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Nigeria: appello vescovi all’Occidente contro violenze dei pastori fulani, “non aspettate che si compia il genocidio prima di intervenire”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 13:20

“Non commettete lo stesso errore che è stato fatto con il genocidio in Ruanda. Era sotto gli occhi di tutti, ma nessuno lo ha fermato. E sappiamo bene come è andata a finire”. Così dichiara ad Aiuto alla Chiesa che Soffre il vescovo di Gboko, mons. William Amove Avenya, diocesi nello Stato a maggioranza cristiana di Benue. Quella del presule è l’ennesima voce di un vescovo della Middle Belt nigeriana che si leva per denunciare un fenomeno sempre più preoccupante, quello degli attacchi da parte dei pastori islamisti fulani che nei giorni scorsi hanno messo a segno nuovi attacchi nell’area di Jos, capitale dello Stato di Plateau, uccidendo oltre 100 persone. I pastori fulani fanno pascolare il loro bestiame nella Middle Belt nigeriana da secoli e vi sono sempre stati scontri con i contadini locali, a maggioranza cristiana, i cui raccolti sono spesso dimezzati o addirittura distrutti dalle mandrie. Ma se in passato tali conflitti potevano essere di carattere prettamente etnico o economico, oggi la matrice religiosa sembra aver preso il sopravvento. Secondo dati ufficiali vi sarebbero state 492 vittime dall’inizio dell’anno nel solo Stato di Benue. “Sono criminali e terroristi ma non fanno le stesse cose nei territori a maggioranza musulmana – aggiunge monsignor Avenya – Siamo convinti che sia in atto una pulizia etnica nei confronti dei cristiani”. I vescovi di Katsina Ala (Benue), monsi. Peter Iornzuul Adoboh, e di Lafia (Nassarawa), mons. Matthew Ishaya Audu, ritengono che vi sia una “chiara agenda per islamizzare la Middle Belt nigeriana”. Un piano che si serve dei pastori fulani. “Vogliono colpire i cristiani – spiega mons. Audu – e il governo non fa nulla per fermarli, perché anche il presidente Buhari è di etnia fulani”. Ad alimentare i sospetti di una protezione da parte del governo non è soltanto l’inattività della polizia federale, ma è anche il fatto che i pastori fulani sono dotati di armi sempre più sofisticate, “costose che non possono permettersi. Chi le fornisce loro? E poi in quelle aree ci sono check-point ogni due chilometri, è possibile che uomini armati con le mandrie al seguito divengano invisibili?”. Il 22 maggio tutte le diocesi della Nigeria hanno aderito alla marcia di protesta per chiedere al governo di proteggere i cristiani. “I nostri fedeli vengono uccisi oppure vivono in condizioni di sfollati a causa delle violenze – affermano i vescovi di Lafia e Katsina Ala – e l’Occidente guarda ancora ai fulani come ad una problematica interna. Non fate come con il Ruanda, non aspettate che si compia il genocidio prima di intervenire!”.

Papa Francesco: rescritto per cooptare nell’Ordine dei vescovi i cardinali Parolin, Sandri, Ouellet e Filoni

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 13:05

Un rescritto per cooptare nell’Ordine dei vescovi, derogando alle norme canoniche a riguardo, i cardinali Parolin, Sandri, Ouellet e Filoni. A firmarlo è oggi il Papa. “I Romani Pontefici – si legge nel rescritto, diffuso dalla Sala Stampa della Santa Sede – hanno sempre guardato con occhi di fraterna predilezione al Collegio dei Padri Cardinali. Essi, infatti, offrono un peculiare sostegno alla missione del Successore di Pietro, portando il prezioso contributo della loro esperienza e del servizio alle Chiese particolari sparse in tutto il mondo e arricchendo in modo efficace il legame di comunione con la Chiesa di Roma”. “In questi ultimi decenni – il dato contenuto nel documento – si è registrato un significativo ampliamento del Collegio dei Cardinali. Al suo interno, tuttavia, mentre i membri appartenenti agli Ordini dei Presbiteri e dei Diaconi sono considerevolmente aumentati, il numero di quelli che fanno parte dell’Ordine dei Vescovi è rimasto costante e invariato nel tempo”. Di qui la decisione del Papa, che riguarda i cardinali: Pietro Parolin, del Titolo dei Ss. Simone e Giuda Taddeo a Torre Angela, Segretario di Stato; Leonardo Sandri, del Titolo dei Ss. Biagio e Carlo ai Catinari, Prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali; Marc Ouellet, del Titolo di S. Maria in Traspontina, Prefetto della Congregazione per i Vescovi; Fernando Filoni, Diacono di Nostra Signora di Coromoto in S. Giovanni di Dio, Prefetto della Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli. Il rescritto sarà promulgato tramite pubblicazione su “L’Osservatore Romano”, entrando in vigore il 28 giugno prossimo, e quindi pubblicato sugli Acta Apostolicae Sedis.

Giovani e droghe: Calabrese (Fict), “dalla cura alla prevenzione. Relazioni e accompagnamento del processo di crescita”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 13:04

Nelle comunità di recupero “il baricentro si è spostato dalla cura alla prevenzione, attraverso una forma di socializzazione basata su evidenze scientifiche che dimostrano come gli interventi più efficaci si devono focalizzare non solo sul consumo di sostanze ma anzitutto sulle relazioni”, spiega Maria Calabrese (Fict), intervenuta al convegno “Giovani al centro. Esperienze di una comunità che cresce tra fragilità e risorse”, promossa oggi a Roma dal Tavolo ecclesiale dipendenze. Nelle 22 realtà aderenti alla Fict sono 1056 gli operatori coinvolti, 227 i volontari. Offerta di relazione contro sensazioni, lavoro su desideri e non su piacere immediato, costruzione di aspettative contro la noia, generazione di cambiamento anziché gratificazione, accompagnamento di processi di crescita contro ricerca di esperienze a tutti i costi: Calabrese sintetizza così il metodo di lavoro della Federazione. Di fronte al vuoto legislativo seguito al DPR 309/90, “occorre trovare nuovi confini, presidiare le fragilità perché il fattore di rischio oggi attraversa ogni categoria sociale, creare nuove alleanze e reti territoriali”, conclude l’esperta.

Giovani e droghe: Croce (Univ. Valle d’Aosta), “captare l’attenzione–disinibire-costruire addiction il trinomio per creare dipendenze””.

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:50

“Il meccanismo della pubblicità nel creare bisogni e costruire modelli additivi (da addiction, dipendenza, ndr) è lo stesso delle droghe”. Parola dello psicologo Mauro Croce (Università della Valle d’Aosta), intervenuto al convegno odierno “Giovani al centro. Esperienze di una comunità che cresce tra fragilità e risorse”. “E’ più facile fare leva sui vizi capitali che sui bisogni”, spiega, e il modello vincente è “associare lo stile di vita con un consumo, ad esempio fumo ed emancipazione, alcol e divertimento”. Il modello di creazione di reti additive  “gioca sul meccanismo captare l’attenzione–disinibire- costruire addiction”. Questi meccanismi di costruzione di modelli di addiction “lavorano su condizioni di fragilità e solitudine oppure di euforia, ad esempio durante le feste, per creare comportamenti di dipendenza inconsapevoli e automatici”. Oggi, secondo l’esperto, “la droga è diventata une merce come le altre”, stiamo costruendo “soggetti legati alla funzionalità immediata” e la parola d’ordine è “provare emozioni nuove”. “Siamo costantemente alla ricerca di esperienze nuove, non costruttive ma legate alla dopamina, al piacere immediato”. Straordinaria l’intuizione di Churchill che nel 1953 affermò: “La terza guerra mondiale sarà per il dominio delle menti”. Già oggi il “potere intelligente” è “più seduttivo che repressivo”, produce “emozioni positive e le sfrutta”. “Per un modello di contrasto – conclude Croce – il trinomio è prevenzione, condivisione, cambiamento. Prevenzione, ossia presa di consapevolezza di queste enormi contraddizioni che stiamo vivendo; condivisione di sentimenti e relazioni; progettazione di un modello di cambiamento”.

Istat: cresce la povertà assoluta, l’incidenza ai valori più alti da quando si rilevano i dati

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:47

Cresce la povertà assoluta per famiglie e individui; peggiorano le condizioni delle famiglie con un figlio minore e di quelle con anziani; cresce anche la povertà relativa, soprattutto nel Mezzogiorno. Sono questi i principali elementi che emergono dal rapporto sulla povertà in Italia nel 2017, diffuso oggi dall’Istat. Per quanto riguarda la povertà assoluta, si stimano in questa condizione un milione e 778mila famiglie in cui vivono 5 milioni e 58mila individui. L’incidenza della povertà assoluta è passata dal 6,3% del 2016 al 6,9% dello scorso anno per le famiglie e dal 7,9% all’8,4% per gli individui. Entrambi i valori sono i più alti dall’inizio della serie storica delle rilevazioni, iniziata nel 2005. Ben due decimi di punto di questo aumento sono da attribuire all’inflazione registrata nel 2017. Diminuisce leggermente (dal 12,5% al 12,1%, pari a un milione 208mila persone) ma rimane su livelli molto elevati la povertà assoluta tra i minori. Tra le famiglie con almeno un figlio minore l’incidenza è del 10,5%, balza al 20,9% in quelle con tre o più figli minori. L’aumento della povertà assoluta è più intenso nel Mezzogiorno, laddove si passa dall’8,5% di due anni fa al 10,3% del 2017. Il peggioramento è concentrato nei grandi comuni, centro di area metropolitana – in un anno l’incidenza è quasi raddoppiata, dal 5,8% al 10,1% – e nei comuni più piccoli, quelli al di sotto dei 50mila abitanti. Ma la crescita si registra anche nei centri e nelle periferie delle aree metropolitane del Nord. La povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento in termini di reddito. Si va da un minimo di 4,6%, se tale persona è oltre i 64 anni, a un massimo del 9,6%, se è sotto i 35 anni. Evidentemente questo si spiega con l’impatto della condizione lavorativa sull’incidenza della povertà, con le conseguenze della disoccupazione e, invece, la maggiore protezione offerta dalle pensioni.

Azzardo: Bambino Gesù, “attenzione della famiglia fondamentale per prevenire il problema”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:42

“L’attenzione da parte della famiglia è fondamentale per cogliere tutti i segnali che indicano una possibile dipendenza”. È quanto si legge nella guida contro i giochi d’azzardo, realizzata dall’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente e presentata oggi a Roma. Tra i segnali che possono destare l’attenzione dei genitori, vengono indicati dagli esperti l’interesse continuo per il gioco d’azzardo, le ridotte capacità di controllo sul tempo dedicato a questa occupazione, il disinteresse per lo studio e per le altre attività ricreative, il calo della resa scolastica, le frequenti assenze ingiustificate, l’ansia, l’irritabilità, gli atteggiamenti aggressivi non motivati, i disturbi del sonno e l’insorgere di comportamenti fino a quel momento considerati inusuali come mentire ripetutamente o rubare in casa. Per affrontare il problema, genitori e insegnanti “dovranno informare e sensibilizzare i ragazzi rispetto al fenomeno, aiutandoli a comprendere i pericoli, anche molto gravi, della dipendenza, ma senza utilizzare toni proibizionistici e giudicanti”. L’invito è quello a “tenere sotto controllo il comportamento dei giovani più a rischio e avviare interventi terapeutici specifici nelle situazioni potenzialmente critiche”. Nel percorso di fuoriuscita dalla dipendenza da gioco d’azzardo – sottolineano gli esperti del Bambino Gesù – “il risultato è strettamente connesso alla motivazione che spinge il ragazzo ad aderire al progetto di cura”. Si tratta di percorsi basati su incontri di psicoterapia individuali, familiari o di gruppo. “L’obiettivo primario è creare un’alleanza con i giovani pazienti per rinforzare la motivazione e l’adesione al trattamento”. In base ai casi il terapeuta potrà dare alcune indicazioni di comportamento, come, ad esempio, evitare luoghi come le sale scommesse o situazioni di rischio. Nel percorso terapeutico possono essere prescritti farmaci che agiscono sulla compulsione o che stabilizzano il tono dell’umore. I casi più gravi, invece, verranno indirizzati ai servizi socio-sanitari assistenziali.

Azzardo: Bambino Gesù, una guida contro la dipendenza negli adolescenti

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:40

Una guida contro i giochi d’azzardo, fenomeno che riguarda più del 30% degli adolescenti. A metterla a punto è stato l’Istituto Bambino Gesù per la Salute del Bambino e dell’Adolescente per dare suggerimenti su come riconoscere e gestire il problema e indicare i percorsi terapeutici da seguire in caso di vera e propria dipendenza. E per ricevere l’aiuto degli specialisti di Neuropsichiatria Infantile dell’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, è attivo un indirizzo e-mail: iogioco@opbg.net. La guida è stata presentata oggi nel corso della conferenza promossa da Caritas Roma e Bambino Gesù sul fenomeno del gioco d’azzardo tra gli adolescenti. “Il gioco d’azzardo si trasforma in pericolosa dipendenza quando chi gioca perde la capacità di controllare volontariamente i propri comportamenti; non riesce più a stabilire e rispettare un limite di tempo e denaro da impiegare e ha come unico scopo della giornata la ricerca compulsiva dell’attività che genera piacere”, si legge nel testo. Una forma di dipendenza che “non riguarda solo gli adulti e il rischio di diventarne vittima si corre sia all’esterno che all’interno delle mura domestiche, a causa dell’utilizzo – anche tra i più piccoli – di app o siti internet che consentono un facile accesso al gioco”. Nella guida sono indicati gli elementi ricorrenti di questa dipendenza: il desiderio improvviso e incontrollabile di giocare; l’astinenza; l’assuefazione. “Caratteristica specifica dei giocatori patologici, il gambling, ovvero la tendenza a sovrastimare la propria abilità di calcolo delle probabilità e a sottostimare l’esborso economico che porterà ad una vincita”. La guida mette a fuoco anche le cause della dipendenza da gioco d’azzardo che – spiegano gli specialisti del Bambino Gesù – “deriva da una complessa interazione tra fattori biologici, psicologici e ambientali che varia da persona a persona”. “Dal punto di vista biologico, nei giocatori d’azzardo i circuiti cerebrali che guidano il comportamento subiscono una sorta di ‘inganno’, iniziando a rispondere come se l’azione del gioco fosse necessaria alla sopravvivenza”.

Azzardo: Caritas Roma, socialmente legittimato da adolescenti. Miraggio vincita facile fa sottovalutare rischi

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:33

Il 38,5% degli adolescenti romani intervistati dalla Caritas diocesana per la ricerca “Adolescenti e azzardo: cresceranno dipendenti?” presentata oggi nella capitale riconosce l’esistenza di rischi in questo tipo di gioco ma afferma che “stando attenti” non succede niente. “Troppi minori – commentano gli autori dell’indagine – si affidano con leggerezza a categorie come la fortuna” e “sono portati a sottostimare la pericolosità del gioco d’azzardo”, abbagliati dal miraggio della vincita facile. Evidentemente “i fattori protettivi non stanno funzionando. Se pensiamo che il gioco d’azzardo è vietato ai minori in maniera inderogabile in ragione della maggiore vulnerabilità ed esposizione al rischio di dipendenza e di alterazione della salute che i ragazzi subiscono, proprio a causa delle caratteristiche dell’età – si legge nella ricerca -, la gravità dei risultati dell’indagine sui ragazzi romani appare ancora più preoccupante”. Il settore sta inoltre “affinando le sue armi persuasorie promuovendo ad esempio macchine che non distribuiscono soldi (e dunque sono avvicinate anche da bambini piccoli), ma abituano al meccanismo riflesso gioco/gratificazione, attraverso la distribuzione di giocattoli”. I ragazzi non sono consapevoli del rischio per la salute: tra loro prevale l’idea di “una certa normalità e innocuità dell’azzardo, qualcosa di socialmente accettato e legittimato”. Solo il 13,6% dichiara che il gioco d’azzardo andrebbe vietato mentre il 71,9 afferma la necessità di porre limiti. Con l’età diminuiscono quelli propensi a vietarlo e aumentano invece quelli che chiedono regole.

Azzardo: Caritas Roma, “di prossimità”, l’82,3% degli adolescenti gioca per vincere denaro. Smartphone strumento più usato (69%)

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:32

Il 62,8% dei 1.600 adolescenti intervistati nella ricerca sul gioco d’azzardo della Caritas diocesana di Roma, conosce da vicino coetanei che giocano. Oltre un terzo, si legge nell’indagine presentata questa mattina a Roma in occasione di un incontro promosso in Vicariato dalla stessa Caritas con l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, ha un luogo di gioco a 5 minuti da scuola, e comunque, attraverso l’online, ha accesso a tutto quello che desidera. E’ il cosiddetto “azzardo di prossimità”, che invade anche luoghi insospettabili come uffici postali, supermercati, edicole, autogrill, centri aggregativi, ristoranti. I giochi maggiormente praticati tra i minorenni sono scommesse sportive l’88,3%, Gratta e vinci (48%), più praticato dalle ragazze. Subito dopo scommesse online (30,2%), giochi con le carte con soldi, poker e il Blackjack con soldi e slot machine (“5%). Nel complesso il 37,2% dei tredicenni (scuola media inferiore) conosce direttamente ragazzi che giocano d’azzardo, dato che sale al 72,5% tra i ragazzi delle superiori. È lo smartphone (69%) lo strumento più utilizzato dagli adolescenti romani intervistati, l’89,1% dei quali definisce l’azzardo “un’attività in cui si utilizza del denaro per vincerne altro, affidandosi alla fortuna”. L’82,3% dichiara di giocare “per vincere soldi”. “Tutto è centrato sul denaro – si legge nel report – quasi una metafora lucida del modello socioculturale in cui siamo immersi”.

Azzardo: Caritas Roma, 94% adolescenti lo conosce. Tv maggiore canale pubblicitario (80,6%)

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 12:31

Dall’indagine “Adolescenti e azzardo: cresceranno dipendenti?” condotta dalla Caritas di Roma su 1.600 giovani nelle scuole e nelle parrocchie della capitale e presentata questa mattina a Roma, emerge che i giochi d’azzardo sono conosciuti dalla quasi totalità degli adolescenti: il 94,8% dei ragazzi intervistati conosce il gratta e vinci, quasi il 90% il Lotto e il Superenalotto, l’89% conosce le Lotterie, l’87,5% le Scommesse sportive, l’86,8% le slot machine, l’84,1% il Bingo e così via. L’azzardo, si legge in un comunicato, “appartiene dunque all’universo psichico dei nostri ragazzi, è penetrato nel mondo giovanile e attrae l’attenzione già dei tredicenni. I nuovi giochi elettronici non hanno però sostituito nell’immaginario collettivo i giochi più tradizionali; essi si sono semplicemente affiancati o ne hanno proposto una versione riammodernata”. E’ la televisione il maggiore canale pubblicitario dell’azzardo: l’80,6% dei ragazzi ne è venuto a conoscenza tramite la tv, il 67,3% tramite la pubblicità online 67,3%. IL 64,9% si è imbattuto nell’azzardo nel bar/tabacchi (64,8%). “Qualunque intervento volto a favorire un contenimento del gioco – sostengono gli autori dell’indagine – non potrà ignorare la funzione promozionale fortissima della pubblicità televisiva”.

Ucraina: violenze nei campi rom. Chiesa greco-cattolica, “indignazione” per “azioni non degne” e “criminali”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:40

La Chiesa greco-cattolica ucraina segue “con grande preoccupazione e indignazione” la notizia sulle violenze contro i campi rom sempre più frequenti in diverse regioni dell’Ucraina. In questi giorni è accaduta una vera tragedia che ha provocato un morto e dei feriti, tra cui donne e bambini. “A nome della Chiesa ucraina greco-cattolica – si legge in una dichiarazione diffusa oggi – condanniamo fermamente tali atti. Questo genere di azioni – chiunque le abbia fatte e qualsiasi fosse lo slogan che questi criminali usano per giustificarsi – non sono degne di una nazione europea e danneggiano lo Stato ucraino indipendente, e quindi vanno a vantaggio dei nemici dell’Ucraina. Ogni abitante del nostro Paese, a prescindere dalla sua appartenenza etnica, religiosa o nazionale, deve a pieno titolo sentirsi un rispettato cittadino della propria Nazione, mentre il governo deve difendere i suoi diritti e le libertà, e prima di tutto il diritto alla vita, alla salute e al libero sviluppo”. La Chiesa greco-cattolica esorta pertanto le autorità statali a svolgere le indagini trasparenti e imparziali per identificare i nomi dei criminali che “devono essere puniti secondo le norme della legislazione vigente” e chiede ai cittadini ucraini di “opporsi fermamente a questo tipo di comportamenti che non hanno nulla in comune con le regole e le norme cristiane e umane”. Nel ricordare le parole di Gesù nel Vangelo, “Ama il prossimo tuo come te stesso”, la Chiesa afferma: “In questo periodo importante e decisivo della nostra storia diventi la legge di Dio il fondamento della costruzione della nostra casa comune: un’Ucraina libera e indipendente!”.

Vaticano: arrivato presidente Macron per incontro con Papa Francesco

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:29

Il presidente della repubblica di Francia, Emnmanuel Macron è arrivato in Vaticano. Nel suo primo incontro ufficiale con Papa Francesco, Macron è accompagnato dalla moglie Brigitte, dal ministro dell’Interno, Gerad Collomb, incaricato dei culti religiosi, e dal ministro degli Esteri, Jean-Yves Le Drian. Nella delegazione, di alto profilo, sono presenti inoltre anche molti intellettuali, giornalisti e rappresentanti del mondo civile. Dopo il colloquio a porte chiuse con il Papa nella biblioteca privata, Marcon incontrerà il card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, che ieri ha anticipato al Sir che il tema dei migranti, e la necessaria collaborazione tra i Paesi europei contro la logica dei porti chiusi sarà al centro degli incontri. “Credo che ci debba essere una risposta comune a questo problema”, ha detto Parolin al Sir: “Certamente i porti chiusi non sono una risposta. Però la risposta può venire soltanto da una collaborazione tra tutti i Paesi europei. Credo che si debba insistere su questo. La problematica delle migrazioni esige il coinvolgimento di tutti. Non può essere rigettata sulle spalle di alcuni soltanto ma deve essere assunta responsabilmente da tutta Europa e da tutta la comunità internazionale, però sempre in quella linea e in quell’orizzonte di umanità e solidarietà che non può mancare di fronte a questi problemi”.

Alle 14.30 il presidente francese arriverà nella basilica di San Giovanni in Laterano per prendere possesso del titolo di protocanonico d’onore del capitolo lateranense. Ad accoglierlo ci saranno l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis e tutti i canonici. Poi nel pomeriggio, a Villa Bonaparte, è in programma un incontro con Andrea Riccardi e Marco Impagliazzo, rispettivamente fondatore e presidente della Comunità di Sant’Egidio, e una conferenza stampa indirizzata ai soli giornalisti francesi, arrivati in grande quantità a Roma per seguire la trasferta del presidente. Per il capo di Stato francese sarà il primo incontro con il Pontefice, che a sua volta non ha mai effettuato un viaggio apostolico in Francia, ad eccezione di una visita compiuta al Parlamento europeo di Strasburgo nel 2014.

Usa: centinaia di chiamate alla Conferenza episcopale statunitense per offrire assistenza ai bambini sudamericani separati dai genitori

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:26

(da New York) Centinaia di chiamate da parte di famiglie e di singoli stanno subissando il centralino della Conferenza episcopale statunitense per offrire assistenza ai bambini sudamericani separati dai genitori al confine tra Stati Uniti e Messico. Il Catholic New Service (Cns) riporta che solo il 20 giugno sono arrivate più di 300 chiamate alla Commissione per i rifugiati e per i migranti, sollecitate dalle immagini dei bambini in lacrime, dei genitori straziati e anche dalla notizia che il Pentagono aveva chiesto 20mila materassi da inviare al confine, poiché le basi militari sono diventate rifugi per gli adulti in attesa di un processo che deciderà del loro status di rifugiati o di espulsi. Tuttavia l’annuncio presidenziale di procedere immeditamente con l’espulsione potrebbe modificare le regolari procedure messe in atto finora, ma si attendono ordini esecutivi che diano seguito alle dichiarazioni. “Non si tratta solo di beneficenza cattolica – ha voluto precisare al Cns, Katie Kuennen, direttore associato per l’Ufficio dedicato ai bambini migranti – ma di aprire le proprie case e accogliere”. Infatti all’altro capo del telefono ci sono tante famiglie che si sono offerte per l’affidamento, ma purtroppo gran parte di loro non ha la licenza statale che le autorizza e le agenzie cattoliche non sempre sono in grado di rilasciarla, anche per gli alti costi dei corsi. L’urgenza del momento potrebbe spingere l’Ufficio federale per il collocamento dei rifugiati a mettere a disposizione dei fondi che aiutino la promozione di questi corsi e incentivino le famiglie a frequentarli.

Giornata contro droghe: card. Turkson, “lavorare per la riabilitazione delle vittime”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:16

“I giovani sono le prime vittime della droga. Immersi in una società relativista ed edonista, ne ricevono proposte alienanti: dai valori, da una realtà concreta e tesa verso la piena realizzazione di sé”. Così il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nel messaggio per l’odierna Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe. Per il cardinale, “si devono proporre ai nostri giovani programmi educativi incisivi e concreti, che sviluppino le loro potenzialità ed educhino il loro cuore alla gioia della profondità, non della superficialità. Importante, nel processo di aiuto, è la relazione umana; in quanto ‘la chiamata alla gioia e alla vita in pienezza si colloca sempre all’interno di un contesto culturale e di relazioni sociali'”. “Sebbene la prevenzione sia il cammino prioritario – conclude Turkson -, è importante lavorare per la riabilitazione delle vittime della droga nella società, per ridare loro l’autentica gioia di vivere, affinché non si sentano discriminate o stigmatizzate ma accolte e comprese per un cammino di rinnovamento interiore teso alla ricerca del bene”.

Frati minori: p. Puodziunas (economo), “un’economia sana per vivere con chi è in povertà”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:12

“Una economia sana per mantenersi e impegnarsi con chi vive nella povertà”. L’ha auspicata l’economo generale dell’Ordine dei frati minori, fra’ John Puodziunas, intervenendo nei giorni scorsi al Consiglio plenario dei francescani, a Nairobi. “Vivere ‘senza nulla di proprio’ non significa essere indigenti, ma essere consapevoli di ‘ciò che si possiede e ciò che ci possiede’”, ha spiegato. Quindi, il religioso ha invitato a vedere il “cuore” che “sta negli atteggiamenti che definiscono le proprie relazioni con Dio, con i propri fratelli e sorelle e con se stessi”. “Per san Francesco, dare ai poveri significava restituire – ha affermato -. La cosa più importante non è che io abbia qualcosa da dare: la solidarietà è espressa principalmente dall’essere con l’altro, essere con i poveri”, ha aggiunto fra’ Puodziunas, che ha poi indicato otto principi, non solo per i frati: la logica del dono, la trasparenza, la responsabilità, la giustizia, la semplicità, le relazioni, il lavoro e il sacrificio.

Giornata contro droghe: card. Turkson, “cultura della solidarietà e della sussidiarietà”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:11

“Il dramma lacerante della droga è un male che minaccia la dignità e la libertà di agire di ogni persona e spezza progressivamente l’immagine che il Creatore ha plasmato in noi. Questa piaga va condannata fermamente perché alimentata da uomini senza scrupoli, che, cedendo alla tentazione di facili guadagni, seminano morte stroncando speranze e distruggendo tante famiglie”. Lo scrive
il card. Peter Kodwo Appiah Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, nel messaggio per l’odierna Giornata internazionale contro l’abuso e il traffico illecito di droghe. “La droga è una ferita inferta alla nostra società, che intrappola molte persone in una spirale di sofferenza e alienazione. Molti sono i fattori che spingono verso la dipendenza dalla droga quali l’esclusione sociale, l’assenza della famiglia, la pressione sociale, la propaganda dei trafficanti, il desiderio di vivere nuove esperienze”, osserva Turkson: “È importante promuovere una cultura della solidarietà e della sussidiarietà volta al bene comune; una cultura che si opponga agli egoismi e alle logiche utilitariste ed economiche, ma che si propende verso l’altro, in ascolto, in un cammino di incontro e di relazione con il nostro prossimo, soprattutto quando è più vulnerabile e fragile come lo è chi fa abuso di droghe”.

Diocesi: Ragusa, oggi un seminario sui giovani “rigeneratori di comunità” col vescovo Cuttitta

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 10:00

Avviare una riflessione territoriale sullo sviluppo di comunità a partire dai giovani, stimolo per una rilettura in chiave educativa del rapporto tra giovani e lavoro, e cogliere il valore del volontariato europeo, nello specifico di quello promosso nel rapporto fra Chiese europee. Sono gli obiettivi del workshop “Giovani: rigeneratori di comunità”, previsto a conclusione del progetto di volontariato sociale “Estamos Juntos”, che si tiene ogi, martedì 26 giugno, in contrada Magnì, a Ragusa. Al seminario, aperto dai saluti del vescovo, mons. Carmelo Cuttitta, parteciperanno Ennio Ripamonti, docente dell’Università Bicocca di Milano ed esperto in sviluppo di comunità, Diego Cipriani, capo dell’ufficio servizio civile di Caritas Italiana, di “Comunidade Vida e Paz”, ente portoghese coinvolto nel progetto, e di “Architetti senza Frontiere”, onlus che guiderà i laboratori del pomeriggio. L’invito a partecipare è rivolto ai giovani, agli educatori, a chi opera nell’ambito delle politiche giovanili, dell’orientamento, della formazione, dell’ascolto dei giovani, dell’informazione e agli enti di servizio civile. È prevista l’accoglienza da parte delle cooperative “Semina Mondo” e “Rinart” che operano all’interno della tenuta nei settori dell’agricoltura e della falegnameria, con visita guidata alla villa e pranzo con prodotti locali.

Nicaragua: card. Brenes e mons. Álvarez in viaggio per il Vaticano. Aggiorneranno il Papa sulla situazione del Paese e sul Dialogo nazionale

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 09:48

Il card. Leopoldo Brenes Solórzano, arcivescovo di Managua, presidente della Conferenza episcopale nicaraguense (Cen) e della Commissione di mediazione e testimonianza del Dialogo nazionale, parte oggi per il Vaticano assieme a mons. Rolando Álvarez Lagos, vescovo di Matagalpa e membro della Commissione di mediazione e testimonianza. Il cardinale Brenes parteciperà al Concistoro per la creazione dei nuovi cardinali e, nell’occasione, sarà accompagnato dal vescovo di Matagalpa. Entrambi saranno ricevuti in udienza privata da Papa Francesco, a nome di tutti i vescovi del Nicaragua. La notizia è stata data nella tarda serata di ieri dal segretario generale e portavoce della Cen, mons. Juan Abelardo Mata Guevara, in un comunicato stampa. La nota specifica che nel corso dell’udienza verrà espressa al Santo Padre “adesione e fedeltà al suo Magistero” e che al tempo stesso i due esponenti della Chiesa nicaraguense informeranno il Papa sulla “situazione dolorosa e di sofferenza che stiamo vivendo noi nicaraguensi e sull’impulso che abbiamo dato al dialogo, al quale partecipiamo su richiesta del Governo e con l’appoggio della fiducia da parte della popolazione”.

Il comunicato rende noto, inoltre, che durante l’assenza del card. Brenes, la presidenza ad interim della Commissione di mediazione e testimonianza del Dialogo nazionale sarà assunta da mons. Bosco Vivas Robelo, vescovo di León. Proprio ieri, infatti, è tornato ai riunirsi il tavolo di Dialogo nazionale, che prosegue con fatica a causa delle continue repressioni da parte di forze speciali e paramilitari. Inoltre, come hanno fatto notare i vescovi nicaraguensi, non è ancora giunta una risposta del presidente Daniel Ortega alla lettera dello scorso 7 giugno, nella quale la Chiesa proponeva di anticipare le elezioni presidenziali a marzo 2019. Al Dialogo prenderanno parte d’ora in poi i rappresentanti della Cidh, la Commissione interamericana per i diritti umani. La stessa Cidh ha reso noto nelle ultime ore un dettagliato rapporto informativo di 90 pagine su quanto accaduto in Nicaragua negli ultimi mesi. Vengono fornite le cifre di quella che è testualmente definita “azione repressiva dello Stato”: 212 vittime fino al 19 giugno, 1.337 feriti, 507 detenuti, centinaia di persone in pericolo. Nel rapporto si parla di “uso eccessivo e arbitrario della forza”, usata dal Governo contro i manifestanti e “per soffocare il dissenso politico”. Avendo come base il rapporto, la Cidh ha installato ieri ufficialmente il “Meseni” (Mecanismo especial de seguimento para Nicaragua) e uno dei primi atti è stato l’incontro con i vescovi del Paese.

Giovani: p. Michelini (biblista), “sono in ricerca. Questa è la scintilla, la pro-vocazione che li incoraggia a fare sul serio”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 09:37

“I giovani cercano, sono in ricerca. Questa è la scintilla, la pro-vocazione che li incoraggia a fare sul serio. Probabilmente i giovani cercano molto di più di quello che noi adulti facciamo e crediamo di avere trovato. E dando loro risposte preconfezionate non siamo in grado di incontrare le vere loro domande”. Lo ha sottolineato padre Giulio Michelini, biblista e preside dell’Istituto teologico di Assisi, nella sua meditazione questa mattina alla 68ª Settimana di aggiornamento pastorale promossa dal Centro di orientamento pastorale in svolgimento da ieri nella città serafica. Commentando la pagina del Vangelo di Giovanni scelta come riferimento nel Documento preparatorio del Sinodo dedicato a “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, padre Michelini ha innanzitutto domandato se lo sforzo compiuto dall’evangelista Giovanni nel tradurre o spiegare il Vangelo, perché sia compreso in un mondo diverso da quello in cui ha vissuto Gesù, non sia un “tema urgente per ogni tipo di pastorale” visto che “non c’è più nulla di scontato e i giovani in particolare sembrano non comprendere più il significato delle parole ecclesiali che facevano parte del nostro background”. Riflettendo poi sulla figura di Giovanni Battista, il biblista ha osservato che è stato una “figura di riferimento per i vicini” come chiedono anche oggi i giovani agli adulti e ha sottolineato il suo “tirarsi indietro”: “È necessario fermarsi, altrimenti ci si appropria del ruolo”, ha ammonito, rilevando che “qualsiasi sia la testimonianza che possiamo dare è necessario che questa passi poi direttamente a Gesù e ci si metta da parte”. Un passaggio della meditazione è stato anche dedicato alla domanda “Dove dimori?” rivolta a Gesù, “una domanda impegnativa” perché chi la fa “non era interessato né all’indirizzo mail né a quello postale ma voleva sapere da Gesù da dove veniva, qual era la sua vita e sapere il perché valeva la pena seguirlo”. E la risposta di Gesù è “un invito alla libertà”. Infine, un riferimento al “processo progressivo di discernimento”: “La fede – ha ricordato – non si acquista in un solo momento, ma si acquista con un cammino faticoso che implica in fondo tutta la vita”.

Migrazioni: mons. Caiazzo (Matera-Irsina), “un cristiano non elimina gli altri dalla propria vita”

Agensir.it - Tue, 2018-06-26 09:16

aia“Se non si torna a ragionare da umani non potremmo dire di essere cristiani. Un cristiano non ragiona eliminando gli altri dalla propria vita”. Lo ha detto ieri sera l’arcivescovo di Matera-Irsina, mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, intervenendo alla festa di Avvenire. Il presule ha invitato la città che ospita la festa e che sarà Capitale europea della cultura nel 2019 ad “aprire il nostro orizzonte alla mondialità”. “Matera, in questo momento, vive da una parte il Sud del mondo che spinge per andare verso il Nord, mentre vede un tentativo del Nord di costruire questo collegamento umanitario – ha spiegato l’arcivescovo -. Noi siamo per costruire dei ponti. E ciò significa camminare insieme”. Mons. Caiazzo ha invitato a guardare nelle vite dei migranti, consapevole che ci sono “distruzioni interiori che è difficile ricostruire”. “Dobbiamo tornare a essere più umani. Perché altrimenti ci rivestiamo di una forma di religiosità che non apre al confronto e all’aiuto di chi si trova nel bisogno e nella necessità”.

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