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Ergastolo a Mladic: mons. Tomasevic (Conferenza episcopale Bosnia-Erzegovina), “sentenza che richiama il triste passato”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 16:04

“La sentenza odierna mi ricorda le cose terribili successe durante la guerra, di alcune delle quali sono stato testimone, essendo segretario del cardinale Puljic con cui ho girato in lungo e in largo il Paese”: è il commento a caldo, rilasciato al Sir da mons. Ivo Tomasevic, segretario generale della Conferenza episcopale della Bosnia-Erzegovina, a proposito della condanna all’ergastolo per Ratko Mladic, l’ex comandante dell’esercito serbo bosniaco emessa oggi dalla Corte del Tribunale penale internazionale dell’Aia. Nel ricordare quel periodo, mons. Tomasevic esprime la propria “tristezza” perché allora “si praticava una politica che ha avuto come risultato moltissime vittime, persone cacciate via dal proprio villaggio, case distrutte, chiese e moschee rase al suolo. Ci sono stati tantissimi crimini e molte delle persone coinvolte probabilmente non si rendevano conto di quello che facevano, si agiva secondo l’atmosfera che si era creata”, afferma. Mons. Tomasevic è inoltre dispiaciuto per il fatto che dopo molti anni non emerge alcun desiderio di ammettere le proprie colpe. “Anche Mladic come tutti noi un giorno sarà di fronte al Signore, giudice della vita, e la sua odierna reazione rattrista”. “Bisogna poter ammettere di avere fatto del male e chiedere scusa per quello che è stato fatto, e se possibile rimediare almeno parzialmente il male compiuto”. Tomasevic ritiene che “in Bosnia-Erzegovina sia necessaria una struttura che aiuti i profughi e le vittime della guerra”.

Belgio: oggi pomeriggio la firma di un protocollo d’intesa per l’apertura dei corridoi umanitari

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 15:52

Theo Francken, ministro per l’Asilo e le Migrazioni, il cardinale Jozef De Kesel, arcivescovo di Bruxelles, e Hilde Kieboom, vicepresidente della Comunità di Sant’Egidio, firmeranno oggi pomeriggio un protocollo d’intesa per l’apertura dei corridoi umanitari. Saranno 150 i siriani attualmente rifugiati in Libano e in Turchia che potranno raggiungere il Belgio, nei prossimi mesi, in modo legale e sicuro. Una volta arrivati, i nuclei familiari – selezionati secondo il criterio della vulnerabilità sperimentato già in Italia e in Francia (vittime di persecuzioni, torture e violenze, famiglie con bambini, donne sole, anziani, malati, persone con disabilità) – saranno ospitati da Chiese cristiane di varie confessioni, che si prenderanno cura anche della loro integrazione, dall’insegnamento della lingua all’inserimento in percorsi lavorativi.
“Grande soddisfazione e apprezzamento per la decisione del governo di Bruxelles e per l’impegno delle Chiese del Belgio a farsi carico di questo progetto di accoglienza”, esprime Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, che così commenta la notizia: “All’Italia e alla Francia, dove arriverà un altro gruppo di rifugiati il prossimo 24 novembre, si unisce oggi il Belgio, il Paese che ospita la maggior parte delle istituzioni europee. È un passo importante per la diffusione in Europa dei corridoi umanitari, un modello che offre una soluzione al dramma dei rifugiati in fuga dalle guerre e coniuga solidarietà, sicurezza e integrazione”.

#CongressoFidae2017: Kaladich (presidente), “questa mattina il Papa mi ha detto: ‘Non mollate’”. Parità e autonomia ancora incompiute

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 15:43

“Questa mattina ho potuto salutare personalmente il Papa, gli ho parlato del nostro impegno per raggiungere un’effettiva parità e lui mi ha incoraggiato dicendo: ‘Non mollate’”. Esordisce così Virginia Kaladich, presidente della Fidae (Federazione istituti di attività educative), aprendo a Roma l’assemblea nazionale, preceduta questa mattina dall’udienza generale con il Pontefice in piazza San Pietro. Domani si aprirà il congresso “Quale scuola per il XXI secolo?” (23 – 24 novembre). “Dobbiamo avere a cuore tutta la scuola, non siamo in conflittualità – assicura Kaladich -. Nella misura in cui sappiamo fare rete con le altre realtà cresciamo anche noi”. Con la legge 62/2000, prosegue, “siamo entrati nel sistema di istruzione nazionale costituito da scuola statale e paritaria, tuttavia in Italia la piena parità non è ancora attuata. Ci sono stati piccoli passi, ma ai genitori non è ancora garantito il diritto costituzionale di libertà di scelta educativa per i propri figli”. Richiamando il documento “Autonomia, parità e libertà di scelta educativa”, approvato qualche mese fa dal Consiglio nazionale della scuola cattolica, Kaladich sintetizza la posizione unitaria raggiunta tra le diverse realtà: “Rimane ancora incompiuta l’autonomia, tuttora sotto la tutela dell’amministrazione statale”, e “a 17 anni dalla legge istitutiva la parità è solo nominale” mentre i ritardi nell’erogazione dei contributi “mettono in ginocchio la scuola. A livello europeo in materia di libertà educativa siamo fanalino di coda”. Di qui l’intenzione di “dare gambe” al suddetto documento. Al riguardo la presidente annuncia la convention “Esserci per educare…le nuove generazioni”, in programma sabato 25 novembre a Verona con la partecipazione del card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia–Città della Pieve e presidente della Cei, e della ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli, occasione “per una riflessione generale coinvolgendo comunità civile ed ecclesiale e tutte le persone che hanno a cuore la scuola paritaria”.

