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Padre Jacques Hamel: mons. Lebrun (vescovo), “lo hanno ridotto al silenzio, ma continuerà a parlarci e a ispirarci pensieri di perdono e di pace”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 10:15

“Padre Jacques Hamel parlava la lingua dell’amore. In questa chiesa il padre Jacques Hamel è stato ridotto al silenzio. Non parla più. Eppure, padre Hamel parla ancora. La sua vita e la sua morte parlano molto più di quello che avremmo potuto immaginare. La sua vita e la sua morte parlano. Ispirano e gridano anche. La sua vita e la sua morte si rivolgono ora a ciascuno di noi”. Lo ha detto mons. Dominique Lebrun, vescovo di Rouen, nella omelia pronunciata alla Messa che si sta celebrando questa mattina nella chiesa Saint-Etienne-du-Rouvray in memoria dell’anziano sacerdote ucciso un anno fa da due giovani terroristi. Il vescovo non ha nascosto il dolore e lo choc vissuti quest’anno dalla comunità cattolica. “Nel corso di questo anno – ha detto – abbiamo gridato, quando immagini atroci tornavano alla mente. Abbiamo gridato e pianto il giorno e anche la notte. Abbiamo gridato perché abbiamo visto uccidere in nome di Dio, l’uomo diventare non umano e, come ha detto la mamma di uno dei due assassini, abbiamo gridato, come è possibile che Dio che ci ha creato, possa avere piacere nel vederci uccidere”. In questo “clima” di dolore, padre Hamel continua a parlare “dolcemente con la sua discrezione, la sua perseveranza, la sua fedeltà, la sua generosità, la sua vita donata. La sua vita e la sua morte parlano quando ci appaiono i primi frutti” del suo martirio, “l’amicizia, la concordia, il dialogo, l’amore vincente ben al di là di quello che potevamo immaginare”. Durante la messa, la piccola comunità di Saint-Etienne-du-Rouvray ha pregato per tutte le famiglie colpite dal terrorismo, per i leader politici perché si impegnino per “la pace dei popoli” per i credenti di tutte le religioni perché “intraprendono cammini di condivisione e di fraternità, e sappiano vincere il fanatismo e la cieca violenza”, per i preti e i giovani chiamati al sacerdozio perché seguano l’esempio di padre Hamel. Al termine della Messa, il vescovo ha poi detto: “Padre Hamel continuerà a ispirarci non solo pensieri ma anche atti di perdono e di pace” .

Ong e migranti: Msf auspica “un vero processo di consultazione che non comprometta azione umanitaria”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 09:41

Alla riunione indetta ieri dal ministero degli Interni sul Codice di condotta per regolare le attività delle Ong in mare, Medici senza frontiere (Msf) ha confermato la propria volontà di partecipare alla discussione con “un approccio aperto e costruttivo”, e ha sollevato alcune considerazioni e richieste di chiarimento “perché qualunque codice proposto possa concretamente contribuire a salvare vite senza compromettere i principi dell’azione umanitaria”: lo ha precisato Gabriele Eminente, direttore generale di Msf. “Abbiamo colto con favore gli sforzi volti a rafforzare la capacità di ricerca e soccorso (Sar) nel Mediterraneo – ha detto -, ma allo stesso tempo abbiamo espresso preoccupazione per alcuni elementi e ambiguità contenuti nel Codice. Auspichiamo che inizi oggi un vero processo di consultazione e che i punti sollevati durante l’incontro siano presi nella dovuta considerazione, affinché qualunque Codice proposto possa rappresentare il migliore strumento di collaborazione per salvare vite in mare”. Dall’inizio delle proprie attività Msf ha soccorso oltre 69.000 persone, nel rispetto delle leggi nazionali e internazionali e sotto il coordinamento della guardia costiera italiana. Dall’inizio del 2017 già oltre 2.200 vite, le ultime ieri, sono andate perdute nel Mediterraneo centrale.

Padre Jacques Hamel: messa nella chiesa di Saint-Etienne. Mons. Lebrun (vescovo), “l’odio non ha trionfato e non trionferà”

Agensir.it - Wed, 2017-07-26 09:36

“L’odio non ha trionfato e non trionferà”. Con queste parole pronunciate dal vescovo di Rouen mons. Dominique Lebrun, è cominciata alle 9 di questa mattina nella chiesa di Saint-Etienne a Saint-Etienne-du-Rouvray, la Messa in memoria di padre Jacques Hamel che un anno fa proprio in questa chiesa e nella stessa ora fu barbaramente ucciso da due giovani terroristi affiliati al sedicente Stato islamico mentre celebrava la Messa. Padre Hamel, ha detto il vescovo Lebrun, era un “un padre” ed oggi “è più che mai vivo”. A rendere omaggio all’anziano sacerdote è arrivato questa mattina a Rouen per la Messa anche il presidente della Repubblica francese, Emmanuel Macron. Presenti con lui il primo ministro, parlamentari e autorità civili locali, tra cui Joachim Moyse, sindaco di Saint-Etienne-du-Rouvray, e Hubert Wulfranc, deputato de la Seine-Maritime. Il vescovo Lebrun ha espresso la sua “gratitudine” per questa presenza e per “l’attenzione dello Stato e di tutta la popolazione al dramma che ha colpito la comunità cattolica”. È presente anche il presidente del Consiglio del culto musulmano di Francia: “La vostra amicizia è importante per noi”, ha detto il vescovo. Nel corso della Messa, dei fiori saranno posti da un bambino e da un adulto davanti alla Croce della processione, il cero pasquale, l’altare e la statua di Maria che sono state profanate dai terroristi.

