto di vista differente? Non è un caso che proprio quest’anno ci sia una forte componente internazionale, a cominciare dall’apertura dei lavori affidata al card. Tagle. Ma parleremo anche di Africa, una terra strategica perché, oltre a dare il pane, è necessario formare le coscienze: solo allora ci può essere vera autonomia”. Tra gli appuntamenti internazionali in calendario, alle 10.15 di domani, venerdì 24 novembre, l’incontro su “Teoria e pratica: la dottrina sociale della Chiesa e il territorio” che vedrà fra i relatori mons. Moses Hamungole, vescovo di Monze in Zambia, mentre alle 16.30 nella tavola rotonda “Discernimento sociale cristiano: per una fedeltà che è cambiamento” guidata da Diego Alonso-Lasheras, della Pontificia Università Gregoriana, saranno presentate esperienze della Dottrina sociale della Chiesa in tutto il mondo, con interventi di docenti di dottrina sociale provenienti da Italia, Polonia, Inghilterra, Svizzera, Germania, Croazia, Slovenia, Zambia.

Violenza sulle donne: Eures, 114 femminicidi nei primi 10 mesi del 2017

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 14:05

Sono 114 le donne vittime di femminicidio nei primi 10 mesi del 2017. Lo rivela il quarto rapporto di Eures sul femminicidio in Italia, diffuso in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne che ricorre sabato 25 novembre. Nella nuova indagine statistica, l’Istituto di ricerca approfondisce dinamiche ed evoluzione del fenomeno segnalando ancora una volta l’inadeguatezza della risposta istituzionale alla domanda di protezione e aiuto delle donne vittime di violenza. Tra il 2015 e il 2016 il numero di femminicidi in Italia è tornato ad aumentare, passando da 142 a 150 (+5,6%), soprattutto a causa di una forte crescita del fenomeno nelle regioni del Nord e del Centro. Sempre nel 2016 a livello regionale il numero più alto di femminicidi lo si è registrato in Lombardia (25 vittime), seguita da Veneto (17), Campania (nonostante un calo dei casi, passati 31 a 16), Emilia Romagna (13). Nello scorso anno il 76,7% dei femminicidi è maturato in un contesto familiare e affettivo, con una forte connotazione negativa data da possesso e gelosia, ma anche dall’isolamento e dal disagio. Dal 2000 a oggi le donne vittime di omicidio volontario nel nostro Paese sono state 3mila: nel 2016 i femminicidi sono tornati a crescere rispetto all’anno precedente (+5,6%, da 142 a 150), trend sostanzialmente confermato dai 114 casi – più di uno ogni 3 giorni – dei primi dieci mesi di quest’anno.

Lavoro: Camusso (Cgil), “contrattare la tecnologia”, algoritmo è “nuovo capo del personale”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 14:04

“Non dobbiamo pensare agli algoritmi come entità astratte, ma come frutto di scelte, che come tali vanno contrattate”. Lo ha detto Susanna Camusso, segretaria generale della Cgil, intervenendo alla conferenza internazionale delle organizzazioni sindacali in corso in Vaticano. “Oggi dobbiamo chiederci come sia possibile contrattare la tecnologia”, ha spiegato Camusso indicando in tale impegno uno dei compiti principali del sindacato del futuro. “La tecnologia – ha fatto notare – è straordinariamente avanzata nel settore terziario, dove molte mansioni sono sostituite dalle macchine”. Ciò significa, ha spiegato, “colpire il lavoro delle donne e spesso dei migranti, cioè la fascia più debole della popolazione, che con più difficoltà accede alla riqualificazione del lavoro”. “In tante parti del mondo il lavoro sta diventando invisibile”, la denuncia della sindacalista, secondo la quale “anche in Italia tornano forme di schiavismo organizzato attraverso la tratta di esseri umani, come il caporalato”. “Al lavoro che si distrugge si deve porre rimedio attraverso la creazione di nuovo lavoro”, la proposta della Cgil, che ha definito urgente per il mondo sindacale il compito di “contrastare l’idea che il mondo si polarizzi tra una èlite che ha il monopolio del lavoro, grazie alla padronanza delle nuove tecnologie, e il resto che non può accedervi”. Altro compito del sindacato, per Camusso, è “chiedersi come possano essere tutelati i diritti delle persone che lavorano, indipendentemente dal luogo in cui lavorano e dalle forme di contrattualizzazione”. “L’idea che il mondo del lavoro si polarizzi tra una élite di pochi che lavorano e tanti che ne vengono esclusi – ha concluso Camusso – è l’idea che i processi migratori siano processi di lavoratori invisibili, sfruttati, che rasentano la schiavitù”. “Includere, a tutti i livelli”, la parola-chiave per il sindacato: “In primo luogo – ha affermato la segretaria generale della Cisl – attraverso la formazione, che è il primo strumento per evitare la polarizzazione, per non subire la tecnologia ma per interagire con essa”.

