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Papa Francesco: a Unione apostolica clero, “spiritualità diocesana” è “spiritualità di comunione”

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:54

“Promuovere una spiritualità della comunione”, che diventi come un “principio educativo in tutti i luoghi dove si plasma l’uomo e il cristiano”. È questo, per il Papa, il primo imperativo di un sacerdote: è il cardine della “spiritualità diocesana” che è “spiritualità di comunione”. “Si diventa esperti di spiritualità di comunione anzitutto grazie alla conversione a Cristo, alla docile apertura all’azione del suo Spirito, e all’accoglienza dei fratelli”, ha spiegato Francesco ricevendo in udienza i partecipanti all’assemblea internazionale della Confederazione Unione apostolica del clero. “La fecondità dell’apostolato non dipende solo dall’attività e dagli sforzi organizzativi, pur necessari, ma in primo luogo dall’azione divina”, ha ammonito il Papa: “Oggi come in passato sono i santi i più efficaci evangelizzatori, e tutti i battezzati sono chiamati a tendere alla misura alta della vita cristiana, cioè alla santità. A maggior ragione questo concerne i ministri ordinati”. La Giornata mondiale di preghiera per la santificazione del clero, che si celebra ogni anno nella festa del Sacro Cuore di Gesù, per Francesco “costituisce un’occasione propizia per implorare dal Signore il dono di zelanti e santi ministri per la sua Chiesa”. “Per realizzare quest’ideale di santità, ogni ministro ordinato è chiamato a seguire l’esempio del Buon Pastore che dà la vita per le sue pecore”, l’invito: “E dove attingere questa carità pastorale se non nel cuore di Cristo? In esso il Padre celeste ci ha colmati di infiniti tesori di misericordia, tenerezza e amore: qui possiamo sempre trovare l’energia spirituale indispensabile per irradiare nel mondo il suo amore e la sua gioia. E a Cristo ci conduce, ogni giorno, anche la relazione filiale con la nostra Madre, Maria Santissima, specialmente nella contemplazione dei misteri del Rosario”.

Papa Francesco: a Santa Marta, “è lo Spirito Santo a far crescere il regno di Dio, non i piani pastorali”

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:49

“È lo Spirito Santo che fa crescere dentro il regno di Dio, non sono i piani pastorali, le grandi cose. No, è lo Spirito, di nascosto. Fa crescere e arriva il momento e appare il frutto”. Lo ha affermato questa mattina Papa Francesco, nell’omelia della Messa celebrata a Casa Santa Marta. Secondo quanto riferisce Radio Vaticana, il Papa ha osservato che come il seme che, seminato, cresce da dentro, così il regno di Dio cresce “di nascosto” in mezzo “a noi” o si trova nascosto come “la gemma o il tesoro” ma “sempre nell’umiltà”. “Ma chi dà la crescita a quel seme, chi lo fa germogliare?”, ha chiesto il Papa. “Dio, lo Spirito Santo che è in noi”, la risposta. “E lo Spirito Santo è spirito di mitezza, spirito di umiltà, è spirito di ubbidienza, spirito di semplicità”. Riferendosi poi alla vicenda del “buon ladrone”, il Papa si è domandato chi sia stato a seminare il seme del regno di Dio nel suo cuore: forse la mamma – ha ipotizzato – o forse un rabbino quando gli spiegava la legge. Poi, forse, se ne è dimenticato ma ad un certo punto “di nascosto” lo Spirito lo fa crescere. Questo fa dire al Papa che il regno di Dio è sempre “una sorpresa” perché è “un dono dato dal Signore”. Gesù – ha proseguito – spiega anche che “il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione e nessuno dirà: ‘Eccolo qui oppure eccolo là’”. “Non è uno spettacolo o più brutto ancora un carnevale”, ha ammonito il Papa, aggiungendo che “il regno di Dio non si fa vedere con la superbia, con l’orgoglio, non ama la pubblicità: è umile, nascosto e così cresce”. “Noi tutti siamo chiamati a fare questa strada del regno di Dio: è una vocazione, è una grazia, è un dono, è gratuito, non si compra, è una grazia che Dio ci dà. E noi tutti battezzati – ha rilevato – abbiamo dentro lo Spirito Santo”. “Come è il mio rapporto con lo Spirito Santo, quello che fa crescere in me il regno di Dio? Una bella domanda da farci oggi: io ci credo, credo davvero che il regno di Dio è in mezzo a noi, è nascosto o mi piace più lo spettacolo?”, ha continuato. In conclusione, l’invito a chiedere allo Spirito Santo la grazia di fare germogliare “in noi e nella Chiesa, con forza, il seme del regno di Dio perché divenga grande, dia rifugio a tanta gente e dia frutti di santità”.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), “corrispondere alla fiducia del Papa”

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:32

“Corrispondere a una fiducia così grande, e applicarci seriamente a questo compito di rinnovamento, sarà per noi motivo di gioia e di dedizione senza riserve”. Ad assicurarlo è stato mons. Pierangelo Sequeri, presidente del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2017-2018. Il riferimento è alla “Summa familiae cura”, con cui Papa Francesco ha dato un nuovo assetto all’istituto voluto da Giovanni Paolo II. “In primo luogo si tratta di onorare la straordinaria fiducia che ci è generosamente accordata”, ha detto Sequeri a proposito degli impegni futuri: “Papa Francesco mette la sua firma su questa rifondazione dell’Istituto: e dunque si fa personalmente garante del suo munus di competenza e di servizio per tutta la Chiesa. Il Papa non si limita a conservare l’esistente, desidera aprirgli un futuro. Rilancia l’intuizione lungimirante e l’eredità preziosa della sua prima fondazione come un tesoro che deve essere custodito e un talento che deve essere trafficato. E ci affida personalmente il compito di modellare la nuova costituzione di questo centro di studi, di ricerca e di formazione, nei termini più rispondenti alle esigenze del progetto pastorale che la Chiesa post-sinodale è autorevolmente impegnata a costruire”. “L’obiettivo della Chiesa – ha concluso il preside – è quello di attrezzarsi per abitare evangelicamente la realtà storica delle relazioni famigliari, per illuminare la sua verità e prendersi cura delle sue fatiche in termini adeguati alla condizione esistenziale in cui sono chiamati a viverle gli uomini e le donne che le sono affidati da Dio”. Nell’anno accademico 2016-2017, il numero degli studenti iscritti nella sede centrale è stato di 533, provenienti da 60 Paesi diversi. 107 gli studenti iscritti nella sezione statunitense, 1.357 nella sezione messicana, 793 nella sezione spagnola, 40 per ogni corso di specializzazione nella sezione brasiliana. La sezione per l’Africa francofona nello scorso anno accademico ha registrato 39 iscritti da 9 Paesi diversi, quella indiana 57. Gli studenti del Centro associato di Melbourne, in Australia, sono stati 119, quelli del Centro associato di Beirut, in Libano, 81. A Daejeon (Corea), il Centro conta un totale di 45 studenti, mentre quello di Bacolod (Filippine) ha avuto complessivamente 63 studenti. 446, infine, gli studenti totalizzati al Centro associato di Bogotá, in Colombia.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), c’è “oscuramento” su famiglia e matrimonio

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:31

Sulla famiglia e sul matrimonio, incombe oggi un “oscuramento aggravato da una diffusa incertezza a riguardo della verità e della sostenibilità del vincolo, e in generale dei legami”. Così mons. Pierangelo Sequeri, preside del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia, ha definito lo “stato di salute” della famiglia e del matrimonio, nella sua relazione in apertura dell’anno accademico 2017-2018. “La latitanza e le reticenze delle istituzioni politiche, insieme con la pressione di conformità esercitata dalle odierne dinamiche sociali e culturali, contribuiscono in molti casi ad aggravare gli effetti di questa vulnerabilità della condizione famigliare”, ha proseguito Sequeri, secondo il quale “la Chiesa non può sottrarsi al compito di condividere questa condizione. E lungi dal prenderne distanza, deve frequentarla – e anzi, generosamente abitarla – con tutto l’amore, con tutta la misericordia, e con tutta l’energia di cui dispone da parte dello Spirito di Dio”. Dopo il doppio appuntamento sinodale sulla famiglia, ha ricordato il preside, l’Amoris Laetitia ha rilanciato la “speciale attenzione che le comunità cristiane devono dedicare all’annuncio evangelico e alla cura pastorale delle virtù coniugali e famigliari”: è l’esortazione apostolica del Papa, ha sottolineato Sequeri, a dettare “i contenuti e lo stile sui quali la Chiesa deve registrare il suo profilo ministeriale e testimoniale”. Di qui la necessità e l’urgenza “di una ricerca e di una formazione teologica seriamente attrezzata per il confronto con l’ampiezza della problematica antropologica che investe oggi la relazione dell’uomo e della donna nel suo complesso, con le sue profonde implicazioni sulla visione del legame sociale e sulle strutture della convivenza civile”. “L’esperienza della relazione personale, in tutte le sue forme, come anche i modi di vivere la corporeità – l’analisi del preside – appaiono oggi interpretate, plasmate e articolate secondo modalità inedite della libertà e dei vincoli, sulle quali incide fortemente la pervasività della sfera economica, tecnica, giuridica che oggi modella le istituzioni e il costume. Il discernimento morale, il confronto interreligioso, la dialettica culturale, impongono direttamente al singolo problemi di orientamento che stanno in tensione con l’incalzante offerta di nuove possibilità per l’autonoma ricerca di realizzazione personale, affettiva, spirituale dell’esistenza”.

Istituto Giovanni Paolo II: mons. Sequeri (preside), farsi carico della “vulnerabilità” e “complessità” delle famiglie

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:30

“È stato un anno ricco di eventi e anche di novità particolarmente rilevanti per l’assetto della nostra istituzione”. Lo ha detto mons. Pierangelo Sequeri, inaugurando l’anno accademico 2017-2018 del Pontificio istituto teologico Giovanni Paolo II per le scienze del matrimonio e della famiglia. Tracciando un bilancio del suo primo anno da preside, Sequeri è partito dalla consegna affidata dal Papa un anno fa, nella circostanza analoga a quella odierna, quando ha riconfermato la “lungimirante intuizione” di Giovanni Paolo II, esortando però l’istituto a “non chiudersi negli angusti limiti di una rigida ideologia di scuola”, ma a mettere “la migliore intelligenza della fede a disposizione della Chiesa universale: attrezzandola al confronto critico, ma anche al colloquio e allo scambio riflessivo, con le migliori espressioni delle tradizioni religiose e della contemporaneità culturale”. “La nuova congiuntura epocale assegna alla teologia uno speciale compito di chiarificazione e di motivazione della verità umana e cristiana del progetto coniugale e famigliare”, ha affermato Sequeri: “La nuova sensibilità ecclesiale, dal canto suo, deve anche farsi carico, con più generosa intelligenza della fede che salva, della vulnerabilità e della complessità che caratterizzano la storia vissuta e i passaggi difficili – spesso realmente drammatici – della sua attuazione”.  La fede e la vita della Chiesa devono, dunque, “saper abitare la storia famigliare dell’uomo, nella buona e nella cattiva sorte, senza abbandonarla al proprio destino”.

Migramed: Suliman (Caritas Giordania), “non servono soldi, ma un impegno per promuovere la pace in Medio Oriente”

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:20

“L’assistenza ai rifugiati è diventato un vero e proprio business in Medio Oriente. Tanti, troppi uomini si sono arricchiti sul dolore generato dalle guerre che caratterizzano la storia della regione negli ultimi 70 anni”. Lo afferma il direttore di Caritas Giordania, Whael Suliman, intervenuto nel corso del convegno Migramed. A seguito del conflitto siriano, racconta Suliman, “Benedetto XVI ci ha supportato con oltre un milione di dollari. Anche Papa Francesco ha generosamente dato una mano al nostro popolo. Tuttavia, abbiamo scritto al Santo Padre spiegando che quello che veramente ci manca non sono i soldi, ma la pace”. Così il direttore di Caritas Giordania invoca un intervento concreto per la pace da parte della Chiesa cattolica. “Siamo nati per vivere, non per morire. E siamo nati per vivere nel Medio Oriente, la nostra terra; ma il nostro popolo è vittima di un dolorosissima diaspora. Tra pochi anni – sottolinea Suliman – in Medio Oriente non sarà più possibile trovare nessuna minoranza. In pochi anni, abbiamo perso circa il 95% dei cristiani e i rimanenti vivono in buona parte in Egitto”. “Io stesso ho perso gran parte della mia famiglia. Siamo di origine libanese, scappati in Palestina nel 1860 e dopo il 1948 abbiamo dovuto lasciare quel Paese e arrivare in Giordania. Quasi tutta la mia famiglia ormai vive negli Stati Uniti, in Canada e Germania”, continua commosso. Suliman torna poi sull’esigenza di lavorare sulla risoluzione dei conflitti mediorientali: “I popoli arabi sono ricchi e i soldi via via arrivati dalla comunità internazionale non hanno risolto il problema, anzi, spesso sono stati essi stessi fonte di conflitto. Vorrei che tutti potessero vedere il campo profughi di Zaatari (dove vivono dal 2012 oltre 90mila rifugiati siriani, ndr). Noi giordani non ci vogliamo andare più. È disumano. I soldi che ci arrivano servono solo per dare un po’ da mangiare, medicine, ma non risolvono il problema per delle migliaia di persone che ci vivono a causa del male portato dall’uomo. Oggi è il momento di lavorare per la pace. E abbiamo bisogno di voi. La pace non si costruisce da sola”.

San Bonaventura: esposta domani a Roma la reliquia del braccio

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:19

Sarà celebrata domani, venerdì 17 novembre, alle 19, a Roma, nella basilica di Sant’Antonio, da mons. Paolo Martinelli, vescovo ausiliare di Milano, la Messa in occasione dell’ottavo centenario della nascita di san Bonaventura. Durante la celebrazione eucaristica sarà esposta la reliquia del braccio del santo, autore della “Vita di san Francesco” e di molte altre opere teologiche, per le quali è stato dichiarato da Papa Sisto V “dottore della Chiesa”. La reliquia è custodita in un reliquiario che ne riproduce proprio il braccio destro. “Poco dopo la sua canonizzazione, quando nel 1490 si volle inviare da Lione a Bagnoregio, sua città natale, una parte del suo corpo come reliquia si scelse proprio un osso del braccio con cui scrisse la ‘Vita di san Francesco’ – si legge in una nota -. Il corpo di san Bonaventura essendo stato distrutto durante gli anni della guerra di religioni, questa reliquia è l’unica parte del suo corpo giunta a noi; e proprio per questo motivo la sua esposizione a Roma acquista un significato particolare”.

Focolari: al via a Katowice il convegno ecumenico con 35 vescovi di diverse confessioni

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:17

“Trentacinque vescovi di diverse Chiese, amici dei Focolari, si incontrano a Katowice, città caratterizzata dalla convivenza fra cristiani di diverse confessioni”. Lo comunica con una nota il movimento che nella città polacca, da ieri fino a sabato 18 novembre, ha organizzato il 36° convegno ecumenico dal titolo “Insieme confessiamo, insieme andiamo incontro all’umanità”, moderato dal card. Francis Kriengsak Kovithavanij, arcivescovo di Bangkok, assieme a un gruppo di vescovi di varie Chiese, da quella ortodossa, all’anglicana, dalla cattolica alle luterane. Con loro una trentina di laici, anch’essi di diverse confessioni. Provengono da diversi Paesi, tra cui Austria, Brasile, Germania, India, Inghilterra, Lettonia, Repubblica Democratica del Congo e Stati Uniti. A loro hanno rivolto un saluto l’arcivescovo mons. Salvatore Pennacchio, nunzio apostolico in Polonia, e l’arcivescovo cattolico di Katowice, mons. Wiktor Skworc. Il convegno, aperto dalla riflessione di Lesley Ellison, anglicana, su “La spiritualità dell’unità: una spiritualità ecumenica”, ha come tema centrale “Maria, la Madre di Gesù”. “La sua figura sarà tratteggiata da approfondimenti teologici diversi: “Maria, Madre di Gesù e tipo dell’umanità redenta” dalla prospettiva cattolica; “Maria nel Commento di Lutero al Magnificat” dalla prospettiva evangelica; “Maria, Chiesa, Creazione” dalla prospettiva ortodossa”, si legge nella nota. Attenzione durante i dibattiti anche sulla situazione delle Chiese, in particolare nell’Europa orientale e nel Medioriente. I partecipanti all’iniziativa saranno anche coinvolti in alcune celebrazioni delle diverse confessioni come, il rito luterano nella chiesa evangelico-luterana di confessione augustana, la Messa nella cattedrale Cristo Re, presieduta dall’arcivescovo Skworc con omelia del card. Kriengsak Kovithavanij e la preghiera di lode nella chiesa ortodossa di Sosnowiec.

Giornata mondiale poveri: Germania, messaggio dei vescovi. “Servono pace, buon governo e una giusta politica”

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:15

“La povertà c’è anche in Germania, uno dei Paesi più ricchi del mondo, e ci preoccupa vedere che quasi una persona su cinque nel nostro Paese è colpita o rischia di cadere in povertà”. Sono parole dal messaggio che tre vescovi tedeschi, i presidenti della Commissione pastorale mons. Franz-Josef Bode (Osnabrück), della commissione Chiesa nel mondo, mons. Ludwig Schick (Bamberg) e della Commissione per la carità, mons. Stephan Burger (Friburgo), hanno pubblicato per la Giornata mondiale della povertà. I vescovi, mentre incoraggiano “la politica e la società” a “essere risolute nel contrastare la povertà”, invitano i cristiani a “cercare la vicinanza dei poveri e non aspettare che loro ci avvicinino”. “Troppo spesso siamo lontani dai poveri, o ci comportiamo come distributori di elemosine generose invece di incontrarli guardandoli negli occhi”. È una giornata mondiale “non solo perché i cattolici la vivranno in tutto il mondo, ma anche perché spinge il nostro sguardo oltre i confini della Germania e dell’Europa”. Il messaggio ricorda che “pace, buon governo e una giusta politica economica e commerciale sono indispensabili per la riduzione della povertà”, insieme a valutazioni critiche su “dove viene generata la nostra ricchezza”, come “distribuire in modo più equo i beni di questa terra”, come cambiare “coscienza e comportamento”. Per questo l’invito è a viverla “come opportunità per rivedere le nostre abitudini di consumo” e orientarci verso una “vera cultura dell’incontro”.

Ue-Chiese: a Tallin conferenza “Religione, società, Stato” promossa dalla presidenza di turno estone

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 11:05

Nel contesto del semestre estone di presidenza del Consiglio dell’Unione europea, si apre nel pomeriggio di oggi a Tallin la conferenza “Religione, società, Stato”. Due giornate di confronto su le garanzie per la libertà religiosa e le relazioni tra i governi e le associazioni religiose. A promuoverla, insieme al ministero estone degli interni, l’università di Tartu, il Consorzio europeo di ricerca sui rapporti tra Stati e confessioni religiose, la Conferenza delle Chiese europee, la Commissione degli episcopati della Comunità europea (Comece) e il Consiglio delle Chiese estoni. Saranno i responsabili di queste istituzioni ad aprire i lavori che guarderanno subito all’“autonomia delle associazioni religiose in Europa”, dalla prospettiva della Corte europea dei diritti umani e delle Chiese e poi un approfondimento sul caso dei Testimoni di Geova in Russia. Domani invece si ragionerà di “estremismo, fondamentalismo e radicalizzazione”. Quindi si prenderanno in esame i casi di Francia (rapporto Stato-religioni), Estonia (religione e istruzione), Ucraina (libertà religiosa) e poi come legislazione e politiche per contrastare radicalizzazione ed estremismo influenzino le libertà religiose. Una tavola rotonda interreligiosa affronterà il tema di fondo dell’incontro, che dedicherà anche uno spazio al problema dell’“incitamento all’odio” e si concluderà parlando delle “diverse forme di dialogo” che hanno le religioni come partner. Info: https://www.eu2017.ee/

Chiese campane: sabato 18 novembre si presenta il Dossier regionale sulle povertà 2017

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 09:18

Sabato 18 novembre, alle ore 10, nell’auditorium del Seminario maggiore di Pozzuoli (via Campi Flegrei, 12) – sarà presentato il Dossier regionale sulle povertà 2017, curato dalla Delegazione regionale della Caritas Campania. Interverranno il card. Crescenzio Sepe, presidente della Conferenza episcopale campana (Cec) e arcivescovo metropolita di Napoli, mons. Gennaro Pascarella, vescovo di Pozzuoli, mons. Antonio Di Donna, vescovo di Acerra e delegato alla Carità per la Cec, e mons. Antonio De Luca, vescovo di Teggiano-Policastro. La presentazione dei dati è affidata a Ciro Grassini, sociologo e coordinatore del Dossier. Modererà l’incontro Pino Ciociola, giornalista di Avvenire.
“Il Dossier regionale sulle povertà in Campania – ricorda una nota – è una pubblicazione annuale realizzata dal 2004 dalla Delegazione regionale Caritas, per dare una voce e un volto ai tanti poveri che ogni giorno si rivolgono ai Centri di ascolto. Lo sforzo compiuto in questi anni dalle Caritas diocesane della regione ha permesso di evidenziare gli aspetti fondamentali del fenomeno della povertà in Campania, ma soprattutto ha mostrato come esso è cambiato e si è evoluto nel tempo”.

Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Maltempo, dieci vittime in Grecia. Medicina, primo intervento negli Usa sul dna per curare un paziente

Agensir.it - Thu, 2017-11-16 09:00

Grecia: dieci vittime per il maltempo. Ingenti danni, proseguono i soccorsi e la ricerca dei dispersi

Le violente inondazioni che hanno colpito la Grecia negli ultimi giorni hanno finora provocato almeno 10 vittime, ma il bilancio, secondo le autorità elleniche, è provvisorio. Piogge torrenziali hanno battuto alcune regioni del Paese per una settimana: particolarmente colpiti i centri di Mandra, Nea Peramos e Megara, a una ventina di chilometri a ovest di Atene. La maggior parte delle vittime del maltempo erano anziani che si trovavano nelle loro case. Al momento vengono portati soccorsi alle popolazioni colpite, mentre prosegue la ricerca di alcune persone che risultano disperse; i feriti sono curati in diversi ospedali. Ingenti anche i danni a case, imprese e agricoltura. Il premier Alexis Tsipras, che segue in presa diretta gli eventi, ha espresso le condoglianze alle famiglie.

Polonia e Malta: rischi per lo stato di diritto secondo due risoluzioni del Parlamento di Strasburgo

I valori fondamentali dell’Unione europea – stato di diritto, divisione dei poteri, autonomia della magistratura, diritti e libertà democratiche – sono, secondo il Parlamento europeo, a rischio in Polonia. Una risoluzione adottata ieri durante la plenaria a Strasburgo (438 voti a favore, 152 contrari e 71 astensioni) chiede formalmente al Consiglio Ue, cioè all’organismo che raccoglie i rappresentanti dei governi dei Paesi membri, di attivare il meccanismo preventivo previsto dall’articolo 7 del Trattato sull’Unione europea, il quale comprende la sanzione più grave – sospensione del diritto di voto in Consiglio – nei confronti di uno Stato membro che violi i valori fondamentali elencati all’articolo 2. Il voto di ieri era stato preceduto da un dibattito teso, che ha visto molti deputati scagliarsi contro alcune misure legislative adottate o in via di adozione da parte del governo di Varsavia. Dure le risposte di diversi deputati polacchi. L’emiciclo ha adottato, sempre ieri, una risoluzione riguardante lo stato di diritto a Malta a seguito dell’omicidio della giornalista Daphne Caruana Galizia. I deputati indicano alla Commissione di monitorare la situazione nel Paese e di “instaurare un dialogo con il governo maltese per quanto riguarda il funzionamento dello Stato di diritto”.

Migranti: diminuiscono gli sbarchi, ma rimangono per Italia e Grecia i problemi legati all’accoglienza

Diminuiscono gli arrivi di migranti (meno 65% rispetto allo scorso anno), maggior collaborazione tra gli Stati Ue, cooperazione con i Paesi di origine e transito dei flussi: elementi che, secondo il commissario Ue Dimitris Avramopoulos, farebbero presumere che la “crisi dei migranti sta gradualmente rientrando”. Ieri la Commissione ha diffuso i dati degli sbarchi sulle coste europee: la situazione rimane complessa, sia in Italia che in Grecia, e soprattutto non sono risolti i nodi relativi all’accoglienza. Eppure l’Esecutivo europeo si dichiara moderatamente ottimista: “Abbiamo fatto dei progressi, abbiamo stanziato un’ingente cifra di denaro, diamo il necessario supporto politico, abbiamo delle Ong e altri attori che partecipano”, dichiara Avramopoulos. “È il momento per dimostrare che l’Europa non è una fortezza, non è chiusa. Per questo abbiamo approvato il piano di reinsediamenti per ammettere in Europa i profughi che necessitano di protezione internazionale”. Ma i numeri sono modesti e soprattutto non è andato a buon fine il piano secondo il quale tutti i Paesi Ue avrebbero dovuto accogliere rifugiati sinora presenti soprattutto in Italia e in Grecia. Il piano di relocation avrebbe dovuto trasferire un totale di 98mila richiedenti asilo dai due Paesi, ma il meccanismo, in fase di chiusura, non andrà oltre i 35mila trasferimenti. In particolare tre Paesi – Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca – non hanno aderito al piano. La Commissione insiste poi sul controllo delle frontiere e sui rimpatri volontari (22mila finora). Mentre resta da realizzare il piano di investimenti in Africa per “affrontare alla radice il fenomeno delle migrazioni”.

Scienza: Stati Uniti, modificato il dna per curare un paziente direttamente all’interno del suo corpo

Scienziati americani hanno reso noto di avere provato per la prima volta a modificare i geni di una persona direttamente all’interno del suo corpo per cambiarne il Dna in modo permanente con l’obiettivo di curare una malattia. L’esperimento è stato realizzato lunedì – riferisce l’Ansa – ad Oakland (California) su Brian Madeux, un 44enne affetto da una rara malattia metabolica. Si saprà fra 3 mesi se il trattamento è riuscito o meno. La tecnica verrà testata per altre malattie, inclusa l’emofilia. “Voglio assumermi questo rischio – ha detto il paziente –. Spero che aiuterà me e altre persone”. La sindrome di Hunter, di cui Madeux è affetto, colpisce meno di 10mila persone al mondo. La maggior parte dei malati muoiono giovani. Chi ne soffre manca di un gene che produce un enzima che scinde alcuni carboidrati. I malati vanno incontro a frequenti otiti, paresi facciali, perdita di udito, problemi cardiaci, respiratori e dell’apparato digerente, patologie alla pelle e agli occhi, problemi alle ossa, disturbi al cervello.

Arte: New York, il “Salvator Mundi” di Leonardo venduto all’asta per 450 milioni di dollari

L’opera “Salvator Mundi” di Leonardo da Vinci è stato venduto ieri per 450 milioni di dollari nel corso delle aste d’autunno di Christie’s a New York. Il dipinto di Leonardo, realizzato attorno al 1500 per Luigi XII di Francia, esposto l’ultima volta alla National Gallery di Londra prima del tour organizzato da Christie’s, era stato messo in vendita assieme a un’opera di Andy Warhol, battuto per 56 milioni di dollari. “Salvator Mundi” diviene così l’opera d’arte più costosa della storia. Finora il primato apparteneva ai 300 milioni di dollari pagati per “Interchange” di Willem De Kooning. Il nome dell’acquirente del “Salvator Mundi” non è noto: l’offerta più alta per il capolavoro vinciano è giunta da un alto dirigente della casa d’aste, incaricato di partecipare alla gara.

Notizie Sir del giorno: padre Chiromba (Zbcb) su situazione in Zimbabwe, in Iraq cristiani pensano al Natale con speranza, Migramed, Giornata mondiale dei poveri

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:30

Papa Francesco: udienza, “andiamo a Messa, non al museo”. Fare “come i bambini”, non come “i pappagalli”

“Per entrare nel Regno dei cieli è necessario farsi piccoli come bambini”. Lo ha detto il Papa, durante la catechesi dell’udienza di oggi, spiegando che “i bambini sanno fidarsi, sanno che qualcuno si preoccuperà di loro, di quello che mangeranno, di quello che indosseranno e così via”. (clicca qui)

Iraq: padre Mekko (Karamles), “grazie, Papa Francesco, per la vicinanza e sostegno materiale. Cristiani pensano al Natale con speranza”

“Ringraziamo di cuore Papa Francesco per la sua costante vicinanza e sostegno ai nostri cristiani”: la notizia che oggi Papa Francesco ha ricevuto in dono dalla “Lamborghini” un numero unico del modello Huracan, che ha deciso di vendere all’asta per destinarne parte del ricavato a sostenere Aiuto alla Chiesa che soffre (Acs) impegnata a garantire il ritorno dei cristiani nella Piana di Ninive, è giunta fino in Iraq. Dal villaggio cristiano di Karamles a ringraziare, attraverso il Sir, Papa Francesco è il sacerdote caldeo padre Paolo Mekko. “Guardiamo al Natale con un po’ più di speranza. Abbiamo anche lanciato l’idea per il presepe e un progetto volto alla sistemazione del centro pastorale attiguo alla chiesa. Il nuovo centro potrà rispondere anche alle richieste di tanti giovani che vogliono sposarsi e che non hanno un luogo dove festeggiare”, aggiunge. (clicca qui)

Zimbabwe: padre Chiromba (Zbcb), “situazione calma” stamane. Organismo ecumenico si rivolgerà ai fedeli

“La situazione stamane è calma nella maggior parte del Paese e le persone hanno ripreso le loro attività quotidiane”. Così, da Harare, padre Fradereck Chiromba, segretario generale della Conferenza episcopale dello Zimbabwe (Zcbc), interpellato dal Sir sulle vicende del Paese. Nella capitale è entrato l’esercito per quello che viene definito “non un colpo di Stato”, ma lo sforzo per “prendere di mira i criminali” intorno al 93enne presidente Mugabe, che “stanno commettendo reati che provocano sofferenze sociali ed economiche nel Paese, e portarli di fronte alla giustizia”, ha detto in televisione il capo di Stato maggiore Moyo. (clicca qui)

Migramed: Forti (Caritas), “accordo del Governo con la Libia da subito fortemente criticato dalla Chiesa italiana”

(da Amman) “In Italia, in un brevissimo lasso temporale, si è passati dal considerare Lampedusa Premio Nobel per la pace alla condanna delle ong che si occupano del salvataggio di persone fra i flutti marini, come i Taxi del mare. L’Italia vive in una dimensione ondivaga, che oscilla fra romantica paladina dei diritti umani e la triste realtà di un Paese che in 10 anni ha stretto ben tre accordi con la Libia, universalmente condannata nell’ambito della violazione dei diritti umani”. Lo ha affermato Oliviero Forti, responsabile Immigrazione per Caritas italiana, nel corso della tavola rotonda che vede confrontarsi sul tema delle migrazioni Leila Boedaux di Caritas Europa, Issa Nassar di Caritas Cipro, Roberto Arborino, già referente del dipartimento Migrazione di Caritas Germania, nel corso della seconda sessione del convegno internazionale in corso ad Amman “Migramed” intitolata “Solidarietà: il dilemma europeo”. (clicca qui)

Migrazioni: Agenda europea, i dati della Commissione. Avramopoulos, “stiamo gradualmente uscendo dalla crisi”. Nessun impegno da tre Paesi

(Strasburgo) “La migrazione continua a essere la principale preoccupazione dei nostri cittadini e dovrebbe anche restare la nostra priorità assoluta”: lo sostiene Frans Timmermans, primo vicepresidente della Commissione, nel giorno in cui l’Esecutivo stila un bilancio dell’Agenda europea sulla migrazione. Numeri e dichiarazioni che, secondo la Commissione, mostrerebbe una situazione “in netto miglioramento”, anche se la maggior parte del carico dell’accoglienza dei migranti resta sull’Italia, con una modesta condivisione del problema da parte degli altri Paesi e l’assoluta chiusura sul versante della solidarietà da parte di Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria. (clicca qui)

Sparatoria in scuola Usa: mons. Soto (Sacramento) alle famiglie delle vittime, “siamo con voi, non siete soli”

“Siamo con voi. Non siete soli”. Mons. Jamie Soto, vescovo di Sacramento, ha voluto esprimere la sua vicinanza alle famiglie straziate dalla sparatoria di ieri nella scuola di Rancho Tehama e nella contea di Corning. Un uomo di 44 anni con seri problemi mentali, Kevin Janson Neal, ha aperto il fuoco contro tre vicini, e con il suo furgone si è scaraventato contro un scuola sparando all’impazzata e ferendo altre dieci persone tra cui parecchi bambini. L’uomo era noto per accessi d’ira che culminavano in sparatorie notturne nel cuore della notte dentro il suo giardino. (clicca qui)

Giornata mondiale dei poveri: le iniziative nelle diocesi italiane

Rispondendo positivamente all’invito di Papa Francesco, vanno moltiplicandosi nelle diocesi italiane le iniziative promosse in occasione della prima Giornata mondiale dei poveri che si celebrerà domenica 19 novembre. Nelle comunità parrocchiali e nei conventi nella diocesi di Benevento si svolgerà domenica una raccolta di generi alimentari e vestiario. Nel pomeriggio l’arcivescovo Accrocca inaugurerà presso la Cittadella della carità la sala medica per bisognosi. Un’inaugurazione è in programma anche a Modena per il nuovo centro diurno aperto dalla Caritas diocesana per dare ospitalità a persone senza fissa dimora. Tra gli appuntamenti in programma a Catania anche il pranzo di Santa Elisabetta, nel corso del quale i volontari prepareranno i pasti per centinaia di bisognosi della città. L’evento vedrà la benedizione di mons. Gristina, arcivescovo di Catania, e l’intervento del sindaco Bianco. A Grosseto, il vescovo Cetoloni presiederà in cattedrale la Messa delle 11, a cui sono invitati gli operatori della carità del territorio, e poi pranzerà con gli ospiti della mensa Caritas. Anche l’arcivescovo di Torino, mons. Nosiglia, pranzerà con una cinquantina di persone senza dimora. Poi dopo l’ordinazione di 5 diaconi permanenti sarà al Cottolengo, con il sindaco Appendino e altre autorità, per un momento di preghiera e convivialità. Dalla serata di sabato 18, i giovani della diocesi di Faenza-Modigliana saranno protagonisti di un evento di condivisione con le persone bisognose e senza fissa dimora con le quali trascorreranno la notte in strada. Il vescovo di Oppido-Palmi, mons. Milito presiederà presso la basilica della Madonna dei poveri di Seminara una messa, durante la quale le Confraternite regionali della Calabria porteranno in dono un defibrillatore che sarà consegnato agli Scout della concattedrale di Palmi perché venga messo a disposizione della comunità.

Avvenire: la prima pagina di domani 16 novembre. Terapia genetica sperimentale, golpe in Zimbabwe, legge su whistleblowing

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:29

“Avvenire” dedica il suo titolo principale alla terapia genetica sperimentale che per la prima volta è stata tentata in California. A un paziente si è provato ad aggiustare il Dna direttamente nelle cellule del fegato. Alla possibile svolta in medicina è dedicato un commento del genetista e bioeticista dell’Università Cattolica Roberto Colombo. La fotocronaca è per il golpe militare in Zimbabwe. Il dittatore del Paese africano, Mugabe, è agli arresti domiciliari. Del leader deposto traccia un ritratto Giulio Albanese, missionario ed esperto di scenari africani: “L’ultranovantenne Robert Mugabe è un personaggio, nel contesto del vasto areopago politico africano, sul quale necessariamente s’impone – per gli storici, ma non soltanto – un sano discernimento. Come succede spesso quando la leadership del despota di turno viene rovesciata, sarebbe troppo facile stigmatizzarne i limiti, le omissioni, le mancanze, i peccati e ogni genere di vessazione perpetrati, nel suo caso, nello Zimbabwe post-apartheid”. E Mugabe, sottolinea Albanese, aveva ben cominciato il suo governo, perdendosi poi nei lunghi anni di potere senza contrappesi. Il titolo di taglio va all’approvazione definitiva della legge sul cosiddetto whistleblowing, cioè la denuncia di reati, soprattutto di corruzione, nell’ambito della propria attività lavorativa. Per chi segnalerà comportamenti scorretti vi saranno tutele e garanzie. Un altro commento si concentra sui sondaggi che segnalano un preoccupante aumento dei sentimenti razzistici. “L’Italia che emerge dalla ricerca ‘Nella società del rischio le paure emergenti’, condotta dalla Swg per conto della Legacoopsociali – scrive Francesco Riccardi -, è un Paese che negli ultimi anni appare decisamente incattivitosi. Tanto da mostrare che per il 55% degli italiani il razzismo ha delle giustificazioni. Ma se il razzismo che, per definizione, è un dis-valore diventa un’opzione perseguibile alla pari di altre; se un’ideologia perversa, senza basi scientifiche né sociali, per molti torna a essere giustificata; se infine si desidera ancora, come un secolo fa, che una dittatura o un uomo forte ‘facciano pulizia’ significa che i limiti democratici rischiano pericolosamente di saltare o quanto meno che discriminazioni e leggi speciali possono assurgere a politiche necessarie”. Infine, richiami per Popotus, il giornale per bambini e ragazzi con le notizie degli adulti, ed èvita, l’inserto sulla ricerca e sulle questioni etiche e legali nelle scienze dalla vita e nella società.

Plenaria Pcc: Marion (psicanalista), “biotecnologie impattano su soggettività profonda più di quanto si creda”

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:27

Per Paola Marion, psicanalista e membro della Consulta scientifica della Fondazione “Il Cortile dei Gentili”, pratiche come la fecondazione eterologa, la maternità surrogata, l’esperienza del trapianto “possono essere molto difficili da sopportare perché hanno ricadute sui nuclei della soggettività più profonda e rischiano di modificare il nostro scenario antropologico”. Come ci cambiano le biotecnologie? Quanto il soggetto umano mantiene una sua identità personale? Quanto il soggetto umano può tollerare i cambiamenti legati al progresso scientifico e tecnologico che impattano sul nucleo della sua soggettività? “È tutto molto meno semplice di quanto la vulgata e i media facciano intendere”, assicura l’esperta, intervenuta stasera all’assemblea plenaria del Pontificio Consiglio della cultura (Pcc), in corso a Roma.

Giornata mondiale poveri: Benevento, nelle parrocchie raccolta di generi alimentari e vestiario e presso la Cittadella della carità inaugurazione della sala medica per bisognosi

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:22

Anche l’arcidiocesi di Benevento si sta preparando a vivere la prima Giornata mondiale dei poveri. Un primo momento di riflessione è stato offerto dal 2° Convegno delle Caritas che si è tenuto il 10 e l’11 novembre. Da ieri e fino al 18 novembre, poi, in ogni singola parrocchia saranno organizzati momenti di preghiera e di riflessione comunitaria. “Il 19 novembre – ricorda l’arcivescovo di Benevento, mons. Felice Accrocca – celebreremo la prima Giornata mondiale dei poveri, istituita da Papa Francesco affinché i credenti, in primo luogo, ‘reagiscano alla cultura dello scarto e dello spreco, facendo propria la cultura dell’incontro’”. Secondo il presule, “il Messaggio del Papa per l’occasione offre, in proposito, ampi spunti di riflessione: il povero è il vicario di Cristo; in lui dobbiamo riconoscere il Maestro divino perché egli ci riconosca e ci accolga un giorno nella casa del Padre. Tutti, infatti, dovremo ‘comparire davanti al tribunale di Cristo, ciascuno per ricevere la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male’”.
Per domenica 19 novembre la diocesi chiede alle comunità parrocchiali, ai conventi, alle associazioni, agli uomini e alle donne di buona volontà di attivare una punto di raccolta per generi alimentari a lunga conservazione, materiale per l’igiene personale e degli ambienti domestici, vestiario invernale nuovo, indumenti intimi invernali, alimenti e/o materiale per l’infanzia, pannolini, omogeneizzati, pappine, latte in polvere, offerte in denaro, per sostenere le attività della Caritas diocesana. Sempre domenica, alle ore 17.30, presso la Cittadella della carità “Evangelii Gaudium” l’arcivescovo inaugurerà e benedirà la nuova opera segno, la sala medica per i bisognosi, che sarà posta sotto la protezione di San Giovanni di Dio.

Diocesi: card. Bassetti (Perugia), “”bisogna avere il coraggio di investire su famiglia e messa in sicurezza del territorio”

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:21

Nella sala che sarà intitolata il 13 dicembre al primo direttore della Caritas diocesana di Perugia-Città della Pieve, mons. Giacomo Rossi (1930-2017), del “Villaggio della Carità” del capoluogo umbro dove trovano momentaneamente ospitalità quindici persone (adulti e minori) di famiglie senza più un lavoro, è stato presentato alla stampa il progetto “Sosteniamo il lavoro”. Si tratta di una iniziativa della Caritas diocesana in collaborazione con gli Uffici pastorali giovanile e problemi sociali e il lavoro, co-finanziata dalla Cei attraverso l’8xmille e dalla campagna “Sosteniamo il lavoro” di donazioni liberali.
“Al Centro di Ascolto diocesano arrivano in media al giorno una quindicina di persone in difficoltà, spesso per mancanza di lavoro – ha sottolineato il direttore della Caritas diocesana, il diacono Giancarlo Pecetti –. Noi cerchiamo di dare loro speranza anche con il progetto ‘Sosteniamo il lavoro’ e, nel contempo, sensibilizzare la comunità e le realtà produttive a fare la loro parte per individuare sinergicamente nuove metodologie di approccio al problema sociale legato al tema del lavoro”. Anche il direttore dell’Ufficio diocesano per la pastorale giovanile, don Luca Delunghi, intervenendo alla conferenza stampa, ha parlato di “piccoli semi di speranza che la Chiesa, attenta all’unione tra mondo giovanile e mondo del lavoro, getta affinché poi germoglino”.
Alla presentazione del progetto è intervenuto il cardinale arcivescovo di Perugia-Città della Pieve Gualtiero Bassetti, presidente della Cei, che ha parlato della necessità di “un grande piano di sviluppo dell’Italia” basato “su due elementi di cruciale importanza: la famiglia e la messa in sicurezza del territorio”. Bassetti è convinto che “bisogna avere il coraggio di investire su questi due fattori, che possono essere concretamente da traino per il mondo del lavoro e per un migliore equilibrio della società, perché la famiglia e il territorio sono due fonti grandissime di lavoro e, al tempo stesso, hanno una grande caratura morale e un immediato ritorno economico”. Il porporato ha poi ribadito la necessità di fare tutti la propria parte, ad iniziare dalla Chiesa, anche a livello locale, con “micro progetti” sostenuti dall’8xmille che siano accolti dalla comunità come esempi, stimoli a creare maggiori opportunità di lavoro. Al riguardo ha citato la positiva esperienza del Progetto Policoro.

Migramed: Suliman (Caritas Giordania), “massiccia la nostra risposta all’emergenza profughi” con servizi in campo educativo, sanitario, umanitario, di attività generatrici di reddito e di counseling

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:14

“È massiccia” la risposta di Caritas Giordania all’emergenza profughi che, dal 2012, interessa direttamente il Paese di re Abdullah nell’accoglienza di persone in fuga da sanguinose guerre. Lo racconta Wael Suliman, direttore di Caritas Giordania, nel contesto di Migramed, l’incontro che raccoglie oltre 100 delegati delle Caritas d’Europa e del bacino del Mediterraneo, in corso fino a venerdì ad Amman. Un’emergenza che nel tempo la Caritas nazionale giordana ha radicato nel quotidiano attraverso un ricco ventaglio di servizi, in grado di provvedere alle esigenze di ogni giorno di centinaia di migliaia di profughi, ma anche della popolazione locale giordana più vulnerabile. “Secondo i dati raccolti da Caritas Giordania – spiega Suliman – circa il 25% dei siriani, vale a dire circa 167mila persone, sono registrati nel nostro database, ai quali si aggiungono oltre 20mila iracheni. Caritas Giordania si radica nel territorio grazie a 12 centri presenti nei 12 governatorati offrendo servizi nel campo educativo, sanitario, umanitario, di attività generatrici di reddito e di counseling”.
Per quanto riguarda l’educazione, Caritas Giordania collabora con ben 27 scuole dove organizza attività di doposcuola e corsi di recupero diretti principalmente a ragazzi siriani, offrendo, inoltre, un supporto finanziario per coprire le rette scolastiche e i costi relativi al trasporto.
“In ambito sanitario la Caritas nazionale giordana – aggiunge Suliman – offre assistenza sanitaria di base assieme a programmi specifici pre e post natale per donne e bambini; nel corso del 2016 le persone assistite sono state 16.484. In relazione al settore umanitario, Caritas Giordania ha distribuito quasi 33mila coupon per l’acquisto di generi alimentari e di carte di credito ricaricabili per fronteggiare le spese quotidiane. Per quanto riguarda invece le attività generatrici di reddito, sono stati creati programmi di cash for workper circa tremila e cinquecento rifugiati, insieme all’avvio di 5 start up; infine, in relazione alle attività di counseling scolastico Caritas Giordania si occupa di programmi sia per bambini e adolescenti contro il bullismo e le violenze, sia per i genitori occupandosi anche di coppie in crisi a causa del conflitto che ha segnato profondamente le relazioni familiari”.

Diocesi: Termoli-Larino, al via il 17 novembre un corso di economia civile

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:06

Prenderà il via venerdì 17 e sabato 18 novembre il corso di economia civile promosso dalla diocesi di Termoli-Larino e dal Progetto Policoro con la Scuola di economia civile – Polo “Lionello Bonfanti” di Incisa e Figline Valdarno (Fi). “Il percorso formativo, condiviso dal vescovo Gianfranco De Luca, si svolgerà fino a maggio 2018 e – si legge in una nota – sarà articolato in sei moduli: cinque il venerdì e il sabato alla Casa di Formazione diocesana ‘Giovanni XXIII’ di Larino e uno alla sede nazionale della Scuola di economia civile”. “L’obiettivo di questo percorso formativo – spiega Fabio Cordella, responsabile del Progetto Policoro per la diocesi di Termoli-Larino – è quello di chiarire il concetto di ‘bene comune’ nel suo insieme e con esempi concreti ed esperienze riuscite. Affronteremo argomenti come pubblica felicità, gratuità e reciprocità, per diffondere il messaggio che lavorando insieme condividendo lo stesso obiettivo si possono realizzare dei grandi cambiamenti all’interno dei nostri territori”. Relatori delle prime due giornate (venerdì dalle 9 alle 17.30, sabato dalle 9 alle 13) saranno Vera Negri Zamagni, professore ordinario di Storia economica all’Università di Bologna, e Ivan Luigi Vitali, direttore generale dell’associazione familiare “conVoi” di Milano. Entrambi sono docenti della Scuola di economia civile, realtà nata “dall’incontro di studiosi, esperti di impresa, operatori economici e istituzioni, sensibili all’idea di un’economia al servizio della persona e attenta all’ambiente e al territorio”. Numerose sono state le adesioni al corso. “Senza una nuova cultura economica e del lavoro – conclude Cordella – è difficile immaginare un futuro sostenibile”.

Dire: i titoli e il tg politico

Agensir.it - Wed, 2017-11-15 19:04

(DIRE-SIR) – Ecco i titoli e il tg realizzato dall’agenzia Dire. Anche su www.dire.it e www.agensir.it.

http://89.97.250.171/News/2017/11/15/2017111502003803105.MP4

Migranti, Minniti: Libia rispetti diritti umani

Il rispetto dei diritti umani in Libia “è una questione che per noi era, è e sarà irrinunciabile”. Il ministro dell’Interno Marco Minniti assicura che per l’Italia il rispetto della dignità dei migranti “e’ un assillo”. “Abbiamo il dovere di agire”, spiega durante il question time alla Camera. “Non ci rassegniamo all’impossibilitàdi governare i flussi migratori – aggiunge – non consegneremo mai le chiavi delle democrazie europee ai trafficanti di esseri umani”. Intanto il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani annuncia l’invio di una delegazione parlamentare in Libia: “Non permetteremo che si torni ai tempi bui della tratta degli schiavi”, assicura.

Gentiloni: non siamo più fanalino di coda in Europa

Il vicepresidente della commissione europea Katainen avanza dubbi sulla solidità dei conti pubblici italiani. “Non siamo più il fanalino di coda. Da ieri almeno non lo siamo più”, è la risposta del presidente del consiglio Paolo Gentiloni, che ricorda l’aumento del Pil all’1,8 per cento. “Il paese si è rimesso a crescere, ma questa crescita non ha risolto i nostri problemi sociali ed economici”, ammette Gentiloni che indica la priorità nel “risanare le ferite” dell’Italia dopo 8 anni di crisi.

Viminale in campo per difendere stampa minacciata

Il Viminale scende in campo per difendere i giornalisti minacciati dalle mafie. Nascerà infatti a breve un ‘centro di coordinamento’ per lo scambio di informazioni tra il ministero dell’Interno e la Federazione nazionale della stampa. L’annuncio è stato fatto oggi dal ministro Marco Minniti, che spiega: “Il diritto del cittadino ad essere informato è il principio di ogni democrazia”. L’idea di un coordinamento presieduto proprio dal ministro dell’Interno è stata lanciata dalla Fnsi e dall’Ordine dei giornalisti.

Pensioni, Cgil prepara la piazza per il 2 dicembre

La Cgil pronta a scendere in piazza contro le proposte del governo sulle pensioni. Potrebbe essere il 2 dicembre il giorno della manifestazione a Roma, se sabato, dal prossimo vertice non arriveranno novità. Tra le richieste dei sindacati e le 7 misure da 300 milioni messe sul tavolo dal premier Paolo Gentiloni restano “distanze significative”, sottolinea Susanna Camusso. Dalla leader sindacale un appello a Cisl e Uil perché la mobilitazione sia unitaria.

Il digitale nella Pa, l’Anorc fa il punto in Parlamento

La digitalizzazione procede in Italia a passo di gambero e questo perché non c’è formazione adeguata, manca consapevolezza, non c’è sufficiente informazione per i cittadini. È quanto emerge dal convegno organizzato da Anorc e Anorc professioni alla Camera, con il supporto scientifico di Digital & Law Department e di Digital & Law Communication. Per invertire il processo bisogna sviluppare un patto tra pubbliche amministrazioni e imprese, spiega il presidente di Anorc Professioni Andrea Lisi. Per il presidente di Anorc Giovanni Manca gran parte del problema sta nelle norme poco chiare che creano burocrazia difensiva.

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