Notizie Sir del giorno: Bambino Gesù e card. Bassetti su Charlie Gard, negoziato Brexit, mons. Santoro su ambiente e salute a Taranto, Tv2000

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:30

Charlie Gard: Enoc (Osp. Bambino Gesù), “la vera eredità” di questo caso è “l’impegno a sviluppare concretamente un modello di medicina personalizzata”

“Perché ci siamo occupati di Charlie? Non per pubblicità, come qualcuno ha affermato, ma perché dopo la telefonata della mamma ho capito che c’era una domanda vera di aiutarli ad avere una speranza”. Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ha spiegato oggi pomeriggio in conferenza stampa le ragioni che hanno spinto il nosocomio a rispondere all’appello della famiglia del piccolo per cercare di offrirgli un’ulteriore opportunità di cura attraverso il protocollo sperimentale proposto dal professor Michio Hirano. (clicca qui)

Charlie Gard: card. Bassetti, “per i genitori una scelta drammatica. Ora il bambino sia accompagnato e curato nel naturale decorso della malattia”

“I genitori si sono trovati di fronte a una scelta drammatica che è stata quella di arrendersi alla malattia”. Così il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Conferenza episcopale italiana, ha commentato la decisione dei genitori del piccolo Charlie Gard di abbandonare la battaglia legale per le cure al figlio. In un’intervista rilasciata questa mattina a Radio Uno, Bassetti ha sottolineato come “veramente in tutta questa vicenda, in queste settimane, abbiamo condiviso che c’è qualcosa di più della ragionevolezza giuridica e clinica”. (clicca qui)

Brexit: Parlamento Ue ribadisce i punti fermi del negoziato: diritti dei cittadini, accordi finanziari e frontiere sull’isola d’Irlanda

(Bruxelles) “Si potrà iniziare a parlare di un nuovo rapporto tra Unione europea e Regno Unito solo se si saranno fatti progressi sufficienti nei tre principali ambiti: i diritti dei cittadini, accordi finanziari e il problema delle frontiere sull’isola d’Irlanda”. Lo sottolinea in una nota il gruppo del Parlamento europeo incaricato di seguire il Brexit, alla luce degli incontri negoziali Ue-Regno Unito della scorsa settimana per il Brexit. Sarà il Parlamento a dire formalmente quando il “punto di progresso sufficiente sarà stato raggiunto”; dovrà avvenire per tutti e tre gli ambiti e non solo in uno o due. (clicca qui)

Rifiuti: mons. Santoro (Taranto) agli amministratori locali, “vigilare sulle discariche per evitare di deteriorare territorio e compromettere salute”

Accanto ai cittadini di Statte, Lizzano, Fragagnano, Grottaglie e San Marzano, che chiedono rispetto per l’ambiente e la salute e scendono in piazza contro l’ampliamento delle discariche. L’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, in una nota, ha invitato gli amministratori locali a vigilare e discernere. “Ai decisori politici e tecnici – ha scritto Santoro –, sui quali grava l’inderogabile responsabilità di tutelare in primo luogo la salute dei cittadini, chiedo di esercitare il massimo discernimento, per evitare di compromettere ulteriormente una situazione già di per sé preoccupante”. (clicca qui)

Diocesi: Prato, oggi mons. Agostinelli ha accolto nove bambini del Saharawi nel palazzo vescovile

Nove bambini originari del Saharawi, la Repubblica che metà degli Stati del mondo ancora oggi non riconosce, questa mattina sono stati accolti dal vescovo di Prato, mons. Franco Agostinelli, nel palazzo vescovile, nell’ambito di una serie d’iniziative organizzate dal Coordinamento toscano per il sostegno alla Repubblica del Saharawi. Dal 1983 l’associazione lavora a stretto contatto con la Regione e altri enti del territorio in favore della popolazione del Saharawi, che dal 1975 è stata costretta ad abbandonare la propria terra di origine, invasa dal vicino Marocco. (clicca qui)

Spagna: mons. Barrio (Santiago de Compostela), “i nostri governanti sappiano trovare soluzioni ai problemi politici, sociali e culturali” per costruire “bene comune”

“Quando abbiamo raggiunto così tante cose buone come mai avevamo fatto, in Spagna e in Europa, non dobbiamo dimenticare l’eredità della nostra storia, che, insieme ad aspetti negativi che devono essere sradicati, ci fornisce valori e ideali sufficienti e necessari per costruire una società solidale e piena di speranza”. Lo ha detto oggi mons. Julián Barrio, arcivescovo di Santiago de Compostela, in Spagna, nella celebrazione della Messa in occasione della festa di san Giacomo apostolo, nella cattedrale di Compostela. (clicca qui)

Tv2000: dal 2 settembre la serie di reportage “Ritratti di coraggio”. Conduce il programma Paola Saluzzi

Una serie di reportage che raccontano l’immigrazione, la malattia, le famiglie fragili, le persecuzioni razziali, il terremoto, il bullismo, con un filo rosso: il coraggio. È il nuovo programma di Tv2000 “Ritratti di coraggio”, condotto da Paola Saluzzi a partire da sabato 2 settembre (ore 9.10). Tra i protagonisti dei reportage, Dawood Yousefi, che a 17 anni lascia l’Afghanistan e dopo undici mesi di viaggio arriva in Italia passando dalla condizione di clandestino a quella di richiedente asilo… (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani. Charlie Gard, padre Hamel, accordo per la Libia