Salute: Commissione Ue promuove il servizio sanitaria italiano. Speranza di vita da record, ma troppi bambini obesi

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 14:00

(Bruxelles) “La speranza di vita degli italiani è tra le più alte d’Europa, sebbene si riscontrino disparità a livello regionale e socioeconomico. Nonostante gli stringenti vincoli di bilancio, l’Italia è riuscita a riformare e ampliare il pacchetto delle prestazioni sanitarie nazionali”. Lo si legge nel “Profilo della sanità in Italia 2017” pubblicato oggi dalla Commissione europea assieme ai profili degli altri 27 Paesi Ue e a un ampio documento riassuntivo su scala comunitaria. Per la Commissione di Bruxelles, il governo italiano “sta promuovendo una ricentralizzazione dei finanziamenti e sta progettando un nuovo sistema che consenta di ripartire le risorse tra le regioni per raggiungere l’ambizioso obiettivo di offrire a tutti i residenti l’accesso al pacchetto di prestazioni ampliato”. La speranza di vita alla nascita in Italia ha raggiunto, secondo il documento di 20 pagine, 82,7 anni nel 2015, contro i 79,9 anni del 2000, “ponendo il Paese al secondo posto nell’Unione europea dopo la Spagna”. L’allungamento della speranza di vita “si deve soprattutto alla riduzione della mortalità per malattie cardiovascolari. Permangono tuttavia notevoli disparità legate al sesso e alle condizioni socioeconomiche”. In Italia “la mortalità evitabile rimane tra le più basse dell’Unione, il che fa supporre una buona efficacia del sistema sanitario nel trattamento dei pazienti con malattie potenzialmente letali”. Ancora: “Il servizio sanitario nazionale italiano copre automaticamente tutti i cittadini e i residenti stranieri. Nell’accesso alle prestazioni sanitarie, tuttavia, si riscontrano notevoli variazioni in base alle regioni e alla fascia di reddito”.
Nel profilo delineato a Bruxelles per l’Italia si legge: “un maggior numero di infermieri è stato formato per far fronte all’invecchiamento della popolazione e nuove misurazioni delle prestazioni sono state introdotte per favorire una maggiore responsabilizzazione e una migliore qualità dell’assistenza”. Nel 2014 in Italia “la percentuale degli adulti che fumavano tabacco quotidianamente era del 20%, appena al di sotto della media Ue e in calo rispetto al 25% del 2000. Anche il consumo di alcol per adulto è sceso e si colloca ampiamente al di sotto della media Ue”. Per contro, “si è riscontrato un aumento dei problemi di sovrappeso e obesità infantile, con una diffusione ormai superiore alla media Ue”. Una ulteriore osservazione: “Sebbene una serie di servizi di base siano gratuiti, le spese direttamente a carico dei pazienti sono relativamente elevate (23% del totale, contro una media Ue del 15 % nel 2015) e riguardano soprattutto i farmaci e le cure odontoiatriche”.

Diocesi: Acireale, il 29 novembre riapre al culto il santuario della Madonna di Valverde. Il vescovo Raspanti, “non posso che gioire”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:56

“Non posso che gioire per la prossima riapertura al culto del santuario della Madonna di Valverde. All’indomani della chiusura mi recai personalmente sul posto per invocare la Vergine Maria ed invitare i fedeli alla preghiera ed alla fiducia. Sono lieto che mercoledì prossimo, primo giorno della novena a Maria Immacolata, presiederò con la messa la celebrazione di riapertura”. È quanto afferma il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, in merito alla prossima riapertura al culto del santuario della Madonna di Valverde a seguito della cessazione delle condizioni di pericolo che avevano portato alla chiusura con l’ordinanza sindacale dell’1 ottobre scorso. Come si legge in una nota, “i rilievi e le iniezioni di calcestruzzo ad elevata fluidità nella parte sottostante la navata laterale sinistra del santuario, i lavori di consolidamento del sottosuolo della piazza antistante e l’allestimento di alcune condotte esterne provvisorie per lo smaltimento delle acque meteoriche, fanno si che non sussistono più condizioni di pericolo”. Per mons. Raspanti, si tratta di “una riapertura frutto della preghiera di tanti fedeli, così come dell’impegno di tanti enti, religiosi e civili, che con lavoro sinergico hanno reso possibile il ripristino delle condizioni di sicurezza in tempi davvero molto brevi”. “Un riconoscimento particolare – aggiunge – sento di esternarla all’Ufficio beni culturali della diocesi che ha svolto un’ottima azione di coordinamento tra parrocchia, amministrazione comunale, Soprintendenza ai Beni Culturali e associazioni locali”. Il progetto di restauro e consolidamento del santuario e dei locali annessi ammonta ad un totale di uro 406.945,71 euro, di cui quasi 285mila saranno finanziati dai fondi 8xmille della Cei ed i restanti 122mila saranno coperti tramite la raccolta fondi promossa dalla parrocchia.

