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Minori migranti: Intersos lancia raccolta fondi per un nuovo centro di accoglienza a Roma

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 11:32

Intersos lancia oggi la campagna di raccolta fondi “Sogno la fine di un viaggio da incubo” – dal 15 settembre al 15 ottobre 2017 si può donare con un Sms o chiamata da rete fissa il 45525 – per realizzare Intersos24, un nuovo centro di accoglienza a Roma (in via di Torre Spaccata) per minori stranieri non accompagnati. La struttura, in grado di ospitare a fine lavori fino a 60 ragazzi, sarà aperta 24 ore al giorno, 365 giorni all’anno e avrà al suo interno un ambulatorio medico le cui porte saranno aperte anche ai romani in difficoltà, in modo da contribuire ad una vera integrazione. Nell’ambulatorio saranno presenti specialisti in ginecologia, pediatria e malattie infettive. “Sarà un luogo aperto per il quartiere e per tutta la città di Roma. Uno spazio dove si potrà toccare con mano l’integrazione”, dichiara Cesare Fermi, responsabile Programma migrazioni di Intersos. “L’operatività dell’ambulatorio non intende sostituirsi alle strutture del servizio sanitario locale – continua – ma piuttosto l’obiettivo del progetto è quello di dare vita ad un modello riproducibile di servizio socio-sanitario, che non si sostituisca al servizio sanitario pubblico, ma che anzi lo supporti e lo integri”. Le principali attività di accoglienza diurna spazieranno dall’assistenza medica di base alla attività di sportello per l’informazione e l’orientamento ai servizi; dallo sportello informativo legale a quello di supporto psicologico; dai laboratori di partecipazione attiva all’inserimento in percorsi formativi/lavorativi. Le attività di accoglienza notturna comprenderanno invece la cena, un posto letto, docce, servizio di lavanderia, la colazione. Ad affiancare le attività del Centro ci sarà inoltre un servizio di Unità di strada, attivato da Intersos già dal novembre 2016, volto al monitoraggio del territorio, all’aggancio dell’utenza, alla promozione del servizio, all’individuazione dei casi più vulnerabili. Con l’apertura di Intersos24 chiude il centro A28 che dal 2011 a oggi ha ospitato oltre 4mila minori stranieri non accompagnati.

European Bishops: Minsk to host plenary assembly of Ccee about youth and Europe

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 11:29

Youth and Europe: these are the two key themes at the centre of the yearly plenary assembly of the Council of European Bishops Conferences (Ccee), which, from September 27th to October 1st, will bring to Minsk, Belarus, the presidents of the Bishops Conferences from as many as 45 countries across the continent. At the invitation of monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, archbishop of Minsk-Mohilev, for the first time in the history of Ccee the plenary assembly will be going to Belarus to coincide with the 500th anniversary of the printing of the Bible, the first book ever printed in Belarusian. “The Bishops – as written in a release posted by Ccee today – will discuss young people, especially what young people are like today, their wishes, their needs, their fears, their expectations and their relationships, the challenges that today’s ever-changing world raises to the Church in thinking about its pastoral service and proposing the Gospel to this specific group of people, who are the future of the Church”. A European symposium was held in Barcelona last March, that had brought together bishops and directors of the youth, vocational, school and university pastoral services. So, Minsk’s plenary assembly is one further opportunity to get ready for the forthcoming Bishops’ Synod about young people, due to take place in Rome in autumn 2018. The second topic that will be discussed by the plenary assembly will be Europe, with the bishops sharing views, above all, on the contribution and mission of the Church in the building of the common European home and how to announce Christ’s Gospel in Europe. The patriarchal exarch of all Belarus, metropolitan bishop Pavel of Minsk and Zaslavl, the deputy prime minister of the Republic of Belarus, Vasily Zharko, the mayor of the city, Andrei Shorets, and leaders of the country’s other religions will be at the opening of the meeting. In the morning of Thursday, September 28th, the president of the Republic of Belarus, Aleksandr Lukashenko, will give audience to the attendees. The plenary meeting will end on Sunday, October 1st, with the bishops taking part, in groups, in Eucharistic celebrations in several parish churches around Minsk, in order to get closer to the local community.

Vescovi europei: a Minsk l’assemblea plenaria del Ccee su giovani ed Europa

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 11:29

Giovani ed Europa. Questi i due principali temi al centro dell’annuale assemblea plenaria del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee), che dal 27 settembre al 1° ottobre riunirà a Minsk (Bielorussia) i presidenti di tutte le Conferenze episcopali rappresentanti ben 45 Paesi del continente. Su invito di monsignor Tadeusz Kondrusiewicz, arcivescovo di Minsk-Mohilev, per la prima volta nella storia del Ccee l’assemblea plenaria giunge in Bielorussia nell’anno in cui ricorre il 500° anniversario della stampa della Bibbia, primo libro a essere stampato in lingua bielorussa. “I vescovi – si legge in un comunicato diffuso oggi dal Ccee – si confronteranno sul tema dei giovani, in particolare sulla figura del giovane oggi, i suoi desideri, i suoi bisogni, le sue paure, le sue aspettative e le sue relazioni, sulle sfide che il mondo odierno in continuo cambiamento pone alla Chiesa nel pensare la pastorale e nel proporre il Vangelo a questa particolare categoria di persone che costituiscono il futuro della Chiesa”. Nel marzo scorso a Barcellona si era svolto un simposio europeo che aveva riunito vescovi e responsabili della pastorale giovanile, vocazionale, scolastica e universitaria. La plenaria di Minsk costituisce dunque un ulteriore momento di preparazione al prossimo Sinodo dei vescovi sui giovani in programma a Roma per l’autunno 2018. Il secondo tema al centro dei lavori sarà quello dell’Europa: i vescovi si confronteranno, in particolare, sul contributo e la missione della Chiesa alla costruzione della casa comune europea e su come annunciare il Vangelo di Cristo in Europa. In apertura dell’incontro, sarà presente l’esarca patriarcale di tutta la Bielorussia, il metropolita Pavel di Minsk e Zaslavl, il vice-primo ministro della Repubblica di Bielorussia, Vasily Zharko, il sindaco della città, Andrei Shorets, e rappresentanti di altre religioni presenti nel Paese. Nella mattinata di giovedì 28 settembre, il presidente della Repubblica di Bielorussia, Aleksandr Lukashenko, incontrerà in udienza i partecipanti alla plenaria. L’assemblea plenaria si concluderà domenica 1° ottobre con la partecipazione dei vescovi, divisi in gruppi, alle celebrazioni eucaristiche in diverse parrocchie di Minsk al fine di favorire l’incontro con la comunità locale.

Movimento apostolico ciechi: dal 21 al 24 settembre a Roma il congresso nazionale

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 11:20

Dal 21 al 24 settembre si terrà a Roma, presso la Casa “San Juan de Avila”, Via Pietro De Francisci, 158, il XVII congresso nazionale del Mac – Movimento apostolico ciechi. L’Assemblea nazionale del Mac, composta da circa 110 delegati dei 46 gruppi diocesani, sarà chiamata a rinnovare il Consiglio nazionale e a definire l’indirizzo e le linee programmatiche del prossimo quadriennio. Il tema del congresso è “Vi ho chiamato amici – I gruppi Mac per una Chiesa in uscita”. L’associazione risponde all’invito che Papa Francesco ha fatto alle Chiese italiane riunite in convegno nel novembre 2015 a Firenze. “Desideriamo avviare un processo per dare un contributo come Mac alla realizzazione di quel sogno di Chiesa raccontato nell’Evangelii Gaudium – spiega l’associazione -. In un mondo frammentato cercheremo di individuare le strategie idonee per costruire relazioni significative tra le persone, così che anche le persone con disabilità visiva possano trovare il loro posto di protagonisti all’interno di comunità ospitali”. Nella giornata di 22 settembre, dopo il saluto ai presenti e i saluti delle autorità, il presidente nazionale Francesco Scelzo terrà la relazione congressuale; lo stesso giorno interverrà Franco Miano parlerà di “Laici associati nella Chiesa in uscita”. Seguirà il dibattito assembleare e l’elezione dei nuovi organi. Il 23 settembre alle ore 19 la celebrazione eucaristica sarà presieduta da mons. Angelo De Donatis, arcivescovo vicario per la diocesi di Roma. A conclusione del congresso, il 24 settembre, l’assemblea nazionale del Mac approverà il documento finale, quale indirizzo per il quadriennio 2017/2021.

Raidue: “Sulla via di Damasco”, domani puntata su “La tenerezza è una rivoluzione”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:52

Sarà intitolata “La tenerezza è una rivoluzione” la puntata di “Sulla via di Damasco”, in onda sabato 16 settembre, alle 8.45 su Rai Due. Il programma, firmato da mons. Giovanni D’Ercole e Vito Sidoti, approfondirà una tra le parole nuove più usate da Papa Francesco: tenerezza. “Cosa si nasconde dietro questa parola? E quali significati assume la tenerezza in un mondo deturpato dai muri, dall’egoismo, dalle guerre e da un’economia che schiaccia i diritti?”. Queste sono alcune delle domande da cui scaturiscono le riflessioni di don Luigi Verdi, fondatore della Fraternità di Romena, e le testimonianze di ospiti straordinari, il cantautore Francesco Guccini e lo scrittore Davide Rondoni, i quali – si legge in una nota – “da prospettive diverse, racconteranno il loro incontro con la tenerezza, ripercorrendo alcuni momenti significativi della loro vita e offrendo una risposta personale alle più acute domande di questo tempo”. Spazio poi alla testimonianza di Maria Volpe, ispettrice capo della Questura di Agrigento, impegnata in operazioni di accoglienza di bambini migranti che arrivano in Italia senza nessuno: racconterà del suo spendersi “con tutte le energie per dare amore a quei piccoli che non possono contare sull’affetto di un padre e di una madre”. Verrà poi proposta la vicenda del giovane attivista Vittorio Arrigoni, ucciso a Gaza nell’aprile 2011, che “invocava il dialogo e il ritrovare la propria umanità”. La sua storia d’amore per i più deboli verrà ripercorsa dalle parole della madre, Egidia Beretta, per ricordare quel figlio che da bambino non voleva essere il lupo cattivo delle favole. In chiusura, l’intervista ad Antonio e Giulia, sposati da 64 anni. “La loro sfida di stare insieme per sempre, affrontando ogni difficoltà con la soluzione della delicatezza e del rispetto – conclude la nota – si rivelerà la chiave per non rendere mai il rapporto sterile e noioso”.

Riordino settore azzardo: Simeone (esperto), “segna un passo indietro in merito ai poteri di enti locali e Regioni”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:31

“L’intesa raggiunta, oltre a disciplinare un tipo di attività che per le attuali caratteristiche è incostituzionale per contrasto all’art. 41 della Costituzione, in merito ai poteri degli enti locali e Regioni segna un passo indietro”. Lo dice in un’intervista al Sir Attilio Simeone, coordinatore del Cartello “Insieme contro l’azzardo”, commentando l’intesa raggiunta sul riordino del settore dell’azzardo, giovedì 7 settembre, nella Conferenza unificata Stato-Regioni. “Mentre la nostra Costituzione lascia a Regioni ed enti locali mano libera di intervenire qualora l’azzardo si manifesta con modalità molto aggressive sotto il profilo della salute pubblica – precisa Simeone -, l’intesa raggiunta impone di tenere in considerazione anche gli investimenti fatti dai concessionari. Si è voluto creare un ostacolo in più”. L’obiettivo dichiarato dell’intesa è la riduzione dell’offerta di gioco, ma, avverte l’esperto, “ridurre l’offerta non equivale a ridurre il consumo. Togliere dal mercato le slot obsolete installate nei rifugi alpini piuttosto che negli stabilimenti balneari e sostituirle con le Vlt, più aggressive in termini di capacità di fatturato e di rischio patologico conseguente, non comporterà necessariamente aver ridotto il consumo e quindi aver perseguito l’obiettivo della delega. Anzi, il timore che accada il contrario è assai fondato. L’istituzione di sale destinate nelle quali si entrerà mostrando un documento e di conseguenza non andando a disciplinare tutta l’offerta di azzardo come, ad esempio, i gratta e vinci, farà aumentare proprio il consumo di questi ultimi e quello on-line che non presenta attualmente alcuna disciplina”.

Riordino settore azzardo: mons. D’Urso (Consulta antiusura), “la politica deve scegliere da che parte stare”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:27

“L’influenza delle lobby, riguardo al riordino dell’azzardo, viene sottolineata da tutti, ma nessuno la contrasta in modo incisivo. Purtroppo, il gioco è sfuggito dalle mani della politica e dello Stato. Staremo a vedere se con questo riordino lo Stato sarà capace di estromettere dall’azzardo le lobby, che oggi la fanno da padrone”. Lo denuncia al Sir, in un’intervista, mons. Alberto D’Urso, presidente della Consulta nazionale antiusura, a proposito dell’intesa raggiunta in Conferenza unificata Stato-Regioni sul riordino del settore dell’azzardo, giovedì 7 settembre. “Come noi abbiamo deciso di stare dalla parte delle vittime, anche la politica deve fare una scelta di campo. Noi non vogliamo uno Stato biscazziere”, aggiunge mons. D’Urso, per il quale una riduzione dell’offerta di gioco non basta: “Se l’azzardo fa male, anche se ci sono poche vittime, è un fatto grave”. In attesa che l’intesa sia tradotta dal ministero dell’Economia e delle Finanze in un decreto ministeriale, per poterne cogliere tutta la portata, “come Consulta antiusura – afferma il presidente – continueremo il nostro servizio accanto alle vittime. Occorre promuovere un’educazione al gioco e e alla sobrietà a scuola, in famiglia, nelle parrocchie, nelle altre agenzie educative. Non si possono ignorare le conseguenze negative dell’azzardo. Stiamo vivendo un momento difficile: non siamo usciti dalla crisi e certamente la mancanza di lavoro continuerà a indurre la gente a tentare la fortuna. Non dimentichiamo poi che le vittime dell’azzardo diventano vittime di usura e quante famiglie si sfasciano”. “Stiamo anche studiando – conclude – come offrire un’assistenza legale ai gestori dei bar che vogliono togliere le macchinette ma che subiscono pressioni per non farlo”.

Messico: la Caritas fa il punto sugli aiuti ad una settimana dal terremoto. Danneggiate almeno 121 chiese

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:18

Ad una settimana dal terremoto che ha colpito il Messico, duecento tonnellate di generi alimentari e di prima necessità sono già arrivati negli Stati più danneggiati, Oaxaca e Chiapas. Lo ha detto ieri padre Rogelio Narváez, segretario esecutivo della pastorale sociale – Caritas della Chiesa messicana, durante una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Conferenza episcopale messicana (Cem), alla presenza del segretario generale, mons. Alfonso Gerardo Miranda Guardiola. Padre Narváez ha spiegato che al momento è urgente l’afflusso nelle zone colpite di alimenti e acqua potabile, oltre che l’allestimento di centri di prima accoglienza. Ma già nelle prossime settimane la Caritas metterà a punto un piano di lavoro per sostenere la ricostruzione. Pronta è stata la risposta dei messicani durante la raccolta realizzata durante lo scorso fine settimana, ma anche dall’estero e in particolare da diversi Paesi europei sono arrivati messaggi, con la disponibilità a concorrere alla ricostruzione degli edifici danneggiati. Tra questi ci sono anche 122 chiese gravemente danneggiate (il rapporto è incompleto, in quanto mancano ancora i dati di alcune diocesi)”. Durante la conferenza stampa è stato messo in evidenza che, diversamente da chi tende a mettersi sotto i riflettori, sono soprattutto le diocesi ad essere presenti “prima, durante e dopo un’emergenza”, non solo con aiuti materiali, ma anche con un “accompagnamento spirituale per superare il trauma”.

Vescovi Colombia: bilancio della visita del Papa. “Rimangono nel cuore vicinanza, bontà e testimonianza di fede”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:11

“Rimangono nel cuore di tutti i colombiani la vicinanza, la bontà, la testimonianza di fede e i messaggi del successore di Pietro”. Lo scrive la Conferenza episcopale colombiana in comunicato letto ieri durante una conferenza stampa promossa a Bogotá per tracciare un bilancio della storica visita di papa Francesco della scorsa settimana. Alla conferenza stampa hanno preso parte il cardinale Rubén Salazar Gómez, arcivescovo di Bogotá e presidente del Celam, mons. Oscar Urbina Ortega, presidente Cec e arcivescovo di Villavicencio, mons. Elkin Fernando Álvarez Botero, segretario generale Cec e vescovo ausiliare di Medellín, mons. Fabio Suescún Mutis, vescovo castrense e responsabile del Comitato preparatorio per la visita del Santo Padre, e mons. Ettore Balestrero, nunzio apostolico in Colombia. Nel comunicato, letto all’inizio della conferenza stampa da mons. Álvarez, i vescovi ringraziano tra gli altri, oltre al Santo Padre, il popolo colombiano “che ha accolto il Santo Padre con affetto e gioia senza uguali”, il presidente Santos e tutte le autorità, i mass media. Prosegue il comunicato: “Il Santo Padre ci ha indicato, con il suo insegnamento e con la sua testimonianza, il cammino che dobbiamo affrontare uniti per togliere alla radice qualsiasi forma di violenza e per raccogliere frutti di giustizia, verità, perdono, riconciliazione e pace. Facciamo del Magistero pontificio in Colombia una fonte inesauribile di riflessione e di iniziative pastorali, e apriamo il passo ad un nuovo dinamismo evangelizzatore”. Nel corso della conferenza stampa, mons. Suescún ha sottolineato la sintonia tra il Papa e il popolo colombiano, “che ha ricevuto il Santo Padre con il cuore”. Mons. Balestrero ha messo in evidenza il dichiarato apprezzamento di Francesco per il popolo colombiano, ed ha aggiunto: “Si è visto quanto la fede sia radicata nei colombiani, pensiamo solo che il 20% del Paese ha visto direttamente il Papa. Ognuno di noi si è sentito consolato e appoggiato da Papa Francesco”. Ora, però, “abbiamo una grande responsabilità di venirci incontro tra noi”. Ha aggiunto mons. Urbina: “Ci rimane un compito profondo, la riconciliazione del Paese, dopo il primo passo fatto con il Papa servono altri passi, dobbiamo imparare a camminare insieme. La riconciliazione è un lavoro serio, da fare con le vittime, con i poveri, per la costruzione di un nuovo ordine sociale che implica la dignità di ciascuna persona”. Il presidente della Conferenza episcopale ha messo anche in evidenza le positiva diversità tra la varie regioni, emerse anche durante la visita del Papa, ed ha esplicitamente auspicato “una riforma agraria, elemento fondamentale per la nazione e per il suo sviluppo integrale”. Infine, il card. Salazar ha sottolineato la ricchezza, per la Chiesa, dei discorsi ai vescovi colombiani e al Celam, a partire dall’esigenza che la Chiesa viva per prima il Vangelo non solo a parole ma nei fatti.

Diocesi: mons. Savino (Cassano all’Jonio), messaggio per inizio scuola. Alleanza educativa fra famiglia, scuola e Chiesa

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 10:05

All’inizio dell’anno scolastico il vescovo di Cassano all’Jonio, mons. Francesco Savino, scrive a dirigenti, docenti, genitori, studenti delle scuole di ogni ordine e grado per rivolgere loro l’“augurio di buon anno scolastico”. Un augurio rivolto “specificatamente proprio a voi docenti, operatori e dirigenti scolastici cui è affidato il delicatissimo compito di leggere la realtà in cui siamo immersi e da essa ricavare segni positivi di cambiamenti possibili su cui avviarsi per contribuire a orientare, sostenere e soprattutto alimentare il processo di crescita delle competenze, capacità e conoscenze degli uomini del futuro”, si legge nel messaggio. Nel testo si sottolinea che “nessuno può essere tanto arrogante e prevaricatore da affermare di essere in grado di disegnare percorsi che abbiano una indiscussa efficacia educativa e tanto meno lo posso fare io a nome della Chiesa diocesana che nelle parrocchie e nelle associazioni ecclesiali ha i suoi centri educativi”.
Mons. Savino ricorda che al centro del nuovo anno pastorale della diocesi c’è il tema “Evangelizzazione, comunità e iniziazione cristiana”: “Intendiamo – spiega – ripartire dai piccoli, dai bambini che dopo il Battesimo, deciso dai genitori, si accostano ai sacramenti della Riconciliazione, Comunione e Confermazione cristiana. Ogni proposta della Chiesa – si legge nel messaggio – richiede attento ascolto e serena accoglienza da parte delle famiglie e della scuola, dove i bambini e i ragazzi trascorrono la maggior parte delle loro giornate. Per questo, come ben sapete, occorre che famiglia, scuola e Chiesa concordino negli obiettivi educativi da perseguire, nel riconoscimento e nel rispetto reciproco”.

Pastorale sanitaria: Aipas, dal 9 ottobre ad Assisi il convegno “#Giovani, #fede e #malattia”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:57

Sarà dedicato a “#Giovani, #fede e #malattia – Difficoltà e risorse pastorali” il convegno nazionale organizzato dall’Associazione italiana di pastorale sanitaria (Aipas) in programma alla Domus Pacis di Assisi dal 9 al 12 ottobre. “Sembra innaturale per un giovane interrogarsi sulla malattia e sulla morte – si legge in una nota – eppure la sofferenza e l’accompagnamento del malato rappresentano una fonte di spiritualità anche per le giovani generazioni. Ancor più profondamente, il tema del dolore interpella poi la nostra fede quando ad ammalarsi è un giovane”. L’appuntamento di Assisi, in vista del Sinodo sui giovani voluto da Papa Francesco, vedrà la partecipazione, tra gli altri, di don Michele Falabretti, responsabile Servizio nazionale per la pastorale giovanile della Cei, di Nadia Bouzekri, presidente dell’Associazione dei Giovani musulmani d’Italia, e di don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Cei, recentemente nominato superiore generale della Società dei sacerdoti di san Giuseppe Benedetto Cottolengo e padre della Piccola Casa della Divina Provvidenza. Al convegno parteciperà una delegazione dell’Ordine Ospedaliero Fatebenefratelli, guidata da fra Marco Fabello, presidente dell’Irccs di Brescia.

Diocesi: mons. Castoro (Manfredonia) messaggio per inizio scuola. “Al centro vi sia la relazione educativa”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:24

“Al centro della scuola vi sia la relazione educativa, cioè un fiducioso rapporto tra chi insegna e chi apprende”. È quanto auspica l’arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, nel messaggio per l’inizio dell’anno scolastico. “Curate le relazioni e suscitate passioni autentiche non solo per i saperi, ma per la vita – afferma rivolgendosi a dirigenti, docenti, operatori e collaboratori – avendo come obiettivo lo sviluppo di personalità coerenti ed equilibrate, ma anche dinamiche e aperte a nuove esperienze, libere nel giudizio, capaci di collaborare con gli altri e consapevoli della loro funzione sociale”. “La scuola non è un’azienda dove far valere la prestazione, ma una comunità dove si intrecciano storie, volti, problemi, questioni”, osserva l’arcivescovo, ricordando che “ciò che conta è la vocazione di ciascuno a orientare la propria vita nella giusta direzione”. “Non sostituitevi alle famiglie, né sovrapponetevi ad esse – prosegue Castoro – ma stimolate i genitori affinché siano insieme a voi protagonisti della crescita dei propri figli”. “Lavoriamo tutti insieme per una scuola partecipata, condivisa, allargata anche ai bisogni degli adulti, i quali hanno bisogno anch’essi di essere formati”, aggiunge l’arcivescovo, che invita: “Impegniamoci per una scuola più a misura del nostro territorio, in dialogo con le altre agenzie educative presenti nelle nostre città”. Agli alunni, Castoro chiede di aiutare “i vostri insegnanti a tirare fuori da voi il meglio di voi stessi. Non siete dei vasi vuoti, ma campi che nascondono perle, che aspettano solo di essere valorizzate”. “Lasciatevi guidare, orientare, affiancare e accompagnare”, continua. “Aiutateci a costruire con voi una società più giusta e più equa, più inclusiva e meno escludente, più accogliente e meno xenofoba, più ospitale e meno sospettosa”.

Cortile di Francesco: Prodi, “la pace non è garantita, va conquistata ogni giorno”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:15

(dall’inviata ad Assisi) “La pace non è garantita: va conquistata ogni giorno”. Ne è convinto Romano Prodi, che nell’incontro di ieri sera al “Cortile di Francesco”, in corso ad Assisi, ha fatto notare come dalla fine della guerra fredda, nel mondo “ci sono stati 31 conflitti con 300mila morti e nessuno ne ha parlato”. Di qui il ruolo strategico dell’Europa anche in questo campo. “Bisogna essere chiari e propositivi”, ha detto Prodi, citando il caso dell’ex cancelliere tedesco Helmut Kohl, che quando i tedeschi non volevano l’euro ma il marco ha risposto loro: “Io voglio l’euro perché mio fratello è morto in guerra”.

Cortile di Francesco: Prodi, “chi è qui da tanti anni come cittadino italiano deve essere considerato cittadino italiano”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:14

(dall’inviata ad Assisi) “Non confondere” la questione dello “ius soli” con quella più generale dei migranti in fuga dai loro Paesi. È l’invito di Romano Prodi, che durante l’incontro di ieri sera nella basilica superiore di Assisi, a conclusione della prima giornata del “Cortile di Francesco”, ha fatto notare che “le due questioni non hanno niente in comune: lo ius soli non riguarda i disperati che arrivano nel nostro Paese in modo irregolare, ma ragazzi che parlano e sono italiani. Chi è qui da tanti anni come cittadino italiano è e deve essere considerato cittadino italiano”. “Questi ragazzi sono quelli che garantiranno le nostre pensioni”, ha aggiunto: “In un Paese con una demografia che cala come la nostra abbiamo bisogno di loro”. L’anno scorso, per la prima volta, in Italia sono nati più stranieri che italiani, ha ricordato Prodi: “Se continuiamo così, il problema del Paese non si può risolvere se non abbiamo ragazzi integrati”.

Cortile di Francesco: Prodi, “o l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha più niente da dire al mondo”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:13

(dall’inviata ad Assisi) “O l’Europa è forte nei suoi principi, o non ha nulla da dire al mondo”. È stato netto Romano Prodi, già presidente della Commissione europea, sul ruolo politico di cui deve riappropriarsi il nostro Continente, dopo gli ultimi mesi frenati dalle elezioni francesi edalle prese con l’imminente appuntamento elettorale tedesco, che “quasi sicuramente non presenterà un grande fatto nuovo”, ha ipotizzato. “Trovare una politica comune”, l’imperativo urgente per l’Europa: “I problemi rimarranno, ma abbiamo tirato un sospiro di sollievo dopo l’uscita britannica che poteva portare ad uno sfaldamento generale”. “Basta con la debolezza”, ha ripetuto Prodi ricordando le grandi conquiste del nostro Continente, come lo Stato sociale: “Se continuiamo così, ogni giorno facciamo un piccolo passo indietro, perché il compito della democrazia è dare speranza non a qualcuno, ma a tutti”. “Negli ultimi anni di vita europea – l’analisi di Prodi a proposito di un deficit di solidarietà nell’Unione europea – sempre di più il potere è passato dalla Commissione ai singoli Stati: ciò vuol dire che comanda chi è più forte, e il Paese più forte è la Germania”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, “più Europa” per opporsi a xenofobia e terrorismo

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:11

(dall’inviata ad Assisi) Nel nostro Continente, serve “concretezza e azione”: “Questo è il momento di proporre e di agire, il momento di mettersi in gioco con gioia e gratuità”. Il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, ha concluso il suo intervento di ieri sera al “Cortile di Francesco” con un invito alla mobilitazione. “Perché tutti noi abbiamo bisogno di più Europa”, ha spiegato: “Di un’ Europa dei popoli che sappia, prima di tutto, combattere la cultura della paura. E, poi, che sappia opporsi con tenacia al terrorismo. E infine che possa contrastare i rigurgiti di xenofobia di cui si odono gli strali”. Proprio per questo, la proposta del cardinale, è necessario lo sviluppo di una nuova “sensibilità europea”: “Ancor prima di un’elaborazione politica dei singoli Stati o dell’Unione europea – la tesi di Bassetti – è di cruciale importanza sviluppare un nuovo ethos continentale che, partendo dalla valorizzazione delle propria anima storica, sappia sviluppare una cultura della carità e dell’incontro. Una cultura nuova su basi antiche da cui possa nascere un’Europa ancora più viva, coesa e forte”.

Cortile di Francesco: card. Bassetti, in Europa “preoccupante cultura della paura”, “si ha paura quando si è senza identità”

Agensir.it - Fri, 2017-09-15 09:09

(dall’inviata ad Assisi) “Le grandi sfide dell’Europa attuale – il terrorismo, l’economia e i migranti – stanno generando una preoccupante cultura della paura”. A lanciare il grido d’allarme è stato il cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo di Perugia-Città della Pieve e presidente della Cei, durante l’incontro con Romano Prodi organizzato ieri sera ad Assisi nel “Cortile di Francesco”. “Paura di vivere in una società senza identità, sempre più complessa e plurale”, ha specificato entrando nel dettaglio: “Paura dell’altro perché non lo si riconosce più come un nostro simile. Paura soprattutto nei confronti del forestiero. Che non solo è costretto a vivere come un apolide in terra straniera, ma che, sempre più spesso, è diventato una sorta di capro espiatorio di tutti i mali della nostra società”. “Si ha paura quando siamo senza identità”, ha ammonito il cardinale: “E se non si ritrova la nostra identità, la paura del diverso aumenterà ancora di più”. Poi la citazione di due discorsi di Papa Francesco: quello pronunciato nel 2016, in occasione del Premio Carlo Magno, in cui ha auspicato “un’Europa giovane, capace di essere ancora madre”, e quello di pochi mesi fa, in occasione delle celebrazioni del 60° anniversario dei Trattati di Roma, quando ha sottolineato che occorre “investire nella vita, nella famiglia, nei giovani”. “Queste parole – il commento di Bassetti – contengono un forte incoraggiamento a guardare al futuro, senza perdere la speranza e soprattutto sono un grande messaggio di libertà e responsabilità. La libertà di intraprendere strade nuove, la responsabilità di farlo pensando alla generazione future”.

Notizie Sir del giorno: Papa Francesco ai nuovi vescovi, ius soli, progetti Caritas in Siria, Santuario Madre Teresa, Cortile di Francesco, don Tom Uzhunnalil

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:35

Papa Francesco: ai nuovi vescovi, “il vescovo non è il padre padrone autosufficiente e nemmeno l’impaurito pastore solitario”

“Il vescovo non è il ‘padre padrone’ autosufficiente e nemmeno l’impaurito e isolato ‘pastore solitario’. Il discernimento del vescovo è sempre un’azione comunitaria, che non prescinde dalla ricchezza del parere dei suoi presbiteri e diaconi, del Popolo di Dio e di tutti coloro che possono offrirgli un contributo utile, anche attraverso gli apporti concreti e non meramente formali”. È una delle caratteristiche che dovrebbero contraddistinguere l’azione e lo stile del vescovo. È Papa Francesco ad indicarla ai vescovi che hanno cominciato il loro ministero nel corso dell’ultimo anno, incontrandoli in udienza nella sala Clementina del Palazzo apostolico. (clicca qui)

Ius soli: mons. Tomasi (Santa Sede), “non è saggio strumentalizzare immigrati a fini politici immediati”

“Strumentalizzare gli immigrati per fini politici immediati non mi pare saggio. Dobbiamo proteggere tutti i cittadini italiani e chi chiede asilo politico perché hanno motivazioni serie. L’obbligo internazionale di accettare persone che chiedono asilo è ben definito. Quindi per quelli che hanno solo interessi ed esigenze economiche c’è una procedura diversa e la legge deve essere rispettata”. Così mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha risposto ai giornalisti sulla questione del rinvio della discussione sullo “ius soli” a margine della presentazione oggi, nella sede di Radio Vaticana a Roma, del Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo. “È una questione di politica interna italiana – ha precisato -. Il fatto è che la presenza degli immigrati in un Paese deve portare alla loro integrazione. Parliamo molto spesso di numeri da accettare, di come trovare una risposta all’arrivo immediato, ma non parliamo a sufficienza e in maniera esaustiva dell’altra faccia della medaglia che è l’integrazione”. (clicca qui)

Siria: Caritas Italiana, dal 2011 investiti 3.715.000 euro in progetti per la popolazione. Previsti gemellaggi tra diocesi e parrocchie italiane e siriane

Dall’inizio della crisi siriana (2011) Caritas Italiana è attiva a sostegno della popolazione locale, in sinergia con Caritas Siria, con 49 progetti complessivi per 3.715.000 euro investiti, di cui 149.000 per progetti legati a “pace e riconciliazione”, 166.480 per “formazione”, 291.000 per “sociale” e i restanti 3.108.520 per “emergenza”. È quanto emerso oggi nel corso del seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa. Da agosto 2017, dichiara al Sir Danilo Feliciangeli, di Caritas Italiana, “la Caritas , grazie a un nuovo contributo della Cei, ha accresciuto l’impegno sul fronte dell’emergenza finanziando Caritas Libano e Caritas Giordania impegnate nell’assistenza dei profughi siriani e sostenendo un progetto sanitario nella capitale Damasco, promosso da Caritas Siria”. Si gettano così le basi del prossimo triennio… (clicca qui)

Kosovo: don Koliqi (parroco santuario di Pristina), preghiere, pastorale e carità in nome di Madre Teresa

Dal giorno della consacrazione, martedì 5 settembre, sono iniziate al santuario Santa Teresa di Calcutta, a Pristina (Kosovo), le celebrazioni delle messe; ogni giovedì c’è “l’adorazione al Santissimo, spiritualità che per Madre Teresa era fondamentale, sia per la sua vita e sia per la sua carità. Vogliamo così preparare la nascita di un gruppo di preghiera secondo la spiritualità di Santa Teresa”. Lo racconta al Sir don Fatmir Koliqi, parroco del santuario. “Stiamo preparando anche gli incontri pastorali con i giovani, famiglie, anziani… la pastorale universitaria è viva già da due anni nella nostra parrocchia perché gli studenti a Pristina sono tanti e attivi nella vita pastorale e pubblica della città”. Poi si lavorerà alla pubblicazione di testi e strumenti pastorali per promuovere la spiritualità di Madre Teresa. Per vivere la passione della santa per i poveri, fin dall’inizio della costruzione del santuario, dieci anni fa, è stata aperta una mensa. (clicca qui)

Cortile di Francesco: Fedeli (ministro Istruzione), impegno contro tutte le discriminazioni è terreno di “incontro tra laici e cattolici”

(dall’inviata ad Assisi) “Le idee si possono discutere, le persone si devono rispettare: non trasformare chi sostiene opinioni che non condividiamo in un nemico da annientare”. Il ministro dell’Istruzione, Valeria Fedeli, ha citato l’ottava parola del “Manifesto” della comunicazione non ostile di “Parole o-stili”, nell’incontro di apertura del “Cortile di Francesco”, che ha visto radunati nel piazzale antistante alla basilica inferiore studenti di scuole di ogni ordine e grado, coinvolti durante l’incontro a risolvere un cruciverba contro “fake news” ed elementi di aggressività sul web. “Uno straordinario strumento d’istruzione e formazione”: così il ministro ha definito il manifesto, per la diffusione del quale è stato firmato proprio oggi ad Assisi dal Miur un doppio protocollo: con “Parole-ostili” e Università Cattolica e con la Federazione nazionale della stampa. “Le parole – ha fatto notare Fedeli durante la tavola rotonda, moderata dal direttore di Tv2000, Paolo Ruffini – possono dividere o possono unire, creare relazioni o difficoltà relazionale”. (clicca qui)

Don Tom Uzhunnalil: don Artime (rettor maggiore Salesiani), “è sereno, lucido e con una grande pace interiore”

“Nel pomeriggio del 13 settembre ho avuto la gioia e la felicità di incontrare il mio caro confratello don Tom, che si trova nella comunità salesiana in Vaticano. Lo ho salutato nello stile indiano e ci siamo dati un forte abbraccio come segno di affetto fraterno. È ancora magro, ma l’ho trovato sereno, lucido e con una grande pace interiore. Mi ha manifestato il suo profondo ringraziamento al Signore, alla Congregazione, perché si sentiva fortemente accompagnato dalla Famiglia Salesiana che pregava per lui, insieme alle religiose di altre congregazioni”. Il rettore maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, appena tornato da Malta, ha voluto immediatamente incontrare il suo confratello salesiano don Tom Uzhunnalil, liberato in Yemen il 12 settembre dopo un sequestro durato oltre 18 mesi. “Sono rimasto profondamente colpito – afferma don Artime secondo quanto riporta Ans (agenzia info salesiana) – nel sapere che ha celebrato l’Eucaristia ogni giorno, anche senza pane e vino, offrendo al Signore ciò che stava vivendo”. (clicca qui)

Diocesi: mons. Pennacchio nominato arcivescovo di Fermo; mons. Cirulli vescovo di Teano-Calvi

Due nuovi vescovi per altrettante diocesi italiane. Papa Francesco ha infatti nominato oggi mons. Rocco Pennacchio, del clero dell’arcidiocesi di Matera-Irsina, arcivescovo di Fermo, e mons. mons. Giacomo Cirulli, del clero della diocesi di Cerignola-Ascoli Satriano, vescovo di Teano-Calvi. Alle diocesi il messaggio dei nuovi vescovi. Mons. Pennacchio: “Nell’attesa di incontrarvi, conoscervi, amarvi, chiedo fin d’ora di accogliermi con semplicità e amicizia, perché anch’io mi inserisca nel bel cammino ecclesiale che già percorrete. Sostenetemi fin d’ora con la preghiera perché impari a diventare sempre di più il vostro padre, pastore, amico”. Mons. Cirulli: “Sarò sempre pronto e disponibile a lavorare per il bene della nostra gente, e pronto e disponibile a combattere e denunciare tutto ciò e tutti quelli che si oppongono a questo fine”.

Avvenire: la prima pagina di domani 15 settembre. Ius culturae, economia, scuola, giovani e lavoro, Asia Bibi, nuovi vescovi

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:34

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla questione dello “Ius culturae”, con l’impegno del premier Paolo Gentiloni all’approvazione della legge che, a precise condizioni, dà la cittadinanza agli stranieri. Una legge che al Senato per ora è stata bloccata dopo l’approvazione della Camera. L’editoriale è a firma dell’economista Leonardo Becchetti: “Non passa giorno senza un grave allarme o l’evidenza di una seria emergenza climatica. Il ‘grido del pianeta’, per riprendere un’efficace espressione di papa Francesco, è altrettanto forte di quello dei poveri e degli scartati. Le immagini chiave e le narrative hanno spesso più influenza dei ragionamenti logici nel determinare egemonie culturali e di pensiero. Kate Raworth, con il suo ultimo libro, sfida immagini e narrative dominanti, proponendo di sostituire al mito della crescita perpetua quello della ciambella. Possiamo allargare la ciambella riducendo il dilemma tra sostenibilità ambientale e lotta alla povertà se impariamo a creare valore economico in modo più sostenibile”, spiega il commentatore di “Avvenire”. La fotocronaca è per la scuola: mancano diecimila insegnanti di sostegno per gli alunni disabili e i posti saranno coperti da supplenti. A centro pagina, un titolo per l’allarme di Confindustria: la fuga dei nostri giovani verso lavori all’estero ci costa 14 miliardi; dall’organizzazione però una buona notizia sulla crescita del Pil, rivista al rialzo. Richiami per un’intervista all’avvocato di Asia Bibi costretto a fuggire all’estero: il legale della donna cristiana pachistana ingiustamente reclusa lancia l’appello per una grande mobilitazione internazionale. Tra i temi di “Avvenire”, i racconti dei nuovi vescovi italiani: tocca a Nazzareno Marconi, pastore di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia.

Myanmar: Amnesty, “in atto una campagna di terra bruciata contro Rohingya”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 19:31

Oltre 80 incendi appiccati dal 25 agosto;  oltre 370.000 rohingya fuggiti attraverso il confine col Bangladesh in meno di tre settimane; testimonianze di attacchi pianificati, deliberati e sistematici. Amnesty international ha diffuso oggi nuove prove sulla campagna “di terra bruciata” in corso nello stato di Rakhine, dove le forze di sicurezza di Myanmar e gruppi di vigilantes danno fuoco a interi villaggi abitati dai rohingya e sparano contro le persone in fuga. L’analisi dei dati dei rivelatori satellitari antincendio, delle immagini satellitari, delle riprese fotografiche e video dal terreno, così come decine di testimonianze oculari tanto in Myanmar quanto in Bangladesh hanno portato l’organizzazione per i diritti umani a concludere che da quasi tre settimane è in corso una campagna coordinata di incendi sistematici dei villaggi Rohingya nello stato di Rakhine. “Le prove sono inconfutabili: le forze di sicurezza stanno dando alle fiamme lo stato di Rakhine in una campagna mirata per costringere i Rohingya a lasciare il Paese. Non c’è alcun dubbio: si tratta di pulizia etnica”, ha dichiarato Tirana Hassan, direttrice di Amnesty International per le risposte alle crisi. “Il modello è chiaro e sistematico. Le forze di sicurezza circondano un villaggio, sparano alle persone in fuga e in preda al panico e poi danno alle fiamme le abitazioni. In termini giuridici, questi sono crimini contro l’umanità, ossia attacchi sistematici e deportazione forzata di civili”, ha precisato Hassan. “In meno di un anno quasi mezzo milione di Rohingya ha dovuto lasciare le loro case. I crimini commessi dalle forze di sicurezza di Myanmar devono essere indagati e i responsabili devono essere chiamati a risponderne di fronte alla giustizia. E Myanmar deve porre fine alla discriminazione sistematica ai danni dei Rohingya che è al cuore dell’attuale crisi”, ha affermato Hassan: “Dev’esserci molta più pressione su Aung San Suu Kyi e sui vertici militari di Myanmar”, ha aggiunto Hassan, chiedendo al Consiglio Onu dei diritti umani “di estendere il mandato della Missione internazionale di accertamento dei fatti, cui le autorità di Myanmar dovrebbero offrire piena collaborazione”.

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