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Ecumenismo: Sae, una rabbina e una teologa musulmana a confronto sulle donne “nel futuro delle religioni”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 18:47

“Le donne nel futuro delle religioni”. Questo il tema della tavola rotonda che ha caratterizzato il terzo giorno del convegno del Sae, in corso ad Assisi fino al 29 luglio. Protagoniste dell’appuntamento: Francesca Cocchini, docente di storia del cristianesimo alla “Sapienza” di Roma e membro della Commissione di studio sul diaconato delle donne istituita da Papa Francesco; Barbara Aiello, rabbina americana fondatrice della sinagoga “Ner Tamid (Luce eterna) del Sud” di Serrastretta, in Calabria; la teologa musulmana Nibras Breigheche, docente di diritto islamico, membro del direttivo dell’associazione donne musulmane in Italia (Admi) e tra i fondatori dell’Associazione imam e guide religiose in Italia. “Nella successione della storia a momenti di luce sono sopraggiunti secoli di buio e tentativi di tornare alla luce attraverso riforme nelle religioni e per iniziativa delle donne”, ha detto Aiello: “Oggi, a fronte di istituzioni a conduzione prevalentemente maschile, ci sono chiese e realtà religiose come l’ebraismo riformato ‘liberal’ dove ci sono donne rabbine e realtà islamiche dove ci sono guide religiose femminili. E c’è una terra comune tra donne della stessa religione e di religioni diverse, che è la vita spirituale attraverso la quale è possibile per noi lavorare insieme per portare il bene nel mondo”. Dopo i gruppi di studio e i laboratori pomeridiani, la giornata si chiude stasera all’interno della basilica di Santa Maria degli Angeli, davanti alla Porziuncola, per l’Inno Akathistos presieduto dall’arciprete ortodosso romeno George Vasilescu, con la partecipazione dei monaci di Bose residenti a San Masseo, in Assisi.

Ecumenismo: Guldanova (pastora luterana) al Sae, “sono le donne a consegnare le cose più preziose da una generazione all’altra”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 18:45

“Sono le donne a consegnare le cose più preziose da una generazione all’altra: le tradizioni, i sogni, la fede, i progetti di una famiglia”. Lo ha detto Eva Guldanova, pastora luterana, intervenendo oggi al terzo giorno della sessione del Sae, in corso ad Assisi fono al 29 luglio.  “Dio vuole e può agire anche attraverso di noi se facciamo le nostre scelte in modo non egoistico, coraggioso e prendiamo consiglio a partire da lui”, ha assicurato la relatrice, spiegando che “lo Spirito Santo agisce insieme a noi, effettua cambiamenti, parla in modo da preservare le cose buone dal passato per le future generazioni e introdurre cose nuove, nuove leggi, nuove tradizioni che renderanno il mondo, la società migliori”. “L’unità ci rende forti e rafforza anche il nostro coraggio mentre allevia le nostre sofferenze e ci aiuta a sbarazzarci dei nostri pesi o almeno, se necessario, a portarli avanti”, ha concluso Guldanova riferendosi ad una delle parole forti del movimento ecumenico: “Dobbiamo avere il coraggio di unirci attraverso le differenze e persistere nello sforzo per l’unità per raggiungere lo scopo del mondo migliore della società più giusta che potremmo consegnare ai nostri figli. E dal nostro Signore Gesù abbiamo imparato e con lui preghiamo per l’unità perché il mondo creda”.

 

 

Charlie Gard: Alta Corte di Londra, sarà trasferito in un hospice. Struttura e momento del trasferimento resteranno segreti

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 18:40

Estenuante seduta della Corte oggi a Londra, sotto la presidenza del giudice Nicholas Francis per cercare un consenso tra le parti sulle modalità con cui far uscire Charlie Gard dalla terapia intensiva. In aula, secondo quanto riferito dai media presenti all’udienza, solo la mamma, Connie Yates. Lo sforzo in queste ore è stato di capire le possibilità di trasferire e assistere a casa il piccolo nelle sue ultime ore. Vista la complessità della situazione clinica, delle apparecchiature coinvolte e l’assistenza medica necessaria, il giudice ha definito che è “nell’interesse superiore di Charlie” che sia trasferito in un hospice, per i suoi ultimi giorni. Lì sarà estubato. Il nome della struttura e il momento in cui sarà trasferito Charlie restano segreti. “Chiunque pubblicherà luogo e data infrangerà la legge” ha decretato il giudice. C’è però tempo per gli avvocati dei genitori di Charlie e del Great Ormond Street Hospital fino alle 12 di domani per verificare la fattibilità di “altri programmi” e trovare un eventuale accordo. Se non intervengono altre indicazioni, domani il giudice emetterà la sentenza.

