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Don Tom Uzhunnalil: don Cereda (Salesiani), “è in arrivo a Roma”. “Ringraziamo Dio, con gioia e commozione, e tutti color che hanno cooperato a sua liberazione”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 17:07

“Don Tom Uzhunnalil è ora in arrivo a Roma, dove si tratterà alcuni giorni in una comunità salesiana per accertamenti e cure mediche. Ringraziamo Dio, con immensa gioia e grande commozione, e tutti color che hanno cooperato alla sua liberazione, dopo un anno e mezzo di prigionia”. A comunicare la notizia, attraverso l’agenzia Ans, è il vicario del rettor maggiore dei Salesiani, don Francesco Cereda, che si appresta ad accogliere a Roma il missionario salesiano rapito in Yemen 18 mesi fa.

Diocesi: Gaeta, lunedì al santuario della Santissima Annunziata presentazione del libro “La corruzione spuzza”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 16:51

Lunedì 18 settembre, alle ore 19, presso il santuario della Santissima Annunziata a Gaeta, sarà presentato il libro “La corruzione spuzza”, edito da Mondadori. Saranno presenti gli autori magistrati Raffaele Cantone, presidente dell’Autorità nazionale anticorruzione (Anac), e Francesco Caringella, consigliere di Stato e presidente della Commissione di Garanzia presso l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (Agcom). L’evento è patrocinato dal Comune di Gaeta, dall’Ipab Santissima Annunziata e dall’arcidiocesi di Gaeta. Modera Luigi Galluzzo, giornalista di Mediaset.

Myanmar-Bangladesh: Unicef, “il 60% dei rifugiati Rohingya sono bambini traumatizzati. C’è bisogno di aiuti”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 16:33

Secondo l’Unicef dal 25 agosto ad oggi oltre 370.000 Rohingya hanno superato il confine dal Myanmar per trovare rifugio in Bangladesh. La portata e la velocità dell’afflusso di persone è senza precedenti nel Paese: 220.000 persone sono entrare in Bangladesh in soli sei giorni – tra il 4 e il 10 settembre. “È una crisi umanitaria che si sta acuendo: secondo le prime informazioni, il 60% di tutti i rifugiati sono bambini. Bambini che non hanno dormito per giorni e che sono stanchi e affamati. Dopo viaggi lunghi e difficili, molti sono malati e hanno bisogno di cure mediche. Bambini traumatizzati che hanno bisogno di protezione e supporto psicosociale. Fra i rifugiati ci sono anche madri in gravidanza”, ha dichiarato Jean Lieby, responsabile Unicef per la protezione infanzia in Bangladesh. Secondo l’Unicef almeno 200.000 bambini Rohingya hanno bisogno di aiuti urgenti, come acqua potabile e servizi igienici di base per prevenire l’insorgere di malattie legate all’acqua. Finora, con il supporto dei partner e della rete degli Spazi a Misura di Bambino e di centri per l’apprendimento dell’Unicef, sono stati identificati 1.128 bambini separati dalle famiglie.

Diocesi: Roma, mons. Ruzza nuovo segretario generale del Vicariato

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 16:17

Mons. Gianrico Ruzza, vescovo ausiliare per il settore Centro, è il nuovo segretario generale del Vicariato di Roma. Lo ha annunciato ogg il vicario di Roma, l’arcivescovo Angelo De Donatis, al termine della Messa presieduta nell’abside della basilica di San Giovanni in Laterano per le persone che prestano servizio in Vicariato. Ruzza, nato a Roma il 14 febbraio 1963, ordinato sacerdote nel 1987, è stato nominato dal Papa ausiliare per il settore Centro l’8 aprile 2016, titolare di Subaugusta. È anche, tra gli altri incarichi, presidente dell’Istituto interdiocesano per il sostentamento del clero e delegato del Centro diocesano per il diaconato permanente.
Nell’omelia della Messa, concelebrata dal vicegerente Filippo Iannone e dagli ausiliari Paolo Selvadagi e Paolo Lojudice, oltre che da Ruzza, e dai sacerdoti che prestano servizio in Vicariato, mons. De Donatis ha affermato di aver desiderato questa celebrazione per un “sovrabbondare nel rendimento di grazie” in apertura dell’anno pastorale. A proposito del servizio svolto da chi opera in Vicariato, De Donatis, prendendo spunto dalle letture del giorno in cui la Chiesa celebra la festa del Santissimo Nome di Maria, ha sottolineato che “il discepolo è il posto che ci compete. La collocazione del credente viene dal desiderare la preghiera del Maestro e la sua forza paterna, non deriva dal posto che occupiamo o dal ruolo che svolgiamo”. “La nostra casa – ha affermato il presule – è all’angolo tra la via della preghiera e piazza del Padre celeste”.

Myanmar: Wfp, “313.000 rifugiati in Bangladesh, distribuiti pasti energetici”. Quasi 3.000 donne incinte

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 16:16

L’agenzia delle Nazioni Unite World food programme (Wfp) sta rispondendo agli urgenti bisogni alimentari di decine di migliaia di persone affamate in arrivo nel distretto di Cox’s Bazar in Bangladesh, in fuga dalle violenze e dall’instabilità dello Stato Rakhine, in Myanmar.  Si stima che 313.000 persone abbiano attraversato il confine in Bangladesh. Dal 27 agosto, il Wfp ha fornito biscotti ad alto contenuto energetico a più di 68.800 persone che arrivano in cerca di un rifugio nei già sovraffollati insediamenti di Cox’s Bazar. Più di 1.000 donne hanno inoltre ricevuto biscotti ad alto contenuto energetico in spazi appositamente creati per loro e sostenuti dall’Unfpa (Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione). Circa 77.600 persone hanno ricevuto pasti caldi di khichuri, una specie di zuppa di riso lenticchie, attraverso le cucine comuni gestite da Action contre la faim, dove il Wfp fornisce riso. Queste cucine continuano a preparare pasti per circa 5.300 persone al giorno.
Il Wfp è particolarmente preoccupato per le condizioni di salute di donne e bambini che arrivano affamati e malnutriti. Quasi 3.000 donne incinte, neo mamme e bambini sotto i cinque anni hanno ricevuto una speciale zuppa di grano e farina di soia ad alto contenuto nutritivo.  Il 9 settembre, il Wfp ha iniziato a distribuire 25 chili di riso alle famiglie appena arrivate, sia nei campi veri e propri che negli insediamenti di fortuna. Finora più di 11.800 famiglie – quasi 60.000 persone – hanno ricevuto riso.  In futuro prevede di continuare a fornire biscotti ad alto contenuto energetico alle famiglie in arrivo, seguiti da 50 chili di riso al mese, per quattro mesi. Il Wfp ha bisogno di almeno 14,8 milioni di dollari, per aumentare l’assistenza a coloro che cercano rifugio nei campi, per i prossimi quattro mesi. Le esigenze finanziarie potrebbero aumentare in base all’aumento del numero di persone che necessitano di assistenza.

Bangladesh, Ukhia, 08 September 2017
In the Photo: a mother receives biscuits for her family at Kutupalong registered camp i

Diocesi: Capua, al via il progetto “Educare alla legalità”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 15:59

Al via il progetto “Educare alla legalità”. Ieri si sono riuniti presso la sala giunta del Comune di Santa Maria Capua Vetere i rappresentati e delegati dei 15 soggetti firmati del protocollo della legalità, sottoscritto lo scorso 3 luglio presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. Ne informa, oggi, “Kairosnet”, il blog dell’arcidiocesi di Capua. Tante le proposte per il nuovo anno scolastico. Previsti momenti formativi per gli insegnanti, incontri presso gli istituti scolastici con le forze dell’ordine, magistrati e sacerdoti. A portare il saluto dei vertici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere il magistrato Sergio Enea, presidente della sottosezione dell’Associazione nazionale magistrati. Oltre dei momenti formativi per i ragazzi delle scuole proposte una visita a Roma all’Udienza del Santo Padre e una marcia della pace. “Tutto è iniziato il 27 gennaio scorso nell’incontro organizzato presso il duomo di Santa Maria Capua Vetere – ha dichiarato Giuseppe Simeone, delegato dell’arcidiocesi di Capua – con le parole di sua Santità Francesco su questa splendida terra. Nel corso dell’ultimo anno scolastico abbiamo incontrato tantissimi giovani e dopo tanti momenti di ascolto e confronto insieme a sacerdoti, magistrati e forze dell’ordine abbiamo deciso di organizzare anche una visita all’Udienza del Santo Padre e una marcia della pace”.

Irlanda: Social Justice Ireland, “il salario minimo non consente di vivere”. 10% popolazione in condizioni di privazione

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 15:40

“Il salario minimo nazionale irlandese non consente alle persone di vivere secondo il cosiddetto standard minimo di vita in Irlanda e l’aumento previsto nel 2018 non farà molto per cambiarlo” in una situazione in cui “circa il 10% dei lavoratori ricevono il salario minimo o ancora meno”. La denuncia arriva dall’istituto Social Justice Ireland (Sji), Ong indipendente, diretta da padre Seán Healy, della Società missioni africane. Si tratta di una percentuale “doppia di quella precedentemente stimata, a cui vanno aggiunte le decine di migliaia di persone che lavorano per un compenso superiore al salario minimo ma al di sotto di un salario che garantisca una vita dignitosa”. I dati statistici, su cui la denuncia si fonda, parlano di 13,3% di lavoratori irlandesi che vivono in condizioni povertà e del 24,8% dei lavoratori in condizioni di privazioni, un totale di 400mila persone su 4,7 milioni di abitanti (un decimo della popolazione). “Ciò evidenzia il fallimento di politiche che si concentrano sulla creazione di posti di lavoro come mezzo per il progresso sociale”, denuncia Sji. L’impegno del governo di aumentare nel 2018 il salario minimo è ancora del 20% al di sotto del salario necessario per uno standard di vita socialmente accettabile in Irlanda. Se pure è positivo il dato della crescita dell’occupazione, “molti dei posti di lavoro creati sono sotto-pagati e spesso precari. La qualità del lavoro deve essere ora un obiettivo centrale della politica”, scrive Sji.

Diocesi: Caritas Roma, al via le iscrizioni al corso base di formazione al volontariato

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 15:22

Iniziano oggi le iscrizioni alla nuova edizione del corso base di formazione al volontariato promosso dalla Caritas di Roma. Il programma, dieci incontri strutturati in moduli base e in approfondimenti, inizierà il 16 ottobre per concludersi il 28 novembre. La formazione è indirizzata non solo a quanti desiderano impegnarsi nei centri Caritas, ma anche a coloro interessati ad approfondire le tematiche e gli aspetti del volontariato. Gli incontri, che comprendono sia aspetti teorici – teologia e pastorale della carità, dinamiche di lavoro di rete, conoscenza dei servizi sociali – sia esperienze di tirocinio, saranno tenuti da operatori Caritas insieme ad esperti del mondo del volontariato e dei servizi sociali pubblici e privati, e si svolgeranno in orari diversi e sedi dislocate in tutta la città per favorire il più possibile la partecipazione. “Chi lo desidera, al termine del corso, potrà operare come volontario nei 51 centri della Caritas a livello diocesano in attività a favore dei senza dimora, dell’integrazione dei cittadini immigrati, nella promozione della solidarietà al fianco dei giovani in difficoltà, delle famiglie, dei malati di Aids”, avverte una nota della Caritas di Roma. Info: www.caritasroma.it

Parlamento Ue: oggi confronto con Mogherini su migrazioni, Corea, Venezuela e Turchia

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 15:20

(Strasburgo) La plenaria dell’Europarlamento, in corso a Strasburgo, prevede, questo pomeriggio, una serie di dibattiti sui temi di politica internazionale. L’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza, Federica Mogherini, si confronterà con gli eurodeputati su migrazioni, situazione in Corea del Nord e Venezuela e sulle relazioni tra Ue e Turchia. Per quanto riguarda le relazioni tra con Ankara, in particolare, i deputati avevano espresso la loro preoccupazione nel luglio scorso in merito ai negoziati di adesione all’Unione e avevano invitato la Commissione e i governi nazionali a “sospendere senza indugio i negoziati di adesione con la Turchia se il pacchetto di riforme costituzionali verrà attuato senza modifiche”. Oggi in aula il presidente dell’Europarlamento, Antonio Tajani, ha tenuto un discorso per fare il punto sulla politica Ue, le sfide che toccano l’Europa comunitaria e la difesa dei valori comuni e ribadire la centralità dell’Assemblea nell’architettura politica Ue. Ampio il capitolo dedicato alle riforme necessarie nell’Ue e al nuovo rapporto di fiducia da costruire con i cittadini.