Zimbabwe: mons. Zalewski (nunzio apostolico), dimissioni Mugabe accolte “con grande entusiasmo dalla gente”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 15:38

La gente ha accolto la notizia delle dimissioni di Robert Mugabe “con grande entusiasmo e con grande speranza per il futuro”. Lo ha detto a Radio Vaticana l’arcivescovo Marek Zalewski, nunzio apostolico in Zimbabwe. L’ex capo di Stato 93enne, per 37 anni al potere, ha lasciato ieri, di fronte alle procedure di impeachment avviate in Parlamento. “Qui ad Harare – racconta mons. Zalewski – abbiamo visto le feste, la gente ballare e suonare in strada per festeggiare questa notizia, perché dopo 37 anni di un regime abbastanza duro, di difficoltà economiche, la gente veramente aspettava un cambiamento”. L’arcivescovo ha segnalato il recente malcontento della gente. “In questi ultimi mesi si è registrata di nuovo una grande inflazione”, i cui livelli si attestano “al 40-50%”. Mons. Zalewski ha spiegato il sistema che l’ha causata, cioè l’introduzione dei “cosiddetti bond notes, obbligazioni cartacee emesse dallo Stato con la garanzia che un bond note, come lo chiamano qui, vale un dollaro. Ma – ha aggiunto il nunzio – il loro valore reale è minore del dollaro e ciò ha provocato un’inflazione ancora più grande”. A subentrare a Mugabe sarà Emmerson Mnangagwa. “Gli zimbabwani – ha sottolineato il nunzio – aspettano con grande entusiasmo e speranza che cominci a lavorare per il loro Paese. La gente aspetta pazientemente un cambiamento, per vivere bene, per avere più cibo da dare ai figli, per avere i soldi ed essere curata o mandare i bambini a scuola”.

Diocesi: card. Bagnasco (Genova) ai genitori, “impegniamoci perché i bambini, che sono il nostro futuro, possano diventare uomini e donne secondo il progetto di Dio”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 15:34

“Carissimi genitori, scrivo a voi in occasione della festa del S. Natale. Mi piacerebbe poter entrare nelle vostre case e nel vostro cuore, sedermi alla vostra tavola, per parlare con voi. Immagino quali sono i problemi, le difficoltà e la fatiche che ogni famiglia deve affrontare ogni giorno a causa del lavoro e dell’educazione, in una società nella quale è sempre più arduo stabilire relazioni serene e stabili”. È l’inizio della lettera di Natale che il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova, ha indirizzato alle famiglie dei bambini e dei ragazzi del catechismo. La lettera, intitolata “L’attesa più grande”, continua con queste parole: “I bambini, che rallegrano la vostra famiglia, sono un grande dono di Dio. Sono il nostro futuro. È necessario impegnarci insieme perché possano diventare uomini e donne secondo il progetto di Dio. Anche Gesù è stato un dono per l’intera l’umanità: Egli è Via, Verità e Vita” e “la fede in Lui ci aiuta a crescere nella fiducia, e a scoprire chi siamo, a non perdere la speranza”. Il Natale, ricorda ancora l’arcivescovo, “è la Parola di Dio che diventa carne. È Colui che ci dà la possibilità di vivere veramente la famiglia, la parrocchia, la scuola e il lavoro” e “vivere il Vangelo è camminare nella luce”. Infine, “come vostro vescovo, vi auguro di accogliere Gesù nelle vostre famiglie e nelle vostre case. La gioia si moltiplicherà e la luce si diffonderà nel mondo”.

Totò Riina: mons. Staglianò (Noto), “carnefice e vittima non possono stare accanto”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 15:17

“Il carnefice non starà accanto alla vittima, specie se con le sue malvagità ha oscurato totalmente e radicalmente la ‘luce’ che pur aveva in quanto ‘animale divino’, cioè uomo creato nell’immagine e nella somiglianza di Dio”. Lo scrive mons. Antonio Staglianò, vescovo di Noto, nell’editoriale pubblicato sul settimanale “La Vita Diocesana”, a proposito della morte del boss Totò Riina e della realtà ultraterrena. Confutando la teoria “pelagiana”, secondo cui “vittima e carnefice potrebbero abitare insieme in un angolo di paradiso”, il vescovo cita l’enciclica “Spe Salvi” di Benedetto XVI per spiegare che la condanna sia possibile per “gli operatori d’iniquità, i malvagi, quelli che hanno fatto soffrire gli altri senza chiedere perdono e senza darne”, “pur avendo davanti a sé un Dio tutto misericordia”. Quindi, il carnefice “si presenterà così ‘oscurato’ nella sua estrema solitudine – questo è l’inferno – che nessuna parola di speranza potrà raggiungerlo, neanche quella del Cristo che con la sua morte in croce ha ‘espiato anche per lui’. E non perché ‘il malfattore sia imperdonabile’, ma solo perché, così definitivamente oscurato, rifiuta anche il perdono che il Padre della misericordia offre a tutti, nella sua abissale giustizia”. Infine, un monito per i cristiani perché capiscano che “‘Dio è speranza per tutti’ e loro – se vogliono restare cristiani – non possono giudicare al posto di Dio e da cristiani devono sperare anche per Totò Riina. Non potranno mai dire che ‘l’inferno è vuoto’, ma potranno ‘sperare che lo sia’”.