Papa Francesco: ai francescani, “in dialogo con tutto il creato, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:27

Entrare in “dialogo con tutto il creato”, “superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale”. È la consegna finale del Papa alle famiglie francescane, ricevute oggi in udienza. Per il Santo di Assisi, ha ricordato Francesco, “il creato era come uno splendido libro nel quale Dio ci parla e ci trasmette qualcosa della sua bellezza. La creazione è come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza, e come una madre bella che ci accoglie tra le sue braccia”. “Oggi questa sorella e madre si ribella perché si sente maltrattata”, le parole del Papa: “Davanti al deteriorarsi globale dell’ambiente, vi chiedo che come figli del Poverello entriate in dialogo con tutto il creato, prestandogli la vostra voce per lodare il Creatore, e, come faceva san Francesco, abbiate per esso una particolare cura, superando qualunque calcolo economico o romanticismo irrazionale. Collaborate con varie iniziative alla cura della casa comune, ricordando sempre la stretta relazione che c’è tra i poveri e la fragilità del pianeta, tra economia, sviluppo, cura del creato e opzione per i poveri”.

Papa Francesco: ai francescani, “abbracciate i lebbrosi del nostro tempo”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:23

“La minorità va anche vissuta in relazione a tutti gli uomini e le donne con cui vi incontrate nel vostro andare per il mondo, evitando con la massima cura ogni atteggiamento di superiorità che vi possa allontanare dagli altri”. È la raccomandazione del Papa, nell’udienza concessa oggi alle famiglie francescane. “San Francesco – ha ricordato – esprime chiaramente questa istanza nei due capitoli della Regola non bollata dove mette in rapporto la scelta di non appropriarsi di nulla con l’accoglienza benevola di ogni persona fino alla condivisione della vita con i più disprezzati, con quelli che sono considerati veramente i minori dalla società”. I frati, inoltre, “devono essere lieti quando vivono tra persone di poco conto e disprezzate, tra poveri e deboli, tra infermi e lebbrosi, e tra i mendicanti lungo la strada”. Di qui la necessità di chiedersi: “Dove stiamo? Con chi stiamo? Con chi siamo in relazione? Chi sono i nostri preferiti? E, dato che la minorità interpella non solo la fraternità ma ciascuno dei suoi componenti, è opportuno che ognuno faccia l’esame di coscienza sul proprio stile di vita; sulle spese, sul vestire, su quello che considera necessario”. “E, per favore, quando fate qualche attività per i più piccoli”, gli esclusi e gli ultimi, non fatelo mai da un piedistallo di superiorità”, ha sottolineato il Papa: “Pensate piuttosto che tutto quello che fate per loro è un modo di restituire ciò che gratuitamente avete ricevuto”. “Aprite i vostri cuori e abbracciate i lebbrosi del nostro tempo, e, dopo aver preso coscienza della misericordia che il Signore vi ha usato, usate con essi misericordia, come la usò il vostro padre san Francesco”, l’invito di Francesco, che ha raccomandato ai francescani di prendersi cura anche degli “immigrati che cercano una vita degna” e di “tutti quelli che vivono nelle periferie esistenziali, privati di dignità e anche della luce del Vangelo”, così come degli ammalati e degli infermi.

