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Migranti: don De Robertis (Migrantes), “messaggio di paura e di chiusura” da Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 16:58

“Un messaggio di paura e di chiusura. È il rifiuto di guardare la realtà del mondo in cui noi viviamo, che è una realtà tragica, dove a tanti esseri umani è negata non dico una vita dignitosa, ma la stessa possibilità di vivere, a causa delle guerre che purtroppo sono in crescita”. Lo afferma don Giovanni De Robertis, direttore della Fondazione Migrantes, in merito alla lettera che Ungheria, Polonia, Slovacchia e Repubblica Ceca hanno indirizzato al presidente del Consiglio italiano Paolo Gentiloni per ribadire l’esigenza di proteggere le frontiere esterne dell’Ue. Quello che colpisce, spiega De Robertis, “è l’incapacità dell’Europa di affrontare insieme certamente questa fatica, questa sfida; ma accogliere un milione di profughi in un continente di 550 milioni di persone – il continente più ricco della terra – non sarebbe un’impresa impossibile se ci fosse una unità di intenti”. “Bisogna guardare la realtà così com’è – conclude -, non chiudere gli occhi e cercare le soluzioni più adeguate e rispettose della dignità umana”.

Siccità: Coldiretti, Roma a secco con -72% pioggia a luglio

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 16:22

Roma è a secco perché nella provincia le precipitazioni sono risultate in calo. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ucea che evidenzia le ragioni dello stato di sofferenza del Lago di Bracciano, la riserva idrica della Capitale. “La situazione – sottolinea la Coldiretti – è critica in tutto il Lazio dove nella prima decade di luglio il calo delle precipitazioni è stato del 65%, dopo che a giugno era caduta il 70% di pioggia in meno ma particolarmente secchi sono stati tutti i mesi del 2017. Il risultato è una grave siccità nelle campagne dove si contano complessivamente danni per 100 milioni di euro – secondo la Coldiretti – tra investimenti sostenuti per le semine, aggravio di spese per gasolio o corrente per irrigare, mancata produzione diretta di foraggio per gli allevamenti e mancato reddito”. Nell’Agro Romano compromessi i raccolti di grano, carote, patate. Nelle province di Roma, Rieti e Frosinone produzione di latte ovino/bovino calata mediamente del 30% mentre a Viterbo – continua la Coldiretti – irrigazione di soccorso per salvare vigneti e uliveti che comunque si avviano a una stagione in perdita, con rese almeno dimezzate. Nei noccioleti sprovvisti di irrigazione le mandorle non si sono formate o si annunciano di scarsa qualità. A Latina – conclude la Coldiretti – compromessi fino al 50% i raccolti di mais, ortaggi, meloni, angurie.

Volontariato: Cattai (Focsiv), “mettiamo a disposizione la nostra esperienza di europei perché possa crescere anche in Africa”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 15:59

“Accanto ai progetti per le emergenze come Italia ed Europa mettiamo a disposizione la nostra esperienza e il nostro modo di essere volontari perché possa crescere anche in Africa, assumendo loro delle scelte che vanno dalla base al Capo di Stato. Lì il fenomeno del volontariato non è diffuso come da noi”. È il suggerimento offerto questa mattina da Gianfranco Cattai, presidente nazionale di Focsiv, intervenendo alla giornata conclusiva della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio. Nel suo intervento, Cattai rispetto alla “domanda di sicurezza” diffusa in Europa ha ricordato come “il Papa ha detto che bisogna disarmare i cervelli”. “Invece – ha osservato – per ogni telegiornale che guardiamo ci armiamo il cervello”. “Dobbiamo lavorare e impegnarci a progettare la sicurezza”, ha proseguito. “Dobbiamo educarci alla sicurezza e non possiamo accettare supinamente – ha ammonito – che i nostri media ci dicano sistematicamente che ‘siamo invasi’ quando non è così”. “Bisogna finire di vendere paura” e invece “lavorare per dare risposte di collettività alla domanda di sicurezza”. Venendo all’impegno dei volontari, il presidente Focsiv ha rilevato come questi siano “uomini di speranza nella nostra Italia e nella nostra Europa”. “Il volontario – ha ricordato – non è l’uomo del fare ma innanzitutto l’uomo dell’essere, delle scelte”. “Per dare futuro al nostro Paese nell’ambito della dimensione europea bisogna valorizzarci reciprocamente. In Italia ci sono 6 milioni di volontari, impegnati in modo diverso anche nelle associazioni di promozione sociale, nelle cooperative sociali e in quelle che saranno le imprese sociali”. “Realtà che mettono in piedi la straordinaria forza che è il servizio civile”. “Questa rete europea di persone convinte e con speranza – ha concluso – è una forza che forse non abbiamo sufficientemente valorizzato culturalmente”.

Europa: don Soddu (Caritas italiana), “urgente confrontarci sulle politiche e sulle scelte” per “offrire risposte adeguate a questo tempo”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 15:31