Belgium: 100 refugees homed in the dioceses. Bishops’ message, “we cannot build walls of indifference and fear”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:59

(Brussels) “We, as pastors of the Catholic Church in our country, want to keep investing in a culture of acceptance and exchange, while respecting the dignity of every human being, without distinction”. This has been written today by the Bishops of Belgium in a statement, which has published now that 100 Syrian refugees are about to go to Belgium through a new humanitarian corridor. These refugees will be homed by the dioceses. “We believe in the creativity and enthusiasm of our communities of faith as well as in the dynamism of many charity organisations, actions and movements, inside and outside the Church”, write the bishops, who are grateful for such generosity. “Aware of the complexity” of the problems that immigration involves, “we cannot build bridges of indifference and fear” nor “can the migrants shy away from the duty to fit in the society that takes them in”. A future cohabitation will only be possible if “we do not withdraw onto ourselves, do not pursue our own personal interest”, warn the bishops, who, as they wait for these migrants to arrive, also ask that a special fund-raising campaign be held in all Belgian churches at any celebration on Christmas and Christmas Eve, to help the more vulnerable refugees who will come.

Belgio: 100 rifugiati distribuiti nelle diocesi. Messaggio dei vescovi, “non possiamo costruire muri di indifferenza e paura”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:59

(Bruxelles) “Noi, pastori della Chiesa cattolica nel nostro Paese, vogliamo continuare a investire in una cultura di accoglienza e di incontro, nel rispetto della dignità di ogni essere umano senza distinzione”. Lo scrivono oggi i vescovi del Belgio in una dichiarazione pubblicata mentre stanno per arrivare nel Paese 100 rifugiati dalla Siria grazie all’apertura di un nuovo corridoio umanitario. I rifugiati saranno distribuiti nelle diocesi. “Crediamo nella creatività e nell’entusiasmo delle nostre comunità di fede, così come nel dinamismo di molte organizzazioni, azioni e movimenti di solidarietà, dentro e fuori la Chiesa”, scrivono i vescovi, riconoscenti per questa generosità. “Consapevoli della complessità” della situazione legata all’immigrazione, “non possiamo costruire muri di indifferenza e paura”, né “i migranti possono sottrarsi all’obbligo di integrarsi nella società che li accoglie”. Il futuro di convivenza sarà possibile solo se “non ci richiudiamo su noi stessi, non cerchiamo il nostro interesse personale”, indicano i vescovi che, in vista di questi nuovi arrivi, chiedono inoltre che in tutta la Chiesa belga si svolga una colletta speciale in ogni celebrazione della vigilia e del giorno di Natale, da destinare ai più vulnerabili tra coloro che arriveranno.

Papa in Myanmar e Bangladesh: Burke (Santa Sede), “in Myanmar incontrerà il capo dell’esercito”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:56

