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Ecumenismo: Negro (Fcei), “è il momento di un tavolo regolare di consultazione delle Chiese. Una priorità di cui non possiamo fare a meno”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:09

“È il tempo di fare un salto di qualità. È giunto il momento che anche in Italia non lasciamo più solo alla buona volontà le relazioni ecumeniche, ma si arrivi ad un tavolo regolare di consultazione delle Chiese. Questa è una priorità di cui non possiamo fare a meno”. Lo ha affermato questa mattina il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), intervenendo ad Assisi al convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. L’iniziativa, che si è conclusa nella tarda mattinata, ha affrontato il tema della Riforma di Lutero cercando di individuare i significati di “riforma” nel contesto storico attuale. “Questo 500° anniversario – ha notato – sembra non finire mai”. “È stato un biennio di grazia per l’ecumenismo, non solo per il protestantesimo”, ha aggiunto, rilevando che “questo è stato qualcosa di inaspettato”. In questa occasione, “abbiamo potuto sperimentare un nuovo sguardo su Lutero e sulla Riforma, abbiamo vissuto un cambiamento di clima nei rapporti con il cattolicesimo, con l’ortodossia presente qui ad Assisi. Ma anche nel rapporto tra protestantesimo storico e il mondo evangelico ampio”. Negro ha anche parlato dell’“ecumenismo come testimonianza comune e servizio nel mondo”, facendo riferimento all’iniziativa dei Corridoi umanitari. “Abbiamo avuto la gioia di rinnovare pochi giorni fa, il 7 novembre, il progetto”, ha spiegato il pastore, aggiungendo che “questa ‘best practice’ siamo riusciti pian pianino ad esportarla anche in Francia” con un progetto ecumenico analogo a quello italiano. “E oggi pomeriggio a Bruxelles, in Belgio, si inaugura un terzo corridoio umanitario con il coinvolgimento di Comunità di Sant’Egidio, Chiese cristiane, ebrei e musulmani”. Negro ha poi ricordato che nel convegno sono emerse “la centralità della grazia e della fedeltà di Dio”, “la centralità della Scrittura”, oltre ad una sottolineatura su “conversione e santificazione”, e la “necessità di una nuova evangelizzazione necessariamente ecumenica” mettendo insieme “il linguaggio della custodia con quello della profezia, della sapienza”. Il pastore ha anche fatto riferimento al fatto che “oggi, a Parigi, si celebrano i 30 anni del Consiglio delle Chiese cristiane in Francia che riunisce cattolici, protestanti e ortodossi”. Anche noi, ha concluso, “dobbiamo dotarci di qualcosa che ci consenta di essere insieme all’ascolto della Scrittura ma consenta anche l’ascolto e la conoscenza reciproca per essere sempre più efficacemente testimoni del Vangelo nell’Italia di oggi.

Diocesi: Andria, domani al via le attività dello sportello per il contrasto al gioco d’azzardo

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:07

Il progetto dello sportello per il contrasto al gioco d’azzardo, realizzato dalla Comunità “Migrantesliberi” e dalla diocesi di Andria, diventa realtà. Sarà presentato, nell’ambito delle varie iniziative per la prima Giornata mondiale dei poveri, domani, giovedì 23 novembre, alle 17,30. La struttura si trova in via Pellegrino Rossi, 41. L’idea del progetto-servizio è nata per “offrire una mano al contrasto di una delle nuove forme di povertà: la dipendenza dal gioco d’azzardo, una malattia che colpisce sempre più vittime, ingrossando le file dei nuovi poveri e che ha contribuito a ‘sbriciolare’ tante famiglie”, si legge in una nota. Dopo i saluti di don Geremia Acri, responsabile della Casa di accoglienza “Santa Maria Goretti” e dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria, protagonisti dell’iniziativa, interverranno alcune figure professionali impegnate nel progetto, tra le quali, l’assistente sociale Daniela Fortunato e la psicologa Liliana D’Avanzo. Lo sportello sarà aperto martedì e giovedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30.

Diocesi: Pordenone, giornata del Seminario. Don Tondato (rettore), “discepoli che sanno andare incontro al mondo”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:48

“Aiutare i futuri presbiteri a dar forma al volto di discepolo del Signore”. Lo scrive don Roberto Tondato, rettore del Seminario della diocesi di Concordia-Pordenone, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “Il Popolo”, in occasione della giornata del Seminario di Pordenone, che ricorre il 26 novembre. In quel giorno sarà ordinato anche un diacono: Lorenzo Agnolin, 34 anni. Presentando la figura del seminarista, il rettore lo definisce come “un discepolo che può camminare spedito con un equipaggiamento leggero, perché nutre grande fiducia nella bontà di Dio. Un discepolo che sa sostare nello studio e nella contemplazione, ma che nello stesso tempo sa uscire incontro al mondo. Un discepolo che giorno per giorno matura la capacità di anteporre alle proprie esigenze le esigenze del Regno, con coraggio e generosità”. Delineando lo stile presbiterale, don Tondato cita le parole di don Tonino Bello, secondo il quale “la cosa più importante è comprendere che la stola e il grembiule sono quasi il diritto e il rovescio di un unico simbolo sacerdotale”. “Vanno in questa direzione alcune ‘scelte di uscita’ che vivono i seminaristi – sottolinea il rettore del Seminario -. Oltre i servizi di gestione interna, alcuni giovani della comunità propedeutica e della comunità di teologia si rendono disponibili per seguire la catechesi dei ragazzi della propria parrocchia anche al di fuori del fine settimana, altri si impegnano in esperienze di servizio presso realtà come l’Arcobaleno, Casa Madonna Pellegrina, il Cro e altri ancora tra poco faranno esperienza nella pastorale carceraria. Sono solo piccoli passi, ma vogliono contribuire alla formazione del presbitero”.