“È più che mai urgente confrontarci sulle politiche e sulle scelte europee. Si tratta di essere e rendere le istituzioni e i governi più consapevoli dei cambiamenti che stanno modificando i nostri territori e che pongono in maniera ancora più pressante la domanda su come offrire risposte adeguate a questo tempo e ai bisogni che incontriamo. Se è vero che ‘la realtà è superiore all’idea’, come ci ricorda Papa Francesco nella Evangelii Gaudium, non siamo noi a scegliere su che cosa orientare azioni e impegni, ma è il ‘grido’ dei popoli che deve indicarci le priorità”. Lo ha affermato questa mattina don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, intervenendo alla giornata conclusiva della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio. Secondo Soddu, “la Chiesa ha un ruolo nella costruzione della nuova Europa” ed è “necessaria una conversione, una rimodulazione di atteggiamenti e azioni concrete che dovrebbero mirare a rimettere la persona al centro, al primo posto, non più schiava di nessuno”. Il direttore di Caritas italiana ha parlato anche di povertà e solidarietà e ricordato che “il Papa ci suggerisce tre strade da percorrere per rafforzare la casa europea, per promuovere un cambiamento radicale di mentalità: la capacità di integrare, di dialogare e di generare”. “Siamo fiduciosi – ha sottolineato – che ci siano le condizioni per avviare le riforme necessarie affinché le istituzioni europee possano concretizzare nuovamente il sogno dei padri fondatori”. “Se, partendo proprio dalla crisi dell’Europa, riusciamo a generare alleanze, a coagulare energie, ad aggregare soggetti diversi su proposte che sostengano i valori comuni della reciprocità e della fraternità, dell’equità e della democrazia, allora saremo anche in grado di ristabilire alcuni primati che, oggi, appaiono invertiti rispetto al loro ordine: il Vangelo sulla legge; l’uomo sulle regole dei codici; il servizio sul potere”. “Questo – ha concluso – per l’Europa non è un sogno irrealizzabile ma un percorso reale e quindi una missione per tutti noi”.

Salute: Raffaele Calabrò nuovo rettore del Campus Bio-Medico di Roma

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 15:07

Il Consiglio di amministrazione dell’Università Campus Bio-Medico di Roma ha approvato la nomina di Raffaele Calabrò a nuovo rettore dell’ateneo. Il cardiologo ed ex parlamentare si insedierà il prossimo primo settembre. Dopo la designazione Calabrò ha atteso il sì della Camera dei Deputati, lo scorso 28 giugno, per poter accettare l’incarico e avere il via libera ufficiale alla nomina. “Desidero ringraziare il Consiglio di amministrazione dell’Università che, a pochi mesi dal venticinquesimo anniversario dell’Ateneo, ha voluto affidarmi questo importante compito”, ha dichiarato Calabrò: “Torno con entusiasmo in quel mondo accademico dal quale provengo e che mi ha dato tante soddisfazioni. L’Università Campus Bio-Medico di Roma è un’istituzione giovane ma con radici solide e una storia importante: oggi è una realtà riconosciuta a livello nazionale sia per i suoi corsi di laurea, sia per la ricerca scientifica, sia per la qualità del suo Policlinico. Sono convinto che sia un luogo nel quale i giovani possono diventare adulti consapevoli, oltre che i professionisti di domani. Dal primo settembre – conclude Calabrò – metterò la mia esperienza a disposizione degli studenti e di tutta l’istituzione, con l’obiettivo di rendere questo ateneo una realtà sempre più conosciuta e apprezzata”. Il primo a fare gli auguri a Calabrò è stato il rettore uscente, Andrea Onetti Muda, che andrà a ricoprire il ruolo di direttore del Dipartimento dei Laboratori dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma.

Europa: Truffelli (Azione Cattolica), “non possiamo dimetterci dall’essere europei”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 14:28

“Non possiamo dimetterci dall’essere europei. Siamo intimamente europei”. Lo ha affermato questa mattina Matteo Truffelli, presidente nazionale dell’Azione cattolica italiana, intervenendo alla giornata conclusiva della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio. Per Truffelli, “il processo di integrazione europea ha generato una storia di valori condivisi” rispetto ai quali “occorre riappropriarcene perché siano ricompresi, rideclinati e restituiti agli europei come patrimonio comune”. “L’Europa – ha proseguito – è più delle istituzioni e del mercato comune. È un processo dentro cui ci sentiamo di essere immersi”. “Un processo che ha generato una cultura di umanità, una cultura del diritto, della pace, del lavoro, dello sviluppo, intesa come speranza di futuro”, ha proseguito il presidente di Ac. “L’Europa ha generato fattori culturali che ci tengono insieme e si radica in una cosa immateriale: la volontà di stare insieme”. Secondo Truffelli, “siamo europei in quanto depositari di un patrimonio storico e per questo siamo chiamati a farci custodi di questo patrimonio per farlo nuovamente fruttare” . Il presidente di Ac ha concluso sottolineando la necessità di “far fermentare una cultura europea nei nostri territori, nelle comunità e nelle aggregazioni di cui facciamo parte, per esercitare ciascuno la propria responsabilità e per costruire un’Europa che – ancor prima che dalle istituzioni o dalle regole – nasce dal basso e dal contributo di ciascun europeo”.

Europa: Tesauro (giurista), “l’Italia è il Paese che ha investito di meno”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 14:25

“L’Italia è il Paese che ha investito di meno nell’Europa”. Lo ha affermato questa mattina Giuseppe Tesauro, avvocato generale presso la Corte di giustizia dell’Ue e presidente emerito della Corte costituzionale, intervenendo alla giornata conclusiva della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio. Per spiegare le sue parole, Tesauro ha fatto riferimento a come gli italiani, in passato, “hanno affrontato la discussione di regolamenti e direttive che si andavano ad approvare, con poca consapevolezza degli effetti che quel documento produceva sul proprio ordinamento giuridico”. Lo stesso atteggiamento si è avuto relativamente “alla mancata formazione di persone in grado di svolgere il ruolo di direttore generale”. Per il giurista, sono “non molti i Paesi che hanno investito sull’Europa” e anche per questo siamo di fronte ad una “riduzione di entusiasmo”. Tesauro, che si è definito un “ottimista avvertito” rispetto all’Europa, ha rilevato che “è un valore che possiamo dignitosamente trasferire ai giovani”. Ricordando che l’integrazione europea è nata per la costruzione della pace nel continente attraverso “lo strumento del mercato comune e della libera circolazione di merci e lavoratori”, il giurista ha sottolineato che, negli anni, “la Commissione e la Corte di giustizia hanno spostato il baricentro del sistema dalle merci e dai lavoratori alle persone in quanto tali, con i propri diritti fondamentali richiamati nelle Costituzioni degli Stati membri e nella Dichiarazione dei diritti fondamentali”. Due, secondo il giurista, gli errori commessi nell’integrazione europea: il primo è “l’adesione contemporanea di 10 Stati all’Unione europea”, il secondo invece è avvenuto con l’introduzione “dell’Euro e la separazione della moneta dalle politiche economiche affidate ai singoli Paesi”. Per Tesauro “all’Unione europea vengono spesso date colpe non sue, come nel caso della crisi greca che si è risolta con l’accordo con i creditori internazionali. L’Unione europea non c’entra niente, anche perché ancora oggi non ha competenze nelle scelte di politica economica”. Non negando che ci siano problemi, il giurista ha osservato che stiamo però assistendo ad un “aumento di tensione nei confronti dell’Europa, moltiplicato da disinformazione e ignoranza o dalla manipolazione delle conoscenze dei cittadini per ragioni politiche interne”. “Come valore fondamentale e unificante – ha concluso – dobbiamo sostituire alla forza il diritto e i valori comuni che da anni ci hanno consentito di vivere in pace”.

Carcere: Genova, la prima audioteca realizzata all’interno della casa circondariale di Marassi

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 14:00

Don Roberto Fiscer, giovane sacerdote genovese, ideatore ed anima di Radio fra le note, ha dato il via alla prima audioteca realizzata all’interno della casa circondariale di Marassi. Si chiama “joybox” e vuole essere, come spiega don Fiscer, “il jukebox della gioia”. “La musica è speciale – dice il sacerdote – e annulla ogni differenza e ogni problema: quando sono con i detenuti, mi sento vicino a loro, come loro e gioisco con loro”. Grazie alla collaborazione dei responsabili della Casa circondariale, ogni settimana, al giovedì pomeriggio, don Roberto varca il cancello del carcere di Marassi con i lettori audio pieni di musiche dei Paesi dell’Est Europa, del Sud America, del Nord Africa. Per tre ore, a turno, i detenuti possono ascoltare le musiche che gli hanno chiesto la settimana prima. “È commovente vedere come anche le persone apparentemente più dure si sciolgono ascoltando le musiche dei loro paesi e nella loro lingua. Grazie a questa iniziativa si è creato un bellissimo rapporto con molti detenuti ed uno di loro, in particolare, mi aiuta a raccogliere i titoli delle canzoni per la settimana successiva”. Don Fiscer ha anche già portato il suo spettacolo di musiche cristiane nel Teatro dell’Arca, il teatro all’interno del carcere. Una replica è prevista a metà agosto.

Europa: Jahier (Cese), “ha garantito pace e progresso e ha costruito una convergenza sociale di economie e territori”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:46

“Il processo di unione europea ha garantito la pace, il progresso e ha costruito una convergenza sociale delle economie e dei territori. Una forza di trasformazione straordinaria”. Lo ha affermato questa mattina Luca Jahier, presidente del Gruppo III – Interessi diversi del Comitato economico e sociale Ue (Cese), intervenendo alla giornata conclusiva della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio. “L’Euro – ha ricordato – non si è imposto per una guerra ma per decisione pacifica e di convergenza degli Stati. Oggi è la seconda valuta mondiale e si è imposto come punto di riferimento della stabilità economica mondiale”. Per Jahier, “l’Europa oggi vive cinque crisi”. “Dal 2009 ad oggi – ha spiegato – vive la crisi che prima è stata finanziaria, poi economica e infine sociale”. Poi “c’è il fenomeno dell’immigrazione, che nelle sue dimensione è una questione gestibile ma è stato trasformato in una ‘bomba’”. Inoltre, c’è “la questione del terrorismo e della sicurezza”. A proposito, Jahier ha notato che “i morti legati agli attentati in Europa negli ultimi 3 anni, da quello del Bataclan in poi, è inferiore al numero di donne uccise in Italia ogni anno”. La quarta crisi è “il caso della Brexit”. Infine “la dinamica di delegittimazione delle istituzioni democratiche e la crisi dei partiti”. “Il voto populista – ha commentato – sta avanzando dappertutto: secondo una rilevazione, nelle ultime elezioni in diversi Stati europei sono stati 56 milioni gli elettori che hanno votato forme di populismo autoritario, un decimo degli abitanti europei”. Jahier ha anche fatto riferimento “all’invecchiamento della società europea e all’industria 4.0, che impattano su welfare e politiche del lavoro”. “Per l’Europa – ha aggiunto – esiste una finestra di straordinarie opportunità nei prossimi 18 mesi”. Si tratta di “fare un’agenda di cose concrete intorno a tre assi: domanda di sicurezze dei cittadini, domanda di futuro e di nuove prospettiva di crescita (economia circolare), ruolo sullo scenario internazionale”. “Sul tavolo delle opportunità – ha aggiunto – ci sono l’Agenda dello sviluppo sostenibile e la leva della cultura, che cambia il volto dei territori e crea ricchezza e lavoro; è un bacino di energia che dovrebbe essere sfruttato”. Jahier ha concluso sottolineando che “c’è bisogno di una battaglia per la difesa delle libertà e dei diritti che non può vederci tornare indietro” così come “c’è bisogno di produrre leadership che sappiano assumersi responsabilità”.

