Feed aggregator

La Civiltà Cattolica: p. Occhetta, “la difesa della dignità è il lievito della presenza cristiana in politica”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 15:25

“Il lievito della presenza cristiana in politica, oltre a fecondare i processi in corso, può essere solo la difesa della dignità”,  che parte “dal bisogno di riconoscere il prossimo e di farsi riconoscere come prossimo in una relazione che accoglie, protegge, promuove e integra”. Ne è convinto padre Francesco Occhetta, che sull’ultimo numero di “Civiltà Cattolica” propone l’icona del  buon samaritano come “programma politico per tutti gli uomini di buona volontà chiamati ad amministrare la cosa pubblica”. “Per governare i processi umani gli attori politici sono chiamati a riconoscere la dimensione di ‘prossimità’, che cambia la prospettiva sul lontano e sul diverso”, la tesi del gesuita, secondo il quale “si distinguono positivamente i politici che amministrano conoscendo le persone e il territorio, quelli chiamati alla realizzazione di progetti inclusivi e alla coesione sociale, quelli che costruiscono comunità e comprendono i bisogni dei loro vicini”. Secondo la Scrittura, “il prossimo è una persona con una storia personale e un suo bisogno specifico. Questa dimensione spezza l’incantesimo degli stereotipi e delle categorie dei diversi, come i poveri, gli ammalati, gli immigrati”. E propri sulla questione dei migranti, Occhetta auspica “un modello per l’integrazione che includa la legalità e la sicurezza, come è stato più volte detto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella” e cita i quattro verbi del Messaggio del Papa per la Giornata mondiale del migrante e del rifugiato (14 gennaio 2018): “accogliere, proteggere, promuovere e integrare”.

Germany: Berlin, prayers and ecumenical meetings for the ancient Eastern churches. Meeting planned with card. Marx

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 15:10

The night of Saturday, October 21st, the Protestant Cathedral of Berlin will host an ecumenical intercessory prayer for the ancient Christian Churches of the Near and Far East. The occasion is the conference that is taking place in Germany’s capital about the future of Christianity in the Middle East. Invited by the German Evangelical Church, over these days the Catholicos of the Armenian Apostolic Church, Karekin II, the Coptic Orthodox Patriarch, Pope Tawadros II, the Patriarch of the Syrian Orthodox Church, Ignatius Afrem II, and the Patriarch of the Indian Syrian Orthodox Church, Catholicos Baselios Marthoma Paulose II, are meeting the political leaders of the newly-elected German Bundestag, and a meeting has been planned with the president of the German Catholic Conference, cardinal Reinhard Marx. In the morning, German president Frank-Walter Steinmeier welcomed the four Oriental Church leaders in his official residence, the Bellevue. The meeting focussed on the different situations of each Church and on the current situation of Christians in Syria, Egypt and Turkey. The ancient Eastern Churches belong to a group of confessions that, after the Council of Chalcedon, remained loyal to pre-Chalcedon Orthodoxy. The main difference between such Churches are the rites, while theologically they are basically united: Coptic-Alexandrine rite, Western and Eastern Syrian rite, and Armenian Apostolic rite. In Germany now over 250 thousand Christians hail back to those ancient Churches.

Germania: Berlino, preghiere e incontri ecumenici per le antiche Chiese orientali. Previsto incontro con card. Marx

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 15:10

Nella notte di sabato 21 ottobre si terrà nella cattedrale protestante di Berlino una preghiera ecumenica di intercessione per le antiche Chiese cristiane del Vicino e Medio Oriente. L’occasione è data dalla conferenza in corso nella capitale tedesca sul futuro del cristianesimo in Medio Oriente. Invitati dalla Chiesa evangelica in Germania il Catholicos della Chiesa apostolica armena, Karekin II, il patriarca copto ortodosso papa Tawadros II, il patriarca della chiesa ortodossa siriana, Ignatius Afrem II, e il patriarca della chiesa siro ortodossa indiana, il Catholicos Baselios Marthoma Paulose II, stanno in questi giorni incontrando i vari leader dei gruppi politici del Bundestag tedesco appena eletto, ed è pianificato un incontro con il presidente della Conferenza cattolica episcopale tedesca, il cardinale Reinhard Marx. Nella mattinata il presidente tedesco, Frank-Walter Steinmeier, ha ricevuto i quattro capi delle Chiese orientali nella sua residenza ufficiale, il Palazzo di Bellevue. L’incontro si è incentrato sulle diverse situazioni delle Chiese, e sulla situazione attuale dei cristiani in Siria, Egitto e Turchia. Le antiche Chiese orientali appartengono ad un gruppo di confessioni che dopo il Concilio di Calcedonio restarono fedeli all’ortodossia pre-calcedonica. Queste Chiese differiscono tra loro principalmente per i loro riti, mantenendo una sostanziale unitarietà teologica: rito alessandrino-copto, siriaco occidentale e orientale e apostolico-armeno. In Germania sono attualmente oltre 250mila i cristiani che si rifanno a queste antiche chiese.