Ecumenismo: p. Yfantidis (ortodosso), “il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza con azioni di comprensione e amore reciproco”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:42

“La Chiesa ortodossa ritiene che il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza al mondo con azioni di comprensione e di amore reciproco che esprimono la gioia ineffabile del Vangelo”. Lo ha affermato questa mattina padre Evangelos Yfantidis, vicario dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, intervenendo ad Assisi al convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. Partendo dal sesto documento del Santo e Grande Sinodo delle Chiese Ortodosse svoltosi a Creta nel 2016, padre Yfantidis ha ricordato come la Chiesa ortodossa “senta la responsabilità di appianare la via che conduce all’unità, da una parte pregando incessantemente e, dall’altra, promuovendo il dialogo e ogni sforzo relativo al ristabilimento di questa unità”. “Condizioni essenziali – ha proseguito – sono la mutua comprensione e la collaborazione tra le Chiese allo scopo di non creare ostacoli al Vangelo di Cristo”. “La continua riforma per la Chiesa ortodossa – ha spiegato – si trova non nel creare cose nuove ma nel continuo ribattezzarsi nella vita, nella fede e nella tradizione della Chiesa ortodossa”. Yfantidis ha poi osservato che “la riforma è un invito alle altre Chiese cristiane di adottare questo modus vivendi per chiarire questioni concrete che ci dividono, particolarmente la dottrina ecclesiologica e l’insegnamento su sacramenti, grazia, sacerdozio e successione apostolica”. “La Chiesa ortodossa – ha ammonito – non accetta assolutamente l’idea delle uguaglianza delle confessioni e non può concepire l’unità della Chiesa come un adattamento interconfessionale”. “In questo spirito – ha aggiunto – l’unità dev’essere sia il prodotto di accordi teologici sia frutto dell’unità della fede preservata nei sacramenti e vissuta nella Chiesa ortodossa”.
Yfantidis ha anche rilevato che “lo svolgimento dei dialoghi teologici tra le Chiese ha lo scopo di trovare una soluzione alle divergenze teologiche ereditate dal passato o a quelle che si sono presentate recentemente e di ricercare gli elementi comuni della fede in Cristo”. Anche per questo “è importante che tutti noi cristiani ispirati ci sforziamo di dare ai problemi del mondo contemporaneo una risposta entusiastica e solidale basata sul modello ideale di ‘uomo nuovo in Cristo’”. Il padre ortodosso ha poi richiamato la collaborazione con le Chiese cristiane in Italia attraverso gli 80 monasteri e parrocchie dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia anche “nel campo caritatevole e della solidarietà per dare una comune risposta alle molte sfide dei tempi moderni, come quelle del fenomeno migratorie”. Queste realtà – ha concluso – sono “fonti affidabili di amore e collaborazione per la realizzazione del comandamento divino: ‘Che siano tutti uno’”.

Ospedale Bambino Gesù: primi sei trapianti pediatrici in Italia di microbiota intestinale

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:32

Sei trapianti di microbiota intestinale su pazienti pediatrici. È la prima volta che vengono realizzati in Italia, grazie al protocollo clinico messo a punto dai medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il trapianto è stato usato come terapia sperimentale in pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn), malattia del trapianto contro l’ospite (Gvhd) – nella sua forma acuta e con interessamento dell’intestino – e in un paziente affetto da sindrome da attivazione macrofagica di origine genetica, una rara patologia del sistema immunitario, derivante da un disordine delle funzioni immunoregolatorie. “Si tratta di un grande passo avanti sul piano della ricerca traslazionale e dell’applicazione clinica in campo pediatrico, ma allo stesso tempo bisogna essere prudenti e attendere ancora per valutare compiutamente l’efficacia di questi trapianti nella fase di follow up di ogni specifica patologia”, spiega Lorenza Putignani, responsabile dell’Unità operativa semplice di parassitologia e dell’Unità di ricerca sul microbioma umano del Bambino Gesù. “La cosa importante – aggiunge – è aver codificato un protocollo per definire il percorso assistenziale e valutare con rigore gli aspetti etici oltre che clinici e laboratoristici”. La notizia è emersa questa mattina nel corso del primo convegno nazionale in campo pediatrico dedicato al microbiota e alle sue applicazioni sul fronte diagnostico e clinico, promosso dal Bambino Gesù nella sede di Roma – San Paolo.