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:29

“Avvenire” apre la sua prima pagina con un titolo per un nuovo capitolo della vicenda di Charlie, con la richiesta dei genitori di portare il piccolo a casa per le sue ultime ore. Una decisione che è osteggiata dall’ospedale londinese dove ora è ricoverato il bimbo affetto da una rara malattia genetica. L’editoriale è affidato allo scrittore Ferdinando Camon: “Non lo dimenticheremo mai il piccolo Charlie, e ciò che non si dimentica vale la pena incontrarlo. Questa massima funziona per tutto, anche per i libri. Se un libro poi lo dimentichi, non vale la pena leggerlo. Ma se non lo dimentichi più, allora fa parte di te, è in te, sei tu. Contiene le parole che cercavi, delle quali avevi bisogno. Quali parole stanno scritte nel libro intitolato Charlie? Scrivo questa domanda e mi suona alle orecchie il rimbrotto del giudice dell’Alta Corte, Nicholas Francis: ‘Molte cose hanno detto su questo caso persone che non ne sanno nulla, ma si credono autorizzate a esprimere opinioni’. È un rimprovero per me e per quelli come me, che non sono giudici e non sono medici, e tuttavia su questo caso umano pensano e parlano perché sono umani”, conclude Camon.
A centro pagina una grande foto per il ricordo di padre Hamel, il sacerdote ucciso un anno fa nella sua chiesa di Rouen. L’arcivescovo della città lo ricorda così: “Un prete che ha vissuto la prossimità. Sapeva stare tra la gente, anche con la comunità musulmana”.
L’altro titolo importante della prima pagina di “Avvenire” è per l’accordo sulla Libia, stipulato sotto gli auspici del presidente Macron, tra il premier Serraj e l'”uomo forte” Haftar. In un breve commento, si sottolinea come le critiche delle opposizioni politiche interne alla linea italiana siano soltanto distruttive e non portino certo a migliorare i risutati della nostra diplomazia sul fronte mediterraneo.

Malattie rare: Dallapiccola (Osp. Bambino Gesù), sono “oltre 8mila. Strategica diagnosi precoce”. In un anno visitati 297 bambini

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:28

“Il caso Charlie rientra nelle malattie ultrarare”: lo ha detto Bruno Dallapiccola, genetista e direttore scientifico dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, nel corso della conferenza stampa svoltasi questo pomeriggio nel nosocomio. “Intervenire precocemente – ha aggiunto – permette spesso di attivare una terapia altrimenti impossibile”. “In Inghilterra l’attesa per una diagnosi è di circa cinque anni mentre con un approccio genomico è possibile arrivarci prima”, per questo il Bambino Gesù ha attivato da circa un anno un ambulatorio per pazienti malati rari orfani di diagnosi che identifica la mutazione responsabile della malattia con un semplice esame del sangue. “Abbiamo oltre 8000 malattie rare e ultrarare, di cui 5000 hanno frequenza inferiore a un caso per milione di cittadini. Di queste il 25% hanno un attesa di vita inferiore ai 5 anni”, ha precisato Dallapiccola. Nel primo anno di attività sono stati visitati 297 bambini e circa la metà “ha ricevuto una diagnosi ultrarapida con beneficio per il piccolo paziente e per la famiglia. Perché – ha concluso – significa fare una consulenza specifica mirata anche sull’eventualità che quella malattia ricorra nella famiglia, come la sindrome di Charlie che ricorrerà in un figlio su quattro di quella famiglia”.

Charlie Gard: Londra, rimandata a domani la decisione su dove il piccolo trascorrerà i suoi ultimi giorni

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:27

Ancora in tribunale oggi la mamma di Charlie Gard, Connie Yates, insieme ai suoi avvocati. Il papà Cris Gard, a quanto riferiscono i media inglesi, non ha assistito all’udienza. La mamma ha voluto che nell’aula fossero presenti anche i giornalisti. Non è stato trovato ancora un accordo sugli ultimi giorni di Charlie. I genitori lo vorrebbero a casa, almeno per “una settimana”. L’ospedale, che “ha cercato di fare tutto il possibile” per andare incontro al loro desiderio, ha sottoposto ai genitori una proposta dettagliata di cure palliative per accompagnare il piccolo negli ultimi momenti ma sostiene la difficoltà di garantire la ventilazione e le cure specialistiche appropriate per assicurare che Charlie non soffra, al di fuori di un contesto ospedaliero. Secondo quanto riferito dall’avvocato di parte dell’ospedale, Katie Gollop, non sarebbe stato possibile “trovare un medico di terapia intensiva che possa sostenere le cure a casa”. Più volte il giudice ha sospeso la seduta nel corso del pomeriggio per permettere un dialogo tra gli avvocati delle parti e più volte ha indicato come la materia fosse da definire più propriamente attraverso l’istituto della mediazione, anziché con una sentenza. La casa di Charlie è stata ritenuta dall’Ospedale inadeguata per ospitare i macchinari necessari alla ventilazione; l’avvocato Victoria Butler-Cole, che di fronte al giudice è l’avvocato “guardiano” degli interessi del piccolo, ha presentato la proposta di un “hospice”, in cui trasferire Charlie “alla fine di questa settimana”. Il giudice ha quindi aggiornato l’udienza alle 14 di domani (ora di Londra) , quando “prenderà una decisione conclusiva, a meno di qualcosa completamente nuovo e inatteso”.