Settimana sociale: il 23 ottobre a Roma la presentazione del programma. Il 27 ottobre all’Auditorium anteprima del docufilm “Il lavoro che vogliamo”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 14:47

Alla vigilia dell’appuntamento con la 48ª Settimana Sociale dei Cattolici Italiani (Cagliari, 26-29 ottobre 2017), lunedì prossimo, 23 ottobre, alle ore 12 è in programma una conferenza stampa a Roma, presso la Sala Marconi della Radio Vaticana (Piazza Pia, 3).  Sarà l’occasione – informa l’Ufficio nazionale della Cei per le comunicazioni sociali – per una breve presentazione del programma dell’evento, che prevede, tra gli altri, gli interventi del presidente della Cei, card. Gualtiero Bassetti, del presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, del presidente del Consiglio dei ministri, Paolo Gentiloni, del ministro del Lavoro e delle Politiche sociali, Giuliano Poletti, del ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, Claudio De Vincenti, insieme ad altri esponenti del mondo politico, sindacale, associativo ed ecclesiale. Lunedì saranno anticipate anche alcune richieste che a Cagliari la Chiesa italiana presenterà al governo, come anche gli impegni che intende assumersi in prima persona. Interverranno alla conferenza stampa: mons. Filippo Santoro, presidente del Comitato scientifico e organizzatore delle Settimane Sociali, e Sergio Gatti, vicepresidente del Comitato. Venerdì 27 ottobre, alle 11, nell’ambito della Festa del Cinema di Roma, nello Spazio AuditoriumArte verrà presentata l’anteprima del docufilm “Il lavoro che vogliamo”, di Andrea Salvadore, prodotto da Tv2000. Interverranno il card. Bassetti, il direttore di Tv2000, Paolo Ruffini, il vice direttore del Tg1, Filippo Gaudenzi, e il regista del documentario, Andrea Salvadore.

Diocesi: Nardò-Gallipoli, disponibile per il download l’app per comunicare la Chiesa locale

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 14:43

È online e disponibile su tutte le più importanti piattaforme di download l’app “Diocesi Nardò Gallipoli”. La diocesi salentina punta ancora di più sulla nuova comunicazione, quella veloce, moderna ed accessibile a tutti, sfruttando i canali più avanzati. “L’applicazione Diocesi di Nardò-Gallipoli – si legge in una nota diffusa dalla diocesi – porta su smartphone e tablet i contenuti presenti sul sito diocesano, consentendo ad essa di comunicare con le persone vicine e lontane le notizie più recenti, le lettere e le omelie del vescovo, le informazioni istituzionali, i contatti degli uffici”, oltre, ovviamente, ad offrire tutte le informazioni più istituzionali quali “vescovo, curia, uffici liturgici e uffici pastorali”. Disponibile per il download su Google Play, per dispositivi Android, e sull’App Store, per i dispositivi Ios, attraverso l’app sarà infine possibile ricevere in tempo reale le notifiche sugli eventi e sulle iniziative, per le quali saranno inoltre indicati i luoghi e gli allegati disponibili. “L’app – conclude la nota – vuole semplificare e rendere più vicine a tutte le persone le ricche proposte della vita diocesana”.

Rohingya: Msf, “peggiora la crisi umanitaria; mancano acqua pulita, rifugi, cibo e assistenza medica”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 14:29

La crisi umanitaria a Cox’s Bazar, in Bangladesh – dove si sono rifugiati oltre 582.000 rohingya in fuga dalle violenze nello stato di Rakhine, in Myanmar – “sta peggiorando”: è la denuncia odierna di Medici senza frontiere (Msf), che nei soli primi due mesi della nuova ondata di arrivi ha assistito oltre 30.000 pazienti, un numero cinque volte maggiore a quello delle persone trattate nelle proprie strutture nello stesso periodo dello scorso anno.  “Se la risposta a questa crisi non aumenterà per far fronte all’enorme bisogno di rifugi, acqua pulita, assistenza medica e cibo, temiamo lo scoppio di una grande epidemia e, con essa, un’emergenza di salute pubblica”, dichiara Roberto Onus, coordinatore dell’emergenza per Msf. In risposta alla crisi umanitaria Msf ha ampliato enormemente le proprie operazioni nel Paese. In aggiunta al personale già sul campo, l’organizzazione ha impiegato altre 800 persone, portando la propria presenza a Cox’s Bazar da 200 a 1.000 operatori. “Raramente ho visto così tante persone, centinaia di migliaia, vivere in ripari di fortuna, bloccati in un’area delle dimensioni di una piccola città europea e con scarso accesso ai servizi di base”, racconta Paul Jawor, esperto di acqua e potabilizzazione per Msf. L’organizzazione ha aumentato la capacità della propria struttura a Kutupalong da 50 a 70 posti letto, con nuovi reparti e possibilità di isolamento per casi di malattie infettive. Una seconda struttura, che si focalizzerà sulla salute materno-infantile, è in costruzione a Balukhali e aprirà nei prossimi giorni. Nella regione è inoltre prevista l’apertura di altre due strutture e sono già stati istituiti presidi sanitari e cliniche mobili a Kutupalong, Balukhali, Mainnerghona, Jamtoli, Unchiparang e nelle zone di confine. “Oltre alla risposta medica, l’aumento di acqua e di servizi igienici è fondamentale per prevenire il diffondersi di malattie”, spiega Onus. Msf ha finora costruito 200 latrine, 34 pozzi e un sistema di approvvigionamento dell’acqua, e trasporta quotidianamente una media di 100 m3 di acqua dal centro medico di Kutupalong. “Data l’estensione della popolazione e le precarie condizioni di igiene, servono almeno 8.000 latrine per scongiurare la diffusione delle malattie”, conclude.