Papa Francesco: a francescani, “evitare qualsiasi comportamento di superiorità” e “non parlare male alle spalle dei fratelli”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:21

“La minorità si vive prima di tutto nella relazione con i fratelli che il Signore ci ha donato”. Lo ha spiegato il Papa alle famiglie francescane, ricevute oggi in udienza. Come? “Evitando qualsiasi comportamento di superiorità”, ha ammonito Francesco: “Questo vuol dire sradicare i giudizi facili sugli altri e il parlare male dei fratelli alle loro spalle; rigettare la tentazione di usare l’autorità per sottomettere gli altri; evitare di ‘far pagare’ i favori che facciamo agli altri mentre quelli degli altri a noi li consideriamo dovuti; allontanare da noi l’ira e il turbamento per il peccato del fratello”. “Si vive la minorità come espressione della povertà che avete professato – ha spiegato il Papa – quando si coltiva uno spirito di non appropriazione nelle relazioni; quando si valorizza il positivo che c’è nell’altro, come dono che viene dal Signore; quando, specialmente i ministri, esercitano il servizio dell’autorità con misericordia”. “Senza misericordia non c’è né fraternità né minorità”, il monito di Francesco: “La necessità di esprimere la vostra fraternità in Cristo fa sì che le vostre relazioni interpersonali seguano il dinamismo della carità, per cui, mentre la giustizia vi porterà a riconoscere i diritti di ciascuno, la carità trascende questi diritti e vi chiama alla comunione fraterna; perché non sono i diritti che voi amate, ma i fratelli, che dovete accogliere con rispetto, comprensione e misericordia”.

Diocesi: Pavia, giornata del Seminario. Don Diegoli (rettore), “farci carico del cammino di chi mette a disposizione della Chiesa la propria vita”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:20

“Il Seminario è il tempo del paziente e lungo lavoro di crescita umana, spirituale, intellettuale e pastorale per giungere ad assentire consapevolmente al mandato che il Signore affida mediante la Chiesa”. Lo scrive don Davide Diegoli, rettore del Seminario di Pavia, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “Il Ticino”, in occasione della giornata del Seminario, che ricorre domenica 26 novembre. “Dopo aver ricevuto in Seminario una formazione solida, ma ancora solo iniziale, il presbitero è chiamato per tutta la vita ad abitare stabilmente il crocevia dell’incontro del popolo di Dio con il suo Signore, imparando dal mistero di amore celebrato come fare della propria vita una offerta con amore”. Poi, uno sguardo alla Chiesa locale. “La giornata del Seminario che la Chiesa di Pavia celebra tradizionalmente nella solennità di Cristo Re – aggiunge il rettore – ci richiama a guardare con stima e misericordia i nostri pastori, che qui hanno mosso i loro primi passi, e a farci carico in ogni modo del cammino di chi intende mettere a disposizione della Chiesa, e quindi delle nostre comunità, tutta la propria vita”.

Papa Francesco: a francescani, “orgoglio spirituale” è “la peggiore delle mondanità”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:18

“La vita di Francesco è stata segnata dall’incontro con Dio povero, presente in mezzo a noi in Gesù di Nazareth: una presenza umile e nascosta che il Poverello adora e contempla nell’Incarnazione, nella Croce e nell’Eucaristia”. A ricordarlo è stato il Papa, ricevendo oggi un udienza le famiglie francescane. “Una delle immagini evangeliche che più impressionò Francesco è quella della lavanda dei piedi ai discepoli nell’Ultima Cena”, ha proseguito, definendo la minorità francescana un “luogo di incontro e di comunione con Dio; luogo di incontro e di comunione con i fratelli e con tutti gli uomini e le donne; luogo di incontro e di comunione con il creato”. In san Francesco, ha ricordato, “la minorità, pur non mancando di motivazioni ascetiche e sociali, nasce dalla contemplazione dell’incarnazione del Figlio di Dio e la riassume nell’immagine del farsi piccolo, come un seme. È la stessa logica del ‘farsi povero da ricco che era’. La logica della ‘spogliazione’, che Francesco attuò alla lettera quando si spogliò, fino alla nudità, di tutti i beni terreni, per donarsi interamente a Dio e ai fratelli”. “La minorità caratterizza in modo speciale la vostra relazione con Dio”, ha detto il Papa ai presenti: “Per san Francesco l’uomo non ha nulla di suo se non il proprio peccato, e vale quanto vale davanti a Dio e nulla più. Per questo la vostra relazione con lui dev’essere quella di un bambino: umile e confidente e, come quella del pubblicano del Vangelo, consapevole del suo peccato. E attenzione all’orgoglio spirituale, all’orgoglio farisaico: è la peggiore delle mondanità”. Altra caratteristica della spiritualità francescana “è quella di essere una spiritualità di restituzione a Dio”: “Tutto il bene che c’è in noi o che noi possiamo fare è dono di colui che per san Francesco era il bene, e tutto va restituito all’altissimo, onnipotente e buon Signore. Lo facciamo attraverso la lode, lo facciamo quando viviamo secondo la logica evangelica del dono, che ci porta a uscire da noi stessi per incontrare gli altri e accoglierli nella nostra vita”.

