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Quirinale: tra i 30 insigniti dell’onorificenza al Merito della Repubblica ci sono due sacerdoti e i fondatori di Casa Betania

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:55

Tra i 30 ai quali oggi il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha conferito l’onorificenza al Merito della Repubblica Italiana, c’è Maria Vincenza Bussi, “per la generosità con cui, in seguito al terremoto dell’agosto 2016, ha messo, seppure già in quiescenza, la propria esperienza a servizio della comunità scolastica del reatino”. Dirigente scolastico in pensione, è stata componente della task force per il regolare svolgimento dell’attività scolastica nei territori colpiti dal terremoto del 24 agosto 2016. Collabora anche con l’associazione di Amatrice “L’Alba dei piccoli passi” e la diocesi di Rieti per la costruzione di un asilo nido per il quale ha curato l’intero progetto pedagogico-educativo.
C’è poi don Ettore Cannavera, “per la sua preziosa opera di sostegno a persone in condizioni di marginalità e in particolare a giovani e minori coinvolti in percorsi di reinserimento sociale”. Il sacerdote è presidente dell’Associazione Cooperazione e Confronto che promuove iniziative in favore di persone in condizione di marginalità sociale. Per più di 20 anni è stato cappellano dell’Istituto minorile di Quartucciu (Cagliari). È fondatore (1994) della Comunità La Collina di Serdiana, in provincia di Cagliari, che permette il reinserimento dei minori che hanno avuto problemi.
Ci sono anche Giuseppe Dolfini e Silvia Terranera “per la preziosa opera di accoglienza, sostegno e cura ai minori abbandonati, con disabilità e in condizioni di disagio sociale”. Sono fondatori di Casa Betania che, nel quartiere Pineta Sacchetti di Roma, dal 1993 accoglie mamme con figli, bambini soli da zero a otto anni, e anche piccoli con disabilità. Nel 1996, dopo la prima richiesta di accogliere un bimbo gravemente disabile, abbandonato in ospedale, la Casa cambiò la vocazione della casa famiglia, ampliandone gli orizzonti. Dopo due anni arrivò un secondo bambino, di origini africane, con gravi problemi e in suo onore fu creata Casa Chala che ospita tutt’oggi bambini con gravi disabilità e poca o nessuna autonomia. Dopo l’apertura di Casa Chala, nel 2006 è stata fondata anche la Piccola Casa del Sole e nel 2012 la Casa sull’Albero.
Infine, don Paolo Felice Giovanni Steffano “per il suo contributo a favore di una politica di pacifica convivenza e piena integrazione degli stranieri immigrati nell’hinterland milanese”. È parroco di Sant’Arialdo, nel quartiere Gorizia, popolato da 72 etnie diverse e con una incidenza di stranieri pari al 40%. La parrocchia accoglie cattolici, ortodossi, islamici. È una grande chiesa con oratorio (frequentato anche dalle mamme islamiche con i bambini e dai bambini rom), palestra, il giardino delle Parabole con le piante della Bibbia, l’orto, il centro Caritas, il laboratorio di cucito. Opera di don Paolo sono anche l’Associazione culturale La Rotonda, la Scuola di italiano per stranieri, l’accoglienza dei parenti dei malati del vicino ospedale Sacco. In un vecchio capannone industriale ha poi organizzato uno spaccio con le verdure fresche che avanzano dai banchi delle vicine società della grande distribuzione. Con tutto ciò a Sant’Arialdo danno da mangiare ogni settimana a 40 famiglie, oltre alla distribuzione di Caritas.

Quirinale: il presidente Mattarella conferisce 30 onorificenze al Merito della Repubblica

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:52

Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha conferito, motu proprio, trenta onorificenze al Merito della Repubblica Italiana a cittadine e cittadini che si sono distinti “per atti di eroismo, per l’impegno nella solidarietà, nel soccorso, per l’attività in favore dell’inclusione sociale, nella promozione della cultura, della legalità e per il contrasto alla violenza”, individuando, “tra i tanti esempi presenti nella società civile e nelle istituzioni, alcuni casi significativi di impegno civile, di dedizione al bene comune e di testimonianza dei valori repubblicani. Si tratta di Umberta (detta Bettina) Basso, 77 anni (Battipaglia – Sa), Annamaria Berenzi, 52 anni (Brescia), Ilaria Bidini, 32 anni (Arezzo), Giuseppe Bove, 56 anni (Apice – Bn), Barbara Burioli, 48 anni e Rocco De Lucia, 50 anni (Cesenatico – Fc), Maria Vincenza Bussi, 66 anni (Pescorocchiano – Ri), don Ettore Cannavera, 73 anni (Serdiana – Ca), Francesca Romana Capaldo, 41 anni (Napoli), Riccardo Capeccia, 45 anni (Villanova D’Asti – At), Giovanni Coletti, 58 anni (Taio -Tn), Daniela Degiovanni, 65 anni (Casale Monferrato – Al), Greta Sole De Todaro, 31 anni, residente a Milano, Virginia Di Carlo, 25 anni (Druento – To), Teresa Di Francesco, 43 anni (Caserta), Giuseppe Dolfini, 88 anni e Silvia Terranera, 70 anni (Roma), Claudio Dutto, 63 anni (Riva del Garda – Tn), Gaetano Fuso, 41 anni (Calimera – Le), Christine Janssen, 61 anni (Bolzano), Maria Grazia La Selva, 42 anni (Campobasso), Delio Miorandi, 79 anni, Rovereto (Tn), residente in Germania, Gessica Notaro, 28 anni (Rimini), Patrizia Palanca, 64 anni (Ascoli Piceno), Luigi Panata, 68 anni, Gubbio (Pg), Maria Rita Pitoni, 57 anni (Rieti), Roberta Rizzo, 56 anni (nata a Nardò, Le, operativa a Rimini), Emanuela Sabbatini, 41 anni (Roma), Maria Antonietta Salvucci, 82 anni, (Reggello – Fi), don Paolo Felice Giovanni Steffano, 52 anni, (Baranzate -Mi).

Giornata mondiale poveri: mons. Gervais (Tota Pulchra), “creare momenti di incontro e amicizia anche con gli artisti più indigenti”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:49

“Quella di domani sarà una giornata davvero importante, organizzata dal Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione e fortemente voluta da Papa Francesco per condividere con i poveri la nostra visione della vita per comprendere il Vangelo nella sua verità più profonda”. Ne è convinto mons. Jean-Marie Gervais, prefetto coadiutore del Capitolo Vaticano, nonché presidente dell’associazione culturale Tota Pulchra, che raccoglie dunque l’appello di Papa Francesco di “creare tanti momenti di incontro e di amicizia, di solidarietà e di aiuto concreto”, sottolineando l’importanza della diffusione delle Arti come principio di bellezza ed espressione di “Tutti e per Tutti”. Già il Pontefice, nella copertina del suo libro “Papa Francesco. La mia idea di Arte” pubblicato congiuntamente da Mondadori e Edizioni Musei Vaticani nel dicembre 2015 – ricorda Gervais in una nota – afferma che “L’arte è come la misericordia. Non deve scartare niente e nessuno”, una frase che riassume il valore dell’arte come misericordia e speranza , rivolta soprattutto verso gli umili. “Più volte, in tal senso, l’associazione Tota Pulchra ha aiutato nel concreto gli artisti sostenendo, attraverso importanti eventi e rassegne, anche quelli più indigenti e in difficoltà, perché il senso di appartenenza al bello potesse raggiungere tutti, verso più ampi e universali valori”, ricorda il presule, sottolineando che “l’arte esprime la bellezza della fede e della creazione, ed è necessario sempre più condividere con tutti il suo valore e la sua nobile funzione come strumento di speranza e comunicazione col la realtà sociale”.

Diocesi: Rossano-Cariati, dal 22 novembre torna l’appuntamento con “La Vita in Cattedra”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:43

Dopo l’esperienza degli ultimi due anni, torna l’appuntamento con “La Vita in Cattedra”, il progetto elaborato dalla Consulta delle aggregazioni laicali della diocesi di Rossano-Cariati, che dall’intuizione dell’arcivescovo, mons. Giuseppe Satriano, “ha costruito un percorso formativo in cui le testimonianze di vita vissuta sono diventate esempi a cui fare riferimento in un vivere quotidiano in cui si assiste a una dispersione dei valori e una rinuncia finanche alla speranza”, si legge in una nota. Dopo aver affrontato lo scorso anno il tema dell’accoglienza, “per questo nuovo anno di lavoro l’attenzione sarà focalizzata sulla povertà, alla luce anche del contesto di grande attenzione che la Chiesa sta rivolgendo agli ultimi. Infatti, a ispirare il nuovo programma di incontri è stata l’Evangelii Gaudium di Papa Francesco, divenuto ormai il testo guida del cammino delle diocesi, senza mai dimenticare che sono le scelte che compiamo a renderci “credenti credibili”. Il primo del nuovo ciclo di incontri è fissato per mercoledì 22 novembre alle ore 18,30 presso la parrocchia di S. Maria ad Nives a Schiavonea di Corigliano con Giuliana Martirani, meridionalista, docente universitaria di geografia politica e di politica dell’ambiente.

Giornata mondiale poveri: Alessandria, domenica 19 novembre si inaugura il poliambulatorio “Nessuno escluso”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:26

In occasione della prima Giornata mondiale dei poveri, domenica 19 novembre, ad Alessandria, verrà inaugurato il poliambulatorio “Nessuno escluso” realizzato nei locali della parrocchia di san Rocco. Si tratta di un frutto del Giubileo della Misericordia che ora trova concretezza. “L’opera – spiega Roberto Massaro, presidente dell’Associazione opere giustizia e carità della diocesi di Alessandria – comprende sostanzialmente un ambulatorio medico e uno odontoiatrico, e il servizio delle docce, che sarà operativo dalla prossima primavera”. I due ambulatori sono stati realizzati anche grazie al contributo del Lions Club e della Fondazione Social. “Attraverso gli introiti dell’8xmille, la diocesi – che ha già messo a disposizione i locali – si farà carico anche della copertura dei costi annuali di gestione”. L’inaugurazione è in programma alle 11 e seguirà la celebrazione della messa presieduta, alle 10, dal vescovo di Alessandria, mons. Guido Gallese. Alle 12, poi, è in programma un momento di festa con i poveri.

Fine vita: Sgreccia (Camillianum), “dobbiamo impegnarci, con le cure palliative, a combattere il dolore e la solitudine che rende il morire più angoscioso e sofferto”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 14:09

“Nei giorni scorsi Papa Francesco ha sottolineato la necessità di un ‘supplemento di saggezza’ nel discernimento delle situazioni di fine vita. Un richiamo quanto mai importante anche in considerazione di quanto la questione sia sempre più pressante negli ambiti sociale, culturale e politico”. Lo dice Palma Sgreccia, preside del Camillianum, a proposito del messaggio del Papa al presidente della Pontificia Accademia per la Vita, in occasione del Meeting regionale europeo della “World Medical Association” sulle questioni del “fine-vita”. Il Santo Padre, ricorda Sgreccia, “ha fra l’altro ribadito il criterio della ‘proporzionalità delle cure'”e  “ha riproposto la ‘prossimità responsabile’, sull’esempio del Samaritano, come comandamento supremo, come imperativo categorico”. Di qui la riflessione della preside del Camillianum: “Dobbiamo impegnarci, con le cure palliative, a combattere il dolore e la solitudine che rende il morire più angoscioso e sofferto. Il richiamo di Papa Francesco alla ‘prossimità responsabile’ va oltre il rispetto dell’autonomia perché la responsabilità significa sia rispondere a qualcuno sia rispondere di qualcuno”. A margine delle parole di Papa Francesco, “possiamo affermare che l’unico modo che abbiamo per contrastare la finitudine e ciò che vi è connesso è la nostra reciproca dedizione, il sostegno, ciò che con una parola importante chiamiamo amore”. Per Sgreccia, “la ‘prossimità responsabile’ significa impegnarci affinché non ci siano situazioni di abbandono e sfiducia, significa essere responsabili non solo di quello che facciamo, ma anche di quello che avremmo potuto impedire. È umanamente doveroso impegnarci affinché nessuno preferisca la morte”.

Giornata mondiale poveri: Taranto, domani l’inaugurazione del centro di accoglienza per senza dimora

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:52

“Anche i poveri hanno diritto alla bellezza”. Aveva esordito così mons. Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto, raccontando del progetto di un antico palazzo nobiliare a due passi dall’episcopio, nella Città vecchia. Un gioiello degli inizi dell’800 che la diocesi aveva deciso di ristrutturare e trasformare in un centro di accoglienza per senza fissa dimora. Era l’opera segno del Giubileo della Misericordia. Domenica, nell’ambito delle iniziative per la Giornata mondiale dei poveri, Palazzo Santa Croce, i cui lavori di restauro sono cominciati due anni fa, verrà inaugurato. Dopo la Messa nella cattedrale attigua, alle 12.30, ci sarà il taglio del nastro. La struttura, che all’economato della Curia locale è costata due milioni e mezzo di euro, raccolti anche grazie all’apporto di parrocchie, sacerdoti, enti e privati donatori, sarà gestita dalla Caritas diocesana e circa cento volontari, provenienti dalle parrocchie e dall’associazionismo, presteranno il loro servizio. Il centro, con impianto a Led e riscaldamento ad energia solare, oltre ai 53 posti letto per l’accoglienza notturna dei senzatetto, divisi in camerette, dispone di docce, servizi igienici, cucina, sala mensa per 70 coperti, un ambulatorio medico, una sala relax con la tv, una barberia, una biblioteca, alloggi per i volontari in servizio, uffici di segreteria e direzione, un giardino sulla terrazza ed una cappella. Durante la giornata saranno garantiti i servizi della Caritas: il centro di ascolto, l’assistenza legale gratuita degli “Avvocati di strada”, il centro antiusura, lo sportello prestito della speranza e quello del progetto Policoro. I primi clochard potranno essere ospitati dai primi di dicembre.

Giornata mondiale poveri: mons. Cipolla (Padova), i bisognosi “sono i destinatari privilegiati della missione affidata da Gesù ai suoi discepoli”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:35

“Non è mai troppo quello che si fa per i poveri perché essi sono i destinatari privilegiati della missione affidata da Gesù ai suoi discepoli. Missione continuata dalle comunità dei cristiani. Proprio per non separare fede e carità, il gesto eccezionale dall’esperienza quotidiana, la Giornata mondiale dei poveri voluta dal Santo Padre ha le caratteristiche della straordinarietà e della sorpresa, ma va accolta come stimolo per rivedere il nostro stile di vita quotidiano e personale”. Lo sottolinea il vescovo di Padova, mons. Claudio Cipolla, in un intervento pubblicato sul settimanale diocesano “La Difesa del popolo” di questa settimana.
“Forse l’attenzione ai poveri, a cui siamo richiamati dal Papa – prosegue il vescovo Cipolla – trova spazi di riflessione proprio nelle omissioni della nostra società. Di parole siamo molto esperti e abbondiamo anche di opere e di pensieri. Ma se guardiamo a quanto male, sofferenza, diseguaglianza esistono nel mondo siamo stimolati a chiederci che cosa manca. Che cosa potremmo pensare e fare? È in questa riflessione che scopriamo le omissioni che evidenziano non la nostra volontà, ma la nostra capacità di vedere e di ascoltare, di lasciarci interpellare e smuovere, di sentirci uniti agli altri o autonomi”.
Alcuni suggerimenti pastorali per la Giornata mondiale dei poveri arrivano dalla Caritas diocesana che ha invitato le comunità parrocchiali a farsi sollecitare dal messaggio di Papa Francesco e diffonderne il testo; ad attivare occasioni di condivisione e di sensibilizzazione in preparazione e in occasione della giornata; a portare testimonianze dirette, pregare per le situazioni di disagio presenti nelle comunità; a proporre gesti concreti di incontro.

Tv2000: Esquivel (premio Nobel pace) a “Soul”, “Papa Francesco deve continuare a parlare di politica”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:18

Papa Francesco “deve continuare a parlare di politica” perché “noi siamo esseri politici, senza essere partecipi o promotori, senza incasellarci in un partito politico. Ma la politica vuole dire la ricerca del bene comune, ovvero della società. Significa la ricerca del bene comune dell’umanità”. Lo ha detto il premio Nobel per la Pace, Adolfo Pérez Esquivel a “Soul”, il programma-intervista di Tv2000 condotto da Monica Mondo in onda domenica 19 novembre alle 12.20 e alle 20.30. Esquivel, nato a Buenos Aires il 26 novembre 1931, è un pacifista argentino che nel 1980 ha ricevuto il prestigioso premio per le denunce contro gli abusi della dittatura militare argentina negli anni ‘70.
Esquivel ha inoltre respinto al mittente le accuse rivolte a Bergoglio di complicità con la dittatura argentina: “È stato sempre un pastore, e un pastore coerente. Quando terminava la sua funzione di cardinale andava a lavorare nelle villas con la gente normale perché lui ha qualcosa di particolare per avvicinarla. Un pastore sa quando è più utile fare che parlare, un pastore ha un altro carisma rispetto a un profeta. Oggi è diventato il Papa Francesco e ci sta dando una testimonianza incredibile di rinnovamento”.
“Francesco – ha proseguito Esquivel – va alla fonte e la fonte è il Vangelo, è l’acqua viva che ci può curare la mente, lo spirito. Ha segnato un percorso con la ‘Laudato Sì’, un’enciclica non solo rivolta ai cristiani ma a tutta l’umanità. Ha questa visione larga, inclusiva, di speranza, in cui lo dobbiamo accompagnare, lo dobbiamo sostenere, è nostro obbligo. E poi c’è anche l’affetto, sappiamo anche che ha una responsabilità molto forte e non dobbiamo lasciarlo solo”.

Papa Francesco: Sinodo dei giovani dal 3 al 20 ottobre 2018. Card. da Rocha relatore generale. Segretari speciali p. Costa e p. Sala

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:10

Il Papa ha nominato relatore generale della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi il card. Sérgio da Rocha, arcivescovo di Brasília e presidente della Conferenza episcopale del Brasile. A darne notizia è oggi la Sala Stampa della Santa Sede. Francesco, inoltre, ha nominato segretari speciali della XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi padre Giacomo Costa, gesuita, e padre Rossano Sala, salesiano. La XV Assemblea generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi, sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, avrà inizio mercoledì 3 ottobre 2018 e si concluderà domenica 28 ottobre 2018.

Papa Francesco: alle ditte farmaceutiche, “le strategie sanitarie devono essere economicamente ed eticamente sostenibili”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:09

“Le strategie sanitarie, volte al perseguimento della giustizia e del bene comune, devono essere economicamente ed eticamente sostenibili”. È il passaggio del messaggio del Papa alla conferenza internazionale che si è conclusa oggi in Vaticano sulle disparità globali in materia di salute dedicato “ai rappresentanti di alcune ditte farmaceutiche che sono stati convocati qui a Roma per affrontare il problema dell’accesso alle terapie antiretrovirali in età pediatrica”. “Mentre devono salvaguardare la sostenibilità sia della ricerca sia dei sistemi sanitari – ammonisce Francesco – dovrebbero al contempo rendere disponibili farmaci essenziali in quantità adeguate, in forme farmaceutiche fruibili e di qualità garantita, accompagnati da un’informazione corretta e a costi accessibili ai singoli e alle comunità”. Ai rappresentanti delle ditte farmaceutiche, il Papa affida un passaggio della Nuova Carta per gli Operatori Sanitari: “Se è innegabile che la conoscenza scientifica e la ricerca delle imprese del farmaco abbiano leggi proprie alle quali attenersi, come, ad esempio, la tutela della proprietà intellettuale e un equo profitto quale supporto all’innovazione, queste devono trovare adeguata composizione con il diritto all’accesso alle terapie essenziali o necessarie soprattutto dei Paesi meno sviluppati, e ciò soprattutto nel caso delle cosiddette malattie rare e neglette, alle quali si accompagna il concetto di farmaci orfani”.

 

Papa Francesco: a convegno salute, “compassione” essenziale anche per la “giustizia”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:08

“Un’organizzazione sanitaria efficiente e in grado di affrontare le disparità non può dimenticare la sua sorgente primaria: la compassione, del medico, dell’infermiere, dell’operatore, del volontario, di tutti coloro che per questa via possono sottrarre il dolore alla solitudine e all’angoscia”. Lo scrive il Papa, nel messaggio inviato a conclusione della conferenza internazionale sulle disparità globali in materia di salute che si è conclusa oggi in Vaticano. “La compassione – prosegue Francesco – è una via privilegiata anche per edificare la giustizia, perché, mettendoci nella situazione dell’altro, non solo ci permette di incontrarne le fatiche, le difficoltà e le paure, ma pure di scoprirne, all’interno della fragilità che connota ogni essere umano, la preziosità e il valore unico, in una parola: la dignità. Perché la dignità umana è il fondamento della giustizia, mentre la scoperta dell’inestimabile valore di ogni uomo è la forza che ci spinge a superare, con entusiasmo e abnegazione, le disparità”. Nel messaggio, il Papa definisce questo “un aspetto imprescindibile, soprattutto per chi serve il Signore dedicandosi alla salute dei fratelli”: “Se l’aspetto organizzativo – spiega – è fondamentale per prestare le cure dovute e offrire la migliore attenzione all’essere umano, è anche necessario che non vengano mai a mancare, negli operatori sanitari, le dimensioni dell’ascolto, dell’accompagnamento e del sostegno alla persona”. Gesù, nella parabola del Buon Samaritano, “ci offre gli atteggiamenti attraverso cui concretizzare la cura nei riguardi del nostro prossimo segnato dalla sofferenza”, sottolinea Francesco tornando su un tema a lui caro: “Il Samaritano anzitutto ‘vede’, si accorge e ‘ha compassione’ per l’uomo spogliato e ferito. Non è una compassione sinonimo solo di pena o dispiacere, è qualcosa di più: indica la predisposizione a entrare nel problema, a mettersi nella situazione dell’altro”. “Anche se l’uomo non può uguagliare la compassione di Dio, che entra nel cuore dell’uomo e abitandolo lo rigenera – conclude il Papa – tuttavia può imitarla ‘facendosi vicino’, ‘fasciando le ferite’, ‘facendosene carico’, ‘prendendosi cura’”.

XVII Colloquio di Teologia morale: mons. Melina, no a “rigoristi contro lassisti”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:04

“L’impostazione casistica è inadeguata perché vede nell’azione solo un caso particolare di una norma generale e così contrappone fin dall’inizio il soggetto dell’azione e il suo atto, la sua coscienza e la legge. Essa vede l’azione dall’esterno, ponendosi nella posizione del giudice, in quella che è stata giustamente definita come una ‘morale di terza persona’. Così non può che vedere i singoli atti nella loro frammentazione, senza cogliere la dinamica pratica in cui il soggetto svolge la sua identità narrativa”. Lo ha detto mons. Livio Melina, intervenendo stamane alla seconda giornata del XVII Colloquio di Teologia morale tenutosi a Roma al Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e famiglia. “Per uscire dall’aporia – ha spiegato mons. Melina – si rischia di cadere nell’arbitrario, per cui tutto il tema della morale sarebbe l’atteggiamento del moralista inteso come giudice: rigoristi contro lassisti. È uno scenario già ampiamente sperimentato dalla Chiesa, ma che oggi si è complicato per l’apparire della coscienza emotivista, nella quale il problema non è nemmeno più quello della certezza soggettiva, che sostituisce l’apertura alla verità, ma piuttosto l’autoreferenziale e indiscutibile ‘io mi sento così’”. Mons. Melina ha poi fatto cenno all’intelligenza d’amore, “che permette di recuperare la prospettiva morale del soggetto agente, che nell’agire è mosso dall’amore e tende alla pienezza del bene, edificando se stesso”. “Se il romanticismo contro il razionalismo ha inteso rivalutare l’amore, isolandolo dalla realtà, ne ha perso la valenza conoscitiva universale: è nell’affetto, invece, che si rende presente interiormente l’altra persona che mi muove verso la realtà di un incontro sempre più pieno”, ha concluso.

XVII Colloquio di Teologia morale: mons. Melina, aiutare a “riconoscere la verità sul bene come misura della dignità personale”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 13:02

“Questa nuova epistemologia promette di porsi al servizio della vita della Chiesa, permettendo alla teologia morale di accogliere la sfida pastorale di una ‘teologia in uscita’ (come esortato nell’Evangelii gaudium), capace di accogliere e accompagnare le persone per condurle alla loro pienezza umana, integrandole nel Corpo di Cristo, mediante i sacramenti (Amoris laetitia). Mettersi nella prospettiva della prima persona, riconoscendo il dinamismo dell’amore, che anima l’agire morale, significa anche pastoralmente assumere la grande sfida di fronte alla situazione di emergenza dell’uomo contemporaneo: la sfida della ricostruzione del soggetto morale cristiano”. Così mons. Livio Melina, del Pontificio  Istituto Giovanni Paolo II, è intervenuto stamane alla seconda giornata del XVII Colloquio di Teologia morale, che si è tenuto nel Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e famiglia. Nel suo intervento conclusivo, mons. Melina ha ricordato come “Papa Francesco parli della Chiesa come di un ‘ospedale da campo’, indicando il tratto di una emergenza particolare del tempo che siamo chiamati a vivere”. La vera misericordia che ci è richiesta nel nostro compito ecclesiale di teologi della morale, ha spiegato, “è quella che sa cogliere le dimensioni radicali della miseria del prossimo ferito ai bordi della strada. È questo il passo in avanti che siamo chiamati a compiere. Non è con false rassicurazioni, con sconti sulla legge o con teorie delle eccezioni, non è con l’autoreferenzialità della coscienza soggettiva, che si viene davvero incontro a questa miseria, ma con un’autentica pedagogia dell’amore e delle virtù, che permette al soggetto di riconoscere la verità sul bene come misura della sua dignità personale e gli insegna a non compiacersi del suo male, ma piuttosto, con l’aiuto della grazia, a risollevarsi per rimettersi in cammino verso il compimento che gli è promesso”.

Papa Francesco: a convegno salute, “inequità” è “radice dei mali sociali”. “Finché non si risolveranno i problemi dei poveri non si risolveranno i problemi del mondo”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 12:47

“Finché non si risolveranno radicalmente i problemi dei poveri, rinunciando all’autonomia assoluta dei mercati e della speculazione finanziaria e aggredendo le cause strutturali della inequità, non si risolveranno i problemi del mondo e in definitiva nessun problema”. Ne è convinto il Papa, che nel messaggio inviato ai partecipati alla conferenza internazionale sulle disparità globali in materia di salute, citando l’Evangelii gaudium, ribadisce che “l’inequità è la radice dei mali sociali”. Per questo, “la necessità di risolvere le cause strutturali della povertà non può attendere, non solo per una esigenza pragmatica di ottenere risultati e di ordinare la società, ma per guarirla da una malattia che la rende fragile e indegna e che potrà solo portarla a nuove crisi”. “I piani assistenziali, che fanno fronte ad alcune urgenze, si dovrebbero considerare solo come risposte provvisorie”, la ricetta di Francesco, che apprezza invece il “progetto” elaborato dalla conferenza “per contribuire ad affrontare concretamente queste sfide: l’istituzione di una piattaforma operativa di condivisione e collaborazione tra le istituzioni sanitarie cattoliche presenti nei diversi contesti geografici e sociali”. “Volentieri incoraggio gli attori di tale progetto a perseverare nell’impegno”, il tributo del Papa, secondo il quale a questo compito sono chiamati “anzitutto gli operatori sanitari e le loro associazioni professionali, tenuti a farsi promotori di una sempre maggiore sensibilizzazione presso le istituzioni, gli enti assistenziali e l’industria sanitaria, affinché tutti possano realmente beneficiare del diritto alla tutela della salute”. Obiettivo, questo, che “non dipende solo dall’assistenza sanitaria, ma anche da complessi fattori economici, sociali, culturali e decisionali”.

Giornata mondiale poveri: Pozzuoli, domani Messa con il vescovo, preghiera ecumenica e pranzo con i bisognosi

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 11:06

Domani, domenica 19 novembre, in tutto il mondo si celebrerà la prima Giornata mondiale dei poveri. La Giornata si svolgerà anche a Pozzuoli e per volontà del vescovo, mons. Gennaro Pascarella, si terrà nella parrocchia di San Massimo e Santa Maria Goretti di Licola. Alle ore 12 si terrà la Santa Messa presieduta dal vescovo a cui seguirà una preghiera ecumenica e il pranzo insieme alle persone bisognose della zona.
“Il Papa ci invita ad aprire le nostre porte ai poveri – dichiara don Giuseppe Cipolletta, direttore della Caritas diocesana di Pozzuoli -; nella sua lettera ai fedeli di tutto il mondo, il Pontefice ci invita a non pensare ai poveri solo occasionalmente. Egli ci invita ad incontrarli e a stare dalla loro parte, ad aiutarli concretamente e capire le ingiustizie che sono causa di povertà”. Nella diocesi di Pozzuoli si stanno svolgendo varie iniziative: sabato scorso nella parrocchia dei Santi Apostoli Pietro e Paolo a Soccavo si è svolto il “Pranzo dei Popoli”; domenica prossima, invece, ci sarà il pranzo alla mensa del santuario di San Gennaro a Pozzuoli.

Salute: Aramini (Cattolica), “disuguaglianze destinate a crescere se non ci saranno interventi politici, economici e sociali”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 11:04

Come sottolinea il Global Health Report 2017, “le disuguaglianze sono destinate a crescere, se non ci saranno interventi politici, economici e sociali che invertano la tendenza”. A lanciare il grido d’allarme è stato don Michele Aramini, docente di teologia all’Università Cattolica di Milano e già cappellano della Libera Università di Castellanza (Varese), concludendo la Conferenza internazionale “Affrontare le disparità globali in materia di salute”, svoltasi in questi giorni nell’Aula nuova del Sinodo. “Tutte le attività delle agenzie internazionali, degli obiettivi dell’Oms, dei raduni periodici del G7, producono miglioramenti che sono assolutamente marginali”, ha spiegato Aramini, secondo il quale “l’influenza delle grandi agenzie internazionali sui processi politici globali che riguardano la salute è vicina allo zero, perché non riescono a dare degli indirizzi che siano davvero cogenti e abbiano qualche rilievo sul campo. Anche gli Obiettivi del Millennio sono stati del tutto disattesi proprio nei Paesi più poveri”. Oggi, in altre parole, “non abbiamo più una economia di mercato all’interno della società, ma abbiamo una società completamente mercatizzata, nella quale non c’è nulla che non si possa comprare con il denaro. Il mercato aggredisce anche il campo della salute e, pertanto, la medicina si trasforma sempre più in un immenso business economico. È un dato che le nuove tecnologie sono disponibili principalmente per i mercati ricchi, a meno che non ci siano operatori non profit che le portino ai poveri”.
Ad aumentare il divario tra ricchi e poveri contribuisce, inoltre, la crisi dei vecchi modelli del welfare, per cui gli stati diminuiscono fortemente le prestazioni anche nell’ambito delle cure sanitarie: fenomeno che “porta lo Stato ad aumentare i contributi che i cittadini devono pagare per le prestazioni mediche. L’invecchiamento della popolazione e la mancanza di nascite, aumenta questo genere di squilibrio in tutti i paesi occidentali”. Tra le proposte da stigmatizzare, ha detto Aramini, la cosiddetta sanità “a punti”, in base alla quale  “ogni cittadino avrebbe a disposizione un capitale per accedere alle cure, terminato il quale non può più contare sull’aiuto della società e deve provvedere in proprio alla cura della propria salute”. Il tema delle disuguaglianze nel campo della salute riguarda anche i paesi a reddito alto, una delle riflessioni costanti nel convegno: “L’accessibilità alle cure è molto diminuita per la classe media e, soprattutto, per le fasce più fragili della popolazione: anziani, persone svantaggiate, migranti”.

Salute: Aramini (Cattolica), “l’equità nella salute è un obiettivo da raggiungere”

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 11:00

L’equità nella salute “è un obiettivo da raggiungere, a fronte della complessa mappa di disuguaglianze di salute che caratterizzano le nostre società”. Lo ha detto don Michele Aramini, docente di teologia all’Università Cattolica di Milano e già cappellano della Libera Università di Castellanza (Varese), concludendo la Conferenza internazionale “Affrontare le disparità globali in materia di salute”, svoltasi in questi giorni nell’Aula nuova del Sinodo per iniziativa del Dicastero per il Servizio dello sviluppo umano integrale, in collaborazione con la Confederazione internazionale delle istituzioni sanitarie cattoliche (Ciisac). “Alcuni problemi dei paesi ricchi si ritrovano anche nei paesi poveri”, ha detto Aramini: “In particolare la debolezza dei sistemi sanitari pubblici, e la prevalenza di una sanità sostanzialmente privata”. Due, infatti, i “grandi sistemi che si sono fronteggiati per decenni: quello statunitense, fondato principalmente sul sistema assicurativo, e quello europeo, basato sulla protezione universale assicurata dagli stati, sono arrivati alla sfida finale. Purtroppo questa sfida è vinta dal sistema delle assicurazioni americane, che tentano di estendere in tutto il mondo la loro struttura di profitto”. Nasce, così, “un problema sia di giustizia sociale – e per gli europei, di rispetto delle costituzioni moderne, che definiscono la salute un diritto – sia di sviluppo socio- economico, perché il potenziale di salute di una società viene limitato, depotenziato e minato proprio dalle disuguaglianze, e solo il loro superamento può essere funzionale tanto al benessere individuale che allo sviluppo sociale. La mancata risposta al bisogno di salute, frena lo sviluppo economico”. Aramini ha definito questo meccanismo “la cosiddetta trappola della povertà”, per cui “se si è poveri non solo ci si ammala di più e si muore prima, ma anche si subiscono maggiormente le conseguenze socio economiche della malattia”.  Se questo è lo scenario, le risposte politiche per l’equità e per il superamento delle disuguaglianze di salute non possono essere giocate solo sul piano delle politiche “sanitarie”.  In questo quadro, “le politiche di lotta alle povertà e all’esclusione diventano cruciali: “posizione sociale, reddito, istruzione, occupazione e qualità del lavoro sono tra i primi e più incisivi determinanti sociali di salute, così come la forbice delle disuguaglianze sociali si traduce nel divario, spesso ampio su uno stesso territorio, tra le condizioni di salute dei gruppi sociali”. “In questi ultimi decenni la distribuzione del reddito mondiale è andata nella direzione sbagliata determinando un aumento delle disuguaglianze”, il grido d’allarme dei partecipanti al Convegno: “Tale incremento nella squilibrata distribuzione dei redditi è avvenuto sia a livello internazionale sia a livello interno ai singoli paesi. Sono noti i problemi generati da questi squilibri crescenti: aumento generale della povertà, impoverimento delle classi medie, paura della disoccupazione, paura dei migranti, sviluppo di atteggiamenti di chiusura e crescita dei partiti populisti”.

Giornata mondiale poveri: Pompei, l’arcivescovo ha invitato a pranzo gli indigenti, ai quali sono stati donati anche cappelli, scaldacollo, giubbini, tute, coperte e zainetti

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 10:49

In occasione della prima Giornata mondiale del povero, che sarà celebrata domani, l’arcivescovo di Pompei, mons. Tommaso Caputo, ha voluto vivere in senso autentico l’appuntamento istituito da Papa Francesco pranzando con i cento ospiti della Mensa dei Poveri della città mariana, intitolata proprio al Pontefice argentino. Mercoledì 15, infatti, ha dato appuntamento ai bisognosi di Pompei e delle città limitrofe non solo per consumare insieme il pasto del giorno (come ha fatto tante già tante altre volte), ma anche per ascoltarli, abbracciarli, stringere loro le mani e dare coraggio e fiducia. Durante il pranzo, agli ospiti della Mensa sono stati anche distribuiti alcuni doni: cappelli, scaldacollo, giubbini, tute, coperte e zainetti, offerti da alcune ditte della zona. Per allietare il pranzo è stato organizzato anche un accompagnamento musicale, grazie ai maestri Franco Staiano, Pippo Usiello e Carmine Febbraio che hanno eseguito alcuni classici della musica napoletana.
Attiva da settembre 2014, presso la Casa del Pellegrino, e gestita dal Sovrano Militare Ordine di Malta, la Mensa assicura 120 pasti ogni giorno e fornisce anche pacchi viveri non solo ai poveri della città, ma anche ai tanti che vengono dai comuni vicini. Presso la Mensa è attivo anche il servizio docce ed è stata creata una postazione per barbieri e parrucchieri che offrono gratuitamente la propria opera ai senzatetto.

Giornata mondiale poveri: mons. McAreavey (presidente Giustizia e Pace Irlanda), “gli emarginati non sono in qualche terra lontana, sono in ogni città e villaggio””

Agensir.it - Sat, 2017-11-18 10:31

Riflettendo su quali “segni concreti di solidarietà” mettere in campo per la Giornata mondiale dei poveri in Irlanda, “basta notare che la Società di San Vincenzo De Paoli calcola che saranno 50.000 le famiglie che cercheranno il suo aiuto quest’inverno”. I “segni concreti” dovranno quindi guardare a loro, scrive in un messaggio il vescovo irlandese John McAreavey, presidente di Giustizia e Pace. “I poveri e gli emarginati non sono in qualche terra lontana, sono in ogni città e villaggio” dell’Irlanda, dove “ci sono bisogni da soddisfare ma anche gli strumenti per mostrare segni concreti di solidarietà”. Per il vescovo, però, è “vitale affrontare i sintomi della povertà economica e dell’esclusione sociale” e quella “violenza strutturale della società irlandese” per cui “la ricchezza si accumula nelle mani dei pochi privilegiati, spesso in connessione con attività illegali e lo spaventoso sfruttamento della dignità umana”. Il vescovo denuncia anche “il crescente disprezzo di alcuni ambienti per la situazione dei più deboli nella nostra società” e i pregiudizi verso i poveri “che fanno ulteriore male a persone che sono già marginalizzate”. “Una semplice frase della dichiarazione di Francesco per la Giornata mondiale dei poveri riecheggia nella mia mente con un potere accusatorio: l’amore non ha alibi”, conclude il vescovo McAreavey. “Prego che quelli di noi che hanno contribuito all’impoverimento del prossimo o hanno anche solo trascurato la sofferenza del nostro prossimo: possiamo sbarazzarci di scuse e alibi e, invece, trovare Gesù nei volti degli altri, nelle loro voci, nelle loro suppliche”.

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