Charlie Gard. Bertini (Osp. Bambino Gesù), “ci troviamo davanti alla frontiera di una malattia finora mai trattata”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:23

“Non parlerei di responsabilità. Ci troviamo davanti alla frontiera di una malattia finora mai trattata. Si tratta di una malattia rara, mai trattata prima, parlerei piuttosto di opportunità da cogliere con la quale forse sarebbe stato possibile fare dei passi avanti”. Enrico Silvio Bertini, responsabile di malattie muscolari e neurodegenerative dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, è intervenuto questo pomeriggio alla conferenza stampa presso il nosocomio per commentare la vicenda di Charlie Gard e ha risposto così a una domanda insistente sulle eventuali responsabilità da individuare nel caso. “Di responsabilità – ha spiegato pazientemente e a più riprese – si può parlare in presenza di protocolli terapeutici riconosciuti e consolidati o di linee guida, in loro assenza parlerei piuttosto di opportunità. La terapia sperimentale con deossinucleotidi poteva essere un’opportunità per Charlie e in futuro potrà essserlo per altri malati di patologie simili. Poteva consentire un passo avanti. Si trattava di coglierla o di non coglierla”. “Non so perché l’ospedale inglese abbia deciso di sospendere le cure al bimbo, so che qua da noi questo non sarebbe avvenuto”, ha affermato ancora la presidente del Bambino Gesù, Mariella Enoc. “Voi – la domanda di un giornalista – che cosa avreste fatto?”.  “Avremmo interpellato il comitato etico – la replica di Bertini -, noi lavoriamo sempre con il comitato etico ma non siamo abituati a interrompere la ventilazione meccanica”.

Diocesi: Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, il 1° agosto pellegrinaggio penitenziale alla Porziuncola

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:18

Per vivere appieno la Festa del perdono e la conclusione delle celebrazioni per l’VIII centenario dell’Indulgenza della Porziuncola, la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino rivivrà nel pomeriggio di martedì 1° agosto il pellegrinaggio penitenziale dalla basilica di San Francesco a quella di Santa Maria degli Angeli. “Il raduno, per i rappresentanti delle istituzioni, i pellegrini e le confraternite di Assisi – si legge in una nota – è fissato alle ore 15.45 nella piazza San Francesco”. Da qui, alle 16, prenderà il via la processione che scenderà al seminario regionale “dove – prosegue la nota – possono unirsi coloro che non possono arrivare a San Francesco”. L’arrivo previsto a Santa Maria degli Angeli è previsto per le 18.45; in basilica il vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino, presiederà i Primi Vespri.

Padre Pio: venerdì 28 luglio la conclusione dell’Anno giubilare per I centenario arrivo del Santo a San Giovanni Rotondo. Presente il card. Amato

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 19:02

Sarà il card. Angelo Amato, prefetto della Congregazione delle cause dei santi, a presiedere le due liturgie che, il prossimo 28 luglio, concluderemo l’Anno giubilare, in occasione del primo centenario dell’arrivo di Padre Pio a San Giovanni Rotondo. La giornata prevede una serie di eventi: alle ore 11,30, nella chiesa inferiore di San Pio da Pietrelcina, si terrà la concelebrazione eucaristica presieduta dal card. Angelo Amato, con la partecipazione dell’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, e del ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini, fr. Maurizio Placentino; alle ore 19, al Largo 28 luglio 1916 (piazza Europa – imbocco corso Umberto I), ci saranno l’inaugurazione e la benedizione (che verrà impartita dal card. Amato) del “Luogo della memoria”, alla presenza di autorità religiose, civili e militari; alle ore 20, da Largo 28 luglio 1916 partirà la fiaccolata verso il convento; infine, alle ore 21, sul sagrato di Santa Maria delle Grazie, sarà rappresentata l’opera musicale su san Pio “Arriva lu Sand”, a cura dell’Accademia Federiciana di Andria del maestro Michele Lorusso, con la direzione musicale di Maria Grazia e Attilio Fontana. Alla giornata commemorativa hanno assicurato la loro presenza il ministro per la Semplificazione e la Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, e l’assessore al Turismo e alla Cultura della Regione Puglia, Loredana Capone.

Charlie Gard: Bertini (Osp. Bambino Gesù), “purtroppo siamo forse arrivati troppo tardi”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:51

