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Attacco a Londra: “Muslim Council of Britain” a tutte le moschee del Paese, segnalare alle forze dell’ordine tutte le “attività sospette”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 11:00

“Siamo stati testimoni ancora una volta dell’orrore inflitto sulle nostre strade. È la terza volta in tre mesi: siamo profondamente scioccati e condanniamo questi attacchi in maniera ferma e forte”. Lo ha detto ieri Harun Khan, segretario generale del “Muslim Council of Britain”, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle comunità musulmane del Paese. Ma questa volta le comunità islamiche sono andate oltre alla condanna ed hanno lanciato una vera e propria campagna in tutte le moschee e associazioni islamiche del Paese per “facilitare una risposta di base alla sfida del terrorismo” segnalando “attività sospette” e tendendo una “mano di partenariato e di cooperazione al governo e al Primo Ministro, per lavorare insieme per mantenere il nostro Paese sicuro”.
Quattro i messaggi che i musulmani Uk hanno voluto lanciare tramite la stampa al Paese. Il primo è la “loro rabbia”. “I musulmani ovunque sono indignati e disgustati da questi codardi che hanno nuovamente distrutto la vita dei nostri amici britannici. Che questo poi sia avvenuto in questo mese di Ramadan, quando molti musulmani stanno pregando e digiunando, dimostra che queste persone non rispettano né la vita né la fede”.

Il secondo messaggio è che la comunità musulmana è “risoluta” a collaborare con le forze di polizia. “Queste persone non devono trovare un posto in cui nascondersi”, dice Khan. “Oggi lanciamo una campagna per esortare le nostre moschee e le associazioni ad aumentare la loro vigilanza”. “È interesse di tutti noi fermarli. Sappiamo che molte di queste persone hanno precedentemente condotto una vita di delinquenza. Spesso il percorso verso l’estremismo è al di fuori della moschea e ai margini della società”. “Come ha detto un esperto, questa non è una radicalizzazione dell’Islam, ma l’islamizzazione del radicalismo”: “Dobbiamo rafforzare le nostre moschee, abilitare i nostri Imam, i nostri giovani leader e altri, dando loro gli strumenti per sapere come relazionarsi con i giovani e affrontare il fascino che su di loro ha Daesh”.

Il terzo messaggio del “Muslim Council” si rivolge ai terroristi e a chi simpatizza con loro: “Questo non è Islam. Questa non è la via indicata dal nostro amato Profeta”. “Le azioni di questi terroristi sono completamente, totalmente e assolutamente fuori dai principi e dallo spirito dell’Islam. Non c’è alcuna giustificazione a quanto questi terroristi stanno facendo”. E infine l’ultimo messaggio è per i britannici: “Facciamo in modo che non salgano da alcuna parte le voci dell’odio. L’attacco al London Bridge ci rende tutti arrabbiati e vogliamo fare qualcosa. Ecco perché siamo d’accordo con il Primo Ministro che le cose devono cambiare. E che quanto è troppo è troppo”.

Don Milani: Mattarella, “sacerdote lungimirante e pedagogo innovativo”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 10:42

“Proprio il non essere riconosciuto dalla Chiesa è stata la grande ferita di don Milani”. Lo ha detto Marino Sinibaldi, di Radiotre, introducendo i lavoro dell’evento, dal titolo “Insegnare tutti”, dedicato dal Miur alla figura di don Lorenzo Milani. Il giornalista ha definito l’iniziativa di oggi, a 50 anni dalla morte del prete di Barbiana e nell’imminenza della visita di Papa Francesco a Barbiana e Bozzolo, “un momento storico”. “Che una sala istituzionale celebri questo incontro è un atto di riconoscimento, di riappropriazione di una figura che per 20 anni ha caratterizzato il panorama italiano, e per 20 anni è stata una presenza largamente inascoltata e largamente invisibile”. “Don Milani – ha proseguito Sinibaldi – apparteneva fortemente alla Chiesa, e in nessun momento ha rinnegato questa appartenenza. La Chiesa lo ha esiliato, mandando un giovane prete da Calenzano, dove aveva fatto benissimo, a Barbiana: un esilio scomodo e anche drammatico”. “Sacerdote lungimirante e pedagogo innovativo”: così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, definisce don Lorenzo Milani, in un messaggio inviato agli organizzatori dell’evento di oggi e letto da Sinibaldi. “Il suo metodo, incompreso e talvolta osteggiato da alcuni – prosegue il Capo dello Stato – ha precorso il concetto di comunità educante, al centro dell’idea moderna di scuola”.

Festival economia: gli investimenti in salute funzionano, in 25 anni dimezzate morti di infantili e materne

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 10:06

C’è una buona notizia sullo stato di salute mondiale: muoiono meno neonati e meno donne di parto. I numeri sono ancora sconcertanti ma in decisa diminuzione: nel 2015, ad esempio, sono morti nel mondo ben 6 milioni di bambini sotto i 5 anni ma sono la metà di quanti erano deceduti nel 1990. Lo stesso vale per le morti materne, scese da mezzo milione a 300mila. “È un dato importante ma gli obiettivi Onu del Millennio erano di raggiungere quota 66% di riduzione. Quindi la strada da fare è ancora molta”, spiega Flavia Bustreo, vicedirettore generale per la Salute della Famiglia, delle Donne e dei Bambini presso l’Organizzazione Mondiale della Sanità, intervenuta ieri a Trento al 12esimo Festival dell’Economia.
Nel quadro di diminuzione globale, alcuni Stati hanno fatto dei veri miracoli: “Lo Sri Lanka – spiega Bustreo – ha abbassato la mortalità materna a livelli praticamente analoghi a quello degli Stati Uniti. Discorso simile per Cuba e alcuni Stati dell’Africa subsahariana come Etiopia, Malawi e Tanzania”. Il loro segreto? Aver ampliato l’accesso alle cure di base, a partire dalla vaccinazione dei bambini e aver investito in educazione delle madri e accesso all’acqua potabile ha fatto la differenza. E a proposito di vaccini, Bustreo sottolinea come i dati dell’Organizzazione mondiale della Sanità quantifichino in 3 milioni le morti di bambini evitate attraverso l’uso di tali farmaci. “Fondamentali in tal senso – spiega – i nuovi vaccini contro i batteri di polmonite e diarrea”. Evidenze scientifiche che mostrano l’infondatezza delle accuse degli anti-vaccinisti. Eppure l’effetto boomerang provocato è già tangibile: “Siamo il 2° Paese in Europa come casi di morbillo” ricorda Bustreo. “L’esitazione vaccinale è un fenomeno non solo del nostro Paese ed ha una influenza molto negativa sul ritardo o, nei casi più estremi, sul rifiuto completo di sottoporre i neonati all’immunizzazione. Le informazioni su cui si basano le decisioni degli antivaccinisti sono il più delle volte false, veicolate dai social network. Purtroppo stiamo perdendo la memoria storica di quali siano le conseguenze delle malattie per i quali da decenni vacciniamo i nostri figli. Se chiede a una madre di oggi che cosa sia la difterite non sa nemmeno cosa sia. Mia madre aveva perso suo fratello per quella malattia quindi non ha esitato a vaccinarci”.

Comece: su Europeinfos Brexit, nazionalismi e le nuove politiche sociali Ue

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 10:02

(Bruxelles) Riparte dalla vittoria elettorale di Emmanuel Macron il numero di giugno di Europeinfos, il mensile della Comece, la Commissione degli episcopati della Comunità europea (http://europe-infos.eu) e da una riflessione sul fatto che “se si sommano le percentuali di voti ottenuti dagli otto candidati del primo turno” delle elezioni presidenziali francesi “critici verso l’Ue, si ottiene il 49,6%”, percentuale di euroscettici, populisti e nazionalisti che “non è scomparsa con l’elezione di Emmanuel Macron”. Proprio questa forza anti-Ue un anno fa circa decretava con un referendum l’uscita della Gran Bretagna dall’Unione, dopo una campagna elettorale che aveva anche visto, il 16 giugno 2016, morire assassinata Jo Cox, agguerrita sostenitrice della scelta europeista. A un anno di distanza, spiega un contributo su Europeinfos, nel Regno Unito ci sarà un grande incontro (“The great get together”) con una serie di eventi per celebrare i valori che Jo Cox ha sempre difeso nella vita. A ragionare, su un altro piano, sulle possibilità di “forgiare uno stile politico alternativo per rispondere ai conflitti e alla violenza” è un articolo curato da Pax Christi internazionale, secondo cui “l’Ue ha un ruolo importante da giocare in ambito di non-violenza avendo impiegato e sostenuto finanziariamente una vasta serie di strumenti di aiuto esterno per la prevenzione dei conflitti e la costruzione della pace”. Sul mensile Comece anche un contributo sul cammino dell’Ue verso nuove politiche sociali.