Consumi: Coldiretti, “per il black friday il 54% degli italiani farà acquisti. Promozioni allargate ai mercati contadini”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 13:02

“Nel weekend del black friday hanno deciso di fare acquisti il 54% degli italiani sotto la spinta delle promozioni e delle iniziative vantaggiose previste nei negozi, nei mercati e su Internet”. È quanto emerge da un’analisi Coldiretti/Ixè per l’apertura del Villaggio contadino sul lungomare Caracciolo, Rotonda Diaz a Napoli, dove “l’appuntamento con lo shopping conveniente – si legge in una nota – si estende per la prima volta alla tavola e per tutto il weekend lungo un percorso di quasi 1,5 chilometri di mercati, ristoranti ed esposizioni ad hoc sarà possibile acquistare direttamente dagli agricoltori, anche terremotati, le eccellenze del made in Italy ma anche gustare piatti da gourmet con tutti i menu a 5 euro preparati dagli agrichef”. Secondo l’indagine Coldiretti/Ixè, “per il black friday il 24% degli italiani farà acquisti solo in negozi, supermercati e mercati, il 17% sono online ed il 13% sia sul web che nel dettaglio tradizionale”. “Anche se si tratta di una iniziativa nordamericana nata già negli anni ’60 – spiega la Coldiretti – si sono moltiplicate anche in Italia promozioni commerciali per l’occasione che si allargano dal web ai grandi gruppi fino ai mercati contadini”. “La tendenza nazionale non è però quella di concentrare le offerte in un periodo limitato ma di spalmarle durante l’intero week end”, prosegue Coldiretti, secondo cui tra gli acquisti “più gettonati” ci sono tecnologia, abbigliamento, prodotti di bellezza e enogastronomia. Al primo black friday della tavola, organizzato dalla Coldiretti a Napoli, sarà presentato con 10mila agricoltori il nuovo censimento del patrimonio enogastronomico nazionale.

Agrigento: lettera del settimanale diocesano al nuovo presidente della Regione, “salvate la cattedrale”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:55

“Cari Nello e Gaetano, salvate la cattedrale, o almeno provateci seriamente, approvando nei primi cento giorni tempi e finanziamenti certi per i progetti di messa in sicurezza definitiva del colle e delle fabbriche. E salvate anche l’Università, favorendo la rimessa a regime di tutte le facoltà sospese dall’Ateneo di Palermo per mancanza di fondi, ma soprattutto di programmazione seria e di vero dialogo”. Lo scrivono nella lettera al neopresidente della Regione Sicilia, Nello Musumeci, e al suo vice, Gaetano Armao, pubblicata sull’ultimo numero del settimanale dell’arcidiocesi di Agrigento “L’Amico del Popolo” il direttore, Carmelo Petrone, e Giuseppe Riccobene. Un testo per “condividere con voi due temi che stanno particolarmente a cuore”, interpretando “i sentimenti di tanti altri cittadini della provincia e della città di Agrigento”. “Negli ultimi quindici anni, il rischio potenziale – di per sé molto elevato – è stato aggravato a dismisura da una somma di fattori esterni gravi e deleteri, che nulla hanno a che fare con la geologia: disattenzione, mediocrità, sciatteria, burocratismo, inefficacia di quegli organismi politico-amministrativi regionali e nazionali – si legge nel testo – che, tuttavia, non hanno mai lesinato tempo per passerelle, foto e interviste in cui si è descritta la soluzione come a un passo dall’essere raggiunta”. Adesso, però, “gli studi ci sono, documentati e coerenti, e a questo punto le ipotesi progettuali possono diventare esecutive ed essere realizzate, come in un qualsiasi posto normale”. Sul colle di Agrigento, però, “è avvenuto l’esatto contrario: la serietà non ci ha accompagnato, abbiamo assistito a rivendicazioni di risultati mai conseguiti, neppure da lontano”.

Luigi Sturzo: mons. Tasciotti (Giudice istruttore), “fu sintesi fra l’essere cittadino e sacerdote”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:51