“Un viaggio per portare riconciliazione, perdono e pace”. Così il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, riprendendo le parole di Francesco, ha definito il 21° viaggio apostolico internazionale del Papa, in programma in Myanmar e Bangladesh dal 26 novembre al 2 dicembre. “Sarà la prima volta che un Papa si reca in Myanmar”, ha detto il portavoce vaticano nel briefing odierno con i giornalisti. In Bangladesh Giovanni Paolo II si è recato nel 1986 e Paolo VI era stato a Dakka nel 1970, che però in quel momento era in Pakistan. In Myanmar, ha ricordato Burke, ci sono 51 milioni di abitanti, il 91% dei quali è buddista, mentre in Bangladesh, su una popolazione di 160 milioni di persone, il 98% è di religione musulmana e l’Islam è la religione di Stato.
Il 26 novembre la partenza dell’ aereo papale per l’aeroporto di Fiumicino per Yangon è prevista alle ore 21.40, l’arrivo a Yangon alle 13.30 (ore locale), dove è in programma l’accoglienza ufficiale, senza discorsi. Martedì 28, alle ore 10, l’incontro privato con i leader religiosi del Myanmar, seguito dalla Messa privata. Alle 12 la partenza per Nay Pyi Taw, dove alle 15.10 si svolgerà l’accoglienza ufficiale e alle 15.10 la cerimonia di benvenuto nel palazzo presidenziale, seguita alle 16 dalla visita di cortesia al presidente e alle 16.30 dall’incontro con il Consigliere di Stato e il Ministro degli Esteri. L’incontro con le autorità, con la società civile e il Corpo diplomatico si svolgerà alle 17.15, nell’International Convention Centre; alle 18.20 il ritorno in aereo a Yangon, dove il Papa arriverà alle 19.25 e cenerà in privato. Mercoledì 29 – ha reso noto Burke presentando il programma del viaggio ai giornalisti – la Messa è stata anticipata di un’ora, e si svolgerà alle 8.30. Alle 16.15 l’incontro con il Consiglio supremo “Sangha” dei monaci buddisti al Kaba  Aye Centre, seguito alle 17.15 dall’incontro con i vescovi nel salone della cattedrale, al termine del quale il Papa benedirà le pietre di 16 chiese, del seminario e della nunziatura apostolica non ancora costruita. Tornato nella sua residenza, Francesco incontrerà i gesuiti del Myanmar. Giovedì 30 novembre, in privato, in mattinata nella casa arcivescovile il Papa riceverà il capo dell’esercito, prima della Messa con i giovani in programma alle 10.15 in cattedrale.
Alle 12.45 il congedo ufficiale in aeroporto, alle 13.05 la partenza per Dakka, dove alle 15 si svolgerà in aeroporto la cerimonia di benvenuto e alle 16 la visita al National Martyris Memorial di Savar, dove il Papa renderà omaggio al padre della nazione e sarà accolto al Museo da cinque suoi familiari. Alle 17.30 la visita di cortesia al presidente nel palazzo presidenziale, cui seguirà, alle 18 in una sala attigua, l’incontro con le autorità e il Corpo diplomatico. Venerdì 1° dicembre, alle 10, la Messa con 16 ordinazioni sacerdotali (in un Paese con poco meno di 400 sacerdoti), poi il pranzo in privato e nel pomeriggio, alle 16, la visita alla cattedrale e l’incontro con i vescovi, alle 16.15, nella casa dei sacerdoti anziani della diocesi. Alle 17, nel giardino del palazzo arcivescovile, l’incontro ecumenico ed interreligioso per la pace, a cui parteciperà anche un gruppo di “rohingya”. Poi in privato, alla nunziatura, l’incontro con i gesuiti del Bangladesh. Il 2 dicembre la Messa in privato e il congedo in nunziatura, cui seguirà alle 10 la visita privata alla Casa Madre Teresa di Tejgaon. Poi il Papa raggiungerà a piedi la chiesa del Santo Rosario, la prima chiesa del Bangladesh, dove alle 10.45 incontrerà i sacerdoti, i religiosi, i consacrati, i seminaristi e le novizie e alle 11.45 visiterà il cimitero parrocchiale e la citata chiesa. Dopo il pranzo in nunziatura, l’incontro con i giovani, per circa un’ora. Alle 16.45 il congedo, alle 17.15 la partenza. L’arrivo dell’aereo papale è previsto per le 23 del 2 dicembre a Roma Fiumicino. “In tutte e due le tappe del viaggio, in Myanmar e Bangladesh, sono previsti atti per i giovani”, ha commentato Burke, “per dimostrare che la Chiesa guarda ai giovani con speranza”. In totale, nel suo imminente viaggio apostolico il Papa pronuncerà 11 discorsi, cinque in Myanmar e 6 in Bangladesh, tutti pronunciati in italiano, con traduzioni sui maxischermi e libretti per i vescovi.

Francescani Umbria: domani le tre “famiglie” in udienza insieme da Papa Francesco

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:25

Il cammino dei frati francescani in Umbria 2015-2017 è stato un’esperienza di riconciliazione e comunione culminato con la partecipazione al “Capitolo generalissimo” di Foligno (29 maggio – 2 giugno 2017). Per questo, sarà Papa Francesco, si legge in un comunicato dei frati minori di Assisi, “a sancire, con la sua benedizione, il termine dello spirito di antagonismo e discordia e l’inizio di un nuovo percorso di fraternità e collaborazione, dichiarando che la pace ritrovata è proprio la base per allontanare ogni paura e per essere nuovamente inviati, insieme, ad andare in tutto il mondo ad annunciare la buona novella, Gesù Cristo”. Domani 23 novembre, prima che giunga l’alba, i frati minori, conventuali e cappuccini di Assisi si metteranno in viaggio verso Roma. A loro si uniranno i confratelli residenti negli altri conventi dell’Umbria. Il ritrovo è nella parrocchia di San Gregorio VII a Roma, servita da una comunità di frati minori dell’Umbria. Seguirà un simbolico pellegrinaggio in Vaticano dove per le 12 è prevista l’udienza con Papa Francesco nella Sala Clementina. Nel primo pomeriggio ci sarà, presso i locali della parrocchia di San Gregorio VII, un momento per fare memoria del Cammino dei frati dell’Umbria. Seguirà un messaggio dei ministri generali e un ringraziamento al Signore con la celebrazione eucaristica comunitaria, al termine della quale i frati faranno ritorno nei rispettivi conventi in Umbria.