Pentecoste: card. Betori, “entrare in dialogo con le diverse periferie sociali ed esistenziali”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:40

“Di fronte a un mondo in cui sono sempre più in crisi le ragioni della speranza, in cui molti vivono ripiegati su stessi, schiacciati da problemi, molti sono vittime della solitudine e dell’emarginazione, la testimonianza dei discepoli di Gesù deve poter mostrare la possibilità di una vita nuova, colma di gioia e di amore”. Lo ha affermato ieri l’arcivescovo di Firenze, il cardinale Giuseppe Betori, nel corso della celebrazione eucaristica che ha presieduto nella cattedrale di Santa Maria del Fiore in occasione della Pentecoste. “Il vangelo è per tutti e deve poter entrare in dialogo con la situazione umana di tutti”, ha osservato il cardinale, aggiungendo che “se l’autore del libro degli Atti poteva restare affascinato dalla varietà della provenienza geografica degli ascoltatori, oggi dovremmo sentirci altrettanto spronati a entrare in dialogo con le diverse periferie sociali ed esistenziali che invocano la parola della salvezza”. “Il Vangelo non è prontuario di comportamento per persone dabbene, né è una teoria sul mondo e sull’uomo, una specie di filosofia superiore”, ha proseguito l’arcivescovo, evidenziando che “il Vangelo è un fatto accaduto nella storia degli uomini che ha infranto la catena del potere del male. A noi è dato il compito di annunciare il mistero della persona di Gesù e di accompagnare ogni uomo all’incontro con lui”. Betori ha concluso sottolineando che “nell’avvento del regno di Dio nel mondo nella persona di Gesù, si apre la strada di un risanamento delle relazioni sociali, in cui riconoscersi figli di un unico Padre e pronti a farci carico gli uni degli altri”.

Pentecoste: card. Bassetti, “dare un’energica sterzata alla nostra fede fatta di abitudini e di tanta stanchezza”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:32

“Dobbiamo dare un’energica sterzata alla nostra fede fatta, purtroppo, di abitudini e di tanta stanchezza. Bisogna invocare con forza lo Spirito e chiedergli che la nostra vita faccia un salto di qualità. Lo Spirito ci aiuti tutti a passare dalla stanchezza e, forse, dalla rassegnazione ad un nuovo slancio creativo e contagioso”. Lo ha affermato sabato sera l’arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, cardinale Gualtiero Bassetti, nel corso della veglia per la Pentecoste che ha presieduto nella cattedrale di San Lorenzo. Per il presidente della Cei, “forse troppi cristiani sono convinti che il fuoco della Pentecoste si sia spento o sia rimasto nel Cenacolo, ma quel fuoco è giunto fino a noi”. “Guai – ha ammonito – se noi cristiani fossimo i pompieri, che spengono questo fuoco che ha rinnovato la terra. Guai se invece di essere il ‘sale della terra’ diventassimo il ‘tranquillante’ della nostra ed altrui coscienza”. Secondo Bassetti, “il Signore aspetta dai credenti di oggi una fede più coraggiosa e contagiosa. Lo Spirito, se gli spalanchiamo le porte del cuore, metterà dentro di noi un’energia nuova e misteriosa. Toccherà poi a noi alimentarla, diffonderla perché anche altri vengano accesi e riscaldati da Dio”. Al termine della veglia, il vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, monsignor Paolo Giulietti, ha annunciato la traslazione delle spoglie mortali del venerabile servo di Dio Vittorio Trancanelli dalla chiesa di Santa Maria Maddalena in Cenerente (Pg) alla cappella dell’Ospedale civile di Perugia in programma per domenica 2 luglio.

Attacco a Londra: card. Marx, “vittime della violenza, feriti, morti e familiari sono nel nostro cuore”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:20

“Ancora una volta siamo colpiti dagli eventi terribili che ovunque nel mondo mettono in evidenza che le forze della violenza e del male non saranno messe a tacere, ma si rialzeranno sempre. Noi sappiamo però che la potenza di Cristo è più forte! Più forte della morte, del peccato, della paura”. Lo ha detto ieri il card. Reinhard Marx, arcivescovo di Monaco e Frisinga e presidente della Conferenza episcopale tedesca, nell’omelia della messa di Pentecoste. Un pensiero particolare all’attentato di Londra: “Vogliamo includere nella nostra preghiera tutte le persone che sono afflitte e oppresse in un modo speciale: le vittime della violenza, i feriti, i morti, i familiari: tutti sono nel nostro cuore adesso, in questa celebrazione dell’Eucaristia”. La Pasqua e la Pentecoste, ha spiegato il cardinale, dovrebbero “mettere il mondo in movimento verso la meta di una sola famiglia umana”, ma si presenta sempre la “tentazione di tirarsi indietro, di rinchiudersi nel proprio io” per cui la “visione del mondo come una sola famiglia umana appare attualmente piuttosto appannata”. Il card. Marx ha sollecitato i cristiani a “offrire una contro-testimonianza, una testimonianza del fatto che lo Spirito di Dio è efficace, che questo spirito può tenere tutto il mondo in movimento verso il meglio, verso l’amore, verso la giustizia”. Questo è l’invito della Pentecoste: testimoniare questo messaggio nel mondo, con grande fiducia, senza paura, senza arrendersi, senza rinunciare”.

Attacco a Londra: card. Bagnasco, “il Signore Gesù doni la sua pace e susciti propositi di pace”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:15

“Il Signore benedice la Chiesa con tre ordinazioni al diaconato in vista del sacerdozio: due del nostro seminario e un religioso. La gioia di questo giorno però è velata dal nuovo attacco terroristico a Londra, con vittime innocenti, ma anche dal grave episodio di panico a Torino che ha causato una folla di feriti. Per tutti preghiamo perché il Signore Gesù doni la sua pace e susciti propositi di pace”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, all’inizio dell’omelia pronunciata ieri pomeriggio, nella cattedrale di San Lorenzo, durante la Messa di Pentecoste nella quale sono stati ordinati tre diaconi. “I numeri delle ordinazioni sono piccoli rispetto al bisogno – ha detto il cardinale – ma la provvidenza vuol far crescere la nostra fede, l’implorazione di vocazioni nuove, la nostra capacità di camminare insieme”. Per questo, ha aggiunto, “dobbiamo ringraziare Dio che non abbandona mai la sua barca, mette alla prova il nostro cuore perché si rafforzi e cresca”. Infatti, nella nostra società, “stiamo dimenticando che le prove sono un dono per crescere, non una sventura da subire. Sembra invece che tutto debba essere facile e dovuto, sia sul piano educativo che su quello religioso. Ma la vita non fa sconti a nessuno”. “L’amore – ha aggiunto – è una cosa straordinaria che nessuno può fare a meno di desiderare ma è anche impegnativa e dura” e se “le scelte senza ritorno il mondo di oggi le teme, ne resta anche affascinato, e a volte segretamente invidioso anche se esternamente le giudica insensate”.

Attacco a Londra: arcivescovo Welby, “i terroristi vogliono dividerci ma noi rispondiamo con coraggio, resilienza e determinazione”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:11

“I terroristi ci vogliono dividere. Vogliono che ci odiamo. Vogliono cambiare il nostro modo di vivere. Ma proprio come abbiamo visto a Manchester, i londinesi stanno rispondendo con generosità e con cuori aperti. Con coraggio, resilienza e determinazione”. Lo scrive l’arcivescovo di Canterbury, Justin Welby, in un post pubblicato ieri sera su Facebook, dedicato all’attacco al “London Bridge”.
Nel post, l’arcivescovo racconta come dopo “gli orribili eventi di Londra della scorsa notte, le chiese di tutta la Gran Bretagna hanno pregato per i feriti e tutte le persone colpite che stanno affrontando una così difficile prova di dolore”. In particolare a Folkestone era “tangibile” – scrive Welby – la determinazione di “pregare, stringersi nel dolore e stare al fianco della gente di Londra”
“Oggi è Pentecoste e preghiamo ‘Vieni Spirito Santo’, Spirito della pace, della guarigione e della speranza. Ciò che abbiamo celebrato questa mattina in chiesa è la speranza eterna che abbiamo in Gesù Cristo, ma anche nelle risorse profonde che abbiamo nella nostra fede, nella nostra storia, nella nostra cultura, e che ora ci consentono di affrontare questa sfida con coraggio”.
In mattinata, l’arcivescovo Welby in un’intervista all’emittente radiofonica “Lbc”, ha raccontato di aver vissuto in prima persona lo shock dell’attacco perché abita a solo un chilometro di distanza dal luogo dell’attentato e di aver visto come i londinesi hanno reagito al terrore con generosità. “Londra – ha detto – sta dimostrando perché è considerata una delle più grandi città del mondo”. E poi ha lanciato un messaggio di pace alla nazione: “Non dobbiamo prendercela con le persone a causa della loro fede o della loro categoria, ma dobbiamo rivolgerci alle persone che cercano di dividerci e di distruggerci”.

Attacco a Londra: card. Nichols, “le vittime degli attacchi sono nelle mie preghiere”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:10

“Tutte le persone coinvolte negli inquietanti e violenti attacchi al London Bridge, Borough Market e Vauxhall sono nelle mie preghiere questa notte”. Con un tweet pubblicato in piena notte, il cardinale Vincent Nichols, arcivescovo di Westminster, reagisce all’attentato che ha fatto ripiombare l’Inghilterra nell’incubo del terrorismo. Il terzo attacco in soli tre mesi è stato sferrato da tre uomini che a bordo di un furgoncino prima si sono scaraventati sulla folla del London Brigde, poi al BoroughMarket hanno abbandonato il veicolo e si sono avventati con dei coltelli sulle persone. Otto minuti in tutto di terrore prima di essere fermati e uccisi dalla polizia. Il bilancio parla di 7 vittime e 36 feriti ricoverati nei 5 ospedali della città.

All involved in disturbing and violent incidents in #LondonBridge #BoroughMarket and #Vauxhall are in my prayers this night.

— Cardinal Nichols (@CardinalNichols) June 3, 2017

Nel giorno in cui si è celebrata la festa della Pentecoste, la Conferenza episcopale inglese ha rivolto una preghiera allo Spirito Santo perché “Consolatore perfetto; ospite dolce dell’anima” ristori la pace nei cuori di tutte le vittime.

A #HolySpirit prayer for victims of #LondonAttacks:"thou of all consolers best, thou the soul's delighted guest, refreshing peace bestow" pic.twitter.com/AUrdNszDy1

— Catholic Church (@catholicEW) June 4, 2017

Papa Francesco: messaggio Giornata missionaria, “i giovani sono la speranza della missione”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:10

“I giovani sono la speranza della missione”. Lo scrive il Papa, nella parte finale del messaggio per la prossima Giornata missionaria mondiale (ottobre 2017), in cui afferma: “La persona di Gesù e la Buona Notizia da Lui proclamata continuano ad affascinare molti giovani. Essi cercano percorsi in cui realizzare il coraggio e gli slanci del cuore a servizio dell’umanità”. “Sono molti i giovani che offrono il loro aiuto solidale di fronte ai mali del mondo e intraprendono varie forme di militanza e di volontariato”, la constatazione di Francesco: “Che bello che i giovani siano ‘viandanti della fede’, felici di portare Gesù in ogni strada, in ogni piazza, in ogni angolo della terra!”. La prossima assemblea generale ordinaria del Sinodo dei vescovi, che si celebrerà nel 2018, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, per il Papa “si presenta come occasione provvidenziale per coinvolgere i giovani nella comune responsabilità missionaria che ha bisogno della loro ricca immaginazione e creatività”. Le Pontificie Opere Missionarie, conclude Francesco, “sono strumento prezioso per suscitare in ogni comunità cristiana il desiderio di uscire dai propri confini e dalle proprie sicurezze e prendere il largo per annunciare il Vangelo a tutti. Attraverso una profonda spiritualità missionaria da vivere quotidianamente, un impegno costante di formazione e animazione missionaria, ragazzi, giovani, adulti, famiglie, sacerdoti, religiosi e religiose, vescovi sono coinvolti perché cresca in ciascuno un cuore missionario”. La Giornata missionaria mondiale, promossa dall’Opera della propagazione della fede, “è l’occasione propizia perché il cuore missionario delle comunità cristiane partecipi con la preghiera, con la testimonianza della vita e con la comunione dei beni per rispondere alle gravi e vaste necessità dell’evangelizzazione”.

Papa Francesco: messaggio Giornata missionaria, “il mondo ha bisogno del Vangelo”. “Chiesa autoreferenziale non è Chiesa di Cristo”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:09

“Il mondo ha essenzialmente bisogno del Vangelo di Gesù Cristo”, che “attraverso la Chiesa, continua la sua missione di Buon Samaritano, curando le ferite sanguinanti dell’umanità, e di Buon Pastore, cercando senza sosta chi si è smarrito per sentieri contorti e senza meta”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio per la prossima Giornata missionaria mondiale (ottobre 2017) menziona “esperienze significative che testimoniano la forza trasformatrice del Vangelo”. “Penso al gesto di quello studente Dinka che, a costo della propria vita, protegge uno studente della tribù Nuer destinato ad essere ucciso”, il primo esempio scelto da Francesco: “Penso a quella celebrazione eucaristica a Kitgum, nel Nord Uganda, allora insanguinato dalla ferocia di un gruppo di ribelli, quando un missionario fece ripetere alla gente le parole di Gesù sulla croce: ‘Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?’, come espressione del grido disperato dei fratelli e delle sorelle del Signore crocifisso”. “Quella celebrazione fu per la gente fonte di grande consolazione e tanto coraggio”, il commento del Papa, che cita anche le “tante, innumerevoli testimonianze di come il Vangelo aiuta a superare le chiusure, i conflitti, il razzismo, il tribalismo, promuovendo dovunque e tra tutti la riconciliazione, la fraternità e la condivisione”. “La missione della Chiesa stimola un atteggiamento di continuo pellegrinaggio attraverso i vari deserti della vita, attraverso le varie esperienze di fame e sete di verità e di giustizia”, scrive il Papa: “La missione della Chiesa ispira una esperienza di continuo esilio, per fare sentire all’uomo assetato di infinito la sua condizione di esule in cammino verso la patria finale, proteso tra il ‘già’ e il ‘non ancora’ del Regno dei Cieli”. “Una Chiesa autoreferenziale, che si compiace di successi terreni, non è la Chiesa di Cristo”, ammonisce il Papa spiegando “perché dobbiamo preferire una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”.

Papa Francesco: messaggio Giornata missionaria, missione non è “ideologia religiosa” o “etica sublime”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:07

“La missione della Chiesa non è la diffusione di una ideologia religiosa e nemmeno la proposta di un’etica sublime”. A precisarlo è il Papa, nel messaggio per la prossima Giornata missionaria mondiale (ottobre 2017). “Molti movimenti nel mondo sanno produrre ideali elevati o espressioni etiche notevoli”, riconosce Francesco: “Mediante la missione della Chiesa, è Gesù Cristo che continua ad evangelizzare e agire, e perciò essa rappresenta il kairos, il tempo propizio della salvezza nella storia. Mediante la proclamazione del Vangelo, Gesù diventa sempre nuovamente nostro contemporaneo, affinché chi lo accoglie con fede e amore sperimenti la forza trasformatrice del suo Spirito di Risorto che feconda l’umano e il creato come fa la pioggia con la terra”. “La sua risurrezione non è una cosa del passato”, scrive Francesco citando l’Evangelii gaudium: “Contiene una forza di vita che ha penetrato il mondo”. “All’inizio dell’essere cristiano non c’è una decisione etica o una grande idea, bensì l’incontro con un avvenimento, con una Persona, che dà alla vita un nuovo orizzonte e con ciò la direzione decisiva”, la citazione di Benedetto XVI: “Il Vangelo è una Persona, la quale continuamente si offre e continuamente invita chi la accoglie con fede umile e operosa a condividere la sua vita attraverso una partecipazione effettiva al suo mistero pasquale di morte e risurrezione”.

Papa Francesco: Messa Pentecoste, nella Chiesa non ci sono “schieramenti, partiti, tifosi, cristiani di destra o di sinistra”

Agensir.it - Mon, 2017-06-05 09:01

Lo Spirito Santo “crea la diversità e l’unità e in questo modo plasma un popolo nuovo, variegato e unito: la Chiesa universale”. Lo ha detto il Papa, che nell’omelia della Messa di pentecoste, celebrata ieri in piazza san Pietro davanti a oltre 60mila persone, ha spiegato che “l’unità vera, quella secondo Dio, non è uniformità, ma unità nella differenza”. Di qui la necessità di “evitare due tentazioni ricorrenti”: la prima è quella di “cercare la diversità senza l’unità”. “Succede quando ci si vuole distinguere, quando si formano schieramenti e partiti, quando ci si irrigidisce su posizioni escludenti, quando ci si chiude nei propri particolarismi, magari ritenendosi i migliori o quelli che hanno sempre ragione”, ha ammonito Francesco a proposito dei cosiddetti “custodi della verità”: “Allora si sceglie la parte, non il tutto, l’appartenere a questo o a quello prima che alla Chiesa; si diventa ‘tifosi’ di parte anziché fratelli e sorelle nello stesso Spirito; cristiani ‘di destra o di sinistra’ prima che di Gesù; custodi inflessibili del passato o avanguardisti del futuro prima che figli umili e grati della Chiesa”. La tentazione opposta, invece, è quella di “cercare l’unità senza la diversità”: in questo modo, per il Papa, “l’unità diventa uniformità, obbligo di fare tutto insieme e tutto uguale, di pensare tutti sempre allo stesso modo. Così l’unità finisce per essere omologazione e non c’è più libertà”.

La Chiesa copta ortodossa stabilisce il 15 febbraio “festa dei neo-martiri”

Natidallospirito.com - Sun, 2017-06-04 18:57
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Cina-Musei Vaticani: collaborazione culturale. Donate due opere del maestro Zhang Yan

Agensir.it - Sat, 2017-06-03 22:39

“Nell’ambito del dialogo tra i Musei Vaticani e il ‘China Culture Industrial Investment Fund’, aperto con l’intento di creare forme di collaborazione culturale, nella mattinata di mercoledì 31 maggio 2017 il Santo Padre ha ricevuto Zhu Jiancheng, segretario generale del ‘China Culture Industrial Investment Fund’ e i rappresentanti dei Musei Vaticani. Le due Istituzioni condivideranno le proprie competenze in materia di studio, ricerca e restauro, per valorizzare la Collezione Cinese dei Musei Vaticani. Per l’occasione Zhu Jiancheng ha donato due quadri del maestro Zhang Yan ai Musei Vaticani”. Ne dà notizia oggi la sala stampa vaticana, informando che le due opere sono realizzate con pittura ad olio: la prima risale al 1993 e si intitola “Iron Staff Lama”; la seconda, del 2013, si intitola “The Cradling Arm”.

Diocesi: mons. Cipolla (Padova), “una Chiesa che non vuole essere potenza ma che sappia vivere in mezzo al mondo per portare pace”

Agensir.it - Sat, 2017-06-03 20:39

“Il Signore ricrei la Chiesa di Padova – ha continuato il vescovo Cipolla nella sua meditazione durante la veglia che ha aperto il Sinodo dei giovani di Padova – capace di ospitare, di essere in prima fila dove si parla di pace, ambiente, bene comune; capace di amare e educare all’amore, non con rigidità e perbenismi ma con la libertà di chi cammina rispettando i tempi e la maturazione di ciascuno; capace di lavorare per la felicità di tutti. Una Chiesa che non vuole essere potenza ma che sappia vivere in mezzo al mondo per portare pace”.
“Il cammino del Sinodo dei giovani – ha ripreso mons. Cipolla parlando ai giovani che hanno affollato la cattedrale – è occasione perché la Parola del Signore agisca in ciascuno di noi e possa contribuire a realizzare la Chiesa di Gesù. Ciascuno di voi giovani è importante, è chiamato per nome. Non è un percorso per sapientoni, per chi ha tutto chiaro e programmato. Occorre temere il passaggio di Dio nella nostra vita perché è sempre fonte di novità e di sorprese, come capitato a Zaccheo. Una strada di amore, dono di sé, sacrificio, speranza e sogni, purezza e gratuità. Una strada difficile, che valica le opinioni della gente. Io sono Zaccheo, lo sei tu e lo è ognuno di noi. E il Signore sta chiamando e cercando proprio te”. E ha concluso con un’invocazione: “Vieni Spirito creatore, dacci vita libertà amore, rendici uomo e donna, rendici discepoli di Gesù”.

Diocesi: mons. Cipolla (Padova), “invoco lo Spirito creatore sulla nostra Chiesa, grande e bella, debole e amata”

Agensir.it - Sat, 2017-06-03 20:38

Durante la veglia che ha aperto il Sinodo dei giovani della Chiesa di Padova, dopo le testimonianze di un ordinando presbitero, Fabio Casotto, di un giovane della commissione preparatoria del sinodo, Andrea Melato, e di una educatrice del Grestyle, Gloria Tonazzo, il vescovo Claudio Cipolla ha invocato lo Spirito del Signore su otto diaconi che domani verranno ordinati presbiteri a Padova, 5 diocesani e tre francescani. Ha poi iniziato la sua meditazione osservando che l’esempio di questi diaconi è la parola più forte che si potesse proporre ai giovani, l’offerta di tutte le loro vite, per sempre, al Signore. “Temete questa Parola – ha esortato il vescovo – perché il Signore dove passa lascia segni e compie prodigi, coinvolge e trascina sempre con sé. Si aprono occhi e l’udito si fa più attento: è il completamento del suo passaggio, è la Pentecoste. Passare sotto l’azione dello Spirito significa lasciarsi ‘ricreare’”.
Mons. Cipolla ha quindi richiamato l’episodio di Zaccheo, chiamato da Gesù a scendere dal sicomoro e raggiungerlo. “Quando il Signore chiama – ha detto – lo Spirito Santo crea e ricrea un uomo sempre più perfettamente modellato su Gesù. Invoco questo Spirito creatore sulla Chiesa di Padova, grande e bella, debole e amata. Chiedo di crearla e ricrearla giovane e amabile, umile e serva, capace di parlare di Dio e non di se stessa. Sia tale la nostra Chiesa che anche un bisognoso possa sentirla come un posto adatto anche per lui”.