“Don Sturzo non aveva una ideologia ma seguiva una dottrina che era l’amore di Dio”. Lo ha detto monsignor Francesco Maria Tasciotti, giudice istruttore della Causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio don Luigi Sturzo, giunta al termine della fase diocesana. Questa mattina i motivi dell’apertura del percorso sono stati illustrati in una conferenza stampa a Roma, insieme all’annuncio della nuova fase, quella apostolica, che si compirà in Vaticano. La causa è durata 22 anni e ha raccolto oltre 180 testimonianze. “Don Sturzo – ha detto Tasciotti – ha onorato il sacerdozio cattolico soprattutto nel Meridione. Il fatto che fosse diventato pro-sindaco non era insolito in passato, inoltre, la sua famiglia era veramente santa e cattolica”. “Nella doppia dimensione di prete e cittadino – ha sottolineato – ha operato la vera sintesi di pacificazione fra le due. Credo sia un esempio scomodo perché pochi sanno camminare in pace nel doppio ruolo. Per farlo gli occorreva avere intelligenza e fede che, secondo san Paolo, non è da tutti”. Postulatore della Causa è stato l’avvocato Carlo Fusco che ha descritto il sacerdote esiliato dalla dittatura fascista come “una persona che ha realizzato il disegno di Dio su se stessa”, che “ha scelto la sua vocazione in mezzo alla gente con le famiglie povere di Trastevere e nelle solfatare in Sicilia”. Nella giornata di domani è prevista la cerimonia ufficiale di chiusura della fase diocesana della causa in Vicariato e a seguire un convegno presso l’Istituto Luigi Sturzo.

Scalabriniani: Roma, il 27 novembre forum su “Dignità umana e diritti umani dei rifugiati”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:40

Sarà “Dignità umana e diritti umani dei rifugiati” il tema del forum che si terrà lunedì 27 novembre, a Roma, per iniziativa della Cattedra Unesco in Bioetica e diritti umani assieme al Simi (Scalabrini international Migration Institute) e ad altri enti. L’iniziativa, all’interno del progetto europeo “European citizens for solidarity” (Eurosol) cofinanziato dal programma “Europe for Citizens” dell’Unione europea, si terrà dalle 9.30 alle 18 presso l’aula master dell’Università Europea di Roma e dell’Ateneo Pontificio Regina Apostolorum. “L’obiettivo del forum – si legge in una nota – è promuovere il dialogo interculturale, trovare soluzioni e proposte creative attraverso l’informazione, la conoscenza e la condivisione di competenze”. “Accanto agli esperti – proseguono i promotori – i protagonisti saranno i rifugiati e i migranti stessi, come pure i politici interessati sull’attuale sfida migratoria”. La prima sessione su “Rifugiato, opportunità o minaccia? Contesto, cause e prospettive. La situazione del rifugiato: le voci dei protagonisti” vedrà l’intervento di padre Aldo Skoda, direttore del Simi. Si proseguirà con un focus su “Diritti e doveri del rifugiato in prospettiva di bioetica” mentre in conclusione di giornata verrà affrontato il tema “Integrazione del rifugiato in prospettiva interculturale e religiosa”. Parteciperanno il direttore della Cattedra Unesco, Alberto Garcia, Giorgio de Acutis, della Croce Rossa Italiana-Comitato area metropolitana di Roma Capitale, e Veronica Roldan, dottoressa di ricerca in Sociologia e metodologia della ricerca sociale.

Termometro politico: Istituto Ixè, il Movimento 5 Stelle primo partito in Italia

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:20

Il Movimento 5 Stelle sarebbe oggi il partito più votato dagli italiani. Lo rileva l’istituto Ixè, registrando le intenzioni di voto di un campione statistico alla data di ieri, giovedì 22 novembre. Al M5S andrebbe il 28% dei consensi. Segue il Partito democratico con il 23,4%. Subito dopo, il blocco di centrodestra con Forza Italia (15,8%), Lega Nord (13,1%) e Fratelli d’Italia (5%). La sinistra che non si riconosce nel Pd, cioè Articolo Uno e Sinistra Italiana fanno rilevare rispettivamente il 3,2% e il 3%. Il 2% degli elettori voterebbe Alternativa Popolare.

Fine vita: don Angelelli (Cei), “illusoria l’ipotesi che si possano normare per legge situazioni che per se stesse sfuggono al desiderio di uniformazione”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:20

