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Siria: padre Alsabagh (parroco Aleppo), “la città ha ripreso a muoversi, il lavoro è il motore migliore per mettere in marcia il Paese e dare speranza”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 17:41

“La città ha ripreso a muoversi, il traffico lo dimostra, e il lavoro è il motore migliore per mettere in marcia il Paese e dare speranza al nostro popolo. I segnali ci sono: 49 famiglie di rito latino sono tornate a vivere ad Aleppo, le coppie giovani hanno raggiunto quota mille e nell’ultimo periodo una settantina di fidanzati si sono sposati”. Lo ha raccontato padre Ibrahim Alsabagh, parroco della parrocchia latina di san Francesco di Assisi ad Aleppo, durante la visita a Crema in occasione della “Fiera delle nebbie” organizzata dai ragazzi del catechismo della Cattedrale, che hanno raccolto e consegnato al frate francescano 7.500 euro. “Il Natale è la Parola incarnata e noi la mettiamo in pratica attraverso la carità nei confronti dei poveri: è questo il principio con cui festeggeremo la nascita di Gesù”, ha proseguito il francescano, rilevando che “il Natale è una bellissima festa, però noi pastori sentiamo sempre grande amarezza: nonostante il lavoro svolto, c’è ancora tantissimo da fare e cerchiamo di trovare il coraggio per aiutare ancora di più la comunità: un padre di famiglia, mentre piangeva, mi ha raccontato che lavora, ma non riesce a sfamare i tre figli”. Padre Alsabagh ha lasciato la cattedrale di Crema con tre targhe da affiggere a tre negozi di nuova apertura ad Aleppo: “Le etichette – ha spiegato – testimoniano il sostegno concreto ricevuto da Crema. Sono tre dei numerosi progetti di microeconomia grazie ai quali abbiamo aiutato 300 persone ad aprire un’attività. Quasi 400 persone sono in attesa di un contributo”. L’invito “Francesco, va’, ripara la mia casa che, come vedi, è tutta in rovina”, ha rilevato il francescano, “lo facciamo nostro e continuiamo a fornire aiuti economici per ricostruire le case. Finora sono 756 quelle tornate ad essere abitabili, con il record di 62 solo nel mese di ottobre. La mia intenzione, come parroco, è concentrarmi sulla Parola di Dio, che dà forza di guarigione e vita nuova: tutti noi ne abbiamo bisogno, perché vediamo i risultati devastanti della guerra”. Poi aggiunge: “Se quest’anno il nostro Natale sarà più tranquillo, la popolazione vive ancora nella sofferenza. Ecco perché, nelle settimane che conducono al 25 dicembre, e il giorno stesso, faremo del nostro meglio per organizzare le feste più belle: la comunità ha bisogno di qualche momento di gioia”. “A 900 famiglie distribuiremo il pacco alimentare e i sacchetti di dolci per i bambini”, aggiunge, mentre “abbiamo procurato un alloggio ai malati di tumore e prepareremo tanti regali per i poveri. Tutta Aleppo è povera, non serve andare agli angoli della città per trovare persone che non hanno nulla”.

Diaconato: Beccegato (Caritas), “né mezzi preti, né mezzi laici”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 17:26

“Né mezzi preti, né mezzi laici, ma pienamente papà, educatori, qualche volta nonni”. Così Paolo Beccegato, vicedirettore della Caritas Italiana, ha definito i diaconi, presentando questo pomeriggio presso la Sala Marconi della Radia Vaticana il libro “Il diaconato nel pensiero di Papa Francesco” – con prefazione di quest’ultimo – scritto da Enzo Petrolino, presidente dei diaconi d’Italia. Nel volume, secondo Beccegato, sono presenti, come ambito della sfera di azione dei diaconi, i quattro pilastri del piano della Caritas sulla carità: “La carità concreta, cioè la solidarietà, le risposte concrete da dare ai poveri; la carità educativa, cioè la testimonianza di vita, l’impegno a favore delle persone, nella cultura, nella Chiesa e nella società; la carità politica, cioè la solidarietà che va attuata anche con politiche solidali; la carità interna, cioè l’ecclesialità diocesana, l’impegno a creare comunità alternative per lo stile di vita di coloro che vivono al loro interno”. La carità dei diaconi, secondo il vicedirettore della Caritas, è anche carità ecumenica e “capillarità di diffusione sul territorio, che fa scendere i diaconi anche nelle zone più remote e sperdute dell’Italia, dell’Europa e del mondo”.  Il libro di Petrolino verrà presentato anche il 4 dicembre, alle ore 18.30, presso la mensa festiva della Caritas di Roma (via Casilina 144). Dopo i saluti di mons. Enrico Feroci, direttore della Caritas di Roma, e l’introduzione di fra Giulio Cesareo, responsabile editoriale della Lev, interverranno mons. Francesco Soddu, direttore della Caritas Italiana, e padre Giulio Michelini, docente di teologia biblica e formatore dei candidati al diaconato della diocesi di Perugia. L’incontro, coordinato da Enzo Romeo, vaticanista di Rai 2, si concluderà con la testimonianza del diacono Andrea Ciamprone, dell’Elemosineria apostolica, e di un ospite della mensa.

Giornata infanzia: Sos Villaggi dei Bambini lancia in Italia “Il diritto alla partecipazione nei percorsi di tutela minorile”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 17:25

In occasione della Giornata internazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, Sos Villaggi dei Bambini lancia in Italia “Il diritto alla partecipazione nei percorsi di tutela minorile”, una road map che definisce i punti fermi attorno ad un tema delicato come quello dei diritti dei minori. Se “nel mondo sono oltre 220 milioni i bambini (ovvero uno su dieci) che crescono senza l’affetto dei genitori o sono a rischio di perderlo”, si legge in un nota, “in Italia, 1,3 milioni di bambini vivono in condizioni di povertà e 91mila minorenni sono vittime di maltrattamenti”. “Oltre 26mila – prosegue la nota – sono accolti fuori dalla propria famiglia e oltre 18mila sono minori stranieri non accompagnati”. La road map promossa da Sos Villaggi dei Bambini vuole “accendere i riflettori sui diritti dei minorenni e porre l’accento sulle prossime sfide – la partecipazione di bambini e ragazzi in scelte e decisioni che riguardano la loro stessa vita – rivolto, in particolar modo, a professionisti, interlocutori istituzionali e organizzazioni che operano in questo settore”. “Quello della partecipazione è un tema delicato e spesso viene identificato con superficialità come ‘la Cenerentola’ dei diritti – dichiara Samantha Tedesco, responsabile Area programmi e advocacy di Sos Villaggi dei Bambini – nonostante sia il principio che apre alla realizzazione di ogni altro diritto e nonostante sia stata riconosciuta come uno dei 3 pilastri fondamentali per uscire dal circolo dello svantaggio sociale dalla Raccomandazione europea ‘Investing in children: breaking the cycle of disadvantage’”. “La nostra nuova road map – aggiunge – è un invito ad aprire un nuovo dialogo sulla partecipazione nei contesti di accoglienza fuori famiglia d’origine”.

Giornata mondiale poveri: card. Bassetti, “reagire alla cultura dello scarto e dello spreco facendo propria la cultura dell’incontro”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 17:17

“Il Santo Padre ci propone di superare una carità episodica, non coinvolgente, in favore di un impegno fattivo e costante a fianco dei poveri. Se noi cristiani vogliamo incontrare realmente Cristo, dobbiamo toccare il suo corpo piagato in quello dei poveri. Per questo occorre adottare stili di vita diversi: occorre reagire alla cultura dello scarto e dello spreco facendo propria la cultura dell’incontro, dell’andare verso coloro che hanno bisogno”. Lo ha affermato ieri il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante la celebrazione eucaristica nella prima Giornata mondiale dei poveri. Per l’occasione ha inaugurato il centro parrocchiale per anziani “Madre Teresa di Calcutta” a San Biagio della Valle, a Marsciano: si tratta di una struttura completamente ristrutturata per volontà dell’attuale parroco don Marco Merlini e del suo predecessore don Primo Alberati, grazie anche ai fondi statali per la ricostruzione a seguito del terremoto del 2009. Come segno importante della vicinanza ai poveri, le offerte raccolte durante la celebrazione, come è avvenuto domenica scorsa in tutte le parrocchie dell’arcidiocesi perugino-pievese, sosterranno le iniziative socio-caritative della Caritas diocesana, tra cui le opere-segno che accolgono oltre 200 persone all’anno e i quattro Empori della Solidarietà dislocati sul territorio. Nella stessa occasione, il card. Bassetti ha anche celebrato a livello diocesano la Giornata del ringraziamento per i frutti della terra e del lavoro dell’uomo. “Questa madre – ha osservato – piange perché i suoi figli la deturpano, mentre Dio chiama gli uomini a custodire il creato, e di questo dovremo rendere conto”. Non è mancato un riferimento alla visita che ha compiuto in estate ai luoghi colpiti dal terremoto, in particolare ad Amatrice. “Guardando la montagna prospiciente la cittadina – ha ricordato Bassetti – la si vedeva tutta incendiata. Si distinguevano nettamente ben quattro focolai. E mentre il terremoto è una calamità naturale, quell’incendio era opera dell’uomo”. “Ricordiamolo sempre: il rispetto del creato – ha concluso – è rispetto dell’uomo”.

Diaconato: Papa Francesco, “i pionieri di una civiltà dell’amore”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 17:12

“I pionieri della nuova civiltà dell’amore”. Così il Papa, riprendendo una frase di Giovanni Paolo II, definisce i diaconi, nella prefazione del volume “Il diaconato nel pensiero di papa Francesco”, di Enzo Petrolino, edito dalla Lev (Libreria editrice vaticana) e presentato questo pomeriggio nella Sala Marconi della Radio Vaticana. “Vogliamo essere diaconi ‘in uscita’, come ci chiede Papa Francesco – ha assicurato l’autore del libro, Enzo Petrolino, presidente dei diaconi d’Italia – altrimenti alimentiamo quel circolo vizioso per cui il diacono all’interno della Chiesa lavora sicuramente bene, ma non ha alcuna visibilità al di fuori di essa”. “Questa visibilità è necessaria”, ha sottolineato Petrolino, secondo il quale “oggi si corre il rischio che la diaconia della carità sia al di fuori del ministero diaconale”. “Spesso i diaconi non vengono formati adeguatamente a questo servizio, che è nato per un’esigenza immediata: il servizio alle mense delle vedove”, la denuncia di Petrolino, secondo il quale, invece, l’esercizio della carità “è necessario per il diacono, altrimenti diventa ingessato, chiuso dentro le sacrestie e clericalizzato”. All’interno delle celebrazioni liturgiche, ha ricordato, “il servizio specifico del diacono è di portare i poveri all’altare”. C’è da colmare, in altre parole, un deficit di formazione: “Non è sufficiente oggi formare i diaconi con le discipline teologiche fondamentali, serve una formazione ‘ad hoc’ per i diaconi che finora non c’è”. Petrolino si è soffermato anche sulla vocazione politica dei diaconi, che “non sono chiamati alla politica attiva, ma possono essere attivi nei sindacati”. Spesso, però, “i diaconi sono battitori liberi”, mentre è necessario “un lavoro d’insieme” che punti, ad esempio, “a creare diaconie nelle nostre comunità, come avveniva in passato specialmente in città come Roma”.

Irlanda del Nord: leader religiosi, no agli “attacchi paramilitari”. Non “intrappolare” i giovani “in circoli di violenza senza fine”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 16:20

“Troppi bambini e giovani nella nostra società continuano a essere esposti alla violenza in tenera età, sia come vittime di attacchi diretti, sia come membri di famiglie sottoposte ad attacchi o intimidazioni”. È la denuncia che i leader delle Chiese irlandesi hanno mosso in un messaggio congiunto in occasione della Giornata universale per i diritti dei bambini. Al centro della loro preoccupazione i cosiddetti “attacchi paramilitari” nell’Irlanda del Nord, in cui le vittime sono spesso gravemente ferite alle gambe, un genere di attacco che ha segnato il conflitto trentennale nell’Irlanda del Nord e continua – anzi è in aumento, secondo i dati della Polizia nordirlandese – nonostante la pace. Il processo di pace voleva “che i bambini e i giovani potessero essere protetti dalla violenza che ha rovinato la vita delle generazioni precedenti”, si legge nel messaggio. “Dobbiamo chiederci se il conflitto violento ci ha lasciato come eredità l’impotenza a sfidare la cultura che sostiene la continuazione di questo tipo di violenza”. Ci sono però “molti esempi di leadership coraggiosa” che lavorano per dare ai giovani “migliori opportunità”, un lavoro a rischio “per i tagli ai sostegni e l’incertezza finanziaria”. Di qui l’invito dei leader religiosi a “dare il nostro appoggio alle iniziative che offrono ai giovani la possibilità di raggiungere il loro pieno potenziale e sfidare coloro che cercano di intrappolarli in circoli di violenza senza fine”.

Commissione Ue: piano d’azione per i diritti delle donne e la parità di genere. “Emancipazione, sicurezza, uguale retribuzione”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 16:12

(Bruxelles) “In tutt’Europa le donne hanno diritto alla parità di trattamento, all’emancipazione e alla sicurezza, ma questi diritti non sono ancora realtà per un numero troppo elevato di esse”. Lo ha dichiarato oggi il primo vicepresidente della Commissione, Frans Timmermans, in occasione del convegno annuale sui diritti fondamentali dedicato a “I diritti delle donne in tempi turbolenti”. “L’evento di oggi vuol essere un aiuto per riuscire a modificare i comportamenti e le politiche e, in questo modo, migliorare la vita dei nostri cittadini”, ha sottolineato Timmermans. Perché si passi “da dichiarazioni di principio ad azioni concrete”, la Commissione europea ha presentato oggi anche un piano d’azione mirante ad affrontare il problema del divario retributivo di genere per il periodo 2018-2019. I dati mostrano infatti che “le donne sono ancora pagate in media il 16,3% in meno rispetto agli uomini”, situazione immutata negli ultimi anni perché le donne “hanno tendenzialmente un tasso di impiego inferiore rispetto agli uomini, lavorano in settori in cui le retribuzioni sono più basse, vengono promosse meno di frequente, usufruiscono più spesso di interruzioni nel corso della loro carriera professionale e svolgono un maggior numero di attività non retribuite”.
Il Piano intende incidere su tutti questi punti, attraverso modifiche alla direttiva sulla parità di genere; sollecitando il Parlamento europeo e gli Stati membri ad adottare rapidamente la proposta dell’aprile 2017 sull’equilibrio tra vita professionale e vita privata; finanziando progetti per migliorare l’equilibrio di genere nelle imprese a tutti i livelli. “Il divario retributivo di genere va colmato, perché l’indipendenza economica delle donne è la loro miglior protezione contro la violenza”, ha affermato Vĕra Jourová, commissaria per la giustizia e la parità di genere. Le molestie sessuali, la violenza contro le donne, il divario retributivo di genere e l’equilibrio tra la vita professionale e la vita privata sono tra i temi nell’agenda del convegno sui diritti fondamentali in corso fino a domani a Bruxelles.

Migranti: aumentano le revoche delle ordinanze “anti profughi” emesse in agosto nei Comuni. La soddisfazione delle organizzazioni che avevano promosso i ricorsi

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 16:06

A fronte dei ricorsi promossi da Asgi, Cgil, Fondazione Guido Piccini onlus, Cooperativa Rhua e, in alcuni casi, dalle Prefetture, alcuni sindaci che “avevano adottato un modello standard di ordinanza al solo fine di cercare di creare ostacoli all’attività di accoglienza, fanno una precipitosa marcia indietro e, nella quasi totalità, revocano le ordinanze, dando atto di non avervi mai dato applicazione”. Lo si apprende da una nota diffusa congiuntamente da Asgi e Cgil Brescia e Bergamo. I Comuni interessati sono tra gli altri quelli di Seriate, Piancogno, Lazzate, Oggiono, Pontevico, Marone e Capriano del Colle. “Vanno sottolineate le motivazioni delle revoche che, se non fosse in questione la dignità delle istituzioni, farebbero sorridere e dimostrano la mancanza di motivati e sostanziali elementi su cui gli amministratori locali hanno basato le loro decisioni”, prosegue la nota, evidenziando che “si va da chi non ritiene di dare spiegazioni alla marcia indietro al sindaco che ha scoperto solo recentemente norme di legge in base alle quali risulta illegittima l’ordinanza fino a coloro che motivano il provvedimento con la ‘riduzione del numero di sbarchi’, diminuzione che si era già verificata ben prima della adozione delle ordinanze”. “Alcuni sindaci – si evidenza ancora nella nota – richiamano, infine, il dovere di leale collaborazione tra le istituzioni, quando, si fa notare sommessamente, erano proprio tali ordinanze ad essere d’intralcio al lavoro con il quale le prefetture cercano di realizzare una equa distribuzione dell’accoglienza tra le varie realtà locali”. “Le associazioni, pur prendendo atto con soddisfazione di questa totale retromarcia, non possono non ricordare che le predette ordinanze erano state adottate qualificando il fenomeno migratorio come ‘un pericolo per la sicurezza e la salute pubblica’”, concludono le organizzazioni, sottolineando che “ci auguriamo che le tali Amministrazioni intraprendano un percorso di gestione dell’accoglienza con lucidità, concretezza, e soprattutto nel rispetto della legalità, così clamorosamente violata in questa vicenda”.

Catechisti: don Soreca (Cei), “al lavoro su indicazioni per aiutare le diocesi a rinnovare i percorsi formativi”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:50

“Forniremo indicazioni operative che possano aiutare le diocesi a rinnovare i percorsi di formazione base e di livello superiore. Indicazioni per capire, ad esempio, quando è più opportuno scegliere una logica laboratoriale piuttosto che quella frontale”. Lo dice don Salvatore Soreca, collaboratore dell’Ufficio catechistico nazionale, tracciando al Sir un bilancio dell’iniziativa “A tratti verso la formazione”, che si è conclusa ieri a Roma, annunciando una serie di linee guida per gli operatori pastorali. “Penseremo a delle indicazioni da poter dare a livello diocesano e poi ad accompagnare la costituzione di percorsi di formazione che siano anche regionali, non solo nazionali, per raggiungere altre diocesi che non erano presenti all’incontro – aggiunge Soreca -. Abbiamo di principio i documenti magisteriali che danno molte indicazioni metodologiche. Noi vogliamo darne anche alcune concrete per aiutare le diocesi a realizzare percorsi formativi che siano il più possibile coerenti con un modo di intendere la catechesi in maniera comunitaria”.

Papa Francesco: “lavoriamo insieme perché i bambini possano guardarci sorridendo”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:50

“Lavoriamo insieme perché i bambini possano guardarci sorridendo e conservino uno sguardo limpido, pieno di gioia e di speranza. #WorldChildrensDay”. È questo il tweet lanciato da Papa Francesco sul suo account in nove lingue @Pontifex, nell’odierna Giornata mondiale dell’infanzia, stabilita dalle Nazioni Unite.

Lavoriamo insieme perché i bambini possano guardarci sorridendo e conservino uno sguardo limpido, pieno di gioia e di speranza. #WorldChildrensDay

— Papa Francesco (@Pontifex_it) November 20, 2017

Catechisti: don Soreca (Cei), “realizzare equipe a livello regionale e diocesano per la formazione degli operatori pastorali”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:49

“Vogliamo sostenere la realizzazione di equipe a livello regionale e diocesano per la formazione di operatori pastorali e di catechisti in modo da intendere l’agire ecclesiale nell’ottica della comunione e del dialogo”. Lo dice don Salvatore Soreca, collaboratore dell’Ufficio catechistico nazionale, tracciando al Sir un bilancio dell’iniziativa “A tratti verso la formazione”, che si è conclusa ieri a Roma. La tre giorni di incontri, a cura dell’Ufficio Cei, ha coinvolto numerosi catechisti giunti da diverse parti d’Italia. Ed è stata l’occasione per sperimentare il lavoro d’equipe. “Abbiamo fatto un laboratorio in quattro momenti. Siamo partiti dall’ascolto delle esperienze dei partecipanti, dopo abbiamo proposto un approfondimento informativo sull’importanza di pensare lo stile educativo di Gesù come base per ogni educazione alla fede, quindi i partecipanti si sono costituiti in equipe fino a dare una rilettura di tutta la dinamica formativa”, racconta don Soreca. Un percorso che punta a “non intendere l’esperienza ecclesiale come impegno del singolo, ma come esperienza di comunione a servizio della Chiesa. Nell’equipe questa esperienza di comunione è diventata realtà concreta”.

Diocesi: Caltanissetta, domani mons. Russotto presiede le celebrazioni per la Virgo Fidelis all’abbazia di S. Spirito

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:49

Il vescovo di Caltanissetta, monsignor Mario Russotto, presiederà nella mattinata di domani, martedì 21 novembre, la messa nella festa della Virgo Fidelis, protettrice dell’Arma dei Carabinieri. La celebrazione eucaristica è in programma per le 10.30, presso l’Abbazia di S. Spirito in Caltanissetta. “Quando, nel novembre del 1949, Papa Pio XII istituì la giornata celebrativa – si legge in una nota – fu scelto per Maria il titolo di Virgo Fidelis, in analogia con il motto araldico dell’Arma ‘nei secoli fedele’, e il giorno 21 novembre, in ricordo di una battaglia combattuta durante la seconda guerra mondiale in Abissinia nel 1941, quando un intero reparto di Carabinieri sacrificò eroicamente la propria vita, tanto da ricevere l’onore delle armi da parte degli avversari al termine della battaglia e la medaglia d’oro al valore militare”. “Anche nel nostro territorio, particolarmente difficile, l’Arma dei Carabinieri – conclude la nota della diocesi nissena – è presidio di legalità, garanzia di trasparenza e di coerenza, e riferimento autorevole per l’intera società civile”.

Portogallo: a Viseu il quarto Incontro nazionale dei laici. “Essere protagonisti nella società attuale”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:32

Si è svolto nella cittadina di Viseu, in Portogallo, il quarto Incontro nazionale dei laici, intitolato “Questo è il tempo”, che ha affrontato tematiche riguardanti “la sicurezza del territorio, la famiglia e la cittadinanza”. Commentando l’iniziativa tenutasi sabato 18 novembre, organizzata dalla Conferenza nazionale delle Associazioni di apostolato dei laici, il vescovo, monsignor Ilídio Leandro ha affermato che l’evento ha costituito un’eccellente opportunità per i fedeli della sua diocesi, più o meno integrati nei movimenti e nelle associazioni ecclesiali. “L’importanza dell’apostolato conduce i cristiani a sentirsi membri di una famiglia, alla quale hanno aderito con il battesimo e la cresima, nonché ad essere protagonisti nell’attuale società, che siamo chiamati a rendere felice, solidale, e giusta, vivendo in pace e nell’amore fraterno”.

Mar Mediterraneo: Guterres (Onu), cooperazione e solidarietà globale per affrontare le sfide legate alla sicurezza

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:23

Per affrontare le grandi sfide della sicurezza nella regione del Mediterraneo servono cooperazione e solidarietà globale. Ne è convinto il segretario generale Onu, António Guterres, intervenuto ad un incontro del Consiglio di sicurezza. “Oggi – afferma – la regione del Mediterraneo affronta serie sfide su più fronti. Il traffico illegale di stupefacenti, armi e prodotti petroliferi; grandi movimenti di rifugiati e migranti, che sono predati da contrabbandieri e trafficanti di esseri umani; pirateria marittima. Il commercio di stupefacenti sta anche generando effetti letali di ricaduta, come un aumento dell’uso di droghe e delle crisi sanitarie. In alcune parti della regione, la fragilità viene esacerbata da violazioni sistematiche dei diritti umani e dalla violenza contro donne e ragazze. Il Mediterraneo soffre inoltre di grave degrado ambientale e di limitazioni delle risorse naturali”. E ancora: scarsità di cibo, terrorismo, e trasferimenti forzati. “La stabilità della Libia è vitale per la regione. Tuttavia, dopo anni di transizione prolungata, le istituzioni del Paese rimangono profondamente divise. Le Nazioni Unite si sono impegnate ad aiutare il popolo libico a raggiungere un accordo politico inclusivo. L’instabilità nella regione del Sahel ha contribuito ad aumentare la migrazione irregolare verso l’Europa. Le Nazioni Unite continueranno a sostenere i Paesi del G5 e la Forza congiunta del G5 Sahel, anche attraverso la strategia integrata Onu per il Sahel”. Fondamentale ristabilire la pace tra israeliani e palestinesi. Isis, da parte sua, “continuerà a prosperare a meno che le profonde radici politiche del conflitto siriano siano risolte attraverso un processo politico credibile e completo”. Con riferimento ai 2.800 rifugiati e migranti morti nel Mediterraneo, mentre innumerevoli altri sono morti mentre attraversavano il Sahel, Guterres afferma la “chiara necessità di creare modi più regolari e sicuri per proteggere che fugge dalle persecuzioni”, Stop a dare risposte solo “attraverso accordi di sicurezza tradizionali”.

Giornata infanzia: Gazzi (Assistenti sociali), “completare le riforme approvando definitivamente i provvedimenti a favore di bambini e ragazzi”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 15:21

“Credo che il modo migliore per celebrare la Giornata nazionale per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza sia una forte e corale presa di impegno a completare – prima della imminente fine della legislatura – quel percorso di diritti che Governo e Parlamento hanno avviato in questi anni a favore di bambini e ragazzi”. Lo afferma Gianmario Gazzi, presidente del Consiglio nazionale degli assistenti sociali. “Molti interventi sono stati realizzati avendo (ri)messo al centro dell’agenda politica e culturale l’attenzione verso i minori”, prosegue Gazzi, sottolineando che si è trattato di “un’attenzione che sembrava essersi affievolita: continuità affettiva, bullismo e cyber bullismo, povertà educativa, autismo, minori stranieri non accompagnati e l’avvio della figura del tutore volontario, reddito di inclusione, sono solo alcuni dei provvedimenti approvati”. “Va riconosciuto – aggiunge – che si è invertita una tendenza attingendo ad attenzioni e sensibilità nuove che hanno anche permesso di compiere lo sforzo decisivo rappresentato dall’individuazione delle prime risorse economiche dopo tanti anni”. “Forse l’Italia sta per tornare ad essere un Paese per bambini proprio grazie a quei provvedimenti che oggi consentono di disporre di norme mirate a rinforzare sia i servizi verso i minori, sia a sostenere i genitori in difficoltà intervenendo nelle particolari condizioni di fragilità”, osserva Gazzi, per il quale “ora serve che la politica tutta compia lo sforzo finale approvando in via definitiva quelle norme già varate da un solo ramo del Parlamento e che rischiano di restare lettera morta: riguardano, in primo luogo, la norma sui minori che diventano maggiorenni e che devono essere accompagnati nel percorso di uscita dalle comunità che li hanno accolti”. “Deve poi essere approvata subito la legge per la tutela degli orfani speciali” e “serve, infine, approvare la legge sulla cittadinanza che contempera il principio dello ius soli e dello ius culturae, norma che deve essere approvata semplicemente perché giusta”.

Papa Francesco: a polizia stradale e ferroviaria, “uso della forza non degeneri mai in violenza”. “Non identificare il colpevole con il reato”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 13:54

“Sia nelle azioni di controllo che in quelle repressive, è importante fare affidamento su un uso della forza che non degeneri mai in violenza”. E’ il monito del Papa ai dirigenti della polizia stradale e ferroviaria, ricevuti oggi in udienza nella Sala Clementina. “Servono grande saggezza e autocontrollo, soprattutto quando il poliziotto viene visto con diffidenza o sentito quasi come
nemico, invece che come custode del bene comune”, la ricetta di Francesco, che ha commentato: “Quest’ultimo purtroppo è un male diffuso, che in certe zone raggiunge il picco di una contrapposizione tra il tessuto sociale e lo Stato, insieme a quanti lo rappresentano”.
“Anche a voi, come ho fatto con tutta la Chiesa e la società durante l’anno giubilare – la proposta del Papa – suggerisco uno stile di misericordia nell’espletamento delle vostre funzioni. Misericordia non è sinonimo di debolezza, né richiede la rinuncia all’uso della forza; significa invece essere capaci di non identificare il colpevole con il reato che ha commesso, finendo per creargli danno e generare un senso di rivalsa; significa anche compiere lo sforzo di comprendere le esigenze e le ragioni delle persone che incontrate nel vostro lavoro. Esso chiede a voi di usare misericordia anche nelle innumerevoli situazioni di debolezza e di dolore che affrontate quotidianamente, non solo nel caso di sinistri di varia natura, ma anche nell’incontro con persone bisognose o disagiate”.
Il riferimento papale è la “lotta sempre in atto tra il bene e il male, dalla quale mai ci possiamo chiamare fuori”, allo “scontro” che “nella prospettiva biblica ha come primi protagonisti Dio e Satana, l’uno che rappresenta la pienezza del bene e di ciò che è favorevole all’uomo, l’altro che incarna il male e quanto si oppone alla riuscita dell’esistenza umana”.
“Anche a prescindere da un’ottica di fede – il monito di Francesco – è importante riconoscere la realtà di questo scontro, tra bene e male, che si consuma nel nostro mondo e persino dentro di noi. Consapevoli di questa sfida decisiva, sarebbe folle acconsentire al male o anche solo pretendere di mantenersi neutrali. Al contrario, a ognuno è chiesto di farsi carico della sua parte di responsabilità, mettendo in campo tutte le energie di cui dispone per contrastare l’egoismo, l’ingiustizia, l’indifferenza”. “Tutti lo dobbiamo fare, ma voi siete in prima linea nel contrasto a quanto offende l’uomo, crea disordine e fomenta l’illegalità, ostacolando la felicità e la crescita delle persone, soprattutto i più giovani”, ha concluso il Papa: “Il vostro servizio, spesso non adeguatamente stimato, vi pone al cuore della società e, per il suo alto valore, non esito a definirlo come una missione, da compiere con onore e profondo senso del dovere, a servizio dell’uomo e del bene comune”.

Malattie rare: Ospedale Bambino Gesù, dopo 30 anni diagnosi per due patologie finora senza nome

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 13:52

Dopo 30 anni, per Laura, Marco e le loro famiglie è terminata una vera e propria odissea diagnostica, caratterizzata da numerose visite, esami e analisi. Sull’ultimo numero della prestigiosa rivista scientifica “American Journal of Human Genetics” sono stati pubblicati i risultati della ricerca che ha permesso di scoprire la causa genetica delle loro malattie finora senza nome. È il frutto dello sforzo condiviso dei clinici e dei ricercatori dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma – coordinati dal direttore scientifico Bruno Dallapiccola e dal responsabile dell’area di ricerca genetica e malattie rare Marco Tartaglia – e dei clinici di Neuropsichiatria infantile del Policlinico Umberto I, diretti dal professor Vincenzo Leuzzi. Lo studio si inserisce in un progetto di ricerca internazionale coordinato dai professori Berge Minassian e Jacques Michaud, rispettivamente del “The Hospital for Sick Children” di Toronto e del “Chu Sainte-Justine Research Center” di Montreal. I due pazienti trentenni, Laura e Marco, sono affetti da due diverse malattie rare caratterizzate da deficit cognitivo e disturbi del movimento, Marco soffre anche di epilessia. Oggi sappiamo che la patologia di Laura è causata da una mutazione del gene Cltc insorta al momento del suo concepimento, mentre la patologia di Marco è causata da una mutazione del gene Dhdds, anche questa insorta al concepimento. Nell’ultimo anno i ricercatori dell’ospedale hanno identificato 10 nuove malattie rare orfane di diagnosi ed è stato attivato un ambulatorio dedicato ai bambini e alle famiglie con malattia non diagnosticata. Lo studio di collaborazione internazionale che ha permesso di dare una risposta a Laura e Marco, ha consentito nel complesso di individuare 8 nuovi geni malattia correlati a quadri di deficit cognitivo ed encefalopatia epilettica e di dare una risposta a numerose famiglie in cerca di diagnosi.

Papa Francesco: a polizia stradale e ferroviaria, “non approfittare mai del potere di cui disponete”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 13:52

Un’ “azione di sensibilizzazione e accrescimento del senso civico, sia nel settore stradale che in quello ferroviario”. A raccomandarla ai dirigenti dei poliziotti dei due settori, ricevuti oggi in udienza, è stato il Papa. “Il filo diretto tra il personale di bordo e le centrali permette di realizzare su tutto il territorio un’opera di costante monitoraggio, nella quale è essenziale il compito di voi dirigenti, che assicurate coordinamento, comunicazione dei risultati e interazione”, ha proseguito Francesco dopo aver ricordato l’opera svolta ogni giorno “a contatto diretto con la gente”, il quale esige “profonda rettitudine che porti a non approfittare mai del potere di cui disponete”, ha aggiunto a braccio. “Anche il settore ferroviario rappresenta un ambito fondamentale nella vita del Paese – il riconoscimento del Papa –  bisognoso anch’esso di manutenzione e investimenti strutturali, la cui insufficienza ogni giorno  procura disagi a milioni di pendolari e viaggiatori e non di rado, purtroppo, come la cronaca recente  ci ha mostrato, causa incidenti anche mortali”. “Quello che incontrate ogni giorno nelle ferrovie è  come un microcosmo, dal quale passano le realtà più diverse e con il quale viaggiate, per offrire  sicurezza, prevenzione e repressione dei reati”, ha detto Francesco ai poliziotti: “Nell’ambito delle ferrovie, come sulle strade, l’azione della Polizia esige un’elevata professionalità e specializzazione, e quindi un continuo aggiornamento nella conoscenza delle leggi e nell’impiego delle strumentazioni e della tecnologia”. “Il costante contatto con le persone – ha proseguito – fa sì che la cifra della vostra professionalità sia data non solo dall’elevata competenza a voi richiesta, ma anche da una profonda rettitudine – che porti a non approfittare mai del potere di cui disponete – e da un alto grado di umanità”.

Papa Francesco: a polizia stradale e ferroviaria, “scarsa responsabilità” degli automobilisti, anche a causa del cellulare. Non bastano “sanzioni”

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 13:51

“Ogni cittadino deve sentirsi grato per il lavoro che svolgete a nome dello Stato e della collettività, volto ad assicurare, attraverso una molteplicità di funzioni, la sicurezza di coloro che viaggiano per le strade e sui treni”. È il tributo del Papa ai dirigenti e al personale della Direzione centrale per la Polizia stradale e ferroviaria, ricevuti in udienza nella Sala Clementina. “Il nostro mondo vede moltiplicarsi gli spostamenti, così che una mobilità efficiente e sicura è diventata un’esigenza primaria e imprescindibile per una società che voglia stare al passo con lo sviluppo e assicurare il benessere dei suoi membri”, ha esordito Francesco, secondo il quale “sulle strade, l’opera di accertamento delle violazioni, di regolazione del traffico, di prevenzione, soccorso e rilevazione degli incidenti, deve fare i conti con una realtà – quella delle strade – sempre più complessa e tumultuosa”. “Accanto alle carenze del sistema stradale, bisognoso di ingenti investimenti di ammodernamento e di messa in sicurezza – il monito di Francesco – si deve fare i conti con lo scarso senso di responsabilità da parte di molti conducenti, che sembrano spesso non avvedersi delle conseguenze anche gravi della loro disattenzione, per esempio con l’uso improprio dei cellulari, o della loro sregolatezza”. Tutto ciò, per il Papa, “è causato da una fretta e da una competitività assunte a stile di vita, che fanno degli altri conducenti come degli ostacoli o degli avversari da superare, trasformando le strade in piste di formula uno e la linea del semaforo nella partenza di un gran premio”. In un simile contesto, “a incrementare la sicurezza non bastano le sanzioni, ma è necessaria un’azione educativa, che dia maggiore consapevolezza delle responsabilità che si hanno nei confronti di chi ci viaggia accanto”.

Diocesi: Caritas Catania, “12.982 stranieri residenti in città”. Giovedì 23 novembre presentazione del rapporto “Nuove generazioni a confronto” con don De Robertis

Agensir.it - Mon, 2017-11-20 13:37

Ci sono 12.982 cittadini stranieri residenti nel comune di Catania, pari al 3,1% della popolazione totale, con una decisa preponderanza di cingalesi (2.448), seguiti da romeni (2.126) e cinesi (1.218). Nel centro etneo si trova circa un terzo degli stranieri presenti in tutta la provincia (34.566) e poco meno del 7% del totale regionale (189.169). Questi sono alcuni dei dati, aggiornati al primo gennaio del 2017, elaborati della Caritas diocesana di Catania, sulla base di dati Istat, in vista della presentazione del XXVI Rapporto Immigrazione 2016 “Nuove generazioni a confronto”, che si terrà giovedì 23 novembre dalle 10.30, presso il Museo diocesano. All’evento, introdotto da don Piero Galvano, direttore della Caritas diocesana, e dal diacono Giuseppe Cannizzo, direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale delle migrazioni, interverrà don Giovanni De Robertis, direttore generale della Fondazione Migrantes. Nell’edizione 2016 del Rapporto, realizzato da Caritas Italiana e Fondazione Migrantes, si fa riferimento – si legge in una nota – “al confronto tra le giovani generazioni di italiani e non italiani, nati o meno in Italia, che studiano, vivono e sognano quotidianamente negli stessi ambienti”. Secondo i dati forniti dalla Caritas diocesana, Catania ospita anche le comunità mauriziana (1.159 unità), bengalese (877), senegalese (667), marocchina (389), indiana (357), tunisina (316), polacca (270). Nel complesso è abbastanza equamente distribuita la presenza maschile (6.770) e femminile (6.212). Nella provincia di Catania, gli altri Comuni con una maggiore presenza di residenti stranieri sono Giarre (1.456), Acireale (1.439) e Caltagirone (1.423). A livello regionale sono 189.169 i residenti stranieri (99.310 uomini, 89.859 donne), circa 6mila in più rispetto al dato del 2016 (183.192).

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