Papa in Myanmar e Bangladesh: Burke (Santa Sede), “ci saranno anche i rohingya all’incontro ecumenico e interreligioso per la pace in Bangladesh”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:15

Ci saranno anche i “rohingya” all’incontro ecumenico ed interreligioso per la pace, in programma alle ore 17 (ora locale) del 1°dicembre, nel giardino dell’arcivescovado di Dakka, in Bangladesh. Lo ha annunciato Greg Burke, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, durante il briefing sul viaggio apostolico di Papa Francesco in Myanmar e Bangladesh. “Non sarà un incontro di preghiera ma di testimonianza” dei vari gruppi religiosi presenti nel Paese, ha precisato il portavoce vaticano, rispondendo alle numerose domande in merito dei giornalisti. “Tutti sappiamo cosa ha consigliato il card. Bo”, ha detto Burke a proposito del consiglio del cardinale di Yangon di non usare mai durante il viaggio la parola “rohingya”: “Il Papa prende il suo consiglio molto sul serio. Però poi cosa farà il Papa lo scopriremo insieme”, ha aggiunto. A differenza dell’incontro interreligioso in programma il 20 novembre in Myanmar, che avrà un carattere privato, quello in Bangladesh sarà un incontro di carattere pubblico, con un discorso del Papa. “Quello dei rohingya è un piccolo gruppo”, ha precisato Burke a proposito dell’incontro del 1° dicembre in Bangladesh: “Sarà un piccolo incontro, parlerà anche con loro”. Interrogato in merito ad ulteriori dettagli su cosa dirà Francesco nel discorso previsto in quel momento del viaggio, Burke ha risposto: “Vediamo quando lo vediamo”. Il termine “rohingya”, ha precisato in risposta alla domanda di un giornalista, “non è una parola proibita” in Vaticano, nel lessico ufficiale della Segreteria di Stato.

Ecumenismo: don Bettega (Cei), “necessario un organismo di collegamento fra le Chiese cristiane presenti in Italia”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:12

“È necessario, imprescindibile – non solo opportuno – mettere in piedi un organismo di collegamento fra le Chiese cristiane presenti in Italia: un ‘qualcosa’ che ci permetta di stare collegati. Se forse, anche nel recente passato, non è stato possibile, ora i tempi sono maturi. Ce lo chiede il Vangelo: niente di più e niente di meno del Vangelo. E mi pare più che sufficiente come appello a lavorare insieme”. Lo ha affermato oggi don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, chiudendo ad Assisi il convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. In questo “camminare insieme” – ha riconosciuto – “faremo fatica, a volte ci capiremo di più a volte di meno, a volte avremo l’impressione di viaggiare come una Freccia Rossa e altre volte come una bicicletta: ma viaggeremo, non c’è dubbio”. “E la meta della comunione tra noi – ha aggiunto – non è solo davanti, ad attenderci: ci accompagna per strada”. Don Bettega ha poi sottolineato come “a noi stia il compito di moltiplicare il più possibile passi di comunione piena, per poter contemplare sempre più da vicino quella definitività di comunione che il Signore ha già in mente per noi”. Inoltre, ha evidenziato, “abbiamo capito che ‘è necessario rispondere alle sfide della riforma’, che siamo chiamati a far sì che ‘l’eredità della Riforma di Lutero diventi stimolo per una riforma costante nelle Chiese’ di Oriente e di Occidente”. “Abbiamo bisogno di capire come questo sia possibile – ha ammesso – e su questo dobbiamo proprio aiutarci e lasciarci aiutare: aiutarci tra noi, confrontandoci e anche – se necessario – scontrandoci per capire sempre meglio quello che è veramente essenziale della chiesa; ma anche lasciarci aiutare dallo Spirito di Dio”. Per don Bettega è ora importante che “si diffonda un metodo” e che “l’ecumenismo diventi uno stile scontato di lavoro e vita, annuncio e testimonianza”. Serve “fare quel ‘salto di qualità’ che mi sembra ormai indispensabile”, ha proseguito, notando che “siamo arrivati molto avanti nel nostro cammino ecumenico, ma a volte ho l’impressione che giriamo un po’ attorno allo stesso punto fermo”. Ora è “necessario andare oltre, e inventare e costruire gesti di comunione sempre più concreti. E questo lo dobbiamo fare noi”. “In un mondo tanto individualista – ha concluso – essere cristiani può significare anche questo: essere consapevoli che siamo un ‘noi’, che siamo Chiesa, attenta e aperta verso tutti, a partire dai poveri”.

Ecumenismo: don Bettega (Cei), “una ‘unità bambina’ è già reale tra noi e le nostre Chiese. Va riconosciuta, custodita e sviluppata”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:10

“È sicuro che una ‘unità bambina’, come è stata definita, in fondo è già reale tra noi e le nostre Chiese. Va riconosciuta, va custodita, va accompagnata, va evidentemente sviluppata”. Lo ha affermato oggi don Cristiano Bettega, direttore dell’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, chiudendo ad Assisi il convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. Don Bettega ha ripercorso il cammino compiuto nell’ultimo biennio, partendo dal convegno “a Bari con l’ortodossia, proseguito a Trento lo scorso anno con le Chiese della Riforma e che ha avuto una sua fondamentale premessa l’anno prima a Salerno, nel convegno che ha visto impegnati tanti di noi nel fissare alcuni punti fermi nel nostro dialogo con l’ebraismo”. Infine, i giorni appena conclusi ad Assisi. “Se qui – ha osservato – converge tutto questo lavoro, va da sé che non può finire qui: sarebbe disonesto e forse anche sciocco, sarebbe come innalzare una barricata sul sentiero che abbiamo percorso, un brusco e ingiustificato cambio di direzione”. “Sicuramente sarebbe una mossa imperdonabile”, ha riconosciuto, anche perché in questi giorni “tra le varie Chiese presenti, abbiamo costruito un clima di ascolto e di confronto, di riflessione e di provocazione, che incoraggia”. E “se ci siamo riusciti, nulla vieta che lo si possa proseguire, approfondire, anche esportare nelle nostre comunità sparse in giro per l’Italia”. Don Bettega ha anche annunciato che l’appello finale, il cui lancio era previsto in conclusione di convegno, “verrà ‘licenziato’ il 5 dicembre quando si riunirà il gruppo di una ventina di persone che ha organizzato il convegno per una verifica di questi giorni”.

