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Siria: Save the Children, “730mila bambini rifugiati non andranno a scuola. Più esposti a matrimoni precoci e a lavoro minorile”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 12:48

“Circa 730mila bambini siriani rifugiati nei Paesi limitrofi, quasi la metà di tutti coloro in età scolare, quest’anno non andranno a scuola e risulteranno quindi ancora più vulnerabili ed esposti ai matrimoni precoci e a forme di lavoro minorile, un numero che è aumentato di un terzo rispetto all’anno scorso”. È l’allarme lanciato oggi da Save the Children, alla vigilia dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite che si apre domani a New York e nella settimana in cui, nei Paesi mediorientali, è previsto il normale rientro degli alunni tra i banchi di scuola. “Il numero di bambini rifugiati siriani tagliati fuori dall’educazione – si legge in una nota – è passato dal 34% del totale di coloro in età scolare registrato alla fine del 2016 al 43% odierno, mentre negli ultimi 12 mesi i bambini rifugiati siriani in Libano, Giordania e Turchia hanno perso più di 133 milioni di giorni di scuola”. Secondo l’organizzazione umanitaria, a livello globale “più della metà dei bambini rifugiati sono tagliati fuori dall’educazione e i giorni di scuola persi da 3,5 milioni di bambini rifugiati negli ultimi 12 mesi ammontano collettivamente a quasi 700 milioni”.
“Quando i bambini non vanno a scuola, sono più vulnerabili a forme di sfruttamento e abusi”, sottolinea Helle Thorning-Schmidt, direttore generale di Save the Children international, per la quale “l’educazione è in grado di restituire a questi bambini il loro futuro e può contribuire a proteggerli”. Lo scorso anno – denuncia Thorning-Schmidt – “i leader mondiali si sono impegnati a fare molto di più per i bambini rifugiati e far sì che ognuno di loro possa tornare a scuola entro pochi mesi da quando è stato costretto ad abbandonare la propria casa. Tuttavia l’azione va ancora troppo a rilento”. “Questa settimana – prosegue – la comunità internazionale deve fare dei passi in avanti e dare seguito alle promesse fatte ai bambini rifugiati. Altrimenti, milioni di bambini rifugiati nel mondo, davanti alla prospettiva di un altro anno privati dell’educazione, continueranno a vedere scomparire il loro futuro”.

Diocesi: mons. De Donatis (vicario Roma), “la comunità non si costruisce sull’efficienza della sua macchina organizzativa, ma è una famiglia da amare”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 12:31

“La comunità non si costruisce sull’efficienza della sua macchina organizzativa, ma è una famiglia da amare”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, citando il card. Ugo Poletti, durante l’incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti, nella basilica di San Giovanni in Laterano, nella giornata conclusiva del convegno diocesano, aperto nel giugno scorso da Francesco. Il presule ha invitato ogni comunità parrocchiale a “riflettere con franchezza su quale sia la propria malattia spirituale, in occasione, ad esempio, di un’assemblea comunitaria”. E ha indicato tre vie per superare alcuni vulnus. “Le nostre comunità siano comunità di fede, che vivono della gioia dell’incontro col Risorto. La sequela di Cristo sia il cuore di ogni programma pastorale. Oltre a mettere Cristo al centro, le comunità sono invitate a riscoprire ‘il piacere di essere popolo’ – ha aggiunto citando l’Evangelii Gaudium -. Rimaniamo uniti, separarci dagli altri ci fa ammalare”. Poi, un altro invito: “Venite fuori dagli individualismi, non producono frutti”. E, infine, lo sguardo sulla malattia spirituale di comunità rinunciatarie di fronte all’evangelizzazione, “comunità introverse e ripiegate su se stesse. Qui la malattia consiste nella mancanza di fede nella Pasqua del Cristo Risorto”. Quindi, un incoraggiamento per tutti. “Basta cammini comunitari nei quali pretendiamo di costruire la Chiesa da soli secondo logiche tutte umane. Serve uno sguardo contemplativo e di fede. Quanto più una comunità cristiana si fa piccola e si concentra sulle relazioni tanto più diventa credibile e lascia passare la luce dello Spirito”.

