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Libertà religiosa: Impagliazzo (Sant’Egidio), “azioni più incisive, a partire dalle Nazioni Unite, per combattere l’intolleranza a tutti i livelli”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:51

“Abbiamo tutti davanti ai nostri occhi le immagini di morte e distruzione, con gli attacchi contro chiese e siti cristiani, come in Siria, Iraq, Egitto, Pakistan e Nigeria. Attacchi contro i credenti durante le celebrazioni. Persone indifese e in preghiera – la postura più pacifica dell’uomo – vengono uccise solo perché sono cristiani”. Con queste parole Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, ha aperto il suo intervento oggi al simposio “Defending International Religious Freedoom: Partnership and action” organizzato a Roma dall’ambasciata Usa presso la Santa Sede con la Comunità di Sant’Egidio e Aiuto alla Chiesa che soffre. “Credo – ha aggiunto – che sia necessario sollecitare azioni più incisive a livello internazionale, a partire dalle Nazioni Unite, per combattere l’intolleranza a tutti i livelli contro le minoranze religiose, in particolare i cristiani, così colpiti oggi. Allo stesso tempo, il dialogo interreligioso deve essere incoraggiato”. Ricordando lo “Spirito di Assisi” che la Comunità di Sant’Egidio ha portato in questi anni in diverse città del mondo e dell’Europa,  Impagliazzo ha detto: “In un mondo complesso e interconnesso come il nostro, le religioni devono aiutarsi a vicenda per non diventare fattori di conflitto ma di pace”. “Mai più gli uni contro gli altri”, gridò Giovanni Paolo II ad Assisi, e concluse: “la pace è un laboratorio aperto a tutti!’. “Questo – ha commentato il presidente di Sant’Egidio – è un appello al nostro senso di responsabilità anche oggi”. Impagliazzo ha ricordato anche lo sforzo che il mondo islamico e l’Università al-Azhar stanno compiendo per rispondere alle manipolazioni dell’Isis. E ha concluso: “Abbiamo il compito di mantenere aperto il dialogo che non deve mai essere interrotto. Abbiamo il compito di comprendere e sostenere con partecipazione coloro che sono privati della libertà di professare la propria fede e sono perseguitati”.

Ue: Agenda digitale per i Balcani occidentali. Banda larga, sicurezza informatica, ricerca e innovazione

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:46

(Bruxelles) Quattro gli impegni stipulati per l’“Agenda digitale per i Balcani occidentali”, dalla Commissione Ue e dai ministri di sei Paesi (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Kosovo, Montenegro, ex Repubblica iugoslava di Macedonia e Serbia) oggi a Sofia, dove si è aperta l’“Assemblea digitale”, importante forum annuale che riunisce oltre 1.000 stakeholders e politici. Il primo impegno dell’Agenda è “investire nella connettività a banda larga”, con sovvenzioni Ue pari a 30 milioni di euro nell’ambito del quadro per gli investimenti nei Balcani occidentali (Wbif). Il secondo impegno è lavorare per “aumentare la sicurezza informatica, la fiducia e la digitalizzazione dell’industria”; in terzo luogo “rafforzare l’economia e la società digitali” con la diffusione del digitale in vari settori e con iniziative come il Summit Startup Europe 2018 a Sofia, l’apertura di opportunità formative anche agli studenti e ai giovani della regione. Infine, l’impegno a “promuovere la ricerca e l’innovazione” con la “creazione di strutture di ricerca nazionali” e “infrastrutture informatiche all’avanguardia”, da integrare nel nascente “Spazio europeo della ricerca digitale”. Questi impegni “garantiranno ai cittadini le competenze per affrontare le richieste della new economy e aiuteranno a modernizzare le amministrazioni pubbliche, rafforzare la cybersecurity, aumentare la connettività e migliorare il clima imprenditoriale”, ha dichiarato Mariya Gabriel, commissario per l’economia e la società digitale.

Migranti: p. Di Gennaro (Centro Astalli Catania), rimettere al centro la dignità della persona