“La terapia sperimentale con deossinucleotidi, una terapia di supplementazione per cui si fornisce ciò che manca, poteva essere un’opportunità per Charlie e potrà esserlo in futuro per tutti i malati rari con la stessa patologia o patologie simili. Teoricamente ha rischi molto bassi, c’era una forte base razionale e prevedibilmente non esistevano rischi importanti. Sembrava in qualche modo possibile, ma purtroppo siamo forse arrivati troppo tardi”. A parlare è Enrico Silvio Bertini, responsabile di malattie muscolari e neurodegenerative dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, intervenuto questo pomeriggio a una conferenza stampa presso il nosocomio per commentare la vicenda di Charlie Gard. Alla luce della valutazione clinica congiunta effettuata sul posto insieme con il professore di Neurologia della Columbia University, Michio Hirano, è emersa l’impossibilità di avviare il piano terapeutico sperimentale, a causa delle condizioni gravemente compromesse del tessuto muscolare del piccolo Charlie. “Attualmente – racconta Bertini – il bambino è intubato con bassa quantità di ossigeno che ne mantiene la vitalità. L’ho visitato, era reattivo. Credo che anche per questioni giudiziarie sia stato messo in una situazione palliativa prolungata. Ci siamo accorti subito che la situazione era molto drammatica. L’indagine muscolare supplementare che abbiamo richiesto ha evidenziato una perdita diffusa e irreversibile di più del 90% di massa muscolare, la ripresa sarebbe stata impossibile. In quel contesto clinico, il tentativo si sarebbe configurato come accanimento terapeutico, perciò abbiamo desistito. Forse siamo arrivati troppo tardi. Abbiamo però ripreso la fase terapeutica-diagnostica, recuperato la fiducia dei genitori e allentato la tensione tra loro e l’ospedale”.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:47

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.171/News/2017/07/25/2017072501908902250.MP4

Balzo dell’industria a maggio

Buone notizie dal settore industriale. Rispetto allo scorso anno, il fatturato aumenta a maggio del 7.6%, gli ordinativi crescono del 13.7%. Lo riferisce l’Istat. “L’Italia riparte. Le riforme del governo Renzi hanno segnato la giusta direzione”, commenta il viceministro allo sviluppo economico Teresa Bellanova. Esulta il segretario del Pd: “I risultati arrivano”, dice Matteo Renzi che prevede: “Il Pil andra’ meglio del previsto. Se continuiamo così possiamo crescere molto di più”.

Caos a sinistra, lite tra Pisapia e Mdp

Sale la tensione a sinistra, dove Giuliano Pisapia lavora a un movimento unitario. È stato rinviato l’incontro fissato con Mdp, il movimento fondato da Pier Luigi Bersani e Roberto Speranza. Pisapia rifiuta l’ipotesi della federazione. “La sinistra deve guardare al futuro”, dice. “Il nuovo soggetto deve nascere con la più larga partecipazione popolare”, gli rispondono da Mdp. E assicurano: “Noi andiamo avanti”. Divergenze anche sull’atteggiamento da tenere verso il Pd di Renzi. Se Pisapia apre, da Mdp arriva una netta chiusura.

Allarme Federcasa: 4 case popolari su 10 non antisismiche

Il 40% delle case popolari che si trovano nella zona sismica più pericolosa non rispondono agli attuali requisiti antisismici. Così uno studio di Federcasa, presentato alla Camera con il ministro Graziano Delrio. La nostra priorità per la finanziaria – ha spiegato il ministro – sarà l’inserimento delle case popolari nel cosiddetto “sisma-bonus”, il sistema di incentivi fiscali per l’adeguamento antisismico.

Sport e periferie, firmata la convenzione coi sindaci

Da Acireale a Bari e Barletta, da Catanzaro a Firenze, da Pesaro a Verona: 25 tra sindaci e rappresentanti dei Comuni hanno firmato la convenzione con il Coni, grazie a cui si potranno erogare le risorse stanziate dal Governo nel Piano ‘Sport e Periferie’. Il ministro Luca Lotti ha annunciato un nuovo bando per “altri 100 milioni che partira’ da settembre”. Si tratta di un atto che “dimostra la fiducia del governo nel Coni”, come ha sottolineato il presidente del Coni, Giovanni Malago’.

In Norvegia si prega meglio con la app

Applicazioni per pregare, su smartphone e tablet. Le ha adottate la Chiesa cattolica in Norvegia. Grazie alle app si può accedere alle letture del giorno, al santo, ad intenzioni di preghiera condivise e si può trovare una chiesa cattolica nelle vicinanze. È quanto riporta il Sir. Le applicazioni sono nate nel 2014 e sono gratuite. Al momento risultavano installate su 6.600 dispositivi.

Incendi: Coldiretti, “un terzo dell’intera superficie nazionale è oggi a rischio”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:47

“Un terzo dell’intera superficie nazionale è oggi a rischio incendio, a causa dell’incuria e dell’abbandono che favoriscono l’estendersi del fuoco e l’azione dei piromani, con un costo per la collettività di ben 10mila euro ad ettaro”. A lanciare l’allarme è la Coldiretti dopo i nuovi roghi che hanno colpito il Sud e il Centro con migliaia di ettari di pascoli, boschi, vigneti e uliveti andati in fumo. “Un fenomeno – accusa Coldiretti – favorito dall’inarrestabile avanzata della foresta che, senza alcun controllo, si è impossessata dei terreni incolti e domina ormai 10,9 milioni di ettari con una densità che la rende del tutto impenetrabile ai necessari interventi di manutenzione, difesa e sorveglianza”. Per la Coldiretti, “ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco con danni all’ambiente, all’economia, al lavoro e al turismo”. Di fronte alla devastante ondata di incendi, Coldiretti ha promosso l’alleanza tra gli agriturismi a marchio Campagna Amica e Federforeste con l’avvio di una task force per il monitoraggio, la prevenzione e la valorizzazione dei boschi, e in particolare nella prevenzione degli incendi attraverso la segnalazione alle autorità responsabili delle emergenze. “Nella lotta agli incendi è determinante la tempestività di intervento ed è importante creare una rete diffusa di sorveglianza grazie alla presenza capillare degli agricoltori”, ha affermato il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo: “Le imprese agricole sono disponibili a impegnarsi nelle attività di manutenzione, gestione, prevenzione e sorveglianza di boschi e foreste nei confronti degli incendi”.  Ogni ettaro di macchia mediterranea – ricorda la Coldiretti – è popolato in media da 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili, ma anche da una grande varietà di vegetali che a seguito degli incendi sono andate perse. Nelle foreste andate a fuoco, sono impedite per anni anche tutte le attività umane tradizionali del bosco, come la raccolta della legna, dei tartufi e dei piccoli frutti.

Spiritualità: Mugnano di Napoli, un corso di esercizi spirituali sui messaggi della Madonna di Fatima nel primo centenario delle apparizioni

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:32

Un corso di esercizi spirituali sui messaggi della Madonna di Fatima nel primo centenario delle apparizioni: si terrà nel santuario del Sacro Cuore di Mugnano di Napoli, dal 1° al 5 agosto. Al corso degli esercizi partecipano le Suore Vittime Espiatrici di Gesù Sacramentato della Casa di Mugnano e di altre case religiose della Congregazione, fondata da Santa Maria Cristina Brando. Circa 60 religiose che prenderanno parte a questo speciale corso di esercizi spirituali, guidato da padre Antonio Rungi, predicatore e missionario passionista del santuario mariano della Civita in Itri, e che ha scelto come tema generale: “Maria modello di vita consacrata a cento anni delle apparizioni della Madonna a Fatima”.
Il predicatore, nell’ambito dei cinque giorni di esercizi spirituali estivi, parlerà, inoltre, di “Maria e la donna consacrata”, de “L’Eucaristia, nella vita consacrata”; dei “Consigli evangelici di povertà, obbedienza e castità”. Le riflessioni di padre Rungi saranno improntate ai messaggi della Madonna di Fatima, scritti dalla serva di Dio, suor Lucia, sulla Sacra Scrittura e sul Magistero di Papa Francesco. Due meditazione al giorno, una al mattino e l’altra al pomeriggio, e il resto della giornata dedicato alla celebrazione eucaristica, alla liturgia delle ore, alla riflessione personale e all’esperienza del silenzio contemplativo e del “deserto”, avendo la casa religiosa ampi spazi esterni per stare in solitudine e riflettere a contatto con la natura.

Charlie Gard: Enoc (Osp. Bambino Gesù), “è intervenuto un tribunale, quando in realtà dovevano parlarsi medici e familiari”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:32

“La storia di Charlie lascia al nostro ospedale la convinzione che la strada che abbiano intrapreso è corretta, che si deve percorrere e che alla ricerca non deve essere mai tolta risorsa. Ci insegna inoltre che la ricerca deve sempre arrivare al letto del paziente perché guai se laboratorio e paziente sono staccati”. Esordisce così Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, rispondendo al Sir sulla lezione e l’eredità che la vicenda di Charlie lascia al nosocomio. Richiamando il caso di una bambina morta a pochi mesi accanto ai suoi genitori, Enoc racconta che la mamma le ha espresso gratitudine perché la piccola “ha avuto tanto amore e dignità. Alla fine – dice – è anche questo che dobbiamo fare. Il nostro ospedale deve essere anzitutto un buon ospedale: i genitori che vengono qui chiedono che il loro figlio sia possibilmente guarito, se non guarito curato, se deve morire, almeno amato. Questa è anche la richiesta di Papa Francesco che non ci chiede mai di essere ideologici, ma di essere ci evangelici”. La presidente insiste sull’importanza del rapporto dei medici con le famiglia dei piccoli pazienti: “La rarità di quello che stiamo scoprendo dice che la comunità scientifica deve lavorare molto insieme ma anche rapportarsi con la famiglia. Serve relazione, condivisione, accompagnamento”. E aggiunge: “Nel caso di Charlie è intervenuto un tribunale quando in realtà dovevano parlarsi dei medici e dei familiari e dovevano essere loro a decidere loro cosa fare. Quando all’ospedale di Londra è arrivato il prof. Enrico Silvio Bertini abituato a questo rapporto con le famiglie, la tensione dei genitori è molto scesa”. “Non basta somministrare cure in modo asettico – prosegue -. Occorre dialogare, forse anche scontrarsi ma rapportarsi”. Questo, conclude, “è il messaggio che un ospedale cattolico può dare: senza ideologizzarsi ci siamo messi in corsa per fare qualcosa. Charlie non continuerà a vivere ma forse ci sarà un modo diverso di approcciare queste situazioni”.

