Feed aggregator

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “finanza senza controllo, potere e profitti solo per poche grandi imprese”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:02

Nel mondo cresce ulteriormente la disuguaglianza dei redditi perché aumenta il peso di un settore finanziario “non debitamente controllato” e per la concentrazione del potere e dei profitti nelle mani di poche imprese “vincitrici”, soprattutto nei settori farmaceutico, mass media, tecnologie di comunicazione. È quanto emerge dal Rapporto sul commercio e lo sviluppo 2017, intitolato “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale”, presentato oggi in Italia nella sede della Radio Vaticana a Roma (e in contemporanea a livello mondiale). Secondo le Nazioni Unite “l’incapacità di regolamentare i mercati finanziari e di affrontare le disuguaglianze profonde, che hanno generato, minaccia di rendere vani gli sforzi della comunità internazionale volti a costruire economie più inclusive”. Negli ultimi anni, ad esempio, “la capitalizzazione complessiva del settore bancario è più che raddoppiata rispetto agli anni ’90” e il peso del settore bancario in molti Paesi avanzati è “nell’ordine dei cento trilioni di dollari”. Anche nelle economie in transizione e in via di sviluppo “vi sono picchi al di sopra del 200% del Pil”. Nello stesso tempo le grandi aziende “sono ormai diventate in grado di alterare le regole del gioco a loro beneficio e di aumentare progressivamente i profitti”: tra il 1995 ed il 2015 i profitti “in eccesso” delle “vincitrici” sono cresciuti dal 4 al 23% dei profitti totali per tutte le imprese e dal 19 al 40% per le imprese maggiori. Però, a fronte di un controllo sempre maggiore dei mercati “la loro quota occupazionale non è aumentata proporzionalmente”. “Siamo di fronte ad un mondo di profitti senza prosperità – ha affermato Mukhisa Kituyi, segretario generale Unctad – in cui il potere di mercato asimmetrico rappresenta una delle principali cause dell’aumento della disuguaglianza nella distribuzione dei redditi”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “precluse alle donne le migliori opportunità lavorative”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:01

Alle donne sono ancora precluse le migliori opportunità lavorative nonostante il tasso di partecipazione femminile alla forza lavoro sia in crescita. Lo denuncia il Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo 2017 “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale” presentato oggi in tutto il mondo. In Italia si è svolta una presentazione congiunta da parte dell’Unctad – Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo – e del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale della Santa Sede nella sede della Radio Vaticana a Roma. Questa “segregazione di genere – secondo il Rapporto – è legata alla sempre più limitata offerta di ‘buoni posti di lavoro’ rispetto all’offerta complessiva”. Alla base di queste difficoltà ci sono “le scelte macroeconomiche a livello globale, i progressi tecnologici e il cambiamento strutturale in atto”. Secondo l’Unctad, l’esclusione delle donne dalle migliori opportunità lavorative contribuisce “all’incremento della disuguaglianza”, all’aumento dei conflitti di genere, con ricadute sulla crescita economica. “Facilitare l’accesso delle donne ad una occupazione lavorativa di qualità – conclude il rapporto – è di cruciale importanza”. Suggerisce perciò di “incrementare gli investimenti in infrastrutture sociali che consentano di conciliare il lavoro retribuito con le responsabilità domestiche”.

Commercio e sviluppo: Rapporto Unctad, “robot minacciano distruggere posti di lavoro nei Paesi ricchi”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 17:00