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:30

“Crediamo che, al di là di ogni criticità locale e globale, la dignità di ogni persona debba essere al centro di ogni valutazione politica, culturale ed economica”. Questo l’invito che p. Gianni Di Gennaro, del Centro Astalli di Catania, rivolge all’indomani della Giornata mondiale del rifugiato, che nella città siciliana è stata celebrata venerdì scorso (22 giugno), con una grande serata di festa. “Una serata di festa per vivere i colori, le culture e la bellezza della nostra umanità – spiega p. Di Gennaro -. La proposta di questo evento è frutto di un cammino svolto da 18 realtà presenti sul territorio catanese e impegnate con i migranti e i rifugiati. Il nostro è stato un cammino nel corso del quale abbiamo sperimentato il confronto e il dialogo”. Una serata, quella organizzata in piazza Università a Catania, all’insegna della condivisione e del racconto che, grazie alla direzione artistica di Francesco Patanè, è stata miscelata con cura allo spettacolo, elemento necessario per conoscere la cultura, la storia e i processi di integrazione di molti rifugiati e comunità straniere che sono ormai parte della vita della città. Tante le testimonianze di migranti che hanno raccontato il loro viaggio e la speranza in un futuro migliore. La festa è stata anche occasione per promuovere #WithRefugees, la petizione dell’Unhcr, l’Agenzia Onu per i rifugiati, che chiede ai governi tre impegni fondamentali: garantire che ogni bambino rifugiato abbia un’istruzione; garantire che ogni famiglia rifugiata abbia un posto sicuro in cui vivere; garantire che ogni rifugiato possa lavorare o acquisire nuove competenze per dare il suo contributo alla comunità.

Diocesi: Acerra, mons. Di Donna esprime solidarietà ai lavoratori della Simav/Siram e auspica il ritiro dei licenziamenti

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:26

Il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna, esprime “vicinanza e solidarietà” ai lavoratori della società Simav/Siram della sede di Pomigliano D’Arco, appartenenti al gruppo francese Veolia, coinvolti nella procedura aziendale di licenziamenti collettivi che sarà ufficializzata al Ministero del lavoro il prossimo 27 giugno. Da venerdì scorso i 5 impiegati – che l’azienda di impiantistica industriale ha deciso di licenziare insieme ad altri 5 dipendenti della sede di Roma dopo aver esternalizzato il lavoro – stanno protestando ininterrottamente asserragliati sul tetto dell’azienda in via ex Aeroporto. Tra i dipendenti di Pomigliano interessati dal licenziamento alcuni sono di Acerra, in particolare – ricorda mons. Di Donna – “una mamma rientrata da poco dal congedo per la morte del figlio di appena 13 anni, che il vescovo ha accompagnato insieme alla famiglia nel lungo calvario”. Mons. Di Donna “auspica pertanto il ritiro della procedura di licenziamento e invita tutti i soggetti coinvolti, in particolare l’azienda Siram/Simav (presente sul territorio nazionale e regionale con un numero elevato di dipendenti), e indotto di Leonardo (ex Finmeccanica), a creare le condizioni per scongiurare i licenziamenti”.

Bulgaria: Sofia, card. Kasper incontra patriarca Neofit. “I santi che abbiamo in comune agevolano la comunione”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:12

(Sofia) “I santi che abbiamo in comune dalla storia della Chiesa nel primo millennio agevolano la comunione tra la Chiesa cattolica e quella ortodossa”. Lo ha detto oggi il cardinale Walter Kasper, presidente emerito del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani, durante il suo incontro con il patriarca bulgaro Neofit a Sofia. Il porporato ha portato al capo della Chiesa ortodossa bulgara e ai membri del Santo Sinodo i saluti di Papa Francesco. Nel corso dell’incontro sono stati rilevati i rapporti tradizionalmente buoni tra la Chiesa ortodossa bulgara e la Santa Sede, ricordando le due donazioni di reliquie – di san Giorgio e di san Dacio – a diocesi ortodosse bulgare come anche la consegna di chiese cattoliche per uso liturgico della comunità ortodossa bulgara all’estero.
Tra gli altri temi discussi, il ruolo della famiglia, i problemi dell’Europa come la migrazione e la difesa della dignità umana. Il cardinale Kasper è stato accompagnato dal nunzio apostolico in Bulgaria e Macedonia, mons. Anselmo Guido Pecorari. Il suo programma, dopo un colloquio con il vicepremier bulgaro Krassimir Karakachanov, prosegue con incontri con il gran muftì di Sofia Mustafa Hadzi, visita alla sinagoga, alle chiese cattoliche di Sofia, appuntamenti con i protestanti e gli armeni.