Conferenza episcopale umbra: mons. Boccardo (Spoleto-Norcia) è il nuovo presidente. Mons. Sorrentino vicepresidente

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 12:14

L’arcivescovo di Spoleto-Norcia, mons. Renato Boccardo, è il nuovo presidente della Conferenza episcopale umbra. Boccardo succede al card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve, nominato a maggio presidente della Conferenza episcopale italiana. Questa mattina, presso il Pontificio Seminario Regionale “Pio XI” di Assisi, la Conferenza episcopale umbra (Ceu) ha provveduto a rinnovare i propri vertici per il quinquennio 2017-2022. Oltre all’elezione di mons. Boccardo come presidente, i vescovi umbri hanno affidato a mons. Domenico Sorrentino, arcivescovo-vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, l’incarico di vicepresidente e a mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve, quello di segretario. L’arcivescovo Boccardo, che compirà 65 anni il prossimo 21 dicembre, ha lavorato per oltre 25 anni per la Santa Sede ricoprendo diversi incarichi nel servizio diplomatico, nei Pontifici Consigli per i laici e per le comunicazioni sociali, nella Segreteria di Stato e nel Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. Ordinato vescovo il 24 gennaio 2004 dal card. Angelo Sodano, dall’ottobre 2009 è alla guida dell’arcidiocesi di Spoleto-Norcia. È membro della Congregazione delle Cause dei santi e della Commissione episcopale per la Dottrina della fede, l’annuncio e la catechesi della Cei.

Diocesi: mons. De Donatis (vicario Roma) ai parroci, “ascoltare il grido dei giovani” ed essere presenti “nei luoghi più a rischio dei ragazzi”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 12:07

“Non parliamo dei giovani ma con i giovani. Così riconosceremo il volto bellissimo e fragile perché deturpato dalla solitudine, dalle dipendenze, dall’arroganza e dalla violenza di chi usa e abusa di loro”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante l’incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti, nella basilica di San Giovanni in Laterano, nella giornata conclusiva del convegno diocesano, aperto nel giugno scorso da Francesco. “C’è nel cuore dei ragazzi di questa città un desiderio di Dio che si esprime in mille maniere diverse: voglia di raccontarsi, di sperimentare, di provare ‘la vertigine’, bisogno profondo di stare con gli altri, di superare l’isolamento, di trovare accoglienza e punti di riferimento tra gli adulti, rifiuto dei formalismi, delle relazioni non autentiche, degli spazi rigidi e non vitali, perché si è alla ricerca di un nuovo modo di stare al mondo – ha aggiunto l’arcivescovo -. C’è nostalgia di Dio anche in molti di coloro che dicono di non credere in nessuna religione, quasi la metà dei nostri ragazzi”. Secondo mons. De Donatis, per aiutare i genitori, invece, sarebbe riduttivo un consiglio sulla relazione genitoriale. “Il Vangelo di Gesù sia il cuore della comunità cristiana in rapporto a ogni età”. Parlando del prossimo Sinodo dedicato ai giovani, il vicario ha chiesto ai parroci di “ascoltare il grido dei giovani” e di essere presenti “nei luoghi più a rischio dei ragazzi, in un processo permanente di incontro e ascolto. Il Signore vuole che li incontriamo. Rilanciamo una pastorale coraggiosa di dialogo nel territorio”. Importante, a suo avviso, è il contatto con gli insegnanti, e in particolare con quelli di religione per “creare un ponte tra comunità ecclesiale e istituto scolastico”. Infine, mons. De Donatis, che ha chiesto al Papa un sussidio per pregare in famiglia, ha ricordato che “non tutto è mediato da contenuti dottrinali, ma da accoglienza e senso di famiglia. Da qui può nascere il giovane cristiano che si impegna nella Chiesa e nel mondo”.

Diocesi: mons. Santoro (Taranto) a nuovi sacerdoti, “servire i fratelli consumando la suola delle scarpe, da annunciatori”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 11:55

Pregare dinanzi a Gesù Eucarestia e alla Madonna che alimentano il motore dell’anima e portano a servire i fratelli “consumando la suola delle scarpe, da annunciatori. Perché è dalla forza dello Spirito che viene una novità che è per tutto il mondo”. È la “ricetta” per essere dei buoni sacerdoti fornita sabato sera dall’arcivescovo di Taranto, mons. Filippo Santoro, ai tre nuovi presbiteri che ha consacrato nella concattedrale “Gran Madre di Dio”. Si tratta di don Angelo Baldassarre, don Marino D’Amore e don Michele Maggio. Il primo, dopo il diploma come perito chimico, era assunto in Ilva. Il secondo, invece, “dopo un anno da volontario in Marina” – ha spiegato mons. Gianni Caliandro, rettore del seminario regionale di Molfetta – “al momento di firmare e partire per il Libano, ha deciso di prendere altri porti e iniziare la navigazione più difficile, quella dentro se stesso. Una navigazione che lo ha condotto fin qui”. Lo stesso è accaduto a don D’Amore, che ha scoperto la chiamata grazie all’amore per la musica lirica, coltivato studiando all’Istituto musicale Paisiello di Taranto. “Adesso comincia la seconda di navigazione – ha detto nella sua omelia mons. Santoro – l’avventura del rapporto con il Signore”. “Per attraversare il mare – ha osservato l’arcivescovo – ci vogliono degli argomenti profondi, che sono quelli della nostra ragione e del nostro cuore, salvo dall’altra parte dell’oceano un legno, una barca venga verso di noi, portandoci la rivelazione. E quella è la salvezza che gratuitamente ci raggiunge. E di qui comincia un nuovo percorso per voi”.

Bangladesh: Unicef, “vaccinazioni per 150mila bambini rohingya in 68 insediamenti per rifugiati”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 11:33

“È in corso una campagna di vaccinazione contro il morbillo, la rosolia e la poliomielite per vaccinare 150mila bambini rohingya sotto i 15 anni in 68 insediamenti di rifugiati in Bangladesh vicino al confine con il Myanmar”. Ne dà notizia l’Unicef in una nota nella quale informa che la campagna di sette giorni è condotta dal ministero della Salute con il sostegno di Unicef e Oms. In particolare, l’Unicef fornisce “vaccini, siringhe e capsule di vitamina A”. “Dal 25 agosto – prosegue la nota – sono arrivati in Bangladesh più di 410mila rifugiati rohingya e migliaia di persone giungono ogni giorno. Secondo le stime, i bambini rappresentano il 60% di tutti i rifugiati”. “Siamo soddisfatti che siamo stati in grado di avviare così rapidamente la campagna di immunizzazione per proteggere la popolazione da un possibile focolaio di morbillo”, dichiara Navaratnasamy Paranietharan, rappresentante dell’Oms in Bangladesh. “Il morbillo – sottolinea Edouard Beigbeder, rappresentante dell’Unicef in Bangladesh – è una malattia molto contagiosa e pericolosa durante le emergenze, specialmente per i bambini già deboli e malnutriti”. “Con migliaia di bambini che ogni giorno attraversano il confine – aggiunge – la vaccinazione è fondamentale per prevenire la diffusione di malattie potenzialmente letali”.
Alla campagna di vaccinazioni, Unicef e Oms affiancano il ministero della Sanità anche “per ampliare il numero di medici, infermieri, tecnici di laboratorio per rafforzare i servizi sanitari materno, neonatale, infantile e adolescenziale” oltre che “per migliorare l’acqua, le strutture igienico-sanitarie e l’igiene nelle strutture sanitarie”. L’Unicef provvederà all’invio di ulteriori aiuti sanitari e nutrizionali da Dacca e dal suo centro di rifornimento a Copenaghen. “L’Unicef – conclude la nota – avrà bisogno di almeno 7,3 milioni di dollari Usa per i prossimi tre mesi, ma saranno necessari fondi supplementari man mano che la popolazione rifugiata continuerà a crescere”.