Ue: Commissione, valutazioni sui documenti di bilancio. Moscovici, “zona euro sta crescendo, ora servono investimenti e sostegno ai salari”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:16

(Bruxelles) “L’economia della zona euro sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi dieci anni e il disavanzo medio dovrebbe scendere al di sotto dell’1% del Pil il prossimo anno, mentre nel 2010 era superiore al 6%. Eppure diversi Stati membri continuano a sostenere livelli elevati di debito pubblico, il che limita la loro capacità di investire per il futuro”. Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, commenta la situazione attuale dell’economia dell’Eurozona. “Questi Paesi – aggiunge subito – dovrebbero sfruttare la congiuntura favorevole per consolidare le finanze pubbliche, anche in termini strutturali, mentre quelli che dispongono di un margine di manovra di bilancio dovrebbero utilizzarlo per sostenere gli investimenti a beneficio dei loro cittadini”. Il ciclo di coordinamento delle politiche economiche, sociali e di bilancio del semestre europeo 2018 inizia oggi “in un contesto caratterizzato da un’attività economica vigorosa nella zona euro e nell’Ue, livelli di occupazione eccezionalmente elevati e tassi di disoccupazione in calo verso i livelli pre-crisi”.
“Poiché – si legge in una nota della Commissione diffusa oggi al Palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo – tutti gli Stati membri contribuiscono a questa sostenuta dinamica di crescita, la priorità consiste ora nel fare in modo che la crescita perduri e apporti benefici a tutti i membri delle nostre società. Insieme a politiche di bilancio responsabili, il proseguimento delle riforme strutturali dovrebbe puntare soprattutto a creare le condizioni per potenziare gli investimenti e sostenere la crescita dei salari reali a vantaggio della domanda interna”.

Ecumenismo: mons. Spreafico (Cei), “il cammino verso l’unità deve diventare modello per coinvolgere altri in un impegno per cura della casa comune, giustizia, vita, pace”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:16

“Come cristiani, al di là di differenza e divisioni, abbiamo un patrimonio comune che è quello dell’universalità della nostra vita di fede e del Vangelo. Un’universalità che soffre, perché oggi trionfano i particolarismi e l’io contro l’altro. Il cammino verso l’unità deve diventare un modello per coinvolgere altri in un impegno per la cura della casa comune, la giustizia, la salvaguardia della vita, la pace”. Lo afferma al Sir mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, a margine del convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo” che si chiude oggi ad Assisi. “Questo momento – osserva – recepisce e rilancia il lavoro fatto in questo anno nelle diocesi, a diversi livelli, aiutati dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, per sottolineare la dimensione comune ed evidenziare il cammino verso l’unità in maniera più impegnativa e significativa”. “Si è creato un clima di rispetto reciproco e di cammino comune da cui non possiamo tornare indietro”, aggiunge Spreafico, evidenziando che “il nostro compito è far recepire questo alle nostre comunità. E qui dobbiamo lavorare molto, perché anche nella Chiesa cattolica ci sono ancora troppi pregiudizi nei confronti degli altri”. Il vescovo poi si sofferma sull’ecumenismo all’opera rispetto alle problematiche del mondo odierno: “Questo è rappresentato in maniera esemplare dal progetto dei Corridoi umanitari in cui Comunità di sant’Egidio, Tavola valdese e Unione delle Chiese evangeliche in Italia sono coinvolte per accogliere profughi del conflitto siriano. Un programma sottoscritto anche dalla Cei”. Per Spreafico è “un modello che ci testimonia come l’ecumenismo della carità contribuisce al cammino seppur difficile ma molto entusiasmante verso l’unità dei cristiani”. Da Assisi, “sull’esempio di Francesco che per il suo rapporto così forte con il Signore vive un senso di universalità nei rapporti con la creazione a partire dai poveri”, “forse l’impegno per i poveri e la battaglia contro l’ingiustizia ci deve aiutare a riscoprire come c’è molto che ci lega agli altri e noi possiamo essere, in qualche modo, un esempio”.

Ecumenismo: mons. Spreafico (Cei), “favorire relazione e incontro, non possiamo limitarci a documenti”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:13