Crisi aziendali: mons. Sorrentino (Assisi), “parti interessate abbiano supplemento di responsabilità. Politica favorisca creazione lavoro”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 14:27

“Come vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino sto seguendo con apprensione le ultime notizie sulla situazione già tanto compromessa del lavoro nel nostro territorio. Ho pertanto incaricato la Commissione diocesana per i problemi sociali e il lavoro di seguire da vicino le situazioni di crisi aziendali (Colussi, ex Merloni, Tagina) che rischiano di coinvolgere un numero sempre maggiore di lavoratori e riguardano imprese un tempo simbolo di occupazione e stabilità”. Lo scrive in una nota mons. Domenico Sorrentino, preoccupato per “gli annunci di nuove procedure di licenziamento collettivo” e per “la situazione della fascia appenninica in cui per molte persone sono cessati gli ammortizzatori sociali, mentre per altre si prospettano anni con forti riduzioni del reddito”. Il lavoro, afferma, “è espressione primaria della dignità della persona”; negarlo “ad un giovane o ad un adulto è un atto che non solo ferisce la singola persona, ma la stessa democrazia e la giustizia sociale”. Facendosi interprete anche degli altri vescovi della regione, Sorrentino esprime l’auspicio che “ogni parte interessata si impegni ad avere, in questo delicato momento, un supplemento di responsabilità. È in gioco la dignità di migliaia di persone e il futuro della nostra terra. Si tratta di un impegno corale al quale nessuno potrà sottrarsi”. Accanto alle aziende, ai lavoratori interessati e ai sindacati, anche la politica è chiamata in causa: “È soprattutto sul terreno del lavoro che si misura la sua capacità di provvedere al bene comune. Abbiamo bisogno di una politica che rimuova gli ostacoli alla creazione del lavoro e dell’impresa, che sia attenta alla formazione professionale dei giovani e degli adulti e che sappia rimettere in gioco gli ‘scartati’ dall’attuale sistema economico”. Il presule esprime quindi vicinanza ai lavoratori e alle loro famiglie e assicura: “Resteremo sempre al loro fianco nell’impegno per una società più giusta e fraterna, in cui a ciascuno sia assicurata dignità e speranza”.

 

Iraq: Sako (patriarca), “proteggere il popolo prima dei pozzi di petrolio. Urge riconciliazione nazionale”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 14:23

Le “circostanze senza precedenti” attraversate in questo momento storico dall’Iraq sono “il risultato di tutto quello che è successo in Iraq da nord a sud da molti anni a questa parte”. Per questo, la nuova fase critica può essere superata solo attraverso una collaborazione nazionale che vada “al di là di questa crisi” e punti a rimuovere le cause profonde dell’instabilità e della fragilità che affliggono il Paese fin dalla caduta del regime di Saddam Hussein. È il richiamo rivolto nelle ultime ore dal patriarca caldeo Louis Raphael Sako a tutte le autorità politiche irachene, sia nazionali che regionali, affinché prendano coscienza della drammaticità del momento ed evitino nuove sofferenze alla popolazione. In un appello diffuso dai canali ufficiali del Patriarcato, e rilanciato da Fides, il Primate della Chiesa caldea – che mercoledì 18 ottobre è stato ricevuto insieme ai suoi Vescovi ausiliari dal presidente iracheno Fuad Masum – sottolinea l’urgenza di una “vera e propria riconciliazione nazionale” che riconduca l’intero processo politico entro adeguati parametri di confronto istituzionale. Pur senza citare la parola “Kurdistan”, il patriarca fa espliciti riferimenti critici alla modalità con cui è stato realizzato il referendum indipendentista della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, e alle reazioni da esso innescate da parte del governo centrale: la riconciliazione nazionale, “e non soltanto un referendum” si legge nell’appello, pervenuto all’Agenzia Fides, “può portare concretamente e in maniera adeguata fuori dall’intera crisi”. Secondo il patriarca, “le soluzioni giuste non possono essere raggiunte senza negoziati e senza cambiare la mentalità. Solo questa via porterà le diverse leadership a offrire coraggiosamente concessioni reciproche e a cooperare come un fronte unito contro il pericolo di creare nuovi conflitti; vale a dire, per proteggere la popolazione prima dei pozzi petroliferi”, aggiunge il patriarca, con implicito riferimento alle operazioni militari messe in atto dal governo di Baghdad per sottrarre la regione petrolifera di Kirkuk al controllo delle milizie curde Peshmerga, che rispondono al governo della Regine autonoma del Kurdistan.

Giovani e politica: Miano (coordinatore), “trasmettere passione e capacità di assumersi la responsabilità del futuro”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:49

L’attuale contesto politico e sociale richiede una presenza attiva, concreta e comunicativa dei cattolici. Per questo, nel suo impegno per il bene comune, “Retinopera ha promosso questo incontro che si propone di presentare esperienze significative in atto di formazione al sociale e al politico dei giovani e di mettere in luce come, anche attraverso questo impegno, possa passare un’attenzione ad una rinnovata centralità del lavoro”. Franco Miano, coordinatore del network che riunisce 20 organizzazioni del mondo cattolico italiano, delinea al Sir le coordinate del seminario di studio promosso questo pomeriggio a Roma in vista dell’imminente Settimana sociale dei cattolici italiani (Cagliari, 26-29 ottobre). Nel corso dell’incontro, su “Passione per il presente e per il futuro. La formazione dei giovani alla politica come contributo per una società nuova”, verranno presentati i due progetti “Connessioni – percorsi di formazione politica per giovani” e “Lab.Ora – Mille giovani. Servitori del bene comune”, “frutto di sinergie e collaborazioni tra diverse realtà”, spiega Miano, “ma ci sarà spazio anche per altri”. Perché questo appuntamento alla vigilia della Settimana sociale? “Perché le trasformazioni del mondo del lavoro non possono non raccordarsi con il cambiamento della politica”. Il ruolo di Retinopera è allora “mettere insieme, essere fattore di moltiplicazione del bene e quindi anche delle esperienze di formazione dei giovani alla politica che è uno degli spazi fondamentali per coniugare la fede con la vita”. Per alcuni, osserva, “questa formazione potrà tradursi in impegno politico diretto, per gli altri sarà comunque una scuola di cittadinanza e impegno sociale, una grande semina di bene, di idee e di vita buona per costruire una società e un domani migliori”. L’importante è trasmettere alle giovani generazioni “la passione e la capacità di assumersi in prima persona la responsabilità del futuro sapendolo orientare al bene comune”.

Papa Francesco: agli studenti di Lione, “lasciate la vostra impronta nella storia”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:38

“Avete la capacità di decidere del vostro futuro! Per questo vi esorto a diventare responsabili di questo mondo e della vita di ogni uomo”. Con queste parole il Papa, ricevendo in udienza gli studenti dell’“Institution des Chartreux” di Lione, li ha esortati a lasciare la loro impronta nella storia. “Qui a Roma – ha detto rivolgendosi a loro – voi vivete una forma di immersione nella storia che ha segnato così fortemente il sorgere delle nazioni europee. Ammirando ciò che il genio degli uomini e le speranze che essi hanno coltivato sono stati capaci di realizzare, abbiate a cuore, anche voi, di lasciare la vostra impronta nella storia”. “Non dimenticate mai che ogni ingiustizia contro un povero è una ferita aperta, e sminuisce la vostra stessa dignità”, il monito di Francesco: “E, anche se questo mondo si aspetta da voi che puntiate al successo, datevi i mezzi e il tempo per percorrere i sentieri della fraternità, per costruire ponti tra gli uomini piuttosto che muri, per aggiungere la vostra pietra all’edificazione di una società più giusta e più umana”. “In questa prospettiva, invito quanti di voi sono cristiani a rimanere sempre uniti al Signore Gesù con la preghiera, per imparare ad affidare tutto a Dio, e così non soccombere alla tentazione dello scoraggiamento o della disperazione”, la prima consegna. La seconda è per “quanti non sono cristiani: non dimenticate mai, nello sguardo rivolto sugli altri e su voi stessi, che ‘l’uomo sorpassa infinitamente l’uomo’”, come afferma Blaise Pascal: “E vi incoraggio tutti a lavorare per il bene, per diventare umilmente seme di un nuovo mondo”.

Papa Francesco: agli studenti di Lione, “rimanete liberi dal fascino del denaro e non obbedite alla mano invisibile del mercato”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:36

“È essenziale che, fin da ora e nella vostra vita professionale futura, impariate a rimanere liberi dal fascino del denaro, dalla schiavitù in cui il denaro rinchiude quanti gli rendono un culto”. A raccomandarlo agli studenti della “Institution des Chartreux” di Lione, ricevuti in udienza nella Sala Clementina, è stato il Papa. “Ed è anche importante che possiate acquisire oggi la forza e il coraggio di non obbedire ciecamente alla mano invisibile del mercato”, ha proseguito, incoraggiando gli studenti “a trarre vantaggio dal tempo degli studi per formarvi a diventare promotori e difensori di una crescita nell’equità, artigiani di un’amministrazione giusta e adeguata della nostra casa comune, cioè il mondo”. “Voi siete impegnati in un corso di studi che vi prepara a entrare in grandi scuole commerciali e che, quando sarà il momento, vi permetterà di svolgere una professione nel mondo della finanza internazionale”, ha esordito Francesco: “Sono lieto di sapere che la vostra formazione accademica comprende una forte dimensione umana, filosofica e spirituale, e di questo ringrazio Dio”.

Riforma, 500 anni: convegno alla Lateranense. Ferrario (teologo), “molte attività pastorali vengono fatte insieme”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:15

“Sempre più spesso molte attività pastorali vengono fatte insieme, a volte perché le Chiese sono più fragili a volte perché ecumenicamente orientate. La collaborazione avviene anche sul piano sociale e umanitario, ma ciò non deve essere una scusa. Capita che le Chiese si trovino più vicine quando si tratta di spiegare agli Stati o alla politica che cosa fare piuttosto che quando devono fare qualcosa loro”. Lo ha detto stamattina il teologo valdese Fulvio Ferrario, intervenuto al convegno “Passione per Dio. Spiritualità e teologia della Riforma a 500 anni dal suo albeggiare”, che si è svolto nella Pontificia Università Lateranense, a Roma. Il docente della Facoltà Valdese di Teologia romana ha rivolto la propria attenzione anche sulla questione della reciproca ospitalità all’Eucaristia. “Dal punto di vista evangelico, quello che poteva essere fatto è stato fatto – ha affermato -. L’ultima remora che ci poteva essere è che, prima di accogliere un cattolico, gli si fa presente che la sua Chiesa non è d’accordo. Secondo me, invece la Chiesa cattolica dovrebbe riflettere un po’ su questo aspetto, dal punto di vista pastorale. Incontro, comunque, realtà cattoliche in cui questa pratica è data per scontata”.

Diocesi: Casale Monferrato, sabato 21 ottobre a Biella mons. Mana consacra vescovo mons. Sacchi

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:14

Mons. Gianni Sacchi, eletto vescovo di Casale Monferrato da Papa Francesco lo scorso 31 luglio, riceverà l’ordinazione episcopale nella mattinata di sabato 21 ottobre nella cattedrale di Santo Stefano a Biella per le mani del suo attuale vescovo, mons. Gabriele Mana, di cui è stato strettissimo collaboratore negli ultimi quindici anni prima come pro-vicario e poi come vicario generale. Vescovi co-consacranti saranno mons. Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli, e mons. Alceste Catella, amministratore apostolico di Casale Monferrato. Al rito, con inizio alle 10, saranno presenti anche i vescovi della Conferenza episcopale di Piemonte e Valle d’Aosta oltre al biellese mons. Vittorio Viola, vescovo di Tortona. Prevista la partecipazione di fedeli provenienti dalla diocesi di Casale Monferrato oltre a quelli della parrocchia di Santa Maria Assunta in Vigliano Biellese, dove Sacchi è stato parroco per 18 anni. Dalle 8.30 sarà possibile accedere alla Cattedrale. “Lungo le navate del Duomo – spiega don Massimo Minola, cerimoniere episcopale della diocesi di Biella – si potrà seguire con il supporto di appositi schermi lo svolgersi della celebrazione liturgica”. Nel corso dei riti esplicativi, con il libro dei Vangeli, l’anello e la mitra, a mons. Sacchi verrà consegnato il pastorale, donatogli dalla comunità ecclesiale di Casale Monferrato, il “gregge” di cui è stato chiamato ad essere pastore e guida. Al termine della celebrazione, autorità, sacerdoti e fedeli giunti da Casale Monferrato potranno salutare il loro nuovo vescovo presso il seminario vescovile di Biella.

La Civiltà Cattolica: p. Fares, “popolarità del Papa molto alta in tutto il mondo”, ma per alcuni media “la gente ce l’ha con il Papa”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:10