Diocesi: Padova, il vescovo Claudio Cipolla ha aperto il Sinodo dei giovani

Agensir.it - Sat, 2017-06-03 20:37

Con la veglia di Pentecoste, solennità che celebra la discesa dello Spirito Santo su Maria e gli apostoli riuniti in cenacolo, il vescovo Claudio Cipolla ha aperto stasera in cattedrale il Sinodo dei giovani della Chiesa di Padova: un appuntamento voluto dallo stesso vescovo, che lo aveva preannunciato ai 1.500 giovani della diocesi durante la Gmg di Cracovia dello scorso anno. Il Sinodo dei giovani durerà un anno e si concluderà il giorno di Pentecoste del 2018.
“Cosa, secondo te, vuole il Signore per la Chiesa di Padova?” era la domanda provocatoria lanciata dal vescovo Claudio ai giovani riuniti a Cracovia: una volta rientrati è partito il cammino di preparazione del Sinodo a cura di una commissione di sacerdoti under 35 e di giovani del territorio diocesano. Entro luglio saranno costituiti dei gruppi sinodali, ciascuno di massimo dieci membri tra i 18 e i 35 anni, che lavoreranno sulle tracce realizzate dalla commissione preparatoria: a oggi sono già 129. Gli elaborati saranno oggetto di studio e riflessione per l’assemblea sinodale che consegnerà al vescovo alcune proposte in risposta alla domanda iniziale. Una studentessa, Cristina Berto, ha creato il logo che rilegge in chiave stilizzata il brano evangelico dell’incontro di Gesù con Zaccheo, scelto per accompagnare il Sinodo, mentre Antonio Ambrosin ha scritto testo e musica di un apposito inno, dal titolo “Incontro”.

Diocesi: mons. Perego (Ferrara-Comacchio), “inizio il mio ministero episcopale con emozione e preoccupazione, unite a gioia e speranza”

Agensir.it - Sat, 2017-06-03 20:00

“Con emozione e preoccupazione, unite alla gioia e alla speranza, inizio il mio ministero episcopale tra voi e con voi, cari fratelli e sorelle della Chiesa di Ferrara-Comacchio. E tra voi e con voi guardo a questa città e a tutte le comunità della diocesi con il desiderio di raggiungere tutti, anche chi è lontano e guarda altrove per trovare le ragioni della propria vita”. Queste le parole del neo arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, nel corso della celebrazione eucaristica con cui ha iniziato il suo ministero episcopale. Nell’omelia, Perego ha rilevato che “il mio primo sguardo, arrivando sulla piazza è stato a questa nostra cattedrale: la facciata e l’interno portano i segni di sofferenza e le piaghe del terremoto”. “Nelle sue ferite – ha osservato l’arcivescovo – vedo le ferite di tante nostre comunità, dove case, chiesa, scuola, luoghi del lavoro e dell’incontro non sono ancora stati risanati” ma “anche le sofferenze di tante famiglie e persone: per il lavoro che manca o non è degno, per la malattia, per la solitudine e l’abbandono, per un dialogo generazionale interrotto”. Volgendo “lo sguardo al cammino di questa Chiesa in cui entro in punta di piedi”, Perego ha richiamato “lo sguardo ad Oriente, che oggi significa apertura al mondo e al dialogo ecumenico e interreligioso, una riforma della Chiesa, che oggi chiede responsabilità e trasparenza, sinodalità, un rinnovato impegno politico e sociale”. “Sono tre linee di continuità nella Chiesa tra Ferrara e Comacchio, che vive in pianura e si affaccia al mare, e che vuole prepararsi al futuro con gioia e speranza”. Il neo arcivescovo ha concluso ricordando che “il 3 giugno 1963 moriva il Santo Padre Giovanni XXIII. A Lui affido l’inizio del mio ministero episcopale”.

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