“I robot minacciano di distruggere posti di lavoro sia nei Paesi industrializzati che in quelli più avanzati fra le economie in via di sviluppo. Ma come tutte le nuove tecnologie presentano anche delle opportunità”. Lo ha dichiarato Mukshisa Kituyi, segretario generale dell’Unctad-Organizzazione delle Nazioni Unite per il Commercio e lo Sviluppo, presentando il Rapporto sul commercio e lo sviluppo 2017, intitolato “Oltre l’austerità: verso un nuovo corso per l’economia globale”, presentato oggi in Italia nella sede della Radio Vaticana a Roma (e in contemporanea a livello mondiale). Il rapporto prende in esame le minacce ai posti di lavoro legate alla robotizzazione della produzione e chiede di adottare “politiche industriali digitali in modo da mettere la robotica al servizio di uno sviluppo sostenibile e inclusivo”.  I compiti più routinari in lavori ben retribuiti nel settore manifatturiero e nei servizi saranno infatti, via via, assegnati a robot. Anche se “la maggior parte dei posti di lavoro nei Paesi in via di sviluppo non è sotto minaccia immediata – osserva il Rapporto – vi è il rischio che in futuro l’attività produttiva possa concentrarsi ulteriormente nei centri di produzione, aumentando il divario tra chi sta beneficiando dell’uso dei robot e chi invece no”. Nonostante l’entusiasmo intorno a queste nuove tecnologie oggi l’uso di robot industriali nel mondo “rimane piuttosto ridotto e ammonta a meno di 2 milioni di unità”, afferma l’Unctad. Sono più nell’industria automobilistica, elettrica ed elettronica: la metà in Germania, Giappone e Stati Uniti “ma la Cina ha quadruplicato il proprio stock di robot dal 2010 e la Repubblica di Corea ha il maggior numero di robot per operaio a livello mondiale”. I Paesi più esposti all’automazione sono dunque quelli “con un settore manifatturiero grande ed ad alto reddito”. Per evitare ulteriori disuguaglianze nella distribuzione del reddito l’Unctad suggerisce di “legare gli utili dei dipendenti alla redditività dell’impresa”.

Don Tom Uzhunnalil: don Artime (rettor maggiore Salesiani), “è sereno, lucido e con una grande pace interiore”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:59

“Nel pomeriggio del 13 settembre ho avuto la gioia e la felicità di incontrare il mio caro confratello don Tom, che si trova nella comunità salesiana in Vaticano. Lo ho salutato nello stile indiano e ci siamo dati un forte abbraccio come segno di affetto fraterno. È ancora magro, ma l’ho trovato sereno, lucido e con una grande pace interiore. Mi ha manifestato il suo profondo ringraziamento al Signore, alla Congregazione, perché si sentiva fortemente accompagnato dalla Famiglia Salesiana che pregava per lui, insieme alle religiose di altre congregazioni”. Il rettore maggiore dei Salesiani, don Ángel Fernández Artime, appena tornato da Malta, ha voluto immediatamente incontrare il suo confratello salesiano don Tom Uzhunnalil, liberato in Yemen il 12 settembre dopo un sequestro durato oltre 18 mesi. “Sono rimasto profondamente colpito – afferma don Artime secondo quanto riporta Ans (agenzia info salesiana) – nel sapere che ha celebrato l’Eucaristia ogni giorno, anche senza pane e vino, offrendo al Signore ciò che stava vivendo. Ha vissuto come un dono di Dio cose molte semplici, come dormire serenamente e vivere ogni momento nella pace. All’inizio di ogni nuovo giorno continuava a pregare, parlando con il Signore, offrendosi per tutti, per la Chiesa, per i giovani. Davvero don Tom mi ha dato una testimonianza di fede che mi ha toccato. Abbiamo pregato nella Cappella della Comunità Salesiana e gli ho impartito la benedizione di Maria Ausiliatrice. Ho offerto il pensiero della ‘buona notte’ e gli ho manifestato che con la mia presenza erano rappresentati tutti i suoi confratelli salesiani e la Famiglia Salesiana nel mondo. Gli ho detto che, se me lo avesse permesso, gli avrei offerto la croce da Salesiano che porto sempre con me. Gliel’ho consegnata con affetto, lui l’ha accolta con profonda gratitudine e poi abbiamo cantato alla nostra comune Madre il Salve Regina. Abbiamo anche condiviso una cena molto semplice. Ho constato che pesa poco, che mangia lentamente, ma mangia bene. I medici hanno detto che è debole, ma è solo una questione di tempo e di riposo e tutto andrà molto bene. È stato un momento di grande fraternità. È stata una giornata speciale, segnata dall’incontro di don Tom con il Santo Padre, che l’ha ricevuto con l’affetto di un padre, con la semplicità che lo caratterizza e con l’affetto che ha per tutti noi”.

Patriarca Bartolomeo: visita a Monte Sole Bologna, “solo la convivenza pacifica e il dialogo possono risolvere ogni incomprensione”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:44

“Speravamo che simili nefandezze non potessero più perpetrarsi in nessuna area del mondo, ma gli anni che sono seguiti, purtroppo ci hanno dimostrato che l’umanità troppo spesso dimentica quanto ha vissuto e si lascia trascinare da ideologie e dottrine, dimentiche della dignità dell’uomo, di ogni essere vivente, della convivenza sociale, dell’ambiente e della cultura di ogni popolo”. Lo ha detto questo pomeriggio il Patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo durante la sua visita informale al monastero di Monte Sole, luogo dell’eccidio, noto anche come Strage di Marzabotto, che si consumò tra il 29 settembre e il 5 ottobre 1944 ad opera delle SS tedesche in un’operazione anti-partigiana volta alla bonifica di un vasto territorio sull’Appennino bolognese.
Su questi luoghi di memoria, Bartolomeo lancia un grido: “Anche ai nostri giorni troppo spesso siamo scossi da efferatezze che annullano la persona umana, che violentano le coscienze e le convinzioni religiose e culturali di alcuni, in nome di assolutismi ideologici e di pensiero di altri. E troppo spesso sono proprio i cristiani, più di altri, che vengono per la maggior parte attaccati e perseguitati per la loro fede in Gesù Cristo. Davanti a questi avvenimenti non abbiamo il diritto di tacere, ma dobbiamo testimoniare insieme, che solo la convivenza pacifica, il rispetto reciproco ed il dialogo tra le culture e tra le fedi possono risolvere ogni eventuale incomprensione”. Bartolomeo torna a parlare dell’ambiente. “Viviamo insieme nella casa comune che il Creatore di ogni cosa ha affidato all’umanità, perché possa progredire umanamente e spiritualmente. Non siamo padroni di questa casa, ma siamo ospiti di essa e come tali abbiamo il dovere di camminare assieme, di essere fratelli, con le nostre convinzioni e particolarità, rispettosi del credere e del vivere altrui”. E da questi luoghi, il Patriarca invita i cristiani a non perdere la speranza poiché – dice – “sono divenuti territori di pace e riconciliazione”. E conclude: “La felice intuizione di don Giuseppe Dossetti di fondare qui una comunità monastica, dedita alla preghiera, alla Scrittura, allo studio, ci portano a sperare cristianamente sul superamento anche delle grandi crisi internazionali, che attanagliano troppi luoghi della terra”.

Sinodo giovani: Salvioli (teologo), “rilanciare pensiero critico-teologico” per discernimento “aperto alla trascendenza”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:41

Il discernimento “è un doppio giudizio. Abbiamo bisogno di un’intensificazione di questo giudizio per pervenire a quella saggezza che permette di ordinare le azioni non solo al fine di acquisire buone professionalità ma anche al fine di inscriverle all’interno di un orizzonte aperto alla trascendenza”. Ne è convinto Marco Salvioli, docente di teologia all’Università Cattolica. Oggi si è concluso nella sede romana dell’Ateneo il seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dal Collegio dei docenti di teologia e dal Centro pastorale della Cattolica in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori (11-14 settembre). Intervenendo all’incontro e premettendo che “la teologia non fa miracoli né operazioni di marketing”, Salvioli avverte: “La nostra università deve configurarsi come un’azienda ma deve anche essere ripensata cristianamente al fine ultimo”. “Benché la teologia abbia superato il problema dell’isolazionismo, della separazione degli ambiti”, il docente riscontra ancora in molti giovani “il pregiudizio di contrapporre lavoro e Vangelo”. “Dobbiamo aiutarli a superarlo” attraverso “una visione non laicista ma laica, quella di chi riporta Cristo nelle realtà terrene”. La teologia accoglie al tempo stesso “l’invito alla trascendenza come suo ambito di sviluppo e il dialogo con i saperi. In università occorre la presenza della teologia che parla di Dio nella Trinità, perché dalla Trinità nasce l’etica, necessaria per sostenere questo ‘doppio discernimento’”. Per Savioli, “nel tempo del nichilismo e del narcisismo occorre rilanciare la questione del senso e dell’allargamento della ragione”, di un “pensiero critico-teologico che ci aiuti a fornire agli studenti un discernimento intensificato che tenga presente l’orizzonte della trascendenza”.

Cortile di Francesco: Greco (Radio Rai), “nel giornalismo digitale chi è più autorevole vince”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:39

(dall’inviata ad Assisi) “Nel giornalismo dell’età digitale, chi è più autorevole vince”. Ne è convinto Gerardo Greco, direttore di Radio Rai, che intervenendo al “Cortile di Francesco” ha affermato che “le fake news si vincono in un solo modo: con l’autorevolezza”. L’esempio citato è quello del New York Times, che digitalizzando tutto il suo patrimonio di notizie “si è posto come il garante della loro credibilità, svolgendo un ruolo di servizio”. Di fronte ai due colossi mondiali che sono Facebook e Google, che da soli controllano il 50% del mercato globale on line, “la credibilità si costruisce dall’inizio e la si guadagna sul campo”, ha affermato Greco: “Ma scovare le notizie ha dei costi, degli investimenti da sostenere: se gli editori non ce la fanno più, avremo sempre meno quotidiani e agenzie che cercano di raccontare professionalmente la realtà”. “Chi è più autorevole vince”, è il risultato, e dunque “vince il servizio pubblico, che la possibilità di fare qualcosa che il mercato non ha la possibilità di fare, anche grazie al canone”. “In Europa il servizio pubblico può essere un servizio di garanzia”, la tesi di Greco, “purché però sia percepito come autorevole”. “Tutte le fonti di informazione cercano di digitalizzare il loro prodotto, in modo da renderlo appetibile anche su altre piattaforme”, ha fatto notare il relatore: entro dicembre, ha annunciato, anche RadioRai si doterà di una App, “Youradio”, che permetterà agli ascoltatori di personalizzare il loro “menu” radiofonico, aggregandolo in base ai propri interessi sulla scorta di ad un’offerta di 120 storie giornaliere.

Papa Francesco: desertificazione è “grave crisi ecologica del nostro tempo”. Serve “approccio integrale”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:10

La desertificazione è una “grave crisi ecologica del nostro tempo”: lo scrive Papa Francesco in un messaggio firmato dal Segretario di Stato card. Pietro Parolin ai partecipanti alla XIII Conferenza degli Stati Parte alla Convenzione sulla lotta alla desertificazione a Ordos, Mongolia interna (Cina, 6-16 settembre 2017). Il testo – diffuso oggi – è stato letto l’11 settembre da mons. Joseph Chennoth, nunzio apostolico in Giappone e capo della Delegazione della Santa Sede, durante l’apertura solenne della sessione di alto livello. Il Papa apprezza gli sforzi degli Stati Parte della Convenzione sulla lotta alla desertificazione “nella promozione di un approccio coordinato a questa grave crisi ecologica del nostro tempo” e ringrazia “in modo particolare il governo e il popolo della Cina per aver ospitato questa importante assemblea”. Papa Francesco “è lieto che la Conferenza si preoccupi di risvegliare l’interesse e l’impegno dei giovani per la grande impresa di trasformare i deserti in giardini (cf. Is 35,6), ed è fiducioso che essi alzeranno la loro voce nel fare appello ad una più coscienziosa attuazione delle risoluzioni della comunità internazionale a questo proposito”.  Nel messaggio si ricorda che nell’enciclica “Laudato sì” il Papa considera la desertificazione del suolo “quasi come una malattia fisica” che “colpisce ciascuno personalmente”. Perciò auspica che la Conferenza “sia guidata da un approccio integrale che unisca il tema della desertificazione al più ampio tema etico della povertà, del sottosviluppo e della giustizia tra le generazioni, che determina la salute complessiva, spirituale e morale della nostra comunità globale”.

Papa a Cesena: il 28 settembre edizione straordinaria del settimanale diocesano con 50mila copie

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:03

(da Cesena) Tre i momenti caratterizzanti la visita del Pontefice a Cesena: il discorso di saluto alla cittadinanza in piazza del Popolo, la sosta davanti alla statua di Pio VI e l’incontro, in cattedrale, con i malati e la comunità cristiana. “Dopo l’accoglienza all’Ippodromo – spiega mons. Walter Amaducci, vicario episcopale per la pastorale – il corteo papale si trasferirà in piazza del Popolo dove il Santo Padre incontrerà la cittadinanza”. L’amministrazione comunale “darà in dono al Pontefice due medaglie ad opera dell’artista Ilario Fioravanti: una è l’iconografia della Madonna del Popolo, patrona della città, e l’altra raffigura il bicentenario dell’incoronazione, da parte di Pio VI, nel 1782, della Madonna del Popolo”. Lungo il percorso verso la cattedrale è prevista “una sosta di fronte al Palazzo del Ridotto per l’inaugurazione dello spazio che verrà denominato ‘Largo Pio VI’. Il sindaco di Cesena scoprirà la targa con la nuova intitolazione”. In piazza San Giovanni Paolo II, di fronte alla cattedrale, il Papa, continua Amaducci, “sarà accolto dai bambini e dai giovani del coro diocesano Alma Canta insieme ad altri operatori della pastorale giovanile”, mentre in cattedrale “visiterà la cappella della Madonna del Popolo per alcuni minuti di adorazione eucaristica. Qui saluterà uno ad uno i malati. Incontrerà, inoltre, il clero, i consacrati, i laici dei Consigli pastorali, i membri della curia e i rappresentanti delle parrochie”. Dopo il saluto del vescovo e il discorso del Santo Padre, mons. Regattieri consegnerà al Pontefice una riproduzione di San Vicinio, l’altro patrono della diocesi di Cesena-Sarsina.
Nell’imminenza della visita papale, c, il settimanale diocesano “Corriere Cesenate”, uscirà con una edizione straordinaria dalla tiratura di 50mila copie.

Papa a Cesena: mons. Regattieri, “grande attesa”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:01

(da Cesena) “Colgo nel popolo della nostra diocesi una grande attesa e un grande amore verso Dio e il Santo Padre. Sappiate che anche Papa Francesco nutre un grande desiderio di venire a Cesena, di incontrare la cittadinanza e la comunità cristiana”. Lo ha riferito mons. Douglas Regattieri, vescovo di Cesena-Sarsina, in apertura della conferenza stampa in Curia a Cesena durante la quale è stato reso noto il programma dettagliato della visita in città, il prossimo 1° ottobre. “Ho colto un grande senso paterno del Santo Padre nei nostri confronti e ce lo dimostrerà in quella giornata”, ha continuato il vescovo. Mons. Regattieri ha svelato di essere stato ricevuto dal Pontefice il 31 agosto a Roma. “In quell’occasione l’ho ringraziato per il dono della sua visita e gli ho illustrato la realtà della nostra diocesi”. Papa Francesco si recherà a Cesena in occasione delle celebrazioni per i 300 anni dalla nascita di Papa Pio VI (1717-2017), il cesenate Giovanni Angelo Braschi. Rimarrà per due ore (dalle 8 alle 10), poi proseguirà per Bologna, in occasione della conclusione del Congresso eucaristico diocesano. Un tempo breve, ma prezioso e intenso anche sotto il profilo organizzativo, come è stato sottolineato anche dalle autorità presenti. “Il mio ringraziamento – ha detto il vescovo – va a tutto il Comitato organizzatore della visita presieduto da mons. Walter Amaducci, vicario episcopale per la pastorale e da don Pier Giulio Diaco, vicario generale della diocesi. Ringrazio anche l’amministrazione comunale nella persona del sindaco Paolo Lucchi, il prefetto di Forlì-Cesena, Fulvio Rocco de Marinis, il questore di Forlì-Cesena, Loretta Bignardi, e le forze dell’ordine che si stanno spendendo per il buon esito della visita”.

Filippine: Sant’Egidio, stasera a Roma una “Preghiera per la pace” e la fine di ogni violenza nel Sud del Paese

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 16:00

Questa sera a Roma, alle 20.30 nella basilica di Santa Maria in Trastevere, si terrà una “Preghiera per la pace” e la fine di ogni violenza nel Sud delle Filippine. Presiede il cardinale Orlando Beltran Quevedo, arcivescovo di Cotabato (Mindanao), che ha partecipato nei giorni scorsi a Münster e Osnabrück (Germania) all’incontro internazionale “Strade di Pace”, promosso dalla Comunità di Sant’Egidio. Sono previste – fa sapere in una nota la Comunità di Sant’Egidio – testimonianze da Marawi, la città dove negli ultimi mesi si è registrato un gran numero di violenze.

Sinodo giovani: Botturi (prorettore), università “luogo di ricomposizione dell’umano”. Serve “visione concreta del sapere”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:54

Università come “luogo di ricomposizione dell’umano”. A parlarne in questi termini è Francesco Botturi, prorettore dell’Università cattolica. Prendendo oggi la parola al seminario sui giovani promosso in vista del Sinodo dell’ottobre 2018, Botturi invita a fare attenzione alle “provocazioni che dal tema dell’assise pervengono al nostro Ateneo”; prima fra tutte “una verifica della sua vocazione educativa e formativa”. Per questo è stato proposto ai docenti, sulla base di una libera adesione, di raccogliere le “buone pratiche di attenzione specifica e mirata verso la nuova generazione già esistenti nella didattica e nella ricerca”. Esperienze “da offrire ai padri sinodali come contributo di riflessione dell’Università cattolica”. Un lavoro aperto che dovrebbe concludersi la prossima primavera, suddiviso in due macrogruppi. Il primo “riguarda l’attività didattica e scientifica, l’altro la vita giovanile d’ateneo”. Tra i diversi tasselli di queste “buone pratiche”, il prorettore si sofferma sul “capitolo” dell’arte e della musica: “La questione artistica è straordinariamente importante in un percorso formativo perché fa sintesi della pluridimensionalità umana di cui i giovani hanno bisogno. Aiuta il ragazzo a riguadagnare l’unitarietà della sua dimensione esistenziale”. Da segnalare “anche le diverse forme del volontariato, istituzionale e non”. Botturi invita inoltre a “praticare una visione concreta, non astratta, del sapere” perché “ciò che è in gioco è sempre la persona nel suo tutto, nel suo ‘concreto’ oggi fortemente minacciato”. Occorre infine tenere presente che “gli studenti si vivono come un mondo a parte, ma introiettare questo modello – avverte – è come accettare di essere messi da parte”. Per questo è importante incoraggiarli a “prendere la parola”.