Papa Francesco: “Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia!”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 14:07

“Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia per comunicare il patrimonio di umanità e di fede essenziale per ogni società!”. È il tweet lanciato oggi da Papa Francesco sull’account @Pontifex.

Quanto sono importanti i nonni nella vita della famiglia per comunicare il patrimonio di umanità e di fede essenziale per ogni società!

— Papa Francesco (@Pontifex_it) July 26, 2017

Yemen: agenzie Onu, 1.900 morti per epidemia di colera, 2 milioni di bambini con malnutrizione acuta

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 13:47

“Questa è la peggiore epidemia di colera al mondo all’interno della più grande crisi umanitaria al mondo. Solo negli ultimi tre mesi sono stati registrati 400mila casi sospetti di colera e circa 1.900 morti associati alla malattia”. A parlare così dello Yemen sono Anthony Lake, direttore generale Unicef; David Beasley, direttore esecutivo Wfp, e Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale Oms a conclusione della missione congiunta effettuata nel Paese dove servizi vitali per la salute, l’acqua e l’igiene sono paralizzati a causa di oltre due anni di conflitto. Lo Yemen è sull’orlo della carestia; circa 2 milioni di bambini sono colpiti da malnutrizione acuta che li rende ancora più vulnerabili al colera. Medici, infermieri e volontari stanno lavorando senza sosta per salvare vite.
Oltre 30mila operatori sanitari non ricevono lo stipendio da più di 10 mesi, molti lavorano ancora per dovere. Di qui la richiesta dei tre responsabili alle autorità dello Yemen di pagare urgentemente gli operatori sanitari. “È necessario un impegno duraturo – affermano – per fermare la diffusione della malattia. Circa l’80% dei bambini dello Yemen ha immediato bisogno di assistenza umanitaria.
Quando abbiamo incontrato i leader dello Yemen, ad Aden e a Sana’a, abbiamo chiesto loro di garantire agli operatori umanitari accesso alle aree colpite dal conflitto e abbiamo sollecitato – più di ogni altra cosa – che venga trovata una soluzione politica pacifica al conflitto”. La crisi dello Yemen richiede una risposta senza precedenti: “Chiediamo adesso alla comunità internazionale di moltiplicare il suo supporto per le persone dello Yemen. Se non faremo nulla adesso, la catastrofe che abbiamo visto espandersi davanti ai nostri occhi non solo continuerà a mietere vite, ma comprometterà il futuro delle prossime generazioni e del Paese per gli anni a venire”.

Migranti: p. Boscaini (comboniano), “ai ragazzi che partono per l’Europa consiglierei di rimanere in Africa”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 13:29

“Rimanete in Africa. Se fossi ancora là, questo consiglierei ai ragazzi che partono o vorrebbero partire per raggiungere l’Europa”. È quanto affermato padre Elio Boscaini, comboniano per anni in missione tra Ruanda, Burundi, Ghana, Benin e Togo, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Verona fedele”. Ritornato alla Casa madre dei Comboniani, a Verona, se fosse ancora in Africa, padre Boscaini sarebbe “tra quelli che dicono no: non partite. Non li incoraggerei, anzi: farei di tutto per convincere quei ragazzi a rimanere nel loro Paese”. “Pur nella consapevolezza – aggiunge – che là, per tutte quelle persone, non c’è futuro”. Su quanti sbarcano sulle nostre coste, il comboniano osserva che “da noi non arrivano i più poveri, i miserabili: altrimenti sbarcherebbero a milioni”. “Vengono quanti hanno quel minimo di possibilità di mettere insieme del denaro per pagare i trafficanti e partire”, spiega. Per Boscaini, “nel loro guardare all’Europa, i giovani africani vedono opportunità che dove si trovano non avrebbero. Scorgono quella libertà – prosegue – che nel luogo in cui vivono non è detto sia loro garantita”. Rispetto all’opera dei comboniani in Africa, il missionario rileva come sia una presenza “efficace e che sta dando da decenni i suoi frutti, sebbene non siano così visibili né evidenti. Sono attività che riescono a migliorare la qualità della vita delle persone”.

Migranti: don De Robertis (Migrantes), “un’accoglienza dignitosa tratta l’altro come una persona. In Italia il sistema lascia ancora molto a desiderare”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 13:11

“Un’accoglienza dignitosa è quella, anche molto semplice, che tratta l’altro come una persona”. Ma “purtroppo in Italia il sistema di accoglienza lascia ancora molto a desiderare”. È quanto ha affermato don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero del settimanale diocesano “Verona fedele”. Per don De Robertis, “un’accoglienza dignitosa è quella che non dimentica che l’altro è un essere umano, spesso segnato dalle sventure”. Il sacerdote racconta l’esperienza vissuta nella parrocchia di san Marcello, in Bari, che lascerà il prossimo 13 settembre per seguire le attività di Fondazione Migrantes. “Dopo l’appello di Papa Francesco del settembre 2015, la comunità ha deciso di prendere in affitto un appartamento dove attualmente risiedono sei giovani neo-maggiorenni”. “Se si decide di ospitare qualcuno – ammonisce – non lo si accoglie nello sgabuzzino: per questo abbiamo scelto una casa grande, in un bel palazzo”. Secondo De Robertis la distinzione tra migranti economici e rifugiati politici “è legittima”. “Questo – aggiunge – non significa negare il diritto a chi non può garantire a sé e ai propri cari una vita dignitosa di cercare di farlo in un altro Paese”. “Questo diritto va però coniugato con le esigenze di un’accoglienza dignitosa e con il diritto che ognuno dovrebbe avere a non essere costretto ad emigrare a causa di miseria o altre cause”. Per il sacerdote, “la grande maggioranza dei richiedenti asilo è accolta in grandi centri spesso in condizioni pietose”. “Si continua ad agire sull’onda dell’emergenza dando agio a persone senza scrupolo di arricchirsi sulla pelle dei migranti”, accusa. Al contrario, “abbiamo nel nostro Paese moltissimi esempi di fraternità e integrazione riuscita”. Per evitare le tragedie nel Mediterraneo, conclude De Robertis, “la soluzione è far arrivare in sicurezza coloro che ne hanno diritto e rimuovere le cause che spingono tanti a fuggire, la vendita di armi e lo sfruttamento”.

Migrazioni: Avramopoulos su ricollocamenti profughi, “aiutare l’Italia”. Procedure d’infrazione contro Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 13:03

(Bruxelles) “I risultati conseguiti finora dimostrano chiaramente che, se esiste la volontà politica, il sistema di ricollocazione funziona. Ora c’è bisogno di un ultimo sforzo per realizzare il nostro comune obiettivo di ricollocare entro settembre la maggior parte di tutti i richiedenti asilo ammissibili presenti sul territorio greco e italiano”. Lo afferma Dimitris Avramopoulos, commissario responsabile per la migrazione, commentando i dati odierni su ricollocamenti e reinsediamenti di migranti all’interno dell’Unione. “L’Italia in particolare è soggetta a enormi pressioni, per cui esorto tutti gli Stati membri a intensificare gli sforzi di ricollocazione da questo Paese”. Avramopoulos aggiunge: “L’Ue non lascerà soli i Paesi con una frontiera esterna e la Commissione continuerà ad assicurare il rispetto degli obblighi giuridici assunti in materia di ricollocazione da parte di tutti gli Stati membri”. Infatti la Commissione passa oggi alla fase successiva nelle procedure di infrazione contro Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia per “inadempimento dei loro obblighi giuridici in materia di ricollocazione”. Il ritmo delle ricollocazioni “ha continuato a crescere negli ultimi mesi”, afferma la Commissione: “dal novembre 2016 vi sono stati oltre 1.000 trasferimenti al mese e nel giugno 2017 è stato raggiunto un nuovo record con più di 3.000 trasferimenti mensili”. Al 24 luglio il numero totale di ricollocazioni era pari a 24.676 (16.803 dalla Grecia e 7.873 dall’Italia) sui 160mila concordati.

Migrazioni: Commissione, continuano i ricollocamenti da Italia e Grecia verso gli altri Paesi Ue. “Accelerare i trasferimenti”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 12:53

(Bruxelles) Secondo la Commissione Ue, che oggi ha adottato la quattordicesima relazione sui progressi compiuti in materia di ricollocazione dei richiedenti asilo all’interno dell’Ue e di reinsediamento dei rifugiati provenienti da Paesi terzi, giugno sarebbe stato un “mese record” per le ricollocazioni da Italia e Grecia. “Il livello record di ricollocazioni registrato a giugno (oltre 2.000 persone rilocalizzate dalla Grecia e quasi 1.000 dall’Italia) e il fatto che la quasi totalità degli Stati membri abbia assunto impegni e proceda a regolari ricollocazioni fanno sperare che entro settembre sarà possibile ricollocare tutte le persone ammissibili”, si legge in una nota di Bruxelles. “Tuttavia, sono necessari maggiori sforzi per accelerare i trasferimenti dall’Italia, soprattutto alla luce dell’attuale situazione nel Mediterraneo centrale”. Perché in Italia gli arrivi sono ben superiori alle modeste cifre dei ricollocamenti Ue. “Nel frattempo – aggiunge la nota dell’Esecutivo – si continuano a registrare buoni progressi in materia di reinsediamento e la Commissione ha lanciato un nuovo sistema di impegni per il reinsediamento delle persone più vulnerabili da Libia, Egitto, Niger, Etiopia e Sudan, in parallelo ai reinsediamenti dalla Turchia”.

Ong e migranti: Moas, “primo incontro costruttivo con governo. Speriamo ci ascolti e modifichi versione iniziale”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 12:51

“È stato un meeting costruttivo” e “speriamo di poter continuare a discutere in maniera dettagliata del Codice di condotta. È positivo che il governo italiano sia aperto a discutere l’argomento con le Ong. Moas affronterà i prossimi incontri con lo stesso spirito di aperta collaborazione che da sempre ci contraddistingue”: lo ha dichiarato oggi Christopher Catrambone, co-fondatore di Moas (Migrants offshore aid station), una delle Ong impegnate impegnate con le navi nelle attività di ricerca e soccorso di migranti. Ieri si è svolto il primo incontro tra il Viminale e le Ong riguardo al Codice di condotta per le operazioni di ricerca e soccorso nel Mediterraneo. Moas ritiene che l’incontro sia stato “proficuo e utile, e abbia permesso alle Ong di richiedere chiarificazioni sui punti della bozza di documento precedentemente inviata dalle autorità italiane”. Al termine dell’incontro è stato programmato un secondo meeting che si terrà il 28 luglio. Entro questa data le Ong avranno la possibilità di presentare in forma scritta le loro richieste di chiarimenti al Ministero dell’Interno. “Ci auguriamo che il governo ascolti le posizioni che saranno presentate da ogni Ong – conclude il Moas -, e possa prenderle in considerazione per modificare la versione iniziale del Codice di condotta”.

Migrazioni: Corte di giustizia Ue, Paese d’approdo dei migranti obbligato a esaminarne domanda di asilo. Nessuna deroga a Dublino

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 12:37

(Lussemburgo) Lo Stato Ue in cui i migranti approdano via mare o arrivano via terra è competente ad esaminarne le richieste di asilo. E la crisi migratoria in atto non rappresenta un elemento tale per derogare al Regolamento di Dublino. La Corte europea di giustizia, che ha sede a Lussemburgo, si è espressa oggi con una sentenza riguardante due casi concernenti Croazia, Slovenia e Austria. Ma la sentenza vale per tutti i Paesi aderenti e fa luce sull’attuale emergenza che l’Italia sta affrontando con gli arrivi dall’Africa. “Secondo il regolamento di Dublino, che norma il diritto di asilo in Ue – ricorda la Corte in una lunga e articolata nota –, in caso di passaggio illegale delle frontiere il Paese competente non può essere quello in cui la domanda viene presentata (in questo caso la Slovenia), ma il primo in cui i migranti sono giunti (la Croazia)”. Il caso: nel 2016, un cittadino siriano e i membri di due famiglie afghane, pur non disponendo di un visto appropriato, hanno varcato la frontiera tra la Croazia e la Serbia. Le autorità croate hanno organizzato il trasporto di tali persone fino alla frontiera croato slovena allo scopo di aiutarle a recarsi in altri Stati membri al fine di presentare in questi ultimi una domanda di protezione internazionale. Il cittadino siriano – precisa ancora la Corte – ha poi presentato una domanda siffatta in Slovenia, mentre i membri delle famiglie afghane hanno fatto lo stesso in Austria.
“Tuttavia, tanto la Slovenia quanto l’Austria hanno ritenuto che, poiché i richiedenti erano entrati illegalmente in Croazia, ai sensi del regolamento Dublino III spettasse alle autorità di tale Stato membro esaminare le domande di protezione internazionale delle persone suddette”. Le persone interessate contestano in sede giudiziaria le decisioni rispettivamente adottate dalle autorità slovene e austriache, “facendo valere che il loro ingresso in Croazia non può essere considerato irregolare e che, ai sensi del regolamento Dublino III, spetta dunque alle autorità slovene ed austriache esaminare le loro domande di protezione internazionale”. La Corte suprema della Repubblica di Slovenia e la Corte amministrativa suprema di Vienna, hanno dunque chiesto alla Corte di giustizia se “l’ingresso delle persone di cui trattasi debba essere considerato regolare o no ai sensi del regolamento Dublino III. Inoltre, il giudice austriaco desidera sapere se il comportamento delle autorità croate equivalga al rilascio di un visto da parte di tale Stato membro”. Con le sue sentenze odierne, la Corte “constata, anzitutto, che, ai sensi del regolamento Dublino III, un visto è una ‘autorizzazione o decisione di uno Stato membro necessaria per il transito o per l’ingresso’ nel territorio di tale Stato membro o di vari Stati membri. Di conseguenza, da un lato, la nozione di visto rinvia ad un atto formalmente adottato da un’amministrazione nazionale, e non ad una semplice tolleranza, e, dall’altro, il visto non si confonde con l’ammissione nel territorio di uno Stato membro, in quanto esso viene per l’appunto richiesto al fine di consentire tale ammissione”.
Sulla scorta di tali circostanze, la Corte rileva che “l’ammissione di un cittadino di un Paese non Ue nel territorio di uno Stato membro non può essere qualificata come visto, anche se tale ammissione si spiega con il sopravvenire di circostanze straordinarie caratterizzate da un afflusso massiccio di persone in arrivo nell’Ue”. Inoltre, la Corte “ritiene che l’attraversamento di una frontiera in violazione dei requisiti imposti dalla normativa applicabile nello Stato membro interessato debba necessariamente essere considerato illegale ai sensi del regolamento Dublino III”. Ciò premesso, la Corte “statuisce che la nozione di ‘attraversamento irregolare di una frontiera’ abbraccia anche la situazione in cui uno Stato membro ammetta nel proprio territorio cittadini di un Paese non Ue invocando ragioni umanitarie e derogando ai requisiti di ingresso in linea di principio imposti ai cittadini di Paesi non Ue”.

Incendi: Coldiretti, strage di 50 milioni di api sul Vesuvio

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 12:24

Sono cinquanta milioni le api morte a causa dell’incendio che ha colpito il Parco del Vesuvio, con le fiamme che hanno distrutto le arnie e cancellato la produzione di miele e polline. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti dopo le segnalazioni giunte dagli apicoltori dell’area vesuviana, in particolare nella zona di Ercolano. Una vera e propria strage destinata ad aggravarsi a causa degli effetti del fumo sugli sciami sopravvissuti. Gli esperti del Conaproa (Consorzio nazionale produttori apistici) in Campania calcolano una perdita ulteriore di almeno il 20% di insetti che hanno perso l’orientamento e quindi morti. Il rogo sul Vesuvio ha coinvolto peraltro anche i nuclei di fecondazione, “vere e proprie casseforti genetiche su cui questi apicoltori lavorano da decenni”. Le fiamme hanno distrutto le arnie anche nelle zone di Licola e ad Agnano. L’incendio colpisce – sottolinea Coldiretti – un comparto già fortemente messo in crisi dalla siccità. I roghi che stanno colpendo l’intero territorio nazionale – rileva la Coldiretti – rappresentano un gravissimo danno economico e ambientale tanto che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco. Per ogni ettaro di macchia mediterranea bruciato muoiono in media 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili.

Padre Jacques Hamel: il presidente Macron, “i due terroristi hanno creduto di seminare sete di vendetta ma hanno fallito”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 11:59

“Assassinando padre Hamel ai piedi dell’altare i due terroristi hanno creduto di seminare tra i cattolici di Francia la sete di vendetta e rappresaglia. Ed hanno fallito. Le mie prime parole saranno quindi per ringraziare la Chiesa di Francia, mons. Lebrun qui presente, i cattolici di Francia, le suore di San Vincenzo de’ Paoli e, in particolare, le suore che erano presenti quel giorno, coraggiose, i parrocchiani. Ringrazio tutti per aver trovato nelle loro fede e nella preghiera la forza del perdono”. È cominciato così il discorso che il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron, ha pronunciato questa mattina alla inaugurazione di una “Stele repubblicana per la pace e la fraternità” che è stata istallata nel comune di Saint-Etienne-du-Rouvray in memoria di padre Jacques Hamel, il sacerdote ucciso un anno fa da due giovani terroristi mentre celebrava la Messa. Il presidente Macron ha poi esteso il suo ringraziamento anche a tutti gli abitanti della piccola cittadina della Normandia per “aver donato a tutta la Francia lo stesso esempio, per aver rifiutato questa sete di vendetta e rappresaglia e aver scelto insieme fin dal primo momento di intraprendere un cammino di pace”. In questo tempo “turbolento” della storia di Francia, un Paese messo alla prova dal terrorismo e anche da “persecuzione”, c’è bisogno di “artigiani di pace”. E “l’esempio di pacificazione che avete offerto alla Francia – ha aggiunto Macron – chiama tutta la nostra gratitudine. Questi assassini volevano seminare la paura nei francesi già fortemente provati dall’attentato del 14 luglio a Nizza, e grazie a voi, hanno fallito”. Hanno ricordato a tutti i francesi che la Repubblica non è “il regno del relativismo” e che “al cuore delle nostre leggi, dei nostri codici, forgiata dalla nostra storia c’è una parte che non si negozia, una parte sulla quale non cediamo, una parte sacra: questa parte è ciò che ci rende umani, è l’amore, la speranza, il dono di sé, il gusto dell’altro. Di tutto questo padre Hamel è stato l’incarnazione”. “Un anno fa – ha concluso Macron – avete dato questo esempio a tutta la Francia, e senza diminuire l’orrore vi dico, qui e oggi che il martirio di padre Hamel non è stato inutile. Il suo viatico sarà la forza del suo messaggio e della vostra dignità”, spingere i francesi ad essere “ciascuno più fedele ancora a ciò che noi siamo, più fedele ancora a ciò che loro hanno voluto distruggere”.

Siccità: Coldiretti, Roma senz’acqua con -73% di pioggia a luglio. Nelle campagne laziali danni per 100 milioni di euro

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:51

Roma è in emergenza idrica perché nei primi venti giorni di luglio è caduto il 73% di pioggia in meno, peggiorando una situazione che nei primi sei mesi dell’anno aveva già visto una costante diminuzione delle precipitazioni. È quanto emerge da una analisi di Coldiretti sulla base dei dati Ucea relativi al territorio provinciale che evidenzia le ragioni dello stato di sofferenza del Lago di Bracciano, la riserva idrica della Capitale. L’ultimo crollo delle precipitazioni – spiega Coldiretti – segue quello del -74% a giugno, il -56% a maggio come ad aprile, mentre a marzo il calo è stato del 58%, a febbraio del 37% e a gennaio del 34% provocando una crisi idrica di portata storica. Ma la situazione è critica in tutto il Lazio dove nella seconda decade di luglio il calo delle precipitazioni è stato pure qui del 73% dopo che a giugno era caduta il 70% di pioggia in meno ma particolarmente secchi sono stati tutti i mesi del 2017. Il risultato è una grave siccità nelle campagne dove si contano complessivamente danni per 100 milioni di euro, secondo Coldiretti, tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito. Nell’Agro Romano compromessi i raccolti di grano, carote, patate. Nelle province di Roma, Rieti e Frosinone produzione di latte ovino/bovino calata mediamente del 30% mentre a Viterbo – continua la Coldiretti – irrigazione di soccorso per salvare vigneti e uliveti che comunque si avviano a una stagione in perdita, con rese almeno dimezzate. Nei noccioleti sprovvisti di irrigazione le mandorle non si sono formate o si annunciano di scarsa qualità. A Latina – conclude la Coldiretti – compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie.

Vitalizi: voto finale Camera entro la mattinata

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:47

(DIRE-SIR) – La vicepresidente della Camera Marina Sereni ha informato l’aula di Montecitorio che sul ddl Richetti sui vitalizi c’è un accordo tra i gruppi che prevede di concludere le votazioni entro la mattinata di oggi.

(www.dire.it)

Vitalizi: ok abolizione, Aula Camera approva art. 1 con 314 sì

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:45

(DIRE-SIR) – L’aula della Camera approva, 314 sì, 15 no e 54 astenuti, l’articolo 1 della proposta di legge Richetti che abolisce gli assegni vitalizi dei parlamentari sostituendoli con un trattamento previdenziale basato sul sistema contributivo vigente per i lavoratori dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Le norme si applicano ai deputati e ai senatori in carica, a quelli futuri e anche a quelli cessati dal mandato.

(www.dire.it)

Università: al via il 31 luglio a Salerno il I Forum degli studenti fuori sede

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:42

Aiutare i giovani a capire l’importanza dei loro studi universitari come aiuto futuro e valorizzazione concreta dei loro territori d’origine. È l’obiettivo del I Forum degli studenti fuori sede delle Università romane sul tema “La responsabilità delle nuove generazioni per uno sviluppo del Mezzogiorno” che si aprirà il prossimo 31 luglio all’Università degli Studi di Salerno, campus di Fisciano, fino al 2 agosto, promosso dall’Ufficio per la pastorale universitaria del Vicariato di Roma e dalle Università di Roma, in collaborazione con l’Università di Salerno, con la Presidenza del Consiglio – Ministero per la Coesione Territoriale e con il Mezzogiorno, il Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, la Regione Lazio, e Roma Capitale. Il meeting è rivolto in particolare agli studenti delle regioni della Campania, della Basilicata, della Puglia, della Calabria, e della Sicilia. “Questo primo forum – spiega il vescovo ausiliare Lorenzo Leuzzi, delegato per la Pastorale Universitaria della diocesi di Roma – nasce dall’impegno delle università romane per favorire l’accoglienza degli studenti fuorisede, ma anche per promuovere rapporti con le comunità d’origine di questi ragazzi. L’università ha il delicato compito di formare le nuove generazioni e di promuovere un nuovo sviluppo soprattutto nelle regioni del mezzogiorno. La Chiesa di Roma è accanto a questi giovani offrendo il proprio servizio pastorale attraverso le cappellanie, e aiutandoli a diventare sempre di più missionari del Vangelo nelle università”.
Il meeting si aprirà nel pomeriggio del 31 luglio alle ore 15.30, presso l’aula magna del campus di Fisciano, con i saluti del rettore dell’Università di Salerno Aurelio Tommasetti, del presidente della Conferenza dei rettori delle università italiane Gaetano Manfredi e di S. mons. Giuseppe Giudice, vescovo di Nocera Inferiore-Sarno e delegato per la Pastorale universitaria della Conferenza episcopale campana. I lavori proseguiranno con la tavola rotonda sul tema “Gli studenti fuori sede a Roma: anonimi o integrati?”. La mattina del 1° agosto si svolgeranno due incontri. Nel primo i presidenti delle Regioni, Confindustria e di altre realtà imprenditoriali si confronteranno sul tema “I progetti delle istituzioni e delle realtà imprenditoriali per il Mezzogiorno”. L’altro panel invece verterà su “Le proposte formative delle Università di Roma”. Nel pomeriggio i partecipanti si suddivideranno in quattro gruppi di studio. La mattinata del 2 agosto invece, si aprirà con i saluti di mons. Luigi Moretti, arcivescovo di Salerno-Campagna-Acerno. Dopo le sintesi dei lavori, ci sarà l’intervento del ministro per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca Valeria Fedeli e le conclusioni di mons. Lorenzo Leuzzi.

Missioni: Fano, sei giovani in partenza per un’esperienza in Burundi e Mozambico

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:42

Oltre alla cinquantina di giovani che fino al 29 luglio partecipano al Campo di lavoro e formazione missionaria organizzato dal Centro missionario diocesano di Fano-Fossombrone-Cagli-Pergola, saranno 6 i coetanei che vivranno un’esperienza missionaria più lunga, in Burundi e Mozambico. Tra di loro – scrive Filippo Bargnesi sull’ultimo numero del settimanale “Il nuovo amico” – “c’è anche chi ha appena finito la maturità, chi da anni sognava questo viaggio, chi lavora già per i più poveri, chi ha ‘sentito dire’ di questa possibilità e ci si è buttato e chi fin da ragazzo ha dato il suo contributo all’interno del Centro missionario”. Nicoletta, Ilaria, Benedetta ed Ettore vivranno un mese in Burundi, dove – spiega Bargnesi – “ad attenderli troveranno la comunità dei padri del Buon Pastore e della Regina del Cenacolo”, una “comunità locale nata per aiutare i pigmei che in quelle terre sono emarginati e tenuti al limite della società. Nella loro esperienza, “potranno toccare con mano i tanti progetti che da anni vengono portati avanti nella zona di Gitega”. Luca e Irene, invece, raggiungeranno il Mozambico e saranno accolti da padre Sandro, missionario italiano che vive a Tete. “Saranno accompagnati a conoscere la realtà locale e i progetti che stanno nascendo, grazie anche al contributo di altri ragazzi e ragazze che negli anni scorsi hanno fatto esperienza di missione in quelle terre”. “Abbiamo deciso di vivere questa esperienza di coppia – hanno affermato Luca e Irene – per toccare con mano un altro tipo di vita, più vera e per certi versi anche più dura”.

Diocesi: Trani, è morto l’arcivescovo Giovan Battista Pichierri

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:32

È morto questa mattina l’arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, mons. Giovan Battista Pichierri. Il decesso, avvenuto nella sua abitazione, in diocesi, a Trani, è stato causato probabilmente da un malore. “L’arcivescovo – riferisce al Sir il portavoce della diocesi, Riccardo Losappio – è stato trovato riverso a terra, nella sua casa, questa mattina presto. Vani i tentativi dei soccorritori per cercare di rianimarlo”.
Mons. Pichierri, nato a Sava (Ta) il 12 febbraio 1943, è stato ordinato presbitero della diocesi di Oria (Br) il 30 agosto 1967. Ha completato la sua formazione teologica frequentando la Facoltà ecumenica di Bari dove, nel 1970, ha conseguito la licenza in teologia ecumenica. Ha messo i primi dieci anni del ministero sacerdotale al servizio dei Seminari minori, diocesano e regionale per il liceo in Taranto. In quest’ultimo, prima come animatore e poi come rettore. Tornato in diocesi nel 1977, ha servito la Chiesa diocesana collaborando direttamente con i vescovi De Giorgi e Franco. Dal 1982, mons. Armando Franco, nominandolo arciprete, gli affida la cura pastorale della parrocchia della SS. Trinità in Manduria, dove svolge il suo servizio sino al 12 marzo 1991. Nel 1986, lo stesso mons. Franco lo chiama a collaborare in maniera più diretta nella guida della diocesi affidandogli l’incarico di vicario generale e moderatore di Curia, oltre a quello di parroco. Lungo tutto l’arco degli anni di ministero ha insegnato religione cattolica nelle scuole di Stato, media e superiori nel ginnasio, nel commerciale, nello scientifico. Il 21 dicembre 1990 Giovanni Paolo II lo ha eletto vescovo della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano (Fg). Il 26 gennaio 1991 è stato ordinato vescovo nella chiesa madre di Manduria (Ta) dal vescovo diocesano, mons. Armando Franco. Il 17marzo 1991 ha fatto l’ingresso in diocesi. Il 13 novembre 1999 Giovanni Paolo II lo ha trasferito alla sede arcivescovile di Trani-Barletta-Bisceglie (Bt). L’ingresso nella nuova sede è avvenuto il 26 gennaio 2000, nono anniversario dell’ordinazione episcopale.

Migranti: Vicenza, nell’unità pastorale Riviera un doposcuola 60 richiedenti asilo che vuole costruire ponti

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:18

È “un doposcuola che vuole costruire ponti e non muri” quello attivato a Longara e S. Croce Bigolina, parrocchie dell’unità pastorale Riviera nella diocesi di Vicenza. Il settimanale diocesano vicentino “La Voce dei Berici” racconta, nell’ultimo numero, di come la “comunità cristiana ha deciso di continuare sulla strada di un percorso iniziato nel 2013 dal circolo Noi” avviando un doposcuola destinato ai richiedenti asilo ospitati a Longara, una decina, e a S. Croce Bigolina, una cinquantina. L’iniziativa è stata realizzata “insieme alle cooperative presenti sul territorio, in coordinamento con la Caritas diocesana e altre realtà che si occupano dei migranti, con l’aiuto del Comune e della Prefettura”. “Affiancato al corso di italiano di sei ore la settimana, tenuto dalle cooperative”, il doposcuola “non è solo un rafforzamento della lingua, ma anche scambio e introduzione alla cultura, agli usi e alle abitudini del nostro Paese”. I corsi si tengono all’Istituto comprensivo Scamozzi. “Accanto all’apprendimento della lingua e all’accompagnamento nello studio – scrive La Voce dei Berici – per favorire l’integrazione sono state proposte diverse attività pratiche e concrete come tagliare l’erba o ridipingere le inferriate della scuola materna”. È stato anche organizzato un torneo di calcio promosso dalla cooperativa sociale “Alinsieme” e dal circolo Noi.

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