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Myanmar: Gomez (Amnesty), “violazioni contro Rohingya peggiore pulizia etnica in Asia. Alzino la voce India e Cina”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:10

“Le violazioni dei diritti umani contro la popolazione Rohingya sono la peggiore pulizia etnica avvenuta in Asia negli ultimi tempi”. Lo afferma in una intervista al Sir James Gomez, direttore di Amnesty international per la regione Asia sudorientale-Pacifico, che coordina il lavoro di un team di attivisti in loco e sta seguendo da Bangkok la crisi dei Rohingya, la minoranza musulmana che vive nello Stato di Rakhine in Myanmar, a maggioranza buddista. “Oltre 400.000 persone in tre settimane sono costrette ad attraversare la frontiera del Myanmar e fuggire in Bangladesh a causa della campagna di terra bruciata portata avanti dall’esercito – dice Gomez -. Negli anni più di 800.000 persone sono state costrette alla fuga”. Gomez commenta anche le parole della leader Aung San Suu Kyi il 19 settembre: “Ha parlato in termini generali della democrazia, della politica, ma non dei problemi umanitari di 400.000 persone – spiega Gomez – ed è rimasta in silenzio sul ruolo dei militari nelle violazioni dei diritti umani. Ha invitato i diplomatici e la comunità intellettuale ma non gli osservatori indipendenti. I militari sono coinvolti e ancora beneficiano della più totale impunità, anche rispetto alle persecuzioni delle minoranze negli Stati Kachin e Shan”. Gomez è in contatto con i rappresentanti dell’Onu che si occupano di diritti umani e chiede con forza “di avviare un inchiesta indipendente su questi crimini contro l’umanità”. Giudica “molto importanti” i vari appelli di Papa Francesco sulla crisi umanitaria dei Rohingya ma auspica che si pronuncino anche altri attori strategici per gli equilibri geopolitici: “Vorrei sentire la voce dei Paesi asiatici, soprattutto dell’India – che purtroppo non ha alzato la voce per difendere i Rohingya – e della Cina, che dovrebbe riconoscere gli abusi dei militari”.

Educare all’umanesimo solidale: Santa Sede, “globalizzare la speranza” e “favorire il pluralismo”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:02

“Globalizzare la speranza” e “favorire il pluralismo”, attraverso politiche di inclusione. Sono due degli imperativi al centro del documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore”, presentato oggi in Sala Stampa vaticana. “Globalizzare la speranza è la specifica missione dell’educazione all’umanesimo solidale”, si legge nel testo: “Globalizzare la speranza significa anche sostenere le speranze della globalizzazione”, che “oltre ad alcuni benefici ha causato sperequazioni, sfruttamenti, e ha indotto, in modo perverso, alcuni popoli a subire un’esclusione drammatica dai circuiti del benessere. Una globalizzazione senza visione, senza speranza, cioè senza un messaggio che è al tempo stesso annuncio e vita concreta, è destinata a produrre conflitti e a generare sofferenze e miserie”. “Il cittadino di oggi deve essere solidale con i contemporanei ovunque si trovino, ma anche con i futuri cittadini del pianeta”, è un’altra delle tesi del documento stilato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica: come scrive il Papa nella “Laudato si'”, “c’è bisogno di leadership che indichino strade”.

Papa Francesco: al Ccee, “20 buone pratiche per dare risposte e dialogare con i governi”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 13:00

Papa Francesco ha invitato oggi i direttori nazionali della pastorale per i migranti di tutta Europa a “utilizzare, completare e approfondire”  i 20 punti di azione o “buone pratiche” che caratterizzano la risposta della Chiesa ai bisogni dei migranti e rifugiati. Ne ha parlato durante l’udienza in occasione dell’incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) dal 21 al 23 settembre a Roma. Prima ha ricordato loro i punti salienti del suo Messaggio per la Giornata mondiale del migrante e rifugiato del prossimo anno, articolato attorno a quattro verbi: “Accogliere, proteggere, promuovere, integrare”. Il verbo “accogliere”, ha spiegato, “si traduce poi in altri verbi quali ampliare le vie legali e sicure di ingresso, offrire una prima sistemazione adeguata e decorosa e assicurare a tutti la sicurezza personale e l’accesso ai servizi di base”. Il verbo “proteggere” significa ” offrire informazioni certe e certificate prima della partenza, difendere i diritti fondamentali dei migranti e rifugiati indipendentemente dal loro status migratorio e vegliare sui più vulnerabili, che sono i bambini e le bambine”. “Promuovere” indica “garantire le condizioni per lo sviluppo umano integrale di tutti, migranti e autoctoni” mentre il verbo “integrare” si traduce nell’apertura di “spazi di incontro interculturale”, arricchimento reciproco e promozione di “percorsi di cittadinanza attiva”. Nel Messaggio il Papa accenna all’importanza dei Patti globali che gli Stati si sono impegnati a redigere e approvare entro la fine del 2018. A questo scopo la Sezione Migranti e rifugiati del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale ha preparato 20 punti di azione “che le Chiese locali sono invitate ad utilizzare, completare e approfondire nella propria pastorale”, ha esortato il Papa: punti fondati sulle “buone pratiche” che “caratterizzano la risposta tangibile della Chiesa ai bisogni dei migranti e dei rifugiati” e “utili per il dialogo che le varie istituzioni ecclesiali possono avere con i rispettivi governi in vista dei Patti globali”.