“Considero illusoria l’ipotesi che si possano normare per legge situazioni che per se stesse, data l’ unicità di ogni uomo, sfuggono al desiderio di uniformazione. Solo il recupero di una piena alleanza terapeutica, che comprenda paziente, famiglia, medici, sanitari e altre figure come l’assistente spirituale, potrà ricreare quel clima di fiducia in cui maturano le scelte per il bene integrale della persona”. Lo afferma don Massimo Angelelli, nuovo direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della Cei, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire. Secondo il sacerdote, “la proporzionalità delle cure è un ambito complesso e sfumato, perché si può valutare solo caso per caso, sulla base di oggettivi fattori clinici e soggettivi fattori personali del paziente”. “In medicina – aggiunge – esistono protocolli terapeutici condivisi, ma solo il medico, con la sua équipe, in accordo con il paziente, ne può valutare la proporzionalità”. “Non tutto ciò che è possibile è lecito farlo”, prosegue don Angelelli, secondo cui “l’ultima parola sull’opportunità di compiere un gesto è frutto di un dialogo tra la retta coscienza dell’uomo (il medico, il paziente, i suoi familiari) e il bene integrale della persona malata”. “Solo attraverso questa composizione – nota – sapremo orientare al meglio ogni nuova conquista scientifica”. Don Angelelli parla poi del sistema sanitario italiano universalistico che “si sta deteriorando a causa di fattori esterni che ne minano il funzionamento. Sprechi e corruzione drenano risorse che dovrebbero essere destinate al bene dei cittadini”. “La sanità in Italia – evidenzia – ha bisogno di essere curata da queste patologie, altrimenti la sua efficacia verrà compromessa”. Inoltre “servono misure per la correzione della ‘medicina difensiva’, che secondo il ministero della Salute (2015) pesa per 8-9 miliardi di euro l’anno”. “Risorse immense, che vanno liberate per assicurare un accesso più equo alle cure, ai farmaci e una migliore qualità dei servizi, oltre a poter essere investiti nella sperimentazione e nella formazione dei giovani ricercatori”. Don Angelelli aggiunge poi che “la prossimità responsabile indicata dal Papa ci ricorda che nessuna persona, tanto più nel momento della fragilità, può essere mai abbandonata”. Anche per questo i medici dovranno essere capaci di “empatizzare con il paziente”.

Fine vita: don Angelelli (Cei), “il Papa ha ribadito concetti chiari da decenni”

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:19

“Il Papa ha ribadito alcuni concetti chiari da decenni, citando Pio XII nel 1957 e san Giovanni Paolo II, laddove si condannava l’accanimento terapeutico e si invocava la proporzionalità delle cure”. Lo afferma don Massimo Angelelli, nuovo direttore dell’Ufficio per la pastorale della salute della Cei, in un’intervista pubblicata oggi da Avvenire. Commentando il messaggio del Papa al convegno della Pontificia Accademia della Vita e della World Medical Association e i due discorsi al Pontificio Consiglio per la cultura e alla Conferenza sulle disparità globali nella salute, don Angelelli sottolinea che “il termine eutanasia viene citato solo per ribadire che ‘rimane sempre illecita’”. “Altro aspetto importante – aggiunge – è che il Papa fa riferimento non alla morte ma alla fine della vita. Ci ricorda che la morte è un processo, il fine-vita”. “È necessario fare questa distinzione – osserva – perché i processi tecnologici e le innovative ricerche in medicina hanno creato percorsi terapeutici inimmaginabili fino a pochi anni orsono, sostenendo con efficacia molte funzioni biologiche”. “Ma non sempre tutto questo concorre al bene integrale della persona, che chiaramente non è soltanto biologico”. Anche per questo “il Papa invoca ‘saggezza’, perché non tutto quello che è possibile fare è sempre opportuno o necessario. È il citato rischio di accanimento, cioè trattamenti, somministrazione di cure o di farmaci futili, inutili o dannosi, che non hanno un’efficacia reale sul bene integrale della persona”. Don Angelelli conferma che “l’accanimento terapeutico è inopportuno e inutile, oltre che vietato per legge” mentre “la nutrizione assistita non può mai essere negata, insieme all’idratazione, perché non sono terapie, ma il normale sostegno alla vita dell’uomo”.

Papa Francesco: nomina padre Daniele Libanori e don Paolo Ricciardi vescovi ausiliari di Roma

