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Ungheria: incontro rappresentanti Conferenze episcopali d’Europa centro-orientale. “Le sfide per le nostre Chiese”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 19:00

“I rappresentanti delle Conferenze episcopali della Repubblica Ceca, della Croazia, della Polonia, della Slovacchia e dell’Ungheria, radunati a Budapest, dopo aver visitato la città storica di Visegrád, luogo dove i responsabili dei nostri popoli si incontravano varie volte sin dal Medioevo, e dopo aver pregato nella basilica di Esztergom davanti all’altare di Sant’Adalberto, martire e vescovo di Praga, nostro comune santo patrono, abbiamo svolto delle discussioni sulle sfide attuali che le nostre Chiese locali devono affrontare”. Lo si legge nel comunicato finale diffuso oggi al termine dell’incontro di rappresentanti delle Conferenze episcopali dell’Europa centro-orientale svoltosi a Budapest il 18-19 ottobre. “Con affetto facciamo nostro il desiderio del Santo Padre Francesco di lavorare per ‘uno slancio nuovo e coraggioso per questo amato continente’, cioè per Europa”, vi si afferma. “L’identità europea, oltre ai fattori geografici, è soprattutto un’identità culturale. Una delle maggiori forze ispiratrici – prosegue il testo – di questa cultura è stata ed è ancora, malgrado tutta la sua secolarizzazione, la religione cristiana. È un tratto caratteristico dell’identità europea la presenza di un gran numero di popoli e nazioni che hanno la loro lingua, la loro cultura, la loro esperienza storica propria, la loro genialità nell’affrontare le sfide della vita umana individuale e comunitaria”.
Quindi: “L’appartenenza nazionale non può essere un motivo di ostilità, di disprezzo degli altri, ma piuttosto un aiuto nel comprendere e rispettare anche gli altri popoli e le altre culture”. Il testo aggiunge: “L’Europa deve essere una vera famiglia dei popoli dove i membri si stimano, si conoscono e cercano di impegnarsi per i valori comuni. Per questo riteniamo necessario che i popoli dell’Europa si conoscano meglio per poter capirsi, rispettarsi, volersi bene a vicenda e sentirsi membri della stessa famiglia”, e “la tecnologia informatica può aprire moltissime possibilità per questa mutua conoscenza”. I rappresentanti delle cinque Conferenze episcopali specificano: “Preghiamo e lavoriamo: per un’Europa che rispetti la vita umana sin dal concepimento fino alla morte naturale e che sia un luogo accogliente per le famiglie; per un’Europa che rispetti la libertà religiosa individuale e collettiva che spetta alla persona per la sua stessa dignità; per un’Europa che riconosca ai popoli pure la possibilità di rispettare in modo giusto quelle religioni che hanno contribuito maggiormente alla formazione della loro cultura e identità”.
Il documento prosegue: “Con uno sguardo accogliente scopriamo e vediamo Cristo stesso in tutte le persone umane, specialmente nei poveri, nei sofferenti, nelle persone senzatetto e in quelli che sono colpiti dalla guerra e che devono lasciare la loro patria. Per questo motivo proponiamo un’azione concreta delle nostre Conferenze episcopali per aiutare i profughi che vivono nel Medio Oriente e che aspettano la possibilità di ritornare nei loro villaggi e nelle loro città. Ci sentiamo particolarmente solidali con quelli che subiscono violenze e persecuzioni per la loro religione cristiana. La loro testimonianza e fedeltà è un conforto spirituale anche per i cristiani dei nostri Paesi”. Infine: “I martiri dell’epoca nazista e comunista, uccisi nei nostri Paesi, ci insegnano il perdono, la misericordia e la riconciliazione spirituale. Chiediamo la loro intercessione per la pace, per la riconciliazione e per l’autentico sviluppo della famiglia umana”.

Giovani e politica: p. Occhetta (Connessioni), “comprendere come vivere il presente progettando il futuro”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 18:50

“Ogni incontro si divide in quattro momenti. Anzitutto l’introduzione spirituale in cui impariamo a conoscere gli strumenti della spiritualità (regole del discernimento, la meditazione, contemplare, la lettura dei desideri ecc.), tutto ciò che è necessario per vivere bene la vita e quindi anche la politica. Se va bene, diventa un metodo personale”. Così padre Francesco Occhetta, scrittore de “La Civiltà Cattolica”, presenta al seminario di studio, promosso questo pomeriggio a Roma da Retinopera, il progetto “Connessioni – percorsi di formazione politica per giovani”, articolato da alcuni anni in diversi incontri presso la sede della rivista. Dopo l’introduzione spirituale, prosegue, si svolge la lezione del relatore. Tra i relatori dell’ultimo anno il ministro Minniti e il procuratore antimafia Roberti. A seguire il lavoro in gruppi su casi concreti inerenti al tema trattato. “Utilizzo la metodologia della casistica – spiega il gesuita – presentando a volte casi in conflitto che i partecipanti devono mediare. Una sorta di palestra di democrazia deliberativa. Infine, la condivisione in plenaria e la consegna del materiale per l’incontro successivo”. L’esperienza di questi anni “ha permesso di individuare come elementi portanti il nostro coinvolgimento attivo e la conoscenza tra noi”. Si tratta, conclude, di “un cammino che ci aiuta a comprendere come vivere il presente (politico) progettando il futuro”; un “modello di ‘scuola’ esportabile anche a livello territoriale”.

Rai Due: “Sulla via di Damasco”, sabato una puntata dedicata a Terra dei fuochi ed ecomafie

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 18:49

Uno speciale su un tema tristemente attuale: l’ambiente, il valore dei valori. Sotto la lente di ingrandimento di “Sulla via di Damasco”, nella puntata di sabato 21 ottobre, alle ore 7.45, su Rai Due, dal titolo “Terra amara”, la questione ambientale di fronte all’urgenza di una coraggiosa rivoluzione morale e culturale. Al programma di mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, si legge in una nota, “testimonianze di impegno civico e sociale di chi lotta con vigore per risolvere le drammatiche conseguenze personali e familiari del degrado ambientale”. Anna Magri e Marzia Caccioppoli sono mamme della “Terra dei fuochi”, che hanno visto morire i propri figli, uno di 22 mesi, l’altro di 9 anni, per colpa dell’inquinamento dei rifiuti interrati. “Racconteranno la loro battaglia coraggiosa contro una tragedia che non è finita, che continua a strappare bambini dalle braccia delle madri – spiega la nota -. Con loro anche don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano e anima di questa lotta, da sempre a fianco di queste madri, nonostante le minacce di chi prova ad azzittirlo e il dolore per questo lento ‘sterminio di massa’, la malattia che non ha risparmiato neppure suo fratello. A completare il quadro di questa tragedia che vede coinvolti camorra, istituzioni e colletti bianchi, la testimonianza del dottor Antonio Marfella, medico di Napoli, che sta spendendo la sua vita per la salvaguardia del diritto alla vita, lanciando ripetuti allarmi su malattie croniche di cui molti fanno finta di non capirne l’origine. Storie di dolore, ma anche di speranza con un comune filo conduttore: cercare una rivincita contro la criminalità”. Continua a scrivere di ecomafie Paolo Borrometi, giornalista, l’altro testimone della puntata. “Parlerà di mafie organizzate che hanno messo le mani nell’agroalimentare in tutta Italia, della loro capacità di fare holding, cui va contrapposta una nuova coscienza civica e la nostra capacità di fare squadra”, conclude la nota.

Migranti: card. Bagnasco (Genova), “spero che il caso di Multedo non diventi una questione politica”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 18:43

“Spero che non sia, e non diventi, una questione strettamente politica perdendo quindi un orizzonte che è più realistico e riguarda delle persone concrete, delle esperienze pregresse” perché “colorare le cose di politica non conduce molto lontano”. Così il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Ccee, in merito all’accoglienza di un gruppo di migranti nel quartiere genovese di Multedo dove oggi sono arrivati i primi 12 richiedenti asilo che saranno accolti in una struttura della diocesi con la collaborazione dell’ufficio diocesano Migrantes. Per il cardinale, “bisogna ragionare e confrontarsi con le realtà che sono già in atto e che hanno mostrato sempre degli esiti positivi, in centri sia più grandi sia più piccoli di diverse parrocchie” dove “dopo i primi conprensibili timori” i residenti “hanno visto che le cose sono molto tranquille e anche molto positive”. Di qui il suo appello agli abitanti del ponente genovese: “Invito ancora a guardare i fatti senza preclusioni nette perché, mi risulta, che il tavolo con le diverse parti è stato prolungato, aperto a ipotesi e soluzioni e su ogni proposta c’è stata una chiusura radicale”. Infine, parlando delle manifestazioni di protesta che si sono svolte nei giorni scorsi nel quartiere, il cardinale ha aggiunto: “C’è da considerare, da quello che sento dire, cosa vuol dire la consistenza quando si parla di popolazione di un quartiere perché, sappiamo bene che, spesso, la maggioranza è sempre abbastanza silenziosa e magari è molto più ragionevole”.

Povertà educativa: Salesiani per il sociale, nel 2016 raggiunti circa 9mila minori. Più di 4mila stranieri destinatari di 58 progetti

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 18:42

Nel 2016 sono stati circa 9mila i minori in difficoltà raggiunti quotidianamente con 163 servizi attivati da Salesiani per il sociale – Federazione Scs/Cnos su tutto il territorio italiano per contrastare la povertà educativa minorile. Questo l’impegno dell’associazione che ha diffuso oggi sul sito www.salesianiperilsociale.it il report delle attività e delle opere svolte nell’ultimo anno. “Lo scorso anno – si legge in una nota – abbiamo coordinato e promosso i progetti di 80 enti non-profit italiani diversificati tra organizzazioni di volontariato, associazioni, cooperative sociali ed enti ecclesiastici ai quali si aggiungono le 100 realtà impegnate esclusivamente nel Servizio civile nazionale”. “Primi destinatari – spiegano – sono quei minori e giovani in situazioni di fragilità sociale compresi quelli che provengono dal sistema di tutela minorile”. Per loro sono stati attivati servizi differenziati in: case famiglia-comunità alloggio (area civile e penale), centri diurni per il sostegno scolastico, gruppi appartamento per ragazzi che hanno compiuto i 18 anni di età, reti di affido familiare. “Dai dati raccolti in questo report – afferma don Giovanni D’Andrea, presidente di Salesiani per il sociale – emerge una povertà economica che funge solo da ‘locomotiva’ di altri tipi di povertà come quella sociale, culturale, morale, affettiva e, non per ultima, quella spirituale”. Per i minori stranieri non accompagnati sono stati attivati 58 progetti, raggiungendo 4068 giovani. Per quanto riguarda il Servizio civile nazionale, sono stati coinvolti oltre mille i giovani in tutta Italia e all’estero in progetti che hanno avuto 43.082 destinatari, per la maggior parte minori tra i 3 i 18 anni, davanti ai giovani tra i 18 e i 25 anni.

Giornali Fisc: “La Voce” (Umbria), da domani la rubrica “Domanda & risposta sulla liturgia”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:55

Il settimanale cattolico umbro “La Voce” con il numero in edicola domani, venerdì 20 ottobre, offrirà ai suoi lettori la nuova rubrica “Domanda & risposta sulla liturgia”. “Sarà curata – si legge in una nota – dal giovane sacerdote perugino don Francesco Verzini, cerimoniere del cardinale Gualtiero Bassetti e specializzando all’Istituto di liturgia pastorale ‘Santa Giustina’ di Padova, tra i più importanti centri di studio su questo argomento”. L’obiettivo – viene spiegato nella presentazione pubblicata sul sito www.lavoce.it – è quello di contribuire a informare su un argomento “forse ancora troppo poco conosciuto nonostante mezzo secolo di riforma conciliare, tanti corsi di approfondimento, la creazione di istituti ad hoc”. Mons. Paolo Giulietti, vescovo ausiliare di Perugia-Città della Pieve e direttore editoriale de “La Voce”, sottolinea come “la rubrica di don Francesco sarà uno spazio di dialogo utile a ravvivare, nei preti e nei laici, quell’entusiasmo per il rinnovamento conciliare che oggi sembra essersi affievolito”. “La cura della liturgia – prosegue il vescovo – non può infatti limitarsi a ben applicare le indicazioni delle rubriche (che comunque non è poca cosa!), ma deve tradursi nel continuo affinamento di un’ars celebrandi capace di favorire l’esperienza viva, gioiosa e ‘popolare’ dell’incontro con Dio e con i fratelli. Penso soprattutto ai giovani, che hanno necessità di celebrazioni belle e coinvolgenti”. La rubrica, ospitata nella stessa pagina in cui è pubblicato il commento al Vangelo della Domenica, avrà “un taglio per nulla clericale e dottrinale”, assicura la nota.

Educazione cattolica: mons. Zani (Santa Sede), “la parità scolastica non è solo un problema economico, ma anche di mentalità e cultura”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:42

“La legge per la parità scolastica in Italia c’è sulla carta, ma non basta avere una legge. Anzitutto, bisogna applicarla in tutti i suoi aspetti, compreso quelli economici, che di più creano problemi nelle istituzioni scolastiche a volte costrette a chiudere per mancanza di mezzi”. Lo ha detto mons. Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, in occasione dell’inaugurazione, questo pomeriggio, della nuova sede dell’Organizzazione internazionale per l’educazione cattolica (Oiec) nella Casa dei Fratelli delle scuole cristiane, in via Aurelia, a Roma. “La parità non è, però, solo un problema economico – ha aggiunto il presule – ma anche di mentalità e di cultura. Purtroppo siamo ancora bloccati dalla frammentazione di posizioni culturali, che sfociano in un impedimento reale alla libertà di educazione, all’intercultura, all’interreligiosità e all’integrazione. Bisogna accompagnare ogni persona a diventare protagonista di una socialità nuova, di un dialogo, di una capacità di costruire il bene comune”. Mons. Zani ha espresso anche apprezzamento per l’impegno in quest’ottica dell’Oiec, che raggruppa le scuole cattoliche di 80 Paesi in tutto mondo. “Avere un coordinamento mondiale come l’Oiec è la risposta a un’esigenza che già il Concilio aveva raccomandato, cioè che le scuole e le università facciano rete tra di loro per sostenersi e far circolare le migliori pratiche educative”.

Religioni: Vicenza, dal 7 novembre il corso “Un unico Dio, tre messaggi – Una lettura femminile”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:41

Sarà dedicato a “Un unico Dio, tre messaggi – Una lettura femminile” il corso su Torah, Bibbia e Corano che si terrà a Vicenza, presso il Centro culturale San Paolo, a partire dal 7 novembre. L’obiettivo – si legge in una nota – è quello di “offrire a insegnanti di religione, catechisti, educatori, studenti, e a chiunque sia interessato, gli strumenti per un accostamento consapevole ai Testi Sacri”. Gli incontri – in programma alle 20.30 e coordinati di Romina Gobbo, giornalista e studiosa di Islam e dialogo interreligioso – saranno tutti affidati a relatrici: Shahrazad Houshmand Zadeh (Islam), il 7 novembre interverrà su “Sura 4 – Le donne”; Claudia De Benedetti (Ebraismo), il 14 parlerà de “Le matriarche”; Cristina Simonelli (Cristianesimo), il 21 approfondirà il tema “Le donne tra Vangelo e Cristianesimo: quale continuità?”. Concluderà Elena Dini, esperta di dialogo interreligioso, che martedì 28 novembre parlerà de “Le fedi: uno sguardo femminile”. “La presenza di relatrici donne – prosegue la nota – permette di avvicinarsi al Testo sacro, a partire dal punto di vista ‘femminile’, e di essere in sintonia con papa Francesco, che più volte ha ribadito l’importanza del dialogo fra le fedi e il ruolo delle donne in esse”. Per partecipare agli incontri è obbligatoria l’iscrizione entro il 31 ottobre. Info: www.sanpaolovicenza.it

Sicurezza informatica: Terzi (ambasciatore), “il processo di integrazione europea si concentri sulla dimensione cyber per recuperare il tempo perduto”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:32

“Il processo di integrazione europea deve concentrarsi sulla dimensione cyber per recuperare il tempo perduto dai Paesi europei, dall’Italia più di altri”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Affari esteri, intervenendo a Roma all’open evening dell’Alta scuola di economia e management dei Sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore. Per Terzi, con “il Regolamento sulla protezione dei dati (Gdpr) e la Direttiva sulla sicurezza della rete (Nis directive), l’Unione europea sta creando le premesse per un’evoluzione molto significativa della sicurezza informatica, della collaborazione tra pubblico e privato, e della interazione tra Paesi alleati per prevenire, resistere, e contrastare gli attacchi informatici”. L’ambasciatore ha osservato che “recenti sondaggi rilevano che solo il 46% delle imprese italiane si dichiarano pronte ad applicare tutte le misure previste dalla normativa Gdpr e Nis, sin dalla data della sua entrata in vigore dal 25 maggio 2018”. “Ma l’88% – ha aggiunto – precisa che restano ancora problemi tecnici, legali e organizzativi da risolvere urgentemente”. “In ogni caso – ha rilevato Terzi – per la prima volta sarà realizzato in Europa un sistema unitario nella sicurezza dell’informazione, posto sotto la responsabilità delle Autorità nazionali, con la supervisione di quelle europee, regolato da comuni standard di sicurezza”. A tal proposito, ha parlato di “effetto trasformativo” evidenziando “il considerevole salto di qualità che si verrà a determinare ‘nell’ambiente’ europeo della sicurezza informatica”. L’“effetto trasformativo” – ha proseguito – “agirà in profondità” e “influirà positivamente anche sul rafforzamento della comune sicurezza militare e della Difesa”.

Sicurezza informatica: Terzi (ambasciatore), “organizzazioni terroriste come l’Isis hanno capacità operative simili a quelle degli Stati”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:30

Rispetto alla cyber sicurezza, “gli ‘attori non statuali’ – si tratti di organizzazioni terroriste come l’Isis, di sindacati del crimine o di gruppi autonomi – hanno acquisito capacità operative simili a quelle degli Stati. Acquisiscono dati protetti, orientano i social media con obiettivi geopolitici, diffondono radicalizzazione e violenza. Una definizione di regole per la dimensione cyber resta molto arretrata rispetto alla proliferazione degli attacchi”. Lo ha affermato oggi pomeriggio l’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, già ministro degli Affari esteri, intervenendo all’Università Cattolica di Roma alla vigilia del G7 dei ministri degli Interni che, ad Ischia, parleranno anche di prevenzione e contrasto all’uso di Internet da parte dei terroristi. Nel suo intervento, dedicato a “La Cyber Security in Europa, nell’attuale scenario geopolitico”, Terzi ha evidenziato che “la geopolitica è diventata un terreno di fondamentale rilevanza per le iniziative poste in essere nel dominio cyber dagli attori statuali e non, in modo legittimo, o del tutto illegale, con finalità che si spingono alla destabilizzazione regionale o globale, al sovvertimento dello stato di diritto e della democrazia liberale, alla negazione del diritto attraverso un sistematico uso della forza e alla politica del fatto compiuto nelle relazioni internazionali”. L’ambasciatore ha fatto riferimento ad alcune notizie di questi ultimissimi giorni, come “il caso Equifax”, la “crisi coreana” e “l’utilizzo spregiudicato di strategie cyber a fini di concorrenza commerciale”. Sotto accusa “il ruolo dei social media nella destabilizzazione delle democrazie liberali, con le gravi ombre emerse dal Russiagate nelle elezioni americane, e le punte di altri, simili iceberg nel referendum in Catalogna, nelle elezioni francesi e tedesche” e “l’hackeraggio” che “viene ‘commissionato’ per colpire concorrenti e compromettere mercati”.

Società: Pontificia Università Santa Croce, “cattolici e protestanti possono collaborare per recuperare dignità del lavoro”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:21

“Il dialogo tra cattolici e protestanti può trovare un campo di collaborazione nel recuperare una visione comune sulla dignità del lavoro umano. Si potrebbero così contrastare gli influssi disumanizzanti presenti negli ambiti lavorativi, specialmente a causa della perdita di libertà, creatività e responsabilità che può provocare ad esempio la tecnologia”. È stata questa una delle proposte del convegno “Quale anima per il lavoro professionale?”, che si celebra nella Pontificia Università della Santa Croce nel V centenario della Riforma protestante e nel primo della Rivoluzione bolscevica, come si legge in una nota diffusa dalla medesima Università. Per il filosofo e teologo Jens Zimmermann, della Trinity Western University (Canada), prosegue la nota, “bisogna negare il luogo comune che vede la Riforma di Lutero come la consacrazione del capitalismo e trovare la connessione della sua teologia con la dottrina sociale della Chiesa”.
Nel suo messaggio ai partecipanti, ricorda la nota, Papa Francesco esprime il desiderio che la “riflessione sull’idea cristiana del lavoro professionale aiuti a considerare qualsiasi tipo di occupazione come luogo di maturazione, sviluppo umano e realizzazione personale”.
“Il fatto è che la teologia del lavoro è stata assente dalla riflessione cattolica per quasi venti secoli”, come ha costatato Brad S. Gregory, dell’University of Notre Dame (Usa). Soltanto dal Concilio Vaticano II, “la Chiesa cattolica ha riconosciuto esplicitamente che tutti i cristiani sono chiamati alla santità nell’esercizio del proprio lavoro, un’idea anticipata qualche decade prima da alcuni precursori come san Josemaría Escrivá”. Lo storico statunitense ha suggerito anche che “la moderna dottrina sociale della Chiesa è nata non tanto dalla considerazione della vita di lavoro di Gesù, ma in vista dei cambiamenti portati con sé dalla rivoluzione industriale: mutamenti tecnologici, concentrazione della nuova ricchezza in poche mani, situazione di sfruttamento dei lavoratori”.
Il primo centenario della Rivoluzione russa offre l’occasione per fare il confronto tra la visione del lavoro del marxismo e del cristianesimo. Per Benedetta Giovanola, dell’Università di Macerata, riporta la nota, “nei testi originali di Marx emerge una visione del lavoro che va al di là della considerazione puramente materialistica dell’uomo”. Infatti, “il lavoro, nell’ottica di Marx, non è un’azione esclusivamente produttiva, e neppure un’azione strumentale; è orientato alla realizzazione della persona e va collocato all’interno di strutture sociali”. Un’impostazione che non cancella comunque le differenze con la visione cristiana. Una di queste è che Marx vede il lavoro come “momento di appropriazione, da parte dell’uomo, della natura”, mentre “il cristianesimo ci ricorda che la natura è la nostra casa comune: il lavoro deve esprimere una dimensione di rispetto non soltanto per l’uomo ma anche per la natura, come dimensione del bene comune”.

Consiglio Ue: Tajani (Parlamento), “necessaria la riforma del diritto di asilo”. Migranti, “equa distribuzione delle responsabilità”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:15

(Bruxelles) “Sono felice di informarvi che questa mattina la commissione per la Giustizia e gli affari interni del Parlamento ha adottato, a larga maggioranza, il rapporto Wikstroem sulla riforma del diritto di asilo. Non è stato facile trovare un compromesso tra le diverse sensibilità politiche e nazionali. Se ci siamo riusciti è grazie alla consapevolezza che lo status quo non è più un’opzione praticabile: occorre riconoscere che il sistema attuale non funziona”. Lo ha affermato Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, nel suo discorso in apertura del Consiglio europeo a Bruxelles. “Il regolamento di Dublino, che determina quale sia lo Stato membro competente per trattare una domanda di asilo, è attualmente basato sul principio del ‘Paese di primo ingresso’. A causa di questo principio, pochi Stati membri sono obbligati a sobbarcarsi l’onere del trattamento della maggior parte delle richieste di asilo”, ha specificato Tajani, senza citare – ma il riferimento è chiaro – Italia e Grecia. “Questo sistema non è solo ingiusto, ma anche inefficace, come la recente crisi migratoria si è incaricata di dimostrare. I Paesi di primo ingresso non hanno alcun incentivo a registrare coloro che inoltrano domanda di asilo, dal momento che sarebbero loro stessi a doverne gestire le domande. La conseguenza sono immigrati che si danno alla macchia e il fenomeno problematico dell’asylum shopping”.
Dunque il Parlamento europeo, ha spiegato Tajani, “propone di stabilire un sistema basato su una più equa distribuzione delle responsabilità tra Stati membri, con un’attenzione particolare alla sicurezza e una chiara distinzione tra coloro che fuggono da guerre e persecuzioni e coloro che giungono in Europa per altri motivi, come i migranti economici”. “Ci auguriamo che il Consiglio sia presto in grado di trovare la convergenza necessaria per aprire i negoziati interistituzionali, in modo da poter concludere un accordo prima delle elezioni europee del 2019”. Numerosi i temi toccati da Tajani: lavoratori distaccati, azione anti-dumping, agenda digitale, tassazione delle attività digitali (il Parlamento “chiede di assicurare che le tasse siano pagate nei Paesi dove viene creato il valore e dove viene concretamente effettuata l’attività economica”, ovvero la web-tax). Fra gli altri argomenti sicurezza e difesa e politica estera (Iran, Turchia)

Passionisti: padre Rego (superiore generale), “in un mondo segnato dalla sofferenza la nostra missione è essere profeti di speranza”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:03

“È un messaggio carico di speranza rivolto a tutti i passionisti del mondo e alla famiglia passionista, composta dalle monache, dalle suore da tanti movimenti laicali passionisti”: è quanto afferma padre Antonio Rungi, passionista, nel presentare alla stampa il messaggio del superiore generale, padre Jaochim Rego, inviato a tutta la Congregazione della Passione in occasione della festa di San Paolo della Croce, di oggi 19 ottobre e per i 150 anni dalla canonizzazione di San Paolo della Croce, avvenuta a Roma, per opera di Pio IX il 29 giugno 1867. “Si tratta di un messaggio di incoraggiamento – precisa padre Rungi – per tutti i religiosi e laici impegnati nella e con la Congregazione della Passione, perché seguano la strada tracciata dal fondatore anche nell’oggi della Chiesa e del mondo”. Il generale dei Passionisti, originario del Myanmar, volge uno sguardo al mondo di oggi e afferma che “davvero i tempi presenti sono segnati da oscurità e pena. Il mondo continua a fare esperienza di così tanta sofferenza: guerre, odio, discriminazioni, negazione dei diritti umani e della libertà, terrorismo, uccisioni indiscriminate, disastri naturali”. Per il superiore generale, “come passionisti del tempo presente, la nostra missione deve riflettere una spiritualità ricca di speranza, quella di chi si arrende e si affida nelle mani di Colui che ci ha chiamati a proclamare il Vangelo della Passione di Gesù come manifestazione dell’amore illimitato e sconfinato di Dio”. E conclude con un monito rivolto a tutti i passionisti: “Viviamo il nostro carisma come profeti di speranza, con una sincera convinzione nelle cose che predichiamo, perché Dio è il vero cuore e il vero centro della nostra vita”.

Consiglio Ue: Tajani (Parlamento), “nessuno in Europa riconoscerebbe l’indipendenza della Catalogna”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 17:03

(Bruxelles) “Mi auguro che i catalani non decidano di proclamare l’indipendenza, perché è contro la legge e contro la Costituzione spagnola. Occorre che le parti dialoghino. Proclamare la secessione sarebbe una ferita che nuocerebbe alla Catalogna, alla Spagna e all’Europa. Una indipendenza, fra l’altro, che nessuno in Europa riconoscerebbe”. Lo ha affermato Antonio Tajani, presidente del Parlamento europeo, dopo il suo intervento che ha aperto il Consiglio europeo oggi pomeriggio a Bruxelles. Sul Brexit, incalzato dai giornalisti, ha dichiarato: “Non si può passare alla seconda fase dei negoziati senza aver raggiunto un accordo preciso sui tre temi principali”, ovvero i diritti dei cittadini, la questione irlandese e il contributo al bilancio Ue da parte di Londra. Rispetto alla fitta scaletta di temi in agenda al summit, Tajani si è espresso anche sul dibattito politico in atto: “L’Europa sta riflettendo sul proprio futuro. Abbiamo di fronte a noi due domande fondamentali: cosa vogliamo fare insieme in futuro e come vogliamo farlo”.
In proposito ha sottolineato il ruolo centrale – a suo avviso – del Parlamento europeo. “Per questo motivo, la Conferenza dei presidenti ha deciso di dedicare una serie di dibattiti in plenaria al futuro dell’Europa, e di invitare i capi di Stato e di Governo ed eminenti personalità europee che vorranno intervenire per esporre la loro visione e discuterla con noi”. Ancora: “Abbiamo notato che uno dei punti compresi nella Leaders’ Agenda” proposta dal presidente del Consiglio europeo Donald Tusk “verte sugli Spitzenkandidaten”, ossia i candidati alla presidenza della Commissione. “Sono certo – ha osservato Tajani – che la vostra intenzione è quella di formalizzare questa pratica”.