Papa Francesco: al Ccee, “disagio” verso migranti per “ferite della crisi” e “politiche spesso inadeguate”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:58

Il “profondo disagio” di molti cittadini europei di fronte “all’arrivo massiccio di migranti e rifugiati” è dovuto “alla crisi economica, che ha lasciato ferite profonde” ; da “una sostanziale impreparazione delle società ospitanti e da politiche nazionali e comunitarie spesso inadeguate” ma anche dai “limiti dei processi di unificazione europea”: lo ha affermato oggi Papa Francesco durante l’udienza ai direttori nazionali della pastorale per i migranti che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). “Nel mio costante ascolto delle Chiese particolari in Europa, ho percepito un profondo disagio di fronte all’arrivo massiccio di migranti e rifugiati – ha detto -. Tale disagio va riconosciuto e compreso alla luce di un momento storico segnato dalla crisi economica, che ha lasciato ferite profonde. Tale disagio è stato, inoltre, aggravato dalla portata e dalla composizione dei flussi migratori, da una sostanziale impreparazione delle società ospitanti e da politiche nazionali e comunitarie spesso inadeguate. Ma il disagio è anche indicativo dei limiti dei processi di unificazione europea, degli ostacoli con cui si deve confrontare l’applicazione concreta della universalità dei diritti umani, dei muri contro cui si infrange l’umanesimo integrale che costituisce uno dei frutti più belli della civiltà europea”. Papa Francesco ha ricordato che “negli ultimi anni, molte Chiese particolari in Europa sono state arricchite dalla presenza di migranti cattolici, che hanno portato le loro devozioni e il loro entusiasmo liturgico e apostolico”. Inoltre, “da una prospettiva missiologica, i flussi migratori contemporanei – ha detto – costituiscono una nuova ‘frontiera’ missionaria, un’occasione privilegiata di annunciare Gesù Cristo e il suo Vangelo senza muoversi dal proprio ambiente, di testimoniare concretamente la fede cristiana nella carità e nel profondo rispetto per altre espressioni religiose”. “L’incontro con migranti e rifugiati di altre confessioni e religioni – ha sottolineato – è un terreno fecondo per lo sviluppo di un dialogo ecumenico e interreligioso sincero e arricchente”.

Papa Francesco: al Ccee, “preoccupato per intolleranza, discriminazione e xenofobia in Europa, anche tra cattolici”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:57

Papa Francesco ha espresso oggi la sua “preoccupazione di fronte ai segni di intolleranza, discriminazione e xenofobia che si riscontrano in diverse regioni d’Europa”: lo ha detto ricevendo in udienza i direttori nazionali delle migrazioni che stanno partecipando in questi giorni a Roma all’Incontro promosso dal Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee). “Mi preoccupa ancor più – ha detto – la triste constatazione che le nostre comunità cattoliche in Europa non sono esenti da queste reazioni di difesa e rigetto, giustificate da un non meglio specificato ‘dovere morale’ di conservare l’identità culturale e religiosa originaria”. La Chiesa, ha ricordato, “si è diffusa in tutti i continenti grazie alla ‘migrazione’ di missionari che erano convinti della universalità del messaggio di salvezza di Gesù Cristo, destinato agli uomini e alle donne di ogni cultura. Nella storia della Chiesa non sono mancate tentazioni di esclusivismo e arroccamento culturale, ma lo Spirito Santo ci ha sempre aiutato a superarle, garantendo una costante apertura verso l’altro, considerata come una concreta possibilità di crescita e di arricchimento. Lo Spirito, ne sono sicuro, ci aiuta anche oggi a conservare un atteggiamento di apertura fiduciosa, che permette di superare ogni barriera, di scavalcare ogni muro”. Di fronte ai flussi migratori “massicci, complessi e variegati, che hanno messo in crisi le politiche migratorie fin qui adottate e gli strumenti di protezione sanciti da convenzioni internazionali”, ha ribadito, “la Chiesa intende rimanere fedele alla sua missione: quella ‘di amare Gesù Cristo, adorarlo e amarlo, particolarmente nei più poveri e abbandonati; tra di essi rientrano certamente i migranti ed i rifugiati”.

Diocesi: Caritas Ragusa, presentato oggi il progetto “Estamos juntos”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:53

Si è svolta stamane presso il fondo antico della Biblioteca Mons. Pennisi la conferenza stampa di presentazione del progetto della Caritas diocesana di Ragusa, “Estamos juntos”. Hanno preso parte il direttore della Caritas, Domenico Leggio, la responsabile del Servizio civile, Jenny Campagnolo e il direttore dell’Ufficio Comunicazioni sociali, Simone Digrandi. Il progetto prevede 9 mesi di volontariato riservati a tre giovani di età compresa tra i 18 e i 30 anni con sede a Ragusa e tre mesi di servizio in Portogallo. Il progetto si inserisce nel programma “Servizio, nonviolenza, cittadinanza” di Caritas Italiana, finalizzato a promuovere, da parte delle Caritas diocesane, proposte diversificate di animazione, formazione e servizio dedicate ai giovani al di fuori del servizio civile. I giovani trascorreranno il primo e l’ultimo trimestre a Ragusa, dove presteranno servizio a sostegno di un progetto sociale di inserimento socio-lavorativo nel settore agricolo e cureranno anche interventi di educazione ambientale e nonviolenta presso la tenuta diocesana di contrada Magnì. Nei tre mesi a Lisbona, ogni giovane presterà servizio presso un ente del territorio: la Caritas diocesana di Lisbona (settore povertà, intercultura), la Comunidade Vida e Paz (settore senza dimora) e il Jesuit Refugee Service (settore rifugiati e migranti).