Diocesi: mons. De Donatis (vicario Roma), “senza il Signore si può essere giovani ma vecchi dentro, anche morti”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 11:15

“La componente giovanile delle nostre comunità si è lentamente spostata alla finestra, sviluppando un senso di estraneità nei confronti della comunità cristiana e si è addormentata”. Lo ha detto il vicario del Papa per la diocesi di Roma, mons. Angelo De Donatis, durante l’incontro con i sacerdoti e i diaconi permanenti, nella basilica di San Giovanni in Laterano, nella giornata conclusiva del convegno diocesano, aperto nel giugno scorso da Francesco. “Non lasciamoli soli! Accompagnare i genitori nell’educazione dei figli adolescenti” è il tema dell’assise annuale. Il presule ha rivolto ai tanti presenti il saluto e la benedizione di Papa Francesco, che ha incontrato al ritorno dal viaggio in Colombia. “Vi ringrazio per i messaggi e le preghiere che ho ricevuto da parte vostra nella prima parte del mio ministero – ha affermato -. Dio vuole che la nostra comunità si converta e ciò non può avvenire se non mettiamo al centro i giovani e i piccoli. È con tristezza che vediamo i ragazzi della città appiattirsi sulla mediocrità. Stanno perdendo la capacità di sognare, rimangono soli, si chiudono nell’individualismo. Senza il Signore si può essere giovani ma vecchi dentro, anche morti”. Poi, mons. De Donatis ha delineato l’impegno della comunità cristiana, ricordando la vicenda del giovane Eutico di cui si parla negli atti degli apostoli. “Dobbiamo lasciare altre occupazioni, cercare Eutico esanime a terra e donargli la vita dello Spirito”. Da qui il compito per i sacerdoti di “aiutare i genitori a riscoprire la loro vocazione paterna e materna, la bellezza di un amore di donazione che li rende simili a Dio, la luminosità del gesto di chi muore un po’ perché il figlio possa avere vita. Vogliamo aiutare loro a riscoprire che la fede in Gesù e la relazione con Lui sostiene e dà forma anche al proprio modo di essere genitori”.

Diocesi: Oria, nel pomeriggio mons. Galantino apre il convegno ecclesiale “Il seminatore uscì a seminare”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 11:09

Sarà il segretario generale della Cei, mons. Nunzio Galantino, ad aprire oggi pomeriggio il convegno ecclesiale della diocesi di Oria (Br), dedicato quest’anno al tema “Il seminatore uscì a seminare”. Alle 18, nella nuova Chiesa di san Giovanni Paolo II, presso il santuario di San Cosimo alla Macchia, mons. Galantino presiederà la celebrazione eucaristica al termine della quale terrà l’intervento introduttivo al convegno. Nella serata di domani, martedì 19 settembre, invece, i lavori si svolgeranno nei tre vicariati della diocesi. A partire dalle 19.30 sono in programma incontri di confronto e condivisione. Per mercoledì 20, sempre alle 19.30, è in programma la serata conclusiva al santuario di San Cosimo alla Macchia. Dopo l’ascolto del lavoro prodotto nei tre vicariati, sarà il vescovo di Oria, mons. Vincenzo Pisanello, a delineare le conclusioni fornendo indicazioni pastorali per il nuovo anno.

Germania: card. Marx sui 25 anni di episcopato di mons. Hofmann, “fede solida e profonda”. “Cercato dialogo tra religione e arte”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 10:45

“La tua parola ha peso nella nostra Conferenza. Le tue argomentazioni teologiche sono sempre apprezzate. La tua solida fede, le prediche incisive, la fede profonda in Dio e il tuo speciale dono di vedere l’arte non come evento estetico, ma per scoprire la prospettiva teologica che ne sta dietro, ti connotano in modo particolare”. Questi i tratti che, secondo il presidente dei vescovi tedeschi card. Reinhard Marx, distinguono il vescovo Friedhelm Hofmann, vescovo di Würzburg che ieri ha festeggiato i 25 anni di episcopato. Mons. Hofmann, che è anche presidente della Commissione liturgica e vicepresidente della commissione Arte e cultura della conferenza episcopale tedesca, è l’iniziatore del “progetto artistico per il 50° del Concilio Vaticano II” che ha coinvolto diverse diocesi in Germania. Per questo il card. Marx lo ha elogiato, ricordando anche il suo “coraggio nel trovare parole chiare là dove l’arte ha ferito la chiesa o il sentimento religioso dei credenti” e per aver “cercato un dialogo tra chiesa e arte, in particolare i giovani artisti contemporanei”. E ancora, nell’ambito della liturgia mons. Hofmann ha contribuito in modo “competente e sensibile” nella preparazione della nuova edizione del libro di canti liturgici. Nella celebrazione festosa il card. Marx lo ha anche ricordato come “pastore e sacerdote”, “testimone e predicatore credibile del vangelo” e gli ha augurato di “rimanere lieto e forte nella fede”. Mons. Hofmann ha compiuto 75 anni il 12 maggio scorso.

Reddito d’inclusione: Poletti (ministro), “20 milioni di euro dal 2018 per persone in povertà estrema e senza dimora”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 10:24

“Per la prima volta a partire dal 2018 una quota del Fondo povertà pari a 20 milioni di euro finanzierà gli interventi e servizi in favore delle persone in povertà estrema e senza dimora (articolo 7 del decreto attuativo del Rei)”. È l’annuncio dato ieri dal ministro del Lavoro e delle politiche sociali, Giuliano Poletti, intervenendo a Roma, presso il centro d’accoglienza “Madre Teresa di Calcutta”, alla giornata organizzata in una struttura per senza dimora da fio.Psd (Federazione italiana organismi per le persone senza dimora). “Basta parlare di emergenza – ha affermato Poletti – ma costruiamo una rete permanente di soggetti che affrontino quelle che sono ormai problematiche quotidiane differenti l’una dell’altra e che necessitano di essere considerate singolarmente”. Per periodo di programmazione 2014-2020, con possibilità di spesa fino al 2023, sono a disposizione circa 100 milioni di euro da destinare a interventi di contrasto alla grave marginalità. “Nell’esperienza italiana – ha evidenziato Poletti – si tratta del primo intervento nazionale, peraltro di natura strutturale, per contrastare la povertà estrema e la condizione di senza dimora, che supera l’approccio emergenziale adottato finora a livello locale”.
Nell’introdurre l’incontro “informale” con i partecipanti seduti sui cartoni, la presidente di fio.Psd, Cristina Avonto, ha evidenziato soprattutto la necessità di esigere per tutti “dignità” e “diritti”. La Federazione “attraverso il Network Housing First – ha evidenziato – ha aiutato più di 500 persone inserendole in appartamenti sul mercato privato, perché la vera sfida è rendere i soggetti interessati, ‘persone’ e non ‘utenti dei servizi’”. Laura Baldassarre, assessora del Comune di Roma, ha annunciato un progetto in cantiere di co-housing, che prevede l’avvio di un condominio solidale rivolto soprattutto agli anziani.

Rome Half Marathon Via Pacis: mons. Sánchez de Toca (Pcc), “un’immagine che resterà nella storia”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 10:02

“Credo rimarrà nella storia l’immagine dei rappresentanti di sei comunità di fede diverse, che alla partenza hanno letto la dichiarazione di principi sullo sport lanciata lo scorso ottobre in Vaticano nel corso della conferenza internazionale ‘Sport at the Service of Humanity’. Questa immagine dovrebbe diventare un’icona mondiale”. Non ha dubbi mons. Melchor Sánchez de Toca y Alameda, sottosegretario del Pontificio Consiglio della cultura e responsabile della sezione sport del dicastero, mentre traccia in un’intervista al Sir un bilancio della Rome Half Marathon Via Pacis, la prima mezza maratona multireligiosa che ieri ha percorso le vie della città eterna per iniziativa di Roma Capitale e Pontificio Consiglio in collaborazione con la Fidal e con il patrocinio di Coni e Cip. Il  tracciato ha toccato i luoghi di culto delle diverse confessioni religiose – basilica di San Pietro, moschea, sinagoga, chiese valdese e ortodossa – per concludersi di nuovo a San Pietro. Ad affiancarla, anche una 5 km non competitiva. A sottolinearne la dimensione multireligiosa la presenza delle comunità ebraica, islamica e Bahai; dell’unione induista e dell’unione buddista. “Auspico che questa iniziativa culturale e sportiva possa favorire il dialogo, la convivenza e la pace”, le parole di Papa Francesco ai partecipanti, dopo la recita dell’Angelus. Duemila gli iscritti alla competitiva; poco meno di quattromila gli altri. “La comunità colombiana in Italia – prosegue Sánchez de Toca –  grazie all’ambasciatore, ha mobilitato tutti i colombiani che hanno voluto così rispondere al viaggio del Papa nel loro Paese e dare il proprio sostegno alla pace. I responsabili della grande moschea di Roma hanno voluto partecipare con 200 iscritti, uomini e donne”. “Ci aspettiamo – chiosa – che nei prossimi anni questa Via Pacis diventi un po’ la mezza maratona della capitale”. L’evento ha inoltre segnato il debutto alla grande di “Athletica Vaticana”, community di podisti amatoriali, dipendenti del Vaticano, il cui motore è proprio Sánchez de Toca, appassionato runner.

Sanità: Roma, questa mattina si presenta il progetto “Salute e migrazione: curare e prendersi cura”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:52

Verrà presentato questa mattina, alle 11.30 presso la sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, a Roma, il progetto “Salute e migrazione: curare e prendersi cura” promosso dall’Osservatorio internazionale per la salute (Ois) con il Centro Astalli. Si tratta di un’iniziativa finalizzata alla formazione specifica di medici e operatori sanitari che si svolgerà dal 19 al 22 settembre presso il Centro Astalli di Roma. All’incontro di questa mattina, promosso dal senatore Antonio De Poli, questore del Senato, interverranno tra gli altri il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, il cardinale Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento nonché presidente della Commissione episcopale per il Servizio della carità e la salute della Cei e presidente di Caritas italiana, il presidente del Comitato scientifico dell’Ois, Giuseppe Petrella, il sottosegretario al ministero dell’Interno, Domenico Manzione, il presidente del Centro Astalli, padre Camillo Ripamonti, Massimo Tortorella, fondatore dell’Ois, Pietro Bartolo, responsabile del presidio sanitario di Lampedusa, Federico Soda, direttore dell’Ufficio di coordinamento per il Mediterraneo dell’Oim, Santino Severoni, coordinatore del Programma Salute pubblica e migrazione dell’Oms Europa, Stefano Vella, direttore del Centro per la salute globale (Iss) e Francesco Aureli, presidente dell’Ois. Modera il giornalista David Parenzo.

Rosario Livatino: davanti alla stele ritrovata una macchina per scrivere e un foglio con poesie di Quasimodo e Gatto

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:52

Una vecchia macchina per scrivere con un foglio su cui sono state stampate due poesie: “A mio padre” del poeta Alfonso Gatto, protagonista dell’ermetismo italiano, e parte di “Lettera alla madre”, poesia di Salvatore Quasimodo. Questa la scoperta rinvenuta nei pressi della stele in memoria del giudice Rosario Livatino – nella periferia di Agrigento – oggetto nei mesi scorsi di un atto vandalico. A pochi giorni dalla commemorazione dell’uccisione (21 settembre) di Livatino, ignoti hanno compiuto questo gesto. Nel darne notizia il direttore dell’“Amico del Popolo” (settimanale della diocesi di Agrigento), si chiede: “Chi ha deposto la macchina nei pressi della stele? Perché? Quale messaggio? Che cosa lega insieme Livatino, Quasimodo e Gatto? Perché due poesie riferentesi ai genitori, il Padre e la Madre?”.

Rome Half Marathon Via Pacis: Bianchetti (direttore artistico), “un grande successo”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:43

“Un grande successo”. Non ha dubbi Lorena Bianchetti, direttore artistico, nel tracciare per il Sir un bilancio della “Rome Half Marathon Via Pacis”, la prima mezza maratona multireligiosa per la pace promossa ieri dal Pontificio Consiglio della cultura e da Roma Capitale, in collaborazione con la Fidal e con il patrocinio di Coni e Cip. “Famiglie, giovani, anziani, persone con diverse abilità – afferma Bianchetti – sono stati tanti i partecipanti che hanno voluto scrivere il proprio messaggio di pace: ‘Io corro perché…’. Questo, infatti, il leitmotiv di un appuntamento in cui i partecipanti hanno portato il biglietto con su scritto il mondo che vorrebbero costruire”. La Via Pacis, aggiunge Bianchetti, “che ha avuto il saluto di papa Francesco subito dopo la preghiera dell’Angelus, è stata un no alla violenza, al terrorismo, al razzismo, all’indifferenza ed è stata occasione per ricordare l’impegno dello sport come strumento capace di trasmettere valori di pace insieme a tutte le religioni del mondo. Ribadendo così anche l’obiettivo siglato, nell’aula Paolo VI con papa Francesco, nell’incontro dal titolo ‘sport e fede’, evento che si è svolto nell’ottobre scorso e che ha visto la presenza del segretario delle Nazioni Unite insieme al presidente del Comitato olimpico internazionale”.

Italia-Europa: Milano, convegno annuale de lavoce.info su economia, Brexit e populismi

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:30

Dalle crisi bancarie al populismo passando per la Brexit. Sono questi i temi al centro del convegno annuale de lavoce.info, il sito d’informazione e analisi economica che in quindici anni di attività è diventato in Italia un think tank che raccoglie analisi e approfondimenti su temi relativi all’economia italiana e internazionale. Per fare il punto su questi argomenti, lavoce.info ha promosso un incontro in collaborazione con il dipartimento di economia e finanza dell’Università Cattolica del Sacro Cuore dal titolo “Le emergenze europee: dalle banche alla Brexit”, in corso oggi, dalle 9.30, nell’aula Bontadini (largo Gemelli, 1 Milano). Il convegno, aperto dalla relazione introduttiva dal docente della Bocconi Alessandra Casarico, vede tra i relatori anche il presidente dell’Inps Tito Boeri. Seguono gli interventi di Angelo Baglioni, docente dell’Università Cattolica e di Marco Onado, professore alla Bocconi, che analizzano il modo in cui sono stati affrontati i recenti casi di crisi di alcune banche italiane. “L’esperienza di questi casi – spiegano gli organizzatori – mostra che l’applicazione delle nuove regole europee (il bail-in) incontra molte difficoltà e la credibilità di queste regole è messa a dura prova. Una delle ragioni di questa situazione è che è mancata la protezione del risparmiatore, a cominciare dalla trasparenza e dalla correttezza nei rapporti banca-cliente. I relatori cercheranno di delineare le prospettive del sistema bancario italiano, alla ricerca di maggiore efficienza e redditività”.

Migranti: Papa Francesco incontrerà i vescovi e delegati delle Conferenze episcopali in Europa riuniti a Roma

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:27

Papa Francesco incontrerà il 22 settembre i vescovi e direttori nazionali che si occupano di migranti all’interno delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee). L’incontro annuale si svolgerà a Roma, presso la Bonus Pastor, dal 21 al 23 settembre, a porte chiuse. Oltre all’udienza di Papa Francesco la mattina in Vaticano ci sarà un dialogo-confronto con i responsabili per la sezione “Migranti e Rifugiati” del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale e la presentazione del rapporto sul lavoro delle Conferenze episcopali nell’ambito della pastorale dei migranti da parte del prof. Gian Carlo Blangiardo, docente presso l’Università di Milano Bicocca. “I direttori nazionali presenteranno le attuali sfide, proprie a ciascun Paese, dell’accoglienza e dell’integrazione dei migranti”, spiega una nota del Ccee. Seguirà l’intervento dei responsabili della Santa Sede che riferiranno sulle priorità e i progetti su cui lavora il dicastero vaticano. Questo tempo di dialogo si concluderà con una discussione sulle modalità di coordinamento tra i vari attori della pastorale dei migranti in Europa (Santa Sede, Conferenze episcopali, organismi ecclesiali internazionali). I lavori si concluderanno nella mattinata di sabato 23 settembre con una visita al Centro San Saba, gestito dall’Associazione Centro Astalli (il Servizio dei Gesuiti per i rifugiati in Italia) e che ospita uomini richiedenti asilo e titolari di protezione internazionale.

Cortile di Francesco: Minniti (ministro Interno), “dobbiamo fare di tutto per approvarlo in questa legislatura”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:25

(dall’inviata ad Assisi) “Dobbiamo fare di tutto per approvarlo in questa legislatura”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Marco Minniti, interpellato sullo “ius soli” da Corrado Formigli, moderatore dell’incontro con cui ieri sera si è concluso ad Assisi il “Cortile di Francesco”. “Penso ci siano le condizioni per costruire una maggioranza parlamentare”, ha proseguito Minniti, secondo il quale bisogna fare, inoltre, una battaglia culturale: “Non c’è alcun rapporto tra gli sbarchi sulle nostre coste e lo ius soli, che in realtà è uno ius soli molto temperato da uno ius culturae: riguarda i figli degli immigrati regolari che hanno passato la loro vita in Italia, sono nati qui e hanno fatto un ciclo di studi”. E di “ius soli” ha parlato anche il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio Consiglio della cultura, protagonista insieme a lui del dibattito: “Più che di ius soli io parlerei di ius culturae”, ha detto anche lui, citando un passo dell’Esodo: “Vi sarà una stessa legge per colui che è nato dentro la tua terra e per lo straniero che è venuto ad abitare in essa. Tratterai l’altro con la stessa modalità con cui tratti tuo figlio”. “Se una persona ha vissuto un’esperienza significativa nel nostro Paese, ha il diritto di essere membro della nostra stessa comunità”, ha commentato Ravasi, secondo il quale “il contrassegnare il fenomeno migratorio come emergenza lo fa diventare un vessillo terribile che genera incubo e paura”. I numeri reali, invece, che riguardano l’Italia “sono numeri incomparabili”, ad esempio, con quelli del Libano, un Paese di 4.500.000 abitanti di cui 2.300.000 sono rifugiati.

Papa Francesco: Angelus, Dio ci perdona “sempre”, ma non può farlo “se chiudiamo il cuore all’amore per gli altri”

Agensir.it - Mon, 2017-09-18 09:01

Il perdono “non nega il torto subito, ma riconosce che l’essere umano, creato ad immagine di Dio, è sempre più grande del male che commette”. Lo ha detto il Papa, durante l’Angelus di ieri, al quale secondo la Gendarmeria vaticana hanno partecipato 30mila persone. Commentando la pagina in cui Gesù, rispondendo a Pietro su quante volte dovrà perdonare il fratello che commette una colpa, ha detto:”Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette”, Francesco ha commentato: “Vale a dire sempre”, come spiega anche la parabola del re misericordioso e del servo spietato, nella quale emerge tutta “l’incoerenza di colui che prima è stato perdonato e poi si rifiuta di perdonare”. “L’atteggiamento incoerente di questo servo è anche il nostro quando rifiutiamo il perdono ai nostri fratelli – ha ammonito il Papa – mentre il re della parabola è l’immagine di Dio che ci ama di un amore così ricco di misericordia da accoglierci, amarci e perdonarci continuamente”. Il perdono di Dio inizia infatti fin dal battesimo, con il “condono di un debito insolvibile che è il peccato originale”; e poi “con una misericordia senza limiti, ci perdona tutte le colpe non appena mostriamo anche solo un piccolo segno di pentimento”. Di qui la necessità di vincere la “tentazione di chiudere il cuore a chi ci ha offeso e ci chiede scusa”. “Chiunque abbia sperimentato la gioia, la pace e la libertà interiore che viene dall’essere perdonato può aprirsi alla possibilità di perdonare a sua volta”, ha assicurato Francesco, citando il corrispondente versetto del Padre Nostro: “Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori”. “Il perdono di Dio è il segno del suo straripante amore per ciascuno di noi”, ha concluso il Papa; “è l’amore che ci lascia liberi di allontanarci, come il figlio prodigo, ma che attende ogni giorno il nostro ritorno; è l’amore intraprendente del pastore per la pecora perduta; è la tenerezza che accoglie ogni peccatore che bussa alla sua porta. Il Padre celeste è pieno di amore e vuole offrircelo, ma non lo può fare se chiudiamo il nostro cuore all’amore per gli altri”.

Eppur si muove...

Marco Pozza - Mon, 2017-09-18 00:24

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