Assemblea Pav: Pegoraro (cancelliere), “costruire ponti”. Azab (medico), “giovani ricercatori chiedono accompagnamento e sostegno”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:11

Un workshop aperto a tutti, dedicato al confronto e discussione su “una riflessione bioetica attenta ai processi di globalizzazione e a tutti i fattori che incidono sulla vita e salute delle persone” perché come ricorda Papa Francesco nella Laudato si’ “è tutto ‘interconnesso’ ed è importante vedere i problemi legati al rispetto e promozione della vita umana, in tutte le sue fasi, in questa prospettiva”. In sala stampa vaticana mons. Renzo Pegoraro, cancelliere della Pontificia Accademia per la Vita, presenta il workshop “Equal beginnings. But then? A global responsibility” in programma all’interno della XXIV assemblea generale Pav che si è aperta oggi e ha visto l’udienza con Papa Francesco. Per Pegoraro “si tratta di favorire il dialogo tra scienza e tecnologia, discipline umanistiche, dimensioni ambientali, economiche, sociali”, di “costruire ponti” per “garantire il futuro dell’uomo del pianeta”. Tra le altre cose verranno presentati il contributo dell’Oms con video messaggio del direttore generale; quindi un approfondimento della Dichiarazione universale Unesco su bioetica e i diritti umani; quindi il percorso del Magistero pontificio dalla Evengelium vitae alla Laudato si’. Domani mattina, spiega, focus su maternità e infanzia: gravidanza e test prenatali, salute neonatale e ineguaglianze economiche, migrazione per “evidenziare le sfide etiche per la salute materna ed infantile, per una piena giustizia e solidarietà”: una chiamata  ad una “responsabilità globale” che impegna tutti.
La dottoressa Sandra Azab, specialista in International Health, Saint Joseph Institute, Egitto, fa parte dei 30 studiosi under 35 che compongono il Young Researcher Members group lanciato nel 2017 come parte della nuova riforma dell’Accademia. Nell’aprile 2018, racconta, “il gruppo ha iniziato a lavorare alla bozza di un messaggio che verrà consegnato ai padri sinodali”. Nel testo i giovani ricercatori “chiedono alla Chiesa “accompagnamento spirituale e sostegno nella loro attività professionale”.

 

Giornata vittime di tortura: Mogherini (Ue), “prevenire, condannare e sradicare ogni trattamento inumano”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 16:03

(Bruxelles) “L’Unione europea ribadisce ancora una volta il suo più forte impegno a prevenire, condannare e sradicare tutte le forme di tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti”. È l’impegno rinnovato dall’Alto rappresentante dell’Ue Federica Mogherini in vista della Giornata internazionale a sostegno delle vittime della tortura, il 26 giugno. Nonostante sia assolutamente vietata nel diritto internazionale, “la tortura continua a essere praticata in tutto il mondo sia in casi isolati sia in modo sistematico e in forme diverse”. “È un crimine imperdonabile per il quale tutti i responsabili devono essere processati e portati davanti alla giustizia” afferma Mogherini. “Continueremo a mobilitare tutti i nostri mezzi per proteggere chi è stato e continua a essere esposto a questa aberrante violazione dei diritti umani e sostenere chi s’impegna molto coraggiosamente contro questo crimine”. L’approccio usato dall’Ue è “globale” e comprende divieto, prevenzione, lotta contro l’impunità e risarcimento per le vittime. La prevenzione guarda anche alle “situazioni più vulnerabili, ai contesti di antiterrorismo, le crisi e la migrazione”. Mogherini incoraggia “l’istituzione di meccanismi preventivi nazionali indipendenti” per “garantire monitoraggio e dialogo continui”, così come “uno sforzo globale, l’unione delle forze, strategie e azioni comuni”, in un “impegno costante con i partner, a livello regionale e multilaterale, insieme alla società civile”.

Elezioni in Turchia: i titoli dei giornali balcanici. “Prova di democrazia”, “Politici come Erdogan non se ne vanno con le elezioni”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 15:55

(Sofia) La vittoria di Erdogan suscita grande interesse nei media dei Paesi balcanici, vicini immediati della Turchia dove sono presenti numerose comunità di musulmani con passaporti turchi che hanno partecipato al voto. “Per chi hanno votato gli elettori turchi nell’Europa dell’Est?”, domanda il giornale bulgaro “Dnevnik” citando i resultati, secondo i quali in Bosnia-Erzegovina e Macedonia Erdogan gode di tantissimi voti, pari al 58%, mentre nel resto dell’est vince il candidato d’opposizione Muharrem Ince. “Politici come Erdogan non se ne vanno con le elezioni”, è l’editoriale del sito bulgaro “Club Z” che sostiene: “colpevoli per lo stato della Turchia di oggi sono i suoi alleati nella Nato e in Europa”. Gli fa eco il croato “Index” con un commento intitolato “L’inizio dell’erdoganismo: il dittatore turco governerà ancora almeno cinque anni ma che cosa significa questo per l’Europa?”. Il serbo “Politika” invece racconta: “A Novi Pazar festeggiano la vittoria elettorale di Erdogan” con un servizio dal capoluogo della regione a maggioranza bosniaca Sandzak, dove il risultato è stato accolto con centinaia di bandiere turche e suon di clacson. Da Sarajevo, dove Erdogan ha tenuto un grande raduno in campagna elettorale, “Vijesti” cita le parole del capo di Stato riconfermato: “Vincitore a queste elezioni è la democrazia, la volontà dei cittadini, vince il popolo”.