Subito dopo la chiusura delle iscrizioni, ad ottobre si svolgeranno le selezioni; il progetto avrà inizio con il primo trimestre, da novembre 2017 a gennaio 2018 durante il quale ci saranno attività di formazione intensiva e di affiancamento alle attività agricole nella tenuta diocesana di Contrada Magnì. Il secondo trimestre, da febbraio a marzo 2018, prevede la partenza per Lisbona. Al rientro a Ragusa – da maggio a luglio 2018 – i ragazzi porteranno avanti attività educative rivolte a coetanei o minori presso scuole, parrocchie e altri enti, organizzando anche un campo di lavoro per giovani in Contrada Magnì. Si svolgerà al termine del progetto un workshop su “Giovani, mobilità, cittadinanza europea” alla presenza di rappresentanti di Caritas Italiana e degli enti portoghesi. Info: http://caritas.diocesidiragusa.it.

Educare all’umanesimo solidale: Santa Sede, “aggiornare il patto fra le generazioni”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:52

Nel contesto attuale della vita pubblica, in cui “agiscono le diverse correnti ideologiche, in competizione fra loro per l’egemonia culturale”, umanizzare l’educazione “significa mettere la persona al centro dell’educazione, in un quadro di relazioni che costituiscono una comunità viva, interdipendente, legata ad un destino comune”. È quanto si legge nel documento “Educare all’umanesimo solidale. Per costruire una civiltà dell’amore”, presentato oggi in Sala Stampa vaticana. “Umanizzare l’educazione – si legge nel testo, pubblicato dalla Congregazione per l’Educazione cattolica a 50 anni dalla “Popolurom progressio” e a 50 danni dal decreto conciliare “Gravissimum educationis” – significa prendere atto che c’è bisogno di aggiornare il patto educativo fra le generazioni”, in primo luogo mettendosi a fianco della famiglia, “prima società naturale, in una retta concezione di sussidiarietà”. Un’educazione umanizzata, si spiega nel documento, “non chiede semplicemente al docente di insegnare e allo studente di apprendere, ma sollecita ciascuno a vivere, studiare e agire, in relazione alle ragioni dell’umanesimo solidale: non progetta spazi di divisione e di contrapposizione ma, al contrario, propone luoghi di incontro e confronto per realizzare progetti educativi validi; si tratta di un’educazione – allo stesso tempo – solida e aperta, che rompe i muri dell’esclusività, promuovendo la ricchezza e la diversità dei talenti individuali ed estendendo il perimetro della propria aula in ogni angolo del vissuto sociale nel quale l’educazione può generare solidarietà, condivisione, comunione”.

Chiese europee e migranti: card. Bagnasco (Ccee), “portare vita nuova a tutti e promuovere cultura incontro”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:46

Il fenomeno della mobilità “ci provoca come Chiesa e come società europea” per cui è necessario “portare vita nuova a tutti e promuovere la cultura dell’incontro”: è questa, secondo il card. Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali in Europa (Ccee), la missione delle Chiese europee, così come illustrata a Papa Francesco durante l’udienza a vescovi e direttori nazionali per la pastorale dei migranti, riuniti a Roma dal 21 al 23 settembre. “L’Europa è da sempre luogo d’incontro di popoli e culture e le migrazioni hanno sempre segnato la nostra società – ha detto il card. Bagnasco -, sia perché molti connazionali ne sono partiti sia perché persone e famiglie di altre provenienze sono qui giunti. Nello stesso tempo dobbiamo riconoscere il carattere inedito dei flussi migratori in atto, flussi che hanno messo a prova più in profondità il cuore e l’intelligenza del continente”. Le ragioni di questa mobilità umana “sono molteplici e complesse”, ha ricordato, e “tutte chiedono di promuovere uno sviluppo umano ed economico più equo, che stimoli i valori della solidarietà, senza la quale non esiste una società giusta e credente”. D’altra parte, ha precisato, “siamo consapevoli che negli ultimi anni non pochi Paesi europei sono stati fortemente colpiti da crisi sociali ed economiche che hanno indebolito lo stesso progetto europeo, allentando i vincoli personali e sociali, e generando smarrimento e perplessità rispetto a questo grande esodo. Siamo preoccupati anche per questo, come per la condizione di molte famiglie, dei poveri, dei disoccupati, e di tutti coloro che soffrono nel nostro continente”. Come ribadito da Papa Francesco nel suo messaggio per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato 2018, anche il card. Bagnasco è convinto che “accogliere, proteggere, promuovere e integrare” sia la chiave “per temperare disagi, disordini e paure per accompagnare un fenomeno umano così drammatico, doloroso e complesso”. Le Chiese europee rinnovano perciò l’impegno “in favore dei migranti e dei rifugiati, come pure di tante persone che sono orfane di giustizia o lacerate da dolori e privazioni, per contribuire a far sì che la storia dei popoli europei sia arricchita ancora dalla bontà concreta delle nostre comunità e dei nostri popoli”.