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:19

Papa Francesco ha nominato vescovi ausiliari di Roma padre Daniele Libanori, rettore della chiesa di san Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano, e don Paolo Ricciardi, del clero romano, parroco della parrocchia San Carlo da Sezze, assegnando loro rispettivamente le sedi titolari di Buruni e di Gabi. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana riportando anche alcune note biografiche dei due ausiliari.
Padre Libanori è nato ad Ostellato, in provincia di Ferrara, nell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Ha compiuto il cammino di formazione al sacerdozio nel seminario arcivescovile di Ferrara a partire dal 1964. È stato ordinato presbitero l’11 giugno 1977 per l’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio. Come sacerdote diocesano è stato dal 1977 al 1983 viceparroco della parrocchia di Vigarano Mainarda. Successivamente, dal 1983 al 1991 è stato parroco della parrocchia Madonna dei Boschi e rettore del seminario arcivescovile. Nel 1991 ha fatto il suo ingresso nella Compagnia di Gesù. Dal 1993 al 1997 è stato in servizio pastorale a L’Aquila presso il Collegio universitario d’Abruzzo e la cappella universitaria. Poi per un anno è stato ministro della Comunità di Posillipo e dal 1998 al 2003 ha svolto servizio pastorale presso la cappella dell’Università La Sapienza di Roma. Nel 2002 ha emesso i voti solenni. Dal 2003 al 2008 è stato vicerettore e dal 2008 al 2016 rettore della rettoria del SS.mo Nome di Gesù all’Argentina. Dopo essere stato per pochi mesi reggente della direzione nazionale dell’Apostolato della preghiera, nel 2017 è divenuto rettore della chiesa di san Giuseppe dei Falegnami al Foro Romano e membro dell’Ufficio per la formazione permanente del clero. Ha conseguito la licenza in teologia dell’evangelizzazione presso lo Studio teologico bolognese e il dottorato in teologia della vita cristiana presso la Facoltà teologica dell’Italia Meridionale-Sezione San Luigi. Ha curato edizioni di scritti di maestri spirituali e di profili di religiosi.
Don Ricciardi, invece, è nato a Roma il 14 marzo 1968. Entrato nel Pontificio seminario romano maggiore, è stato ordinato presbitero il 2 maggio 1993 per la diocesi di Roma. Ha conseguito la licenza in teologia biblica presso la Pontificia Università Gregoriana.Ha svolto i seguenti ministeri: assistente del Pontificio seminario romano maggiore dal 1993 al 1998; viceparroco della parrocchia Nostra Signora di Guadalupe a Monte Mario dal 1998 al 2003; addetto dell’Ufficio catechistico e del Servizio per il catecumenato del Vicariato di Roma dal 2001 al 2003; rappresentante del settore Ovest nel Consiglio presbiterale diocesano dal 2001 al 2007; parroco della parrocchia Santa Silvia dal 2003 al 2015; segretario del Consiglio presbiterale dal 2011 al 2015. Dal 2012 è membro del Collegio dei consultori e dal 2015 è parroco della parrocchia San Carlo da Sezze.

Papa Francesco: nomina mons. Lorenzo Leuzzi vescovo di Teramo

Agensir.it - Thu, 2017-11-23 12:06

Papa Francesco ha nominato vescovo di Teramo mons. Lorenzo Leuzzi, trasferendolo dalla sede titolare di Cittanova e dall’ufficio di vescovo ausiliare di Roma. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana, riportando alcune note biografiche di mons. Leuzzi: è nato a Trani, provincia di Bari e arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie, il 25 settembre 1955. Dopo gli studi liceali classici è entrato in seminario e, come alunno dello studio teologico di Bari, ha conseguito il baccellierato in teologia (1979), completando, poi, la formazione al sacerdozio al Pontificio seminario romano maggiore. Si è laureato in medicina e chirurgia presso l’Università di Bari (1980), con specializzazione in medicina legale e delle assicurazioni presso l’Università Cattolica di Roma (1983). Ha conseguito la licenza in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense (1983) e il dottorato in teologia morale presso la Pontificia Università Gregoriana (1985). È stato ordinato sacerdote per la diocesi di Roma il 2 giugno 1984 dal card. Ugo Poletti nella cattedrale di Trani. Ha svolto i seguenti incarichi: assistente ecclesiastico all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma; incaricato della pastorale universitaria della diocesi di Roma; direttore della Congregazione Mariana di Maria Immacolata e della scuola di religione San Filippo Neri all’Esquilino; rettore della chiesa di San Filippo Neri all’Esquilino; direttore dell’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma; membro della Commissione dell’educazione cattolica, la scuola e l’università della Conferenza episcopale laziale; rettore della chiesa di San Gregorio Nazianzeno a Montecitorio e cappellano della Camera dei deputati al Parlamento italiano. Dal 1993 è cappellano di Sua Santità. Eletto vescovo titolare di Cittanova ed ausiliare di Roma il 31 gennaio 2012, ha ricevuto la consacrazione episcopale il 14 aprile successivo. Come vescovo ausiliare di Roma è delegato per la pastorale universitaria e la cultura e cappellano della Camera dei deputati della. In seno alla Conferenza episcopale italiana è membro della Commissione episcopale per l’educazione cattolica, la scuola e l’università nonché membro del Consiglio di soprintendenza della Libreria editrice vaticana. Mons. Leuzzi è autore di numerose pubblicazioni di carattere culturale e teologico-pastorale.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie