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Papa Francesco: al Congresso dell’apostolato per la sobrietà in corso a Varsavia. “Una delle condizioni per una vita felice”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 17:02

“La sobrietà è una delle condizioni fondamentali per una vita felice”, ricorda Papa Francesco nella lettera a firma di mons. Angelo Becciu indirizzata ai partecipanti al Congresso dell’apostolato per la sobrietà che in questi giorni si svolge a Varsavia. Il Pontefice esprime la sua “soddisfazione” per il fatto che “il Congresso nazionale per la sobrietà abbia riunito dei rappresentanti di numerosi gruppi della società civile, delle istituzioni del governo, e del parlamento polacco”. Francesco auspica che i lavori del Congresso “si dimostrino fruttuosi per un’unificazione dell’intera società a favore dell’astinenza dall’alcol che costituisce un’importante condizione della libertà”. “La mancanza di sobrietà distrugge il legame con Dio, e con la Chiesa, distrugge la persona, le famiglie e le relazioni interpersonali” sottolinea il Papa, esprimendo la vicinanza spirituale con tutti i partecipanti all’incontro. Il Congresso dell’apostolato per la sobrietà inaugurato ieri ha per tema “le responsabilità della famiglia, della Chiesa, dello Stato e delle amministrazioni locali”. Gli organizzatori ricordano che “la preoccupazione per la sobrietà propria, quella dei familiari e dell’intera nazione è la realizzazione dell’amore per il prossimo” e “la conferma di una fede in Dio presa con serietà che significhi una libertà dal peccato e dalle dipendenze le quali in maniera radicale possono distruggere le nostre capacità di fare del bene”.

Diocesi: Messina, domani la 12ª Giornata per la custodia del creato e presentazione di una commissione ad hoc

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:54

“Certo, il Signore è in questo luogo e io non lo sapevo” (Gen 28,16). Viaggiatori sulla terra di Dio” è il titolo della 12ª giornata diocesana per la custodia del creato in programma sabato 23 settembre (ore 16.30) al Parco ecologico San Jachiddu (Salita Tremonti) di Messina. A promuoverla gli Uffici per i problemi sociali e il lavoro e per l’ecumenismo e il dialogo, insieme alla Consulta delle aggregazioni laicali dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-S. Lucia del Mela, in collaborazione, fra gli altri, con Caritas diocesana, Nucleo diocesano di Protezione civile, Agesci, Masci. Tema dell’edizione 2017 “Incendi: dalle ceneri una nuova prospettiva”, suggerito dai recenti tragici eventi sulla scorta dell’invito di Papa Francesco nella “Laudato si’”: “L’azione della Chiesa non solo cerca di ricordare il dovere di prendersi cura della natura, ma al tempo stesso deve proteggere soprattutto l’uomo contro la distruzione di sé stesso”. In apertura sono previsti la preghiera per la custodia del Creato, un video ed una testimonianza di operatori della parrocchia di S. Michele. Interverranno: Leonardo Santoro, ingegnere capo del Genio civile; Mario Albano del Parco ecologico San Jachiddu; Ambrogio Ponterio, vice dirigente Vigili del fuoco; Gustavo Lampi, Corpo forestale dello Stato; Rosella Picone, responsabile Orto botanico. In occasione della Giornata sarà presentata la Commissione diocesana per la custodia del creato. A conclusione sarà piantato un albero dall’Agesci e dal Masci come simbolo di rinascita.

Diocesi: Perugia, Oratorio Anspi di San Sisto, avviato il progetto “Dalla strada alla meta allenando i valori”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:53

Con l’inaugurazione del nuovo campo di “Calcio a Cinque” dell’Oratorio Anspi “Sentinelle del Mattino” della parrocchia perugina di San Sisto, avvenuta nella serata del 21 settembre, ha preso il via il progetto “Dalla strada alla meta allenando i valori”. L’iniziativa vuole creare un luogo di incontro per tutti coloro che vogliano giocare e divertirsi “allenando i valori” e nasce da un’idea di alcuni giovani animatori appassionati di calcio e del coordinatore delle attività educative dell’Oratorio Daniele Rossi. L’inaugurazione del nuovo campo di “Calcio a Cinque” si è tenuta con un torneo che durerà quattro giorni (21-24 settembre), completamente gratuito e rivolto a tutti i giovani con più di 16 anni che vorranno divertirsi all’insegna dello sport in un clima di sana competizione e di comunione. Al torneo, infatti, partecipano giovani appartenenti a diversi contesti e oratori di tutta l’Archidiocesi di Perugia-Città della Pieve. Insieme a loro sono intervenuti all’inaugurazione il vescovo ausiliare mons. Paolo Giulietti, Daniela Monni, per la Fondazione Cassa di Risparmio il cui contributo è stato fondamentale per la realizzazione del progetto, don Riccardo Pascolini, responsabile del Coordinamento Oratori Perugini, don Claudio Regni, parroco di San Sisto, Sergio De Vincenzi, consigliere regionale, Cristiana Casaioli, Edi Cicchi ed Emanuele Prisco, assessori al Comune di Perugia. Un simbolico “calcio d’inizio” tra mons. Giulietti e il parroco don Regni ha dato il via al torneo. Il vescovo ausiliare, nell’intervenire, ha evidenziato come “il campo di gioco è uno strumento bellissimo ed importante, ma qui vedo un popolo presente a questo evento, il che mi dice che qui abbiamo una comunità educante per tutti i ragazzi presenti che è il vero motore educativo”.

Papa Francesco: visita a sorpresa la Fondazione Santa Lucia

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:51

Oggi il Papa è uscito dal Vaticano per una visita a sorpresa alla Fondazione Santa Lucia, un centro di eccellenza molto conosciuto a Roma, specializzato nella neuro-riabilitazione di pazienti con deficit di movimento e cognitivi, dove vengono trattate patologie derivanti da ictus, lesioni midollari, Parkinson e sclerosi multipla. Il Papa continua così l’esperienza dei “Venerdì della Misericordia”: gesti di vicinanza e di sostegno dedicati ai meno abbienti e ai meno fortunati, che hanno caratterizzato il Giubileo della Misericordia. Intorno alle ore 16 – informa la Sala Stampa della Santa Sede –  Papa Francesco ha attraversato i cancelli di via Ardeatina 306 ed è stato accolto con gioia dalle persone che in quel momento si trovavano nel parcheggio del complesso degli edifici ospedalieri.  Subito dopo, è stato raggiunto dalla presidente dell’Associazione, Maria Adriana Amadio, e dal direttore generale, Edoardo Alesse, oltre che dallo staff che si univa al piccolo gruppo in visita al Centro. “Particolarmente emozionante è stata la visita del Papa al reparto di riabilitazione dei bambini affetti da patologie neurologiche”, si legge nel comunicato: “Papa Francesco si è fermato ed ha scherzato con loro; ha scambiato poi alcune parole di conforto con i genitori che stavano assistendo alla riabilitazione motoria dei loro bambini, spesso faticosa e dolorosa”, poi “ha assistito con grande attenzione agli esercizi che consentono ai bambini di acquisire o recuperare la stabilità motoria”. Subito dopo il Papa ha visitato il reparto nel quale sono ospitati pazienti tra i 15 e 25 anni tetraplegici e paraplegici, alcuni dei quali a seguito di incidenti stradali, e la palestra dove le persone anziane svolgono attività per la riabilitazione motoria. “Il Santo Padre vuole così incoraggiare tutti a svolgere gli esercizi fisici e sottolineare quanto sia importante sperare nel futuro e confidare nella ricerca scientifica che permette di fare grandi progressi in questo campo”, il commento del comunicato vaticano. Dopo la visita alla Cappellina presente nell’edificio, Papa Francesco è rientrato a Casa Santa Marta.

Repubblica Ceca: cinque workshop su alloggi economicamente accessibili in programma nelle regioni di Boemia e Moravia

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:37

(Bratislava) – Una serie di workshop e conferenze sul tema degli alloggi economicamente accessibili è in programma fino a novembre in cinque città ceche e morave – Pilsen, Pardubice, Praga, Brno e Olomouc –, iniziando da Pilsen il 27 settembre 2017. Gli eventi, della durata di una giornata, sono dedicati principalmente ai professionisti che lavorano nel sociale e alle organizzazioni assistenziali non governative, comprese quelle gestite dalla Chiesa, ma le iscrizione restano aperte anche al pubblico. “I prezzi degli alloggi nelle città dove l’offerta lavorativa è più ampia sono in rapida ascesa, le case e gli appartamenti in vendita hanno prezzi astronomici, l’offerta di alloggi economicamente accessibili è molto scarsa e questo rappresenta un grave problema per le famiglie appartenenti al ceto medio o basso della società”, spiegano i rappresentanti dell’Agenzia per gli alloggi economicamente accessibili in Repubblica Ceca, che ha lanciato il progetto. Identificare gli strumenti per migliorare la situazione aiutando le persone a trovare un alloggio degno e adeguato è una delle maggiori sfide per il sistema sociale ceco. Gli organizzatori di questa serie di workshop regionali auspicano che si possa contribuire a risolvere il problema sensibilizzando prima i professionisti e poi la gente comune. Info: www.affordablehousing.cz.

Czech Republic: five workshops on affordable housing to be held in regions of Bohemia and Moravia

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:37

(Bratislava) – A series of lectures and workshops on affordable living will be held in five Czech and Moravian towns – Pilsen, Pardubice, Prague, Brno and Olomouc – until November, starting in Pilsen on 27 September 2017. The one-day events are dedicated mainly to professionals working in the social sector and non-governmental organizations dealing with people in need, including those run by the Church, but registration is also open to the public. “Accommodation prices in towns with a wide range of job offers have been growing rapidly; apartments and houses sell for astronomic prices and the offer of affordable accommodation is very poor, which represents a serious problem for lower and middle income households in society”, explain the representatives of the Agency for Affordable Housing in the Czech Republic, which launched the project. Identifying the instruments to improve this situation and help people find dignified and suitable shelter represents one of the biggest challenges to the Czech social system. The organizers of this series of regional workshops hope that raising awareness first among professionals and then among lay people might effectively contribute to solving this problem. For more information: www.affordablehousing.cz.

Diocesi: mons. Sorrentino (Assisi), “nel cammino della nostra Chiesa è giunto il tempo della liturgia”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 16:00

“Nel cammino della nostra Chiesa, dopo la visita pastorale e il sinodo, dopo i ben sette anni dedicati alla riscoperta della Parola di Dio, è giunto il tempo della liturgia”. Lo ha detto il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, presentando il prossimo triennio liturgico della diocesi. Tre anni dedicati alla riscoperta dei riti liturgici a cominciare dalla celebrazione eucaristica domenicale. Si comincerà domani, sabato 23 settembre, dalle 9 alle 12,30, con l’assemblea diocesana nella Domus Pacis. Domenica 24, alle 17, sarà il momento della consegna del Piano pastorale nella cattedrale di San Rufino. All’assemblea annuale, dal titolo “In spirito e verità, liturgia, preghiera personale, pietà popolare”, parteciperà il vescovo di Tortona, mons. Vittorio Viola, per diversi anni custode della Porziuncola. “L’occhio sosterà soprattutto sulla bellezza della preghiera della Chiesa. Cinquant’anni fa il Concilio Vaticano II, con la Costituzione Sacrosanctum Concilium, promosse la riforma della liturgia. Recentemente papa Francesco ha sottolineato che ‘la riforma liturgica è irreversibile’. È stata da noi recepita la Sacrosanctum Concilium? Fino a che punto? Che cosa resta da fare? Le indicazioni che ci daremo non vogliono essere un programma esaustivo. Riprenderemo quanto abbiamo stabilito nel Libro del Sinodo, che continua ad essere il nostro punto di riferimento”.

Grecia: Save the Children, “su isole egee bambini accolti in condizioni terribili. Con impennata arrivi centri sovraffollati e minori esposti a violenza e abusi”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 15:41

“L’impennata di arrivi di rifugiati e migranti nelle isole greche sta causando un grave sovraffollamento, con tende da 5 persone che ne ospitano fino a 16, neonati costretti a dormire a terra e bambini esposti a seri rischi”. A denunciarlo Save the Children. Quasi 200 persone al giorno – il numero più alto registrato da marzo 2016 – sono arrivate in barca questo mese dopo essere fuggite da zone di guerra come la Siria e l’Iraq, con le strutture delle isole egee di Samos, Lesbo, Chios, Leros e Kos ormai stracolme. Oltre 6.000 persone sono arrivate dall’inizio di agosto, di queste si stima che il 40% sia costituito da bambini. I lunghi tempi delle procedure per la richiesta d’asilo significano, per le persone, restare bloccati sulle isole per un periodo indefinito e per le famiglie con bambini vivere in rifugi di fortuna con scarse condizioni igieniche, senza acqua e con un numerdo di bagni insufficiente. Ratti e insetti hanno infestato le aree abitate e gli impianti elettrici improvvisati rappresentano un rischio per i più piccoli.
“A due anni dall’inizio di questa crisi, vediamo ancora famiglie condividere le tende e bambini, inclusi i neonati, dormire a terra – racconta Andreas Ring, rappresentante di Save the Children in Grecia -. Le madri ci riferiscono di non riuscire a prendere appuntamento coi medici per far visitare i figli ammalati a causa delle enormi liste d’attesa. Sappiamo di 16 persone appartenenti a tre nuclei famigliari, tra le quali vi è una donna incinta, che hanno dovuto dividere una tenda per 5. Questo non è un ambiente sicuro: sta mettendo a rischio la salute e il benessere dei bambini”. La lentezza delle procedure di asilo aggrava la situazione: “L’incertezza per il futuro, combinata con le condizioni di vita estremamente difficili sono sufficienti per spingere le persone al punto di rottura, soprattutto coloro che hanno già vissuto esperienze traumatiche nel paese d’origine”, aggiunge Ring. Save the Children chiede al governo greco di fare di più “per attenuare sovraffollamento e condizioni terribili, compiendo dei passi immediati per decongestionare le isole e permettere alle persone di spostarsi sulla terraferma, dando priorità alle persone più vulnerabili. Il governo dovrebbe, inoltre, accelerare gli sforzi per migliorare l’accoglienza sulle isole e assicurare la sicurezza dei bambini negli hotspot”.

Myanmar: Gomez (Amnesty), “violazioni contro Rohingya peggiore pulizia etnica in Asia. Alzino la voce India e Cina”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:10

“Le violazioni dei diritti umani contro la popolazione Rohingya sono la peggiore pulizia etnica avvenuta in Asia negli ultimi tempi”. Lo afferma in una intervista al Sir James Gomez, direttore di Amnesty international per la regione Asia sudorientale-Pacifico, che coordina il lavoro di un team di attivisti in loco e sta seguendo da Bangkok la crisi dei Rohingya, la minoranza musulmana che vive nello Stato di Rakhine in Myanmar, a maggioranza buddista. “Oltre 400.000 persone in tre settimane sono costrette ad attraversare la frontiera del Myanmar e fuggire in Bangladesh a causa della campagna di terra bruciata portata avanti dall’esercito – dice Gomez -. Negli anni più di 800.000 persone sono state costrette alla fuga”. Gomez commenta anche le parole della leader Aung San Suu Kyi il 19 settembre: “Ha parlato in termini generali della democrazia, della politica, ma non dei problemi umanitari di 400.000 persone – spiega Gomez – ed è rimasta in silenzio sul ruolo dei militari nelle violazioni dei diritti umani. Ha invitato i diplomatici e la comunità intellettuale ma non gli osservatori indipendenti. I militari sono coinvolti e ancora beneficiano della più totale impunità, anche rispetto alle persecuzioni delle minoranze negli Stati Kachin e Shan”. Gomez è in contatto con i rappresentanti dell’Onu che si occupano di diritti umani e chiede con forza “di avviare un inchiesta indipendente su questi crimini contro l’umanità”. Giudica “molto importanti” i vari appelli di Papa Francesco sulla crisi umanitaria dei Rohingya ma auspica che si pronuncino anche altri attori strategici per gli equilibri geopolitici: “Vorrei sentire la voce dei Paesi asiatici, soprattutto dell’India – che purtroppo non ha alzato la voce per difendere i Rohingya – e della Cina, che dovrebbe riconoscere gli abusi dei militari”.

Educare all’umanesimo solidale: Santa Sede, “globalizzare la speranza” e “favorire il pluralismo”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:02

“Globalizzare la speranza” e “favorire il pluralismo”, attraverso politiche di inclusione. Sono due degli imperativi al centro del documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore”, presentato oggi in Sala Stampa vaticana. “Globalizzare la speranza è la specifica missione dell’educazione all’umanesimo solidale”, si legge nel testo: “Globalizzare la speranza significa anche sostenere le speranze della globalizzazione”, che “oltre ad alcuni benefici ha causato sperequazioni, sfruttamenti, e ha indotto, in modo perverso, alcuni popoli a subire un’esclusione drammatica dai circuiti del benessere. Una globalizzazione senza visione, senza speranza, cioè senza un messaggio che è al tempo stesso annuncio e vita concreta, è destinata a produrre conflitti e a generare sofferenze e miserie”. “Il cittadino di oggi deve essere solidale con i contemporanei ovunque si trovino, ma anche con i futuri cittadini del pianeta”, è un’altra delle tesi del documento stilato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica: come scrive il Papa nella “Laudato si'”, “c’è bisogno di leadership che indichino strade”.

Papa Francesco: al Ccee, “20 buone pratiche per dare risposte e dialogare con i governi”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:00

Papa Francesco ha invitato oggi i direttori nazionali della pastorale per i migranti di tutta Europa a “utilizzare, completare e approfondire”  i 20 punti di azione o “buone pratiche” che caratterizzano la risposta della Chiesa ai bisogni dei migranti e rifugiati. Ne ha parlato durante l’udienza in occasione dell’incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) dal 21 al 23 settembre a Roma. Prima ha ricordato loro i punti salienti del suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato del prossimo anno, articolato attorno a quattro verbi: “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Il verbo “accogliere”, ha spiegato, “si traduce poi in altri verbi quali ampliare le vie legali e sicure di ingresso, offrire una prima sistemazione adeguata e decorosa e assicurare a tutti la sicurezza personale e l’accesso ai servizi di base”. Il verbo “proteggere” significa ” offrire informazioni certe e certificate prima della partenza, difendere i diritti fondamentali dei migranti e rifugiati indipendentemente dal loro status migratorio e vegliare sui più vulnerabili, che sono i bambini e le bambine”. “Promuovere” indica “garantire le condizioni per lo sviluppo umano integrale di tutti, migranti e autoctoni” mentre il verbo “integrare” si traduce nell’apertura di “spazi di incontro interculturale”, arricchimento reciproco e promozione di “percorsi di cittadinanza attiva”. Nel Messaggio il Papa accenna all’importanza dei Patti globali che gli Stati si sono impegnati a redigere e approvare entro la fine del 2018. A questo scopo la Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha preparato 20 punti di azione “che le Chiese locali sono invitate ad utilizzare, completare e approfondire nella propria pastorale”, ha esortato il Papa: punti fondati sulle “buone pratiche” che “caratterizzano la risposta tangibile della Chiesa ai bisogni dei migranti e dei rifugiati” e “utili per il dialogo che le varie istituzioni ecclesiali possono avere con i rispettivi governi in vista dei Patti globali”.

Papa Francesco: al Ccee, “disagio” verso migranti per “ferite della crisi” e “politiche spesso inadeguate”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:58

Il “profondo disagio” di molti cittadini europei di fronte “all’arrivo massiccio di migranti e rifugiati” è dovuto “alla crisi economica, che ha lasciato ferite profonde” ; da “una sostanziale impreparazione delle società ospitanti e da politiche nazionali e comunitarie spesso inadeguate” ma anche dai “limiti dei processi di unificazione europea”: lo ha affermato oggi Papa Francesco durante l’udienza ai direttori nazionali della pastorale per i migranti che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). “Nel mio costante ascolto delle Chiese particolari in Europa, ho percepito un profondo disagio di fronte all’arrivo massiccio di migranti e rifugiati – ha detto -. Tale disagio va riconosciuto e compreso alla luce di un momento storico segnato dalla crisi economica, che ha lasciato ferite profonde. Tale disagio è stato, inoltre, aggravato dalla portata e dalla composizione dei flussi migratori, da una sostanziale impreparazione delle società ospitanti e da politiche nazionali e comunitarie spesso inadeguate. Ma il disagio è anche indicativo dei limiti dei processi di unificazione europea, degli ostacoli con cui si deve confrontare l’applicazione concreta della universalità dei diritti umani, dei muri contro cui si infrange l’umanesimo integrale che costituisce uno dei frutti più belli della civiltà europea”. Papa Francesco ha ricordato che “negli ultimi anni, molte Chiese particolari in Europa sono state arricchite dalla presenza di migranti cattolici, che hanno portato le loro devozioni e il loro entusiasmo liturgico e apostolico”. Inoltre, “da una prospettiva missiologica, i flussi migratori contemporanei – ha detto – costituiscono una nuova ‘frontiera’ missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo e il suo Vangelo senza muoversi dal proprio ambiente, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per altre espressioni religiose”. “L’incontro con migranti e rifugiati di altre confessioni e religioni – ha sottolineato – è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente”.

Papa Francesco: al Ccee, “preoccupato per intolleranza, discriminazione e xenofobia in Europa, anche tra cattolici”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:57

Papa Francesco ha espresso oggi la sua “preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa”: lo ha detto ricevendo in udienza i direttori nazionali delle migrazioni che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). “Mi preoccupa ancor più – ha detto – la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto, giustificate da un non meglio specificato ‘dovere morale’ di conservare l’identità culturale e religiosa originaria”. La Chiesa, ha ricordato, “si è diffusa in tutti i continenti grazie alla ‘migrazione’ di missionari che erano convinti della universalità del messaggio di salvezza di Gesù Cristo, destinato agli uomini e alle donne di ogni cultura. Nella storia della Chiesa non sono mancate tentazioni di esclusivismo e arroccamento culturale, ma lo Spirito Santo ci ha sempre aiutato a superarle, garantendo una costante apertura verso l’altro, considerata come una concreta possibilità di crescita e di arricchimento. Lo Spirito, ne sono sicuro, ci aiuta anche oggi a conservare un atteggiamento di apertura fiduciosa, che permette di superare ogni barriera, di scavalcare ogni muro”. Di fronte ai flussi migratori “massicci, complessi e variegati, che hanno messo in crisi le politiche migratorie fin qui adottate e gli strumenti di protezione sanciti da convenzioni internazionali”, ha ribadito, “la Chiesa intende rimanere fedele alla sua missione: quella ‘di amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati”.

Diocesi: Caritas Ragusa, presentato oggi il progetto “Estamos juntos”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:53

Si è svolta stamane presso il fondo antico della Biblioteca Mons. Pennisi la conferenza stampa di presentazione del progetto della Caritas diocesana di Ragusa, “Estamos juntos”. Hanno preso parte il direttore della Caritas, Domenico Leggio, la responsabile del Servizio civile, Jenny Campagnolo e il direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali, Simone Digrandi. Il progetto prevede 9 mesi di volontariato riservati a tre giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni con sede a Ragusa e tre mesi di servizio in Portogallo. Il progetto si inserisce nel programma “Servizio, nonviolenza, cittadinanza” di Caritas Italiana, finalizzato a promuovere, da parte delle Caritas diocesane, proposte diversificate di animazione, formazione e servizio dedicate ai giovani al di fuori del servizio civile. I giovani trascorreranno il primo e l’ultimo trimestre a Ragusa, dove presteranno servizio a sostegno di un progetto sociale di inserimento socio-lavorativo nel settore agricolo e cureranno anche interventi di educazione ambientale e nonviolenta presso la tenuta diocesana di contrada Magnì. Nei tre mesi a Lisbona, ogni giovane presterà servizio presso un ente del territorio: la Caritas diocesana di Lisbona (settore povertà, intercultura), la Comunidade Vida e Paz (settore senza dimora) e il Jesuit Refugee Service (settore rifugiati e migranti).

Subito dopo la chiusura delle iscrizioni, ad ottobre si svolgeranno le selezioni; il progetto avrà inizio con il primo trimestre, da novembre 2017 a gennaio 2018 durante il quale ci saranno attività di formazione intensiva e di affiancamento alle attività agricole nella tenuta diocesana di Contrada Magnì. Il secondo trimestre, da febbraio a marzo 2018, prevede la partenza per Lisbona. Al rientro a Ragusa – da maggio a luglio 2018 – i ragazzi porteranno avanti attività educative rivolte a coetanei o minori presso scuole, parrocchie e altri enti, organizzando anche un campo di lavoro per giovani in Contrada Magnì. Si svolgerà al termine del progetto un workshop su “Giovani, mobilità, cittadinanza europea” alla presenza di rappresentanti di Caritas Italiana e degli enti portoghesi. Info: http://caritas.diocesidiragusa.it.

Educare all’umanesimo solidale: Santa Sede, “aggiornare il patto fra le generazioni”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:52

Nel contesto attuale della vita pubblica, in cui “agiscono le diverse correnti ideologiche, in competizione fra loro per l’egemonia culturale”, umanizzare l’educazione “significa mettere la persona al centro dell’educazione, in un quadro di relazioni che costituiscono una comunità viva, interdipendente, legata ad un destino comune”. È quanto si legge nel documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore”, presentato oggi in Sala Stampa vaticana. “Umanizzare l’educazione – si legge nel testo, pubblicato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica a 50 anni dalla “Popolurom progressio” e a 50 danni dal decreto conciliare “Gravissimum educationis” – significa prendere atto che c’è bisogno di aggiornare il patto educativo fra le generazioni”, in primo luogo mettendosi a fianco della famiglia, “prima società naturale, in una retta concezione di sussidiarietà”. Un’educazione umanizzata, si spiega nel documento, “non chiede semplicemente al docente di insegnare e allo studente di apprendere, ma sollecita ciascuno a vivere, studiare e agire, in relazione alle ragioni dell’umanesimo solidale: non progetta spazi di divisione e di contrapposizione ma, al contrario, propone luoghi di incontro e confronto per realizzare progetti educativi validi; si tratta di un’educazione – allo stesso tempo – solida e aperta, che rompe i muri dell’esclusività, promuovendo la ricchezza e la diversità dei talenti individuali ed estendendo il perimetro della propria aula in ogni angolo del vissuto sociale nel quale l’educazione può generare solidarietà, condivisione, comunione”.