Germania: Meclemburgo-Pomerania Anteriore, un frate e una giornalista in carcere assieme ad adolescenti reclusi

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 15:43

Conoscere la vita quotidiana degli adolescenti in carcere e cercare di capire perché la Chiesa cattolica è lì con loro sarà il compito di Merih Ugur, una giovane giornalista di Solingen, che fino a settembre 2018 accompagnerà il frate francescano Gabriel Zörnig nel suo ministero della prigione nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, per raccontarla attraverso le pagine del blog https://gott-im-abseits.de/. Quest’iniziativa si colloca in continuità con il progetto lanciato nel 2016 dal Centro per la pastorale vocazionale della Conferenza episcopale tedesca “Valerie e il sacerdote”: per un anno la giovane Valerie Schönian aveva accompagnato, osservato e raccontato sul blog la vita di un parroco, don Francesco von Boeselager. Nel 2017 il racconto si è trasformato in “Dio ai margini” (“Gott im Abseits“): giovani giornalisti, sempre lontani dalla Chiesa, hanno raccontato l’incontro con persone consacrate che vivono la fede attraverso l’impegno per persone socialmente emarginate. Timm Giesbergs ha seguito per qualche mese la vita di suor Karin Knötig, impegnata nel sociale a Francoforte, e Christina Hertel ha accompagnato Luiz Fernando Braz, consacrato brasiliano che guida una comunità cattolica di recupero per tossicodipendenti. Oggi, rende noto un comunicato della Conferenza episcopale, comincia la nuova fase, “Dio in carcere”. Anche Merih Ugur, nata in Germania, ma di origine turca, si dichiara “critica verso le religioni”. È diplomata in scienze politiche e scienze islamiche.

Assemblea Pav: mons. Paglia (presidente), “abitare culture contemporanee” in dialogo con “appartenenti ad altre religioni e non credenti”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 15:20

“La nostra Pontificia Accademia è chiamata ad essere uno di quei luoghi ove il dialogo con la scienza e le culture contemporanee deve produrre frutti preziosi” e la via è quella di “abitare” le culture contemporanee, di “confrontarci con tutti, di frequentare gli ambiti della scienza e del sapere”. Lo dice in conferenza stampa l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente della Pontificia Accademia per la Vita (Pav), dopo l’udienza con Papa Francesco di questa mattina, in apertura della XXIV Assemblea generale dell’organismo sul tema “Global Bioetics”(Aula Nuova del Sinodo, fino al 27 giugno). Della Pav, spiega, fanno parte appartenenti alla Chiesa cattolica, ad altre confessioni cristiane, ad altre religioni e non credenti. Stamattina, racconta, il rabbino di Gerusalemme ha chiesto e proposto di organizzare un incontro sul fine vita fra le tre grandi religioni monoteiste. “Temi che richiedono un intervento in prospettiva religiosa e umanistica, ma questo già avviene – afferma richiamando l’incontro dello scorso febbraio su fine vita e cure palliative che ha visto esperienze e testimonianze di cristiani, ebrei e musulmani -. Le religioni devono scoprire questo compito come importante missione per una visione olistica della famiglia umana”.

 

Lavoro: vescovo di Acerra, solidarietà ai lavoratori della Simav/Siram. Ritirare i licenziamenti

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 15:19

“Vicinanza e solidarietà” ai lavoratori della società Simav/Siram della sede di Pomigliano D’Arco, appartenenti al gruppo francese Veolia, coinvolti nella procedura aziendale di licenziamenti collettivi che sarà ufficializzata al ministero del Lavoro il 27 giugno. È quanto esprime oggi, in una nota, il vescovo di Acerra, mons. Antonio Di Donna. Da venerdì scorso, informa la diocesi, i 5 impiegati – che l’azienda d’impiantistica industriale ha deciso di licenziare insieme ad altri 5 dipendenti della sede di Roma dopo aver esternalizzato il lavoro – stanno protestando ininterrottamente asserragliati sul tetto dell’azienda in via ex Aeroporto. Tra i dipendenti di Pomigliano interessati dal licenziamento alcuni sono di Acerra, in particolare – ricorda mons. Di Donna – “una mamma rientrata da poco dal congedo per la morte del figlio di appena 13 anni”, che il vescovo ha accompagnato insieme alla famiglia nel lungo calvario. Di Donna auspica, pertanto, “il ritiro della procedura di licenziamento” e invita “tutti i soggetti coinvolti, in particolare l’azienda Siram/Simav (presente sul territorio nazionale e regionale con un numero elevato di dipendenti), e indotto di Leonardo (ex Finmeccanica), a creare le condizioni per scongiurare i licenziamenti”.