Sinodo giovani: Pivato (Collegio Ludovicianum), “sviluppare dimensione intellettuale, relazioni di qualità, crescita spirituale degli studenti”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:53

Oggi le sfide per un collegio universitario sono anzitutto “sviluppare connessioni” e “aprire gli orizzonti alla ricerca”. Mattia Pivato, direttore del Collegio Ludovicianum dell’Università Cattolica di Milano, interviene alla giornata conclusiva del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso dall’Ateneo a Roma. Portando la propria testimonianza, individua alcuni “tasselli importanti” nel “processo di formazione offerto dai collegi”. Anzitutto “sono necessari figure e modelli di riferimento, poi un luogo per fare comunità, quindi una buona qualità delle relazioni e infine una ricchezza di stimoli che solleciti la curiosità dei giovani”. Il collegio, avverte, deve essere “un luogo che racchiude e sintetizza questi elementi mettendo al centro gli studenti che lì devono poter parlare e sentirsi ascoltati”. Per Pivato deve inoltre essere “una palestra nella quale lo studente scopre e coltiva la propria persona sentendosi parte di una famiglia più grande”. L’obiettivo è favorirne “lo sviluppo della dimensione intellettuale, stimolarne la qualità delle relazioni e sollecitarne la crescita spirituale”. Di qui l’importanza di progetti di volontariato e attenzione al sociale, il ruolo di guida dei più grandi nei confronti dei nuovi ammessi, la “proposta di fede curata in particolare dall’assistente pastorale, fatta di celebrazione eucaristica e momenti di confronto e dialogo” .

Elezioni in Germania: mons. Neher (Caritas), “dobbiamo lottare attivamente per la nostra democrazia”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:31

In occasione della Giornata internazionale della democrazia, che si terrà domani 15 settembre, il presidente della Caritas tedesca, mons. Peter Neher ha ricordato oggi il prezioso diritto fondamentale di ogni individuo di poter essere in grado di dare il proprio voto nelle elezioni politiche: “Si tratta di un valore speciale per vivere in una democrazia, possiamo tutti contribuire a definire chi avrà la responsabilità – ha scritto Neher in un messaggio sul sito Caritas.de – e ogni voto aiuta a decidere la direzione politica dei prossimi anni. Le democrazie prosperano sulla partecipazione dei cittadini e sulla costruzione della loro partecipazione politica”. Secondo il presidente Caritas, il problema è che “sembra scemare la coscienza che ogni voto conti per i valori della nostra democrazia. Soprattutto in tempi in cui la paura, la rabbia, l’odio e l’esclusione sono visibili, ogni voce può creare un contrappeso”. La Caritas tedesca è impegnata da oltre un anno con diverse campagne informative, sociali e di educazione civica per convincere gli elettori a non rinunciare al proprio voto e a non essere indecisi sull’importanza di votare. Con il progetto “Wählt Menschlichkeit” (Vota per l’umanità) vengono rappresentate tutte le diverse realtà che rendono importante una società democratica e ciò che rappresenta: la libertà, la diversità, l’uguaglianza, il rispetto, la tolleranza e l’umanità. “È importante che ci battiamo per quello che tiene insieme la nostra società. Dobbiamo lottare attivamente per la nostra democrazia, non solo nel giorno della democrazia”, ha detto Neher riferendosi al 24 settembre, giorno delle elezioni per il Bundestag.