Diocesi: mons. Sanguineti (Pavia), “ritrovare la bellezza di essere comunità del Signore, vivo e operante”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:40

“Siamo eredi di una storia e di una tradizione plasmate dal cristianesimo; eppure per tanti uomini e donne che vivono nella nostra terra, la fede cristiana è sentita come qualcosa di lontano e di estraneo agli interessi, alle passioni e ai problemi della vita”. Lo scrive il vescovo di Pavia, mons. Corrado Sanguineti, nell’editoriale de “Il Ticino”, il settimanale della diocesi, presentando la sua lettera pastorale dal titolo “Essere Chiesa oggi”. Nel documento il presule indica cinque “piste” espresse da “cinque verbi” da vivere nel “tessuto concreto delle nostre comunità”: uscire, annunciare, abitare, educare, trasfigurare. “Questa è la speranza e il desiderio che mi muovono nel consegnare la lettera ‘Essere Chiesa oggi’: ritrovare la bellezza di essere comunità del Signore, vivo e operante; scoprire il volto di Chiesa che il Signore desidera per noi nel nostro presente; mettere a fuoco come vivere le vie indicate dal Convegno di Firenze”. Vie che, secondo il vescovo, possono contribuire a “riaccendere il cristianesimo qui e ora, come una novità umana, che colpisce e intercetta il desiderio di felicità, di verità e di bellezza”. A ispirare la lettera, racconta lo stesso mons. Sanguineti, è il servizio di Papa Francesco e, in particolare, l’esortazione apostolica “Evangelii Gaudium”, in cui “il Papa indica un cammino di riforma e di vera conversione, che porti a scelte originali e coraggiose, dando nuovo spirito a gesti che appartengono alla vita della Chiesa”. “Diventa urgente metterci in ascolto, come Chiesa di Pavia, di ciò che Francesco chiede a tutte le comunità cristiane, per essere davvero una Chiesa che vive e testimonia la gioia del Vangelo, una Chiesa – conclude – che sente l’urgenza di “uscire” per incontrare gli uomini nei luoghi della loro vita, nelle loro periferie esistenziali”.

Diocesi: Pavia, stasera l’apertura dell’anno pastorale. Interviene il card. Bassetti

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 12:38

Oggi, venerdì 22 settembre, si aprirà ufficialmente l’anno pastorale 2017-2018 della diocesi di Pavia. Alla celebrazione, in programma alle 20.45 in cattedrale, interverrà il card. Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia – Città della Pieve, e presidente della Conferenza episcopale italiana. Il card. Bassetti aiuterà a cogliere l’immagine di Chiesa che Papa Francesco disegna nel suo documento programmatico “Evangelii Gaudium”. In tale occasione il vescovo Corrado Sanguineti presenterà la sua nuova lettera pastorale “Essere Chiesa oggi”. A questo appuntamento sono invitati tutti i sacerdoti, i religiosi e le religiose, e i fedeli della diocesi.

Assemblea Onu: Santa Sede, “le armi nucleari non possono creare un mondo stabile”

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 09:02

(da New York) “Le armi nucleari non possono creare un mondo stabile e offrono un falso senso di sicurezza. La pace e la stabilità internazionale non possono essere fondati sulla distruzione reciproca o sulle minacce di annientamento”. Così l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario della Santa Sede per le relazioni con gli Stati, intervenendo alla decima conferenza sul “Bando totale degli esperimenti nucleari” organizzata il 20 settembre in occasione della 72ª Assemblea generale dell’Onu.
L’arcivescovo ha ribadito che la Santa Sede ha ratificato e aderito al Trattato per il bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt), ma è “turbata” dal constatare che all’appello mancano tanti Stati che ne impediscono, dopo 20 anni, la piena entrata in vigore. Il Trattato sul Bando totale degli esperimenti nucleari (Ctbt) impegna i sottoscrittori a non effettuare esperimenti sul proprio territorio e a non incoraggiare o partecipare a tali esperimenti in altri Stati, al fine di limitare la proliferazione, l’ammodernamento e la creazione di armi nucleari di ultima generazione o lo sviluppo, l’aggiornamento e la creazione di nuove generazioni di armi nucleari. India, Pakistan e Corea del Nord, non hanno ancora firmato il Trattato, mentre Stati Uniti, Cina, Egitto, Iran, Israele e Indonesia non hanno ancora proceduto alla ratifica assieme ad altri 38 Paesi giudicati a capacità nucleare avanzata.
Il rappresentante vaticano considera quanto mai urgente l’entrata in vigore del documento soprattutto guardando alle crescenti tensioni con la Corea del Nord e ai nuovi programmi di proliferazione nucleare che minano seriamente la sicurezza internazionale.
Monsignor Gallagher chiede di rilanciare i negoziati e deplora l’uso di minacce o della forza militare per contrastare l’ascesa nucleare. “Dobbiamo gettare alle spalle le minacce, la paura, la superiorità militare, l’ideologia e l’unilateralismo – ha sottolineato – perché la pace basata su equilibri di potere, minacce e controminacce è una pace instabile e falsa”. L’invito ultimo è quello di sostituire alla logica della sfiducia e della paura, “l’etica della responsabilità, del dialogo multilaterale e della cooperazione coerente e responsabile tra tutti i membri della comunità internazionale”.