Assemblea Pav: mons. Paglia (presidente), no a “silenzi, indifferenza e legislazioni complici del lavoro sporco della morte”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 15:15

Ricevendo questa mattina in udienza i partecipanti alla XXIV Assemblea della Pontificia Accademia per la Vita, Papa Francesco ha affermato la necessità di una “visione globale della bioetica” per “disinnescare la complicità” con il “lavoro sporco della morte, sostenuto dal peccato”. “E’ la prima volta che il Papa usa questa terminologia”, spiega l’arcivescovo Vincenzo Paglia, presidente Pav, rispondendo ai giornalisti in conferenza stampa. “Il lavoro sporco della morte – afferma – è tutto ciò che – anche attraverso decisioni legislative – in qualche modo ostacola, non aiuta e non sostiene la vita in tutte le sue manifestazioni. Dall’aborto ai vecchi abbandonati all’eutanasia o ai migranti non soccorsi. In questo senso il Papa ci esorta fare in ogni modo il ‘lavoro bello della vita’ e a non essere come Ponzio Pilato che si lava le mani”. Per Paglia occorre diffondere la “consapevolezza della responsabilità di formare le coscienze di tutti, a qualsiasi livello. Un lavoro che chiede accompagnamento e vicinanza” perché “l’abbandono e l’indifferenza sono complicità con il lavoro sporco della morte”. Di qui alcuni esempi: “Non possiamo restare indifferenti a quanto accade nel sud della Libia, come facciamo a non esserne responsabili?”. E ancora: “Crescono gli anziani nel mondo e mentre si assiste ad una corsa per legiferare sull’eutanasia, si registra e un fragoroso silenzio sulla crescita del loro abbandono. Oggi la globalizzazione richiede uno scatto di responsabilità. Se qualcuno si sfila dal patto per ‘ambiente – afferma con evidenti richiami all’attualità – si sollevano ovunque proteste. Perché non accade lo stesso di fronte agli attacchi alla vita umana, ad esempio alle minoranze vessate in tutto il mondo?”. “La vita, sottolinea il Papa, “è sempre da difendere se non vogliamo che la morte continui indisturbata il suo ‘lavoro”.
Nel corso dell’udienza, prosegue, “il Papa si è soffermato anche sulla destinazione ultima della vita umana dando un’interpretazione del termine vita in senso globale. E’ importante che abbia sottolineato che il nostro destino non è il nulla, non è essere abbandonati come materiali o scarti di laboratorio: c’è una destinazione che richiede alla Chiesa uno sforzo per trovare parole che aiutino a comprendere questa prospettiva”. Per questo occorre dire no a “legislazioni che rischiano di essere complici del lavoro sporco della morte”. Ad una domanda se il caso Alfie Evans sia stata un esempio di questo lavoro sporco, Paglia risponde: “Senza un esame accurato della vicenda rischiamo un corto circuito che confonde, ma certamente, anche quando non si può guarire, si deve sempre curare, accompagnare”. Nel ribadire che “non dobbiamo fare il lavoro sporco della morte”, Paglia mette tuttavia in guardia dal “pensarsi padreterni” che potrebbe diventare una sorta di “complicità con la morte”. “Tutti i malati – conclude -, nessuno escluso, devono essere accompagnati e mai abbandonati”.

Patriarca Sako cardinale: card. Parolin, “per rafforzare i sintomi di pace e di speranza che ci sono” in Iraq

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:56

“Il Papa voleva sottolineare evidentemente la sua attenzione nei confronti del Paese”. Così il segretario di stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, spiega questa mattina al Sir, la decisione presa da Francesco di creare cardinale Luis Raphael I Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei, in Iraq. “Un Iraq – ha spiegato il cardinale – che sta muovendo i passi verso una certa soluzione e una maggiore stabilità. È forse il Paese del Medio Oriente che, in questo momento, sembra possa offrire più speranze alla luce della recente evoluzione politica. La nomina sta a significare un’attenzione particolare per questa area e speriamo possa aiutare a rafforzare questi sintomi di pace e di speranza che ci sono”.

+++ Giornata riflessione e preghiera Medio Oriente: card. Parolin, “Papa Francesco ci tiene molto. L’iniziativa parte da lui” +++

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:55

“Papa Francesco ci tiene molto. L’iniziativa parte da lui. Ha cercato di coinvolgere tutti i capi delle Chiese cristiane e di coinvolgerli in un’opera comune a favore della pace, sottolineando il contributo che le Chiese cristiane a livello ecumenico possono portare alla soluzione dei tanti problemi del Medio Oriente, soprattutto nei conflitti e nella ricerca della pace”. Così il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha presentato al Sir la Giornata di riflessione e preghiera sulla situazione drammatica del Medio Oriente che si terrà il 7 luglio a Bari, finestra sull’Oriente, città che custodisce le reliquie di san Nicola. La Giornata, che vedrà la presenza dei capi delle Chiese cristiane della regione mediorientale, vuole lanciare innanzitutto – ha sottolineato Parolin – “un messaggio di vicinanza e di incoraggiamento. I cristiani del Medio Oriente molto spesso hanno bisogno di sentire davvero vicini i loro fratelli e le loro sorelle del mondo intero. A volte, non si possono dare soluzioni immediate, però è importante che sappiano che la loro situazione sta a cuore alle Chiese. Poi certamente, sottolineeranno il contributo che le comunità cristiane possono portare alla soluzione dei problemi in rispetto dei diritti di ogni persona e di ogni gruppo”.

Lasalliani: tre proposte estive per i giovani

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:53

Camminare accanto ai giovani “senza frontiere”, “con il cuore” e “in prossimità”. Si possono sintetizzare così le tre proposte che i Lasalliani propongono in questi mesi estivi. “Estate senza frontiere” farà tappa a Scampia dal 15 al 22 luglio nel campo lasalliano a CasArcobaleno; dal 22 luglio all’11 agosto invece, i giovani saranno coinvolti in attività con i bambini napoletani e rom. “Estate senza frontiere” sarà anche a Regalbuto, in Sicilia: dal 19 giugno al 20 luglio per ragazzi over 14, ex allievi, universitari e non, viene proposta un’esperienza forte di volontariato e, per i più grandi, dal 22 al 26 agosto, campo estivo alle pendici dell’Etna per formarsi al servizio degli altri. Dodici ragazzi tra i 14 e i 17 anni, infine, sono diretti a New York, dove faranno tappa al museo di Ellis Island, “per ricordarci di quando eravamo migranti e sulle barche c’eravamo noi”, spiega Andrea Sicignano, docente del De Merode e referente dell’iniziativa: “Lo scopo è quello di aiutarci ad aprire i cuori agli altri e andare oltre i nostri limiti mentali e talvolta fisici”. Fede, fraternità e servizio saranno le parole chiave di quest’esperienza che si concluderà il 20 luglio. “Cuore senza frontiere” è il campo vocazionale che i Lasalliani propongono a Paola (Cosenza) dal 5 al 12 agosto. Per 24 giovani volontari, infine, ci sarà l’“esperienza di prossimità in Africa”. “Il primo gruppo con ragazzi tra i 16 e i 20 anni partirà il 13 luglio con una docente lasalliana di 26 anni”, spiega Enrico Sommadossi, coordinatore del tavolo di pastorale e volontariato. “Il secondo gruppo dai 20 ai 31 anni partirà dal 24 luglio al 4 agosto, il terzo infine dal 4 al 24 è costituito da giovani tra i 20 e i 40 anni”. Destinazione per tutti il Kenya presso il Mwangaza College a Nakuru. “Il terzo gruppo attraverserà anche il confine per un breve tratto a piedi, per entrare in Uganda ed essere accompagnati a Moroto da Africa Mission”. Obiettivo dell’iniziativa, pensata e sperimentata da tre anni, è condividere la vita degli allievi del college lasalliano e dei ragazzi dell’orfanotrofio Child Discovery Center.

+++ Migranti-Europa: card. Parolin, “problematica esige coinvolgimento di tutti. Non può essere rigettata sulle spalle di alcuni” +++

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:35

“Credo che ci debba essere una risposta comune a questo problema. Certamente i porti chiusi non sono una risposta. Però la risposta può venire soltanto da una collaborazione tra tutti i Paesi europei”. Così il segretario di Stato vaticano, cardinale Pietro Parolin, ha risposto al Sir parlando della questione – al centro ieri a Bruxelles – della gestione dei flussi dei migranti nel Mediterraneo e della responsabilità dell’Europa. “Ecco la domanda”, ha esordito Parolin: “L’Europa dov’è? C’è ancora? E, come si dice, se ci sei, batti un colpo”. “Credo che si debba insistere su questo”, ha poi aggiunto il segretario di Stato: “La problematica delle migrazioni è una problematica che esige il coinvolgimento di tutti. Non può essere rigettata sulle spalle di alcuni soltanto ma deve essere assunta responsabilmente da tutta Europa e da tutta la comunità internazionale però sempre in quella linea e in quell’orizzonte di umanità e solidarietà che non può mancare di fronte a questi problemi”. Il cardinale che ha parlato, a margine del simposio “Defending International Religious Freedoom: Partnership and action” in corso a Roma, ha poi detto in vista dell’incontro di Papa Francesco con il presidente Macron, che la questione migrazioni “certamente sarà uno dei temi che si affronterà con il presidente francese”.

