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Consulta antiusura: Fiasco, le tipologie di indebitamento e la stima di un’ipotesi di intervento

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 10:12

Per una famiglia si può parlare di sovraindebitamento irreversibile quando né i redditi da lavoro, né le rendite, né le somme ottenibili alienando quote limitate di beni di famiglia (mobili e immobili), consentono di conseguire un pareggio del bilancio familiare in un tempo gestibile. Lo ha spiegato il sociologo Maurizio Fiasco nella ricerca presentata al convegno della Consulta nazionale antiusura.
In questa condizione cronica e patologica si possono delineare tre profili: sovraindebitamento “attivo” (vale a dire provocato da scelte autonome e non obbligate); sovraindebitamento “passivo” (quando si è obbligati a ricorrere ad un prestito “di sussistenza”); sovraindebitamento “differito” (un mix tra il primo e il secondo, poiché l’equilibrio attuale sarà inevitabilmente compromesso in futuro). Quest’ultima tipologia, in crescita, si sviluppa quando l’equilibrio economico familiare e soprattutto gli impegni di spesa non sono adeguatamente supportati dai redditi da lavoro (anche per la difficoltà dei giovani a trovare un’occupazione o in seguito a separazioni e divorzi) e presuppongono il sostegno del reddito degli anziani pensionati.
Per fronteggiare l’intero sistema dei “fallimenti” economici familiari, Fiasco stima che occorrerebbe un intervento dello Stato pari a circa 14 miliardi di euro. Non erogati a fondo perduto, ma dati in garanzia di percorsi di rientro dal debito. Se a fronte di un progetto di presa in carico, di accompagnamento e di servizi di welfare finalizzati (impiego, salute, previdenza, maternità e infanzia) gli insuccessi si attestassero al 20 per cento della somma a garanzia, si tratterebbe per lo Stato di una “perdita” teorica al massimo di 2,5 – 2,7 miliardi di euro.

Consulta antiusura: Fiasco, le cause che espongono le famiglie al rischio di finire nelle mani degli “strozzini”

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 10:09

Dal crollo del reddito al gioco d’azzardo. Non provocano un passaggio “deterministico” alla condizione di usura, ma sono due dei fattori di “indebitamento patologico” che espongono in modo prossimo le famiglie al rischio di precipitare in quel baratro. Nella sua relazione al convegno della Consulta nazionale antiusura, il sociologo Maurizio Fiasco li ha sintetizzati così:
a) richiesta di un prestito di sussistenza (in alternativa a un reddito che manca alla famiglia) per caduta del flusso di reddito primario, con conseguente emergenza dei bisogni del minimo vitale e dello stato di povertà;
b) richiesta, al di fuori del circuito delle istituzioni bancarie, di un credito d’impianto alla microimpresa famigliare (commercio, pubblici esercizi e, in misura ridotta, artigianato) oppure l’ottenimento di anticipazioni monetarie e/o di fornitura di merci, mezzi di produzione;
c) richiesta di un prestito per circostanze eccezionali di bisogno, anche in conseguenza della dissoluzione di reti familiari di solidarietà;
d) richiesta di un prestito per categorie in condizioni di marginalità e di sfruttamento totale, come quelle che coinvolgono cittadini immigrati clandestinamente, compresi quelli indotti alla prostituzione per la restituzione delle somme pattuite con l’organizzazione che ha provveduto all’ingresso;
e) richiesta di un prestito per consumi superflui di beni e di servizi, che coinvolgono tanto singoli che interi nuclei familiari;
f) richiesta di un prestito collegato al gioco d’azzardo, sempre più provocato e reso cronico patologicamente dalla diffusione capillare di sale da gioco e centri di raccolta di scommesse.

Consulta antiusura: Fiasco, sono 2 milioni le famiglie sovraindebitate in modo irreversibile

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 10:07

Tra il 1° gennaio 2007 e il 1° gennaio 2017 il numero stimabile delle famiglie in sovraindebitamento irreversibile (in pratica una sorta di fallimento) è passato da 1.276.642 a 1.959.433, con un incremento di 682.791 casi. Un aumento di 53,5 punti percentuali. Lo afferma il sociologo Maurizio Fiasco in una ricerca presentata al convegno della Consulta nazionale antiusura, in corso ad Assisi.
La ricerca evidenzia un crollo dei redditi da lavoro dipendente e ancor più di quelli da lavoro autonomo. L’unico flusso di reddito che si è incrementato deriva dalle pensioni: più 25,1%, molto oltre il tasso d’inflazione cumulato in 10 anni (circa 15 punti) e dunque con incremento reale di 10 punti. Anche questo spiega perché si registri una correlazione inversa tra età del capofamiglia e indebitamento, mentre ci sia un rapporto diretto con la numerosità della famiglia e con la dimensione del comune di residenza. Se si considera la riserva economica (ricchezza patrimoniale più redditi), in dieci anni si è passati da un valore monetario medio di poco più di 260 mila euro a famiglia, a poco più di 226 mila, con una perdita del 13%.
La ricerca, inoltre, avverte che le famiglie che si stanno avviando verso il sovraindebitamento sono in aumento e che a fronte di un piccolo evento finanziario negativo, questa circostanza può coinvolgere un numero molto grande di famiglie (si pensi che sono state stimate circa 416.000 famiglie che sono escluse, tecnicamente, dal sovraindebitamento per solo mille euro).

Frati minori: Consiglio plenario, “ripensare molti ministeri nuovi o attuarli adeguatamente”

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 09:40

“Molti ministeri nuovi e ben stabiliti devono essere ripensati o attuati adeguatamente, ma è essenziale che ciò avvenga nel contesto della fraternità”. È quanto si legge in una nota a margine del Consiglio plenario dell’Ordine, in corso a Nairobi. Si parla di una “missione possibile”, solo se “si basa sull’unità nella diversità e su un approccio cooperativo che valorizza i doni di ciascuno”. Il ministro generale, Michael Perry, pur consapevole che “siamo tutti fratelli e che vivendo e lavorando insieme, come fratelli, portiamo lo spirito del nostro carisma francescano alla Chiesa e al mondo”, ha osservato che “ci sono dei casi di frati che si sentono isolati, di altri che vivono da soli e di altri che sono inquilini, come se stessero affittando una stanza nel ‘St. Hotel Francis!’”. L’attenzione è rivolta anche ai fratelli laici che “non possono partecipare pienamente alla nostra comune missione di evangelizzazione”. Quindi, viene ribadita l’importanza della formazione. “Per essere fraternità in missione dovrebbe iniziare con i nostri programmi di formazione iniziale e anche essere promossa attraverso la formazione permanente, con particolare attenzione a diventare delle fraternità contemplative”. Infine, viene sottolineata l’importanza delle fraternità internazionali che “hanno un ruolo speciale nella promozione della diversità e della cooperazione”.

Diocesi: Pescare-Penne, oggi il calcio d’inizio del torneo delle parrochie di periferia

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 09:15

Parte oggi “Inclusive”, il primo torneo di calcio a 5 organizzato dalla Fondazione Caritas dell’arcidiocesi di Pescara-Penne in collaborazione con l’Asd Gladius Pescara 2010. Nel campo sportivo “A. Donati”, dalle 17 alle 20, si sfideranno le squadre delle parrocchie della periferia cittadina “per favorire e incentivare la nascita di amicizie tra coetanei”, spiega Barbara Magliani, coordinatrice del progetto Ninive. Obiettivo dell’iniziativa, promuovere una maggiore integrazione e collaborazione tra ragazzi provenienti da diverse zone di Pescara, “abbattendo i confini che derivano dall’appartenenza al proprio quartiere o rione”. Il torneo, aperto a tutte le comunità locali, ha ricevuto l’adesione degli Angeli Custodi, della Madonna del Fuoco, del Beato Nunzio, di San Marco Evangelista e di Gesù Bambino e si concluderà domani alle 20.30, con la premiazione delle squadre vincitrici.

Diocesi: a Bari veglia di preghiera dell’Ucsi in vista della visita del Papa. Mons. Cacucci, “la città è stata scelta per san Nicola, santo della carità”

Agensir.it - Sat, 2018-06-23 09:00

“Viviamo la veglia di preghiera di questa sera, in preparazione dell’evento dell’incontro del Papa con i Patriarchi del Medioriente, soprattutto aiutando tutte le persone a cogliere il significato di questo grande evento”. Lo ha detto ieri sera l’arcivescovo della diocesi di Bari-Bitonto, mons. Francesco Cacucci, all’incontro di riflessione e preghiera “Aspettando il papa e i patriarchi”, organizzato a Bari dall’Ucsi, l’Unione Cattolica Stampa Italiana, in vista dell’Incontro Ecumenico che Papa Francesco presiederà nel capoluogo pugliese il 7 luglio. “Quel giorno – ha detto mons. Cacucci – non ha solo il significato dell’incontro con il Papa. Bisogna considerare che il Papa e i Patriarchi insieme non solo pregheranno, ma rifletteranno sulla pace in Medio Oriente e sulla sofferenza che accompagna tanti cristiani e non solo in quella terra martoriata”. Mons. Cacucci ha invitato tutti a prepararsi con la preghiera e la riflessione: “L’aspetto ecumenico di quella giornata è essenziale, ma l’ecumenismo non è fine a se stesso. L’unità della Chiesa non è per bearsi di una comunione autoreferenziale. La comunione nella Chiesa, e tra i cristiani, è per la missione, per il mondo, è per la salvezza di tutti, in questo caso soprattutto per la pace”. Una comunione che quel giorno, e non solo, avverrà nel nome di san Nicola: “La Chiesa locale è stata scelta da Francesco in riferimento al patrono san Nicola, che è il santo dell’Oriente e dell’Occidente dopo il Salvatore. Ma san Nicola è anche il punto di riferimento per questa attenzione ai poveri, ai piccoli, perché è il Santo della Carità”.

Consulta antiusura: mons. D’Urso (presidente), “combattere questo fenomeno facendo rete con istituzioni e volontariato”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:46

“Si diventa poveri non sempre per motivi oggettivi, ma anche per esperienze di vita ispirate alla cultura consumistica, individualistica che culmina nel programma di procurarsi il danaro secondo l’antico adagio ‘maledetto e subito’”. Lo ha detto stasera il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso, intervenendo al convegno in corso ad Assisi su “La lotta all’usura nell’esperienza francescana e nel servizio delle fondazioni anti-usura oggi”. Dati alla mano, mons. D’Urso ha ricordato che “se nel 2017 la gente ha consumato oltre 100 miliardi di euro in azzardo significa che ha delegato la felicità e la serenità alla “Dea bendata”: il passo dalla sala giochi ai negozi compro oro o all’usuraio è spesso davvero breve”. Dal presidente della Consulta un’accusa a “chi ha responsabilità istituzionali nel nostro Paese” per aver permesso che “adulti e bambini non sappiano fare a meno dei gratta e vinci, delle slot machine e delle diverse macchinette infernali”. “L’usura – ha aggiunto – è una piaga che ha risvolti sulla stabilità economica del Paese: è un fenomeno sommerso di cui si parla poco, anche se ogni giorno coinvolge migliaia di persone, famiglie e aziende”. Il presidente ha poi sottolineato il collegamento con la criminalità organizzata, che “si nutre del silenzio generato dalle paure della povera gente che vive nel terrore che da un momento all’altro possa capitare qualcosa di brutto ai propri cari, quando ci si ribella al proprio usuraio che da benefattore si trasforma in aguzzino”. Infine, mons. D’Urso ha indicato la via per venirne fuori, “facendo rete con le istituzioni nazionali e locali, con il volontariato, con la società civile, con decisioni improntate alla visione etica della vita, con l’apporto di competenze orientate a promuovere il bene comune e la dignità delle persone”.

Consulta antiusura: mons. D’Urso (presidente), “prevenire educando a uno stile di vita sobrio”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:45

“Bisogna prevenire l’usura educando a uno stile di vita sobrio, che sappia distinguere tra ciò che è superfluo e ciò che è necessario e che responsabilizzi a non contrarre debiti per procurarsi cose alle quali si potrebbe rinunciare”. Lo ha detto stasera il presidente della Consulta nazionale antiusura, mons. Alberto D’Urso, intervenendo al convegno in corso ad Assisi su “La lotta all’usura nell’esperienza francescana e nel servizio delle fondazioni anti-usura oggi”. Il presidente nella sua introduzione ha spiegato che “le trenta fondazioni antiusura distribuite sul territorio nazionale si sono lasciate ispirare dall’intuizione francescana per combattere i tassi usurari dei nostri tempi”. Le strategie adottate sono state quelle di “favorire il micro-credito per beni di prima necessità e l’accesso ai mutui per potersi procurare un tetto”. “Uscire dalle trappole della povertà è sempre stata materia complessa tra le persone con difficoltà economiche”, ha aggiunto. Poi, ha riconosciuto che “oggi le forme di povertà sono diverse e si sono moltiplicate: sono diventate più complesse e aggressive e richiedono risposte diversificate, a misura d’uomo”. Mons. D’Urso ha quindi ricordato che “in Italia ci sono circa dieci milioni di cittadini in condizione di povertà relativa e che contemporaneamente sono esposti al rischio di usura”. “Il fallimento delle famiglie per debiti è purtroppo divenuta una sofferenza di massa, che in questi anni della prolungata recessione economica del Paese man mano si è cronicizzata”.

Processo in Vaticano: mons. Capella ammette accuse, “ero in crisi”. Prossima udienza domani

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:34

È durata circa due ore e mezza, dalle 15.06 alle 17.38, l’udienza a mons. Carlo Alberto Capella, l’ex funzionario della nunziatura di Washington, arrestato il 7 aprile scorso e rinviato a giudizio dal Tribunale vaticano per il reato di pedopornografia. Durante l’interrogatorio della prima udienza – ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi a seguirla – Capella ha ammesso tutte le accuse, come aveva già fatto durante la fase istruttoria, ma ha inquadrato la fattispecie di reato che gli viene contestata (detenzione e diffusione di materiale pedopornografico, con l’aggravante della grande quantità) nel quadro di “una crisi personale”, scaturita dal suo trasferimento da Roma alla nunziatura di Washington. Il processo a Capella, nella sostanza, si configura come “un processo lampo”, poiché tutto è stato fatto durante l’udienza di oggi: il presidente del Tribunale vaticano, Giuseppe Dalla Torre, ha convocato infatti la prossima udienza domani alle 10 e la sentenza è, verosimilmente, attesa a breve. Roberto Borgogno, l’avvocato di fiducia di Capella, ha dichiarato che l’imputato “ha ammesso determinati fatti: quello che vogliamo fare è ridimensionare, riportare alla giusta dimensione i fatti riportati dai media”. Dopo Capella, sono stati ascoltati due testimoni: Gianluca Gauzzi, l’ingegnere informatico della Gendarmeria che ha analizzato il materiale digitale, e il medico psicoterapeuta e psichiatra Tommaso Parisi, che ha ancora in cura l’imputato e gli ha offerto supporto psicologico dopo l’arresto. Il terzo testimone, lo psicologo Luigi Berta, non c’era, ma la sua testimonianza è stata acquisita agli atti. Durante l’interrogatorio, il presidente Dalla Torre ha chiesto a Capella se confermava le sue ammissioni, ricevendo da lui una conferma. Poi l’avvocato Borgogno ha chiesto al suo assistito di illustrare il suo percorso sacerdotale, e Capella ha fatto un lunghissimo intervento ripercorrendo la sua vicenda. 51 anni, nato a Carpi, è stato incardinato da sacerdote nella diocesi di Milano e ha lavorato come viceparroco a Cantù, in un oratorio molto affollato da giovani di tutte le età. Nel 2001 il card. Carlo Maria Martini, allora arcivescovo di Milano, gli ha chiesto se fosse disposto a entrare nel servizio diplomatico e lui ha accettato “volentieri e con gioia”. Dopo un passaggio nel 2004 alla nunziatura in India e il trasferimento ad Hong Kong nel 2007, nel 2011 è approdato in segreteria di Stato, nella sezione dei rapporti con gli Stati. Il 30 giugno del 2016 gli è stata comunicata la notizia del suo trasferimento alla nunziatura di Washington. “Per rispetto alla gerarchia, per senso del dovere e per non creare problemi, invece di manifestare il mio disagio ho ringraziato per il trasferimento”, ha dichiarato Capella rammaricandosi: “Forse se avessi parlato, il mio disagio interiore si sarebbe ridotto”. Arrivato negli Usa, ha raccontato Capella, “è cominciato il mio conflitto interiore: il senso di vuoto e di inutilità si è così radicato nella mia vita interiore che ha dato origine agli atti compulsivi che si sono poi tradotti in una consultazione impropria di Internet, cosa che fino ad allora non era stata per me mai oggetto di interesse”. “Ho sbagliato a sottovalutare la crisi che attraversavo – ha affermato l’imputato – e a pensare di poterla gestire da solo: ero in un contesto nuovo, non avevo amici né referenti, ho cercato di far fronte con rimedi spirituali per non far pesare il mio stato d’animo in nunziatura”. “Questo genere di morbosità non ha mai caratterizzato la mia vita sacerdotale, né tantomeno le relazioni con i ragazzi”, ha precisato Capella rispondendo alle domande del promotore di giustizia sul motivo di un interesse così esplicito sulla rete. Capella ha risposto di essersi iscritto nell’aprile del 2016 ad un’applicazione “Thumblr” per “vari interessi” – “mi piacevano gli animali e le loro buffe espressioni”, ha dichiarato – e che poi, attraverso una chat privata, da singolo a singolo, i suoi interessi sono sfociati “in una ricerca inappropriata di immagini”. “Il genere letterario di queste chat è assolutamente triviale”, ha detto Capella: “I dialoghi nascono e muoiono nel giro di poche e volgari battute. A distanza di tempo ne rilevo la ripugnanza”. L’oggetto degli scambi sulla chat che fa riferimento al social – ha spiegato Gauzzi nella sua testimonianza – sono foto, disegni e video, o tracce di essi, che mostrano “rapporti di congiunzione carnale di ogni tipo tra adulti e bambini prepubescenti”, tra i 13 e i 17 anni. Tra i video, anche quello di “un bambino molto piccolo in atti espliciti”. Quelli trovati dagli esperti informatici, tra Roma e gli Usa, nei vari dispositivi digitali appartenenti a Capella sono tra i 40 e i 55. Tra di essi, anche i cosiddetti “shotacon”, fumetti simili ai manga giapponesi con scene di “affetto”, ma anche di congiunzione carnale, tra adulti e minorenni. “Non si trovano facilmente nella rete”, il commento dell’esperto a proposito dello scambio bi-direzionale, con invio e richieste di invio, da singolo a singolo, del materiale pedopornografico in questione. Il medico Parisi, nella sua testimonianza, ha dichiarato di aver conosciuto l’imputato all’inizio dell’ottobre 2017, dopo essere stato contattato dai suoi superiori. Per prima cosa gli ha prescritto un farmaco ansiolitico per il sonno, poi gli ha proposto un programma terapeutico bisettimanale. “Il nostro lavoro continua tuttora”, ha dichiarato: “È sempre più collaborativo e desideroso di conoscere di più se stesso, di incontrarsi con le sue emozioni, i suoi sentimenti, per armonizzare meglio la sua personalità; come persona, come uomo ma anche in sintonia con il suo ruolo ecclesiastico. Ci sono stati momenti difficili durante il percorso, ma ha sempre sostenuto il desiderio di migliorare. È un percorso aperto”.

Notizie Sir del giorno: cristiani in Medio Oriente, Nicaragua, razzismo in Europa, multe per etichette “anonime”, droga, ballottaggi

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:30

Papa Francesco: alla Roaco, “in Medio Oriente c’è il rischio di cancellare i cristiani”

“Il Medio Oriente oggi è un crocevia di situazioni difficili, sofferenti, e anche in Medio Oriente c’è il rischio – non voglio dire la volontà di qualcuno – il rischio di cancellare i cristiani. Un Medio Oriente senza cristiani. Non sarebbe un Medio Oriente”. Lo ha denunciato Papa Francesco, ricevendo questa mattina i partecipanti alla Plenaria della Roaco, Riunione delle Opere di Aiuto alle Chiese Orientali. “Il Medio Oriente oggi soffre, piange – ha aggiunto Francesco – e le potenze mondiali guardano il Medio Oriente non con tanta preoccupazione per la cultura, la fede, la vita di quei popoli, ma sì, lo guardano, per prendere un pezzo e avere più dominio”. (clicca qui)

Siria: card. Zenari (nunzio), “cristiani decimati, una ferita enorme per la Siria”

“La guerra ha decimato le nostre comunità. È una ferita enorme per la Siria e per le Chiese locali. I cristiani per la Siria, ma credo si possa dire per tutto il Medio Oriente, sono come una finestra aperta sul mondo grazie al loro spirito aperto e tollerante”. Lo afferma, in una intervista al Sir, il nunzio apostolico in Siria, il card. Mario Zenari. Parlando a margine della assemblea Roaco, che si è chiusa oggi, con l’udienza di Papa Francesco, il rappresentante vaticano definisce “importante il contributo dei cristiani alla Siria: durante la Renaissance araba, nel campo letterario, artistico e anche politico, con tante personalità di spicco. Basti dire che lo stesso fondatore del partito Baath era un cristiano ortodosso”. Le Chiese sono molto attive “nel campo dell’assistenza sanitaria, con ospedali, cliniche e ambulatori e dell’istruzione con le scuole. I cristiani per la Siria, ma credo si possa dire per tutto il Medio Oriente, sono come una finestra aperta sul mondo grazie al loro spirito aperto e tollerante. Nei villaggi misti tutti si trovano bene con i cristiani. Ogni famiglia cristiana che parte è, allora, una finestra sul mondo che si chiude”. (clicca qui)

Nicaragua: il card. Brenes, mons. Báez e il nunzio Sommertag a sorpresa a Masaya per la processione con il Santissimo bloccano gli attacchi delle forze speciali

Comunque prosegua la battaglia per la libertà e la democrazia del popolo del Nicaragua, quella di ieri, scattata a Masaya, resterà una delle immagini simbolo di quanto sta accadendo in questi mesi: il card. Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, il suo ausiliare, mons. José Silvio Báez, e il nunzio apostolico, mons. Waldemar Stanisław Sommertag, accompagnati da alcuni sacerdoti dell’arcidiocesi di Managua, si fanno largo tra la folla portando in processione il Santissimo. Soltanto qualche minuto prima Masaya, culla del folclore nicaraguense, la città simbolo della rivoluzione sandinista e ora simbolo dell’azione popolare contro il governo Ortega, viveva nel panico. Un’altra giornata era iniziata all’insegna degli attacchi delle forze speciali e paramilitari vicine al governo, come accade da giorni. Gli attacchi sono iniziati martedì, dopo che la popolazione si era dichiarata in stato di ribellione, lasciando sulla strada diverse vittime. La delegazione è giunta a Masaya, come ha sottolineato mons. Báez, per “evitare un altro massacro, consolare il nostro popolo e pregare con lui”. (clicca qui)

Consiglio d’Europa: Ecri, “paura e animosità aumentate per ampiezza movimenti migratori”. Rischio razzismo

(Strasburgo) “Paura e animosità sono aumentate nel 2017 nelle società europee, principalmente a causa dell’ampiezza dei movimenti migratori, dell’estremismo religioso e degli attacchi terroristici. La situazione socio-economica ingenerata dall’austerità in Europa ha esacerbato questi sentimenti, che hanno alimentato il populismo” la cui retorica “si è continuamente mescolata con un odio reale o costruito verso gli stranieri e le minoranze”. È un passaggio dell’introduzione del Rapporto annuale della Commissione europea contro il razzismo e l’intolleranza (Ecri) del Consiglio d’Europa pubblicato oggi. Se in alcuni Paesi si “osservano sviluppi positivi” con “leggi contro i crimini d’odio e anti-discriminazione” o la definizione di “organismi di promozione dell’uguaglianza”, “in diversi Paesi, c’è una tendenza a presentare il multiculturalismo come un pericolo e a muoversi verso la svalutazione e l’abbandono dei diritti umani e della loro universalità”. Le conseguenze, si legge sempre nel Rapporto, sono “l’erosione della coesione sociale e l’incitamento ad atti di ostilità, discriminazione, odio, persino violenza”. (clicca qui)

Agroalimentare: Coldiretti, scattano le multe per le etichette che non riportano l’origine del prodotto

Scattano le multe per le etichette anonime che non riportano in etichetta l’origine del prodotto agricolo. Lo annuncia la Coldiretti in un comunicato diffuso oggi, in relazione alla nota inviata dal Dipartimento dell’Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agro-alimentari, nella quale si ricorda che i decreti sull’indicazione di origine in etichetta per il latte e i formaggi, il riso, la pasta di grano duro, i derivati del pomodoro “sono vigenti e pienamente applicabili fino al 31 marzo 2020 e la violazione delle disposizioni in essi contenute sono sanzionabili a tutti gli effetti di legge”. Una buona notizia – sottolinea Coldiretti – per quel 96% di italiani che chiedono che venga scritta sull’etichetta in modo chiaro e leggibile l’origine degli alimenti secondo la consultazione online del ministero delle Politiche agricole. (clicca qui)

Lotta alla droga: San Patrignano, “allarme tra gli adolescenti, primo contatto con stupefacenti a 14 anni”

“Per un ragazzo su due che entra in comunità il primo contatto con le sostanze stupefacenti avviene già a 14 anni”. A lanciare l’allarme è l’Osservatorio della comunità di San Patrignano, in occasione della celebrazione dei 40 anni di attività per il recupero dalla tossicodipendenza e in vista della Giornata mondiale per la lotta contro la droga, che si celebra martedì prossimo, 26 giugno. “Una persona adulta su 10, negli ultimi 12 mesi – si legge in un comunicato –, ha fatto uso di droghe. Ma più si abbassa l’età e più aumenta la fascia di popolazione a rischio soprattutto tra la popolazione studentesca: 1 studente su 4 (25,9%), pari a 640mila ragazzi e ragazze ha fatto uso di almeno una sostanza illegale nell’ultimo anno”. “La droga più utilizzata da 9 ragazzi su 10 è la cocaina – affermano da San Patrignano – che è in aumento, così come la cannabis, assunta dall’87%. Il 57% dei neo entrati ha fatto uso di eroina (293 persone). Seguono ecstasy (270), ketamina (144), anfetamina (81) e allucinogeni (152)”. (clicca qui)

Diocesi: Spoleto-Norcia, nessun appoggio a una particolare coalizione per il ballottaggio delle elezioni amministrative

La diocesi di Spoleto-Norcia “ribadisce il proprio sostegno indistintamente a quanti si vogliano impegnare con generosità, coerenza e trasparenza al vero bene della Città di Spoleto e dei suoi abitanti, mentre a tutti richiama i valori e le esigenze irrinunciabili per l’edificazione di una società che abbia a cuore il rispetto, la dignità e la promozione della persona umana”. Lo precisa in una nota la diocesi, che “rigetta fermamente” messaggi nei quali si afferma che “da questa mattina anche la Chiesa tutta” assicurerebbe il suo appoggio ad una particolare coalizione nell’imminenza del ballottaggio per le elezioni amministrative. La diocesi, inoltre, “deplora vivamente che la comprensibile ricerca di voti dell’ultima ora rivendichi un supporto che la Chiesa diocesana non ha mai concesso a nessuna delle parti politiche che affrontano la competizione elettorale”. (clicca qui)

Argentina: prende il via la Settimana Sociale su “Democrazia: un cammino a servizio dei poveri”. Da mons. Lugones allarme su emergenza alimentare

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:29

Prende il via questa sera a Mar del Plata la Settimana Sociale promossa dalla Commissione di pastorale sociale della Conferenza episcopale argentina (Cepas), sul tema “Democrazia: un cammino di servizio ai poveri”. Un appuntamento che vuole fare memoria di 35 anni di vita democratica e di questo appuntamento, che si tiene da sempre a Mar del Plata. Nel presentare oggi alla stampa la Settimana Sociale, che si protrarrà fino a domenica 24 giugno, mons. Jorge Lugones, vescovo di Lomas de Zamora e presidente della Cepas – presente insieme al vescovo di Mar del Plata, mons. Gabriel Mestre -, ha sottolineato l’importanza di un “dialogo effettivo”. E ha spiegato che “in questa Settimana Sociale facciamo memoria e ringraziamo per 35 anni di democrazia, che stiamo celebrando, e al tempo stesso proponiamo il tema del disagio sociale dei poveri e dei vulnerabili”. Un tema “che vogliamo sottolineare non solo per fare una diagnosi del fenomeno, ma soprattutto per guardare in prospettiva, per vedere quello che possiamo impegnarci a fare, ognuno nel suo ruolo”. Mons. Lugones ha messo in evidenza che non sono stati invitati solo politici, ma anche imprenditori, rappresentanti di movimenti popolari, realtà educative, organizzazioni sociali, auspicando appunto che tra i diversi soggetti si crei “un dibattito effettivo, nel quale non solo si parli, ma anche si ascolti”. Il presidente del Cepas si è infatti rammaricato per il fatto che “si è cessato di mettere a tema nell’agenda politica i temi sociali”, e ha fatto alcuni esempi: “Lo sfruttamento lavorativo, il lavoro infantile, la disoccupazione, il degrado delle scuole statali, il numero insufficiente di classi per i nostri bambini, per lo meno nella provincia di Buenos Aires, il tema del narcotraffico, il consumo di sostanze, e ancora l’emergenza alimentare che stiamo vivendo”. E ha aggiunto: “Chiediamo che si sia una legge per l’emergenza alimentare, siamo in una grave situazione di precarietà, proprio oggi ho sentito che un’organizzazione sociale di Mar del Plata che segue i poveri ha aumentato del 30% i propri aiuti nell’ultimo periodo”. Alla sessione di apertura, oggi, parteciperanno tra gli altri la governatrice della provincia di Buenos Aires, María Eugenia Vidal, e la ministra dello Sviluppo sociale, Caterina Stanley.

Razzismo e populismo: Pax Christi, “noi a fianco degli ultimi” per “disarmare la follia della guerra”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:29

“Assieme ad altre voci che in queste ore si sono levate vogliamo anche noi esprimere la nostra indignazione, perché in pochi giorni alcuni ministri di questo governo hanno provocato un’alluvione di paure, risentimenti, odi e violenze che rischia di travolgere le coscienze di tutti noi”. Lo scrive in una nota Pax Christi al termine dell’incontro nazionale, che si è svolto ad Alessano nei giorni scorsi. Il riferimento è alla “contrapposizione tra poveri italiani e stranieri, come falsa soluzione di fronte al fenomeno della povertà”, alla “chiusura dei porti come scelta ipocrita di fronte al dramma di tante persone”, ma anche “al linguaggio violento e mistificatorio (è finita la pacchia…) che alimenta un clima di crescente intolleranza e suscita comportamenti violenti, xenofobi, razzisti e omofobi”. Al temine dell’incontro il documento redatto si intitola “Noi non ci stiamo”. Un messaggio chiaro a proposito del “censimento dei rom, pratica incostituzionale che evoca tragicamente le leggi razziali di 80 anni fa” e della “richiesta alla Nato per una alleanza difensiva nel Mediterraneo”. L’augurio è che “si alzino molte altre voci indignate in ambito ecclesiale, nella società civile e nel mondo politico”. Come Pax Christi “continueremo a impegnarci in prima persona a fianco degli ultimi, dei migranti e rifugiati” e “intensificheremo il nostro impegno per ‘disarmare’ la follia della guerra, che si annida anche nei ragionamenti, nel linguaggio e nelle relazioni personali”.

Società San Vincenzo de’ Paoli: Gianfico nominato vicepresidente internazionale

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:20

Antonio Gianfico, presidente nazionale della Società di San Vincenzo de’ Paoli, è stato nominato vicepresidente internazionale con incarico presso il Dicastero per i Laici, la famiglia e la vita. Al presidente Gianfico è stato anche conferito l’incarico di amministratore per la canonizzazione del beato Federico Ozanam, fondatore della Società di San Vincenzo de’ Paoli. L’annuncio durante l’incontro che vede riuniti i rappresentanti di 153 Paesi del mondo a Salamanca. “Il mio desiderio – ha dichiarato – è concentrato nelle parole di Federico Ozanam: vorrei che tutti i giovani di testa e di cuore si impegnassero in opere di carità. Questo per la promozione delle persone e del bene comune, attraverso la solidarietà alimentata quotidianamente con la cittadinanza attiva”.

Diocesi: Pescare-Penne, domani il calcio d’inizio del torneo delle parrochie di periferia

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 19:14

Al via domani, sabato 23 giugno, “Inclusive”, il primo torneo di calcio a 5 organizzato dalla Fondazione Caritas dell’arcidiocesi di Pescara-Penne in collaborazione con l’Asd Gladius Pescara 2010. Nel campo sportivo “A. Donati”, dalle 17 alle 20, si sfideranno le squadre delle parrocchie della periferia cittadina “per favorire e incentivare la nascita di amicizie tra coetanei”, spiega Barbara Magliani, coordinatrice del progetto Ninive. Obiettivo dell’iniziativa, promuovere una maggiore integrazione e collaborazione tra ragazzi provenienti da diverse zone di Pescara, “abbattendo i confini che derivano dall’appartenenza al proprio quartiere o rione”. Il torneo, aperto a tutte le comunità locali, ha ricevuto l’adesione degli Angeli Custodi, della Madonna del Fuoco, del Beato Nunzio, di San Marco Evangelista e di Gesù Bambino e si concluderà, domenica 24 giugno, alle 20.30, con la premiazione delle squadre vincitrici.

Lotta alla droga: Squillaci (Fict) e Sciortino (Intercear) il 26 giugno alla Camera dei deputati per “Liberi di curarsi”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 18:59

In occasione della XXXII Giornata mondiale dedicata alla lotta alla droga, Luciano Squillaci, presidente della Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), e Biagio Sciortino, presidente del Coordinamento nazionale dei Coordinamenti regionali degli Enti accreditati per le dipendenze (Intercear), parteciperanno alla conferenza stampa “Liberi di curarsi: emergenza droga, sistema dei servizi, vuoto legislativo”, che si terrà a Roma il 26 giugno, dalle 11.30, presso la sala stampa della Camera dei deputati.
“È nostra intenzione – afferma Squillaci – sollecitare il nuovo Governo a riportare al centro della loro attenzione la questione delle dipendenze”. “Sono sette anni che il settore è orfano, senza avere un preciso e strutturato riferimento politico”, spiega il presidente Fict, secondo cui “in Italia abbiamo normative anacronistiche e non applicate del tutto, che non rispondono ai bisogni delle persone e che mettono in crisi gli stessi servizi di cura”.
Per Sciortino, “con la normativa ferma al ‘90 e le disomogeneità regionali, non rispettiamo i diritti degli utenti tra Regioni diverse”. “Abbiamo bisogno di un interlocutore istituzionale e di luoghi fisici – aggiunge – per un confronto congiunto che porti a riscrivere la normativa e a riformare un sistema ormai in crisi”. “A tal fine – conclude il presidente dell’Intercear – è necessario ritrovare il senso del ‘noi’ e parlare un linguaggio comune , non solo tra gli Enti che si occupano di dipendenze, ma soprattutto tra il pubblico ed il privato sociale”.
Alla conferenza stampa interverranno i parlamentari Maria Teresa Bellucci e Fabio Rampelli, Pietro Fausto D’Egidio, presidente della Federazione italiana dei Dipartimenti e dei servizi delle dipendenze (FeDerSerD), padre Matteo Tagliaferri, fondatore della Comunità in dialogo ong, e Alessandro Diottasi, fondatore della Comunità Mondo nuovo onlus.

Rom: Sant’Egidio a Raggi, “stop a sgombero Camping River, trovare soluzioni adeguate”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 18:47

“Le nuove demolizioni, per ordine del Comune, dei moduli abitativi in cui risiedono alcune famiglie Rom nel Camping River suscita grave preoccupazione”. È l’appello della Comunità di Sant’Egidio rivolto al sindaco di Roma, Virginia Raggi. “Distruggere i container, peraltro procurati a suo tempo dallo stesso Campidoglio, davanti agli occhi dei numerosi bambini che per tutto l’anno scolastico hanno felicemente frequentato gli istituti della zona e senza offrire alternative praticabili per le loro famiglie, è un’azione miope che crea solo una nuova e immediata emergenza”, si legge nel comunicato. La Comunità di Sant’Egidio auspica che “si mettano da parte gli accampamenti e le sistemazioni precarie trovando soluzioni adeguate”. Il Comune di Roma ha elaborato un piano che prevede un contributo economico finalizzato all’affitto ma che, secondo Sant’Egidio, “non risulta realizzabile”: “I Rom che hanno provato a chiedere abitazioni in affitto nella città si sono trovate di fronte a un netto rifiuto da parte dei proprietari perché, pur avendo trovato appartamenti a prezzi accessibili, nessuno ha voluto stipulare un contratto con persone che non possono offrire garanzie economiche per oltre un anno”. Quindi, la richiesta di “non procedere ulteriormente con lo sgombero dei moduli abitativi presenti dentro Camping River in attesa di soluzioni alloggiative praticabili e di un piano meglio architettato”.

Vaccini: Sip, “salvano le vite e sono sicuri, la scienza non è un’opinione”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 18:30

“I 10 vaccini proposti a tutela di tutta la popolazione, e in particolare di tutti i soggetti più fragili che non possono essere vaccinati, sono sicuri, efficaci e indispensabili a garantire la protezione di tutta la popolazione verso malattie gravi, pericolose e potenzialmente mortali”. Lo scrive la Società italiana di pediatria (Sip) in una nota congiunta con la Società italiana di igiene, la Federazione italiana medici pediatri e la Federazione italiana medici di medicina generale, in riferimento a quanto dichiarato oggi dal ministro dell’Interno, Matteo Salvini. “Grazie alla legge che limita l’accesso alle scuole per i bambini non vaccinati, imitata da altre nazioni, l’Italia è un Paese più sicuro e ci auguriamo che non rientri più tra le nazioni a rischio infettivologico come ci aveva definito l’Organizzazione mondiale della sanità”, continua la nota. Infine un appello al ministro della Salute, Giulia Grillo, perché “assuma posizioni scientificamente validate a supporto di tutto il calendario vaccinale e a tutela della sanità pubblica e della salute di tutti i cittadini”.

Corruzione: Condò (Tor Vergata), “formazione interdisciplinare per contrastarla”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 18:16

“Se la corruzione è trasversale, anche la formazione deve essere interdisciplinare: economia, giurisprudenza, filosofia. C’è bisogno di una comprensione a tutto tondo”. Lo dice al Sir Daniela Condò, responsabile della segreteria del master Anticorruzione attivato dalla facoltà di Economia dell’Università Tor Vergata. “Dopo gli ultimi scandali, come quello attinente allo stadio della Roma, si è palesato un sistema di corruzione trasversale – spiega l’avvocato -. È una corruzione che va dalla pubblica amministrazione alle imprese passando per la politica. È fondamentale, allora, regolamentare il mondo politico e le lobby”. L’iniziativa nasce da una convenzione con l’Autorità nazionale anticorruzione (Anac). “Le aziende e la politica continuano a vivere spesso in un sistema di promesse e prebende – aggiunge Condò -. L’approccio non può che essere culturale. E la politica è chiamata a dare un segnale”. Il primo passo, a suo avviso, è quello di “semplificare la normativa”, perché “si è creata una stratificazione di norme”. “Non è semplice, ma semplificare sarebbe utile anche per chi deve prendere decisioni e assumere responsabilità in questo campo. Le persone spesso hanno paura di sbagliare”. Infine, alcuni dati per spiegare come la corruzione sia anche un freno per la crescita economica del Paese. “Negli ultimi dieci anni, ha mangiato 100 miliardi sul Pil. Con una diminuzione di investimenti esteri, perché c’è meno fiducia nell’Italia. Le aziende che crescono in contesti corrotti lo fanno in media del 25% in meno delle concorrenti che operano in aree di legalità”.

Populismi: Baggio (Sophia), “reazione alla degenerazione della classe politica”

Agensir.it - Fri, 2018-06-22 18:00

“Non ci si deve mai stancare di rinforzare e ‘fare manutenzione’ alla democrazia. E non soltanto sul piano delle regole giuridiche, perché ci sono anche una dimensione economica e una dimensione culturale”. Lo afferma al Sir Antonio Maria Baggio, docente di filosofia politica nell’Istituto universitario “Sophia”, parlando di democrazia, senso delle istituzioni, crisi della rappresentanza e populismo. “Le disuguaglianze sociali eccessive possono minare le basi della democrazia e non tutte le culture sono compatibili con il suo sviluppo”. A proposito dei processi di riforma delle istituzioni, Baggio sostiene che “bisognerebbe avere più senso delle istituzioni proprio quando si sente l’esigenza di rinnovarle”. E reputa “pertinente” parlare di populismo “in riferimento ai nuovi soggetti che sono emersi sulla scena politica, anche se il fenomeno non è nuovo per il nostro Paese”. Il docente sottolinea che “elementi di populismo erano presenti nel fascismo, negli anni in cui ebbe un largo consenso; in tempi più recenti, e in forme che non hanno a che fare col fascismo, troviamo elementi populisti nella Lega Nord e nell’esperienza politica ‘massmediatica’ di Silvio Berlusconi”. Analizzando “i nuovi soggetti”, infine, il docente li presenta come “reazione” alla “degenerazione della classe politica”.

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