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Danneggiata stele Livatino: card. Montenegro (Agrigento), “basta con il sangue innocente!”. “Logica mafiosa ha fatto tanto male al nostro territorio”

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:54

“Come cristiani e come cittadini ci sentiamo offesi e addolorati per il gesto compiuto a danno della stele che ricorda il sacrificio di sangue che il Giudice Livatino ha pagato nel 1990. Alla barbarie della sua morte si è voluta aggiungere anche quella dell’oltraggio alla sua memoria, per tentare di eliminare ogni traccia che ricordasse un uomo che ha vissuto per la giustizia e per essa ha dato la vita”. Lo afferma il card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento e presidente di Caritas italiana, dopo avere appreso dell’oltraggio perpetrato da ignoti alla stele del giudice Rosario Livatino. “Dietro il vile atto di infrangere il monumento al giudice di Canicattì si nasconde quella logica mafiosa che tanto male ha fatto al nostro territorio. Siamo consapevoli – aggiunge il cardinale – che ci sono ancora persone e sistemi di potere che lavorano per distruggere il bene, per danneggiare la dignità di tanti cittadini onesti e per impedire qualsiasi sviluppo della Sicilia”. “A queste persone ripetiamo l’appello di Giovanni Paolo II: ‘Convertitevi, un giorno verrà il giudizio di Dio’; a queste persone vogliamo dire con chiarezza che il loro modo di ragionare e di fare è fuori dal Vangelo e, pertanto, loro stessi sono fuori dalla Chiesa; a queste persone vorremmo giungesse il grido di dolore di tanti genitori che – come quelli di Livatino – hanno dovuto piangere i loro figli innocenti, nella speranza che quelle lacrime li convincessero a fermarsi. Basta! Basta con i reati contro la giustizia! Basta con il sangue innocente! Basta con la cattiveria usata nei confronti di chi vuole lavorare onestamente! Basta!”.

“L’offesa arrecata ieri alla memoria di Livatino – sottolinea l’arcivescovo – ci spinge a recuperare con maggiore forza l’impegno a vivere e a testimoniare la giustizia. Nessuna barbarie fermerà la volontà di tanti uomini e donne di questa terra che credono nella giustizia. Con la forza umile che ci viene dal giudice Livatino desidero lanciare un appello a tutti: cerchiamo di essere noi un monumento vivente alla giustizia, al bene, al rispetto delle regole, all’amore. Come Livatino, nel posto in cui ci troviamo e nel lavoro che svolgiamo, impegniamoci ad essere persone giuste, corrette, integre; evitiamo ogni forma di compromesso con la mentalità mafiosa, ogni forma di omertà, di connivenza e di complicità con chi vuole dominare con il potere e l’ingiustizia. L’esempio che ci ha lasciato Livatino ci porti ad essere ‘affamati e assetati di giustizia’. Solo così il suo esempio continuerà a vivere e la nostra testimonianza sarà la risposta più bella a quanti vogliono offendere la memoria delle persone giuste che hanno fatto grande la nostra terra”.

25° della strage di Via D’Amelio: Manfredi Borsellino, “abbiamo assistito alla morte di un uomo lasciato solo”

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:41

“Sin dai primi giorni successivi alla sua morte, circolava la voce che egli fosse andato incontro ‘rassegnato’ a questo infausto destino. Bene, ciò non corrispondeva affatto a verità: mio padre amava in modo viscerale la vita e le tante piccole o grandi sorprese che questa riserva, sì da apparirmi inverosimile che egli andasse incontro alla morte ritenendola in quel momento un evento ineluttabile”. Lo scrive Manfredi Borsellino in una nota per il Sir nel giorno del 25° anniversario della strage di via D’Amelio. “In verità abbiamo assistito alla morte di un uomo lasciato solo in un momento storico in cui occorreva massima coesione e distribuzione della responsabilità, anche all’interno degli uffici giudiziari. Tuttavia – prosegue – noi non abbiamo alcun rammarico, poiché se la morte di mio padre, unitamente a quella di tanti altri servitori dello Stato, è servita a svegliare dal torpore tante coscienze, ciò ci ripaga della sua assenza”. “È evidente quanto sia stato forte il desiderio di avere un padre così al nostro fianco nei momenti in cui ci siamo trovati a fronteggiare situazioni molto più grandi di noi, nel momento in cui abbiamo scelto ciascuno di servire, seppur in amministrazioni diverse, lo Stato, quello Stato che non seppe essere in grado di difendere e proteggere uno dei suoi figli migliori – conclude – ma che mio padre ha sempre rispettato e onorato e ci ha sempre insegnato a rispettare e onorare, nel momento in cui avremmo avuto bisogno di un suo consiglio o anche solo di uno sguardo. Sono tuttavia convinto che io, le mie sorelle e mia madre, abbiamo seguito la strada che lui ci aveva tracciato. La nostra fede ci rende sicuri del fatto che un giorno lo rivedremo, bello e sorridente, come lo ricordiamo sempre”.

Mediterraneo: Tarquinio (“Avvenire”), “non vinceranno quelli che vogliono trasformarlo in un muro di acqua che separa le civiltà”

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:20

“C’è l’alternativa al muro che alcuni signori vogliono che innalziamo dentro la nostra umanità. Non vinceranno quelli che vogliono trasformare il Mediterraneo in un muro di acqua che separa le civiltà invece di tenerle in comunicazione”. Lo ha affermato ieri sera Marco Tarquinio, direttore del quotidiano cattolico “Avvenire”, intervenendo alla presentazione della collana di instant book “#VoltiDiSperanza” dell’associazione “Amici di Santina Zucchinelli”. Commentando i libri scritti da don Luigi Ginami, il direttore ha osservato che “nella narrazione dei grandi fatti che stanno segnando il nostro tempo rischiamo di concentrarci sui macrofenomeni, su numeri e popoli che sono categorie”. “Ma ogni singolo fatto – ha proseguito – riguarda uomini e donne in carne d’ossa. Una serie di volti ci mette inesorabilmente davanti alla verità di quello che accade, non ci sono mai solo dei numeri”. Tarquinio ha poi puntato il dito contro chi dice “Aiutiamoli a casa loro”. “Lo dicono – ha accusato – quelli che non hanno mai aiutato nessuno a casa loro. E lo dicono a chi già li aiuta a casa loro, come i sacerdoti cristiani o le ong”. Il direttore ha poi sottolineato la necessità che l’informazione aiuti a capire che “piccoli, fragili, ultimi di questo mondo vengono aiutati innanzitutto collocandoli al posto giusto nello scenario del tempo che viviamo”. Secondo il direttore “va raccontata sempre di più nelle pagine dei giornali” la realtà positiva di ong e cooperative, “per evitare di tacitare la parte di speranza che viene seminata e cresce”. Tarquinio ha dedicato un passaggio del suo intervento anche ai cristiani perseguitati, alla “Chiesa del martirio e della sofferenza che continua a vivere in minoranza con gli altri e a credere in Cristo nonostante le difficoltà che incontra”. “Sono le donne che testimoniano con più forza”, ha rilevato, ricordando anche “Asia NaurÄ«n Bibi che da più 7 anni continua a stare in carcere in Pakistan per la sua fede cristiana”.
Alla presentazione è intervenuto anche Stefano Folli, editorialista de “La Repubblica”, che ha posto la domanda: “quanti sono capaci di condividere i viaggi di don Luigi e le opere che realizza tra mille drammatiche difficoltà?”. “Questo darsi senza riserve al prossimo – ha notato – non è solo una prerogativa dei cattolici, ma solo la Chiesa di Roma riesce ad accendere una simile passione per l’umanità”. Secondo Folli, “l’opera incessante di don Ginami e di altri come lui è un contributo all’immagine di un’altra Chiesa, che emerge e si afferma ma è al tempo stesso umile”.

Solidarietà: mons. Ginami (Fondazione Santina), “a breve un ospizio in Messico e un pozzo in Iraq”

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:10

“A breve inaugureremo due opere di luce: la prima è nello Stato del Guerrero, in Messico, dove stiamo realizzando un ospizio per anziani che inaugureremo a novembre; la seconda bella iniziativa che stiamo portando avanti è quella di un pozzo d’acqua in Iraq”. Lo ha annunciato ieri sera mons. Luigi Ginami, addetto di segreteria della Prima sezione delle Segreteria di Stato, concludendo la presentazione degli instant book da lui scritti per la collana “#VoltiDiSperanza” dell’associazione “Amici di Santina Zucchinelli”. Ginami è il figlio di Santina Zucchinelli a cui è dedicata anche la Fondazione Santina. “L’ospizio per anziani – ha spiegato il sacerdote – verrà dedicato non solo alla Fondazione ma anche all’amico Maurizio Zancanaro, che tanto ci ha dato e continua a fare per noi”. “Alla realizzazione del pozzo – ha precisato Ginami – contribuirà anche la parrocchia di Arezzo frequentata da Domenico Giani, direttore del Servizio di Sicurezza del Vaticano, e la Fondazione Gendarmeria Vaticana, a cui dedicheremo l’opera”. Don Ginami ha anche comunicato l’uscita, a breve, del nono volume della collana “#VoltiDiSperanza” che sarà intitolato “Juana” e presenterà la storia della donna che vive sull’altopiano del Perù. Al centro del volume il tema del “maltrattamento della donna nell’America Latina”. I precedenti volumi si intitolano “Hazar”, “Gaby”, “Kelvin”, “Santiago”, “Dominic”, “Janet”, “Joe” e “Nasren”. Il sacerdote ha anche raccontato alcuni episodi dei suoi viaggi in diverse parti del mondo, dall’Iraq al Messico, dal Perù al Kenya. E della confessione pubblica de “El Viejo Paco”, pluriomicida e capo di un’organizzazione criminale, ora detenuto a Challapalca, nel Perù. O quella di Gaby, la cui figlia Erika Liseth è stata massacrata e fatta a pezzi. “Di fronte all’assassina, questa donna chiede: ‘Perché l’hai fatto?’. E quella risponde: ‘Non sono stata io’”. Al che Gaby ha dato “una lenta, dolce e lunga carezza” e se n’è andata. “Chi di noi avrebbe il coraggio di perdonare chi gli ammazza la propria figlia?”, ha chiesto il sacerdote.

Comunicazione: mons. Viganò (SpC), “cambiare narrative e modalità di racconto” per “spezzare il circolo vizioso delle cattive notizie”

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:09

“Per spezzare il circolo vizioso delle cattive notizie – come ci ha chiesto Papa Francesco nel Messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali – non serve raccontare delle buone notizie ma serve piuttosto cambiare le narrative, le modalità di racconto nelle situazioni del mondo che sono sempre fatte di luci e di ombre, di grazia e di peccato, di violenza e di tenerezza”. Lo ha affermato ieri sera monsignor Dario Edoardo Viganò, prefetto della Segreteria per la Comunicazione (SpC) della Santa Sede, intervenendo alla presentazione della collana “#VoltiDiSperanza” dell’associazione “Amici di Santina Zucchinelli”. Secondo Viganò i volumi della collana seguono questa logica, perché “raccontano storie di persone che hanno vissuto situazioni drammatiche e di ferocia ma vengono raccontate attraverso una trama che va a comporre l’orizzonte di un possibile perdono, di una possibile comprensione”. I libri sono scritti da don Luigi Ginami, addetto di segreteria della Prima sezione delle Segreteria di Stato Vaticano e figlio di Santina Zucchinelli nel cui nome è stata creata la Fondazione Santina. Richiamando l’esperienza e l’attività di don Ginami in diverse parti del mondo più povere e sofferenti, mons. Viganò ha scherzosamente notato come “in Curia a Roma ci sono preti che vogliono bene al Signore, che sentono la forza di una testimonianza, che sanno compiere gesti di consolazione e di bene”. Commentando in particolare l’instant book “Joe”, di cui ha curato la prefazione, il prefetto ha sottolineato che “i tratti caratteristici della testimonianza sono la discrezione e il silenzio”. Ma serve “uno sguardo puro che sappia trovare questi segni di testimonianza”. Viganò ha poi richiamato il “tema dell’ecumenismo, che Papa Francesco sta mettendo particolarmente al centro”. Il prefetto ha proseguito osservando che “perché la fede diventi concretezza dobbiamo avere molto a cuore la storia, la memoria, anche quella del futuro”. E che, riferendosi all’esperienza di Nicodemo, “è necessario rinascere una seconda volta. Rinascere dall’alto per vedere al modo di Dio le vicende del mondo”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Mafia, 34 arresti colpiscono il clan di Brancaccio. Gerusalemme, tensione e feriti sulla Spianata delle moschee

Agensir.it - Wed, 2017-07-19 09:00

Mafia: 34 arresti all’alba, colpito il clan Brancaccio. Sequestrati beni per 1,5 milioni alla famiglia Riina

Nel giorno in cui si ricorda il 25° anniversario della strage di via D’Amelio, in cui morirono il giudice Paolo Borsellino e gli agenti della scorta, la Polizia e la Guardia di Finanza hanno proceduto ad eseguire 34 arresti nei confronti di mafiosi della cosca di Brancaccio e loro complici e al sequestro di numerose aziende, per un valore complessivo di circa 60 milioni di euro. Le operazioni, nell’ambito di indagini della Direzione distrettuale Antimafia, hanno interessato non solo Palermo e la Sicilia, ma anche Toscana, Lazio, Puglia, Emilia Romagna e Liguria. In manette anche Pietro Tagliavia, capo del mandamento mafioso di Brancaccio e della famiglia di “Corso dei Mille”, attualmente agli arresti domiciliari. Nel blitz è stato arrestato per associazione mafiosa anche il fratello di Giovanni Lo Porto, l’operatore umanitario rapito da Al Qaeda nel 2012, in Pakistan, e ucciso tre anni dopo da un drone americano nel corso di un’operazione antiterrorismo. Le indagini, eseguite dalla Squadra Mobile e dal Gico del Nucleo di Polizia Tributaria di Palermo, hanno portato alla luce un racket diffuso a tappeto in tutta Palermo: minacce, danneggiamenti, estorsioni, furti che nessun commerciante ha mai denunciato. Inoltre emerge anche il controllo mafioso di un gruppo imprenditoriale che opera in diverse zone d’Italia.
Nel corso di un’altra operazione, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Palermo e Trapani hanno sequestrato un patrimonio complessivo di oltre 1,5 milioni di euro – tra società, una villa, numerosi terreni e 38 rapporti bancari – nella disponibilità di Totò Riina, della moglie Ninetta Bagarella e dei figli, Giuseppe Salvatore, Maria Concetta e Lucia.

Gerusalemme: scontri sulla Spianata delle moschee

Sarebbero almeno 14 i palestinesi feriti negli scontri con le forze dell’ordine che si sono verificati nella serata di ieri a Gerusalemme, nella Spianata delle moschee di al-Aqsa e della Roccia. A far salire la tensione è stato l’inasprimento dei controlli dopo l’attentato di venerdì scorso, proprio nella Spianata delle moschee, con la morte – oltre che dei tre assalitori – di due poliziotti israeliani. Immediata era stata la chiusura dell’intero complesso di al-Aqsa, riaperto poi nella giornata di domenica, dopo aver completato l’installazione di metal detector e di telecamere per la sorveglianza all’entrata. Per questo “giro di vite” sugli accessi sono in crescendo le proteste dei palestinesi, con le autorità islamiche che chiedono di pregare fuori dalla Spianata e di boicottare i metal detector.

Migranti: Austria pronta a chiudere il Brennero per 24 ore

L’Austria non arretra di un passo rispetto al rischio di un aumento di passaggi di migranti dal Brennero. Anzi, il ministro dell’Interno austriaco Wolfgang Sobotka alla Bild ha annunciato che “se il numero dei migranti illegali verso l’Austria aumenta ancora chiudiamo il confine al Brennero. Nel giro di 24 ore possiamo chiudere il confine e realizzare controlli severi con i nostri soldati”. L’accusa di Sobotka è pesante: “La cooperazione fra sedicenti soccorritori e la mafia dei trafficanti deve finire. Dobbiamo impedire che sedicenti soccorritori entrino nelle acque territoriali della Libia e prendano i profughi direttamente dai trafficanti”. Pronta la replica italiana, affidata al vice ministro agli Esteri, Mario Giro, che invita Vienna ad “abbassare i toni” anche perché al Brennero “non c’è nessun aumento del numero dei migranti, come loro stessi hanno dichiarato più volte”.

Usa-Russia: la Casa Bianca conferma l’incontro segreto tra Trump e Putin all’ultimo G20

Tra Donald Trump e Vladimir Putin c’è stato un secondo incontro, segreto, al G20 d’Amburgo. La notizia, rivelata in un’intervista a Bloomberg dal presidente di Eurasia Group, Ian Bremmer, è stata confermata dalla Casa Bianca. Il colloquio era stato smentito da Trump l’indomani del summit internazionale in Germania, bollandolo come bufala. Secondo Bremmer, il secondo incontro sarebbe durato un’ora, andandosi ad aggiungere al faccia a faccia di un paio d’ore i cui contenuti erano stati riportati dai media. Secondo indiscrezioni, all’incontro rimasto segreto hanno partecipato solo il presidente statunitense, quello russo e il traduttore di Putin, ma non quello di Trump che così avrebbe violato il protocollo di sicurezza nazionale. L’ammissione sul faccia a faccia è arrivato nel giorno in cui il presidente americano ha nominato il prossimo ambasciatore degli Stati Uniti in Russia: si tratta di John Huntsman, ex governatore dello Utah ed ex ambasciatore in Cina durante la presidenza Obama.

Italia: morbillo, focolaio in 2 hotel di Vietri sul mare

Sono 3 i casi accertati di morbillo per altrettanti dipendenti di due hotel di Vietri sul mare (Sa). La presenza di un focolaio ha creato preoccupazione visto che sono circa 700 gli ospiti che nei giorni scorsi hanno soggiornato nei due alberghi. I tre casi di morbillo riguardano donne di età compresa tra i 25 e i 34 anni, che non si erano mai sottoposte a vaccinazione. Per uno dei tre casi sospetti, è stato necessario nei giorni scorsi procedere al ricovero ospedaliero. Secondo fonti del ministero della salute, è già stata contattata una buona parte degli ospiti delle due strutture attraverso le Asl di residenza.

Danneggiata stele Livatino: mons. Vutera (Agrigento), “la mafia ha voluto riaffermare la sua presenza, la giustizia ripristini la legalità”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 22:00

“È un gesto inconsulto compiuto da ignoti, che segue l’infrazione al monumento di Falcone. Ci auguriamo che la giustizia possa chiarire al più presto le ragioni. In questi giorni, in cui ricorre la memoria di questi martiri, hanno voluto riaffermare la loro presenza e la loro capacità di operare contro la legge. Ma noi abbiamo fiducia che la giustizia possa trovare queste persone e ripristinare la legalità”. Così mons. Melchiorre Vutera, vicario generale dell’arcidiocesi di Agrigento, commenta al settimanale “L’Amico del Popolo” il danneggiamento della stele fatta erigere alla periferia di Agrigento dai genitori del giudice Rosario Livatino, magistrato ucciso dalla mafia il 21 settembre del 1990. Il monumento si trova nel luogo in cui il magistrato venne assassinato mentre, senza scorta e da solo, viaggiava da Canicattì ad Agrigento, diretto al Palazzo di Giustizia.

Notizie Sir del giorno: prima udienza del processo in Vaticano, campagna a favore dei migranti, Santoro su conseguenze degli incendi

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:30

Processo in Vaticano: terminata prima udienza, la prossima sarà il 7 settembre

È durata poco meno di due ore la prima udienza del processo in Vaticano per la distrazione di fondi dalla Fondazione Bambino Gesù. Lo ha riferito il “pool” di giornalisti ammessi a seguire l’evento. “Poiché le ferie di questo Tribunale terminano il 20 settembre – ha detto il promotore di giustizia, Gian Pietro Milano, al termine dell’udienza di oggi, iniziata alle 10.08 e terminata alle 11.56 – in considerazione dell’importanza di tale processo, il Tribunale è disposto ad anticipare la prosecuzione del processo al 7 settembre”. L’aggiornamento del processo, dunque, è fissato per il 7, 8 e 9 settembre, “ed eventualmente alcuni giorni della settimana successiva”. Gli avvocati dei due imputati avranno dieci giorni di tempo per presentare memorie integrative. Alle ore 11.16 la seduta è stata tolta. I due imputati, Giuseppe Profiti e Massimo Spina, sono entrati in aula alle 9. 53, accompagnati dai due rispettivi avvocati d’ufficio: Antonello Blasi, per Profiti, e Alfredo Ottaviani, per Spina. Il Collegio giudicante era presieduto Paolo Papanti-Pellettier. Dopo la lettura del reato d’accusa – che si configura come peculato – sono state presentate le prime istanze preliminari. (clicca qui)

Migranti: Papa Francesco e Caritas lanciano il 27 settembre la campagna mondiale “Share the journey”

Papa Francesco lancerà il 27 settembre da piazza San Pietro la campagna di Caritas internationalis “Share the journey” (“Condividiamo il viaggio”), con l’obiettivo di promuovere la cultura dell’incontro sia nelle comunità di origine dei migranti, sia in quelle in cui transitano o in cui scelgono di restare. In una lettera il cardinale Luis Antonio Tagle, presidente di Caritas internationalis, invita “parrocchie, organizzazioni diocesane e nazionali ad unirsi a Papa Francesco in questo stesso giorno nel lancio della campagna globale nei vostri Paesi”. Attraverso la campagna, scrive il cardinale Tagle, “speriamo di dissipare la paura e di capire perché così tante persone stanno lasciando le loro case in questo momento storico. Vogliamo anche stimolare le comunità a costruire relazioni con rifugiati e migranti. Vogliamo accendere una luce e illuminare la strada. Ma migrazione è una storia molto antica, ma la nostra campagna mira ad aiutare le comunità a vederla con occhi nuovi e un cuore aperto”. (clicca qui)

Incendi: mons. Santoro (Cei), “ennesima offesa ai nostri territori”

“Le cronache di questa estate parlano dell’ennesima offesa ai nostri territori. Da Sud a Nord, l’Italia brucia con gravi danni per ambiente, turismo, economia e, purtroppo, anche con perdite di vite umane”. Così monsignor Filippo Santoro, arcivescovo di Taranto e presidente della Commissione per i problemi sociali, il lavoro e la salvaguardia del Creato della Cei, commenta al Sir le conseguenze degli incendi che stanno flagellando l’Italia nelle ultime settimane. “I dati che fotografano le variazioni climatiche – osserva – sono disarmanti: precipitazioni in calo ed emergenza idrica, temperature superiori alla media stagionale il cui record batte fatalmente quello già preoccupante dell’anno precedente”. “A questo – aggiunge – si somma la mano criminale dell’uomo che non si fa scrupoli a distruggere il Creato per mero calcolo personale”. Per mons. Santoro, “ancora una volta è Papa Francesco ad indicarci la via con le profetiche parole dell’enciclica Laudato si’ nella quale il Papa lancia quello che lui stesso definisce un appello: ‘La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare’”. (clicca qui)

Alluvione in Valtellina, 30 anni dopo: vescovo di Como, “ferita ancora aperta ma ha vinto la solidarietà”

“L’alluvione è una ferita ancora aperta ma ha vinto la solidarietà e il desiderio di prendersi cura degli altri e di assumere una nuova responsabilità nei confronti del creato, di cui siamo custodi”. Sono queste le parole che il vescovo della diocesi di Como, mons. Oscar Cantoni, affida al Sir in occasione delle celebrazioni per il trentennale dell’alluvione in Valtellina. Una commemorazione pubblica, alla presenza del campo dello Stato, Sergio Mattarella, si terrà oggi, a partire dalle 11, ad Aquilone, frazione del Comune di Valdisotto, in provincia di Sondrio, completamente rasa al suolo nel luglio del 1987. È qui che avvenne la tragedia più grande con la frana della Val Pola del 28 luglio, ma il primo episodio e le prime vittime si registrarono proprio il 18 luglio in Val Tartano. Mons. Cantoni, nativo della diocesi di Como, ricorda bene quei giorni in cui l’intera comunità diocesana si strinse attorno alle comunità colpite dalla tragedia. “In quell’occasione – afferma il vescovo – è stata offerta una splendida testimonianza di fede”. Sempre oggi, al termine della cerimonia civile, mons. Cantoni presiederà una Messa di suffragio per le 53 vittime nella chiesa parrocchiale di Cepina. (clicca qui)

Media: mons. Galantino, “speranza e fiducia accendono il motore della nostra azione di comunicatori”

“Speranza e fiducia. Sono queste le due istanze che accendono il motore della nostra azione di comunicatori. Ancora di più in questo tempo afflitto da angoscia e paura e dal nostro effimero sintonizzarci sulle cattive notizie”. Lo scrive monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, nell’editoriale dell’ultimo numero de “Il Telespettatore” (Aiart). “Papa Francesco ce lo chiede non solo attraverso le parole del Messaggio per la 51ª Giornata mondiale delle comunicazioni sociali ma ogni giorno, testimoniando se stesso e una Chiesa che si fa madre amorevole e maestra saggia. Una Chiesa di Misericordia che si sforza di ricercare uno ‘stile comunicativo aperto e creativo’, lontana da protagonismi e predisposta alle soluzioni”. “Buona Notizia – sottolinea monsignor Galantino – vuol dire anche questo: contribuire a realizzare un umanesimo dove le relazioni siano ponti autentici e non opportunità di scontro, dove ogni persona si senta a casa dappertutto e soprattutto dove i più deboli vengano tutelati”. (clicca qui)

Polonia: vescovi, “l’Europa vuole dimenticare le proprie radici cristiane”

“L’Europa vuole dimenticare le proprie radici cristiane e vivere come se Dio non ci fosse”. È quanto scrivono i vescovi polacchi nella lettera pastorale in occasione del 75° anniversario della morte di Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein), avvenuta nel campo di concentramento e di sterminio di Auschwitz il 9 agosto 1942. I vescovi denunciano “processi culturali” che “consapevolmente si allontanano dall’idea di un’Europa intesa come Europa dello spirito”. Pensando a coloro che “affermano il diritto all’eutanasia, il diritto delle donne ad uccidere i propri figli non ancora nati, mettono in dubbio l’istituto del matrimonio inteso come unione tra uomo e donna, e promuovono l’ideologia gender”, i presuli invitano a pregare “per la conversione dell’Europa affinché abbia il coraggio necessario a ritornare alle sue radici cristiane”. Ricordando che Giovanni Paolo II nel 1999 annoverò S. Teresa Benedetta fra i patroni d’Europa, il messaggio dei vescovi rileva come il Papa polacco “desse l’esempio dei santi considerandolo un’importante indicazione di come vivere per non perdere se stessi e nemmeno tutto l’immenso patrimonio d’identità e cultura spirituale europea”. Edith Stein nacque nel 1891 in una famiglia ebrea di Wroclaw (allora appartenente all’Impero tedesco). Nel 1921 si convertì al cattolicesimo e il 1° gennaio 1922 si accostò al sacramento del battesimo. Fu canonizzata l’11 ottobre del 1998. (clicca qui)

Crisi ecologica: Chryssavgis (Patriarcato ecumenico), “rispondere tutti insieme alla sfida del cambiamento climatico”

Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo sono d’accordo sul fatto che “nessuna singola nazione può essere incolpata per la crisi ecologica, così come nessuna singola nazione può ora ritirarsi da un’azione responsabile nell’affrontare i cambiamenti climatici”. Lo afferma in un’intervista al Sir il Rev. John Chryssavgis, consigliere teologico del Patriarcato  ecumenico sull’ecologia e l’ambiente, a due anni dalla pubblicazione dell’Enciclica Laudato si’ e all’indomani della decisione degli Stati Uniti di ritirarsi dagli Accordi di Parigi sul clima. “Se c’è una cosa che abbiamo appreso negli ultimi decenni – prosegue Chryssavgis – è che nessuna istituzione o disciplina singola può risolvere la crisi ecologica”. “Tutti siamo collettivamente responsabili del modo in cui la nostra avidità ha devastato la diversità e diminuito le risorse del nostro pianeta. Dobbiamo quindi rispondere tutti e insieme alla sfida del cambiamento climatico”. Per il consigliere teologico del Patriarcato, il concetto più forte espresso dal Papa è che “il preservare della natura e il servizio del prossimo sono inseparabili; sono due facce della stessa moneta. Infatti, Papa Francesco e il Patriarca ecumenico Bartolomeo hanno ripetutamente sottolineato il profondo legame tra giustizia ambientale e giustizia sociale, affermando la loro solidarietà alle persone che soffrono a causa della guerra e della persecuzione, così come a causa della povertà e della fame”, consapevoli di “quale ruolo può svolgere la Chiesa”. (clicca qui)

Avvenire: la prima pagina di domani 19 luglio. Campagna per l’approvazione della norma sulla cittadinanza, Trump e Obamacare, abusi a Ratisbona

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:29

“Tutti italiani, non ancora concittadini” è il titolo di apertura di Avvenire sul rinvio della legge sullo Ius culturae e Ius soli temperato. Per il quotidiano cattolico, che inizia da oggi una campagna per l’approvazione della norma sulla cittadinanza raccontando le storie dei bambini e dei ragazzi nati da genitori stranieri ma che sono italiani per residenza, cultura e aspirazioni, “questa legge s’ha da fare” come evidenziato ieri nell’editoriale del direttore Marco Tarquinio. Al centro della pagina il titolo sul fallimento del progetto del presidente americano Trump di riformare il sistema sanitario Obamacare come viene chiamata l’assicurazione pubblica per la malattia. Ancora, i risultati dell’indagine promossa dalla Chiesa tedesca sulle punizioni e gli abusi subiti dai bambini del coro di Ratisbona, per le quali si censura anche il comportamento di Georg Ratzinger, fratello di Benedetto XVI che all’epoca, secondo l’avvocato che ha svolto le indagini, avrebbe “chiuso gli occhi” davanti alle violenze. L’editoriale, firmato da Fiorenzo Facchini, affronta invece il tema della censura che la Turchia starebbe decidendo per le teorie sull’evoluzione e gli studi di Darwin nei libri di testo per i ragazzi delle scuole superiori.

Europa: Enrico Letta, “questione comunicativa essenziale per far capire che può essere opportunità buona per tutti”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:28

“Il voto sul Brexit dimostra che noi europeisti abbiamo ancora una speranza”, sostiene Enrico Letta, già presidente del Consiglio dei ministri italiano, parlando alla Summer School Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, in corso da oggi a Roma per iniziativa dell’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio). Letta non usa giri di parole: “E’ stata costruita una campagna elettorale in cui si sono scontrati due slogan: l’Europa fa schifo quindi usciamo, il secondo l’Europa fa schifo ma ci tocca rimanere. Nessuno ha impostato la campagna su quanto di positivo sia stato compiuto dall’Europa”. Parlando con i suoi studenti britannici nell’Università parigina dove oggi insegna, racconta, nessuno conosceva il grande contributo fornito dalla Gran Bretagna all’Unione europea, “a partire dal raggiungimento del mercato unico che ha rotto i monopoli nazionali”. In occasione di Brexit, assicura, “c’è stato uno stravolgimento comunicativo che dimostra come la questione comunicazione in Europa sia fondamentale. Non basta assumere i migliori comunicatori del mondo ma occorre riuscire a cogliere attraverso un confronto vero sulle grandi questioni il perché dello scetticismo verso l’Europa senza fermarsi ai pregiudizi”. La questione comunicativa “è essenziale per far capire che l’Europa può essere un’opportunità buona per tutti e non solo per gli studenti Erasmus o per i cosmopoliti che viaggiano e parlano tre lingue”. E’ necessario “questo passaggio chiave su democrazia, libertà, fondi strutturali, pace, sicurezza, mercato interno, per citarne alcuni. Altrimenti la partita sarà persa”.

Europa: De Siervo (giurista), “alcune grandi questioni passano per forza attraverso una riforma istituzionale dell’Ue”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:23

“Troppi poteri dell’Ue sono affidati a decisioni che vanno assunte all’unanimità o a maggioranza qualificata. Basta che piccoli paesi si mettano d’accordo e bloccano tutto. Per questo, alcune grandi questioni passano per forza attraverso una riforma istituzionale dell’Unione europea”. Ne è convinto Ugo De Siervo, già presidente della Corte costituzionale, intervenuto alla prima sessione della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio). “Siamo arrivati a questo nodo – osserva -, già ipotizzabile 60 anni fa ma cresciuto a dismisura man mano che l’Europa si occupa di ambiti molto più vasti e importanti di quelli di cui si occupava negli anni Cinquanta. Provvediamo a mettere radici più robuste a democrazia e istituzioni: il bilancio e le leggi non le deve fare prevalentemente un organo rappresentativo del governo ma un parlamento rappresentativo della popolazione”. “Avere troppe mediazioni prima di assumere le decisioni – ribadisce  il giurista – significa dare il potere di blocco a piccoli interessi territoriali”. “Io credo – conclude con riferimento alla solidarietà – che questa sia esigibile ma insieme alla responsabilità di ciascuno”.

Chiese d’Oriente: il 31 luglio la Chiesa maronita celebra la Giornata dei martiri

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:14

Il prossimo 31 luglio la Chiesa maronita celebrerà la giornata dei martiri delle Chiese d’Oriente. L’iniziativa si inserisce nel quadro dell’Anno del martirio e dei martiri maroniti proclamato dal cardinale patriarca di Antiochia dei maroniti, Béchara Boutros Raï, il 9 febbraio scorso, giorno della festa di san Marone. L’anno, scandito da una serie di incontri e momenti di preghiera, si concluderà il 2 marzo 2018. La decisione di dedicare l’ultimo giorno di luglio alla celebrazione dei martiri delle Chiese orientali è stata confermata il 14 luglio in occasione – riferisce l’agenzia Fides – del colloquio fra il presidente della Repubblica libanese, Michel Aoun, e una delegazione patriarcale, ricevuta dal capo di stato nel palazzo presidenziale di Baabda, a Beirut. Presieduta dal vescovo di Batrun dei maroniti, Mounir Khairallah, la delegazione ha invitato Aoun all’incontro, in programma domenica 30 luglio presso la sede patriarcale estiva di Dimane, per la presentazione dell’Enciclopedia dei martiri delle Chiese d’oriente, opera di padre Elias Khalil. L’Anno del martirio e dei martiri maroniti è stato, assieme alla riforma liturgica, uno dei temi al centro dei lavori della recente assemblea del sinodo della Chiesa maronita. “L’anno del martirio – si legge nel messaggio diffuso al termine del sinodo – è un’occasione unica per rinnovare l’impegno di testimonianza a Cristo e per far trionfare l’amore sull’odio, la pace sulla guerra. È un anno che deve eliminare la paura dai nostri cuori pur vedendo le aggressioni e le persecuzioni in atto contro i cristiani in Medio oriente che sono costretti ad abbandonare le loro case”. Durante la riunione si è parlato anche delle giornate mondiali della gioventù maronita in corso in Libano dal 13 al 23 luglio. Al raduno partecipano giovani provenienti da tutto il paese e da altre nazioni dei cinque continenti. Tra le attività in programma anche la visita ad alcuni centri pastorali diocesani, a conventi e due incontri con il patriarca Raï, a Bkerké e a Dimane.

Europa: Enrico Letta, “Papa ci richiama a nostra unicità e responsabilità”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:12

“E’ impressionante come il primo Papa non europeo ci dica con insistenza: ‘Se certe cose, come la protezione dei migranti e dell’ambiente o dei diritti dei lavoratori, non le fate voi non lo farà nessuno’, come ci richiami all’unicità europea e alla responsabilità che abbiamo per diffondere i nostri valori”. A sottolinearlo è Enrico Letta (già presidente del Consiglio dei ministri), intervenuto alla Summer School Acting EurHope” in corso a Roma (fino al 22 luglio). “Il Papa venuto dalla fine del mondo ce ne dice di cotte e di crude sulla nostra eurotimidezza insistendo che invece il mondo ha bisogno dell’Europa”, chiosa Letta. Per questo, avverte, c’è però bisogno “di leadership europee capaci di sviluppare questi ragionamenti e di portarli avanti; leadership che non possono essere costituite da funzionari o da ‘perdenti’ a livello nazionale”. Per Letta ora “passa un treno straordinario e non prenderlo sarebbe un errore macroscopico. Settantatre parlamentari britannici non saranno più eletti alle prossime elezioni ma quei seggi non possono essere cancellati. Due possibilità: o una redistribuzione tra i paesi membri oppure una svolta che avverrebbe se andandosene 73 euroscettici britannici venissero eletti 73 parlamentari in un collegio unico paneuropeo. In questo modo ci sarebbe un dibattito politico vero sull’Europa che vogliamo, si formerebbero delle aggregazioni e si voterebbe su questo”.

Politica: Caltagirone, da domani al 23 luglio l’iniziativa residenziale del progetto “Lab.Ora”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 19:02

È in programma da domani al 23 luglio, presso l’Hotel “Villa Sturzo” a Caltagirone (Catania) e presso i più importanti siti sturziani della città (Casale del Fondo Sturzo, Casa Museo Sturzo, Mausoleo Sturzo), l’iniziativa residenziale del progetto “Lab.Ora – Mille giovani. Servitori del bene comune”, a cui partecipano 50 giovani selezionati da tutte le Diocesi della Sicilia in collaborazione con la Conferenza episcopale siciliana. Il progetto, che è già stato presentato nelle Marche e in Emilia Romagna per le prossime realizzazioni in autunno, ha già avuto due precedenti realizzazioni, in collaborazione con le rispettive Conferenze episcopali d’Italia: in Campania a Vico Equense (Napoli), dal 30 novembre al 4 dicembre 2016; in Liguria (per Liguria e Piemonte – Valle d’Aosta) a Sestri Levante (Genova), dal 17 al 21 maggio scorso. . “Lab.Ora mille giovani. Servitori del bene comune. Dall’umanesimo cristiano una nuova laicità di servizio” è un’iniziativa nazionale promossa dall’Associazione “Laudato sì’”, in collaborazione con 6 Università cattoliche e pontificie, con i principali enti datoriali e movimenti e associazioni del Paese, fondata sulla “rilettura creativa” della dottrina sociale della Chiesa. Mediante l’offerta di una gratuita testimonianza di leader afferenti alle diverse aree di pensiero scientifico, umanistico, tecnologico, politico ed economico, “Lab.Ora” intende “preparare e promuovere, nel tempo della crisi, una nuova generazione di leader” giovani, spiegano i promotori in una nota, raccogliendo l’invito lanciato da Papa Francesco durante il Convegno ecclesiale nazionale di Firenze.

Tra i relatori delle giornate di Caltagirone:  Salvatore Martinez, presidente dell’associazione “Laudato si’”, del Rinnovamento nello Spirito Santo, della Fondazione Vaticana “Centro Internazionale Famiglia di Nazareth”, dell’Osservatorio per il rispetto della libertà religiosa nel mondo presso la Farnesina; Francesco Bonini, rettore dell’Università Lumsa di Roma, già coordinatore scientifico del Progetto Culturale della Cei; Paola Ricci Sindoni, docente ordinaria di Filosofia morale e titolare della cattedra di Etica e grandi religioni presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Messina, membro del Consiglio Nazionale di Bioetica e già presidente dell’Associazione “Scienza e Vita”; Raffaele Bonanni, professore straordinario presso Universitas Mercatorum, già segretario confederale della Cisl, vice presidente dell’Associazione Laudato si; Pietro Navarra, rettore dell’Università degli Studi di Messina, dal 2001 Research Associate nel Centre for Philosophy of Natural and Social Sciences della London School of Economics (Uk) dove dirige il programma di ricerca dal titolo Democracy, Business and Human Well-Being; Flaminia Giovanelli, sottosegretario del nuovo dicastero vaticano per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, presidente dell’associazione “O Viveiro Onlus” che opera in Mozambico.

Europa: De Siervo (giurista), “ci vogliono classi politiche più forti, più rappresentative”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 18:46

“E’ fondamentale comprendere che le grandi scelte vanno fatte insieme, con dei sistemi politici più accettabili da popolazioni che sono abituate a selezionare la propria classe dirigente”. Ne è convinto Ugo De Siervo, già presidente della Corte costituzionale, intervenuto alla prima sessione della Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio). “Il progetto Europa: la storia e le idee” il tema della sessione. “Se il sistema politico europeo è troppo mediato – avverte De Siervo – diventa debole, non autorevole. E’ sintomatico che in tutti questi anni l’Ue non sia riuscita a sviluppare una politica estera o anche commerciale unitaria, comune. Ci vogliono classi politiche più forti, più rappresentative”. De Siervo ha quindi evocato uno dei “padri” dell’Europa, Alcide De Gasperi, che “parlava delle guerre interne all’Europa come di guerre civili, ossia all’interno di un unico corpo sociale e politico. Aveva in mente una cultura non cattolica ma che derivava dai valori cristiani e laici. Per lui l’Europa consisteva in una unione culturale di valori fondanti condivisi, importanti in un continente nel quale da almeno 500 anni c’erano da tre o quattro grandi guerre: la scelta dell’Unione europea era ritrovare l’unità intorno a valori accomunanti”.

Europa: Covassi (Rappresentanza italiana Ue), “essere costruttori e partecipi di un processo che la renda di nuovo motivo di speranza”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 18:30

“Con le elezioni francesi si è aperta una finestra di opportunità politica importante che va saputa cogliere. Abbiamo visto per la prima volta campagne elettorali nazionali giocate sull’Europa, cosa del tutto atipica”. Ad affermarlo è Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nel saluto inaugurale alla Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio). Covassi si sofferma anche sulla “finestra di opportunità istituzionale, aperta con il Libro bianco della Commissione adottato il 1° marzo che vuole essere una piattaforma per pensare al futuro. O andiamo avanti tutti insieme – avverte –  o rischiamo, e lo abbiamo visto con la Brexit, di andare incontro ad un futuro incerto”. Diversi i punti affrontati nel Libro bianco: tra questi “la prospettiva federalista che lancerebbe ad un livello più profondo il progetto europeo”. “Se non ci diamo risposte concrete e condivise da tutti i cittadini come un percorso fattibile ci ritroveremo un’Europa vuota, senza valori e prospettive – il monito di Covassi -. Se ci faremo invece costruttori e partecipi di questo processo faremo sì che l’Europa torni come nel 1957 motivo di speranza per molti”.

Diocesi: Milano, Fedele Confalonieri eletto presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 18:19

Fedele Confalonieri è stato eletto nella mattinata di oggi, martedì 18 luglio, presidente della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano. “Sono onorato di assumere la presidenza”, ha commentato Confalonieri. “Farò di tutto per essere me stesso e per rappresentare in questa presidenza tutti i milanesi, in collaborazione con gli altri membri del consiglio di amministrazione. La nomina è arrivata nel corso della prima riunione del rinnovato consiglio di amministrazione, dove siedono anche Simona Beretta, mons. Gianantonio Borgonovo, Ferruccio Resta, Luigi Roth, Claudio Sala e Giorgio Squinzi. Per mons. Borgonovo, presidente uscente e arciprete del Duomo, “il consiglio di amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano ha superato anche questo momento importante della sua vita che è la rigenerazione del consiglio stesso”. “La complessità e la serietà di tale momento sono l’indizio dell’importanza dell’organizzazione democratica di ogni forma di aggregazione presente all’interno di uno stato democratico”. “Anche la Veneranda Fabbrica fa proprio questo stile – ha aggiunto – onorata di poter essere condotta attraverso tale criterio, nel rispetto della volontà dei milanesi, al fine di continuare a provvedere alla conservazione ed all’implementazione della bellezza e della centralità del nostro Duomo”.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 18:16

(DIRE-SIR) – Ecco titoli e il tg politico realizzato dall’agenzia DIRE (anche su www.dire.it e www.agensir.it).

http://89.97.250.172/News/2017/07/18/2017071801856002784.MP4

Mattarella: sciagurato criminale chi appicca incendi

Bisogna chiamare tutte le energie del paese a combattere chi deturpa l’ambiente. È il monito del presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Coldiretti spiega che ci vorranno 15 anni per rigenerare i boschi bruciati.

Oltre 93mila migranti sbarcati da inizio anno

Sono più di 93mila i migranti sbarcati in Italia dall’inizio dell’anno, in aumento del 16,79 per cento rispetto allo scorso anno. Lo rileva il ministero dell’Interno. La regione che ne accoglie di più è la Lombardia, a seguire Campania, Veneto, Emilia Romagna e Lazio. Il governo austriaco minaccia ancora una volta di chiudere le frontiere con l’Italia. “È una politica miope e inutile”, commenta la presidente della Camera Laura Boldrini, mentre Papa Francesco su Twitter afferma: “Bisogna superare tutte le forme di razzismo, di intolleranza e di strumentalizzazione della persona umana”.

Boldrini: approvare lo ius soli entro fine legislatura

Si riapre il dibattito sullo ius soli, la legge che riforma la cittadinanza per i minori nati in Italia. La presidente della Camera Laura Boldrini chiede l’approvazione entro la fine della legislatura e spiega che impedire l’integrazione alimenta rabbia e senso d’esclusione. Interviene anche il direttore di Avvenire Marco Tarquinio. “Riempie di tristezza – dice – l’incapacità del Parlamento di completare l’iter prima della ‘pausa estiva’”.

Poletti: lavoro stabile sarà più conveniente

Ridurre il cuneo contributivo per facilitare le assunzioni di giovani. Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, spiega che il governo sta studiando una misura “definitiva” da inserire in legge di stabilità. Sul capitolo pensioni, il governo pensa a un assegno di garanzia per le giovani generazioni da almeno 650 euro, per 20 anni di contributi. Quanto alla politica, Poletti rivendica: sono e resto di sinistra.

Radicali in cattedra: come coltivare cannabis

Un vero e proprio corso di autocoltivazione della cannabis va in scena davanti alla Camera dei deputati. È l’iniziativa provocatoria dei Radicali. “Vogliamo rilanciare una grande riforma che il Paese aspetta da tempo”, spiega il segretario Riccardo Magi. Per i Radicali il Parlamento non può limitare la legalizzazione al solo uso terapeutico. E poi, aggiunge, “meglio produrla da soli che arricchire la criminalità”.

Europa: Covassi (Rappresentanza italiana Ue), “solidarietà banco di prova” per un continente “arrivato ad un bivio”

Agensir.it - Tue, 2017-07-18 18:01

“E’ importante mettere l’accento sulla speranza in un momento storico senza precedenti”. Esordisce così Beatrice Covassi, capo della Rappresentanza in Italia della Commissione europea, nel saluto inaugurale alla Summer School “Acting EurHope. Insieme per ridare speranza e futuro al progetto europeo”, promossa dall’Istituto di diritto internazionale della pace “Giuseppe Toniolo” dell’Azione cattolica italiana in collaborazione con Caritas italiana, Focsiv e Missio (fino al 22 luglio) nell’anno del 60° anniversario della firma dei Trattati di Roma e in uno dei momenti più critici del processo di integrazione europeo. “Populismi, discorsi utilitaristici fanno sì che l’Europa viva un momento molto travagliato”, osserva Covassi richiamando il passato nel quale, sintetizza, “non si può non ricordare come l’Europa abbia garantito per sei decenni la pace ed abbia promosso la crescita della coesione sociale: l’Unione europea ha inoltre avuto un ruolo fondamentale per la democratizzazione del continente”. Tra i principi fondamentali, “la solidarietà, principio richiamato 16 volte nei trattati. Abbiamo un fondo di solidarietà (un miliardo e 200milioni stanziati per il terremoto del Centro Italia) – snocciola Covassi -, un corpo di solidarietà per i giovani. Anche per gli incendi di questi giorni è scattato il meccanismo della protezione civile europea”. Eppure “la querelle dei nostri giorni sulla migrazione vede questo principio in qualche modo venir meno: in una parola la solidarietà è uno dei banchi di prova che evidenzia come l’Europa si trovi oggi ad un bivio”.

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