“Dobbiamo favorire, per il cammino verso l’unità, gli aspetti della relazione e dell’incontro. Non possiamo limitarci a documenti ma dobbiamo trovare la via per incontrarci, conoscerci nel rispetto e costruire relazioni”. Lo afferma al Sir mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, a margine del convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo” che si chiude oggi ad Assisi. Proprio quello dell’incontro è l’esempio dato da “Papa Francesco ed è quello che hanno fatto tutti i Papi prima di lui: penso a Paolo VI e l’incontro con Atenagora nel 1967 e poi Giovanni Paolo II e Benedetto. Tutti – rileva il vescovo – hanno segnato nel loro pontificato l’importanza della relazione e dell’incontro che tante volte cancella secoli di ostilità”. Il 2017 è stato l’anno del cinquecentenario della Riforma, “un anno del tutto particolare”, nota Spreafico. “Lo abbiamo di fatto aperto con il convegno del novembre scorso a Trento e lo chiudiamo con questo convegno ad Assisi”, osserva, aggiungendo che “la cosa più bella e che ci ha coinvolto di più è che questi due convegni sono stati preparati insieme ai rappresentanti delle Chiese evangeliche in Italia. Un fatto del tutto nuovo rispetto al passato”. Al convegno, sottolinea, “abbiamo voluto coinvolgere anche le Chiese ortodosse e le antiche Chiese orientali”. Secondo il vescovo, “a partire dal documento di cattolici e luterani ‘Dal conflitto alla comunione’ in preparazione ai 500 anni della Riforma di Lutero si è evidenziato lo sforzo di recepirla come un invito alla riforma delle Chiese, sottolineando gli aspetti positivi, nonostante le diversità e le divisioni che permangono. Cercando cioè di scoprire e valorizzare quello che già ci unisce. Il Papa a Lund ha riconosciuto alcune ricchezze portate dalla Riforma e le ferite, con la richiesta reciproca di perdono”. Il vescovo richiama poi la “Dichiarazione comune sulla giustificazione”, il documento di Augusta, del 1999, che è “fondamentale e forse troppo poco valorizzato nelle nostre comunità cattoliche”.

Diocesi: Reggio Emilia-Guastalla, al via domani le celebrazioni per i 50 anni della missione in Madagascar

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:11

La missione della diocesi di Reggio Emilia-Guastalla in Madagascar compie 50 anni. Per celebrare questo traguardo sono state organizzate alcune iniziative, annunciate dal settimanale diocesano “La Libertà”. Il primo momento sarà una Messa domani, giovedì 23 novembre, alle 21, nella Casa della Carità di San Girolamo. Due gli appuntamenti in programma, invece, domenica 10 dicembre. Alle 16, la sala conferenze del museo diocesano ospiterà un simposio per ripercorrere i 50 anni di presenza della Chiesa di Reggio Emilia in Madagascar. Tra gli interventi previsti, quelli di don Pietro Adani, direttore del Centro missionario diocesano, e di don Romano Zanni, vicario episcopale per la carità e le missioni. Porterà il suo messaggio il vescovo, mons. Massimo Camisasca. A seguire, le testimonianze della famiglia Olmi che è stata in missione e di don Emanuele Benatti, per 21 anni sacerdote fidei donum nel Paese africano. Al termine, saranno presentati il libro “Chi partì allora, partì per tutti!” e il reportage “Ciao Reggio Emilia, 50 anni di missione in Madagascar”, realizzato da Tv2000. Alle 18, concluderà le iniziative la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo.

Violenza sulle donne: Boschi (sottosegretaria presidenza Consiglio), “a giorni nuovo piano triennale antiviolenza e linee guida sanitarie per le vittime”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:05

Violenza sulle donne, femminicidio, stalking, stereotipi di genere, ma anche iniziative e progetti concreti per promuovere le pari opportunità e tutelare il ruolo e la dignità delle donne nella società. Questi i temi di discussione e confronto tra la Consulta femminile del Pontificio Consiglio della cultura – istituita nel 2014 dal cardinale presidente Gianfranco Ravasi e riunitasi ieri 21 novembre – la sottosegretaria di Stato alla Presidenza del Consiglio con delega alle pari opportunità, Maria Elena Boschi, e la consigliera della sottosegretaria in materia di pari opportunità, Lucia Annibali. Con la nuova campagna di comunicazione realizzata dal Dipartimento per le pari opportunità per promuovere il 1522, il numero pubblico gratuito antiviolenza e antistalking, “abbiamo inteso incoraggiare le donne vittime di violenza e di stalking a ‘sbloccare il coraggio’ per denunciare tramite il numero gratuito 1522”, ha spiegato Boschi richiamando il “primo G7 sulle pari opportunità da poco conclusosi a Taormina”. “Più fondi, negli anni, sono stati stanziati per i centri antiviolenza e le case rifugio per le donne vittime di violenza – ha concluso la sottosegretaria -, mentre in settimana presenteremo in conferenza unificata il nuovo piano triennale antiviolenza e in conferenza Stato-Regioni le linee guida sanitarie per le donne vittime di violenza”.

Brexit: Orchestra giovanile europea (Euyo) trasloca da Londra a Ferrara

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:03

(Bruxelles) L’Italia perde la sede Ema a Milano ma ottiene – benché si tratti di tutt’altro ambito e di ben altra decisione – di ospitare l’Orchestra giovanile europea (Euyo), il cui indirizzo finora era 6A Pont Street – London. La Euyo, fondata 40 anni fa da Claudio Abbado e da Lionel Bryer, oggi diretta da Vassily Petrenko, è composta da 160 musicisti provenienti dai 28 Paesi dell’Unione europea e ha formato nel suo quarantennio di attività oltre 3mila allievi, molti dei quali sono ora direttori, solisti, strumentisti e insegnanti nelle maggiori orchestre del mondo. “L’Orchestra giovanile europea che si trasferirà in Italia dopo il Brexit, avrà un cofinanziamento triennale europeo di 600mila euro all’anno per tre anni, dal 2018 al 2020”. È quanto chiarisce l’europarlamentare Silvia Costa, relatrice del provvedimento in commissione cultura del Parlamento europeo. “È la prima istituzione culturale che si trasferisce a causa del Brexit grazie alla solidarietà e all’ottima offerta di un altro Stato membro – specifica Costa –. Sono felice che la mia proposta di ospitare in Italia l’orchestra di giovani musicisti europei, fatta nel marzo scorso, sia stata subito sostenuta dal ministro Dario Franceschini, dal Comune di Ferrara, che ospita il Teatro Abbado che per anni ha lavorato in questa città, e dalla Rai che ha sempre curato le selezioni annuali dei musicisti italiani”.
L’ospitalità italiana include un rafforzamento della partnership con la Rai, la possibilità, puntualizza l’eurodeputata, di continuare l’esperienza della Summer School a Grafenegg in Austria e la residenza a Ferrara con l’utilizzo del Teatro Abbado. “Ora con questo cofinanziamento europeo, che si unisce al sostegno italiano, Euyo, che aveva rischiato di chiudere, può restare un’orchestra europea grazie all’Italia e al riconoscimento del Parlamento che mi auguro sia seguito dal Consiglio dei ministri europeo”. “I giovani musicisti dell’Euyo saranno il 18 dicembre prossimo a Roma – conclude Silvia Costa – per l’iniziativa promossa dal ministro Franceschini e dalla Rai che presenterà il suo programma europeo sul patrimonio culturale. Sarà la prima occasione ufficiale di incontro in Italia”.

Violenza sulle donne: Cisl Lazio, venerdì incontro con don Aldo Bonaiuto (Papa Giovanni XXIII) all’Università “La Sapienza” di Roma

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:02

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999 e che ricorre il 25 novembre, la Cisl del Lazio, attraverso il proprio coordinamento femminile, organizza per venerdì 24 novembre, alle 15, un incontro presso l’Università La Sapienza di Roma (aula A Clinica oculistica – via Lancisi 2). Con questa iniziativa la Cisl del Lazio vuole offrire ai giovani studenti della Sapienza una occasione per conoscere e riflettere sulla violenza che viene esercitata sulle donne coinvolte nella tratta e sullo sfruttamento della prostituzione e, attraverso le testimonianze e l’operato della Comunità Papa Giovanni XXIII, invitarli ad aderire alla campagna “Questo è il mio corpo”, a sostegno della proposta di legge Bini, per inasprire le misure nei confronti dei cosiddetti “clienti” che alimentano profitti e malaffare criminale. Dopo l’introduzione curata da Ewa Blasik (coordinatrice Donne Cisl Lazio), partecipano al dibattito don Aldo Bonaiuto (responsabile Comunità Papa Giovanni XXIII), Liliana Ocmin (coordinatrice nazionale Donne Cisl), Barbara Calabrese (sociologa e criminologa dell’Università La Sapienza). Saranno presenti, per lasciare la loro testimonianza, alcune delle donne salvate dallo sfruttamento grazie all’opera della Comunità Papa Giovanni XXIII.

 

Totò Riina: mons. Pennisi (Monreale), “non ha mostrato pentimento, funerali impossibili”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 10:57

“La Chiesa giudica dal punto di vista morale le azioni esterne nella misura in cui diventano di pubblico dominio, mentre Dio giudica il profondo dei cuori. Totò Riina è da considerarsi oggettivamente un peccatore manifesto che non ha mostrato con la necessaria analoga pubblicità dei suoi delitti un vero pentimento”. Lo ha detto l’arcivescovo di Monreale, mons. Michele Pennisi, in un’intervista rilasciata al quotidiano “La Sicilia”, spiegando le ragioni per cui non sono stati ammessi funerali religiosi per il boss morto venerdì scorso. Oggi la sua salma è stata portata a Corleone, località che ricade nella diocesi di Monreale, dove è stato sepolto. “La Chiesa può dare a lui il trattamento che corrisponde a ciò che risulta pubblicamente – ha spiegato il presule -, dato che non risulta prima della sua morte alcun segno pubblico di pentimento. In base al canone 1184 del Codice di Diritto Canonico non si possono fare funerali pubblici e solenni, che susciterebbero confusione e scandalo nei fedeli”. Un fatto che “non esclude che si possano fare delle preghiere di suffragio e di consolazione per i parenti del defunto”, mentre la sepoltura nel cimitero di Corleone, con una qualche preghiera da parte del cappellano è “un atto di pietà cristiana che va fatto nella misura in cui i parenti lo chiedono e lo dispongano le autorità competenti”. Allargando lo sguardo ai collaboratori di giustizia, mons. Pennisi ha spiegato che “non tutti i cosiddetti ‘pentiti’ sono necessariamente ‘convertiti’ al Vangelo, anche se è possibile che ci siano state delle vere conversioni dopo un cammino di fede”. L’arcivescovo ha ricordato “l’attenzione dei mafiosi per i simboli religiosi, senza porsi alcun problema sull’evidente contrasto fra quei simboli e la loro vita quotidiana”. Per alcuni collaboratori di giustizia “essere religiosi è una cosa fatta per consuetudine ed essere criminali un’altra cosa”. “Il loro interesse per i riti religiosi cresce in alcune circostanze: per esempio quando la chiesa diventa il luogo nel quale celebrare eventi significativi riguardanti gli esponenti del clan – i matrimoni o i battesimi dei figli o dei nipoti -, e giunge all’apice col funerale, che ha una notevole rilevanza sociale. In tal modo i segni più sacri della religione cattolica sono resi strumento di ostentazione di potere”.

Papa Francesco: udienza, saluta Fondazione Banco Alimentare. “Che Santa Cecilia ci insegni a cantare con il cuore, ci insegni il giubilo di essere salvati”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 10:36

Salutando, al termine dell’udienza di oggi, i fedeli di lingua italiana, il Papa ha salutato i rappresentanti della Fondazione Banco Alimentare, augurando “ogni bene per la colletta alimentare che avrà luogo sabato prossimo in operosa continuità con la Giornata mondiale dei poveri che abbiamo celebrato domenica scorsa”. Francesco ha salutato inoltre, tra gli altri, i partecipanti all’incontro dell’Unione mondiale delle organizzazioni femminile cattoliche e l’Avis (Associazione volontari italiani di sangue), nel 90° di fondazione. Infine, durante il tradizionale triplice saluto finale ai giovani, agli ammalati e agli sposi novelli, un pensiero a Santa Cecilia, nella festa liturgica a lei dedicata: “Crescete nella fede e nella dedizione al prossimo”, l’invito ai giovani. “Nella sofferenza sperimentate il sostegno di Cristo che è sempre accanto a chi è nella prova”, le parole indirizzate agli ammalati. “Abbiate lo stesso sguardo d’amore puro che ebbe Santa Cecilia, per imparare ad amare incondizionatamente”, la consegna per gli sposi. “Che Santa Cecilia – ha concluso – ci insegni a cantare con il cuore, ci insegni il giubilo di essere salvati”. Salutando, poco prima, i fedeli polacchi, il Papa si è rivolto a braccio ai fedeli più giovani: “Questi ragazzi polacchi – ha detto – hanno chiesto che il Papa benedica il loro chiasso. Sono coraggiosi!”.

Papa Francesco: udienza, “la messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 10:19

“La messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo”. Il Papa ha concluso con questa frase, a braccio, la catechesi dell’udienza di oggi. “Se l’amore di Cristo è in me, posso donarmi pienamente all’altro, nella certezza interiore che se anche l’altro dovesse ferirmi io non morirei; altrimenti dovrei difendermi”, ha spiegato, citando l’esempio dei martiri, che “hanno dato la loro vita proprio per questa certezza della vittoria di Cristo sulla morte”. “Solo se sperimentiamo questo potere di Cristo, il potere del suo amore, siamo veramente liberi di donarci senza paura”, ha ammonito Francesco . “E questo è la Messa”, ha proseguito a braccio: “Entrare in questa passione, morte, resurrezione e ascensione di Gesù”. “Quando andiamo a Messa è come se andassimo al Calvario, lo stesso”, ha spiegato il Papa sempre fuori testo: “Ma pensate voi: se noi andiamo al Calvario – pensiamo con l’immaginazione – in quel momento, e noi sappiamo che quell’uomo lì è Gesù, ma noi ci permetteremmo di chiacchierare, di prendere fotografie, di fare un po’ lo spettacolo?”. “No, perché è Gesù”, la risposta: “Noi sicuramente saremmo nel silenzio, nel pianto, e anche nella gioia di essere salvati”. “Quando noi entriamo nella chiesa per celebrare la Messa, pensiamo questo”, l’invito del Papa ai 10mila fedeli presenti oggi in piazza San Pietro: “Entro dal Calvario, dove Gesù dà la vita per me e così spariscono lo spettacolo, le chiacchiere, i commenti e queste cose che ci allontanano da quella cosa tanto bella che è la Messa, il trionfo di Gesù”. “La partecipazione all’Eucaristia ci fa entrare nel mistero pasquale di Cristo, donandoci di passare con lui dalla morte alla vita”, ha concluso Francesco: “Cioè Calvario, lì. La messa è rifare il Calvario, non è uno spettacolo”.

Dottrina sociale della Chiesa: il videomessaggio di Papa Francesco domani aprirà il festival a Verona

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 10:17

Sarà Papa Francesco ad aprire con un videomessaggio il settimo Festival della Dottrina sociale della Chiesa, domani, giovedì 23 novembre, alle 20.30, a Verona. Quattro giorni di confronti e dibattiti su temi come il mondo del lavoro, giovani, economia e cultura. Dopo le parole del Papa, quelle del card. Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas Internationalis, che presenterà la relazione inaugurale. “Fedeltà è cambiamento”. “La fedeltà e il cambiamento, a prima vista, sembrano indicare due modi di essere troppo differenti per risultare componibili – spiega mons. Adriano Vincenzi, coordinatore del Festival -. Ma se la fedeltà è il modo di rispettare la propria e l’altrui dignità, se traduce l’originaria apertura alla verità, al bello e al bene, diventa subito chiaro che la fedeltà richiede un cambiamento: per essere noi stessi in maniera sempre più compiuta chiediamo a noi stessi di cambiare”. Due gli appuntamenti di respiro internazionale in programma venerdì: la conferenza dal titolo “Teoria e pratica: la Dottrina sociale della Chiesa e il territorio”, che avrà fra i relatori mons. Moses Hamungole, vescovo in Zambia, alle 10.15, a cui segue nel pomeriggio la tavola rotonda con gli interventi di docenti di Dottrina sociale giunti da diversi Paesi. Ad aprire la giornata di sabato un momento di confronto sull’imprenditoria, nel pomeriggio un focus sul sistema scolastico ed educativo con i contributi del ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, e del presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti. “Esserci per educare… le nuove generazioni” è il titolo dell’incontro, in programma dalle 15. Domenica, alle 10, al Teatro Nuovo, il card. Bassetti, intervistato dal giornalista Emilio Carelli, risponderà ad alcune domande sull’attuazione della Evangeli Gaudium e sullo sviluppo della dottrina sociale. Seguiranno le conclusioni del festival presentate da mons. Vincenzi e la Messa, alle 12, presieduta dal segretario di Stato vaticano, card. Pietro Parolin, nella basilica di Sant’Anastasia.

Diocesi: Cerignola, sabato 25 si presenta lo sportello del Progetto Policoro

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 09:50

Si è terrà sabato 25 novembre, presso il Salone “Giovanni Paolo II” della curia vescovile di Cerignola, la presentazione dello sportello del Progetto Policoro, progetto promosso dalla Cei che si propone di aiutare i giovani del Sud dell’Italia, disoccupati o sottoccupati, a migliorare la propria condizione lavorativa tramite la formazione e l’informazione personale e con la fondazione di cooperative o piccole imprese. A presentare il progetto don Pasquale Cotugno, tutor e direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale del lavoro, Gaetano Panunzio, animatore di comunità del Progetto Policoro, Anna Cinquepalmi e Maria Pia Berardi, don Antonio Panico, responsabile regionale del Progetto Policoro, autore del libro “La vocazione dell’uomo alla custodia del Creato” che sarà presentato per l’occasione alla comunità della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano. “Papa Francesco – dichiara don Pasquale Cotugno – con la ‘Laudato si’ richiama ogni credente e ogni comunità a rivedere il proprio stile di vita e ad avere a cuore la nostra ‘casa comune’ che è il creato, l’ambiente in cui noi viviamo, fin troppo violentato da una politica e da un’economia che ha come unico scopo il rincorrere una logica del profitto fine a se stesso e per l’interesse di pochi. Naturalmente, a pagarne le conseguenze, così come ci ricorda Papa Francesco, sono i poveri, gli esclusi. Anche la Chiesa, la parrocchia deve diventare una comunità ecologica, una comunità che sappia fare non solo scelte coraggiose ma anche educare ad un consumo critico e responsabile”. Il 25 novembre, oltre alle principali linee di azione del Progetto Policoro, sarà presentata anche la Guida per comunità e parrocchie ecologiche, risultato del lavoro di traduzione e adattamento da parte di Focsiv, in collaborazione con Retinopera e l’Ufficio nazionale per i problemi sociali e il lavoro della Cei, della “Eco–Parish Guide” prodotta dal Global Catholic Climate Movement.

Papa Francesco: udienza, fa salire quattro bambini sulla “papamobile”. Anche un gruppo di cinesi fra i 10mila in piazza

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 09:38

Il Papa è arrivato intorno alle 9.25 in piazza San Pietro, dove ad attenderlo ci sono circa 10mila fedeli, tra cui anche una cinquantina di fedeli cinesi, provenienti da Shan Xi. Subito dopo il suo ingresso in piazza, Francesco ha fatto fermare la “papamobile” per far salire quattro ragazzi a bordo – tutti in tuta blu scuro, la divisa del Collegio Ienu (Istituto di educazione delle Nazioni Unite) – che curiosi e divertiti si godono ora da vicino il giro papale tra i fedeli, muniti degli immancabili smartphone per foto e selfie. Tra i fedeli presenti oggi in piazza San Pietro, anche un centinaio di bambini del gruppo degli sbandieratori e musici di Alba, vestiti con i tradizionali e sgargianti abiti medievali. In fila sul sagrato, hanno “scortato” il Papa nel tragitto a piedi fino alla sua postazione davanti alla basilica. All’udienza di oggi partecipa anche il gruppo del Teatro patologico, di Roma, che mette in scena allestimenti teatrali facendo recitare anche persone con disabilità. Subito prima dell’udienza, nello studio dell’Aula Paolo VI, il Papa ha ricevuto in udienza Abdullah bin Fahad Allaidan, consigliere del Ministro degli Affari Islamici della convocazione e della Guida, del Regno dell’Arabia Saudita.