Ecumenismo: Negro (Fcei), “è il momento di un tavolo regolare di consultazione delle Chiese. Una priorità di cui non possiamo fare a meno”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:09

“È il tempo di fare un salto di qualità. È giunto il momento che anche in Italia non lasciamo più solo alla buona volontà le relazioni ecumeniche, ma si arrivi ad un tavolo regolare di consultazione delle Chiese. Questa è una priorità di cui non possiamo fare a meno”. Lo ha affermato questa mattina il pastore Luca Maria Negro, presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia (Fcei), intervenendo ad Assisi al convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. L’iniziativa, che si è conclusa nella tarda mattinata, ha affrontato il tema della Riforma di Lutero cercando di individuare i significati di “riforma” nel contesto storico attuale. “Questo 500° anniversario – ha notato – sembra non finire mai”. “È stato un biennio di grazia per l’ecumenismo, non solo per il protestantesimo”, ha aggiunto, rilevando che “questo è stato qualcosa di inaspettato”. In questa occasione, “abbiamo potuto sperimentare un nuovo sguardo su Lutero e sulla Riforma, abbiamo vissuto un cambiamento di clima nei rapporti con il cattolicesimo, con l’ortodossia presente qui ad Assisi. Ma anche nel rapporto tra protestantesimo storico e il mondo evangelico ampio”. Negro ha anche parlato dell’“ecumenismo come testimonianza comune e servizio nel mondo”, facendo riferimento all’iniziativa dei Corridoi umanitari. “Abbiamo avuto la gioia di rinnovare pochi giorni fa, il 7 novembre, il progetto”, ha spiegato il pastore, aggiungendo che “questa ‘best practice’ siamo riusciti pian pianino ad esportarla anche in Francia” con un progetto ecumenico analogo a quello italiano. “E oggi pomeriggio a Bruxelles, in Belgio, si inaugura un terzo corridoio umanitario con il coinvolgimento di Comunità di Sant’Egidio, Chiese cristiane, ebrei e musulmani”. Negro ha poi ricordato che nel convegno sono emerse “la centralità della grazia e della fedeltà di Dio”, “la centralità della Scrittura”, oltre ad una sottolineatura su “conversione e santificazione”, e la “necessità di una nuova evangelizzazione necessariamente ecumenica” mettendo insieme “il linguaggio della custodia con quello della profezia, della sapienza”. Il pastore ha anche fatto riferimento al fatto che “oggi, a Parigi, si celebrano i 30 anni del Consiglio delle Chiese cristiane in Francia che riunisce cattolici, protestanti e ortodossi”. Anche noi, ha concluso, “dobbiamo dotarci di qualcosa che ci consenta di essere insieme all’ascolto della Scrittura ma consenta anche l’ascolto e la conoscenza reciproca per essere sempre più efficacemente testimoni del Vangelo nell’Italia di oggi.

Diocesi: Andria, domani al via le attività dello sportello per il contrasto al gioco d’azzardo

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 14:07

Il progetto dello sportello per il contrasto al gioco d’azzardo, realizzato dalla Comunità “Migrantesliberi” e dalla diocesi di Andria, diventa realtà. Sarà presentato, nell’ambito delle varie iniziative per la prima Giornata mondiale dei poveri, domani, giovedì 23 novembre, alle 17,30. La struttura si trova in via Pellegrino Rossi, 41. L’idea del progetto-servizio è nata per “offrire una mano al contrasto di una delle nuove forme di povertà: la dipendenza dal gioco d’azzardo, una malattia che colpisce sempre più vittime, ingrossando le file dei nuovi poveri e che ha contribuito a ‘sbriciolare’ tante famiglie”, si legge in una nota. Dopo i saluti di don Geremia Acri, responsabile della Casa di accoglienza “Santa Maria Goretti” e dell’Ufficio Migrantes della diocesi di Andria, protagonisti dell’iniziativa, interverranno alcune figure professionali impegnate nel progetto, tra le quali, l’assistente sociale Daniela Fortunato e la psicologa Liliana D’Avanzo. Lo sportello sarà aperto martedì e giovedì, dalle 10 alle 13 e dalle 16.30 alle 19.30.