Terra Santa: mons. Pizzaballa (patriarcato), “senza la presenza francescana la Chiesa di Gerusalemme sarebbe molto più povera”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 16:46

“Senza la presenza francescana la Chiesa di Gerusalemme sarebbe molto più povera; gran parte delle cose che abbiamo le dobbiamo anche a loro”. Ad affermarlo è mons. Pierbattista Pizzaballa, amministratore apostolico del Patriarcato latino di Gerusalemme, in una intervista pubblicata sul sito della Custodia di Terra Santa a margine delle celebrazioni per gli 800 anni di presenza francescana in Terra Santa che si sono chiuse ieri nella Città Santa. “Siamo tutti a servizio della Chiesa e siamo dove la Chiesa ci ha posto. E servire la Chiesa a Gerusalemme è sempre una grazia – ha spiegato mons. Pizzaballa, che è stato custode di Terra Santa per dodici anni -. Sono ormai 28 anni che vivo qui a Gerusalemme, da francescano e ora da vescovo. Devo dire che la realtà sociale è cambiata tantissimo, ma ci sono dei punti fermi nella vita della Chiesa: prima di tutto le chiese stesse, la presenza delle chiese stesse che, con tutte le loro difficoltà, continuano la loro vita normale. Per quanto riguarda i francescani, ho ormai visto il passaggio di diverse generazioni: alcuni li ho accompagnati, altri li ho preparati. Vedo tanto entusiasmo e il desiderio di servire sempre con la stessa passione queste terre. Il loro servizio all’identità di questa Chiesa è importante”. “L’identità della Chiesa di Gerusalemme è locale e universale allo stesso tempo. È la Chiesa dove tutti i cristiani in quanto tali sono nati. I francescani prestano servizio ai fedeli locali, nelle parrocchie, nelle scuole, nel servizio ai pellegrini, e in tante altre diverse attività. Sono parte dell’identità di questa Chiesa e senza la presenza francescana questa Chiesa sarebbe molto più povera; gran parte delle cose che abbiamo le dobbiamo anche a loro”.

Diocesi: Mazara del Vallo, da domani il convegno su “La Chiesa riceve la vita, la custodisce e la dona”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 16:27

Sarà “La Chiesa riceve la vita, la custodisce e la dona” il tema del convegno diocesano che si apre domani, venerdì 20 ottobre, a Mazara del Vallo nel solco del percorso tracciato dal piano pastorale presentato dal vescovo Domenico Mogavero alla comunità diocesana meno di un mese fa in cattedrale. Dopo la liturgia della Parola, in programma alle 16.30, prenderà il via il primo talk show “La Chiesa riceve la vita da Dio”, con gli interventi di don Giacomo Pavanello, responsabile area evangelizzazione e prevenzione associazione “Nuovi Orizzonti” della città di Roma. Tra le testimonianze previste, quelle dei coniugi Agostino Ricotta e Marie Christelle Masse e Stephen Akhibi, giovane nigeriano scampato alle persecuzioni e sbarcato in Sicilia qualche anno fa. Nella comunità “L’approdo sicuro”, Stephen ha conosciuto Melinda Barbera, 34enne già responsabile diocesana dell’Azione cattolica ragazzi, con la quale ha iniziato un percorso di conoscenza della fede cristiana che l’ha portato al Battesimo, ricevuto nell’aprile del 2016.
La seconda giornata del convegno, si aprirà alle 9.30, con la recita delle Lodi. Alle 10 il talk show sul tema “La Chiesa custodisce la vita”, con le testimonianze, tra le altre, di Giovanni Di Paola e Paola Geraci. Nel pomeriggio, alle 15, talk show dedicato a “La vita contro ogni cultura di morte” a cui parteciperanno Alessandra Camassa, presidente del Tribunale di Marsala, Giuseppe Vitale, caposcorta del giudice Antonino Caponnetto, Giuseppe Paliaga e Anna Rita Pinzino, amici del beato padre Pino Puglisi, ed Enrico Colajanni, fondatore di “Libero futuro”. Modererà Umberto Lucentini. Alle 18.30 l’intervento di mons. Mogavero cui seguirà la preghiera conclusiva.

Diocesi: Bologna, il 21 ottobre si festeggiano i 40 anni della Caritas con il vescovo Zuppi e il sindaco

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 16:09

Sabato 21 ottobre,  presso la sede della Caritas diocesana (piazzetta Prendiparte, 4), si festeggeranno  i quarant’anni della Caritas a Bologna (1977-2017). Per l’occasione – informa la diocesi – sono in calendario numerose iniziative. Dalle ore 15 l’appuntamento per quanti vorranno unirsi ai festeggiamenti sarà in piazzetta Prendiparte, sede della Caritas bolognese e nel cortile dell’arcivescovado che, per l’occasione, si animeranno di mostre, spettacoli musicali, balli etnici, una sfilata di moda, esposizione di progetti solidali, rinfresco con cibi etnici e tanto altro.
Chi vorrà, potrà scegliere di partecipare alla “Camminata Senza Dimora”, una camminata di 6 Km con partenza dal Centro Beltrame in via Sabatucci 2 (partenza alle ore 14). La camminata, in compagnia del vescovo Matteo Zuppi e del sindaco Virginio Merola, attraverserà la città toccando alcuni luoghi molto significativi per chi a Bologna non ha una casa dove vivere. I camminatori poi raggiungeranno la sede Caritas in piazzetta Prendiparte verso le 17, dove si chiuderà il percorso e potranno così godere delle iniziative in programma. “Può sembrare strano festeggiare il quarantesimo di attività con una ‘camminata’ – ha scritto mons. Zuppi nella lettera inviata per l’occasione ai membri della Caritas diocesana – ma questo ente non può far memoria della sua storia stando comodamente seduto; la carità è sempre in movimento, è sempre in tensione per andare verso chi è nel bisogno, è sempre ‘in uscita’”. L’iniziativa per celebrare questo importante traguardo sarà “un segno visibile del movimento dell’amore, che sa stare accanto a chi arriva e non sa dove andare – si legge ancora –, a chi cerca la vita con il rischio di trovare la morte”.