Diocesi: Caritas San Benedetto del Tronto, nel 2016 distribuiti oltre 23mila pasti e 9.410 pacchi viveri. Aiutate 3.300 persone

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:26

Oltre 23mila pasti, 9.410 pacchi viveri, 3.300 persone aiutate e 65 volontari all’opera. Sono alcuni dei numeri forniti oggi, nel corso di un incontro con la stampa, dalla Caritas diocesana di San Benedetto-Ripatransone-Montalto per un bilancio dell’attività dell’anno 2016, nel quale si è registrato un aumento del 20,68% del numero dei pasti forniti. Durante la conferenza stampa è emerso un quadro completo sulla situazione delle povertà nel territorio e sulle tante risorse messe in campo sul fronte sociale in vari settori. Diversi i servizi a disposizione degli utenti della Caritas: centro di ascolto, servizio docce, vestiario, accoglienza, cucina, viveri, casa accoglienza donne, sportello lavoro uomini, sportello legale e anche un poliambulatorio con diverse specializzazioni. Molti i progetti in campo anche per quest’anno. In cantiere anche l’apertura di due strutture a San Benedetto e Monteprandone destinate ai papà separati e ai giovani senza dimora. Presenti all’incontro il vescovo, mons. Carlo Bresciani, il direttore della Caritas, don Gianni Croci, e il direttore delle Comunicazioni sociali, Fernando Palestini. “Lo scopo di questo incontro è prendere coscienza di quante persone alla Caritas prestano servizio da volontari in aiuto dei più poveri e dei più bisognosi all’interno della nostra diocesi – ha affermato il vescovo Bresciani -. Grazie alle varie donazioni che vengono dalla diocesi e dalla Chiesa italiana attraverso l’8 per mille, riusciamo, ad esempio, a distribuire in un anno circa 23mila pasti solo a mezzogiorno, senza contare la cena e il vestiario. Quindi, l’incontro di oggi è un dire un grazie sincero a chi sta lavorando in Caritas. Credo che tutta la società possa riconoscere che il servizio dei volontari va a beneficio non solo della Chiesa, ma di tutta la cittadinanza”.
Ciò che ha caratterizzato l’impegno della Caritas dall’agosto del 2016 è stato il sisma che ha prodotto i suoi effetti più negativi sul territorio con le scosse di ottobre. A novembre scorso è stata attivata una strategia d’intervento per essere vicini alle comunità accolte sulla costa e alle parrocchie dell’entroterra con i centri storici chiusi e le diverse case lesionate. Sono stati formati gruppi di volontari nei territori di accoglienza sulla costa e proposti gemellaggi per la zona interna. Particolare attenzione è stata data alle cittadine di Montemonaco, Comunanza, Cossignano, Montelparo, Force e Rotella. La chiesa dell’Immacolata sul lungomare è stata il punto di riferimento per la comunità di Accumoli–Amatrice. Ogni giorno la comunità ha potuto incontrarsi per la preghiera e la celebrazione eucaristica. Supporto concreto è stato fornito anche alle imprese dell’entroterra colpite dal sisma, agli anziani e alle comunità locali. Molti i volontari giunti da tutte le regioni per aiutare le popolazioni in difficoltà.

Meeting di Rimini: domenica 20 agosto mons. Zuppi inaugura una mostra su “don Ivo Silingardi e le cooperative sociali Nazareno”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 18:01

Dal 20 al 26 agosto, nell’ambito del Meeting di Rimini dal titolo “Quello che tu erediti dai tuoi padri, riguadagnatelo, per possederlo”, si potrà visitare una mostra su don Ivo Silingardi, sacerdote della diocesi di Carpi, e l’Opera Nazareno dal titolo: “Una storia semplice: don Ivo Silingardi e le cooperative sociali Nazareno”. “Abbiamo accolto l’invito del Meeting a realizzare questa mostra in memoria di don Ivo, che ha speso la sua vita per far conoscere Gesù a tutti coloro che ha incontrato, specialmente alle persone che avevano più bisogno. Ci ha lasciato il 25 marzo dello scorso anno certo della sua fede e desideroso dell’incontro definitivo col Signore”, si legge in una nota delle cooperative sociali Nazareno. La mostra sarà inaugurata domenica 20 agosto alle ore 16.30, da mons. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e illustrerà tutto il percorso dell’Opera Nazareno dalla vocazione di don Ivo fino al momento attuale.
Sempre a cura delle cooperative Nazareno si terrà un incontro il 26 agosto, alle ore 15, presso la Sala Illumia C3 dal titolo “Noi siamo un dialogo. Cambiare l’altro o incontrarlo?” con la partecipazione di Giovanni stanghellini, psichiatra e psicoterapeuta; sergio zini, presidente delle cooperative Sociali Nazareno. Introduce Cesare Maria Cornaggia, ricercatore in Psichiatria all’Università degli studi di Milano-Bicocca.

Charlie Gard: Enoc (Osp. Bambino Gesù), “la vera eredità” di questo caso è “l’impegno a sviluppare concretamente un modello di medicina personalizzata”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 17:52

“Perché ci siamo occupati di Charlie? Non per pubblicità, come qualcuno ha affermato, ma perché dopo la telefonata della mamma ho capito che c’era una domanda vera di aiutarli ad avere una speranza”. Mariella Enoc, presidente dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ha spiegato oggi pomeriggio in conferenza stampa le ragioni che hanno spinto il nosocomio a rispondere all’appello della famiglia del piccolo per cercare di offrirgli un’ulteriore opportunità di cura attraverso il protocollo sperimentale proposto dal professor Michio Hirano. “L’abbiamo fatto per Charlie – spiega – come lo facciamo per i tanti bambini del mondo ricoverati qui in condizioni gravi, in questa area grigia, come la definì il cardinale Martini, in cui non si sa bene cosa fare. E l’abbiamo fatto in modo laico”. L’epilogo purtroppo è stato tragico, ma rimane un’eredità: “Per la prima volta su un singolo paziente si è mossa la comunità scientifica internazionale per valutare concretamente e fino in fondo la possibilità di cura” e questo mettersi in rete “e lavorare a stretto contatto” per un malato, secondo Enoc “rappresenta un precedente che darà più forza a tutti i Charlie che verranno”. Questa, assicura, “è la vera eredità del caso Charlie: l’impegno a sviluppare concretamente un modello di medicina personalizzata”. “Valeva la pena fare tutto ciò che abbiamo fatto, trainati dalla forza di Charlie e dei suoi splendidi genitori, dalla forza della condivisione del percorso di cura con la famiglia, dalla forza dell’alleanza tra i clinici, la famiglia e il paziente”.

Accoglienza: Milano, riapre il Centro ambrosiano di solidarietà per mamme sole e famiglie in difficoltà

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 17:44

A cinque mesi dall’incendio che lo aveva gravemente danneggiato, il Centro ambrosiano di solidarietà è rinato. Gli appartamenti dove erano accolte donne in difficoltà e mamme sole con i loro bambini sono stati completamente ricostruiti, e le prime ospiti sono già rientrate nella struttura di accoglienza. Il rogo era scoppiato lo scorso 15 febbraio, scaturendo accidentalmente sul tetto di uno degli edifici che compongono il Ceas, il villaggio solidale del Parco Lambro che da 30 anni si prende cura di persone con diverse fragilità: mamme sole con i loro bambini, famiglie in difficoltà, donne vittime di tratta o maltrattamenti domestici, persone con problemi di salute mentale e dipendenze. “Fortunatamente quando sono divampate le fiamme, le ospiti e i loro bambini non erano presenti, ma quando sono rientrate e hanno visto il fuoco, l’impatto emotivo è stato grandissimo”, ha raccontato Lucia Volpi, responsabile dell’Area donne del Centro ambrosiano di solidarietà. Durante i lavori le ospiti sono state dislocate in altre sedi, anche fuori città, e per loro si è aperto un periodo molto faticoso: ad andare persi, infatti, non sono stati solo gli oggetti personali, ma anche i punti di riferimento che si erano a poco a poco costruite al Ceas e a Milano dove, ad esempio, alcune stavano frequentando corsi di italiano o corsi di formazione.
“L’incendio è stato un duro colpo per tutti noi, sia per gli ospiti che per gli operatori, perché ci eravamo appena risollevati dall’esondazione del Lambro del 2014 – ha aggiunto il presidente del Ceas, Giovanni Cavedon -. Abbiamo ripristinato la struttura in tempi da record, apportando anche alcune migliorie che ci consentiranno di offrire alle nostre ospiti ambienti più accoglienti”.

Charlie Gard: Scienza & Vita, “curarlo sino alla fine è un dovere morale”

Agensir.it - Tue, 2017-07-25 17:42

“La vicenda di Charlie Gard sta per concludersi, purtroppo col peggior esito per il piccolo bimbo di 11 mesi”. Lo ricorda in una nota odierna Scienza & Vita, che in questo frangente, desidera rinnovare anzitutto “la propria vicinanza sincera e affettuosa a Charlie, ai suoi genitori e alla loro intensa sofferenza, col massimo rispetto per il dramma umano e familiare che stanno vivendo”. “Contestualmente – prosegue Scienza & Vita – vogliamo riaffermare la nostra profonda convinzione circa il valore e la dignità del piccolo Charlie: una vita gravemente malata e inguaribile non perde mai il suo valore intrinseco, né il diritto ad essere sostenuta e protetta”. A tal proposito, evidenzia la nota, “ci preme rimarcare, ancora una volta, la sostanziale differenza che c’è tra due concetti distinti e connessi: ‘inguaribile’ e ‘incurabile’. Una situazione clinica ‘inguaribile’ non diventa mai, per ciò stesso, anche ‘incurabile’. All’opposto, laddove non vi sia più alcuna possibilità di offrire terapie, a maggior ragione deve aumentare l’impegno degli operatori sanitari nel ‘prendersi cura’ della persona malata. Tanto più se si tratta di un bimbo di pochi mesi che non può né esprimersi né comunicare”.
Ma, osserva Scienza & Vita, “questo supporto, che si sostanzia nella somministrazione delle opportune cure palliative, deve essere inteso in modo autentico, e non può certo essere ridotto al ricorso alla ‘sedazione terminale’ perché Charlie non si spenga tra le sofferenze, una volta sospesa la ventilazione meccanica. Pur nella rinuncia a qualsiasi inutile insistenza ‘terapeutica’ (che attualmente non potrebbe portare alcun beneficio a Charlie), dunque, riteniamo che affrettare la sua morte mediante la sospensione dei supporti vitali sia un atto errato, sotto il profilo sia etico sia deontologico”. “Sarebbe giusto, invece – si legge nella nota -, accompagnarlo fino alla sua morte naturale, curandone attentamente i sintomi che gli causano dolore o altri aggravi”. Più in generale, “la vicenda di Charlie richiama tutti noi al principio etico secondo cui l’eventuale sospensione dei trattamenti per un paziente sia motivata esclusivamente dalla loro inefficacia ‘de facto’ o dai pesanti aggravi che essi causassero al paziente stesso”. Infine, Scienza & Vita ribadisce che “solo una convinta e consolidata alleanza di cura tra medici e genitori (trattandosi di un minore di pochi mesi) può assicurare il miglior percorso per il bene del paziente, il suo vero ‘miglior interesse'”.

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