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Messico: la Caritas fa il punto sugli aiuti ad una settimana dal terremoto. Danneggiate almeno 121 chiese

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:18

Ad una settimana dal terremoto che ha colpito il Messico, duecento tonnellate di generi alimentari e di prima necessità sono già arrivati negli Stati più danneggiati, Oaxaca e Chiapas. Lo ha detto ieri padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Conferenza episcopale messicana (Cem), alla presenza del segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Padre Narváez ha spiegato che al momento è urgente l’afflusso nelle zone colpite di alimenti e acqua potabile, oltre che l’allestimento di centri di prima accoglienza. Ma già nelle prossime settimane la Caritas metterà a punto un piano di lavoro per sostenere la ricostruzione. Pronta è stata la risposta dei messicani durante la raccolta realizzata durante lo scorso fine settimana, ma anche dall’estero e in particolare da diversi Paesi europei sono arrivati messaggi, con la disponibilità a concorrere alla ricostruzione degli edifici danneggiati. Tra questi ci sono anche 122 chiese gravemente danneggiate (il rapporto è incompleto, in quanto mancano ancora i dati di alcune diocesi)”. Durante la conferenza stampa è stato messo in evidenza che, diversamente da chi tende a mettersi sotto i riflettori, sono soprattutto le diocesi ad essere presenti “prima, durante e dopo un’emergenza”, non solo con aiuti materiali, ma anche con un “accompagnamento spirituale per superare il trauma”.

Vescovi Colombia: bilancio della visita del Papa. “Rimangono nel cuore vicinanza, bontà e testimonianza di fede”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:11

“Rimangono nel cuore di tutti i colombiani la vicinanza, la bontà, la testimonianza di fede e i messaggi del successore di Pietro”. Lo scrive la Conferenza episcopale colombiana in comunicato letto ieri durante una conferenza stampa promossa a Bogotá per tracciare un bilancio della storica visita di papa Francesco della scorsa settimana. Alla conferenza stampa hanno preso parte il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente Cec e arcivescovo di Villavicencio, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale Cec e vescovo ausiliare di Medellín, mons. Fabio Suescún Mutis, vescovo castrense e responsabile del Comitato preparatorio per la visita del Santo Padre, e mons. Ettore Balestrero, nunzio apostolico in Colombia. Nel comunicato, letto all’inizio della conferenza stampa da mons. Álvarez, i vescovi ringraziano tra gli altri, oltre al Santo Padre, il popolo colombiano “che ha accolto il Santo Padre con affetto e gioia senza uguali”, il presidente Santos e tutte le autorità, i mass media. Prosegue il comunicato: “Il Santo Padre ci ha indicato, con il suo insegnamento e con la sua testimonianza, il cammino che dobbiamo affrontare uniti per togliere alla radice qualsiasi forma di violenza e per raccogliere frutti di giustizia, verità, perdono, riconciliazione e pace. Facciamo del Magistero pontificio in Colombia una fonte inesauribile di riflessione e di iniziative pastorali, e apriamo il passo ad un nuovo dinamismo evangelizzatore”. Nel corso della conferenza stampa, mons. Suescún ha sottolineato la sintonia tra il Papa e il popolo colombiano, “che ha ricevuto il Santo Padre con il cuore”. Mons. Balestrero ha messo in evidenza il dichiarato apprezzamento di Francesco per il popolo colombiano, ed ha aggiunto: “Si è visto quanto la fede sia radicata nei colombiani, pensiamo solo che il 20% del Paese ha visto direttamente il Papa. Ognuno di noi si è sentito consolato e appoggiato da Papa Francesco”. Ora, però, “abbiamo una grande responsabilità di venirci incontro tra noi”. Ha aggiunto mons. Urbina: “Ci rimane un compito profondo, la riconciliazione del Paese, dopo il primo passo fatto con il Papa servono altri passi, dobbiamo imparare a camminare insieme. La riconciliazione è un lavoro serio, da fare con le vittime, con i poveri, per la costruzione di un nuovo ordine sociale che implica la dignità di ciascuna persona”. Il presidente della Conferenza episcopale ha messo anche in evidenza le positiva diversità tra la varie regioni, emerse anche durante la visita del Papa, ed ha esplicitamente auspicato “una riforma agraria, elemento fondamentale per la nazione e per il suo sviluppo integrale”. Infine, il card. Salazar ha sottolineato la ricchezza, per la Chiesa, dei discorsi ai vescovi colombiani e al Celam, a partire dall’esigenza che la Chiesa viva per prima il Vangelo non solo a parole ma nei fatti.

Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), messaggio per inizio scuola. Alleanza educativa fra famiglia, scuola e Chiesa

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:05

All’inizio dell’anno scolastico il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, scrive a dirigenti, docenti, genitori, studenti delle scuole di ogni ordine e grado per rivolgere loro l’“augurio di buon anno scolastico”. Un augurio rivolto “specificatamente proprio a voi docenti, operatori e dirigenti scolastici cui è affidato il delicatissimo compito di leggere la realtà in cui siamo immersi e da essa ricavare segni positivi di cambiamenti possibili su cui avviarsi per contribuire a orientare, sostenere e soprattutto alimentare il processo di crescita delle competenze, capacità e conoscenze degli uomini del futuro”, si legge nel messaggio. Nel testo si sottolinea che “nessuno può essere tanto arrogante e prevaricatore da affermare di essere in grado di disegnare percorsi che abbiano una indiscussa efficacia educativa e tanto meno lo posso fare io a nome della Chiesa diocesana che nelle parrocchie e nelle associazioni ecclesiali ha i suoi centri educativi”.
Mons. Savino ricorda che al centro del nuovo anno pastorale della diocesi c’è il tema “Evangelizzazione, comunità e iniziazione cristiana”: “Intendiamo – spiega – ripartire dai piccoli, dai bambini che dopo il Battesimo, deciso dai genitori, si accostano ai sacramenti della Riconciliazione, Comunione e Confermazione cristiana. Ogni proposta della Chiesa – si legge nel messaggio – richiede attento ascolto e serena accoglienza da parte delle famiglie e della scuola, dove i bambini e i ragazzi trascorrono la maggior parte delle loro giornate. Per questo, come ben sapete, occorre che famiglia, scuola e Chiesa concordino negli obiettivi educativi da perseguire, nel riconoscimento e nel rispetto reciproco”.

Pastorale sanitaria: Aipas, dal 9 ottobre ad Assisi il convegno “#Giovani, #fede e #malattia”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:57

Sarà dedicato a “#Giovani, #fede e #malattia – Difficoltà e risorse pastorali” il convegno nazionale organizzato dall’Associazione italiana di pastorale sanitaria (Aipas) in programma alla Domus Pacis di Assisi dal 9 al 12 ottobre. “Sembra innaturale per un giovane interrogarsi sulla malattia e sulla morte – si legge in una nota – eppure la sofferenza e l’accompagnamento del malato rappresentano una fonte di spiritualità anche per le giovani generazioni. Ancor più profondamente, il tema del dolore interpella poi la nostra fede quando ad ammalarsi è un giovane”. L’appuntamento di Assisi, in vista del Sinodo sui giovani voluto da Papa Francesco, vedrà la partecipazione, tra gli altri, di don Michele Falabretti, responsabile Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, di Nadia Bouzekri, presidente dell’Associazione dei Giovani musulmani d’Italia, e di don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, recentemente nominato superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Al convegno parteciperà una delegazione dell’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, guidata da fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs di Brescia.

Diocesi: mons. Castoro (Manfredonia) messaggio per inizio scuola. “Al centro vi sia la relazione educativa”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:24

“Al centro della scuola vi sia la relazione educativa, cioè un fiducioso rapporto tra chi insegna e chi apprende”. È quanto auspica l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, nel messaggio per l’inizio dell’anno scolastico. “Curate le relazioni e suscitate passioni autentiche non solo per i saperi, ma per la vita – afferma rivolgendosi a dirigenti, docenti, operatori e collaboratori – avendo come obiettivo lo sviluppo di personalità coerenti ed equilibrate, ma anche dinamiche e aperte a nuove esperienze, libere nel giudizio, capaci di collaborare con gli altri e consapevoli della loro funzione sociale”. “La scuola non è un’azienda dove far valere la prestazione, ma una comunità dove si intrecciano storie, volti, problemi, questioni”, osserva l’arcivescovo, ricordando che “ciò che conta è la vocazione di ciascuno a orientare la propria vita nella giusta direzione”. “Non sostituitevi alle famiglie, né sovrapponetevi ad esse – prosegue Castoro – ma stimolate i genitori affinché siano insieme a voi protagonisti della crescita dei propri figli”. “Lavoriamo tutti insieme per una scuola partecipata, condivisa, allargata anche ai bisogni degli adulti, i quali hanno bisogno anch’essi di essere formati”, aggiunge l’arcivescovo, che invita: “Impegniamoci per una scuola più a misura del nostro territorio, in dialogo con le altre agenzie educative presenti nelle nostre città”. Agli alunni, Castoro chiede di aiutare “i vostri insegnanti a tirare fuori da voi il meglio di voi stessi. Non siete dei vasi vuoti, ma campi che nascondono perle, che aspettano solo di essere valorizzate”. “Lasciatevi guidare, orientare, affiancare e accompagnare”, continua. “Aiutateci a costruire con voi una società più giusta e più equa, più inclusiva e meno escludente, più accogliente e meno xenofoba, più ospitale e meno sospettosa”.

Cortile di Francesco: Prodi, “la pace non è garantita, va conquistata ogni giorno”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:15

(dall’inviata ad Assisi) “La pace non è garantita: va conquistata ogni giorno”. Ne è convinto Romano Prodi, che nell’incontro di ieri sera al “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi, ha fatto notare come dalla fine della guerra fredda, nel mondo “ci sono stati 31 conflitti con 300mila morti e nessuno ne ha parlato”. Di qui il ruolo strategico dell’Europa anche in questo campo. “Bisogna essere chiari e propositivi”, ha detto Prodi, citando il caso dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, che quando i tedeschi non volevano l’euro ma il marco ha risposto loro: “Io voglio l’euro perché mio fratello è morto in guerra”.

Cortile di Francesco: Prodi, “chi è qui da tanti anni come cittadino italiano deve essere considerato cittadino italiano”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:14

(dall’inviata ad Assisi) “Non confondere” la questione dello “ius soli” con quella più generale dei migranti in fuga dai loro Paesi. È l’invito di Romano Prodi, che durante l’incontro di ieri sera nella basilica superiore di Assisi, a conclusione della prima giornata del “Cortile di Francesco”, ha fatto notare che “le due questioni non hanno niente in comune: lo ius soli non riguarda i disperati che arrivano nel nostro Paese in modo irregolare, ma ragazzi che parlano e sono italiani. Chi è qui da tanti anni come cittadino italiano è e deve essere considerato cittadino italiano”. “Questi ragazzi sono quelli che garantiranno le nostre pensioni”, ha aggiunto: “In un Paese con una demografia che cala come la nostra abbiamo bisogno di loro”. L’anno scorso, per la prima volta, in Italia sono nati più stranieri che italiani, ha ricordato Prodi: “Se continuiamo così, il problema del Paese non si può risolvere se non abbiamo ragazzi integrati”.

Cortile di Francesco: Prodi, “o l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha più niente da dire al mondo”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:13

(dall’inviata ad Assisi) “O l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha nulla da dire al mondo”. È stato netto Romano Prodi, già presidente della Commissione europea, sul ruolo politico di cui deve riappropriarsi il nostro Continente, dopo gli ultimi mesi frenati dalle elezioni francesi edalle prese con l’imminente appuntamento elettorale tedesco, che “quasi sicuramente non presenterà un grande fatto nuovo”, ha ipotizzato. “Trovare una politica comune”, l’imperativo urgente per l’Europa: “I problemi rimarranno, ma abbiamo tirato un sospiro di sollievo dopo l’uscita britannica che poteva portare ad uno sfaldamento generale”. “Basta con la debolezza”, ha ripetuto Prodi ricordando le grandi conquiste del nostro Continente, come lo Stato sociale: “Se continuiamo così, ogni giorno facciamo un piccolo passo indietro, perché il compito della democrazia è dare speranza non a qualcuno, ma a tutti”. “Negli ultimi anni di vita europea – l’analisi di Prodi a proposito di un deficit di solidarietà nell’Unione europea – sempre di più il potere è passato dalla Commissione ai singoli Stati: ciò vuol dire che comanda chi è più forte, e il Paese più forte è la Germania”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, “più Europa” per opporsi a xenofobia e terrorismo

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:11

(dall’inviata ad Assisi) Nel nostro Continente, serve “concretezza e azione”: “Questo è il momento di proporre e di agire, il momento di mettersi in gioco con gioia e gratuità”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso il suo intervento di ieri sera al “Cortile di Francesco” con un invito alla mobilitazione. “Perché tutti noi abbiamo bisogno di più Europa”, ha spiegato: “Di un’ Europa dei popoli che sappia, prima di tutto, combattere la cultura della paura. E, poi, che sappia opporsi con tenacia al terrorismo. E infine che possa contrastare i rigurgiti di xenofobia di cui si odono gli strali”. Proprio per questo, la proposta del cardinale, è necessario lo sviluppo di una nuova “sensibilità europea”: “Ancor prima di un’elaborazione politica dei singoli Stati o dell’Unione europea – la tesi di Bassetti – è di cruciale importanza sviluppare un nuovo ethos continentale che, partendo dalla valorizzazione delle propria anima storica, sappia sviluppare una cultura della carità e dell’incontro. Una cultura nuova su basi antiche da cui possa nascere un’Europa ancora più viva, coesa e forte”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, in Europa “preoccupante cultura della paura”, “si ha paura quando si è senza identità”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:09

(dall’inviata ad Assisi) “Le grandi sfide dell’Europa attuale – il terrorismo, l’economia e i migranti – stanno generando una preoccupante cultura della paura”. A lanciare il grido d’allarme è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante l’incontro con Romano Prodi organizzato ieri sera ad Assisi nel “Cortile di Francesco”. “Paura di vivere in una società senza identità, sempre più complessa e plurale”, ha specificato entrando nel dettaglio: “Paura dell’altro perché non lo si riconosce più come un nostro simile. Paura soprattutto nei confronti del forestiero. Che non solo è costretto a vivere come un apolide in terra straniera, ma che, sempre più spesso, è diventato una sorta di capro espiatorio di tutti i mali della nostra società”. “Si ha paura quando siamo senza identità”, ha ammonito il cardinale: “E se non si ritrova la nostra identità, la paura del diverso aumenterà ancora di più”. Poi la citazione di due discorsi di Papa Francesco: quello pronunciato nel 2016, in occasione del Premio Carlo Magno, in cui ha auspicato “un’Europa giovane, capace di essere ancora madre”, e quello di pochi mesi fa, in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma, quando ha sottolineato che occorre “investire nella vita, nella famiglia, nei giovani”. “Queste parole – il commento di Bassetti – contengono un forte incoraggiamento a guardare al futuro, senza perdere la speranza e soprattutto sono un grande messaggio di libertà e responsabilità. La libertà di intraprendere strade nuove, la responsabilità di farlo pensando alla generazione future”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco ai nuovi vescovi, ius soli, progetti Caritas in Siria, Santuario Madre Teresa, Cortile di Francesco, don Tom Uzhunnalil

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:35

Papa Francesco: ai nuovi vescovi, “il vescovo non è il padre padrone autosufficiente e nemmeno l’impaurito pastore solitario”