 

Bene comune: mons. Spinillo (Aversa), “in questo cambiamento epocale occorre restare fedeli alla verità del proprio essere”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 15:52

“Noi ce la mettiamo tutta nell’incoraggiare, nel sostenere, nel proporre. È chiaro che dobbiamo renderci conto che c’è un cambiamento davvero epocale. Lo dice Papa Francesco, che non è un’epoca che cambia. È proprio il cambiamento di tutto un modo di pensare, di vivere, di produrre. Quindi anche un cambiamento di impostazione dei rapporti tra gli esseri umani”. Lo dice mons. Angelo Spinillo, vescovo di Aversa, in un’intervista al Sir nella quale parla delle difficoltà e delle potenzialità del territorio diocesano a partire dal volume “Reti di periferia. Sistemi sociali virtuosi fra Terra di lavoro e Terra dei fuochi”, che analizza come e perché, nella comunità della diocesi di Aversa, le reti sociali rappresentano un importante volano di sviluppo per le periferie cittadine. “Come per ogni cambiamento, noi non ne vediamo ancora precisamente la meta. In questo momento ne avvertiamo solo la fatica – ammette il presule -. E nei momenti di cambiamento, secondo me, la prima regola è la fedeltà: rimanere fedeli alla verità del proprio essere. Quindi, alla propria dignità. Perché chi, in un momento di difficoltà, svende se stesso, poi non si recupererà in un’altra forma. Allora, noi innanzitutto vogliamo aiutare le persone a essere fedeli alla propria dignità”. Per questo “incoraggiamo tutti a guardare un po’ oltre ciò che appare in questo momento. Per vedere quelli che potranno essere i nuovi modi della società di produrre e di lavorare”. Nel libro la Chiesa è definita “termometro sociale sul territorio”.
“La Chiesa è in grado di cogliere tutte le dinamiche del territorio, che sono in continua evoluzione – spiega il vescovo -. Questo grazie alla rete capillare delle parrocchie e di fedeli riuniti in associazioni, gruppi e movimenti. Proprio perché è una rete di esperienze sul territorio, la Chiesa riesce a trasmettere proposte e offrire possibilità di partecipazione alla vita della gente. Un nodo importante di questa rete è sicuramente la Caritas con i centri di ascolto presenti nelle parrocchie”.

La Civiltà Cattolica: p. Occhetta, “la rete favorisce i rapporti tra lontani e la lontananza tra vicini”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 15:33

La Rete “favorisce i rapporti tra lontani e la lontananza tra vicini, fra chi vive nella stessa città, nella stessa via, lavora nello stesso ufficio o abita nella stessa casa”. Lo scrive padre Francesco Occhetta, sull’ultimo numero di “Civiltà cattolica”, in cui lancia un grido d’allarme: a 70 anni dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, “il rispetto per la dignità del prossimo si sta eclissando: in molte parti del mondo è affermato negli intenti e mortificato nell’applicazione; anzi, in nome della dignità si giustificano le più feroci atrocità”. A riprova della sua tesi, Occhetta cita “alcuni grandi temi all’ordine del giorno nelle agende politiche internazionali, come la gestione dell’immigrazione, il diritto di cittadinanza, le riforme della giustizia, in cui si accentuano forme punitive rispetto a quelle riparative. Oppure l’esasperazione dei diritti soggettivi, che ha portato il Belgio a permettere a un bambino ammalato di chiedere l’eutanasia a determinate condizioni, e una parte della cultura a voler inserire tra i diritti umani la scelta di abortire, come diritto di disporre della propria libertà e di decidere della vita altrui”. “In molte parti d’Europa – scrive il gesuita – stanno gradualmente affiorando simboli nazisti e sentimenti di intolleranza profonda che, come piccole fiammelle, potrebbero incendiare e devastare tutto ciò che di buono è stato costruito dopo la seconda guerra mondiale”. Il diverso, in altre parole, “è percepito come un pericolo, e ciò avviene quando nello spazio pubblico scompaiono i volti e non si ha più tempo di incontrarsi e di ascoltare le storie personali. La vicinanza, a livello sociale, è avvertita come un pericolo, mentre la lontananza è considerata una (pseudo) salvezza. Se nel passati incontrare da vicino uno straniero era una ricchezza, oggi ciò si è trasformato in una sorta di minaccia”.

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