Chiese europee e migranti: card. Bagnasco (Ccee), “portare vita nuova a tutti e promuovere cultura incontro”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:46

Il fenomeno della mobilità “ci provoca come Chiesa e come società europea” per cui è necessario “portare vita nuova a tutti e promuovere la cultura dell’incontro”: è questa, secondo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee), la missione delle Chiese europee, così come illustrata a Papa Francesco durante l’udienza a vescovi e direttori nazionali per la pastorale dei migranti, riuniti a Roma dal 21 al 23 settembre. “L’Europa è da sempre luogo d’incontro di popoli e culture e le migrazioni hanno sempre segnato la nostra società – ha detto il card. Bagnasco -, sia perché molti connazionali ne sono partiti sia perché persone e famiglie di altre provenienze sono qui giunti. Nello stesso tempo dobbiamo riconoscere il carattere inedito dei flussi migratori in atto, flussi che hanno messo a prova più in profondità il cuore e l’intelligenza del continente”. Le ragioni di questa mobilità umana “sono molteplici e complesse”, ha ricordato, e “tutte chiedono di promuovere uno sviluppo umano ed economico più equo, che stimoli i valori della solidarietà, senza la quale non esiste una società giusta e credente”. D’altra parte, ha precisato, “siamo consapevoli che negli ultimi anni non pochi Paesi europei sono stati fortemente colpiti da crisi sociali ed economiche che hanno indebolito lo stesso progetto europeo, allentando i vincoli personali e sociali, e generando smarrimento e perplessità rispetto a questo grande esodo. Siamo preoccupati anche per questo, come per la condizione di molte famiglie, dei poveri, dei disoccupati, e di tutti coloro che soffrono nel nostro continente”. Come ribadito da Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, anche il card. Bagnasco è convinto che “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” sia la chiave “per temperare disagi, disordini e paure per accompagnare un fenomeno umano così drammatico, doloroso e complesso”. Le Chiese europee rinnovano perciò l’impegno “in favore dei migranti e dei rifugiati, come pure di tante persone che sono orfane di giustizia o lacerate da dolori e privazioni, per contribuire a far sì che la storia dei popoli europei sia arricchita ancora dalla bontà concreta delle nostre comunità e dei nostri popoli”.

Diocesi: mons. Sanguineti (Pavia), “ritrovare la bellezza di essere comunità del Signore, vivo e operante”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:40

“Siamo eredi di una storia e di una tradizione plasmate dal cristianesimo; eppure per tanti uomini e donne che vivono nella nostra terra, la fede cristiana è sentita come qualcosa di lontano e di estraneo agli interessi, alle passioni e ai problemi della vita”. Lo scrive il vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, nell’editoriale de “Il Ticino”, il settimanale della diocesi, presentando la sua lettera pastorale dal titolo “Essere Chiesa oggi”. Nel documento il presule indica cinque “piste” espresse da “cinque verbi” da vivere nel “tessuto concreto delle nostre comunità”: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. “Questa è la speranza e il desiderio che mi muovono nel consegnare la lettera ‘Essere Chiesa oggi’: ritrovare la bellezza di essere comunità del Signore, vivo e operante; scoprire il volto di Chiesa che il Signore desidera per noi nel nostro presente; mettere a fuoco come vivere le vie indicate dal Convegno di Firenze”. Vie che, secondo il vescovo, possono contribuire a “riaccendere il cristianesimo qui e ora, come una novità umana, che colpisce e intercetta il desiderio di felicità, di verità e di bellezza”. A ispirare la lettera, racconta lo stesso mons. Sanguineti, è il servizio di Papa Francesco e, in particolare, l’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, in cui “il Papa indica un cammino di riforma e di vera conversione, che porti a scelte originali e coraggiose, dando nuovo spirito a gesti che appartengono alla vita della Chiesa”. “Diventa urgente metterci in ascolto, come Chiesa di Pavia, di ciò che Francesco chiede a tutte le comunità cristiane, per essere davvero una Chiesa che vive e testimonia la gioia del Vangelo, una Chiesa – conclude – che sente l’urgenza di “uscire” per incontrare gli uomini nei luoghi della loro vita, nelle loro periferie esistenziali”.

Diocesi: Pavia, stasera l’apertura dell’anno pastorale. Interviene il card. Bassetti

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:38

Oggi, venerdì 22 settembre, si aprirà ufficialmente l’anno pastorale 2017-2018 della diocesi di Pavia. Alla celebrazione, in programma alle 20.45 in cattedrale, interverrà il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, e presidente della Conferenza episcopale italiana. Il card. Bassetti aiuterà a cogliere l’immagine di Chiesa che Papa Francesco disegna nel suo documento programmatico “Evangelii Gaudium”. In tale occasione il vescovo Corrado Sanguineti presenterà la sua nuova lettera pastorale “Essere Chiesa oggi”. A questo appuntamento sono invitati tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e i fedeli della diocesi.

Assemblea Onu: Santa Sede, “le armi nucleari non possono creare un mondo stabile”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 09:02

(da New York) “Le armi nucleari non possono creare un mondo stabile e offrono un falso senso di sicurezza. La pace e la stabilità internazionale non possono essere fondati sulla distruzione reciproca o sulle minacce di annientamento”. Così l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, intervenendo alla decima conferenza sul “Bando totale degli esperimenti nucleari” organizzata il 20 settembre in occasione della 72ª Assemblea generale dell’Onu.
L’arcivescovo ha ribadito che la Santa Sede ha ratificato e aderito al Trattato per il bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt), ma è “turbata” dal constatare che all’appello mancano tanti Stati che ne impediscono, dopo 20 anni, la piena entrata in vigore. Il Trattato sul Bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt) impegna i sottoscrittori a non effettuare esperimenti sul proprio territorio e a non incoraggiare o partecipare a tali esperimenti in altri Stati, al fine di limitare la proliferazione, l’ammodernamento e la creazione di armi nucleari di ultima generazione o lo sviluppo, l’aggiornamento e la creazione di nuove generazioni di armi nucleari. India, Pakistan e Corea del Nord, non hanno ancora firmato il Trattato, mentre Stati Uniti, Cina, Egitto, Iran, Israele e Indonesia non hanno ancora proceduto alla ratifica assieme ad altri 38 Paesi giudicati a capacità nucleare avanzata.
Il rappresentante vaticano considera quanto mai urgente l’entrata in vigore del documento soprattutto guardando alle crescenti tensioni con la Corea del Nord e ai nuovi programmi di proliferazione nucleare che minano seriamente la sicurezza internazionale.
Monsignor Gallagher chiede di rilanciare i negoziati e deplora l’uso di minacce o della forza militare per contrastare l’ascesa nucleare. “Dobbiamo gettare alle spalle le minacce, la paura, la superiorità militare, l’ideologia e l’unilateralismo – ha sottolineato – perché la pace basata su equilibri di potere, minacce e controminacce è una pace instabile e falsa”. L’invito ultimo è quello di sostituire alla logica della sfiducia e della paura, “l’etica della responsabilità, del dialogo multilaterale e della cooperazione coerente e responsabile tra tutti i membri della comunità internazionale”.

Assemblea Onu: Santa Sede, la “Road map” per la pace nella Repubblica Centrafricana

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 09:01

(da New York) Sono cinque i punti della “Road map” per la pace nella Repubblica Centrafricana proposti dalla Santa Sede, martedì 19 settembre, durante l’incontro dedicato alla grave situazione del Paese alla 72ª assemblea generale delle Nazioni Unite. Per il rappresentante vaticano, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per le relazioni con gli Stati, il dialogo dovrebbe vertere su un cessate-il-fuoco di tutte le parti coinvolte nel conflitto; il disarmo dei gruppi armati e il reinserimento dei loro membri nella società civile; la garanzia della giustizia per le vittime degli attacchi; il ritorno protetto di migranti e rifugiati, sia cristiani che musulmani, che dovrebbero rientrare in possesso delle proprietà sottratte dai guerriglieri.
La Santa Sede si dichiara “molto preoccupata per l’intensificarsi del conflitto in corso e per i tanti civili indifesi, morti e feriti durante gli attacchi, a cui si aggiunge la gravissima situazione di rifugiati e sfollati interni”. L’arcivescovo non lesina apprezzamenti per la missione di stabilizzazione dell’Onu (Minusca) a Bangui, la capitale, ma chiede di “estenderne il mandato con azioni di pace più efficaci nella tutela dei civili, soprattutto donne e bambini (tra i più soggetti ad abusi e violenze) senza distinzione di fede religiosa o rango, al fine di evitare parzialità e guadagnare la fiducia della popolazione locale”.
Chiaro è il richiamo alla Comunità internazionale perché fornisca gli aiuti finanziari e le strutture necessarie alla crescita del Paese e altrettanto vigoroso è l’invito al governo nazionale a ridurre e combattere la corruzione, a garantire l’accesso all’assistenza sanitaria e all’educazione ai cittadini di ogni livello senza discriminazione e a lavorare per il dialogo, “unica soluzione di ogni conflitto armato e unico modo per far tacere le armi e dar vita alla riconciliazione”.
La Chiesa cattolica locale, dal canto suo, “s’impegna insieme ad altre Confessioni religiose, a cercare ciò che unisce, rifiutando ciò che provoca divisioni o contese, poiché la ricerca della pace viene prima di ogni altro bene”, ha ribadito monsignor Gallagher, a conclusione del suo intervento.

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