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Vita religiosa: si concludono domani a Roma i solenni festeggiamenti in onore della beata Elena Aiello

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 17:22

Si concluderanno domani, martedì 19 giugno, a Roma, i solenni festeggiamenti in onore della beata Elena Aiello, fondatrice delle Suore minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Domani, giorno in cui si ricorda il 57.mo anniversario della sua morte, alle ore 8.30 verrà trasmessa in diretta su Tv2000 la s. messa celebrata nella basilica di S. Andrea delle Fratte presieduta da p. Francesco M. Trebisonda. La sera, alle 19, nella parrocchia S. Maria della Perseveranza, mons. Paolo Salvadagi, vescovo ausiliare di Roma, presiederà la s. messa, al termine della quale ci sarà la processione verso la stanza dove Elena Aiello è morta e dove i fedeli reciteranno la preghiera per la canonizzazione della beata e ne venereranno la reliquia.
Nata a Montalto Uffogo nel 1895, rimasta orfana di madre, si diede fin da piccola da fare per aiutare la famiglia. Qualche anno più tardi decise di abbracciare la vita religiosa. Entrata come novizia nelle Suore del Preziosissimo Sangue, si ammalò gravemente, tanto che la congregazione non la ritenne più idonea e la rimandò a casa, pensandola prossima alla morte. Ma così non fu. In un’apparizione, il Signore disse a Elena che sarebbe guarita, ma che il Venerdì Santo di ogni anno avrebbe portato sul suo corpo i segni della Passione. E così avvenne: per il resto della vita, nel giorno della morte di Gesù avrebbe sudato sangue e sperimentato le stigmate, segni che poi puntualmente sparivano ogni Sabato Santo. Questa esperienza la spinse a dare vita a Cosenza ad una nuova congregazione religiosa, l’Istituto delle Suore Minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo. Nelle regole indicò la Passione di Gesù come riferimento spirituale e la carità testimoniata nella sua terra da san Francesco da Paola come orizzonte quotidiano. Aprì alcuni istituti per gli orfani, ma anche un istituto magistrale per garantire un futuro alle ragazze uscite dall’orfanotrofio. Morì nel 1961 a Roma dove si era recata per aprire una nuova casa. Suor Elena è conosciuta come: “La Monaca Santa, icona della misericordia”.

Afghanistan: padre Scalese (Kabul), “la tregua è un fatto straordinario e motivo di speranza”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 17:18

“Un fatto straordinario, nonostante gli attentati che pure si sono verificati. E questo è sicuramente un motivo di grande speranza. Penso che da entrambe le parti ci sia la voglia di porre fine a questo interminabile conflitto”. Così padre Giovanni Scalese, religioso barnabita responsabile della Missione sui iuris in Afghanistan, commenta al Sir la mini tregua di tre giorni, concordata tra governo e talebani, per rispettare l’Eid al-Fitr, la fine del mese santo di Ramadan, e che è scaduta ieri nonostante l’invito del presidente Ashraf Ghani, di estenderla. Invito rifiutato dagli insorti. Per il religioso, tuttavia, “qualcosa sta cambiando anche a livello internazionale. Mi pare di capire che le potenze occidentali abbiano voglia di disimpegnarsi gradualmente dall’Afghanistan e quindi favorire un dialogo fra governo e talebani. La reazione della Nato, che per bocca del suo segretario generale, Jens Stoltenberg, ha accolto con favore la tregua giudicandola un passo avanti verso i colloqui di pace tra Governo e Talebani, è assai significativa a riguardo”. Tra le forze straniere presenti in Afghanistan anche un contingente di circa 900 soldati italiani, di cui una cinquantina a Kabul e il resto a Herat. Sulla eventualità di un ritiro italiano dal Paese asiatico, padre Scalese dichiara che se questo “dovesse avvenire contestualmente a un processo di pacificazione, penso che sarebbe non solo possibile, ma anche auspicabile. La fama dei soldati italiani è sempre stata positiva. Per quanto mi riguarda, non posso che dir bene dei militari che finora ho conosciuto. Sono persone degnissime, e in molti casi anche dei buoni cristiani. Anche quando non hanno contatti diretti con la popolazione – come nel caso di Kabul – sanno come venire incontro alle necessità dei più bisognosi: in occasione del Natale hanno consegnato una cospicua offerta alle nostre Suore per i loro assistiti, per non dire di quello che hanno fatto in passato con il mio predecessore. L’Italia può essere fiera dei suoi soldati in giro per il mondo: non le fanno certo fare una brutta figura”.

Commercio: Coldiretti, “record per export cibo italiano, ma rischio dazi”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 17:16

“È record storico per il Made in Italy agroalimentare nel mondo con le esportazioni che fanno registrare un incremento del 4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno”. Lo segnala un’analisi della Coldiretti sui dati Istat relativi al commercio estero nel primo quadrimestre 2018. Si tratta di un “ottimo risultato” nell’anno del cibo italiano nel mondo che “conferma le potenzialità del Made in Italy a tavola per la ripresa economica e occupazionale del Paese”. Quasi i due terzi delle esportazioni agroalimentari, secondo la rilevazione di Coldiretti, interessano i Paesi dell’Unione Europea. Ma “sui rapporti con gli Stati Uniti, che sono di gran lunga il principale mercato dell’italian food fuori dai confini dall’Unione, pesa il braccio di ferro sui dazi commerciali fra Trump e il resto del mondo”. “La decisione degli Stati Uniti di aumentare dazi antidumping fino a quasi il 50% sulle importazioni di olive spagnole è infatti un pericoloso precedente che – secondo la Coldiretti – mette a rischio la presenza negli Usa del Made in Italy e delle produzioni agroalimentari dell’intera Unione europea”.

Yemen: Msf, aiuto agli ospedali che curano i feriti nei combattimenti a Hodeidah

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 17:09

In Yemen è in corso un’offensiva militare su Hodeidah, dove vivono ancora 600.000 persone, da parte delle forze leali al presidente Hadi, appoggiate dalla Coalizione internazionale guidata dall’Arabia Saudita ed Emirati. Nella città, il cui porto strategico sul Mar Rosso rimane una delle poche ancore di salvezza per le persone che vivono nello Yemen settentrionale, le equipe di Medici senza frontiere (Msf) stanno supportando l’ospedale Al Thawrah, la principale struttura pubblica del Governatorato, la cui capacità è già ridotta. “La mancanza di assistenza umanitaria, causata dall’offensiva in corso, avrà gravi conseguenze su una regione già soggetta a restrizioni sulle importazioni e il trasporto interno di forniture vitali, compresi medicinali, cibo e carburante” dichiara Frederic Pelat, capomissione di Msf in Yemen. Gli yemeniti che vivono nelle regioni settentrionali del Paese dipendono dai rifornimenti che transitano dal porto di Hodeidah. “È fondamentale che le parti in conflitto garantiscano ai civili la possibilità di muoversi liberamente per cercare rifugio in luoghi sicuri” aggiunge Pelat. “La stragrande maggioranza dei casi ricevuti da Hodeidah sono emergenze gravi. Devono viaggiare per almeno sei ore per raggiungere Aden, il più delle volte in condizioni critiche” spiega Ghazali Babiker, coordinatore del progetto di Msf. Prima di raggiungere Aden, i civili feriti sono evacuati a Mocha, una città situata a 180 Km a sud di Hodeidah, circondata da linee del fronte a nord ed est. “C’è un solo ospedale a Mocha, dove i feriti possono essere stabilizzati nel pronto soccorso. Ma l’ospedale non ha una sala operatoria, il che significa che i pazienti non possono essere operati lì”, afferma Babiker.

Minori stranieri non accompagnati: Agia-Unhcr, garantire informazioni e spazi di ascolto protetti. Uniformare procedure di ricongiungiumento

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:55

È necessario garantire e promuovere spazi protetti di ascolto per i minorenni che giungono in Italia da soli e che hanno dunque specifiche esigenze di protezione, tanto più se fuggono da conflitti o da persecuzioni. Questa una delle raccomandazioni contenute nell’anticipazione del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni” diffusa oggi e scaricabile dal sito dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza  (http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/report-agia-unhcr-6-18.pdf) e da quello dell’Unchr (https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/protezione/minori-non-accompagnati/ascolto-e-partecipazione) che hanno realizzato l’indagine. Rispondendo alle richieste dei ragazzi, l’anticipazione del rapporto raccomanda a tribunali e garanti di assicurare informazioni esaustive sulla figura e i compiti dei tutori, dei quali è stata sollecitata ancora una volta la nomina; viene inoltre chiesto di chiarire e uniformare su tutto il territorio l’applicazione della procedura di ricongiungimento familiare dei minori non accompagnati ai sensi di Dublino III. E ancora: “Eventuali permanenze in centri di accoglienza straordinaria e strutture a non alta qualificazione siano contenute nei tempi strettamente necessari”. Altra raccomandazione quella di attivare le procedure di accertamento dell’età solo qualora ci siano fondati dubbi su di essa e sempre su disposizione della Procura presso il Tribunale per i minorenni. Ai servizi sociali, infine, è stato chiesto di vigilare su chi realizza, a livello locale, gli interventi sociali.

 

Minori stranieri non accompagnati: Agia-Unhcr, permanenze troppo lunghe, poche informazioni, difficoltà di socializzazione e di gioco

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:54

Permanenze troppo lunghe, scarsità di informazioni, difficoltà di socializzazione: perfino giocare a calcio è un problema. È quanto emerge dalle anticipazioni del rapporto “Minori stranieri non accompagnati: una valutazione partecipata dei bisogni”, relazione sulle visite nei centri emergenziali, di prima e seconda accoglienza in Italia realizzata congiuntamente dall’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), Filomena Albano, e l’Alto commissariato delle Nazioni unite per i Rifugiati (Unhcr). L’anticipazione è scaricabile sia dal sito dell’Agia (http://www.garanteinfanzia.org/sites/default/files/report-agia-unhcr-6-18.pdf) che da quello dell’Unchr (https://www.unhcr.it/cosa-facciamo/protezione/minori-non-accompagnati/ascolto-e-partecipazione).  Il campione esaminato comprende strutture di Umbria, Marche, Toscana, Lazio, Puglia, Sicilia, Emilia Romagna, Lombardia, Veneto e Piemonte. Quindici i centri coinvolti, 134 i minori incontrati, 21 le nazionalità rappresentate nelle attività di ascolto e 17 anni l’età media dei ragazzi. Le visite – arricchite da attività laboratoriali su partecipazione e ascolto – proseguiranno fino a fine 2018, dopo di che sarà diffuso il rapporto conclusivo. Nell’80% dei 15 centri visitati sono risultate carenti informazioni e orientamento, nel 53% di essi emerge la mancanza di attività di socializzazione, nel 47% delle 15 strutture coinvolte la permanenza in centri di prima accoglienza o emergenziali vanno ben oltre i 30 giorni previsti dalla legge. La problematica più segnalata dagli enti gestori è stata quella dei tempi gravosi per la nomina dei tutori. Ragazzi ed enti insieme hanno tra l’altro fatto rilevare l’impossibilità per i minori stranieri non accompagnati di tesserarsi con la Federazione gioco calcio.
Tra le proposte dei “minori”: sostegno all’integrazione personalizzato; incontro con le comunità locali per combattere episodi di razzismo, contatto con famiglie per conoscere la cultura italiana. “Potremmo passare le domeniche insieme”, dicono. E ancora: corsi di italiano, possibilità di socializzare con i coetanei e tutori volontari in grado di attivare un rapporto di conoscenza, rispetto reciproco e fiducia. L’anticipazione segnala una serie di “protection gaps” specifici. Tra di essi la promiscuità con gli ospiti adulti, la permanenza dei minorenni fino ed oltre il compimento della maggiore età, le restrizioni della facoltà di movimento e la mancanza di condizioni di vita adeguate alla minore età.

 

Austria: Verbiti protestano per chiusura casa rifugiati a Mödling. “Preoccupati per trattamento disumano dei richiedenti asilo”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:39

Il Capitolo generale dell’Ordine dei missionari Steyler (Verbiti) in corso a Roma, ha protestato ufficialmente contro la procedura, iniziata oggi, di chiusura della casa per rifugiati di San Gabriele, a Mödling: “Protestiamo con forza contro il trasferimento dei minori, rifugiati malati, con problemi psichiatrici, e traumatizzati dalla nostra casa in altri alloggi”, è scritto nel documento dei Verbiti, a firma del Superiore generale, padre Heinz Kulüke. L’appello ai governi della Bassa Austria e del distretto di Mödling chiede di riconsiderare lo spostamento dei rifugiati assistiti dai Verbiti con il sostegno della Caritas locale: “Speriamo che il governo austriaco continui la sua buona cooperazione con la Chiesa cattolica per proteggere le persone più vulnerabili”. La decisione ufficiale nasce da una supposta carenza delle misure di sicurezza che avrebbero causato la morte di un rifugiato lo scorso maggio: “I nostri fratelli Verbiti di San Gabriele, che vivono da 26 anni accanto ai rifugiati, non sono preoccupati per la propria sicurezza, ma sono preoccupati per il trattamento disumano dei richiedenti asilo in Europa, tra cui in Austria”, scrive Kulüke che ha ribadito che “la cura dei rifugiati è stata fatta finora a San Gabriele nello spirito del Vangelo e in linea con la Dichiarazione universale dei diritti umani”. In San Gabriele erano assistiti 110 rifugiati, di cui 50 malati con paralisi, sclerosi multipla, cancro, traumi, malattie mentali e altre menomazioni, e 24 minori non accompagnati. La completa dismissione di San Gabriele è prevista per il 2 luglio.

Germania: mons. Koch (Berlino), “imporre un peso minimo per le sepolture dei bambini è una limitazione arbitraria”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:31

A pochi giorni dalla discussione finale e dalla votazione da parte del Landtag (Parlamento del Land) del Brandeburgo della nuova legge sui funerali, l’arcivescovo di Berlino Heiner Koch e il vescovo evangelico regionale Markus Dröge hanno duramente criticato il previsto emendamento alla legge esistente. Nel nuovo testo, che emenderebbe la legge esistente, è prevista l’introduzione dell’obbligo di un peso minimo di 1.000 grammi per le sepolture dei bambini. Il testo della legge emendata prevede anche la possibilità di rimuovere le ceneri dei defunti per produrre diamanti, azione non limitata ai soli congiunti stretti del defunto. In una odierna dichiarazione congiunta, i vescovi hanno ribadito che “se il Parlamento legittimasse legalmente la rimozione delle ceneri, aprirebbe la porta allo sfruttamento commerciale di un oggetto prodotto con resti umani”. Le Chiese si aspettavano che il legislatore invece operasse “solida protezione del defunto e la conservazione della dignità umana oltre la morte”. La discussione in seconda lettura presso il Parlamento di Potsdam è prevista la prossima settimana. Koch e Dröge hanno inoltre dichiarato che riguardo all’imposizione di un peso minimo obbligatorio per le sepolture dei bambini, questa “è una limitazione imposta arbitrariamente”: perché per i genitori la perdita di un figlio è una tragedia e avrebbero bisogno di un posto in cui piangere, non importa quando hanno perso il loro bambino e in quali frangenti”.

Giovani e lavoro: mons. Marciante (Cefalù), “dateci idee in modo che i vostri sogni diventino anche i nostri. Noi siamo qui per voi”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:26

“Dateci idee, in modo che i vostri sogni diventino anche quelli di noi vescovi, presbiteri, Chiese. Siamo qui per voi, accanto a voi, a vostra disposizione”. Questo l’appello che mons. Giuseppe Marciante, vescovo di Cefalù e delegato per i problemi sociali e il lavoro della Conferenza episcopale siciliana, ha rivolto ai giovani sabato scorso a Baida (Pa) al convegno regionale su “Giovani e lavoro. Futuro presente”, organizzato dagli uffici regionali della Cesi, attivi nei settori giovani, problemi sociali, lavoro e carità. Il vescovo di Cefalù ha evidenziato la necessità di “rilanciare il protagonismo giovanile nelle Chiese e nelle iniziative pastorali”. “Il quadro che ci troviamo davanti non è felice, anzi induce allo scoramento. Tutte le nostre province interne – ha detto mons. Marciante – sono diventate periferie: stanno morendo i paesi e le culture, i giovani vanno via incoraggiati dai loro stessi genitori, i quali fanno sacrifici grandi per assicurare loro un lavoro. Di fronte a questa situazione possiamo reagire attraverso la fantasia dell’imprenditoria. Natura e cultura, di cui siamo ricchi – ha aggiunto il presule -, con l’aiuto della tecnologia, possono contribuire ad attivare prospettive di sviluppo”. All’incontro erano presenti i direttori dei tre uffici promotori, gli operatori di pastorale, gli animatori di comunità del Progetto Policoro. Accanto a loro quanti, a diverso titolo, sono interessati al tema: l’associazione Libera, la Conf Cooperative Sicilia, l’Alleanza regionale contro la povertà, Acli, Acai e Ucid sono alcune di queste. Ai lavori, coordinati dalla giornalista Alessandra Turrisi, è intervenuto mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo e delegato Cesi per le aggregazioni laicali. “I giovani non possono non essere protagonisti, ma occorre la collaborazione degli adulti. Noi cristiani siamo capaci di mettere insieme competenze? Abbiamo ancora in Sicilia ottime intelligenze e abilità – ha detto mons. Lorefice – ed è solo facendo in modo che si mettano in rete, insieme, che possiamo valorizzare natura, cultura, arte della nostra terra”.

Salute: Policlinico Gemelli, inaugurati Centro farmacologia clinica di genere e primo Giardino terapeutico per pazienti oncologiche

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 16:00

Sono stati inaugurati questo pomeriggio al Policlinico universitario Agostino Gemelli di Roma il Centro di farmacologia clinica di genere e il Giardino pensile terapeutico, unico in Italia, a beneficio delle pazienti del Dipartimento salute donna e bambino diretto da Giovanni Scambia, ordinario di ginecologia e ostetrica dell’Università Cattolica e direttore scientifico della Fondazione Gemelli. Due progetti innovativi che vogliono ridefinire il concetto di umanizzazione degli spazi di cura attraverso l’incontro tra scienza medica, natura, eccellenza tecnologica e design biofilico. Il Giardino terapeutico “è fiorito” nell’ambito del progetto “Exploring the therapeutic benefits of biophilic design in hospital settings”, promosso dal Centro studi ReLab – Studies for Urban Re-Evolution con il coinvolgimento del Dipartimento diretto dal prof. Scambia e porta per la prima volta in Italia la chemioterapia “fuori dalle mura dell’ospedale”. Al suo interno muschi, licheni, agrumi, piante officinali e un’area riparata e protetta (ma che consente comunque una visuale sulla natura circostante) destinata alla chemioterapia. Per la prima volta in Italia, le pazienti, durante la terapia, potranno sperimentare un contatto diretto con la natura offerta dal giardino massimizzandone gli effetti. Insieme al giardino il Centro di farmacologia clinica di genere, reparto di degenza con 4 posti letto e un day hospital che si sviluppa su una superficie di circa mq. 380 ed è attualmente sede di circa 23 trial clinici in ginecologia oncologica di fase II-III, la maggior parte sui carcinomi dell’ovaio. Il Centro, spiega Scambia, offre “la possibilità di ricevere terapie con farmaci sperimentali, cioè ancora in fase di studio. L’obiettivo principale è personalizzare i trattamenti medici su misura del singolo paziente e sviluppare nuovi farmaci antitumorali per garantire trattamenti mirati, più efficaci e con meno effetti collaterali, sulla base delle caratteristiche genetiche e molecolari di ogni tumore senza sottovalutare le ansie e le aspettative personali. La realizzazione di una unità dedicata agli studi clinici permette di ottimizzare, facilitare e garantire un elevato standard qualitativo ai pazienti che, accettando di sottoporsi ad una terapia sperimentale, necessitano di maggiore assistenza, supporto e confort”.