Diocesi: Pordenone, giornata del Seminario. Don Tondato (rettore), “discepoli che sanno andare incontro al mondo”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:48

“Aiutare i futuri presbiteri a dar forma al volto di discepolo del Signore”. Lo scrive don Roberto Tondato, rettore del Seminario della diocesi di Concordia-Pordenone, nell’editoriale pubblicato sul settimanale diocesano “Il Popolo”, in occasione della giornata del Seminario di Pordenone, che ricorre il 26 novembre. In quel giorno sarà ordinato anche un diacono: Lorenzo Agnolin, 34 anni. Presentando la figura del seminarista, il rettore lo definisce come “un discepolo che può camminare spedito con un equipaggiamento leggero, perché nutre grande fiducia nella bontà di Dio. Un discepolo che sa sostare nello studio e nella contemplazione, ma che nello stesso tempo sa uscire incontro al mondo. Un discepolo che giorno per giorno matura la capacità di anteporre alle proprie esigenze le esigenze del Regno, con coraggio e generosità”. Delineando lo stile presbiterale, don Tondato cita le parole di don Tonino Bello, secondo il quale “la cosa più importante è comprendere che la stola e il grembiule sono quasi il diritto e il rovescio di un unico simbolo sacerdotale”. “Vanno in questa direzione alcune ‘scelte di uscita’ che vivono i seminaristi – sottolinea il rettore del Seminario -. Oltre i servizi di gestione interna, alcuni giovani della comunità propedeutica e della comunità di teologia si rendono disponibili per seguire la catechesi dei ragazzi della propria parrocchia anche al di fuori del fine settimana, altri si impegnano in esperienze di servizio presso realtà come l’Arcobaleno, Casa Madonna Pellegrina, il Cro e altri ancora tra poco faranno esperienza nella pastorale carceraria. Sono solo piccoli passi, ma vogliono contribuire alla formazione del presbitero”.

Ecumenismo: p. Yfantidis (ortodosso), “il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza con azioni di comprensione e amore reciproco”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:42

“La Chiesa ortodossa ritiene che il dialogo teologico sia sempre accompagnato dalla testimonianza al mondo con azioni di comprensione e di amore reciproco che esprimono la gioia ineffabile del Vangelo”. Lo ha affermato questa mattina padre Evangelos Yfantidis, vicario dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta del Patriarcato ecumenico di Costantinopoli, intervenendo ad Assisi al convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo”. Partendo dal sesto documento del Santo e Grande Sinodo delle Chiese Ortodosse svoltosi a Creta nel 2016, padre Yfantidis ha ricordato come la Chiesa ortodossa “senta la responsabilità di appianare la via che conduce all’unità, da una parte pregando incessantemente e, dall’altra, promuovendo il dialogo e ogni sforzo relativo al ristabilimento di questa unità”. “Condizioni essenziali – ha proseguito – sono la mutua comprensione e la collaborazione tra le Chiese allo scopo di non creare ostacoli al Vangelo di Cristo”. “La continua riforma per la Chiesa ortodossa – ha spiegato – si trova non nel creare cose nuove ma nel continuo ribattezzarsi nella vita, nella fede e nella tradizione della Chiesa ortodossa”. Yfantidis ha poi osservato che “la riforma è un invito alle altre Chiese cristiane di adottare questo modus vivendi per chiarire questioni concrete che ci dividono, particolarmente la dottrina ecclesiologica e l’insegnamento su sacramenti, grazia, sacerdozio e successione apostolica”. “La Chiesa ortodossa – ha ammonito – non accetta assolutamente l’idea delle uguaglianza delle confessioni e non può concepire l’unità della Chiesa come un adattamento interconfessionale”. “In questo spirito – ha aggiunto – l’unità dev’essere sia il prodotto di accordi teologici sia frutto dell’unità della fede preservata nei sacramenti e vissuta nella Chiesa ortodossa”.
Yfantidis ha anche rilevato che “lo svolgimento dei dialoghi teologici tra le Chiese ha lo scopo di trovare una soluzione alle divergenze teologiche ereditate dal passato o a quelle che si sono presentate recentemente e di ricercare gli elementi comuni della fede in Cristo”. Anche per questo “è importante che tutti noi cristiani ispirati ci sforziamo di dare ai problemi del mondo contemporaneo una risposta entusiastica e solidale basata sul modello ideale di ‘uomo nuovo in Cristo’”. Il padre ortodosso ha poi richiamato la collaborazione con le Chiese cristiane in Italia attraverso gli 80 monasteri e parrocchie dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia anche “nel campo caritatevole e della solidarietà per dare una comune risposta alle molte sfide dei tempi moderni, come quelle del fenomeno migratorie”. Queste realtà – ha concluso – sono “fonti affidabili di amore e collaborazione per la realizzazione del comandamento divino: ‘Che siano tutti uno’”.