Lavoro: Istat, occupazione in aumento dell’1,1 nel 2017. Trainano Nord-ovest e Nord-est (+1,3%). Mezzogiorno sotto la media nazionale

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:35

Nel 2017 l’occupazione (misurata in termini di numero di occupati) è cresciuta a livello nazionale dell’1,1%. L’aumento più rilevante si osserva nelle regioni del Nord-est e del Nord-ovest (entrambe +1,3%), seguite da quelle del Centro (+1,1%). Nelle regioni del Mezzogiorno la crescita è inferiore alla media nazionale, risultando pari all’1%. È quanto comunica oggi l’Istat diffondendo la “Stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale” per il 2017.
In particolare, nel Nord-ovest la crescita dell’occupazione è stata particolarmente vivace nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+3,1%) e negli altri servizi (+2,4%). Nel Nord-est gli aumenti più marcati si registrano nel settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+4,4%) e nell’agricoltura (+3,1%). Nel Centro l’occupazione cresce solo nei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+3,3%) e negli altri servizi (+2,3%) mentre nel Mezzogiorno aumenta in misura più accentuata nell’industria (+3,2%), nel settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni e in quello delle costruzioni (entrambi +2,7%).

Economia: Istat, Pil in crescita nel 2017 ma con andamenti difformi. +1,8% nel Nord-ovest e Nord-est, +0,9% al Centro, +1,4% nel Mezzogiorno

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:34

Le stime preliminari indicano che nel 2017 il Prodotto interno lordo (Pil) ha registrato una crescita superiore alla media nazionale nel Nord-ovest e nel Nord-est (+1,8% per entrambe le ripartizioni), una dinamica lievemente inferiore nel Mezzogiorno (+1,4%) e un incremento più modesto nel Centro (+0,9%). È quanto comunica oggi l’Istat diffondendo la “Stima preliminare del Pil e dell’occupazione a livello territoriale” per il 2017.
In particolare, nel Nord-est i risultati migliori riguardano il settore che comprende commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+4,7%). Risulta in crescita anche il valore aggiunto dell’industria (+2,3%), dei servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1%) e delle costruzioni (+0,4%) mentre in forte calo quello dell’agricoltura (-6%) e, in misura più contenuta, quello degli altri servizi (-0,6%). Nel Nord-ovest le maggiori spinte alla crescita si registrano per i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+2,6%) e per il commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+2,1%); anche qui il valore aggiunto dell’agricoltura subisce una contrazione (-3,8%). Al Centro i settori più dinamici sono l’industria (+1,7%), i servizi finanziari, immobiliari e professionali (+1,3%) e gli altri servizi (+1%). Una modesta crescita si registra anche nel settore del commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+0,2%). Segnano un calo, invece, l’attività delle costruzioni (-0,6%) e soprattutto l’agricoltura (-8,4%). Nel Mezzogiorno, l’aumento del valore aggiunto è più marcato nell’industria (+4,4%), nel settore che raggruppa commercio, pubblici esercizi, trasporti e telecomunicazioni (+3,4%) e nelle costruzioni (+3,2%). Cali registrati per agricoltura (-2%) e altri servizi (-1%).

Brexit: preoccupazione degli agricoltori italiani per la tutela delle produzioni nostrane

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:27

Sono preoccupati gli agricoltori italiani in vista della Brexit e in particolare circa la tutela delle nostre produzioni agroalimentari, anche nel periodo transitorio. Il tema Brexit è tra i punti all’ordine del giorno del Consiglio Europeo che si terrà a Bruxelles, il 28 e 29 giugno.
“La Commissione Ue – spiega Confagricoltura in vista della riunione dei governi – ha evidenziato che manca nell’ordinamento giuridico del Regno Unito una normativa specifica in materia di protezione delle designazioni di origine e geografiche; così come per le altre indicazioni dell’Unione europea riferite ai prodotti agricoli”. “È un aspetto che deve essere assolutamente chiarito nell’interesse del sistema agro-alimentare italiano – sottolinea a questo proposito il presidente Confagri, Massimiliano Giansanti –. Durante il periodo transitorio non dovranno esserci limitazioni per le nostre produzioni di qualità”. Confagricoltura fa quindi notare che il Regno Unito è importatore netto di prodotti agro-alimentari; basta pensare che l’80% delle importazioni di ortofrutticoli arriva dagli Stati membri della Ue per un valore di circa 4 miliardi di euro l’anno. Per le produzioni italiane, inoltre, quello britannico è il quarto mercato di sbocco, con un valore annuale dell’export che si attesta attorno ai 3,5 miliardi di euro. In prima fila, con oltre il 50% sul totale, vini e ortofrutticoli.
Sempre Confagricoltura fa ancora rilevare come non vi sia molto tempo per negoziare. “L’intesa sul periodo transitorio – spiega la nota –, deve essere perfezionata, al più tardi, in ottobre, per consentire la ratifica parlamentare prima della Brexit il 29 marzo 2019. E tra le questioni ancora da risolvere c’è proprio il riconoscimento e della tutela delle denominazioni di qualità”.

Libertà religiosa: card. Sandri, “anche nei nostri Paesi cosiddetti evoluti c’è latente rischio di limitarla”

Agensir.it - Mon, 2018-06-25 13:10

È necessario “interrogarci su come e in quale misura il diritto inviolabile della persona umana alla libertà religiosa è realmente garantito e tutelato all’interno dei nostri sistemi sociali e politici” per non rischiare “di compiere gli stessi errori che nei decenni che ci hanno preceduto l’Occidente, pur animato da buone intenzioni, ha compiuto in Medio Oriente quando ha inteso ‘esportare’ un modello di democrazia in quelle terre, quasi fosse una merce che si può imballare ed esportare al consumatore”. È il monito lanciato questa mattina dal card. Leonardo Sandri, Prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, al simposio “Defending International Religious Freedoom: Partnership and action” organizzato a Roma, dall’ambasciata Usa presso la Santa Sede con la Comunità di Sant’Egidio e Aiuto alla Chiesa che soffre. “Anche nei nostri Paesi cosiddetti evoluti – ha avvertito il Prefetto – c’è latente un rischio di impedire l’esercizio della libertà religiosa, o quantomeno limitarlo” come evidenziato dal Papa Francesco a Philadelphia durante l’incontro Mondiale delle famiglie, nel 2015. Esiste, per il porporato, “il rischio di una violenza e di una brutalità a motivo del fattore religioso pervertito dalla sua vera natura, ma anche tra noi c’è una certa forma di intendere la laicità che è il confinare il fatto religioso in un ambito – come ha detto il Pontefice – come di una subcultura, di un fatto privato che tale deve rimanere e non può avere una parola nella sfera pubblica”.
Nel suo intervento il card. Sandri ha richiamato l’esortazione apostolica “Ecclesia in Medio Oriente”, promulgata da Papa Benedetto XVI nel settembre 2011, per “la corretta interpretazione del concetto di laicità dello Stato, una sfida per l’intero Medio Oriente. Paradossalmente i cosiddetti regimi di ieri o di oggi in Medio Oriente – ha spiegato il cardinale, citando l’Iraq di Saddam Hussein – erano espressione di una concezione laica e non confessionale dello Stato, ma perseguivano e perseguono strumenti violenti di controllo e di repressione delle opposizioni. D’altre parte un confessionalismo esasperato e senza controllo di altri Regni ed Emirati ha quantomeno tollerato che proliferassero forme di predicazione di matrice fondamentalista, la quale, direttamente o indirettamente a seconda dei casi, è stata l’origine e il sorgere di fenomeni politico-militari quale è stato il cosiddetto Stato Islamico”. Per sanare la “grande ferita prodotta a livello interiore prima che esteriore” ci sarà bisogno “forse di un’intera generazione per potersi rimarginare. Il senso di impotenza e anche di tradimento patito per esempio nell’agosto del 2014 dagli abitanti della Piana di Ninive è stato e rimane grande: ad essere ferite, prima che le proprietà o le case, sono state le coscienze che hanno visto smentita la possibilità di un modello sociale basato sulla convivenza secolare tra diversi, cristiani, musulmani, yazidi”.
Dal Prefetto è arrivata anche la speranza nel dibattito che è cresciuto in alcune realtà accademiche del mondo musulmano intorno al “principio di cittadinanza” quale “chiave che supera nel presente il concetto tradizionale di dhimmitudine” (termine usato per definire la discriminazione verso i non islamici da parte dei musulmani, ndr). “Auspichiamo – ha concluso il card. Sandri – che facciano altrettanto, con incisiva opera di persuasione, anche i governi di molti Paesi del mondo”.

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