 

 

Nave Aquarius: team medico Ordine di Malta, “negli occhi dei migranti la speranza di un futuro migliore”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 15:53

“Per loro eravamo semplicemente Maria Rita e Marika”. A parlare è Maria Rita Agliozzo, che insieme a Marika Giustiniani si è imbarcata martedì scorso sulla nave della Guardia Costiera per soccorrere i 629 migranti partiti dalle coste libiche e salvati in mare dalla nave Aquarius della ong Sos Méditerranée. Entrambe 26 anni – medico la prima, infermiera la seconda – appartenenti al Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta, hanno trascorso 5 giorni a stretto contatto con i 274 migranti trasbordati sulla nave Dattilo, tra cui 30 donne e 60 minori non accompagnati, la maggior parte adolescenti. “La nostra esperienza umana è stata molto profonda e grazie alle buone condizioni di salute dei migranti abbiamo potuto parlarci a lungo e conoscere le loro aspettative”, raccontano. Durante i giorni di navigazione, impegnati in una reciproca conoscenza, una solidarietà che in mare diventa umanità, sono emerse alcune storie toccanti. Come quella di due fratelli eritrei di 15 e 17 anni, che sempre uniti e sempre insieme hanno deciso di intraprendere questo lungo e pericoloso viaggio per sfuggire ad un futuro di stenti. “Nei loro occhi – racconta Maria Rita Agliozzo – ho riconosciuto la scintilla della speranza, il sorriso di chi spera in un futuro migliore”. Per le due componenti del team medico presente sulla nave Dattilo, questa non è stata la prima esperienza di soccorsi in mare. Sempre a bordo delle navi della Guardia Costiera, con cui il Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta collabora da esattamente 10 anni, avevano già preso parte a numerosi interventi di salvataggio nelle acque del Mediterraneo.

Salute: Ospedale Bambino Gesù, da studio condotto con partner Usa ed europei scoperte basi genetiche della sinfrome nefrosica nei piccoli

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 15:42

Una nuova ricerca condotta negli Stati uniti, in Francia, in Spagna e in Italia all’Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, getta luce sulla genetica alla base di una malattia renale debilitante nei bambini, la sindrome nefrosica. I risultati, pubblicati nell’ultimo numero del Journal of American Society of Nephrology (Jasn), la più autorevole rivista del settore, potrebbero portare a nuove diagnosi e, quindi, a nuovi trattamenti. “L’analisi del Dna di pazienti pediatrici raccolti in due continenti – spiega la dottoressa Marina Vivarelli, dell’unità operativa Nefrologia e dialisi del Bambino Gesù – ha permesso di individuare alcuni fattori di predisposizione genetica di una malattia renale, la sindrome nefrosica cortico-sensibile del bambino. Di questa malattia molto eterogenea, che curiamo con il cortisone e a volte con altri farmaci che abbassano le difese immunitarie, oggi comprendiamo poco le cause”. La sindrome nefrosica, che ha un’incidenza di 16 pazienti per 100 mila bambini, è la principale malattia glomerulare dell’infanzia. Si tratta di cercare di fermare la progressione della patologia verso la malattia renale cronica e l’insufficienza renale, ma i farmaci non sono specifici e i loro effetti collaterali sono significativi.
Per esaminare le basi genomiche della sindrome nefrosica, un team guidato dal prof. Pierre Ronco (Università La Sorbona di Parigi) ha analizzato i genomi di quasi 400 bambini con questa patologia in Francia, Spagna e Italia: tra questi più di 100 piccoli pazienti del Bambino Gesù. Al campione sono stati, inoltre, aggiunti quasi 100 bambini in Nord America. Il team ha scoperto che varianti genetiche predispongono allo sviluppo della sindrome nefrosica pediatrica. La presenza di tali varianti aiuta, inoltre, ad identificare le forme con prognosi migliore. I risultati dello studio, conclude la dottoressa Vivarelli, “ci aiutano a identificare i pazienti con le forme più benigne fin dall’inizio della malattia. Inoltre rafforzano l’ipotesi che la causa di questa malattia sia legata a una disregolazione del sistema immunitario, e pongono le basi per altri studi, mirati a capire esattamente cosa provochi questa malattia e come curarla nel modo migliore”.

Forum Terzo settore: riconosciute dal ministero del Lavoro le rappresentanze regionali come interlocutori a livello territoriale

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 15:41

I Forum regionali del Terzo settore sono stati stati riconosciuti come i soggetti maggiormente rappresentativi del Terzo Settore anche a livello regionale. Lo ha reso noto nei giorni scorsi il ministero del Lavoro e delle politiche sociali, a conclusione dell’avviso pubblico per l’attuazione dell’art. 65 del Codice del Terzo settore per le seguenti regioni e province autonome: Liguria; Lombardia; Emilia Romagna; Toscana; Calabria; Sardegna; Sicilia; Piemonte; Valle D’Aosta; Veneto; Friuli Venezia Giulia; Trento; Marche; Umbria; Lazio; Abruzzo; Puglia; Campania. È quanto si legge in un comunicato appena diffuso dal Forum “Dopo il riconoscimento nazionale – dichiara la portavoce del Forum Claudia Fiaschi – abbiamo raggiunto un ulteriore traguardo che individua e accredita il Forum come principale interlocutore e soggetto di riferimento nei rapporti con le istituzioni a livello regionale e territoriale, in rappresentanza di tutto il Terzo settore, riconoscendone la piena e autonoma soggettività politica”. I Forum regionali, tra l’altro, sono chiamati a partecipare alla composizione degli Organismi territoriali di controllo (Otc) dei Centri di servizio per volontariato. “Siamo molto orgogliosi – prosegue la portavoce – di questo risultato che conferma il ruolo di rappresentanza unitaria di tutto il Terzo settore, e il rilievo dei Forum nei rapporti con le istituzioni regionali, con le rappresentanze locali e con le fondazioni, rafforzando l’impegno che da oltre vent’anni il Forum mette per la costruzione di coesione e capitale sociale nel nostro Paese”.

Nave Aquarius: card. Cañizares (Valencia), “trovare soluzioni reali”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 15:22

Quanto accaduto alla nave Aquarius deve diventare occasione per la “lotta alla schiavitù provocata dalla mancanza di soluzioni alla povertà, che obbliga migliaia di esseri umani in situazione di vulnerabilità a fuggire dai propri Paesi di origine e cadere nelle mani delle mafie”: lo ha affermato il cardinale Antonio Cañizares, arcivescovo di Valencia, dopo lo sbarco di ieri nel porto spagnolo della nave Aquarius con 629 profughi ai quali è stato negato l’approdo nei porti italiani. Il cardinale ha chiesto di “cercare soluzioni tra i governi dei Paesi di origine e la politica mondiale per evitare queste gravissime situazioni di ingiustizia in cui le vittime sono le persone obbligate ad abbandonare i propri Paesi per mancanza di opportunità e cadono in una situazione di schiavitù”. L’arcivescovo di Valencia ha ribadito la volontà della diocesi di accogliere i migranti dell’Aquarius e “dare aiuto senza limiti”. “Conosciamo per esperienza il dolore di queste vittime”: “Sono necessarie soluzioni politiche di alto livello di tutti i governi dell’Europa in alleanza con la politica mondiale”. Quanto accaduto alla Aquarius “deve essere un esempio perché vengano messe in atto soluzioni reali”.

Giornata rifugiato: Termoli-Larino, proseguono le iniziative. Domani porte aperte al centro sociale “Santo Spirito” di Ururi

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 15:10

Fare della Giornata mondiale del rifugiato un’occasione per conoscere più da vicino la realtà e la cultura di chi chiede asilo e per confrontarsi con una tematica che oggi è parte integrante della nostra quotidianità. È quanto intende realizzare la diocesi di Termoli-Larino che, in occasione della Giornata mondiale del rifugiato, che si celebra mercoledì 20 giugno, ha predisposto un articolato cartellone di iniziative. Domani, martedì 19 giugno, il centro sociale “Santo Spirito” di Ururi aprirà le sue porte per una giornata di convivialità e condivisione. Dal 22 al 30 giugno, nella libreria Farenheit di Termoli, appuntamento con “Narrative migranti”, ciclo di incontri sulle migrazioni contemporanee. Sabato 23 giugno alle 20, a Termoli è in programma “Accogliere, proteggere, promuovere e integrare”, corteo dell’accoglienza che prenderà il via da piazza Duomo. Sempre sabato, alle 22, concerto di Samuel Storm. Lunedì 2 luglio, sempre a Termoli, il coro e l’orchestra “Punto di valore” propongono un concerto in piazza Duomo (ore 21). Sono stati, inoltre, avviati un laboratorio di espressione e un laboratorio musicale, con lezioni a tema a cui partecipano diversi ospiti dei centri di accoglienza della zona.

Giovanni XXIII: ricollocata l’urna con le spoglie mortali nella basilica di San Pietro

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:55

Venerdì scorso, 15 giugno, è stata ricollocata l’urna contenente le spoglie mortali di San Giovanni XXIII sotto l’Altare di San Girolamo nella basilica di San Pietro, dopo la “peregrinatio” nella diocesi di Bergamo, sua terra d’origine, che si è svolta dal 24 maggio al 10 giugno. A darne notizia è oggi la Fabbrica di San Pietro in Vaticano. I fedeli potranno così tornare a venerare le spoglie del santo nel suo luogo abituale. Alla “peregrinatio” hanno partecipato, a Bergamo e Sotto il Monte, paese natale di San Giovanni, circa 200mila persone.

Papa a Ginevra: Burke, “pellegrinaggio ecumenico, nessuna visita alle organizzazioni internazionali”. Saluterà otto coreani

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:39

Il 21 giugno prossimo il Papa compirà il suo 23° viaggio internazionale, visitando il 35° Paese del pontificato. Ad illustrare nel dettaglio il programma di quello che, nelle intenzioni del Santo Padre, sarà esclusivamente un pellegrinaggio ecumenico è stato il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Greg Burke, precisando che durante il viaggio “il Papa andrà anche a visitare la comunità cattolica”. “Camminare, pregare, lavorare insieme” il motto della visita, che proprio grazie al carattere squisitamente ecumenico “non prevederà nessuna visita del Papa alle tante organizzazioni internazionali che hanno sede a Ginevra”, ha precisato il portavoce vaticano. Alle 8.30 l’aereo con a bordo Francesco partirà dall’aeroporto di Fiumicino, per arrivare alle 10.10 a Ginevra, dove si svolgerà subito dopo la cerimonia di benvenuto e l’incontro privato con il presidente della Confederazione Svizzera, Alain Berset. Il Papa sarà accolto anche da due ex Guadie Svizzere in divisa, ha reso noto Burke. Contemporaneamente, sempre in aeroporto ma in un padiglione vicino, si svolgerà l’incontro tra il segretario di Stato Pietro Parolin, il sostituto, il nunzio a Berna e Ginevra ed alcune autorità elvetiche, a cominciare dal ministro degli Esteri. Al termine il Papa saluterà la delegazione svizzera e partirà alle 11.15 per il Centro ecumenico del Consiglio mondiale delle Chiese (Wcc), luogo della preghiera ecumenica con il discorso del Papa – sotto forma di “riflessione”, ha precisato il portavoce vaticano – preceduto dai saluti introduttivi, dalla preghiera e dai canti, all’interno della cappella che contiene tra le 230 e le 250 persone. Poi Francesco, insieme al card. Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per l’unità dei cristiani, al segretario generale del Wcc, Olav Fykse Tveit, e alla moderatora Agnes Aubom, prenderà un pullmino per dirigersi all’Istituto ecumenico di Bossey, che riceverà per la prima volta la visita di un Papa. Lì Francesco pranzerà  con la leadership Wcc, nove persone in tutto. Dopo pranzo è in programma lo scambio di doni nel giardino e una breve visita della cappella dell’Istituto – che per la prima volta ha come decano un sacerdote cattolico africano, Laurence Iwuamadi – con 30 studenti. Prevista una conferenza stampa con il card. Koch e Tveit. Alle 15.15 il Papa riprenderà di nuovo il pullmino, alle 15.15,  per tornare al  Wcc, dove alle 15.45 si svolgerà l’incontro ecumenico, con il secondo discorso del Santo Padre, che sarà accolto dal vicemoderatore e dal metropolita Gennadios. Prima del discorso del pomeriggio – ha reso noto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede – il Papa saluterà otto coreani membri del Wcc, quattro della Corea del Nord e quattro della Corea del Sud. Alle 16.50, la partenza per la Messa al Palaexpo di Ginervra, a cui si prevede la partecipazione di 40mila persone, anche grazie ai maxischermi che verranno collocati nell’area. Finita la Messa – che verrà celebrata, per la prima volta in un viaggio apostolico, in francese, con alcune parti in latino e letture in inglese e tedesco – il Papa saluterà tutti i vescovi della Svizzera dopo il rientro in sacrestia. Poi il saluto ai collaboratori e a due rappresentanti pontifici della Svizzera, a Berna e Ginevra: il nunzio apostolico Thomas Edward Gullikson e l’osservatore permanente della Santa Sede Ivan Jurkovic. Il congedo ufficiale da Ginevra è previsto alle 20, ora della partenza dell’aereo papale alla volta dell’aeroporto di Ciampino, dove atterrerà alle 21.40.

Giornata rifugiato: Roma, il 20 giugno la Chiesa Evangelica Luterana offre un pranzo ai circa 200 ospiti del presidio Baobab

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:33

Offrirà il pranzo ai circa 200 migranti ospitati a Roma dal presidio mobile Baobab Experience onlus. La Chiesa Evangelica Luterana in Italia (Celi) festeggerà così, il prossimo 20 giugno, la Giornata mondiale del rifugiato. Gestito da volontari, dopo una serie di sgomberi, dal giugno 2017 il presidio Baobab si è trasferito nell’attuale insediamento nei pressi della Stazione Tiburtina, dove gli ospiti alloggiano purtroppo in condizioni di precarietà abitativa. Il pranzo – finanziato dalla Comunità luterana di Roma e organizzato con il supporto della Diaconia della Celi – vuole essere un modo non solo simbolico per ricordare in modo concreto e solidale la Giornata mondiale del rifugiato che, per volontà dell’Onu, si celebra dal 2001, cioè dal 50° anniversario dell’approvazione della Convenzione sui profughi da parte dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite. “Durante l’ultimo Sinodo – spiega Daniela Barbuscia, responsabile della Diaconia della Celi – i partecipanti hanno organizzato una colletta solidale che è stata destinata a sostenere proprio il presidio Baobab mediante l’acquisto di materiali di prima necessità concordati con i responsabili del centro: abbiamo effettuato l’ultima consegna venerdì 8 giugno, pochi giorni fa. E ora c’è già questa nuova e significativa iniziativa dei luterani di Roma che ha meritato l’immediato sostegno della Chiesa nel suo complesso. Sono attività che nascono tutte nel solco dell’impegno per l’accoglienza, il sostegno e l’accompagnamento dei cosiddetti dublinati, cioè dei migranti – titolari di protezione o richiedenti asilo – rimandati nel nostro Paese in osservanza del Regolamento di Dublino. Un impegno che deve essere rafforzato ancor di più nell’attuale momento sociale e politico in cui si rischia di criminalizzare chiunque sia diverso e venga da lontano”.

Economia: Ue-Australia, aumentano gli scambi commerciali. Affari per 48 miliardi l’anno

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:19

(Bruxelles) Ufficialmente avviati oggi a Canberra i negoziati per un accordo commerciale “globale e ambizioso” tra Ue e Australia. “È incoraggiante, in questi tempi difficili, vedere che l’Australia condivide il nostro impegno a favore di un’agenda commerciale positiva e l’idea che accordi commerciali validi costituiscono una vittoria per entrambe le parti”, ha dichiarato la commissaria per il commercio, Cecilia Malmström. Obiettivo dei negoziati, spiega una nota di Bruxelles, è “eliminare gli ostacoli agli scambi di beni e servizi, creare opportunità per le piccole e le grandi imprese e stabilire norme ambiziose in linea con gli altri accordi commerciali dell’Ue, contribuendo così a plasmare il commercio mondiale”. Il primo ciclo formale di trattative tra i negoziatori delle due parti si svolgerà a Bruxelles dal 2 al 6 luglio. L’Australia è una delle economie sviluppate a crescita più rapida al mondo: l’Ue ne è già il secondo partner commerciale. Gli scambi bilaterali di merci sono aumentati in modo costante negli ultimi anni, fino a raggiungere quasi 48 miliardi di euro l’anno scorso; tra i settori più floridi le attrezzature di trasporto, i macchinari e le apparecchiature, i prodotti chimici e quelli alimentari e i servizi. L’accordo potrebbe comportare un aumento di più di un terzo degli scambi di merci tra i due partner. Dopo la visita in Australia la Commissaria Malmström si recherà a Wellington, e giovedì 21 giugno avvierà negoziati commerciali tra l’Ue e la Nuova Zelanda.

Salute in carcere: don Grimaldi (cappellani), “attenzione a patologie croniche e disturbi psichici in riforma ordinamento penitenziario non decollata”

Agensir.it - Mon, 2018-06-18 14:05

Cancro, leucemie, diabete, Alzheimer, depressione: queste le patologie più frequenti nella popolazione carceraria. Il 40% dei detenuti soffre di disturbi psicologici ma si riscontrano anche gravi patologie psichiatriche. Con la chiusura degli Opg circa 600 internati hanno trovato posto nelle Rems, ma 450 sono in lista d’attesa: o in carcere – dove non ricevono le cure di cui avrebbero bisogno – o per strada dal momento che spesso le famiglie non li accolgono. Lo dice in un’intervista al Sir don don Raffaele Grimaldi, per 23 anni cappellano nel carcere di Secondigliano (Napoli) e da un paio d’anni ispettore generale dei cappellani delle carceri italiane, Nei primi cinque mesi di quest’anno si sono registrati 18 suicidi; 52 nel 2017. Agli Stati generali dell’esecuzione penale del 2016, afferma il sacerdote “era emersa una grande attenzione” verso il tema salute – disagio psichico, “purtroppo la riforma dell’ordinamento penitenziario che avrebbe migliorato le condizioni detentive ‘umanizzando’ tutto il sistema non è decollata e non sappiamo che cosa accadrà con il nuovo governo” Eppure si tratta di “una riforma necessaria: la precedente risale al 1975”. Assistenza sanitaria a macchia di leopardo anche in carcere: “Nelle regioni più ‘virtuose’ dal punto di vista sanitario la struttura carceraria ne ha risentito in positivo; in negativo in quelle “in affanno”’, e se durante l’attesa un detenuto viene trasferito in un istituto di altre regioni occorre ricominciare tutto daccapo. Per don Grimaldi si tratta di una “chiesa sofferente e ‘imprigionata’ di cui dobbiamo tutti essere responsabili e farci carico”.

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