Assemblea Onu: Santa Sede, la “Road map” per la pace nella Repubblica Centrafricana

Agensir.it - Fri, 2017-09-22 09:01

(da New York) Sono cinque i punti della “Road map” per la pace nella Repubblica Centrafricana proposti dalla Santa Sede, martedì 19 settembre, durante l’incontro dedicato alla grave situazione del Paese alla 72ª assemblea generale delle Nazioni Unite. Per il rappresentante vaticano, l’arcivescovo Paul Richard Gallagher, segretario per le relazioni con gli Stati, il dialogo dovrebbe vertere su un cessate-il-fuoco di tutte le parti coinvolte nel conflitto; il disarmo dei gruppi armati e il reinserimento dei loro membri nella società civile; la garanzia della giustizia per le vittime degli attacchi; il ritorno protetto di migranti e rifugiati, sia cristiani che musulmani, che dovrebbero rientrare in possesso delle proprietà sottratte dai guerriglieri.
La Santa Sede si dichiara “molto preoccupata per l’intensificarsi del conflitto in corso e per i tanti civili indifesi, morti e feriti durante gli attacchi, a cui si aggiunge la gravissima situazione di rifugiati e sfollati interni”. L’arcivescovo non lesina apprezzamenti per la missione di stabilizzazione dell’Onu (Minusca) a Bangui, la capitale, ma chiede di “estenderne il mandato con azioni di pace più efficaci nella tutela dei civili, soprattutto donne e bambini (tra i più soggetti ad abusi e violenze) senza distinzione di fede religiosa o rango, al fine di evitare parzialità e guadagnare la fiducia della popolazione locale”.
Chiaro è il richiamo alla Comunità internazionale perché fornisca gli aiuti finanziari e le strutture necessarie alla crescita del Paese e altrettanto vigoroso è l’invito al governo nazionale a ridurre e combattere la corruzione, a garantire l’accesso all’assistenza sanitaria e all’educazione ai cittadini di ogni livello senza discriminazione e a lavorare per il dialogo, “unica soluzione di ogni conflitto armato e unico modo per far tacere le armi e dar vita alla riconciliazione”.
La Chiesa cattolica locale, dal canto suo, “s’impegna insieme ad altre Confessioni religiose, a cercare ciò che unisce, rifiutando ciò che provoca divisioni o contese, poiché la ricerca della pace viene prima di ogni altro bene”, ha ribadito monsignor Gallagher, a conclusione del suo intervento.

Processo in Vaticano: durata sei ore la quarta udienza, dedicata all’interrogatorio di Massimo Spina

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 21:30

È durata sei ore, dalle 14.30 alle 20.30, la quarta udienza del processo per la distrazione di fondi alla Fondazione Bambino Gesù, che è stata dedicata all’interrogatorio di Massimo Spina, il secondo imputato di peculato insieme a Giuseppe Profiti, ex presidente. A riferirlo è stato il “pool” di giornalisti ammessi al processo. Spina, in sostanza, ha confermato la sua linea difensiva, che è sempre stata quella di essere un mero esecutore delle volontà del presidente Profiti: “Non potevo firmare contratti, la Fondazione aveva una struttura organizzativa inesistente, non sono un pubblico ufficiale”. Quanto ai rapporti con l’imprenditore Bandera, Spina ha dichiarato di aver fatto solo una richiesta tramite una lettera che chiedeva conto della donazione di una delle sue società, la “New Deal”, ma soltanto – ha precisato – per motivi di chiusura di bilancio. Bandera, infatti, aveva promesso una donazione di 200mila euro, ma non essendo arrivata alcuna risposta in merito, Spina ha proposto una svalutazione dell’offerta da 200mila a 100mila euro. “Chi firmava era Profiti”, ha ribadito Spina, facendo presente che le sue sigle erano soltanto ad uso interno per dimostrare la corrispondenza con le fatture. Spina ha, inoltre, dichiarato di essere venuto a conoscenza del progetto di ristrutturazione dell’attico del card. Tarcisio Bertone da Profiti, solo nel momento in cui è arrivata la prima fattura. Quando, il 28 maggio 2014, la notizia è finita sui giornali con la foto dell’attico in questione, Spina ha chiamato Profiti per capire cosa stesse succedendo: “Non perché avessi dubbi sulla correttezza delle operazioni e fatturazioni – ha chiarito – ma per capire quali conseguenze il clamore mediatico avrebbe avuto”. I  due si sono visti in un bar e Spina ha ricevuto da Profiti il mandato di continuare a fare il tesoriere e di pagare l’ultima fattura. Spina ha avuto inoltre rassicurazioni da Profiti, perché – gli ha detto quest’ultimo – “il card. Bertone aveva chiarito di persona la vicenda con il Santo Padre”. Tutto ciò, ha puntualizzato Spina, “non con tono intimidatorio, ma colloquiale, anche se ci davamo del lei. Lui era mio capo, io ero suo sottoposto”.
Spina ha detto di non aver mai avuto dubbi sull’operazioni perché “quando c’è dietro una lettera del segretario di Stato non si possono avere dubbi”: senza contare i nomi presenti nel Consiglio direttivo, tra cui quelli di Geronzi, Passera, Melazzini e Acerra, e la garanzia di un presidente come Profiti.  “Se c’era un’anomalia da denunciare, io sarà stato ingenuo ma non la vedevo”, ha dichiarato Spina rispondendo ad una domanda in merito ad un riscontro di una qualche irregolarità dell’operazione. Gli articoli e le prime foto dei giornali risalgono al 28 maggio 2014, ma i ponteggi erano stati allestiti già dal novembre 2013, ha sottolineato Spina, facendo notare che “tutti passando potevano vederli”. “Ma nessuno ha la contezza dei passaggi che si sono dietro”, la replica del Promotore di Giustizia. Spina, infine, ha fatto notare che la Fondazione Bambino Gesù non era nuova a fare investimenti per finalità di “fund raising”, come era successo con la pubblicità della Ford, per la quale erano stati spesi 170mila euro, “cifra non irrilevante”. Dopo la presentazione del bilancio alla presidente Enoc, Spina non ha ricevuto più alcuna documentazione e a novembre è stato sollevato dall’incarico, per svolgere il quale riceveva la cifra di tremila euro al mese: un emolumento aggiuntivo a cui ha rinunciato, visto che riceveva già lo stipendio di amministratore dell’ospedale.