Ospedale Bambino Gesù: primi sei trapianti pediatrici in Italia di microbiota intestinale

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:32

Sei trapianti di microbiota intestinale su pazienti pediatrici. È la prima volta che vengono realizzati in Italia, grazie al protocollo clinico messo a punto dai medici dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Il trapianto è stato usato come terapia sperimentale in pazienti affetti da malattie infiammatorie intestinali (morbo di Crohn), malattia del trapianto contro l’ospite (Gvhd) – nella sua forma acuta e con interessamento dell’intestino – e in un paziente affetto da sindrome da attivazione macrofagica di origine genetica, una rara patologia del sistema immunitario, derivante da un disordine delle funzioni immunoregolatorie. “Si tratta di un grande passo avanti sul piano della ricerca traslazionale e dell’applicazione clinica in campo pediatrico, ma allo stesso tempo bisogna essere prudenti e attendere ancora per valutare compiutamente l’efficacia di questi trapianti nella fase di follow up di ogni specifica patologia”, spiega Lorenza Putignani, responsabile dell’Unità operativa semplice di parassitologia e dell’Unità di ricerca sul microbioma umano del Bambino Gesù. “La cosa importante – aggiunge – è aver codificato un protocollo per definire il percorso assistenziale e valutare con rigore gli aspetti etici oltre che clinici e laboratoristici”. La notizia è emersa questa mattina nel corso del primo convegno nazionale in campo pediatrico dedicato al microbiota e alle sue applicazioni sul fronte diagnostico e clinico, promosso dal Bambino Gesù nella sede di Roma – San Paolo.

Ue: Commissione, valutazioni sui documenti di bilancio. Moscovici, “zona euro sta crescendo, ora servono investimenti e sostegno ai salari”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 13:16

(Bruxelles) “L’economia della zona euro sta crescendo al ritmo più rapido degli ultimi dieci anni e il disavanzo medio dovrebbe scendere al di sotto dell’1% del Pil il prossimo anno, mentre nel 2010 era superiore al 6%. Eppure diversi Stati membri continuano a sostenere livelli elevati di debito pubblico, il che limita la loro capacità di investire per il futuro”. Pierre Moscovici, commissario per gli affari economici e finanziari, commenta la situazione attuale dell’economia dell’Eurozona. “Questi Paesi – aggiunge subito – dovrebbero sfruttare la congiuntura favorevole per consolidare le finanze pubbliche, anche in termini strutturali, mentre quelli che dispongono di un margine di manovra di bilancio dovrebbero utilizzarlo per sostenere gli investimenti a beneficio dei loro cittadini”. Il ciclo di coordinamento delle politiche economiche, sociali e di bilancio del semestre europeo 2018 inizia oggi “in un contesto caratterizzato da un’attività economica vigorosa nella zona euro e nell’Ue, livelli di occupazione eccezionalmente elevati e tassi di disoccupazione in calo verso i livelli pre-crisi”.
“Poiché – si legge in una nota della Commissione diffusa oggi al Palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo – tutti gli Stati membri contribuiscono a questa sostenuta dinamica di crescita, la priorità consiste ora nel fare in modo che la crescita perduri e apporti benefici a tutti i membri delle nostre società. Insieme a politiche di bilancio responsabili, il proseguimento delle riforme strutturali dovrebbe puntare soprattutto a creare le condizioni per potenziare gli investimenti e sostenere la crescita dei salari reali a vantaggio della domanda interna”.

Ecumenismo: mons. Spreafico (Cei), “il cammino verso l’unità deve diventare modello per coinvolgere altri in un impegno per cura della casa comune, giustizia, vita, pace”

Agensir.it - Wed, 2017-11-22 11:16

“Come cristiani, al di là di differenza e divisioni, abbiamo un patrimonio comune che è quello dell’universalità della nostra vita di fede e del Vangelo. Un’universalità che soffre, perché oggi trionfano i particolarismi e l’io contro l’altro. Il cammino verso l’unità deve diventare un modello per coinvolgere altri in un impegno per la cura della casa comune, la giustizia, la salvaguardia della vita, la pace”. Lo afferma al Sir mons. Ambrogio Spreafico, vescovo di Frosinone-Veroli-Ferentino e presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, a margine del convegno “Nel nome di Colui che ci riconcilia tutti in un solo corpo” che si chiude oggi ad Assisi. “Questo momento – osserva – recepisce e rilancia il lavoro fatto in questo anno nelle diocesi, a diversi livelli, aiutati dall’Ufficio nazionale per l’ecumenismo e il dialogo interreligioso della Cei, per sottolineare la dimensione comune ed evidenziare il cammino verso l’unità in maniera più impegnativa e significativa”. “Si è creato un clima di rispetto reciproco e di cammino comune da cui non possiamo tornare indietro”, aggiunge Spreafico, evidenziando che “il nostro compito è far recepire questo alle nostre comunità. E qui dobbiamo lavorare molto, perché anche nella Chiesa cattolica ci sono ancora troppi pregiudizi nei confronti degli altri”. Il vescovo poi si sofferma sull’ecumenismo all’opera rispetto alle problematiche del mondo odierno: “Questo è rappresentato in maniera esemplare dal progetto dei Corridoi umanitari in cui Comunità di sant’Egidio, Tavola valdese e Unione delle Chiese evangeliche in Italia sono coinvolte per accogliere profughi del conflitto siriano. Un programma sottoscritto anche dalla Cei”. Per Spreafico è “un modello che ci testimonia come l’ecumenismo della carità contribuisce al cammino seppur difficile ma molto entusiasmante verso l’unità dei cristiani”. Da Assisi, “sull’esempio di Francesco che per il suo rapporto così forte con il Signore vive un senso di universalità nei rapporti con la creazione a partire dai poveri”, “forse l’impegno per i poveri e la battaglia contro l’ingiustizia ci deve aiutare a riscoprire come c’è molto che ci lega agli altri e noi possiamo essere, in qualche modo, un esempio”.

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