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Diocesi: Caritas Catania, mense e servizi aperti per tutte le feste. Don Galvano (direttore), “Gerusalemme sia capitale del mondo intero”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 16:35

Anche quest’anno i volontari della Caritas diocesana di Catania si apprestano a celebrare le festività natalizie nel segno della condivisione e della fratellanza con gli ultimi della città. Diverse le iniziative programmate, che amplieranno l’offerta della tradizionale apertura quotidiana della mensa dell’Help Center, presso la stazione centrale. Domenica 24 dicembre si terrà il consueto pranzo domenicale, confermato anche in occasione del Santo Natale. In entrambi i giorni, don Piero Galvano, direttore della Caritas diocesana, celebrerà la Messa per assistiti e volontari. Per Santo Stefano, 26 dicembre, si conferma la collaborazione con la parrocchia Santissimo Crocifisso dei Miracoli (via Enrico Pantano 42) che, grazie alla guida del parroco, padre Gianni Notari, e alla fattiva azione delle famiglie, organizza il “pranzo con i poveri” per più di 400 bisognosi. L’impegno della Caritas continua anche il 31 dicembre e il 1° gennaio. Per queste particolari occasioni le porte dell’Help Center si aprono alle 12, con la celebrazione eucaristica di don Galvano. Seguirà il tradizionale pranzo. Un impegno confermato anche per sabato 6 gennaio, giorno dell’Epifania, e per domenica 7 gennaio, due giornate che riproporranno la celebrazione della Santa Messa e del pranzo sociale. La mensa resterà inoltre aperta quotidianamente, come avviene per tutto il periodo dell’anno. Agli assistiti saranno distribuite fette di panettone durante tutti i giorni di festa, dal 24 dicembre all’Epifania, ma sono in programma anche altre iniziative. Da don Galvano l’augurio di aprire “con umiltà la nostra mente e il nostro cuore all’amore di Dio e dell’uomo”. “In questo Santo Natale – prosegue – sento profondamente il bisogno di esortare Papa Francesco e le Nazioni Unite affinché proclamino Gerusalemme ‘Capitale del mondo intero’: è questa la via della pace, segno profetico di riconciliazione e di unità della famiglia umana”.

Non profit: Bobba (ministero Lavoro), “c’è una tendenza a crescere che vogliamo accompagnare”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 16:31

“Per il non profit c’è una tendenza a crescere che vogliamo accompagnare”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Luigi Bobba, sottosegretario del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, intervenendo a Roma alla presentazione dei risultati del “Primo censimento permanente sulle istituzioni non profit” svolto dall’Istat nel 2016 con riferimento al 2015. Nel richiamare i contenuti della recente riforma del Terzo settore, Bobba ha riconosciuto che “questo censimento è un servizio importante al Paese e a chi è deputato ad avere responsabilità per costruire le politiche dedicate a questa realtà”. “Avere a disposizione dei dati affidabili, aggiornati e approfonditi – ha proseguito – è fondamentale per costruire politiche che siano possibilmente efficaci”. Bobba ha poi evidenziato che “la riforma del Terzo settore ha un’ambizione: non solo di riordinare il quadro complessivo della normativa ma anche costruire un quadro di opportunità”. “In questi anni – ha evidenziato il sottosegretario – c’è stata una crescita dei volontari, delle imprese e delle organizzazioni che si qualificano come enti di Terzo settore”. “La preoccupazione è far sì che il numero di volontari, 5 milioni 529mila, possa crescere. Perché un Paese che ha un crescente numero di persone che si dedicano ad un impegno civico e volontario mettendosi in gioco per dei beni comuni è un Paese che costruisce rete e legami di solidarietà più forti, è in qualche modo capace di avere una forza di inclusione sociale”. Bobba ha accennato all’importanza dell’“incremento delle imprese sociali” e ha richiamato la necessità di sostenere le “start up a vocazione sociale”. Per il sottosegretario, “il censimento permanente andrà messo in sintonia con la scelta che la riforma ha fatto di avere un unico registro nazionale degli enti di Terzo settore”. Questo, “per avere trasparenza nei confronti di cittadini e istituzioni, per non avere più zone opache che rischiano di gettare una luce negativa sul mondo del Terzo settore”. Bobba ha anche sottolineato l’importanza che le realtà del non profit sempre più “si aggreghino in reti associative e nei Centri di servizio di volontariato”.

Pime: morto oggi padre Gheddo, missionario e giornalista che visitò oltre 80 Paesi

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 16:19

Oggi è morto padre Piero Gheddo, missionario-giornalista, autore di oltre 100 libri, reporter in oltre 80 viaggi in numerosi Paesi del mondo. Nato nel 1929 a Tronzano Vercellese, entrò nel Pime nel 1945 e fu ordinato sacerdote nel 1953. Fu ghost writer di Papa Giovanni Paolo II, fu in corrispondenza con Eugenio Scalfari sui temi della fede, “duellò” con Tiziano Terzani su Vietnam e Cambogia. Lo scorso anno con Emi pubblicò la sua autobiografia “Inviato speciale ai confini della fede”.

Non profit: Alleva (Istat), “comparto fortemente dinamico, cresciuto in misura significativa anche nel corso della crisi”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 16:06

“Quello del non profit è un comparto fortemente dinamico, cresciuto in misura significativa anche nel corso della crisi. Fra il 2011 e il 2015 il settore ha continuato ad espandersi”. Lo ha affermato oggi pomeriggio Giorgio Alleva, presidente dell’Istat, introducendo a Roma la presentazione dei risultati del “Primo censimento permanente sulle istituzioni non profit” svolto dall’Istituto di statistica nel 2016 con riferimento al 2015. Emerge che “al 31 dicembre 2015 queste realtà sono circa 336mila, con una crescita assoluta di più di 35mila unità rispetto al 2011”. “A crescere in maniera significativa – ha aggiunto – sono stati sia il personale dipendente sia i volontari, che hanno raggiunto i 5 milioni 529mila”. “Le istituzioni non profit sono aumentate in modo sostenuto in Campania, nel Lazio e, in misura più contenuta, in Lombardia”, ha proseguito Alleva, rilevando che “è al Sud che si sono concentrati i maggiori incrementi sia di dipendenti sia di volontari”. Il presidente dell’Istat ha anche evidenziato come “le recenti riforme del Terzo settore richiedono dati aggiornati e tempestivi per misurare l’impatto delle norme nei prossimi anni”.

Diocesi: card. Bassetti (Perugia), “il Regno di Dio è fatto di gente che sa mettersi in cammino”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 16:02

Un invito “a vincere le delusioni, come hanno saputo fare i Magi”, perché “questo è anche il nostro cammino di fede: non dobbiamo permettere che la delusione ci abbatta. Non dobbiamo rimanere delusi se qualcuno ci dice: non vengo con te! Alla Grotta di Betlemme non sono arrivati i sacerdoti e gli scribi, quelli che erano di casa, è arrivata gente forestiera, venuta da lontano. Sono arrivati gli ‘abusivi’, come i tanti profughi che oggi arrivano anche in Italia. Gente, che secondo la mentalità corrente, non c’entrava nulla”. Lo ha ricordato il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, Gualtiero Bassetti, ieri sera nella veglia di preghiera di Avvento organizzata dalla Pastorale giovanile nella cattedrale San Lorenzo. “Il Regno di Dio – ha osservato il cardinale – non è fatto di gente che sta ad aspettare. Il Regno di Dio, lo dico con forza, è fatto di gente che sa mettersi in cammino! Gente che non si aspetta nulla, che si ferma ai bordi della strada perché costretta, ma chi sta volontariamente fermo su questi bordi non troverà mai la via per incontrare Gesù. Ragazzi, sappiate che il rischio più grosso della vostra vita rimane alla fine quello di fermarsi, di non partire. Coraggio, fate come i Magi, partite!”.

Guardando i ragazzi di fronte a lui, il porporato ha detto: “Vedo una Chiesa giovane, viva, che non è il futuro che aspettiamo, ma il futuro già presente della nostra diocesi. Il futuro è qui, siete voi e con voi ci prepareremo a sfidare tutte quelle prove che il Signore ci manda e lo faremo insieme, come questa sera, ascoltando la Parola di Dio, cantando e pregando”. Al termine della veglia sono stati annunciati alcuni degli eventi più significativi in preparazione al Sinodo dedicato ai giovani nel 2018, come la “Settimana della Scuola” dal 5 al 9 marzo, la veglia “In ascolto verso il Sinodo” del 21 aprile, il Campo estivo vocazionale “Tu seguimi dal 1° al 6 luglio, il pellegrinaggio dei giovani italiani a Roma dal 4 al 12 agosto, e la Missione in Malawi dal 16 settembre al 6 ottobre.

Missione triveneta in Thailandia: ordinato il primo prete locale nella giovane parrocchia di Chaehom

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:46

Una missione che “genera”. Lo scorso sabato 16 dicembre, nella parrocchia di Chaehom, nella missione triveneta in Thailandia, dove operano, tra gli altri due missionari fidei donum padovani, don Bruno Rossi e don Raffaele Sandonà, il vescovo di Chiang Mai, Francis Xavier Vira Arpondratana (che nell’aprile 2012 partecipò anche al convegno triveneto “Aquileia 2”) ha ordinato prete Mark Jonchor Keoma, un giovane di 36 anni proveniente da Chaehom, uno dei villaggi della missione triveneta. È il primo prete thailandese ordinato nella giovane parrocchia di Chaehom, nata nel 2000 e affidata ai fidei donum delle Chiese del Triveneto (in tutto quattro, tre padovani – don Bruno Rossi e don Raffaele Sandonà a Chaehom; don Attilio De Battisti a Lamphun – e un bellunese, don Bruno Soppelsa a Lamphun), ma è anche la prima vocazione presbiterale nata in seno alla missione delle Chiese del Triveneto. Don Mark Jonchor Keoma dopo la laurea, a 24 anni, decide di entrare in seminario; la sua è una vocazione adulta e per questo è stato lungo il percorso di discernimento e formazione.
“È un dono prezioso che ci riempie di gratitudine – commenta il fidei donum padovano don Raffaele Sandonà –. Non solo il primo sacerdote diocesano della nostra parrocchia, ma anche del nostro vicariato che comprende altre quattro parrocchie sparse in quattro province. È Il frutto di una semina partita da lontano e che pian piano mostra frutti di grazia che nascono dalla fede della nostra gente e dalla bontà del vangelo. Vorremmo davvero che tutte le nostre quindici diocesi del Triveneto, partecipassero nella lode a Dio per questo dono della sua grazia. Anche questo è parte dell’esperienza di scambio di doni fra le nostre chiese nello spirito della missione”.
E da parte di don Mark c’è tutta la gratitudine ai missionari del Triveneto: “Da loro è nato il mio desiderio di seguire Gesù e di servirlo. Vorrei ringraziare i vescovi che li hanno inviati nella diocesi di Chiang Mai. Con il loro servizio hanno dato la possibilità a molti di conoscere Gesù e ricevere il battesimo. Per il futuro vorrei essere un presbitero che segue Gesù e non cercando privilegi per me. Vorrei donare la vita per i fratelli, servendo, amando, perdonando e condividendo la vita con le comunità che mi saranno affidate”.

Biotestamento: card. Bassetti, “l’obiezione di coscienza è un diritto fondamentale”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:43

“Le leggi non nascono perfette, vanno integrate e perfezionate. L’obiezione di coscienza è un diritto fondamentale. Non va riconosciuto soltanto alla persona ma anche a livello di strutture”. Lo ha detto oggi pomeriggio il presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, parlando di biotestamento a margine della conferenza “Il nuovo volto dell’integrazione”, organizzata dalla Cisl, a Roma. Il porporato ha indicato un rischio possibile: “Se in una struttura cattolica non viene riconosciuta l’obiezione di coscienza, allora le chiudiamo tutte. E questo credo che non lo voglia nessuno. Si cercherà quindi di fare un cammino insieme, di perfezionare”. Il presidente della Cei non nasconde il “pericolo di una deriva verso l’eutanasia” con la legge recentemente approvata. Per questo motivo, “abbiamo ribadito i diritti fondamentali che per noi sono irrinunciabili, come l’idratazione e la nutrizione, le cure palliative. Il tutto finché possibile. Siamo d’accordo che l’accanimento terapeutico non è rispettoso della persona. Ma questo lo aveva già detto Paolo VI”.

Non profit: Istat, “settore in espansione”. Nel 2015 in Italia attive 336.275 realtà con 5 milioni 529mila volontari e 788mila dipendenti

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:30

Al 31 dicembre 2015 le istituzioni non profit in Italia sono 336.275, l’11,6% in più rispetto al 2011, e complessivamente impiegano 5 milioni 529mila volontari e 788mila dipendenti. È la fotografia del settore contenuta nel “Primo censimento permanente sulle istituzioni non profit” svolto dall’Istituto di statistica nel 2016 con riferimento al 2015 e presentato oggi pomeriggio a Roma. Per l’Istat, quello del non profit è “un settore in espansione” se si rapportano i dati del 2015 a quelli del 2011. Le istituzioni che operano grazie all’apporto dei volontari sono 267.529, pari al 79,6% delle unità attive. Quelle che dispongono di lavoratori dipendenti sono 55.196, pari al 16,4% delle istituzioni attive. Il 51% del totale delle istituzioni è concentrato nel Nord Italia, il 22,5% al Centro e il 26,5% nel Mezzogiorno. La Lombardia con il 15,7% delle istituzioni non profit è la regione italiana con la presenza più consistente di realtà, seguita da Lazio (9,2%), Veneto (8,9%), Piemonte (8,5%) ed Emilia Romagna (8%). Fanalino di coda la Valle d’Aosta (0,4%), preceduta da Molise (0,5%) e Basilicata (1%). La stragrande maggioranza del settore è costituito da associazioni (85,3%) davanti a cooperative sociali (4,8%), fondazioni (1,9%) e istituzioni con altra forma giuridica (8%). Prevalente il settore della cultura, sport e ricreazione (64,9% del totale) dietro al quale si posizionano l’assistenza sociale (9,2%), le relazioni sindacali e la rappresentanza di interessi (6,1%), la religione (4,3%), l’istruzione e la ricerca (4%) e la sanità (3,4%). Da notare come, a livello nazionale, il 34,4% delle istituzioni non profit ha come finalità il sostegno e il supporto a soggetti deboli e/o in difficoltà, il 20,4% la promozione e la tutela dei diritti, il 13,8% la cura dei beni collettivi.

Minori stranieri non accompagnati: Roma, meno del 3% di quelli che arrivano in Italia accolti in famiglia. Formare nuovi tutori volontari

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:08

“I minori che arrivano in Italia da soli si trovano in una condizione di grande vulnerabilità: hanno vissuto situazioni traumatiche e sono segnati dall’abbandono di luoghi e volti familiari, ma anche da perdite e abusi”. Lo ha detto Angela Giallorenzi, coordinatrice del progetto “Mai più soli”, presentando oggi a Roma l’iniziativa promossa dall’associazione “Refugees Welcome Italia” per diffondere l’accoglienza in Italia dei minori stranieri non accompagnati. “Si tratta di ragazzi, la maggior parte di età compresa tra i 14 e i 17 anni, che hanno alle spalle storie drammatiche, segnate dal distacco dei propri familiari e dal lungo e pericoloso viaggio intrapreso per arrivare in Europa”. Questa fragilità rischia di crescere col tempo, in particolare al compimento della maggiore età: diventare maggiorenni, infatti, rappresenta per questi minori un salto nel buio, l’inizio di una fase di nuove incertezze che rischia di vanificare i passi in avanti nel difficile percorso verso l’inclusione nel Paese che li ospita. “Purtroppo meno del 3% dei ragazzi che arrivano nel nostro Paese sono accolti da privati o da famiglie – ha aggiunto Giallorenzi – ecco perché l’altra linea di intervento della campagna prevede di potenziare il ruolo del tutore volontario, che è nominato dal giudice tutelare e svolge compiti di rappresentanza legale, perseguendo il riconoscimento dei diritti del minore e vigilando sui suoi percorsi di integrazione”. Tra gli obiettivi del progetto “Mai più soli”, c’è proprio quello di formare nuovi tutori volontari in Veneto, Umbria, Calabria e Campania, rafforzando una figura chiave nelle relazioni con il minore, attenta ai suoi bisogni e alle sue scelte.

Diocesi: mons. Boccardo (Spoleto), “Gesù viene a restituirci la bellezza originaria”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:07

Sabato 16 dicembre nella chiesa parrocchiale di S. Brizio di Spoleto l’arcivescovo Renato Boccardo ha celebrato la Messa in preparazione al Natale con gli ospiti e rispettive famiglie, operatori e amici del Centro di solidarietà (Ceis) “Don Guerrino Rota” di Spoleto, da oltre trenta anni impegnato nel ridare speranza a giovani caduti nel tunnel della droga o di altre dipendenze. Lo rende noto oggi un comunicato della diocesi di Spoleto-Norcia. Gli onori di casa sono stati fatti dal presidente del Centro mons. Eugenio Bartoli, che ha evidenziato: “Purtroppo l’attuale società non vuol vedere come le dipendenze siano ancora una piaga attuale e grave”. Nella celebrazione è stato anche ricordato il fondatore del Ceis, don Guerrino Rota, a 28 anni dalla morte. Al termine, sono stati consegnati a 30 ragazzi gli attestati di conclusione del programma terapeutico “Progetto Uomo”. Nell’omelia mons. Boccardo ha sottolineato “la vicinanza e la solidarietà di tutta la diocesi di Spoleto-Norcia nei confronti di questi giovani feriti nel corpo e nello spirito dalla vicende della vita e che oggi sono in cammino per ritrovare un’esistenza bella e piena”. “Gesù che viene nel Natale – ha affermato il presule – è il medico che viene a curare anche le nostre ferite e che viene a restituirci la bellezza originaria, quella pensata da Dio, con la quale ciascuno di noi è stato creato”. Al termine della Messa ci sono state le testimonianze degli ospiti che hanno finito il percorso terapeutico.
Il Ceis attualmente accoglie 140 persone che stanno facendo il percorso terapeutico e garantisce il posto di lavoro a 50 operatori. Sei sono le strutture: “Osservazione e doppia diagnosi” a Terraia di Spoleto; “Accoglienza residenziale ‘Il Mulino'” a Protte di Spoleto; “Accoglienza residenziale femminile” a Castel Ritaldi; “Comunità terapeutica” a Cortaccione di Spoleto; “Comunità di doppia diagnosi” a Fabbreria di Spoleto; “Comunità di reinserimento” a Maiano di Spoleto.

Minori stranieri non accompagnati: Roma, con “Mai più soli” un ragazzo per famiglia

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 15:01

Un ragazzo per una famiglia. È questo il principio a cui si ispira il progetto “Mai più soli”, promosso da Refugees welcome Italia e Cidis onlus, insieme ad Asgi, Cooperativa Nuovo Villaggio e ai comuni di Corigliano Calabro e di Mugnano, con l’obiettivo di sperimentare nuove modalità di accoglienza per i minori non accompagnati che arrivano in Italia. Per i neo maggiorenni il progetto, uno dei primi in Italia ad occuparsi di questo particolare target, prevede la possibilità di essere ospitati in famiglia: ecco perché oggi parte ufficialmente la campagna di sensibilizzazione per incoraggiare i cittadini italiani ad aprire le porte della propria casa. “Ogni anno, centinaia di ragazzi, arrivati in Italia come minori soli, compiono 18 anni e sono costretti ad abbandonare i centri per minorenni, rischiando di essere nuovamente estradati o di non avere un posto dove andare”, ha spiegato Fabiana Musicco, una delle fondatrice di Refugees Welcome Italia, nel corso della conferenza di presentazione del progetto che si è tenuta oggi a Roma. “L’accoglienza in famiglia può essere un proprio una risposta ai loro bisogni, dal momento che è una nuova modalità di cittadinanza attiva che permette di aiutare questi ragazzi vulnerabili nel cammino verso l’autonomia e l’età adulta”. Sono migliaia i minorenni soli giunti in Italia: erano 14.579 quelli sbarcati sulle nostre coste da gennaio 2017 al 25 ottobre scorso, mentre 18mila sono quelli censiti dal sistema di accoglienza italiano. “Questa iniziativa – ha aggiunto Musicco – prevede la possibilità per le famiglie di ospitare i ragazzi e le ragazze in casa per 6 mesi, accompagnandoli verso l’autonomia e rafforzando il percorso di integrazione. L’obiettivo è di evitare che finiscano in circuiti di devianza o di fragilità”.

Minori stranieri non accompagnati: Roma, presentata la campagna “Mai più soli”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:57

È stata presentata oggi, nella Casa delle Letterature di Roma, la campagna “Mai più soli”, creata dall’associazione “Refugees Welcome Italia” per promuovere l’accoglienza di ragazzi stranieri neo maggiorenni. I minori stranieri non accompagnati sono ragazzi minorenni che si trovano nel territorio italiano senza l’assistenza e la rappresentanza dei genitori. In Italia, nel giugno 2017, erano più di 17mila quelli accolti nelle strutture di accoglienza. Si tratta per lo più di adolescenti tra i 15 e i 17 anni, arrivati da soli in Italia e provenienti principalmente da Paesi africani quali Gambia, Egitto, Albania, Eritrea, Somalia e Nigeria, ma anche da Bangladesh e Mali. La campagna coinvolge una rete sociale composta da società civile, realtà del terzo settore, servizi sociali territoriali, tribunali per minorenni e garanti regionali per l’infanzia. E si rivolge a tutte quelle persone, siano esse coppie, singoli cittadini o famiglie che dispongono di una camera libera e risiedono in Veneto, Lazio, Umbria, Campania e Calabria. Coloro che decideranno di aprire le porte della propria casa, per un periodo di almeno sei mesi, verranno accompagnati e seguiti durante tutto il percorso, oltre a ricevere un piccolo rimborso spese. “Mai più soli” fa parte dell’iniziativa “Never Alone, per un domani possibile”, finanziata da numerose fondazioni italiane allo scopo di promuovere in Italia percorsi di inclusione per minori non accompagnati e giovani stranieri.

Papa Francesco: telegramma di cordoglio per il card. Law. Domani pomeriggio i funerali

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:51

“Ho appresso della scomparsa del card. Bernard Francis Law, arciprete emerito della basilica papale di Santa Maria Maggiore, e voglio esprimere le mie condoglianze al Collegio dei cardinali”. Comincia così il telegramma di cordoglio per la morte del card. Law, inviato da Papa Francesco al card. Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio. Nel testo, Francesco eleva “preghiere per il riposo della sua anima” e auspica “che il Signore, ricco di misericordia, possa accoglierlo nella sua pace eterna”, inviando infine la benedizione apostolica “a coloro che si trovano nel lutto per la scomparsa del cardinale”, affidato all’interessione della Vergine Maria Salus Populi Romani, la cui icona è venerata proprio nella basilica di Santa Maria Maggiore. A celebrare le esequie del cardinale sarà domani, alle 15.30 nella basilica vaticana, il card. Angelo Sodano, decano del Collegio cardinalizio. Al termine della celebrazione eucaristica, il Papa presiederà il rito dell’Ultima Commendatio e della Valedictio. Con la morte del card. Law, il Collegio cardinalizio risulta formato da 216 cardinali, di cui 120 elettori (49 dei quali creati da Francesco) e 96 non elettori (11 dei quali creati da Francesco).

Diocesi: ad Assisi la seconda giornata della conferenza internazionale “Il dialogo tra culture e religioni nella promozione della pace: 800 anni di presenza francescana in Terra Santa”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:51

Anche la diocesi di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino partecipa alla conferenza internazionale dal titolo: “Il dialogo tra culture e religioni nella promozione della pace: 800 anni di presenza francescana in Terra Santa” che si terrà a Roma domani e ad Assisi il 22 dicembre, promossa dal ministero degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, dall’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa, dalla Custodia Terrae Sanctae, dall’Istituto teologico di Assisi e della Pontificia Università Antonianum. In particolare il primo giorno presso l’auditorium della Pontificia Università Antonionum verrà trattato anche il tema: “Da San Francesco a Papa Francesco: la profezia di un mondo riconciliato”. Venerdì 22 dicembre ad Assisi si discuterà sul tema “Il francescanesimo in Terra Santa, dalle origini alla contemporaneità. Parole e gesti”. Durante la mattinata dopo un momento iniziale vissuto dalle ore 9 sulla Tomba di San Francesco sul concetto “La tomba: eredità di una missione fraterna” e i saluti istituzionali alle ore 10 nella sala papale del Sacro Convento inizieranno gli interventi, moderati da Giovanni Maria Vian, direttore de “L’Osservatore Romano”. Tra i relatori: Salvatore Martinez, presidente dell’Osservatorio sulle minoranze religiose nel mondo e sul rispetto della libertà religiosa; padre Francesco Patton, custode di Terra Santa; Ernesto Galli Della Loggia, storico editorialista del “Corriere della Sera”; frate Giuseppe Buffon, ordinario di Storia della Chiesa moderna e contemporanea della Pontificia università Antonianum; Andrea Maiarelli, archivista e docente dell’Istituto superiore di scienze religiose ad Assisi. Seguiranno gli interventi di membri delle tre tradizioni monoteiste. Successivamente dalle ore 13 alle ore 14 nella sala della Conciliazione del Comune di Assisi il sindaco, Stefania Proietti, interverrà su “Assisi, faro spirituale di dialogo e di pace”. Seguirà alle ore 14,30 nella sala della Spogliazione del palazzo vescovile l’intervento di mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi–Nocera Umbra–Gualdo Tadino, sul tema “La Spogliazione: premessa di un francescanesimo del dialogo”. L’evento terminerà alla basilica papale di Santa Maria degli Angeli con l’intervento di frate Giuseppe Renda, custode della Porziuncola e la preghiera conclusiva per la pace in Medio Oriente con la partecipazione di rappresentanti delle tre tradizioni monoteiste.

Chiese siciliane: don Argento nuovo segretario della Commissione presbiterale regionale

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:33

Don Giuseppe Argento, dell’arcidiocesi di Agrigento, è il nuovo segretario della Commissione presbiterale siciliana per il quinquennio 2018-2022. Succede a don Salvo Priola ed è stato eletto in seduta plenaria, nel corso dell’incontro presieduto dal vescovo delegato, mons. Carmelo Cuttitta, il quale, a nome dell’intera Conferenza episcopale siciliana, ha ringraziato per l’impegno profuso e ha incoraggiato a continuare con lo stesso spirito di servizio. “La Commissione – ha detto – ha lo scopo non soltanto di occuparsi dei temi relativi allo svolgimento della vita presbiterale, ma anche di essere d’aiuto ai vescovi circa i problemi pastorali dell’intera Regione”.
Eletto anche il direttivo della Commissione. Ne fanno parte: don Calogero Cerami, della diocesi di Cefalù; don Fabrizio Moscato, dell’arcidiocesi di Palermo; don Vittoria Rocca, della diocesi di Acireale; p. Saverio Cento, in qualità di rappresentante dei religiosi. Sono stati anche eletti i due rappresentanti presso la Commissione presbiterale italiana: don Vittorio Rocca della diocesi di Acireale e don Giuliano Gallone della diocesi di Siracusa.

Legge antisprechi: Giussani (Banco alimentare), “approvazione emendamenti a legge di bilancio è passo avanti verso semplificazione donazioni”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:25

“L’approvazione dei due emendamenti alla legge 166/2016, cosiddetta legge Gadda, è motivo di grande soddisfazione per noi, perché costituisce un importante passo in avanti verso la semplificazione del processo di donazione delle eccedenze alimentari”. Lo dichiara Andrea Giussani, presidente della Fondazione Banco alimentare onlus, commentando le modifiche approvate in Legge di bilancio che estendono i benefici fiscali della legge alla donazione di beni di fondamentale importanza come i prodotti destinati all’igiene e alla cura della persona e della casa, gli integratori alimentari, i biocidi, i presidi medico chirurgici e i prodotti farmaceutici, i prodotti di cartoleria e di cancelleria. “Le aziende – prosegue Giussani – saranno motivate a donare perché da sempre chiedono più chiarezza. Per Banco alimentare, come per le altre organizzazioni non profit, questo significherà avere solo un articolo di legge che riconferma tutte le agevolazioni fiscali in capo ai donatori. Potremo emettere un solo documento, una semplice dichiarazione, non sotto forma di atto notorio, per certificare la donazione ricevuta”. Nel sottolineare l’importanza del contributo, “in competenza ed esperienza, delle organizzazioni del terzo settore, dei rappresentanti della filiera agroalimentare e delle istituzioni pubbliche, con cui abbiamo lavorato insieme nel Tavolo di coordinamento per gli aiuti agli indigenti e la lotta allo spreco alimentare, istituito presso il Mipaaf”, Giussani conclude: “Questo ulteriore passo in avanti ci sprona a continuare con maggior impegno il nostro sforzo di recupero di alimenti da donare alle associazioni che assistono le persone in stato di bisogno, perché i dati pubblicati a dicembre da Istat e confermati da Eurostat sono davvero sconfortanti: 18 milioni di italiani sono a rischio di povertà ed esclusione sociale e siamo il Paese che conta, in valore assoluto, più poveri in Europa”.

Politica estera: Pagnoncelli (Ipsos), “italiani più attenti agli scenari globali”. Prima “minaccia” l’economia

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:15

“I problemi legati all’economia sono ancora percepiti come la principale minaccia per il nostro Paese. Seppure in notevole calo dal 2014 (67%) l’economia continua a rappresentare la maggiore preoccupazione per un italiano su due. L’immigrazione si conferma al secondo posto tra i rischi per il nostro Paese, anche se stabile al 22%. Subisce invece un lieve rimbalzo il dato relativo al terrorismo come minaccia per l’Italia, nonostante la preoccupazione non sia paragonabile a quella del 2015, anno dei primi e più eclatanti attacchi in Europa da parte del terrorismo jihadista”. È una delle sottolineature che emergono dall’indagine sugli italiani e la politica estera presentata oggi da Ispi e Rainews e realizzata da Ipsos. Il sondaggio risponde ad alcuni interrogativi: quali sono le principali minacce per l’Italia? Quali sono stati gli avvenimenti più preoccupanti del 2017? Quali quelli che hanno dato più speranza? Qual è stato il personaggio più influente? Per Nando Pagnoncelli, presidente di Ipsos Italia, “l’ultimo anno ha visto crescere in maniera apprezzabile l’interesse degli italiani per le notizie internazionali. I grandi avvenimenti recenti, dalle sconfitte dell’Isis all’elezione di Trump a quella di Macron, hanno acuito l’attenzione dei nostri connazionali”.
Nel 2017 “più di un terzo degli italiani esprime interesse non episodico per la politica internazionale (+8% rispetto al 2014, +3% rispetto al 2016) mentre l’interesse generale per le notizie internazionali sale e raggiunge i livelli più alti, toccati nel 2015, l’anno delle stragi di Charlie Hebdo e del Bataclan, fino a coinvolgere complessivamente quasi la metà degli italiani. Un interesse piuttosto trasversale che fa registrare un crescente coinvolgimento anche da parte dei ceti popolari”.

Yemen: Oxfam, “a 1000 giorni dall’inizio della guerra la popolazione rischia di morire di fame”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 14:08

A 1.000 giorni dall’inizio della guerra, lo Yemen è a un passo dalla carestia, con una popolazione che sembra condannata a morire di fame, per il blocco dei principali porti a nord, che impedisce l’ingresso di cibo, carburante e medicine. È l’allarme lanciato oggi da Oxfam attraverso il report “La crisi in Yemen: 1000 giorni di disastri”. Per sopravvivere ormai oltre l’80% della popolazione del Paese (22,5 milioni di persone) dipende dall’importazione di derrate alimentari e, da quando la coalizione a guida saudita ha imposto il blocco, solo un terzo del cibo necessario raggiunge una popolazione ridotta allo stremo: più di 7 milioni di persone non fanno un pasto decente da mesi.  I prezzi dei beni alimentari sono aumentati del 28% da inizio novembre, impedendo definitivamente l’accesso al cibo alle fasce più povere della popolazione, mentre si vanno esaurendo le scorte di acqua potabile, vitali in un Paese colpito dalla più grave epidemia di colera del mondo”. “Per 1.000 giorni lo Yemen ha subito pesantissimi bombardamenti con nuove e sofisticate armi. Ma quel che impressiona oggi è lo stato di assedio medievale in cui si trova l’intero Paese – dichiara Paolo Pezzati, policy advisor per le emergenze umanitarie di Oxfam Italia –. È una barbarie priva di decenza e senso di umanità”. I bambini subiscono l’impatto peggiore: circa 4,1 milioni di bambini non sanno se potranno proseguire gli studi con 1.600 scuole distrutte e adibite a rifugio per le famiglie sfollate o usate dalle parti in conflitto. Anche i matrimoni precoci sono aumentati: tra il 2016 e il 2017 è salita dal 52% al 66% la percentuale di ragazze al di sotto dei 18 anni costrette a sposarsi, a volte anche bambine di 8-10 anni.  In tre anni sono stati uccisi quasi 5.300 civili, 3 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle loro case e un milione di persone sono state contagiate dal colera. “Finalmente anche i Paesi che hanno alimentato la distruzione dello Yemen, attraverso la vendita di armi, cominciano a manifestare preoccupazione per il proseguimento del conflitto – osserva Pezzati – Ma adesso le parole devono tradursi in azioni concrete che mettano fine al blocco imposto sul Paese e avviino un vero processo di pace”.

Ue-Chiese: dialogo sul “contributo positivo” che gli attori ecclesiali portano alla politica estera

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 13:57

(Bruxelles) Parlamento europeo e Chiese in dialogo sul “contributo positivo che Chiese e attori ecclesiali in generale possono portare allo sviluppo di una politica esterna più coerente, basata sul ruolo della legge e sul rispetto della dignità umana”: è quello che si è svolto il 6 dicembre scorso a Bruxelles. Vi ha partecipato anche la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) che ne riferisce oggi in un comunicato stampa, mettendo in luce alcune osservazioni che la sua delegazione ha sollevato durante l’evento. Un invito alle “istituzioni dell’Ue a riflettere sul concetto di cittadinanza nei Paesi limitrofi e nella regione Mena”, cioè Medio Oriente e Africa settentrionale, è stato rivolto dall’arcivescovo maronita di Cipro Youssef Soueif, che ha anche “insistito sull’importanza dell’istruzione e del dialogo come chiavi per avere pace e stabilità e superare l’odio”. Shannon Pfohman (Caritas Europa) ha invece sottolineato la “specificità dell’azione della Chiesa cattolica nell’area dello sviluppo” e ha invitato “le istituzioni dell’Ue a garantire parità di accesso ai finanziamenti comunitari senza discriminazioni” nei confronti delle organizzazioni di ispirazione religiosa. La Comece “incoraggia il Parlamento Ue a integrare pienamente le sue raccomandazioni politiche nelle iniziative parlamentari rilevanti”, si legge nella nota stampa, e si rende disponibile a “collaborare a simili eventi anche in futuro”.

Egitto: Natale copto, Tawadros e al Sisi inaugureranno “la chiesa più grande del Medio Oriente”

Agensir.it - Wed, 2017-12-20 13:40

Procedono a ritmi accelerati i lavori di costruzione della cattedrale copta della nuova Capitale amministrativa egiziana che sta sorgendo ai margini della metropoli del Cairo. Le squadre di operai, potenziate nelle ultime settimane, sono impegnate in una corsa contro il tempo per rendere praticabile il luogo di culto e consentire che esso venga inaugurato in occasione della prossima Messa di Natale, che seguendo il calendario copto sarà celebrata nella notte tra il 6 e il 7 gennaio dal patriarca copto Tawadros II alla presenza delle massime autorità del Paese, a cominciare dal presidente Abdel Fattah al Sisi. Fonti egiziane, consultate dall’Agenzia Fides, riferiscono che la nuova cattedrale copta, una volta ultimata, avrà pianta a forma di croce e sarà la chiesa più grande dell’Egitto e di tutto il Medio Oriente. Il 7 gennaio 2017, partecipando alla liturgia copta del Natale ultimo scorso, era stato lo stesso presidente al Sisi ad annunciare che la nuova cattedrale sarebbe stata inaugurata per il Natale copto 2018. Adesso l’accelerazione dei lavori di costruzioni mira anche a confermare l’attendibilità delle promesse fatte dal governo egiziano riguardo ai tempi di realizzazione dell’ambizioso progetto. La costruzione della nuova cattedrale ha avuto tra i suoi sponsor diretti la stessa presidenza egiziana, che ha destinato 100mila sterline egiziane al primo finanziamento dell’iniziativa. Il progetto urbanistico della nuova capitale amministrativa prevede la costruzione in contemporanea della più grande moschea del Paese. Nella nuova città verranno concentrati anche gli uffici del governo e le sedi delle istituzioni politiche.

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