Notizie Sir del giorno: Papa su abusi minori, da lunedì il Consiglio permanente Cei, accordo tra SpC e Gesuiti, sgomento per uccisione ragazza a Ischitella

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:30

Papa Francesco: a Commissione Tutela minori, “pedofilia è “malattia”, “non firmerò mai richieste di grazia”. All’Antimafia: “Non solo reprimere, anche bonificare, trasformare, costruire”

Il secondo passo per rispondere alle “tante lamentele” sulla questione degli abusi su minori da parte del clero è “aggiustare” la Commissione per i ricorsi, che “lavora bene ma deve essere aggiustata un po’ con la presenza di qualche vescovo diocesano che conosca il problema proprio ‘in situ’”. Lo ha spiegato, a braccio, il Papa, a proposito del lavoro futuro della Pontificia Commissione per la tutela dei minori, ricevuta oggi in udienza.  (clicca qui). Sempre oggi il Pontefice ha ricevuto la Commissione parlamentare antimafia: “Lottare contro le mafie significa non solo reprimere. Significa anche bonificare, trasformare, costruire”. È stata la ricetta offerta. (clicca qui)

Cei: da lunedì 25 a mercoledì 27 settembre a Roma sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente

Con la prolusione del card. Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, si apre lunedì 25 settembre, alle 17 (diretta su Tv2000 e chiesacattolica.it), la sessione autunnale del Consiglio episcopale permanente. I lavori si svolgeranno a Roma fino a mercoledì 27, presso la sede della Cei (Circonvallazione Aurelia, 50). I vescovi si confronteranno, innanzitutto, sulle risposte delle diocesi italiane al Questionario predisposto in vista del prossimo Sinodo su “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”. (clicca qui)

Media Vaticani: siglato accordo tra Segreteria per la comunicazione e Gesuiti

Si rinnova la presenza dei Gesuiti nella comunicazione della Santa Sede. Questa mattina, ore 9.30 in Vaticano, mons. Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la comunicazione (SpC), e padre Juan Antonio Guerrero Alves, delegato del preposito generale della Compagnia di Gesù, padre Arturo Sosa Abascal, hanno siglato l’accordo tra l’ordine religioso e il nuovo dicastero della Santa Sede, nato nel 2015 per volontà di papa Francesco per guidare il processo di riforma dei media vaticani. (clicca qui)

Terremoto in Messico: i vescovi promuovono colletta nazionale il 23 e 24 settembre

“Un profondo appello alla speranza”. È quello rivolto dalla Conferenza episcopale messicana (Cem) in un nuovo comunicato, firmato dal card. José Francisco Robles Ortega, presidente della Cem e arcivescovo di Guadalajara, e dal segretario generale della Cem, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola, vescovo ausiliare di Monterrey. I vescovi, che in stretto raccordo con la Caritas hanno allestito una centrale operativa di coordinamento per affrontare l’emergenza, promuovono una colletta nazionale per sabato 23 e domenica 24 settembre. (clicca qui)

Terremoto a Ischia, un mese dopo: mons. Lagnese (vescovo), tra la gente “c’è un grande desiderio di ritrovare sicurezze e la preoccupazione di essere dispersi”

“Mi sembra di cogliere un grande desiderio di ritrovare sicurezze, le persone non sanno ancora bene cosa sarà del loro futuro, molti si domandano quando avranno una casa e soprattutto dove. Tanti non hanno perso solo la loro casa ma anche la rete sociale legata al proprio territorio”. Lo racconta, in un’intervista al Sir, mon. Pietro Lagnese, vescovo di Ischia, a un mese dal terremoto, che ha portato morte e distruzione sull’Isola Verde. (clicca qui)

XXIV Giornata mondiale Alzheimer: don Arice (Cei), “cultura dello scarto non aggredisca i malati”. “Sostenere la fatica delle famiglie”

“Considerare la cura degli anziani con demenza oggi, significa vigilare perché la cultura dello scarto, tante volte denunciata da papa Francesco non li aggredisca”. Ne è convinto don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, intervenuto questa mattina al convegno “I numeri della demenza di Alzheimer in Italia. La riorganizzazione delle Uva. Dalla diagnosi all’assistenza” promosso a Roma dall’associazione Sos Alzheimer, impegnata dal 2004 nell’assistenza ai pazienti e nel supporto ai familiari. (clicca qui)

Quindicenne uccisa a Ischitella: don Iacovone (parroco), comunità “sgomenta e chiusa nel dolore”. “Continueremo a pregare”

È una comunità “sgomenta e chiusa nel dolore” quella delle parrocchie di S. Maria Maggiore e di S. Francesco a Ischitella, diocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, dove stamane è giunta la notizia della morte della quindicenne gravemente ferita ieri dall’ex convivente della madre. È il parroco, don Bernardino Iacovone, a raccogliere e raccontare lo sconcerto di una comunità incredula di fronte a una vicenda così drammatica compiutasi “a poco più di duecento metri dal paese”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 22 settembre. Il Papa a Commissioni tutela minori e antimafia, naufragio in Libia, elezioni in Germania

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:29

“Avvenire” sceglie di dare un’apertura forte alla sua prima pagina, unendo due importanti interventi di Papa Francesco, il primo quello contro la pedofilia rivolgendosi alla Commissione per la tutela dei minori, il secondo contro le mafie, rivolgendosi alla Commissione parlamentate antimafia. Scrive Giuseppe Anzani nel suo editoriale: “Chi confonde misericordia con indulgenza, e pensa che sia una specie di melassa che tutto rimedia chiudendo un occhio e pareggiando il bene e il male, rilegga oggi le parole che il Papa Francesco, il profeta della misericordia, ha pronunciato sulla macchia atroce della pedofilia, e poi quelle sulla piaga sociale della criminalità mafiosa. Due temi diversi, distanti – sottolinea lo scritttore ed ex magistrato -; l’uno relativo all’innocenza profanata, alla violazione d’una intimità sacra; l’altro attinente ad un cancro della vita comunitaria, una putredine inestirpata. A noi pare di accomunarli a fatica, sotto una comune ombra, sotto il pensiero doloroso del male che insidia le cose più belle della vita e le guasta; il male che fa torbidi i giorni e angosciose le notti di molti; il male che ha nome di crimine per la legge umana e che per la coscienza credente ha la struttura abbietta del peccato”. Al taglio della prima pagina, un titolo per la riforma della legge elettorale, che sembra muovere di nuovo passi rapidi, dopo un lungo stop.
Richiami anche per un’intervista al presidente dell’Autorità anti-corruzione, Raffaele Cantone e per un nuovo naufragio al largo della Libia, denunciato dalla Guardia costiera di Tripoli. Tra le inchieste di “Avvenire”, la vigilia delle elezioni tedesche, la situazione tesa in Catalogna e la puntata dedicata a Cremona e a mons. Napolioni per la serie “i vescovi e il Paese”.

Pellegrinaggio Unitalsi: ripartiti i primi due treni alla volta di Lourdes dopo fermo per un atto di vandalismo nei pressi di Tolosa

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:28

Sta tornando alla normalità il traffico sulla linea ferroviaria del sud della Francia. Alle 18.55 è ripartito da Norbonne il treno delle sezioni Unitalsi Sicilia orientale e occidentale. Sempre da Norbonne è ripartito alle 19.01 il treno della sezione Unitalsi romana-laziale che dopo una sosta di una decina d’ore a Béziers aveva momentaneamente raggiunto l’altro convoglio.

Diocesi: Molfetta, domani mons. Cornacchia celebra 10 anni di episcopato e presiede Messa in cattedrale

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:20

“I prossimi anni? Vorrei vivere la novità del quotidiano fra la gente” e “consumarmi per il prossimo”. Così mons. Domenico Cornacchia, vescovo di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, nell’intervista fatta dal settimanale diocesano “Luce e Vita” in occasione del suo decimo anno di episcopato, che cade domani. Il vescovo presiederà la celebrazione eucaristica nella cattedrale di Molfetta, alle 19, con la partecipazione di mons. Giuseppe Mani, arcivescovo emerito di Cagliari e suo superiore ai tempi del Seminario romano, e di mons. Felice di Molfetta, vescovo emerito di Cerignola-Ascoli Satriano, con il presbiterio diocesano e sacerdoti di Altamura e di Lucera-Troia, nonché della sua famiglia di origine. Mons. Cornacchia è stato eletto vescovo di Lucera-Troia da Papa Benedetto XVI il 30 giugno 2007 e il successivo 14 ottobre ha fatto ingresso in diocesi. Il 15 gennaio 2016 Papa Francesco lo ha eletto alla sede vescovile di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi, dove ha fatto il suo ingresso il 20 febbraio 2016.
Il settimanale diocesano di domenica 24 settembre presenta la narrazione di questi dieci anni in 12 pagine con un ampio apparato fotografico, condividendola con la diocesi di Lucera-Troia. Tra le diverse “tappe” l’apertura delle Porte Sante, il viaggio tra gli emigrati d’America, l’incoraggiamento della missione in Kenya di don Malerba, l’attenzione ai giovani e alle famiglie, al sociale e al mondo dell’imprenditoria, l’incoraggiamento al settimanale diocesano e l’invito al Papa a visitare la diocesi di don Tonino Bello. Accanto alle luci di un decennio intenso di episcopato, all’insegna del motto “Servire Dominio in Laetitia”, mons. Cornacchia non nasconde i momenti di difficoltà, di scoraggiamento e di “situazioni nelle quali senti davvero di aver perso la bussola, di non essere adatto alla missione che compi nella diocesi”. “Il vescovo – prosegue – è uomo come gli altri, è creatura di Dio e dunque non mancano anche per lui momenti negativi. Specialmente quando si prendono decisioni per il bene della diocesi e della comunità, ma esse vengono recepite, all’esterno, fra la gente o dai mass media, come qualcosa di negativo o di punitivo. E quest’ultima fattispecie fa soffrire molto”.
Ora lo sguardo si volge in alto per entrare “sempre più, come Chiesa, nelle pieghe della storia e delle storie” individuando “criticità, seminando speranze, coltivando fioriture”.

Giornali Fisc: Rizzo (economo Nicosia), “a fianco della gente per il diritto alla casa”

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:17

Analizzando le povertà sul territorio, il Seminario “Mons. Alfio Inserra”, organizzato in collaborazione con il periodico diocesano locale “…in Dialogo” e con l’Ucsi (Unione Cattolica Stampa Italiana) della Sicilia, ha proposto ai giornalisti presenti numeri, esempi di contrasto e pratiche di accompagnamento già in corso per affrontare “una situazione sempre più grave e diffusa in tutta Italia, e che nel Mezzogiorno è ancora più allarmante”. Antonio Grasso, dirigente per la Regione Sicilia per le Politiche della famiglia e giovani, ha offerto le cifre ufficiali – l’8,5% della popolazione del Sud versa in condizioni di disagio – e si è soffermato sulle “periferie urbane”: “Al di là delle variazioni alle percentuali che ci vengono annualmente offerte ci dicono che gli interventi congiunturali, anche i più efficaci, servono ma non bastano, non sono esaustivi, finali. Come risolvere la povertà? Non ci sono ricette, ma di certo occorre investire sul lavoro, sulle imprese, ma non con meno forza occorre puntare sulla scuola e la formazione, sulla cultura che può vincere la battaglia contro la povertà. In una parola, investire sulla speranza”. Intanto, un esempio concreto di aiuto al contrasto della povertà, lo ha offerto Rosario Rizzo, economo della diocesi di Nicosia. “Rispondendo all’emergenza abitativa che abbiamo registrato sul nostro territorio, abbiamo voluto affiancarci alla nostra popolazione nella difesa del diritto alla casa”. Ha spiegato nel dettaglio anche tecnico la decisione e il modo adottato dalla Chiesa locale che ha acquistarto immobili destinati ad abitazione e ne ha fatto casa per le famiglie in difficoltà”. Dopo aver affrontato oggi il tema della povertà, con particolare riguardo alla situazione in Sicilia e al ruolo della Caritas, nei prossimi giorni si parlerà delle iniquità del XXI secolo e di povertà e disuguaglianze come conseguenze della “cultura dello scarto”. Ampio spazio sarà naturalmente riservato al ruolo della “Buona Stampa” al servizio degli ultimi e alla crisi dell’informazione, che si muove tra bombardamento mediatico e scarsa professionalità. Il Seminario si concluderà domenica 24 settembre.

Terremoto in Messico: Unicef, necessari 4,6 milioni di dollari per aiutare i bambini. Missioni di valutazione nelle aree più colpite

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:07

L’Unicef ha inviato degli esperti per valutare la situazione dei bambini nelle aree maggiormente colpite di Città del Messico, del Puebla e del Morelos, mentre continua a fornire aiuti ai bambini colpiti dal terremoto dello scorso 7 settembre in Oaxaca e Chiapas. I team Unicef valuteranno le necessità idriche, igieniche, sanitarie, per l’istruzione e per la protezione dell’infanzia. “L’Unicef sta supportando i bambini in Messico da molti anni ma, attualmente, il Paese e le organizzazioni come la nostra stanno affrontando una grande sfida,” ha dichiarato Christian Skoog, rappresentante Unicef  in Messico. “La nostra priorità in queste circostanze – prosegue  – è quella di assicurare che i bambini e i giovani siano protetti e supportati, fisicamente e psicologicamente”. A questo fine Unicef lancia un appello: sono necessari 4,6 milioni di dollari per soddisfare i bisogni dei bambini colpiti dai due terremoti. Le donazioni possono essere effettuate direttamente sul sito nella sezione “Emergenza terremoto Messico”.

Giornate del patrimonio: Milano, apertura straordinaria e visite guidate al Museo del duomo

Agensir.it - Thu, 2017-09-21 19:03

“Al cuore di ogni capitale europea si erge una cattedrale, segno dell’operosità, della fede e dell’ingegno creativo del popolo che l’ha voluta, immaginata, costruita e restaurata nel corso dei secoli. Depositaria dell’identità storica e spirituale della città, la bellezza architettonica e artistica della cattedrale diventa chiave di lettura dell’esperienza spirituale e del rapporto culturale fra i paesi dell’Europa intera”. Lo si legge in una nota della Veneranda Fabbrica del duomo di Milano che aderisce all’iniziativa delle Giornate europee del patrimonio 2017, manifestazione promossa dal 1991 dal Consiglio d’Europa e dalla Commissione europea con l’intento di favorire il dialogo e lo scambio in ambito culturale fra le nazioni europee “e promuovere la partecipazione alla cultura dei cittadini in quanto loro identità ed eredità storica”. La Veneranda Fabbrica del duomo di Milano offre dunque ai cittadini milanesi e ai turisti per sabato 23 settembre un’apertura straordinaria del Museo del duomo (piazza del Duomo, 12) in orario serale dalle ore 18 alle ore 22.30 (ultimo ingresso ore 21.50) al prezzo speciale di un euro.
Per l’occasione, saranno organizzate due visite guidate serali accompagnate dalle guide della Veneranda Fabbrica alle ore 19 in italiano e alle ore 19.30 in lingua inglese, contraddistinte dall’intervento lungo le sale del percorso espositivo di alcuni dei membri del Comitato scientifico del museo: mons. Gianantonio Borgonovo e Massimo Negri che incontreranno i visitatori nella fascia oraria 19-20. Per le visite guidate – Tel.02 89015321 – visite@duomomilano.it.

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