“Il vescovo non è il ‘padre padrone’ autosufficiente e nemmeno l’impaurito e isolato ‘pastore solitario’. Il discernimento del vescovo è sempre un’azione comunitaria, che non prescinde dalla ricchezza del parere dei suoi presbiteri e diaconi, del Popolo di Dio e di tutti coloro che possono offrirgli un contributo utile, anche attraverso gli apporti concreti e non meramente formali”. È una delle caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere l’azione e lo stile del vescovo. È Papa Francesco ad indicarla ai vescovi che hanno cominciato il loro ministero nel corso dell’ultimo anno, incontrandoli in udienza nella sala Clementina del Palazzo apostolico. (clicca qui)

Ius soli: mons. Tomasi (Santa Sede), “non è saggio strumentalizzare immigrati a fini politici immediati”

“Strumentalizzare gli immigrati per fini politici immediati non mi pare saggio. Dobbiamo proteggere tutti i cittadini italiani e chi chiede asilo politico perché hanno motivazioni serie. L’obbligo internazionale di accettare persone che chiedono asilo è ben definito. Quindi per quelli che hanno solo interessi ed esigenze economiche c’è una procedura diversa e la legge deve essere rispettata”. Così mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha risposto ai giornalisti sulla questione del rinvio della discussione sullo “ius soli” a margine della presentazione oggi, nella sede di Radio Vaticana a Roma, del Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo. “È una questione di politica interna italiana – ha precisato -. Il fatto è che la presenza degli immigrati in un Paese deve portare alla loro integrazione. Parliamo molto spesso di numeri da accettare, di come trovare una risposta all’arrivo immediato, ma non parliamo a sufficienza e in maniera esaustiva dell’altra faccia della medaglia che è l’integrazione”. (clicca qui)

Siria: Caritas Italiana, dal 2011 investiti 3.715.000 euro in progetti per la popolazione. Previsti gemellaggi tra diocesi e parrocchie italiane e siriane

Dall’inizio della crisi siriana (2011) Caritas Italiana è attiva a sostegno della popolazione locale, in sinergia con Caritas Siria, con 49 progetti complessivi per 3.715.000 euro investiti, di cui 149.000 per progetti legati a “pace e riconciliazione”, 166.480 per “formazione”, 291.000 per “sociale” e i restanti 3.108.520 per “emergenza”. È quanto emerso oggi nel corso del seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa. Da agosto 2017, dichiara al Sir Danilo Feliciangeli, di Caritas Italiana, “la Caritas , grazie a un nuovo contributo della Cei, ha accresciuto l’impegno sul fronte dell’emergenza finanziando Caritas Libano e Caritas Giordania impegnate nell’assistenza dei profughi siriani e sostenendo un progetto sanitario nella capitale Damasco, promosso da Caritas Siria”. Si gettano così le basi del prossimo triennio… (clicca qui)

Kosovo: don Koliqi (parroco santuario di Pristina), preghiere, pastorale e carità in nome di Madre Teresa

Dal giorno della consacrazione, martedì 5 settembre, sono iniziate al santuario Santa Teresa di Calcutta, a Pristina (Kosovo), le celebrazioni delle messe; ogni giovedì c’è “l’adorazione al Santissimo, spiritualità che per Madre Teresa era fondamentale, sia per la sua vita e sia per la sua carità. Vogliamo così preparare la nascita di un gruppo di preghiera secondo la spiritualità di Santa Teresa”. Lo racconta al Sir don Fatmir Koliqi, parroco del santuario. “Stiamo preparando anche gli incontri pastorali con i giovani, famiglie, anziani… la pastorale universitaria è viva già da due anni nella nostra parrocchia perché gli studenti a Pristina sono tanti e attivi nella vita pastorale e pubblica della città”. Poi si lavorerà alla pubblicazione di testi e strumenti pastorali per promuovere la spiritualità di Madre Teresa. Per vivere la passione della santa per i poveri, fin dall’inizio della costruzione del santuario, dieci anni fa, è stata aperta una mensa. (clicca qui)

Cortile di Francesco: Fedeli (ministro Istruzione), impegno contro tutte le discriminazioni è terreno di “incontro tra laici e cattolici”

(dall’inviata ad Assisi) “Le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare: non trasformare chi sostiene opinioni che non condividiamo in un nemico da annientare”. Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha citato l’ottava parola del “Manifesto” della comunicazione non ostile di “Parole o-stili”, nell’incontro di apertura del “Cortile di Francesco”, che ha visto radunati nel piazzale antistante alla basilica inferiore studenti di scuole di ogni ordine e grado, coinvolti durante l’incontro a risolvere un cruciverba contro “fake news” ed elementi di aggressività sul web. “Uno straordinario strumento d’istruzione e formazione”: così il ministro ha definito il manifesto, per la diffusione del quale è stato firmato proprio oggi ad Assisi dal Miur un doppio protocollo: con “Parole-ostili” e Università Cattolica e con la Federazione nazionale della stampa. “Le parole – ha fatto notare Fedeli durante la tavola rotonda, moderata dal direttore di Tv2000, Paolo Ruffini – possono dividere o possono unire, creare relazioni o difficoltà relazionale”. (clicca qui)

Don Tom Uzhunnalil: don Artime (rettor maggiore Salesiani), “è sereno, lucido e con una grande pace interiore”

“Nel pomeriggio del 13 settembre ho avuto la gioia e la felicità di incontrare il mio caro confratello don Tom, che si trova nella comunità salesiana in Vaticano. Lo ho salutato nello stile indiano e ci siamo dati un forte abbraccio come segno di affetto fraterno. È ancora magro, ma l’ho trovato sereno, lucido e con una grande pace interiore. Mi ha manifestato il suo profondo ringraziamento al Signore, alla Congregazione, perché si sentiva fortemente accompagnato dalla Famiglia Salesiana che pregava per lui, insieme alle religiose di altre congregazioni”. Il rettore maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, appena tornato da Malta, ha voluto immediatamente incontrare il suo confratello salesiano don Tom Uzhunnalil, liberato in Yemen il 12 settembre dopo un sequestro durato oltre 18 mesi. “Sono rimasto profondamente colpito – afferma don Artime secondo quanto riporta Ans (agenzia info salesiana) – nel sapere che ha celebrato l’Eucaristia ogni giorno, anche senza pane e vino, offrendo al Signore ciò che stava vivendo”. (clicca qui)

Diocesi: mons. Pennacchio nominato arcivescovo di Fermo; mons. Cirulli vescovo di Teano-Calvi

Due nuovi vescovi per altrettante diocesi italiane. Papa Francesco ha infatti nominato oggi mons. Rocco Pennacchio, del clero dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, arcivescovo di Fermo, e mons. mons. Giacomo Cirulli, del clero della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, vescovo di Teano-Calvi. Alle diocesi il messaggio dei nuovi vescovi. Mons. Pennacchio: “Nell’attesa di incontrarvi, conoscervi, amarvi, chiedo fin d’ora di accogliermi con semplicità e amicizia, perché anch’io mi inserisca nel bel cammino ecclesiale che già percorrete. Sostenetemi fin d’ora con la preghiera perché impari a diventare sempre di più il vostro padre, pastore, amico”. Mons. Cirulli: “Sarò sempre pronto e disponibile a lavorare per il bene della nostra gente, e pronto e disponibile a combattere e denunciare tutto ciò e tutti quelli che si oppongono a questo fine”.

Avvenire: la prima pagina di domani 15 settembre. Ius culturae, economia, scuola, giovani e lavoro, Asia Bibi, nuovi vescovi

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:34

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla questione dello “Ius culturae”, con l’impegno del premier Paolo Gentiloni all’approvazione della legge che, a precise condizioni, dà la cittadinanza agli stranieri. Una legge che al Senato per ora è stata bloccata dopo l’approvazione della Camera. L’editoriale è a firma dell’economista Leonardo Becchetti: “Non passa giorno senza un grave allarme o l’evidenza di una seria emergenza climatica. Il ‘grido del pianeta’, per riprendere un’efficace espressione di papa Francesco, è altrettanto forte di quello dei poveri e degli scartati. Le immagini chiave e le narrative hanno spesso più influenza dei ragionamenti logici nel determinare egemonie culturali e di pensiero. Kate Raworth, con il suo ultimo libro, sfida immagini e narrative dominanti, proponendo di sostituire al mito della crescita perpetua quello della ciambella. Possiamo allargare la ciambella riducendo il dilemma tra sostenibilità ambientale e lotta alla povertà se impariamo a creare valore economico in modo più sostenibile”, spiega il commentatore di “Avvenire”. La fotocronaca è per la scuola: mancano diecimila insegnanti di sostegno per gli alunni disabili e i posti saranno coperti da supplenti. A centro pagina, un titolo per l’allarme di Confindustria: la fuga dei nostri giovani verso lavori all’estero ci costa 14 miliardi; dall’organizzazione però una buona notizia sulla crescita del Pil, rivista al rialzo. Richiami per un’intervista all’avvocato di Asia Bibi costretto a fuggire all’estero: il legale della donna cristiana pachistana ingiustamente reclusa lancia l’appello per una grande mobilitazione internazionale. Tra i temi di “Avvenire”, i racconti dei nuovi vescovi italiani: tocca a Nazzareno Marconi, pastore di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

Myanmar: Amnesty, “in atto una campagna di terra bruciata contro Rohingya”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:31

Oltre 80 incendi appiccati dal 25 agosto;  oltre 370.000 rohingya fuggiti attraverso il confine col Bangladesh in meno di tre settimane; testimonianze di attacchi pianificati, deliberati e sistematici. Amnesty international ha diffuso oggi nuove prove sulla campagna “di terra bruciata” in corso nello stato di Rakhine, dove le forze di sicurezza di Myanmar e gruppi di vigilantes danno fuoco a interi villaggi abitati dai rohingya e sparano contro le persone in fuga. L’analisi dei dati dei rivelatori satellitari antincendio, delle immagini satellitari, delle riprese fotografiche e video dal terreno, così come decine di testimonianze oculari tanto in Myanmar quanto in Bangladesh hanno portato l’organizzazione per i diritti umani a concludere che da quasi tre settimane è in corso una campagna coordinata di incendi sistematici dei villaggi Rohingya nello stato di Rakhine. “Le prove sono inconfutabili: le forze di sicurezza stanno dando alle fiamme lo stato di Rakhine in una campagna mirata per costringere i Rohingya a lasciare il Paese. Non c’è alcun dubbio: si tratta di pulizia etnica”, ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice di Amnesty International per le risposte alle crisi. “Il modello è chiaro e sistematico. Le forze di sicurezza circondano un villaggio, sparano alle persone in fuga e in preda al panico e poi danno alle fiamme le abitazioni. In termini giuridici, questi sono crimini contro l’umanità, ossia attacchi sistematici e deportazione forzata di civili”, ha precisato Hassan. “In meno di un anno quasi mezzo milione di Rohingya ha dovuto lasciare le loro case. I crimini commessi dalle forze di sicurezza di Myanmar devono essere indagati e i responsabili devono essere chiamati a risponderne di fronte alla giustizia. E Myanmar deve porre fine alla discriminazione sistematica ai danni dei Rohingya che è al cuore dell’attuale crisi”, ha affermato Hassan: “Dev’esserci molta più pressione su Aung San Suu Kyi e sui vertici militari di Myanmar”, ha aggiunto Hassan, chiedendo al Consiglio Onu dei diritti umani “di estendere il mandato della Missione internazionale di accertamento dei fatti, cui le autorità di Myanmar dovrebbero offrire piena collaborazione”.

Corridoi umanitari: Negro (Fcei) a Mattarella, consentono “gestione sostenibile e pianificata dei flussi”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:28

I corridoi umanitari oggi consentono “quella gestione ‘sostenibile’ e pianificata dei flussi che lei ha evocato”. Lo ha scritto il presidente della Federazione delle Chiese evangeliche in Italia, Luca Maria Negro, nella lettera che ha inviato al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con la quale ha espresso “apprezzamento” per le dichiarazioni rilasciate dal Capo dello Stato durante la sua visita a Malta. Parole con le quali Mattarella ha auspicato “canali legali d’ingresso” per i migranti che scappano dai conflitti. Proprio la Federazione delle Chiese evangeliche ha promosso in Italia i corridoi umanitari con la Tavola valdese e la Comunità di Sant’Egidio. Un progetto che “in due anni ha portato in Italia, legalmente e in sicurezza, quasi mille profughi siriani”, ha sottolineato Negro. “Come italiani siamo orgogliosi che il nostro Paese abbia dato a Falak, una bambina di dodici anni malata di tumore, la possibilità di curarsi in Italia; a Diya di poter tornare a camminare, dopo che una bomba gli aveva tranciato una gamba; a Jamal, perseguitato e torturato per le sue idee politiche, di aprire un ristorante a Torino; a Mervat, una ragazza cristiana la cui casa era stata distrutta dall’Isis di studiare con successo all’Università di Ferrara; alle famiglie di Seba e Atieh di riprendere in mano la loro vita ripopolando un borgo della Calabria”. “Tutto questo – ha concluso Negro – lo abbiamo fatto senza oneri per lo Stato”.

Diocesi: Roma, l’arcivescovo vicario De Donatis chiude lunedì il convegno diocesano nella basilica Lateranense

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:21

Si concluderà lunedì 18 settembre il Convegno ecclesiale della diocesi di Roma, intitolato “Non lasciamoli soli!” incentrato sulla relazione tra genitori e figli adolescenti e la difficile sfida dell’educare. Lo scorso 19 giugno Papa Francesco, nella basilica di San Giovanni in Laterano, apriva l’assise annuale con sacerdoti, religiosi, religiose e laici impegnati nel servizio pastorale alla città e alla Chiesa di Roma. E proprio la basilica lateranense tornerà a ospitare lunedì la giornata conclusiva, strutturata in due momenti. Il primo al mattino, a partire dalle 9.30, rivolto ai sacerdoti; l’altro alle 19, con gli operatori pastorali delle parrocchie e delle varie realtà ecclesiali. In entrambe le occasioni l’arcivescovo vicario Angelo De Donatis presenterà gli orientamenti pastorali per il nuovo anno. Ad annunciarlo è lo stesso arcivescovo in una lettera indirizzata nei giorni scorsi ai sacerdoti e ai diaconi della diocesi. “Dopo un’estate sicuramente molto intensa e dopo la forte esperienza spirituale del pellegrinaggio diocesano a Lourdes – scrive il vicario -, riprendiamo il cammino pastorale al servizio della nostra Chiesa che vive in Roma. Lo faremo insieme, concludendo i lavori del Convegno diocesano, che abbiamo iniziato con le parole del nostro vescovo Papa Francesco lo scorso 19 giugno nella cattedrale. Proprio a partire da quanto ci ha detto il Papa, rendendo grazie per il cammino svolto negli anni scorsi, possiamo confrontarci sull’esigenza forte della conversione pastorale al servizio del popolo che ci è affidato ed in modo particolare delle famiglie che si impegnano con energia e con forza per educare alla fede e trasmettere il tesoro prezioso della Parola del Vangelo”. Dopo la recita dell’Ora media, l’arcivescovo De Donatis offrirà alcune indicazioni a partire dagli stimoli offerti nel lavoro delle prefetture del 20 giugno e dalla riflessione condivisa con il Consiglio episcopale. “Avremo modo anche di dialogare – conclude -, attraverso uno spazio di dibattito, sull’urgenza di una svolta missionaria nella nostra ‘azione’ ecclesiale”.

Diocesi: Terni, domenica 17 settembre assemblea ecclesiale. Il vescovo Piemontese indice la visita pastorale

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:14

Sarà dedicata a “Visita pastorale: comunione e missione nella nostra Chiesa diocesana” l’assemblea ecclesiale che si svolgerà domenica 17 settembre, dalle 16.30, nella cattedrale di Terni. Sarà l’inizio ufficiale del nuovo anno pastorale. Dopo la celebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Piemontese, vescovo di Terni-Narni-Amelia, è in programma l’indizione della visita pastorale alla diocesi che avrà inizio in autunno a cominciare dalla forania della Valle Teverina. Nel corso dell’assemblea saranno presentati anche il Direttorio per l’iniziazione cristiana dei ragazzi e le Linee guida per l’accompagnamento al matrimonio e alla vita familiare. “Stiamo per iniziare un nuovo anno pastorale: tempo per crescere nella fede, nell’amore del Signore e nella gioia”, scrive mons. Piemontese. “Lo inizieremo tutti insieme, convocati in una grande assemblea ecclesiale, liturgica e pastorale, per rafforzare la comunione, per rinnovare la missione di annunciare e testimoniare il Vangelo e per avviare i progetti che insieme abbiamo individuato negli ultimi anni”, prosegue il vescovo, sottolineando che “ci attende una forte esperienza di Chiesa riuniti nella cattedrale, per pregare per la pace nel mondo, il bene della Chiesa, per la buona riuscita della visita pastorale e perché il nuovo anno pastorale sia un anno di grazia per famiglie, comunità cristiane e ogni persona”. Rispetto alla presentazione del Direttorio per l’iniziazione cristiana dei ragazzi e le Linee guida per l’accompagnamento al matrimonio e alla vita familiare, mons. Piemontese sottolinea che “è indispensabile accompagnare con umiltà e passione ogni proposta verso le periferie e seguirla con costanza e tenacia senza scoraggiarsi”. Ed è necessario farlo “in stile comunionale”. A conclusione dell’assemblea sarà conferito il mandato a catechisti e operatori pastorali.

Patriarca Bartolomeo: parrocchia Corpus Domini Bologna, “il dialogo porta a risolvere ogni incomprensione”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:11

“La Chiesa domestica, la parrocchia, è una famiglia dove vige armonia, amore ed unità e dove tutti portano a compimento i propri doveri ed i propri compiti con spirito di unità e nel dialogo reciproco. Questa unità si regge su due importanti cardini: la Divina Eucarestia ed il dialogo d’amore tra i propri membri”. Lo ha affermato questa sera a Bologna il patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, introducendo l’incontro nella parrocchia del Corpus Domini, che proseguirà con la cena, a cui partecipa anche l’arcivescovo Matteo Maria Zuppi. “Con gioia abbiamo accolto l’invito a visitare questa parrocchia della Chiesa locale, per rallegrarci della genuinità e della fraterna ospitalità dei suoi parrocchiani”, ha rivelato Bartolomeo I, aggiungendo che “idealmente, abbracciando la vostra parrocchia, abbracciamo tutte le parrocchie di questa diocesi”. La parrocchia – ha sottolineato il patriarca ecumenico – è “una Chiesa domestica, in cui la fraternità è centrale e la collaborazione tra il parroco e i fedeli, soprattutto con coloro che sono chiamati a coadiuvarlo, deve essere esemplare”. “Naturalmente – ha precisato – i compiti dei chierici e quelli dei laici sono diversi, seppure entrambi contribuiscono alla crescita spirituale e materiale della comunità”. “Nella parrocchia – ha osservato Bartolomeo I – non ci deve essere posto per i personalismi, ma ci deve essere sempre uno spirito di unità e sacrificio. E questi si ottengono solo col dialogo”. Per il patriarca, infatti, “il dialogo porta a risolvere ogni incomprensione, comprende le necessità dell’opera filantropica a favore dei bisognosi, agisce quando sorge la sofferenza, apre le porte all’ospitalità cosciente, alla crescita umana e sociale e non chiude le porte mai ad alcuno”.

Cortile di Francesco: Cacciari (filosofo), “oltrepassare” e “abitare” nello stesso tempo è la “paradossalità” della teologia francescana

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:08

(dall’inviata ad Assisi) “Oltrepassare e abitare nello stesso tempo”. Risiede in questo, per Massimo Cacciari, la “paradossalità” della teologia francescana, che “parte da presupposti molto seri”. Intervenendo al “Cortile di Francesco”, il filosofo ha smontato ancora una volta il cliché del Francesco ingenuo o buonista: “Francesco – ha spiegato – è un pellegrino, ma nello stesso tempo molto di più di un pellegrino”. “Il viaggio del pellegrino – ha spiegato Cacciari – non è il raggiungere un luogo, quanto il viaggio stesso. La méta del pellegrino è l’esperienza che fa del suo andare, la strada che costruisce andando. Non è pellegrino quello che arriva a Roma, chi arriva a Santiago: pellegrino è chi sente il suo stesso andare come una méta”. “Ma Francesco – ha aggiunto il filosofo – nel suo andare non si arresta, non si ferma: la sua è una dinamica della prossimità, Francesco è molto di più del pellegrino. Francesco è un pellegrino straordinario, perché non è straniero da alcuna parte: è quello che è sempre a casa, perché si prende cura, e mai a casa, perché va sempre oltre”. “Ciò che Francesco veramente detesta – ha affermato Cacciari – è l’amore di sé. Se non ci si libera da questa caverna egoica, anche se ci si libera di tutto il resto non si è veramente liberi. Senza liberarsi di questo io che così gelosamente amiamo, non è possibile compiere quel cammino così complesso, quel pellegrinaggio che Francesco ha indicato”. “Figure come Francesco indicano, dal punto di vista umano, l’impossibile”, ha concluso il filosofo: “Il non credente può dire: la misura di libertà che ci chiede Francesco è umanamente l’impossibile. Ma l’impossibile può essere possibile per forze che sono sopra-umane: è una possibilità a cui un non credente deve dire sì, perché non ha alcuna argomentazione per negare l’estremo limite del possibile. Non è possibile per un non credente negare la possibilità di vivere un’esperienza come quella di Francesco”.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:00

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.171/News/2017/09/14/2017091401941002448.MP4

Ius soli, sale la tensione in maggioranza

Alta tensione in maggioranza sullo ius soli, la legge che estende la cittadinanza agli immigrati nati in Italia. Il presidente del Pd, Matteo Orfini, invita il governo a lavorare per il voto di fiducia. “È ai ministri che compete”, spiega Orfini dopo che Delrio ha definito il dietrofront del Senato come “un grave atto di paura”. Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, conferma l’impegno al voto entro l’autunno. “È un lavoro da fare”, spiega, mentre Maurizio Lupi annuncia che i ministri di Ap non daranno mai l’assenso alla fiducia.

La Santa Sede: non strumentalizzare i migranti

Sullo ius soli interviene anche la Santa Sede con monsignor Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per lo sviluppo umano integrale. “Non bisogna strumentalizzare i migranti a fini politici. La loro presenza in un Paese deve portare all’integrazione. In questo modo l’incontro non è conflittivo ma anzi migliora la società che li ospita”, dice Tomasi al Sir. Negli Stati Uniti ad esempio “dopo 5 anni si può diventare cittadini e quelli che nascono nel Paese lo diventano automaticamente”.

Confindustria lancia l’allarme giovani

Confindustria alza le stime di crescita del Pil, +1,5% quest’anno, e lancia l’allarme sull’occupazione giovanile: è il vero tallone d’Achille dell’Italia. Una perdita di capitale umano che costa al paese 14 miliardi l’anno. Alla presentazione dei dati del Centro Studi degli imprenditori il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, annuncia che deficit e debito sono in calo. Intanto, il premier Paolo Gentiloni, dalla Grecia, garantisce che nella prossima legge di bilancio ci saranno margini migliori da quelli ipotizzati otto mesi fa.

Bollette pazze, le sanzioni dell’Agcom

Stop dell’Agcom nei confronti degli operatori telefonici che non emettono fatture a cadenza mensile. L’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha deciso di avviare procedimenti sanzionatori nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone e Fastweb.
Ieri la denuncia in Parlamento da parte di Sinistra Italiana.

Burocrazia, quanto mi costi? Risponde la Cna

Ventidue miliardi l’anno. È il costo della burocrazia sulle imprese. Lo denuncia la Cna che oggi ha incontrato la ministra della Pubblica amministrazione Marianna Madia. Un’occasione per fare il punto sulla riforma. Cna avvia anche un’indagine su ‘Comune che vai, burocrazia che trovi’: “Sarà un lavoro a tutto campo per capire quali sono i Comuni virtuosi e quelli che sono in ritardo sulla semplificazione”, spiega il presidente Daniele Vaccarino.

Filippine: suonano campane nelle chiese, “basta violenza di Stato”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 18:44

(DIRE-SIR) – Alle otto di stasera, ora locale, le chiese delle Filippine suoneranno contemporaneamente le proprie campane in ricordo delle migliaia di persone che negli ultimi mesi hanno perso la vita nel Paese in circostanze violente. La Chiesa cattolica intende così anche mandare un messaggio forte e chiaro al governo e alla sua “guerra alla droga”, giudicata troppo sanguinosa: “Non possiamo accettare che la distruzione delle vite umane diventi qualcosa di normale. Non si può governare una nazione con le uccisioni”, ha spiegato il cardinale di Manila Antonio Tagle, nella lettera pastorale con cui ha invitato le parrocchie ad aderire a questa iniziativa. Nelle Filippine l’80 per cento della popolazione e’ di religione cattolica. L’istituzione ecclesiastica detiene da tempo un notevole peso politico, che ora cerca di sfruttare per sovvertire “il regno del terrore” – come lo hanno definito i vescovi – istituito dall’avvento, 15 mesi fa, del presidente Rodrigo Duterte. Quest’ultimo già dai tempi in cui era sindaco di Davao, era noto come il “giustiziere” per la sua rigida posizione verso il traffico di droga e i criminali comuni, tra le piaghe più gravi del paese. Ma secondo le associazioni dei familiari delle vittime e vari movimenti per i diritti umani, le forze di polizia fanno un uso eccessivo della forza. Molti hanno denunciato sparatorie in strada simili a vere e proprie esecuzioni, che non hanno lasciato scampo ai presunti spacciatori, impossibilitati ad avere un giusto processo. Altri denunciano omicidi avvenuti “in circostanze oscure”. “Nell’interesse dei nostri figli e dei più poveri, bisogna interrompere le uccisioni sistematiche e il regno del terrore”, l’appello del presidente della Conferenza episcopale filippina, l’arcivescovo Socrates Villegas. Le morti avrebbero riguardato infatti anche adolescenti e bambini, mentre alcune organizzazioni hanno avanzato la tesi che il governo stia appositamente prendendo di mira persone appartenenti alle fasce meno abbienti e disagiate. ( www.dire.it)

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