Siccità: presidente Acea, da Regione atto abnorme e irresponsabile

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:42

(DIRE-SIR) – “L’atto della Regione è abnorme e illegittimo” ed è “inutile per la tutela del Lago di Bracciano” dal quale vengono prelevati 86mila metri cubi al giorno” che corrispondono ad “un abbassamento di 1,5 millimetri. Il Lago è profondo 164 metri. Azzerare la derivazione creerà pesantissimi disagi per gli abitanti”. Lo dice il presidente di Acea Paolo Saccani, intervistato da Sky Tg24. “Non nascondo che il lago si sia abbassato di 90 centimetri – prosegue – rispetto allo scorso anno, ma stiamo attuando delle misure per ridurre la derivazione, interromperla però è un atto irresponsabile”.

(www.dire.it)

Siccità: presidente Acea, dal 28 acqua razionata per i romani

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:41

(DIRE-SIR) – Da qui “a sette giorni non ci sarà nessuna soluzione, se non quella di razionare l’acqua dei romani. Questo succederà dal 28 in poi per un milione e mezzo di cittadini”. Lo dice il presidente di Acea Paolo Saccani, intervistato da Sky Tg24. Queste misure, dice ancora, “impatteranno” su un milione e mezzo di persone, ma anche sui palazzi delle istituzioni, sulle ambasciate. “Parliamo della capitale dell’Italia, non faremo certo del bene all’immagine internazionale del Paese e tutto per 1,5 millimetri al giorno”. Dunque, ribadisce, da qui al 28 non succederà niente, poi ci sarà “un piano di razionamento dell’acqua a Roma. Noi non la fabbrichiamo l’acqua”.

(www.dire.it)

Siccità: Zingaretti, problema c’è ed è grave, sta finendo acqua a Roma

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:37

(DIRE-SIR) – “Purtroppo è una tragedia. Il livello del lago di Bracciano si è abbassato con il rischio di catastrofe ambientale fino a questo evento. Abbiamo tempo 7 giorni per trovare tutte le possibilità al fine di limitare al massimo il disagio per i cittadini, ma è sbagliato chiudere gli occhi. Il problema c’è ed è grave. Sta finendo l’acqua a Roma”. Così Nicola Zingaretti, governatore del Lazio, a Tgcom24. “Basta andare con una fotocamera a Bracciano per capire che sta accadendo l’inimmaginabile – aggiunge -. Far uscire l’acqua dai rubinetti è un diritto ma dobbiamo fare i conti con un problema enorme che è la siccità. Mi piacerebbe invitare qui Donald Trump per fargli capire cosa significa non rispettare gli accordi sul clima”.
“Acea preleva dal lago di Bracciano solo l’8% di tutto il fabbisogno e quindi immagino una quantità non importante dell’acqua – aggiunge Zingaretti -. Per ridurre al massimo i disagi, Acea ha stabilito degli orari di eventuale blocco. Sui dati che ha fornito però dovete chiedere a loro”.

(www.dire.it)

Europa: Ac, Caritas, Focsiv e Missio, il manifesto “Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:31

Vogliamo un’Unione europea più giusta; più solidale; più democratica; più responsabile; più unita; insomma, vogliamo più Europa: è l’appello di fondo che accompagna “Our EurHope – Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, il Manifesto per l’Europa presentato quale impegno condiviso e proposto dai partecipanti alla Summer School Acting EurHope organizzata dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas, Focsiv e Missio. Dal 18 luglio ad oggi, cinque giornate di confronto e formazione con l’obiettivo di fornire un contributo originale all’attuale dibattito sul futuro dell’Europa e alle concrete possibilità di proseguire e rilanciare il progetto politico originario dell’Unione europea, riconoscendo sempre più la centralità della persona umana, garantendo la vitalità del sistema democratico e investendo con decisione sul piano educativo, della custodia del creato e del lavoro. Certi della validità dei valori che hanno ispirato i Padri fondatori nell’avviare il processo di integrazione europea; consapevoli delle crisi che attraversano l’Europa e che rischiano di arrestare e far regredire tale processo; preoccupati per lo svilimento del messaggio valoriale europeo nell’immaginario collettivo dei suoi cittadini; coscienti dell’urgenza di avviare una riflessione che sia popolare e condivisa su una nuova visione del progetto comune che orienti ed animi la presente stagione di riforme.
Di seguito, il testo del manifesto.

Nutriamo speranza per il futuro dell’Europa e dei popoli europei.
Sospinti dalla forza profetica dei Santi Patroni d’Europa,
Certi della validità dei valori che hanno ispirato i Padri fondatori nell’avviare il processo di integrazione europea,
Consapevoli delle crisi che attraversano l’Europa e che rischiano di arrestare e far regredire tale processo,
Preoccupati per lo svilimento del messaggio valoriale europeo nell’immaginario collettivo dei suoi cittadini,
Coscienti dell’urgenza di avviare una riflessione che sia popolare e condivisa su una nuova visione del progetto comune che orienti ed animi la presente stagione di riforme,

Vogliamo un’Unione europea:

Più giusta
La giustizia e la pace hanno bisogno dell’Unione Europea, come insegnano le recenti guerre nei Balcani e nell’Europa orientale. Occorre promuovere una strategia comune di politiche attive di pace tra la gente e tra gli Stati Membri.
In particolare vogliamo adoperarci attivamente per realizzare reti territoriali di confronto e partecipazione, a favore di un tessuto sociale maggiormente coeso e pacificato.
Le Istituzioni europee si impegnino per salvaguardare con effettivo rigore il rispetto dei diritti fondamentali degli uomini e delle donne riconosciuti nelle carte internazionali e nei trattati europei.
C’è bisogno di armonizzare e governare la redistribuzione della ricchezza prodotta per garantire a tutti eguaglianza e pari opportunità di futuro.
Occorre che venga sancito il dovere di accoglienza in ogni Stato membro quale nuova concretizzazione della visione europea sui diritti umani.
L’Europa riparte se la persona umana è rimessa al centro.

