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Cina: p. Guo Jiang (“La Civiltà Cattolica”), Chiesa cattolica “impari a rapportarsi a cultura e ad autorità politica”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 16:04

Oltre che ad “attuare una strategia missionaria nella rete”, la Chiesa cattolica in Cina “deve imparare a rapportarsi alla cultura locale e all’autorità politica”. Lo afferma padre Joseph You Guo Jiang, sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Secondo il gesuita, “la Chiesa dovrebbe adottare nuove strategie per raggiungere il maggior numero possibile di persone, per dialogare e comunicare in una società sempre più secolarizzata”. Solo quando “essa uscirà dal proprio recinto per abbracciare e apprezzare aspetti diversi della vita umana, potrà dare un contributo significativo allo sviluppo culturale, spirituale e sociale della nazione cinese”. Per questo, insiste Guo Jiang, “la Chiesa cattolica cinese è chiamata a ridefinire il suo ruolo e le sue relazioni con il Partito comunista e con la sua ideologia. Questo non significa che la Chiesa debba essere d’accordo con la politica e con i valori del Partito, ma piuttosto che essa debba trovare soluzioni flessibili ed efficaci per continuare la sua missione e il suo ministero in Cina”. Insomma, una Chiesa “aperta” e al tempo stesso “con caratteri e identità cinesi”. “È proprio questo – conclude Guo Jiang – il messaggio di papa Francesco alla Cina. Nella sua prima storica intervista a Francesco Sisci, per Asia Times del 28 gennaio 2016, il Papa aveva detto: ‘È una terra benedetta in molti modi. E la Chiesa cattolica, che tra i suoi compiti ha il rispetto di tutte le civiltà, ha più che mai il dovere di rispettare questa civiltà. La Chiesa ha un grande potenziale nel ricevere cultura’”. “Possano i cattolici cinesi, insieme a quanti seguono altre nobili tradizioni religiose, divenire segno concreto di carità e riconciliazione”, l’auspicio di Francesco all’Angelus del 22 maggio 2016.

Cina: p. Guo Jiang (“La Civiltà Cattolica”), “evangelizzazione e missione hanno bisogno di un laicato ben preparato”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 16:02

Il cattolicesimo cinese del XXI secolo ha davanti a sé molte sfide e opportunità. Per affrontarle, la Chiesa è chiamata a sviluppare “una Chiesa cattolica cinese dai tratti cinesi”, in modo da “inculturare i suoi insegnamenti e i valori del Vangelo”. Ne è convinto padre Joseph You Guo Jiang. Sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”, il gesuita traccia un affresco del cattolicesimo in una Cina sempre più capitalistica e secolarizzata. “In questo repentino cambiamento economico, la società e il popolo cinese sono alla ricerca di un senso”, mentre la “via cristiana” di questa ricerca “è un tema di attualità nel dibattito sociale, politico ed educativo”. Nel Paese oggi la Chiesa “gode, in molte regioni, di una relativa autonomia dal controllo del governo centrale e locale”, tuttavia dopo una rapida crescita, le vocazioni sacerdotali sono in calo ed oggi si contano in Cina 3.316 preti e 5.622 suore che devono prendersi cura di 20-25 milioni di cattolici. Oltre ad affrontare la crisi vocazionale, osserva Guo Jiang, la Chiesa “è chiamata anche ad attuare una strategia formativa chiara ed efficace per il laicato, che rappresenta una risorsa potenziale e il nucleo della Chiesa futura in Cina”. “L’evangelizzazione e la missione hanno bisogno di un laicato ben preparato”, sostiene richiamando al riguardo le indicazioni della Commissione vaticana per la Chiesa in Cina (2012). Importante puntare sui giovani e valorizzare sacerdoti, religiosi/e e laici che negli ultimi vent’anni sono andati a studiare all’estero e sono successivamente rientrati nel Paese: la Santa Sede ha nominato vescovi cinque sacerdoti provenienti da questa esperienza.

Papa Francesco: su Tv2000 sabato 3 giugno la veglia ecumenica di Pentecoste

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 15:43

Sabato 3 giugno, alle 16, in collaborazione con il Ctv, Tv2000 segue in diretta l’incontro ecumenico del Rinnovamento carismatico cattolico nel mondo con Papa Francesco al Circo Massimo. Domenica 4 giugno alle 10.30 sarà inoltre trasmessa in diretta da piazza San Pietro la messa di Pentecoste del Papa e la recita del Regina Coeli.

Saranno presenti numerosi leader delle realtà carismatiche cattoliche, evangeliche e pentecostali provenienti da diversi Paesi. Il programma di sabato 3 giugno prevede momenti di preghiera e gli interventi del predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa, e del pastore della Chiesa evangelica della riconciliazione, il rev. Giovanni Traettino. Il Papa, secondo programma, arriverà verso le ore 18 per presiedere la preghiera ecumenica.

Parlamento Ue: contrastare l’antisemitismo in Europa. Nelle scuole insegnare la tragedia dell’Olocausto

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 15:25

(Bruxelles) “L’incitamento all’odio e la violenza nei confronti dei cittadini ebrei europei sono incompatibili con i valori dell’Ue, per cui tutti gli Stati membri devono adottare misure per garantire” la loro sicurezza. Gli eurodeputati hanno votato oggi, in chiusura di sessione plenaria a Bruxelles, una risoluzione con la quale invitano i leader politici nazionali a opporsi “sistematicamente e pubblicamente” alle dichiarazioni antisemite e chiedono a ogni Stato membro di nominare un coordinatore nazionale per combattere l’antisemitismo. Nel documento si evidenzia che “la motivazione razziale deve rappresentare un aggravante nella persecuzione di atti criminali, e che gli atti antisemiti su internet dovrebbero essere perseguiti proprio come quelli commessi offline”. Alcune annotazioni riguardano il contrasto transnazionale all’antisemitismo. Tutti gli Stati membri dovrebbero far propria la definizione di antisemitismo utilizzata dall’Alleanza per l’Olocausto. I motori di ricerca, i social media e le piattaforme “dovrebbero intraprendere azioni più decise per combattere l’odio anti-semitico”. Inoltre la storia dell’Olocausto, o Shoah, “dovrebbe essere insegnata nelle scuole e i libri di storia dovrebbero fornire una descrizione accurata della storia e della vita degli ebrei, evitando tutte le forme di antisemitismo”.

Austria: Ordini religiosi, conferenza economica. Holztrattner (Accademia cattolica), “buona politica è forma più sostenibile di carità”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 15:08

Gli Ordini religiosi femminili e maschili dell’Austria vogliono affinare la loro attenzione alla sostenibilità economica e sociale concreta, allineando le rispettive linee pastorali all’enciclica “Laudato si’”: a partire da questo spunto si è sviluppata la conferenza economica che si è tenuta martedì e mercoledì 30 e 31 maggio, nella quale, attraverso il confronto con le sfide sociali attuali – rifugiati, disoccupazione, inquinamento – 80 rappresentanti degli ordini hanno impostato “una regola d’oro comune” per avviare nuovi cammini pastorali. Magdalena Holztrattner, direttrice dell’Accademia sociale cattolica (Ksoe), ha prospettato responsabilità e richieste, anche alla luce del sempre maggiore deficit di accessibilità alla ricchezza per molte persone: “Le nuove economie nascono dalla presa di coscienza della terra come casa comune – ha detto Holztrattner – e quello che alla terra facciamo lo facciamo a noi stessi”. Ma “la sofferenza dei poveri e degli emarginati causata dal degrado ambientale richiede una conversione ecologica globale”. Per questo “una buona politica è la forma più sostenibile di carità” e per l’esperta deve essere manifesta nel modo di vivere dei cristiani: “Da noi è atteso uno stile di vita ecologico e sostenibile, e lo possiamo raggiungere con l’istruzione nel profondo del cuore”. Infatti Holztrattner ha ribadito che “con l’istruzione si promuove la consapevolezza ecologica olistica per consentire nuove modalità di produzione e consumo”.

Bambini vittime conflitti armati: Rotigliano (Unicef), “ci sono guerre dimenticate. Non c’è solo la Siria”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 15:05

Nel mondo 230 milioni di bambini vivono in paesi dove sono in atto conflitti, 30 milioni invece sono sfollati. Oltre ai numeri impressionanti, a preoccupare il rappresentante dell’Unicef, Gianfranco Rotigliano – come ha spiegato in occasione della conferenza “Children victims of armed conflicts” promossa dal Sovrano ordine di Malta e dall’ambasciata della Repubblica Ceca presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta – è l’incapacità della comunità internazionale di attivarsi per prevenire gli abusi sull’infanzia. “In Italia – afferma Rotigliano a margine dell’incontro – vediamo alcuni conflitti, come la Siria, più di altri. Ma ci sono guerre in altre aree, ad esempio, Repubblica Centro africana, Sud Sudan, una parte del Bangladesh e Niger. In posti dove l’Unicef non riesce ad entrare, come la Libia o il Niger, sappiamo che i bambini imprigionati subiscono ogni forma di violenza. È difficile sanare questa situazione, è difficile lavorare in Africa dove i trafficanti riescono a convincere le famiglie a far partire i bambini”. Il rappresentante dell’Unicef ha elencato le sei peggiori violazioni oggi perpetrate ai danni dei bambini su cui l’organizzazione compie un report annuale per le Nazioni Unite. Si va dall’uccisione e le mutilazioni al reclutamento di bambini e agli stupri, dagli attacchi a scuole ed ospedali fino alla negazione di accessi umanitari. “Sono violazioni che vediamo tutti i giorni – ha commentato -. Anche ai tempi della guerra in Bosnia chiedevamo corridoi umanitari per vaccinare i bambini ma le parti in causa non hanno interesse perché vogliono tenere sotto pressione le comunità”. Altro dramma è la mancanza di istruzione che, secondo Rotigliano, “sarebbe invece una possibilità in più affinché quei bambini non abbraccino in futuro un fucile”. “La coscienza nel mondo non esiste – ha proseguito -. Quando la gente vede il corpo di un bambino sulla spiaggia si commuove ma lo fa per emotività non per un senso etico. Bisogna invece investire per proteggere i bambini e non solo a parole. Il mondo non dà abbastanza, solo quattro o cinque Paesi danno lo 0,7 del Pil all’Unicef. La cosa migliore sarebbe portare la gente a vedere i drammi dei conflitti per capire e prendere le decisioni”. “Questo Papa – ha concluso – è grandioso, c’è n’è fossero altri sette così o anche altri sette leader come lui andremmo più lontano”.

Bambini vittime conflitti armati: Bocek (Consiglio d’Europa), “prevenire abusi è emergenza continua”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 15:03

I numerosi conflitti in corso contano milioni di bambini come vittime di abusi di diverso tipo. Il tema è stato affrontato questa mattina durante la conferenza “Children victims of armed conflicts” promossa dal Sovrano ordine di Malta e dall’ambasciata della Repubblica Ceca presso la Santa Sede e il Sovrano Ordine di Malta. Il rappresentante speciale del Segretario generale dei migranti e rifugiati del Consiglio d’Europa, Tomas Bocek, ha sottolineato che i bambini sono particolarmente vulnerabili nelle varie situazioni di crisi oggi in atto. “È chiaro – ha dichiarato – che non è più una situazione temporanea ma una emergenza continua. La prossima sfida, per la comunità internazionale ed europea, è quella di migliorare il programma di protezione per i bambini vittime dei conflitti. I bambini vittime delle guerre non hanno speranza nel futuro e non sempre i programmi per proteggerli sono risultati sufficienti”. “Alcuni bambini – ha affermato Gianfranco Rotigliano, responsabile del gruppo di lavoro per i migranti e i rifugiati dell’Unicef – sono reclutati come soldati, moltissime bambine invece sono rapite per diventare schiave del sesso”. “La serie di obiettivi – ha continuato – che l’Unicef si pone per arginare questa emergenza è composta dalla promozione dell’adesione agli standard internazionali di norme, il controllo dei meccanismi, la prevenzione del reclutamento dei bambini, il supporto per far scappare dalla prigionia e il successivo supporto psicologico”. Durante la tavola rotonda incentrata sul processo di ricostruzione e integrazione, l’ambasciatrice straordinaria e plenipotenziario del Mozambico in Italia, Maria Manuela dos Santo Lucas, ha parlato dell’esperienza vissuta nel Paese africano.”In Mozambico – ha ricordato – dopo i conflitti degli anni 90, è stato veramente difficile ricostruire il Paese e riabilitare i bambini vittime. Il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà. Grazie all’aiuto di alcune organizzazioni internazionali, fra cui l’Unicef e l’Unesco, cerchiamo di costruire una cultura della pace, una lingua della pace”.

Lithuania: bishops write to catechists and teachers of religion, “revealing the beauty of faith to the young”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:50

“We sincerely thank you for your faithful efforts, for the serious preparation of your lectures, for your relationships with your students and for attending the courses and retreats that helped you grow not only professionally but also spiritually”. This is the beginning of a letter that, by the end of the academic year, the bishops sent to catechists and teachers of religion: actually, they have the job of “revealing the beauty of faith to the young, helping them understand the meaning and depth of life, strengthening hope”. The bishops also thank catechists for “their example”, since “the teaching of religion is also moral education”. “We Catholics are not only entitled to our own opinions, we are also called by Christ Himself to express and explain them, with love and respect”, says the letter, which rejects the accusations of “homophobia” raised against the Church and mentions Pope Francis’s warning about “gender” ideologies. Finally, the bishops asks catechists and teachers to “help and assist the young in taking part in this outstanding celebration of faith” which will be the Lithuanian Youth Day (Vilnius, 23-25 June) and which will end with the beatification of archbishop Teofilius Matulionis.

Lituania: vescovi scrivono a catechisti e insegnanti di religione, “rivelare ai giovani la bellezza della fede”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:50

“Vi ringraziamo sinceramente per il vostro lavoro fedele, per la seria preparazione delle lezioni, per la vostra relazione con gli studenti e per aver partecipato ai corsi e ritiri che hanno contribuito alla vostra crescita non solo professionale, ma anche spirituale”. Questo è l’incipit di una lettera che alla fine dell’anno scolastico, i vescovi lituani hanno indirizzato ai catechisti e agli insegnanti di religione: a loro infatti è affidato il compito di “rivelare ai giovani la bellezza della fede, aiutarli a comprendere il senso e la profondità della vita, rafforzare la speranza”. I vescovi ringraziano i catechisti anche per il “loro esempio”, dal momento che “l’insegnamento della religione è anche educazione morale”. “Noi cattolici abbiamo non solo il diritto di avere le nostre opinioni, ma anche siamo sollecitati da Cristo stesso ad esprimerle e a spiegarle con rispetto e con amore”, si legge nella lettera che respinge le accuse di “omofobia” sollevate nei confronti della Chiesa e ricorda l’avvertimento di Papa Francesco rispetto all’ideologia “gender”. I vescovi infine chiedono a catechisti e insegnanti di “aiutare e di accompagnare i giovani nella partecipazione a questa straordinaria festa di fede” che sarà la Giornata della gioventù lituana (Vilnius 23-25 giugno) che si concluderà con la beatificazione dell’arcivescovo Teofilo Matulionio.

Papa Francesco: cordoglio per la morte del card. Lobomyr Husar. “Ricordo la sua tenace fedeltà a Cristo, nonostante le persecuzioni”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:32

Cordoglio di Papa Francesco per la morte del cardinale ucraino Lobomyr Husar, arcivescovo maggiore emerito di Kyiv-Halyč, morto ieri all’età di 84 anni. In un telegramma indirizzato a Sua Beatitudine Sviatoslav Shevchuk, arcivescovo maggiore di Kyiv-Halyč, il Pontefice ha ricordato lo straordinario impegno del porporato per la “rinascita della Chiesa Greco-cattolica ucraina”. “Ricordo – si legge nel testo nel telegramma – la sua tenace fedeltà a Cristo, nonostante le privazioni e le persecuzioni contro la Chiesa, come anche la sua feconda attività apostolica per favorire l’organizzazione dei fedeli greco-cattolici discendenti dalle famiglie forzatamente trasferite dall’Ucraina occidentale”, nonché “il suo sforzo di trovare vie sempre nuove di dialogo e di collaborazione con le Chiese ortodosse”.

Media vaticani: mons. Viganò (SpC), per la riforma “ci vogliono quattro anni. Sono soddisfatto del lavoro fatto finora”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:30

Per la riforma dei media vaticani “abbiamo valutato che ci vogliono quattro anni, più uno di assestamento. Due sono già passati e mi ritengo soddisfatto del lavoro che abbiamo fatto”. Lo afferma monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero di “Prima”, mensile che si occupa di come funziona e cambia il sistema dell’informazione. “Si è trattato di due anni intensi e coinvolgenti”, spiega il prefetto, aggiungendo che “un pilastro su cui ci siamo basati è stato quello della formazione” perché “per noi il valore più importante sono le persone, il cosiddetto capitale umano”. Non sono mancate le difficoltà: la prima “è prettamente istituzionale perché alcuni di questi organismi erano enti autonomi, altri rispondevano alla Curia romana e altri ancora allo Stato della Città del Vaticano”, il “mettere insieme persone che per la stessa mansione lavorativa ricevono retribuzioni differenti”, il superamento della “mentalità culturale del ‘si è sempre fatto così’”. Le persone coinvolte, prosegue il prefetto, sono “circa 700, il che fa capire quanto sia difficile ma anche ineludibile affrontare la questione” ma “i risultati si vedono perché, giorno dopo giorno, riusciamo a coinvolgere qualcuno in più”. Viganò sottolinea anche che “l’importante è che vi sia un’unica e coerente linea editoriale” visto che “fino a poco tempo fa non esisteva una linea editoriale unitaria”. Il prefetto poi osserva come “tenere presente la variabile dell’errore ci è di grande aiuto” e, rispetto ad un certo “conservatorismo”, rileva che “si tratta di pochi, ma avvelenano i pozzi” da cui “beviamo tutti”. “Non penso che tali patologie scompaiano perché vi sarà sempre un aspetto residuale della malattia”, conclude Viganò, evidenziando che “l’importante è definirla come tale e tenerla sotto controllo”.

Media vaticani: mons. Viganò (SpC), “per il Papa la riforma non è un’imbiancatura”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:26

Parlando alla prima assemblea plenaria della Segreteria per la Comunicazione, Papa Francesco ha “ribadito ai membri del dicastero che quello che ha voluto non è ‘un’imbiancatura’ ma un ripensamento del sistema comunicativo”. Lo afferma monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede, in un’intervista pubblicata sull’ultimo numero di “Prima”, mensile che si occupa di come funziona e cambia il sistema dell’informazione. “Il Papa – prosegue Viganò – ha riaffermato l’irreversibilità dei passi finora compiuti e ribadito di aver voluto questo sistema proprio perché oggi la convergenza digitale comporta il fatto che non vi siano più singoli media, o meglio non esistano più le loro identità individuali, il che ci obbliga a pensare e organizzare un sistema multimediale”. Per il prefetto, “bisogna chiedersi cosa un contesto digitale chieda alla Chiesa rispetto alle forme concrete dell’essere Chiesa”. Per esempio, “la parrocchia secondo il diritto canonico è configurata rispetto al territorio” ma “a questo punto credo sia inevitabile che la categoria semantica di ‘territorio’ debba essere, non dico sostituita, ma quanto meno integrata”. “La cultura digitale si presenta davvero come una grande sfida per la Chiesa, così come lo è per la società”, aggiunge Viganò, anche perché “i media sono – e questo è sotto gli occhi di tutti – totalmente innestati nella vita delle persone”.

Papa Francesco: ricevuto in udienza membro croato della Presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:19

Oggi Papa Francesco ha ricevuto in udienza, nel Palazzo apostolico vaticano, Dragan Čović, membro croato della Presidenza collegiale della Bosnia ed Erzegovina, il quale si è successivamente incontrato con il card. Pietro Parolin, segretario di Stato di Sua Santità, accompagnato dall’arcivescovo Paul R. Gallagher, segretario per i Rapporti con gli Stati. Lo riferisce un comunicato della Sala stampa vaticana. “Nel corso dei cordiali colloqui – si ricorda in una nota – è stata espressa soddisfazione per le buone relazioni bilaterali, consolidate dall’Accordo di Base del 2006, e ci si è intrattenuti sulla situazione nel Paese, sulle sfide che esso si trova ad affrontare e sulle sue aspirazioni europee, con uno scambio di vedute su temi d’interesse, quali la pace, la riconciliazione, il dialogo interreligioso e la presenza della comunità cattolica nel Paese”. Nel prosieguo della conversazione, informa la nota, “sono state passate in rassegna alcune situazioni dell’attualità politica internazionale, con speciale riferimento al contesto regionale”.

Diritto d’asilo: Cir, al via la quarta edizione del concorso “Fammi vedere”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 14:05

Il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) promuove per il 2017 la quarta edizione del concorso “Fammi vedere” per cortometraggi sul diritto d’asilo. Il bando è rivolto a tutti coloro che intendono raccontare, con linguaggio cinematografico, il complesso mondo dei richiedenti asilo e dei rifugiati. “È particolarmente importante la partecipazione e il coinvolgimento dei giovani e delle scuole di cinema che spesso riescono ad offrire un diverso e originale punto di vista”, si legge in una nota. I cortometraggi, della durata massima di 120 secondi, dovranno essere inviati entro il 15 ottobre 2017.

L’iniziativa è sostenuta da personalità del mondo della cultura e dello spettacolo che faranno parte della giuria e potranno presentare, fuori concorso, dei contributi sul tema del diritto d’asilo. Potranno essere eventualmente chiamati a integrare la giuria esponenti del mondo dei rifugiati, delle associazioni, dei media e del mondo scolastico. I tre corti vincitori del concorso otterranno rispettivamente un premio di 1.000/500/300 euro. La premiazione avrà luogo in una serata di raccolta fondi che si terrà entro la fine dell’anno 2017 a Roma. Il Cir inserirà i cortometraggi finalisti sul proprio canale e si riserva di adottare i cortometraggi vincitori del concorso per le proprie campagne di comunicazione sociale e di raccolta fondi sui mezzi radiotelevisivi. Info: www.cir-onlus.org

Diocesi: Vicenza, sabato 3 giugno mons. Pizziol ordina quattro nuovi sacerdoti

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:43

Sono quattro i nuovi sacerdoti che verranno ordinati sabato 3 giugno dal vescovo di Vicenza, monsignor Beniamino Pizziol. Si tratta di Andrea Pernechele (27 anni, di Stroppari di Tezze sul Brenta), Davide Zanoni (27 anni, di Marano Vicentino), Luca Centomo (34 anni, di Locara di San Bonifacio) e Stefano Guglielmi (34 anni, di Monticello Conte Otto): hanno compiuto gli studi teologici e il cammino formativo presso il Seminario Vescovile di Vicenza. La cerimonia di consacrazione si terrà a partire dalle 16 nella cattedrale di santa Maria Annunciata. “Già da qualche anno – si legge in una nota – gli ordinandi presbiteri hanno affiancato alla formazione teologica in seminario un’esperienza di tirocinio pastorale in una comunità parrocchiale: don Pernechele a Nove e Marchesane, don Zanoni a Malo e Molina, don Centomo a Torri di Quartesolo, Lerino e Marola, don Guglielmi a San Bonifacio”. In attesa di conoscere da mons. Pizziol la loro prima destinazione di servizio pastorale come presbiteri, domenica 4 giugno, nella solennità di Pentecoste, i novelli sacerdoti celebreranno la loro prima Messa nelle rispettive comunità di origine. Il rettore del Seminario, mons. Carlo Guidolin, affida “i quattro giovani ordinandi alla preghiera di tutti, affinché più che organizzare o fare, siano veri uomini di comunione, volti a incoraggiare e a sostenere i cammini di fede delle comunità a cui saranno inviati”.

Festival della comunicazione: Zanotti (“Corriere Cesenate”), “ciascuno di noi è chiamato a giocare il proprio ruolo, piccolo o grande”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:27

“Non ci si può nascondere di fronte alle proprie responsabilità e ciascuno di noi è chiamato a giocare il proprio ruolo, piccolo o grande non ha importanza. Internet, carta stampata, tv, radio sono senz’altro in prima linea. Ma il comunicare oggi si coniuga anche con musica, arte, spettacolo, poesia, come abbiamo cercato di far comprendere grazie agli appuntamenti messi in agenda con lo scopo dichiarato, se possibile, di non lasciare indietro nulla”. Così Francesco Zanotti, direttore del “Corriere Cesenate”, settimanale diocesano di Cesena-Sarsina, sintetizza così i 10 giorni del Festival della comunicazione che si è tenuto nel cesenate (19-29 maggio). “La kermesse messa in piedi su proposta della Società di San Paolo e delle Paoline ci ha fornito la straordinaria opportunità di offrire al territorio il mondo della comunicazione declinato in numerose accezioni”, riconosce Zanotti, segnalando “il positivo coinvolgimento tentato e in gran parte riuscito di pianeti molto diversi tra loro che con noi si sono imbarcati, e speriamo siano rimasti soddisfatti, in questa inconsueta avventura”. “I messaggi sono arrivati chiari e forti – prosegue il direttore – come quelli lanciati da don Patriciello e da don Ciotti” o nella “serata con l’ergastolano Carmelo Musumeci” per una “fortissima presa di coscienza con un mondo, quello del carcere, ignoto quasi a tutti”. “La speranza e la fiducia sono state il filo conduttore del Festival e sono state evocate infinite volte”, ricorda il direttore. “La prima per guardare avanti senza catastrofismi. La seconda – conclude Zanotti – per tenere unito il filo che ci lega gli uni agli altri”.

Papa Francesco: a Congregazione Clero, “camminare sempre, perché un prete non è mai arrivato”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:13

Il secondo “atteggiamento” raccomandato dal Papa ai giovani sacerdoti durante l’odierna udienza ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per il Clero è “camminare sempre, perché un prete non è mai ‘arrivato’. Resta sempre un discepolo, pellegrino sulle strade del Vangelo e della vita, affacciato sulla soglia del mistero di Dio e sulla terra sacra delle persone a lui affidate”. Mai, assicura Francesco, “potrà sentirsi soddisfatto né potrà spegnere la salutare inquietudine che gli fa tendere le mani al Signore per lasciarsi formare e riempire. Perciò, aggiornarsi sempre e restare aperti alle sorprese di Dio!”. Di qui l’invito ad essere “creativi nell’evangelizzazione, frequentando con discernimento i nuovi luoghi della comunicazione, dove incontrare volti, storie e domande delle persone, sviluppando capacità di socialità, di relazione e di annuncio della fede”. Allo stesso modo, essi possono “stare in rete” con gli altri presbiteri e “impedire che il tarlo dell’autoreferenzialità freni l’esperienza rigenerante della comunione sacerdotale”. Per il Papa, “in ogni ambito della vita presbiterale è importante progredire nella fede, nell’amore e nella carità pastorale, senza irrigidirsi nelle proprie acquisizioni o fissarsi nei propri schemi.

Papa Francesco: a Congregazione Clero, “condividere con il cuore”. Sacerdozio non è “ufficio burocratico”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:12

“Condividere con il cuore, perché la vita presbiterale non è un ufficio burocratico né un insieme di pratiche religiose o liturgiche da sbrigare” me è “giocarsi la vita per il Signore e per i fratelli, portando nella propria carne le gioie e le angosce del Popolo, spendendo tempo e ascolto per sanare le ferite degli altri, e offrendo a tutti la tenerezza del Padre”. Questa la terza e ultima consegna ideale di Papa Francesco ai giovani sacerdoti, stamani durante l’udienza in Vaticano ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per il Clero. Dal Pontefice l’esortazione a “vivere questa condivisione con i giovani e i ragazzi”, a stare in mezzo a loro “come chi sa condividere con il cuore la loro vita, ascoltare le loro domande e partecipare concretamente alle diverse vicissitudini della loro vita. I giovani non hanno bisogno di un professionista del sacro o di un eroe che, dall’alto e dall’esterno, risponda ai loro interrogativi; essi sono attratti piuttosto da chi sa coinvolgersi sinceramente nella loro vita, affiancandoli con rispetto e ascoltandoli con amore. Si tratta di avere un cuore colmo di passione e compassione, soprattutto verso i giovani”. “Pregare senza stancarsi, camminare sempre e condividere con il cuore – la conclusione di Francesco – significa vivere la vita sacerdotale guardando in alto e pensando in grande. Non è un compito facile, ma si può mettere piena fiducia nel Signore perché Egli ci precede sempre nel cammino”.

Papa Francesco: a Congregazione Clero, giovane sacerdote “preghi senza stancarsi”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:10

“Pregare senza stancarsi” è la prima delle tre “consegne” affidate idealmente questa mattina dal Papa ai giovani sacerdoti, insieme a “camminare sempre” e a “condividere con il cuore”. Nell’udienza in Vaticano ai partecipanti alla plenaria della Congregazione per il Clero, dopo avere risposto al saluto del card. Beniamino Stella, Francesco ha richiamato la recente promulgazione della “Ratio Fundamentalis” ed ha incentrato la sua riflessione sui giovani preti. Per il Pontefice, l’esistenza di giovani fragili e disorientati “non deve impedirci di riconoscere che i giovani sono capaci di scommettere ‘fermamente’ sulla vita” e di essere “un antidoto” alla rassegnazione. “Voi siete scelti, siete cari al Signore! – il pensiero del Papa verso i giovani sacerdoti – Dio vi guarda con tenerezza di Padre e, dopo avere fatto innamorare il vostro cuore, non lascerà vacillare i vostri passi”. Definendoli “giovinezza della Chiesa” e pensando alla nuova Ratio, la sottolineatura di “tre atteggiamenti importanti”. Il primo, spiega Francesco, “perché possiamo essere ‘pescatori di uomini’ solo se noi per primi riconosciamo di essere stati ‘pescati” dalla tenerezza del Signore’”. “Pregare sempre, mi raccomando!”, l’esortazione del Pontefice: “Ogni giorno abbiamo bisogno di fermarci, metterci in ascolto della Parola di Dio e sostare davanti al Tabernacolo”. “La preghiera, la relazione con Dio, la cura della vita spirituale danno anima al ministero, e il ministero, per così dire, dà corpo alla vita spirituale: perché il prete santifica sé stesso e gli altri nel concreto esercizio del ministero, specialmente predicando e celebrando i Sacramenti”.

Papa Francesco: a Congregazione Clero, “riempire i posti vuoti con gente non chiamata dal Signore” è “un’ipoteca per la Chiesa”

Agensir.it - Thu, 2017-06-01 13:09

“Non riempire” i “posti vuoti” con “gente che non è stata chiamata dal Signore, non prendere da qualsiasi parte; esaminare bene la vocazione di un giovane, l’autenticità, e se viene per rifugiarsi o perché sente la chiamata del Signore”. È il monito rivolto questa mattina dal Papa ai  partecipanti alla plenaria della Congregazione per il Clero, ricevuti in udienza. “Accogliere soltanto perché abbiamo bisogno, cari vescovi, questa è un’ipoteca per la Chiesa! – avverte Francesco – Un’ipoteca”. Il Pontefice invita inoltre a non lasciare soli i sacerdoti: “I vescovi vicini ai sacerdoti; i vescovi vicini ai preti. Quante volte io ho sentito le lamentele di sacerdoti… Questo l’ho detto tante volte – forse lo avrete sentito –: ho chiamato il vescovo; non c’era, e la segretaria mi ha detto che non c’era; ho chiesto un appuntamento; ‘È tutto pieno per tre mesi…’. E quel prete rimane staccato dal vescovo”. Dal Papa l’invito ai presuli a richiamare i preti che li hanno cercati “quello stesso giorno, alla sera o il giorno dopo, non di più” per valutare insieme “se è urgente, non urgente”. “Vicinanza. Vicinanza ai preti – conclude Francesco -. Non si può governare una diocesi senza vicinanza, non si può far crescere e santificare un sacerdote senza la vicinanza paterna del vescovo”.

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