Diocesi: Rossano-Cariati, verso la costituzione del presidio di Libera

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 09:33

Inizia il cammino per giungere alla meta di far nascere un presidio di “Libera – Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, nel territorio diocesano di Rossano-Cariati. Venerdì 24 novembre alle ore 18 nella chiesa di S. Bernardino nel centro storico di Rossano, si terrà la prima tappa del percorso formativo/informativo che si snoderà nei prossimi nei mesi per dar vita al presidio di legalità. Un tema caro, quello della legalità, all’arcivescovo Giuseppe Satriano che interverrà all’incontro con una sua riflessione dal titolo “Liberi per liberare: la cultura del ‘noi’ come riscatto di un territorio da ogni sopruso”. A seguire prenderà la parola Giuseppe Lo Gatto del coordinamento provinciale Libera di Cosenza che parlerà di “Essere Libera nel territorio: il senso di un impegno e la modalità per costruire un presidio”. “Libera – ricorda una nota della diocesi – è una rete di associazioni, cooperative sociali, movimenti e gruppi, scuole, sindacati, diocesi e parrocchie, gruppi scout, coinvolti in un impegno non solo ‘contro’ le mafie, la corruzione, i fenomeni di criminalità e chi li alimenta, ma profondamente ‘per’: per la giustizia sociale, per la ricerca di verità, per la tutela dei diritti, per una politica trasparente, per una legalità democratica fondata sull’uguaglianza, per una memoria viva e condivisa, per una cittadinanza all’altezza dello spirito e delle speranze della Costituzione”. Questa forma di “antimafia sociale”, prosegue la nota, “si basa sull’idea che ogni cittadino, insieme ad altri, può costruire appunto un ‘noi’ corresponsabile, attraverso il quale il bene comune , l’interesse generale può vincere sull’interesse di pochi, sulla violenza, sulla prevaricazione. Nel territorio rossanese è diventato imprescindibile un impegno comune per organizzare la speranza e superare la rassegnazione che l’ingiustizia sociale e la presenza di malaffare genera”.

Industria 4.0: Acli, a Bruxelles seminario europeo sulla “dimensione etica del lavoro nell’era del lavoro digitale”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 09:16

Due giorni per tornare a riflettere sul lavoro e sui cambiamenti della quarta rivoluzione industriale. Questa volta, però a Bruxelles, sede delle principali istituzioni dell’Unione europea. Si intitola “La dimensione etica del lavoro nell’era del lavoro digitale. Industry 4.0” il seminario che le Acli, in collaborazione con Eza (Das Europäische Zentrum für Arbeitnehmerfragen), promuovono oggi e domani a Bruxelles. I lavori si svolgeranno presso la sede del Cese (Comitato economico e sociale europeo) e prevedono la presenza di rappresentanti delle istituzioni europee, di accademici e di organizzazioni di lavoratori. Il seminario si svilupperà in quattro sessioni che andranno ad approfondire le trasformazioni e le innovazioni che il digitale inevitabilmente apporterà nel mondo del lavoro ma anche le conseguenze che tali trasformazioni determineranno nella vita dei cittadini come dei lavoratori.
“L’Europa è il principale spazio di dialogo, di solidarietà e di pace che esiste nel mondo – ha affermato Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli -. È su questo modello che dobbiamo costruire la nostra idea di futuro per le generazioni che verranno, perché l’Europa è la prima vera comunità mondiale che ha fatto delle proprie differenze una straordinaria ricchezza civile e culturale”. “La pace – continua Rossini – è la più grande conquista che l’Europa ha raggiunto. Per farlo, non ha dovuto sacrificare la propria spinta ideale. Pace e lavoro sono strettamente collegati: la quarta rivoluzione industriale sta cambiando l’identità dei lavoratori ed è sempre più necessario affiancare allo spazio economico il pilastro sociale”.
Industria 4.0 mette al centro non solo la crescita tecnologica ma soprattutto una crescita culturale della dimensione del lavoro. “Senza un’opera di ripensamento anche della logica che sta dietro all’istituzione industriale vecchio – ha dichiarato Matteo Bracciali, responsabile dipartimento internazionale, servizio civile Acli – sarà difficile anche solo immaginare una nuova centralità della persona e una tecnologia realmente funzionale alla sua realizzazione professionale e umana. In questo passaggio un ruolo importante è affidato alle istituzioni politiche che devono prevedere e accompagnare un simile processo affinché non si sviluppi in maniera meccanicistica, a scapito dei lavoratori. Così come altrettanto importante sarà la presenza e il ruolo di pungolo e critica della società civile e delle organizzazioni dei lavoratori”. L’incontro è sostenuto dall’Eza e dalla Commissione europea nel quadro delle azioni di promozione del dialogo sociale.

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