Più solidale
L’Europa sociale è un progetto ancora incompiuto ma oggi sempre più necessario.
Il principio di solidarietà sul quale si fondano i trattati ha in sé potenzialità di sviluppo ancora inespresse.
Le Istituzioni europee si impegnino non solo alla piena occupazione, ma anche a promuovere un equo funzionamento dei sistemi di protezione sociale.
C’è bisogno di rinnovare e armonizzare i sistemi di welfare nazionali, patrimonio identitario della cultura europea, rafforzando le competenze e le politiche europee in materia sociale.
C’è bisogno di superare la logica dell’austerity, ispirata ad un modello economico liberista, con politiche inclusive ed egalitarie a favore dello sviluppo delle regioni periferiche e rurali.
Un’azione congiunta per ridurre le diseguaglianze all’interno dei singoli Stati e tra Stati è il presupposto fondamentale per un vero processo di integrazione.

Più democratica
Il deficit democratico presente nei trattati richiede uno sforzo ulteriore per rinsaldare e rilanciare il legame tra cittadini ed istituzioni.
Auspichiamo una dimensione più democratica dell’architettura istituzionale europea che rappresenti il comune interesse dei popoli e non il mero compromesso di interessi nazionali.
L’esercizio responsabile della cittadinanza europea ha bisogno di molteplici luoghi di partecipazione, dibattito e conoscenza sul funzionamento e la vita delle istituzioni, anche valorizzando le nuove forme di comunicazione digitale.
Ci impegniamo ad attivare programmi mirati di formazione ed educazione alla cultura e al diritto europeo, coinvolgendo attivamente le istituzioni tutte e le organizzazioni della società civile.

Più responsabile
Le sfide globali in materia di ambiente, energia e sviluppo integrale della persona richiedono fedeltà ai principi fondativi del progetto europeo.
E’ urgente promuovere nuove pratiche europee nell’economia sociale, nella finanza etica e nella sostenibilità energetica e ambientale, in accordo con gli obiettivi di sviluppo sostenibile dell’ONU e gli Accordi di Parigi sul clima.
Ci impegniamo, a sostegno delle istituzioni europee, per la cura delle nuove generazioni affinché siano protagoniste del cambiamento necessario.
Urge una nuova governance istituzionale dei sistemi finanziari che protegga l’economia europea dagli attacchi speculativi internazionali e ridia alla finanza il ruolo di “strumento” dello sviluppo al servizio dell’uomo.

Più unita
Il bene comune europeo è possibile soltanto se gli Stati membri rinunciano agli interessi particolari e contingenti.
Occorre sviluppare una sempre maggiore unità di intenti e di azioni, per generare politiche europee più condivise e autentici processi di coesione, capaci di ridare senso all’ideale della comune appartenenza europea.
È urgente riscoprire la vocazione europea di promozione della pace, dentro e fuori i confini, rinunciando con forza ad una “politica dei muri”.
Le Istituzioni europee si impegnino per il potenziamento di una politica estera comune e la realizzazione di una sempre maggiore sicurezza, basata non sul “diritto della forza”, ma sulla “forza del diritto”.
I cittadini europei desiderano di riconoscersi in una posizione dei singoli Stati membri che sia unitaria e coerente sul piano internazionale.
Ci impegniamo a promuovere e sostenere il Servizio Volontario Europeo e il nascente Corpo Europeo di Solidarietà, quali strumenti per il rafforzamento di un’identità europea pacifica e solidale.

Vogliamo più Europa
Un’Europa che “possa e sappia fare molto di più insieme”.
Questo tempo chiede di guardare avanti, osando il futuro.
L’Europa che oggi ereditiamo, spazio di civiltà e di diritto, patrimonio spirituale e culturale dell’umanità, può essere ancora una risorsa per il mondo intero.
Vogliamo un’Europa che diventi modello avanzato di multiculturalità, che sappia porsi come potenza di valori e non solo come potenza economica e commerciale sullo scenario globale, riscoprendo il vero significato della sussidiarietà come principio guida per garantire la centralità della persona, mediante l’apporto delle istituzioni locali, nazionali e sovranazionali.
Un’Europa aperta al mondo e all’uomo, ispiratrice di dialogo, integrazione e accoglienza.
Un’Europa che promuova il diritto internazionale e che eserciti il suo ruolo di leadership nella governance globale.
Un’Europa capace di memoria, coraggio e speranza.

Università: “StaibeneconSapienza”, servizio di prevenzione e assistenza per 112mila studenti

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:29

Non solo lezioni ed esami nel più grande ateneo italiano, ma anche assistenza e sostegno agli studenti in difficoltà per problemi di salute fisici o psicologici. Succede all’Università Sapienza di Roma, dove grazie all’iniziativa “StaibeneconSapienza” i 112mila studenti potranno usufruire, direttamente o tramite le aziende sanitarie di riferimento, servizi gratuiti di orientamento e accessibilità alle cure mediche. “Si tratta di un progetto ambizioso che inizia con alcuni strumenti immediati di prevenzione – spiega il rettore Eugenio Gaudio – e si avvale delle competenze specialistiche dei professionisti della Sapienza e delle strutture all’avanguardia delle Facoltà mediche dell’ateneo”. I servizi sono numerosi e sono stati pensati per offrire ai giovani una guida pratica per affrontare le problematiche profonde più diffuse, legate alla nutrizione, alla sessualità e alle dipendenze. “Gong”, acronimo di Gruppo orientamento nutrizione giovani, è il servizio che la Sapienza offre a tutti gli studenti per insegnare loro a nutrirsi correttamente senza sacrificare il gusto, attraverso un punto di ascolto, informazione e indirizzo che prevede incontri individuali e collettivi, seminari e convegni organizzati su temi specifici. Il Counseling psicologico è un servizio di assistenza a cui gli studenti possono rivolgersi per far fronte alle difficoltà connesse alla propria sfera relazionale ed emotiva, nonché per prendere coscienza di eventuali dipendenze più o meno gravi. Tra queste, la dipendenza da fumo ha un sportello dedicato nell’Unità di tabaccologia – Unitab che, oltre a essere un punto di ascolto e di informazione, fornisce un supporto pratico a chi ha deciso di smettere. Per le emergenze, la Sapienza ha istituito un proprio recapito telefonico: oltre al 112, numero unico europeo, è possibile rivolgersi all’800 811 192 (da fisso) o allo 06 49694233 (da cellulare), per ricevere H24 un servizio di assistenza immediata da parte di personale formato per il primo soccorso e dotato di defibrillatore che interviene prontamente e agevola l’eventuale accesso dell’ambulanza e l’intervento degli operatori sanitari. Le strutture preposte alle attività di prevenzione e di assistenza a favore degli studenti si trovano all’interno della Città universitaria, nelle sedi di San Lorenzo, del Policlinico Umberto I e dell’Azienda S. Andrea a Grottarossa.

Terzo settore: Fiaschi (Forum), riforma è “traguardo molto importante”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 13:11

Terzo settore e Governo a confronto: ieri, nell’ambito di una visita ad alcune esperienze del Terzo settore piemontese, il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha incontrato, insieme al ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Giuliano Poletti e al sottosegretario Luigi Bobba, la portavoce del Forum nazionale del Terzo Settore Claudia Fiaschi. L’incontro è avvenuto nei giorni di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi di riforma del Terzo settore, ed è stato pertanto un’occasione unica per discutere dell’impatto che le nuove norme avranno sulla vita degli enti. “Siamo davanti a un traguardo molto importante”, ha dichiarato Fiaschi, “perché finalmente vengono riconosciuti al Terzo settore una funzione strategica per la coesione sociale del nostro Paese e un ruolo fondamentale nella costruzione di modelli di sviluppo sociale ed economici inclusivi e sostenibili. La riforma, inoltre, disegna la via italiana dell’impresa sociale: uno strumento che guarda al modo di pensare lo sviluppo delle nuove generazioni e che ci proietta nell’ambito dell’innovazione sociale europea”. L’intervento di Fiaschi è stato seguito da quello di Paolo Gentiloni, che ha parlato della “Italia sociale” come della parte migliore del nostro Paese, di cui bisogna essere orgogliosi. Anche il ministro Poletti ha sottolineato l’importanza del nuovo impianto normativo, specificando che ci sarà bisogno di lavorare insieme perché la legge entri davvero nella vita quotidiana degli enti e tutti i suoi contenuti vengano apprezzati.

Gmg2016: vescovi polacchi, invito a celebrare il primo anniversario. Diverse iniziative

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 12:53

“La Gmg non ci è stata data solo per avere dei bei ricordi ma soprattutto come un compito da assolvere”. Così l’arcivescovo di Cracovia, mons. Marek Jedraszewski, invitando i giovani a festeggiare il primo anniversario della Gmg2016 con Papa Francesco. L’invito che verrà letto in tutte le chiese domenica 23 luglio ricorda “l’indelebile immagine della Chiesa nella sua diversità, veramente universale e piena di vita”. L’arcivescovo, rilevando l’importanza della “solidarietà nella costruzione di un’opera di bene e che appartenga a tutti”, augura che l’esperienza vissuta nel 2016 “continui a perpetuarsi in molte parrocchie e comunità dove le persone, giovani e anziane, condividono l’amore reciproco costruendo la Chiesa nella quotidianità della vita”. Un’iniziativa di evangelizzazione nell’anniversario della Gmg2016 è prevista anche a Sandomierz, città nel sud-ovest della Polonia. L’ordinario della diocesi, mons. Krzysztof Nitkiewicz, insieme agli organizzatori delle manifestazioni programmate dal 28 al 30 luglio, invita a partecipare con preghiere e testimonianze personali a una serie di eventi a carattere religioso e culturale che “devono ricordare il grande amore di Dio per l’uomo”.

Beni culturali: mons. Debernardi (Pinerolo), “collaborazione è fondamentale per renderli sempre più fruibili a tutti”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 12:33

Rocciamelone in bronzo: è il segno che la Consulta regionale per i beni culturali ecclesiastici, coordinata da Gianluca Popolla, ha scelto per dire grazie all’impegno profuso in questi anni dal presidente Pier Giorgio Debernardi, per quasi vent’anni vescovo di Pinerolo e ora – dopo l’ingresso del nuovo vescovo ad ottobre – in partenza per il Burkina Faso. L’occasione per consegnarlo – si legge sul giornale della diocesi di Pinerolo, “Vita diocesana pinerolese” – è stato l’incontro per la firma dell’accordo tra Consulta e Fondazione Ordine Mauriziano. “Un accordo nel nome dell’ascolto che diventa fecondo”, come lui stesso lo ha definito. “Nel patrimonio della Fondazione – ha ricordato Debernardi – ci sono molti beni ecclesiastici sparsi in diverse diocesi, la collaborazione e il lavoro comune è quindi fondamentale per renderli sempre più fruibili a tutti”. Un patrimonio a cui appartengono luoghi che, come ha suggerito Giovanni Zanetti, commissario della Fondazione e firmatario dell’accordo, “quando li frequenti e ti fermi a osservarli pensi a cose grandi”. L’importanza strategica di comuni progetti di valorizzazione del patrimonio di arte e storia religiosa dei due enti, la rilevanza del coordinamento delle iniziative progettuali già in corso e che potranno nascere, le opportunità di inserire i siti mauriziani nei piani turistico-culturali già promossi dalla Consulta sono tutti elementi che hanno portato mons. Cesare Nosiglia, arcivescovo di Torino, presidente della Conferenza episcopale piemontese e firmatario dell’accordo, a definirlo “un evento sociale ed ecclesiale, non solo rivolto alla conservazione, ma uno strumento che potrà offrire una risposta ai nuovi bisogni culturali delle nostre comunità”. La giunta Chiamparino – informa il settimanale diocesano – ha stanziato duecentomila euro per lo sviluppo del sistema bibliotecario, archivistico e museale ecclesiastico. Il contributo rientra nel piano previsto da un protocollo d’Intesa sottoscritto nel 2012 tra la Regione e la Conferenza episcopale piemontese (Cep) per la salvaguardia e la valorizzazione dei beni culturali di interesse religioso. Gli interventi, a cui la Cep contribuirà con risorse proprie per circa 100mila euro, saranno definiti a breve e di comune accordo.

Rivestiti di umiltà! (Isacco il Siro)

Natidallospirito.com - Sat, 2017-07-22 12:16
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- Select -HomeLibreria ortodossaPreghiereContattaci var menuItems = document.querySelectorAll( '.dslc-navigation .menu > li.menu-item-has-children:not(.menu-with-arrow) > a' ); for (var i = 0, len = menuItems.length; i < len; i++) { menuItems[i].insertAdjacentHTML('afterend', ''); menuItems[i].parentElement.className += " menu-with-arrow"; } Rivestiti di umiltà! (Isacco il Siro) Una lampada in pieno sole è il giusto che non è sapiente. Un seme su una pietra è la preghiera… CONTINUE READING Se vuoi essere cristiano, sii misericordioso, sobrio e umile (Amvrosij di Optina) Il santo apostolo Paolo nella sua lettera agli Efesini scrive: Fatevi dunque imitatori di Dio, quali figli carissimi (Ef 5,1).… CONTINUE READING Consigli spirituali (Giovanni di Licopoli) Chiesero ad abba Giovanni di Licopoli: «Padre santo, noi desidereremmo che tu ci dicessi e ci indicassi cosa dobbiamo fare… CONTINUE READING «Non giudicate, e non sarete giudicati; non condannate, e non sarete condannati» (Lc 6:37) In un monastero c'erano due notevoli fratelli che meritarono ben presto di vedere la Grazia di Dio discendere l'uno sull'altro.… CONTINUE READING Preghiera e umiltà Cerchiamo di non mancare di rendere umile il nostro spirito. Se acquisiamo questa abitudine benedetta, molti dei nostri errori saranno… CONTINUE READING L’umiltà Voglio aprire la bocca, fratelli, per parlarvi dell'altissimo argomento dell'umiltà. Sono pieno di timore, come uno che sa di dover… CONTINUE READING Sull’umiltà Un giorno, mentre Abba Macario tornava dalla palude alla sua cella, portando delle palme, il diavolo gli venne incontro con… CONTINUE READING - Select -HomeLibreria ortodossaPreghiereContattaci var menuItems = document.querySelectorAll( '.dslc-navigation .menu > li.menu-item-has-children:not(.menu-with-arrow) > a' ); for (var i = 0, len = menuItems.length; i < len; i++) { menuItems[i].insertAdjacentHTML('afterend', ''); menuItems[i].parentElement.className += " menu-with-arrow"; } Natidallospirito.com 5.0. - 2007-2017

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Africa: l’appello di padre Alex Zanotelli alla stampa italiana per rompere il silenzio

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 12:15

Pubblichiamo il testo integrale dell’appello che padre Alex Zanotelli, missionario comboniano, direttore della rivista “Mosaico di Pace”, rivolge alla stampa italiana con l’invito a rompere il silenzio sull’Africa. Lo facciamo ben volentieri, confermando il nostro impegno ad essere anche a servizio dell’Africa. Con il nostro stile di sempre, ritmato dall’ascolto e dal racconto. Un impegno, questo, che richiama la bellezza e la responsabilità del pensare, per un’informazione di qualità, per “aiutare a capire – come scrive Zanotelli – i drammi che tanti popoli stanno vivendo”. (C.V.)

 

Scusatemi se mi rivolgo a voi in questa torrida estate, ma è la crescente sofferenza dei più poveri ed emarginati che mi spinge a farlo. Per questo come missionario uso la penna (anch’io appartengo alla vostra categoria) per far sentire il loro grido, un grido che trova sempre meno spazio nei mass-media italiani.
Trovo infatti la maggior parte dei nostri media, sia cartacei che televisivi, così provinciali, così superficiali, così ben integrati nel mercato globale. So che i mass-media , purtroppo, sono nelle mani dei potenti gruppi economico-finanziari, per cui ognuno di voi ha ben poche possibilità di scrivere quello che vorrebbe. Non vi chiedo atti eroici, ma solo di tentare di far passare ogni giorno qualche notizia per aiutare il popolo italiano a capire i drammi che tanti popoli stanno vivendo.
Mi appello a voi giornalisti/e perché abbiate il coraggio di rompere l’omertà del silenzio mediatico che grava soprattutto sull’Africa. (Sono poche purtroppo le eccezioni in questo campo!)

È inaccettabile per me il silenzio sulla drammatica situazione nel Sud Sudan (il più giovane stato dell’Africa) ingarbugliato in una paurosa guerra civile che ha già causato almeno trecentomila morti e milioni di persone in fuga.
È inaccettabile il silenzio sul Sudan, retto da un regime dittatoriale in guerra contro il popolo sui monti del Kordofan, i Nuba, il popolo martire dell’Africa e contro le etnie del Darfur.
È inaccettabile il silenzio sulla Somalia in guerra civile da oltre trent’anni con milioni di rifugiati interni ed esterni.
È inaccettabile il silenzio sull’Eritrea, retta da uno dei regimi più oppressivi al mondo, con centinaia di migliaia di giovani in fuga verso l’Europa.
È inaccettabile il silenzio sul Centrafrica che continua ad essere dilaniato da una guerra civile che non sembra finire mai.
È inaccettabile il silenzio sulla grave situazione della zona saheliana dal Ciad al Mali dove i potenti gruppi jihadisti potrebbero costituirsi in un nuovo Califfato dell’Africa nera.
È inaccettabile il silenzio sulla situazione caotica in Libia dov’è in atto uno scontro di tutti contro tutti, causato da quella nostra maledetta guerra contro Gheddafi.
Èinaccettabile il silenzio su quanto avviene nel cuore dell’Africa , soprattutto in Congo, da dove arrivano i nostri minerali più preziosi.
È inaccettabile il silenzio su trenta milioni di persone a rischio fame in Etiopia, Somalia , Sud Sudan, nord del Kenya e attorno al Lago Ciad, la peggior crisi alimentare degli ultimi 50 anni secondo l’ONU.
È inaccettabile il silenzio sui cambiamenti climatici in Africa che rischia a fine secolo di avere tre quarti del suo territorio non abitabile.
È inaccettabile il silenzio sulla vendita italiana di armi pesanti e leggere a questi paesi che non fanno che incrementare guerre sempre più feroci da cui sono costretti a fuggire milioni di profughi. (Lo scorso anno l’Italia ha esportato armi per un valore di 14 miliardi di euro!).
Non conoscendo tutto questo è chiaro che il popolo italiano non può capire perché così tanta gente stia fuggendo dalle loro terre rischiando la propria vita per arrivare da noi.
Questo crea la paranoia dell’“invasione”, furbescamente alimentata anche da partiti xenofobi.
Questo forza i governi europei a tentare di bloccare i migranti provenienti dal continente nero con l’Africa Compact , contratti fatti con i governi africani per bloccare i migranti.
Ma i disperati della storia nessuno li fermerà.
Questa non è una questione emergenziale, ma strutturale al sistema economico-finanziario. L’ONU si aspetta già entro il 2050 circa cinquanta milioni di profughi climatici solo dall’Africa. Ed ora i nostri politici gridano: «Aiutiamoli a casa loro», dopo che per secoli li abbiamo saccheggiati e continuiamo a farlo con una politica economica che va a beneficio delle nostre banche e delle nostre imprese, dall’ENI a Finmeccanica.
E così ci troviamo con un Mare Nostrum che è diventato Cimiterium Nostrum dove sono naufragati decine di migliaia di profughi e con loro sta naufragando anche l’Europa come patria dei diritti. Davanti a tutto questo non possiamo rimane in silenzio. (I nostri nipoti non diranno forse quello che noi oggi diciamo dei nazisti?).

Per questo vi prego di rompere questo silenzio- stampa sull’Africa, forzando i vostri media a parlarne. Per realizzare questo, non sarebbe possibile una lettera firmata da migliaia di voi da inviare alla Commissione di Sorveglianza della RAI e alla grandi testate nazionali? E se fosse proprio la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI) a fare questo gesto? Non potrebbe essere questo un’Africa Compact giornalistico, molto più utile al Continente che non i vari Trattati firmati dai governi per bloccare i migranti? Non possiamo rimanere in silenzio davanti a un’altra Shoah che si sta svolgendo sotto i nostri occhi. Diamoci tutti/e da fare perché si rompa questo maledetto silenzio sull’Africa.

Vocazione: Elisa Mele, “lascio il calcio giocato, voglio essere chi mi dice il cuore”

Agensir.it - Sat, 2017-07-22 11:51

“Lascio il calcio perché mi sono resa conto di voler mettere la mia vita e, quindi, anche questo talento a disposizione degli altri”. Così Elisa Mele, 21enne centrocampista del Brescia e della Nazionale, racconta al Sir la sua scelta di cambiare vita. Appesi gli scarpini al chiodo, dal 7 al 30 agosto è attesa da un’esperienza estiva di servizio con altri 11 ragazzi del suo oratorio (Santa Maria della Vittoria a Brescia) e poi da un nuovo percorso scolastico in Scienze religiose. Ma non rinnega il passato: “Se sono la ragazza di oggi – ha scritto nella lettera di addio – è anche grazie al calcio. Ho sempre sognato di arrivare dove sono arrivata ora e probabilmente anche più in alto”. “In oratorio – racconta – ho imparato ad aiutare i più piccoli. Ho imparato la bellezza di essere in una comunità che ti fa sentire inserita in una grande famiglia. Ho imparato la gioia di donare gratuitamente”. E alla domanda “chi voglio essere?”, la risposta di Mele – “voglio essere una calciatrice” – “sempre sicura, ha iniziato a lasciare il posto a ‘voglio essere voce di chi non ha voce, aiuto per gli altri. Voglio essere chi mi dice il cuore’”. Rispetto all’esperienza che sta per vivere, la giovane afferma di essere “convinta, che prima di tutto andrò per essere aiutata e per ricevere tanto bene. Donando si riceve e sono sicura che riceverò tantissimo”. Da settembre gli studi alla Facoltà di Scienze religiose: “Sono materie – conclude – che possono aiutare la mia fede e che allargano gli orizzonti”.

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