“Se si guarda alle statistiche, l’indice di popolarità di Papa Francesco, dopo quattro anni di pontificato, si mantiene molto alto in tutto il mondo. Anche nel suo Paese prevale un’immagine positiva di lui. Eppure, se si seguono alcuni media locali, l’espressione ‘la gente ce l’ha con il Papa’ viene presentata come ovvia e molto reale”. A farlo notare, per smascherare “l’inganno del meno” messo in atto da alcuni media che attaccano il Papa, è padre Diego Fares, sull’ultimo numero de “La Civiltà Cattolica”. Fares cita le affermazioni o insinuazioni sul fatto che Francesco attaccherebbe l’enciclica di Giovanni Paolo II “Veritatis Splendor”: “La gente semplice rimane perplessa e scandalizzata quando cose simili vengono dette in maniera categorica e solenne”. “Il fatto che Francesco, nella sua esortazione apostolica Amoris Laetitia, che raccoglie i risultati dei due Sinodi sulla famiglia – precisa il gesuita – dica che ‘non tutte le discussioni dottrinali, morali o pastorali devono essere risolte con interventi del magistero’ è in perfetta consonanza con lo spirito della Veritatis Splendor, in cui Giovanni Paolo II conclude ‘il discernimento di alcune tendenze della teologia morale odierna’ con questa esortazione: ‘Bisogna però che noi, fratelli nell’episcopato, non ci fermiamo solo ad ammonire i fedeli circa gli errori e i pericoli di alcune teorie etiche. Dobbiamo, prima di tuto, mostrare l’affascinante splendore di quella verità che è Gesù Cristo stesso”. Ed è proprio questo, per Fares, uno dei meriti di Francesco, che “è riuscito a risvegliare – profeticamente – la forza di una Parola che era imprigionata dentro schemi astratti e dialoghi fra sordi di ideologie nemiche”.

La Civiltà Cattolica: p. Fares, “per il Papa tutto è politica”, “i poteri del denaro, delle armi e della tecnocrazia” tendono a sminuirlo

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 13:08

Per il Papa, la politica è “la forma più alta della carità che cerca il bene comune”. In questo senso alto, “tutto è politica, persino un’omelia”. A farlo notare è padre Diego Fares, sull’ultimo numero de “La Civiltà cattolica”, in cui a proposito degli attacchi al Papa da parte di alcuni media si chiede: “Chi può essere interessato a ‘sminuire’ colui che elogia l’alta politica del bene comune? Soltanto quei poteri, qualitativamente minori, che si muovono ‘al di sopra’ della politica, anziché mettersi al suo servizio; vale a dire, i poteri del denaro, delle armi e della tecnocrazia”. “È un fatto universalmente riconosciuto che il Papa è riuscito a diventare un punto di riferimento e a fare da ponte in molti tentativi di dialogo tra Paesi in conflitto”, prosegue il gesuita: “Chi può essere interessato a screditare un tale arbitro nei conflitti? Soltanto chi avrebbe da ‘guadagnare’ da altre soluzioni che non siano quelle del dialogo e del consenso democratico. I discorsi che mirano a rubare una parte del bene con immagini e ragionamenti presi da altri contesti (ad esempio, quando viene usato un concetto psicologico per parlare di questioni politiche) abbagliano sul momento, ma poi presto ci si accorge di come essi oscurino la questione di fondo”. Fares, a questo proposito, cita un recente articolo “che intendeva far passare come ovvia l’immagine di un Papa molto popolare a livello internazionale, ma dai metodi di governo inefficaci”. Il meccanismo adottato è quello di isolare una foto – “un Papa che non mangia più al centro della sala da pranzo di Santa Marta, ma in un angolo, soltanto con pochi e selezionati commensali e dando le spalle al resto della sala” – dal contesto. La storia reale di oltre 1.500 pranzi fatti da Francesco a Santa Marta – scrive il gesuita – ci mostra un Papa che ha scelto di condividere sempre la vita e la tavola con la gente, e che all’inizio si è sempre seduto al centro della sala, ma poi, quando si è reso conto che al suo ingresso provocava un certo imbarazzo nelle persone, che non sapevano bene come comportarsi, ha cercato un luogo più discreto per non disturbare, restando sempre nello stesso ambiente. È così che il Papa ormai fa da anni”. “In qualcuno”, commenta Fares, “c’è uno spirito sgradevolmente velenoso, che, ricorrendo a immagini ingannevoli, finisce per produrre una caricatura falsa, e per giunta poco riuscita, del Papa, nel tentativo di sminuirne l’immagine”.

Ue: summit fra istituzioni, imprese e sindacati. Tusk, “condividere benefici della ripresa”. Visentini (Etuc), promuovere diritti sociali

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 12:32

(Bruxelles) “La ripresa europea non è più una ripresa, ma un’espansione economica” ed è perciò “nostro compito comune adesso assicurare che i suoi benefici siano condivisi il più ampiamente possibile”. Fondamentale è “coinvolgere meglio i partner sociali nelle politiche nazionali”. Questo è stato il senso, nelle parole del presidente del Consiglio europeo Donald Tusk, del summit sociale tripartito che si è svolto ieri a Bruxelles per “dare forma al futuro dell’Europa: rafforzare la resilienza e promuovere il progresso sociale ed economico per tutti”, secondo il titolo. Il summit sociale precedeva la seduta del Consiglio europeo, che si terrà da questo pomeriggio a domani. Elemento chiave, prosegue Tusk commentando l’incontro con imprese e sindacati, è “garantire che i cittadini siano attrezzati con le giuste competenze” in quest’epoca digitale in cui “si regredisce se si sta fermi”. Al tavolo del summit di fronte al presidente Jean-Claude Juncker, al commissario Valdis Dombrovskis e al primo ministro estone, Jüri Ratas, erano seduti BusinessEurope, la Confederazione europea dei sindacati (Etuc), il Centro europeo dei datori di lavoro e delle imprese (Ceep), l’Associazione europea per artigianato, piccole e medie imprese (Ueapme) e Eurocadres, il sindacato di professionisti e manager.
Secondo il segretario di Etuc/Ces, Luca Visentini, cruciale è che il pilastro europeo dei diritti sociali sia “ambizioso e forte” per “fare veramente la differenza nella vita dei lavoratori. Molti di loro devono ancora sentirla la ripresa e hanno bisogno di chiare prove del fatto che l’Ue sia impegnata per la giustizia e il progresso sociale”.

Spiritualità: comunità cattoliche peruviane in Italia, domenica 22 ottobre in piazza san Pietro per l’Angelus con il Papa

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 12:04

Domenica 22 ottobre le comunità cattoliche peruviane in Italia saranno in piazza san Pietro per partecipare all’Angelus con Papa Francesco. In piazza anche l’icona del loro santo patrono il Senor de los Milagros che poi verrà portata nella basilica di San Pietro per la celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo ausiliare di Roma, mons. Gianrico Ruzza. “La fede – afferma il coordinatore nazionale Migrantes per la comunità peruviana in Italia, padre Emerson Campos Aguilar – ci fa evitare di cadere nel ‘noi’ e ‘loro’, superare i pronomi. Un nuovo arcobaleno antropologico sociale e multiculturale va sorgendo nella fede”. “L’amore – aggiunge – è il respiro della vita. Siamo fatti per amare dice Papa Francesco, perché nell’amore c’è la vita, nella sua privazione la vita è meno vivibile”. “L’umano – prosegue padre Campos Aguilar – non può vivere senza amore. Cristo Signore dei Miracoli è l’espressione dell’Amore del Padre verso tutti”. Il religioso, in questo mese, ha chiesto all’intera comunità di “pregare per l’imminente viaggio apostolico del Santo Padre in Perù e per la pace nel mondo”. “Il Santo Padre – spiega – troverà un Perù un po’ sofferente politicamente, socialmente in ricostruzione dopo l’alluvione e il terremoto, e sopratutto con una migrazione interna sudamericana molto forte”.

Rohingya: Save the children, “nei campi per sfollati migliaia di bambini a grave rischio abusi e sfruttamento”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 11:47

“Migliaia di bambini Rohingya fuggiti in Bangladesh sono a forte rischio di abusi e sfruttamento a causa delle precarie condizioni in cui vivono in campi e insediamenti informali sovraffollati, dell’impossibilità di studiare e andare a scuola e del clima di disperazione diffuso tra la popolazione in fuga dal Myanmar”. Lo denuncia oggi Save the children, spiegando che “più di 450mila bambini in età scolare appartenenti alla comunità Rohingya risultano attualmente tagliati fuori dall’educazione, e di conseguenza esclusi da uno dei principali meccanismi per assicurare la loro protezione”. “Tra loro – si legge in una nota – anche 270mila minori giunti in Bangladesh in seguito alle uccisioni e alle violenze scoppiate il 25 agosto scorso nel nord dello Stato del Rakhine, in Myanmar”. “Nei campi ci sono enormi preoccupazioni circa la protezione dei bambini”, afferma Filippo Ungaro, direttore della comunicazione di Save the children. “In tantissimi – prosegue – vagano affamati e disperati in aree affollate e caotiche dove potrebbe accadere loro di tutto. Potremmo presto trovarci di fronte a un vero e proprio disastro” perché “bambini che hanno già vissuto sulla propria pelle esperienze alle quali nessun bambino al mondo dovrebbe assistere rischiano fortemente di essere vittime di varie forme di sfruttamento, come traffico, abusi sessuali e lavoro minorile”. “Molte delle reti sociali che proteggevano i bambini in Myanmar non si sono ancora formate nei campi e questo contribuisce a porli a forte rischio”, aggiunge Ungaro. Tra le preoccupazioni principali, l’alto numero di minori non accompagnati: “Abbiamo già individuato più di 1.200 bambini che durante il caos della fuga sono rimasti separati dai propri genitori o che sono arrivati in Bangladesh da soli, spesso perché i loro familiari sono stati uccisi”. “I bambini che non hanno più nessuno che si possa prendere cura di loro sono i più vulnerabili e noi abbiamo il dovere di offrire loro la protezione di cui hanno bisogno. Crediamo che vi siano altre migliaia di minori in questa situazione”, conclude Ungaro.

Parlamento Ue: “rivedere Dublino e sistema di asilo”. Stop alla regola del “primo Paese”. Niente fondi a chi non accoglie rifugiati

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 11:41

(Bruxelles) “Il sistema europeo di asilo è una delle questioni chiave che determinano lo sviluppo futuro dell’Europa. In qualità di relatrice, il mio obiettivo è creare un sistema d’asilo veramente nuovo basato sulla solidarietà, con regole chiare e incentivi a seguirle, sia per i richiedenti asilo che per tutti gli Stati membri “. Cecilia Wikström, eurodeputata svedese, è la relatrice sul provvedimento approvato oggi nella commissione per le libertà civili del Parlamento europeo con le proposte per un nuovo regolamento di Dublino, per “rimediare alle attuali debolezze” del sistema d’asilo dell’Unione europea e “creare un sistema solido per il futuro”. Il punto principale del testo approvato riguarda il fatto che il “primo Paese di arrivo non sarà più automaticamente responsabile per i richiedenti asilo”. L’attribuzione della responsabilità sarebbe basata, secondo quanto chiede il Parlamento, sui “reali legami” con uno Stato membro, quali la famiglia, l’avervi già vissuto in precedenza o gli studi. “In assenza di questi legami, i richiedenti asilo verrebbero automaticamente assegnati ad uno Stato membro dell’Ue in base ad un metodo di ripartizione fisso”, dopo essere stati registrati al loro arrivo, “e dopo un controllo di sicurezza e una rapida valutazione dell’ammissibilità della loro domanda di protezione”. Questo per evitare che gli Stati membri “in prima linea”, come Italia e Grecia, “si assumano una quota sproporzionata degli obblighi internazionali dell’Europa nei confronti delle persone bisognose”.
Inoltre, i Paesi dell’Ue che si rifiutano di ricollocare i richiedenti asilo “dovrebbero avere un accesso limitato ai fondi Ue”, secondo il progetto di mandato negoziale sulle nuove regole di Dublino. Il progetto di relazione preparato da Cecilia Wikström è stato approvato con 43 voti a favore e 16 contrari, senza alcuna astensione. Il testo costituisce il mandato negoziale del Parlamento per i colloqui con gli Stati membri in seno al Consiglio. La decisione della commissione per le libertà civili dovrà ora essere confermata formalmente dalla plenaria durante la sessione di novembre a Strasburgo. Poi il testo passerà al Consiglio, dove sono rappresentati i governi degli Stati membri; è certo che la relazione approvata in commissione parlamentare – molto avanzata nei contenuti – e che potrebbe essere votata in plenaria, troverà ostacoli e opposizioni da diversi Stati membri.

Terra Santa: card. Sandri a melkiti, “i beni sono a servizio della vita della Chiesa e vanno gestiti con prudenza”

Agensir.it - Thu, 2017-10-19 11:38

“La sofferenza innocente del popolo cristiano” in Medio Oriente che “in taluni casi è giunta fino ad un vero e proprio martirio, attraverso il rapimento o addirittura la tortura e la morte, certamente per la grazia del Signore diventa un tesoro di grazia per la Chiesa intera”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese orientali, durante l’incontro con i sacerdoti dell’arcieparchia di Akka dei greco-melkiti, svoltosi ieri ad Haifa. “Come Chiesa melkita avete sperimentato il dramma che da troppi anni affligge la Siria ed altre aree del Medio Oriente, abbiamo sentito la sofferenza inferta anche o in taluni casi soltanto a motivo del nome di Gesù. Qualcuno dei vostri fratelli – ha affermato il cardinale – è dovuto proprio fuggire, lasciare le sue cose, perché – come per la Santa Famiglia a Betlemme – non c’era più posto per loro, ma questa volta non nell’albergo, ma in quella che fino a poche ore prima era la propria casa”. Nel suo saluto il prefetto si è poi riferito alla situazione dell’arcieparchia, elogiando l’opera di rinnovamento intrapresa dal nuovo vescovo: “So le fatiche che la situazione del passato hanno posto sulle spalle del vostro nuovo pastore e su tutti voi, ma ammiro l’opera avviata di riordinamento, sistemazione e trasparenza amministrativa che si è impostata, per la quale incoraggio il vostro vescovo, mons. Georges Bacouni, e tutti voi”. “La vera carta vincente – ha spiegato il prefetto – sarà l’abbandono di ogni divisione del passato e il cammino insieme, in una luminosa comunione sacerdotale e dentro tutto il popolo di Dio”. “I beni – ha ribadito il card. Sandri – sono a servizio della vita della Chiesa, e come tali vanno gestiti con prudenza e vigilanza: anche nell’ultima sessione plenaria del Dicastero è stata dedicata una riflessione e un dibattito su questo punto, con alcune raccomandazioni che andranno implementate a livello locale: vivete, con verità e carità, la restaurazione morale anche su questo fronte avviata con l’arcivescovo Bacouni”.

Menù ad Accesso Rapido

Accesso rapido

La Parola
Ragazzi
Scie di Luce
Servizi La Stanza
Media
Cattolici  Protestanti  Ortodossi  Ecumenismo  Vita Quotidiana
  • ° Vita Pubblica
  • ° Lui & Lei
  • ° Matrimonio
  • ° Figli
  • ° Ricette
  • ° Viaggi


 Notizie