Tensioni Usa-Corea Nord: mons. Tomasi (Santa Sede), “non essere guerrafondai ma trovare una strada di dialogo”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:11

“La retorica usata da una parte e dall’altra nella penisola coreana non aiuta a un dialogo sereno. Bisogna trovare una strada di dialogo tra gli interessi del Giappone, della Corea del Sud e della Corea del Nord”. Lo ha detto mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, rispondendo ai giornalisti a margine della presentazione del Rapporto Unctad a Roma. “Prima di tutto non bisogna essere aggressivi e guerrafondai – ha affermato – ma cercare di vedere qual è la vera esigenza che può aiutare a risolvere il problema, portando magari cibo alla Corea del Nord, dov’è c’è scarsità alimentare, e trovando la maniera di rispondere ad alcune esigenze della popolazione senza che si sentano obbligati ad andare all’estremo di costruire bombe atomiche per affermare la loro identità e presenza nel mondo”. A proposito di eventuali sanzioni economiche, mons. Tomasi è “cauto nel dire che le sanzioni sono utili perché colpiscono la popolazione e non cambiano le politiche. Sono un messaggio politico. Si è visto negli ultimi anni, nei vari casi in cui sono state applicate, che non hanno avuto un grande impatto nel cambiamento delle politiche”.

Sinodo giovani: mons. Zani (Santa Sede), “trascendenza, relazione e protagonismo” i “tre aspetti che ci interpellano”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:06

“Trascendenza, relazione e protagonismo dei giovani, durante e dopo l’università, sono tre aspetti che ci interpellano e ci aiutano a spiegare sempre più il concetto di generatività. Su questi pensiamo di costruire il seminario del prossimo anno”. Lo ha detto oggi mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, alla giornata conclusiva del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento” promosso all’Università Cattolica di Roma. Nel progetto di una nuova pastorale universitaria a livello mondiale Zani individua tre piste di lavoro. Anzitutto la “dimensione trascendente, la cui importanza è sottolineata al n. 76 di Gaudium et spes, spesso dimenticata nei processi di studio e formazione. Occorre accompagnare i giovani a confrontarsi con tutti i valori importanti della vita e far capire loro che la dimensione della trascendenza, dell’apertura al soprannaturale non può essere trascurata”. La pastorale universitaria non è insomma “solo la celebrazione sacramentale ma è un intervento volto a recuperare una dimensione troppo spesso dimenticata”. Il secondo filone è “l’apertura, l’uscire, il dialogo, come auspicato in Evangelii gaudium perché la dimensione relazionale è una dimensione fondamentale della persona” e “l’unità del sapere deve trasformarsi in uno stile che includa tutti gli aspetti della vita di relazione”. Per il segretario della Congregazione vaticana occorre infine immettere nella pastorale universitaria “la dimensione della Dottrina sociale della Chiesa” per rendere i giovani “protagonisti”. L’università si deve “aprire al territorio e alle sue necessità”. In questa prospettiva il Dicastero sta raccogliendo “diverse esperienze nel mondo di service-learning”.

Giovanni XXIII: mons. Tomasi (Santa Sede), “attenti a non manipolare i santi”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 15:00

“So che c’è una controversia, Pax Christi è molto contraria. Penso che questa mossa sia nata dalla buona volontà di persone che vogliono avere un loro patrono. Però bisogna stare attenti a non manipolare i santi”. Lo ha detto mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, a proposito della nomina di san Giovanni XXIII a patrono dell’esercito italiano. Ne ha parlato ai giornalisti a margine della presentazione a Radio Vaticana, a Roma, del Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo.

Medio Oriente: p. Monge (teologo), “coesistenza fedi non è impossibile”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 14:56

“Non ragionare in termini confessionali ed etnici. Pensare di ricostruire zone totalmente cristiane, come chiesto per alcuni villaggi iracheni, è folle. Ragionare in termini confessionali è preparare le guerre future”. Ne è convinto padre Claudio Monge, teologo delle religioni e parroco a Istanbul, che oggi a Roma è intervenuto al seminario promosso da Caritas Italiana, e rivolto alle Caritas diocesane, per approfondire la situazione in Siria e Terra Santa. Parlando sul tema “Il dialogo interreligioso nel contesto mediorientale”, il domenicano ha ribadito che “il Medio Oriente deve diventare un luogo di vita condivisa. La coesistenza delle tre fedi non è impossibile”. In particolare, ha spiegato il teologo che da oltre 20 anni vive in Turchia, “l’approccio cristiano alla questione mediorientale non può limitarsi alla difesa della presenza cristiana ma dovrebbe estendersi alla possibilità di un vicendevole riconoscimento tra ebrei, cristiani e musulmani e abbracciare il significato che questa intesa potrebbe avere sulle sorti delle regione e del mondo intero”. Ed è nell’orizzonte della coabitazione, “originariamente concepita tra cristiani e musulmani, che va inserita pienamente la componente ebraica. Una strada da percorrere evitando di ridurre la realtà ebraica alle recenti politiche dei governi di Tel Aviv”.