Comece: incontro con Ong, “riduzione progressiva dello spazio di azione della società civile”. I compiti della politica

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 15:05

(Bruxelles) Si riduce lo spazio per la partecipazione della società civile. L’osservazione arriva da Bruxelles dove nei giorni scorsi si è svolto un incontro ospitato dalla Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) con rappresentanti delle Ong e realtà di ispirazione religiosa coinvolti nella fornitura di servizi di base in vari settori (sanità, istruzione, sviluppo, promozione di democrazia, buona governance e stato di diritto) per “condividere esperienze in materia di riduzione dello spazio” si legge in una nota diffusa oggi dal segretariato Comece. L’analisi trova conferma in una relazione del Parlamento europeo dell’aprile scorso e nei dati del Centro internazionale per il diritto Non Profit secondo cui vi sono state “120 leggi restrittive adottate in 60 Paesi tra il 2012 e il 2015”: divieti di viaggio, rifiuti arbitrari di iscrizioni o restrizioni al finanziamento dall’estero, come anche la definizione-stigma di “agenti stranieri” o le false accuse di svolgere attività anti-statali o terroristiche. “Gli attori della società civile e i responsabili politici devono lavorare insieme per contrastare il fenomeno” con “indagini basate su prove per ottenere dati affidabili o ancora, incoraggiare canali diplomatici e dialoghi sui diritti umani” è l’invito che arriva dalla riunione Comece. Positiva la valutazione della votazione della settimana scorsa nel Comitato di sviluppo del Parlamento Ue su una proposta di relazione per affrontare il problema.

Politica: Prodi, “demolire l’Ue? Sarebbe un disastro. Non è l’Europa che sognavo, ma ci può aiutare a uscire dalla tempesta”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 14:47

“Demolire l’Europa per sostituirla con cosa? Perché sia chiaro che nessuna nazione può farcela da sola”. L’analisi di Romano Prodi – economista, ministro, due volte presidente del Consiglio, già presidente della Commissione Ue – affronta, intervistato dal Sir alla vigilia del Discorso sullo stato dell’Unione che Juncker pronuncerà domani a Strasburgo, l’attualità e il futuro dell’integrazione comunitaria. Dall’economia alla sicurezza, dalle migrazioni al Brexit (“è il risultato della distanza dell’Europa dai cittadini”), Prodi ricorda il valore storico della costruzione comunitaria per superare i conflitti e per creare crescita e benessere. “È ancora il tempo della solidarietà”, spiega. “Furono i padri dell’Europa, a cominciare da Robert Schuman, che posero la solidarietà come fondamento dell’Unione. Li guidava la memoria di ciò che la guerra aveva provocato e la volontà di impedire che ciò che era accaduto con la seconda guerra mondiale potesse accadere di nuovo”. La situazione oggi? “Oggi diamo per scontata la pace entro i nostri confini, nonostante il mondo attorno a noi sia travolto da una ‘terza guerra mondiale a pezzi’, come l’ha efficacemente definita Papa Francesco. È un errore nel quale più facilmente cadono le nuove generazioni, nate molto dopo il conflitto mondiale, che sembrano non avvertire il ruolo dell’Europa unita nella conquista di una pace che dura da oltre settant’anni”.
Prodi afferma poco oltre: “Siamo di fronte a un crescente e pericoloso fenomeno antieuropeo e antisistema che cerca di far leva sul naturale senso di appartenenza al proprio Paese, comune a tutti i popoli e di per sé sentimento genuino e giusto. Si mira a indebolire ciò che in oltre settant’anni è stato costruito con pazienza e grande lungimiranza politica”. Ancora: “Ho detto più volte che questa Europa è un pane cotto a metà. È un’Europa che non convince e non risolve, che non offre risposte politiche ai nostri problemi: disoccupazione, perdita di potere economico della classe media, immigrazioni. Ma non è demolendola che avremo risolto i nostri guai, anzi sarebbe un totale disastro. La proposta dell’Europa a due velocità che io stesso avevo predicato da tempo, è per il momento la sola risposta possibile in mancanza di una condivisa politica europea. Non è l’Europa che avevo sognato, ma ci può aiutare a uscire dalla tempesta”.

Disabilità: Osp. Bambino Gesù-Inps, un certificato specialistico pediatrico per semplificare il riconoscimento dell’invalidità civile

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 14:31

“Agevolare l’iter sanitario dei genitori di bambini disabili per il riconoscimento delle prestazioni assistenziali di invalidità e handicap alle quali hanno diritto”. È l’obiettivo del protocollo sperimentale siglato tra l’Inps (Istituto nazionale di previdenza sociale) e l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù. L’intesa sarà presentata ai medici dell’Ospedale romano domani, mercoledì 13 settembre, alle ore 15 presso l’Auditorium San Paolo (Viale F. Baldelli, 38 – Roma). Il protocollo, sottoscritto anche con gli ospedali Gaslini di Genova e Meyer di Firenze, durerà 18 mesi e consentirà ai medici del Bambino Gesù di redigere un certificato specialistico pediatrico per ridurre i disagi di pazienti e famiglie nel corso dell’iter sanitario. “Grazie a questo documento, predisposto dall’Inps e dalla Società italiana di pediatria (Sip), a partire dal primo ricovero sarà possibile acquisire tutti gli elementi necessari per la valutazione medico-legale e il minore non dovrà effettuare altri eventuali esami o accertamenti – si legge in una nota -. Il documento semplificherà l’iter per numerose patologie complesse come ad esempio sordità, cecità e malattie rare. La certificazione sarà inserita direttamente dai medici nei sistemi informativi dell’Inps e l’Istituto di previdenza potrà disporre subito di tutti i dati necessari per valutare il caso. Le famiglie dovranno quindi limitarsi ad inoltrare la domanda all’Inps”.
Alla presentazione dell’evento interverranno, tra gli altri, Tito Boeri, presidente dell’Inps, Mariella Enoc, presidente del Bambino Gesù, Gabriella Di Michele, direttore generale dell’Inps, e Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale e Malattie infettive del Bambino Gesù nonché presidente della Sip. All’Ospedale pediatrico Bambino Gesù si rivolge un numero molto elevato di famiglie con bambini affetti da patologie gravi, complesse, fortemente invalidanti e che non di rado si protraggono per tutta la vita del figlio. Per i pazienti ricoverati nel 2016 la Direzione sanitaria ha autorizzato 125 visite ai fini dell’accertamento di invalidità; mentre per i 220.000 pazienti che hanno effettuato prestazioni ambulatoriali, nel 2,5% dei casi (parliamo di oltre 5000 pazienti) è stata riconosciuta l’esenzione per invalidità civile.

Lavoro: Rossini (Acli), “è un’emergenza”. “Tema del ‘Valore’ particolarmente importante in queste fase del dibattito politico”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 14:19

“Il tema del ‘Valore lavoro’ è particolarmente importante in queste fase del dibattito politico. Abbiamo apprezzato alcune proposte del governo rispetto ad alcuni temi ma a Napoli vorremmo discuterle e provare a sentire cosa ne pensa la base degli aclisti per poi rilanciare la nostra azione”. Lo ha affermato questa mattina Roberto Rossini, presidente nazionale delle Acli, nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. “Riteniamo che attraverso i precedenti 49 incontri nazionali di studi si sia costruito un pezzo della storia italiana” e più in generale che “le Acli, i nostri padri, abbiano contribuito a costruire la democrazia”. “Quest’anno – ha continuato – abbiamo deciso di dedicare l’incontro nazionale di studi al tema del lavoro perché è un’emergenza e costituisce un po’ il dna della nostra associazione”. All’evento di Napoli parteciperanno – ha spiegato – “alcuni studiosi che condivideremo con la 48ª Settimana sociale dei cattolici italiani: suor Alessandra Smerilli, Ivana Pais, Leonardo Becchetti, Francesco Seghezzi”. “Faremo alcuni laboratori perché le nostre proposte possano essere discusse e non ci si limiti semplicemente ad un ascolto passivo”. Nella prima giornata sarà presente Luigi De Magistris, sindaco di Napoli, nella seconda interverrà l’arcivescovo di Napoli, il card. Crescenzio Sepe, mentre nella giornata conclusiva sarà la volta del presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca. All’incontro di studi parteciperanno anche Graziano Delrio, ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Andrea Olivero, viceministro all’Agricoltura, Luigi Bobba, sottosegretario per il Lavoro e le politiche sociali, Annamaria Furlan, segretaria generale della Cisl, Salvatore Lauro, presidente Alilauro spa e Lauro.it, e Maurizio Del Conte, presidente dell’Anpal (Agenzia nazionale politiche attive lavoro).

Risparmi: De Palo (Forum), “la famiglia si impoverisce e tutto il Paese ne soffre”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 14:13

“È grave la notizia che ci arriva oggi da Impresalavoro per la quale le famiglie italiane avrebbero perso in dieci anni l’1,7% del risparmio”: lo afferma Gigi De Palo, presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari. “Tra i Paesi europei solo la Grecia è riuscita a fare peggio di noi”, sottolinea il presidente, che ricorda: “Sono numeri che vanno in controtendenza con quelli che leggiamo sui giornali delle ultime settimane”. Per De Palo, “la notizia è grave non soltanto perché il risparmio delle famiglie è tutelato dalla Costituzione (art. 47 Cost.) ma, cosa ancora più importante, perché far crescere il risparmio delle famiglie significa nella sostanza far crescere il Paese”.
“Il risparmio è da sempre utilizzato dalle banche per finanziare l’attività produttiva, se il risparmio diminuisce perché i salari non sono sufficienti a far sopravvivere le famiglie, diminuiscono gli investimenti per le imprese e quindi il Paese cresce meno e si impoverisce”, evidenzia il presidente del Forum. “Ancora una volta si conferma che la famiglia è la prima risorsa economica e sociale del Paese. Se soffre la famiglia, soffre il Paese. Ci auguriamo – conclude De Palo – che anche questo argomento arrivi sui tavoli dell’ormai prossima Conferenza sulla famiglia e della discussione della Legge di stabilità”.

Giovani: Treu (Cnel), “mi preoccupa la sfiducia”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 14:00

“È evidente che la priorità sono i giovani. Perché non solo si prepara una vita più povera. Mi preoccupa la sfiducia”. Lo ha affermato questa mattina Tiziano Treu, presidente del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), commentando la ricerca “Il Ri(s)catto del presente. Giovani italiani, expat e seconde generazioni (G2) di fronte al lavoro e al cambiamento delle prospettive generazionali” nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. “Dappertutto i giovani hanno difficoltà”, ha notato Treu, ma “un conto è che abbiano un po’ più di difficoltà come in Germania, altro è che hanno una difficoltà tale che rischia di esserci un fossato tra generazioni. In Italia siamo su un fossato”. Ricordando anche il suo impegno personale, il presidente del Cnel ha rilevato che “le riforme fatte in questi ultimi anni hanno rimesso in sesto alcune regole fondamentali che forse andavano sistemate 10-15 anni fa come hanno fatto altri Paesi. Ma questa è una premessa. Adesso si tratta di affrontare i problemi di fondo, non solo con delle norme, ma con la cultura, gli investimenti in formazione, l’attivazione delle parti sociali”. Treu ha poi osservato che “c’è un salto tecnologico veloce, profondo e dagli esiti incerti. Anche la formazione deve fare un salto per accompagnare il salto tecnologico”. Secondo il presidente del Cnel, “la formazione professionale è una ‘cenerentola’ da far diventare principessa”, ma “credo moltissimo nell’alternanza scuola-lavoro. Le prime esperienze dimostrano che se è fatta bene per i ragazzi è una marcia in più”. “Il tema della ‘industria 4.0’ e della ‘gig economy’ tocca tutti”, ha proseguito, tuttavia “i ‘millennials’ sono quelli su cui dobbiamo puntare di più”. Su questo aspetto servono “tutele, ma non solo. Servono anche strumenti, promozione”. Treu ha concluso anticipando che per coinvolgere i giovani c’è l’intenzione di “attivare un centro di ascolto del Cnel”.

Cottolengo: Unitalsi, “gioia ed emozione per la nomina di don Arice a superiore generale. Per noi guida fondamentale”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:55

“Grande gioia ed emozione”. La esprimono il presidente e l’assistente nazionale, il Consiglio direttivo nazionale, i presidenti di sezione e tutta l’Unitalsi per “il nuovo servizio di responsabilità a cui don Carmine Arice è stato chiamato” e gli assicurano “la preghiera convinta e l’affetto di sempre perché sappia continuare a testimoniare la bellezza della esperienza della fede che esprime carità e diventa cammino di vita nuova”. Don Carmine Arice, direttore dell’Ufficio nazionale per la pastorale della salute della Conferenza episcopale italiana e membro della Pontificia Commissione per le attività del settore sanitario delle persone giuridiche pubbliche della Chiesa, è stato eletto nuovo padre generale del Cottolengo. “Sono molto felice – ha dichiarato Antonio Diella, presidente nazionale dell’Unitalsi – per la sua elezione. Don Carmine all’interno della nostra Associazione non riveste solo il ruolo di assistente di sezione, ma è anche un prezioso collaboratore nel tracciare le linee del cammino spirituale dell’Unitalsi. Don Carmine ci ha spesso spronati a vivere la nostra Associazione come una realtà di persone che sanno trasformare un’esperienza personale fondante in una testimonianza concreta e fattiva. Nel prossimo pellegrinaggio nazionale, che ci apprestiamo a vivere a Lourdes dal 21 al 30 settembre, lo affideremo a Maria e a Santa Bernadette affinché lo assistano nello svolgimento del suo nuovo compito”. Don Carmine Arice dal 2009 è assistente della sezione piemontese dell’Unitalsi, ma è profondamente legato all’Associazione da quando fin da giovane ha incominciato a viverla e a conoscerla. Da tutta l’Associazione “un sincero augurio per questo nuovo impegno che lo porterà ancora di più vicino ed in ascolto dei poveri e dei sofferenti”.

Incontro Sant’Egidio: si conclude a Osnabrück l’incontro “Strade di pace”. Abbraccio dei leader religiosi e appello finale

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:52

(dall’inviata a Münster) Si concluderà stasera con la preghiera per la pace delle religioni l’incontro internazionale “Strade di pace” promosso dalla Comunità di Sant’Egidio a Münster e Osnabrück, in Germania, nel 500° anniversario della Riforma luterana. Dopo essersi riuniti per tre giorni a Münster, oggi pomeriggio i leader religiosi e il popolo della Sant’Egidio si ritroveranno in vari luoghi del centro di Osnabrück per un momento di preghiera secondo le diverse Confessioni religiose. Ci sono cristiani delle diverse fedi (si ritroveranno per una preghiera ecumenica nel duomo), ebrei, musulmani, sikh, zoroastriani, hindi, jainisti e buddisti. Poi tutti convergeranno verso la Piazza del Mercato per accendere una luce al candelabro della pace e scambiarsi un abbraccio di pace, secondo la tradizione degli incontri nello “spirito di Assisi”. Da Osnabrück, cittadina che insieme a Münster, ospitò le trattative che posero fine alla Guerra dei Trent’Anni tra cattolici e protestanti, verrà lanciato un forte appello per la pace in un tempo segnato da troppi conflitti, terrorismo e violenza diffusa.
Tanti i temi toccati da oltre 300 leader religiosi e rappresentanti della cultura e della politica nel corso delle 24 tavole rotonde, che si sono tenute ieri e stamattina: guerra, migrazioni, tutela dell’ambiente, unità dei cristiani, Africa, Europa e Medio Oriente. E, infine, due forum dei giovani ai quali hanno partecipato giovani delle scuole di Münster e dove, a quella di oggi, si è parlato della “Pace in cammino vivere insieme nel tempo della globalizzazione” con padre José Alejandro Solalinde Guerra, il religioso messicano, direttore di “Hermanos en camino” che aiuta al confine con gli Usa i migranti.

Incontro Sant’Egidio: Pompei, non c’è invasione, al 31 agosto 2017 siamo arrivati a 123.950 ingressi

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:48

(dall’inviata a Münster) “Non si comprende perché il tema immigrazione è su tutte le prime pagine dei giornali europei? I dati del fenomeno in Europa non ci aiutano a dare una riposta. Nel 2015 gli ingressi in Europa attraverso il mare hanno superato il milione (esattamente 1.015.0789). Nel 2016 gli ingressi sono scesi a 362.753 (solo poco più di un terzo dell’anno precedente). Al 31 agosto del 2017 siamo arrivati a 123.950 . L’anno non è finito, ma che si possa raggiungere il dato del 2015 e anche quello del 2016 sembra altamente improbabile”. Smonta con i dati alla mano gli allarmi di una invasione di migranti in Europa Daniela Pompei, responsabile per le migrazioni della Comunità di Sant’Egidio. “Il problema – osserva – evidentemente sta da un’altra parte. Sta nelle agende elettorali di alcuni Paesi europei, come l’Italia e in generale, effettivamente la vittoria dei populismi è quella di mettere sempre al centro del dibattito il tema dell’immigrazione, mentre ci sarebbero molte altre questioni sicuramente più urgenti che andrebbero discusse come i disastri ambientali che stanno cominciando a toccare anche il nostro Paese”. “I corridoi umanitari – aggiunge Pompei – hanno dimostrato un’Italia diversa. Non c’è solo un’Europa che grida e respinge, c’ è un’Italia e anche un’Europa che desidera aiutare, una società civile attiva che ha accolto e sta prendendo l’onere dell’accoglienza”. E poi conclude: “È possibile governare il fenomeno migratorio, il problema è trovare e mettere in atto le soluzioni”. Come? “Valutando le stime degli arrivi e decidendo quote di ingressi e criteri. Cominciamo a lavorare”.

Giovani: Vacchina (Acli), “i più penalizzati fra tutti i lavoratori che hanno difficoltà”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:37

“Fra tutti i lavoratori che hanno difficoltà i giovani sono assolutamente più penalizzati degli altri”. Lo ha affermato questa mattina Paola Vacchina, responsabile Ufficio studi e ricerche Acli e membro del Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro (Cnel), presentando il “Pacchetto formazione”, una serie di proposte di legge su lavoro e formazione formulate dalle Acli, nel corso della conferenza stampa in cui, alla Camera dei deputati, si sono anticipati alcuni temi al centro del 50° incontro nazionale di studi delle Acli che si svolgerà dal 14 al 16 settembre a Napoli. Per confermare quanto i giovani italiani siano penalizzati, Vacchina ha citato un paio di dati: “La disoccupazione generale in Germania è a giugno 2017 del 3,8% e quella giovanile pari a 6,7%; in Italia quella generale era l’11,1%, quella giovanile al 35,4%. Una differenza enorme”. Presentando brevemente alcune proposte elaborate dalle Acli, Vacchina ha sottolineato che “chiediamo al nostro Paese di investire su un piano strategico per la formazione professionale a cominciare dalle nuove generazioni. Perché un’infrastruttura solida è utile anche per le generazioni adulte in vista di quei processi che nei prossimi anni chiederanno riqualificazione e riconversione di tanti lavoratori maturi che rischieranno di essere espulsi dal nuovo mercato del lavoro”. “È stata un’ottima cosa – ha spiegato – riavvicinare la scuola al lavoro, ma questa è solo una gamba e per correre ce ne vogliono due”. “L’altra gamba troppo debole – ha proseguito – è la formazione professionale (formazione terziaria ma non accademica)”. “Con il ‘jobs act’ abbiamo avuto un investimento sulle politiche attive del lavoro e una riforma dell’apprendistato”. “Bisogna rafforzare e rendere stabiliti i finanziamenti così come permettere la diffusione dell’Ifp (Istruzione e formazione professionale) in tutte le Regioni d’Italia”. “Una riflessione – ha continuato Vacchina – riguarda la ‘Garanzia giovani’, per far sì che la seconda fase possa orientarsi maggiormente all’inserimento concreto nel mercato del lavoro e alla formazione anche perché i giovani presi in carico possano acquisire il diploma”. Rispetto “ai lavoratori della ‘gig economy’ che sono molto esposti e vanno presi in considerazione per estendere a loro tutte le tutele e le garanzie”. C’è poi la proposta di “rimuovere il vincolo per l’uso di carattere non commerciale dei beni pubblici in disuso o confiscati alle mafie” consentendo l’accesso “ad imprese sociali di giovani che creano lavoro per creare occupazione per altri giovani”. Vacchina ha anche anticipato che altre misure riguardano l’“attenzione alle donne” e una “riflessione sul ‘lavoro solidale’, quello volontario al confine con altre forme di lavoro”.

Diocesi: Caltanissetta, venerdì 15 un incontro au “maschile e femminile: la bellezza della differenza”

Agensir.it - Tue, 2017-09-12 13:31

“Maschile e femminile: la bellezza della differenza”. Questo il titolo di un incontro culturale promosso dalla diocesi di Caltanissetta e rivolto ai docenti, agli educatori e agli operatori pastorali e culturali e ai catechisti, che si svolgerà venerdì 15 settembre, alle ore 17, nell’auditorium del Seminario vescovile. Sul tema della differenza di genere, e della “Gender Theory”, la diocesi nissena ha elaborato un documento dei Consigli pastorale e presbiterale, già dallo scorso anno distribuito in tutte le parrocchie, partendo dalle Scritture e dal magistero pontificio, in particolare di San Giovanni Paolo II. Si legge nel documento: “Il maschile e il femminile si esprimono nella umanità relazionale, sviluppando, a partire dall’identità sessuale, e dal rispetto reciproco dei corpi delle persone, tutte le potenzialità connesse alla cultura del dono e al superamento dei conflitti senza violenza”. La riflessione dell’incontro di venerdì si propone di approfondire le implicazioni psicologiche e antropologiche delle diverse posizioni culturali sul gender.

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