Sinodo giovani: mons. Zani (Santa Sede), “sia ‘con’ i giovani. Nuova indagine per impostare pastorale universitaria a livello mondiale”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 14:50

Rilancia l’impegno di “fare del Sinodo dei giovani un Sinodo con i giovani” mons. Angelo Vincenzo Zani, segretario della Congregazione per l’educazione cattolica, intervenuto oggi alla quarta e ultima giornata del seminario “In un cuore intelligente risiede la sapienza. Giovani, università e discernimento”, promosso all’Università Cattolica di Roma dal Collegio dei docenti di teologia e dal Centro pastorale dell’Ateneo in collaborazione con l’Istituto Giuseppe Toniolo di Studi superiori. Obiettivo dell’incontro, fare una riflessione a più voci sui giovani in vista, appunto, dell’assise sinodale. In questa prospettiva la Congregazione sta lavorando ad una nuova indagine sugli studenti universitari, spiega mons. Zani, con domande formulate a partire dalla precedente di qualche anno fa e “tenendo conto dell’Instrumentum laboris del Sinodo”. “Come dicastero vogliamo sviluppare questa ricerca per il Sinodo – prosegue – ma soprattutto per impostare la pastorale universitaria a livello mondiale. Per le università cattoliche la sfida più grande è il rimanere fedeli alla propria identità entrando al tempo stesso con coraggio nei processi di cambiamento in atto”. Il punto di riferimento è la costituzione apostolica “Ex corde Ecclesiae”; tuttavia, chiosa il segretario della Congregazione vaticana, “il nostro servizio riguarda non solo le università cattoliche ma tutti gli atenei. Occorre elaborare delle idee, ma non a tavolino bensì utilizzando la vita e le esperienze che ci sono nelle università. Dopo il Sinodo organizzeremo un seminario ristretto per raccogliere le migliori esperienze in tutti gli atenei e a questo fine stiamo individuando alcune piste di lavoro”.

Ius soli: mons. Tomasi (Santa Sede), “non è saggio strumentalizzare immigrati a fini politici immediati”

Agensir.it - Thu, 2017-09-14 14:43

“Strumentalizzare gli immigrati per fini politici immediati non mi pare saggio. Dobbiamo proteggere tutti i cittadini italiani e chi chiede asilo politico perché hanno motivazioni serie. L’obbligo internazionale di accettare persone che chiedono asilo è ben definito. Quindi per quelli che hanno solo interessi ed esigenze economiche c’è una procedura diversa e la legge deve essere rispettata”. Così mons. Silvano Maria Tomasi, nunzio apostolico e membro del Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale, ha risposto ai giornalisti sulla questione del rinvio della discussione sullo ‘ius soli’ a margine della presentazione oggi, nella sede di Radio Vaticana a Roma, del Rapporto Unctad sul commercio e lo sviluppo. “È una questione di politica interna italiana – ha precisato -. Il fatto è che la presenza degli immigrati in un Paese deve portare alla loro integrazione. Parliamo molto spesso di numeri da accettare, di come trovare una risposta all’arrivo immediato, ma non parliamo a sufficienza e in maniera esaustiva dell’altra faccia della medaglia che è l’integrazione. Perché se c’è un programma di integrazione ragionevole accettato dalla popolazione, il primo incontro con gli immigrati non diventa conflittivo ma un incontro che può portare ad una società di convivenza pacifica e costruttiva. La presenza degli immigrati può essere un’aggiunta anche per l’aspetto economico”. Mons. Tomasi ha portato l’esempio degli Usa, dove “dopo 5 anni si può diventare cittadini e quelli che nascono nel Paese diventano automaticamente cittadini”. “In Italia c’è un’altra legislazione e un’altra tradizione – ha detto -. Bisogna vedere, nell’interesse stesso dell’Italia e della popolazione italiana, qual è la strada migliore per incorporare gli immigrati che hanno deciso di rimanere qui ed investire il loro futuro con il resto della popolazione italiana, per fare in modo che partecipino alla vita sociale in maniera piena”.

 

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie